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martedì 22 novembre 2011

Durban Sudafrica - Cup 17, dal 28 novembre al 9 dicembre 2011 - Negoziato sul clima

Bosco di Castagni a Ronciglione, sui Monti Cimini. Foto di Gustavo Piccinini


Il ritardo nella conclusione di un accordo globale crea incertezza sul futuro dei "meccanismi flessibili" istituiti dal Protocollo di Kyoto.

Barbara Mariani: Senior Adviser Clima e Energia della delegazione di Confindustria a Bruxelles.

1. Negli ultimi due anni il negoziato internazionale sul clima ha subito un significativo rallentamento e ogni previsione sul futuro e' incerta. La Commissione europea ha affermato che la prima data probabile per un accordo globale su obiettivi di riduzione vincolanti sulla base del principio delle "responsabilità comuni ma differenziate" e' il 2015 e che fino ad allora si apre un "periodo di transizione".

Il Consiglio europeo del 23 ottobre scorso ha confermato la disponibilità dell'Unione europea a sottoscrivere un secondo periodo di impegni solo come parte di una transizione verso un trattato globale sul clima, che preveda un accordo da parte di tutti i Paesi per la definizione di una tabella di marcia e di una tempistica per il raggiungimento di un accordo.

Nel frattempo i lavori dei negoziatori continuano su entrambi i fronti del cosiddetto double-track. Da un lato, le Parti che hanno firmato il Protocollo di Kyoto dovrebbero negoziare riduzioni di emissioni di gas serra da parte dei paesi Annex I (i paesi sviluppati) per il periodo successivo che inizierà' nel 2013. In tale contesto, Canada, Russia e Giappone hanno già confermato che non intendono firmare un secondo periodo di impegno.

Dall'altro lato, le Parti dell'UNFCCC continuano a lavorare per la definizione di un trattato globale parallelo al Protocollo di Kyoto. La prossima tappa del negoziato delle Nazioni Unite a Durban in Sud Africa sarà cruciale.

Contestualmente, proseguono anche le discussioni sulla riforma dei meccanismi flessibili introdotti dal protocollo di Kyoto (Clean Development Mechanism, Joint Implementation) cioe' gli strumenti di mercato supplementari alle misure di riduzione di emissioni a livello domestico da parte dei paesi Annex I (Paesi industrializzati).

Nel contesto del Protocollo, i meccanismi flessibili avevano due obiettivi base: il trasferimento di tecnologie e il sostegno allo sviluppo sostenibile nei paesi non Annex I e il contributo "esterno" alla riduzione di emissioni di gas serra a livello domestico per i paesi Annex I, in vista della riduzione di emissioni a livello globale. Il funzionamento di questi strumenti si basava quindi su un'ampia partecipazione del settore privato al finanziamento dei progetti di riduzione di emissioni nei paesi in via di sviluppo.

Nel contesto del negoziato della Convenzione delle Parti sul Clima delle Nazioni Unite (UNFCCC), i governi stanno discutendo della possibilità di introdurre "nuovi meccanismi" a sostegno di un futuro regime globale per la lotta ai cambiamenti climatici. I nuovi meccanismi dovrebbero comprendere, tra gli altri, i crediti settoriali, il trading settoriale (commercio delle emissioni), le Azioni di Mitigazione Nazionale (NAMA) e la Riduzione di Emissioni dalla Deforestazione e dalla Degradazione delle Foreste (REDD).

Indipendentemente dalla "forma" che assumerà un trattato globale, i negoziatori concordano sul fatto che la disponibilità di "nuovi meccanismi di mercato" (New Market Mechanisms), sul modello di quelli esistenti, incoraggerà i paesi ad assumere impegni di riduzione più rigorosi, rispetto a quelli che potrebbero assumere basandosi solo sui propri sforzi e quindi faciliterà la conclusione di un accordo globale.

I meccanismi flessibili sono destinati a svolgere un ruolo cruciale in un futuro quadro normativo internazionale, per alcune ragioni importanti:

¢ consentiranno ai paesi sviluppati di raggiungere riduzioni di emissioni a costi meno elevati

¢ indurranno i mercati del carbonio ad abbassare i costi di compliance

¢ forniranno finanziamenti per investimenti low carbon nei paesi in via di sviluppo

¢ assicureranno che i paesi in via di sviluppo contribuiscano alle azioni di mitigazione

¢ faciliteranno il trasferimento di tecnologie ai paesi in via di sviluppo

E' stato stimato che la realizzazione degli obiettivi volontari (pledges) proposti al tavolo del negoziato dai paesi che hanno firmato l'Accordo di Cancún richiederebbe quasi 40 miliardi di dollari all'anno da qui al 2020. D'altro canto, i Paesi sviluppati si sono impegnati a stanziare finanziamenti per il sostegno alla lotta ai cambiamenti climatici ai paesi in via di sviluppo per un totale di 30 miliardi di dollari nel periodo 2010-2012 e di 100 miliardi di dollari l'anno fino al 2020. Come si può pensare di colmare questa richiesta di risorse senza assicurare tempestivamente un'ampia partecipazione del settore privato?

Per garantire un futuro ai meccanismi flessibili, questi dovranno continuare a essere attraenti per gli operatori del mercato e incentivarne la partecipazione. Il settore privato deve essere incoraggiato a cogliere le opportunità dei meccanismi di mercato attraverso procedure devono essere chiare, prevedibili e al riparo da cambiamenti repentini.

2. Il mercato globale del carbonio è cresciuto in modo significativo dal 2004, e ciò è stato dovuto sostanzialmente al sistema di scambio di quote EU ETS. Nel 2008 il mercato del carbonio (EU-ETS, CDM, JI e altri) e' stato stimato di 92 miliardi di Euro, cioè più del doppio delle cifre relative al 2007 che indicavano 40 miliardi di Euro (secondo l'Agenzia "Point Carbon").

Poiché siamo di fronte ad un prodotto "artificiale" (la riduzione di emissioni di gas serra), i meccanismi flessibili devono essere analizzati attentamente per fare in modo che sia garantito un adeguato equilibrio tra domanda e offerta. L'impatto di un meccanismo flessibile sulla riduzione di emissioni di gas serra è la conseguenza di questo equilibrio e del prezzo del carbonio che ne risulta. Nei mercati del carbonio, la domanda e' determinata dal livello di ambizioni delle riduzioni di emissioni nel contesto di impegni negoziati a livello internazionale o di tetti di emissioni a livello domestico.

In un futuro accordo globale, un adeguato equilibrio tra offerta e domanda nei mercati del carbonio richiederà necessariamente un'offerta di crediti su vasta scala derivanti dai meccanismi esistenti o dai nuovi meccanismi, specialmente quelli mirati a progetti o tecnologie di grandi dimensioni.

Secondo la Commissione Europea, le emissioni globali di gas serra dovranno raggiungere il picco entro il 2020 e diminuire fino al 50% dai livelli del 1990 entro il 2050, per poter avvicinarsi ad un 50% di possibilità di contenere l'aumento della temperatura globale media a 2C° (450 ppm). E' chiaro che senza il contributo dei paesi in via di sviluppo questo obiettivo non potrà essere raggiunto.

Limitandoci a un'analisi dei CDM, che sono stati di gran lunga il meccanismo flessibile più utilizzato, e' stato ampiamente riconosciuto come abbiano generalmente riscosso successo. Tuttavia, ampi margini di miglioramento sono stati evidenziati riguardo allo squilibrio nella distribuzione dei progetti, allo scarso coinvolgimento di alcuni settori o tipi di progetti, al principio dell'addizionalità, agli aspetti amministrativi e organizzativi, all'interpretazione del concetto di "sviluppo sostenibile", alla necessità di superare il semplice offsetting delle emissioni e di garantire un trasferimento di tecnologie.

Tra le aree più discusse di recente dagli esperti internazionali preposti ad indicare possibili percorsi di riforma, domina quella della concentrazione o diseguale distribuzione di progetti tra tipo di progetto, settore e paesi coinvolti. Ad esempio, quattro paesi hanno "monopolizzato" il mercato e contano per più dell'80% di tutti i progetti CDM: la Cina conta per il 59%, seguita da India (11.27%), Brasile (6.45%) e Repubblica di Corea (4.59%).

3. Il Gruppo Ad Hoc per le azioni di cooperazione a lungo termine (AWG-LCA) nell'ambito dell'UNFCCC ha elaborato un documento datato 7 ottobre 2011, su "I diversi approcci, comprese le opportunità di utilizzare i mercati, per sviluppare l'efficacia dei costi delle azioni di mitigazione e promuoverle, tenendo presente le diverse circostanze dei paesi sviluppati e in via di sviluppo".

Uno dei concetti di base sui quali si concentra il documento e' che nel disegnare nuovi meccanismi si dovrà tenere conto delle lezioni apprese dall'uso di quelli esistenti, in particolare dai CDM.

Il documento, che denota la difficoltà di conciliare le esigenze dei diversi "blocchi", cioè paesi sviluppati, paesi in via di sviluppo e paesi meno sviluppati, aspira a definire alcuni principi e obiettivi condivisi che dovrebbero sottendere ai "diversi approcci" relativi ai nuovi meccanismi.

Riguardo alla partecipazione e all'accesso a questi meccanismi, si richiede che tutti i paesi in via di sviluppo debbano avere "pari accesso" su base esclusivamente "volontaria".

In merito al coinvolgimento dei diversi settori dell'economia, il documento specifica che i nuovi meccanismi di mercato dovranno includere "ampi segmenti dell'economia" ed "abbracciare interi settori e sotto-settori", mantenendo un atteggiamento "neutrale" nei confronti delle diverse tecnologie.

Dal punto di vista dell'integrità ambientale, si sottolinea che i nuovi meccanismi dovranno essere realmente "aggiuntivi", cioè realizzare una riduzione di emissioni che altrimenti non sarebbe stata possibile, essere supplementari agli sforzi di riduzione domestici nei paesi sviluppati, evitare il doppio conteggio delle emissioni e generare una riduzione netta delle emissioni. Inoltre, si stabilisce che i meccanismi di mercato dovranno realizzare gli obiettivi originari, cioè ridurre il costo delle azioni di mitigazione e promuovere il trasferimento tecnologico, non limitarsi a una semplice "neutralizzazione" (offset) delle emissioni.

I nuovi meccanismi dovranno essere "flessibili" e adattarsi alle diverse circostanze dei paesi sviluppati e di quelli in via si sviluppo. Tra gli elementi di novità sono stati introdotti anche principi come il rispetto dei diritti umani, delle donne, degli immigrati, dei settori vulnerabili e delle "funzioni ecologiche" di Madre Terra.

Tuttavia, la conditio sine qua non al rispetto di principi chiave, così delineati, è che sia definito un quadro comune ed affidabile per il monitoraggio, la rendicontazione e la verifica delle emissioni, un aspetto cruciale sul quale il negoziato finora ha fatto scarsi progressi.

4. In sostanza, lo sviluppo dei nuovi meccanismi di mercato rimane strettamente ancorato al progresso del negoziato internazionale e non è possibile prevedere sviluppi indipendenti dall'esito degli accordi sulle questioni fondanti di un futuro trattato globale.

I negoziatori hanno posto come condizione delle discussioni sui nuovi meccanismi di mercato (NMM) la conclusione di un accordo globale vincolante ambizioso, leale ed efficace nel contesto dell'UNFCCC e del suo Protocollo di Kyoto. L'entrata in vigore di qualsiasi nuovo meccanismo dovrà essere conseguente alla definizione di un secondo periodo di impegni del Protocollo, allo scopo di preservare la natura legale dei meccanismi nel contesto del Protocollo di Kyoto. Pertanto, i nuovi meccanismi di crediting e trading dovranno essere complementari ai meccanismi esistenti previsti dal Protocollo di Kyoto.

In conclusione, visto lo stallo attuale del negoziato, a Durban non potrà esserci la definizione di nuovi meccanismi di mercato, in quanto il processo e' parte integrante del negoziato.

Come ha precisato Tosi Mpanu-Mpanu, Direttore dell'Autorità Nazionale Designata sul Clean Development Mechanism (CDM) della Repubblica del Congo e presidente del Gruppo dei Paesi Africani nel negoziato dell'UNFCCC "non potete raccogliere i frutti senza l'albero".

Le implicazioni di questa incertezza, che e' destinata a protrarsi fino a data per ora indefinita, hanno modificato le priorità del negoziato. Fissare delle date all'assunzione di impegni precisi da parte di tutti e tracciare una tabella di marcia e' diventata ormai la premessa necessaria alla continuazione del negoziato internazionale.

Questo clima di instabilità preoccupa molto il settore privato, che finora e' stato recettivo nei confronti delle opportunità offerte dai meccanismi di mercato. Le imprese europee, che hanno investito risorse in questo mercato, hanno contribuito a svilupparne le potenzialità di riduzione di emissioni e trasferimento di tecnologie, dimostrando in sostanza che questo mercato potrebbe auto-sostenersi. Ora spetta ai decisori politici attivarsi per ridefinire le regole e non perdere l'occasione di reperire risorse private che saranno determinanti per realizzare gli ambiziosi impegni assunti.


Questo servizio è stato curato da Accademia KRONOS nazionale con la collaborazione di: Vincenzo Ferrara, Gabriele La Malfa, Filippo Mariani e Pietro Ricciardi.

giovedì 20 ottobre 2011

Accademia Kronos apre nel viterbese gli "sportelli verdi" per condividere soluzioni ecologiche territoriali



Una delle caratteristiche degli italiani, soprattutto del centro sud, è quella di piangersi addosso, aspettando che problemi piccoli o grandi vengano risolti dai governi centrali o dai santi.

Eppure tutti gli italiani che vanno a vivere all'estero danno dimostrazione di inventiva, di creatività, di saper fare cose importanti e, spesso, di stupire i locali per la loro grande capacità nell'arrangiarsi e nel fare.

Allora perché solo fuori dei confini nazionali esce questa dote e non qui in Italia? C'è da chiederselo ... ma in attesa di una o più risposte in merito, Accademia Kronos ha realizzato una sorta di centro, di agenzia utile ai comuni e ai cittadini per destarsi ....


ACCADEMIA KRONOS OFFRE OPPORTUNITA' E PROFESSIONALITA' AI COMUNI DELLA TUSCIA
Vista la carenza di aiuti economici da parte delle Regioni e del Governo, visti i crescenti problemi che affliggono gran parte dei comuni italiani e dei rapporti tra questi e i cittadini, Accademia Kronos ha deciso di dare una mano e di istituire nei comuni aderenti, al momento della Tuscia, del Ternano e alcuni delle province di Frosinone e di Roma, una sorta di "Sportelli Verdi".

Tutto questo anche in virtù della constatazione che, a parte qualche eccezione, gran parte dei piccoli e medi comuni italiani soffre di una preoccupante carenza di esperti al suo interno, in particolare su alcuni problemi legati alla salute pubblica, all'ambiente, all'occupazione giovanile e ai finanziamenti europei.

Pertanto Accademia Kronos ha elaborato e recentemente completato una struttura a disposizione delle amministrazioni pubbliche e dei cittadini, formata da professionisti di livello su: giurisprudenza ambientale, risoluzione trattamento rifiuti urbani e produzione di energia elettrica senza inquinare aria, acque e suolo, metodologie appropriate per ottenere finanziamenti europei, assistenza nella certificazione ambientale, formazione di consulenti per la certificazione dei fabbricati per l'efficienza energetica, formazione di esperti per l'uso del GPS per fini urbanistici e naturalistici, contributi a fondo perduto per la compilazione annuale del bilancio ambientale, istruzione all'inglese comunitario, informazione sui valori inquinanti delle acque per uso alimentare, analisi mirate dei terreni e delle acque, l'apertura degli uffici UDA (Diritti Animali), ecc.

Le sedi di Accademia Kronos incaricate di questa missione sono quelle di Ronciglione e di Viterbo.

Al momento Accademia Kronos dispone di avvocati per affrontare varie situazioni legate all'inquinamento e al degrado dell'ambiente. Ogni mercoledì pomeriggio, pertanto, un avvocato di turno è a disposizione gratis di amministratori e cittadini presso la sede di Ronciglione.

Su richiesta di amministratori interessati è prevista la presenza in sede di ingegneri che detengono il know how sulla sublimazione e sulla gassificazione organica per la realizzazione di impianti che, utilizzando i rifiuti urbani producono il Singas e, quindi, energia elettrica senza produrre particolato o altri aereo-inquinanti atmosferici, caratteristici dei termovalorizzatori. Oltre a ciò questi impianti sono utilissimi per bonificare nuove e vecchie discariche.

Sempre su richiesta di amministratori interessati, è organizzabile nella sede di Ronciglione una serie di incontri sull'esemplificazione della certificazione ISO 14001.

Tutti i giorni, ad esclusione del sabato, presso le Sede di AK si possono analizzare i vari studi scientifici relativi alla presenza di Arsenico nelle acque per uso potabile e valutarne i limiti di sicurezza per la salute.

Tutti i mercoledì e venerdì mattina presso la sede di AK di Ronciglione un professore di inglese è a disposizione per predisporre studi e richieste di finanziamenti comunitari in lingua inglese.

Sulla base delle adesioni, Accademia Kronos, entro la fine dell'anno, prevede di organizzare 4 stage specialistici e due corsi in:

- Metodologie appropriate per elaborare e inviare all'Unione Europea richieste di finanziamenti per progetti di difesa e riqualificazione ambientale, nonché per la valorizzazione dei centri storici per fini turistici internazionali;

- Certificazione per l'efficienza energetica nei fabbricati;

- Utilizzo del GPS per usi d'indagine territoriale, per usi urbanistici e naturalistici; - Corso in 20 lezioni per apprendere l'inglese utile per gli scambi e i contatti comunitari;

- Un breve incontro per il finanziamento dei bilanci ambientali e per l'ottenimento della certificazione ISO 14001;

- La nuova frontiera dell'agricoltura biologica per migliorare i prodotti della terra, per i mercati internazionali, per tutelare la salute dei cittadini e per una maggiore coscienza ambientale. Questo corso è realizzato insieme all'UCI ( Unione Coltivatori Italiani) dove sarà possibile effettuare brevi stage presso le aziende biologiche più grandi ed importanti d'Italia.

Tutto questo per mettere in campo una rete tra i vari comuni che potranno dotarsi di "sportelli verdi" in collegamento tra di loro. Lo "sportello verde" che non riesce ad esaudire specifiche richieste di amministratori e cittadini, può chiedere aiuto agli altri sportelli o a Accademia Kronos per risolvere il problema. Lo "sportello verde" può essere affidato a giovani laureati in materie scientifiche o giuridiche che, con almeno un contributo spese, potranno garantirne la funzionalità.


Progetto Accademia Kronos

giovedì 18 agosto 2011

Bussola biologica e confusione direzionale animale


"La crisalide" - Dipinto di Franco Farina

Da qualche anno assistiamo amareggiati ad inspiegabili spiaggiamenti di delfini e di balene e a rotte sbagliate di uccelli migratori. Ultimamente abbiamo visto in TV spiaggiamenti di migliaia di delfini nelle Filippine e di centinaia di balene in Australia. Ma cosa sta accadendo? E’ inevitabile che ci si chieda perché tutto questo stia accadendo da qualche anno e in fase sempre più crescente.

Le spiegazioni che gli scienziato hanno cercato di dare, dal super virus letale per i mammiferi del mare, agli esperimenti con sonar delle marine militari che disorientano i cetacei, non convincono più. Il fenomeno è più vasto di quanto si possa immaginare soprattutto se si considerano i clamorosi errori di rotta di milioni di uccelli che dall’Africa ogni anno migrano sul continente euroasiatico e viceversa e che da qualche tempo invece di tornare sui soliti posti finiscono a centinai di chilometri lontani. Accademia Kronos ha intervistato studiosi e scienziati dell’ENEA, del CNR e di vari istituti universitari, tra cui professori dell’Università della Tuscia di Viterbo, per cercare di capire. Quello che è emerso dai vari incontri, soprattutto con zoologi, è che quasi tutti gli animali che effettuano le grandi migrazioni periodiche o spostamenti di migliaia di chilometri, vedi le balene, sono dotati di sensori biologici sensibili al magnetismo terrestre. Grazie a questa peculiarità congenita, da tempi immemorabili uccelli e cetacei ed altri animali effettuano migrazioni di migliaia di chilometri da un continente all’altro o da un oceano ad un altro per svernare, trovare cibo e accoppiarsi, senza mai sbagliare rotta.

Tutti orientati verso due fari magnetici terrestri: il polo nord e il polo sud. Ma se questi fari si spostano o si affievoliscono è inevitabile che si finisca per perdere l’orientamento. Uno dei motivi di questa situazione è imputabile al Sole, che da almeno 4 anni sta modificando sensibilmente il proprio campo magnetico. Magnetismo solare e vento solare interagiscono con quello terreste aumentandolo o diminuendolo. E’ purtroppo c’è un dato di fatto: il Sole ha inspiegabilmente prolungato la sua fase di quiete tra il 23° ciclo, terminato a gennaio del 2008, e il 24° atteso a maggio dello stesso anno. L'attività "tradizionale" del Sole è ripresa solo pochi mesi fa.

Quasi tre anni di riposo, un fatto mai accaduto da quando il Sole è osservato con criteri scientifici. Questo fenomeno preoccupa per i risvolti climatici e per l’efficienza del campo magnetico terreste. Gli stessi scienziati ammettono che è in atto una diminuzione del campo magnetico terrestre causato forse dalla anomala attività solare. Oltre a ciò qualche scienziato sta ravvisando, attraverso alcuni fenomeni minori, l’inizio dell’inversione dei poli magnetici terrestri che si verificano ogni 200.000 anni e che, sempre secondo gli scienziati, segnano un ritardo di 500 anni.

Quindi sulla base delle varie interviste si è in parte compreso il fenomeno dei grandi spiaggiamenti e delle rotta sbagliate degli uccelli migratori. Non sono quindi super batteri o virus, né esperimenti elettronici militari( in questo caso il fenomeno potrebbe essere relegato ad un circoscritto territorio o porzione di mare) a causare tutto ciò, ma il magnetismo terrestre influenzato dall’attività solare e in parte dal nucleo interno della Terra.

Ma cosa accadrebbe se i poli magnetici della Terra si invertissero? L'abbiamo chiesto ad Arturo il nostro astronomo che lavora in un osservatorio astrofisico francese.

Arturo: -" Nel passato la Terra ha subito più volte l'inversione dei poli magnetici. Ora se questo fenomeno si manifesta in maniera soft, graduale non dovrebbero esserci conseguenze per la vita sul pianeta. Se invece il fenomeno si manifestasse improvvisamente, dall'oggi al domani, allora, fin quando non si ristabilirà l'equilibrio magnetico tra i due nuovi poli, la protezione geomagnetica terrestre potrebbe indebolirsi o scomparire. In quel caso raggi cosmici letali potrebbero minacciare la vita di tutti gli esseri viventi della Terra, flora inclusa"-

Domanda: -" Ammettendo che malauguratamente dall'oggi al domani si invertissero i poli magnetici della Terra e il campo geomagnetico collassasse, che dovremmo fare per evitare di essere colpiti da raggi cosmici letali e poi, quanto ci vorrebbe perché il campo geomagnetico terreste potesse riformarsi? "-

Arturo: - " L'ultimo fenomeno dell'inversione dei poli magnetici è avvenuto migliaia e migliaia di anni fa, per cui non possiamo conoscere gli effetti su flora e fauna, oggi facciamo delle ipotesi. E' certo che la vita sulla Terra senza la protezione dell'attuale scudo magnetico avrebbe dei grossi problemi. Attraverso alcuni modelli matematici sappiamo che i tempi di ricomposizione dello scudo geomagnetico possono andare dai 20 giorni ai 3 mesi. In quel frattempo rifuggi sotterranei molto profondi e schermati potrebbero salvare molte persone.... ma qui entriamo nella fantascienza, non saprei più cosa rispondere"-

Domanda : -" Allora i grandi rifugi che si stanno costruendo in molti Paesi del mondo, Italia esclusa, hanno questo scopo? Salvare una parte di eletti, dai raggi cosmici killer? "-

Arturo : - " Non conosco bene la questione dei rifugi per proteggersi dai raggi cosmici, qui in Francia non mi risulta che si stiano costruendo, ma potrei sbagliarmi. Comunque vi informo che in USA da qualche tempo vendono un divertente kit nel quale è contenuta una bussola e un libricino d'istruzioni in caso accadesse quello che stiamo ipotizzando. Ogni giorno, recita questo piccolo manuale, va osservato l'ago della bussola, se questo comincia ad agitarsi e a spostarsi verso il polo sud, allora bisogna adottare una serie di comportamenti, ecc. ecc. Penso comunque che questa eventualità sia molto lontana. "-

In conclusione quindi: Occhio alla bussola! Se l'ago cambierà posizione...allora vi diremo cosa fare....

Accademia Kronos