mercoledì 10 giugno 2026

Medio Oriente in fiamme!

 



Ogni giorno che passa il cessate il fuoco è sempre più fragile e frainteso. Ieri sera abbiamo avuto un’altro esempio lampante del desiderio di “rispondere alle risposte”. In Libano non c’è via d’uscita dai piani israeliani di trasformare il suo vicino in un’altra Gaza. Se gli Stati Uniti perdono un elicottero durante missioni in aree iraniane si sentono in dovere di “rispondere”. Gli iraniani inviano la loro risposta e il ciclo si ripete all’infinito.


Appena cominciati gli scambi missilistici, altri giocatori si uniscono alla partita in corso, come la Turchia che bombarda i curdi e i pakistani che bombardano i talebani. Il clima è sempre più teso e il conflitto diventa sempre più esteso, con interessi regionali che spesso sono divergenti e talvolta coincidono con i piani nazionali di alcuni dei paesi coinvolti.

L’aspetto è quello di una polveriera che al momento non esplode solo perché i responsabili pretendono che “non sia successo niente”, che tutto “vada alla grande”, che ci siano “progressi” nei negoziati.

Più passa il tempo e più uno scontro globale e l’esplosione della polveriera sembrano scontati, nonostante le menzogne e i tentativi per coprire le reali intenzioni.

Sascha Picciotto



Video collegato:  Lawrence Wilkerson. Israele ha puntato tutto sulla guerra con l’Iran ma ha perso: https://www.youtube.com/watch?v=UZMUATxayig

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