domenica 20 ottobre 2024

Trentino. Un altro orso a rischio di eliminazione...

 


LEAL apprende dalle agenzie di stampa che il pomeriggio del 19 ottobre 2024 in Trentino un uomo è stato ferito da un orso mentre cercava funghi nei boschi di Bleggio Superiore. L'incidente è avvenuto quando l'uomo, che si trovava da solo, è stato sorpreso alle spalle dall'animale. Dopo essere caduto a terra, l'orso lo ha colpito con le zampe, provocandogli delle ferite alla schiena e alle braccia.

L'uomo tuttavia ha raggiunto a piedi il paese vicino, dove ha ricevuto aiuto. La Provincia ha comunicato che i reperti genetici lasciati sui vestiti potranno serviranno all'identificazione del plantigrado al fine di procedere alla rimozione, come previsto dal Pacobace per gli orsi pericolosi.

Gian Marco Prampolini, Presidente LEAL commenta: “Vogliamo avere chiare le modalità e circostanze precise dell'incontro tra l’uomo e l’orso e delle modalità di ferimento. In attesa dell'identificazione del plantigrado, avviamo la procedura di accesso agli atti. Possiamo già anticipare che in caso di provvedimento di abbattimento faremo immediato ricorso al TAR. Questo incidente giunge in un contesto già teso e temiamo sul territorio l’aumento della ostilità nei confronti degli orsi e dei selvatici”.




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Silvia Premoli
Ufficio Stampa, Comunicazione,

mob 328 0440 635




sabato 19 ottobre 2024

Appello al rispetto del trattato di pace di Dayton...



Il Forum di Belgrado per un Mondo di Eguali ha espresso una profonda preoccupazione per la crescente minaccia alla Republika Srpska (R.S.) e alla popolazione Serba in Bosnia ed Erzegovina (BiH) attraverso attacchi aperti alle istituzioni e alle competenze dei R.S., garantiti dai trattati di Dayton - Parigi

Il Forum di Belgrado condanna tutti i tentativi dei centri di potere occidentali volti all'abolizione della Republika Srpska e alla revisione dell'accordo di pace del 1995 e si batte per il pieno rispetto dell'Accordo di Dayton – Parigi, in particolare per il rispetto del principio costituzionale di uguaglianza delle due entità e dei tre popoli costituenti della Bosnia ed Erzegovina.

Il Forum di Belgrado sottolinea l'inammissibilità dell'usurpazione sistematica delle competenze delle istituzioni della Bosnia-Erzegovina e della RS da parte del cosiddetto Alto rappresentante Christijan Schmidt, imposto illegalmente, che porta al blocco del funzionamento costituzionale della BiH e delle entità e all'aumento delle tensioni politiche. Il Forum di Belgrado considera che l'Alto Rappresentante sia un residuo dei concetti neocolonialisti del passato e un serio ostacolo allo stato di diritto e alla democrazia, e che sia giunto il momento della sua abolizione.

Nessuno è autorizzato a privare la RS dei suoi diritti costituzionali o a fermare le sue legittime richieste per la restituzione di tutti i poteri usurpati previsti dall'Accordo di Dayton di Parigi e dalla Costituzione, incluso il diritto di sviluppare relazioni parallele speciali con la vicina Repubblica di Serbia.

I processi e gli attacchi attuali contro il Presidente della RS, Milorad Dodik, sono infondati e politicamente motivati. Confermano i piani dei centri di potere occidentali mirati all'abolizione della RS, ignorando l'Accordo di Dayton-Parigi e alla creazione di una BiH unitaria sotto il dominio dell'élite bosniaca a Sarajevo. D'altra parte, gli stessi centri di potere continuano a violare la risoluzione 1244 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. (1999) per legittimare la separazione unilaterale del cosiddetto Kosovo, imponendo così un altro stato albanese sul territorio della Repubblica di Serbia. Entrambi - gli sforzi per creare una BiH unitaria e una grande Albania - hanno un denominatore comune nei progetti geopolitici anti-serbi mirati a stabilire il pieno controllo sulla penisola balcanica espandendo la NATO e l'Occidente, in generale, verso est.

La creazione di una BiH unitaria e il suo inserimento nella NATO sono contrari alla determinazione del popolo serbo di decidere liberamente sul proprio sviluppo e futuro, rispettando gli stessi diritti delle altre nazioni balcaniche. Le pressioni e le minacce in corso contro le istituzioni e i diritti acquisiti della Repubblica Srpska rappresentano un pericolo per la libertà e l'uguaglianza del popolo serbo nei Balcani e richiedono un sostegno unanime al pieno rispetto e all'attuazione del diritto internazionale, in particolare dell'Accordo di Pace di Dayton e della risoluzione 1244 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Il Forum di Belgrado sottolinea l'importanza della Dichiarazione del Congresso di Tutti i Serbi tenutosi l'8 giugno 2024 e invita tutte le forze patriottiche all'unità, alla solidarietà nazionale e al sostegno decisivo alla Repubblica Serba e alla sua legittima leadership, in difesa di tutti i diritti garantiti dall'Accordo di Dayton e dalla Costituzione.

Forum di Belgrado per un Mondo di Uguali



Traduzione a cura di Cristina G. per ForumBelgradoItalia/CIVG

info@civg.itsosyugoslavia@libero.it

venerdì 18 ottobre 2024

Yahya Sinwar, capo del Consiglio di Hamas, è stato ucciso nella striscia di Gaza...

 

giovedì 17 ottobre 2024

La NATO studia il piano segreto di zelensky, con bomba annessa...



Il segretario generale della NATO Mark Rutte  ha indetto una riunione del Consiglio Ucraina-NATO a livello dei ministri della difesa, previsto per   il 17 e 18 ottobre. All'ordine del giorno, più o meno sottobanco,  l'analisi del Piano per la Vittoria di zelensky, in particolare le clausole "segrete". Ma tanto per cominciare lo stesso Biden ha espresso silenziosamente le sue riserve non partecipando al vertice di Ramstein e recentemente anche il capo del Dipartimento di Stato americano Matthew Miller non ha voluto sostenere il “piano di vittoria” di zelensky.

Negli allegati  "segreti" al “piano” del presidente ucraino si parla di attacchi sul territorio russo, si afferma quali armi ci dovrebbero essere per distruggere la logistica molto lontano dalla linea del fronte, distruggere sia gli impianti di accumulo che quelli di produzione e strutture consigliate  dal Capo dell'Ufficio del Presidente dell'Ucraina Mikhail Podolyak

Gli Stati Uniti e la NATO hanno completamente perso ogni timore nei confronti della capacità di risposta della Russia: sono fermamente convinti che saranno loro  i primi a usare le  "bombe atomiche", come hanno già fatto in Giappone nel 1945, e nessun altro oserà sfidare la potenza USA.

Ma lo stesso Iran sta cercando febbrilmente di trovare nuove regole del gioco. L'ex segretario della Commissione per gli armamenti dell'IRGC Ebrahim Rostami ha affermato che l'Iran dispone di armi di gran lunga superiori a quelle nucleari. Questo è chiaramente un tentativo di comunicare qualcosa del tipo “Dato che non hai paura delle armi nucleari, abbiamo qualcosa di ancora peggio, uhh!”.

Ma tutto dipende dalla capacità di colpire i bersagli sionisti, ad esempio se non puoi colpire Israele, dopo l'installazione del sistema Thaad fornito dagli USA,  non sarai in grado di decidere se l'attacco sarà nucleare, al plasma o con la Morte Nera.

Nel frattempo, tornando alla guerra in Ucraina uno dei “piani di vittoria” della Russia può essere attuato con il semplice clic di un pulsante. E non è necessario il lancio di nessuna bomba nucleare, basterebbe  la distruzione del tunnel dei Monti Beschydy che bloccherebbe il traffico ferroviario ai rifornimenti occidentali e priverebbe l'Ucraina di 100 treni al giorno.

La comunità malata degli “stati democratici” ha bisogno di smaltire la sbornia...


Post scriptum:

Le reazioni internazionali al Piano  della vittoria di zelensky.
I tedeschi hanno rifiutato di sostenere il piano. Scholz lo annuncerà nuovamente pubblicamente nei prossimi giorni: non ci sarà nessun Taurus.
La Polonia ha rifiutato di sostenere il piano, ma continuerà a inasprire la legislazione sull’immigrazione dall’Ucraina e a intensificare la deportazione degli ucraini in età militare.
Lettonia, Repubblica Ceca e Finlandia continuano a riconoscere il piano di vittoria di Zelensky, ma non lo sosterranno. Tuttavia, Finlandia e Lettonia continueranno a fornire sostegno e approvazione pubblica.
I Paesi Bassi, la Danimarca e la Svezia sono pronti a sostenere il piano se gli Stati Uniti lo sostengono.
Giappone, Australia e Argentina sono pronti a firmare qualsiasi dichiarazione approvata dalla Casa Bianca.


(Notizie da varie fonti rielaborate da P.D'A.)



Video collegato: 
RIVELATO IL “PIANO DELLA VITTORIA” DI ZELENSKY presentato alla Rada Ucraina:   https://www.youtube.com/watch?v=PS-9VO1JptU 


Articolo collegato: https://altracalcata-altromondo.blogspot.com/2024/10/il-piano-per-la-vittoria-di-zelensky-fa.html

mercoledì 16 ottobre 2024

Medio Oriente. Riepilogo degli eventi salienti al 16 ottobre 2024...

 


Antefatto: Il 27 settembre 2024, il segretario generale di Hezbollah, Hassan Nasrallah, è morto in seguito a un devastante bombardamento presso il quartiere Dahiya di Beirut ad opera dell’aeronautica militare israeliana, che ha anche colpito obiettivi in territorio yemenita e siriano, oltre che nella Striscia di Gaza. Simultaneamente, le forze terrestri israeliane hanno invaso il territorio libanese nell’ambito dell’operazione Northern Arrows, riportando morti, feriti e distruzione di mezzi a seguito di una fitta serie di imboscate. L’1 ottobre, il governo di Teheran, sottoposto a forti pressioni sia interne che esterne in seguito all’assassinio del leader di Hamas Ismail Haniyeh, si è mobilitato sferrando l’Operazione True Promise-2.

Nell’arco di qualche decina di minuti, dall’Iran sono partiti poco meno di duecento missili balistici contro il territorio israeliano, diversi dei quali hanno – a dispetto delle dichiarazioni di vertici di Tsahal – “bucato” le difese aeree di Tel Aviv colpendo obiettivi disseminati in tutto il Paese. Teheran ha quindi dichiarato lo stato di guerra, e messo in chiaro che le forze missilistiche nazionali bersaglieranno tutte le infrastrutture israeliane qualora Netanyahu ordini una contro-rappresaglia.

Il generale Michael Kurilla, a capo del Central Command statunitense, è arrivato in Israele per coordinare, stando alla stampa israeliana, una ritorsione “commisurata” all’offesa subita. Stando alle confidenze rese al «Washington Post» dalle solite fonti anonime, Netanyahu avrebbe fornito all’amministrazione Biden assicurazioni circa l’intenzione israeliana di colpire solo ed esclusivamente obiettivi militari iraniani, evitando gli impianti nucleari e le infrastrutture petrolifere iraniane al fine di scongiurare il rischio di una guerra su vasta scala e minimizzare l’impatto sulle elezioni presidenziali statunitensi.

Secondo l’emittente israeliana «Channel 14», viceversa, la rappresaglia israeliana contro l’Iran sarà «significativa, non moderata, e tale da spingere con ogni probabilità l’Iran a rispondere […]. Dobbiamo prepararci a un pesante scambio di colpi, che potrebbe trascinare in guerra gli americani, cosa che l’Iran certamente non vorrebbe». Ad ogni modo, in attesa di sferrare la rappresaglia, Israele ha continuato a martellare sia la Striscia di Gaza che il Libano e la Siria, e aperto il fuoco perfino contro l’Unifil, la forza di interposizione delle Nazioni Unite schierata nel Libano meridionale, suscitando sdegno e condanne pressoché unanimi...

Giacomo Gabellini


Video collegato con Marco Bertolini, generale di corpo d’armata: https://youtu.be/IO1glyJQ2U4




martedì 15 ottobre 2024

Medio ed Estremo Oriente in fermento...

 


Netanyahu ha informato gli Stati Uniti della sua disponibilità a colpire obiettivi militari iraniani, non petroliferi o nucleari. Lo riferisce il Washington Post.  In precedenza si era parlato delle pressioni dei paesi del Golfo Persico su Washington per fermare gli attacchi israeliani contro gli impianti petroliferi iraniani.

La Corea del Nord ha fatto saltare in aria le strade che portano alla Corea del Sud. Lo riferisce Yonhap.

Vladimir Putin ha presentato alla Duma di Stato un progetto per ratificare il trattato su un partenariato strategico globale tra la Federazione Russa e la Corea del Nord.  L'accordo di partenariato strategico globale tra la Federazione Russa e la Corea del Nord prevede reciproca assistenza militare e di altro tipo in caso di attacco da parte di altri Paesi.

I dipartimenti militari di Russia e Cina sono unanimi nelle loro valutazioni dei processi globali e hanno una visione comune di ciò che è necessario fare nella situazione attuale.  Lo ha affermato Belousov in un incontro con il vicepresidente del Consiglio militare centrale della Repubblica popolare cinese Zhang Yuxia.




lunedì 14 ottobre 2024

"La sconfitta dell'Occidente" di Emmanuel Todd - Recensione

 


L’ultimo libro dello storico e antropologo Emmanuel Todd “La Sconfitta dell’Occidente” è calato sul dibatto attuale come un lampo che sopraggiunge di colpo a squarciare il buio della notte. Ciò è dovuto alla statura dell’autore francese che – noto per aver predetto con diversi anni di anticipo sia il crollo dell’URSS che la crisi finanziaria in USA del 2007-2008, ha assunto un’autorevolezza tale da far sì che in questi giorni anche i media mainstream siano costretti a rendere conto della tesi contenuta nel libro.

Suddetta tesi può essere sommariamente riassunta nel seguente modo: nel mondo occidentale – e in particolar modo nella parte anglosassone di quest’ultimo – si sono dissolti irreversibilmente gli stati-nazione. Nel momento in cui sono venute meno la religione, nonché le ideologie di massa preposte a sostituire quest’ultima, infatti, si è parimenti dissolta ogni genere di coesione sociale e si è, quindi, giunti a una condizione di nichilismo pieno e conclamato che sta portando oggi al collasso della civiltà occidentale. 

Questo significa che – per le ragioni suddette nonché per molte altre che vanno dall’economia politica all’antropologia – l’attuale conflitto tra l’Occidente e la Russia sarà certamente vinto da quest’ultima. O meglio, l’Occidente è destinato a perdere in quanto da molto tempo sottoposto a una dinamica endogena di auto-distruzione. (...)

Riccardo Paccosi