giovedì 19 ottobre 2017

Transumanisti, post umani ed estinzione della specie (come noi la conosciamo)


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Collegandomi al discorso  dell'immonda pratica dell'utero in affitto vi segnalo  il testo della legge regionale che sancirà in Umbria la DITTATURA gender e sessocentrica, nelle scuole,  nella società, nei media, nelle istituzioni ragionali... fin dentro le famiglie! Nei prossimi giorni  ci saranno le relazioni di maggioranza e di minoranza e non so se subito dopo il voto, o in un altro giorno.
Perché lo fanno?! Me lo sono chiesto tante volte... e ora credo di aver trovato almeno una traccia dell'ideologia distorta e perversa delle pseudo-élite di potere. 

E' arrivata per tutti l'ora di comprendere che la dittatura economica, il capitalismo monopolistico delle multinazionali e quello finanziario, alla fine dei conti sono per "loro" solo strumenti per  l'acquisizione  di un più generale e TOTALE Potere sugli altri esseri umani!

Vi copio una breve analisi che avevo scritto per il mio gruppo di attività: vi segnalo il sito dei Transumanisti, in particolare questa pagina http://www.transumanisti.it/1.asp?idPagina=9 dalla quale ho estratto alcuni passaggi che troverete nel file allegato; in particolare ho evidenziato che rientra nella loro agenda programmatica sia "l'androginia" (una persona di sesso indistinto), che l'impianto di microchip... e questo ci fa capire meglio a quale ideologia (delle pseudo-élite) è dovuto il Kaos che stiamo vivendo e i progetti dis-umani che stiamo combattendo. Inoltre, se scorrete la loro pagina che vi ho linkato, fino al punto 16, troverete la prova che tra le "loro" ipotesi di azione c'è anche... l'estinzione del genere umano (e magari un piccolo numero lo lasceranno in condizioni di schiavitù):

16. Quale atteggiamento avranno i postumani, o le superintelligenze, nei confronti degli esseri umani?
"Esaminiamo tre possibili scenari:
a) E’ concepibile che una società futura possa includere sia esseri umani che esseri postumani, nonché diversi tipi di esseri transumani. Soprattutto nel caso che gli esseri postumani si evolvessero gradualmente, è possibile immaginare un periodo di transizione in cui diverse forme umane coesisterebbero pacificamente. Forse gli umani manterrebbero la supremazia all’inizio grazie alla preponderanza numerica, ma l’influenza dei postumani non potrà che crescere di giorno in giorno."
"b) Nella previsione ottimista, i postumani continuano a rispettare e tollerare gli esseri umani. I postumani condurranno un’esistenza da semidei benevoli all’interno della società umana, verso la quale contribuiranno in maniera positiva, per esempio proteggendo l’ambiente e garantendo il benessere dell’umanità."
"c) Nella previsione pessimista (se non altro dal punto di vista umano), i postumani giungono alla conclusione che l’umanità non rappresenta altro che uno spreco di risorse. Se i postumani non avranno loro leggi o regole morali, potrebbero decidere di intraprendere azioni che potrebbero sfociare nell’estinzione della specie umana."

Secondo me stiamo vivendo proprio questa fase...

Franco Trinca

mercoledì 18 ottobre 2017

USA. Per tenere a bada il popolo i neocons scateneranno una guerra

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La metà della popolazione USA è ormai convinta di essere governata da criminali e che le elezioni sono truccate. Il problema è che è tutto vero. All’élite neocons USA non rimane che scatenare una guerra pretestuosa (siamo già a buon punto), una volta scatenata, la popolazione volente o nolente, restia e contraria, sarà suo malgrado coinvolta e continuerà a subirne la dominazione. 

Al tempo stesso gli alleati riottosi saranno rimessi in riga, ed i problemi finanziari e monetari saranno per l’ennesima volta sospesi e/o rinviati (la situazione debitoria istituzionale e privata negli USA ha raggiunto livelli parossistici e deliranti), essendo il temporeggiamento l’unica strategia di cui ormai dispongono, essendo la popolazione sempre più scettica e consapevole, avendo raggiunto un livello di massa critica non più controllabile e manipolabile con la propaganda, la disinformazione e la mistificazione mediatica, e questo grazie ad internet. 

L’Italia tra le colonie americane è quella messa peggio, con il peggior sistema mediatico disinformativo d’Occidente, con una classe politica di parassiti pusillanimi ed inetti, sarà il paese che, per la sua collocazione geostrategica nel Mediterraneo, subirà le maggiori ripercussioni delle ciniche e devastanti scelte bellicistiche americane. Perché come sapete gli USA le guerre le fanno sempre a casa d’altri, e l’Italia farà loro da maggiordomo e da trampolino di lancio, per la sua conformazione e la sua leadership di yesman. Spero non vi illuderete che rimarrà illesa? Che tutti ci amino e ci ammirino? 

Claudio Martinotti Doria

martedì 17 ottobre 2017

"Il Cervello Anarchico" di Enzo Soresi - Recensione


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Sin dalle prime pagine, "Il Cervello Anarchico"  di Enzo Soresi,  risulta estremamente attrattivo, nonostante sia scritto da un medico chirurgo, specialista in anatomia patologica, malattie dell’apparato respiratorio e oncologia clinica. Il nostro cervello, infatti, soggetto del testo –che non voglio chiamare saggio- è molto intrigante e, soprattutto, è ciò che guida il corpo e persino l’anima. Anzi, la dicotomia anima-corpo non esiste, noi siamo un corpo con un mondo dentro, che risponde in modo diverso dagli altri agli stimoli. 

Gli esseri umani, dunque, non hanno istinti perché non rispondono in un modo fisso agli stimoli. Antifonte affermava già nel V sec. a.C. che è la mente che dirige il corpo verso la salute o verso la malattia, ma anche nei proverbi della saggezza popolare si recita che “la testa è il capo della bestia”. 

Così il cervello umano è un universo magnifico che fa sì che ci ammaliamo o che non ci ammaliamo, che possiamo guarire o no, ma anche che la civiltà sia andata così avanti, mentre l’emozione e il sentimento sono indispensabili per la razionalità e le coccole ci tengono lontani dalle malattie… 

Una frase di Fritz Zorn, sulla quale poi argomenta l’autore, mi ha molto colpita: “Io credo che il cancro sia una malattia psichica dovuta al fatto che l’individuo che ingoia tutta la sua sofferenza, dopo un certo tempo viene a sua volta ingoiato dal dolore che è dentro di lui”. Ho scoperto anche, tra queste pagine tanto interessanti, che, nella medicina cinese, il medico veniva pagato fino a quando il paziente rimaneva sano… 

Soresi è un grande scienziato e uomo, ha lottato per salvare i suoi pazienti dai danni del fumo e dal tumore che ne deriva. Non ha pregiudizi contro le medicine alternative e persino nei confronti degli sciamani, perché la medicina non è scienza e la scienza su cui si fonda, la biologia, è assai recente. 

Lo stress, di cui si parla tanto nella nostra società, causa dal 60 al 90% di tutte le visite mediche. Dunque, bisogna capirlo e ridurlo, ad esempio, con la musica, che agisce direttamente sul cervello riducendo gli ormoni aumentati dallo stress, o con l’arte moderna che, liberata dai canoni estetici, è in grado di rappresentare le emozioni. Nella vecchiaia, poi, l’autore suggerisce di camminare almeno 40 minuti al giorno per mantenere un buon allenamento muscolare, andare a mostre, sentire musica, cambiare percorso, per stimolare l’apparato cognitivo e la memoria. 

È un libro fantastico che tutti dovrebbero leggere (anche più volte) per conoscere meglio se stessi e stare in salute o migliorare la propria condizione. Nonostante dispensi parecchie informazioni, sa tenere legati fino all’ultima pagina con vari casi interessanti. 

Ad esempio, lo psichiatra, fumatore, che aveva sognato la data precisa della sua morte o lo sciamano che ha guarito un bambino che la medicina non poteva più salvare. 

Renata Rusca Zargar

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domenica 15 ottobre 2017

....diversamente dis-umani



Certo se è difficile far funzionare armonicamente un condominio,tanto più lo è far funzionare una comunità eterogenea come una nazione. Ma a guardare la storia gli esseri umani da millenni dibattono sui medesimi problemi  e sulle possibili soluzioni da adottare, senza riuscire a mutare in meglio il corso della storia: le stesse ingiustizie, gli stessi crimini, le stesse inquietudini.


Coloro che attraverso i media parlano di politica generalmente dicono le medesime cose in forma diversa e alla fine le problematiche risultano ancora più complesse e l’ascoltatore spesso non ricorda nulla e soprattutto non comprende quale è la causa del problema e quale deve essere la sua parte. E’ come se in guerra si arringassero le truppe senza far capire loro lo scopo della missione.

Il linguaggio è forbito con frasi e neologismi accessibili solo agli addetti ai lavori o a persone della stessa progenie. In un insopprimibile veglia di primeggiare vi è una’ansimante, affannosa e cardiopatica corsa a parlare il più possibile, magari rubando la parola dell’avversario o sopraffarlo con una fulminante battuta finale. Insomma, tutti dicono le stesse cose in termini diversi che è come rivendicare il diritto di avere la stessa minestra in un piatto diverso, lontani dal pensiero di chi diceva: “Sia il vostro dire si si no no, il di più viene dal maligno” (Mtt, 5,37).

La stragrande maggioranza delle persone non ha buona stima dei politici e ritiene questi una categoria a parte, interessata solo ai propri interessi. Fino quando il soggetto resta solo un potenziale politico viene considerato persona rispettabile, onesta, di sani propositi, da sostenere, ma, si ritiene che nel momento in cui viene eletto diventa automaticamente un corrotto, preoccupato solo dei suoi vantaggi, un nemico da combattere. Ci si dimentica che i politici sono una fetta del popolo con le stesse virtù ed i medesimi difetti e che coloro che criticano o condannano l’operato dei politici forse al loro posto si comporterebbero allo stesso modo, se non peggio, perché, nella sostanza, sono i meccanismi che sono perversi e che quasi costringono l’individuo a scendere a compromessi. Ma i meccanismi sono fatti dagli uomini e non serve cambiarli se non cambia la coscienza e il modo di pensare di chi li fa e li gestisce. E’ come concentrare le proprie risorse sulla necessità di cambiare l’automobile senza chiedersi se il conducente è in grado di guidare.

Quello che stupisce è che la storia non insegna nulla agli esseri umani; tutto l’impegno politico è improntato ad arginare gli effetti prodotti dall’insano comportamento umano intriso di egoismo e attitudine predatoria. Non ci sarà mai un mondo migliore dell’attuale finché non ci sarà la volontà politica di intervenire sull’individuo attraverso un piano globale di educazione delle masse, che parte dalla scuola e dalla famiglia, con lo scopo di favorire lo sviluppo dei valori fondamentali della vita: l’onestà, il senso della giustizia, la fraterna collaborazione, il rispetto ed il valore delle diversità, la non invasione dello spazio fisico, mentale e morale dell’altro. A molti può sembrare semplicistico quanto difficile da attuare, ma è il solo obiettivo trascurato quanto scelleratamente e volutamente ignorato.

Certo ognuno ha la sua visione delle cose, ma molti hanno percezioni limitate, altri sono in buna fede, ma quel che è assurdo e incomprensibile è: come mai la stragrande maggioranza della popolazione non comprende che è il cuore, la coscienza degli uomini a fare la storia, l’intima sensibilità delle persone? Come mai non riesce a svincolarsi dal condizionamento mentale e morale della cultura antropocentrica e sintomatologica? Come mai continua a credere che saranno i sistemi economici o politici a risolvere i problemi e non la saggezza del pensiero positivo?

Molti sono i motivi per cui l’essere umano si comporta ingiustamente nei confronti del suo simile, ma non c’è azione delittuosa che non passa attraverso la coscienza degli uomini, il suo intimo sentire. E’ la coscienza infatti a fare la storia che se fosse più giusta e sensibile alla condizione dell’altro fino a condividerne le necessità vitali non potrebbe esprimersi in modo lesivo. Perché dunque l’umanità continua a trascurare questo aspetto risolutore? Perché non si impegna ad intervenire sulle cause dei suoi problemi piuttosto che continuare a leccarsi le ferite?

La violenza in natura si manifesta principalmente perché un animale si sente minacciato o per motivi di sopravvivenza. Tra gli esseri umani si manifesta quando l’individuo viene privato di un suo diritto o si impossessa di ciò che non gli appartiene; oppure si impossessa di un altro, nella fattispecie di un animale che naturalmente non è d’accordo a cedere se stesso per essere sfruttato o mangiato,  la cavia non  si presta volentieri ad essere vivisezionata, ma all’essere umano non importa se l’animale, o l’altro, è d’accordo, anzi, non gliene frega nulla di ciò che l’altro pensa o può provare. Questo aspetto è propedeutico alla mentalità predatrice che inevitabilmente si manifesta e si ripercuote anche nei confronti degli uomini.

Naturalmente l’educazione delle masse non sarà un processo né breve né facile, né  tantomeno privo di contrasti ideologici. Passeranno generazioni prima che emerga la vera civiltà, prima che sia geneticamente sradicata dalla natura umana la propensione al sopruso, all’ingiustizia, alla violenza, alla sopraffazione. Ma se mai si inizia un’opera mai la si conclude e i problemi resteranno. 

A molti può sembrare pleonastico, ma non è forse il cardine del pensiero di tutti i grandi illuminati, quello di intervenire sull’uomo, sulla sua coscienza, sulla sensibilità, sulla bontà umana attraverso la conoscenza e lo sviluppo dei valori morali e spirituali? Già Socrate (come tutti i grandi filosofi), aveva indicato il valore imprescindibile dell’insegnamento delle virtù; anche Cavour prima di morire disse le stesse cose: “Educare l’infanzia e la gioventù”. 

Ma i politici sono corti di percezione e sordi agli insegnamenti dei grandi.

Franco Libero Manco

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sabato 14 ottobre 2017

Governo Globale - Recensione


Governo Globale - Nuova Edizione

La Storia Segreta del Nuovo Ordine Mondiale

In questo saggio fu svelata per la prima volta in modo chiaro, completo e documentato, la storia segreta del Nuovo Ordine Mondiale, dagli inizi a oggi: la genesi, l’ideologia e le tappe storiche, dalle origini della modernità all’attuale sfida militare, che vede come terreno di battaglia il Medio Oriente.
 
Oggi Enrica Perucchietti e Gianluca Marletta aggiornano questa pietra miliare dell'indagine storico-politica, con nuovi dettagli e l'analisi degli eventi più recenti.
 
«Quale obiettivo nasconde il progetto di instaurazione di un Governo Globale? Assoggettare i popoli e far cadere nazioni e governi come pedine di un complesso dominio di cui non si riesce a vedere tra l'altro il disegno complessivo».
 
Crisi economiche, rivoluzioni e guerre: che cosa si cela dietro il rischio di crollo dell'Eurozona?
 
Unisci i puntini e scopri come tanti eventi apparentemente distanti sono in realtà collegati ad un unico grande progetto di dominio.


Arianna Editrice

mercoledì 11 ottobre 2017

La solidarietà mal indirizzata diventa "reato"... mentre il web viene censurato


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Milan. Roba da siuri...


E' stato fatto notare che alla "Carta di Milano - La solidarietà non è reato" * manca l'adesione di Saviano (cioè ci sono i maccheroni ma manca il cacio). Si sarà distratto. Gli altri ci sono tutti, a partire dalle ONG finanziate da Soros, cioè dalla mente di quel progetto congiunto di rapina demografica degli Stati africani e mediorientali e di sostituzione di popolazione in Europa che pretende di nascondersi dietro al grande manifesto "Solidarietà e accoglienza".

Che è come il sostegno ai negrieri, ai proprietari terrieri del Sud degli USA, e agli industriali britannici che controllavano e sfruttavano il commercio triangolare atlantico dei secoli scorsi, dietro la facciata (magari a volte generosa e onesta, spesso ingenua) della solidarietà e accoglienza per gli schiavi neri. 

Ma le cose vanno così in fretta che campagne come queste sono già spiazzate. 

Ormai la crisi è a uno stato tale di accelerazione che questi appelli, la propaganda imperiale e tutte le altre cose che ci irritano (giustamente) hanno l'effetto del morso di una pulce.

Potremmo anche qui lamentare, come è stato fatto a proposito di una cosa simile, ovvero della manifestazione-flop anti Assad  la settimana scorsa a Roma, che comunque loro vanno in piazza e noi no. In linea generale è vero. Io però temo che in questo momento noi riusciremmo a mobilitare lo stesso scarso numero di persone. 

Questa difficoltà si inquadra in un problema più ampio. In questa congiuntura storica, sono gli Stati a prendere la scena e l'iniziativa, non il "popolo" (tranne quelli che sono direttamente aggrediti dall'Impero, ma comunque sotto la direzione di uno Stato). Questa situazione non mi fa impazzire dalla gioia sia perché, banalmente, è un segnale dell'aumento dei conflitti, sia perché per me è il "sociale" (chiamiamolo così) che deve prendere l'iniziativa e la scena (perché, come diceva Piero Jiahier, il popolo "non fa guerre, ma semmai rivoluzioni"). 

Eppure dobbiamo capire seriamente se oggi ciò sia possibile o no. 

In realtà io non credo a un protagonismo spontaneo del sociale, senza una forza politica organizzatrice. E' stata un'utopia che ha conquistato molto a lungo quasi tutte le forze di sinistra, deluse dalla parabola dei loro partiti e partitini di riferimento e delusi dalla parabola storica del socialismo. Ma non funziona, perché non ha mai funzionato nemmeno in situazioni più favorevoli. Questa utopia ha fatto ad esempio prendere abbagli colossali sulle "primavere arabe" anche a persone perbene che poi hanno dovuto ricredersi (e chi ancora non si è ricreduto, o proprio non ci arriva, o ci fa).

Ripeto, io non pongo su nessun piedistallo il potente di turno, nemmeno quello più saggio, perché penso che senza iniziative dal basso, senza il controllo democratico costante e l'esercizio pieno delle istanze democratiche, ogni potere da "buono" si tramuta in "cattivo" senza che sia possibile contrastarlo. Perché il potere è destinato a corrompersi.

Ma oggi la scena è presa dagli sconvolgimenti tellurici geopolitici, che hanno come protagonisti gli Stati. Non è una novità e bisogna tenere presente che in alcuni momenti storici il protagonismo sociale ha preceduto e influenzato gli sconvolgimenti geopolitici mentre in altri è avvenuto il contrario.

Per nostra cultura politica di provenienza noi siamo giustamente sospettosi di chi invece esalta il "potere saggio" e specialmente il "potente saggio" che compie mirabolanti imprese, perché questa esaltazione ha sempre un sapore autoritario-nazionalista. Questo atteggiamento sospettoso fa parte di una legittima e necessaria ecologia politica. Ma dare importanza ai sommovimenti geostrategici non vuol dire rinunciare ad essa.

Invece con la cultura politica che ci ha informato facciamo fatica a capire, ad esempio, il significato e l'obiettivo dell'intervento della Turchia ad Idlib. Chi di noi, istintivamente, non ha pensato a una mossa furba e carogna del "sultano" Erdoğan  per occupare una porzione della Siria, col beneplacito della Russia? Ma è proprio così? Io mi porrei il dubbio.

Se escludiamo, come io escludo, che il russo Putin si fidi ingenuamente del turco Erdoğan (cosa impossibile per qualsiasi russo, come ripeto da mesi e mesi), cosa vuol dire questo intervento militare proprio dopo gli accordi di Astana? 

Facciamo fatica a riconoscere che sappiamo poco. 

Sappiamo che la Turchia comprerà dei sistemi di difesa antiaerea S-400 dalla Russia (il top attualmente disponibile). Sappiamo che il principe regnante in pectore saudita è appena andato a Mosca (prima volta nella Storia!). E sappiamo che Netanyhau ci va ogni due per tre. Sappiamo cioè che attorno a Putin si sta svolgendo un balletto di questue e di accordi che fa girare la testa all'Occidente, che lo rintrona e, letteralmente, lo de-trona. 

Ma non sappiamo cosa effettivamente si dicono, non abbiamo idea della profondità e dell'estensione degli accordi che vengono annunciati al pubblico. Io ad esempio sono convinto che gli accordi sugli S-400 (che sono uno schiaffo della Turchia alla Nato) siano la punta visibile di un iceberg che non scorgiamo e nemmeno ci sforziamo di immaginare. 
Con la conseguenza che la guerra consolare che  adesso è scoppiata tra Turchia e USA ci coglie un po' di sorpresa (e perché, poi, visto che solo pochi mesi fa gli USA hanno cercato di far fuori Erdogan?).

Se ci rendiamo conto di ciò ci rendiamo anche conto che qualcosa nei bilanci strategici imperniati sul Medio Oriente si è rotto e che la nostra lettura istintiva di avvenimenti come quelli di Idlib probabilmente non coglie nel segno. 

Se Trump veramente non ricertifica l'accordo con l'Iran, non è nemmeno impensabile una frattura tra gli USA e l'Europa che potrebbe, come effetto, permettere di ricomporre quella tra Europa e Russia, che tanto è stata voluta dagli USA e tanto penalizza l'economia europea e il suo sviluppo nei prossimi trent'anni

Perché il punto è proprio che ogni potenza di un certo peso (o che vuole avere un peso) si sta domandando: "Oggi c'è il caos sistemico e io cosa farò nei prossimi trent'anni? Come mi devo muovere?". Con risposte che si possono definire solo poco a poco, dopo prove e dopo errori.

Lo ha capito la Turchia che il vento soffia dall'Est, non credo che non lo abbia capito l'Europa, che sarà pure succube degli USA ma è un'altra cosa rispetto agli USA ed è trattata dagli USA come un'altra cosa rispetto a sé.

Mi dispiace per alcuni miei amici e mie amiche ferventi sostenitori e sostenitrici dell'indipendenza catalana, ma fermo restando la denuncia del vergognoso comportamento poliziesco di Madrid, io sono convinto che la crisi catalana sia stata spinta a questi livelli da poteri esterni alla Catalogna stessa.  Sembra quasi la prova del nove del futuro caos da iniettare in un'Europa che si sospetta che possa prossimamente dimostrarsi riottosa agli ordini di Washington.  Indipendentemente dal fatto che adesso sia occupata da governi amici e vassalli. Anche Mubarak era vassallo e amico di Washington eppure gli USA hanno cercato di mettere al suo posto il fratello musulmano Morsi per anticipare possibili -  prevedibili - scivolamenti verso Est. 

Perché anche gli strateghi USA sanno ciò che ogni seria analisi della crisi mostra senza tema di smentita, ovvero che tutti i fattori egemonici si sono riposizionati tra Russia e Cina, cioè ad Oriente, creando un formidabile campo magnetico di attrazione. 

Agli USA rimane una forza militare superiore, che cercano malamente di utilizzare in micro conflitti (ancorché sanguinosi), una moneta nazionale/internazionale che è ancora difficile da sostituire pienamente e una presa culturale ancora forte. Ma tutte e tre potrebbero essere pericolosamente indebolite dalla sottrazione degli altri fattori (economici, finanziari, monetari, demografici e, aggiungo alla lista, la chiarezza strategica, che negli imperi in declino viene a mancare a velocità esponenziale).

Tornando alla nostra debolezza, noi non abbiamo né un progetto organizzativo né uno pre-organizzativo. Non abbiamo ancora capito come collegare in modo politicamente fungibile gli effetti sociali della crisi sistemica a quelli geopolitici.Uno solo dei due aspetti non basta. 

Guardate Eurostop, che sui temi economico-sociali dice cose condivisibili e poi su quelli internazionali prende (come minimo) "cantonate", in diretta contraddizione con le stesse soluzioni che propone, cadendo in una sorta di effettivo economicismo anche se a volte travestito da "politica".

E' un punto cruciale su cui da molto tempo sto riflettendo senza, tuttavia, trovare il bandolo della matassa. Magari se ci riflettiamo insieme possono saltare fuori idee.

Nel frattempo la censura, fino a pochi giorni fa solo paventata, inizia ad operare seriamente. Negli USA tutto ciò che si oppone ai neo-liberal-cons viene ormai rubricato nel Russiagate, cioè come frutto dell'intrusione del "nemico". Persino le canzoni "rap"! 

In Europa si inizia a fare lo stesso, anche senza la scusa del Russiagate. Canali web di controinformazione ormai vengono boicottati o chiusi con accuse ridicole e a volte persino senza nessuna scusa. Chiusi e basta!

A questo dobbiamo resistere. 

Contro questo assalto alla libertà di espressione dobbiamo cercare di creare un fronte con quelli che una volta si chiamavano "sinceri democratici"  (anche con alcuni di quelli che firmano petizioni che a noi non piacciono, come quella della Carta di Milano). 

La controinformazione è l'unico terreno su cui adesso siamo in grado di fare qualcosa. Perché, come stiamo vedendo, in mancanza di organizzazione anche esperienze di valore sul territorio, come il No Triv, posso uscire per la tangente. 

Come si è visto, è uscita per la tangente persino una cosa elementare su cui tutti - penso - siamo d'accordo, cioè la richiesta che gli immigrati siano trattati con dignità umana, una richiesta che si è tramutata in un sostegno ipocrita o idiota non agli schiavi ma ai negrieri. Un sostegno organizzato dai negrieri stessi, dai loro organi di propaganda e da chi si fa suggestionare da questa propaganda.

Piotr

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Commento di F.G. alla Carta di Milano: "Ahimè! Vedo il nome, tra i firmatari,  del mio ex compagno di LC ed amico, lo scrittore Erri De Luca, convertitosi al Sionismo e alle guerre "umanitarie" in Jugoslavia e altrove. Vedo l'ex sindacalista della "sinistra" CGIL Agostinelli con cui collaborai anni fa, che cita l'enciclica papale. Vedo la grande virago "pacifista" Antonia Sani, i soliti Zanotelli, Gad Lerner e Noury di Amnesty, oltre a rappresentanti di MSF."

martedì 10 ottobre 2017

Remedio todos malos: "Orina"


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Da tempo so che la nostra orina è un forte cicatrizzante/ricostruttore cellulare, così alcuni anni fa, bruciatomi un polso con l'acqua bollente che stavo mettendo nella boule, mi misi del cotone sulla bruciatura, lo imbevvi della mia orina e lo fermai in posizione. Mattina e sera rinnovavo l'impacco e dopo 4/5 giorni il polso ritornò come prima, senza bruciature, senza spellature, senza dolore.

Alcuni giorni fa, mi figlia si è tolta dei tatuaggi alle caviglie con il laser ed ha avuto una brutta reazione su una di esse, con bolle piene di siero, dolore su tutta la gamba e difficoltà di deambulazione. Ha provato con diversi trattamenti (anche antibiotici) ma senza risultato. Quando me l'ha raccontato, mi son detto: "Ma il laser brucia!, Quindi le ferite da laser sono come quelle provocate dal fuoco o dall'acqua bollente!" 

Così ho detto a mia figlia di usare il metodo sopra descritto e il giorno dopo mi ha detto che il dolore era scomparso totalmente, che stava correndo nel parco e che le bolle si erano ridotte. Ora non ha più nulla. Provare per credere.

Marco Bracci - marcobracci49@gmail.com 

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P.S. Se invece c'è qualcuno che ha avuto risultati positivi con l'uso di creme di farmacia, tipo Foille, me lo faccia sapere.