giovedì 10 dicembre 2020

Spiritualità laica. Una pratica estremamente semplice…



Con la parola “spiritualità laica”. Si cerca di dare una connotazione “libera” alla spiritualità comunemente intesa come espressione della religione. La spiritualità è l’intelligenza coscienza che pervade la vita, è il suo profumo, e non è assolutamente un risultato della religione, anzi spesso la religione tende a tarpare ed a nascondere questa “naturale” spiritualità presente in tutte le cose.  Spiritualità Laica è chiaramente un’immagine, un concetto, in cui inserire tutte quelle forme naturali di “spiritualità” sperimentate dall’uomo. Siamo consapevoli di muoverci all’interno della concettualizzazione dobbiamo perciò far riferimento all’agente primo evocato con l’idea di spiritualità. Se partiamo dalla comprensione di ciò che viene osservato -esterno od interno- non possiamo far a meno di riscontrare che ogni “percezione” avviene per tramite dei sensi e della mente.

La mente non può esser definita fisica, anche se utilizza la struttura psicosomatica come base esperenziale, la natura della mente è sottile, è lo stesso pensiero, ed ogni pensiero ha la sua radice nell’io. Quindi l’unica realtà soggettiva ed oggettiva attraverso la quale possiamo dire di essere presenti è questo io. Chiamarlo “spirito” è un modo per distinguerlo dalla tendenza identificativa con il corpo, ed è un modo per ricordarci che la “coscienza” è la nostra vera natura. Quell’io – o spirito- che è la sola certezza che abbiamo, è l’unica cosa che vale la pena di conoscere e realizzare. Malgrado la tendenza proiettiva della mente, capace di dividersi in varie forme, mai può “scindersi” quell’io radice, quello spirito. L’io è assoluto in ognuno.
Allora la spiritualità è il perseguire coscientemente la propria natura, il proprio io. Spiritualità laica è il riconoscere questo processo in qualsiasi forma si manifesti. C’è equanimità e distacco, non proselitismo sul metodo praticato (appendice marginale della ricerca). Questa visione laica ha in sé una capacità sincretica ma anche la consapevolezza dell’insignificanza della specificità della forma in cui l’indagine si manifesta. Si comprende che ogni “modo” è solo un’espressione dello stesso processo in fasi diverse.
Paolo D'Arpini


martedì 8 dicembre 2020

Il governo Conte apre a Ogm e Nbt mentre chiude l’Italia in nome della salute - Comunicato di Sara Cunial

 


“Quello che sta accadendo in Commissione Agricoltura è gravissimo. Mentre, con il pretesto della tutela della salute pubblica, l’Italia viene segregata in casa e l’economia di un intero Paese mandata al macero, alla Camera e al Senato, questa settimana, si voteranno i pareri relativi ai quattro decreti governativi 208, 209, 211 e 212 in tema di Ogm e Nbt (New Breeding Techniques)*: il colpo finale alla nostra economia agricola, al Made in Italy e alla salute dei cittadini” afferma Sara Cunial, deputata del Gruppo Misto.


“Ma non solo – continua – stiamo parlando di decreti che travolgeranno l’intero mondo agricolo, facendo fallire la piccola e media impresa contadina italiana rispettosa dell’ambiente e delle migliori pratiche ecologiche, per far posto ad un’agricoltura industriale (viticoltura in primis) che distruggerà non solo i nostri prodotti di qualità ma anche il paesaggio, l’ambiente e le risorse naturali – spiega –. Da almeno vent’anni lobby e multinazionali dell’agrochimica stanno perseguendo tale deregolamentazione senza nessuno scrupolo. Una direzione pericolosa che avvantaggerà ovviamente solo chi trae beneficio da un modello agroindustriale fallimentare, che ormai contraddice l’evidenza, la scienza e gli stessi dettami della Commissione Europea in termini di salvaguardia della biodiversità, tutela dei suoli, riduzione dell’uso dei pesticidi, Farm to fork – aggiunge – Mi unisco quindi alle tante associazioni e ai numerosi cittadini che si stanno battendo contro la pericolosa ipotesi di utilizzare le biotecnologie in agricoltura e che oggi chiedono al Parlamento, al Presidente della Repubblica di non avvallare tale atto di totale svendita del patrimonio agricolo nazionale. Chiedo inoltre a tutte le Regioni e ai relativi Presidenti e assessorati all’Agricoltura ed all’Ambiente, di scongiurare il loro assenso a questo schema di decreto, consigliando loro qualora si approvasse un decreto siffatto, di ricorrere alla Corte Costituzionale per vedere difesi i loro interessi e quelli dei cittadini dei loro territori. L’Italia – conclude Cunial – è bene ricordarlo, in virtù della particolarità del territorio e per difendere l’inestimabile valore dei suoi prodotti di qualità, delle sue produzioni biologiche e della sua ineguagliabile ricchezza di biodiversità sia agraria che naturale, può chiedere in qualsiasi momento di essere esclusa dalla coltivazione di OGM. Diffidiamo perciò il Parlamento e il governo dall’adottare alcuna decisione autonoma su questi temi, che riguardano la vita di tutti e il futuro dell’agricoltura italiana. Nel rispetto della democrazia, se ancora esiste, ogni eventuale riforma dello status quo in materia di OGM deve venire preceduta da ampia divulgazione e consultazione pubblica”.

 

(Comunicato Stampa del 6 dicembre 2020)





 










* “Schema di decreto legislativo recante norme per la produzione a scopo di commercializzazione e la commercializzazione di prodotti sementieri per l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2016/2031 e del regolamento (UE) 2017/625 - N. 211”

“Schema di decreto legislativo recante norme per la produzione e la commercializzazione dei materiali di moltiplicazione della vite per l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2016/2031 e del regolamento (UE) 2017/625 – N.212
“Schema di decreto legislativo recante norme per la produzione e la commercializzazione dei materiali di moltiplicazione e delle piante da frutto e delle ortive per l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2016/2031 e del regolamento (UE) 2017/625 - N. 208”
“Schema di decreto legislativo recante norme per la protezione delle piante dagli organismi nocivi per l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2016/2031 e del regolamento (UE) 2017/625 - N. 209”


lunedì 7 dicembre 2020

Toscana - La geotermia non sempre aiuta l'ambiente...



Ciao Paolo! Non so se vi interessa inserirlo nella newsletter, ma un’amica, paladina dell’albero monumentale più importante della Val d’Orcia, la Quercia delle Checche (sulla quale sono stati fatti anche laboratori nelle scuole chiamati ‘Vivai diffusi’) sta cercando di difendere il vicino Monte Amiata da un forte sfruttamento geotermico, che avrebbe un impatto ambientale difficile da gestire ecologicamente, e dannoso, non sostenibile. Così cerca di alzare un po’ l’attenzione sull’argomento. Grazie mille. Un abbraccio (Elena Bussolotti)



Toscana. Lettera aperta all'assessore regionale all’Ambiente Monia Monni sulla geotermia.

Da Ecosistema Val d’Orcia un invito al dialogo e alla prudenza
Gentile assessore Monia Monni,

innanzitutto complimenti per la sua nomina nella Giunta regionale della Toscana, ed in particolare per la delega chiave all'Ambiente: la Toscana ha senz'altro bisogno di nuove energie e determinazione per le sfide che attendono il nostro territorio.

L'occasione che ci porta a scriverle questa nostra lettera, però, ci viene da una sua recente intervista rilasciata a Greenreport, la fanzine online il cui main-sponsor è il "Consorzio per lo Sviluppo delle Aree Geotermiche". Rispetto ai contenuti di quell'intervista, ci fa piacere iniziare con lei un dialogo, spinti dalle sue parole sul fatto che sia "centrale promuovere una partecipazione reale della cittadinanza".

Ci presentiamo: Ecosistema è un coordinamento attivo sui territori Amiata, Val d’Orcia e Valdichiana, costituito da un nutrito gruppo di associazioni (Club UNESCO Siena, Gruppo di Lavoro per la Val d’Orcia, Italia Nostra Siena, Italia nostra Toscana, Legambiente Circolo Terra e Pace, Opera Val d’Orcia, Pyramid, Rete dei Comitati per la difesa del territorio), oltreché amministratori locali, operatori economici, studiosi, professionisti, cittadini, in costante rapporto, inoltre, con altri comitati costituiti sul territorio provinciale e regionale. Siamo tutti soggetti operanti nel sud della provincia di Siena, in un’area considerata troppo spesso periferica rispetto alla sede regionale, soprattutto l’Amiata, nella quale da decenni si sfrutta intensamente la risorsa geotermica. Risorsa sulla quale da tempo ci interroghiamo, coinvolgendo persone qualificate in convegni, iniziative pubbliche, rapporti istituzionali che si occupano di un argomento tanto complesso e che richiede, per noi che lo viviamo da vicino, un approccio multiplo e attento. Significativo, a tale proposito, è stato il convegno che si è tenuto a San Quirico d’Orcia il 14 dicembre 2019: “Centrale geotermica Le Cascinelle: aspetti valutativi e propositivi del territorio Val d'Orcia”, occasione particolarmente partecipata che ha permesso un significativo momento di approfondimento grazie alla partecipazione di vulcanologi, geologi, storici, paesaggisti, amministrativisti.


Perché, se è vero che la risorsa geotermica può essere rivendicata come centrale per la Regione, coprendo, come lei ricorda, già ben il 70% dell'energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili in Toscana, è altrettanto vero che sempre più interessi si stanno muovendo verso quelli che lei chiama "margini di sviluppo": nonostante la rilevante quota già dedicata al geotermico genericamente inteso, infatti, si prevede di poter allargare ancora la sua quota.

Ecco, questi margini noi li conosciamo bene, perché da anni seguiamo i tanti progetti di permessi di ricerca e di nuove centrali geotermiche che stanno spuntando un po' ovunque sul nostro territorio; come conosciamo, del resto, il forte e crescente malcontento sociale che questa condizione sta generando.


Il territorio, dunque. Nelle parole di chi l'ha intervistata, noi saremo probabilmente quei terribili reazionari colti da sindrome Nimby, quelli che dicono: "Fatele pure, ma non nel mio giardino"… In realtà, a ben vedere, non è proprio così: perché noi nel nostro giardino le centrali le abbiamo eccome, e da decenni… E con loro abbiamo anche i tanti problemi ad esse collegati. In fondo, ad essere proprio sinceri, lo sappiamo tutti che non c'è fonte energetica che non presenti qualche problema, no?


Ora, visto che nell'articolo i giornalisti citano anche la sindrome Nimto, perché un po' di acronimi non si risparmiano mai, ovvero quella che prenderebbe alcuni amministratori pronti ad esclamare: "Non nel mio mandato!", dobbiamo dirle che sì, in effetti nel nostro cammino siamo accompagnati anche da molte istituzioni locali. E, a dire il vero, sentiamo vicini anche enti regionali, che non mancano di condividere un certo numero di preoccupazioni sui nuovi progetti di centrali che vanno profilandosi all'orizzonte. Infine, come saprà, vista l'impugnativa del Consiglio dei Ministri alla legge regionale toscana sulle ANI (Aree Non Idonee alla geotermia), talvolta sentiamo vicine anche alcune istituzioni nazionali. Ma su quelle locali, vorremo dirle questo: evidentemente in passato ci sono stati amministratori che hanno detto: "Va bene, facciamole le centrali", magari anche a fronte di appetibili argomentazioni compensative. 

Oggi le situazioni sono in buona parte cambiate, se non addirittura radicalmente cambiate. Oggi siamo di fronte a territori che hanno ben chiara la propria vocazione culturale ed economica, amministratori che non intendono tradire gli impegni assunti con i cittadini, imprenditori che hanno investito con passione in agricoltura biologica, turismo di qualità, servizi su un territorio che ha nel paesaggio una risorsa fondamentale, un’idea stessa di attenzione e cura dell’ambiente sempre più interiorizzata dalle nostre comunità locali, comunità che intendono decisamente essere protagoniste attive del proprio futuro.


Forti, dunque, di questa esperienza sul campo, siamo quindi a proporle un percorso comune: conoscerci, parlarci, confrontarci. Lei, nell'intervista, giustamente insiste sul tema della partecipazione, sostiene che "per la politica i momenti di ascolto sono fondamentali per comprendere istanze e sensibilità della popolazione", indica anche che andranno costruiti nuovi strumenti di partecipazione che rinnovino la fiducia verso le istituzioni. Bene. Sono parole importanti. E vogliamo allora dirle che noi ci siamo e che ci farebbe piacere incontrarla per iniziare un percorso condiviso.


Se una lettera pubblica le risultasse poco convenzionale, ci scusiamo, ma le nostre modalità di comunicazioni sono sempre molto 'aperte' e questa nostra vuole essere anche un contributo al dibattito in materia di geotermia in Toscana. Provvederemo comunque anche a inviare alla sua segreteria una richiesta più formale.
Intanto, cogliamo l'occasione per salutarla e augurarle buon lavoro.


ECOSISTEMA VAL D'ORCIA




domenica 6 dicembre 2020

Liguria. Buone notizie (anti-caccia)

Il Consiglio di Stato, sezione terza, con sentenza n. 7609 notificata il 4 dicembre, ha confermato la pronuncia del TAR dell’autunno 2019, dichiarando illegittime alcune parti importanti della delibera della Giunta Regionale della Liguria n. 386 (approvata il 10 maggio 2019), con cui approvava il calendario venatorio 2019/20. È stato dunque accolto anche in fase di appello il ricorso promosso dalle associazioni: ENPA, LAC, LAV e WWF, patrocinate dallo studio Linzola di Milano. Sconfitte la giunta della Regione Liguria e le associazioni dei cacciatori Federcaccia ed ANUU, che si erano appellate al Consiglio di Stato per difendere il provvedimento, viziato da varie irregolarità. 

Come spesso accade, la Regione Liguria aveva aggirato con motivi pretestuosi il parere preventivo obbligatorio dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA). 

Il TAR Liguria (sezione seconda) ed ora il Consiglio di Stato hanno infatti ribadito che:

1) Le due giornate aggiuntive settimanali di caccia, oltre alle canoniche tre, nei mesi di ottobre e novembre, per la caccia alla cesena, devono essere ridotte ad una soltanto;

2) La chiusura della caccia al tordo bottaccio va anticipata di 10 giorni, dal 31 gennaio al 20 gennaio;

3) La data di chiusura della caccia per le specie acquatiche: germano reale, gallinella d’acqua, folaga, alzavola, codone, fischione, mestolone, marzaiola, canapiglia, porciglione, frullino, pavoncella, beccaccino e moriglione, va anticipata di 10 giorni, dal 31 gennaio al 20 gennaio;

4) Va sospesa la caccia alle specie: moretta, moriglione e pavoncella;

5) Va vietata la caccia da appostamento fisso e temporaneo nel raggio di 500 metri dalle zone umide. 

I giudici amministrativi di secondo grado hanno ritenuto tardive e irrilevanti le precisazioni dei consulenti di parte della regione, ribadendo i principi di precauzione in materia di tutela delle specie selvatiche nel periodo dell’inizio della migrazione pre-riproduttiva, fissati dalla guida interpretativa UE della Direttiva Comunitaria a tutela dell’avifauna.

  Carlo Consiglio  - info@carloconsiglio.it



 

venerdì 4 dicembre 2020

Covid-19 - Il contagio si evita con la prevenzione

Quando nel 1918 la famigerata epidemia di influenza spagnola uccise migliaia di persone, Joseph Pilates ebbe modo di notare che nessuno di coloro che si erano sottoposti al suo training fisico era incorso nel contagio. Ancora oggi si cura il sintomo e non si pensa ad educare le persone a ciò che può prevenire la causa. Non ho visto una pubblicità sull’alimentazione, il fumo, stili di vita, ma soprattutto sullo sport ed il benessere/rafforzamento che ha sul sistema immunitario.

Chiudono le palestre, ci obbligano a respirare dentro una mascherina, ci confinano in casa... tutto il contrario di ciò che serve ad un corpo “sano” per restare in salute e vivere. In un’era di ipocondria assoluta, bisognerebbe lavorare molto di più sulla prevenzione delle patologie e sul benessere psico-fisico della persona...

R. Hodkinson, un  patologo americano, ha osservato che “l’allontanamento sociale è inutile perché il COVID è diffuso da aerosol che viaggiano per circa 30 metri prima di cadere a terra”, mentre ha chiesto una immediata riapertura per evitare danni irreparabili causati dai blocchi. Il medico ha anche criticato l’inaffidabilità dei test PCR, osservando che “i risultati positivi dei test non significano, necessariamente, un’infezione clinica” e che tutti i test dovrebbero interrompersi perché i numeri falsi “guidano l’isteria pubblica”. Il dottore ha detto che non si poteva fare nulla per fermare la diffusione del virus, oltre a proteggere le persone anziane più vulnerabili; e che l’intera situazione rappresenta “la politica che gioca con la medicina, e questo è un gioco molto pericoloso”.






Post Scriptum:

Intanto diversi componenti del consiglio di amministrazione Pfizer, l'azienda farmaceutica americana che produce il vaccino proposto anche alla UE, hanno dato le dimissioni irrevocabili, tutti per motivi di salute ... strano vero? Mentre il presidente USA Trump ha dichiarato che il vaccino anti covid non sarà obbligatorio anzi partirà il 19 dicembre una campagna a tappeto per informare i cittadini dei possibili effetti collaterali giudicati molto pericolosi... ma c'è gente in italia che lo chiede a gran voce...” (Fonte notizie: Accademia della Libertà)




mercoledì 2 dicembre 2020

"Il grande aggiustamento" (“The Great Reset"). Una agenda di lavoro nel mondo post-covid



Il World Economic Forum (WEF) ha appena pubblicato (ottobre 2020) un cosiddetto “White Paper”, intitolato “Resetting the Future of Work Agenda in a Post-Covid World” (Reimpostazione del futuro di una agenda di lavoro nel mondo post-covid)

 

Questo documento di 31 pagine si legge come un progetto su come mettere in atto “The Great Reset" ("Il grande aggiustamento") di Klaus Schwab, fondatore e CEO del WEF, con il suo socio Thierry Malleret.

 

Chiamano "Resetting the Future" un Libro bianco, il che significa che non è proprio una versione finale. È una specie di bozza, una sorta di prova, per misurare le reazioni delle persone.

 

Sembra davvero il racconto di un boia. Molte persone potrebbero non leggerlo, in quanto non hanno consapevolezza della sua esistenza. Se lo facessero, andrebbero in armi per combattere quest’ultimo progetto totalitario offerto al mondo dal WEF, che promette un futuro orribile: "1984" di George Orwell si legge come una fantasia benigna, rispetto a ciò che il WEF ha in mente per l'umanità.

 


Il lasso temporale entro il quale l'agenda dovrebbe essere implementata è di dieci anni, cioè entro il 2030. Queste le misure pianificate in risposta all’emergenza COVID-19:

 

·         accelerazione fino all’84% dei processi di lavoro digitalizzati,

·         83% delle persone con lavoro a distanza, ovvero senza più interazione tra colleghi, con allontanamento sociale assoluto e privazione del contatto umano,

·         50% di tutte le attività pianificato per essere automatizzato con conseguente input umano drasticamente ridotto,

·         42% dell'aggiornamento delle competenze o della formazione per nuove competenze digitalizzato: nessun contatto umano, tutto su computer, intelligenza artificiale e algoritmi,

·         35% delle competenze pianificato per essere "rielaborato", ovvero le competenze esistenti sono pianificate per essere abbandonate e dichiarate defunte,

·         34% degli attuali assetti organizzativi "ristrutturato" - in altre parole, le strutture organizzative esistenti saranno dichiarate obsolete - per fare spazio a nuovi insiemi di quadri organizzativi, e strutture digitali che forniscono il massimo controllo su tutte le attività,

·         riassegnazione temporanea dei lavoratori a compiti diversi: si prevede che toccherà il 30% della forza lavoro, con scale retributive completamente diverse - "stipendio base universale" o "reddito di base" pianificato – che renderebbero totalmente dipendenti da un sistema digitale in cui il lavoratore non ha alcun tipo di controllo,

·         riduzione temporanea della forza lavoro che interesserà il 28% della popolazione, una cifra aggiuntiva sulla disoccupazione, sotto mentite spoglie, poiché il "temporaneo" non tornerà mai a tempo pieno,

·         riduzione permanente della forza lavoro del 13%,

·         aumento temporaneo della forza lavoro del 5%, per il quale, però, non c'è alcun riferimento a che tipo di forza lavoro (probabilmente manodopera non qualificata che prima o poi sarà sostituita dall'automazione, dall'intelligenza artificiale e dalla robotizzazione dei posti di lavoro),

 

Questo è ciò che viene proposto, ovvero il processo concreto di implementazione di The Great Reset che prevede anche uno schema di credito, in base al quale tutti i debiti personali sarebbero "condonati" a fronte della consegna di tutti i beni personali a un ente o agenzia amministrativa quale potrebbe essere il FMI.

 

Inoltre a nessuno dovrebbe venire in mente di non essere d'accordo con il sistema, perché – una volta vaccinati e con nano-chip - con il 5G e presto il 6G, la nostra mente potrà essere letta e influenzata. Per favore, non chiamatela una teoria della cospirazione. È un Libro bianco, un “rapporto autorevole” del WEF!

 

La DARPA - Defense Advanced Research Projects Agency - fa parte del Pentagono, e anni fa ha sviluppato la tecnologia. È solo questione di tempo per implementarla. E lo farà se Noi, Il Popolo, non protestiamo con Massiccia Disobbedienza Civile, il più presto possibile! Più aspettiamo con l'azione, più dormiamo in questo disastro umano assoluto.

 

Le relazioni sociali e umane vengono sventrate e ciò ha diversi vantaggi per questo nuovo approccio "totalitario" del WEF all'umanità:

 

·         noi, il popolo, non possiamo ribellarci, non abbiamo più coesione tra di noi,

·         "We, The People", sarà giocato l'uno contro l'altro e c'è un controllo digitale assoluto sull'umanità eseguito da una piccola super élite.

·         non abbiamo accesso a questo controllo digitale: è ben oltre la nostra portata. L'idea è che ci cresceremo dentro gradualmente - quelli di noi che potranno sopravvivere - e entro una generazione o giù di lì, dovrebbe diventare la Nuova Normalità.

 

La “'prospettiva della sopravvivenza" è un aspetto non menzionato direttamente né in ”The Great Reset“, né nella "Guida all'implementazione", ovvero nel Libro bianco "Resetting the Future of Work Agenda - in a Post-Covid World".

 

Bill Gates, i Rockefeller, Kissinger e altri, non hanno mai nascosto la loro ferma opinione che il mondo sia sovrappopolato e che il numero di persone debba essere letteralmente ridotto. Abbiamo a che fare con eugenetisti.

 

Un metodo perfetto per ridurre la popolazione mondiale sono i programmi di vaccinazione avviati da Bill Gates e supportati dall'OMS. Scandali di tali disastrosi programmi di vaccinazione che hanno portato alla morte dei bambini sono stati registrati in India (negli anni '90), Kenya (2014 e successivi) e in altre parti del mondo.

 

Vedi anche un Ted Talk molto rivelatore di Bill Gates del febbraio 2010, "Innovating to Zero", proprio nel momento in cui è stato pubblicato il "Rapporto Rockefeller 2010" - lo stesso rapporto che ci ha fornito finora, il "Lock Step Scenario" - e lo stiamo vivendo adesso.

 

Difficilmente protestando il mondo intero - 193 paesi membri delle Nazioni Unite - è stato cooptato o costretto a seguire questo abietto abuso dei diritti umani su scala globale.

 

Ciò che entrambi i rapporti, The Great Reset e "Resetting the Future of Work Agenda" non menzionano è chi imporrà queste nuove regole draconiane. Si suppone che siano le stesse forze che ora vengono addestrate per la guerra urbana e per reprimere rivolte e disordini sociali. Sono la polizia e l'esercito.

 

Parte della nostra Organizzazione popolare per la disobbedienza civile, sarà su come concentrarsi e parlare, educare, informare la polizia e l'esercito di ciò per cui verranno utilizzati da questa piccola élite e che alla fine sono anche solo esseri umani, come tutti noi, quindi è meglio che si alzino in difesa del popolo, dell'umanità. Lo stesso deve essere fatto agli insegnanti e al personale medico: l'informazione, la verità senza restrizioni.

 

Questa è la sfida. Se ci riusciamo, il gioco finisce. Ma è una lunga strada.

 

La disinformazione dei media è brutale e potente e difficile da contraddire per "noi", senza un budget considerevole per la contro-propaganda, e come gruppo di persone che è sempre più diviso dagli stessi media.

 


L'obbligo di indossare maschere e il distanziamento sociale, ha già fatto nemici di ciò che eravamo, colleghi, amici, anche all'interno delle famiglie.Questo stesso diktat è riuscito a creare spaccature, divisioni e discordie all'interno delle nostre società.

 

Nessuna paura, ma distruggere letteralmente "Resetting the Future of Work Agenda" e "The Great Reset", con un'alternativa umana che eliminerebbe organizzazioni come il WEF e le agenzie delle Nazioni Unite cooptate, come WHO, UNICEF, WTO, Banca mondiale, FMI e forse anche l'intero sistema delle Nazioni Unite.

 

I leader politici e aziendali dietro questo progetto devono essere confrontati. Devono essere applicati i principi fondamentali del diritto internazionale, compresa Norimberga.

 

 

Peter Koenig



Economista e analista geopolitico. È anche uno specialista in risorse idriche e ambientale. Ha lavorato per oltre 30 anni con la Banca Mondiale e l'Organizzazione Mondiale della Sanità in tutto il mondo nei settori dell'ambiente e dell'acqua. Insegna presso università negli Stati Uniti, in Europa e in Sud America. Scrive regolarmente per riviste online come Global Research; ICH; New Eastern Outlook (NEO) e altro ancora. È autore di Implosion - An Economic Thriller about War, Environmental Destruction and Corporate Greed - fiction basata su fatti e su 30 anni di esperienza della Banca Mondiale in tutto il mondo. È anche coautore di The World Order and Revolution! - Saggi dalla Resistenza. È ricercatore associato del Center for Research on Globalization.

 






Fonte originale

https://www.globalresearch.ca/world-economic-forum-step-two-resetting-future-work-agenda-after-great-reset/5729175

martedì 1 dicembre 2020

La patata bollente in mano all'uscente - "Il caso Mohsen Fakhrizadeh"


"Donald, beccate 'sta patata bollente!"

Mohsen Fakhrizadeh non è l ‘ultimo degli scienziati del cui assassinio si vanta a bassa voce il Mossad e che, in ogni caso, va fatto risalire a Israele e USA, sia che sia stato compiuto da propri agenti, o da sicari del MEK. Una provocazione sanguinosa del gangsterismo israelo-americano a spese di un personaggio di altissimo profilo, impegnato nello sviluppo di un paese isolato e sotto micidiali sanzioni. Segue quella contro il generale, Qassem Soleimani, assassinato da un drone statunitense a Baghdad. Qui si trattava di impedire che al governo di Tehran arrivasse un altro Ahmadinejad, come l’aria che tirava in Iran lasciava presagire, e di punire chi aveva sconfitto i mercenari dell’ISIS.


Prima del capo degli scienziati iraniani, erano stati uccisi in attentati, perlopiù con la tecnica delle raffiche da motocicletta, altre eccellenze della ricerca, come Masud Alimohammadi, Majid Shahariari, Darius Rezaeinejad, Mostafa Roshan.

In nessuno di questi casi, si trattava di colpire un programma che puntasse all’armamento atomico. L’obiettivo era piuttosto di colpire la vena giugulare dello sviluppo scientifico, tecnologico ed economico di un giovane, grande e militarmente forte paese, elemento centrale di un’intesa antimperialista mondiale, forte alleato di Cina e Russia, ostacolo alla globalizzazione neoliberista, all’accerchiamento della Russia e alla creazione del Nuovo Medioriente made in Israele, Turchia, Nato e USA.

Cosa ci si ripromette da un’operazione terroristica così clamorosa? Di caricare sulle spalle di Donald Trump,  un presidente in uscita, l’ottava di quelle guerre per la quale alla cosca di Bush e Obama non ci sono stati né il tempo, né l’occasione, né il favore degli alleati europei e dell’opinione pubblica statunitense e internazionale, dopo le sette condotte da loro e ultimamente addirittura affidate a terzi. Iniziare un’altra guerra? Meglio farla lanciare a Trump. Che se la veda lui con i pacifisti. Questo è sicuramente l’intento di Israele che, da sempre, persegue lo scontro diretto e conta, anche con i suoi delegati nell’establishment statunitense (intelligence, apparato militar-industriale), oggi in grande spolvero, di arrivarci sfruttando la transizione a Washington.

Fulvio Grimaldi -  https://fulviogrimaldi.blogspot.com/