Ma
sulla guerra in Ukraina i torti sono tutti dalla parte di Putin? No,
assolutamente no. E ben lo sanno anche molti fra coloro che si
affannano a demonizzare lo Zar del Cremlino ed a santificare il
Satrapo di Kiyev.
No,
Putin non ha torto. Putin è accusato di stare dalla parte del
torto: cosa ben diversa. Si é messo dalla parte del torto perché
é caduto nella trappola degli americani (e degli inglesi), ed ha
invaso l’Ukraina. E chi viola le regole yankee ha sempre torto. Anche se
non a tutti i violatori ció viene contestato.
Per
esempio, agli Stati Uniti (con o senza la foglia di fico della NATO)
nessuno si é permesso di contestare l’invasione, l’aggressione e
il bombardamento (sanguinoso e indiscriminato) di tanti Stati
Sovrani. Penso in primo luogo alla sporca, sporchissima guerra contro
la Serbia nel 1999. Gli aerei della NATO (decollati dalle basi
italiane) bombardarono a tappeto il paese ininterrottamente per quasi
due mesi (anche con bombe incendiarie, per tacere dei proiettili
all’uranio impoverito utilizzati a terra) causando devastazioni
terribili, un milione di profughi e un numero imprecisato di morti
fra militari e civili di ogni etá e condizione (2.500 secondo le
fonti piú “comprensive” verso gli americani). Senza
l’indignazione dei giornali “occidentali”, senza non-stop
televisive, senza gli anatemi degli opinionisti “democratici”,
senza che nessuno chiamasse in causa la memoria del “nazi-fascismo”.
Per tacere, naturalmente, di casi piú recenti nel Medio Oriente e in
Nord Africa, dall’Afghanistan alla Libia, passando per Siria e
Irak.
Ma,
quando dico che Putin non ha tutti i torti lo dico perché
la sua invasione dell’Ukraina non é un episodio a sé stante,
bensí il secondo tempo di un piú ampio conflitto che dura dal 2014
e che é stato causato volutamente dagli Stati Uniti d’America,
direttamente (con le operazioni “coperte” della CIA) o
indirettamente (utilizzando i servi-sciocchi del posto).
Facciamo
dunque un po’ di storia. L’Ukraina é stata fino a non moltissimi
anni fa una di “tutte le Russie”: la “Piccola Russia”,
insieme alla “Grande Russia” (la Russia propriamente detta), alla
“Russia Bianca” (la Bielorussia) e alle altre terre dell’Impetro
zarista (prima) e dell’Unione Sovietica (poi). Uguale l’etnía
(slavo-orientale) e assai simile la lingua. Nell’etá moderna
l’Ukraina si divide – grosso modo – fra una metá orientale
(che resta parte integrante dell’Impero zarista) ed una metá
occidentale (incorporata nella Confederazione Polacco-Lituana, poi
nell’Impero austro-ungarico, poi ancóra nella Polonia). Dopo la
rivoluzione comunista in Russia, l’Ukraina Orientale prende
coscienza di una propria individualitá nazionale e si separa per un
breve periodo dalla Russia, per ritornare súbito dopo sotto il
dominio di Mosca. Parallelamente, un forte movimento nazionalista
nasce nell’Ukraina Occidentale, represso brutalmente dai polacchi.
Durante
la Seconda Guerra Mondiale le due Ukraine transitano nella sfera del
Terzo Reich, che tuttavia mantiene la divisione fra l’est e l’ovest
del paese. I nazionalisti (antesignani dei “nazisti ukraini” di
oggi) tentano invano di riunire le due metá del paese, ma i tedeschi
impediscono che ció possa avvenire. Dopo la conclusione del
conflitto, é invece l’Unione Sovietica a tenere a battesimo la
“Grande Ukraina”, denominata Repubblica Socialista Sovietica
di Ukraina, cui nel 1954 viene aggiunto l’oblast della
Crimea ed altri territori.
Il
resto é storia recente: la fine dell’Unione Sovietica,
l’indipendenza dell’Ukraina e delle altre nazionalitá separate
dell’ex-URSS, l’impegno degli Stati Uniti a non cooptare quei
paesi nella NATO, il tradimento di quell’impegno e il tentativo di
aggregare alla NATO anche l’Ukraina (dopo i Baltici e gli ex del
Patto di Varsavia).
Ultimo
episodio dell’anteguerra é – nel gennaio 2014 – la rivolta
violenta (organizzata dai servizi americani) e il colpo-di-Stato che
abbatte il Presidente (filorusso) democraticamente eletto, insediando
un governo golpista filoamericano.
Primo
impegno dei nuovi governanti é quello di muovere guerra alle regioni
dell’est del paese (il Donbass), abitate da una larga maggioranza
di etnía russa. É allora, nell’aprile 2014, che comincia questa
guerra; non nel febbraio 2022 con l’inizio della “operazione
speciale” russa. Formalmente, peró, quella prima fase – la
cosiddetta “guerra del Donbass” – era soltanto un episodio di
politica interna dell’Ukraina. Al contrario, quando i russi –
dopo ben otto anni! – hanno deciso di reagire con la forza, ció ha
configurato un fatto – illecito – di politica internazionale, una
aggressione ad uno Stato sovrano, come quella americana contro la
Serbia nel 1999.
Piccolo
particolare, rigorosamente taciuto dai media occidentali: durante gli
otto anni della guerra nel Donbass (una guerra in piena regola, con
aerei, carriarmati e bombardamenti a tappeto) ci sono stati – solo
per la parte russa – 10.000 morti (donne, vecchi e bambini
inclusi), 25.000 feriti gravi e un milione e mezzo di profughi. Nel
silenzio assoluto e complice di giornali e televisioni del mondo
“democratico”.
Tutto
ció non era stato soltanto un fatto di brutalitá da parte ukraina,
ma una manovra freddamente studiata (indovinate da chi?) per
costringere i russi a reagire nell’unico modo possibile: attaccando
l’Ukraina, e mettendosi cosí dalla parte del torto...
Michele Rallo
Articolo collegato: https://www.ilblogdellestelle.it/2014/02/le_due_ucraine.html