Israele, nello stile dello Zio Sam, cerca di intimidire l'Iran. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, durante la celebrazione di Rosh Hashanah in una riunione del governo, ha detto: "Se l'Iran commetterà un errore e ci attaccherà, riceverà un colpo che non potrà nemmeno immaginare. Siamo determinati a portare a termine la missione di rovesciare il regime: la sua fine è vicina".
La Turchia, previdente e consapevole di essere, dopo l'Iran, la seconda vittima designata, si prepara ed ha deciso di aumentare le spese per la difesa del 229% (!).
Intanto proseguono senza sosta violenti attacchi del regime terrorista sionista contro il sud del Libano. Interi villaggi sono rasi al suolo e gli abitanti estromessi. Anche il sud della Siria, a partire dalle alture del Golan da tempo annesse ad Israele, è minacciato dalle forze armate sioniste che recentemente sono entrate nella provincia di Daraa e hanno istituito un posto di controllo militare nella zona in cui sono presenti.
Ma soprattutto l'occupazione militare e politica di Israele si estende pesantemente sui territori palestinesi di Gaza e della Cisgiordania. Nella Striscia di Gaza l'offensiva militare e il controllo prolungato del territorio hanno provocato una gravissima crisi umanitaria e sanitaria. Come documentato da EMERGENCY, persistono la distruzione delle infrastrutture e la drammatica carenza di farmaci e beni essenziali. In Cisgiordania aumentano le incursioni e le violenze legate all'espansione degli insediamenti e alle azioni terroristiche dei coloni e dell'esercito.
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