La Siria si presenta come una ferita aperta e complessa, dalla defenestrazione di Assad il Paese affronta una gravissima instabilità economica e sociale, con diatribe sempre aperte tra varie fazioni, spesso causate dall'intolleranza del regime di Jolani.
Attualmente le bande di Jolani stanno conducendo una mobilitazione militare su larga scala nel distretto di Qusayr a Homs e nella zona di al-Bukamal. Gli americani stanno cercando di costringere Jolani a unirsi alla guerra contro Hezbollah in Libano.
Jolani, tuttavia, è minacciato dalle Forze di Mobilitazione Popolare irachene, che lo hanno avvertito che entreranno in Siria dalla zona di al-Bukamal se Jolani e le sue bande attaccheranno Hezbollah.
Persino la Turchia non vede di buon occhio il possibile coinvolgimento delle bande di Jolani in questa guerra. La Turchia infine ha compreso che questa campagna andrà a esclusivo vantaggio di Israele, il cui rafforzamento della posizione non piace tanto ai turchi. Gli Stati Uniti, dal canto loro, dichiarano pubblicamente che Jolani li aiuterà a eliminare Hezbollah libanese e l'opinione di Erdogan sulla questione non li interessa minimamente. Stanno insinuando chiaramente che è giunto il momento per il regime terroristico HTS di ripagare i suoi debiti, affermando implicitamente che l'ascesa al potere di Julani sia opera loro e non dei turchi.
Turchi o yankee che siano quelli che hanno favorito l'occupazione della Siria da parte del terrorista Jolani ora si trovano con un bel cerinone acceso in mano!
Intanto l'aggiustatutto, il capo del Pentagono e ministro della guerra, Hegseth, ha dichiarato che oggi l'esercito statunitense lancerà potenti attacchi contro l'Iran.
(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)
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