Gli ultimi sviluppi della guerra in Yemen, che interessano aree comprese tra l'isola di Mayun e Bab al-Mandab, fino a Taiz e Al-Jawf. Le forze ribelli Houthi si sono schierate sull'isola di Mayun -sebbene manchi una conferma ufficiale del controllo effettivo- accompagnando tale mossa con lanci di missili verso Ras al-Ara e attacchi ad Al-Mukha e Dhubab.
Sono in corso scontri su più fronti. Si segnala che le forze governative yemenite hanno iniziato l'evacuazione della regione di Marib a causa dell'avanzata degli Houthi.
Intanto sul fronte arabo il principe ereditario Mohammed bin Salman ha chiesto aiuto al Pakistan nella lotta contro "Ansarullah" (Houthi) nell'ambito dell' "Accordo della Mecca". Il Pakistan ha rifiutato, affermando che questo accordo non si applica a "problemi esistenti", come la guerra civile in Yemen, e che vengono presi in considerazione solo i "nuovi conflitti" (inoltre c'è da dire che il presente scontro è stato iniziato dall'Arabia Saudita).
Gli Houthi in risposta hanno lanciato una massiccia offensiva, conquistando territori strategici in Yemen e colpendo direttamente le infrastrutture critiche in Arabia Saudita. La tregua che durava dal 2022 è di fatto crollata, aprendo un secondo fronte.
Le milizie Houthi hanno ottenuto importanti successi lungo la costa del Mar Rosso. Dopo violenti scontri gli Houthi hanno conquistato la città portuale di Mokha e si sono spinti 50 km più a sud fino a Dhubab. Con questa avanzata, il gruppo ha preso il controllo dell'imboccatura dello stretto di Bab el-Mandeb, uno degli snodi marittimi più importanti al mondo per il transito di merci e petrolio. Le forze ribelli di "Ansarullah" sono sbarcate sulle isole Hanish e sulla strategica isola di Mayyun, situata proprio all'ingresso dello stretto. Il portavoce del gruppo ha dichiarato che la navigazione rimarrà libera per tutti, tranne che per le navi dirette o appartenenti all'Arabia Saudita.
Gli attacchi via terra hanno superato i confini yemeniti, colpendo direttamente il territorio saudita con droni e missili. Gli Houthi hanno bombardato l'East-West Pipeline, una gigantesca infrastruttura con una capacità di 7 milioni di barili al giorno. L'attacco ha costretto le autorità di Riyad a chiudere temporaneamente l'oleodotto, che rappresentava la principale via alternativa per esportare greggio aggirando il blocco dello Stretto di Hormuz. Diversi raid hanno preso di mira città e installazioni militari saudite, spingendo il Paese a dichiarare lo stato di massima allerta in varie regioni.
Il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman ha chiesto un intervento militare immediato nel Mar Rosso agli Stati Uniti. Tuttavia, il presidente americano Donald Trump ha respinto la richiesta, negando un intervento diretto delle forze statunitensi.
(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)
Video collegato: Trita Parsi. Enorme vittoria Houthi trasforma la guerra USA-Iran: https://www.youtube.com/watch?v=65Qhz6VI1BE
Nessun commento:
Posta un commento
Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.