domenica 12 aprile 2026

Islamabad. Il mistero s'infittisce...

 

Sceneggiata serrata

La CNN scrive che i negoziati tra americani e iraniani si sono protratti e potrebbero continuare anche domenica 12 aprile.  E questo è logico: entrambe le parti assumono posizioni inconciliabili e non vogliono trovare un accordo. Quindi non c'è molto da aspettarsi da questi negoziati, proprio come dai  negoziati tra russi americani ed  ucraini, per esattamente le stesse ragioni. A dimostrazione delle intenzioni USA Trump ha detto"Che si concluda o meno un accordo [con l'Iran], non mi interessa..." Anche da parte israeliana la cantata è la stessa, Netanyahu afferma che "la campagna contro l'Iran non è terminata e che Israele ha ancora obiettivi da raggiungere..."

Intanto a latere: 

"Due navi da guerra della Marina statunitense avrebbero attraversato lo Stretto di Hormuz nell'ambito di una missione di sminamento", ha dichiarato il Segretario alla Guerra Pete Hegseth.

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno smentito le dichiarazioni rilasciate dai vertici del Pentagono e del CENTCOM. "Smentiamo la dichiarazione rilasciata dal comandante del Comando Centrale degli Stati Uniti riguardo all'ingresso di navi americane nello Stretto di Hormuz. L'iniziativa per il passaggio di qualsiasi nave spetta alle forze armate iraniane."

"Dopo l'avvertimento da parte del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche e il lancio di un drone in direzione delle navi, queste sono state costrette a tornare indietro", ha riferito il comando militare iraniano.


Commenti raccolti:

"...non si tratta di una missione di sminamento come afferma il CENTCOM. Le navi in questione sono l'USS Frank E. Peterson e l'USS Michael Murphy, due cacciatorpediniere di classe Arleigh-Burke equipaggiate con il sistema Aegis: non sono in grado di "porre le condizioni per lo sminamento" né di sminare un bel niente, a meno che per il Ministro della Guerra "sminare" non significhi "sbattere su una mina", nel qual caso potrebbero fare un ottimo lavoro (ammesso che ci siano, le mine. Ma questa è un'altra storia).  Se davvero sono lì non è altro che una provocazione approfittando del cessate il fuoco, o peggio..." (F.D'A)

"È certamente una provocazione per gli iraniani per fare in modo che facciano saltare loro il tavolo della negoziazione perché ora c'è di mezzo la Cina. Ha detto la Cina agli iraniani di andare a Islamabad e Israele non si può muovere perché se qualcosa andasse storto facciamo le corna) gli iraniani prendono il telefono e chiamano Pechino che fa da garante..." (M.G.)

"Purtroppo come temevo e come sempre succede, USA e Israele usano i "cessate il fuoco" come pause per tirare il fiato e riarmarsi sapendo già che i negoziati dovranno fallire e loro assesteranno il primo colpo, se non già durante i negoziati, oppure uccidendo i negoziatori. L'unica via è che l'Iran continui a martellare Israele per riportarlo nei confini" (T.C.)

"Per come la vedo io, molto banalmente, la Casa Bianca ha bisogno d'affermare certe sciocchezze per sostenere la sua narrazione di vittoria assoluta sull'Iran, compresi i proclami d'averne del tutto distrutto marina ed aviazione. Non a caso, il passaggio di queste due navi, al momento "fantasma", è stato presentato come un'iniziativa tesa a ribadire la libertà di navigazione (abbandonando quindi la precedente e facilmente smontabile teoria dello sminamento, attribuita ad un cacciatorpediniere). Ma in quel caso, visti i negoziati in corso, sarebbe né più e né meno che una "monellata" suscettibile pure (nel peggiore dei casi) di farli deragliare..." (F.B.)
 
Mio commentino: "Comunque pare che i navigli militari USA hanno fatto marcia indietro. Le provocazioni americane  durante i colloqui di Islamabad non sono mancate e non mancheranno. Vedremo cosa si inventeranno nei prossimi giorni, senza troppe speranze che il dialogo sia costruttivo. Entrambe le parti non possono permettersi di tornare a casa senza risultati tangibili. I colpi di scena sono inevitabili."


(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)

sabato 11 aprile 2026

Allegra disperazione nel mondo virtuale...


venerdì 10 aprile 2026

I pashtun pakistani pronti a schierarsi con l'Iran...



Le tribù pashtun sono pronte a entrare in guerra con Israele e USA e non vogliono nulla dall'Iran se non un ordine. Per tutto il resto, le unità combattenti pashtun dispongono già di armi, munizioni e viveri.

I leader tribali pashtun del Pakistan hanno espresso sostegno all'Iran durante un incontro ufficiale al consolato iraniano di Peshawar, avvertendo circa il loro potenziale per scatenare squilibri e disordini regionali più ampi in tutta la regione.

L’impegno è arrivato dopo che gli Houthi dello Yemen hanno dichiarato che si sarebbero  schierati dalla parte dell’Iran il 28 marzo u.s. Pashtun e iraniani sono entrambi musulmani sciiti, ma i pashtun hanno anche una considerevole componente musulmano sunnita, questi  seguono la versione più antica dell'Islam sunnita che deriva dalla scuola Hanafi, una delle versioni più liberali e aperte dell'Islam.

Secondo i rapporti, i rappresentanti dei gruppi tribali pashtun hanno dichiarato ai funzionari iraniani, che sono ufficialmente pronti a mobilitare i propri combattenti a sostegno di Teheran in caso di ulteriore escalation di USA e  Israele.

I rappresentanti tribali hanno dichiarato di essere pronti a intervenire in qualsiasi momento e a combattere ovunque sia necessario e si sono dichiarati pronti a fornire all'Iran tutti i combattenti richiesti.

“ …Siamo un reggimento di tribù e siamo con voi. Con le nostre munizioni, i nostri fucili, le nostre armi e le nostre provviste: prepareremo e forniremo tutto da noi stessi. Se ci date l’ordine, noi, milioni di pashtun tribali siamo pronti a condurre la jihad al fianco dell’Iran contro Israele.

Sulla via di Allah e sulla via del jihad, se Dio vuole, saremo al fianco dell'Iran, spalla a spalla. (...) Ovunque ci manderete, che sia in Israele o in Palestina, o se ce ne sarà bisogno all'interno dello stesso Iran, saremo al vostro fianco, spalla a spalla…”, recita la dichiarazione ufficiale.

Le aree tribali pashtun lungo il confine tra Pakistan e Afghanistan hanno storicamente mantenuto strutture semi-autonome, con i leader locali che esercitano un'influenza indipendente dalle autorità centrali. La mobilitazione di tali gruppi solleva preoccupazioni per i flussi  numericamente elevati transfrontalieri di combattenti e il potenziale di ulteriori destabilizzazioni.

L’Iran ha in passato coltivato relazioni con una serie di attori non statali in tutta la regione, come parte della sua più ampia strategia di sicurezza. Ma se avvenisse una saldatura in termini militari di questo tipo è innegabile che segnerebbe una notevole espansione e mutamento di tutte le dinamiche interne all’aggressione contro Teheran.

Le tribù pashtun sono un gruppo etnico di origine iraniana che abita principalmente l'Afghanistan sud-orientale, meridionale e sud-occidentale e il Pakistan nord-occidentale. I pashtun non riconoscono il confine tra Afghanistan e Pakistan, chiamando il loro territorio Pashtunistan. Secondo le stime del 2024, circa 39 milioni di pashtun vivono in Pakistan. La popolazione totale di questo popolo potrebbe raggiungere i 70 milioni.

Essi sono il secondo gruppo etnico più grande del Pakistan, che costituisce circa il 15,4% della popolazione totale pakistana.

A cura di Enrico Vigna 



giovedì 9 aprile 2026

La tregua di due settimane non è durata neanche 24 ore...

 


"Il mistero si infittisce e la trama si ingarbuglia..."  Fece dire Jean Tardieu a Dubois Dupont nel suo "C'era folla al Castello".

Vance sostiene che vi sia un "malinteso" tra Stati Uniti e Iran e che Washington non abbia dato a Teheran il consenso a includere il Libano nel cessate il fuoco.

"Non aver coinvolto Israele e non obbligarlo ad adempiere al cessate il fuoco può essere stata una mossa deliberata ma dannatamente stupida. Permettere che gli Stati del Golfo cominciassero a bombardare gli impianti petroliferi iraniani durante il cessate il fuoco è stato un altro errore clamoroso.

Si tratta di negoziati, nessuno ha ancora firmato alcun accordo, ma durante un cessate il fuoco, tutte le parti in causa dovrebbero terminare le operazioni. Non rispettare queste regole è una responsabilità che ricade interamente sugli Stati Uniti, Israele e gli Stati del Golfo.

L’annuncio di un cessate il fuoco è avvenuto dopo che sono stati lanciati gli ultimi missili, compresi quelli dallo Yemen. L’Iran ha dunque ordinato alle sue milizie e proxy in Iraq di terminare gli attacchi dopo l’annuncio. Una volta in aria, i missili non si possono detonare prematuramente, prima che giungano a bersaglio. Non si può dire che l’Iran non abbia rispettato i piani per i negoziati abbozzati frettolosamente dagli Stati Uniti per eventuali incontri in Pakistan.

A questo punto non si sa che senso abbia incontrarsi a Islamabad. C'è anche la possibilità di assistere a un altro tradimento, magari l'assassinio dei negoziatori iraniani che devono viaggiare, stringere mani e tornare a casa in condizioni di rischio enormi. E' ovvio che la tregua dichiarata l'8 aprile 2026 è stata avventata e che gli scontri continuano. Dopo quanto è successo in Libano in queste settimane ci saranno serie riserve a continuare un dialogo inutile.

Gli Stati Uniti (cioè Israele) vogliono che l’uranio venga consegnato, anche se non si sanno le quantità, l’arricchimento reale e se l’Iran abbia ancora la possibilità di raggiungerlo. L’Iran comunque vuole mantenere le sue capacità civili e non ha intenzione di regalare il suo uranio per poi farselo lanciare in testa alla prima occasione.

Gli Stati Uniti vogliono il controllo su Hormuz ma gli iraniani negano categoricamente che lo cederanno.

Israele vuole continuare a bombardare il Libano, che è un’altra delle condizioni violate nella tregua. Chiedono che l’Iran abbandoni Hezbollah, per poterli sterminare comodamente e senza temere ritorsioni.

E' evidente chi abbia il guinzaglio (Israele) e chi in realtà sia il "cane fedele". Non stupisce più vedere a che livello siano ridotti gli Stati Uniti, che tra corruzione e servilismo si sono trasformati in uno strumento utile solo a garantire la sicurezza di una nazione che rappresenta tutto ciò che il mondo odia. Ed è chiaro ormai chi siano i veri carnefici e chi le vittime. Dopo aver distrutto l’Iraq, la Libia, la Siria, l’Afghanistan, Gaza, il Libano e l’Iran, non c’è più spazio per la compassione nei confronti di Israele e del suo “cane al guinzaglio”.

Senza gli interventi da parte degli Stati Uniti, Israele non avrebbe mai avuto le capacità di organizzare altri massacri. Ed è quindi chiara anche la regia di tutti questi anni di guerra, che hanno beneficiato un solo contendente nell’area medio orientale. E’ sorprendente che nessuno tra gli arabi se ne renda conto e uniscano le forze per terminare questa aggressione una volta per tutte, prima di sparire come è capitato alle altre nazioni musulmane. I Paesi che ho menzionato sono stati ridotti in macerie perché erano una minaccia per i piani israeliani, e gli Stati Uniti, con la coalizione, hanno fatto il lavoro sporco. Ora il meccanismo è visibile, la maschera è caduta, ma la minaccia è tutt’altro che passata. Da notare anche che le nazioni menzionate erano perlopiù laiche e non fanatici religiosi, ora restano solo i più fanatici utili alla politica statunitense ed israeliana per giustificare la loro lotta contro il terrorismo islamico. Come avvenuto in Siria, che dopo aver cacciato Assad ora i veri tagliagole  hanno una nuova casa e si dedicano a pulizie etniche quotidianamente. Restano enclavi curde, tradite decine di volte, che farebbero bene a riflettere sul loro futuro senza commettere altri errori.

Se gli israeliani riescono a manipolare una nazione potente come gli Stati Uniti e organizzare tutto questo, cos’altro sono capaci di fare? I cerca-persone sono solo un indizio delle loro capacità, dei metodi di cui dispongono e sui quali sono propensi a fare affidamento. E quando Bibi ha regalato a Trump un cerca-persone dorato, il messaggio era piuttosto chiaro".

(Stralcio da un intervento di Sascha Picciotto e da altre fonti)




mercoledì 8 aprile 2026

Medio Oriente. Cessate il fuoco di due settimane...


"Gli attacchi statunitensi contro l'Iran sono cessati in conformità con un accordo di cessate il fuoco di due settimane",  lo hanno riportato i media statunitensi, citando funzionari americani.


martedì 7 aprile 2026

7 aprile 2026. Medio Oriente: "Carta vince, carta perde...?"



Gli Stati Uniti e Israele hanno predisposto una serie di obiettivi in Iran, progettati per paralizzare l'economia del Paese e garantire che la ripresa del regime da questa guerra sia "lunga e dolorosa". Israele attende questa settimana l'autorizzazione da Washington per iniziare gli attacchi contro le infrastrutture energetiche in tutto l'Iran.

"Tutto l'Iran può essere distrutto in una notte, e quella notte potrebbe arrivare già domani.  Il cambio di regime c'è stato, ma non l'abbiamo fatto per il gusto di cambiare regime", ha dichiarato il Presidente degli Stati Uniti.

Trump ha aggiunto di avere un piano "nei minimi dettagli", ma non intende rivelarlo.  Ha anche ipotizzato che gli Stati Uniti potrebbero tentare di imporre pedaggi alle navi che attraversano lo Stretto di Hormuz.

"La guerra sta trasformando l'Iran in una potenza mondiale" Scrive WSJ.

Negli ultimi anni, l'ordine mondiale si è spostato verso tre centri di potere: Stati Uniti, Cina e Russia.  L'Iran sta rapidamente diventando il quarto.

Il suo nuovo potere deriva dal controllo del più vitale snodo energetico dell'economia mondiale: lo Stretto di Hormuz. Un'economia moderna ha bisogno di più del semplice petrolio; ha bisogno di un approvvigionamento tempestivo, su larga scala e prevedibile, tenendo conto dei rischi. Quando questa affidabilità viene compromessa, i mercati assicurativi si restringono e le tariffe di trasporto aumentano vertiginosamente.

Macron lo ha di fatto confermato giovedì scorso, dichiarando che "aprire lo Stretto di Hormuz con la forza è irrealistico e che ciò può essere fatto solo in cooperazione con l'Iran".



(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)


Video collegati:

Nicolai Lilin. URGENTE: TRUMP VUOLE USARE LA BOMBA ATOMICA?: https://www.youtube.com/watch?v=7n_50Cg3pNw

Il Contesto. Apocalisse alle porte? (PUNTATA SPECIALE). Con Demostenes Floros: https://www.youtube.com/watch?v=J2M8yPd_m-I


lunedì 6 aprile 2026

37° giorno di guerra nel Golfo Persico...