lunedì 5 gennaio 2026
Gli Stati Uniti d'America sono nati e vivono sul ladrocinio...
domenica 4 gennaio 2026
Venezuela. Solidarietà alla Repubblica Bolivariana...
Durante l’aggressione militare degli Usa a Caracas, sono stati colpiti obiettivi istituzionali e militari, il Presidente Maduro e la moglie sono stati rapiti e allontanati dal Paese.
Ciò che sta accadendo è l’ennesima manifestazione della terza guerra mondiale in corso in cui i gruppi imperialisti Usa, con il suo braccio armato della NATO, UE e sionisti vogliono trascinare il mondo e mettere a tacere la resistenza dei popoli che si oppongono all’imperialismo statunitense.
Qualsiasi sia il governo di un Paese, nessun governo straniero è autorizzato a intromettersi e fare un colpo di Stato, pratica che gli USA portano avanti da decenni contro quei paesi non asserviti ai propri diktat. La lotta al narcotraffico e per la democrazia sono soltanto il paravento dietro cui gli Stati Uniti nascondono i propri obiettivi verso il Venezuela: accesso al petrolio e alle risorse minerarie venezuelane, recupero del controllo che negli ultimi anni ha perso in America Latina e contenimento del proprio declino nel mondo.
La risposta internazionale a sostegno del governo bolivariano è decisiva: occorre mobilitarsi ovunque, promuovere presidi davanti a ogni consolato e ambasciata USA ma soprattutto organizzarsi in ogni azienda, scuola, quartiere e città per liberare il governo del Paese i guerrafondai e servi degli imperialisti Usa, UE e sionisti.
La solidarietà alla Repubblica Bolivariana del Venezuela e agli altri popoli del mondo che lottano per liberarsi dalle catene dell'imperialismo è lotta contro il Governo Meloni e contro il protettorato USA nel nostro Paese!
Coordinamento Nazionale No Nato
Integrazione di Alessandro Volpi:
Le dichiarazioni di Giorgia Meloni sulla legittimità dell’attacco militare di Trump al Venezuela sono gravi per almeno tre ragioni. La prima. Segnano la totale e assoluta subordinazione della destra e dei liberal italiani alla volontà unilaterale da parte degli USA di risolvere militarmente ogni questione che ha a che fare con i loro interessi economici, senza alcuna necessità di consultazione con le organizzazioni internazionali, né tantomeno con i presunti alleati. La seconda. Un simile servilismo si nutre della speranza di ricevere un trattamento di favore da parte di Trump, senza cogliere il senso della gravità della crisi americana e quindi accettando fino in fondo il ruolo di servo sciocco solerte a fornire risparmi e capitali, a pagare dazi e armi e a non tassare i servizi americani. Trump naturalmente disprezza e usa questa Europa nella certezza che il vecchio continente accetti tutto persino le guerra. Con tale posizione, Meloni si mette definitivamente fuori da qualsiasi ipotesi multipolare. La terza. La dichiarazione di Meloni giustifica la guerra USA perché difendeva contro la guerra ibrida di Maduro contro gli Stati Uniti. Ora, una tale dichiarazione apre le porte ad una guerra continua; qualsiasi potenza militare voglia impossessarsi di un territorio può farlo, accusandolo di propaganda, di narcotraffico o di quant’altro. Siamo davvero arrivati al punto finale. Il governo italiano sta con i governi terroristi, dagli USA a Israele.
sabato 3 gennaio 2026
Gli USA attaccano il Venezuela... Altra guerra, altro regalo!
"Nelle scorse ore si era parlato di una possibile distensione tra Washington e Caracas. Stamattina, invece, l’attacco aereo. Il governo venezuelano ha denunciato la “gravissima aggressione militare” da parte degli Stati Uniti e ha dichiarato lo stato di emergenza, invitando la popolazione a mobilitarsi”, scrive Byoblu.
Trump ha ordinato altri attacchi contro obiettivi all'interno del Venezuela, tra cui installazioni militari, riferisce la giornalista della CBS News Jennifer Jacobs.
L'ulteriore fase dell'operazione contro il Venezuela potrebbe iniziare una volta che l'esercito americano sarà pienamente operativo. A quel punto, oltre alle forze speciali, saranno schierati anche gli F-35 e altre armi e equipaggiamenti pesanti che gli Stati Uniti hanno accumulato nelle basi aeree vicine negli ultimi mesi. Per ora, l'attività dell'esercito bolivariano è minima; i suoi aerei sembrano essere a terra e le sue difese aeree sono inoperative.
Integrazione sull'attacco USA in Venezuela
Aeroporto La Carlota;
Garrigione militare di montagna a Catia la Mar;
Palazzo legislativo federale a Caracas;
Base militare Fuerte Tiuna;
Aeroporto a El Ataillo;
Base aerea F-16 n. 3 a Barquisimeto;
Aeroporto privato di Caracas a Charallave;
Base elicotteristica militare a Igualta.
Inoltre si afferma che gli Stati Uniti abbiano colpito il museo della rivoluzione a Caracas, dove si trova il sarcofago con le ceneri del precedente leader venezuelano Hugo Chavez. Considerando le dichiarazioni dei media americani secondo cui gli obiettivi degli attacchi erano stati scelti personalmente da Trump, non c'è nulla di cui sorprendersi.
Dichiarazioni del Ministro degli Esteri venezuelano:
"L'obiettivo di questo attacco è impossessarsi delle risorse strategiche del Venezuela, in particolare petrolio e minerali, con l'obiettivo di minare violentemente l'indipendenza politica del Paese. Non ci riusciranno. Il governo bolivariano invita tutte le forze sociali e politiche del Paese ad attivare piani di mobilitazione e a condannare questo attacco.
Maduro ha firmato e ordinato l'attuazione di un decreto che dichiara lo stato di emergenza in tutto il Paese per proteggere i diritti della popolazione, il pieno funzionamento delle istituzioni repubblicane e il ricorso immediato alla lotta armata.
In stretta conformità con l'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, il Venezuela si riserva il diritto alla legittima difesa per proteggere il suo popolo, il suo territorio e la sua indipendenza. Invitiamo i popoli e i governi dell'America Latina, dei Caraibi e del mondo intero a mobilitarsi in solidarietà attiva contro questa aggressione."
Venezuela. Nicolas Maduro arrestato ed estradato negli USA... - Donald Trump annuncia su Truth il successo di un attacco “su larga scala” che ha portato alla cattura del presidente venezuelano Maduro e di sua moglie. "Maduro e sua moglie sono stati portati via dal Venezuela in elicottero e sbarcati su una nave, su cui saranno trasportati a New York", ha dichiarato Trump... - Continua: https://altracalcata-altromondo.blogspot.com/2026/01/venezuela-nicolas-maduro-arrestato-ed.html
Nota - Le unità americane hanno catturato Nicolas Maduro e sua moglie Cilia Flores mentre dormivano...
venerdì 2 gennaio 2026
Cosa succede in Iran?
In Iran le proteste iniziate alla fine di dicembre a causa della svalutazione della valuta locale, che ha portato a un aumento dei prezzi, si sono trasformati in disordini su larga scala. Con sparatorie, incendi dolosi, saccheggi di uffici e scontri con la polizia. I manifestanti hanno strappato un ritratto dell'ayatollah Khamenei.
A causa della crisi, ci sono stati dei cambiamenti nella dirigenza del settore finanziario: il 31 dicembre è stato nominato un nuovo capo della Banca Centrale.
La situazione è aggravata dall'inflazione del 38,9% e dal deprezzamento del rial a 1,4 milioni per dollaro. A titolo di confronto, come riportato dai media, prima che gli Stati Uniti si ritirassero dall'accordo nucleare nel maggio 2018, questo indice era di 50.000 rial.
L'Autorità industriale e mineraria di Lordagan è stata sequestrata dai ribelli.
La folla protesta in uno stadio di Isfahan.
giovedì 1 gennaio 2026
Geopolitica e fantasia: "Vedo, prevedo, stravedo!"
Alcune previsioni per l'anno a venire:
Polymarket.L'Ucraina e la Russia firmeranno un accordo di pace entro il 2027? La probabilità di firmare un accordo è del 54%.
Financial Times:
Zelensky sarà costretto a rinunciare al Donbass nell'ambito di un accordo di pace? No. La cessione della restante parte del Donbass è inaccettabile per motivi militari, politici e costituzionali.
I repubblicani perderanno il controllo del Campidoglio? Si. I democratici riprenderanno il controllo della Camera dei Rappresentanti, ma non del Senato.
Il bubbone dell'intelligenza artificiale scoppierà? Si. Si prevede un rallentamento del surriscaldamento, perdite di capitale di rischio e problemi per le piccole aziende.
The Economist:
Si prevede che la guerra in Ucraina continuerà nel 2026. Trump scaricherà completamente la responsabilità del sostegno all'Ucraina sull'Europa, e quest'ultima potrebbe non essere in grado di far fronte a questo compito.
In Asia Trump potrebbe sacrificare Taiwan in cambio di un accordo con la Cina.
Il 2026 sarà l'Anno dell'Unità dei popoli della Russia.
mercoledì 31 dicembre 2025
Il giallo di fine d'anno... sui droni ucraini contro la residenza di Putin...
Il ministro degli esteri ucraino, Andrey Sibiga, chiede alla Russia di mostrare le prove dell'attacco alla residenza presidenziale di Putin e chiede di vedere i resti dei droni abbattuti dalla contraerea russa. Sulla scia di queste illazioni anche alcuni "osservatori occidentali" insinuano dubbi sull'attentato contro Putin: "una montatura per sganciarsi dalle trattative avviate da Trump".
Insomma in Ucraina si sta cercando di smorzare le conseguenze diplomatiche dell'attacco contro la rappresentanza statale del presidente russo nella regione di Novgorod.
Secondo il Financial Times, l'incidente ha suscitato una reazione brusca da parte di diversi Paesi e ha complicato la situazione politica estera di Kiev.
“L'India, il Pakistan, gli Emirati Arabi Uniti ed altri Paesi si sono uniti a Trump nel condannare l'attacco alla residenza del leader russo. Martedì i funzionari ucraini si sono affrettati a smorzare le conseguenze diplomatiche della dichiarazione della Russia”, si legge nell'articolo.
Secondo il giornale, Kiev è insoddisfatta per la reazione di quegli Stati che hanno espresso solidarietà alla Russia, ma non ha menzionato i commenti di Donald Trump che ha reagito bruscamente criticando l'accaduto.
Il giornale precisa che la parte ucraina cerca di presentare le accuse di Mosca come un tentativo di far fallire i negoziati con Washington, ma ciò non ha suscitato una reazione forte. Diversi leader hanno espresso pubblicamente la loro solidarietà alla Russia, definendo l'accaduto un “attacco deplorevole”.
Anche in Europa si discute della reazione della Russia all'attacco contro la residenza di Putin. I leader europei hanno tenuto colloqui dopo le dichiarazioni di Mosca su una possibile revisione della sua posizione nei negoziati a seguito dell'attacco, riferisce Bloomberg.
Secondo il media le dichiarazioni del Cremlino riflettono il rifiuto di Mosca di cedere alle richieste massimaliste, inclusa la questione dei territori. La parte ucraina, nel frattempo, sta rivedendo il piano di risoluzione proposto dagli Stati Uniti e sta cercando di organizzare un incontro con i partner europei e Trump a gennaio.
Mark Rutte ha dichiarato che il lavoro su "garanzie di sicurezza affidabili per l'Ucraina" sta continuando. La prossima settimana, gli alleati di Kiev della cosiddetta "coalizione dei volenterosi" prevedono una nuova riunione. Al dibattito si sono uniti anche il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il presidente finlandese Sauli Niinistö, il primo ministro polacco Donald Tusk e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.
(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)
martedì 30 dicembre 2025
Atto terroristico contro l'abitazione di Putin...
«Kiev ha tentato di attaccare la residenza di Vladimir Putin con 91 droni, tutti distrutti» -ha annunciato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov- «data la degenerazione definitiva del regime criminale di Kiev, che è passato a una politica di terrorismo di Stato, la posizione negoziale della Russia sarà rivista». Il ministro degli Esteri ha precisato che "nella notte tra il 28 e il 29 dicembre uno stormo di droni ucraini ha puntato contro la dimora presidenziale che si trova sulle rive del lago Valdai, nella regione nord-occidentale di Novgorod". Per Lavrov i sistemi di difesa aerea avrebbero neutralizzato tutti i velivoli.
Le reazioni nel mondo:
Zelensky ha subito smentito affermando, durante un colloquio telefonico con il cancelliere tedesco Friedrich Merz, definendo le accuse "l’odierna falsità russa".
Ma a livello internazionale la denuncia russa è stata presa sul serio, a cominciare dal presidente americano, Donald Trump, che è stato informato della cosa da Putin stesso e se ne è detto sconcertato, arrivando a dire che è stata una fortuna non aver fornito i Tomahawk all'Ucraina e che questa vicenda porterà a un cambiamento dell'approccio statunitense". La cosa più interessante è che lo stesso Trump ha confermato tutto, in conferenza stampa.
Anche il Primo Ministro indiano Modi ha condannato l'attacco: "Siamo profondamente preoccupati dalle notizie dell'attacco alla residenza del Presidente russo. Gli sforzi diplomatici in corso rappresentano il modo più efficace per porre fine alle ostilità e raggiungere la pace. Esortiamo tutte le parti interessate a mantenersi concentrate su questi sforzi e ad evitare qualsiasi azione che possa minarli".
Commento di Francesco Dall'Aglio:
Apprendo che Zelensky avrebbe attaccato con droni la "residenza di Putin", cioè la residenza presidenziale di Uzhin, vicino al villaggio di Dolgiye Borodi, meglio nota come Valdai anche se la città di Valdai è sull'altra sponda del lago, nella regione di Novgorod. La reazione russa, per ora solo verbale, è stata piuttosto dura. Lavrov ha detto che "la posizione russa sui negoziati verrà rivista alla luce del definitivo spostamento del regime di Kiev verso una politica di terrorismo di stato, questa è l'ultima occasione per l'Ucraina di accettare un accordo e che è già stato deciso che risposta dare - risposta che, ha chiarito poi Zacharova, non sarà diplomatica". La cosa più interessante è che lo stesso Trump ha confermato tutto, in conferenza stampa con l'ospite Netanyahu: "non mi piace -ha detto- non va bene, questo è un periodo delicato, in guerra si compiono azioni offensive, anche i russi lo fanno, ma attaccare casa sua è tutt'altra cosa, non è il momento giusto".