mercoledì 25 marzo 2026

Marzo 1999. Non dimentichiamo l'aggressione contro la Jugoslavia...

 


Marzo 1999 - Marzo 2026 -  Nonostante il tempo… e i tempi intorno: NOI NON DIMENTICHIAMO, la guerra di aggressione alla Repubblica Federale di Jugoslavia. 

Quale è la realtà del Kosovo Metohija oggi… a ventisette anni dall'inizio dei bombardamenti e dell'aggressione alla  Repubblica Federale di Jugoslavia/Serbia… motivata dalla falsa "necessità di fermare una pulizia etnica” nella provincia. Perché queste furono le tre basi fondanti su cui la cosiddetta Comunità Internazionale: cioè gli otto paesi più ricchi della Terra, cioè il loro braccio armato, la NATO (in quanto i governi dei 2/3 dell'umanità tra voti contrari e astensioni, erano contrari alla guerra), hanno decretato l'aggressione alla RF di Jugoslavia il 24 Marzo 1999.

“…Ho appena dato mandato al comandante supremo delle forze alleate in Europa, il generale Clark, di avviare le operazioni d'aria (ndt: bombardamenti aerei…) sulla Repubblica Federale di Jugoslavia…Tutti gli sforzi per raggiungere una soluzione politica negoziata alla crisi del Kosovo sono falliti e non ci sono alternative all'intraprendere l'azione militare…”.

Così, il 23 marzo 1999, l'allora Segretario generale della NATO J. Solana, davanti ai mass media del mondo, decretava l'inizio della fine della “piccola” Jugoslavia e del popolo serbo in particolare…

Quali erano e sono, le strategie geopolitiche e geostrategiche, che c'erano dietro la “crisi del Kosovo” e Rambouillet, sono sotto gli occhi di tutti ed agli atti; così come le menzogne e la “disinformazione strategica” pianificate, che dopo 27 anni sono di dominio pubblico, pianificate per cancellare la RFJ e annichilire il popolo serbo.

 Qual è oggi la realtà del Kosovo dopo 78 giorni di bombardamenti e dopo 27 anni di “ristabilita” democrazia, di “ristabiliti” diritti umani, “ristabilita” multietnicità,,, di “ritrovata” libertà?

La realtà sul campo è esattamente il contrario delle verità ufficiali raccontate dalla NATO, dall’UNMIK, dall’OSCE o dalla cosiddetta Comunità Internazionale.

 Dopo 27 anni dove sono la cosiddetta “pulizia etnica”, il “genocidio”, “le fosse comuni” con le decine di migliaia di albanesi kosovari dentro?

Quando, secondo i documenti CIA, FBI, OSCE, Unmik, NATO….a tutt’oggi: sono stati ritrovati 2108 corpi di tutte le etnie; quando secondo l’UNCHR i primi profughi sono stati registrati il 27 marzo 1999, cioè 3 giorni dopo l’inizio dei bombardamenti; dal giugno ’99 ad oggi 3.000 serbi, rom, albanesi jugoslavisti, e di altre minoranze; sono stati rapiti 1300 serbi; oggi si sa (tramite le memorie della ex procuratrice del Tribunale dell’Aja per la Jugoslavia, Carla Del Ponte) che loro sapevano dei 300 serbi rapiti dalle forze terroriste dell’UCK portati in Albania per estirpare loro gli organi ad uno – Cos’è la democrazia quando per motivi etnici, le persone (serbi e le altre minoranze) non possono lavorare, studiare, avere l’assistenza sanitaria, camminare fuori dalle enclavi (campi di concentramento a cielo aperto) con il rischio di essere assassinati?

 - Che significato ha il termine “diritti umani”, quando per motivi etnici o religiosi, un uomo, un giovane, un bambino in ogni momento può essere ucciso? Quando oggi nel 2026, tutti i “diritti umani” fondamentali sanciti nella Carta Universale dei Diritti Umani fondante l’ONU…sono ogni giorno negati per tutti i non albanesi ed anche per migliaia di kosovari albanesi?

- Cosa significa la parola multietnicità, quando oggi il Kosovo è una provincia etnicamente pulita, mentre fino al 1999 vivevano lì 14 minoranze diverse, con gli stessi diritti sanciti nella Costituzione jugoslava? Quando 148 monasteri e luoghi sacri ortodossi sono stati distrutti dalle forze terroriste dell’UCK?                 

  - Che significato ha la parola “libertà”, quando ad un popolo per motivi etnici è negata la possibilità di lavorare, studiare, essere curato, privato dei diritti politici, civili o religiosi? Quando in uno stato fantoccio creato dalla forza militare della NATO, la sua leadership è formata da criminali, terroristi, da trafficanti di droga, di armi, di donne, di organi umani, come indicato e documentato da svariati organismi giuridici internazionali e dalla stessa DEA (Agenzia antidroga statunitense), che ha definito il Kosovo un narcostato nel cuore dell’Europa? Un lavoratore e le persone oneste di qualsiasi etnia, sono libere in una realtà simile?  

Come può essere libero un popolo o una regione quando sulla sua terra costruiscono una base militare straniera, come Camp Bondsteel, la più grande base militare americana dai tempi del Vietnam? Per cosa un tale investimento di denaro e forze? Per controllare alcune decine di migliaia di serbo kosovari chiusi dentro alcune enclavi? O forse (!) per i loro disegni ed obiettivi geostrategici?

 Menzogne! Menzogne! Menzogne!

Per questo come SOSYugoslavia-SOSKosovoMetohija e come Forum Belgrado per un Mondo di eguali, continuiamo a lavorare caparbiamente per una informazione di verità e per una solidarietà concreta, con ancora molti Progetti sul campo, per il popolo serbo del Kosovo occupato, che resiste sempre più difficoltosamente nelle enclavi assediate dalla violenza e dall’odio.

La battaglia per la verità è battaglia per la giustizia. Senza verità non può esserci giustizia. Senza giustizia non ci può essere pace per nessun popolo.

Come modesta voce delle enclavi resistenti del Kosovo Metohija usurpato, chiediamo a coloro che li possiedono, col cuore e con la coscienza di uomini e donne liberi e consapevoli, di certamente non dimenticare l’aggressione criminale al popolo jugoslavo del 1999, ma altrettanto fortemente di non dimenticare la resistenza del popolo serbo del Kosovo Metohija occupato, OGGI.    

 “…i tempi neri della distruzione sono arrivati. Sono gonfiati la feccia, il vizio, la malvagità.

  Il marcio puzzo del declino si è levato. Tutti gli eroi e i poeti sono morti.

 Le tane, i covi e i canali sono scoperchiati, i sotterranei sono elevati al sole del giorno.

     Tutti subdoli, tutti maledetti, tutti piccoli….”   ( V.P. Dis )

        “…la guerra non è una canzone, che si può dimenticare

 la guerra è una favola funesta, che ogni giorno si manifesta…” (Milena N.  12 anni )

Enrico Vigna – Forum Belgrado Italia e SOS Yugoslavia-SOS Kosovo Metohija



martedì 24 marzo 2026

Iran. La guerra continua... mentre Trump propone nuove trattative fasulle...

 

Trump promette un accordol'Iran risponde: «Fake news per i mercati» 


Pare che sottobanco gli Stati Uniti stiano cercando di trovare un accordo con l'Iran, perché la situazione sta portando molta incertezza all'economia mondiale, anche se l'aumento dei prezzi di gas e petrolio agevola le compagnie americane, la cui estrazione "fracking" ha costi molto alti, una crisi mondiale porterebbe danni globali e comunque colpirebbe anche gli USA. Ma gli iraniani non vogliono farsi fregare per l'ennesima volta, con promesse non mantenute e con  abbandono delle trattative  appena USA e Israele  si sentono pronti a riprendere il conflitto.  
L'Iran ha ingoiato troppi rospi e stavolta detta le sue condizioni: ritiro di tutte le basi americane in Medio Oriente, rimborso dei danni causati dall'aggressione, annullamento definitivo delle sanzioni, ecc.  Intanto  il popolo iraniano  non piega il capo:   «Siamo la nazione di Hussein, non accettiamo compromessi».


Le strade delle principali città iraniane sono gremite di persone che esprimono sostegno all'esercito iraniano e alle Guardie Rivoluzionarie, chiedendo la continua resistenza militare all'aggressione statunitense e israeliana.  Hussein, nipote del profeta Maometto, morto nella battaglia di Karbala, occupa un posto centrale nell'Islam sciita, e la sua sofferenza e la sua morte sono diventate un simbolo di sacrificio nella lotta per il bene contro il male, per la giustizia e la verità contro l'ingiustizia e la menzogna.

Comunque girano voci che i funzionari americani e iraniani si potrebbero incontrare in Pakistan, a Islamabad. L'Iran non ha affatto confermato che l'incontro sia stato programmato. Trump avrà serie difficoltà a negoziare una via d'uscita "vittoriosa". Nel frattempo il suo ultimatum di 48 ore è stato aumentato a 5 giorni. Il tempo che serve per l'arrivo dei Marines e dei paracadutisti americani. Le probabilità di una soluzione rapida sono  distanti, soprattutto perché dietro questo paravento Israele continua a bombardare, espandersi e reclamare territori che non gli appartengono, soprattutto in Libano e Siria.

Intanto le bombe si sprecano: Israele e gli Stati Uniti stanotte hanno lanciato attacchi contro un gasdotto e una stazione di distribuzione in Iran.  Il  Pentagono riferisce che  gli Stati Uniti sinora hanno colpito più di 9.000 obiettivi dall'inizio dell'operazione contro l'Iran. 
Secondo l'UNICEF, più di 2.100 bambini sono stati uccisi o feriti dall'inizio dell'operazione militare israelo-americana contro l'Iran. 



(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)


Video collegati:

L’Iran colpisce Dimona, il piano di Trump e Israele è fallito: https://www.youtube.com/watch?v=gqA8QLwO63Q


Nicolai Lilin. La grande speculazione di Donald Trump vale 3 trilioni di dollari: https://www.youtube.com/watch?v=vgvua8Fwwjw

lunedì 23 marzo 2026

Israele occupa nuovi territori in Libano e Siria e prepara nuovi genocidi...

 


domenica 22 marzo 2026

Cuba sotto assedio resiste...

 


"Il sistema elettrico di Cuba è nuovamente andato completamente in tilt, come riferito dall'azienda elettrica statale cubana", riferisce l'agenzia Tass.

(le petroliere russe dirette a Cuba arriveranno solo a fine mese
. Non è detto che gli americani le lasceranno passare, vista la propensione alla pirateria)

Intanto Messico, Russia, Cina ed i popoli di Europa e America Latina si uniscono per distruggere la politica di soffocamento di Donald Trump contro Cuba.

La strategia di massima pressione di Donald Trump nei confronti di Cuba ha subito un collasso diplomatico e fisico senza precedenti. In una sfida diretta che risuona fino a Mar-a-Lago, le navi della Marina messicana, agli ordini della presidente Claudia Sheinbaum, hanno attraccato all'Avana con 1.100 tonnellate di aiuti, polverizzando il blocco navale imposto da Washington.

Ma la sfida a Trump non finisce qui. L’isolamento degli Stati Uniti è totale: le petroliere russe sono all’orizzonte pronte a scaricare, la Cina ha dato il via libera a 80 milioni di dollari in aiuti, in Brasile è già salpata una nave del governo brasiliano come donazione umanitaria per Cuba con riso, fagioli e latte in polvere, un convoglio proveniente dall’Europa chiamato “European Convoy” è appena sbarcato nella capitale cubana e la Flottilla "Nuestra América" è in arrivo. Il mondo ha scelto da che parte stare e, ignorando le minacce di sanzioni da parte della Casa Bianca, ha deciso di seppellire l'embargo di Donald Trump. La politica estera di Washington nella regione è alle corde.






sabato 21 marzo 2026

Cacciata delle basi USA e NATO dall'Italia...

 

Il  28 marzo 2026 a Roma si tiene la manifestazione “Togheter” promossa dall’assemblea No Kings, al cui interno la forza trainante è l’area Stop Rearm Italia.  Alcuni organismi a capo di questo aggregato, nato per lottare contro l’aumento delle spese militari e la corsa al riarmo della UE.

Gli imperialisti USA e NATO, l’Unione Europea e i sionisti d’Israele occupano e controllano il nostro Paese, lo rendono base operativa per le proprie guerre, devastano i nostri territori, trascinano l’economia del nostro paese nella spirale del carovita, estorcono ai lavoratori risorse per la guerra e il riarmo che devono essere destinate a creare reali posti di lavoro e migliorare sanità e istruzione pubbliche e a curare l’ambiente, riducono le libertà democratiche che sono state conquistate con il sudore, il sangue e la lotta di milioni di lavoratori a partire dalla fine della seconda guerra mondiale. In definitiva, per promuovere la Terza guerra mondiale a tutela dei propri interessi e del mantenimento del proprio dominio nel mondo, conducono anche una guerra contro le masse nel nostro Paese.

Non c’è diritto o libertà che questi guerrafondai non siano disposti a sacrificare sull’altare della Terza guerra mondiale, né nel nostro paese né in altri: è palese a tutti quanto valga il diritto internazionale per lorsignori, ossia come paravento per i propri traffici quando conviene e carta straccia quando intralcia i loro piani.

Ogni posizione politica che contempli in una certa misura la giustificazione delle azioni dei guerrafondai USA-NATO, dell’UE e dei sionisti porge il fianco all’attività del nemico, tiene diviso il fronte di lotta contro di loro ed elude gli obiettivi principali che la mobilitazione popolare deve porsi in questa fase: farla finita con le installazioni militari USA e NATO in Italia, liberare il paese dagli occupanti armati e non, ossia soldati e strutture militari USA, agenti sionisti e faccendieri e affaristi dell’UE che banchettano con i crediti di guerra.

Alla luce delle posizioni del Coordinamento Nazionale No Nato qualcuno si chiede come mai quindi parteciperemo alla mobilitazione del 28 marzo. Le motivazioni sono sostanzialmente due

- portare in quella piazza, che sarà partecipata da migliaia di persone di buona volontà desiderose di lottare per fermare la Terza guerra mondiale, parole d’ordine che i suoi promotori non hanno ancora il coraggio o la volontà di promuovere, quindi le parole d’ordine Nessuna base arma e soldato per le guerre di USA, sionisti e UE, fuori le basi USA e NATO dall’Italia, fuori l’Italia dalla NATO e per propagandare la giornata di mobilitazione contro le basi USA e NATO del prossimo 4 aprile, 77° anniversario di fondazione della NATO;

- lottare contro la divisione e la frammentazione delle mobilitazioni e delle piazze, contro gli atteggiamenti settari e concorrenziali che in questa fase alimentano la dispersione delle sane forze popolari (comitati, gruppi, reti, associazioni, sindacati di base, partiti e altri organismi non allineati con i partiti delle Larghe Intese per promuovere la guerra mondiale) e lottare per l’unità attorno ad obiettivi comuni, in primis raccogliere e valorizzare il malcontento e la volontà di protesta e riscossa di larga parte della popolazione del nostro paese per farla finita con il governo Meloni, servo e leccapiedi dei padroni USA, UE e sionisti. Quanto più saremo in grado di far convergere attorno a simili obiettivi unitari la mobilitazione popolare, tanto più opportunisti e agenti nemici nel nostro campo saranno messi all’angolo e costretti o a svelarsi per quello che sono oppure ad accodarsi alla spinta della mobilitazione popolare, e chi ingenuamente promuove posizioni che prestano il fianco ai promotori della guerra mondiale si ricrederà.

In definitiva, le posizioni arretrate e fuorvianti nel movimento di massa sono un nostro problema e una nostra responsabilità, perché abbiamo una responsabilità storica, che non è quella di distinguerci da chi riteniamo abbia posizioni non del tutto concilianti con le nostre, ma quella di farla finita con la partecipazione del nostro Paese alla Terza guerra mondiale e liberare il Paese dalla nefasta presenza USA-NATO e compari.

Il Coordinamento Nazionale No Nato parteciperà quindi alla manifestazione del 28 marzo a Roma pur non condividendo in buona parte la piattaforma su cui è stata convocata, perché può essere una tappa importante per rafforzare la mobilitazione popolare se ci poniamo il problema di dare alla mobilitazione popolare obiettivi e parole d’ordine più coerenti con la fase storica in cui ci troviamo.

Il Coordinamento Nazionale No Nato parteciperà con un proprio spezzone e fa appello a tutte le realtà nazionali e locali che condividono le parole d’ordine Fuori le basi USA e NATO dall’Italia, fuori l’Italia dalla NATO, a condividere lo spezzone con noi, a portare in quella piazza uno spezzone che chiaramente indica i nemici dell’umanità, i responsabili della Terza guerra mondiale in cui trascinano il nostro Paese.



Avanti nella lotta per chiudere le basi USA e NATO in Italia!

Fuori l’Italia dalla NATO, fuori la NATO dall’Italia!

Contatto mailcoordinamentonazionalenonato@proton.me

Sitohttps://www.noguerranonato.org/coordinamentonazionale

venerdì 20 marzo 2026

La Danimarca si prepara a difendere la Groenlandia dagli Stati Uniti...



Da un po' di tempo è passato in secondo piano il prospettato 'assalto' americano alla Groenlandia,  l'attenzione è ora rivolta ad altri teatri di guerra che impediscono a Trump di impegnarsi militarmente su quel fronte. 


Ma il "progetto" resta, tant'è vero che al Congresso un gruppo di senatori repubblicani  sta lavorando per opporsi al piano trumpiano con una azione  bipartisan, assieme ai democratici. L'intento è  fermare questa ennesima prepotenza del presidente e ridurlo a più miti consigli.   

Prima dell'aggressione all'Iran, ordinata da Trump, in combutta con Netanyahu, la Danimarca stava organizzando la resistenza.  Si pianificava di far saltare in aria le piste di atterraggio, secondo quanto riportato dai media danesi. 

Soldati danesi furono inviati d'urgenza in Groenlandia con esplosivi: il piano prevedeva di distruggere le piste di atterraggio di Nuuk e Kangerlussuaq per impedire agli aerei da guerra americani di far atterrare truppe.

Contemporaneamente, furono trasportate scorte di sangue dalle banche danesi per curare eventuali feriti.

Non c'erano informazioni specifiche sui piani statunitensi e molti temevano un attacco da un momento all'altro.

"Non ci trovavamo in una situazione simile dall'aprile del 1940", ha osservato una fonte danese.

In aiuto alla Danimarca, e più specificatamente alla Groenlandia, si sta muovendo anche Greenpeace che sta inviando un suo battello per monitorare la situazione al Polo Nord... (vedasi articolo:   https://bioregionalismo-treia.blogspot.com/2026/03/viaggiare-senza-meta-e-ritrovarsi-al.html)



(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)



Video collegato: 

USA. Il Senato ABBANDONA Trump nel pieno della furia. RIVOLTA TOTALE a Washington: https://www.youtube.com/watch?v=16MxbGOnfiE

giovedì 19 marzo 2026

La guerra in Medio Oriente aiuta la "decrescita"...