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sabato 3 marzo 2012

Ultime notizie sul fronte NO TAV - 3 e 4 marzo 2012

il futuro della Valsusa nei piani di monti mario detto il bancario...


Il governo ha paura e minaccia repressioni dure. La resistenza No Tav non si arresta

Sabato 3 marzo. Ieri, dopo una settimana di blocchi No Tav in Valsusa e
ovunque in Italia, Monti ha convocato d'urgenza una riunione sul Tav. Il
governo ha deciso di andare avanti. Costi quel che costi. La litania è
quella consueta: il collegamento con l’Europa, la piccola Italia
schiacciata dietro le Alpi, il treno che in quattro ore ti porta a Parigi,
i tecnici che hanno lavorato ad una mediazione, il Tav che porta lavoro, i
manifestanti sempre violenti. Nessuna fantasia, nessun guizzo di ingegno
nelle parole di un Primo ministro che rivendica la propria autonomia dai
governi precedenti, ma si limita a fare quello che gli altri non erano
riusciti a fare fino in fondo: gli interessi dei padroni, dei banchieri,
del Fondo Monetario e della Bce.

I No Tav – con la infinita pazienza che deriva da tanti anni di lotta alle
menzogne – ricordano una verità banale, banale. La Torino Lyon c’è già a
funziona molto meno di quanto potrebbe, a Lione e Parigi ci si va, un paio
di volte nella vita, a fare una vacanza. Invece a lavorare o a studiare ci
andiamo tutti i giorni. I tagli alle ferrovie destinate al trasporto dei
lavoratori e degli studenti hanno trasformato i treni dei pendolari in
trasporti bestiame sempre in ritardo, sempre più affollati, scomodi, con i
gabinetti rotti e i sedili sfasciati. In quanto al lavoro, basterebbe
un'occhiata veloce ai dati sul dissesto idrogeologico per capire che
l’unica grande opera che serve è la tutela del territorio; basta pensare
ai nostri ospedali e alle nostre scuole per capire che lì ci sarebbe il
lavoro se ci fosse la volontà politica di stare dalla parte della gente e
non da quella di chi si fa ricco sfruttando il lavoro altrui.
L'idea di sviluppo di quelli come Monti si basa sulla distruzione delle
risorse e sulla devastazione dei territori: l'unica cosa che conta è far
girare le merci, far girare i soldi, fare grandi opere utili solo alla
lobby che sostiene di finanzia un'intera classe politica.

Dalla Val Susa viene un segnale forte e chiaro: noi non ci stiamo. Non ci
stiamo più: il mondo che vogliamo per i nostri figli è fatto di
solidarietà, di cooperazione, di uguaglianza.

Il governo ha paura, ha paura dell'infezione valsusina, ha paura che
l'anomalia No Tav divenga una mutazione genetica durevole e diffusa. Per
questo occorre disciplinare, costi quel che costi, il chi oggi parla la
voce di tutti coloro che, nel nostro paese, si battono contro un'idea di
sviluppo che mira al profitto di pochi contro la vita e la libertà di
tutti.

Ore 21 Polivalente di Bussoleno. È la folla delle grandi occasioni: la
grande sala – stipata all’inverosimile – non basta a contenere la folla di
No Tav.

Su sky tg25 c'è un sunto dell’assemblea:
http://video.sky.it/news/politica/leader_no_tav_monti_eviti_prove_di_forza/v112317.vid

L'assemblea è lunga, partecipata, appassionata. I racconti delle violenze
della polizia – le gambe rotte e le teste sfasciate, i lacrimogeni nelle
case e quelli che aprono le porte per salvarti dalla furia degli uomini
dello Stato – si intrecciano con le idee, le proposte, i progetti.
Sullo sgombero dell’autostrada e le cariche di mercoledì scorso vale la
pena guardare questo video su youtube:
http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/2012/03/03/no_tav_proteste_corteo_roma_assemblea_bussoleno_luca_abba_governo_monti_cantiere_val_susa.html

Arrivano buone notizie sulla salute di Luca: lentamente migliora. Ieri lo
hanno operato per ridurre le conseguenze della folgorazione sui muscoli e
la spalla destra.

Federico, il No Tav arrestato mercoledì sera durante le cariche, è ai
domiciliari con la possibilità di uscire per lavorare.
A Tobia invece la magistratura ha negato sia l’uscita per andare al
lavoro, sia di poter comunicare con l'esterno. Tobia ha deciso che la
misura è colma ed è entrato in sciopero della fame.

L'indicazione uscita dall'assemblea è chiara. Non mollare, andare avanti,
incuranti delle minacce di Monti, consapevoli che la forza delle nostre
ragioni è va ben oltre alle ragioni della forza. Entro fine mese –
probabilmente il 23 marzo – si farà lo sciopero generale. Ogni giorno ci
saranno iniziative per mettere i bastoni tra le ruote alle truppe di
occupazione.

Questo il prossimo appuntamento:
Domenica 4 marzo giro in Clarea con polentata cui sono invitati tutti
quanti. Si mangia alle 12, si parte alle 14

Ogni giorno alle 18 incontro di lotta in piazza del mercato a Bussoleno

http://anarresinfo.noblogs.org

martedì 28 febbraio 2012

NO TAV.. quel che sta succedendo in Valsusa all'insaputa del popolo italiano..

Dipinto di Franco Farina


Notizia di cronaca: Durante lo sgombero dei terreni e baita in Val Clarea in atto ora, LUCA ABBA' arrampicato su un traliccio per bloccare l'allargamento, inseguito da rocciatori, probabilmente toccando i fili, cade dal traliccio folgorato.

Le sue condizioni sono gravi, e per il momento non si sa ancora nulla di più,
intanto le ruspe avanzano, e l'ennesimo atto di ingiustizia compiuto.

Anche i presìdi e le azioni di solidarietà crescono,
e il nostro cuore è in quella camera del C.T.O. di Torino, con Luca.

CORAGGIO LUCA!!!!!
insurreale@libero.it



..................

Articolo di Claudio Martinotti Doria:

Sto tornando ad essere fiero di essere italiano, non per motivi nazionalistici, in quanto coerentemente con quanto ho sempre affermato, l'Italia non è mai stata una nazione storicamente e culturalmente, e non lo sono certo per motivi politici ed istituzionali, essendo i nostri politici e le nostre istituzioni tra le peggiori del mondo occidentale, ma lo sono per l'enorme mole di iniziative di resistenza, di idee innovative, di fermento culturale e politico sociale che emerge dalla società civile che si oppone alla repressione del potere, alla rapina istituzionalizzata, alla confisca delle proprie risorse, alla devastazione del territorio, alla distruzione di ogni prospettiva e speranza. Un esempio per tutti è la coesione ed il comportamento perseverante del popolo della Val di Susa e dei No TAV, che sono un modello di riferimento ormai internazionale di come una comunità possa resistere a forze opprimenti preponderanti e violente e possa trovare solidarietà in altre comunità, formando un fronte comune più forte se non invincibile, esempio di autonomismo e libertarismo, nel senso di difesa ad oltranza dei propri diritti di libertà e proprietà che sono stati violati da interessi oligarchici cinici e spietati. Come scrissi già parecchie volte e da alcuni anni, è solo la protervia di chi detiene il potere e non conosce la storia che può convincersi che si possa vincere e dominare la volontà di un popolo di montagna, che in questo caso è simile come motivazioni e potenzialità allo spirito che aveva animato i popoli balcanici nel XVI secolo che guidati da Vlad Ţepeş III detto Dracul Voivoda di Valacchia e a Giorgio Castriota Scanderbeg (che aveva unito i principati dell'Epiro e dell'Albania) con poche migliaia di combattenti (in quanto i regnanti europei, compreso il cristianissimo re di Ungheria, erano troppo occupati a combattersi a vicenda ed a complottare a livello dinastico) fermarono per decenni l'esercito di Maometto II, forte mediamente di oltre 100 mila soldati ...
Forse varrebbe la pena di rileggere quanto scrissi in proposito nel mese di giugno 2011:


Se pensano di imporre la loro volontà in Valsusa sono degli illusi ...

E' risaputo che i nostri partiti politici sono divenuti ormai comitati d'affari, la partitocrazia uno strumento di potere economico e di malaffare, che ha scollato schizofrenicamente la politica dalla società civile, allontanandola dalla gente comune, inaridendola e volgarizzandola, manifestando un'ignoranza abissale ed indifferenza nei confronti delle problematiche reali e soprattutto della storia.

Cito un solo esempio, quello della TAV in Val di Susa.

I politici ed i loro cortigiani della carta stampata e della televisione, i cosiddetti media, sanno poco nulla sulla TAV e non fanno la fatica di documentarsi ed approfondire tecnicamente, altrimenti avrebbero capito da un pezzo che la TAV conviene solo a chi la propone e costruisce, non certo ai cittadini ed utenti che subiranno un enorme danno erariale che graverà sulle generazioni future, ma non è su questo che mi voglio soffermare, ma sull'ignoranza storico culturale dei nostri politici.

La prosopopea e l'autoritarismo cui sono avvezzi da tempo i nostri politici, li ha indotti a sottovalutare la gente di montagna e di confine, non sapendo che sono proprio coloro che ancora conservano importanti tracce storiche culturale ereditarie, dignità e fierezza delle radici e del loro passato, capacità di resistenza e perseveranza, ecc., molto più della media delle popolazioni peninsulari …

Non sanno i nostri politici, che la Val di Susa, la Val Chisone, la Val Varaita, ecc., nel 1343 si sono unite nella Federazione degli Escartons (una sorta di Repubblica democratica antesignana), firmando la prima Carta delle Libertà in Europa?

Era una carta costituzionale che affrancava la cinquantina di comunità aderenti dalle servitù feudali, sanciva il diritto alla libertà di ogni singolo individuo, il diritto inviolabile della proprietà privata e dell'autogestione comunitaria, equa ripartizione delle tasse, ecc. ... La Federazione prosperò sino all'acquisizione definitiva dei Savoia che imposero il loro dominio sull'area in seguito al Trattato di Utrecht che perdurò alcuni anni e si concluse nel 1713

E secondo i nostri politici, ignoranti ed insipienti, si possono imporre a queste popolazioni scelte liberticide con elevato impatto ambientale e sanitario?

Ma studiatevi la storia e ritiratevi a vita privata che è meglio! Oppure provate ad indire un nuovo referendum ...

Claudio Martinotti Doria

lunedì 27 giugno 2011

Lettera aperta di Sindaci e Amministratori delle liste civiche della Comunità montana Valsusa e Valsangone al Ministro degli interni Roberto Maroni


"Vogliamo vivere nei boschi e non ai bordi di una strada ferrata" (Saul Arpino - Notav)

Lettera aperta di Sindaci e Amministratori delle liste civiche della Comunità montana Valsusa e Valsangone al Ministro degli interni Roberto Maroni

Onorevole Ministro degli Interni Roberto Maroni, Le scriviamo in merito alla difficile situazione che da vent?anni a questa parte si è venuta a creare in Valle di Susa a causa del progetto ad alta velocità Torino- Lione meglio conosciuto come TAV.

Fin dagli inizi era parso subito chiaro a tutti la grande contrarietà della popolazione e degli amministratori locali, ma la politica nazionale noncurante di numerosissime pacifiche manifestazioni di piazza con decine di migliaia di partecipanti fin da subito di diversi schieramenti partitici, ha sempre confidato in un addomesticamento che prima o poi avrebbe aggiustato le cose.

Ma è difficile addomesticare un popolo abituato a pensare, avido di conoscere partecipando a centinaia di riunioni pubbliche con tecnici esperti; sensibile durante le veglie di preghiera, i momenti culturali, i concerti e gli spettacoli teatrali no tav; desideroso di partecipare in prima persona in una comunità viva e di autodeterminare il proprio futuro. Un popolo fatto di famiglie, pensionati, studenti, operai, imprenditori,disoccupati, contadini e anche giovani dei centri sociali.

Una sinistra troppo sicura di sé, convinta che il movimento NO TAV stesse comodamente sotto il suo cappello e una destra miope che ha puntualmente avvallato questa tesi hanno portato una valle intera a trovarsi praticamente, o forse per scelta, orfana di rappresentanza politica.

La nascita di molte liste civiche è stato il naturale evolversi di una necessità impellente di trovare uno spazio rappresentativo e di partecipazione più diretta.

In quasi vent'anni il movimento no tav è cresciuto nei numeri e nella consapevolezza di essere nel giusto, grazie alla formazione-partecipazione alla quale la cittadinanza è stata costantemente stimolata. Da parte dei vari governi si è tentato in ogni modo di ridurre il problema a mera questione di ordine pubblico , invocando la volontà di una maggioranza silenziosa nei confronti di qualche centinaio di facinorosi anarco-insurrezionalisti. Pacchi bomba, proiettili, incendi ai presidi e lettere anonime provenienti da quella fogna primordiale fatta di menti malate, deviate (e l'aggettivo non è casuale) o malavitose sono sempre giunti a destinazione con tempismo perfetto a supportare la tesi che vorrebbe il popolo no tav come un movimento eversivo.

Ma i fatti dimostrano che la minoranza di qualche centinaio diventa nei momenti importanti, spontaneamente, senza bisogno di nessuna organizzazione o ordine pre-organizzato, come se fosse la cosa più normale da fare , una massa di decine di migliaia di persone indignate in grado di prendere decisioni collettive e condivise.

Un meccanismo che a distanza di vent?anni stupisce ancora tutti noi.

Viceversa la famosa ?maggioranza silenziosa? invocata dai vertici dei principali partiti di centro- destra e centro-sinistra assieme a Confindustria e unione industriali non ha mai dimostrato ?nonostante la grande copertura mediatica - di riuscire a creare eventi dai numeri importanti a favore del tav. La manifestazione si tav tenutasi al Lingotto di Torino l? anno scorso non è neppure stata capace di accogliere sotto lo stesso tetto tutti i politici torinesi favorevoli all? opera. L? ultima manifestazione a favore dei cantieri e dei ?presunti? posti di lavoro tenutasi a Susa alcune settimane fa ha registrato circa 200 partecipanti di cui poche decine della val di Susa.
A difesa della maggioranza silenziosa si invoca anche la rappresentanza dovuta al mandato elettorale.

Gli ultimi esiti referendari , dimostrano, se mai ce ne fosse ancora bisogno, che spesso l? elettore è costretto a scegliere il ?meno peggio? e che dare il proprio voto non significa avvallare il programma elettorale in toto.

Il Governo, infatti era convinto che il programma nucleare fosse già stato metabolizzato e accettato al momento del voto, ma evidentemente non è stato così.
Chi aveva appoggiato questo governo quindi aveva digerito obtorto collo molte cose, che poi alla prima occasione tramite i quesiti referendari hanno riportato i nodi al pettine.

La stessa cosa è successa con governi diversi , nazionali, regionali o provinciali.

Il cittadino attivo è quindi costretto a partecipare in modo diretto per far sentire la propria voce a un parlamento che pare blindato e orientato al pensiero unico. In molti si chiedono quanto potrà ancora durare questo scollamento tra la base e i vertici. Ma è sufficientemente chiaro che una gran parte del popolo che si riconosce nel PD, PDL, UDC, Italia dei valori, Lega ecc. nutre dubbi sempre più ampi sulla reale utilità delle grandi opere, sui problemi ambientali e sanitari da essi creati e sulla loro copertura di spesa. Eppure i vertici istituzionali sono ( tranne rarissime eccezioni) favorevoli praticamente all? unanimità; ma come è possibile questo?

Dove sbagliano, Sig. Ministro, i valsusini, i piemontesi, gli italiani tutti a voler difendere la propria terra, i beni comuni e il denaro pubblico dall? assalto delle mafie che notoriamente vivono di movimento terra?

Abbiamo ragione oppure no a difendere ad ogni costo il diritto alla salute dopo che nel progetto della tratta internazionale troviamo scritte le parole testualmente riportate:

Pagina 187 del documento? Sintesi non tecnica? capitolo 11.3.11 in riferimento al particolato (PM10) si legge: Dall'esame della modellizzazione dei dati di concentrazione in fase di cantiere si evince inoltre un incremento.?..Tali incrementi giustificano ipotesi di impatto sulla salute pubblica di significativa rilevanza soprattutto per le fasce di popolazione ipersuscettibili a patologie cardiocircolatorie e respiratorie che indicano incrementi patologici dell? ordine del 10% rispetto ad incrementi della concentrazione di quanto qui ipotizzato?.
Le facciamo notare, che non è un dato allarmistico dei comitati no tav, ma una nota scritta nel progetto da chi il TAV lo sta progettando e quindi lo vuole!!! E dobbiamo comunque ringraziare i tecnici progettisti che hanno riempito il progetto di note di attenzione su centinaia di problemi ambientali, sanitari, idraulici ecc. ecc.

Quanto è vergognoso che in ogni documento favorevole all?opera viene citato ?l?accordo di PraCatinat? come alto esempio di concertazione con il territorio grazie alla mediazione dell? Architetto Virano, quando tutti ( in Val Susa) sanno che il termine accordo è assolutamente falso? Infatti tale documento non è mai stato firmato da nessun Sindaco né deliberato in nessun Consiglio Comunale o Giunta!
La popolazione è sempre più partecipe perché si tiene costantemente informata di questi gravi fatti.

In quanti hanno la percezione reale del costo della Torino-Lione in rapporto ai nuovi posti di lavoro creati ?
Nel progetto della tratta nazionale tale numero è stimato in circa 1200 unità. Negli ultimi 20 anni in valle e cintura si sono persi migliaia di posti di lavoro: la politica quanti euro ha speso per salvarli? Ora si vogliono spendere 20 miliardi di €. per creare 1200 posti di lavoro; ovvero oltre 16 milioni di € per ogni nuovo posto di lavoro creato!! Qualsiasi imprenditore medio della ricca padania sarebbe in grado con la stessa cifra di crearne a centinaia di posti di lavoro!
20 miliardi di €. investiti nell? edilizia residenziale pubblica di ultima generazione ad alto risparmio energetico corrispondono a circa 10 milioni di metri quadrati di appartamenti che sarebbero in grado di ospitare 400.000 persone.
Queste sono le cose a cui si rinuncia per pagare il tav che indebiterà le future generazioni per un? opera inutile.

In alternativa quante migliaia di piccole ? medie opere pubbliche si potrebbero aprire in tutta la valle, in tutto il Piemonte, in tutta l? Italia per mettere in sicurezza le sponde dei fiumi, le frane che incombono sui centri abitati , gli edifici pubblici a rischio amianto e terremoto. Tutto ciò fin da subito, creando posti di lavoro diffusi su tutta la nazione e governabili dagli enti locali al fine di evitare i sub-sub-sub appalti terra fertile per le infiltrazioni mafiose.
Perché si vuole relegare il concetto di Resistenza all? interno dei libri scolastici o peggio sotto le fondamenta di statici monumenti cittadini, quando è possibile farlo rivivere nel quotidiano e praticarlo ( senza più bisogno di armi , per fortuna) a difesa della propria terra, cultura, diritti fondamentali, risorse?
Il 19 dicembre 1943 , alcuni autorevoli esponenti della Resistenza antifascista piemontese firmavano in semi-clandestinità la ?Carta di Chivasso? dove si anticipavano di oltre cinquant?anni alcuni concetti molto cari a Lei ed a una buona parte del suo elettorato.

Ora , sempre più spesso la si sente evocare a proprio uso e consumo a seconda delle necessità purché ?non si disturbi il manovratore?. Sarà un caso che le frasi : ? Resistere, resistere, resistere ? e ?padroni a casa nostra? pur nella loro profonda diversità hanno fatto la loro comparsa quasi contemporaneamente negli striscioni spontanei appesi alla Maddalena di Chiomonte? Ormai è un fatto conclamato che il movimento no tav si arricchisca nella diversità.

Terminiamo questa nostra lunga lettera chiedendole, Sig. Ministro, di non dare l? ordine di sgomberare con la forza gli uomini e le donne della Valle di Susa, del Piemonte e dell? Italia che quotidianamente e con orgoglio difendono i propri ideali e i beni comuni: la terra, la salute,l? acqua,l?aria e ? non ultimo- il denaro pubblico.

Distinti saluti
Valle di Susa, 25 giugno 2011

Sindaci e Amministratori delle liste civiche della Comunità Montana Val Susa e Val Sangone