mercoledì 6 gennaio 2021

USA. Gli algoritmi che piacciono a Biden... (ed alla CIA)



Sarebbe andata così. All’origine c’è, mai smentito e mai confermato, l’assalto di forze speciali USA a una sede segreta CIA a Francoforte, nella quale si sarebbe gestito un server in relazione ai voti in corso. La sparatoria avrebbe lasciato sul terreno cinque morti. Un secondo server sarebbe stato operato dall’ambasciata USA a Roma Poi esce un rapporto, con articoli e video, dell’imprenditore High Tech, Patrick Byrne, finanziatore di squadre private della sicurezza cibernetica incaricate di seguire le elezioni del 2020. Si legge: a Fiumicino giungono due operativi sospettati CIA, di cui esisono le foto e di cui ancora non è stata comunicata l’identità.

Fiumicino, i presunti agenti

Portano con sè, forse da Francoforte, gli strumenti informatici - algoritmi -, che, passati per il server all’ambasciata, sarebbero stati consegnati al colosso degli armamenti “Leonardo”, da sempre vicino agli ambienti dell’Intelligence (l’oggetto sociale lo richiede) e a volte da essi diretto.

 Metamorfosi degli algoritmi

Gli algoritmi in questione sarebbero stati tali da modificare quelli allestiti dalla società di trasmissioni di dati e conteggi, “Dominion” alla CIA e operativa nel voto del 3 novembre. 

Il materiale alterante il regolare conteggio sarebbe stato inviato negli USA da un satellite militare della “Leonardo”. Che è a maggioranza - 30% - dello Stato. L’indirizzo USA al quale sarebbe finito sarebbe quello della “Leonardo DRS”, filiale statunitense dalla casa madre, retta da William Lynn III. Costui è stato sottosegretario alla Difesa sotto la presidenza Obama-Biden, ma anche consigliere della Raitheon, la più grande industria di armi del mondo, socio dell’Atlantic Council, think tank dei falchi necon, ed esperto da lunga data di sicurezza nazionale.

I nuovi algoritmi sarebbero poi passati dalla “Leonardo” statunitense alla “Dominion” e sarebbero entrati in funzione annullando quelli già in uso, esattamente nelle due ore notturne nelle quali c’è stato l’incredibile interruzione dei conteggi in quei cinque Stati. Dopo quel blackout simultaneo, tutti i voti a Biden e più nessuno a Trump, che fin lì era in vantaggio. 

Il rapporto ne deduce che, dato che il controllo azionario e gestionale della “Leonardo” è dello Stato, nell’operazione non può non essere stato coinvolto il governo italiano con l’attuale suo premier. Il che ci farebbe capire per quale motivo Giuseppe Conte ci tenga tanto a mantenere i servizi al proprio guinzaglio e gli accreditati vincitori delle elezioni americane ne condividano l’ambizione. Che, tra parentesi, se finissero in mano a Renzi, per i nostri padrini storici non cambierebbe molto.

 
La frode elettorale è un delitto

Il video-bomba

Stanchi di leggere, potete vedere ed ascoltare tutto questo in versione originale nel video a questo link:

https://threadreaderapp.com/thread/1345229465840828417.html 

Vi incontrerete una alto dirigente della CIA, Brad Johnson, ex-capo stazione e poi fondatore e presidente dell’associazione “Americans for Intelligence Reform” (Americani per una riforma dell’Intelligence. Vedi Google) che, quanto da me è riassunto, lo racconta e illustra in dettaglio e, devo dire, con un alto tasso di convinzione.

Ora, prima che la censura possa incenerirci e seppellire la vicenda, prendete nota e rifatevi un’idea su quanto è successo ed è stato accreditato in merito alle elezioni americane e di cosa davvero sia questa nazione “dal destino manifesto”. Quella che sul Covid non ha i dubbi che ha Donald Trump. Quella delle 7 guerre di Clinton, Obama, Biden e Hillary; quella delle pandemie infinite di Bill Gates, dei suoi affini e dei suoi suoi sguatteri vendisalute e vendipatria.


Fulvio Grimaldi - www.fulviogrimaldicontroblog.info



Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.