lunedì 12 marzo 2012

"Ritirate il Nobel per la Pace concesso al presidente Barack Obama..."



Europeanphoenix intervista Joe Fallisi, testimonial della Petizione che chiede il ritiro del Premio Nobel per la pace al presidente Obama



D: Sig Fallisi lei, che è stato recentemente l’unico italiano ad avere denunciato alla Procura della Repubblica di Roma il suo governo per aver condotto una guerra non dichiarata e contraria al dettato costituzionale contro la Libia e segnalato più volte le atrocità commesse dalla Nato contro i civili libici, ora appoggia ufficialmente la petizione internazionale lanciata dal Congrès National du Peuple Ivoirien per chiedere il ritiro del premio Nobel a Obama.
Qual è la sua posizione al riguardo?

R: La mia denuncia (cfr. http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/89827, http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/89906), a detta di Luca Tadolini, il coraggioso avvocato che mi assiste, sembra segua il suo corso e non sia stata (ancora) archiviata dall’autorità giudiziaria. Significa che se ne potrebbe riparlare presto pubblicamente, in tribunale. Chiarisco subito che sia nel caso della denuncia sia in quello della petizione (cfr. http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/89921, http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/90874) si cerca solo di togliere il silenziatore, imposto dai media tutti asserviti, agli avvenimenti in corso nella Giamahiria sotto il giogo dei predoni occidentali e dei mostri col burka avvoltolato al posto del cervello. Tanto quanto si sono prodigati a diffondere a suo tempo le loro menzogne, al-Jewzeera, al-Arabiya, BBC, CNN, ANSA e “agenzie” simili ora hanno imposto una cappa di buio su quanto accade nel Paese nordafricano – come in Costa d’Avorio, del resto. Anche qui vale la pena ricordare che ci troviamo a pieno titolo nella società degli spettri e dell’Ersatz (cfr. http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/86358, http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/86479, http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/88872, http://www.youtube.com/watch?v=rV240UUSS5w - 06:53..., http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/93283), dove la realtà stessa di cui si propone ai telesudditi la rappresentazione e l’ermeneutica viene fatta sparire all’occorrenza e surrogata da qualche “narrazione” artificiale ad hoc. Si tratta di magia nera, un incubo che si dissolve come i fantasmi ai raggi del sole: basta svegliarsi, informarsi e parlare e agire in prima persona. Ma quella di oggi è anche la società “aperta” del Re nudo (cfr. http://www.youtube.com/watch?v=rV240UUSS5w - 14:34...). Tutto è sotto le pupille (rese) vitree di tutti. Persino le cose più orripilanti, anzi, forse queste ultime in particolare. Nella Libia martirizzata e ormai divisa (cfr. http://libya360.wordpress.com/2012/03/06/eastern-libya-declares-autonomy/, http://libya360.wordpress.com/2012/03/09/libya-the-partition-begins/) si commettono sotto gli occhi del mondo crimini razzisti abominevoli. Youtube è pieno di video girati dagli stessi torturatori e omicidi. Essi sono analoghi ai filmati homemade di Abu Ghraib che la truppaglia a stelle e strisce si scambiava coi messaggini. Hanno la funzione da un lato di banalizzare il male, facendolo rientrare nell’immaginario collettivo, omologandolo come suo ingrediente normale e necessario (e inerte); dall’altro di essere un avvertimento subliminale per i membri del Socing, nonché per i Prolet: sgarra dalla retta via del Bispensiero-Neolingua e in quattro e quattr’otto ti ritroverai numero, verrai inghiottito e trattato dal Minamor e dalla sua psicopolizia. Come un qualunque Winston Smith (cfr. George Orwell, Nineteen Eighty-Four, Secker & Warburg, 1949).

D: Ha ancora un valore etico il premio Nobel per la pace a suo avviso? Oppure è oramai ridotto a livello di Oscar hollywodiano? Uno come Obama, che non ha modificato di una virgola la politica aggressiva degli Stati Uniti e che solo nell’immaginario di un certo mondo politico progressista italiano viene ancora osannato come uomo di pace, rende ridicola la stessa parola pace, non crede?

R: “Barack Obama” (Barry Soetoro, cfr. http://www.iconicon.it/blog/2012/03/sei-truffatore-barry-soetoro/), uno dei Presidenti più criminali della storia d’America, anche peggiore di Bush jr (cfr. http://www.uruknet.info/?s1=1&p=86384&s2=10), è l’uomo giusto al posto giusto. Nell’era propriamente orwelliana, dell’inversione compiuta (pace = guerra, guerra = pace e così via, cfr. http://mrfriendsblog.blogspot.com/2012/03/traitor-in-chief-barry-soetoro-at-aipac.html), occorreva questo tipo di capo e Premio Nobel: “nero”, paladino dei gay, farlocchissimo e insieme veramente eterodiretto, assassino ma “umanitario”, “democratico” e al contempo inauguratore di gulag e dello Stato di polizia per gli stessi cittadini del suo Paese (cfr. http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/93905). C’è in effetti una diversità fondamentale in questo inveramento del 1984, rispetto a quel che immaginò Orwell: la tirannia suprema ha dismesso le vesti plumbee del modello bolscevico-staliniano e indossa i panni multicolori di Hollywood. Ridacchiano i fiduciari del Kosherbig Brother, ti disossano, ti impestano e riducono in cenere con volto suadente, familiare, rassicurante. E’ per il tuo bene, tutto poi andrà per il meglio. Sei all’interno di un film, di un sogno. Non mancherà il lieto fine, come d’obbligo. Devi solo fidarti, rimanere in poltrona col telecomando in mano, addormentarti dentro il tubo catodico. Al mattino, anche se avvolto da una nube radioattiva, li ringrazierai.

D: Nella stessa petizione, già forte di per se stessa, si chiede di far arrestare dal Tribunale Penale Internazionale per “crimini di guerra” Hillary Clinton per aver ordinato la cattura e la morte di Gheddafi. Del resto gli Stati Uniti e la Nato hanno voluto l’aggressione alla Libia e questa è stata solo l’ultima in ordine di tempo, prima vi erano stati Iraq, Afghanistan, la Serbia. Lei concorda?

R: Sì, la megera di hamburgerlandia, anche lei, beninteso, paladina dei “diritti umani” e delle “minoranze”, ha sghignazzato in mondovisione del barbaro linciaggio di Muammar Gheddafi. Fosse anche solo per questo riceverà da un giudice più alto il compenso che merita. Siamo di veloce passaggio sul pianeta Terra. L’ultima ora non tarderà neanche per Hillary Clinton (né per i suoi compari, né per il filosofo della morgue Bernard-Henry Lévy, autentica anima nera di tutta l’operazione). La catastrofe libica costituisce un risultato fondamentale e insieme il modello per le future tappe del ruolino di marcia mondialista. Con la Siria gli usurocrati stanno cercando di ottenere i medesimi scopi usando gli stessi strumenti (televisioni del falso, ONG sorosiane, bande di tagliagola fanatici al soldo della CIA-Mossad). Se solo, sciaguratamente, Russia e Cina desistessero, come fecero per la Libia, dalla loro opposizione ai diktat dell’ONU, la feccia imperialista si scatenerebbe subito all’assalto di un altro Stato libero e indipendente, e laico. Stanno lì in attesa i boia “umanitari”… che Allah, se esiste, protegga il popolo siriano.

D: Pensa realmente che ci sia oggi un Tribunale “super partes” dove i popoli hanno uguale dignità e le norme del diritto internazionale e delle convenzioni vengono realmente tutelati? A ben vedere c’è chi pur chiedendone l’applicazione lo utilizza a senso unico contro gli avversari e se ne chiama fuori quando dovrebbe essere imputato, come accaduto nei confronti dei generali serbi e dello stesso presidente Milosevic, rei di aver difeso la propria nazione dall’aggressione della Nato, condannati dal Tribunale dell’Aja. Non sarebbe meglio abolire questi mostri giuridici tipo Norimberga? Almeno un tempo le guerre si chiamavano con il loro nome e non ipocritamente “azioni umanitarie” e le regole erano quelle stabilite tra gli Stati. Anche l’Onu oramai è solo un’inutile finzione in mano agli Stati Uniti e in sub ordine agli altri quattro membri permanenti del Consiglio di Sicurezza, appellarsi alla quale serve ben poco, leggasi crimini impuniti israeliani.

R: Lei ha perfettamente ragione. Il libro profetico di Orwell deriva il suo titolo dall’inversione delle ultime cifre dell’anno in cui fu scritto. Si può dire che già nel 1945, con un anticipo di tre anni, cominciò a delinearsi il regno del Grande Fratello. A Norimberga, per la prima volta nella storia, i rappresentanti delle potenze vincitrici si ersero a giudici dei vinti - subito dopo aver commesso crimini efferati contro la popolazione civile come i bombardamenti di Dresda e di Hiroshima. Fu solo l’inizio. Nei cinque anni successivi avvenne, nei confronti dei tedeschi, un’immane pulizia etnica. E i “democratici”, i “progressisti”, gli “antinazisti” continuarono poi di genocidio in genocidio… dalla Palestina, alla Corea, al Vietnam, fino all’Afghanistan, all’Iraq, alla Iugoslavia, alla Libia (cfr. http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/90820, http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/93851, http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/93852, http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/93853, http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/93854)… Il Tribunale dell’Aja fa parte dell’armamentario politically correct al loro servizio. La nostra petizione, lungi dal riconoscerne una qualsiasi legittimità, vuole semmai mostrare la verità di questa macchina che oggi, per esempio, tiene chiuso nelle sue galere Laurent Gbagbo, il legittimo Presidente della Repubblica ivoriana. E che certo mai muoverà un dito per punire i devastatori della Libia.

D: Anche Sarkozy e Cameron secondo gli organizzatori della petizione dovrebbero essere perseguiti per crimini di guerra. I due sono stati certamente il braccio armato di tutta l’operazione, che non ha risparmiato nessun civile, condotta da Francia e Gran Bretagna con la classica mentalità predatoria che ha sempre caratterizzato le loro passate imprese coloniali, specialmente gli inglesi definiti di recente dalla Presidente argentina Cristina Kirchner “pirates”. Qual è il suo parere?

R. Io parlo, appunto, di Anglogiudamerica, nella quale rientra anche l’odierna Francia, di cui De Gaulle si vergognerebbe. E’ il fronte unito, antieuropeo, dei razziatori (e razzisti), dei neocolonialisti, degli imperialisti. Il nemico dell’umanità e della natura. Possono imbellettarsi in ogni modo. Chiunque abbia ancora gli occhi sani e puliti li vede per quel che sono.

domenica 11 marzo 2012

Cremazione e sepoltura ecologica proposte dal Circolo Vegetariano VV.TT. e la storia della cremazione in Italia...



Ricordo che anni addietro inviammo una petizione al Parlamento: 1. Sten. 579 s020
Paolo D’Arpini, e numerosi altri cittadini, da Calcata (Viterbo), chiedono un provvedimento legislativo per la libertà di sepoltura e cremazione ecologica …
www.camera.it/_dati/leg13/lavori/stenografici/sed579/s020.htm – 4k –

Anche la Repubblica pubblicò la richiesta, il 5 dicembre 1995 (pag. 21), purtroppo non passò per la solita opposizione ecclesiastica, che vuole mantenere il primato e l'esclusiva sullo smaltimento dei cadaveri, nel modo religiosamente consentito.

Oggi la chiesa ha accettato che la cremazione possa effettuarsi ma non accetta la dispersione delle ceneri. Comunque nella nostra proposta, oltre alla libertà di inumazione del defunto nella nuda terra nel proprio terreno o nel luogo prescelto (parchi, riserve, immersione in acque, esibizione su alture, etc.), facevamo specifica menzione alla possibilità di incenerimento con sistemi ecologici, in particolare con l'uso di specchi ustori o di pire funerarie, etc. Questo per evitare sprechi energetici ed inquinamento ambientale.

Questa battaglia rientra nelle libertà espressive della morte. Libertà, che implicando una scelta laica anche per il post.mortem, sono di attualità e di grande valore sociale, soprattutto per sottrarre il cadavere alle “lobbyes mortuarie” sia religiose che civili. In questa opera abbiamo anche collaborato con la So.Crem, l'associazione che promuove la cremazione. Purtroppo ancora non si vedono risultati concreti, anzi abbiamo riscontrato una ritrosia permanente a trattare questo tema. Ci rendiamo conto che gli interessi smossi dalla morte sono tanti ma questo voluto silenzio, su un argomento che tocca i sentimenti (e le saccocce) di buona parte della popolazione, appare una forma di evidente censura. Nella laicità dello Stato è necessaria una normativa più liberale e democratica sulla gestione mortuaria. Non è giusto che la gerenza del cadavere pesi quanto una esosa tassa di ’successione’ (anche in forma di ricatto sociale): pompe funebri, cerimonie religiose, bare, tombe e loculi a prezzi stratosferici, una vera e propria imposta sul decesso. In termini estremamente pratici il Circolo Vegetariano VV.TT. continua a portare avanti la battaglia della libertà di esprimere un commiato laico, della libertà di cremazione e dispersione delle ceneri e della libertà di astenersi dall’accanimento terapeutico.

In tal senso, recentemente avevamo anche proposto che le salme potessero venire utilizzate allo scopo di recuperare sostanze utili, sia per la produzione energetica che per il riciclaggio organico, in modo da evitare lo spreco attuale, in cui i corpi vengo chiusi in cassette stagne e la natura non può avvantaggiarsi delle sosteanze residue.... Come avviene ad esempio nel caso di recupero di carcasse animali per produzione energetica e di fertilizzanti.

Paolo D'Arpini
Circolo Vegetariano VV.TT.
http://www.circolovegetarianocalcata.it/epopea-del-circolo/

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Commento di Giorgio Vitali: "OTTIME CONSIDERAZIONI, E TUTTAVIA... (premetto che non mi farò cremare perchè fui convinto in giovane età da un libro di Yoghi Ramacharacha, che conservo ancora religiosamente.. ed. Bocca 1950) QUESTE PROPOSTE SONO DESTINATE A CADERE NEL VUOTO, per una serie di ragioni fra cui quella più significativa, che il POTERE al cristianesimo ARRIVO' con i soldi, in quanto il potere politico romano diede ai vescovi cristiani la privativa delle cerimonie funerarie.Essendo la cerimonia dell'addio al caro estinto (vedi libro di Evelyn Wough) un CULTO inestirpabile. E d'altronde, i surrogati amerikani, descritti anche in alcuni film hollywoodiani, sono orripilanti, e comprendono anche l'ibernazione. Quanto di più macabro ci possa essere. Concludo con una supposizione: qualora un conflitto di proporzioni "atomiche" dovesse lasciare sulla Terra un numero indefinito di carcasse i roghi sarebbero l'unica soluzione. D'altronde i roghi furono adottati per le vittime dei bombardamenti a tappeto sulla Germania"

Mia rispostina: “D'altronde il fulcro della proposta è quello della libertà di inumazione (o disposizione del cadavere), la cremazione è solo un "modo utile" alla bisogna... Ricordo che a Calcata c'era l'usanza di seppellire carcasse di pecore, asini, capre, cavalli, buoi, etc per piantarvi sopra alberi da frutto, quello era un ottimo sistema, praticabile anche per cadaveri umani… (P.D'A.)”


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Qui di seguito pubblico la cronistoria dell'Ass. So.Crem che si è occupata per prima della libertà di cremazione in Italia



La cremazione a Bologna ed in Italia. Una storia nella storia a cura di Guido Stanzani

La So.Crem di Bologna fu fondata nel 1889 con lo scopo di diffondere la pratica crematoria, intesa, a quell'epoca, come uno strumento polemico nei confronti di una più che millenaria cultura cattolica che aveva identificato nell'inumazione la modalità esclusiva di seppellimento dei defunti.Un nucleo di "liberi pensatori" diede vita a un'associazione il cui statuto fu deliberato dalle assemblee dei soci del 23 e 28 gennaio 1899 e modificato da quelle del 22 giugno, 27 luglio e 25 ottobre 1899.Lo statuto fu approvato con Regio Decreto del 19 novembre 1899, che eresse l'Associazione in "Ente Morale", come venivano chiamate, a quel tempo, le persone giuridiche riconosciute senza fini di lucro e con autonomia patrimoniale idonea a escludere la personale responsabilità patrimoniale degli amministratori il cui volontario apporto doveva essere istituzionalmente gratuito.Quell'ordinamento relegava la cremazione in una sfera di mera libertà dell'individuo; coloro che volevano potevano farlo, ma a loro cura e spese, e furono proprio costoro che si aggregarono dando vita all'Associazione.Sullo stesso modello di quella bolognese altre ne sorsero nel Nord Italia; la maggior parte di queste ultime, però, non costruì forni ma si limitò a una funzione paranotarile di raccolta e di conservazione delle disposizioni crematorie degli aderenti, le cui salme venivano cremate negli impianti territorialmente più vicini.Durante il secolo che seguì, la So.Crem di Bologna (le cui assemblee del 26 dicembre 1954 e 1° aprile 1979 apportarono allo statuto modifiche marginali) cremò, nel forno a legna installato a proprie spese nell'Ara edificata dal Comune nella Certosa monumentale, le salme degli iscritti che, con il versamento di modeste quote annuali, ne consentirono la sopravvivenza. Occorreva, allora, una mezza giornata almeno per eseguire una cremazione e le spese venivano sostenute dai superstiti, come quelle per l'urna dove conservare le ceneri; in quei decenni, le persone non iscritte all'Associazione che disposero per testamento di essere cremate – fra costoro va ricordato Andrea Costa – furono in numero limitato, e i loro superstiti sopportarono, per regola stabilita dagli statuti associativi, oneri più elevati di quelli previsti per cremare le salme dei soci.Durante il primo secolo di vita di questi enti, per la quasi totalità concentrati territorialmente nel Nord Italia, si possono individuare due categorie di persone che si dedicarono a un impegno così particolare: la prima, di impostazione culturale liberal-massonica, ne costituì in prevalenza la dirigenza; la seconda, di stampo marcatamente socialista, tese a dedicarsi alla gestione delle operazioni pratiche.Sia l'una che l'altra si trovarono accomunate dalla vocazione al volontariato e dall'ispirazione anticlericale; un connubio partecipativo non infrequente in molti altri settori del nostro Paese nell'arco storico che comprende la seconda metà dell'Ottocento e la prima del Novecento, in tutti i casi in cui culture con obiettivi abbastanza antinomici rispetto ai grandi progetti sociali si sono saldate nella collaborazione per la difesa e l'affermazione dei diritti fondamentali dell'individuo.Nel 1889 vennero cremate, presso l'Ara di Bologna, due salme; la media fu poi di venti all'anno fino al 1970; nel decennio dal 1980 al 1990 (si vedrà che l'anno cruciale fu il 1987) la media si innalzò fino a sfiorare le trecento cremazioni; in seguito, l'andamento ha assunto una progressione quasi geometrica, al punto che nel 2003 le salme cremate hanno sfiorato il numero di 1.900, ovvero il 26% dei decessi dei residenti a Bologna a fronte di una media nazionale che supera di poco il 6%.

Nel 1987 si verificò un evento che produsse un cambiamento radicale dell'intero settore: in quell'anno il legislatore italiano (legge n. 440 del 29 ottobre) qualificò la cremazione come un diritto della persona, elevandola al rango di pubblico servizio nella dichiarata sua equiparazione all'inumazione in campo comune statuendo, come logica conseguenza, l'addossamento ai Comuni dei relativi oneri.In coerenza, un decreto ministeriale dell'anno successivo determinò le tariffe provvisorie di spesa che i Comuni erano tenuti a pagare agli impianti crematori per il servizio reso in favore dei defunti già residenti nei relativi territori; le tariffe definitive e il criterio del loro adeguamento nel tempo sono stati fissati con decreto ministeriale del 2002.Nel settembre 1990 il legislatore pose in essere un secondo e non meno significativo intervento: col regolamento di polizia mortuaria varato in quell'anno stabilì che, per procedere alla cremazione, era sufficiente l'iscrizione a un'associazione riconosciuta che si proponesse il fine di cremare le salme oppure la dichiarazione testamentaria della propria volontà crematoria o, anche e più semplicemente, l'attestazione dei parenti, espressa attraverso atto notorio, che il defunto aveva manifestato in vita la volontà di essere cremato.Se si pensa che la forza congente di un testamento dipende dai tempi di una pubblicazione notarile che si esauriscono, di regola, a inumazione ormai avvenuta, e che la volontà dei parenti non ha nulla a che vedere con quella del defunto, è evidente l'incisività di una norma che identifica l'intento crematorio del singolo col fatto stesso dell'iscrizione a un'associazione riconosciuta qualificata dal fine di cremare le salme.La norma, che in tempi recenti ha trovato conferma nella legge del 2001 (che ha dettato una completa disciplina della cremazione e della dispersione delle ceneri), non ha soltanto conferito alla So.Crem un ruolo istituzionale nell'ordinamento sin ad allora inesistente, ma ha dotato il diritto dell'individuo al rispetto della sua volontà della più rapida e formidabile tutela nell'identificarne l'intento espresso con l'iscrizione all'Associazione col mandato a un terzo, strutturalmente organizzato, a porre in essere tutte le iniziative idonee per portarlo a buon fine l'incarico.

Se lo Stato italiano intervenne per la prima volta sul problema della cremazione nell'anno 1987, la Chiesa cattolica aveva eliminato da tempo il presupposto delle antiche polemiche anticlericali perché già nel 1963 aveva riconosciuto la legittimità della pratica purché "non scelta per motivi contrari alla dottrina cristiana" ed aveva autorizzato riti nella sala crematoria, col solo limite di "(...) evitare (...) pericolo di scandalo o d'indifferentismo religioso".Anche per effetto della caducazione della preclusione religiosa, si produsse, nei centri ad alta densità abitativa e a partire dalla fine degli anni ottanta, una vera e propria "esplosione" delle richieste crematorie stimolata dalla saturazione delle aree cimiteriali e dai crescenti costi delle tumulazioni.Gli apparati comunali, colti di sorpresa, adottarono, quasi per stato di necessità, la soluzione più semplice con l'attribuire in concessione l'esercizio di questo nuovo servizio pubblico alle associazioni crematorie già fornite di forni, poco più di dieci in Italia, e tutte al nord di Roma.La legge, nello stabilire infatti che gli impianti di futura creazione sarebbero potuti essere realizzati soltanto dai Comuni, fece salve le situazioni esistenti col risultato che le poche SO.CREM operative beneficiarono di una favorevole occasione poiché, agli introiti costituiti dai versamenti degli iscritti e assoggettati ad un regime fiscale di favore, si aggiunse il reddito di impresa dei pagamenti dei Comuni.La SO.CREM di Bologna, dotatasi tra il 1989 e il 1991 di due nuovi moderni forni a gas, stipulò nel 1992 una convenzione di durata decennale col Comune, con pattuita riduzione della tariffa ministeriale del 25%, sulla cui base prese ad esercitare il pubblico servizio nel territorio. Convenzioni analoghe furono poste in essere con Comuni limitrofi.

Si verificò dunque, in pochi anni, un cambiamento tanto radicale da imporre una decisa riflessione sulla natura e sulla finalità dell'antico "Ente Morale" e, ancor più, sul significato dell'associazionismo cremazionista.Apparve evidente, quanto meno alla Dirigenza della SO.CREM Bolognese, che un'Associazione privata senza scopo di lucro mal si conciliava, con gli introiti garantiti dalle erogazioni comunali e che l'originario proposito propagandistico-diffusivo della cremazione vedeva sfumare il proprio significato in uno Stato che aveva incluso la funzione fra i propri servizi.Al tempo stesso, era chiaro che perdeva senso un volontariato ispirato ad un esoterismo massonico la cui proposta "polemica" era stata spenta dall'atteggiamento "laico" della Chiesa e dello Stato e la cui concezione ritualistica del "fuoco purificatore" si dissolveva nel non tener conto del fatto che un "rito" non si inventa né si impone ma costituisce il prodotto di una cultura sedimentata non appartenente ad un popolo, quale quello italiano, che si stava avvicinando alla pratica crematoria per esclusive ragioni sociali ed economiche.Né era dato più cogliere la spinta della già spontanea e disinteressata partecipazione di militanze rispettose delle regole severe della lotta di classe in una situazione in cui i Comuni italiani si facevano carico degli oneri delle cremazioni consentendo al percettore significativi margini di lucro.Non vedere tutto questo, come la maggior parte delle SO.CREM italiane e la stessa Federazione Nazionale non videro e, forse, trovarono comodo non vedere, avrebbe ineluttabilmente indotto prevedibili comportamenti di mera conservazione rispetto ai quali sarebbe stato forte il sospetto dell'interesse e, comunque, del mantenimento di una tradizione acriticamente frusta; pericolo tanto più rilevante in presenza di Statuti associativi che imponevano ai dirigenti la gratuità degli apporti personali dei partecipi. La riflessione indusse così a un dilemma senza alternative: estinzione dell'Associazione per esaurimento o rifondazione per riscoprirne l'identità col perseguimento di nuovi scopi coerenti ai mutamenti sociali.La SO.CREM di Bologna ritenne che un obiettivo più che mai pressante, la tutela dei diritti civili e naturali della persona, ed una metodologia da rivitalizzare, lo strumento della mutualità, non ponessero dubbi sulla risposta.Giunse a questa conclusione considerando che la priorità dei nuovi tempi non consisteva nel propagandare, per diffonderlo, un modello che si stava imponendo da solo né nel farlo in nome di fuorvianti supporti ideologici o dell'invenzione di nuovi che tentavano di riprodurre romantiche e vuote concezioni ottocentesche (tipiche le teorizzazioni sul "ritorno alla natura") quanto piuttosto nel mettere a fuoco le esigenze dei singoli interessati al problema facendosi portavoce e attore delle loro esigenze.L'elaborazione che ne seguì partì dalla premessa che ragioni di concretezza suggerivano di liberarsi, da un lato, da ogni idealismo pregiudiziale e di assumere, dall'altro, ogni iniziativa idonea a far si che in uno Stato privo di una cultura cremazionista di massa e, cioè, del primo strumento di garanzia rappresentato dal controllo sociale dei cittadini, si scivolasse sul piano inclinato che avrebbe rischiato di orientare il fenomeno, fra la generale distrazione, nella logica dello smaltimento dei rifiuti.Si individuò quindi l'obiettivo del proprio modo di operare nei comportamenti e nelle iniziative volte alla più efficace tutela della dignità del singolo e dei sentimenti dei superstiti nell'insindacabile rispetto delle idee di ciascuno ed indipendentemente da credenze, fedi, ideologie, e motivazioni spiritualistiche rispetto alle quali la cremazione costituisce, al pari dell'inumazione e a ben guardare, un fenomeno neutro, perché vien prima di esse.Fu facile, a questo punto, mettere a fuoco che il modo di operare in null'altro poteva, e doveva, esprimersi se non nel porre in disponibilità degli aderenti un forte mezzo solidaristico indirizzando le risorse economiche a fini di mutualità sicché gli utili dell'unione potessero tradursi in servizi che il singolo cittadino non avrebbe altrimenti potuto ottenere.Su questi propositi e per perseguire questi scopi fu riscritto il nuovo Statuto deliberato dalle Assemblee dei Soci del 7 marzo 1992, del 5 marzo 1994 e del 29 aprile 1995 e approvato con decreti del Presidente della Giunta Emilia Romagna del giugno 1992, del giugno 1994 e del settembre 1995.Nacquero, in quegli anni, servizi nuovi e importanti quali: il tempestivo controllo dei decessi e, quindi, la possibilità di intervento dell'Associazione per il rispetto della volontà dell'iscritto; la sovraintendenza alla commemorazione dei defunti presso l'Ara Crematoria; la gratuita fornitura di urne di particolare qualità e valore economico; l'accollo da parte dell'Associazione di tasse cimiteriali e di oneri economici delle certificazioni di morte; le agevolazioni sulle spese dei funerali e su prestazioni mediche, riabilitative e termali; quelle sui servizi bancari; la messa in disponibilità dei Soci della Assicurazione delle Esequie; la capillare informazione attraverso l'invio della rivista periodica che fu la prima nell'intero panorama cremazionista italiano; la custodia delle ceneri per chi ne disponesse la dispersione con impegno a provvedere non appena lo avesse consentito la legge.

Il servizio socialmente più significativo, anche in una prospettiva futura, che l'Associazione attivò in quegli anni fu però quello di farsi carico dell'incarico, da parte delle sempre più numerose persone sole, della gestione del funerale e, in alternativa e secondo la volontà degli interessati, della dispersione delle ceneri e della collocazione dell'urna.Due scelte alternative, la dispersione ovvero la conservazione delle ceneri, degne di assoluta tutela perché rientranti entrambe nella sfera dei diritti primari della persona.Il riconoscimento del diritto alla dispersione è stato perseguito dalla SO.CREM di Bologna assumendo ogni iniziativa nelle sedi appropriate, ed è stato anche per effetto di queste sollecitazioni e proposte che si è giunti al suo riconoscimento con la legge n. 130 del 2001.La legge non è ancora oggi operativa per la mancata emanazione del regolamento attuativo che un legislatore poco accorto ha previsto come indispensabile.Non è però peccato di ottimismo la previsione di non essere ormai lontani dal giorno in cui la dispersione delle ceneri potrà essere liberamente attuata nella terra, nei fiumi e nei mari d'Italia come sta avvenendo da un secolo nei paesi più avanzati, e più laici, dell'Occidente.L'alternativa alla collocazione dell'urna, per coloro che prediligono questa scelta, ha convinto da tempo l'Associazione a sostenere un forte movimento di sostegno affinché ciò avvenga su colonne o mensole in spazi cimiteriali accessibili e aperti, così da evitarne il degrado, valorizzandone le monumentalità, con progressiva limitazione della attuale forma di seppellimento dell'urna nei piccoli loculi, anonimi e tristi, chiamati "colombai", che costituiscono gli omologhi dei "tombini" per i tumulati.La maggior parte dei cimiteri italiani è già naturalmente predisposta per diventare luogo di accoglienza dei resti cremati di tutti coloro che, per cultura antica, privilegino la memoria alla dispersione.Si tratta di una esigenza forte di memoria che, per tradizione secolare, vide il clero e gli aristocratici "conservati" nelle sepolture delle chiese, e poi la borghesia, dopo aver conquistato il potere, nei monumenti che si eresse "fuor dalle mura" quando prese coscienza, sull'onda napoleonica, che gli spazi delle chiese non ne avrebbero potuto soddisfare la volontà conservativa perché insufficienti rispetto all'entità numerica dei propri componenti.La massa formata dalle classi che, due secoli dopo, si è elevata dall'indigenza che per millenni le impose sepolture in campi comuni negandole il privilegio della memoria, ne sta rivendicando il diritto, degno di gran rispetto, un diritto che il rapporto col territorio non potrà che esaudire per la via obbligata della cremazione con un percorso simile a quello con cui lo esaudirono i borghesi quando costruirono i cimiteri al di fuori dalle mura cittadine.Lo stimolo emotivo del singolo "borghese", l'esigenza della memoria, è stato storicizzato con l'immagine della pubblica necessità igienica; tutto porta a pensare che l'immagine ecologica svolgerà la stessa funzione quando si racconterà dei giorni nostri.E non è utopia pensare che possano essere creati, in futuro, veri e propri cinerari di quartiere nelle tante chiese sconsacrate, e inutilizzate, che costellano la più gran parte delle città italiane.

Nel 1994 l'Associazione bolognese, forte, all'epoca, di quasi tredicimila iscritti, assunse il nuovo nome di "SO.CREM Bologna", per distinguersi, anche formalmente, dalle altre organizzazioni crematorie aderenti alla Federazione Italiana delle Società per la Cremazione, dalla quale recedette il 30 settembre 1992 non condividendone il mantenimento di una impostazione ideologica esoterico-spiritualista ormai consegnata alla storia e l'assoluta insensibilità ai mutamenti che avevano investito in Italia l'essenza dell'istituto della cremazione e, quindi, natura e scopi dell'associazionismo cremazionista nel decennio a ridosso del Duemila.La SO.CREM Bologna aderì, invece e in quegli anni, alla Federazione Internazionale di Cremazione (ICF), con sede in Londra e partecipazione delle strutture cremazioniste del mondo intero. Anche autorevoli esponenti della Federazione Internazionale parteciparono, insieme ad alti prelati della Chiesa cattolica, ad uomini politici e di cultura e a rappresentanti di numerose amministrazioni comunali italiane, al Convegno che l'Associazione organizzò all'Isola d'Elba nel maggio 1997 sul tema "I problemi cimiteriali nell'Europa postindustriale" gli atti del cui dibattito vennero pubblicati nel novembre 1997 in un volume che contribuì non poco ai contenuti e al varo della legge che, nel 2001, disciplinò l'intera materia della cremazione e della dispersione delle ceneri.Agli inizi dell'anno 1998, su iniziativa e sovvenzione economica dell'Associazione fu pubblicato il libro "La Certosa di Bologna - immortalità della memoria"; una serie di saggi storico-artistici con corredo di un'ampia documentazione fotografica. Nel 2001, sempre su iniziativa e sovvenzione economica dell'Associazione, venne pubblicato il volume "Guida" della Certosa di Bologna il cui successo è stato tale che ne è in corso la ristampa.

Il 1° gennaio 1998 entrò in vigore il decreto legislativo che introdusse in Italia la nuova disciplina degli Enti non commerciali senza scopo di lucro; l'Assemblea dei Soci della SO.CREM bolognese tenutasi il 19 aprile 1998 apportò immediatamente coerenti modifiche allo Statuto che fu approvato con decreto del luglio 1998 del Presidente della Giunta Emilia Romagna.Approssimandosi la scadenza decennale della convenzione stipulata col Comune di Bologna nell'anno 1992, l'Ente territoriale la rinnovò per un biennio e, in quella sede, fu previsto un ulteriore e sensibile abbattimento del contributo erogato dal Comune per ciascuna cremazione e, quindi, un non trascurabile beneficio economico per la collettività.

Si era ormai prossimi però ad una serie di eventi produttivi di sconvolgimenti, e riassetti, non previsti e non prevedibili.Un gruppo di questi eventi ebbe natura legislativa.Nel dicembre del 2000 entrò in vigore la legge che regolamentò la c.d. associazioni di promozione sociale, quelle strutture cioè, che per essere destinate a svolgere, senza finalità di lucro, attività di utilità sociale a favore di associati o di terzi, possono fruire di agevolazioni da parte dello Stato e degli Enti pubblici territoriali nel perseguimento dei loro scopi istituzionali con facoltà di operare anche commercialmente purché in coerenza col raggiungimento degli stessi.La nuova figura normativa si attagliava perfettamente alle caratteristiche della SO.CREM tanto che furono modestissime le modifiche apportate dall'Assemblea del 7 aprile 2001 per l'adeguamento dello Statuto che fu approvato, poi, con Determinazione del Dirigente della Regione Emilia Romagna nel novembre 2003.La legge finanziaria dell'anno 2000 costituì invece la fonte di un cambiamento ancora una volta epocale nella materia funeraria col porre a carico dei superstiti gli oneri della cremazione, sostenuti dai Comune dal 1987, nonché quelli delle inumazioni in campo comune, che erano state sopportati dagli Enti territoriali sin dal momento dell'unità d'Italia.Fu allora che l'Associazione che, non lo si dimentichi, gestiva nel territorio bolognese il pubblico servizio crematorio, deliberò di sollevare i superstiti dei propri Soci dalla spese della cremazione che per costoro rese gratuita nella previsione, convinta, anche se probabilmente ottimistica, di realizzare, quanto meno, un pareggio del proprio bilancio con gli incassi delle cremazioni delle salme dei non iscritti.Senonché, dietro alla porta, si annidava l'imprevisto.Con delibera assunta il 30 ottobre 2002 il Consiglio Comunale di Bologna deliberò di demandare ad una società per azioni controllata dal Comune stesso (all'epoca SEABO S.p.A. ed oggi Hera S.p.A.) la gestione di tutti i servizi cimiteriali territoriali ivi compreso il pubblico servizio della cremazione; e questo ad onta della riconosciuta competenza dell'Associazione, degli ottimi risultati realizzati, dei vantaggi economici dell'Ente pubblico nel decennio di durata della convenzione.In quel momento fece premio, sull'amarezza, la volontà di sopravvivenza di una dirigenza confortata dall'appoggio e dal mandato assembleare dell'aprile 2003.

Impugnata in sede giudiziaria da parte dell'Associazione la delibera comunale, una laboriosa trattativa durata l'intero primo semestre del 2003 con Hera S.p.A. si è conclusa con la creazione di una società per azioni (Herasocrem) titolare del servizio crematorio nel territorio e partecipata da Hera per il 51% del capitale e da SO.CREM Bologna (attraverso una propria società a responsabilità limitata) per il 49%. I patti fra le parti hanno previsto le più ampie tutele per il socio di minoranza.Il risultato è stato possibile anche perché l'Associazione, che pur nel decennio convenzionato aveva fornito ai Soci notevoli servizi, anche di pregio economico, era riuscita ad accantonare somme consistenti in cui difetto non sarebbe stata possibile la partecipazione, con Hera, ad una società fortemente capitalizzata perché nata con il primario obiettivo, che è già oggi in fase di avanzata preparazione e che ha costituito per la SO.CREM il vero stimolo di pervenire all'accordo con un contraente economicamente forte, di costruire nel Cimitero di Borgo Panigale un Polo crematorio nuovo, moderno e dotato, fra l'altro, di una sala per le cerimonie funebri. L'azienda che, partendo da zero, era stata creata dall'Associazione nel corso degli ultimi dieci anni, è stata conferita alla nuova Società - HERA ha versato una somma corrispondente al valore del conferimento - che, una volta realizzata e ammortizzata l'opera, sotto ogni aspetto straordinaria, del nuovo Polo, potrà produrre utili che, acquisiti dall'Associazione per la quota del 49%, le consentiranno una rinnovata vita economica futura prevedibilmente significativa quanto quella di gestione diretta del pubblico servizio; più riduttivamente e comunque: un'ipotesi di sopravvivenza trentennale (questo il periodo di conferimento ad Hera da parte del Comune) a fronte, in caso l'accordo con Hera non si fosse concluso, di una ineluttabile estinzione.Ciascuno può comprendere, però, che nella nuova situazione, tutto l'Associazione poteva continuare a permettersi salvo il mantenimento di quel servizio della gratuità della cremazione in favore dei Soci introdotto nell'anno 2001 quando era titolare del pubblico servizio e nulla ne faceva prevedere il venir meno. Per questo il servizio è stato, necessariamente anche se dolorosamente, sospeso; consola il fatto che se non si fosse realizzata la nuova situazione societaria si sarebbe dovuto parlare di definitiva cessazione e mai di sospensione.L'operazione è stata consentita dall'essere la SO.CREM Bologna una associazione di promozione sociale autorizzata, come si è detto, a svolgere anche attività commerciali purché coerenti ai propri fini istituzionali; in tal senso gli ultimi ritocchi allo Statuto deliberati dall'Assemblea del 5 aprile 2003 ed approvati, al pari di quelli dell'anno 2001, con Determinazione del Dirigente della Regione Emilia Romagna del novembre 2003.Oggi la SO.CREM Bologna è, dunque e per così dire, tornata alle origini con lo scopo istituzionale, primario e essenziale, per cui l'iscrizione costituisce legale manifestazione della volontà crematoria come da consacrazione normativa espressa dal Regolamento di polizia mortuaria del 1990 e ribadita dalla legge n. 130 del 2001.La SO.CREM Bologna può anche, e ancora, permettersi di fornire non pochi servizi, improntati alla mutualità, in favore dei propri Soci.Ma, in futuro e per trent'anni almeno, l'Associazione potrà ragionevolmente realizzare un forse ben più importante obiettivo in linea con quanto accade, da tempo, e per associazioni similari, in quei Paesi del Nord Europa in cui la pratica cremazionista ha tradizione ultracentenaria. Fra i patti, che compongono il complesso accordo che regolamenta oggi in Bologna esercizio e gestione dell'attività di cremazione, vi è l'impegno dei contraenti di garantire all'Associazione la gratuita disponibilità, a tempo indeterminato, di un locale ad uso ufficio nel complesso del nuovo Polo crematorio che sorgerà nel Cimitero di Borgo Panigale.Il significato di questa garanzia non è soltanto quella di dar modo all'Associazione di concretizzare, gratuitamente, la propria presenza nel luogo deputato alle attività crematorie nel comprensorio bolognese, ma di individuarne una presenza attiva per il miglior rispetto dei diritti della persona che colà vengono in gioco: la tutela della dignità dell'individuo e del sentimento della "pietas" dei superstiti.E senza spingersi a pensare alla prevedibile possibilità di organizzare futuri e innovativi servizi – su tutti quello di dar vita ad una organizzazione che consenta ai superstiti, qualunque ne sia il ceto, di veder celebrato laicamente il proprio defunto – è reale l'ipotesi che l'Associazione riesca a ritagliarsi il ruolo di una sovraintendenza, attenta e attiva, sulle modalità gestionali delle pratiche funerarie cittadine a tutela di quei diritti primari della persona le cui difese si affievoliscono, sin quasi a svanire, di fronte al lutto, come di fronte alla malattia e alla detenzione.In termini moderni si parlerebbe di "Autority"; nel solco di un cammino ormai bicentenario si può rivitalizzare il nome "Ente Morale" dei padri fondatori.
(AMg su condominioTerra)

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Commento ricevuto:

Gestione delle salme – Scrive Daniele Bricchi: “Trovo molto interessante che si parli di questo tabù della gestione delle salme, del business che lo circonda, dell'impatto ambientale, della possibilità di libertà di scelta e di poter scegliere il riciclaggio differenziato invece che discarica e inceneritore ecc.. (http://paolodarpini.blogspot.com/2012/03/cremazione-e-sepoltura-ecologica.html)
Trovo privo di senso il rinchiudere i corpi delle persone in scatole di metallo da depositare in quelle colate di cemento sempre in espansione chiamate cimiteri o il bruciarle. In India ti bruciano lo stesso giorno in cui sei stato trovato morto, il che significa che una parte di queste persone muore per effetto del fuoco in quanto la morte apparente e momentanea è un fatto conosciuto da tempo, non a caso in molti paesi non è consentita la sepoltura se non dopo un certo tempo. Si sprecano risorse e si interrompe un ciclo naturale. Il legno più stagionato e più secco, quando brucia inquina pure lui, figuriamoci del materiale cosi colmo di umidità...oltre al carburante che serve per incenerirlo. Da vivi combiniamo guai e da morti vogliano tenerci il vizio. La fertilità del suolo, che va sempre riducendosi, dipende anche dalle cellule morte di animali e insetti, dei loro escrementi e dai loro cadaveri che si decompongono e rimettono nel suolo le varie sostanze nutritive. Ci sono una infinità di posti dove sarebbe bene piantare un albero. Per mettere a dimora una pianta bisogna pur fare una bella buca e prima di richiuderla si può mettere il defunto. (se fatta la buca non c'è nessun defunto da depositare basta aspettare e prima o poi qualcuno si fa avanti) Così abbiamo fatto con la placenta quando è nato mio figlio...sotto un nocciolo. Così vedrei la mia sepoltura, senza bara, ma avvolto in un telo biodegradabile, come un lenzuolo di cotone e senza scarpe, col pigiama. Se vado a riposare...non a camminare, perché dovrei stare vestito e con le scarpe?”

sabato 10 marzo 2012

2013 - Verso il nuovo eone.. fra scienza e spiritualità...



Caro Saul/Paolo, un piccolo pensiero sul testo di Ben ed il nuovo eone.
http://www.circolovegetarianocalcata.it/2012/03/09/compendium-anni-domini-le-profezie-di-ben-per-il-nuovo-eone-che-inizia-dal-2013/

Credo sia molto più utile (anche spiritualmente) il tuo "Giornaletto" che raccoglie anche dati su situazioni economiche e di dinamiche di guerre ....che non le prediche di coloro che si autonominano maestri.

Credo sia troppo facile, credo che siano tempi in cui dobbiamo "sporcarci le mani" cose che così poco spirituali e difficili come gli imbrogli della finanza, la servitù in cui si sta mettendo la nostra terra stessa. Come dice il Vangelo, credo sia importante STARE SVEGLI. Certamente arriveranno cambiamenti e tante cose..... Ma se lasciamo nelle mani degli ottusi e dei malvagi tutta la conoscenza (scientifica, tecnologica, statistica e matematica, biologica, artistica ......) come potremo contrastarli?

Tanto per darti un'idea di come è circondata la terra , ti mando un'immagine dei detriti spaziali che la circondano.... lasciamo perdere sui satelliti che controllano tutto dall'alto e ovviamente sono a scopi bellici.

Mi piacerebbe tanto poter porre una domanda ai nostri responsabili "governo-scientifici", come mai riescono a guidare ed individuare ogni automobile etc... dall'alto, ma non riescono mai a vedere la raccolta dei papaveri da oppio o cose simili? Ho fatto questa domanda a ricercatori del CNR e sono rimasti alquanto imbarazzati, mi dissero che ogni satellite o sonda tipo GPS è sotto controllo militare. Vedi un po'!

Da qualche anno mi sto occupando di arte-scienza e conoscenza, magari approfitterò per partecièare al tuo Giornaletto di Saul con qualche dato interessante.

Per intanto se cerchi su Google "objects orbiting earth", vedrai immagini dei detriti orbitanti attorno alla terra, NELLA NOSTRA PREZIOSISSIMA ATMOSFERA! I siti utili sono quelli dell' ESA e della NASA, l'agenzia spaziale italiana pesca da loro.
Vedi sopra la figura.

Ti saluto caramente!

Anna Alda Rebecchi


PS.
per consolarci ti mando anche una bellissima foto della Galassia Sombrero scattata dal telescopio orbitante Hubble.

Psicologia analitica - Per risolvere un problema bisogna comprenderlo...

"E divento luce.." - Dipinto di Franco Farina


Mi permetto di mandare qualche suggerimento riguardo i problemi.

Se uno ha un problema e non riesce a risolverlo cosa deve fare?

Deve imparare ad osservare e capire dove c’è una bugia o mistero o mancanza di dati o quali dati sono stati alterati nel contesto del problema.
C’è qualcosa che non quadra, o qualcuno ci sta dicendo cose scorrette. Si deve guardare.

Ottenendo comprensione il problema svanisce perchè a quel punto vede cosa può fare e quindi non è più bloccato e il problema tende a svanire.

Può essere necessario che uno tolga l’attenzione infilata dentro questa cosa chiamata problema e può fare una passeggiata guardarsi in giro, e non dentro la sua testa ma estrovertirsi fare una bella passeggiata all’aperto, e in questo modo avendo più spazio può allora osservare meglio e prendere la cosa un po’ più a cuor leggero e quindi vedere possibili soluzioni.

C’è anche chi si tiene stretto il suo problema perché se lo risolvesse il gioco è finito. Non ha sufficienti problemi. Quindi per risolverlo dovrebbe prendere ulteriori problemi. Sembra strano ma succede e quindi prendendo ulteriori problemi amplia il suo spazio ed è più propenso a fare e ad affrontare.
Fondamentalmente un problema è un gioco.

Quando uno si annoia e non ha nulla da fare magari esce con gli amici si mette in piedi una partita di calcio e si ha il problema di sconfiggere la squadra opposta giusto?

Oppure va a cercarsi qualche problema.

Andate in un Bar dove c’è un sacco di gente e dite che avete un problema che non riuscite a trovare una strada o altro e un sacco di gente si daranno da fare per aiutarvi.

Alla gente piace affrontare problemi ed averne, fin quando non diventano troppo sopraffacenti.

Ma si può sempre fare qualcosa a riguardo vedendo di quale parte di quel problema ci si pptrebbe prendere responsabilità, cosa possiamo fare a riguardo, e pur piccola che sia si faccia quell’azione in modo da fare qualcosa a riguardo. Di sicuro ci si sente meglio che stare a non fare nulla.


Un cordiale saluto.

Franco Farina
Www.francofarina.it

venerdì 9 marzo 2012

EIR: "Day of action internazionale per fermare la terza guerra mondiale.."

gatto ingomitolato

Day of action internazionale per fermare la terza guerra mondiale

Dopo un'importante conferenza internazionale a Berlino tenutasi il 25-26 febbraio (vedi sotto), Helga Zepp-LaRouche, presidente dello Schiller Institute, ha indetto il 3 marzo manifestazioni in tutto il mondo per scongiurare il pericolo di uno scontro termonucleare. Le manifestazioni si sono tenute in molti paesi europei, negli Stati Uniti, Canada, America Latina ed Australia, con volantini simili distribuiti sia alle manifestazioni che in ambienti politici e militari.

"La nostra vita è letteralmente appesa ad un filo" esordisce l'appello della signora LaRouche. "Se il Gen. Martin Dempsey, Capo degli Stati Maggiori Riuniti degli Stati Uniti, insieme ad altri militari americani d'alto rango, non si fosse opposto decisamente ad un attacco militare contro l'Iran, gran parte del genere umano sarebbe già stato obliterato da una guerra termonucleare globale".
La signora LaRouche denuncia la politica di "cambiamenti di regime" adottata dalle potenze transatlantiche ormai in bancarotta, sottolineando che essa è rivolta non solo contro Siria ed Iran ma principalmente contro Russia e Cina.

"Parte di questa politica sono le minacce di morte a vari livelli contro Vladimir Putin, così come l'installazione di un sistema antimissili europeo che chiaramente non è orientato verso l'Iran ma verso la Russia". Visto che Russia e Cina hanno chiarito che non intendono piegarsi, c'è l'acuto pericolo che le forze dell'impero britannico provocheranno uno scontro termonucleare tra Stati Uniti e Russia. Nessuno sopravvivrebbe a tale scontro, afferma la signora LaRouche, e sicuramente verrebbe colpita direttamente l'Europa, perché ci sono numerosi bersagli sul territorio europeo.

"Nell'era delle armi termonucleari la guerra non può essere un mezzo per la soluzione dei conflitti, perché per ogni problema c'è una soluzione diplomatica". La mobilitazione del movimento di LaRouche è stata seguita in Russia ad altissimo livello. Il 22 febbraio il popolare quotidiano russo Komsomolskaya Pravda ha pubblicato un'intervista al Generale Vladimir Ovchinsky, ex capo dell'ufficio russo dell'Interpol (1997-1999) e consulente della Corte Costituzionale russa, dal titolo "nel 2012 scoppierà la terza guerra mondiale?"

Il Gen. Ovchinsky sottolinea che "l'eminente economista Lyndon LaRouche ha previsto anche un'alta probabilità di una terza guerra mondiale nel tentativo di uscire dalla crisi. Già negli anni Settanta, aveva previsto una crisi globale alla fine del secolo, dovuta all'esasperazione del sistema monetarista.ora crede che solo la Russia possa fermare una guerra nucleare che sarebbe la rovina del genere umano".

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Il partito della guerra in USA si scaglia contro Dempsey
Il Primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu si è recato a Washington per esigere che il Presidente Obama esprima pieno sostegno ad un attacco israeliano contro l'Iran, e magari prometta anche un intervento americano. Netanyahu ha potuto contare sul sostegno della maggioranza dei partecipanti al congresso dell'American Israel Public Affairs Committee (AIPAC) come pure sui tre sprovveduti candidati repubblicani, Mitt Romney, Rick Santorum e Newt Gingrich.
Prima di intervenire il 5 marzo, Netanyahu ha incontrato Obama, il quale aveva parlato il giorno precedente.

Mentre autorevoli leaders della comunità militare e di intelligence USA, tra cui il capo degli Stati Maggiori Riuniti Martin Dempsey, hanno ripetutamente ammonito che un attacco all'Iran è contro gli interessi degli USA e di Israele, il congresso dell'AIPAC è stato anticipato proprio per fornire a Obama la copertura di una decisione politica per attaccare l'Iran.

L'ex ambasciatore in Israele Martin Indyk ha denunciato proprio questo, affermando che "L'AIPAC è la punta avanzata degli sforzi della comunità filoisraeliana per muovere la linea rossa del governo USA più vicino a quella di Israele". Come ha chiarito Netanyahu in diverse affermazioni prima del viaggio, la "linea rossa" israeliana è che Teheran non debba disporre di alcun programma nucleare.

Le affermazioni di Dempsey, secondo cui l'Iran sia "un attore razionale" nella regione, che non ci siano prove che gli iraniani stiano costruendo armi nucleari e che un attacco a Teheran sarebbe "destabilizzante" per la regione, hanno provocato le intemperanze di Netanyahu. Alcuni tra i suoi sostenitori, compresi i sen. John McCain e Lindsey Graham, hanno duramente attaccato quei leader militari che hanno preso posizione contro la guerra. I due hanno dichiarato che Netanyahu, che avevano incontrato in una visita a Gerusalemme in febbraio, sarebbe "frustrato" per i "messaggi contraddittori" provenienti da Washington, e si sono pronunciati a favore di un attacco militare, a prescindere dai rapporti di intelligence USA che riferiscono che l'Iran non disponga di alcun programma di riarmo nucleare.

Quanto a Obama, il suo intervento all'AIPAC è stato ambiguo e mirante a strappare consensi elettorali. Il Presidente USA ha ripetuto che non si deve permettere all'Iran di dotarsi di arma nucleare. "Ho chiarito ripetutamente nel corso della mia presidenza che non esiterò a usare la forza, qualora sia necessario, per difendere gli Stati Uniti e i loro interessi".

Queste dichiarazioni, che contraddicono i propri consiglieri militari e di intelligence, sottolineano il perché Obama debba essere allontanato dalla carica.

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L'ex premier francese Rocard: "Non ho mai avuto tanta paura".
In un'intervista al quotidiano Liberation il 2 marzo, l'ex Primo ministro socialista Michel Rocard ha ammonito contro pericoli "di insolita gravità" che incombono sul mondo. Tra questi, egli ha menzionato il pericolo di guerra nucleare, l'aumento della xenofobia e una "guerra civile" potenziale che emergerebbe come risultato delle politiche anti-nucleari e di decrescita.

Alla domanda quale sia "la principale preoccupazione di politica estera", Rocard ha risposto: "Nessuno sta osservando il Medio Oriente, dove c'è una strategia anglo-americana accettata da altri, specialmente da noi, il cui scopo è sabotare ogni possibilità di discussioni serie con gli iraniani e perfino impegnarsi in provocazioni. E' come se lo scopo fosse quello di preparare un clima di tolleranza che rendano accettabile un attacco israeliano. In quel caso, la guerra sarebbe contro Siria e Iran, paesi appoggiati da Cina e Russia contro l'occidente e i suoi clienti. E l'Europa tace. Si tratta di una crisi con milioni di vittime potenziali, perché l'ipotesi è che sarebbe nucleare fin dall'inizio. Conosco questi casi molto bene e non sono mai stato così spaventato.. Quel che è nuovo è l'intensità del pericolo rispetto ad uno stato mentale frivolo".

Sulla crisi finanziaria, Rocard ha sottolineato che "diventa sempre più indispensabile ovunque cancellare buona parte del debito impagabile". La principale misura da adottare è "la separazione assoluta tra le banche di deposito e quelle d'investimento" che ci ha permesso di evitare una crisi finanziaria per 60 anni.
La separazione "non costa niente" e "il vero margine di manovra è la comprensione da parte dell'opinione pubblica, da cui l'importanza di discuterne".

Nel suo ultimo libro, Rocard spezza una lancia a favore dell'uso civile del nucleare e attacca le illusioni sulle energie rinnovabili. Rinunciare al nucleare condurrà ad una politica di decrescita col rischio conseguente di guerra civile, afferma, facendo l'esempio della Grecia dove non si può imporre una riduzione del 25% dei livelli di vita senza l'uso della forza militare.

Concludendo l'intervista, Rocard dice che incalzerà sia il candidato socialista Hollande che Sarkozy, "che i nostri poveri 'ecolos' che hanno ragione su molte cose tranne che l'energia, che è la più essenziale".

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La campagna di Cheminade entra nella fase cruciale
Il 23 febbraio lo stato francese ha consegnato a 42 mila funzionari eletti il modulo ufficiale su cui essi possono "presentare" (firmare per) uno e un solo candidato presidenziale. Ogni candidato potenziale ha fino al 16 marzo per consegnare 500 valide "presentazioni" alla Corte Costituzionale e poter così partecipare alle elezioni. Il 20 marzo verranno quindi resi noti i nomi dei candidati ufficiali e da allora fino alla prima tornata elettorale, il 22 aprile, tutti i candidati riceveranno equal time sui media pubblici e privati per presentare i loro programmi.
Nel frattempo Cheminade, contrariamente alla campagna del 1995, quando fu soggetto alla più massiccia campagna di calunnie, sta ricevendo sostegni da diversi ambienti, compresi quelli mediatici. Questo gli ha permesso di contribuire ad alzare il livello di discussione che per il resto è caratterizzata da "un clima di imbecillità collettiva".

Cheminade è stato ospite della famosa Fiera Agricola Internazionale, che si tiene ogni anno a Parigi. Egli ha potuto esporre il suo programma agli organizzatori e ha incontrato tra gli altri Xavier Beulin, capo del FNSEA, il più grande sindacato agricolo francese. Al pari degli altri candidati, è stato intervistato da Olivier Alleman, noto giornalista di Terre d'Info, un canale promosso dalle Camere Agricole.
Anche se lo spazio offerto dai media è ancora inferiore a quello offerto ad altri "candidati minori", Cheminade ha preso parte al programma antimeridiano di Canal +, è stato intervistato dalla radio pubblica parigina France-Bleu e ha concesso un'intervista di 12 minuti al canale d'informazione nazionale France Info.
Non mancano le calunnie, come quella trasmessa dal canale France 2 il 1 marzo ad opera di quello stesso Benoit Duquesne che lo aveva calunniato massicciamente nel 1995. Dopo aver contattato il candidato con il falso pretesto di riparare ai torti del passato, Duquesne ha usato l'occasione per descriverlo come capo di una setta che si candiderebbe solo per ottenere i soldi del finanziamento pubblico. Membro del partito di Sarkozy e frequente visitatore dell'Eliseo, Duquesne scoprirà ben presto che i suoi amici non controllano più il paese.

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L'Irlanda terrà un referendum sul "Patto Fiscale"
A seguito di dichiarazioni del Presidente Michael Higgins e di una campagna lanciata dal Sinn Fein e altre forze politiche, il Primo ministro irlandese Enda Kenny è stato costretto a riconoscere che la costituzione richiede che i cittadini ratifichino con un referendum il patto di austerità UE. La data non è ancora stata fissata, ma si ritiene che si terrà in estate.

Il governo ha fatto capire che giocherà la carta della paura per convincere l'elettorato "a riaffermare l'impegno dell'Irlanda nell'euro", la stessa tattica usata dall'ex Primo ministro greco George Papandreu quando propose un referendum alcuni mesi fa. Mentre in Grecia il parlamento ha ceduto e il referendum non si è tenuto, gli elettori irlandesi saranno chiamati a votare. I partiti di opposizione, tra cui Sinn Fein e i socialisti, hanno già lanciato una campagna per il No.
Le previsioni sono incerte, dato che gli irlandesi hanno già votato contro i Trattati di Nizza e di Lisbona, quest'ultimo due volte sotto minaccia di guerra finanziaria e di altro tipo.

In un dibattito parlamentare il 29 febbraio, il presidente del Sinn Fein Gerry Adams ha dichiarato: "Questo è un referendum che né Fine Gael né i laburisti volevano. Entrambi hanno fatto il loro meglio per evitarlo. Da quando cominciarono a circolare le prime bozze di questo trattato, lo scorso dicembre, Sinn Fein sostiene con coerenza che si debba fare un referendum. C'è anche un imperativo legale e costituzionale. Noi siamo contro questo trattato e siamo anche contro l'austerità. Non lo riteniamo né equo né giusto. Se ratificato, il Trattato metterà la camicia di forza a questo stato per decenni. I suoi limiti al debito e al deficit sono draconiani. Esso significa decenni d'austerità imposti a un popolo che chiede disperatamente investimenti nel lavoro e nella crescita". Diffidando il governo dal ricorrere alla tattica di un secondo referendum, Adams ha chiesto a Kenny di "promettere solennemente a questo parlamento e ai cittadini di questo stato che rispetterà il risultato qualunque esso sia".

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Il "terribile errore" del Presidente Clinton
Quando l'ex presidente americano Bill Clinton ha annunciato il suo sostegno alla rielezione di Obama, Lyndon LaRouche ha emesso una dichiarazione, distribuita come volantino di massa negli Stati Uniti il 27 febbraio, tra cui a Washington, per dare la sveglia agli americani avvisandoli dei pericoli imminenti. Ha dichiarato che "chiunque sostenga Obama deve essere denunciato come un folle. Se si vuole essere seri, questo è il tema. Il Presidente Clinton ha commesso un terribile errore. Speriamo che lo corregga. La politica che ha annunciato potrebbe sfociare nella morte della nazione".

Discutendo coi suoi collaboratori negli Stati Uniti, LaRouche ha sottolineato che la codarda capitolazione di Clinton nei confronti di Obama ha demoralizzato i democratici, molti dei quali speravano che l'ex Presidente si sarebbe battuto per la destituzione di Obama prima ancora delle elezioni del 2012. Anche se Obama è risalito nei sondaggi negli ultimi tempi, questo è dovuto soltanto all'assoluta incompetenza dei quattro antagonisti repubblicani. In realtà Obama non gode più del sostegno della base, che si sente tradita dalla sua politica di sostegno a Wall Street, intimidita dall'aumento delle misure da stato di polizia più dure di quelle dell'amministrazione Bush-Cheney, e terrorizzata dalla politica estera degli Stati Uniti che va verso una guerra termonucleare.

Il momento della svolta, afferma LaRouche, è stata l'operazione in Libia, quando Obama ha violato la Costituzione entrando in guerra senza l'approvazione del Congresso. Aiutato dal tradimento del Sen. McCain per i repubblicani e del Sen. John Kerry per i democratici, che hanno bloccato la rivolta del Congresso, Obama ha deciso l'assassinio a sangue freddo di Gheddafi dando il via alla fase successiva del piano di guerra: prendere di mira il regime di Assad in Siria, e ordire un attacco preventivo contro l'Iran.

Molti democratici speravano che il Segretario di Stato Hillary Clinton riconoscesse la direzione suicida della sua politica nei confronti di Russia e Cina, e si opponesse alla Casa Bianca. Si era perfino parlato tra dirigenti democratici di una candidatura di Hillary contro Obama alle primarie democratiche, ed erano usciti numerosi editoriali a favore di questa iniziativa, col nascere di un movimento "per candidare Hillary" e la possibilità di una campagna di "write-in" alle primarie nel

New Hampshire.
Invece, Hillary Clinton non solo è rimasta ligia alla linea Obama sulla Libia, ma è andata perfino oltre, unendosi al ministro degli Esteri britannico Hague e quello francese Juppe, chiedendo il loro coinvolgimento diretto in Siria, ed estendendo il "modello libico" sul cambiamento di regime. Ha anche attaccato duramente i governi russo e cinese che si erano rifiutati di allinearsi, e questo fatto è stato denunciato dai cinesi.

E' stato in quel momento che suo marito, l'ex presidente Clinton, ha annunciato il proprio sostegno alla rielezione di Obama. Anche se ci sono molti motivi per spiegare questa capitolazione, inclusa la possibilità di minacce nei confronti della famiglia Clinton, non c'è alcuna giustificazione. Bill Clinton è abbastanza intelligente e informato da conoscere i pericoli insiti nei piani di guerra britannici, compresa la possibilità che il genere umano venga spazzato via da una guerra termonucleare.

Con Clinton allineato, i democratici demoralizzati e gli elettori repubblicani scontenti delle scelte patetiche che vengono offerte loro, esiste il potenziale che emerga una nuova combinazione di leadership negli Stati Uniti. Questa sfida è stata accolta dalla lista di sei candidati al Congresso voluti da LaRouche, che conducono la propria campagna per il Congresso, in stile presidenziale.

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Conferenza internazionale a Berlino: assicurare il futuro del genere umano
Il pericolo di guerra unito al crollo iperinflazionistico del sistema finanziario transatlantico ha spinto lo Schiller Institute ad organizzare una conferenza internazionale di emergenza che si è tenuta a Berlino il 25 e 26 febbraio. Il tenore dell'evento era che l'unica via di uscita dalla crisi è ribaltare completamente la politica che ha condotto a questa situazione precaria: l'idea oligarchica di un mondo dalle risorse limitate che conduce una battaglia geopolitica per il controllo delle materie prime, fino alla guerra vera e propria.

Il cambiamento degli assiomi urgentemente necessario dovrà essere un vero e proprio Rinascimento scientifico e culturale, che non potrebbe mai essere il risultato di riforme minori o misure meccanicistiche, come è diventato chiaro durante i lavori della conferenza. Gli interventi erano articolati su due temi principali: la situazione strategica internazionale e la prospettiva economica e scientifica necessaria per uscire dalla crisi.

I due giorni dei lavori si sono aperti con un discorso di Helga Zepp-LaRouche, che ha illustrato la crisi finanziaria e politica, mettendo a contrasto i tamburi di guerra e l'urgenza di un Rinascimento basato su un'immagine creativa dell'uomo, il cui potenziale è illimitato. Il suo discorso ha suscitato un intenso dibattito tra le centinaia di partecipanti da 22 paesi.

"La guerra delle informazioni contro la Russia" è stato il tema dell'intervento di Igor Panarin, dell'Accademia Diplomatica Russa. Panarin, trattenuto a Mosca da impegni urgenti, ha mandato una comunicazione scritta che è stata letta in inglese. Panarin ha illustrato la propaganda nera internazionale e la campagna di destabilizzazione contro la Russia ed in particolare contro Vladimir Putin, notando che Londra è "da sempre l'unico nemico storico della Russia". Secondo Panarin, l'Unione Doganale Euroasiatica, creata l'anno scorso da Russia, Bielorussia e Kazakhistan, viene considerata una sfida strategica al monetarismo neo-liberista diretto da Londra che ha scatenato l'odierna guerra di informazioni che va perfino oltre quella sulla "Rivoluzione arancione" in Ucraina 8 anni fa.

Rientra in questo schema il fatto che lo stesso Mikhail Gorbaciov che servì gli interessi britannici quando liberalizzò e distrusse l'economia sovietica negli anni Ottanta riappaia oggi per condurre "l'opposizione" contro Putin. Quanto ad Alexei Navalny, il cosiddetto "blogger anti-corruzione", non era nessuno nel 2006, quando furono gli interessi occidentali a creare il suo personaggio e le sue operazioni di destabilizzazione. Anche il nuovo ambasciatore americano in Russia, Michael McFaul, funge da coordinatore delle campagne anti-russe, ha spiegato Panarin, sostenute dai vari NGO, dai difensori dei diritti umani e dai blogger finanziati da Stati Uniti e

Gran Bretagna.
Un altro intervento strategico è stato quello di Mohamad Mahfoud, presidente della Società di Amicizia tra Siria e Danimarca, che ha informato i partecipanti della situazione in Siria, esaminata di persona nel corso di svariate visite, in cui ha incontrato personalità di tutto lo spettro politico siriano. Quello che i media internazionali non dicono mai, ha dichiarato, è che la vera opposizione ha già avviato un dialogo costruttivo e pacifico col governo sulle riforme e su un referendum nel marzo 2011. Mentre questa opposizione genuina gode del sostegno della popolazione, la cosiddetta "opposizione" che domina i media occidentali consiste di piccoli gruppo telecomandati ed armati da ambienti geopolitici che hanno preso di mira la Siria in qualità di alleata dell'Iran. Ci sono state numerose atrocità terroristiche in Siria condotte da una "terza forza" che agisce contro il governo, contro i gruppo di manifestanti ed anche i civili, con l'obiettivo evidente di provocare una guerra civile. Mahfoud ha dichiarato però che il paese sopravvivrà a questa congiura e farà prevalere la propria sovranità.

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Il Rinascimento a venire
Lyndon LaRouche è intervenuto in videoconferenza dagli Stati Uniti, insistendo sulla necessità di far rivivere la tradizione anti-imperiale dei padri fondatori degli Stati Uniti, in particolare la politica economica e creditizia rappresentata da Benjamin Franklin, Alexander Hamilton, Franklin D. Roosevelt, che consentirebbe la realizzazione di grandi progetti infrastrutturali quali NAWAPA. Durante le domande e risposte ha risposto ad una domanda di Liliana Gorini, presidente di Movisol, sull'importanza del DDL presentato al Senato dal Sen. Oskar Peterlini per rilanciare il dibattito sulla separazione bancaria anche al Congresso ed al Senato USA, rompendo così lo "schema" che aggrava la crisi e conduce al pericolo di guerra.
Anche Jacques Cheminade non ha potuto essere presente di persona perché impegnato nella campagna presidenziale francese, e ha mandato un videomessaggio in cui sottolinea che la sua campagna sta raccogliendo il meglio della tradizione umanistica e repubblicana in Francia per costruire il mondo del domani, risolutamente rivolta al futuro, mentre la politica UE di oggi significa la distruzione sociale e la politica di austerità e rigore degli anni Trenta. "Si tratta di una politica che non guarda avanti, che si rifiuta di guardare al futuro. E che porterà alla caduta dell'Europa".

Grande interesse ha suscitato l'intervento di Claudio Giudici, leader del sindacato Uritaxi e di Movisol, che ha parlato della "resistenza in Italia contro la dittatura dell'UE" e contro la politica di liberalizzazioni del governo Monti. E' seguito l'intervento di Gene Douglas della "LaRouche Brigade" in Irlanda, che ha portato un messaggio di sostegno del leader di Sinn Fein Gerry Adams.

Nella sessione dedicata alla scienza ha preso la parola Sergei Pulinets dell'Accademia delle Scienze Russa, che ha tracciato un parallelo tra le turbolenze nel mondo fisico e le turbolenze nella società, che possono condurre ad una catastrofe. Ha spiegato che il suo lavoro è aumentare la capacità di prevedere terremoti ed altri fenomeni "naturali" ed anche la Difesa Strategica Russa sulla Terra (SDE), di cui è stato nominato consigliere.

Contributi affascinanti sull'epistemologia e la scienza sono stati dati da Bruce Director, consigliere scientifico di LaRouche, e da Sky Shields della famosa equipe scientifica giovanile di LaRouche (il "basement"). Ulf Sandmark dalla Svezia ha parlato dei progetti per sviluppare l'Artico e Rudolph Bierent, del laboratorio spaziale francese ONERA, ha dato una presentazione dettagliata sull'industrializzazione della luna come primo passo verso Marte, ispirando ottimismo culturale.

Video e testi degli interventi sono reperibili sul sito di MoviSol.


Fonte: EIR Executive Intelligence Review
anno 21 n. 9-10 - 8 marzo 2012
Strategic Alert - Edizione Italiana

giovedì 8 marzo 2012

SCIE CHIMICHE - SI CERCA DI ZITTIRE TANKER ENEMY CELEBRE PORTALE DEDICATO A SCIE CHIMICHE E HAARP



Si cerca di zittire Tanker Enemy attiva nella denuncia delle scie chimiche.

Il sistema ha sferrato un attacco contro i ricercatori indipendenti: usando, in maniera arbitraria, lo strumento della giustizia, sia in Germania sia in Italia, si prova a chiudere la bocca a chi denuncia la Geoingegneria clandestina ed illegale, sulla base di denunce false e pretestuose sporte da alcuni negazionisti.

Lo abbiamo sempre ribadito: la Giustizia con la "G" maiuscola, intesa nella sua mera accezione, non esiste ma, anzi, essa viene usata, nei modi più bizzarri e fantasiosi, per mettere a tacere le voci fuori dal coro. Chi ci segue da tempo saprà che, almeno dal 2005, esiste un gruppo di cosiddetti disinformatori (si autodefiniscono impropriamente "debunkers"), ben coordinati tra loro ed in tutta evidenza finanziati da frange dello Stato, giacchè attuano, 24 ore su 24 le loro azioni di stalking, unite a quasi quotidiane pubblicazioni (sui loro blog, sui forum infiltrati e nei canali video dedicati) calunniose e diffamanti. Essi costituiscono, in tutta evidenza, una vera e propria associazione a delinquere.

In questi anni questi individui hanno cercato in tutti i modi di screditare i principali componenti del Comitato Tanker Enemy ed in special modo chi scrive, dedicandovi decine di blog che sputano odio, veleno e risentimento da tutti i pori e che, nel contempo, usano le più sofisticate tecniche della programmazione neuro-linguistica per convincere chi legge che le loro menzogne sono tutte sacrosante verità. Costoro hanno violato o tentato infinite volte di violare accounts, hanno provocato la chiusura di servizi di hosting video, hanno più volte commesso reato di sostituzione di persona, hanno compiuto azioni di spionaggio, anche con l'uso di sofisticate apparecchiature elettroniche, hanno pubblicato dati sensibili etc.

A quanto pare, però, visto che noi siamo ancora qui, tutto questo non è servito e così, nel 2007, chi dirige i giochi ha deciso di attivare alcune cellule dormienti proprio a Sanremo, in modo tale da ottenere due obiettivi: a) controllarci meglio e da vicino; b) usare eventualmente la magistratura locale, che ben sappiamo come talora agisce, per iniziative "legali". Così è accaduto.

Fonte: http://www.free-italy.info/

Un museo per tutte le vittime della crudeltà ideologica e religiosa nel corso dei secoli e millenni

ombrello ricoperto di fango - foto di Gustavo Piccinini


A proposito di Musei… Visto che ci siamo...

A QUANDO UN MUSEO, per ricordare i milioni di vittime innocenti delle
quotidiane stragi perpetrate dall’Entità xenofobo-razzista israeliana
in Palestina e nei Paesi arabi circostanti, dal 1948 al 2008?


Come quelle dell’Hotel King David di Gerusalemme (22 Luglio 1946); di
Al-Kheasa (19 Dicembre 1947); di Bab Al-Amoud (29/30 Dicembre 1947);
di Baldat al-Shaikh (30/31 Dicembre1947/1 Gennaio 1948); di Al-Tira
(12 Dicembre 1947); di Yehida (13 Dicembre 1947); di Khisas o Khisasa
(18 Dicembre 1947); di Qazaza (19 Dicembre 1947); di Saraya Jaffa (4
Gennaio 1948); dell’Albergo Semiramis (5 Gennaio 1948); Sallah Aldine
Street ad Haifa (16 Gennaio 1948); Sassa’ (14 Febbraio 1948); Al-
Salam Building (20 Febbraio 1948); Jallil Villane di Al-Husayniyya
(13 Marzo 1948); ferrovia/treno Cairo-Haifa 31 Marzo 1948); di Al-
Lagiun (4 Aprile 1948); di Deir Yassin (9 Aprile 1948); di Qaluniya
(12 Aprile 1948); di Al-Lagiun (13 Aprile 1948); Nasser Ed-Din (14
Aprile 1948); di Abu Shusha (1948); di Salha (1948); massacri, tutti
effettuati prima della Dichiarazione di indipendenza della Stato
d’Israele, il 15 Maggio 1948.


Come le stragi di Tantura (15 Maggio 1948); di Beit Daras (21 Maggio
1948); della Moschea di Dahmash (11 Luglio 1948); di Dawayma (27/29
Ottobre 1948); di Salha (1948); di Hula (17 Ottobre 1948); di Safsaf
(29 Ottobre 1948); di Saliha (30 Ottobre 1948); di Arab-al-Mawasi (2
Novembre 1948); di Sharafat (7 Febbraio 1951); di Beith-Lehim (6
Gennaio 1952); di Qabiya o Qibya (14/15 Ottobre 1953); del Villaggio
di Nahaleen (28 Marzo 1954); di Al-Sheja’iah (28 Febbraio 1955); di
Gaza City (5 Aprile 1956); di Qulqiliah (10 Ottobre 1956); di Kafr
Qasem (29 Ottobre 1956); di Khan Yunis (3 Novembre 1956); di Rafah
City (12 Novembre 1956); di Sammou’ (13 Novembre 1966); di Ausay (15
Dicembre 1966); di Kawinin (Libano, 15 Ottobre 1975); di Tel Ez-Zatar
(Libano, 1975); di Aithurn (Libano, 15 Ottobre 1975); di Hanin
(Libano, 16 Ottobre 1976); di Bint Jbeil (21 Ottobre 1976); di Ausay
(15 Marzo 1978); di Adlun (17 Marzo 1978); di Abbasieh o Abbasyyah
(Libano, 15/17 Marzo 1978); di K! hiam (Marzo 1978); di Saida
(Libano, 4 aprile 1981); di Fakhani (17 Luglio 1981); di Beirut
(Libano, 17 Luglio 1981); di Sabra e Shatila (Libano, 16 Settembre
1982); oppure, quelle di Jibshit (Libano, 27 Marzo 1984); di Suhmur o
Sohmor (19 Settembre 1984); di Maarakah (5 Marzo 1985); di Zrariyah
(11 Marzo 1985), di Homin Al-Tahta (21 Marzo 1985); di Sir El-
Gharbiya (23 Febbraio 1985); di Gibaa o Jubaa (30 Marzo 1985); di
Yohmor (13 Agosto 1986); di Tiro (Libano, 17 Agosto 1986); le stragi
nei campi profughi palestinesi di Al-Naher Al-Bared (11 Dicembre
1986); i massacri di Ayn Al-Hillweh o Hilwa (5 Settembre 1987);
quelli di Oyon Qara (20 Maggio 1990); di Siddiquin (25 Luglio 1990);
della Beqaa (29 Dicembre 1990); della Moscha Al-Aqsa (8 Ottobre
1990); i massacri di Kafararman (9 Gennaio 1991 e 29 Giugno 1992);
della Moschea di Abramo (Hebron, 25 Febbraio 1994); di Nabatiyyah
(Sud Libano, 21 Marzo 1994); di Giabalya o Jabalya (28 Marzo 1994);
di Aramta (15 Aprile 1994); d! el Chek Point di Eretz (17 Luglio
1994); di Deir Al-Zahrani (5 Agosto 1994); di Nabatiyeh (Sud Libano,
18 Aprile 1996); di Mansuria o Mnsuriah (13 Aprile 1996); di Qana (18
Aprile 1996); di Trqumia (10 Marzo 1998); di Gianta o Janta (22
Dicembre 1998); di Beirut (Libano, 24 Giugno 1999); della Bekaa
(Libano, 29 Dicembre 1999); di Rafah (18 Ottobre 2002); senza contare
quelli più recenti o recentissimi di Genin o Jenin (10/11 Aprile
2002), Nablus, Tulkarem, Ramallah, Betlemme, Qalqilya, Tubas, Tamun e
Tiasir, di nuovo Rafah (18 Maggio 2004), ecc. (per maggiori dettagli,
vedere:
http://www.allaahuakbar.net/jew/israeli_massacres.htm
http://www.palestine-encyclopedia.com/EPP/Chapter10_1of3.htm
http://www.palestine-encyclopedia.com/EPP/Chapter10_2of3.htm
http://www.palestine-encyclopedia.com/EPP/Chapter10_3of3.htm




A QUANDO UN ALTRO MUSEO, per commemorare le vittime russe dei Gulag
sovietici (più di 80 milioni di morti!) organizzati e gestiti dai
Giudei Matvei o Matvej Berman, Naftali Aronowitsch Frenkel, Lev
Inzhir, Aron Soltz, Jakov Rappaport, Lazar Kogan, ecc. ?


Per saperne di più sui Gulag sovietici, vedere:


Victor Kravchenko, Ho scelto la libertà, Longanesi, Milano, 1948;
David Dallin e Boris Nikolaevskij, Il lavoro forzato nella Russia
sovietica, Sapi, Roma 1949; Evgenija Ginzburg, Viaggio nella
vertigine, Mondadori, Milano, 1967; Andrej Amal'rik, Viaggio
involontario in Siberia, Coines, Roma, 1971; Alexandre Solgenitsin,
Arcipelago Gulag, Vol. I, II, III, IV, Mondadori, Milano, 1974 ;
Alexander Solzhenitsyn, The Gulag Archipelago, 1918-1956; An
Experiment in Literary Investigation, I-IV, Harpercollins, 1978 ;
Alexandre Zinoviev, L'antichambre du paradis, traduit du russe par
Wladimir Berelowitch, L'Age d'homme, Lausanne, 1980 ; Evgenija
Ginzburg, Viaggio nella vertigine 2, Mondadori, Milano, 1981;
Alexandre Solgenizin o Aleksandr Solzhenitsyn, The Gulag Archipelago,
1918-1956, Harper and Row, New York, 1985; Karlo Stajner, 7000 giorni
in Siberia, edizioni Pironti, Napoli, 1985; Varlam Tikhonovich
Shalamov, Kolyma Tales, Penguin Book Ltd, London, 1994 ; David
Rousset, Ber! nard Théo, Gérard Rosenthal, L'universo
concentrazionario, Baldini & Castoldi, Milano, 1997; Jurij Brodskij,
Solovki. Le isole del martirio, La Casa di Matriona, Milano, 1998;
AA. VV., Gulag - Il sistema dei lager in URSS, Mazzotta, Milano,
1999; Marcello Flores e Francesca Gori, a cura di, Gulag, il sistema
dei lager in URSS, Edizioni Gabriele Mazzotta, Milano, 1999; Vladimir
Bukovskij, Gli archivi segreti di Mosca, Spirali, Milano, 1999; Anne
Applebaum, Gulag. Storia dei campi di concentramento sovietici,
Mondadori, Milano, 2004; Tomasz Kizny, Gulag: Life And Death Inside
The Soviet Concentration Camps 1917-1990, Firefly Books Ltd, 2004 ;
Oleg Khlevniuk The History of the Gulag: From Collectivization to the
Great Terror (Annals of Communism Series), Yale University Press, 2004.




A QUANDO UN ALTRO MUSEO ANCORA, per ricordare le carneficine della
Setta Giudaica contro le popolazioni dell'Impero romano, come quelle
avvenute nella città di Cirene (nel -87 e nel 115), in quella di
Seleucia (nel 37-41), in quella di Alessandria (nel 70), nell’Isola
di Cipro (nel 115 – dove furono sgozzati all’incirca 240.000 tra
greci e romani); oppure, nelle diverse province dell'Impero,
all'epoca di Domiziano (tra l'81 ed il 96), all'epoca di Traiano (tra
il 97 ed il 117), all’epoca di Adriano (117-138), ecc.


Qualche informazione a proposito delle “buone maniere” dei membri di
questa setta:


- Dione Cassio (Historia): "(…) essi mangiavano le carni delle loro
vittime, si facevano cinture con i loro intestini, si vestivano con
la loro pelle, segavano a metà il corpo di molti altri, (alcuni)
venivano dati in pasto alle belve o costretti a combattere con
esse” (riportato da Ariel Toaff, Pasque di sangue. Ebrei d’Europa e
omicidi rituali, Bologna, Il Mulino, 2007, pag. 126).


- Williams D. Morrison: "In tutti i luoghi in cui avevano raggiunto
uno stato di supremazia, gli ebrei si conducevano come orde di
cannibali, nutrendosi della carne delle loro vittime e spalmandosi
del loro sangue" (“Gli Ebrei sotto la Dominazione Romana”, Fratelli
Bocca, Milano, 1911, pag. 245).




A QUANDO UN ALTRO MUSEO ANCORA, per commemorare gli stermini
indiscriminati ed i genocidi generalizzati della medesima Setta
Giudaica contro gli Amalekiti (Popolo ampiamente descritto dalla
Torà: Genesi 14, 7; Esodo 17, 14; Numeri 13, 29; 14, 25, 45; 24, 20;
Deutoronomio 25, 17; Giudici 5, 14; 6, 3, 33; 7, 12; 10, 12; 1 Salmi
15; 27, 8; 30; 2 Salmi 1, 1, 8; 1 Cronache 4, 43) ed i Madianiti
(Numeri 10; 25; 31; Giudici 6; 7)? Oppure, contro la maggior parte
dei popoli della Terra di Canaan?


Come precisa la Bibbia: ..."tu destinerai totalmente al massacro
l'Hittita, l'Amorrita, il Cananeo, il Perizzita, l'Hivita, il
Gebusita, come il Signore Dio tuo te lo ha ordinato" (Deuteronomio
XX, 16, 17). Oppure: "Ora dunque, colpisci gli Amalekiti , Voi
dovrete destinare al massacro tutto quello che appartiene loro. Tu
non li risparmierai. Tu li metterai tutti a morte, uomini e donne,
bambini e lattanti, buoi e pecore, cammelli ed asini" (I. Samuele,
XV, 3)]?


Per altri riferimenti biblici a proposito delle restanti Shoah,
vedere: Deuteronomio 3, 6; 7, 2; 13, 15; Numeri 21, 2; Giosuè 10, 28;
11, 21; 1 Samuele 15, 3; 1 Re 20, 43; Isaia 4, 4; 10, 7; 10, 22-23;
14, 22; 28, 22; 34, 2; Geremia 51, 3; Salmi 10, 16.




A PROPOSITO DI RAZZISMO...


Come al solito, il bue che dice cornuto all’asino.


Leggere per credere:


“Maledetto sia Canaan! Sia servo dei servi de’ suoi
fratelli!” (Genesi 9, 25); “Così saremo distinti, io e il tuo popolo,
da tutti i popoli che sono sulla terra” (Esodo 33, 16); “Guardati dal
far lega con gli abitanti del paese nel quale stai per andare” (Esodo
34, 12); “Guardati dal far lega con gli abitanti del paese” (Esodo
34, 15); (Ndr: “non prenderai in moglie”) “le loro figliole per i
tuoi figliuoli” (Esodo 34, 16); “separati dagli altri
popoli” (Levitico 20, 26); “un popolo che resta a parte e che non può
essere pensato tra le (altre) Nazioni” (Numeri 23, 9) ;“Non ti
imparenterai con loro, non darai le tue figlie ai loro figli e non
prenderai le loro figlie per i tuoi figli” (Deuteronomio 7, 3);
“Perché, se fate apostasia e vi unite al resto di queste nazioni che
sono rimaste fra di voi e vi imparentate con loro e vi mescolate con
esse ed esse con voi, allora sappiate che il Signore vostro Dio non
scaccerà più queste g! enti dinanzi a voi, ma esse diventeranno per
voi una rete, una trappola, un flagello ai vostri fianchi;
diventeranno spine nei vostri occhi, finché non siate periti e
scomparsi da questo buon paese che il Signore vostro Dio vi ha dato”
Giosuè 23, 12-13); rifiuto dei popoli indigeni che sono qualificati
di “immondizia” (Esdra 9, 11); selezione razziale (Esdra 10, 10-11);
espulsione dei “meticci” (Esdra 9, 14) e delle ex-mogli di Israeliti,
in quanto appartenenti a “popoli abominevoli” (Esdra 10, 44);
interdizione di avere rapporti con stranieri (Nehemia 13, 30), ecc.
Questo, senza parlare del Talmud o dello Choul’han Aroukh.

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Raccolta di notizie a cura di Joe Fallisi