Il 28 marzo 2026 a Roma si tiene la manifestazione “Togheter” promossa dall’assemblea No Kings, al cui interno la forza trainante è l’area Stop Rearm Italia. Alcuni organismi a capo di questo aggregato, nato per lottare contro l’aumento delle spese militari e la corsa al riarmo della UE.
Gli imperialisti USA e NATO, l’Unione Europea e i sionisti d’Israele occupano e controllano il nostro Paese, lo rendono base operativa per le proprie guerre, devastano i nostri territori, trascinano l’economia del nostro paese nella spirale del carovita, estorcono ai lavoratori risorse per la guerra e il riarmo che devono essere destinate a creare reali posti di lavoro e migliorare sanità e istruzione pubbliche e a curare l’ambiente, riducono le libertà democratiche che sono state conquistate con il sudore, il sangue e la lotta di milioni di lavoratori a partire dalla fine della seconda guerra mondiale. In definitiva, per promuovere la Terza guerra mondiale a tutela dei propri interessi e del mantenimento del proprio dominio nel mondo, conducono anche una guerra contro le masse nel nostro Paese.
Non c’è diritto o libertà che questi guerrafondai non siano disposti a sacrificare sull’altare della Terza guerra mondiale, né nel nostro paese né in altri: è palese a tutti quanto valga il diritto internazionale per lorsignori, ossia come paravento per i propri traffici quando conviene e carta straccia quando intralcia i loro piani.
Ogni posizione politica che contempli in una certa misura la giustificazione delle azioni dei guerrafondai USA-NATO, dell’UE e dei sionisti porge il fianco all’attività del nemico, tiene diviso il fronte di lotta contro di loro ed elude gli obiettivi principali che la mobilitazione popolare deve porsi in questa fase: farla finita con le installazioni militari USA e NATO in Italia, liberare il paese dagli occupanti armati e non, ossia soldati e strutture militari USA, agenti sionisti e faccendieri e affaristi dell’UE che banchettano con i crediti di guerra.
Alla luce delle posizioni del Coordinamento Nazionale No Nato qualcuno si chiede come mai quindi parteciperemo alla mobilitazione del 28 marzo. Le motivazioni sono sostanzialmente due
- portare in quella piazza, che sarà partecipata da migliaia di persone di buona volontà desiderose di lottare per fermare la Terza guerra mondiale, parole d’ordine che i suoi promotori non hanno ancora il coraggio o la volontà di promuovere, quindi le parole d’ordine Nessuna base arma e soldato per le guerre di USA, sionisti e UE, fuori le basi USA e NATO dall’Italia, fuori l’Italia dalla NATO e per propagandare la giornata di mobilitazione contro le basi USA e NATO del prossimo 4 aprile, 77° anniversario di fondazione della NATO;- lottare contro la divisione e la frammentazione delle mobilitazioni e delle piazze, contro gli atteggiamenti settari e concorrenziali che in questa fase alimentano la dispersione delle sane forze popolari (comitati, gruppi, reti, associazioni, sindacati di base, partiti e altri organismi non allineati con i partiti delle Larghe Intese per promuovere la guerra mondiale) e lottare per l’unità attorno ad obiettivi comuni, in primis raccogliere e valorizzare il malcontento e la volontà di protesta e riscossa di larga parte della popolazione del nostro paese per farla finita con il governo Meloni, servo e leccapiedi dei padroni USA, UE e sionisti. Quanto più saremo in grado di far convergere attorno a simili obiettivi unitari la mobilitazione popolare, tanto più opportunisti e agenti nemici nel nostro campo saranno messi all’angolo e costretti o a svelarsi per quello che sono oppure ad accodarsi alla spinta della mobilitazione popolare, e chi ingenuamente promuove posizioni che prestano il fianco ai promotori della guerra mondiale si ricrederà.
In definitiva, le posizioni arretrate e fuorvianti nel movimento di massa sono un nostro problema e una nostra responsabilità, perché abbiamo una responsabilità storica, che non è quella di distinguerci da chi riteniamo abbia posizioni non del tutto concilianti con le nostre, ma quella di farla finita con la partecipazione del nostro Paese alla Terza guerra mondiale e liberare il Paese dalla nefasta presenza USA-NATO e compari.
Il Coordinamento Nazionale No Nato parteciperà quindi alla manifestazione del 28 marzo a Roma pur non condividendo in buona parte la piattaforma su cui è stata convocata, perché può essere una tappa importante per rafforzare la mobilitazione popolare se ci poniamo il problema di dare alla mobilitazione popolare obiettivi e parole d’ordine più coerenti con la fase storica in cui ci troviamo.
Il Coordinamento Nazionale No Nato parteciperà con un proprio spezzone e fa appello a tutte le realtà nazionali e locali che condividono le parole d’ordine Fuori le basi USA e NATO dall’Italia, fuori l’Italia dalla NATO, a condividere lo spezzone con noi, a portare in quella piazza uno spezzone che chiaramente indica i nemici dell’umanità, i responsabili della Terza guerra mondiale in cui trascinano il nostro Paese.
Avanti nella lotta per chiudere le basi USA e NATO in Italia!
Fuori l’Italia dalla NATO, fuori la NATO dall’Italia!
Contatto mail: coordinamentonazionalenonato@ proton.me
Il 28 marzo 2026 a Roma si tiene la manifestazione “Togheter” promossa dall’assemblea No Kings, al cui interno la forza trainante è l’area Stop Rearm Italia. Alcuni organismi a capo di questo aggregato, nato per lottare contro l’aumento delle spese militari e la corsa al riarmo della UE.
Gli imperialisti USA e NATO, l’Unione Europea e i sionisti d’Israele occupano e controllano il nostro Paese, lo rendono base operativa per le proprie guerre, devastano i nostri territori, trascinano l’economia del nostro paese nella spirale del carovita, estorcono ai lavoratori risorse per la guerra e il riarmo che devono essere destinate a creare reali posti di lavoro e migliorare sanità e istruzione pubbliche e a curare l’ambiente, riducono le libertà democratiche che sono state conquistate con il sudore, il sangue e la lotta di milioni di lavoratori a partire dalla fine della seconda guerra mondiale. In definitiva, per promuovere la Terza guerra mondiale a tutela dei propri interessi e del mantenimento del proprio dominio nel mondo, conducono anche una guerra contro le masse nel nostro Paese.
Non c’è diritto o libertà che questi guerrafondai non siano disposti a sacrificare sull’altare della Terza guerra mondiale, né nel nostro paese né in altri: è palese a tutti quanto valga il diritto internazionale per lorsignori, ossia come paravento per i propri traffici quando conviene e carta straccia quando intralcia i loro piani.
Ogni posizione politica che contempli in una certa misura la giustificazione delle azioni dei guerrafondai USA-NATO, dell’UE e dei sionisti porge il fianco all’attività del nemico, tiene diviso il fronte di lotta contro di loro ed elude gli obiettivi principali che la mobilitazione popolare deve porsi in questa fase: farla finita con le installazioni militari USA e NATO in Italia, liberare il paese dagli occupanti armati e non, ossia soldati e strutture militari USA, agenti sionisti e faccendieri e affaristi dell’UE che banchettano con i crediti di guerra.
Alla luce delle posizioni del Coordinamento Nazionale No Nato qualcuno si chiede come mai quindi parteciperemo alla mobilitazione del 28 marzo. Le motivazioni sono sostanzialmente due
- lottare contro la divisione e la frammentazione delle mobilitazioni e delle piazze, contro gli atteggiamenti settari e concorrenziali che in questa fase alimentano la dispersione delle sane forze popolari (comitati, gruppi, reti, associazioni, sindacati di base, partiti e altri organismi non allineati con i partiti delle Larghe Intese per promuovere la guerra mondiale) e lottare per l’unità attorno ad obiettivi comuni, in primis raccogliere e valorizzare il malcontento e la volontà di protesta e riscossa di larga parte della popolazione del nostro paese per farla finita con il governo Meloni, servo e leccapiedi dei padroni USA, UE e sionisti. Quanto più saremo in grado di far convergere attorno a simili obiettivi unitari la mobilitazione popolare, tanto più opportunisti e agenti nemici nel nostro campo saranno messi all’angolo e costretti o a svelarsi per quello che sono oppure ad accodarsi alla spinta della mobilitazione popolare, e chi ingenuamente promuove posizioni che prestano il fianco ai promotori della guerra mondiale si ricrederà.
In definitiva, le posizioni arretrate e fuorvianti nel movimento di massa sono un nostro problema e una nostra responsabilità, perché abbiamo una responsabilità storica, che non è quella di distinguerci da chi riteniamo abbia posizioni non del tutto concilianti con le nostre, ma quella di farla finita con la partecipazione del nostro Paese alla Terza guerra mondiale e liberare il Paese dalla nefasta presenza USA-NATO e compari.
Il Coordinamento Nazionale No Nato parteciperà quindi alla manifestazione del 28 marzo a Roma pur non condividendo in buona parte la piattaforma su cui è stata convocata, perché può essere una tappa importante per rafforzare la mobilitazione popolare se ci poniamo il problema di dare alla mobilitazione popolare obiettivi e parole d’ordine più coerenti con la fase storica in cui ci troviamo.
Il Coordinamento Nazionale No Nato parteciperà con un proprio spezzone e fa appello a tutte le realtà nazionali e locali che condividono le parole d’ordine Fuori le basi USA e NATO dall’Italia, fuori l’Italia dalla NATO, a condividere lo spezzone con noi, a portare in quella piazza uno spezzone che chiaramente indica i nemici dell’umanità, i responsabili della Terza guerra mondiale in cui trascinano il nostro Paese.
Avanti nella lotta per chiudere le basi USA e NATO in Italia!
Fuori l’Italia dalla NATO, fuori la NATO dall’Italia!
Contatto mail: coordinamentonazionalenonato@