lunedì 7 settembre 2026

Il Medio Oriente si prepara all'olocausto in previsione del "Grande Israele"...

 


Israele, nello stile dello Zio Sam, cerca di intimidire l'Iran. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, durante la celebrazione di Rosh Hashanah in una riunione del governo, ha detto: "Se l'Iran commetterà un errore e ci attaccherà, riceverà un colpo che non potrà nemmeno immaginare. Siamo determinati a portare a termine la missione di rovesciare il regime: la sua fine è vicina".

La Turchia, previdente e consapevole di essere, dopo l'Iran, la seconda vittima designata, si prepara ed  ha deciso di aumentare le spese per la difesa del 229% (!).

Intanto proseguono senza sosta violenti attacchi del regime terrorista sionista contro il sud del Libano. Interi villaggi sono rasi al suolo e gli abitanti estromessi. Anche il sud della Siria, a partire dalle alture del Golan da tempo annesse ad Israele,  è minacciato dalle forze armate sioniste che  recentemente sono entrate nella provincia di Daraa e hanno istituito un posto di controllo militare nella zona in cui sono presenti.

Ma soprattutto l'occupazione  militare e politica di Israele si estende pesantemente sui territori palestinesi di Gaza e della Cisgiordania.  Nella Striscia di Gaza l'offensiva militare e il controllo prolungato del territorio hanno provocato una gravissima crisi umanitaria e sanitaria. Come documentato da EMERGENCY, persistono la distruzione delle infrastrutture e la drammatica carenza di farmaci e beni essenziali.  In Cisgiordania aumentano  le incursioni e le violenze legate all'espansione degli insediamenti e alle azioni terroristiche dei coloni e dell'esercito.


(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)

domenica 6 settembre 2026

Witkoff e Kushner hanno parlato con Putin ed ora tocca a Zelensky...


Il commiato tra Putin e gli ospiti americani

I colloqui tra Putin e i rappresentanti di Trump si sono conclusi, durando almeno tre ore. Il corteo con Witkoff e Kushner ha lasciato il Cremlino.  I dettagli delle discussioni e i possibili risultati dei  colloqui non sono ancora stati resi noti.

Una situazione «non semplice», ma affrontata in un clima di estrema franchezza. Si sono svolti così i colloqui  tra il presidente russo Vladimir Putin e gli inviati americani. A confermare il tenore dell'incontro è stato il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov, il quale ha precisato che i due rappresentanti di Washington hanno illustrato a Putin «diverse idee» formulate dall'amministrazione guidata da Donald Trump per porre fine al conflitto in Ucraina.

Lo stesso Trump, il giorno prima dell'incontro, aveva preannunciato una “proposta per mettere fine alla guerra” affidata ai suoi due emissari,  di cui però non è stata specificata l'esatta natura o la sostanza.

Se da Washington Donald Trump parla di «buona chance» per avviare  un' "idea per la pace", la posizione di Mosca resta improntata alla prudenza. «Non affrettiamo le cose», ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.

Ancora più esplicito il vice ministro degli Esteri Sergei Ryabkov, il quale ha ribadito che "Il nodo centrale resta la disponibilità degli USA a trovare una soluzione «tenendo conto della situazione sul campo che non sta evolvendo a favore di Kiev».

Il 6 settembre per i due emissari americani, che viaggiano su un boeing dell'Air Force, è previsto un incontro con Zelensky e la dirigenza ucraina. Per l'evento è stata ratificata una  tregua limitata alle due capitali,   con la   cessazione momentanea degli scambi di missili e droni tra Kiev e Mosca ma non su altre regioni coinvolte nel conflitto.

Il capataz in attesa degli inviati di Trump


Post Scriptum:

"I media americani affermano che la Russia ha comunicato agli Stati Uniti che la guerra si concluderà solo alle condizioni della Russia, poiché la Russia ha un vantaggio militare ed è sicura della sua vittoria.
In realtà, non si tratta di una vera e propria "informazione riservata", considerando che lo stesso Putin ne parla apertamente nei suoi discorsi. Si possono includere in questa categoria anche le "informazioni riservate" sul fatto che la Russia stia inasprendo le condizioni per la pace per l'Ucraina. Come già dichiarato più volte pubblicamente dal Cremlino e dal Ministero degli Affari Esteri russo, il rifiuto dell'Ucraina di negoziare porterà al fatto che le prossime condizioni saranno peggiori delle precedenti. Questo è esattamente ciò che è successo a partire da febbraio 2022. L'Ucraina non riceverà più condizioni così favorevoli come all'inizio della guerra, e nemmeno quelle che sono state proposte nell'estate del 2024".


Gli inviati di Trump incontrano i vertici ucraini e si raccontano barzellette



(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)

sabato 5 settembre 2026

Witkoff e Kushner a Mosca (e domani forse a Kiev)...


La missione di  Witkoff e Kushne continua


Secondo i media ucraini era  stato  introdotto un  cessate il fuoco totale per tre giorni, dalle 00:00 del 5 settembre alle 23:59 dell'8 settembre.   È evidente che questo era legato all'arrivo di importanti ospiti dagli Stati Uniti. L'iniziativa era stata decisa unilateralmente  dai vertici ucraini in concomitanza con la progettata missione diplomatica degli inviati speciali statunitensi, Steve Witkoff e Jared Kushner, attesi  a Mosca (e successivamente  anche a Kiev) per riavviare eventuali negoziati di pace.

Ma proprio allo scoccare della mezzanotte del 5 settembre, in Ucraina sono suonate le sirene d'allarme aereo. La Russia ha lanciato una massiccia offensiva con missili balistici e ben 167 droni d'attacco. Lo Stato Maggiore ucraino ha chiarito che, sebbene le proprie truppe avessero ricevuto l'ordine di osservare il regime di silenzio, l'accordo non è  diventato bilaterale poiché Mosca non ha preso in considerazione la cosa, di conseguenza  i soldati ucraini hanno risposto al fuoco.

Non si sa, al momento, se   Witkoff e Kushner, i due legati di Trump, siano oggi (sabato 5 settembre 2026) giunti a Mosca (domenica sarebbero attesi a Kiev). Le notizie sono confuse e sono molto confuse anche le proposte di pace studiate da Donald Trump e dal suo team con contributi europei.
 


"Mentre gli statunitensi sembrano aver ripreso in mano la partita diplomatica tra Ucraina e Russia, da Mosca è arrivata la richiesta di tenere conto della situazione sul campo: «La questione chiave è fino a che punto l’amministrazione statunitense sia disposta a investire nella ricerca di una soluzione reale all'attuale crisi, tenendo conto della situazione sul campo», ha dichiarato il viceministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov, ripreso dalla Tass. Una situazione che, secondo Ryabkov, «non si sta evolvendo a favore di Kiev». Alla proposta ucraina di un cessate il fuoco aereo durante la visita degli inviati Usa a Mosca e Kiev, il Cremlino sembrava non voler rispondere considerati i molteplici attacchi durante la notte del 4 e 5 settembre. L’ordine del presidente russo Putin è poi arrivato, invece, sabato e prevede di non effettuare attacchi contro Kiev per tre giorni, a partire dalla mezzanotte del 5, in vista della visita della delegazione statunitense.  Anche l’Ucraina è disposta ad astenersi dagli attacchi, ha fatto sapere Zelensky..." (Fonte: Domani)

Atterrati a Mosca


(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)

venerdì 4 settembre 2026

Vicende UE... Ultime resistenze!

 


giovedì 3 settembre 2026

Ucraina Vs Ucraina. La guerra che non avrebbe dovuto esserci ed invece c'è...

 

mercoledì 2 settembre 2026

Esempio di guerra ibrida... Conflitto russo/ucraino!

 


Sono passati ormai quattro anni e mezzo dall'inizio del conflitto in Ucraina, giorno più giorno meno. Ora lasciamo stare il primo anno, lasciamo stare anche il secondo: ma dal terzo in poi qualche cambiamento in quella che pomposamente si chiama "l'arte della guerra" c'è stato, ed è stato registrato. I reparti militari russi e ucraini hanno modificato profondamente le loro tattiche, soprattutto a livello di squadra e di plotone, per motivi più che ovvi. Queste lezioni, che non sono molto difficili da apprendere (l'istinto di sopravvivenza è un motore potente) sono state comunicate a più riprese ai Paesi alleati, che hanno cominciato ad integrarle nelle loro esercitazioni; del resto il materiale video è abbondantissimo, così come le analisi. Molto bene.

In Lettonia è stanziato il MNB LVA, ovvero NATO Multinational Brigade Latvia, una brigata multinazionale della NATO a guida canadese e composta da militari di 14 paesi, tra i quali Italia, Spagna, Svezia, Danimarca, Polonia, Albania eccetera. Il 31 agosto MNB LVA ha tenuto un'esercitazione a Dugavpils, a nemmeno venti chilometri dalla frontiera bielorussa, insieme al 34° Battaglione di Fanteria della Guardia Nazionale lettone. Tra gli scopi dell'esercitazione, come riporta la pagina twitter del reparto (link 1, hanno anche una pagina Facebook), c'era quello di "rafforzare la difesa e la deterrenza sul fianco orientale della NATO". Fieri di sé, hanno pubblicato parecchie foto.
Ne allego una che trovo particolarmente significativa, proprio in virtù dei cambiamenti a livello di tattiche di squadra che dovrebbero ormai essere acquisiti. E invece vediamo un'intera squadra di fanteria (conto nove uomini, possono essercene di più) ammucchiata dietro un LAV 6; il LAV 6 in questione non ha alcun tipo di protezione antidrone (reti, sbarre eccetera) e per finire in gloria il portello della torretta è aperto, e si vede spuntare la testa del comandante del mezzo. Uno dei reparti di punta della NATO, che deve appunto garantire "sicurezza e deterrenza sul fianco della NATO", si addestra come se fossimo ancora nel 2021 (per non dire nel 1980). Del resto se ci si prende la briga di andare a leggere il manuale ATP 3.21-8 Infantry Rifle Platoon and Squad aggiornato al 1 giugno 2025 (link 2), che compendia la dottrina USA, ovvero NATO, dei plotoni e delle squadre di fanteria, la parola "drone" compare esattamente UNA VOLTA, a pagina 497. Ma noi facciamola questa guerra alla Russia, tanto cosa mai può andare storto.

Francesco Dall'Aglio




martedì 1 settembre 2026

La Russia risponde ai droni ucraini bersagliando Kiev e Odessa giorno e notte...