sabato 10 dicembre 2011

Wall Street... ed i proprietari universali di tutto il pianeta terra...

Vi giro questo pezzo di Giulietto Chiesa, sul quale si potrà non condividere alcune analisi (per es. sull’Euro), ma che per il resto è totalmente condivisibile. E inoltre, come potete notare, pur provenendo da esperienze diverse, da ideologie diverse, in tanti stanno oramai prendendo coscienza di chi sono i veri padroni del mondo....


Difendersi con tutti i mezzi democratici rimasti

Chi ci bombarda? Sono i “proprietari universali”. Non hanno patria e sono pochi, ma sono potenti. Nelle attuali circostanze il loro quartier generale è a Wall Street, New York, Stati Uniti d’America. I più importanti tra loro sono cittadini americani, ma la cosa è inessenziale. Essenziale è che il loro portavoce principale è il presidente degli Stati Uniti. Quello di turno. Essenziale è che possano usare le armi dell’America.

Ci bombardano perché sono falliti, ma essendo i padroni del pianeta (o ritenendosi ancora tali, anche se non lo sono più) non hanno nessuna intenzione né di ritirarsi né di pagare. Vogliono anzi che paghiamo noi. E’ dal 2008 che hanno deciso – loro che controllano la finanza mondiale – che bisogna liquidare l’euro e l’Europa. Perché il primo minacciava la supremazia del dollaro (che è la loro moneta) e perché la seconda, ogni tanto, fungeva da terzo incomodo.

Così, prima hanno comprato la seconda, mettendo alla sua testa i loro uomini, scrivendo le sue leggi, scegliendo i suoi statuti e imponendoli ai popoli europei; e adesso attaccano il primo, perché la partita finale vogliono giocarsela da soli contro lo yuan cinese.

Significa che l’attacco non è contro questa o quella classe sociale: è contro i popoli dell’Europa (e del mondo). E’ l’attacco dello 0,01% contro il 99,99%.

Voi penserete che è una cosa assurda. E lo è. Ma questo non significa che sia irreale. Per mantenere il loro potere hanno la necessità assoluta di schiacciarci, di toglierci ogni via di fuga, di cancellare ogni nostra libertà, di ridurre al minimo vitale il nostro tenore di vita, di privarci della nostra autonomia, dei nostri pensieri.

Ci dicono che “poi” cresceremo, ma i pochi che ancora ragionano sanno bene che, riducendo i nostri salari e le nostre pensioni, i servizi sociali e tutto ciò che ancora ci aiuta a vivere, non ci sarà nessuna crescita. Ci sarà, al contrario, la recessione. Ma, com’è ovvio, non possono dirci la verità. E la verità è che sono andati in fallimento da soli, senza che nessuno, da chissà quale pianeta, li ostacolasse. Hanno prodotto il disastro con le loro morbide mani. Noi non c’entriamo con le loro follie.

E’ vero: ci siamo indebitati, perché ci hanno istupidito tutti a tal punto che abbiamo speso più di quanto potevamo permetterci. La pubblicità e lo spettacolo sono stati le loro più potenti portaerei (e infatti dovremmo attaccare, quando cominceremo a difenderci, in primo luogo quelle). Il resto, cioè il lavoro sporco, coperto, lontano dalla luce del sole, l’hanno fatto fare ai loro maggiordomi, ben pagati, o ricattati, dopo essere stati corrotti, messi al comando dei paesi satelliti d’Europa.

Solo che – bisogna che ce lo ripetiamo, per non dimenticarlo – sono falliti. E non hanno nessuna ricetta per salvarsi. Neanche quella di sottoporci al macello sociale che stanno organizzando. Perché dalle misure di “austerità e di rigore” che pretendono di imporci si ricaverà, al massimo qualche centesimo per le caldarroste alla vigilia di Natale.

I proprietari universali, i banchieri globali non concepiscono la democrazia (sebbene possano pagare eserciti di servi che ne parlano ogni giorno per farci credere che viviamo appunto in democrazia). Un tempo ce l’avrebbero tolta con la forza, ma non ne avevano bisogno. Scelsero di preparare il terreno (quando sarebbe giunto il momento) per togliercela con il nostro consenso. Il momento è giunto. Loro sono arrivati al capolinea, e noi, a centinaia di milioni, viviamo dentro Matrix.

Ma anche Matrix comincia a sgretolarsi e dalle fessure entra l’aria, la puzza. Chi la sente si svegli. Dobbiamo cominciare a difenderci.

Giulietto Chiesa

Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/


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Commento ricevuto:

...per adesso accontentiamoci di questo. Purtroppo il pericolo è un altro, ovvero quello che la protesta venga “deviata” dai veri obiettivi.
Ti faccio un esempio. Giulietto Chiesa sta facendo un lavoro molto importante nella demistificazione dell’11 Settembre. In queste controinchieste abbiamo visto che è stato coinvolto anche l’ex magistrato Imposimato. Sono proprio queste inchieste, che difficilmente possono essere accusate di “complottismo”, che risultano efficaci per far saltare la grande menzogna. Però attenzione: questi ambienti hanno un lato negativo e rappresentano un pericolo, ovvero quello che la controinformazione viene “deviata” dai veri obiettivi. Proprio sull’11 settembre infatti, questi ambienti tendono ad incolpare i soliti “servizi separati”, gli ambienti cosiddetti guerrafondai, legati a Bush, al grande mercato delle armi, e così via. Una visione riduttiva, di comodo, che in ogni caso, anche se si dovesse far emergere la verità sull’11 settembre, finirebbe comunque per garantire la continuità del sistema.
Maurizio

venerdì 9 dicembre 2011

John Fitzgerald Kennedy... i retroscena e i motivi segreti sulla sua uccisione...

Cari amici vorrei fare alcune osservazioni. Come per tutte le notizie e le vicende che avvengono e provengono dagli States, anche per quelle sull’omicidio di John Fitzgerald Kennedy bisogna essere molto cauti, altrimenti si finisce per fare la fine delle notizie sugli Ufo e gli alieni.

La tecnica dell’inquinamento, del depistaggio e quella dell’inflazione di notizie solo apparentemente vere, ma in realtà false, è infatti ampiamente utilizzata, sia da parte di strutture interessate, sia per germinazione spontanea di un popolo ridotto a livello di beoti, ed è proprio questa tecnica, che soprattutto consente di preservare la “grande menzogna” su Kennedy (e sta avvenendo la stessa cosa con l’11/9).

Nel caso specifico mi sembra strano che un detenuto esperto, che pur sa che potrebbe essere eliminato in qualsiasi momento, se ne esca fuori con quella confessione, a meno che non sia stato “imbeccato” per far scoprire una PARTE di verità e quindi, ammettendo la falsità della pista Osvald, deviare l’attenzione dai veri assassini (la mafia fu solo una esecutrice). Probabile, ma le prove? Meglio essere cauti.

Ma chi ha ordinato la morte di Kennedy? Per capirlo bisogna considerare la storia americana dal 1945 al 1974 e si capirà che poco c’entrano gli interessi mafiosi, il presidente “buono” che non vuole la guerra, che ostacola le industrie di armi, ecc. Tutte cazzate.

Joe Fallisi ha invece centrato il bersaglio facendo notare la provenienza della famiglia Kennedy alquanto eterogenea da quella di altri Presidenti Wasp.

Dunque, noi sappiamo bene che dietro la strategia bellica Alleata vi era la mano ferma di certe consorterie e lobby di natura mondialista che disegnavano quella strategia in vista di un assetto post bellico propedeutico ad un Nuovo Ordine mondiale. Jalta, per il controllo dell’Europa, e la funzione Sovietica erano essenziali, tanto che l’avanzata americana in Europa venne opportunamente “rallentata” onde consentire ai Sovietici di occupare le aree geografiche loro assegnate.

Una tattica che ebbe varie sbavature, come ad esempio quella del generale Patton (strana morte) ma comunque venne realizzata in pieno. Fatto sta che a guerra finita gli Stati Uniti divennero la prima potenza mondiale, planetaria sui due oceani.

In questo immenso e ricco paese le Amministrazioni e i Presidenti Usa, e dal 1913 (federal reserve system) anche l’economia erano saldamente in mano a quelle Lobby di cui parlavamo. Saldamente in mano MA NON TOTALMENTE SOTTO CONTROLLO. Questo perchè l’estensione del paese era immensa, mentre la genia delle sue sanguisughe era invece estremamente esigua, la cultura americana non era ancora stata rimodellata su quella neoradicale e progressista, molto più malleabile ed infine la grande vittoria bellica unita al possesso dell’atomica, potevano innescare, soprattutto nelle forze armate, pruriti di nazionalismo e di potere indesiderati. L’inevitabile sorgere della guerra fredda, con la necessità di tenere sotto controllo il dinamismo sovietico (necessità di ordine tattico, non strategico, perchè il vero fine di Jalta era la cooperazione a tutti i livelli con i Sovietici) non promettevano nulla di buono per le consorterie mondialiste.

Certi pruriti del dopoguerra, di stampo nazionalista (per esempio la vicenda McArthur ne erano un sintomo preoccupante).

Da qui la grande idea di aiutare Stalin a dotarsi di armamento nucleare nell’ottica di un bilanciamento di forze che frenasse spinte centrifughe negli Usa da parte delle sue amministrazioni non totalmente sotto controllo.

Sappiamo poi come furono incentivate le campagne culturali contro tutti i vecchi valori dell’americano medio, come venne cavalcata la Contestazione, l’esplosione violenta e sotto banco agevolata,delle rivolte negre, come attraverso Hollywood ci fu l’esplosione di films antirazzisti, antimilitaristi, con la rivalutazione persinodei Pellirossa “buoni”, la denuncia di una Cia “paralleala”, ecc. E persino la denuncia, fatta dal New York Times nel 1971, ovvero dal giornale in mano a certe Lobby, che l’incidente del Golfo del Tonchino fu una false flag.

Tutto faceva brodo per indebolire e tenere sotto ricatto le amministrazioni americane e i loro vertici militari.

Il Watergate completò l’opera, perchè da quel momento “chi di dovere” raggiunse tutti gli obiettivi prefissati e potè prendere in mano tutto il potere in America, ripulendo e rifacendo tutti i Servizi di Intelligence. Da allora, addio alla Contestazione, freno alla filmografia, freno alle rivolte dei negri, e così via. Non servivano più.Tutto a poco a poco si andò a spegnere, anzi con i film su Rambo, si prese a rivalutare anche la guerra nel Vietnam.

Ma torniamo a Kennedy. Questi aveva due particolarità che lo rendevano “pericoloso” per quelle Lobby di potere in quel momento di transizione (i primi anni ’60), nonostante che la sua ideologia di fondo “neoradicale” (la “Nuova Frontiera”) era gradita da queste Consorterie. Era cattolico e proveniva da una famiglia ricca, quindi meno ricattabile di altri presidenti. Il fatto che fosse cattolico ostacolava, e non poco, il ridimensionamento di questa cultura così come era necessario nell’ottica mondialista.

Ed infine era anche alle soglie di un secondo mandato, quando sappiamo che al secondo mandato i presidenti americani potrebbero essere più “indipendenti” rispetto alla loro prima amministrazione (abbiamo poi visto, infatti, come molti presidenti USA al secondo mandato e al vertice della loro popolarità, vengono ridimensionati attraverso opportuni scandali).

In quegli anni di transizione, quindi, quando ancora tutto il potere, assoluto, era ancora di là da venire (Watergate 1974) i Kennedy, compreso il fratello Bob, erano un pericolo.

Da qui l’incarico alla Mafia, in collaborazione con opportuni Servizi, di eliminarlo.

Scoprire gli esecutori quindi conta fino ad un certo punto, perchè sono i mandanti quelli che contano veramente. E i mandanti sono lì davanti a noi, basta considerare CHI ha preso tutto il potere in America dopo il 1974 !!

MAURIZIO - maufil@alice.it


Nota di Joe Fallisi: I Kennedy appartenevano a una famiglia cattolica e, in particolare John, non avevano una grande devozione per Sion. Il nocciolo della vera classe dirigente di hamburgerlandia è (quasi) sempre stato WASP (White Anglo-Saxon Protestant ) e filogiudaico. Già solo questo fatto basilare informa il il destino, in politica, di quel clan irlandese.

giovedì 8 dicembre 2011

Marcus Prometheus: "S'io fossi al posto di Monti Mario... farei così..."

Foto di Gustavo Piccinini


Monti ha imposto nuove tasse per 24 miliardi di euro e tagli per 6 miliardi, totale 30 miliardi il tutto a carico dei cittadini senza toccare alcuna casta ed alcun privilegio.

Ma facilmente Monti poteva essere piu' equo e rilanciare invece che soffocare l'economia, vedi sotto (e se non avesse ottenuto il sostegno del Parlamento, meglio andare subito a nuove elezioni con responsabilita' chiare):


Misure alternative eque e rapide per OLTRE 30 miliardi e che non deprimano l'economia:


1 CHIESA Abolire le scandalose esenzioni ICI per immobili commerciali (illegali anche per l'Europa che ci porteranno a multe europee siamo da anni sotto indagine e le continue trasformazioni dell'ICI forse sono fatte proprio allo scopo di sfuggire alle sanzioni europee) ,
Necessario anche abolire l'8 per mille (e l'8 per cento degli oneri di urbanizzazione concesso ad edeilizia religiosa: chiese e moschee). Ognuno si paghi il culto che vuole, se vuole. Abolire l'ora di religione e re-introdurre l'Educazione Civica (e magari storia delle religioni).
Eguaglianza di tutti gli dei e di tutte le concezioni della vita anche atee di fronte alla legge e tassazione uguale per tutti,
sovvenzioni per nessuno, salvo che per il restauro dei monumenti d'arte d'interesse pubblico (da chiunque posseduti).
Basta privilegi concessi alla Chiesa Cattolica (costano almeno 6 miliardi all'anno, ma forse sono 10).


2 SINDACATI e ONG Basta anche a privilegi ed esenzioni ICI concessi a Sindacati ed ONG.
E basta anche a fondi pubblici per moschee (Genova Torino, prov. di Siena, ecc.)


3 AEREI Militari e Inaccettabile spendere 25 miliardi per 200 nuovi aerei caccia, oggi non ce li possiamo permettere.


4 GRANDI OPERE Treni ad alta velocita' e Ponte di Messina sono opere comunque sbagliate economicamente non giustificate dal traffico che e' di un terzo del necessario a renderle economiche, ed addirittura in calo.
TANGENTI: Grandi opere di e grandi spese militari sono volute dai politici solo perche' occasioni di immense tangenti che costituiscono larga fetta di quelle spese, forse addirittura la meta' per TAV e ponte.


5 DISMISSIONI Lo Stato venda gli immobili inutili, e venda le aziende di stato non indispensabili come la RAI.


6 REGALI di STATO agli amici Lo Stato venda le frequenze TV che regala (a Mediaset ed altri).


7 BANCHE Dato che le rendite catastali delle famiglie sono state aumentate d'autorita' del 60% ( e proprio mentre i valori degli immobili e degli affitti calano per la crisi) si rivalutino anche quelle degli immobili delle banche, anche per evitare a Monti la conferma della accusa di conflitto d'interessi e di essere servo delle Banche stesse.

Lo stato ha concesso garanzie alle obbligazioni emesse dalle banche, e' pericoloso, andrebbe approfondito, ma soprattutto perche' gratis? Le banche studiano il rischio, si prendono contro-garanzie e si fanno profumatamente pagare per garanzie e fideiussioni che rilasciano.

Lo stato faccia lo stesso con le banche (ma dopo aver appurato che non prende impegni troppo pericolosi e rovinosi per il futuro).


8 AUMENTARE LA CONCORRENZA e DEBUROCRATIZZARE Tagliare i costi della POLITICA, lotta alla corruzione, riforma giustizia
Si aboliscano anche gli ordini professionali e le provincie e si taglino costi e privilegi della politica, si istituisca anche l'anagrafe pubblica delle proprieta' dei politici ed alti dirigenti di Stato e di di ditte di stato e loro famiglie. Abolire le piccole sedi giudiziarie inutili (e riformare la Giustizia, abolire un grado sui 3 del processo attuale ecc.)


9 LIBANO: La missione in Libano e' uno spreco assoluto ed aiutare i nazi islamisti Hezbollah, proteggendoli da giustificate reazioni quando bombardano con razzi mirando ai civili delle citta' di Israele. Tale missione va abolita al piu' presto, serve solo a proteggere i terroristi nemici dell'Occidente, e ci rende addirittura loro complici.


10 Scuole private e confessionali: Abolire le sovvenzioni alla scuola privata chiaramente vietate dalla Costituzione. altro favore ai preti.


RISULTATI QUANTITATIVI di una manovra alternativa:


25 miliardi da annullamento contratti per 200 aerei (salvo penali da quantificare)
3 miliardi almeno da dimezzamento immediato privilegi della Chiesa.
2 ? miliardi Dismissioni beni dello stato vendita immobili e vendita aziende a cominciare da RAI
(INTROITI realizzabili INIZIALMENTE, IMMEDIATI, certo molto inferiori a cifre totali realizzabili)
- ? miliardo concessione a pagamento delle frequenze TV
- ? miliardo tagli grandi opere rovinose (inutili e grandissime tangenti)
- ? Taglio Missione in Libano
- ? Fine esenzione ICI a Sindacati ed ONG
- ? Taglio sovvenzioni a Scuole Private
- ? Taglio costi della politica statale e locale, abolizione Provincie
- ? Rivalutazione rendite catastali per banche
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Totale oltre 30 MILIARDI di EURO in tempi brevi




Cordiali saluti a tutti i liberi e laici
Marcus Prometheus - marcusprometheus@gmail.com



Penso che tutte le grandi religioni del mondo: ...
... cristianesimo, islamismo e comunismo,
siano, a un tempo false e dannose.
Bertrand Russell

mercoledì 7 dicembre 2011

Viterbo ed Avignone, le città dei papi... luoghi gemelli

Avignone... oh cara!

Viterbo si è gemellata con Avignone? Ed hanno fatto bene, infatti entrambi i luoghi hanno ospitato papi ed antipapi.. Il gemellaggio ha -in questo caso- veramente un senso. Peccato che non l'avessi saputo prima, infatti me lo comunica solo oggi l'amico Giovanni Faperdue da Viterbo, il quale ha scoperto i vecchi articoli del 1955 in cui si dava la lieta novella.

Dico che mi avrebbe fatto piacere saperlo prima perchè a suo tempo, qualche annetto addietro, assieme all'amico Peter Boom, organizzammo una visita dell'antipapa Saul Arpino (alias il sottoscritto) a Viterbo. Si trattava di una visita laica, ovviamente, e serviva a prendere in giro l'incombente visita del Ratzinger, con dispendio di elicotteri, papamobili, palchi nuovi al gazometro, folle oceaniche riverenti, tutto a spese del comune di Viterbo... Per la mia visita invece ci fu solo la discreta presenza della Digos, venuta a controllare in incognita che la visita dell'antipapa non celasse motivi dinamitardi...

Sarebbe stato bello aver saputo allora che Viterbo ed Avignone erano gemellati, avrei avuto una freccia in più al mio arco... poichè è risaputo che Avignone è il luogo di esilio dei papi e pure sede di antipapi vari... Avrei potuto fare un bello scoop... Pazienza... Comunque ringrazio Giovanni per aver risuscitato la notizia del gemellaggio, meglio tardi che mai... me ne servirò per la prossima visita antipapale (salvo che morte non sopraggiunga ad impedirmelo).

Paolo D'Arpini

Articoli sulla visita antipapale a Viterbo:

https://www.google.com/search?client=gmail&rls=gm&q=paolo%20d'arpini%20antipapa%20a%20viterbo#q=paolo+d%27arpini+antipapa+a+viterbo&hl=it&client=gmail&rls=gm&prmd=imvns&ei=xUPfTqy-OIeA4gSGz5nABg&start=0&sa=N&bav=on.2,or.r_gc.r_pw.,cf.osb&fp=9452e6470e347287&biw=1024&bih=571





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Notizie sul gemellaggio da Giovanni Faperdue

VITERBO SI E’ GEMELLATA CON AVIGNONE: NEL 1955

Dall’emeroteca della biblioteca viterbese è venuto alla luce un pezzo della nostra storia dimenticata. A chi segue con passione le vicende locali, non sarà sfuggito che da diversi anni più persone si stanno prodigando per riuscire a “gemellare” la nostra città con la città francese di Avignone. La più evidente peculiarità che unisce Avignone con Viterbo è quella di aver ospitato per diversi decenni la Curia papale.

Infatti, i papi risedettero a Viterbo per circa 25 anni e ad Avignone per sessantanove anni. Il bravo prefetto Alessandro Giacchetti, amante di Viterbo più di noi viterbesi, è andato più volte in Francia a perorare la causa. Dopo di lui sono andate anche delegazioni del Rotary viterbese composte tra gli altri anche da Giuseppe Pagano e Fosca Mauri Tasciotti. Per i cugini francesi era tutto bello, era tutto interessante ma nessuno è mai riuscito a strappare un “si”. Gli avignonesi erano sempre sul punto di decidere, ma non decidevano mai. Insomma sembrava di cozzare sempre contro un muro di gomma. Ma adesso noi viterbesi abbiamo in mano una carta importante, quella che è uscita dopo una lunga ricerca dalla nostra emeroteca: Viterbo e Avignone sono gemellate dal 20 settembre del 1955.

Di seguito trascriviamo le cronache dell’epoca:

Da Il Messaggerodi Viterbo del 20 settembre 1955
Presente l’ambasciatore di Francia a Roma
La cerimonia del gemellaggio
Tra le citta’ di Avignone e Viterbo
Alla manifestazione sono intervenute oltre a S.E. Fouques Duparc e all’on. Del Bo, le più alte autorità del capoluogo e della provincia
Nella Sala Regia del Palazzo dei Priori è avvenuto questa sera il “gemellaggio” tra Avignone e Viterbo alla presenza dell’Ambasciatore di Francia a Roma, S.E. Jacques Fouques Duparc e del sottosegretario italiano agli Esteri on. Del Bo. Erano presenti le autorità cittadine tra cui il vescoco S.E. Albanesi, gli onorevoli De Luca e Jozzelli, il Vice Prefetto dott. Cosentino, il sindaco dott. Mignone, il Questore dott. Visco, il Segretario Generale del Comitato organizzatore del “gemellaggio” rag. Marcoaldi. Hanno assistito alla cerimonia anche la Signora Duparc, il Console di Francia a Roma sig. Meziere e la sua Signora, il Segretario dell’Ambasciata sig. Le Gourreriec e la sua Signora, il corrispondente del “Figaro” da Roma ed altri giornalisti francesi.
All’on. Fouques Duparc è stato consegnato un gonfalone a ricordo di quello che nel 1315 il suo compatriota Bernardo De Coucy, rappresentante del pontefice avignonese donò ai viterbesi per il loro appoggio nella lotta contro i nemici della Chiesa.
Il pro-sindaco avv. Enzo Ludovisi ha porto con nobili parole il saluto di Viterbo agli illustri ospiti e l’on. Igino Giordani ha commemorato i vincoli storici tra le due città papali e le ragioni del “gemellaggio” rievocando tra l’altro l’origine bretone della nostra famiglia viterbese dei Gatti, il glorioso pontificato del papa francese Clemente IV, l’opera pittorica del viterbese Matteo Giovannetti che affrescò il palazzo papale di Avignone e la città di Viterbo esistente nel dipartimento del Tarn.
L’oratore ha concluso con una nobile esaltazione dei valori dello spiritualismo cristiano sottolineando poi l’importanza delle tradizioni municipali affermate nel “gemellaggio” in un’epoca di desolante livellazione delle coscienze. L’ambasciatore Fouques Duparc, che ha parlato in francese, dopo una profonda analisi della vita spirituale dei secoli XIII e XIV, che vide il fuglore di Viterbo e Avignone, ha ricordato l’opera del De Coucy ed ha esaltato la collaborazione tra le due nazioni latine, come elemento basilare di pace nell’Europa e nel mondo.
IL sottosegretario agli Esteri Del Bo, ha poi esaltato la funzione storica dei liberi Comuni italiani e francesi; anch’egli ha sottolineato l’amicizia tra le due nazioni latine, auspicando che dal concetto di patria francese e di patria italiana sia costituita la base per la costruzione della grande patria europea. Tutti i discorsi sono stati calorosamente applauditi dal pubblico che gremiva la sala; abbiamo notato con piacere anche molte persone appartenenti alle classi più modeste il che prova che il gemellaggio dei valori a cui esse si ispirano, sia profondamente sentito dalla cittadinanza. La cerimonia si era iniziata con breve ritardo, causa un incidente meccanico all’auto dell’on. Giordani. S.E. Fouques Duparc è ripartito per Roma subito dopo la manifestazione ma ha promesso all’avv. Ludovisi che tornerà a Viterbo per una visita più lunga ai monumenti cittadini. Egli ha espresso all’on. Jozzelli, presidente del comitato organizzatore del gemellaggio la sua più profonda riconoscenza e la soddisfazione per la cerimonia odierna.
Adesso ci auguriamo che il Comune di Viterbo si metta subito all’opera per rispolverare questo ambito vincolo e, dopo una comunicazione ufficiale al Comune di Avignone, ponga in atto tutte le iniziative più utili a trasformare questo “gemellaggio”, in un ulteriore volano di sviluppo turistico per la nostra città.

Giovanni Faperdue

martedì 6 dicembre 2011

The Indipendent: "La guerra all’Iran è già cominciata. Ed è una follia..."

La guerra all’Iran è già cominciata. Ed è una follia

Sulla base di un dossier debole e ambiguo come l’ultimo rapporto dell’AIEA, i capi dell’intelligence in Occidente parlano apertamente di azioni per sabotare il programma nucleare iraniano e di rivolte per rovesciare il regime, in un’escalation che potrebbe rivelarsi un terribile boomerang, e di cui l’assalto all’ambasciata britannica a Teheran è soltanto un episodio – scrive il giornalista Paul Vallely

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Per me una delle caratteristiche più imbarazzanti di Internet è che, di tanto in tanto, mi trovo ad essere confuso con un omonimo. Paul E. Vallely non sono io. Si tratta di un ex general maggiore statunitense, che attualmente è analista militare di Fox News, il canale satellitare scandalosamente di destra appartenente a Rupert Murdoch. Fra l’altro, egli vuole bombardare l’Iran, cosa che decisamente io non voglio.

C’è qualcosa di profondamente inquietante nel deterioramento dei rapporti tra l’Occidente e l’Iran negli ultimi giorni. William Hague (il ministro degli esteri britannico (N.d.T.) ) si è attenuto perfettamente al protocollo esistente nell’espellere tutti i diplomatici iraniani dalla Gran Bretagna dopo che una folla inferocita aveva saccheggiato l’ambasciata britannica a Teheran. Ma ciò che è “appropriato” non è sempre saggio.

I rapporti anglo-iraniani da lungo tempo sono improntati alla paranoia. Un vecchio proverbio persiano avverte: “Se inciampi in una pietra in mezzo alla strada, è stata messa lì da un inglese”. Le memorie britanniche possono risalire al 1989, quando l’allora Guida suprema dell’Iran, l’Ayatollah Khomeini, emise una fatwa ordinando ai musulmani di uccidere Salman Rushdie per il suo romanzo blasfemo “I versetti satanici”. Ma i ricordi persiani risalgono ancora più indietro nel tempo.

Fu l’MI6, insieme alla CIA, ad orchestrare nel 1953 il rovesciamento del popolare primo ministro Mohammad Mosaddeq, laico e democraticamente eletto. Egli aveva introdotto importanti riforme sociali, ma aveva avuto anche l’ardire di nazionalizzare l’industria petrolifera ai danni della compagnia britannica che sarebbe poi divenuta la BP. Negli anni ‘60 e ‘70 la Gran Bretagna ha sostenuto lo Scià di Persia, un uomo il cui regime si basava sulla polizia segreta e la tortura, ma che era visto come un credibile contrappeso all’influenza sovietica.

E le cose continuarono così. La Gran Bretagna ha sempre appoggiato il leader sbagliato. Abbiamo favorito Saddam Hussein nella guerra Iran-Iraq. Abbiamo deriso il sindaco reazionario di Teheran, Mahmoud Ahmadinejad, a tal punto che quando è stato eletto presidente, un’altra Guida suprema, l’Ayatollah Khamenei, ha parlato di quello inglese come del “più malvagio” dei diplomatici. Nel 2009, il canale persiano del BBC World Service ha irritato Teheran a tal punto che chiunque venisse intervistato da questo canale è stato perseguitato o arrestato. Durante le proteste post-elettorali di quell’anno, un membro dello staff iraniano dell’ambasciata britannica è stato incarcerato. Durante l’anno passato, l’Iran non ha avuto nessun ambasciatore a Londra e non ha spiegato i motivi del posto vacante.

Così l’assunzione da parte della Gran Bretagna di un ruolo guida dell’opinione pubblica internazionale contro il programma nucleare di Teheran – sostenendo che l’obiettivo di tale programma non sarebbe la produzione di combustibile nucleare, ma di armi nucleari – viene percepita in Iran nel contesto di una lunga storia di perfidia inglese. Londra è vista come un tirapiedi che raccoglie informazioni di intelligence per conto di Washington, che non ha un’ambasciata a Teheran. La Gran Bretagna è “il Piccolo Satana”, in contrasto con gli Stati Uniti che sono “il Grande Satana”.

Fu il Piccolo Interventista Tony Blair che per primo diede inizio alle sanzioni contro l’Iran. E l’accumulo di ostilità ha snervanti analogie con le ragioni a favore della guerra evocate da Blair e George Bush contro l’Iraq. Abbiamo un altro dubbio dossier, sotto forma del rapporto dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, che sostiene che l’Iran starebbe sviluppando armi nucleari, ma lo dice in gran parte sulla base di informazioni di intelligence che si fermano al 2003. Esso si basa sui documenti di un computer portatile, trovato nel 2004 dagli israeliani, la cui affidabilità suscitò un profondo scetticismo tra i servizi segreti occidentali all’epoca. Lo scienziato straniero che si dice avrebbe lavorato alla costruzione di una bomba con gli iraniani si è rivelato essere invece un esperto in nanotecnologie. E un ex ispettore capo dell’AIEA ha affermato che il tipo di camera di detonazione a cui si fa riferimento nel rapporto non potrebbe essere utilizzato in un test nucleare.

Su dati come questi si basa lo strepito dei falchi e il rullare dei tamburi delle sanzioni. I capi dell’intelligence pubblicamente dicono cose come “l’Occidente deve ricorrere a operazioni sotto copertura per sabotare il programma nucleare iraniano”. I politici pronunciano velate minacce di un attacco militare usando parole ambigue come “tutte le opzioni sono sul tavolo”. Scusatemi, ma sembra proprio di rivedere il film dell’Iraq.

Naturalmente, alcuni leader politici di Teheran vogliono realmente la bomba. Ma non è difficile capire perché. Tutti gli altri paesi nella regione ne hanno una: Israele, Pakistan, India e Russia. Le armi nucleari USA hanno Teheran nel loro raggio d’azione.

Ma l’Iran è un grande paese, politicamente sofisticato, in cui la struttura del parlamento, del presidente, dei consigli e delle assemblee di esperti religiosi, crea un sistema di pesi e contrappesi in cui il cambiamento è possibile. I riformatori hanno a volte esercitato la loro influenza nell’ambito di questo pluralismo politico. L’establishment iraniano è frammentato in fazioni, un terzo dei deputati non ha votato per il provvedimento di declassamento diplomatico dei rapporti tra l’Iran e la Gran Bretagna all’inizio della scorsa settimana. Ma sono proprio le fazioni più reazionarie e conservatrici che vengono rafforzate dalla bellicosità dell’Occidente.

E non illudetevi, la guerra è già cominciata. Aggressivi virus informatici hanno neutralizzato le centrifughe nucleari iraniane lo scorso anno. Due dei principali fisici nucleari dell’Iran sono stati assassinati, e un terzo è stato ferito da sicari motorizzati. La decisione del Regno Unito di congelare 1,6 miliardi di dollari di beni iraniani – decisione che ha provocato la violenza presso l’ambasciata britannica – è stata il quarto round di sanzioni. Falchi, come il mio omonimo a cui accennavo all’inizio, parlano apertamente di schierare droni senza pilota contro le centrali nucleari e di provocare una rivolta contro il governo di Teheran. E ora ecco lo strepito dell’UE sulla necessità di non cedere “alle intimidazioni e al teppismo dell’Iran”. La sardonica risata proveniente da Teheran riflette un’inasprita determinazione nazionalista e un incremento dell’ostilità nei confronti dell’Occidente.

Ciò che serve è esattamente l’opposto. Invece di alimentare una mentalità da assedio a Teheran, dovremmo trovare il modo di tenere aperto il dialogo attraverso il commercio e lo scambio culturale, come Washington fa con il Pakistan, le cui armi nucleari non sembrano aver provocato nessuna minaccia di attacco da parte degli Stati Uniti.

Vi è poi un’altra considerazione. L’Iran è il secondo produttore mondiale di petrolio e gas (cosa che ci fa chiedere perché abbia bisogno di esercitare il suo “diritto inalienabile” a produrre combustibile nucleare.) La settimana scorsa, l’Unione Europea ha raggiunto un accordo di principio per imporre un embargo petrolifero contro l’Iran. Ma ha rinviato qualsiasi decisione dettagliata a metà gennaio, al fine di concedere a paesi come l’Italia, la Spagna e la Grecia – che importano grandi quantità di petrolio iraniano – il tempo per trovare forniture alternative dall’Arabia Saudita e dalla Libia.

Ma cosa succederebbe se l’Iran dovesse ribaltare la situazione ed interrompere le esportazioni di petrolio verso l’Europa, concentrandosi sulle sue massicce forniture a India e Cina? Con l’Europa già in subbuglio economico, ciò potrebbe creare un altro shock petrolifero della portata di quelli degli anni ‘70, che depressero l’economia mondiale, innescarono un crollo del mercato azionario, spinsero in alto l’inflazione e portarono a un’ondata di disoccupazione che ha rovesciato interi governi.

Oppure Teheran potrebbe annunciare un embargo petrolifero selettivo contro Gran Bretagna, Francia e Germania – lasciando indenni i suoi maggiori clienti in Europa meridionale. I mercati hanno già anticipato questa possibilità: il petrolio è salito di 2 dollari in un solo giorno dopo l’assalto all’ambasciata britannica, e i futures petroliferi sono cresciuti del 4 per cento in una settimana.

Questa corsa alla follia potrebbe rivelarsi un terribile boomerang in mille modi. Se avessimo una memoria storica lunga come quella degli iraniani ne saremmo consapevoli.

Paul Vallely

Giornalista e saggista britannico; è specializzato in questioni africane e legate allo sviluppo; scrive abitualmente sul quotidiano “The Independent”

(Traduzione di Roberto Iannuzzi)


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Fonte - Original Version: War on Iran has begun. And it is madness
http://www.independent.co.uk/opinion/commentators/paul-vallely-war-on-iran-has-begun-and-it-is-madness-6272039.html

Fonte secondaria: http://www.medarabnews.com/2011/12/06/la-guerra-all%e2%80%99iran-e-gia-cominciata-ed-e-una-follia/



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Notizia di Cronaca aggiunta:

Zero Hedge Seconda esplosione a Ishafan riportata dal "The Australian"Mentre la notizia non è stata captata da nessuna delle reti principali, la corrispondente dell’Australian a Gerusalemme, Sheera Frankel, ha riportato qualcosa di piuttosto inquietante: “Tutti gli occhi sono su Israele dopo il secondo attacco sull'Iran. Nubi di fumo salivano dalla città di Isfahan – prova del fatto che gli ultimi attacchi contro il presunto programma di armi nucleari iraniano abbiano colpito nel segno.” Riferiremo il resto della notizia in caso venisse confermata da qualsiasi altra agenzia stampa, in quanto se fosse vera significherebbe che ciò che accade dietro le quinte non è più in ombra.

“Il meglio è nemico del bene”.. Lettera raccomandata al signor Mario Monti



Lettera Raccomandata al signor Mario Monti

….stamattina presto, alle 5, l’ora in cui se ne va la Tigre ed entra la Lepre, mi è venuto il dubbio che forse sono stato troppo crudele con il professor Mario Monti. Che forse ho esagerato nel criticarlo e che in fondo anch’egli è un essere umano che persegue la perfezione…

Anzi è proprio lì il suo errore, nel perseguire la “formale” perfezione esteriore, nel credere, agendo di conseguenza, che salvare la faccia di fronte all’Europa, anzi salvare la faccia di fronte alle banche, porterà vantaggio all’Italia… Ma è ovvio che questo è un atteggiamento sbagliato, dal punto di vista umano e morale… è come se volessimo fare bella figura con lo strozzino, o con il mafioso che ci chiede il pizzo, pagando regolarmente le tangenti… magari stringendo la cinghia…

Quel tipo di perfezione cercata dal professor Monti è la perfezione del ragioniere che è soddisfatto se i conti tornano senza chiedersi se quei conti hanno vera utilità per la vita, per la crescita della vita… E crescere sicuramente è possibile… -come ricordavo ieri alla giovane Roberta Calce- ma senza foga, senza voler dimostrare che stiamo crescendo… Pensate un po’ a quando eravamo bambini a volte sentivamo l’impellenza di sentirci grandi, per farci rispettare dagli adulti che invece ci trattavano da bimbetti…

Che tragedia umana questa del comportamento differenziato verso i giovani e gli anziani, come se si fosse umani solo nell’età di mezzo…

Comunque poteva succedere che temessimo di non riuscire a diventare grandi.. chissà quando sarebbe avvenuto… ed aspettavamo quel momento sforzandoci di “diventar grandi”. Ma come si può crescere con lo sforzo? Bisogna lasciare che la natura segua il suo corso e mantenere in noi stessi la fiducia che qualsiasi sia la nostra situazione essa corrisponde alle nostre esigenze.. un bel giorno, osservandoci senza pretese, ci ritroviamo “perfettamente cresciuti” e perfetti.

Se la perfezione non fosse intrinseca nella nostra vita come potrebbe esserci nella vita universale, in Dio? La perfezione è la nostra vera natura ma non siamo in grado di riconoscerla e ci logoriamo tremendamente per raggiungerla.

Ricordo un proverbio che mi citavano i vecchi contadini di Calcata: “il meglio è nemico del bene”… Ed è proprio così, arrabattandoci e cercando di migliorare non riusciamo a percepire il bene che già c’è in noi… Ed in fondo cosa significa essere perfetti? Semplicemente essere quel che si è senza remore né rimpianti, senza cercare l’approvazione di qualcuno, perché se siamo quel che siamo evidentemente ci compete.. Da ciò nasce spontaneità e naturalezza… Purtroppo quel che ci manca è la fiducia… e da questa carenza sorge il desiderio e la paura e in tal modo si aziona quel meccanismo “diabolico” che ci fa commettere un errore dopo l’altro… e più sbagliamo e più commettiamo errori, cercando di rimediare.. con altri errori, altre paure ed altri desideri.. Ed intanto la società umana va a rotoli, perché non può funzionare come un meccanismo, non è fatta di semplici ingranaggi e di numeri…

Vorrei tanto dire a Mario Monti: Fermati…! Accettati e vedi se, dopo che hai iniziato a volerti bene ed a voler bene agli italiani, c’è ancora qualcosa da cambiare in te e nella nazione. Vedrai che troverai la perfezione nella semplicità, … e scoprirai il significato della santità .. (nel senso antico di santità, che vuol dire “interezza”), senza bisogno di andare ad implorarla da un papa, senza bisogno di sentirti approvato da un potere “altro”… L’Italia potrà uscire dall’Euro? L’Italia potrà recuperare la sovranità monetaria lasciando da parte le banche? L’Italia potrà ritrovare la dignità di vivere delle proprie risorse reali?
E perché no…?

Paolo D’Arpini


lunedì 5 dicembre 2011

Manovra "salva Italia" ed ammazza italiani.. la verità sulla politica del monti mario, detto il bancario....

"Della serie ridi.. che ti passa!" (Saul Arpino)

...il monti mario, detto il bancario, ha presentato la manovra "salva-Italia".

Fra le misure più importanti, la stretta sulle pensioni che prevede l'introduzione del metodo contributivo per tutti e, dal 2012, l'innalzamento dell'età pensionabile per gli uomini a 66 anni e per le donne a 62. Stop all'adeguamento all'inflazione per le pensioni sopra i 960 euro mensili per un biennio. Per fare cassa, sarà poi reintrodotta l'Ici sulla prima casa. Aumentata nuovamente l'Iva dal secondo semestre 2012. Ok anche a un pacchetto antievasione che prevede il divieto dell'uso del contante per i pagamenti sopra ai 1000 euro e una tassa sui capitali scudati. Fra gli interventi per lo sviluppo, prevista una defiscalizzazione degli utili reinvestiti nel capitale delle aziende. Sul fronte delle spese, scure sulle Province. Membri delle authority ridotti da 50 a 28.

Di seguito alcuni pareri sparsi: Banca Akros: "La manovra per ora è insufficiente: è densa di patrimoniali occulte, è priva di misure per la crescita, per il mercato del lavoro e di tagli agli sprechi della politica. Accelera la recessione" - "..una manovra come questa poteva farla benissimo anche Berlusconi, magari suggerita dal suo nipotino.....avremmo perso meno tempo!" - "In Italia ci sono 1010 (uno + uno -) consiglieri regionali, calcolando uno stipendio medio di 15 mila € a cranio x 13 mensilità sono circa 196.950.000 euro anno! Se gli stipenti fossero abbassati a 5 mila € anno x 13 mensilità sarebbero 65.650.000 € anno con un risparmio per il cittadino di 131.300.000 € anno! Non mi sembra una goccia nel mare! Non ho fatto i conti sulle 230.000 auto blu perché mi viene il vomito!" - "..la frittata da 30 miliardi.. è stata fatta e cotta dal rag. monti/fantozzi. ..ai soliti.....arriva o mantengono il tuorlo e l'albume..agli italiani che poco avevano, manco il guscio!" - "A senso unico. Pagano sempre i soliti. Non c'è nulla sulla vendita delle frequenze televisive (che avrebbero disturbato Berlusconi); non c'è la patrimoniale (Berlusconi aveva posto il veto); pagamenti tracciabili sopra i 1.000 € invece che a 300 € come ipotizzato in precedenza (Berlusconi si era schierato contro tale soglia). Si era tanto parlato del fatto che bisognava intervenire sulle pensioni per reperire risorse per i giovani. Le pensioni sono state devastate, ma nemmeno un cent è stato destinato ai giovani. E' una manovra che si muove rigorosamente nel solco Berlusconiano. E allora che se la votino quelli che hanno sfasciato il paese" - "Sono cambiati i ca**i, ma i cu*i sono sempre i nostri..." - "Il nostro premier è un massone. Ha preso parte alle riunioni segrete del gruppo Bilderberg numerose volte, fa parte della Commissione Trilaterale (la più potente loggia massonica del mondo) ed é membro della Golden Sachs, la più potente banca d’affari dell’intero pianeta, la grande burattinaia dell’intero mercato finanziario internazionale" - “Un giovane che riesce ad entrare nel mondo del lavoro a 32-33 anni secondo Monti deve andare in pensione a 75. Questa si che è una vera pensione di anzianità” - "L’ICI prima casa costituisce un atto immorale – uno dei tanti – dei poteri forti volti a disintegrare sempre più i nuclei famigliari e a penalizzare il fulcro ed il centro della vita. Semplici considerazioni sui contenuti delle disposizioni normative facenti parte della costituzione italiana, ci possono aiutare a riflettere sulla portata di tale continua reiterata illegittimità. Al governo, un tizio da nessuno eletto, ossequiante dei poteri forti che decidono le sorti di popoli e di nazioni, nella disgregazione sociale ed economica funzionale ad interessi superiori ed oscuri, fautrice di una vera schiavitù, per lo più inconsapevole e mascherata di democrazia ilare ed illusa, di ingenti masse..."


Termino con l'invito ad iscriverti al gruppo: http://www.facebook.com/?ref=home#!/groups/195270400546639/ - in cui si parla di spiritualità naturale, laica e pure atea, di nuove e vecchie religioni, di ricerca del Sè, etica e morale purificate da preconcetti culturali, ed altro ancora. La tua partecipazione ed i tuoi interventi saranno oltremodo graditi...