venerdì 2 marzo 2012

Siria - Stragi, subbuglio, manipolazione di notizie.. l'altra campana sugli eventi siriani



Il noto giornalista investigativo statunitense, che si e’ occupato degli attentati alle Torri Gemelle e ha smascherato le attivita’ di George Bush, offre un resoconto della crisi interna siriana molto diverso da cio’ che riportano gran parte dei media.

Nena News «In Siria sono al lavoro squadroni della morte, composti da libici, ceceni, iracheni, afghani, gente senza scrupoli che semina terrore». La denuncia arriva da uno dei maggiori giornalisti investigativi americani, Webster Tarpley, che si è recentemente recato in Siria con una delegazione di colleghi provenienti da tutto il mondo invitati da un gruppo di religiosi guidati da Agnes Marie de La Croia, del convento di S. Giacomo mutilato, «una specie di moderna Giovanna d’Arco che si batte contro la violenza e la guerra», spiega al telefono Tarpley, ancora provato da un viaggio interessante ma molto inquietante.

Perché, cosa l’ha colpito?

Eravamo ospiti nella città di Kara, a metà strada tra Damasco e Homs.
Ma abbiamo poi potuto girare liberamente nel paese, prendendo atto che
la situazione è molto diversa da come la raccontano i mass media
internazionali. Mentre l’inglese Bbc, ad esempio, dava la notizia
dello ‘scoppio della guerra civile’, che ho sentito con le mie
orecchie mentre ero nell’albergo di Damasco, mi sono recato insieme al
collega Mark George di Media Libre presso il luogo segnalato come il
focolaio, la Tv siriana. In realtà, era stato tirato solo qualche
petardo, niente di più. C’erano solo curiosi e nessuna tensione ma
intanto la notizia aveva fatto il giro del mondo. Mi ha colpito in
particolare la nostra visita in un quartiere di Homs che si chiama
Zahara. Qui ci sono stati molti morti ma in realtà gli abitanti di
questa zona si lamentano perché non c’è una sufficiente presenza
dell’esercito.

Può spiegarci meglio?

Sì, certo. Nell’ospedale di Zahara ci hanno detto che sono
terrorizzati dai cecchini, appostati in ogni angolo, gente di varie
nazionalità che uccide senza scrupoli. Colpiscono indiscriminatamente
e un medico mi ha confidato che in questo momento la più grande
preoccupazione per lui, come per chiunque, è quella di trovare il modo
di tornare ogni giorno a casa senza farsi uccidere.

Si è fatto un’idea di chi ci sia dietro queste squadre della morte?

Sicuramente alcuni paesi interessati alla destabilizzazione della
Siria, come Arabia Saudita, Emirati, Qataer e la Libia del dopo-
Gheddafi. C’è un ruolo diretto nei finanziamenti e dei rifornimenti da
paret della famiglia libanese Hariri e il lavoro di un uomo pericolo
solo come Abdul Halim Bel Haj, che ha guidato la rivolta in Libia. La
notizia della sua presenza in Siria è stata data da varie fonti. Si
sarebbe portato dietro manovalanza adatta in caso di attacco alla
Siria. La figura di Bel Haj spiega le dinamiche che hanno fatto
nascere e alimentano il caos.

Si profila uno scenario come quello libico?

Il tentativo è chiaro. Io sono stato in Libia dopo il criminale
attacco militare (della Nato, ndr), nelle settimane precedenti la
caduta di Gheddafi e la situazione era ben diversa. C’era in atto una
guerra civile, cosa di cui non c’è traccia in Siria. Inoltre, a
complicare i piani di questi strateghi anglo-americani impazziti c’è
la presenza della flotta russa a largo della Siria. Se ne parla poco
ma sono testimone di questo, ci sono un incrociatore, portaerei, tre o
quattro sommergibili. La Libia era isolata, la Siria si trova in una
condizione diversa. Ma la situazione è gravissima. In definitiva, dopo
il mio viaggio posso dire di aver visto un forte attivismo dei greci
ortodossi, dei cristiani melchiti e della chiesa siriaca (riunita
nella congregazione delle Chiese orientali). Credo che manchi la voce
della Chiesa di Roma e che il papa dovrebbe andare in pellegrinaggio a
Damasco per contrastare la follia omicida di chi sta pianificando una
terribile aggressione militare alla Siria.


Inviato da STEFANIA LIMITI

giovedì 1 marzo 2012

Rothschild a capo della politica italiana.. e non solo...

"Notizie sul filo.." (Saul Arpino) - Foto di Gustavo Piccinini

Da una parte Berlusca che ha fatto parte della P2 organizzata dai Servizi Segreti e gestita da Andreotti (tramite l'assistente Gelli) per conto di Kissinger il quale è un abitudinario di casa Rothschild.

Questa fazione è direttamente collegata ai Cavalieri di Malta (Berlusca accompagna il figlio alle riunioni) i quali gestiscono il FMI. La mafia e alcune Multinazionali chiudono il cerchio.

Dall'altra parte la finta opposizione è stata pian piano creata attraverso i finanziamenti di De Benedetti, alcune Corporation e la massoneria ha un ruolo molto importante anche in questo caso dato che i leader di tale schieramento hanno TUTTI avuto a che fare con indagini massoniche: Prodi durante il rapimento Moro, Veltroni ed i Cavalieri di Malta, Napolitano con le onorificenze massoniche acquisite, la famiglia della Bonino serva dei banchieri da generazioni, la Casaleggio che "unisce" la massoneria con Di Pietro e Grillo, e moltissimi altri casi. Paola Ferrari per esempio... famosa giornalista sportiva (immortale) sposata con Rodolfo De Benedetti (Presidente del Carlyle Italia e fratello di Carlo il quale, come ho riportato sopra, finanzia la sinistra in Italia) si è candidata con La Destra assieme a Storace e alla Santanchè.

Fini si arruolò tra le fila dei Rothschild quando fù finanziato da loro a fine anni ottanta tramite un dipendente della banca rothschild che si chiama Higgins.

Di Pietro dal '90 al '92 passò quasi 2 anni ad apprendere tecniche politiche da Michael Leeden (un neocon con stretti collegamenti con la CIA che fù indagato per la strage del 9/11), quest ultimo è l'ideatore delle rivoluzioni colorate come quella arancione in Ucraina, quella verde in Iran, la Viola in Italia (il popolo viola) e tantissime altre...

Berlusca fà i propri interessi, a lui interessa non andare in galera e farsi le ragazzine.. intanto persone come Tremonti (collaboratore di grandi banchieri, bilderberg e aspen institute), Frattini (pro sion), Letta e altri continuano ad attuare politiche a favore dei Rothschild.

Prodi (BCE) aveva come braccio destro l'ex cestista Angelo Rovati il quale si è da poco dimesso da dipendente della Banca Rothschild affermando che comunque resterà sempre un fedelissimo. Casini segue le ideologie del suocero Caltagirone il quale ha entrambi i piedi nel Vaticano (Vaticano di proprietà dei Rothschild da almeno 150 anni).

Bertinotti sottostava agli ordini dei D'Urso ed in particolare a Mario D'urso (uno dei migliori amici di Jacob de Rothschild).

Bossi aveva le prove che Berlusca fosse mafioso ma dopo un incontro con Silvio liquidò le prove e abbandonò i testimoni come il polizziotto svizzero Cattaneo, fù condannato per una tangente e si alleò con berlusca, la Lega Nord si è unita in campo europeo in un gruppo che è presieduto da Francesco Speroni (Lega Nord) e da Nigel Farage (UKIP)-Nigel Farage fà parte del UKIP (Partito per l'Indipendenza del Regno Unito) voluto e fondato dai Rothschild attraverso James Goldsmith (cugino di Jacob de Rothschild e considerato uno della Famiglia).

Henry Kissinger (amico e stretto collaboratore di Andreotti) è un assiduo frequentatore delle ville dei Rothschild, è stato condannato per genocidio da un tribunale europeo e non può entrare in europa altrimenti verrebbe arrestato, è stato il mandante dell'assassinio di Aldo Moro secondo la moglie di Moro stesso (Moro non era un santo ma fece stampare le 500 lire di carta esenti da signoraggio, non sottostava ad ordini precisi inviati dagli USA e stava per creare un potente Movimento di Centrosinistra non controllabile) e lo fece infiltrando agenti CIA nelle brigate rosse, Kissinger ebbe come assistente Lapo Elkann mentre il fratello John è l'erede di Gianni Agnelli ed inoltre vice presidente dell’Italian Aspen Institute, bilderberg e frequenta i Rothschild, sposato con la sorella di Beatrice Borromeo, Lavinia, la quale Beatrice collabora con Travaglio e si reputa una del popolo viola. La Famiglia Borromeo è una famiglia nobile ed importante: Beatrice (la ex collaboratrice di Santoro ad anno zero) è fidanzata con l'erede del principato di Monaco e figlio di Carolina di Monaco (Pierre Casiraghi), Lavinia è sposata con John Elkann e l'altra sorella, Isabella, è la moglie del Proprietario del Gruppo API (API, IP, etc..) Ugo Maria Brachetti Peretti.

Su Confindustria non penso che ci sia bisogno di scrivere qualcosa. A questo punto chiedo: c'è bisogno che aggiunga altro? Jürg Heer dovrebbe avere grande spazio negli Istituti scolastici. Due strade che portano in cima alla piramide entrambe ai Rothschild.

Ci vogliono studi, ci vuole tempo ma... scoprirlo non è poi tanto difficile!

Renzo Minari - Informarmy.com


Fonte Notizie: http://www.facebook.com/note.php?note_id=441529108966&id=100000200373881

Signoraggio bancario, quote di banche private in Bankitalia e BCE, interessi pagati dallo stato italiano, debito pubblico, tasse....

"Signoraggio bancario e truffa bancaria... Lo capirebbe persino un asino.. e tu l'hai capito?" (Saul Arpino) - La foto è di Gustavo Piccinini


Caro Paolo D'Arpini, ho letto l'articolo sul convegno di Scilipoti sul Signoraggio Bancario (http://www.circolovegetarianocalcata.it/2012/02/28/signoraggio-bancario-ed-unitarieta-della-vita-una-spiegazione-semplice-semplice%e2%80%a6/) sono andato a controllare e mi risulta che la distribuzione delle quote di Banca d’Italia è rimasta sostanzialmente invariata dal 1948 ad oggi. Sul sito di Banca d’Italia verifico che:

Ente partecipante
Numero quote
Numero voti
Percentuale

Intesa Sanpaolo S.p.A. 91.035 50 30,3
UniCredit S.p.A. 66.342 50 22,1
Assicurazioni Generali S.p.A. 19.000 42 6,3
Cassa di Risparmio in Bologna S.p.A. 18.602 41 6,2
INPS 15.000 34 5,0
Banca Carige S.p.A. - Cassa di Risparmio di Genova e Imperia 11.869 27 4,0
Banca Nazionale del Lavoro S.p.A. 8.500 21 2,8
Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. 7.500 19 2,5
Cassa di Risparmio di Biella e Vercelli S.p.A. 6.300 16 2,1
Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza S.p.A. 6.094 16 2,0
Cassa di Risparmio di Firenze S.p.A. 5.656 15 1,9
Fondiaria - SAI S.p.A. 4.000 12 1,3
Allianz Società per Azioni 4.000 12 1,3
Cassa di Risparmio di Lucca Pisa Livorno S.p.A. 3.668 11 1,2
Cassa di Risparmio del Veneto S.p.A. 3.610 11 1,2
Cassa di Risparmio di Asti S.p.A. 2.800 9 0,9
Cassa di Risparmio di Venezia S.p.A. 2.626 9 0,9
Banca delle Marche S.p.A. 2.459 8 0,8
INAIL 2.000 8 0,7
Milano Assicurazioni 2.000 8 0,7
Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia S.p.A. (CARIFVG S.P.A.) 1.869 7 0,6
Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia S.p.A. 1.126 6 0,4

Per cui se Intesa Sanpaolo o UniCredit dovessero fallire cosa succede?

Un lettore curioso..

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Risposta di Giorgio Vitali:

LA RISPOSTA è SEMPLICE: L'INDEBITAMENTO DELLO STATO (DEBITO PUBBLICO)E' TUTTO L'INDEBITAMENTO DELLO STATO. SU QUESTO, LA CIFRA DI GRAN LUNGA SUPERIORE è QUELLA DELL'INDEBITAMENTO NEI CONFRONTI DELLA BANCA CENTRALE. CHE E' LA BCE. PER LE RAGIONI CHE SAPPIAMO E CHE AL MOMENTO è INUTILE RIPETERE. PERCHè L'INDEBITAMENTO DEGLI STATI ADERENTI ALL'UE SI VERIFICA NEI CONFRONTI DELLA BCE?? PERCHè LA BCE è LA BANCA CENTRALE EUROPEA CHE STAMPA GLI EURO. (Più chiaramente, gli euro italiani sono stampati in Italia, per conto della Banca d'Italia che agisce per conto della BCE in questa operazione.)

Per spiegare meglio: la banca d'Italia, per conto della BCE, di cui è azionista, incarica la Zecca ( quella che sta a piazza Verdi a Roma)di stampare banconote in Euro. la zecca stampa le banconote e fa pagare alla banca d'Italia ( che agisce per conto della BCE) il SEMPLICE prezzo TIPOGRAFICO.Poi la Banca d'Italia, che agisce su mandato della BCE, VENDE ALLO STATO ITALIANO LE BANCONOTE facendole pagare al VALORE FACCIALE. IN PIù CI METTE ANCHE GLI INTERESSI. ( Dal che si deve dedurre che non esiste proprietà della moneta, perchè in realtà le banconote sono affittate...allo Stato Italiano). ESULANO DA QUESTA OPERAZIONE LE MONETE METALLICHE, CHE PER CONVENZIONE INTERNAZIONALE SONO DI PROPRIETà DELLO STATO (per cui noi dovremmo utilizzare solo quelle... se ci riuscissimo!)

LO STATO ITALIANO PAGA QUESTI FOGLI DI CARTA CON LE TASSE AGLI ITALIANI.
NOTA SUPPLETIVA: IN QUESTA MANIERA LA BCE LUCRA SUL SIGNORAGGIO. MA QUESTO CI DEVE SERVIRE ANCHE PER CAPIRE CHE SUA MAESTA' LA REGINA DI INGHILTERRA LUCRA SUL SIGNORAGGIO DELLA BCE ESSENDONE AZIONISTA, MA NON PAGA TALE SIGNORAGGIO PERCHè NON HA ADOTTATO L'EURO. SE LE PERSONE NON CAPISCONO QUESTO PASSAGGIO, CHE è LA RIPROVA DELLA ETERNA PIRATERIA INGLESE, NOI NON SAPPIAMO CHE FARCI...O MEGLIO...IO LO SO! CONCLUSIONE: IL MAGGIOR AZIONISTA DI bANKITALIA, QUINDI DELLA QUOTA ITALIANA DI BCE, è INTESA. (EX COMIT) E NON POTREBBE ESSERE DIVERSAMENTE. ESSENDO LA COMIT LA BANCA ITALIANA DI MAGGIORE IMPORTANZA MONDIALE (fondata dall'ebreo polacco Toeplitz...)
INTESA NON PUò FALLIRE PERCHè AZIONISTA BCE. PER FAR CAPIRE COSA SIGNIFICA LUCRARE SUL SIGNORAGGIO DELLA BCE CI PREGIAMO DI FAR NOTARE CHE L'INPS, PROPRIETARIA DEL 5% DI BANKITALIA CI MANTIENE I PENSIONATI E L'INAIL CON IL 2% CI MANTIENE GLI ASSICURATI. KIARO? (Giorgio Vitali)

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Risposta di Giuseppe Turrisi:
La risposta ha tante risposte ed è anche formulata male ma la più bella definizione che ho trovato è la seguente "chiunque si appropria di una richezza che non ha contribuito a creare esercita signoraggio" di Nando Ioppolo
Tornando alla domanda... il signoraggio non è il sistema con cui la stato si indebita con banca centrale...
Ma è il meccanismo di emissione monetaria che se messo in mano a terzi (privati) e applicato in grossa misura induce lo stato a:
1) farsi prestare i soldi (perchè non ne ha di propri
2) farsene prestre sempre di più in quanto il debito è sempre maggiore del realmente prestato poichè gravato di interesse (Giuseppe Turrisi)

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Risposta precisazione del prof. Antonio Pantano:

Caro "circolo vegetariano" (che, spero, sia Paolo d'Arpini!),
1 "signoraggio" è un atteggiamento preciso, con ascendenze storiche (da non tollerarsi se attribuito ad individui, ma da IMPORSI se esercitato dallo Stato)!
2 "Signoraggio bancario" è USURPAZIONE degli elementari diritti del Popolo e dei Cittadini, e dello STATO che tutti rappresenta.
3 Scilipoti potrebbe avere ... qualche idea, o un minimo di "buona fede". Percorre itinerari inutili e si circonda di alcuni figuri (ho scritto:" alcuni") esibizionisti, fuorvianti ed ... utili a loro stessi.
4 MAI attingere notizie da VILIPEDIA!
5 Infatti, dal 1948 la "partecipazione in Banca d'Italia" è mutata spesso! Se quella oggi sostenuta dai "vilissimi e prezzolati redattori di questa falsa enciclopedìa libera", ma "controllata dai poteri forti", fosse vicina alla verità, ASSAI LONTANA dalla verità è la genesi dello "azionariato" (che si chiama "partecipanti"!) della nostrana "banca centrale". Infatti, sia al tempo del Fascismo, che nello immediato dopoguerra ( e NON VA DIMENTICATO che durante la Repubblica Sociale Italiana la VERA Banca d'Italia fu commissariata ed "assunta a totale vantaggio della Repubblica e dei Cittadini TUTTI") , essa apparteneva di fatto e diritto SOLO a banche locali, a carattere popolare o di vero "risparmio", alla Banca Nazionale del Lavoro che assolveva a compiti ufficiali ed utili allo Stato (ma oggi è "privatissima" e di proprietà estera!) ed ad ENTI di STATO (INPS, INAIL, INA - che era Istituo Nazionale delle Assicurazioni, a vantaggio e profitto dei cittadini, poi "snaturato" e privatizzato dal consociativismo ladro dei partiti di governo e di finta opposizione, con la apostolica benedizione d'oltre tevere!), e ad una ristretta minoranza, contenuta nel solo 4%, di così dette "banche d'affari".
6 Oggi chi attribuisce "valenza nazionale e rappresentatività degli interessi dei cittadini" a Bankitalia NON SA COSA DICE!
7 Le banche aventi sede in Italia NON possono fallire! Ma le malefatte deficitarie dei loro "amministratori/padroni" vengono pagate e ripianate da TUTTI i cittadini, grazie allo Stato (gestito da complici compiacenti dei malfattori, se non palesemente posti alla gestione!)! Cordialmente, Antonio Pantano


A voi le riflessioni di sorta.. Paolo D'Arpini

mercoledì 29 febbraio 2012

USA e sionisti uniti in quella lunga lunga guerra contro Chavez...

Il castello degli gnomi.. di Franco Farina


Chavez ha avuto il suo primo round di martellamento per un presunto antisemitismo, nella fase iniziale della sua presidenza nel 1999, per la sua associazione con il politologo argentino e peronista Norberto Rafael Ceresole, che nei primi anni '90 aveva introdotto il futuro leader venezuelano alla sua dottrina Caudillo, Ejército, Pueblo (Leader, Esercito, Nazione) per l'ascesa al potere. Ceresole era un veemente critico della politica di Israele in Palestina, negava Olocausto e aveva steso un piano per un servizio di intelligence strategico venezuelano cui evidentemente si aspettava di dirigere personalmente. Era un segreto di Pulcinella che gli operatori del Mossad mantenessero al guinzaglio la comunità d'intelligence venezuelana, in epoca pre-Chavez. Anche se hanno dovuto fare le valigie e andarsene quando il regime populista è salito al potere, i sostenitori d'Israele, profondamente radicati nella macchina statale del Venezuela, si opposero fortemente alla presenza di Ceresole nel paese, e i rappresentanti della comunità ebraica del Venezuela inondarono la DISIP, la polizia segreta, di denunce che Ceresole, "un nazista", rappresentasse un problema permanente. Allora Chavez era occupato a concentrare il potere e a preparare la nuova costituzione del Venezuela, e la deportazione di Ceresole divenne una decisione scontata. Agenti del DISIP videro partire Ceresole dall'aeroporto, e più tardi dissero ai giornalisti che i sionisti lo costrinsero ad andarsene minacciandolo di omicidio.

Le forze sioniste hanno preso parte attiva al golpe anti-Chavez del 2002. Raduni di massa e proteste della classe media contro il regime furono orchestrati dai media che, con l'eccezione del statale Canale 8, erano uniformemente controllati da ebrei. La copertura distorta dei media diffuse i disordini e lasciò gran parte della popolazione con l'impressione che Chavez e la sua cerchia fossero sul punto di ricorrere alla forza armata, per mantenere il potere. Nel frattempo, sparatorie perpetrate da uomini armati non identificati sul ponte Llaguno, che causarono il decesso tra sostenitori e oppositori di Chavez, fu visto da una parte della popolazione come il tentativo del regime di riprendere il controllo con la violenza. Non è ancora chiaro chi fossero gli uomini armati, però; secondo un'ipotesi abbastanza realistica, potrebbero essere stati agenti della polizia municipale il cui comando si schierò con l'opposizione. Un'ipotesi alternativa è che gli uomini armati fossero cecchini esperti venuti dall'estero, e la cosa in effetti rientrerebbe negli scenari ricorrenti in tutta l'era delle guerre "anti-terrorismo" degli anni '90.

Un grosso scandalo scoppiò nel gennaio 2006, quando il Centro Simon Wiesenthal chiese che Chavez si scusasse per una presunta dichiarazione antisemita. Presso il Centro di Sviluppo Umano del Comune di Acevedo, nello stato di Miranda, Chavez lasciò cadere la frase che aveva provocato conseguenze di vasta portata: "Il mondo ha un'offerta per tutti, ma si è scoperto che alcune minoranze - i discendenti di coloro che crocifissero Cristo, i discendenti di coloro che espulsero Bolivar da qui e anche coloro che, in un certo modo, lo crocifissero a Santa Marta, in Colombia - hanno preso possesso delle ricchezze del mondo, una minoranza ha preso possesso dell'oro, dell'argento, dei minerali, dell'acqua, delle terre buono, del petrolio del pianeta, ed hanno concentrato tutte le ricchezze nelle mani di pochi, meno del 10 per cento della popolazione mondiale possiede più della metà delle ricchezze del mondo". Anche se, dopo un esame, nulla di quanto sopra sembrasse giustificare le accuse di antisemitismo, una campagna diffamatoria contro il leader venezuelano prontamente si diffuse fino a includere Liberation e Le Monde in Francia, Reuters, Associated Press, The Voice of America e miriadi di destroidi latino-americani. Alla fine, il Simon Wiesenthal Center dovette ammettere, pur ritenendo che Chavez avrebbe dovuto usare un linguaggio scelto con maggior cura, che il passaggio non conteneva nulla che indicasse che gli ebrei fossero responsabili della crocifissione di Cristo o che arraffassero la maggior parte della ricchezza mondiale, e che l'invettiva era diretta contro la classe dirigente venezuelana che espulse Simon Bolivar in Colombia, e contro il sistema globale che consegna in effetti la maggior parte della ricchezza esistente al 10% della popolazione mondiale. Ciò non ha risparmiato nuovi colpi a Chavez, con accuse simili emerse quando aveva criticato l'aggressione di Israele contro il Libano o le spietate incursioni nella Striscia di Gaza.

Il Venezuela aveva ordinato all'ambasciatore israeliano Shlomo Cohen di andarsene il 6 gennaio 2009, e ruppe le relazioni diplomatiche con Israele il 15 gennaio dello stesso anno, condannando la sua offensiva contro la Striscia di Gaza, il cui il bilancio di morti, soprattutto tra i civili, superava i 1000. Mentre Chavez aveva espresso indignazione per il trattamento da Israele del popolo palestinese, la propaganda occidentale trasmise la notizia come se fosse un'ulteriore prova della sua ostilità verso gli ebrei come gruppo etnico. Un attacco a una sinagoga di Caracas ebbe luogo, mentre la questione imperversava. Secondo la BBC, "Una banda armata ha saccheggiato la più antica sinagoga ebraica nella capitale venezuelana, Caracas, dopo aver occupato l'edificio per diverse ore. Circa 15 uomini non identificati hanno fatto irruzione nell'edificio prima di imbrattarne i muri con graffiti e scritti dissacranti. Inoltre chiedevano che gli ebrei fossero espulsi dal paese". La BBC aveva anche citato i leader ebraici del Venezuela per aver detto che “Il clima è molto teso. Ci sentiamo minacciati, intimiditi, attaccati”.

Il governo venezuelano ha ricevuto una valanga di critiche, mentre la polizia stava indagando sull'incidente. Il presidente della Confederazione venezuelana delle Associazioni Israelite, ad esempio, sosteneva che l'attacco era stato ispirato dalla posizione anti-israeliana di Chavez in merito alla guerra in Palestina, e gruppi ebraici si erano radunati davanti alla sede delle Nazioni Unite a Caracas, con slogan sull'odio che alimenta l'odio, cantando l'inno venezuelano, mostrando i loro passaporti venezuelani a chi passava, e spiegando che stavano difendendo la libertà religiosa. I diplomatici di Stati Uniti, Francia, Canada, Finlandia, Germania e Repubblica ceca ha visitato la sinagoga per solidarietà con la comunità venezuelana ebraica, e un coro di ONG in Venezuela, così come da tutta l'America Latina e l'Europa, rivolse accuse al regime di Chavez. Negli Stati Uniti, 16 parlamentari chiesero congiuntamente che Chavez ponesse fine alle intimidazioni della comunità ebraica locale. L'idea comune a tutte le critiche era che l'atto di vandalismo fosse stato in qualche modo benedetto dal governo venezuelano.

La polizia venezuelana, però, concluse l'indagine in un modo fulmineo e, mentre la campagna anti-Chavez era ancora in corso, il ministro degli interni venezuelano Tarek al-Aissami aveva riferito che l'attacco contro la sinagoga era stato guidato da Edgar Alexander Cordero, una guardia del corpo del rabbino Isaac Cohen e da un ufficiale della polizia metropolitana guidata dall'opposizione. I complici dell'uomo erano sette ex agenti di polizia, due individui con precedenti penali e la guardia della sinagoga. Cordero conosceva i dettagli del sistema di sicurezza della sinagoga e la guardia spense l'allarme dall'interno dell'edificio, mentre i graffiti anti-semiti e i danni ai rotoli avrebbero dovuto mascherare un furto ordinario e coinvolgere il Colectivo La Piedrita, l'UPV o altri gruppi dei sostenitori del regime venezuelano. In realtà, il piano di Cordero era rubare 200.000 bolivares da una cassetta di sicurezza. Come è emerso, poco prima dell'irruzione, Cordero aveva chiesto al rabbino Cohen di prestargli del denaro e si sentì profondamente offeso quando la richiesta venne respinta.

La Confederazione delle associazioni israelite venezuelana elogiarono la gestione governativa del caso, ma la maggior parte di coloro che avevano demonizzato Chavez per questa cosa, pretesero di non essere consapevoli della loro cantonata.

In realtà, Chavez ha avuto diversi incontri con i rappresentanti della comunità ebraica venezuelana da quando è diventato presidente, esortandoli a non cedere alle provocazioni. Chavez sottolineò che un vero rivoluzionario non può essere un antisemita, e gli ebrei in Venezuela, come cittadini legittimi del paese, non hanno nulla di cui preoccuparsi. La comunità ebraica, tuttavia, sembra priva d'immunità nella propaganda sfornata dalle agenzie di Stati Uniti e Israele. Le storie di fantasia su campi di addestramento per i terroristi arabi in Venezuela, delle operazioni segrete di Chavez con l'Iran, ecc., sono volte a spingere gli ebrei venezuelani ad emigrare in massa. Il giornalista dell'opposizione Nelson Bocaranda dice che il 60-80% degli ebrei del Venezuela ha lasciato il paese nell'ultimo decennio.

Recentemente l'opposizione venezuelana ha convocato le primarie per nominare la sua speranza presidenziale. Il concorso è stato vinto in maniera convincente da Henrique Capriles Radonski, 40enne, propaggine tipica di un ricco e privilegiato clan ebraico. Radonski, però, tende a sottolineare in ogni occasione che lui è un cattolico romano praticante che, in tutta l'America Latina, è un prerequisito per comprare il biglietto per la grande politica. Da giovane, Radonski era un attivista della setta di destra nota come Tradición, Familia y Propiedad (Tradizione, Famiglia e Proprietà), e successivamente ha preso parte alla costruzione, con il sostegno finanziario della CIA e di concerto con i suoi colleghi del TFP, del partito d'opposizione Primero Justicia.

L'estremismo politico di Radonski divenne manifesto durante il colpo di stato anti-Chavez dell'aprile 2002. A quel tempo, era l'alcalde di Baruta, un quartiere benestante di Caracas, che divenne teatro di una caccia ai sostenitori di Chavez. Radonski prese parte al assedio all'ambasciata cubana, quando gli insorti chiesero di entrare nella missione per perquisirla. I cubani respinsero l'ultimatum e la teppaglia guidata da Radonski tagliò le comunicazioni dell'ambasciata e vandalizzò le sue vetture. Senza essersi dichiarato colpevole, alla fine Radonski trascorse diversi mesi in carcere per l'episodio, ma è riuscito a trarne dei benefici con cui dare una svolta alla sua carriera: come la maggior parte dei rivoltosi attivi, è fuggito a Miami.

Il sito aporrea.org ha pubblicato un articolo intitolato La Rivoluzione Bolivariana contro il sionismo internazionale, che descrive la nomina di Radonski come un esperimento effettuato dalla borghesia locale e dagli imperialisti degli Stati Uniti, con il sionismo internazionale come base. L'alleanza dovrebbe spingere i sionisti al potere dopo la cacciata di Chavez, supponendo che di conseguenza, la locale classe politica borghese mancherebbe d'influenza. Radonski, ipoteticamente come nuovo presidente, dovrebbe poi aiutare la borghesia venezuelana e i capitalisti ebrei a riprendere il controllo del Venezuela. La proiezione prevede che il governo di destra attuerebbe una immediata repressione estrema, come unico modo per eliminare il regime di Chavez, la rivoluzione bolivariana e la resistenza popolare.

Al momento Radonski, sostenuto da Stati Uniti e Israele, si sta preparando nel ruolo di killer del regime di Chavez. I media sionisti, nel frattempo, lo ritraggono come un progressista liberale, di centro-sinistra e un umanista, nella speranza che il travestimento gli permetta di vincere nel prossimo scontro per il potere.

Nil Nikandrov


Strategic Culture Foundation. Traduzione di Alessandro Lattanzio - Sitoaurora

martedì 28 febbraio 2012

NO TAV.. quel che sta succedendo in Valsusa all'insaputa del popolo italiano..

Dipinto di Franco Farina


Notizia di cronaca: Durante lo sgombero dei terreni e baita in Val Clarea in atto ora, LUCA ABBA' arrampicato su un traliccio per bloccare l'allargamento, inseguito da rocciatori, probabilmente toccando i fili, cade dal traliccio folgorato.

Le sue condizioni sono gravi, e per il momento non si sa ancora nulla di più,
intanto le ruspe avanzano, e l'ennesimo atto di ingiustizia compiuto.

Anche i presìdi e le azioni di solidarietà crescono,
e il nostro cuore è in quella camera del C.T.O. di Torino, con Luca.

CORAGGIO LUCA!!!!!
insurreale@libero.it



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Articolo di Claudio Martinotti Doria:

Sto tornando ad essere fiero di essere italiano, non per motivi nazionalistici, in quanto coerentemente con quanto ho sempre affermato, l'Italia non è mai stata una nazione storicamente e culturalmente, e non lo sono certo per motivi politici ed istituzionali, essendo i nostri politici e le nostre istituzioni tra le peggiori del mondo occidentale, ma lo sono per l'enorme mole di iniziative di resistenza, di idee innovative, di fermento culturale e politico sociale che emerge dalla società civile che si oppone alla repressione del potere, alla rapina istituzionalizzata, alla confisca delle proprie risorse, alla devastazione del territorio, alla distruzione di ogni prospettiva e speranza. Un esempio per tutti è la coesione ed il comportamento perseverante del popolo della Val di Susa e dei No TAV, che sono un modello di riferimento ormai internazionale di come una comunità possa resistere a forze opprimenti preponderanti e violente e possa trovare solidarietà in altre comunità, formando un fronte comune più forte se non invincibile, esempio di autonomismo e libertarismo, nel senso di difesa ad oltranza dei propri diritti di libertà e proprietà che sono stati violati da interessi oligarchici cinici e spietati. Come scrissi già parecchie volte e da alcuni anni, è solo la protervia di chi detiene il potere e non conosce la storia che può convincersi che si possa vincere e dominare la volontà di un popolo di montagna, che in questo caso è simile come motivazioni e potenzialità allo spirito che aveva animato i popoli balcanici nel XVI secolo che guidati da Vlad Ţepeş III detto Dracul Voivoda di Valacchia e a Giorgio Castriota Scanderbeg (che aveva unito i principati dell'Epiro e dell'Albania) con poche migliaia di combattenti (in quanto i regnanti europei, compreso il cristianissimo re di Ungheria, erano troppo occupati a combattersi a vicenda ed a complottare a livello dinastico) fermarono per decenni l'esercito di Maometto II, forte mediamente di oltre 100 mila soldati ...
Forse varrebbe la pena di rileggere quanto scrissi in proposito nel mese di giugno 2011:


Se pensano di imporre la loro volontà in Valsusa sono degli illusi ...

E' risaputo che i nostri partiti politici sono divenuti ormai comitati d'affari, la partitocrazia uno strumento di potere economico e di malaffare, che ha scollato schizofrenicamente la politica dalla società civile, allontanandola dalla gente comune, inaridendola e volgarizzandola, manifestando un'ignoranza abissale ed indifferenza nei confronti delle problematiche reali e soprattutto della storia.

Cito un solo esempio, quello della TAV in Val di Susa.

I politici ed i loro cortigiani della carta stampata e della televisione, i cosiddetti media, sanno poco nulla sulla TAV e non fanno la fatica di documentarsi ed approfondire tecnicamente, altrimenti avrebbero capito da un pezzo che la TAV conviene solo a chi la propone e costruisce, non certo ai cittadini ed utenti che subiranno un enorme danno erariale che graverà sulle generazioni future, ma non è su questo che mi voglio soffermare, ma sull'ignoranza storico culturale dei nostri politici.

La prosopopea e l'autoritarismo cui sono avvezzi da tempo i nostri politici, li ha indotti a sottovalutare la gente di montagna e di confine, non sapendo che sono proprio coloro che ancora conservano importanti tracce storiche culturale ereditarie, dignità e fierezza delle radici e del loro passato, capacità di resistenza e perseveranza, ecc., molto più della media delle popolazioni peninsulari …

Non sanno i nostri politici, che la Val di Susa, la Val Chisone, la Val Varaita, ecc., nel 1343 si sono unite nella Federazione degli Escartons (una sorta di Repubblica democratica antesignana), firmando la prima Carta delle Libertà in Europa?

Era una carta costituzionale che affrancava la cinquantina di comunità aderenti dalle servitù feudali, sanciva il diritto alla libertà di ogni singolo individuo, il diritto inviolabile della proprietà privata e dell'autogestione comunitaria, equa ripartizione delle tasse, ecc. ... La Federazione prosperò sino all'acquisizione definitiva dei Savoia che imposero il loro dominio sull'area in seguito al Trattato di Utrecht che perdurò alcuni anni e si concluse nel 1713

E secondo i nostri politici, ignoranti ed insipienti, si possono imporre a queste popolazioni scelte liberticide con elevato impatto ambientale e sanitario?

Ma studiatevi la storia e ritiratevi a vita privata che è meglio! Oppure provate ad indire un nuovo referendum ...

Claudio Martinotti Doria

lunedì 27 febbraio 2012

Amnesty International sulla Libia: "Non liberazone ma massacro continuato.."



Violenza fuori controllo in Libia: ovunque interviene la NATO seguono massacri, distruzione di massa, orrori indicibili e miseria umana

La Libia, una volta il Paese più sviluppato dell’Africa, è oggi un carnaio fuori controllo e devastato. I morti si contano nell’ordine delle decine di migliaia, ma molti di più sono i feriti, quelli ridotti ad essere senza casa ed i deportati coatti.

Il terrore ora insegue i libici che vivono nella paura, i conflitti continuano, violenza ed instabilità dilagano e non se ne vede la fine per anni a venire. Questa guerra di Washington a guida NATO è uno dei peggiori crimini della storia: colonizzazione, occupazione, saccheggio e sfruttamento erano già programmati.

L’America si è presa un altro trofeo imperiale insanguinato, mantenerselo è un altro discorso: la Resistenza Verde prosegue nei suoi sforzi di liberazione.
Qui la nuova relazione di Amnesty International (AI).

Meglio tardi che mai, essa spiega l’eredità lasciata dalla NATO. La relazione fuorviante di AI del 2011 dal titolo La battaglia per la Libia puntava il dito nella direzione sbagliata accusando Gheddafi per l’aggressione NATO; lo accusava in modo falso di aver «ucciso e ferito innumerevoli contestatori disarmati», aggiungendo
«serie violazioni alle leggi umanitarie internazionali, crimini di guerra compresi, palesi violazioni dei diritti umani, cose che portano tutte davanti alla commissione per i crimini contro l’umanità».

Prima che arrivassero le bande di assassini sostenute dall’Occidente, la Libia era calma e pacifica. Amnesty International accusò Gheddafi dei propri crimini mentre la nuova relazione di AI dipinge un quadro totalmente differente, pur se ancora ben lontano dalla verità e dalla sua piena divulgazione. Intitolata Le Milizie Minacciano le Speranze per una Nuova Libia, tratta dell’assenza diffusa e violenta della legge, ma non spiega l’autorità dell’NTC (National Transitional Council, Consiglio Nazionale di Transizione), nè le illegali aggressioni della NATO contro una nazione non-belligerante.

La legge internazionale è chiara ed Amnesty International lo sa bene: nessuna nazione può interferire negli affari interni di un’altra se non nel caso di autodifendersi quando attaccata. La NATO arrogò a sè la responsabilità e l’autorità, ed i crimini di guerra contro l’umanità ne sono stati la conseguenza e continuano fuori controllo e la NATO è ancora coinvolta e migliaia di militari USA continuano ad invadere il Paese per controllare le strutture chiave del petrolio. Si verificano anche attacchi aerei e navi NATO occupano i porti della Libia, e sono coinvolte forze militari USA, italiane e francesi, e forse anche di altre nazioni. Resoconti da Misurata, a gennaio, dicevano che elicotteri Apache avevano massacrato dei ribelli che cercavano di occupare le piattaforme petrolifere di Brega.

Bande di criminali si aggirano fuori controllo e sono frequenti gli scontri con morti fra civili e rivoltosi rivali. Le milizie controllano le aree locali e quelle confinanti. Migliaia di Lealisti di Gheddafi e di lavoratori ospiti africani neri sono stati uccisi o catturati e torturati.

«Le Milizie continuano a rastrellare gente ed a detenerla, il tutto fuori da qualsiasi schema legale, e li tengono in prigioni segrete.... Sono in migliaia che non hanno nè modo di difendersi da questa illegalità totale nè di sfuggire alle brutalità ed alla tortura».
I detenuti intervistati da AI hanno descritto la loro esperienza straziante. Ad esempio:
• appesi in posizioni contorte;
• picchiati con fruste, calci di fucili, cavi, tubi di plastica, catene di metallo, spranghe e bastoni in legno;
• elettro-shock con conduttori sotto tensione e Taser usati come armi;
• ustioni e minacce di stupro.
(le immagini delle torture sono presenti nel rapporto AI)

Questi fatti sono confermati dai resoconti medici: con poche eccezioni, i prigionieri non hanno nè processi nè avvocati; molti hanno detto di aver confessato crimini non commessi per metter fine alle sofferenze; altri erano troppo terrorizzati per poterne solo parlare. La NATO ed i tirapiedi del Consiglio Nazionale di Transizione sanno bene cosa accade e non fanno nulla.
Il governo guidato dal CNT sembra non avere nè l’autorità nè la volontà politica di tenere a freno le milizie. Non hanno nessuna voglia di riconoscere la portata degli abusi commessi dalla milizia e nemmeno di riconoscerne dei singoli casi nonostante emergano sempre più numerose le prove di comportamenti abituali con gravi e diffusi abusi in molte parti del Paese.

Risultato: le torture e le malversazioni continuano. Amnesty International in passato ha sia esagerato i crimini di Gheddafi che sminuito il suo sostegno popolare di massa. Alla fine, la cosa è traboccata ed oggi la maggior parte dei libici vorrebbe che ci fosse ancora lui.

La NATO e gli illegittimi funzionari del CNT ignorano i diritti umani ed i principi del diritto internazionale. Le elezioni programmate non sono che una copertura data all’occupazione imperialista ed i crimini di guerra e quelli contro l’umanità resteranno impuniti; ed infatti, continuano quotidianamente.

Quelli più minacciati sono i libici di pelle scura: a migliaia in Tawargha ed altrove sono stati deportati a forza e tutt’ora non possono ritornare alle proprie case, che comunque sono state saccheggiate e bruciate. Quelli che non sono tenuti prigionieri, sono nei campi a basse risorse di Bengazi, Tripoli ed altrove.
Bande di assassini minacciano sia molti membri delle tribù Mshashiya e Qawalish, che altri residenti nelle zone della Sirte e del Bani Walid; vendette ed abusi continuano anche se la Resistenza Verde lotta per liberare la Libia e ripristinare la legge della Jamahiriya.

Amnesty International ha visitato la Libia sia a gennaio che nel febbraio 2012; le sua indagini si sono incentrate su Tripoli, al-Zawiya, le Nafoussa Mountains, Misurata, la Sirte e Benghazi e loro zone limitrofe.

Ha visitato 11 prigioni controllate dalle bande di insorti e localizzate nella Libia centrale ed occidentale, dove in 10 su 11 prigioni ha trovato detenuti torturati e maltrattati. AI li ha intervistati, ha intervistato quelli rilasciati, gli amministratori delle strutture, i medici e l’altro personale sanitario, i parenti degli uccisi in carcere, i membri della milizia ed i membri del CNT: ma i numeri esatti delle persone detenute e di quelle maltrattate non sono noti, mentre si sa che gli incarcerati sono a migliaia. I rappresentanti dell’ICRC (Comitato Internazionale della Croce Rossa, ndt) hanno detto di aver «visitato oltre 8.500 detenuti in oltre 60 luoghi di detenzione». La maggior parte a Tripoli, Misurata ed aree limitrofe.

A febbraio i tirapiedi del CNT ne detenevano altri 2.400. Quasi tutti i detenuti attuali e precedenti hanno dichiarato ad AI che il loro arresto era stato arbitrario, extragiudiziale e privo di garanzie legali con comitati di giudizio autonominatisi per l’occasione. Ovviamente non ci sono avvocati a difesa mentre la coercizione – fino alla tortura e ad altri trattamenti violenti – spingono ad autoincriminazioni ingiustificate.

Molti detenuti hanno dichiarato di essere stati segregati in posti diversi, alcuni segreti; Amnesty International è stata testimone di percosse e di minacce da parte degli insorti, anche a carico di alcuni per i quali era stato ordinato il rilascio.
Un uomo ha detto di essere stato obbligato a sdraiarsi sulla schiena, mani e piedi legati ad una rete, «in quella posizione e stato preso a pugni in faccia e poi battuto sui piedi con un tubo di gomma. Poi mi hanno fatto girare faccia in giù e mi hanno legato al letto ed in quella posizione mi hanno nuovamente percosso con un tubo sulla schiena e sulla testa. Hanno anche usato delle scariche elettriche in varie parti del mio corpo, incluso il mio braccio sinistro ed il mio torace».

Esperienze simili sono state raccontate anche da altri e ci sono referti medici che le confermano: a partire dal settembre 2011, Amnesty International ha confermato la morte di almeno 12 detenuti e ci sono prove forensi che dimostrano degli abusi estremi. I membri del CNT sapevano benissimo della cosa e non hanno fatto nulla nemmeno di fronte alle lamentele dei famigliari. A settembre, hanno promesso di «mettere sotto il controllo delle autorità ufficiali tutti i gruppi armati e di condurre piene indagini su qualsiasi episodio venga portato alla loro attenzione».
Stando ad AI l’impegno non è stato mantenuto; «finchè gli avvocati della difesa e le autorità giudiziarie non avranno accesso alle migliaia di detenuti, questi rimarranno senza processo o senza alcuna possibilità di contestare la legalità della loro detenzione...».

Come se non bastasse, ci sono delle uccisione extragiudiziali, nei confronti delle quali sono state annunciate – ma non condotte – delle indagini. Dunque violenza, impunità ed ingiustizia continuano e mentre i libici sotto Gheddafi si sentivano al sicuro, ora sono terrorizzati dall’occupazione. La responsabilità è della NATO, dei fantocci del CNT e delle bande di assassini assoldati.
La Libia di oggi è un ossario infernale, non diversamente da tutti quei posti nei quali è intervenuta la NATO, come sanno bene le vittime dei suoi orrori sia in Afghanistan, che in Iraq ed in Siria dove le lotte di liberazione continuano.

Stephen Lendman

Traduzione per EFFEDIEFFE.com a cura di Massimo Frulla

La dismissione giudiziaria dell'ex duce Silvio Berlusconi.. nei pareri di Nazzareno Mollicone e Giorgio Vitali

...di guardia permanente.. fino al proscioglimento!


Dopo la pubblicazione sul Giornaletto di Saul delle notizie sul "proscioglimento giudiziario" del Berlusconi Silvio, con varie illazioni sul ricatto.. sul suo passo indietro.. e sul sostegno da lui fornito al governo golpista del mario monti (in cambio della messa a tacere delle sue vicende) scrivono Nazzareno Mollicone e Giorgio Vitali:

"....a prescindere dal giudizio POLITICO che si può dare su Berlusconi, che potrebbe certamente essere negativo (ma che ha molte luci ed ombre dovute ai forti condizionamenti e pressioni internazionali, che non sono cessate certamente con il suo governo così come esistevano prima con i governi Andreotti, Moro, Craxi, tutti e tre guarda caso od ammazzati o processati), ma non si può mettere sull'altro piatto della bilancia la Magistratura come un corpo sociale avulso da condizionamenti ideologici, politici, massonici, affaristici, come fosse una stirpe angelica!

Ricordiamoci tutto quello che la Magistratura ha fatto e continua a fare contro l'area nazionale ed antagonista: basti ricordare una serie scandalosa di sentenze e di atti giudiziari persecutori, vecchi e nuovi. Tra i vecchi ricordiamo ad esempio l'accusa al Msi per la ricostituzione del partito fascista, tesi incredibile considerata l'esistenza pluridecennale ed accettata di quel partito, formulata alla vigilia del "compromesso storico" per facilitare la fuoriuscita di Democrazia Nazionale; ricordiamoci i processi per strage; ricordiamoci le condanne per la strage di Bologna, addossata ai "fascisti" mentre è ormai chiara l'origine estera (leggasi l'ultimo numero della Nuova Rivista di Storia Contemporanea"); ricordiamoci i misteri di Ustica; ricordiamoci il calvario di Paolo Signorelli; ricordiamoci di "tangentopoli" fatta esplodere per smantellare i partiti italiani, insediare i "tecnici bancari" ed alienare il patrimonio italiano (leggasi "Il disastro di una Nazione" di Venier edito da Ar); e via dicendo.

Com'è, la magistratura sbagliava ed era politicamente orientata quando colpiva all'estrema destra ed invece è giusta, perfetta, corretta, equa quando colpisce un capo di governo abbastanza autonomo rispetto ai "signori" che ci dominano?

Ricordiamoci ad esempio che Giorgio Freda iniziò un lungo periodo di persecuzioni giudiziarie per aver pubblicato un opuscolo intitolato (citando Mao) "la giustizia è come il timone, dove lo giri va".

Certamente nella sentenza di Milano può esserci stato uno scambio politico per far durare il governo Monti: ma, poichè tutto si tiene, potremmo pensare al contrario anche che il processo Mills era stato avviato su basi inconsistenti per paralizzare psicologicamente e politicamente Berlusconi.

Insomma, perchè i presunti camerati di cui sopra continuano ad inviarci messaggi deliranti sotto tutti i punti di vista (l'esaltazione della Patria a prescindere dall'orientamento politico e l'attività dei suoi governanti; i giusti - si fa per dire... - interessi delle banche; e via dicendo)?" (Nazzareno Mollicone)


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"A QUESTE considerazioni di Nazzareno, occorre aggiungerne altre, anche perchè o l'informazione si avvicina alla completezza o l'informazione fa cilecca. E mi rivolgo soprattutto a Nazzareno per la pregressa e comune attività sindacale. NEL MIO CASO IN PIU' C'è L'ASPETTO GIUDIZIARIO, perchè sono solito aiutare giudizialmente gli iscritti, i quali oggi si iscrivono SOLO quando hanno guai con l'Azienda da cui dipendono ( soprattutto per licenziamenti IRREGOLARI...a proposito dell'art. 18!!! ). La mia esperienza è disastrosa, tanto che è possibile dichiarare che in ITALIA la giustizia non esiste, ed il sistema MAFIOSO si regge essenzialmente col concorso della MaGISTRATURA. SIAMO ARRIVATI AL PUNTO CHE UNA SENTENZA DELLA CASSAZIONE (a fronte di specifiche e determinate normative) SOL PERCHE' ERANO CONTRO UNA MULTINAZIONALE DEL FARMACO ( le leggi ci sono a tutela dei cittadini, ma non sono fatte rispettare proprio dalla magistratura)HA DICHIARATO DI NON ESSERE COMPETENTE IN MATERIA ( E allora, a chi si dovrebbe rivolgere il cittadino? ALLA MADONNA, o al "Giudizio di Dio"? ).

TORNANDO A BERLUSCONI: OCCORRE RICORDARE CHE LA MAGISTRATURA HA MEMORIA MOLTO LUNGA (come la mafia) infatti il Berlusca fu quello che strappò di mano a De Benedetti (all'editoria sionista....) il GRUPPO MONDADORI, tant'è che ancora oggi è questo il MOTIVO DEL CONTENDERE! INOLTRE, il Berlusca è in concorrenza coll'editore MURDOCH (Mordecai) in relazione alla diffusione mondialista dei messaggio sionisti ( che almeno in Italy sono contrastati da MEDIASET ). CIO' DETTO, PERò, LE FORZE IN GIOCO, IN ITALY COME IN FRENCH O IN GERMANY SONO MOLTE E COMPLICATE E LA GUERRA è IN CORSO. MONTI NON ESSENDO CHE UNA PEDINA GIOCATA DA LORSIGNORI IN QUESTA ETERNA SCHERMAGLIA che si differisce dal passato solo perchè UNA GUERRA CONVENZIONALE (cioè con l'uso delle atomiche) potrebbe scottare la pelle a troppi contendenti (Questo è il significato della rimessa in gioco di Brzezinski, che ragiona in termini "statici" di scacchiere, nell'ottica del GO.).

BERLUSKA, sodale di Craxi, ha rilanciato, sia pure con molta prudenza, la politica che fu di Fanfani, Andreotti, Craxi, Moro. Ed inoltre è intervenuto in un momento in cui i post-comunisti, definitivamente "redenti" dal capitalismo finanziario, al quale peraltro erano sempre stati proni, ritenevano di poter giungere ad un potere (ingenui...) a lungo sospirato (doppiamente ingenui...) DA QUI L'ODIO IRRAZIONALE DEI PDiiini per il Berluska (anche in questo caso gioca la DIPENDENZA DIRETTA DI MOLTI MAGISTRATI DALLE STATEGIE COMUNISTE (vedere i cosiddetti pretori d'assalto dei vecchi tempi...).

DETTO QUESTO, RESTA IL FATTO, DAVVERO IGNOBILE, CHE LA PRESCRIZIONE VOLUTA DAL BERLUSKA NUOCE SOSTANZIALMENTE AI CITTADINI ONESTI" (Giorgio Vitali)