giovedì 24 novembre 2011

Religioni come inibitore morale? Ogni popolo ha la religione che si merita....




Io non sono un esperto di esoterismo e religioni, per cui forse non mi esprimo bene, tuttavia ritengo che le religioni, tutte le religioni, sono una espressione e un adattamento per il popolo di una realtà metafisica trascendente.

Come tali esse scaturiscono da una stessa sapienza ancestrale, una verità unica, verità che celano in sè stesse nei loro riti, nei loro simboli e nelle loro parabole.
Come tali esse sono esteriormente diverse a seconda dello spazio e del tempo, oltre che conformate con caratteristiche peculiari a seconda delle culture e delle razze.
Quindi nella Storia, ogni razza, ogni cultura ha avuto la sua propria espressione religiosa, peculiare per quel popolo. Nel divenire del tempo, poi, anche la stessa manifestazione religiosa ha avuto i suoi adattamenti.

Ma l’unità trascendente di tutte le religioni è ha monte di questa diversità esteriore.

Dico questo perchè, in quei raccontini biblici che io stesso considero “cazzate”, e in senso storico e reale tali sono, oltre che essere alquanto ripugnanti, per altri versi sono celati, in senso esoterico, dei miti, dei simboli, delle “verità” che solo in quel modo così folcloristico, popolare, seppur per noi ridicolo, la gente comune può percepire.

Gli uomini, infatti, non sono tutti uguali, non hanno tutti certe qualifiche interiori, psicologiche e spirituali, e la maggioranza degli uomini, legata per lo più ai bisogni e alle realtà fisiologiche, non può che esercitare la sua, sia pur piccola religiosità, in modo “partecipativo”, ovvero attraverso la forma religiosa propria alla sua cultura, con i suoi riti e i suoi simboli. Pochi possono perseguire altre vie “verso la trascendenza” e dei mille che tentano solo uno poi “realizza”.

Per dirla in parole povere se non vogliamo che gli uomini si scannino tra loro, e come tali lo farebbero, perchè gli uomini sostanzialmente sono dei lupi, e tali sono sempre stati, un archetipo immutabile nel tempo, anche se contemperati da alcune virtù, dobbiamo sorbirci anche le Religioni.

Per le religioni di origine semita, adatte a popolazioni nomadi e semite, non vi era altro mezzo, per far partecipe il popolo alla religiosità, che prospettargli un Dio onnipotente, anche misericordioso, ma al contempo terribile e vendicativo che aveva dettato le sue tavole della legge in una delle quali si dice “Non ammazzare”, “Non rubare”, “Non desiderare la donna d’altri”, facevano scattare un “freno inibitorio” mentale, che unito al freno inibitorio rappresentato dalla Legge, limita fin dove possibile la natura ferina degli uomini.

Purtroppo ben sappiamo che le classi dirigenti, sacerdoti e non solo, che controllano il potere religioso, controllano anche la vita della gente e il potere.

Spesso osservo quel disgustoso sciamare domenicale di bravi borghesi che escono dalle Chiese, falsi e ipocriti, come quando vi erano entrati. E mi chiedo: a parte le cazzate che vanno a sorbirsi dal pulpito, questa “partecipazione” religiosa, è opportuna e positiva, serve a qualcosa?

Quelle vecchiette a cui non è rimasto altro che pregare la madonna e sciorinare rosari su rosari, è bene che finiscano i loro ultimi giorni perdendo il tempo in queste superstizioni?

Purtroppo non ho risposta, perchè mi rendo conto che quei viscidi o bravi borghesi domenicali, quelle vecchiette, se non avessero neppure quella, per me ridicola, partecipazione religiosa, la loro vita, dal momento che si alzano dal letto, al momento che vi ritornano sarebbe tutta, senza esclusione alcuna, in funzione dei loro bisogni fisiologici, delle loro pulsioni più animali, le quali, oltretutto non avrebbero neppure alcun freno inibitorio.

Sarebbe meglio, sarebbe peggio, non lo so, il problema è complesso.

Resta comunque fermo che, oltretutto, quello che più mi ripugna e mi da fastidio, è quella protervia, quella insistenza con cui preti e gentaccia simile cerca, con ogni mezzo, di convincerti che il loro Dio è l’unico e migliore possibile. Dimenticano costoro che per migliaia e migliaia di anni gli uomini, prima della rivelazione di quel Dio, avevano vissuto, benissimo, con altre religioni, con altre divinità.
Ecco preferisco senza dubbio quella forma di paganesimo che non si sogna minimente di andare a convertire gli alti.

Beh, chiudo qui, mi sono espresso, così di getto, in un argomento che non è il mio, ma spero che tu abbia capito.

Maurizio

mercoledì 23 novembre 2011

Testimonianza sulla prostituzione femminile - Il rinnovamento etico della società deve partire dalle donne




Quando si parla del problema della prostituzione, molti rinnovano la scusa del "mestiere più antico del mondo".

Questa posizione mi provoca una irritazione interna di notevole portata. Infatti, secondo questa logica, molte persone potrebbero continuare ad abusare dei bambini, perché dalla notte dei tempi si è fatto. Oppure potrebbero continuare ad uccidere perché si è sempre fatto. O potrebbero continuare a minacciare, picchiare, umiliare e sottomettere le proprie mogli/compagne/fidanzate perché non solo si è sempre fatto ma in alcune culture è addirittura tuttora legittimato.

Io credo che la prostituzione esista per due motivi principali; esistono donne schiavizzate e brutalizzate da uomini costrette a praticare il "mestiere". E qui c'è bisogno dell'aiuto delle forze dell'ordine e delle istituzioni per sradicare il problema. Il secondo motivo principale è l'assoluta mancanza di etica da parte di giovani donne e ragazze che pensano che la bella vita che procurano i soldi facili venga al primo posto rispetto a tutto il resto.

Qui non c'è primariamente bisogno dell'aiuto delle forze dell'ordine o delle istituzioni. Qui occorre anzitutto un rinnovamento delle coscienze, un rinnovamento spirituale che ribalti i valori delle persone coinvolte. Almeno se vogliamo essere un po' più emotivamente evoluti delle scimmie Bonobo.

Io credo che il rinnovamento etico debba partire proprio dalle donne. Sono le donne, alle quali vengono fatte proposte indecenti, che devono dire no. Perché fino a che ci saranno femmine che ci stanno, ci saranno maschi poco evoluti che ci andranno con nonchalance. Fino a che ci saranno femmine che per denaro e volontariamente la danno, ci saranno sempre maschi che si sentiranno legittimati a trattare le donne come meri oggetti di piacere e non persone, in uno scambio reciproco e perverso di equilibri di potere e mai di amore vero.

Io credo che il mestiere della prostituzione sia il più degradante che ci sia, sia la prostituzione fisica sia la prostituzione mentale.

La scelta della prostituzione - pur fatta nella libertà - è sempre una scelta di schiavitù che degrada la condizione di tutte le donne del pianeta terra.

Credo che coloro che lo fanno per libera scelta rendano il nostro mondo ancora peggiore. Non sto parlando di vittime, sto parlando di persone artefici, padrone e consapevoli della loro vita. Credo che siano queste persone che debbano modificare il proprio sistema di valori.

A chi usa il vessillo della libertà personale per sostenere il diritto a prostituirsi come diritto di autodeterminazione individuale, rispondo che il concetto di libertà personale è diventata il culmine di un parossistico individualismo umano dall'illuminismo in poi, concetto sovra-usato e sovra-applicato che ha sostituito quelle che sono le vere priorità dell'essere umano, il quale non si può esimere in nessun caso dal rispetto di se stesso e degli altri, prima di questa sopravvalutata "libertà di scelta".

Secondo una logica di pura libertà uno può ammazzare e poi pagarne, semplicemente, le conseguenze. Io invece sostengo che non può in nessun caso ammazzare. Lo stesso dicasi della prostituzione.

Il corpo è un dono che riceviamo dai nostri genitori e da Dio, se ci credi. Il fatto che sia un dono non ti permette di disporne come tu vuoi.

Problema non meno importante è che nel momento in cui uno fa una scelta che crede personale, in realtà va ad influenzare sempre, in negativo ed in positivo, tutti gli altri esseri umani.

Una scelta non è mai personale perché non siamo soli. Una scelta nostra influenza sempre la vita delle altre persone.

Se una sola donna legittima la prostituzione, ci rimettono tutte le altre, da quelle che prendono le botte perché schiave a quelle che non fanno carriera perché non la danno.

Siccome la mia libertà finisce dove inizia quella dell'altro e la condiziona, allora questo significa che non è vero che io posso fare tutto quello che voglio a prescindere.

Viviamo in una trama di relazioni, non siamo singole entità. La mia è sicuramente una tesi controcorrente perché nel frattempo i modelli televisivi proposti dai poteri forti, la relativa sottocultura che legittima le più svariate forme di prostituzione, una scuola allo sfascio nonché genitori menefreghisti o, peggio, complici di questo sistema, hanno permesso che venissero tirate su svariate donzelle (che potrebbero essere mie figlie) senza nessun senso etico, nessuna dignità e nessun rispetto di sé, donne o pseudo donne che hanno sostituito tutti gli obiettivi delle nostre mamme - che hanno lottato per la nostra libertà e per i nostri diritti - in diamanti e macerie.

Siccome questi modelli femminili negativi hanno disgregato l'essenza dell'universo femminile con i suoi valori, sono le proprio donne che lo devono rigenerare per prime, dimostrando di avere una forza maggiore di coloro che le vogliono succubi reiterando questi modelli di schiavitù.

Chi corrompe (e la prostituzione è una forma di corruzione) non effettua il male solo come atto in sé ma danneggia tutti i non corrotti, tutti coloro che credono fermamente nella meritocrazia e nel lavoro duro per ottenere risultati.


Ilaria Volpi Kellermann - ilaria.volpi@gmail.com


P.S. E' per questo motivo che io mi sento di ringraziare questa ragazza per avere detto no, anche se questo ha comportato per lei un danno economico. Ringrazio questa ragazza perché con il suo no ha reso l'umanità un poco migliore. Se avete voglia di ascoltare la sua testimonianza andate al video qui sotto:


1) http://video.corriere.it/che-imbarazzo-cena-berlusconi/943accc6-0673-11e1-a74a-dac8530a33df (Ragazza che ha detto no a Fede e a Berlusconi)

2) http://video.repubblica.it/edizione/bari/escort-l-intervista-di-terry-de-nicolo/76235/74600 (Video che riporta una testimonianza che legittima pienamente la prostituzione)

2) http://www.youtube.com/watch?v=EBcLjf4tD4E (Il corpo delle donne: il video che spiega il retroterra culturale che ha creato l'humus adatto alla piena legittimazione della prostituzione)

martedì 22 novembre 2011

Durban Sudafrica - Cup 17, dal 28 novembre al 9 dicembre 2011 - Negoziato sul clima

Bosco di Castagni a Ronciglione, sui Monti Cimini. Foto di Gustavo Piccinini


Il ritardo nella conclusione di un accordo globale crea incertezza sul futuro dei "meccanismi flessibili" istituiti dal Protocollo di Kyoto.

Barbara Mariani: Senior Adviser Clima e Energia della delegazione di Confindustria a Bruxelles.

1. Negli ultimi due anni il negoziato internazionale sul clima ha subito un significativo rallentamento e ogni previsione sul futuro e' incerta. La Commissione europea ha affermato che la prima data probabile per un accordo globale su obiettivi di riduzione vincolanti sulla base del principio delle "responsabilità comuni ma differenziate" e' il 2015 e che fino ad allora si apre un "periodo di transizione".

Il Consiglio europeo del 23 ottobre scorso ha confermato la disponibilità dell'Unione europea a sottoscrivere un secondo periodo di impegni solo come parte di una transizione verso un trattato globale sul clima, che preveda un accordo da parte di tutti i Paesi per la definizione di una tabella di marcia e di una tempistica per il raggiungimento di un accordo.

Nel frattempo i lavori dei negoziatori continuano su entrambi i fronti del cosiddetto double-track. Da un lato, le Parti che hanno firmato il Protocollo di Kyoto dovrebbero negoziare riduzioni di emissioni di gas serra da parte dei paesi Annex I (i paesi sviluppati) per il periodo successivo che inizierà' nel 2013. In tale contesto, Canada, Russia e Giappone hanno già confermato che non intendono firmare un secondo periodo di impegno.

Dall'altro lato, le Parti dell'UNFCCC continuano a lavorare per la definizione di un trattato globale parallelo al Protocollo di Kyoto. La prossima tappa del negoziato delle Nazioni Unite a Durban in Sud Africa sarà cruciale.

Contestualmente, proseguono anche le discussioni sulla riforma dei meccanismi flessibili introdotti dal protocollo di Kyoto (Clean Development Mechanism, Joint Implementation) cioe' gli strumenti di mercato supplementari alle misure di riduzione di emissioni a livello domestico da parte dei paesi Annex I (Paesi industrializzati).

Nel contesto del Protocollo, i meccanismi flessibili avevano due obiettivi base: il trasferimento di tecnologie e il sostegno allo sviluppo sostenibile nei paesi non Annex I e il contributo "esterno" alla riduzione di emissioni di gas serra a livello domestico per i paesi Annex I, in vista della riduzione di emissioni a livello globale. Il funzionamento di questi strumenti si basava quindi su un'ampia partecipazione del settore privato al finanziamento dei progetti di riduzione di emissioni nei paesi in via di sviluppo.

Nel contesto del negoziato della Convenzione delle Parti sul Clima delle Nazioni Unite (UNFCCC), i governi stanno discutendo della possibilità di introdurre "nuovi meccanismi" a sostegno di un futuro regime globale per la lotta ai cambiamenti climatici. I nuovi meccanismi dovrebbero comprendere, tra gli altri, i crediti settoriali, il trading settoriale (commercio delle emissioni), le Azioni di Mitigazione Nazionale (NAMA) e la Riduzione di Emissioni dalla Deforestazione e dalla Degradazione delle Foreste (REDD).

Indipendentemente dalla "forma" che assumerà un trattato globale, i negoziatori concordano sul fatto che la disponibilità di "nuovi meccanismi di mercato" (New Market Mechanisms), sul modello di quelli esistenti, incoraggerà i paesi ad assumere impegni di riduzione più rigorosi, rispetto a quelli che potrebbero assumere basandosi solo sui propri sforzi e quindi faciliterà la conclusione di un accordo globale.

I meccanismi flessibili sono destinati a svolgere un ruolo cruciale in un futuro quadro normativo internazionale, per alcune ragioni importanti:

¢ consentiranno ai paesi sviluppati di raggiungere riduzioni di emissioni a costi meno elevati

¢ indurranno i mercati del carbonio ad abbassare i costi di compliance

¢ forniranno finanziamenti per investimenti low carbon nei paesi in via di sviluppo

¢ assicureranno che i paesi in via di sviluppo contribuiscano alle azioni di mitigazione

¢ faciliteranno il trasferimento di tecnologie ai paesi in via di sviluppo

E' stato stimato che la realizzazione degli obiettivi volontari (pledges) proposti al tavolo del negoziato dai paesi che hanno firmato l'Accordo di Cancún richiederebbe quasi 40 miliardi di dollari all'anno da qui al 2020. D'altro canto, i Paesi sviluppati si sono impegnati a stanziare finanziamenti per il sostegno alla lotta ai cambiamenti climatici ai paesi in via di sviluppo per un totale di 30 miliardi di dollari nel periodo 2010-2012 e di 100 miliardi di dollari l'anno fino al 2020. Come si può pensare di colmare questa richiesta di risorse senza assicurare tempestivamente un'ampia partecipazione del settore privato?

Per garantire un futuro ai meccanismi flessibili, questi dovranno continuare a essere attraenti per gli operatori del mercato e incentivarne la partecipazione. Il settore privato deve essere incoraggiato a cogliere le opportunità dei meccanismi di mercato attraverso procedure devono essere chiare, prevedibili e al riparo da cambiamenti repentini.

2. Il mercato globale del carbonio è cresciuto in modo significativo dal 2004, e ciò è stato dovuto sostanzialmente al sistema di scambio di quote EU ETS. Nel 2008 il mercato del carbonio (EU-ETS, CDM, JI e altri) e' stato stimato di 92 miliardi di Euro, cioè più del doppio delle cifre relative al 2007 che indicavano 40 miliardi di Euro (secondo l'Agenzia "Point Carbon").

Poiché siamo di fronte ad un prodotto "artificiale" (la riduzione di emissioni di gas serra), i meccanismi flessibili devono essere analizzati attentamente per fare in modo che sia garantito un adeguato equilibrio tra domanda e offerta. L'impatto di un meccanismo flessibile sulla riduzione di emissioni di gas serra è la conseguenza di questo equilibrio e del prezzo del carbonio che ne risulta. Nei mercati del carbonio, la domanda e' determinata dal livello di ambizioni delle riduzioni di emissioni nel contesto di impegni negoziati a livello internazionale o di tetti di emissioni a livello domestico.

In un futuro accordo globale, un adeguato equilibrio tra offerta e domanda nei mercati del carbonio richiederà necessariamente un'offerta di crediti su vasta scala derivanti dai meccanismi esistenti o dai nuovi meccanismi, specialmente quelli mirati a progetti o tecnologie di grandi dimensioni.

Secondo la Commissione Europea, le emissioni globali di gas serra dovranno raggiungere il picco entro il 2020 e diminuire fino al 50% dai livelli del 1990 entro il 2050, per poter avvicinarsi ad un 50% di possibilità di contenere l'aumento della temperatura globale media a 2C° (450 ppm). E' chiaro che senza il contributo dei paesi in via di sviluppo questo obiettivo non potrà essere raggiunto.

Limitandoci a un'analisi dei CDM, che sono stati di gran lunga il meccanismo flessibile più utilizzato, e' stato ampiamente riconosciuto come abbiano generalmente riscosso successo. Tuttavia, ampi margini di miglioramento sono stati evidenziati riguardo allo squilibrio nella distribuzione dei progetti, allo scarso coinvolgimento di alcuni settori o tipi di progetti, al principio dell'addizionalità, agli aspetti amministrativi e organizzativi, all'interpretazione del concetto di "sviluppo sostenibile", alla necessità di superare il semplice offsetting delle emissioni e di garantire un trasferimento di tecnologie.

Tra le aree più discusse di recente dagli esperti internazionali preposti ad indicare possibili percorsi di riforma, domina quella della concentrazione o diseguale distribuzione di progetti tra tipo di progetto, settore e paesi coinvolti. Ad esempio, quattro paesi hanno "monopolizzato" il mercato e contano per più dell'80% di tutti i progetti CDM: la Cina conta per il 59%, seguita da India (11.27%), Brasile (6.45%) e Repubblica di Corea (4.59%).

3. Il Gruppo Ad Hoc per le azioni di cooperazione a lungo termine (AWG-LCA) nell'ambito dell'UNFCCC ha elaborato un documento datato 7 ottobre 2011, su "I diversi approcci, comprese le opportunità di utilizzare i mercati, per sviluppare l'efficacia dei costi delle azioni di mitigazione e promuoverle, tenendo presente le diverse circostanze dei paesi sviluppati e in via di sviluppo".

Uno dei concetti di base sui quali si concentra il documento e' che nel disegnare nuovi meccanismi si dovrà tenere conto delle lezioni apprese dall'uso di quelli esistenti, in particolare dai CDM.

Il documento, che denota la difficoltà di conciliare le esigenze dei diversi "blocchi", cioè paesi sviluppati, paesi in via di sviluppo e paesi meno sviluppati, aspira a definire alcuni principi e obiettivi condivisi che dovrebbero sottendere ai "diversi approcci" relativi ai nuovi meccanismi.

Riguardo alla partecipazione e all'accesso a questi meccanismi, si richiede che tutti i paesi in via di sviluppo debbano avere "pari accesso" su base esclusivamente "volontaria".

In merito al coinvolgimento dei diversi settori dell'economia, il documento specifica che i nuovi meccanismi di mercato dovranno includere "ampi segmenti dell'economia" ed "abbracciare interi settori e sotto-settori", mantenendo un atteggiamento "neutrale" nei confronti delle diverse tecnologie.

Dal punto di vista dell'integrità ambientale, si sottolinea che i nuovi meccanismi dovranno essere realmente "aggiuntivi", cioè realizzare una riduzione di emissioni che altrimenti non sarebbe stata possibile, essere supplementari agli sforzi di riduzione domestici nei paesi sviluppati, evitare il doppio conteggio delle emissioni e generare una riduzione netta delle emissioni. Inoltre, si stabilisce che i meccanismi di mercato dovranno realizzare gli obiettivi originari, cioè ridurre il costo delle azioni di mitigazione e promuovere il trasferimento tecnologico, non limitarsi a una semplice "neutralizzazione" (offset) delle emissioni.

I nuovi meccanismi dovranno essere "flessibili" e adattarsi alle diverse circostanze dei paesi sviluppati e di quelli in via si sviluppo. Tra gli elementi di novità sono stati introdotti anche principi come il rispetto dei diritti umani, delle donne, degli immigrati, dei settori vulnerabili e delle "funzioni ecologiche" di Madre Terra.

Tuttavia, la conditio sine qua non al rispetto di principi chiave, così delineati, è che sia definito un quadro comune ed affidabile per il monitoraggio, la rendicontazione e la verifica delle emissioni, un aspetto cruciale sul quale il negoziato finora ha fatto scarsi progressi.

4. In sostanza, lo sviluppo dei nuovi meccanismi di mercato rimane strettamente ancorato al progresso del negoziato internazionale e non è possibile prevedere sviluppi indipendenti dall'esito degli accordi sulle questioni fondanti di un futuro trattato globale.

I negoziatori hanno posto come condizione delle discussioni sui nuovi meccanismi di mercato (NMM) la conclusione di un accordo globale vincolante ambizioso, leale ed efficace nel contesto dell'UNFCCC e del suo Protocollo di Kyoto. L'entrata in vigore di qualsiasi nuovo meccanismo dovrà essere conseguente alla definizione di un secondo periodo di impegni del Protocollo, allo scopo di preservare la natura legale dei meccanismi nel contesto del Protocollo di Kyoto. Pertanto, i nuovi meccanismi di crediting e trading dovranno essere complementari ai meccanismi esistenti previsti dal Protocollo di Kyoto.

In conclusione, visto lo stallo attuale del negoziato, a Durban non potrà esserci la definizione di nuovi meccanismi di mercato, in quanto il processo e' parte integrante del negoziato.

Come ha precisato Tosi Mpanu-Mpanu, Direttore dell'Autorità Nazionale Designata sul Clean Development Mechanism (CDM) della Repubblica del Congo e presidente del Gruppo dei Paesi Africani nel negoziato dell'UNFCCC "non potete raccogliere i frutti senza l'albero".

Le implicazioni di questa incertezza, che e' destinata a protrarsi fino a data per ora indefinita, hanno modificato le priorità del negoziato. Fissare delle date all'assunzione di impegni precisi da parte di tutti e tracciare una tabella di marcia e' diventata ormai la premessa necessaria alla continuazione del negoziato internazionale.

Questo clima di instabilità preoccupa molto il settore privato, che finora e' stato recettivo nei confronti delle opportunità offerte dai meccanismi di mercato. Le imprese europee, che hanno investito risorse in questo mercato, hanno contribuito a svilupparne le potenzialità di riduzione di emissioni e trasferimento di tecnologie, dimostrando in sostanza che questo mercato potrebbe auto-sostenersi. Ora spetta ai decisori politici attivarsi per ridefinire le regole e non perdere l'occasione di reperire risorse private che saranno determinanti per realizzare gli ambiziosi impegni assunti.


Questo servizio è stato curato da Accademia KRONOS nazionale con la collaborazione di: Vincenzo Ferrara, Gabriele La Malfa, Filippo Mariani e Pietro Ricciardi.

lunedì 21 novembre 2011

Facebook is nothing but a big Orwellian spy grid...

Facebook in action


Facebook is a CIA Databank (Facebook è una banca dati della CIA)


The Associated Press reported November 4 that the CIA has an entire center dedicated to monitoring Facebook and Twitter. They also monitor TV stations and print newspapers [2] and [3].

"The Open Source Center," established in 2005 by the Office of the Director of National Intelligence [4], has been operating since the 9/11 Commission's call for foreign counterintelligence.

Though the CIA claims it only monitors foreign activity, I am skeptical. Not only been the CIA been using proxies, but has devoted an entire center for that operation.

Facebook A Privacy-Eroding Network, Not Social Network

Remember when Mark Zuckerberg called his users ''dumb f****''? [5] If that is not a clear sign of the disdain for the Facebook users, consider these new disturbing facts.

Nik Cubrilovic, an entrepreneur, hacker and writer, revealed that Facebook tracked and stored the Internet browsing of its 750 million users even after they had left the site. [7]

This blog story gained mainstream attention and Facebook conceded it had happened, but denied it was intentional and used for tracking.

In my last article, I mentioned that you should avoid clicking on trivial buttons on Facebook, for example the ''Likes'', because I assumed there was something shady about it.

I discovered recently that when you click on any Like button, you are opening yourself up to being tracked by Facebook. [8]

When Zuckerberg announced the ''Like system'' during a conference (called F8) in 2010 promoting it to make the web more ''social'' and ''smarter'', cnet.com reported '' What Zuckerberg didn't point out is that widespread use of the Like button allows Facebook to track people as they switch from CNN.com to Yelp.com to ESPN.com, all of which are sites that have said they will implement the feature.'' [8]

According to the article, ''Even if someone is not a Facebook user or is not logged in, Facebook's social plug-ins collect the address of the Web page being visited and the Internet address of the visitor as soon as the page is loaded--clicking on the Like button is not required. If enough sites participate, that permits Facebook to assemble a vast amount of data about Internet users' browsing habits.'' [8]

So for example, if you visit CNN.com, ''the Like system'' is able to track your move on that site simply because CNN.com is part of that system. If you then go to ESPN.com you are still being tracked by the Facebook plug-ins, so you don't really need to be a user of Facebook.

Another interesting issue I have discovered was the so called ''cloud computing''. Cloud computing refers to '' the delivery of computing as a service rather than a product, whereby shared resources, software, and information are provided to computers and other devices as a utility (like the electricity grid) over a network (typically the Internet).'' [9]

In an article from the Wall Street Journal, Bruce Schneier reports that cloud computing ''Is one of the fastest growing IT market segments -- 69% of Americans now use some sort of cloud computing services - '' [10] Facebook also uses this cloud computing system. [11]

Mr. Schneier links articles that outline the fact that the cloud computing system is anything but secure and private. According to Mr. Schneier, Google's Terms of Service ''explicitly disavow any warranty or any liability for harm that might result from Google's negligence, recklessness, malevolent intent, or even purposeful disregard of existing legal obligations to protect the privacy and security of user data.'' [10]

Facebook does exactly the same through its Statement of Principles and Statement of Rights and Responsibilities. Apple has also launched the cloud computing system recently.

If you thought that was enough, check this out. Facebook has started a system that can recognize faces so it makes it easier for ''friends'' to tag you. There is not much to say about this, except that it is a very creepy technology. This system has gained funding from the government to track so called ''terrorists''. Now Facebook does that for the government as well. [12]

CONCLUSION

If we think about it, Facebook is nothing but a big Orwellian spy grid. All Facebook's offerings ultimately lead to being tracked. A few months ago I decided to ''delete'' my Facebook account for good. Besides all the Orwellian reasons I ''deleted'' my account, I also considered Mark Dice's Youtube clip ''Defriend Day''. [13]

Dice says that people's homes got robbed when they post a vacation status or kids got busted for underage drinking. [14] and [15]

The Open Source Center director admits that overseas individuals are being monitored [3] which I suspect is only half the truth. Let's not forget the tremendous amount of lies that have come from the establishment in the past years regarding monitoring and privacy.

For example, it was well known that the FISA law (Foreign Intelligence Service Act) not only spied on foreigners, but on domestic citizens as well. [16]

If you have any concern for your privacy, I would recommend what I recommended before: 1) Try to keep a low profile. 2) Don't reveal anything personal or don't click on trivial buttons, for example the ''Likes'' 3) Use alternatives to make contact if you can, e.g. email or other messengers. 4) Get rid off it for good.



Source: http://www.henrymakow.com/facebook_is_orwellian_wet_drea.html

domenica 20 novembre 2011

Venticinque anni di Mondo Sabino.. raccontati da Gianfranco Paris

Il Monte Soratte che domina la terra sabina

Nell’idea dei fondatori doveva essere un Porta Portese della Sabina. Ma due anni dopo, la mala gestio del primo amministratore ne decretò il fallimento. Fu allora che Sergio Carelli m chiamò per un tentativo di salvataggio della testata. Tirammo il carretto per due anni, e trovammo finalmente la formula giusta: un giornale di informazione con il servizio della pubblicità gratuita. Allora si andava in edicola e il gradimento si registrò subito nei conti consentendoci di diventare un settimanale.

Gli anni novanta furono entusiasmanti. L’importanza della testata nella comunità civile della Sabina tutta, compresa quella romana e delle altre zone limitrofe, è registrata nelle collezioni dei giornali depositate in tutte le biblioteche del nostro territorio che sono diventate una specie di enciclopedia della Sabina dove è possibile trovare di tutto.
Grande influenza avemmo anche sulla politica locale registrando fedelmente e senza servilismo ciò che accadeva tenendo sempre presente l’interesse della collettività.

Poi man mano i tempi sono cambiati, ma Mondo Sabino ha sempre mantenuto la sua linea fuori dai giochi, al servizio dei soli lettori che ha considerati i veri padroni della testata.

E’ stato dato ampio spazio alla cultura, il giornale è diventato la palestra dove la maggior parte di coloro che hanno dedicato le loro attenzioni al territorio hanno fatto le loro prime prove di scrittura.
Chiunque volesse occuparsi della Sabina aveva come punto di riferimento Mondo Sabino. Anche le Università cominciarono ad accorgersi di noi. Quanti studenti ci hanno consultato per le loro Tesi di laurea dedicate al tema del nostro territorio!

Tutto questo ci ha incoraggiato ad andare avanti, anche quando l’arrivo della stampa gratuita ha messo a dura prova la nostra capacità di resistenza. Ma la qualità è rimasta sempre di alto livello, quella dei collaboratori e quella dei lettori che poi in fondo sono la stessa cosa perché Mondo Sabino è il giornale dei suoi lettori, che ne sono anche i suoi collaboratori.

Poi abbiamo pensato di adeguarci ai tempi e siamo diventati anche noi un giornale a distribuzione gratuita. Il risultato immediato è che è aumentata notevolmente la tiratura e sono aumentati i lettori. Bastano pochi giorni perché le copie spariscano dai punti di distribuzione e si attenda prossimo numero. Ora è possibile leggere Mondo Sabino anche online nel sito www.mondosabino.it

Tutto ciò ci è di grande conforto e ci invita a continuare. E’ stata comunque una esperienza esaltante una di quelle che vale la pena di essere vissuta. Una forma di vero volontariato della informazione, di quello che non conosce compensi di sorta, con la sola soddisfazione di contribuire alla crescita della comunità civile.

E a questo modello ci abbiamo creduto fermamente tutti. Oggi alcuni non ci sono più. Gli anni 2000 hanno falcidiato la Redazione. 15 anni fa un tragico incidente stradale ci portò via Sergio Carelli, proprio poco dopo aver celebrato il 15° anniversario della Testata, una perdita gravissima che ci mise a dura prova di sopravvivenza.

Poi Marven, il vulcanico collaboratore della Sabina Romana, più tardi Luigi Cipriani, collaboratore della prima ora quando il giornale erano stato appena fondato, ora Alberto de Angelis, per il quale i giornale segna lutto in questo numero, che è stato a me vicinissimo negli ultimi dieci anni, insieme a Cipriani, ed dalla morte di quest’ultimo da solo.

Ma abbiamo ancora la forza di continuare, forze giovani hanno la voglia di rendere omaggio al lavoro svolto in tanti anni di forte impegno sociale. E noi gli saremo vicini perché spegnere questa luce sarebbe come spegnere una speranza. Lo dobbiamo soprattutto a quelli che non ci sono più e in loro memoria.

Gianfranco Paris
Direttore Responsabile Di Mondo Sabino

sabato 19 novembre 2011

USA.... beware, will come the time for justice!




10 REASONS AMERICA WILL BE JUDGED AS THE MOST BRUTAL EMPIRE IN HISTORY

Good and evil doesn't have a grey zone. Killing and stealing is bad. Violence is never "good" or necessary unless it is used to defend against killers and thieves. Indeed, that is the morality behind the "just war" principle as defined by international laws and treaties.


Yet, this simple concept of right and wrong gets muddled by differing ideas about religion, patriotism, economics and many other divisions. The "just war" rule has crumbled under the ambitions of empires throughout history. The American-led Anglo Saxon empire is no different.


This empire has been brutally conquering and colonizing territory since the fall of Rome. However, it has only gained an American face in the last century. The United States quickly emerged as the world's "superpower" primarily through its economic might. For some time, many believed the U.S. to be a shining example of economic freedom for other nations to emulate. Indeed, America was eager to promote "economic freedom" globally to open new markets for U.S.-based corporations.


When foreign leaders refused to allow these corporate interests into their country, those leaders were replaced through a variety of covert actions. The form of government that would be installed did not matter to the empire makers so long as the corporate interests were served. In most cases these nations simply surrendered to the seemingly unlimited power of the almighty dollar, thus camouflaging the traditional method of forceful empire building.


However, some nations, especially in the last two decades, remained stubborn and have refused to alter their banking systems while also shunning Western companies. Despite the empire's best efforts to diplomatically bribe or sanction them into submission, they ultimately required an iron military fist to force their compliance. Until recently, military action remained the last resort. But now, preemptive military action seems to have become the preferred, and perhaps necessary, method to conquer the last resource-rich nations out of their grasp.


The empire's populations cheered this strategy out of fear of being attacked by these rogue nations who never attacked or even threatened to attack them. In the fog of fear, killing and stealing became acceptable. In fact, detention without charges and even torture became acceptable in the former capital of freedom. America has determined that the means justifies the end -- which is more power.


As with all empires, these "means" have become increasingly violent and destructive in the face of resistance. Yet, only a few more dominoes are left to knock over for America to complete a plan set in motion well before they were one of the colonies. That is unless, of course, other world powers break ranks and attempt to stop the conquerors, which could lead to a large scale conflict.


Regardless, when the dust settles and moral history is written, America and her Western cohorts will likely be viewed as the most brutal empire in history. Here are ten reasons why this is already the case:



Rumsfeld with Saddam Hussein 1983


1. Support of Dictators: For all the happy talk of spreading Democracy and protecting human rights, the empire has repeatedly not only supported dictators, but in many cases overthrew popularly elected leaders and replaced them with puppet tyrants. Examples range from secretly funding the Nazis, to installing the Shah in Iran, Pinochet in Chile, supporting Musharraf in Pakistan, and their everlasting love affair with the brutal Saudi royal family, to name a few. Actions speak louder than words to those who can navigate the storm of propaganda with a moral compass set to recognize good from evil. Dictators and freedom cannot coexist.


2. Preemptive Wars of Aggression: It could be said that all wars are preemptive in nature because so many entities benefit from war. Yet, even before America's latest crusades, they covertly and surgically attacked countries that never threatened them. This allowed them to maintain the moral high road in the public's eye while constructing the foundation of their empire. That was until the Bush Doctrine; the use of preemptive military action to confront possible threats was unofficially adopted to be the new foreign policy for combating terror. Since then, America has become the violent aggressors, having officially invaded two countries -- Afghanistan and Iraq -- without legitimate provocation. Violent aggressors have always been judged by history as evil. But it gets worse....



Dees Illustration


3. Torture: Torture has never been acceptable by those promoting a high moral standing in the global community. Nazis and Japanese soldiers were convicted and executed for engaging in the exact same torture techniques that America has redefined as 'enhanced interrogation'. "I was just following orders," was not a justifiable excuse for such inhumane behavior, much like it wasn't a good enough defense for the low-ranking patsies who took the heat for the sinister Abu Ghraib torture scandal even though their actions were approved at the highest levels. Can state-sanctioned torture of prisoners held without charges ever be viewed as anything less than brutal?



Dees Illustration


4. Suppression of Dissent: All tyrannical regimes throughout history have suppressed homeland dissent. As government oppression grows bolder at home and abroad, more citizens will naturally express outrage, resulting in even more oppressive controls. This is happening in the United States through the all-seeing eye of the Department of Homeland Security with warrantless spying, arbitrary watch lists, citizen spy campaigns, and TSA molestation to travel anywhere. Additionally, in an attempt to squash free speech, they arbitrarily seize websites and violently confront peaceful protesters. Unfortunately, as awareness of the topics in this very article expands, the U.S. will likely become even bolder in their pursuit of stifling dissent. In other words, the worst is yet to come, and history will judge the U.S. as not quite the beacon of freedom they have pretended to be.


5. Elimination of Habeas Corpus: Say goodbye to the notion of being innocent until proven guilty, the right to face charges and your accuser, and the right to a free and fair trial. Habeas corpus, considered the only humane path to "which a prisoner can be released from unlawful detention," has been eliminated for those vaguely labeled 'enemy combatants' of the empire. As Guantanamo prisoners rot under such pretenses, prominent lawmakers in the empire propose the exact same lack of rights for American citizens if they're labeled an 'enemy belligerent'. Similar to the Spanish Inquisition, now you're guilty until you're tortured to admit your guilt. Can it get more evil? Why yes, it can. Read on.



Anthony Freda Art


6. Assassinating Citizens: That's right. No judge, no jury, no conviction; just straight to execution. America has set another precedent in their tyrannical march toward empire when they openly assassinated an American citizen andgovernment patsy, Anwar al-Awlaki, and his teenage son on the suspicion of terrorism. Paul Craig Roberts laments "Now the US government not only can seize a US citizen and confine him in prison for the rest of his life without ever presenting evidence and obtaining a conviction, but also can have him shot down in the street or blown up by a drone." Isn't this the reason America claims to be knocking off dictators around the world -- the deliberate killing of their own citizens?


But Awlaki was a bad apple because the intelligence community said so. What's most telling that America will continue this wickedness is that almost every US lawmaker turned a blind eye to the grotesque violation of Constitutional rights.Only Ron Paul said that assassinating an American citizen without charges is nothing less than an "impeachable offense". Too bad most of the country cheered the Awlaki killing as a "victory" in the war on terror, indicating that it is now an acceptable tactic. Americans beware: you may be moved from a secret watch list to a secret kill list in this brutal empire.



Dees Illustration


7. Unauthorized Drone Wars: Unprovoked wars without authorization, accountability, or independent oversight only seem to be escalating; and with little resistance. The US Congress no longer votes to "declare war". They simply give the Commander in Chief broad "authorization" to use force against specific nations. However, even that is not broad enough in the rapid pursuit of empire. Now, joystick warriors directed by the CIA and Pentagon have targeted at least three countries with "unauthorized" military strikes; Pakistan, Yemen, and Somalia. Even worse, they waged a full-scale war for regime change and resource plundering in Libya without any authority inside the United States. Under the NATO flag, which is 75% funded by the U.S., they flew over 9200 strike sorties in Libyato illegally topple Gaddafi. Drunk with success, the bloodthirsty empire marches on to their next preemptive targets, Syria and Iran. Quick morality check: unprovoked killing and stealing as a first resort is still wrong, right?


8. Use of Weapons of Mass Destruction: How ironic that the world's policeman for weapons of mass destruction is the only one to use them on a mass scale. The United States is on record using chemical, biological and even nuclear weapons. From the atomic bombs dropped on Hiroshima and Nagasaki in WWII, to Monsanto's Agent Orange in Vietnam, to the depleted uranium used in Afghanistan and Iraq, America only condemns itself when speaking about the evils of WMDs. However, killers don't appear to care how the killing is accomplished, so long as it achieves their goals. The real firecrackers will likely be brought out in a confrontation with Iran, or if China and Russia are lured into the conflict. It won't really matter much what history says if the use of WMD escalates by either side, but the aggressors should rightly be blamed for the ensuing scorched earth, while the defenders against killers and thieves should be viewed as righteous.


9. World's Largest Drug Dealer: The American empire is the largest drug dealer in the world? Say it isn't so. Well, in addition to forcing legal drugs and genetically modified organisms on nations, usually under the cover of foreign aid, America also leads in the illegal drug trade. In fact, many researchers reveal that the war on drugs is only utilized to control and monopolize the illicit drug trade. The US government has been caught multiple times shipping in cocaine, colluding with certain cartels to control the industry, and now openly protects and transports opium from Afghanistan. In fact, Global Research points out that in 2001, "according to UN figures, opium production had fallen to 185 tons. Immediately following the October 2001 US led invasion, production increased dramatically, regaining its historical levels." This month, the U.N. announced that Afghanistan now provides 93% of the world's opium production; up 61% compared to 2010 to a whopping 5800 tonnes. Although the empire tries to keep it secret, they can't hide the hypocrisy forever.


10. World Reserve Currency Prison: Although using Weapons of Mass Debt is a non-violent form of expanding the empire, it's perhaps the most brutal and effective form of control. Requiring foreign nations to purchase oil and other imported commodities with US dollars wields immense power. Because all nations must acquire dollars to purchase critical resources, they quickly become indebted to the US Federal Reserve, their affiliate central banks, and the IMF. Before long, the entire world is colonized by debt. It seems that only the nations that don't need or refuse credit from Western banking institutions are the ones in danger of facing the wrath of the imperial war machine. Incidentally, most oil-rich nations in the Middle East have outlawed usury (lending money with interest), making them impossible to conquer diplomatically through debt. Controlling the world reserve currency means controlling the tap of life itself, which is a dangerous weapon in the hands of an aggressive empire. Debt is the ultimate WMD the empire uses to enslave the world, which leaves dissidents with two clear choices: slavery or death.


Although this empire is infinitely more powerful than Rome was, it will likely suffer the same fate. For every negative action the empire commits, there's an equal and opposite good reaction. And the goodness of humanity will always defeat tyranny when it goes too far. However, an empire with so much to lose will go down swinging and slinging every weapon in its arsenal, thus putting the final stamp on their status as most brutal empire in history.


Posted by OZYISM in: Afghan Crisis, European Crisis, Libyan Crisis, Middle East issues, News, US politics

La crisi economica può aiutarci a contrastar​e la distruzion​e ambientale




LA CRISI PUO' DIVENTARE PARADOSSALMENTE ANCHE UNA GROSSA OPPORTUNITA' PER L'ECOLOGIA DI QUESTO PAESE E LA SUA TUTELA TERRITORIALE!

CHIEDIAMO questo tutti insieme a MARIO MONTI e al suo GOVERNO, e DOVRA' dire SI!

-) Si deve chiedere al Governo di tagliare tutti i finanziamenti pubblici per opere di infrastrutturazione ridondante di mega-cementificazione portuale e di costruzione di nuove mega-strade statali, regionali, provinciali e comunali, che per altro spesso
minacciano persino luoghi di alto interesse ambientale e paesaggistico; a volte sin tratta di mega inutili ampliamenti devastanti, talvolta addirittura di nuovi tracciati ex-novo in aree vergini; inutilità come la TAV, ecc. ecc. ecc.
Maxi infrastrutture devastanti per il territorio, ridondanti, inutili per i cittadini, pericolose; utili per pochi pochissimi furbi e faccendieri del malaffare politico-imprenditoriale!

AGGIUSTIAMO E MIGLIORIAMO CIO' CHE ABBIAMO GIA', E TANTO ABBIAMO E NON LO VEDIAMO NEPPURE PIU'!

I SOGNI DI IPER CIECA E STOLTA MODERNITA' CI HANNO GIA' PORTATO A PERDERE LA SOVRANITA' POPOLARE, TERGIVERSARE OLTRE CI PORTEREBBE ALLA FAME E A PERDERE DEL TUTTO IL BENE PIU' VITALE: LA NOSTRA STESSA TERRA CHE GIA' STIAMO SVENDENDO A STRANIERI USURPATORI DEL FOTOVOLTAICO E DELL'EOLICO INDUSTRIALI !

-) Si deve chiedere invece al Governo, alla luce dei grossi sacrifici che, in questi mesi ed anni di crisi economia mondiale e soprattutto nazionale, a livello internazionale si chiedono da più parti all’Italia per risanare i suoi conti, che non solo TAGLI TUTTI GLI INCENTIVI e i sistemi vari di incentivazione (tipo “certificati verdi”, ecc.), agli impianti eolici e fotovoltaici industriali (cioè volti alla vendita dell’energia prodotta) istallati in aree agricole, naturali, marine o lacustri, ma che questi siano tagliati non solo d’urgenza massima, ma che tali tagli siano applicati con valenza retroattiva anche per tutti gli impianti di tale tipo già autorizzati o in esercizio, non solo.
Si deve chiedere che sia applicata una forma notevole di tassazione proprio a questi impianti per il carico di danno ambientale in primis, ma anche di immoralità e
falsità, che li connotano profondamente, una sorta di “TASSAZIONE SUL BRUTTO” !

-) PERTANTO SI DEVE CHIEDERE CON FORZA E MASSIMA INFLESSIBILE DETERMINAZNIONE:
Nessuna tassa sulla prima casa, NO al'aumento del carico fiscale diretto ed indiretto sui cittadini, Nessun taglio a istruzione e sanità, NESSUN TAGLIO ANZI UN AUMENTO DEGLI INCENTIVI AGLI IMPIANTI FOTOVOLTAICI PER AUTOPRODUZINE ED AUTOCONSUMO UBICATI SUI TETTI DEGLI EDIFICI RECENTI!

E Prima di tutto, ricapitolando, FERMARE I FINANZIAMENTI PUBBLICI AD OGNI OPERA DEVASTA PAESAGGIO E DEVASTA AMBIENTE E SALUBRITA' D'ITALIA DI QUALSIASI GENERE E NATURA, pubblica o privata, industriale o infrastrutturale, o consuma suolo, (ANCHE E SOPRATTUTTO OGGI DI GREEN ECONOMY INDUSTRIALE DI EOLICO, FOTOVOLTAICO E BIOMASSE VOLTE ALLA VENDITA' D'ENERGIA)! QUESTO DEVE ESSERE LO SLOGAN FORTE E COMPATTO AL
GOVERNO DI OGNI ECOLOGISTA E DI OGNI GRUPPO ECOLOGISTA d'Italia!

E' semplicemente ignobile, ridicolo il tentare di giustificare, il mettere le mani in tasca ai cittadini, VERGOGNOSO DEL TUTTO SE POI A DIRLO è PURE QUALCUNO DI SINISTRA!

Oreste Caroppo
Comitato Nazionale contro fotovoltaico ed eolico nelle aree verdi