Forse per questo parecchi Paesi, soprattutto quelli BRICS o non allineati, ritengono che l'era unipolare americana sia terminata. Si vede anche dal tentativo canadese di disincagliarsi dalla presa statunitense, cercando alleanze alternative (magari sempre in ambito occidentale). Ad esempio secondo il Financial Times, il Canada intende partecipare al prestito UE per l'Ucraina, le parti intendono concordare l'entità del contributo canadese prima del vertice UE-Canada previsto a Montreal alla fine di ottobre di quest'anno. L'obiettivo del premier canadese Carney è rafforzare le relazioni con l'Europa e ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti.
Le potenze occidentali litigano fra di loro ma sono d'accordo sull'osteggiare la Russia. L'Occidente arriva a minacciare diversi Paesi per le loro buone relazioni con Mosca, ma non esprimono dubbi sulla normalità dell'acquisto di prodotti energetici dalla Russia, soprattutto in questo periodo in cui l'approvvigionamento dal Medio Oriente è quasi azzerato a causa dell'attacco americano e sionista contro l'Iran. Questi metodi di "aggiustamento" commerciale assomigliano a "una barzelletta di politica estera moderna", ha dichiarato Maria Zakharova in un'intervista. Secondo lei, è "al tempo stesso divertente e triste: gli occidentali, anche in questo caso, non hanno uno standard comune".
Intanto qualcuno comincia ad aprire gli occhi sulla situazione bellica in corso in Europa. Il primo ministro bulgaro Rumen Radev ha esortato i Paesi europei a "non chiudere gli occhi" e a tenere conto del rischio di una risposta russa in seguito ai continui attacchi sul proprio territorio. "Non è forse imprudente inviare le proprie armi a lungo raggio per attacchi nel profondo della Russia?", ha detto Radev.