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mercoledì 30 maggio 2012

Come Rothschild e Goldman Sachs si accingono a spolpare la capacità produttiva ed economica dell'Italia



La lunga marcia di logoramento dell’Italia

" ... Proprio in questi giorni è stato celebrato l’anniversario della strage di Capaci tra altisonanti discorsi da parte dei più autorevoli esponenti istituzionali. Sarebbe stato interessante se qualcuno avesse osato tirare in ballo le dichiarazione rese dall’ex ministro dell’interno Vincenzo Scotti nel corso di un’intervista resa al quotidiano romano “Il Tempo” il 6 dicembre 1996. In quell’intervista, Scotti spiegò che nel febbraio 1992 i servizi segreti e il capo della polizia Vincenzo Parisi avevano redatto e fatto pervenire sulla sua scrivania un rapporto in cui erano sommariamente elencate e descritte le modalità di un imminente piano di destabilizzazione politico, sociale ed economico dell’Italia, orchestrato da svariate potenze internazionali in combutta con alcune potenti lobby finanziarie. Il piano in questione, secondo quanto affermato da Scotti, comprendeva attentati di varia natura atti a distorcere la percezione di sicurezza nazionale in seno alla società, in modo da creare un clima di instabilità che spianasse la strada agli attacchi finanziari diretti contro il patrimonio industriale e bancario di stato. Non ricorda qualcosa? "

Dietro le forti pressioni esercitate dalla Commissione Europea e dagli organismi dell’Antitrust sia europeo che italiano, l’ENI si accinge a cedere la propria quota di controllo (51%) della Snam. Le ragioni che stanno alla base dello scorporo discendono tutte dal mantra liberista venerato acriticamente dalle istituzioni europee, secondo il quale sottraendo la distribuzione all’azienda si attiverebbe un circolo virtuoso di “sana” concorrenza che garantisca a tutti gli operatori del settore le pari condizioni di accesso che il controllo della Snam da parte dell’ENI avrebbe compromesso. Le compagnie statunitensi, francesi e britanniche avevano caldeggiato con forza questa svolta, in virtù del fatto che dal loro punto di vista lo scorporo della Snam comporta un netto indebolimento dell’ENI.

L’hedge fund statunitense Knight Winke, che controllava una quota ridotta del pacchetto azionario dell’ENI, aveva invece svolto un lavoro “interno” all’azienda, intraprendendo un’opera di convincimento nei confronti dell’azionariato incardinata sul concetto che vendendo la Snam, l’Ente Nazionale Idrocarburi avrebbe incamerato ricchi proventi che avrebbero a loro volta reso possibile l’allargamento del raggio operativo della società. Quando l’Amministratore Delegato di questo hedge fund è volato in Italia per partecipare alla presentazione del bilancio 2011, egli ha sottolineato che la fiducia dei mercati nei confronti dell’Italia è subordinata all’implementazione dei piani di privatizzazione delle ultime aziende su cui lo Stato è ancora in grado di esercitare un controllo effettivo, più che nei confronti del debito pubblico.

Il parossismo generale nei riguardi del debito pubblico – che, lungi dall’essere il fulcro del problema come vorrebbe qualcuno, costituisce invece la vera cartina tornasole capace di misurare grado di deterioramento delle altre attività economiche nazionali – non è altro che uno specchietto per le allodole, utile per giustificare lo smantellamento totale e definitivo dell’industria strategica italiana in nome dell’imperativo categorico di “far cassa”.
Per questa ragione il nuovo piano strategico elaborato da Finmeccanica ha suscitato l’approvazione di Morgan Stanley, che ha alzato il rating sulla società romana poche ore dopo che l’Amministratore Delegato Giuseppe Orsi ebbe esternato pubblicamente l’intenzione di “alleggerire” la holding attraverso la dismissione di alcune aziende “meno produttive”.

Parlare, inoltre, di concorrenza in un sistema estremamente corporativo ed oligopolistico come quello dell’energia appare quanto meno fuorviante, dal momento che i prezzi di petrolio e gas vengono stabiliti arbitrariamente da un cartello composto da un pugno di società petrolifere e da un numero altrettanto esiguo di istituzioni finanziarie che speculano sui rialzi. Alla luce di tutto ciò, giustificare l’indebolimento dell’ENI in nome della concorrenza tirando persino in ballo i minori costi che gli utenti si ritroverebbero ad affrontare appare analogo alla crociata guidata dall’attuale esecutivo “tecnico”, che intendeva provocare una diminuzione dei prezzi della benzina liberalizzando le pompe di distribuzione senza prendere in minima considerazione il ruolo di quelle che Enrico Mattei definiva “sette sorelle”. Il che la dice lunga sulla presunta risolutezza del governo Monti, che “non guarda in faccia nessuno”.

L’ultimo tassello da inserire in questo desolante mosaico è costituito dalla nomina ad advisor (consigliere), con compiti di valutazione delle modalità di vendita della Snam, di Goldman Sachs da parte della Cassa di Depositi e Prestiti presieduta da Franco Bassanini, che nel 1992 era salito a bordo del Panfilo Britannia in compagnia di una nutrita schiera di alti esponenti della politica e dell’economia italiana (Ciampi, Draghi, Costamagna, ecc.).

Sull’onda di Tangentopoli si insediò il governo tecnico presieduto da Giuliano Amato, il quale si affrettò a trasformare le aziende pubbliche in Società Per Azioni mente il Fondo Monetario Internazionale segnalava la necessità di provocare una svalutazione della moneta italiana per favorire il processo di privatizzazione. Così, non appena i “tecnici” del governo Amato ebbero incaricato Goldman Sachs di supervisionare alla vendita dell’ENI, il gruppo Rothschild “prestò” il direttore Richard Katz al Quantum Fund di George Soros per imbastire la colossale manovra speculativa contro la lira, provocando una svalutazione della moneta italiana pari al 30%. Ciò consentì ai Rothschild di acquisire parte dell’ENI a un prezzo fortemente “scontato”.

Lo scorporo della Snam appare quindi come una fase avanzata della lunga marcia di logoramento di quel che rimane dell’industria strategica italiana avviata nel 1992, con Tangentopoli e con gli attentati del 1992 che costarono la vita a Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e gli agenti delle rispettive scorte.
Proprio in questi giorni è stato celebrato l’anniversario della strage di Capaci tra altisonanti discorsi da parte dei più autorevoli esponenti istituzionali. Sarebbe stato interessante se qualcuno avesse osato tirare in ballo le dichiarazione rese dall’ex ministro dell’interno Vincenzo Scotti nel corso di un’intervista resa al quotidiano romano “Il Tempo” il 6 dicembre 1996. In quell’intervista, Scotti spiegò che nel febbraio 1992 i servizi segreti e il capo della polizia Vincenzo Parisi avevano redatto e fatto pervenire sulla sua scrivania un rapporto in cui erano sommariamente elencate e descritte le modalità di un imminente piano di destabilizzazione politico, sociale ed economico dell’Italia, orchestrato da svariate potenze internazionali in combutta con alcune potenti lobby finanziarie. Il piano in questione, secondo quanto affermato da Scotti, comprendeva attentati di varia natura atti a distorcere la percezione di sicurezza nazionale in seno alla società, in modo da creare un clima di instabilità che spianasse la strada agli attacchi finanziari diretti contro il patrimonio industriale e bancario di stato. Non ricorda qualcosa?

Giacomo Gabellini

Tratto da: http://www.statopotenza.eu/3809/la-lunga-marcia-di-logoramento-dellitalia

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" ... Tutte le strade portano a Washington ed è proprio qui che si decidono le sorti politiche ed industriali di molte nazioni che non rivendicano e non fanno valere le proprie prerogative nazionali. Guardate chi sono i (ri)baldi caporioni che esultano per questo dubbio affare nel settore energetico nostrano: Franco Bassanini, membro della Fondazione Italia Usa, il quale dal 2008 è a capo della CDP e Giovanni Gorno Tempini, amministratore delegato della medesima Cassa, nonché ex manager di JP Morgan. Se questi vi sembrano disinteressati ed innocenti perseguitori dell’interesse pubblico, in nome della concorrenza e dei vantaggi per i consumatori, allora il sole può riprendere benissimo a girare intorno alla terra, la quale ovviamente è ancora piatta come l’encefalogramma di chi ci crede. "

I TENTACOLI DELLA FINANZA INTERNAZIONALE SULLE IMPRESE STRATEGICHE ITALIANE
Le smancerie di Obama al nostro Presidente del Consiglio sono la mancia in spiccioli che gli Usa elargiscono all’Italia per aver eseguito gli ordini coloniali alla perfezione. Gli osservatori internazionali chiamano questa affettazione con nomi altisonanti ma l’immagine che essa rimanda alla mente è quella del biscotto tirato al cane da compagnia scodinzolante. Se a Monti è stato riconosciuto un ruolo di primo piano al G8 è soltanto perché questo evento è ormai inutile e squalificato, un summit delle chiacchiere (come lo ha definito il Generale Carlo Jean), e di una stanca ritualità ineffettuale, fuori dalle geometrie geopolitiche dell’attuale fase storica di un mondo non più unipolare e timidamente multicentrico.

A Monti viene anche affidato il compito del mediatore tra la rigida Berlino e quel che resta della flaccida Europa, con quest’ultima davvero persuasa che i malanni comunitari abbiano origine nella foresta nera piuttosto che nella selva oscura del Nuovo Mondo, dove la nostra sovranità resta atterrita. Ma che strano intermediario questo professore affossatore al quale la divisa dell’arbitro serve solo per tenere nascosta, appena sopra la pelle, la casacca a stellette e striscette. Innalzare più in alto la bandiera europea per meglio seppellirla, ecco a cosa serve l’ostentato europeismo ex cathedra di questi illuminati spenti, pieni di sé e vuoti di spirito dei tempi. E sì, perché Monti, non può fare diversamente, essendo il prodotto di quei tentacoli finanziari atlantici che adesso rivendicano il momento della reminiscenza e della riconoscenza da parte del loro pupillo, il quale senza manine e spintarelle d’oltreoceano non sarebbe Premier e nemmeno Senatore. Così descrive il sito scandalistico Dagospia questa truce faccenda: “In qualsiasi parte del globo la politica è fatta di ideali, trame e baratti.

Questi ultimi sono un ingrediente fondamentale nella logica del potere, soprattutto di quei poteri forti che non danno niente per niente e al momento buono presentano le cambiali da pagare. Tra gli ambienti che si aspettano da Monti qualche gesto concreto di buona volontà c’è sicuramente Goldman Sachs, la potente merchant bank americana nella quale il Professore ha lavorato a partire dal 2005, e che ha ingaggiato personaggi come Mario Draghi, Romano Prodi, Massimo Tononi e per ultimo il Maggiordomo di Sua Santità, Gianni Letta”. Goldman Sachs passa appunto ora dalla cassa, la Cassa Depositi e Prestiti per la precisione, al fine gestire direttamente l’acquisizione del 30% di Snam, scippata ad Eni, con evidenti scopi d’indebolimento del cane a sei zampe e con l’intento di pilotare le sue sfere di penetrazione estera, prevenendo ulteriori pericolosissimi smottamenti verso est. Qualcuno potrebbe obiettare che trattasi semplicemente di “melina” di Stato, di movimento apparente, perché in un caso come nell’altro, la proprietà resterebbe saldamente in mano pubblica.

Ma lo Stato non è un monolite, i suoi apparati, nei quali agiscono uomini e drappelli in costante conflitto tra loro, possono perseguire obiettivi non convergenti in base ad intenzioni e piani persino contrastanti, in quanto nascenti da differenti esami della realtà e delle molteplici direzioni da far imboccare alle istituzioni e al Paese.

Che questa “compravendita” sia sospetta lo dimostra il fatto che la merchant bank americana svolgerà il ruolo di Advisor nell’operazione praticamente gratis, alla cifra simbolica di 1013 euro. Va bene che sono periodi di crisi ma nessuno fa mai niente per niente. Infatti, non sono i soldi che contano in questa circostanza ma l’opportunità di poter manovrare a proprio piacimento l’acquisizione, ricavandosi uno spazio di azione presente e futuro nelle più importanti aziende strategiche nostrane.

Sarà un caso che tutto avvenga nell’interregno impolitico e sempre più impopolare dei tecnici che si sono fatti le ossa all’estero, soprattutto negli Usa, prima di ritornare in patria per spezzare le reni agli italiani? Monti è stato dipendente di Goldman Sachs, oltreché membro del Bilderberg e della Trilaterale, organismi “anglo-globali” poco avvicinabili dall’uomo qualunque e per nulla trasparenti che non hanno mai nascosto le proprie manie di grandezza e di dominio sull’orbe terracqueo. Quel che importa, al di là dell’ossessione mondialista di tali gruppi, spesso più eccitati che conseguenti, è il luogo geografico dove si basano.

Tutte le strade portano a Washington ed è proprio qui che si decidono le sorti politiche ed industriali di molte nazioni che non rivendicano e non fanno valere le proprie prerogative nazionali. Guardate chi sono i (ri)baldi caporioni che esultano per questo dubbio affare nel settore energetico nostrano: Franco Bassanini, membro della Fondazione Italia Usa, il quale dal 2008 è a capo della CDP e Giovanni Gorno Tempini, amministratore delegato della medesima Cassa, nonché ex manager di JP Morgan. Se questi vi sembrano disinteressati ed innocenti perseguitori dell’interesse pubblico, in nome della concorrenza e dei vantaggi per i consumatori, allora il sole può riprendere benissimo a girare intorno alla terra, la quale ovviamente è ancora piatta come l’encefalogramma di chi ci crede.

Gianni Petrosillo

Tratto da: http://www.conflittiestrategie.it/2012/05/21/i-tentacoli-della-finanza-internazionale-sulle-imprese-strategiche-italiane/

lunedì 14 novembre 2011

Draghi e Napolitano devono essere arrestati e processati per tentato golpe contro lo stato....



I golpisti finanziari che hanno terminato la nostra democrazia dopo 63 anni di vita sono stati condotti al Palazzo italiano da Mario Draghi e dal Group of Thirty. Ad attenderli dentro il Palazzo vi era Giorgio Napolitano, da 35 anni uomo di punta in Italia del Council on Foreign Relations degli USA e amico delle loro multinazionali, come da lui stesso dichiarato molti anni or sono su Business Week.

Si consideri quanto segue:

1) La sovranità legislativa italiana, quella economica ed esecutiva, già compromesse dai Trattati europei e dall’Euro (si legga Il Più Grande Crimine 2011), sono state terminate del tutto. Ciò è evidente persino nei titoli del Corriere di questi giorni, non c’è bisogno di leggere Barnard o altri.

2) Le misure di austerità - si legga la rapina della pubblica ricchezza e del futuro di milioni di famiglie italiane attraverso un collasso pilotato dell’economia che tali misure portano senza dubbio - non hanno ora più ostacoli, e sono espressione del volere di poteri finanziari non eletti dagli italiani. Il Parlamento non ha avuto voce in capitolo, ha dovuto obbedire di corsa, cioè è stato esautorato di fatto da forze straniere.

3) Saranno decenni di sofferenze e lacrime e sangue per i cittadini, un impoverimento mai visto dal 1948 e tanti morti anzi tempo a causa della demolizione dei servizi.

I punti 1, 2 e 3 formano i contenuti sufficienti per un’accusa di alto tradimento della patria da parte di Mario Draghi e di Giorgio Napolitano, che devono essere incriminati e arrestati. Se pensate che questa sia retorica di un esagitato, si legga la letteratura economica americana sulla crisi dell’Eurozona per fugare ogni dubbio, e si visiti l’Irlanda o la Grecia, vittime prima di noi di questi golpisti. Questo è un colpo di Stato.

Mario Draghi è membro del Group of Thirty (GOT), dove la sua presenza segna il più scandaloso conflitto d’interessi della storia italiana, alla luce del disastro democratico che stiamo vivendo (prendano nota i demenziali travagliati dipietrosi che per anni sono corsi dietro al conflitto d’interessi del presunto ladro di polli e hanno ignorato quello dei veri ladri planetari). Il lavoro dell’eccellente Corporate Europe Observatory ha denunciato il GOT e ciò che vi accade. Fondato nel 1978, è una lobby dove impunemente i grandi banchieri si mischiano a pubblici funzionari di altissimo livello. Ecco i principali membri: Jacob A. Frenkel, di Jp Morgan Chase - Gerald Corrigan, Managing Director del Goldman Sachs Group - Jacques de Larosière, Presidente del Gruppo UE sulle risposte alla crisi finanziaria - William C. Dudley, ex Goldman Sachs oggi alla Federal Reserve di NY - Mervyn King, governatore della Banca Centrale d’Inghilterra - Lawrence Summers, ex ministro del Tesoro USA, oggi al Bilderberg Group - Jean-Claude Trichet, uno dei padri dell’Euro, ex governatore della BCE - David Walker Senior Advisor, Morgan Stanley International - Zhou Xiaochuan, governatore Banca Centrale Cinese - John Heimann, Istituto per la Stabilità Finanziaria - Shijuro Ogata, Vice Presidente, Commissione Trilaterale - inoltre vi sono passati Tommaso Padoa-Schioppa (ex Min. Finanze) e Timothy Geithner (attuale Min. Finanza USA). Ripeto: Draghi ne è membro oggi.

Cioè, in esso si mischiano i lobbisti della finanza bancaria più criminosa della Storia e i pubblici controllori delle medesime banche.

Mario Draghi arriva alla BCE fra il 31 ottobre e il primo novembre. Il colpo di Stato finanziario contro l’Italia si svolge nella settimana successiva, il governo eletto ne è spazzato via. Mario Draghi poteva fermare la mano degli speculatori golpisti semplicemente ordinando alla BCE di acquistare in massa i titoli di Stato italiani. Infatti tale acquisto avrebbe, per la legge basilare che li regola, abbassato drasticamente i tassi d’interesse di quei titoli, il cui schizzare in alto a livelli insostenibili stava portando l’Italia alla caduta nelle mani degli investitori golpisti.

Essi sarebbero stati fermati, resi inermi di fronte al fatto che la BCE poteva senza problemi mantenere a un livello basso costante i tassi sui nostri titoli di Stato. Ma Mario Draghi siede alla BCE e non fa nulla. Non siate ingannati dalla giustificazione standard offerta per questo rifiuto di acquistare titoli italiani da parte della BCE. Vi diranno che le è proibito per statuto, ma non è vero: infatti clausole come la SMP Bond Purchases lo permettono, e anche le regole sulla stabilità finanziaria del trattato d Maastricht, come scritto di recente da Marshall Auerback e da altri. Draghi poteva agire, eccome.

Risultato: il golpe. Da ora le elite finanziarie sono col loro aguzzino Mario Monti al governo a Palazzo Chigi. Fine della democrazia italiana fondata nel 1948. Comandano i mercati, non il Parlamento.

Tutto ciò è stato ampiamente discusso da Mario Draghi con i suoi camerati al Group of Thirty, secondo un copione che trapelava da anni sulle pagine della stampa finanziaria anglosassone. Silvio Berlusconi era stato avvistato più volte dell’esistenza di quel copione: “L’Italia ha problemi gravissimi, ha bisogno di una iniezione di libero mercato con riforme economiche neoliberali… fra cui ridurre le tasse, tagli all’impiego pubblico e alle pensioni, rafforzare il settore dei servizi privati, e rendere più facili i licenziamenti”, cioè esattamente quello che sta accadendo in queste ore nelle riforme che il golpe ci ha imposto, facendosi beffe, come già detto, del Parlamento non più sovrano. La prescrizione in corsivo è del Neoliberista fanatico Alberto Alesina nell’Aprile del 2006. Lo stessa anno in cui Draghi prendeva il comando della Banca d’Italia, dopo aver lasciato la banca d’investimento più criminosa del mondo, Goldman Sachs, in cui resse una posizione di comando nel settore Europa proprio mentre la Goldman aiutava la Grecia a truccare i propri conti pubblici nel 2002. Draghi mentì negando di essere stato in carica a Golman Sachs nei mesi della truffa, ma fu smascherato dalle audizioni del Senato USA, nientemeno.

Tornando al golpe. Le conseguenze sociali, le sofferenze per milioni di italiani per decenni, la scure che si abbatte sul futuro dei nostri piccoli, sui pochi preziosi anni che rimangono agli anziani indigenti, sull’ambiente, e sulla democrazia, saranno tragici. Nell’ordine di migliaia di volte peggiori di qualsiasi danno le mafie regionali abbiano mai potuto infliggere all’Italia, e col concreto pericolo di prostrarla per intere generazioni. Alla luce di tutto ciò, e mentre si fatica a non emigrare di fronte all’idiozia epica di masse di italiani che festeggiano l’arrivo dei golpisti (sic), è doveroso chiedere l’incriminazione e l’arresto per alto tradimento di Mario Draghi e di Giorgio Napolitano in quanto cittadini italiani. Prego quindi l’eventuale giurista che leggesse queste righe di informarmi sulla procedura per inoltrare una denuncia in tal senso. Se, come temo, essa non esiste, nulla cambia della sostanza morale di quanto scritto.

p.s. Prego i diversi colleghi che usano in Tv, ai dibattiti o in radio i fatti che scopro e denuncio, di almeno citarmi come fonte. Grazie.

PAOLO BARNARD


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Commento aggiunto di Orazio Fergnani:

Paolo Barnard ondeggia fra molte sponde….. stavolta è sulla nostra sponda…………


QUESTA MIA COMUNICAZIONE E’ UNA GRAVE DECISIONE E PRESA DI POSIZIONE ….. E ME NE ASSUMO PIENAMENTE LA RESPONSABILITA’ POLITICA E GIUDIZIARIA., E IN PIENA COSCIENZA E CONSAPEVOLEZZA AFFERMO CHE NON OCCORRE ATTENDERE ALTRO TEMPO PER COMPRENDERE PERFETTAMENTE COSA E’ STATO MESSO IN ATTO, LE NOSTRE PIU’ FOSCHE PREVISIONI SI SONO AVVERATE E SONO IN CORSO…. ORA SONO DIVENTATI FATTI… ORA E’ GIUNTO IL MOMENTO DI PRENDERE UNA POSIZIONE PRECISA ED INAMOVIBILE ……

ORA E’ UNO DI QUEI MOMENTI NELLA STORIA IN CUI OGNUNO, SECONDO LA PROPRIA COSCIENZA, IL PROPRIO LIVELLO DI CONSAPEVOLEZZA E SENTIMENTO ASSUME SU DI SE’ IL PROPRIO DESTINO.

AGIRE CI FA COMUNQUE “PADRONI” DEL NOSTRO FUTURO …… AGIRE O NON AGIRE CONDIZIONERA’ PER SEMPRE IL DESTINO NOSTRO E DELLE PROSSIME GENERAZIONI… ESSERE O NON ESSERE INTERVENUTI PER CERCARE DI FAR VALERE LA NOSTRA POSIZIONE SOCIALE, ECONOMICA E POLITICA CI RENDERA’ UOMINI LIBERI O SCHIAVI DEL POTERE ASSOLUTO… ESSERCI OPPOSTI O AD UN GOLPE LEGISLATIVO/COSTITUZIONALE/GIUDIZIARIO/FINANZIARIO CI RENDERA’ UOMINI ONORATI, DEGNI ED ONESTI …..OPPURE NON ESSERCI OPPOSTI …… IGNOBILI, INFAMI, …….. VIGLIACCHI….. DEGNI SOLTANTO (APPUNTO) DI ESSERE SCHIAVI.


VI COMUNICO QUANTO SEGUE :

PREANNUNCIO CHE VENERDI P.V. PRESENTEREMO UNA DENUNCIA CONTRO IL CULMINE DEL GOLPE (I FATTI DI QUESTI GIORNI RIGUARDANTI IL “GOVERNO TECNICO”).

QUESTA E’ UN’AZIONE CHE CI DEVE VEDERE TUTTI ALL’AZIONE E PRESENTI AL DEPOSITO DELLA QUERELA….. PERCHE’ CONTESTUALMENTE REGISTREREMO UN VIDEO IN CUI COMANDEREMO ALLE FORZE DELL’ORDINE…. IN FUNZIONE DI CITTADINI INFORMATI SUI FATTI …. E FATTISPECIE DI REATO IN ESECUZIONE E FLAGRANZA DI REATO, DI INTERVENIRE PER ARRESTARE…. I MALANDRINI/MASNADIERI/LESTOFANTI CHE SONO CON LE MANI ANCORA NELLA MARMELLATA E PRIMA CHE CE LA PORTINO VIA PER SEMPRE E VEDREMO DA CHE PARTE STANNO I COSIDDETTI “TUTORI DELL’ORDINE”.

GLI ELEMENTI PROBANTI SONO INNUMEREVOLI ED INCONFUTABILI ….. ED IL COMPORTAMENTO TENUTO NELLE PUBBLICHE INTERVISTE DAI RECITANTI IN SCENA SONO ADDIRITTURA ILLUMINATI DELLA LORO CONSAPEVOLEZZA DI DELINQUERE E DELLA PAURA CHE HANNO DI ESSERE SCOPERTI E SUBIRNE LE CONSEGUENZE.


Laudetur Semper Priapus, Pan et Sol Invictus.


Veiensfurens. - Orazio Fergnani
Via Baccanello, 16 - 00060 Formello (Roma)
Tel 392 654 68 68
E-mail : oraziofergnani@tiscali.it
https://sites.google.com/site/albamediterranea1/
http://www.facebook.com/Veientefurente


venerdì 4 novembre 2011

BCE, Bankitalia, Burkina Faso - Draghi taglia i tassi, Pantano elogia il leprotto, Tafanus scoraggia Visco .. e la proposta di Rosaline Monn

"Madonnina aiutaci tu..." (Saul Arpino) - Foto di Gustavo Piccinini, scattata al cimitero...

Notizie economiche varie e commenti...........

Dichiarazioni di Mario Draghi, Nuevo Conductor BCE:
"Prevediamo che nella seconda metà dell'anno la crescita sarà molto moderata. I rischi si stanno intensificando al ribasso e tale situazione è peggiorata anche dalla situazione globale, non solo nell'area euro, e i rischi rimarranno anche nella prima parte del 2012". Così il nuovo numero uno della Bce, Mario Draghi, spiega la sua decisione, arrivata a sorpresa, di tagliare i tassi di rifinanziamento Ue dall'1,50% all'1,25%. E la decisione, conferma, è stata "unanime",

"La mancanza di fiducia potrebbe rallentare la crescita. L'incertezza economica, a livello globale, è alta". Draghi ha continuato parlando delle sfide dell'Europa e ha affermato che "uno dei problemi rimane l'elevata disoccupazione". A tal proposito, "i governi accelerino le riforme strutturali e fiscali" e i paesi più deboli "prendano misure eccezionali". Draghi ha anche affermato che "per migliorare la competizione è necessario liberalizzare".

Sul fronte dell'inflazione, Draghi ha ribadito che la necessità della Bce è quella di garantire la stabilità dei prezzi, ma ha anche aggiunto che nel 2012 l'inflazione si attesterà sotto il 2%.

(in fase di scrittura)

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Commento di Antonio Pantano:
Drago.. ? Un vero LEPROTTO (termine introdotto da Alberto Sordi in un film degli anni '50) il "draghetto/dragato/drogato dal Britannia"!
Manco salito sulla BiCiE, alla prima pedalata ha "fatto a mmuina"! Tagliati i "tassi ufficiali di costo del denaro" dello 0,25%.
C'é, però, un PARTICOLARE non trascurabile!
Quante sono le banche che usano, con i clienti, il tasso gestito dal "Leprotto"? INFATTI tutte le banche, sopratutto le Italiote, applicano lo EURIBOR, che è MOLTO differente dal tasso del dragnetto nostrano!

Applausi o PERNACCHIE?

Le ultime (le PERNACCHIE) gli competono di DOVERE e DIRITTO, fino a che non impedirà alle banche di IMPORRE il "loro" tasso EURIBOR.

Devo citare il memorabile Totò : "Ma mi faccia il piacere....! "

Pace e PENE!


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E qui l'opinione del Tafanus sul Nuevo Conductor Visco di Bankitalia

Bankitalia: partenza con raccapricciante "grattata" di Ignazio Visco. "...il debito italiano è sostenibile anche se gli interessi che lo stato italiano paga sale fino all'8%..." La soglia critica, secondo alcuni osservatori invece, sarebbe il 7%. Lo sostiene la Banca d'italia nel "Rapporto sulla stabilità finanziaria". Assumendo come scenario di base l'evoluzione del rapporto deficit/pil incorporato nelle ultime previsioni del governo, anche qualora i tassi di interesse sui titoli di stato dovessero registrare un ulteriore forte aumento rispetto ai valori recenti arrivando al 7,5-8%, il rapporto debito/pil calerebbe o si stabilizzerebbe sui livelli attuali. Belpietro e Libbbero saltano immediatamente sull'assist di Visco, e ci...
Se proprio volete sapere come va a finire leggetelo su: http://www.tafanus.it

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E per finire una proposta economica "vantaggiosa", non si sa per chi, comunque sicuramente meglio dell'offerta di prestito strozza cristiani del FMI, che il Governo Berlusconi vuole accettare. Lasciando in eredità a tutti gli italiani un debito pubblico eterno (con ipoteca su tutti i beni mobili immobili e sulle persone). Insomma leggete la proposta che arriva dal Burkina Faso, di Madame Rosaline Monn, e poi giudicate voi su quale è meglio.. (tra quella FMI e quella di Monn ma non ritenetemi responsabile della "sòla"...) - Paolo D'Arpini

Dear Friend,
I am Madam Rosaline Monn and i have been suffering from ovarian cancer disease and the doctor says that I have just two days to leave, I am from ( LYON) France but based in Africa Burkina Faso since eight years ago as a business woman dealing with gold exportation.

Now that I am about to end the race like this, without any family members and no child. I have 1.8 million Euro in Eco Bank Burkina Faso (ECO), which I instructed the bank to give St Andrews missionary Home in Burkina Faso .
But my mind is not at rest because I am writing this letter now through the help of my computer beside my sick bed.

I also have 5.8 Million euro at Commercial Bank Of Burkina here in Burkina Faso and I instructed the bank to transfer the money to the first foreigner that will apply to the bank after I have gone that they should release the fund to him/her, but you will assure me that you will take 50% of the money and give 50% to the orphanages home in your country for my heart to rest.

You are to contact the bank through this email address: bcb.bf@mail.com

CALL THE BANK DIRECTOR ON THIS TELEPHONE NUMBER/ 00226-70 32 03 19.
Yours fairly friend, Madame Rosaline Monn

(Segnalazione alla polizia postale per tentata truffa via email)

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Buona fortuna a voi... e ricordatevi di accendere un cero alla Madonna!

Paolo D'Arpini

"Foto dei beni mobili della signora Monn in Burkina Faso?"

venerdì 17 dicembre 2010

Giuseppe Turrisi: Draghi, Merkel, Shauble, Marchionne, Cameron, Blankfein, Juncker, Amato, Alesina, Trichet, Attali, Barroso.. ecco i veri terroristi

Fondo Monetario Internazionale: carta colorata in cambio di beni - Come si arriverà al giorno in cui uno scrittore poserà le dita sulla sua tastiera e scriverà ciò che oggi ancora non si deve scrivere...

...e cioè che l’unico atto rimastoci per non morire da vermi, l’unico che ci è stato lasciato dal Potere, è di dare la nostra vita mentre spegniamo quella dei criminali di massa come Draghi, Merkel, Shauble, Marchionne, Cameron, Blankfein, Juncker, Amato, Alesina, Trichet, Attali, Barroso e i loro soci?

Perché siamo vicini, molto vicini badate bene, al destino dei ribelli islamici
che oggi conosciamo come irragionevoli folli sanguinari, e che invece sono
come noi, cioè voci cui non fu lasciata altra voce se non quella di
immolarsi in atti di cieca disperazione. Questo fa il Potere, che si chiami Impero
americano e sionista, o che si chiami Fondo Monetario Internazionale,
Commissione Europea, Gruppo Bilderberg e mercati di capitali coi loro
sacerdoti di cui sopra, esso ti schiaccia, ti tortura, ti dissangua,
t’inganna, ti umilia, e ti prende per i fondelli con la menzogna dei
mezzi di lotta democratici fino al punto in cui l’individuo si trova
talmente senza voce, talmente disperato, talmente soffocato dai muri
di gomma da prendere un’arma, un coltello, una cintura di esplosivi e
reagire nell’unico modo che lo stesso Potere gli ha lasciato. E quando
questo accadrà, il Potere invertirà i ruoli di vittima e carnefice ed
ecco che Hamas non è più l’erede brutale di 80 anni di sevizie assai
più brutali a un intero popolo; Hamas è il terrorista.

La domanda rimane: come si arriverà a quel giorno?

Scrive il Prof. Robert E. Prasch, economista del Middlebury College,
USA: “L’Irlanda poteva semplicemente dichiarare il fallimento,
rinegoziare il suo debito e far capire ai suoi creditori che
l’alternativa era prendere o lasciare un’offerta unilaterale del
governo di Dublino. Ma il Fondo Monetario Internazionale (FMI) e la UE
hanno intuito questa via d’uscita e hanno inserito nei termini per il
‘salvataggio’ dell’Irlanda la pretesa che il suo governo si giocasse
come garanzia per gli investitori i soldi del Fondo di Riserva delle
Pensioni Nazionali Irlandesi… detto in parole povere, la sopravvivenza
dei pensionati d’Irlanda sarà ostaggio di questo accordo.” E poi: “Non
deve sorprendere venire a sapere che fra le condizioni del medesimo
accordo di ‘salvataggio’ d’Irlanda ci siano dettagli inspiegabili come
l’obbligo per le famiglie di dotare ogni casa di un contatore
dell’acqua a unità separate, precondizione essenziale per la
privatizzazione del servizio. O la riduzione dei già miseri stipendi
minimi. Cos’hanno a che fare i contatori dell’acqua e gli stipendi
minimi con le frodi bancarie, le deregulation, e la condotta folle del
governo che hanno creato e nutrito questa crisi? Li hanno incastrati:
il FMI, la UE e il governo di Dublino sono d’accordo che la via
migliore è di smollare i rischi e i costi associati col salvataggio
delle banche a coloro che non c’entrano nulla con quella frode e che
ne hanno beneficiato zero.” E ancora: “Gli appiopperanno più tasse e
più alte, abbasseranno gli stipendi dei dipendenti pubblici, alzeranno
le rette per gli studenti, crollerà l’assistenza ai poveri e ai
disoccupati, saranno tagliati i benefici alle famiglie con bimbi
piccoli, mentre saranno salvati i gruppi di ricchi, le corporations,
quasi tutti i dirigenti di banca e gli speculatori stranieri.”

Infine: “Senza dubbio i banchieri e i burocrati del Fondo Monetario
Internazionale e della UE hanno colto nella crisi irlandese
un’opportunità eccezionale… di imporre agli irlandesi una politica
economica decisa da un potere non eletto e fuori controllo,
esattamente come sotto l’egemonia britannica dell’800… Il capitalismo
della catastrofe è approdato in Irlanda.”

Per favore, rileggete, pensando che stiamo parlando di esseri umani
come me e come te, che hanno una sola vita, e in questa sola vita si
giocano tutta la già minima quota di speranza, di amore, di autostima,
di bene per i propri figli, un poco di gioia magari ogni tanto, prima
che una malattia o la sofferenza gli spengano le luci. Non avranno una
seconda chance, questa vita è tutto ciò che hanno, ma cento uomini
nelle stanze del loro potere hanno deciso, per profitto, che milioni
di loro, e i loro figli, devono schiattare da vivi, piangere, sentire
il degrado, la melma della precarietà alla gola sempre… e poi morire.
Ci può essere una cosa più infame?

Per favore, rileggente, sapendo che arriveranno anche qui, perché il
piano del colpo di Stato finanziario europeo lo prevede in termini
certi. Funziona così, badate alla perversa frode con cui ci ammazzano:
l’agenzia di rating Moody's (dà le pagelle ai governi e chi sgarra
sanguina) viene istruita di abbassare il voto dell’Italia;
immediatamente i titoli di Stato emessi dal nostro Tesoro dovranno
pagare un tasso di interesse più alto perché chi li compra ha visto la
bocciatura di Moody’s e non si fida più di noi, quindi per comprarli
pretende di guadagnarci di più; poiché non abbiamo più moneta sovrana,
cioè usiamo l’euro prendendolo in prestito dai mercati privati, pagare
interessi più alti significa per noi doverci indebitare ancor di più;
ma di nuovo i mercati si allarmano perché temono che facciamo
bancarotta e questo significa per Roma “cadere vittima di una spirale
di bocciature (da parte di Moody’s) che portano ad ancora meno fiducia
dei mercati, che porta ad ulteriori bocciature, che portano a tassi
sui titoli di Stato ancora più alti e così fino al
collasso” (Financial Times). Non se ne esce, impossibile. Nel panico
da crash finanziario, il governo di Roma, come quello di Lisbona,
Madrid, Atene ecc., deve accettare l’arrivo dei tecnici del FMI, e… la
ricetta è quella di Dublino, sangue dei cittadini, pacchia per i
manager e privatizzazioni selvagge del nostro bene pubblico nelle
tasche degli speculatori. Uno dei loro sicari, Financial Times, lo
scrive nero su bianco: “(Lo Stato) evita di dover vendere questi
titoli solo se accelera le privatizzazioni.”

Tutto questo orrore, che già ha soffocato un’enorme fetta di economia
italiana - aziende, lavoro, posti pubblici, stipendi pubblici,
servizi, istruzione, precari…- e che nei prossimi 5 anni ci farà
conoscere il più devastante attacco ai salari della Storia moderna,
proviene, lo ricordo, da una pianificazione di 70 anni da parte delle
elite finanziarie che è culminata con l’introduzione dell’euro come
arma finale per lo sventramento di ogni residua sovranità dello Stato
nel creare ricchezza per i propri cittadini (si legga Il Più Grande
Crimine). La realtà è che ogni singola parola spesa dai criminali che
ho citato all’inizio e dai loro soci mira precisamente all’opposto di
ciò che dichiarano, cioè mira a stringere ancora di più la spirale di
collasso finanziario degli Stati descritta dal Financial Times poco
sopra. Ma intanto i media ci dicono che Wikileaks è la notizia! che
Berlusconi è la crisi!, che Obama è la speranza!

Mario Draghi, in un inglese robotico, ha recentemente declamato in
un’intervista video al massimo quotidiano finanziario della City di
Londra che “… si devono rendere le regole già esistenti ancora più
stingenti, più severe. Sanzioni, costi politici e sanzioni finanziarie
devono diventare misure praticamente automatiche, così da dare alle
nazioni con politiche deboli, incapaci di fare la cosa giusta, la
forza per correggersi”. Draghi, 'criminale falsario', usa le parole
vere: fare la cosa giusta come impegnare i soldi guadagnati in una
vita di lavoro da milioni di pensionati per garantire i profitti degli
speculatori che hanno ‘cucinato’ questa catastrofe economica mondiale
con la complicità tua, di Moody’s, di Giuliano Amato, della Goldman
Sachs di New York cui tu rispondi quotidianamente e che ti ha creato,
e dove un uomo che risponde al nome di Lloyd Craig Blankfein ha
detto, mentre milioni di esseri umani perdevano la casa, la salute, il
futuro dei figli nella loro unica vita, che “Goldman Sachs fa il
lavoro di Dio”. Fare la cosa giusta come illudere decine di migliaia
di operai italiani che la Fiat li tutelerà, quando la Fiat del
criminale Marchionne sa benissimo che si prospetta non solo il
collasso dei salari di tutti gli operai europei, ma anche la
dismissione totale del lavoro umano dalle catene di montaggio di tutti
gli stabilimenti. Fare la cosa giusta come impedire allo Stato dei
diritti nato dal pensiero illuminista di usare la moneta sovrana per
fare ciò che lo Stato deve fare: spendere a deficit per creare
ricchezza nei cittadini, mentre tu e i tuoi soci criminali avete
sottratto all’Italia di noi umani 457 miliardi di euro di ricchezza in
2 anni, e lo hai pubblicato tu nei tuoi bollettini di Banca d’Italia
il 16 dicembre 2009. Fare la cosa giusta come sedere di fronte a una
telecamera con la tua voce robotica che copre le mattine, le sere e le
notti di milioni di vite spezzate per il tuo e per il vostro profitto.
Criminali.

Per noi, la gente.

E' vero che siamo strozzati dai ritmi di vita; è vero che lottare
contro il Potere è oggi come attraversare un labirinto di muri di
gomma, chi lo ha fatto lo sa bene; è vero che i mezzi di lotta
cosiddetti democratici sono in gran parte una frode; è vero che 'loro'
sono spietati e che non ci risparmiano nulla; ed è vero che tutto ciò
finisce per costringere le loro vittime all'angolo della violenza. Ma
l'apatia di milioni di noi non si può giustificare. E la miopia della
minoranza attiva ossessionata dal 'cortiletto del potere', ancora
meno. Il Mahatma Gandhi, quello vero, predicò di affrontare il proprio
nemico facendosi persino macellare col sorriso sulle labbra. Ma disse
anche che se non si posseggono i mezzi per fare ciò, l'apatia non può
mai essere giustificata..... Questo disse Gandhi.

Giuseppe Turrisi Salvatore

Tel. 3938424644
giuseppeturrisi@leonardo.it