domenica 13 marzo 2016

USA inquieti - Se Trump non piace a Soros vuol dire che non piace a Rothschild



Secondo Steven Kelley ex-agente CIA George Soros sta cercando di distruggere la candidatura di Donald Trump perche' non e' parte del satanico Nuovo Ordine Mondiale controllato dai sionisti.

L'11 marzo 2016,  notte, un ampio numero di manifestanti, molti dei quali afroamericani e latini si sono irritati a causa della posizione anti-immigrazione di Trump, si sono scontrati con i sostenitori di Trump a Chicago, Illinois costringendo il miliardario ad annullare le manifestazioni in quei luoghi.
''La capacita' degli agenti del potere internazionale di controllare ed influenzare le menti, continua ad essere usato per sconfiggere i processi democratici e dei diritti umani.

Abbiamo visto la distruzione dell'Ucraina, quando i soldi dei demoni come Soros sono stati usati per finanziare la follia fascista.
Vediamo che le stesse tattiche sono state usate nelle elezioni presidenziali americane con George Soros che ha finanziato l'opposizione violenta per interrompere la legale liberta' di parola di un candidato che non e' parte del satanico Nuovo Ordine Mondiale controllato dai sionisti.

L'unico candidato che non e' politico di carriera che non giura fedelta' al sionismo che ferma la nostra corsa suicida in una guerra mondiale con la Russia ed e' anche l'unico che paga per gli attacchi dei pupazzi sionisti di Israele.
Il fatto che vediamo i servitori di Israele attaccare quest'uomo, e' un indizio importante che i partiti politici sono una farsa e che i veri nemici della civilta', il sonismo, sono impauriti in caso di vittoria di Trump.
Washington lavora con il presupposto che ogni membro e' un corrotto e puo' essere esposto a procedimento se va fuori linea. Portare un non-politico che non appartiene ad una societa' segreta satanica, o che non e' stato compromesso in modo da essere controllato da estorsioni, sconfigge l'intera sistema di controllo.
L'unica speranza per questo paese ed il resto del mondo e' quella di rimuovere i burattini sionisti satanici da tutti i posti di potere.
Tutti dovremmo comprendere che il nemico del nostro nemico e' un nostro amico''

BCE stupefacente - La droga (tagliata male) di Draghi che ucciderà l'Europa....




Da diversi mesi la Bce, come altre banche mondiali, applica il quantitative easing, ovvero acquista titoli di Stato dei Paesi europei, tra cui ovviamente l’Italia, e da qualche mese applica anche i tassi negativi ovvero punisce chi tiene grandi liquidità sui conti correnti. Ma queste misure finora non sono state risolutive, né in Europa né altrove perché non affrontano i problemi reali che affliggono le economie del Vecchio Continente.

Non permettono ai singoli Paesi di uscire dalla trappola fatale rappresentata da livelli insostenibili di tassazione, da un debito che continua ad aumentare e dalla prevalenza delle logiche e degli interessi del mondo finanziario e bancario. Né il quantitative easing ovvero l’acquisto di Titoli di Stato da parte della Bce né i tassi negativi hanno favorito la crescita reale.

Anzi, vanno nella direzione sbagliata. E’ come pensare di salvare un tossicodipendente dandogli ancora più droga. E’ quel che sta facendo Mario Draghi, che fa di tutto per lusingare i mercati finanziari. Missione compiuta, un’altra volta. Ma in tal modo si comporta come un pusher. E alla lunga non salverà l’economia europea.

Marcello Foa

Fonte: http://blog.ilgiornale.it


sabato 12 marzo 2016

Geopolitica USA e le esternazioni di fine mandato di Barack Obama (miles gloriosus)



Barack Obama si è tolto alcuni sassolini dalle scarpe. Ovviamente non ci si può aspettare che dica che si era sbagliato e che Gheddafi non era un dittatore o che ammetta che Assad sia sostenuto dalla stragrande maggioranza dei Siriani (come dicono tutte le analisi occidentali, per quanto ostili possano essere), o che riconosca che gli attacchi chimici su Ghouta siano stati un false flag degno di serial killer psicopatici. E neppure che a Kiev sia al potere una banda di corrotti nazistoidi. Però ha detto tra le righe cose molto interessanti. Eccone alcune (parafrasando ma molto poco), con brevissimi commenti.

1) Non capisco perché gli USA dovrebbero interessarsi all’Ucraina. E’ lontana, non fa parte né della Nato né della UE e storicamente è nella sfera d’influenza russa.

E’ da un po’ che alcuni di noi sospettano che Euromaidan sia stata una mossa CIA-Nuland che Obama ha dovuto obtorto collo cavalcare. Quindi è una precisa stoccata contro i rappresentanti  dei neocons che allignano nei Servizi e nella diplomazia e in specifico l'orrenda Victoria Nuland (quella del famoso "In culo all'Unione Europea") con cui non è mai andato molto d’accordo (su Youtube c'è un gustoso filmato dove Lavron e Kerry si salutano con sorrisoni e pacche sulle spalle e poi Lavron saluta la Nuland guardando vistosamente da un'altra parte, con scorno e irritazione dell'erinni neocon).
Questa dichiarazione è anche un avvertimento a Kiev di non cercare di far fallire Minsk 2?

2) Nonostante le critiche, rivendico la decisione di non aver attaccato Damasco dopo Ghouta.

Avevo subito scritto che non l’avrebbe fatto. D’altra parte lo aveva detto anche il ben più informato di me Thierry Meyssan. Ghouta è stato un tentativo dei neocons di boicottare accordi con la Russia già in essere dall’anno precedente. Romperli bombardando Damasco e rischiare una guerra con la Russia sarebbe stata la stessa cosa.

3) Non mi si deve più rompere le scatole sull’accordo con l’Iran. Dovevo risolvere un problema, quello del nucleare, e l’ho fatto. Altro non dovevo fare.

Messaggio rivolto in blocco ai neocons, ma anche alla Turchia e ai Sauditi, sui quali Obama accresce la dose:

4) L’Arabia Saudita è un paese feudale, basta vedere come tratta le donne. I problemi tribali tra Iran e Arabia Saudita sono fatti loro.

Ovverosia, cara Arabia Saudita sono cazzi tuoi, visto che senza l’appoggio Usa davanti all’Iran te la devi solo far sotto (in realtà bastano i soli Yemeniti a farle vedere i sorci verdi).

5) La guerra alla Libia è stata tutta una faccenda degli Europei. Che poi si sono dimostrati anche codardi e incapaci, lasciando il paese nel caos.

Che la Francia e gli UK fossero le locomotive dell’aggressione a Gheddafi balzava agli occhi subito. Per quanto riguarda il messaggio io lo leggo così: Gli Stati Uniti non hanno intenzione di togliere a Francia, UK e Italia le castagne dal fuoco in Libia. Anzi, gradiremmo che l'Italia le togliesse lei agli Stati Uniti (dato che la Francia e gli UK in Nord Africa fanno solo i cazzi loro).

6) Last but not least, udite udite: Netanyahu mi sta francamente sulle scatole e non lo riesco a sopportare.

Nessun commento. Netanyhau sta sulle palle a tutti. Ma forse è una stoccata alla Clinton che con gli Israeliani è tutta un tripudio di strusciamenti.

Perché Obama dice queste cose, oggi? E’ una dichiarazione politica, un promemoria programmatico per la prossima Amministrazione e un avvertimento agli alleati? O scaricando le colpe sui neocons cerca di evitare di passare alla storia come il presidente americano con la politica estera in assoluto più controproducente e caotica e uno di quelli con più guerre a carico e con più morti sulla coscienza (e stiamo parlando delle Olimpiadi dei massacratori d'innocenti)?
Io non so dire. Sicuramente queste dichiarazione raccontano la confusione all’interno della superpotenza e nei rapporti tra questa e i suoi alleati. Un effetto non sorprendente in una crisi sistemica.

Passando molto brevemente all'Italia, richiamo l’attenzione sul redivivo D’Alema e i suoi ripetuti attacchi a Renzi. Intanto lo ha accusato di essere legato al Mossad. Qui forse l’irritazione è sincera dato che tra Israele e D’Alema non corre ottimo sangue (ricordate quante gliene hanno dette quando girava tra le rovine del Libano a braccetto coi dirigenti di Hezbollah?). Però non è nemmeno un'accusa troppo di rottura, dato che il boss della Casa Bianca dichiara a tutti che il capo del governo israeliano gli sta nettamente sulle scatole, lo guarda in cagnesco e cerca di non vederlo.
Ma io del signor-guerra-del-Kosovo non mi fido. Non vorrei che stesse facendo un pressing per conto degli States sulle titubanze libiche del governo (a parte l’inqualificabile Pinotti che lecca le scarpe agli Usa senza nemmeno capire cosa pensa il suo padrino politico, prendendosi rimbrotti e sberleffi persino da Gentiloni: “Dà i numeri”).
Piotr




Post scriptum: 
Obama non ha detto che si è sbagliato, come quel delinquente di Blair. Sta dicendo al mondo che negli Usa ci sono forze contrapposte e che lui è stato "costretto" a mettere in atto o seguire decisioni prese da altri. Nessuno vuol dare la sufficienza ad Obama. Ha fatto una serie di crimini imperdonabili. Ora manda messaggi trasversali a chi sa lui per motivi che sa lui. Noi prendiamo atto che la politica imperiale non ha un'unica strategia e che i neocons, ottimamente impersonati dalla Clinton, sono potenti e riescono a far digerire le loro politiche anche ai concorrenti interni alle elite statunitensi. Non credo che Obama si ponga questioni di coscienza.  "Coscienza" è una nostra categoria, non appartiene alle elite imperiali. Quindi per analizzare quel che fanno e dicono occorre dimenticarla.”

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Integrazione di Paolo Sensini:

Barack Obama è dispiaciuto, molto dispiaciuto. In una recente intervista rilasciata al magazine "The Atlantic", il Premio Nobel (preventivo) per la Pace ha deplorato gli esiti della campagna militare che nel 2011 ha distrutto la Libia facendola piombare nella condizione di "Stato fallito". A tale proposito il presidente scarica tutte le responsabilità dell'operazione sulle spalle di Nicolas Sarkozy e David Cameron, anche se dopo l'uccisione di Gheddafi il Segretario di Stato dell'epoca, Hillary Clinton, si era compiaciuta in diretta televisiva usando nientemeno che le parole di Cesare: «We came, we saw, he died» (siamo venuti, abbiamo visto e lui è morto). Ma cos'è che il furbastro Obama si dimentica di dire? Per esempio che la coalizione anti-Gheddafi a guida NATO riuniva le forze di 15 Paesi coordinati dagli Stati Uniti sotto comando AFRICOM, con sede a Stoccarda. Dei 350 aerei e 60 navi da guerra che hanno bersagliato per otto mesi la Libia ben 97 bombardieri erano americani, compresi 30 elicotteri, 3 sottomarini nucleari con lanciamissili da crociera, 2 cacciatorpediniere e 3 navi anfibie. Praticamente il nerbo delle forze che hanno preso d'assalto il Paese nordafricano erano statunitensi. Ma ora, a pochi mesi dalla fine del suo secondo mandato presidenziale, l'inquilino della Casa Bianca si riveste con i panni immacolati dell'agnellino.
La verità è che fu Washington, come dominus degli equilibri mondiali, a imporre agli europei e alle petro-monarchie del Golfo di rimuovere Gheddafi e procedere a vele spiegate verso la "riconfiugurazione" del Nuovo Medio Oriente. Ma Obama sa che può raccontare qualsiasi menzogna perché, come sempre, le sue parole verranno trangugiate dall'opinione pubblica occidentale. Il presidente conosce bene i suoi polli e così, in vista di nuove e sfolgoranti mete future, procede fino in fondo nella recita del suo copione.

venerdì 11 marzo 2016

Primarie del ciufolo PD. L'ineletto ha vinto



Suvvia ma di che candidati PD si va cianciando? Oramai la maggior parte del bacino elettorale pseudo-in buona fede dei cascami di un ex Partito non esiste più, e gli ex elettori per gran parte si sono talmente scantati da non credere nemmeno più a questa buffonata chiamata, con pomposità tutta USA, "primarie" (affluenza ridicola comprendendo plurivotanti, cinesi e commissariati dalle mafie locali), tanto da scansarle come la peste (forse per non sentirsi ancora una volta complici).

Diciamo le cose come vanno dette: il Regime ha imposto i propri candidati e i regimini leopoldini li hanno votati. Punto. Oppure qualcuno vuole davvero credere che i 13500 voti circa di Morassut (rapportati ai più di 2.359.000 aventi diritto nella Capitale) abbiano una qualche incidenza su qualcosa? Come del resto quelli di Giachetti. Qualcuno si rende conto che i due candidati principali a questa patetica farsa a pagamento sommati insieme non arrivano al 2% se si contano i possibili votanti a Roma? La vera percentuale di apprezzamento di Giachetti a Roma tra gli aventi diritto infatti non arriva all'1 e mezzo per cento.

Questo è il "potere" reale dell'Ineletto sui romani: 1,2%.

Non pago, l'abusivo rignanese, continua a ordire trame losche, tutt'altro che giuridicamente lecite (politicamente non ne parliamo neppure) fino a progettare veri e propri ricatti economici ai suoi stessi cittadini (vedi a Roma con il decentramentio dei fondi per colmare il "rosso" delle gestioni larghintese mafiose sotto la propria custodia).

Lo ripeterò fino allo sfinimento: l'Ineletto deve andare fuori dai coglioni subito, al massimo dopo queste amministrative.

Se ce lo si tiene fino al referendum a quel punto il danno (TTIP) sarà fatto e, a quel punto, sì che imporranno un "Governo tecnico" fino a fine legislatura.

Tutto ciò è evidente e chiaro credo anche ai lepidotteri, quindi mi auguro che al voto vadano TUTTI e che TUTTI votino contro i candidati del Regime dell'ineletto.

Se non si può ucciderlo fisicamente fatelo almeno politicamente. Tenere in vita l'Ineletto vuol dire far resuscitare definitivamente anche Monti che per chi non lo ricordasse alle politiche era stato spazzato via da un risultato a dir poco ridicolo (il peggior risultato elettorale per chi ha governato il Paese in 70 anni) ma che poi è rinato proprio grazie al ducetto di Rignano e calpesta ancora questa terra così come B. altro zombie resuscitato dall'incapacità e, soprattutto, dalla disonestà politica ed intellettuale dell'essere che ancora ci ritroviamo alla Presidenza del Consiglio senza nessuna ragione plausibile perché sia ancora lì.


Stefano Davidson


giovedì 10 marzo 2016

Il sistema basato sul debito sta implodendo ed annuncia il cambiamento inevitabile

Una povera economia VERA è sempre preferibile ad una ricca economia ETEREA. (AlexFocus)


 

Il sistema bancario italiano è una ‘torre pendente’ che potrebbe davvero crollare da un momento all'altro. Man mano che le banche italiane cominceranno a precipitare per effetto-domino, si scatenerà in tutt’Europa un panico finanziario mai visto in precedenza. Ho già scritto dei guai in Italia lo scorso Gennaio, ma da allora la crisi si è intensificata.

Dall’inizio del 2016 il valore dei titoli bancari italiani sono diminuiti di un enorme 28% e, se guardiamo ad alcune delle più grandi banche italiane, i numeri sono ancora più spaventosi.

Il 29 febbraio scorso le azioni del ‘Monte dei Paschi’ sono diminuite del 4,7% e il crollo dall’inizio dell’anno è pari al 56%. Le azioni di Carige sono diminuite di un ulteriore 8% arrivando ad un totale del 58% dall’inizio dell’anno.

Tutto questo sembra essere, decisamente, una crisi finanziaria e, analogamente a quanto stiamo vedendo in Sud America, i problemi in Italia stanno significativamente accelerando.Cos’è che rende l’Italia così importante?

Abbiamo già visto, in effetti, quanto sia stato difficile per il resto d’Europa varare un piano di salvataggio per la Grecia. Ma questo paese è relativamente piccolo – è solo la 44a fra le più grandi economie del mondo. L’economia italiana, invece, è molto più grande. L'Italia è l’8a economia al mondo ed il suo debito pubblico, in rapporto al PIL, è a circa il 132%.

L’Europa non ha le risorse o le capacità per gestire il collasso del sistema finanziario italiano ma, purtroppo, è proprio questo ciò che sta accadendo. 

Le banche italiane stanno annegando nelle sofferenze e tutto questo, come ha notato Jeffrey Moore, rappresenta a livello potenziale ‘la minaccia più grande per il già appesantito sistema finanziario mondiale’:

“Le azioni delle più grandi istituzioni finanziarie italiane sono crollate nei primi mesi del 2016 perché i cumuli di ‘crediti deteriorati’ presenti nei loro bilanci sono diventati troppo alti per essere ignorati. In mezzo a tutti i rischi che i membri dell’UE dovranno affrontare nel 2016, quello del possibile contagio causato dalle banche italiane in difficoltà costituisce la minaccia più grande per il già appesantito sistema finanziario mondiale.

Al centro della questione sono i ‘crediti deteriorati’ presenti nei libri contabili delle banche, con stime che vanno dal 17% al 21% del totale degli impieghi. Ciò equivale a circa 200 miliardi di euro, ovvero al 12% del Pil italiano. Ma in alcune singole banche le sofferenze arrivano ad un allarmante 30% dei bilanci””.

Le cose stanno già andando così male che la Banca Centrale Europea monitora i livelli di liquidità di ‘Monte dei Paschi’ e Carige su base giornaliera. Il seguito viene dalla Reuters:

“Due fonti vicine alla BCE hanno detto Lunedì scorso che la Banca Centrale sta controllando i livelli di liquidità di un certo numero di banche italiane, tra cui Carige e ‘Monte dei Paschi di Siena’, su base giornaliera.

I titoli bancari italiani hanno registrato un netto calo dall’inizio anno a causa delle preoccupazioni del mercato al riguardo dei 360 miliardi di euro di ‘prestiti in sofferenza’ presenti nei libri contabili e dei deboli livelli di capitalizzazione delle banche.

La BCE ha messo pressione a diverse banche italiane perché migliorino la loro capitalizzazione. La Banca Centrale può decidere di monitorare i livelli di liquidità di qualsiasi banca su base settimanale o giornaliera, se ha qualche preoccupazione sui depositi o sui fondi””.

La ‘corsa agli sportelli’ presso le grandi banche italiane ha già avuto inizio. Gli italiani stanno già tirando fuori miliardi di euro dal sistema bancario e, se queste banche continuano a crollare, questa ‘corsa fantasma’ potrebbe rapidamente diventare una ‘fuga precipitosa’.

E, naturalmente, il panico si diffonderebbe rapidamente dall’Italia agli altri membri finanziariamente in difficoltà dell’Eurozona, come ad esempio la Spagna, il Portogallo, la Grecia e la Francia. Ma ecco un’ulteriore analisi di Jeffrey Moore:

“”Il deterioramento della crisi finanziaria in Italia avrebbe ripercussioni in tutta l’UE notevolmente superiori a quelle generate dalla Grecia. Gli effetti a catena delle turbolenze di mercato e delle preoccupazioni per le precedenti e pericolose soluzioni escogitate dalle autorità dell’UE in risposta al panico che si creò nell’occasione, potrebbero innescare gravi problematiche finanziarie nei più fragili membri dell'UE, come ad esempio la Spagna e il Portogallo””.

Purtroppo, la maggior parte degli americani ignora completamente quello che sta succedendo nel resto del mondo perché i mercati azionari degli Stati Uniti stanno andando abbastanza bene da un paio di settimane. I titoli dei giornali sostengono che il rischio di una nuova recessione ‘è passato’, che la crisi ‘è finita’.

Nel frattempo, il Sud America sta affondando in una vera e propria depressione, il sistema bancario italiano si sta sciogliendo, i numeri della produzione globale sono i peggiori dai tempi dell’ultima recessione e il commercio globale è in una fase di assoluta implosione.

Per il resto, le cose vanno abbastanza bene! Scherzi a parte, è assolutamente fondamentale non lasciarsi trarre in inganno da ogni piccolo slancio del mercato azionario.

E’ un fatto che le vendite e i profitti delle aziende statunitensi siano in calo. E’ una tendenza che ha avuto inizio a metà del 2014 e che ha duramente accelerato nella prima parte del 2016. Il seguito viene da Wolf Richter:

“Le vendite totali delle aziende degli Stati Uniti – non solo di quelle comprese nello S&P 500, ma di tutte le altre, anche di quelle piccole o non quotate – a Luglio 2014 avevano raggiunto un picco pari a 1.365 miliardi di dollari, secondo il Census Bureau. Nel Dicembre 2015 le vendite totali erano in calo del 4,6% rispetto a quel picco. Diciotto mesi davvero brutti per le vendite! Sono tornate dov’erano nel mese di Gennaio 2013. Le vendite delle aziende comprese nello S&P 500, invece, sono scese del 3,8% nel 2015, secondo FactSet. L’anno peggiore da quando ebbe inizio la crisi finanziaria””.

So bene che molte persone stanno anticipando da molto tempo il collasso economico globale e che molte di loro hanno perso la pazienza e vogliono solo ‘farla finita’ una volta per tutte.

Beh, la verità è che nessuno dovrebbe desiderare di vedere ciò che sta arrivando. Personalmente, mi rallegro per ogni giorno o settimana o mese in più che ci viene dato. Ogni giorno in più è un altro giorno per prepararsi, per godersi il confortevole livello di vita che la nostra prosperità, alimentata dal debito, ha prodotto per noi.

La maggior parte degli americani non ha assolutamente alcuna idea di quanto siamo veramente viziati. Anche solo cinquant’anni fa la vita era decisamente più difficile in questo paese. Se dovessimo tornare a vivere come gli americani di 100 o 150 anni fa ben pochi di noi sarebbero in grado di farlo con successo.

Ed allora godetevi i giorni che restano mentre è ancora possibile, perché un grande cambiamento sta arrivando e sarà estremamente amaro per la maggior parte della popolazione.
 
Michael Snyder 

Fonte: http://investmentwatchblog.com

mercoledì 9 marzo 2016

Intelligence su Turchia, Ue, Iran, Siria, Ucraina, USA e dintorni


Erdogan in pensiero

1) Il ministro degli Esteri turco, Ahmet Devutoğlu, si è incontrato col presidente iraniano Rouhani (5 marzo 2016). Evidentemente Erdoğan sta incominciando a impensierirsi dopo che la UE ha detto chiaro e tondo che la Turchia verrebbe lasciata sola dalla Nato se gli venisse in mente di fare la guerra con la Russia. Insomma, fratello Erdoğan ha capito che ha tirato troppo la corda. Inoltre i recenti colloqui tra UE e Turchia sono stati molto freddi. Voci ben informate ritengono che Erdoğan ha capito di essere isolato in Occidente ed è quindi preoccupato per la propria sorte. I media turchi lo vorrebbero morto, gli uomini d'affari lo vedono ormai come un grosso ostacolo e  mi sa tanto che la Magistratura e l'Esercito non vedono l'ora di vendicarsi delle epurazioni che hanno subito da parte sua.  Interessante è notare che questo riavvicinamento con l'Iran avviene contestualmente e in contrasto al tentativo arabo guidato dall'Arabia Saudita di isolare Hezbollah e il Libano. 


Ucraina isolata

2) La seconda notizia, che ritengo abbastanza sensazionale, è la dichiarazione della UE che l'entrata dell'Ucraina nella UE e nella Nato dovrà aspettare almeno un quarto di secolo (proprio così: 25 anni!).

3) Sul fronte ucraino segnalo tuttavia l'offensiva di alcuni deputati europei, capeggiati da deputati polacchi che fanno i favori a Kiev, di sanzionare personalmente Putin e altre personalità russe per il caso Shavchenko.  


Chi è Nadia Savchenko? Ex top-gun dell'aviazione ucraina, ex tiratore scelto, deputata del partito ultranazionalista Unione Panucraina "Patria", la Savchenko è detenuta in Russia con l'accusa di aver procurato volontariamente la morte di due giornalisti russi nel Donbass. Avrebbe aiutato il Battagione Aidar ad aggiustare il tiro delle proprie armi con la conseguente uccisione dei due giornalisti. Il Battagione Aidar è uno squadrone paramilitare accusato persino da Amnesty International di crimini di guerra, ed espressione dei partiti fascisti Settore Destro e Svoboda.

Sarà interessante vedere come si districherà la Mogherini da questa patata bollente. Le accuse russe sono serie e non campate per aria. La Savchenko rischia molti anni di carcere. Tuttavia godrebbe di immunità diplomatica, dato che è delegata ucraina al Consiglio d'Europa. Poiché la Russia conosce benissimo la posizione di questa detenuta, penso che l'immunità diplomatica non copra casi di omicidio volontario. Ciò su cui in effetti la UE potrebbe veramente eccepire è la legittimità della sua detenzione in Russia invece che in Europa (ma dove? in Ucraina? LoL :-)). Quindi una grana squisitamente politica che investe direttamente l'attuazione degli accordi di Minsk2.


Nel frattempo Kiev sta tastando il terreno con provocazioni militari per capire se può lanciare un'offensiva su Donetsk. La UE e gli USA gliela lasceranno tentare?
O meglio, qualcuno nella Nato e negli Usa darà il via libera a Kiev?

4) Infatti in campo imperiale la confusione e i contrasti aumentano, coi neocons e molti militari che cercano apertamente di boicottare la diplomazia di Obama. Buon ultimo il comandante in capo della Nato che continua ufficialmente a parlare della Russia come grande e continua minaccia. Come la mette allora col taglio del 5% delle spese militari decise dal governo russo proprio mentre gli Usa chiedono all'Europa di quadruplicarle? Chi è che minaccia chi?

Piotr



P.S.
Due noterelle per divertimento in cui metto a frutto un lungo soggiorno lavorativo a Istanbul, grazie al cielo prima del governo dell'AKP. Possono essere utili per chi non sa già.
"Erdo
ğan" si pronuncia "Erdo'an". La "g", se non mi ricordo male, è una ex aspirata ora soppiantata da una leggera chiusura della glottide con un prolungamento della vocale precedente. Similmente "Devutoğlu" si pronuncia "Devuto'lu". Se non sbaglio il suffisso "ğlu" significa "figlio di" (e non fate gli spiritosi!).

martedì 8 marzo 2016

Basta veleni nelle nostre campagne - No all'autorizzazione UE per il glifosato



Catastrofe! La Commissione europea è in procinto di rinnovare l'autorizzazione al glifosato per un periodo di 15 anni.
Questa sostanza, che si trova nell'erbicida Roundup della Monsanto è stato classificato nel 2015, come cancerogeno "probabile" dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS),  ma l’EFSA, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, sostiene, al contrario, che la sostanza non è poi così  cancerogena.
Incomprensione? Caos amministrativo? Niente affatto ... anzi! 

Si tratta semplicemente di un caso palese di presa di potere delle multinazionali a scapito della nostra salute. In effetti, la nuova autorizzazione, proposta il 7 e 8 marzo 2016 a Bruxelles, si basa sulle valutazioni fornite dalla “Glifosate Task Force” (GTF - Gruppo di lavoro sul glifosato), un consorzio di aziende agrochimiche al quale appartiene, insieme ad altri giganti dell’agrochimica, la  Monsanto. Che bella sorpresa! 
Dite ai governi dei Paesi membri dell'UE di votare contro il rinnovo dell'autorizzazione al glifosato. La nostra salute deve venire prima dei profitti! 


 Grazie!

Catastrophe ! La Commission européenne est sur le point de renouveler l'autorisation du glyphosate pour une durée de 15 ans.
Cette substance, que l'on retrouve dans l'herbicide RoundUp de Monsanto, a pourtant été classée cancérogène "probable" par l'Organisation Mondiale de la Santé (OMS) en 2015. Classement que réfute en bloque l'Autorité européenne de la sécurité des aliments (AESA), affirmant qu'au contraire la substance ne serait probablement pas cancérogène.

Malentendu ? Cafouillage administratif ? Pas du tout… loin de là ! 
Il s'agit ici tout simplement d'un cas flagrant de prise de pouvoir des multinationales aux dépens de notre santé. En effet, la ré-autorisation proposée les 7 et 8 mars à Bruxelles, se base sur des évaluations fournies par la Glyphosate Task Force (GTF - groupe de travail sur le glyphosate), un consortium d'entreprise de l'agrochimie auquel appartient -- avec d'autres géant de l'agrochimie -- Monsanto. Quelle bonne surprise !
Dites aux gouvernements des pays membres de l'UE de voter contre le renouvellement de l'autorisation du glyphosate. Notre santé doit passer avant leurs profits !
 Merci!