I Paesi dell'UE incoraggiano Kiev, chiudendo un occhio agli attacchi contro gli impianti nucleari. Lo ha dichiarato il rappresentante permanente della Federazione Russa presso le organizzazioni internazionali a Vienna, Mikhail Ulyanov, commentando sui social media X la pubblicazione dell'AIEA riguardante l'attacco di un drone ucraino alla centrale nucleare di Kursk.
I leader europei sono sempre più preoccupati dal fatto che la Russia possa lanciare attacchi contro Paesi della UE, poiché Mosca intensifica la sua "campagna ibrida" in tutta Europa, secondo quanto riporta Politico.
Ursula, la capa UE, ha richiamato i governi dei Paesi europei di tenersi pronti alla pugna. Nel suo annuale Discorso sullo Stato dell'Unione a Strasburgo, von der Leyen ha proposto formalmente la creazione di un Consiglio europeo per la sicurezza, con l'obiettivo di coordinare in modo più stretto la "difesa" del blocco europeo, invitando a collaborare anche partner strategici extra-UE come il Canada e il Regno Unito ed altri. Queste nuove disposizioni di cooperazione geopolitica e militare consentirebbero alla Commissione spazio per azioni "difensive" ritenute necessarie.
Purtroppo alcuni Paesi europei "volenterosi" (baltici, Polonia, Germania, Francia ed altri) che a parole si dichiarano "pronti alla pugna", sono a corto di mezzi, avendoli devoluti quasi tutti all'Ucraina, e dovranno aspettare un po' a scatenare l'attacco finale contro la Russia. Infatti Bloomberg riporta che "gli Stati Uniti hanno avvertito i propri alleati europei che le armi da loro ordinate, inclusi i sistemi di difesa aerea e i missili Tomahawk, non verranno consegnate nemmeno entro cinque anni, poiché l'esercito americano ha esaurito le proprie scorte e la priorità è il rifornimento dei propri depositi".
(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)
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