domenica 7 dicembre 2014

Come le banche evadono le tasse è spiegato in “Bank – Il futuro della banca” di Antonino Galloni - Recensione



“Nei propri bilanci le banche segnano  i depositi ed i conti correnti al passivo. Ciò non avrebbe alcun senso (come se il gestore di un garage iscrivesse al passivo le automobili parcheggiate!) se non fosse fondamentale per occultare il reale funzionamento delle banche stesse: solo mettendo al passivo i depositi nello stato patrimoniale si nasconde la voragine di attivo (determinato nel tempo da un impressionante margine operativo lordo tra gli impieghi con i loro interessi –da una parte- ed i soli costi di funzionamento con gli interessi sui depositi, dall’altra). Il margine operativo (impieghi più interessi attivi meno costi e interessi passivi, sarebbe superiore al 90% e, in assenza di sofferenze (crediti divenuti definitivamente inesigibili o che non rientrano come previsto durante l’esercizio), sottoponibile  a  tassazione.”


Pag. 71: “Storicamente, i banchieri (e chi per loro) hanno sempre evitato più della peste che si capisse come funzionano le banche. Il motivo è molto semplice: mantenendo nel bilancio solo interessi e altri costi, ma non le somme depositate dai clienti (a qualsiasi titolo), tutto il margine operativo di queste istituzioni creditizie emergerebbe in piena evidenza; conseguentemente dovrebbero pagare tasse elevate e, soprattutto, risulterebbe troppo chiaro come il credito potrebbe venir gestito con tassi di interessi negativi senza dar luogo a “sofferenze” (perdite), ma solo a mancati arricchimenti....” (1)
 
“On their financial statements, banks enroll deposits and current accounts on the liabilities side. This would not make any sense (as if the operator of a garage would enroll cars parked on the liabilities side!) if it was not  essential to conceal the actual operations of the banks themselves: just by putting deposits on the liabilities side of the balance sheet is it possible to hide the abyss of the assets (determined over time by an impressive gross operating margin between loans and related interests –on the one hand-  and the only operating costs with interests on deposits, on the other). The operating margin (loans + interest income less interest expense and costs) would be higher than  90% and, in the absence of uncollectables (credits  which are either definitively non receivables or which do not fall as expected during the year), liable to taxation. “


Page 181: “Historically, bankers (and anyone acting on their behalf) have always been overly keen to make sure that no one actually understood how a bank works, or rather how banks work.  The reason is very simple: by including only interests and other costs, but none of the sums deposited by clients(for whatever reason) in the financial statements, the entire operating margin these credit institutions would be fully evident: consequently, they would be required to pay high taxes and, above all, it would be even too obvious that loans could be managed with negative interest rates without giving rise to “losses”, but only reduced revenue growth. “
 
Antonino Galloni, nato a Roma il 17 marzo 1953. si è laureato a 22 anni ed ha proseguito i suoi studi a Berkeley e, successivamente, sotto la guida del maestro Federico Caffè. Funzionario di ruolo al Ministero del Bilancio e della Programmazione Economica dal marzo del 1979, ha sempre svolto attività didattica e di ricerca presso varie università italiane; nel 1986 ha lasciato la pubblica amministrazione ed ha svolto esperienze di dirigenza industriale in Italia e negli USA. Richiamato dalla sua amministrazione nel 1989 ha poi assunto numerosi incarichi da Direttore Generale al Ministero del Lavoro: attualmente è membro effettivo del Collegio dei Sindaci dell’INPS. Ha pubblicato numerosissimi articoli scientifici e testi di macroeconomia  e di politica economica.
 
Antonino Galloni, born in Rome, March 17. 1953. Graduated at he age 22, continued his studies at Berkeley and, later, under the guidance of maestro Federico Caffè. He was an officer of the Ministry of Budget and Economic Planning from March 1979 and a lecturer  and researcher at various italian universities. In 1986 he left the Government and, since then, has been a leading manager in italian and american enterprises. Recalled by the  Ministry in 1989, he then became General Director of the Ministry of Labour. He is currently member of the Board of Auditors in INPS. He has published numerous scientific articles and books on macroeconomics and economic policy.
 
 
Scrive Galloni:  “risulterebbe troppo chiaro come il credito potrebbe venire gestito con tassi di interesse negativi senza dar luogo a “sofferenze...”
 
Dall’intervista del 1971 a Howard Zikto, presidente della World University di Tucson-Arizona:  “Alla radice di questa débacle economica in continuo peggioramento c’è il sistema degli interessi, e non solo si dovrebbe ridurre il tasso d’interesse a proporzioni governabili, ma lo si dovrebbe abolire del tutto. L’interesse è qualcosa come il tempo: tutti amano parlarne, ma nessuno sembra far niente. “  



(Recensione a cura di Paola Botta Beltramo)


(Fonte: http://www.teosofia-bernardino-del-boca.it/categorie/scienze-finanziarie-economiche/)

sabato 6 dicembre 2014

Post Mortem Cerebrale - Pacco di Natale al Senato: "DDL 1534 su esercitazioni chirurgiche, chimiche e radiologiche"


In data 01/12/14 abbiamo trasmesso a tutti i membri della commissione Igiene e Sanità del Senato la seguente PROPOSTA di EMENDAMENTI al DISEGNO DI LEGGE AS n. 1534 Norme in materia di disposizioni del proprio corpo e dei tessuti 'post mortem' a fini di studio e di ricerca scientifica (DDL disponibile su www.antipredazione.org - sezione “Proposte di legge”) .
Testo approvato alla Commissione Affari Sociali della Camera in sede legislativa il 12 giugno 2014, in un Testo Unificato dei DDL Binetti 100, Grassi 702, D. Bianchi 1250 (vedi ns comunicato stampa n. 16 del 17/06/14 “PD e M5S uniti nel crimine”).
E' stato avviato l'esame in sede referente al Senato il 27/11/14, relatore Sen. Lucio Romano (PI).
Scrivi ai membri della Commissione per fermare questo crimine. A questo link trovi le mail: http://www.senato.it/leg/17/BGT/Schede/Commissioni/0-00012.htm
 
* * *
Art.1.
 
Art. 1 comma 1: in finale sopprimere le parole “secondo le modalità stabilite dall'art. 3”.
Tale riferimento all'art. 3 illecitamente agganciata alla L. 91/99 art. 7 c. 2, cioè al sistema informativo della donazione degli organi. Ma la L. 91/99 parla chiaro all'art. 6: “I prelievi di organi e di tessuti disciplinati dalla stessa sono effettuati esclusivamente a scopo di trapianto terapeutico” , escludendo quindi altre finalità.
 
Art.1 comma 2: sopprimere l'intero comma.
L'etica di Stato è una forma dittatoriale che preconizza violenze sociali terribili, quali il nazismo.
Che sia un principio etico usare i corpi pulsanti di chi perde la coscienza è insostenibile e l'ordinamento giuridico, se lo impone con le leggi, diventa promotore del crimine.
 
Art. 1 comma 3: sopprimere le parole “ai sensi della legge 29 dicembre 1993 n. 578” .
La L. 578/93 tratta di soggetti affetti da lesioni encefaliche sottoposti a misure rianimatorie: ventilazione e trattamento di sostegno della vita; quindi di persone vive che hanno perso la coscienza, il cui cuore batte autonomamente e spinge il sangue in tutti i distretti del corpo, dichiarati “morti cerebrali” d'autorità in 6 ore, sulla base dei protocolli di Stato variabili, stabiliti con Decreto Ministeriale 582/94 e successive modificazioni.
La menzione della L. 578/93 palesa che l'obiettivo è la sperimentazione sui cosiddetti “morti cerebrali”. Quindi il Decreto del presidente della Repubblica 3 novembre 2000 n. 396 menzionato nello stesso comma (che vincola alle 24 ore “salvo i casi espressi nei regolamenti speciali” ) non garantisce nulla in quanto l'accertamento della “morte cerebrale” secondo L. 578/93 e suo DM 582/94 all'art. 6 c. 2 esclude ogni ulteriore accertamento previsto dall'ordinamento dello Stato civile e dal DPR 285/90 artt. 4, 8, 9, perché l'obbligo della compilazione dello stato di “morte cerebrale” compete al medico legale facente parte del collegio medico che dichiara la “morte cerebrale”.
 
In seconda istanza al comma 3: aggiungere dopo le parole “ai sensi della L. 29 dicembre 1993, n. 578”, le seguenti: secondo l'art. 2 comma 1 (accertamento di morte per arresto cardiaco) e collegato DM 22 agosto 1994 n. 582 art. 1 comma 1 ”.
Nella L. 578/93 art. 2 c. 1 “ la morte per arresto cardiaco si intende avvenuta quando la respirazione e la circolazione sono cessate per un intervallo di tempo tale da comportare la perdita irreversibile di tutte le funzioni dell'encefalo...”. Nel collegato DM 582/94 art. 1 c. 1 si precisa “... l'accertamento della morte per arresto cardiaco può essere effettuato da un medico con il rilievo grafico continuo dell'elettrocardiogramma protratto per non meno di 20 minuti primi ”.
 
Art. 1 comma 3: Precisazioni sui DPR 285/90 e DPR 396/2000. Tali Decreti hanno significato solo se vengono soppresse le parole “ai sensi della L. 578/93”, diversamente si tratta di depistaggio colpevole .
Il DPR 285/90 stabilisce con propria Circolare n..24 del 24.06.1993 che per cadavere si intende il 'corpo umano rimasto privo delle funzioni cardiorespiratoria e cerebrale' ”per 24/48 ore (art.8,9)
Il DPR 396/2000 disciplina la dichiarazione di morte secondo l'ordinamento dello Stato, cioè l'ufficiale dello stato civile non può accordare trattamenti/inumazioni se non sono trascorse 24/48 ore, però “salvo i casi espressi nei regolamenti speciali”. Questo significa che non controlla la L. 578/93 perché ha un regolamento speciale con DM 582/94 art. 6 c. 2 che esclude ogni ulteriore accertamento previsto dall'ordinamento dello Stato civile e dal DPR 285/90 artt. 4, 8, 9.
 
Art. 1 comma 4: sostituire la parola obitorio con “deposito di osservazione” (distinto dall'obitorio); aggiungere dopo 24 ore: “e 48 ore in caso di morte improvvisa e nel dubbio di morte apparente”
Aggiungere in finale le parole “l'uso dei morti cerebrali a cuore battente ai sensi della L. 578/93 art. 2 c. 2 è punito con la reclusione di 15 anni e multa da E.100.000 a 500.000”, in quanto si tratta di reato di tortura fino alla morte.
 
Art. 2
 
Art. 2 comma 1: aggiungere dopo “disposizioni della presente legge” le parole “precisando sempre le condizioni del soggetto su cui si sperimenta se “morto cerebrale” secondo L. 578/93 o se morto in arresto cardio-circolatorio e respiratorio secondo DPR 285/90”.
Questo per evitare che sia i cadaveri veri che i vivi dichiarati morti cerebrali, siano omologati da ingannevoli parole, quali post mortem, morti, defunti, decesso, salme, con depistaggio colpevole.
 
Art. 2 comma 2: sopprimere l'intera lettera b) sul volontariato.
In quanto le associazioni di volontariato hanno ampiamente dimostrato in questi anni nell'ambito della donazione degli organi di essere strumenti della propaganda, omettendo informazioni basilari sulle condizioni del prelievo a cuore battente, e sulla manifestazione di volontà. Depistaggio.
 
Art. 3.
 
Art. 3 comma 1: sopprimere le parole “utilizzando il sistema informativo della donazione degli organi di cui all'art. 7, comma 2, della legge 1° aprile 1999, n. 91”.
Emendamento coerente con la soppressione proposta all'art. 1 c.1. di questo provvedimento in quanto comporterebbe un illegale uso della L. 91/99 che ad hoc forgiò l'art. 6 per escludere altri fini che non fossero il trapianto terapeutico. Infatti l'art. 6 della L. 91/99 fu un correttivo imposto durante le votazioni nel gennaio del 1999 in quanto nella trascrizione in Commissione Affari Sociali dei primi 5 articoli votati dall'aula, risultavano sistematicamente omesse le parole “per trapianto”. Ci fu sospetto di manipolazione colpevole.
 
Art. 5
 
Art. 5 comma 2: Sopprimere le parole “le spese relative alla tumulazione nonché eventuale cremazione”.
Promettere la gratuità della tumulazione/cremazione, equivale ad offrire indirettamente denaro o altre utilità, che condizionano la “scelta”e si configura piuttosto come un reato di concussione (art. 317 del codice penale). Questo comma pare studiato per accaparrarsi i corpi dei poveri indotti a firmare una donazione per sgravare la famiglia.
 
Art. 7
 
Art. 7 comma 1: Sopprimere le parole “Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge” . Aggiungere dopo “Adotta il regolamento di attuazione” “senza il quale la legge è inattivata”. La L. 91/99 art. 5 Decreto attuativo per la manifestazione di volontà non è stato emesso da 15 anni, mentre si diffondono artifici predatori e depistanti sulla base delle Disposizioni Transitorie (art. 23) da parte delle autorità sanitarie.
Nerina Negrello
Presidente
Lega Nazionale Contro la Predazione di Organi
e la Morte a Cuore Battente

LEGA NAZIONALE CONTRO LA PREDAZIONE DI ORGANI
E LA MORTE A CUORE BATTENTE
24121 BERGAMO Pass. Canonici Lateranensi, 22
Tel. 035-219255 - Telefax 035-235660

venerdì 5 dicembre 2014

Bischerate italiane - Import/export: l'illusorio pareggio


FRA LE ABITUALI BISCHERATE ESIBITE dall'attuale CREDUTO & CREDENTESI
"premier", manca il conteggio relativo all'export/import.


Laddove con i due termini si deve intendere importazione ed esportazione di UOMINI in carne ed ossa.  IL FENOMENO è più che drammatico: importiamo manodopera e esportiamo intelligenze. Si tratta di cifre ormai  superiori ad ogni logica previsione. I nostri neolaureati e neodiplomati sono ambiti e richiesti. la loro intelligenza e la loro preparazione è fuor di dubbio all'estero. Mentre in Italia le intelligenze sono ignorate se non perseguitate.


Ovviamente questa contabilità NON interessa a Renzi perché il ragazzo deve rispondere ai poteri finanziari e poi perché è notoriamente un CRETINO (nel senso lato del termine). A noi NON dispiacerebbe se le nostre intelligenze fatta esperienza dove ci sono i mezzi economici per farla, tornassero in Italia e portassero anche da noi ciò che hanno appreso. 


Al contrario, ci mandano indietro personaggi come Marino, respinto al mittente come pidocchio e ladro. Infatti gli fanno fare il sindaco di Roma. L'Italia è ora piena di mano d'opera di scarso valore, forse utile per i furti o per opere di ricatto e corruzione come dimostra la vicenda romana, ove gli zingari suppliscono alla Banda della Magliana per giustificare spese incredibili e traffico di valuta sporca in combutta con lo IOR e
frange massomafiosocamorristiche della Partitocrazia. 


L'impoverimento attuale è evidente, mentre per il futuro sarà catastrofico.  Per chi ancora NON ha capito, e si illude guardando alla TV le GARE di cucina o fra parrucchieri, che ci siano riserve di lavoro in prospettiva, diciamo chiaro che gli italiani pizzaioli, parrucchieri, garzoni di barbiere stile Mafia newyorkese anni 30, cantanti di canzonette, venditori di statuette E DI IMMAGINI DEL PAPA, CORRISPONDONO
ALL'IMMAGINE PERPETUANTESI DELL'ITALIANO NEL MONDO. 

Ma il mondo contemporaneo progredisce con le conoscenze tecnico scientifiche, i
brevetti, TUTTE COSE CHE NOI POSSIAMO FARE MA CHE FANNO I NOSTRI GIOVANI PER CHI LI ACCOGLIE ALL'ESTERO. 


Von Braun emigrò negli USA, con altri che invece furono portati in URSS, ma DOPO una sconfitta ed una invasione. Marconi brevettò le sue invenzioni in Inghilterra alla quale paghiamo ancora i diritti, perché in Italia la nostra burocrazia lo osteggiava, e Fermi se ne andò per PURO TORNACONTO personale. Tutto quello che raccontano a giustificazione è FALSO. 

Georgius Vitalicus

giovedì 4 dicembre 2014

Vladimir Putin e la tecnica dei compromessi digradanti



Né con Putin, né contro Putin, perché mi accontento di osservare la realtà e per ora la realtà dei fatti è che Matteo Renzi sta adempiendo alla grande al suo ruolo di sostituto di Letta Enrico. Infatti il matteo nazionale ha dichiarato che il gas russo non è strategico per l'Italia. Potrebbe essere, ma anche no. Leggasi "diversificazione".  

Guarda caso, dopo che Enrico Letta si recò a Soci per l'inaugurazione dei giochi invernali, i poteri d'oltre-oceano imposero a matteo di scendere nell'arena e combattere. Avrebbe vinto. 

Anche gli ucraini avrebbero vinto contro Putin e i putiniani. 
Ed hanno  vinto, grazie alle telecamere su piazza Maidan. Tuttavia i detrattori di Putin non potranno mai rispondere alle due seguenti domande: 

1) chi ha sparato sulla folla di Piazza Maidan? 

2) mentre la rivolta era in atto (spalleggiata dalla Cia, per sua stessa ammissione), dove sono andati a finire il grosso dei lingotti d'oro presenti nei caveau della banca centrale nazionale? 

Rocco Nuzzo




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Articolo collegato:

Il modo di Putin di relazionarsi con partner interni ed esterni, concorrenti e persino nemici è da tempo noto a tutti coloro disposti ad osservare in modo razionale. Nella prima fase, Putin offre un ottimo compromesso. Preso come segno di debolezza viene respinto. Nella seconda fase, la situazione di coloro che rifiutano il compromesso rapidamente si deteriora e un nuovo compromesso viene offerto, ma assai meno vantaggioso, e ciò continua fin quando non ci sono più compromessi, o un partner sempre inflessibile "soffoca in una sciarpa di polonio" a Londra. Ad esempio, nella situazione del South Stream osserviamo la fase due: il deterioramento della posizione dell'UE con un accenno di nuovo compromesso sotto forma del "Blue Stream" e dello snodo gasifero al confine con la Grecia. In realtà, Putin costringe l'Unione europea a riconoscere che il caos in Ucraina non è un problema russo, ma europeo. Con accordi sul gas, in cui più importante è il riconoscimento dell'Unione europea del debito ucraino e non che la Russia ha il pieno diritto di esigere un pagamento anticipato, ci si può aspettare che semplicemente il senso di auto-conservazione spinga Bruxelles a finanziare Kiev, o pagarne il conto o stare a guardare mentre Mosca vi mette ordine. Per ragioni politiche e su pressione degli Stati Uniti, Bruxelles ha deciso di non fare ciò. Dare soldi a Kiev per il gas è inutile e pericoloso per quel burocrate che firmerebbe l'ordine di pagamento dell'Unione europea, la sua carriera finirebbe. Pagare direttamente per conto di Kiev è un'umiliazione disastrosa di fronte all'opposizione, al business, ai contribuenti e agli elettori che non perdoneranno i politici che hanno voluto scontrarsi con la Russia sull'obbligo di pagare i debiti delle marionette statunitensi a Kiev. I funzionari europei infine si rifiutano di lasciare che Mosca metta ordine a Kiev, perché dietro hanno i terrificanti distaccamenti statunitensi armati dei dossier sporchi raccolti dalla NSA negli ultimi decenni. Di conseguenza, un approccio da struzzo prevale in Europa, sperando che Mosca le fornisca gas sempre e comunque, anche tollerando i furti di crediti del regime di Kiev. Nelle ultime settimane, anche ai politici europei più duri è chiaro come sia inutile aspettarsi concessioni dal Cremlino. E' evidente che il Cremlino è infuriato dalle sanzioni e lieto di organizzare per l'Europa qualcosa di peggio del remake delle passate "guerre del gas", così i politici europei non penseranno che le loro azioni contro la Federazione Russa rimarranno senza conseguenze e che la Russia continui ad essere un partner aperto e accomodante.

Il rituale sacrificio di South Stream, davanti alla stampa europea, è un messaggio forte e chiaro. I politici europei avevano sperato che nel peggiore dei casi l'Europa sopportasse un inverno freddo, senza gas, ma con la distruzione delle "ambizioni imperiali della Russia", ne valesse la pena. Secondo la logica europea (non molto diversa da quella ucraina), la Russia ha così bisogno del mercato europeo del gas che Gazprom costruirà South Stream con il proprio denaro, cedendone la metà ai concorrenti, come preteso dal "terzo pacchetto energetico dell'UE", e patrocinando le forniture di gas all'Ucraina solo per accedere al mercato europeo. Putin ha distrutto tale logica, tracciando un nuovo indirizzo della politica energetica della Russia: "Reindirizziamo il flusso delle nostre risorse energetiche in altre regioni del mondo, anche attraverso promozione e accelerata attuazione di progetti sul gas naturale liquefatto. Svilupperemo altri mercati e comunque l'Europa non ne riceverà dalla Russia. Crediamo che ciò non sia coerente con gli interessi economici dell'Europa che minano la nostra cooperazione. Ma questa è una scelta dei nostri amici europei". (RIA Novosti)


Nell'analisi della situazione in Ucraina, a maggio delineai come il contratto sul gas con la Cina sia uno dei passaggi chiave necessari per sciogliere le mani della Russia in altri ambiti della politica estera. Ora vediamo i risultati di questo lavorio del Cremlino sul perno cinese. Putin sembra dire agli europei: "Fate attenzione a ciò che desiderate, potrebbe divenire realtà". Gli europei hanno liberato il genio russo dalla bottiglia delle sanzioni e che inizia a esaudirne i desideri con generosità. Gli europei sono in preda al panico e allo shock con Putin che gli dipinge un futuro molto sgradevole. Finché la junta filo-statunitense è a Kiev, l'Europa avrà freddo e sarà senza gas per tutti gli inverni. Pensateci! Per ogni inverno, enormi perdite economiche e un terribile inferno politico per i politici europei. Putin ha promesso all'Europa non il "giorno della marmotta" ma l'incubo infinito dell'"inverno della marmotta", che non sarà sciolto dalle costose forniture di GNL statunitense. E ancora, l'Europa dovrà fare una scelta: finanziare l'Ucraina (ogni anno!) o pagargli il gas (ogni anno!) o lasciare che Mosca metta ordine a Kiev (una volta!) Questo è il nuovo "compromesso di Putin". Ogni giorno freddo, ogni mese freddo, ogni miliardo di euro perduto e ogni milione di elettori congelati che chiederanno che "l'Ucraina sia amministrata da quei russi", tutto ciò spingerà gli europei alla soluzione desiderata. Nel processo di "addomesticamento" dell'Unione europea, parte dei profitti di Gazprom per il 2015 potrebbero essere sacrificati, ma spezzare la volontà d'insistere di Bruxelles è molto più importante e ciò sarà notevolmente redditizio in futuro, proteggendo il nostro Paese da molti problemi occidentali. Come dimostra la pratica, il congelamento renderà l'Europa intelligente e flessibile. La Russia, come è noto, ha un'anima generosa. Putin chiama gli Europei "amici" non per niente, e un amico si rivela nel momento del bisogno. L'Europa ha un problema, è malata di "americanismo" e "obamamania". Buon amico e medico, Putin ha prescritto la medicina migliore, la guarigione per fame di energia. A giudicare dalle urla dei politici e dei media europei alla lettura della prescrizione, la cura sarà difficile ma efficace.


Crimson Alter Politrussia


Traduzione di Alessandro Lattanzio

mercoledì 3 dicembre 2014

Diamoci una mossa... con MoviSol



Il governo Renzi ha passato il segno. Per compiacere chi l'ha messo al potere, l'oligarchia finanziaria della Troika (UE, BCE, Fondo Monetario Internazionale), non solo sta abolendo l'articolo 18, e con esso ogni tutela per i lavoratori, e svendendo il nostro patrimonio industriale (l'ultima notizia è la svendita di Ansaldo-Breda), ma ora vuole anche chiudere i teatri lirici in Italia. Il ministro della Cultura Dario Franceschini ha annunciato infatti che "quattordici fondazioni liriche sono troppe per le risorse del paese". La culla del Rinascimento e dell'opera lirica rischia così di diventare non soltanto il paese dei disoccupati e dei disperati, ma anche il paese delle macchiette televisive, dei reality di Mediaset, e dei buffoni di corte, ove la corte è quella dell'Unione Europea, che impone austerità e tagli al bilancio, per poter salvare coi soldi dei contribuenti gli speculatori che hanno provocato la crisi. "Cortigiani, vil razza dannata", direbbe Rigoletto, nella famosa opera di Verdi.

Sull'economia, il governo Renzi non si differenzia molto dagli altri governi europei, allineati a Draghi, a partire da quello di Angela Merkel, tutti pronti a imporre il prelievo forzoso per salvare le banche esposte in derivati ed altri titoli tossici, e ad imporre un'austerità genocida per farlo. Come gli altri governi europei, Renzi è ligio alla linea Obama sull'Ucraina, ed è stato il primo ad attuare le sanzioni contro la Russia, danneggiando pesantemente le nostre imprese e la nostra agricoltura, mentre quello francese temporeggiava e cercava vie di uscita per continuare ad esportare. E mentre MoviSol viene spesso invitato a parlare a conferenze in tutta Italia sull'urgenza della legge Glass-Steagall, che toglierà ogni garanzia dello Stato agli speculatori, per rilanciare il credito alle imprese ed alle famiglie (vedi "Da Roosevelt e dalla Scuola di Napoli un messaggio di speranza per il Mezzogiorno d'Italia", e "MoviSol - Conferenza a Milano su Glass-Steagall e BRICS+"), Renzi ignora bellamente il problema del credito. Sembra che abbia in mente una sola riforma, quella elettorale, ed il patto del Nazareno con Berlusconi, che mira a consolidare ciò che è accaduto negli ultimi due anni, ovvero governi imposti dall'UE e non eletti dal popolo, a cui viene tolto anche il diritto di voto.

Ma sulla cultura sta facendo peggio di tutti. Franceschini si accinge a chiudere sette teatri dell'opera, incurante del fatto che questo ridurrà sensibilmente anche il "turismo culturale" nel nostro paese, che Renzi sostiene di voler promuovere. Una petizione dell'Università Popolare dell'Opera di Parma per fermarlo ("Fermiamo il Ministro Franceschini!") è stata sottoscritta da oltre 3.000 cittadini da tutto il mondo, tutte persone che venivano nel nostro Paese per ascoltare le opere di Verdi, Bellini, Donizetti, magari nelle loro città natali, e ora non potranno più farlo. Come spiega la petizione, le risorse investite nei teatri lirici "dal 1985 al 2013 si sono ridotte del 56,08% (dati del Ministero: "Relazione sull'utilizzo del Fondo Unico per lo Spettacolo" ) arrivando ad essere le più basse d'Europa". Un triste primato.

C'è da chiedersi che cosa disturbi tanto il governo Renzi nelle opere liriche. Come spiega il poeta tedesco Friedrich Schiller, nei suoi scritti estetici, la bellezza, il Sublime, insegnano a ragionare con la propria testa, e spesso a ribellarsi all'ingiustizia. Come Rigoletto, che si ribella alla Corte, come Figaro, che si ribella al Conte nelle "Nozze di Figaro" di Mozart, un'opera veramente rivoluzionaria se si considera che allora vigeva ancor lo "jus primae noctis", o perfino Leporello, il fedele servo di Don Giovanni nell'omonima opera di Mozart, che cerca di opporsi alle malefatte del suo padrone, emblema musicale non solo del libertinismo, ma anche del liberismo economico quando inneggia "viva la libertà". Come il marchese di Posa, che in un'altra opera di Schiller, musicata da Verdi, il Don Carlo, si schiera dalla parte dei ribelli delle Fiandre sfidando Filippo II di Spagna. Troppi ribelli per i gusti di un governo che vuole mettere a tacere ogni protesta.

Così, mentre si prepara lo sciopero generale contro il suo Jobs Act, e infuria la protesta e la guerra tra poveri nella periferia di Roma, Renzi decide di ricevere invece i Reali di Spagna. Per dirla con Elizabeth Warren, la coraggiosa senatrice americana che ha sfidato Wall Street presentando un disegno di legge per il ripristino della legge Glass-Steagall, dopo centinaia di mozioni in questo senso promosse dal movimento di LaRouche negli Stati Uniti (vedi "Separazione bancaria: Elizabeth Warren accelera") "enough in enough" (quando è troppo, è troppo). La Sen. Warren si riferiva alla decisione di Obama di nominare come sottosegretario al Tesoro "l'ennesimo uomo di Wall Street", ovvero Antonio Weiss, proveniente da Lazard Freres. 

Anche Renzi, come Obama, ha passato il segno. E prima che ci tolga non solo la lirica, ma anche il diritto di parola, invitiamo i nostri lettori ad unirsi a MoviSol nel promuovere l'unica riforma che rilanci davvero l'economia reale e l'occupazione, ovvero la legge Glass-Steagall, e l'adesione al nuovo sistema creditizio dei BRICS, alternativo al sistema dell'Euro, inesorabilmente fallito. Aderite a MoviSol, firmate e fate firmare la nostra risoluzione a favore della cooperazione coi BRICS (vedi qui sotto, altrimenti per la firma qui), sosteneteci, organizzate incontri e conferenze su questi temi. La gente accetta passivamente i sacrifici imposti dalla Troika solo perché non sa che esiste un'alternativa, quella che noi proponiamo da anni. Solo così sarà possibile salvare non soltanto il nostro patrimonio industriale, ma anche quello culturale.

Liliana Gorini, presidente di MoviSol

martedì 2 dicembre 2014

Ungheria - Trame oscure del solito Soros, il sionista mascherato da democratico



Le manifestazioni contro il Governo Orbán che si svolgono in questo periodo servono per l’Unione Europea e per gli Stati Uniti per fare un colpo di stato perché Orbán Viktor non segue i loro interessi. Non è il popolo ungherese che vuole far cadere il governo, anche perché alle elezioni di aprile esso ha preso di nuovo il 2/3 dei voti. I nemici sono degli estranei diretti dall’Ungheria che vogliono intromettersi negli affari interni del paese. Usano degli schemi già ben collaudati, sono finanziati da Soros György e sono capaci di qualunque cosa per non perdere il loro potere ed i loro profitti sul mercato ungherese. Trovano dei traditori della patria –l’opposizione- che per soldi li appoggiano e della gente semplice che gli crede.

Orbán Viktor vuole far pagare le tasse alle multinazionali che hanno vari benefit in Ungheria. Non pagano tasse, o ne pagano poche, sfruttano i dipendenti, portano via tutto il profitto dal paese e rendono impossibile l’attività delle piccole-medie imprese. Vuole inoltre far pagare le tasse alle banche che con dei crediti in valuta estera hanno ingannato migliaia di famiglie rovinandogli la vita. Ha abbassato le spese dell’elettricità, del gas e dell’acqua e vuole continuare a farlo per alleggerire ulteriormente le bollette degli ungheresi, ma i fornitori di questi servizi sono in mano a israeliani risiedenti in Francia e in Germania che non vogliono perdere del profitto. Un altro motivo è il possibile gasdotto che arriverebbe dalla Russia ed evitando l’Ucraina passerebbe per Bulgaria, Serbia ed Ungheria fino all’Austria (il flusso meridionale).


Insomma si tratta di danni all’interesse (il profitto enorme rischia di diminuire), quindi tutte queste attività del Governo per loro sono fastidiose e per questo motivo intervengono. Soros György finanzia varie organizzazioni dell’opposizione e gli oppositori Gyurcsány Ferenc e Bajnai Gordon. Arriva André Goodfriend incaricato d’affari americano, straordinariamente attivo negli affari interni dell’Ungheria. Qua tra parentesi menzionerei che lo stesso „Bravo Amico” tra il 2009-2012 come console generale ha cercato di far cadere il governo siriano. E adesso vuole dire al popolo ungherese cosa è buono. Inventano delle finte corruzioni e false accuse dei confronti del Governo -che non riescono mai a documentare, a testimoniare- mescolano un po’ le notizie, reclutano degli ungheresi traditori, ignoranti, pronti a fare un po’ di casino, dopodiché trasmettono in Occidente che il Governo Orbán è inaccettabile e che il risultato 2/3 delle elezioni non conta.


Qua di nuovo aprirei una parentesi perché devo mettere in chiaro che le marce della pace organizzate per il Governo Orbán avevano un’atmosfera particolare, non è mai successo nessun’ atrocità, nessuna violenza e la gente cantava, chiacchierava serenamente. Se invece andiamo a vedere le attuali manifestazioni contro il Governo Orbán ci sono prove su come i manifestanti hanno picchiato alcuni giornalisti, gli hanno sputato in faccia, hanno distrutto la sede del partito FIDESZ (quello di Orbán Viktor) causando dei danni enormi, urlavano parolacce e volgarità senza scrupoli. Si vede lontano anni luce la differenza tra le due folle, sono opposte, la civiltà e l’inciviltà e anarchia incorporate.




Era così incivile anche la manifestazione contro le tasse su internet “organizzata” da Gyurcsány Ferenc e le forze che stanno dietro di lui, finanziato da Soros György ed a cui ha partecipato Goodfriend. Prima di tutto la tassa dell’internet era un pretesto, perché senza un motivo concreto che all’apparenza tocca quasi tutti non sarebbe scesa tanta gente in piazza su richiesta di Gyurcsány che ultimamente ha perso popolarità. Con lo slogan “tasse su internet” è riuscito a muovere una modesta folla. Comunque la proposta di legge parlava di tasse da pagare da parte dei fornitori, non ricaricabili sugli utenti e con un tetto massimo di 3 euro, ma c’è sempre gente che non conosce tutti i dettagli ed è pronta a fare un po’ di caos. Ed ecco pronta la notizia da pubblicare in tutto il mondo su come gli ungheresi sono scontenti, su come è inaccettabile il Governo Orbán, ecc.


Questo scenario ed iter sono ben riconoscibili al colpo di stato nella Repubblica Ceca, dove con lo stesso sistema hanno fatto cadere il Governo Necas, negli eventi in Ucraina, in quelli della primavera araba (Tunisia, Libia, Egitto, Siria). Purtroppo riescono a mimetizzare bene la loro attività segreta, imbrattano l’immagine di chi è contro di loro e dopo difficilmente noi, gente comune possiamo capire chi aveva ragione. Per questo dobbiamo ragionare sulle notizie trasmesse, guardare gli eventi anche da un altro punto di vista, altrimenti crederemo anche noi ai nostri nemici.


Per il momento noi ungheresi che appoggiamo il governo Orbán Viktor non intendiamo manifestare ma aspettiamo lo svolgimento di tutta la faccenda.Se gli attacchi esteri non finiranno allora é nostra intenzione scendere nelle piazze e dimostrare quanto siamo vicini al nostro governo e quanto vogliamo difenderlo.
Grazie per aver letto l'articolo e vi auguro ogni bene.
 
Edina Karossy
Kovács Andras


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lunedì 1 dicembre 2014

"Una crisi mai vista" di Valentino Parlato - Recensione

UN LIBRO PER DISCUTERE
Una crisi mai vista
 A cura di Valentino Parlato e Massimo Loche - Interventi di: Alberto Burgio, Pierluigi Ciocca, Luigi Ferrajoli, Francesco Indovina, Giorgios Katougalos, Giorgio Lunghini, Giovanni Mazzetti, Enrico Pugliese, Guglielmo Ragozzino, José Maria Ridao.

Il volumetto "Una crisi mai vista"  è in vendita nelle edicole, sul sito de Il Manifesto  e nelle librerie.   Viviamo una crisi a livello mon­diale, non solo ita­liano o euro­peo. A que­sta crisi le forze di sini­stra non sanno dare una rispo­sta, anzi stanno per essere tra­volte. Penso, e voi sarete d’accordo, che prima di agire biso­gna stu­diare, capire natura e pro­fon­dità di que­sta crisi. È neces­sa­ria una ana­lisi (per una malat­tia si direbbe dia­gnosi). Senza una ana­lisi e una dia­gnosi non saremo in grado di con­tra­stare que­sta crisi e vol­gerla a favore della sini­stra. Da que­sto con­vin­ci­mento è nato il volu­metto Una crisi mai vista. È un lavoro che affronta i pro­blemi di oggi con lo stesso spi­rito con il quale la rivi­sta il mani­fe­sto nel 1969 aprì un’utile discus­sione sul che fare della sini­stra dopo la crisi del comu­ni­smo sovie­tico. Nelle pagine di que­sto volu­metto si pos­sono leg­gere ana­lisi serie sull’attuale crisi e i suoi effetti sull’economia, la società, la cul­tura pen­sate e scritte da un gruppo di intel­let­tuali di sini­stra e di alto livello cul­tu­rale poli­tico, come potete vedere sulla coper­tina del libro. Non si tratta di un numero unico, ma dell’inizio di un lavoro di ricerca e ini­zia­tiva poli­tica da con­ti­nuare con nuovi con­tri­buti dei col­la­bo­ra­tori attuali e di quanti altri vor­ranno offrirci le loro ana­lisi e le loro proposte. Per­tanto chiedo a voi tutti di soste­nere la dif­fu­sione di que­sto lavoro, non solo com­prando, ma orga­niz­zando ini­zia­tive. Gra­zie con fiducia.