giovedì 30 maggio 2019

"DE LA QUESTION JUIVE" Par Abbé Olivier RiouIt - Resumé


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Selon Isaac Bashevis Singer, "un Juif c'est quelqu'un qui, n'arrivant pas à trouver le sommeil, empêche tout le monde de s'endormir." Pour aider le juif à retrouver un sommeil paisible et pour protéger celui des autres, il fallait remonter aux origines du mal-être juif, analyser ses manifestations et en faire la synthèse. Le résultat est sidérant et une fois de plus la réalité dépasse la fiction.


Appuyée sur des faits indéniables, fondée par des citations autorisées donnant la parole aux juifs comme aux non-juifs et justifiée par des milliers de références, cette étude donne une synthèse de la Question juive aussi complète et précise que possible.

Tous les point importants ont été traités, sans haine, sans faiblesse et sans tabou : de la crucifixion du Christ à la Synagogue de Satan, du Talmud au droits de l'homme, des marranes aux Khazars, du trafic d'esclaves à l'usure banquière, du ghetto au sionisme, du communisme au noachisme, de la névrose suicidaire à l'hystérie médiatique, de l'espérance messianique au projet mondialiste, du culte de Mammon à l'adoration d'Israël, de la haine des non-juifs au génocide des nations. Deux mille ans d'histoire chaotique qui ont abouti "au siècle juif" qui, selon la formule d'un propagandiste, a vu les juifs devenir "les chouchous de l'Histoire".


Mais, malgré ce triomphe apparent, quantité de juifs restent torturés. Ils sentent au fond d'eux-mêmes "une immense solitude", ils souffrent d'"angoisses" et sont obsédés par "des questionnements absurdes liés à la culpabilité." Pour nombre d'entre eux, "être juif constitue un problème qui n'a pas de réponse." Et pourtant cette réponse nous avait déjà été donnée dès le 1er siècle par l'apôtre Jean dans son Apocalypse.


La solution était là, sous nos yeux, mais on l'avait oubliée ou négligée. Ce livre n'est donc qu'une redécouverte qui éclairera par ailleurs toute la justesse de l'assertion johannique au niveau historique, théologique, philosophique, politique, moral, économique, ethnique, psychologique et eschatologique. Cette étude aura aussi le mérite de nous faire comprendre pourquoi, pour le bien et la paix de tous, des juifs comme des non-juifs, l'évêque de Linz, Mgr Gfoellner, affirmait : "combattre et briser la pernicieuse influence du judaïsme est pour tout chrétien sincère non seulement un droit légitime, mais un impérieux devoir de conscience."

martedì 28 maggio 2019

Avanti con le "missioni di pace" con la nave d'assalto più grande d'Italia


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Alla presenza del Capo della Stato Sergio Mattarella. del ministro della Difesa Elisabetta Trenta, del ministro dello sviluppo economico Luigi di Maio (di spalle nella foto), e delle massime autorità militari, è stata varata il 25 maggio nei Cantieri di Castellammare di Stabia (Napoli) la nave Trieste, costruita da Fincantieri.

È una unità anfibia multiruolo e multifunzione della Marina militare italiana, definita dalla Trenta «perfetta sintesi della capacità di innovazione tecnologica del Paese».

Lunga 214 metri e con una velocità di 25 nodi (46 km/h), ha un ponte di volo lungo 230 metri  per il decollo di elicotteri, caccia F-35B a decollo corto e atterraggio verticale e convertiplani V-22 Osprey.

Può trasportare nel suo ponte-garage veicoli blindati per 1200 metri lineari. Ha al suo interno un bacino allagabile, lungo 50 metri e largo 15, che permette alla nave di operare con i più moderni mezzi anfibi della Nato.

In termini tecnici, è una nave destinata a «proiettare e sostenere, in aree di crisi, la forza da sbarco della Marina militare e la capacità nazionale di proiezione dal mare della Difesa».

In termini pratici, è una  nave da assalto anfibio che, avvicinandosi alle coste di un paese, lo attacca con caccia ed elicotteri armati di bombe e missili, quindi lo invade con un battaglione di 600 uomini trasportati, con i loro armamenti pesanti, da elicotteri e mezzi di sbarco.

In altre parole, è un sistema d’arma progettato non per la difesa ma per l’attacco in operazioni belliche condotte nel quadro della «proiezione di forze» Usa/Nato a grande distanza.

La decisione di costruire la Trieste fu presa nel 2014 dal governo Renzi, presentandola quale nave militare adibita principalmente ad «attività di soccorso umanitario».

Il costo della nave, a carico non del Ministero della difesa ma del Ministero dello sviluppo economico, veniva quantificato in 844 milioni di euro, nel quadro di uno stanziamento di 5.427 milioni per la costruzione, oltre che della Trieste, di altre 9 navi da guerra. Tra queste, due unità navali ad altissima velocità per incursori delle forze speciali in «contesti operativi che richiedano discrezione», ossia in operazioni belliche segrete.

Al momento del varo, il costo della Trieste è stato indicato in 1.100 milioni di euro, oltre 250 in più della spesa preventivata. Il costo finale sarà molto più alto, poiché va aggiunto quello dei caccia F-35B e degli elicotteri imbarcati, più quello di altri armamenti e sistemi elettronici di cui sarà dotata la nave nei prossimi anni.
L'innovazione tecnologica in campo militare – ha sottolineato la ministra della Difesa – «deve essere supportata dalla certezza dei finanziamenti»Ossia da continui, crescenti finanziamenti con denaro pubblico anche da parte del Ministero dello sviluppo economico, ora guidato da Luigi Di Maio. Alla cerimonia del varo, ha promesso agli operai altri investimenti: ci sono infatti da costruire altre navi da guerra.

La cerimonia del varo ha assunto ulteriore significato quando 
l'ordinario militare, monsignor Santo Marcianò, ha esaltato il fatto che gli operai avevano affisso sulla prua della nave una grande croce, composta da immagini sacre alle quali sono devoti, tra cui quelle di Papa Wojtyła e Padre Pio. Monsignor Marcianò ha elogiato la «forza della fede» espressa dagli operai, che ha benedetto e ringraziato per «questo segno meraviglioso che avete messo sulla nave».

È stata così varata la grande nave da guerra portata a esempio della capacità di innovazione del nostro paese, pagata dal Ministero dello sviluppo economico con i nostri soldi sottratti a investimenti produttivi e spese sociali, benedetta col segno della Croce come all’epoca delle crociate e delle conquiste coloniali.


Manlio Dinucci - ListaNoNato

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(Fonte: il manifesto, 28 maggio 2019)

domenica 26 maggio 2019

Isso, essa e 'o malamente... Proposta "sconcia" per un nuovo governo


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Il 26 maggio 2019  si vota per il rinnovo del consiglio comunale e per l'elezione del sindaco a Treia, inoltre si vota per il rinnovo del Parlamento Europeo. Le elezioni europee, in particolare, sono molto significative anche per il futuro del nostro governo nazionale un po' "anomalo". Ci sarà una resa dei conti tra Salvini e Di Maio sulla base dei rispettivi risultati, con probabile crisi. Vorrei qui ritornare sull'ipotesi, già da me avanzata in passato, sulla possibilità di un governo basato sull'alleanza tra PD e M5S. Questa proposta fu bloccata sul nascere dal "niet" dell'allora egemone Renzi, malgrado avesse avuto il beneplacito di Mattarella e persino di LEU.  Questo  vuole essere un invito rivolto ai vertici del PD marchigiano di riproporre al segretario nazionale, Zingaretti,  un incontro con il M5S per cercare un possibile accordo per un nuovo governo democratico. Anche in considerazione che i punti in comune tra le due forze sono sempre più evidenti  come pure lo sono le distanze con la Lega... 

Riporto qui di seguito un'intervista che rilasciai lo scorso anno a Radio Erre: “Sbagliato sbattere la porta in faccia al M5S. Lettera aperta di Paolo D'Arpini, membro di minoranza del direttivo del Pd di Treia" - Continua:

Paolo D'Arpini

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Commento di Ottavio Piredda: “Bravo, un compagno che si ispira alla storia del movimento operaio e del marxismo deve -sottolineo deve- mantenere un atteggiamento aperto verso i movimenti che cercano d'interpretare i desideri e i bisogni delle persone e dei lavoratori! È sempre sbagliato l'atteggiamento di chiusura e di autosufficienza che porta all'esclusione di importanti parti della società e riducono la democrazia!”

sabato 25 maggio 2019

26 maggio 2019, uno per tutti tutti per uno... Ovvero: "Il glande ammucchiato!"


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Una faccia, una razza

Su PD, Lega e Forza Italia, con la dependance nero-femminile FdI, non mette conto dilungarsi. Ne sappiamo tutto, nel senso che non c’è niente da sapere. Immutabili nel tempo, con i piedi e i neuroni chi nel Medioevo, chi nel Ventennio, chi nella Val Brembana del mitico Alberto da Giussano, sono quelli delle “radici cristiane dell’Europa”, per i quali il benvolere della Chiesa è l’elisir di lunga vita e Socrate, il già nominato Giuliano e Voltaire, sono ciò che l’aglio è per i vampiri. Il minimo comune denominatore tra la congrega Zinga, Cirino Pomicino, De Luca e la retroguardia renziana, quella di Salvini, Fontana, Fratus  (sindaco di Legnano rinchiuso), altri reperti tuffatisi dai barconi PD e FI, e la componente accademica dei Berlusconi, Tajani, Gelmini, sono rinnovamento, cambiamento e , soprattutto, legalità.  Per conoscerli bastano le paginate di foto del Fatto Quotidiano.

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Hanno sentito il dovere civile di non sottrarsi dall’entrare a gamba tesa e quattro piedi uniti nell’eurocontesa l’ISPI e il manifesto, meno divergenti di quanto si vuole far sembrare. Tra Rossanda, Castellina e Paolo Magri c’è perfetta identità di vedute sia su Gheddafi, che sull’UE, che su Tsipras. L’ISPI, Istituto per gli Studi  di Politica Internazionale è quel prestigiosissimo think tank, pensatoio, il cui direttore, appunto Magri, compare come l’Oracolo di Delfi su ogni schermo e carta stampata che voglia farsi spiegare misteri del mondo. Il punto di vista di questi scienziati  della geopolitica (Scienza super partes con la S maiuscola, come quella dei vaccini) è quello di Kissinger quando faceva volare il Condor, o di Hillary quando salvava la Libia, o di Obama o Trump quando spargono democrazia e diritti umani su paesi primitivi e selvaggi. Ci siete? Per capire, pensate a Lucia Annunziata (Huffington Post e ½ h in più), o Lilli Gruber (Otto e mezzo), o più concretamente a Bilderberg....

Fulvio Grimaldi - fulvio.grimaldi@gmail.com

mercoledì 22 maggio 2019

"Al tuo buon cuore" - Ovvero: Strumentalizzazione della pietà umana a fini "altri"


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L’arma totale: il tuo buon cuore
A mio avviso non c’è pratica più subdola e ingannevole – vera eterogenesi dei fini conclamati – dello mobilitazione e dello sfruttamento dei sentimenti buoni della persona  perbene a fini non dichiarati. Sostanza ontologica dei monoteismi. Un’interpretazione maligna del fine che giustifica i mezzi, per il quale Machiavelli si rivolterebbe nella tomba.. Si utilizza un cocktail di immagini sconvolgenti (gente in barconi, corpi galleggianti, cadaverini spiaggiati), o di narrazioni Grand Guignol, ma prive di immagini (i “torturati, stuprati e ammazzati” nei lager libici; ma se la prendono con Haftar che quei lager di quelle milizie li vuole spazzar via. Curioso), o di guerre, fame e persecuzioni, dove non ce ne sono (o, se ci sono, sono da noi indotte). Ci si ricamano sopra i fiori dell’umanitarietà, carità, pietà. Risultato, commozione che dilaga e cancella lo studio della realtà: accoglienza senza se (sono stati sradicati) e senza ma (finiscono schiavi o mafiosi) . Che tasso di moralità assegniamo a chi incita mercenari alla guerra contro la Libia o la Siria o il Mali (da Rossanda a tutta la stampa ufficiale occidentale), e poi si sbraccia perché qualcuno ne accolga le vittime e le sfrutti ulteriormente per ricuperare l’economia  dei campi di cotone, frantumare le basi della convivenza e deprimere i diritti di tutti?.

Facciamoli scappare, così li accogliamo
Ciò che, invece, non importa una cippa a nessuno, giacché non conviene a padrini, sponsor e compari, è il primo dei diritti umani in assoluto: quello di nascere, vivere e morire a casa propria, con la gente propria, con la storia propria, con il futuro proprio. Magari con quel ”primitivo” rapporto con terra, acqua,  cielo, alberi, animali, il divino, che ha conservato la comunità per millenni e che qui, da noi, con l’integrazione, verrà sepolto  nel buco nero di uno smartphone.

Fulvio Grimaldi - fulvio.grimaldi@gmail.com

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martedì 21 maggio 2019

"Sterminio Segreto. Ciò che non ti viene detto..." di Monia Benini - Recensione


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Può apparire allucinante, può sembrare assurdo, può suonare
incredibile... Ma come ho dimostrato nel libro ci sono persone nei
ristretti gruppi che detengono il potere che non solo se ne lavano le
mani se le loro attività hanno effetti letali, ma addirittura, come
profeti del dio denaro, si arrogano la facoltà di ruotare il pollice
verso, condannando l'umanità a uno sterminio segreto. Monia Bernini In
un discorso tenuto nel 2008, Zbigniew Brzezinski, allora consigliere
per la politica estera del neo eletto presidente Obama, ammette senza
difficoltà che "Forse un tempo era più facile controllare un milione
di persone, anziché ucciderle fisicamente. Oggi è infinitamente più
facile uccidere un milione di persone piuttosto che controllarle." In
sostanza "È più facile uccidere che controllare". Risalendo
all'indietro nel tempo sino alla fine del 1974, un altro protagonista
della politica statunitense e internazionale, Henry Kissinger
sottoscrive, insieme all'allora presidente Nixon, un piano adottato
meno di un anno dopo da Gerald Ford. Si tratta del National Security
Study Memorandum 200: 'Implicazioni derivanti dalla crescita della
popolazione per la sicurezza e per gli interessi oltremare
statunitensi', che presenta nero su bianco la necessità di eliminare 3
miliardi di persone dalla faccia della terra. Da allora a oggi sono
passati oltre 40 anni, ma l'obiettivo è rimasto immutato, al punto che
un esperto consigliere delle Nazioni Unite nel 2012 ha rivolto un
appello ai governi del mondo per ridurre la crescita della popolazione
mondiale e per lavorare congiuntamente per modificare il clima. Ogni
misura diventa lecita per abbattere il numero di abitanti sul globo
terrestre. Un silenzioso sterminio è in atto nel nostro pianeta; uno
sterminio condotto dalle élites al potere che si arrogano qualunque
decisione sanitaria sulla popolazione globale. Ogni diritto è loro.
Anche quello di vita e di morte della popolazione mondiale.


Monia Benini


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domenica 19 maggio 2019

Treia, 26 maggio 2019 - Evento elettorale comunale: "Paolo D'Arpini si presenta con la Lista Democratici per Treia"


Paolo D'Arpini, scrittore bioregionale ed operatore culturale residente a Treia, si presenta come candidato consigliere con la Lista civica  "Democratici per Treia"  alle prossime elezioni comunali che si svolgono il 26 maggio 2019 a Treia.

Quel giorno in tutte le sezioni elettorali della Città   le urne saranno aperte dalle ore 7 alle ore 23. Gli elettori, votando per la "Lista Democratici per Treia", con il candidato sindaco Massimo Medei,  potranno dare la loro preferenza a due candidati consiglieri di genere diverso (un uomo ed una donna).  Si raccomanda quindi di dare il vostro voto ad una delle donne presenti in lista, che qui menziono: Cardinali Tiziana, Montecchiesi Luciana, Atmane Oumnia, Passarini Alba. 

In abbinamento ad uno di questi nomi femminili potrete dare  la   preferenza anche al candidato consigliere D'Arpini Paolo, se vi piace!


Perché questo  post?

In un'epoca telematica in cui la maggior parte delle notizie passano sul web il modo migliore per dare un'informazione corretta e diretta ai cittadini è  l'utilizzo dei Media indipendenti e soprattutto gratuiti. La politica è un impegno sociale al quale tutti i cittadini interessati possono compartecipare senza dover affrontare spese ed oneri che potrebbero "deviare" il loro operato. Perciò Paolo D'Arpini ha creato questo post  per farsi ri-conoscere e per dichiarare la sua disponibilità a contribuire alla crescita sociale e culturale di Treia.  

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Stralcio del programma della Lista Democratici  per Treia,  tratto dal programma generale depositato presso Albo Pretorio del  Comune.

Identità e Comunità. Decoro. Partecipazione alla cosa pubblica e trasparenza. Lavoro dignitoso ed economia sostenibile. Ecoturismo ed agricoltura bioregionale. Enogastronomia e valorizzazione delle nostre straordinarie risorse e tradizioni. Tutela dell’ambiente, del verde e della salute pubblica. Conservazione, formazione permanente e promozione di artigianato, arte e cultura nelle varie forme. Solidarietà sociale e civile verso le persone fragili. Diritti e doveri uguali per tutti. Accoglienza. Valorizzazione e potenziamento del senso della Comunità. Green economy, economia circolare, bandi di formazione e/o start-up giovanili. Rinascimento treiese… impegno per il ripopolamento, censimento e riutilizzo dei tanti locali situati nel centro storico attraverso idee, studi, botteghe, attività essenziali, tradizionali, creative, innovative. Nuovo volto alla Disfida del Bracciale. Rilancio del Mercato settimanale del martedì e delle Fiere che ricorrono durante l’anno nel centro storico e nelle frazioni. Riqualificazione a Chiesanuova dell’ex hotel e dell'ex Fornace e dei Consorzi agrari di Passo di Treia e Chiesanuova. Miglioramento delle strutture sportive di tutto il territorio e dei rapporti con le Società sportive, ricreative e turistiche. Tariffa puntuale sul rilascio effettivo  dei rifiuti solidi urbani.  Istituzione nel capoluogo di una Biblioteca Comunale.  Valorizzazione dell’uso del Mercato Coperto del centro storico e della Torre del Mulino di Passo di Treia per esposizioni di artigianato, agricoltura bioregionale, arte e produzione culturale, etc.  Rilancio delle strutture  storiche anche a fini turistici: Museo Acheologico,Villa Spada, Accademia Georgica, Teatro, Chiese, Parco della Torre Onglavina, etc.  Realizzazione di strutture per uso sociale e culturale nelle frazioni. Istallazione nel territorio di alcune Case dell’Acqua. Relazioni permanenti con le associazioni sindacali, culturali, imprenditoriali, del volontariato e con gli enti religiosi.