Il "valoroso" attacco della Nato via Ucraina, di alcuni giorni fa, contro il dormitorio di una scuola professionale a Starobelsk nella Repubblica di Lugansk, ha ucciso 10 ragazzi che dormivano e ne ha seppelliti altrettanti se non di più sotto le macerie. Non c’è migliore dimostrazione di come siano proprio gli obiettivi civili, sempre e in qualsiasi teatro di guerra, l’obiettivo primario dell’alleanza occidentale, la strategia fondamentale.
Il giorno dopo l'atto terroristico c’è stata una risposta missilistica russa contro obiettivi militari a Kiev e dintorni, subito condannata da tutto il coro UE/NATO al completo, ma la cosa non finisce qui: di fronte a un atto terroristico e privo di qualsiasi senso militare, Putin ha incaricato il ministro della Difesa di elaborare una serie di proposte su come rispondere: è chiaro che in campo c’è la possibilità di colpire depositi o fabbriche di droni al di fuori del territorio ucraino.
Nel frattempo l'Alto Rappresentante per la Politica Estera dell'UE, Kaja Kallas, ha più volte dichiarato che "se vogliamo la pace, dobbiamo prepararci alla guerra", sottolineando che "la Russia rappresenta una minaccia esistenziale a lungo termine e che la deterrenza richiede un riarmo massiccio dell'Europa". Come dire: "mano alle saccocce del popolo bue per armarci e continuare ad armare e finanziare il mercenariato ucraino".
Descrive il pro/cesso anche l'analista Francesco Dall'Aglio: "Sappiamo tutti che prima era colpa dello scellerato Orbán se l'Ucraina non riceveva tutto ciò che le serviva per chiudere la partita con la Russia. Era lui che bloccava il fiume di soldi e armamenti che gli alleati europei avevano pazientemente e lealmente messo da parte per riversarlo su Kiev. Ma ora che Orban non c'è più tutto è cambiato, no? No. Ora semplicemente non c'è più l'uomo cattivo, quello contro cui si poteva puntare il dito e dire "that's the bad guy". Orban risolveva tantissimi problemi, perché si poteva dare la colpa a lui se non si poteva fare come dice la Kallas"

Vediamo invece che la Gran Bretagna, la Francia e "altri stati della NATO", come Canada, Spagna e Italia, hanno bloccato il progetto di destinare lo 0.25% del proprio PIL ad aiuti militari per l'Ucraina. Perché una cosa è scrivere tweet bellicosi o andare in gita a Kiev e farsi le foto mentre si abbraccia Zelensky e un'altra è quando si presentano gli omini della Ragioneria dello Stato con le loro cartelline e tirano fuori tutti quei numeri. Quindi, per gli ucraini e per i "virtuosi" (baltici, polacchi, nordici vari e teutonici) gli ex "volenterosi" ora sono diventati mezzi putiniani..."
(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)
Nessun commento:
Posta un commento
Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.