domenica 19 aprile 2015

In medio stat virtus.. - O la mediazione o la guerra




Come in tutti i periodi storici caratterizzati da incertezza abbondano le espressioni progettuali di ingegneria sociale, nelle quali si progettano pressoché infinite forme alternative di riorganizzazione delle relazioni umane.

Vi sono però delle caratteristiche costanti inevitabili nel reticolo relazionale umano che non possono venire eluse semplicemente cambiando nome alle istituzioni vigenti o immaginando di ricostruirle diversamente, perché comunque la loro formazione ed esistenza è generata dal bisogno di raggiungere finalità che sono esigenze strutturali dei sistemi umani.


La vita economica di ogni società è formata da produzione e circolazione, essendo quest'ultima data da acquisti e vendite, e nella società umana nessuno autoproduce tutto ciò di cui ha bisogno, sicché tutti, non uno escluso, vivono di scambi nei quali vendono qualcosa e acquistano qualcos'altro.


Ora le compravendite di qualunque merce x, di ogni genere, includono un conflitto di interessi tra le due parti coinvolte, venditore e compratore: il primo ha interesse che il prezzo di x sia e si mantenga alto, il secondo che sia e si mantenga basso.
Dunque, il gruppo dei venditori ha interesse perenne che il prezzo p(x) si alzi, e il gruppo dei compratori che si abbassi, circostanza ineliminabile, indipendentemente da qualunque forma organizzativa politica la popolazione si sia data o abbia accettato.
Da questa causa scende la necessità che esista un qualche genere di ente y incaricato quale parte estranea di mediare gli interessi dei due gruppi contrapposti, come alternativa allo scontro violento tra i due.


I conflitti di interessi sono connaturati alla società mercantile in re ipsa, e l'alternativa alla società mercantile non esiste, poiché implicherebbe la autosufficienza del singolo, che non è data, se non nei romanzi, come Robinson Crusoe, il quale però non è un individuo reale, bensì il nome di un personaggio di fantasia, per la penna di Daniel Defoe, che pubblicò l'omonimo romanzo nel 1719.


Chiarite queste premesse, bisogna osservare che se all'insieme degli enti indipendenti incaricati di regolare le mediazioni, diciamoli "struttura Z", si dia il nome di "stato", o qualunque altro alternativo, la dinamica del problema non cambia assolutamente: o esiste una figura intermedia per la regolazione dei contrasti di interesse, oppure è la guerra aperta tra gruppi sociali.


O la mediazione e i suoi incaricati, o la guerra. Si tratta di scegliere.


Vincenzo Zamboni


sabato 18 aprile 2015

L'indigestione finanziaria finisce in un carnaio



PUTIN NON VUOLE LA GUERRA,
MA SARA' LA FINANZA A PREMERE IL BOTTONE 
DI UN CONFLITTO MONDIALE IMMINENTE.
EURO ED UNIONE EUROPEA LE RAGIONI.
EPPURE 
CI AVEVANO CONVINTI:
"CON L'EUROPA NON AVREMO PIU' GUERRE,
CI SARA' OVUNQUE LAVORO PER TUTTI,
E LA GENTE VIVRA' NEL BENESSERE"

Putin, finito l’ennesimo incontro con i burattini al timone di Francia e Germania, ha ribadito che la Russia non vuole la guerra ed ha ammonito sull’inutilità delle sanzioni economiche per risolvere la crisi Ucraina, crisi che l’UE ha provocato rovesciando un Governo regolarmente eletto (non come gli ultimi tre che abbiamo avuto in Italia) per sostituirlo con un manipolo di neonazisti agli ordini di Bruxelles e Washington.

Ma la chiave di lettura più importante per comprendere perché l’UE, e la finanza che la controlla in toto, vogliano la guerra con la Russia risiede su un tema centrale: la sovranità.

In Europa ci chiedono costantemente di cederla per porre in essere le riforme strutturali. Trattasi in realtà di fatto illecito, incostituzionale ex artt. 1-11, che mira ad un’unica riforma: la cancellazione della democrazia e l’instaurazione di una dittatura finanziaria le cui basi sono codificate nei Trattati UE.

La finanza tuttavia vuole il controllo globale, non si accontenta di qualche paese, vuole tutto. Questa finanza non accetta le posizioni ostili di Russia e Cina che sono diventate un bersaglio. Oggi Putin, finito l’incontro con Hollande e Merkel, è stato chiarissimo: “Dobbiamo aumentare il nostro livello di sovranità, anche nella sfera economica“.
Questa frase, per la finanza che controlla i nostri paesi equivale ad una dichiarazione di guerra. Il concetto stesso di Stato sovrano è per essi inaccettabile.

Il tempo per fermare questa follia è sempre meno, la rotta è decisa. Se rimaniamo inerti non ci salveremo. Neppure durante la guerra fredda abbiamo rischiato così tanto.

È drammatico pensare che nel momento in cui si scatena una simile minaccia manchi totalmente la sovranità nazionale ed al Governo siedano Renzi e compagnia, ovvero il nulla più assoluto. Soggetti privi di pensieri propri che eseguono ciecamente gli ordini che gli vengono impartiti.

Purtroppo se sarà la finanza a decidere stavolta il bottone sarà premuto ed il sipario calerà.

Marco Mori



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Ecco un video governativo trasmesso sulle tv russe che in Europa non ci faranno mai vedere!E’ la dimostrazione lampante che Obama e la Merkel sono gli artefici dell’innesco di una sempre più probabile 3 guerra mondiale,e noi,come i soliti caproni che seguirono i nazisti,ci stiamo schierando dalla parte sbagliata ancora una volta.
https://www.youtube.com/watch?t=20&v=HlnSDymY9HQ


venerdì 17 aprile 2015

Iran/Yemen - Intelligence sulla trattativa - Falchi iraniani contro falchi israeliani e la Russia in mezzo



.... mentre si discuteva in Svizzera bisogna ricordare che in Iran  ci sono i falchi delle Guardie della rivoluzione che mica stavano con le mani in mano. Sono contro Rouhani e in particolare contro la sua "svendita" ai paesi 5+1 con gli accordi sul nucleare appena raggiunti. Invece le Guardie vorrebbero la guerra conto Israele come i falchi israeliani (e americani) la vorrebbero contro l'Iran.

Nessuno dei due campi falchi vogliono accordi, condivisioni del potere e via discorrendo.

Sono sicuramente le Guardie, dunque, che hanno spinto gli Houti all'intransigenza, incitandoli di pigliare tutto lo Yemen.  Mentre il piano iraniano iniziale (Rouhani) era di cacciare Hadi, non avanzare oltre Sanaa, e fare un governo di coabitazione con forze accettabili all'occidente, così preoccupati per il traffico marittimo sulle coste. 

Ma dopo gli accordi sul nucleare a Ginevra, i falchi iraniani (e i falchi israeliani), furiosi, hanno cominciato (ognuno dal proprio campo) a sabotare quegli accordi.  In particolare, questa convergenza stava producendo nello Yemen le condizioni per uno scontro frontale USA (Israele, Arabia Saudita) contro Iran (Russia, Cina).

Proprio quello che i falchi iraniani e israeliani-americani volevano.  Perché anche se non dovessero ottenere la guerra regionale (ciò che sembrano desiderare ardentemente), almeno ottengono la rottura delle relazioni d'intesa USA-Iran.  Toh.  Sarebbe una soddisfazione, almeno quello.

Rouhani evidentemente non era in grado di frenare i suoi falchi (iraniani) senza rischiare di destabilizzare il suo governo.  E quindi la situazione nello Yemen si è precipitata come abbiamo visto in questi giorni.

Ma ecco la Russia che entra in scena offrendo all'Iran il sistema antimissili che i falchi iraniani desiderano ardentemente, per proteggere l'Iran contro l'eventuale "primo colpo" israeliano.   Scommetto che Lavrov ha concordato la consegna per accontentare i falchi e ottenere da loro di smettere di spingere gli Houti all'intransigenza e di farli accettare la coabitazione.

Probabilmente Lavrov ha escogitato questo piano d'intesa con Kerry, tant'è vero che lo State Department non ha strillato contro la consegna del sistema anti-missili, che normalmente l'avrebbe fatto infuriare.  Ad essere furioso, invece, è Israele: l'Iran sarà protetto e la mossa per innestare una guerra guerreggiata è fallita.

E tutto questo ci porta alla risoluzione votata all'Onu.  La risoluzione lascia che l'Arabia Saudita "vinca" la guerra contro gli Houti, che si ritirano dalla capitale Sanaa e dal porto di Aden (ma mantengono possesso del resto del paese) con la coda tra le gambe.  In compenso, l'Arabia Saudita conserva ufficialmente la capacità di bombardare ma, guarda caso, smetta di farlo con la stessa intensità di prima o anche completamente.  E accetta che arrivino gli aiuti umanitari -- il che vuol dire lasciare che si faccia la propaganda politica, tramite la distribuzione di cibo e medicinali, per un nuovo leader da questo o quel altro campo, a seconda di chi fornisce gli aiuti.  Ma non per l'uomo voluto dall'Arabia Saudita, Hadi, in ogni caso.

Hadi infatti viene messo da parte ed ecco che appare dal nulla un uomo di mediazione, Khalid Bhah, come indicato nel lancio di al Arabiya.

Lavrov avrà detto alla Venezuela e alla Cina di fare i bravi e votare a favore della risoluzione, così l'Arabia Saudita può gongolare di aver ottenuto la quasi unanimità -- e può accettare di dire a Israele che il suo caro piano di guerra salta.  Intanto l'Arabia Saudita era messa male, non voleva rischiare i propri soldati e il Pakistan e la Turchia non ne forniscono; senza truppe per terra non poteva vincere realmente contro gli Houti.  Quindi i sauditi si accontentano di una vittoria morale (immorale) e io dico lasciamogliela, intanto hanno perso la loro guerra contro la pace.

Venezuela e Cina ottengono che viene rinforzato il primato della legalità (la "rivoluzione" degli Houti era un golpe, diciamolo chiaramente), con cambi di governi politici, non con le armi.  Un principio importante per ognuno (in Cina, per quanto riguarda il Tibet e il Xinjiang).  La Russia, nell'accettare la condanna della golpe degli Houti, ottiene il rinforzo del principio della legalità che essa invoca nel condannare la golpe Nato a Kiev. 

Ovviamente, non sto facendo un vero paragone: Hadi è stato cacciato dal popolo (armato), non da un commando di neonazisti addestrati in caserme all'estero.  Ma vale comunque il principio di cambio legale, non armato.

La Russia può far valere quel principio anche in Siria, nel condannare il sostegno occidentali dei cosidetti ribelli armati.

Quindi tutto sommato, è stata una vittoria per la pace e la legalità.  E comunque agli Houti non serviva, realisticamente, pigliar tutto e trovarsi isolati completamente, magari con un blocco navale, il paese dipende dall'estero per il 90% dei suoi alimenti.  

Queste cose, le stavo dicendo al sit-in per lo Yemen davanti all'ambasciata dell'Arabia Saudita, ma poi sono stato interrotto.
  
In ogni caso, complimenti a Lavrov, se queste ipotesi corrispondono al vero, per un altro capolavoro diplomatico.

Patrick Boylan


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Commento ricevuto:

"Caro Patrick, molto interessante la tua interpretazione che fa riflettere. Comunque solo il futuro ci dirà se le tue ipotesi sono esatte e se avremo i risultati che prevedi.
Comunque non c'è nulla di scontato, anche perchè l'accordo-quadro tra Obama e Rohani è molto fragile. La "guida spirituale" Kamenei ha avvertito che l'accordo sarà ufficialmente firmato dall'Iran solo se saranno tolte le sanzioni (e francamente la cosa mi sembra abbastanza ragionevole), ma Obama è in grado di "convincere" il Congresso riluttante e la lobby-israeliana a non mettersi di traverso? E la neo-candidata Clinton può permettersi di mostrarsi debole e ragionevole di fronte ai falchi repubblicani? Vedremo. Intanto grazie per lo spunto di riflessione" (Vincenzo Brandi)

giovedì 16 aprile 2015

18 aprile 2015 - Giornata di azione globale contro i Trattati di Libero Scambio



Il 18 aprile 2015 si svolgerà una Giornata di azione globale per fermare le trattative sulla liberalizzazione degli scambi commerciali e degli investimenti e per promuovere un’economia che assicuri il pieno soddisfacimento delle esigenze materiali e culturali dei lavoratori e dei  popoli, preservando l’ecosistema. 

I principali  strumenti della liberalizzazione oggi si chiamano TTIP (Partenariato transatlantico su commercio e investimenti, tra USA e UE), CETA (Accordo economico e commerciale comprensivo, tra UE e Canada) e TISA (Accordo sul commercio dei servizi, tra 50 paesi compresa l’UE).

Il contenuto fondamentale di questi accordi è lo stesso: tutto deve essere privatizzato sotto il controllo del capitale monopolistico internazionale. 

Negli ultimi decenni  le società multinazionali basate negli USA hanno puntato su questi accordi come una leva per rafforzare il loro dominio economico e politico. Anche l'UE ha applicato questo metodo, e da anni ha negoziato in gran segreto accordi commerciali con gli USA allo scopo di creare un mercato transatlantico, dove le regole sono dettate esclusivamente dalle società per azioni che vogliono ottenere il massimo profitto. 
I livelli di protezione di lavoratori, la protezione ambientale e alimentare, il diritto alla salute, i servizi pubblici sono considerati da questi trattati come altrettante “barriere tecniche” da abbattere attraverso una  nuova regolamentazione sovranazionale a favore delle multinazionali. Si aprirà un'autostrada per i prodotti OGM, anche nei paesi che hanno rifiutato tali prodotti. Le privatizzazioni potranno riguardare tutto ciò che è ancora pubblico, come l’acqua e le reti idriche. Questi trattati costituiscono un attacco frontale mosso da USA e UE alla vita e ai diritti dei lavoratori e dei popoli.  

Se tali piani si realizzeranno, il risultato sarà la creazione di una NATO a livello economico.
Tramite questi accordi gli USA mirano infatti a conservare la supremazia nell'economia globale. Essi fanno dunque parte della sempre più aspra competizione interimperialista, in particolare fra USA, UE, Cina e Russia. 

Anche il nostro paese rischia di finire assoggettato agli accordi TTIP e TISA, dopo aver subito il Fiscal Compact, etc. Gli accordi avranno la priorità sui parlamenti e sulle leggi democratico-borghesi,  in quanto strumenti di più alto livello nella concezione imperialista del diritto e della sovranità. 

Il governo Renzi, i capi del PD e delle destre ci raccontano che con questi accordi ci sarà più occupazione. E’ una spudorata menzogna! La stessa ILO calcola che in conseguenza del TTIP si perderanno almeno 600 mila posti di lavoro nella UE. La pressione sui salari e il dumping sociale aumenteranno. I soli a guadagnarci saranno i monopoli capitalistici! 
L’opposizione al TTIP e agli altri accordi neoliberisti è in aumento a  livello europeo e in tutto il mondo. Bisogna estenderla e intensificarla come importante compito di lotta anticapitalista e antimperialista.

Il 18 aprile 2015 ci sarà una nuova giornata di mobilitazione e di azione unitaria contro il TTIP e gli altri trattati neoliberisti. Ovunque sia possibile diamo vita a cortei, presidi, volantinaggi, megafonaggi, affiggiamo manifesti e striscioni, etc. per far comprendere alle vaste masse la realtà di questi trattati e sviluppare nuove e più ampie manifestazioni.
NO al TTIP e agli altri trattati neoliberisti e antipopolari!

Togliamo ogni legittimità al governo Renzi che vuole rovinare il nostro futuro!  

Soltanto con l'opposizione organizzata, su una scala nazionale, europea e mondiale potremo sconfiggere le manovre del capitale internazionale e aprire la strada a una società non più dominata dalla maledetta legge del profitto: il socialismo! 

Piattaforma Comunista – per il Partito Comunista del Proletariato d’Italia


Info: teoriaeprassi@yahoo.it

mercoledì 15 aprile 2015

Saudi Arabia (longa manu usaisrael) bombarda lo Yemen in nome della "democrazia"


YEMENITI, ARABI E ITALIANI PROTESTANO  DAVANTI ALL’AMBASCIATA SAUDITA

Intere famiglie con bambini piccoli della Comunità yemenita, cittadini di altri paesi arabi e italiani hanno protestato  martedì 14 aprile 2015  davanti all’ambasciata dell’Arabia saudita a Roma contro i bombardamenti in Yemen da parte della coalizione guidata da Riad. L’aggressione, iniziata il 28 marzo, ha già causato moltissime vittime civili e la distruzione di infrastrutture: nel paese più povero del mondo arabo. “I sauditi si dicono i depositari dell’islam ma uccidono musulmani”.

E’ la quarta manifestazione là davanti, dopo la prima di Rete No War sabato 4 aprile. Insieme alle bandiere yemenite e a una  - superstite - bandiera della pace italiana, moltissimi cartelli in varie lingue (“Stop al massacro, stop all’aggressione saudita”), foto di civili uccisi dalle bombe, vignette satiriche sul reame saudita e sul presidente yemenita fuggito a Riad. E uno speranzoso “Evviva l’Arabia non saudita”.

“Chiediamo all’Italia, all’Europa e all’Onu di fermare il massacro” ha dichiarato Fadhl, giovane medico di Colleferro, presente con moglie e i tre bambini; “Dove vogliono arrivare? Fin a quando bombarderanno? L’unica soluzione è il negoziato fra i vari gruppi, partiti e fazioni nel paese”. I partecipanti hanno anche condannato il ruolo di destabilizzazione mondiale giocato da re, emiri, sceicchi e sultani del Golfo,  anche con le loro guerre dirette (spesso insieme alla Nato) o finanziando “da tanto tempo i gruppi più che violenti che stanno massacrando l’intero Medioriente”.

La protesta è stata contemporanea alle discussioni in Consiglio di sicurezza dell’Onu per imporre l’embargo di armi ai ribelli houthi. I partecipanti hanno fatto notare ai giornalisti che “l’aggressore esterno è l’Arabia saudita, chi bombarda sono i sauditi e gli altri della coalizione, a loro dovrebbe essere fatto l’embargo sulle armi!”.

E invece, faceva notare un cartello, Riad è la prima acquirente delle armi italiane (a proposito di embargo…). Forse per questo di recente il ministro degli esteri Paolo Gentiloni ha dichiarato “comprensione” per i sauditi? Il ministro ha anche detto che occorre lottare contro il terrorismo ma, come hanno sottolineato i partecipanti (e come dice anche il segretario alla Difesa Usa), “ultimamente al Qaeda si sta rafforzando in Yemen” . Grazie alle bombe saudite: i ribelli houthi infatti sono nemici sul campo dell’organizzazione creata a suo tempo dall’ex amico degli Usa Osama bin Laden.

Si tornerà in piazza domenica prossima. Forse a san Pietro. La comunità yemenita e non solo è mobilitata.

Con un documento consegnato al ministero degli esteri, Rete No War ha chiesto la dissociazione dell’Italia dai bombardamenti in Yemen e anche dagli addestramenti turco-statunitensi, in Siria, dei cosiddetti “ribelli moderati”, continuando a ignorare che fra loro e Daesh o Al Nusra i vasi sono comunicanti.

Marinella Correggia

martedì 14 aprile 2015

Tribuna gender nelle scuole



«Nel tempo dell’inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario» (G. Orwell). 

Nel contesto dell’appuntamento del 29.3.2015 a Potenza presso il Palazzo del Consiglio Regionale di Basilicata, alla presenza delle Istituzioni si è discusso di:«AGGRESSIONE DELLA TEORIA DEL GENDER ALLA FAMIGLIA»; in un clima di emancipato dibattito e di condanna a violenze e discriminazioni, abbiamo raccolto anche il contenuto dei vari interventi di Toni Brandi (Direttore Responsabile  http://www.notizieprovita.it/).


Oggi rendiamo noti alcuni dati, episodi, documenti, utilizzati dal dott. Brandi per dimostrare che «l’aggressione del gender alla famiglia è più grave di quel che sembra», pertanto invitiamo i lettori a condividere il presente scritto per favorire la libera informazione sull’argomento.

Ben lontani dalla sistematica censura mediatica e governativa, proviamo a dar voce al sentimento popolare e non alle lobby di potere, alla maggior parte degli italiani, soprattutto giovani genitori, che «si vedono costretti sempre più spesso a tacere davanti questi soprusi, indottrinamenti innaturali e pornografici». L’invito è all’informazione «utile per resistere, per scendere in piazza contro la dittatura del gender». (In futuro forniremo le date).

Secondo Toni Brandi, i nostri bambini, giovanissimi e giovani sono sottoposti ad un vero «lavaggio del cervello»attraverso una serie di silenti iniziativeche «puntano all’omosessualizzazione della società ed alla dissoluzione della famiglia», così come la storia la consegna, così come la natura la vuole. Questo stato di cose ha dei risvolti sociali tremendi, oltre a «favorire la denatalità ed il business del gender».

È bene, dunque, che le famiglie italiane sappiano cosa sta accadendo nelle scuole echi sono mandanti (e/o finanziatori) ed esecutori di questi «Progetti ispirati al gender e/o all’omosessualismo», inoltre autori di questa discriminazione religiosa. 


Alcuni esempi pratici  (Schema di lettura: Scuola e Grado – Luogo e Data – Descrizione Progetto / Episodio – Promotori e Finanziatori):

Per le scuole di ogni ordine e grado / Europa – 2010; versione italiana del dicembre 2011; diffusa nell’ottobre 2013 /Ufficio Regionale per l’Europa dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità/ONU) e BZgA /«“Standards per l’Educazione Sessuale in Europa”, dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Si tratta di direttive per l’educazione sessuale nelle scuole europee. Ci sono specifichedirettive per le diverse fasce d’età:da 0-4 anni; 4-6; 6-9; 9-12, 12- 15 e sopra i 15 anni. Quando i bambini hanno da 4 a 6 bisognerebbe già informarli sulle “relazioni omosessuali”, e dai 12 anni sulla“identità di genere”. Soprattutto, da 0 a 4 anni, i bambini devono già sapere di avere il “diritto di esplorare le diverse identità di genere ” e essere informati “sul piacere nel toccare il proprio corpo, e sulla masturbazione infantile precoce»;

Per le scuole di ogni ordine e grado / Tutto il territorio nazionale – da applicarsi nel triennio 2013 – 2015 / Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, Dipartimento per le Pari Opportunità / «“Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere” dell’UNAR. Il documento contiene direttive da attuare anche nelle scuole, basate sulla“identità di genere”, sulla promozione dei diversi tipi di “famiglie”, sul sostegno ai processi di “transizione di genere”, ecc. Promuove la parificazione di ogni “orientamento affettivo” e si propone di “favorire l’empowerment delle persone LGBT nelle scuole, sia tra gli insegnanti che tra gli alunni”. E’ stato redatto dopo consultazione esclusiva con associazioni LGBT»;

Centro ricreativo estivo, gestito dalla Cooperativa “Systema”, per bambini 4-10 anni / San Benedetto del Tronto (Ascoli) – agosto 2008 /Comune di Ascoli / «Recita teatrale gay: il Principe Azzurro si fa corteggiare dalle principesse Biancaneve, Cenerentola ed altre come i “tronisti” del programma Uomini e donne di Maria De Filippi; alla fine il principe sceglie un uomo ammettendocandidamente di essere gay»;

Liceo Scientifico “Galeazzo Alessi” – terzo anno / Perugia – aprile 2011 / Gruppo Giovani Omphalos Perugia /«Assemblea studentesca avente per oggetto “orientamento sessuale, identità di genere, bullismo omofobico” eper relatore un esponente del Gruppo Giovani Arcigay Perugia. Viene messo a disposizione degli studenti un opuscolo con immagini di una coppia di ragazzi nudi e una coppia di ragazze nude e consigli pratici per attività sessuale di tipo omosessuale»;

Scuola materna comunale “I Sei colori di Ugo” / Roma (quartiere Africano) – marzo 1013 / Iniziativa delle maestre / «Cancellate la festa del papà e della mamma per non discriminare i bambini con famiglie “diverse” (in particolare, omosessuali), sostituite dalla, “festa delle famiglie”»;

Operatori scolastici / Friuli Venezia Giulia – novembre 2013 / Giunta Regionale del Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con Arcigay e Arcilesbica / «Questionario; ‘Progetto regionale di prevenzione e contrasto al fenomeno del bullismo omofobico”: domande per rilevare “l’omofobia” tra gli insegnanti. Si chiede di esprimere il proprio accordo/disaccordo su frasi come: “il rapporto sessuale tra due uomini è qualcosa di sbaglialo”;  “penso che i gay siano disgustosi”; “l’omosessualità è una malattia”. Oppure: “A scuola, quando a qualcuno viene detto o viene scritto di lui “finocchio, frocio, culattone ”, cosa fa Lei generalmente?”»;

Liceo Classico Giulio Cesare – quinta ginnasio / Roma – gennaio 2014 / Iniziativa delle insegnanti, in applicazione della “Strategia nazionale” dell’UNAR / «A minori di 16 annialcuni insegnanti hanno chiesto di leggere e poi di svolgere un tema sul romanzo “Sei come sei” di Melania Mazzucco. Il romanzo parla di una bambina “figlia” di due omosessuali tramite utero in affitto, e contiene descrizioni dettagliate di masturbazione e di rapporti orali tra ragazzi: “Si inginocchiò …e poi, con un guizzo fulmineo … ficcò la testa fra le gambe di Mariani e si infilò l ’uccello in bocca.  Aveva un odore penetrante di urina, e un sapore dolce. … Mariani lasciò fare. Giose lo inghiottì fino all’ultima goccia e sentì il suo sapore in gola per giorni. Il fatto si ripeté altre due volte, innalzandolo a livelli di beatitudine inaudita”»;

200 insegnanti di scuole dell’infanzia e asili nido / Roma – gennaio 2014 / Assessorato alla Scuola, Infanzia, Giovani e Pari Opportunità di Roma Capitale; Associazione “Scosse” – 36.312 euro /«Progetto “La scuola fa la differenza”: otto corsi formativi “dedicati anche a chi lavora con la delicata fascia di età 0-3 anni.  Obiettivi del progetto sono“supplire a carenza formative … in merito alla costruzione delle identità di genere … in particolare per nidi e scuole dell’infanzia”, promuovere “la pluralità dei modelli familiari e dei ruoli sessuali”, “decodificare comportamenti… che possono veicolare modelli identitari e di relazione stereotipati e stereotipanti, al fine di decostruirli e fornire a bambine e bambini un orizzonte più libero … ”»;

Istituto Comprensivo n.5 Coletti – terza media / Treviso – gennaio 2014 /Azienda Unità Locale Socio Sanitaria ULSS 9 di Treviso / «Nell’ambito del progetto “Educazione all’affettività” viene proiettato ai ragazzi(minori di 14 anni) il film “Le migliori cose del mondo” di Laìs Bodanzky. Il film racconta il dramma di un ragazzino, il padre del quale, scopertosi gay, abbandona moglie e figli per vivere con il suo compagno; il tutto accompagnato da scene esplicite di masturbazione da parti di giovanissimi attori»;

10 asili nido e 36 scuole materne / Venezia – febbraio 2014 / Camilla Seibezzi, delegata del sindaco Giorgio Orsoni per le politiche contro le discriminazioni / «Distribuzione della favola gay “E con Tango siamo in tre” (Ed. Junior):storia di due pinguini, entrambi maschi, che si incontrano nello zoo di New York e si innamorano. Il custode del parco affida loro un uovo di un’altra coppia perché lo covino: nasce così Tango»;

Per gli insegnanti delle scuole elementari, medie e superiori / Febbraio 2014 / UNAR e Istituto A.T. Beck € 10.000 / «Diffusione, all’insaputa del MIUR, della trilogia di manuali dal titolo“Educare alla diversità a scuola”. I libretti chiedono agli insegnanti di “non usare analogie che facciano riferimento a una prospettiva eteronormativa (…) Nell’elaborazione di compiti, inventare situazioni che facciano riferimento a una varietà di strutture familiari ed espressioni di genere. Per esempio: “Rosa e i suoi papà hanno comprato tre lattine di tè freddo al bar. Se ogni lattina costa 2 euro, quanto hanno speso? ”. Quanto alla definizione di “omofobia”:“I tratti caratteriali, sociali e culturali, come il grado di religiosità, costituiscono fattori importanti da tenere in considerazione nel delineare il ritratto di un individuo omofobo” (…) “vi è un modello omofobo di tipo religioso, che considera l’omosessualità un peccato ”. Gli insegnanti dovranno tentare di fare immedesimare gli alunni “eterosessuali” con gli “omosessuali” e mettere gli alunni “in contatto con sentimenti e emozioni che possono provare persone gay o lesbiche ”. E’ proposto un elenco di documentari come“Kràmpack”, in cui la masturbazione fra due ragazzi è presentata come esplorazione e “gioco”»;

Vari asili nido e biblioteche comunali / Perugia, Città di Castello, Terni, Marsciano (Umbria) – febbraio 2014 / Comuni di Perugia, Città di Castello, Terni, Marsciano /«Distribuzione dei libretti dell’UNAR efavole gay come “Qual è il segreto di papà” di Francesca Pardi (Ed. Lo Stampatello), storia di un papà che abbandona la propria famiglia per andare con un uomo e spiega ai suoi figli la propria omosessualità; e “Piccolo uovo”, di Francesca Pardi (Ed. Lo Stampatello) - racconto a fumetti che propone ai più piccoli un “viaggio per conoscere i più diversi tipi di famiglie”»;

Per le educatrici dei Nidi e le insegnanti delle Scuole dell’infanzia di Roma Capitale / Roma – Febbraio 2014 / Dipartimento Servizi educativi e Scolastici del Comune di Roma / «Piano di aggiornamento per l’anno scolastico 2013-2014. Intende“sostenere … la pluralità dei modelli familiari e dei ruoli sessuali”; “favorire le insegnanti/educatrici nella lettura dei processi di identificazione degli stereotipi e dei pregiudizi di genere”; “favorire la formazione di personalità libere e per la decostruzione degli stereotipi”»;

Scuola dell’infanzia “Umberto I” / Camposampiero (Padova) – marzo 2014 / Iniziativa delle maestre /«Cancellate la festa del papà e della mamma per non discriminare i bambini con famiglie “diverse” (in particolare, omosessuali)»;

Scuola dell’infanzia parrocchiale “Padre Antonio di Mandriola” / Mandriola (frazione di Albignasego, Padova) – marzo 2014 / Iniziativa delle maestre / «Cancellate la festa del papà e della mamma per non discriminare i bambini con famiglie “diverse”, contro il parere del parroco»;

Scuola dell’infanzia Paritaria Cattolica Parrocchiale Ragni – dal primo anno della scuola materna / Cusago (MI) – aprile 2014 / «La favola gay“E con Tango siamo in tre” (vedi sopra) è stata spiegata dal personale dirigente della scuola, sottolineando che affrontare queste tematiche è necessario, come da alcunedirettive dell’OMS. Si afferma di dovertrattare tematiche sessuali con bambini molto piccoli (3-6 anni). I testi non erano in alcun modo menzionati né nel POF né nel Progetto Pedagogico ed Organizzativo della scuola»;

Liceo Classico Muratori / Modena – aprile 2014 / «Intervento di Vladimiro Guadagno, in arte, “Luxuria” e Alberto Bignardi (presidente di Arcigay Modena) all’assemblea di istituto: discorso di Luxuria sulla figura del transgender e su come “trans si nasce”.  Proiettato il video sulla transessualità del regista Pierfrancesco Diliberto»;

Scuola primaria Villaggio Giardino, quinta elementare / Arzignano (VI) – aprile 2014 / Comune di Arzignano /«Quattro lezioni tenute dalla psicoioga e sessuologa Federica Bastianello che ai bambini ha spiegato “come si può cambiare sesso; da maschio a femmina e da femmina a maschio” e cosa sono i “trans gender”»;

Istituto scolastico I.T.C.G. Cattaneo – Dall’Aglio – secondo anno / Castelnovo ne’ Monti (Reggio Emilia) – aprile 2014 / Comitato Provinciale Arcigay “Gioconda” di Reggio Emilia / «Alcuni rappresentanti dell’Arcigay, dopo aver tenuto in classe una lezione contro l’omofobia, hanno distribuito a studenti minorenni un opuscolo illustrativo intitolato “SAFER SEX HIV e Infezioni Sessualmente Trasmissibili” contenenti descrizioni dettagliate su come avere rapporti omosessuali: “… nel caso di rimming (pratica sessuale che comporta il contatto della bocca con l’ano o con le regioni perianali, ndr), se la tua bocca entra in contatto con le feci…. Per proteggerti dall’epatite A durante i rapporti oro-anali puoi utilizzare …un preservativo tagliato a metà e appoggiato all’ano del partner “Se fai il pompino senza preservativo, non farti venire in bocca e non ingoiare … Se però capita che l ’altro ti venga in bocca, sputa lo sperma immediatamente …»;

Diverse scuole nella provincia di Milano / Provincia di Milano – aprile 2014 / Ufficio della consigliera di parità di Milano e Monza/Brianza; Agenzia Formazione e Lavoro /«Diffusione del progetto “ImPARI a scuola”, guida operativa finalizzata a“diffondere la cultura di genere nei percorsi scolastici primari e secondari…riflessione sulle differenze e sugli stereotipi di genere”’, la famiglia è definita come “sentimento”»;

Laboratorio didattico per bambini 4-8 anni / Bologna – marzo-giugno 2014 /Centro di documentazione del Cassero, in collaborazione con le Famiglie Arcobaleno e l’associazione Frame, e patrocinato dal Comune / «Ciclo di incontri in cui si legge ai bambini la fiaba gay “E con Tango siamo in tre” (Ed. Junior)»;

Genitori di figli che frequentano le scuole materne comunali / Verona – settembre 2014 / Comune di Verona /«Lettera del Comune che invita ad educare i loro figli alla lettura, allegando la pubblicità del libretto gay “E con Tango siamo in tre”»;

Corsi per educatrici ed insegnanti di asili nido, scuole materne, elementari e medie. Fascia 0-6 anni / Roma – Settembre 2014 / Associazione “Scosse”, patrocinio di Roma Capitale / «Progetto “Educare alle differenze”: sostiene che bisognerebbe introdurre i bambini da 0-6 anni alla“conoscenza e condivisione del transgenderismo, dell’intersessualismo e del transessualismo finora tabù per tutto ciò che concerne il rapporto con questa fascia di età e la riflessione che la riguarda” e “attuare le linee guida dell’OMS che evidenziano la necessità di introdurre l’educazione sessuale, in relazione alle differenze di genere, secondo un approccio globale, da prima dei 4 anni»;

Scuola media Roberto Rossellini, Istituto Comprensivo Barbara Rizzo – seconda media / Formello (RM) – ottobre 2014  / Comune di Formello /«Progetto “Come cambio? Cosa cambia? Percorso di educazione affettiva ed emotiva per lo sviluppo dell’identità di genere e corporea”: mira a “sollecitare il senso critico dei ragazzi rispetto aglistereotipi sessuali ” ed è “arricchito da incontri danza-movimento terapia.  Il progetto prevede la “somministrazione di un questionario su temi riguardanti l’affettività e la sessualità” e parla anche “della prima volta”, “di anticoncezionali”, di “omosessualità e identità di genere ”, ecc»;

Asilo nido comunale “Il Castello Incantato” / Roma (zona Bufalotta) – novembre 2014 / Iniziativa delle maestre, nell’ambito del Progetto “Educare alle differenze” del Comune di Roma / «Lettura delle fiabe gay “Perché hai due papà?”, storia di una coppia gay che ricorre all’utero in affitto per avere dei bambini, e “Piccola storia di una famiglia: perché hai due mamme?” di Francesca Pardi (Ed. Stampatello).Una favola in cui si legge: “Le due mamme volevano una famiglia, ma mancava il semino. Franci si è fatta dare in una clinica olandese il semino donato da un signore gentile e l’ha messo nella pancia di Mery”. Si è letto ai bambini anche “Il bell’anatroccolo”, storia di un paperotto maschio che scopre di essere una“femminuccia ed è orgoglioso di esserlo”»;

Istituto Comprensivo Randaccio e scuola primaria “Nanni Loy” / Cagliari – novembre 2014 / Associazion e Menabò – Comune di Cagliari /«Progetto di educazione alla lettura “Ci_piacCiAmo” che rimanda ad un elenco di fiabe gay o ispirate al gender come“Il Bell’Anatroccolo” (Lo Stampatello Ed.) e “Nei panni di Zaff” (Fatatrac Ed.),storia di un bambino transgender che vuole essere una principessa e corona il suo desiderio, presentando come normale l’identificazione nel genere opposto al sesso biologico: “Tutti gli dicevano: Ma Zaff! Tu 6 maschio. Puoi fare il re … ma la principessa proprio no. Le principesse il pisello non ce l’hanno!!”; Zaff: “E va bene, ho il pisello ma che fastidio vi dà? Lo nasconderò ben bene sotto la gonna … “Sono la principessa sul pisello … si sfilò il vestito di merletti e fili d’oro e lo consegnò a Zaff.“Farai la principessa col pisello, e che nessuna fiati ”… Zaff indossò il vestito …Il segreto per vivere per sempre felici e contenti: Essere ciò che sentiamo di essere senza vergognarsi mai. “Ciao Zaff. Come va la tua nuova vita da principessa? Bene … Pensi che farai la principessa per molto tempo? … Sicuramente finché ne avrò voglia.”»;

Bambine delle scuole primarie / Bari– novembre 2014 / Comune di Bari /«All’interno del progetto “Generare culture non violente”, oltre ad altre iniziative ispirate alla cultura di “genere”, l’autrice Manuela Salvi conduce una lettura animata e laboratorio dal libro “Nei panni di Zaff’ (Fatatrac Ed.), storia di un bambino transgender che vuole essere una principessa e corona il suo desiderio, presentando come normale l’identificazione nel genere opposto al sesso biologico (vedi sopra)»;

Asilo nido comunale “Cecchina” / Roma – dicembre 2014 / Collegio scolastico dell’asilo / «Lettura della favola gay “Piccolo uovo”, di Francesca Pardi (Ed. “Lo Stampatello”) - racconto a fumetti che propone ai più piccoli un “viaggio per conoscere i più diversi tipi di famiglie” – Una mamma dell’asilo chiede maggiori informazioni sul progetto e viene aggredita ed accusata di omofobia durante un consiglio straordinario del Comitato di Gestione di cui la mamma è membro (18.12.2014)»;

25mila studenti di 50 scuolesecondarie di primo e secondo grado nel Lazio / Lazio – febbraio 2015 /Giunta Regionale del Lazio / «Progetto“Promozione dei diritti umani e alla lotta all’omofobia – Rainbow”: mette in connessione associazioni gay e lesbiche europee, scuole e professionisti dei media attraverso lo studio degli stereotipi e promuove il diritto di bambini e bambine, ragazze e ragazzi alla loro identità – con particolare riferimento al genere e all’orientamento sessuale – aiutandoli a contrastare l’omofobia con l’uso di strumenti didattici. In esso si legge: “Le prescrizioni sociali sul genere (ruoli di genere) amplificano quindi le differenze tra maschi e femmine, che non sono però mai “universali”. L’idea dunque che si debba aderire a tale modello per essere “normali” è un ostacolo alla piena realizzazione di chi per qualsiasi ragione non vi si riconosce. Tra le aspettative sociali relative all’essere maschi e femmine, l’eterosessualità … è forse la più forte ”. … “Gli stereotipi relativi al genere (essere maschio o femmina) condizionano la nostra educazione sin dalla nascita anche in riferimento alle emozioni. Nascere femmina spesso significa essere educata ad un maggiore contatto con i propri sentimenti … “È importante riconoscere questa discriminazione sociale… contrastarla e superarla, dando visibilità ai tanti esempi di matrimonio omosessuale e di famiglie omogenitoriali ”. Contiene un gioco (Chi resta indietro?) in cui si chiede ai ragazzi di calarsi nei panni di un personaggio, che può essere ad esempio un “uomo gay con compagno convivente da 10 anni”, oppure un “transessuale MtF con compagno extracomunitario Progetto D@P – Diritti al Punto: percorsi formativi per gli studenti delle scuole medie superiori del Lazio contro l ’omofobia e le altre forme di discriminazione»;

45 classi di scuole dell’infanzia / Friuli Venezia Giulia – marzo 2015 /Comune di Trieste / «Progetto “Gioco del rispetto – Pari e dispari”: kit ludico didattico che prevede che i bambini si travestano con abiti tipici dell’altro genere e parlino dei rispettivi genitali. Secondo l’Associazione Goap, partner dell’iniziativa, bisogna agire“precocemente sulle nuove generazioni offrendo loro modelli più egualitari e liberi dagli stereotipi di genere. I travestimenti, “anche con vestiti normali, da maschio e femmina” caratterizzano il gioco “Se fossi” per piccoli da 3-6 anni. Si prevede “lo scambio di ruoli tra tutti i componenti della scuola: i bambini con le bambine (scambiandosi i vestiti laddove è possibile e imitandosi), la maestra con i bambini e viceversa Nel gioco “Se io fossi te: un po’ diversi un po’ uguali, l’importante è che siamo pari”, ai bambini di 5/6 anni si presenta il gioco del dottore: “i bambini/e (che) possono esplorare i corpi dei loro compagni/e (…) ovviamente i bambini/e possono riconoscere che ci sono delle differenze fisiche che li caratterizzano, in particolare nell’area genitale”. Per questo bisogna“nominare senza timore i genitali maschili e femminili”».

Etc, etc, etc …


Fonte: http://radiospada.org/

In futuro ProVita probabilmente diffonderà un dossier dettagliato a riguardo.
"Giuseppe Federici"  g.feder@fastwebnet.it

lunedì 13 aprile 2015

Il clima cambia... non si sa se in meglio od in peggio



Lo stato di salute dell’ambiente europeo e le sue prospettive dipendono in parte da eventi che accadono fuori dai propri confini, infatti, per esempio, le emissioni di gas serra di oggi potranno influenzare il clima in luoghi distanti un domani, così come le scelte di gestione del territorio dall'altra parte del mondo influenzeranno i prezzi alimentari ed energetici in Europa.
La crescente importanza delle reti globali ha aumentato questa interdipendenza imponendo ai singoli governi un ripensamento delle governance tradizionali, in modo da andare verso una più profonda comprensione dei determinanti (drivers) globali e delle loro possibili conseguenze al fine di attuare politiche in grado di gestire i cambiamenti ambientali in atto.

Forte di queste considerazioni, l’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA), a partire dal 2010, ha elaborato una valutazione delle tendenze emergenti a livello globale che è confluita nella relazione quinquennale sullo stato dell’ambiente europeo (SOER 2010).

In vista della stesura del report sullo stato dell'ambiente 2015, l'EEA ha aggiornato l’analisi dei megatrend globali, analizzando ognuno dei driver in modo più dettagliato rispetto al passato, in termini di impatto sull'ambiente e sulla salute umana. Nel corso del 2015 queste relazioni verranno consolidate e confluiranno in un unico rapporto tecnico.

L'analisi prende in considerazione 11 megatrend globali (GMTs), fra cui i cambiamenti climatici a cui è dedicato il report “Le conseguenze sempre più gravi del cambiamento climatico”.
Negli ultimi 150 anni, gli studiosi hanno rilevato un riscaldamento globale del clima che è senza precedenti nella storia, infatti, da quando abbiamo misurazioni affidabili (1880 circa), la temperatura media globale è aumentata di 0,85 °C e le proiezioni indicano che questa avrà un aumento, entro il 21° secolo, stimato tra 1 °C e i 3,7 °C, a seconda del grado di abbattimento delle emissioni.


Ci si aspetta che questo riscaldamento sia accompagnato:
  • da un innalzamento medio globale del livello del mare fino a 1 m;
  • da un aumento fino a 2 °C della temperatura globale superficiale degli oceani;
  • da una riduzione dei ghiacciai, calotte polari e dei ghiacci marini;
  • da un aumento della frequenza di eventi meteorologici estremi, come la siccità e le inondazioni, in molte regioni del mondo.
Il cambiamento climatico porterà inoltre danni agli ecosistemi naturali, tra cui notevoli perdite in termini di biodiversità e un aumento dei tassi di estinzione; particolare preoccupazione destano ecosistemi come le barriere coralline, la foresta amazzonica e la tundra.
Questi cambiamenti rischiano, inoltre, di rallentare crescita economica, erodere la sicurezza alimentare globale, aumentare le disuguaglianze e influire negativamente sulla salute umana, con impatti disastrosi nei paesi a basso reddito e le zone costiere basse.

Per quanto riguarda le proiezioni che riguardano più direttamente l’Europa, in futuro si assisterà ad un aumento di eventi meteorologici estremi che andranno dall’aumento di siccità e mancanza di acqua, ad un incrementato di inondazioni e di danni sulla salute umana dovuti a temperature estreme.

(Fonte: Arpat)