mercoledì 14 gennaio 2015

Libertà, uguaglianza, fratellanza, giustizia... Martin Luther King




Martin Luther King (1929/1968), ucciso a soli 39 anni, un Pastore
protestante con visioni lungimiranti e tanto coraggio nell’affrontare
la realtà in un mondo manovrato da randagi arrampicati sulle poltrone
del potere, i quali cambiano canile secondo gli interessi personali
del momento.

Luther fu uno fra i pochi e rispettabili attivisti su larga scala in
supporto dei Diritti Civili, proprio quelli che non piacciono al
Potere e per questo fu ucciso. Egli o meglio sua Santità Martin
Luther, tentò di mettere in guardia la Comunità universale sulle
penose realtà che per tradizione ereditiamo da una lacerante verità di
continue sofferenze e ingiustizie le quali alimentano la rabbia e
l’odio fra i popoli, dove le vite degli innocenti vengono cancellate
senza remore quando non si reagisce di fronte alle cose davvero
importanti nella nostra esistenza.


Libertà, uguaglianza, fratellanza, giustizia, rispetto per il prossimo
e il rispetto dei valori umani, tutti aggettivi che si fondono
nell’ipocrisia del Potere.


Luther King sosteneva la rivoluzione pacifica per cambiare il mondo
dei neri ma anche dei bianchi, tempestato da zombi nemici
dell’umanità, e rivolgendosi al Potere ingiusto gridava in forma
pacifica la rabbia dei deboli e degli oppressi:

a)     Noi innocenti ed indifesi sfidiamo la vostra capacità di farci
soffrire con la nostra capacità di sopportare le sofferenze.
b)    Metteteci in prigione, e noi vi ameremo ancora.
c)     Lanciate bombe sulle nostre case e minacciate i nostri figli, e
noi vi ameremo ancora.
d)    Mandate i vostri sicari incappucciati nelle nostre abitazioni
nell'ora di mezzanotte, batteteci e lasciateci mezzi morti, e noi vi
ameremo ancora.
e)     Fateci quello che volete e noi continueremo ad amarvi.
f)      Ma siate certi che vi vinceremo con la nostra capacità di soffrire.
g)    Un giorno noi conquisteremo la libertà, ma non solo per noi
stessi: faremo talmente appello alla vostra coscienza e al vostro
cuore che alla fine conquisteremo anche voi, e la nostra vittoria sarà
piena.

Se oggi Martin King fosse vivo, griderebbe al mondo la sua e la nostra
delusione per una fratellanza incompiuta.
Neanche il rimbombo delle granate e dei Kalashnikov che si affrontano
da ambo le parti, come palle di gomma che rimbalzano fra il Potere e
le rivendicazioni provocate dalle ingiustizie, riescono a bilanciare
la Giustizia manovrata da esseri sempre più sordi e ciechi che
accrescono l’odio.


Di cose, fatti e comportamenti importanti che fanno soffrire l’umanità
da parte del Potere, protetto da teste di legno ai loro piedi, nel
rispetto delle Leggi costruite ad persona, manovrate da esperti
dissacratori delle masse per interessi personali nel mantenere il
comando, pur sapendo che prima o poi dovranno rispondere alla
giustizia equilibrata attraverso rivendicazioni molto più costose.
Il non rispetto dei diritti Umani e il soffocamento del diritto alla
vita con dignità, sono soltanto alcune delle principali controversie
che alimentano continue guerre e morte, che il Potere definisce come
il rispetto del proprio terrorismo per l’ordine Pubblico, contro il
terrorismo di ribelli squilibrati.


Nei dieci Comandamenti manca l’accenno “all’ipocrita, all’ipocrisia
della Politica” molto sviluppata in Italia, unitamente agli scandali e
alla corruzione tutti impuniti, in supporto delle libertà del Potere
ad impadronirsi e soggiogare la vita dei più deboli.


I fatti avvenuti in Francia, Marsiglia, Tolosa, Parigi, prima gonfiati
per raccogliere consensi e il giorno dopo ridotti a soltanto
diciassette morti, causati da tre esseri impazziti considerati
delinquenti o peggio terroristi, eliminati di proposito per non far
conoscere al mondo i tanti perché che inducono gli esseri umani alla
ribellione armata, al Terrorismo.


Tre persone riescono a fare tanto danno e a far mobilitare migliaia di
forze speciali, 8.000 soldati Francesi addestrati alla guerra “ma non
addestrati alla giustizia”, per uccidere tre piccioni, in una realtà
piuttosto allarmante nel caso a ribellarsi fossero dieci, cento o
mille terroristi addestrati alla guerriglia fra i centri abitati
creando diversi focolai distaccati, muniti di lancia razzi per
abbattere gli elicotteri e i franchi tiratori, causando lo scompiglio
generale nell’intera Nazione.


Con le manifestazioni partecipate da milioni di menti deboli riunite a
Parigi, dove si denota la vera faccia dell’ipocrisia, unitamente al
numero di disinformati che inconsapevolmente sostengono il terrorismo
del Potere, senza analizzare come e perché gli uomini si danno al
terrorismo, unica arma per contro bilanciare il terrorismo
Istituzionale delle ingiustizie sostenute dagli Stati Governati da
tiranni.


Se facessimo un po’ di conti sui crimini perpetrati dal Potere
Nazionale e Internazionale, con una Organizzazione Mondiale delle
Nazioni Unite mangia soldi quale è l’ONU, iniziando dalla ex
Yugoslavia, Vietnam, Corea, Afganistan, Iraq, Israele, Palestina,
Libia, Siria, Ucraina, Grecia, Italia, ISSIS, Nigeria, Sudan, Liberia,
ecc., con milioni di morti e suicidi promossi da terroristi
Istituzionalizzati contro Nazioni vittime del terrorismo di Stato o di
Stati esteri, ed a questi se aggiungiamo le tante Regioni Governate da
farabutti che inducono i cittadini a distaccarsi dal Potere Centrale
di Governi formulati sulle ingiustizie tra le quali anche l’Italia,
con la richiesta di Indipendenza del Veneto, della Lombardia, della
Sardegna, della Sicilia - la Scozia dall’Inghilterra - la Catalogna
dalla Spagna, ecc., concluderemmo il nostro pensiero col ritrovarci in
un mondo Governato da ipocriti e dai loro sostenitori, che partecipano
alle manifestazioni della Pace senza informazioni storiche Sociali,
Umanistiche ed Egoistiche, sostenendo il diritto all’ingiustizia del
Potere corrotto verso interi popoli, indotti all’odio verso i tiranni,
i quali continuano a vivere ed ingrassare attraverso la censura e la
disinformazione.


Dal pensiero del Santo Padre dell’Umanità Martin Luther King che
sosteneva la rivoluzione pacifica affermando: “Se non ci ravvediamo in
tempo sulle filosofie di morte, il Terrorismo travolgerà l’intera
umanità con rivendicazioni sempre più accentuate per bilanciare le
ingiustizie terroristiche degli Stati Governati da anime indemoniate”.
Fra gli obiettivi importanti rilevati da rumori di fondo per arrivare
alla pace universale, pare ci sia la ferma volontà Orientale sostenuta
da molti saggi Occidentali, ad eliminare il Vaticano che predica bene
e razzola male, le Chiese si stanno svuotando, i Matrimoni sono
maggiormente civili, le scarse nascite conducono l’Occidente
all’estinzione, e nonostante questi elementi preoccupanti, essi
continuano a soffocare la verità con tutta la troupe di gagliardi
gentiluomini baciati da privilegi immeritati, nel sostenere in
incognito le battaglie di religione e di interesse, speculare sui
propri fratelli, sfruttando ideologie divine originate nei Paesi Arabi
per sostenere la fratellanza umana, modificate secondo i propri voleri
di interessi ed esportate a Roma istituendo la sede del Cattolicesimo
con privilegi  economici diffusi nel mondo attraverso l’opera della
censura e della disinformazione.


Non c’è pace fra gli ulivi, fra le palme, fra la Politica, le Banche,
i Grattacieli, le Religioni, e gli interessi Politici ed Economici di
parte, dove il progresso sociale crea soltanto infelici, con
altrettanti rumori di fondo che minacciano costantemente il nostro
Paese con azioni superiori a quel indimenticabile undici settembre del
2001.


La delinquenza ha invaso la Politica come nuovo ordine mondiale,
cancellando la saggezza necessaria per Governare, nel nostro Paese i
Ministeri sono morti, la Giustizia è morta, la Fratellanza è morta, a
me lo Stato Italiano attraverso la Regione Lombardia rappresentata da
una formazione terroristica, mi ruba 4.500 Euro all’anno e pur sapendo
che un giorno dovranno restituirmeli ad un prezzo maggiorato, fingono
di non ricevere la mia posta, e con i miei soldi vanno numerosi a
Parigi a divertirsi in segno di disapprovazione di un terrorismo di
cui essi sono i promotori.
L’ipocrisia nella Politica ha raggiunto livelli preoccupanti, dove i
soldi destinati ai progetti per la ripresa, finiscono per ingrassare i
Politici e i loro fedeli sostenitori, promuovendo povertà e
disoccupazione unitamente al razzismo e alla xenofobia fra il Politico
e i cittadini accrescendo l’odio e le rivendicazioni arretrando il
Paese.


Anthony Ceresa

martedì 13 gennaio 2015

Ron Paul: "Gli stati Uniti non esistono più... esiste solo uno stato poliziesco e imperialista chiamato USA"



"Se gli americani fossero onesti, ammetterebbero che la Repubblica degli Stati Uniti non esiste più e che viviamo in uno stato di polizia. I cittadini devono essere consapevoli di come lo stato si è evoluto e lottare per preservare le loro libertà. Tutte le libertà nell'America di oggi sono sotto assedio", denuncia in un lungo articolo sul suo sito l'ex membro del Congresso, Ron Paul.  

"Ora gli Stati Uniti si rendono conto che la loro realtà si basa sulla "menzogna e l'ignoranza", sostiene l'ex deputato, spiegando che la nazione americana ha aperto gli occhi davanti all'aumento delle tasse e del debito insieme alla crescente sorveglianza portata avanti dal governo federale al posto del promesso "successo". Gli americani hanno sacrificato la loro libertà e la prosperità in cambio di una maggiore sicurezza fisica ed economica promessa dallo Stato sullo sfondo della guerra globale al terrorismo, prosegue Ron Paul. 

Il declino economico e morale della società americana si riflette nella perdita delle libertà. Questo problema riguarda tutti gli americani. L'erosione graduale della libertà personale ed economica è andata avanti per un secolo e ha fortemente accelerato dopo gli attacchi dell'11 settembre. Abbiamo fatto a noi stessi ciò che nessun nemico straniero avrebbe potuto farci, ammette Paul, che esorta il popolo americano ad una rivoluzione pacifica contro l'autoritarismo. "Ma se lo spirito della libertà non è vivo e vegeto nei cuori e nelle menti delle persone, la sola violenza contro il governo non sarà una soluzione. 

La storia ha dimostrato che, il più delle volte, le persone che si ribellano contro i governi autoritari rovesciano un dittatore e lo sostituiscono con un altro. L'ex politico avverte anche che "poichè gli Stati Uniti si trovano ad essere sempre più impegnati economicamente e militarmente in tutto il mondo, possiamo aspettarci molti più attacchi contro gli interessi americani. Con così tanti militari all'estero, saranno gli obiettivi più facili da colpire. Ma attacchi simili a quello dell'11 settembre rimarranno una minaccia per la nostra patria. Non saremo attaccati perché siamo liberi e ricchi. 

Gli attacchi verranno da gente arrabbiata che ha perso amici e parenti a causa di un uso improprio e spesso vizioso della forza militare statunitense nei loro paesi". Cosa aspettarsi allora per il 2015? "Più truppe americane saranno inviate all'estero in posti come l'Iraq, l'Afghanistan, la Siria, e l'Ucraina. Non ci saranno vittorie militari di cui vantarsi. Altri militari americani saranno uccisi nel 2015. La guerra civile in Ucraina non finirà, e gli Stati Uniti saranno ulteriormente impantanati in questo conflitto. 

Le relazioni con la Russia continueranno a deteriorarsi. Il complesso militare-industriale continuerà a prosperare e fare ancora più soldi con la maggiore influenza dei neocon nel nuovo Congresso. La "crescente forza dei nostri nemici" richiederà ulteriori limitazioni della privacy e della libertà di espressione dei cittadini americani". 


(Fonte: IRIB) 


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Commento di Giorgio Mauri "Sono perfettamente d'accordo con Ron Paul. Siccome non sapevo chi fosse mi sono documentato un minimo. Per curiosità riporto quanto propone Wikipedia perché sufficientemente esaustivo per inquadrare questa vivace personalità, e sfatare anche alcuni falsi credi sui repubblicani d'america, che a volte sono molto più democratici e amanti della libertà dei democratici (a partire da Clinton, colui che ha affossato l'occidente insieme a Blair con la definitiva deregulation della finanza).

Ronald Ernest "Ron" Paul (Pittsburgh, 20 agosto 1935) è un politico e ginecologo statunitense.

Esponente della corrente libertariana e non-interventista del Partito Repubblicano, è membro della Camera dei Rappresentanti avendo conseguito il suo mandato congressuale presso il XIV collegio distrettuale del Texas e presiede la commissione Affari Monetari della Camera.
Eletto per la prima volta al Congresso degli Stati Uniti nel 1976 per poi tornare alla pratica medica nel 1985, venne nuovamente rieletto alla Camera dei Rappresentanti nel 1996 ripresentandosi ancora nelle file del Partito Repubblicano. Diventato membro del Republican Liberty Caucus (RLC), Ron Paul venne riconfermato durante tutte le successive elezioni.

Oppositore della corrente neocon del Partito Repubblicano e delle politiche dell'amministrazione federale particolarmente in materia di economia, affari esteri e libertà civili, Ron Paul è conosciuto nell'ambito parlamentare statunitense con i soprannomi di "Mister No" e "Dr. No" a causa di tutti i suoi voti negativi nei confronti di atti e proposte legislativi che a suo avviso vanno contro i princìpi della Costituzione degli Stati Uniti e come "Il campione della Costituzione" per il medesimo motivo.

Famoso per essere uno dei congressisti più attivi e con più progetti di legge bipartisan, in politica monetaria è da sempre fautore del ripristino del sistema aureo e dell'abolizione della Riserva Federale (da lui ritenuta organo incostituzionale). Autore di numerosi libri di successo tra cui End the FED (End the FED. Abolire la Banca Centrale) e The Revolution: A Manifesto (La terza America. Un manifesto. The revolution), fu uno dei candidati per le elezioni presidenziali del 1988 e del 2008 ed è stato tra i contendenti repubblicani alle elezioni presidenziali del 2012."



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Commento di Corrado: 
"verso la fine della libertà?

usa nel 2011 è stata approvata la legge s1876 - (http://ilsole24h.blogspot.it/2011/12/usa-approvata-la-legge-s1876.html)


secondo la quale in caso di emergenza un qualsiasi cittadino degli USa potrebbe essere trattato come un sospetto terrorista/nemico dello stato e messo in galera senza alcuna tutela legale. Di contempo pare si stiano equipaggiando i campi della FEMA.


La vera ragione per la quale Obama minaccia di porre il veto alla legge sulla detenzione a tempo indeterminato


perché la legge così congegnata considererebbe le persone imprigionate dei prigionieri di guerra soggetti quindi alle tutele della convenzione di Ginevra..."

lunedì 12 gennaio 2015

Riposa in pace maestro Rosi...



E' morto a Roma il 10 gennaio 2015  Francesco Rosi, uno dei più grandi registi cinematografici e intellettuali del novecento. Evito di citare la filmografia perché poi non vorrei che si pensasse che ho visto tutti i suoi film rigorosamente in pellicola al cinema. Tranquilli da italiano medio e mediocre che sono, qualcuno credo di non averlo ancora visto.

Ieri mattina sulla Rai hanno però riproposto il suo film sul bandito Giuliano e la cosa mi ha fatto molto piacere. Il film come molti film di Rosi è la trasposizione di qualcosa scritto da altri o avvenuto realmente.

Giuliano fu un terrorista boss mafioso che su commissione portò a compimento la prima strage di Stato italiana a Portella della Ginestra.

Le stragi di Stato non sono una peculiarità solo italiana, le hanno fatte e le continuano a fare un po' tutti.

Generalizzando, uno Stato arriva ad uccidere i suoi cittadini quando ha bisogno di orientare l'opinione pubblica verso un modo di pensare più reazionario e conservatore, in genere per contrastare un movimento di opposizione sociale. Spesso si fa credere che l'omicidio sia stato compiuto da attori vicini a questo movimento, oppure si lascia agire qualche scheggia impazzita senza contrastarla, nonostante la si controlli da parecchio.

In assenza di queste, si incaricano banditi o servizi segreti.

Rosi restando in tema, girò un altro grandissimo film inchiesta sulla figura di Mattei assassinato da chissà chi. In questo caso ci scappò il morto di Stato pure sul set: De Mauro, un giornalista che collaborava alla stesura del film fu fatto sparire per sempre.

Il cinema di Rosi insomma ci racconta che le istituzioni non sempre proteggono i cittadini democratici dai cattivi e la cosa che unisce tutte le stragi di Stato del mondo, in genere è l'impunibilità di mandanti e esecutori.

Quelli più in cattiva fede staranno già pensando che adesso andrò a parare sul Charlie Hebdo sostenendo che anche lì i servizi sapevano tutto etc etc.

Che la Francia ha distrutto il grande esempio di islam laico e moderato del colonnello Gheddafi e che quindi debba aspettarsi questo e altro.

I peggiori poi penseranno che io quasi giustifichi i terroristi perché offese a Maometto del calibro di quelle vignette è normale che vadano lavate con il sangue.

Non penso ciò e rimango dell'idea che chiunque uccida un'altra persona sia una testa di cazzo che debba finire in carcere e scontare una lunga pena.

Quindi quei terroristi sono delle emerite teste di cazzo.
Però quelle vignette sono a tutti gli effetti un chiaro esempio di istigazione all'odio religioso, un reato che andava punito anch'esso con il carcere o perlomeno con la chiusura del giornale.

Invece sono stati lasciati lì a offendere tutti in attesa che a qualcuno partisse la bussola.

Se a Roma pubblicassero vignette di quel genere su Totti, scorrerebbe ancora più sangue ve lo assicuro.

Tutti chiedono e auspicano un islam moderato, un cristianesimo moderato, un buddismo moderato, un ebraismo moderato.
Iniziamo pure noi atei-agnostici a moderare le offese porco zio, che le parole a volte fanno molto male.

Riposa in pace maestro Rosi e speriamo che qualcuno un giorno racconti con il tuo coraggio e con film del tuo livello cosa è successo realmente, cosa sta succedendo.

Amen
Fabrizio Girolami

domenica 11 gennaio 2015

Terrorismo islamico pagato da chi lo combatte



...L'ho scritto diversi mesi, fa, prima dell'estate, in piena guerra di Ucraina: dovevamo aspettarci una grande provocazione in Europa. E' arrivata, puntuale. Lo Stato Islamico è creatura inquinata. Il suo atto di nascita è dubbio e spurio. Le frequentazioni di Al Baghdadi con i servizi segreti americani e israeliani, con il senatore Mc Caine, con i servizi turchi si sposano con la domanda a cui troppi nostri commentatori non provano neppure a dare risposta: "chi paga?".
Chi paga un esercito di decine e decine di migliaia di uomini? Le loro armi, gli stipendi, la logistica, le comunicazioni, tutto? 

Sappiamo che non è la Russia. Se ci fosse anche solo un sospetto di questo genere potremmo stare certissimi che verrebbe immediatamente sbandierato dal mainstream occidentale. Sappiamo che non è l'Iran, poiché lo Stato Islamico è diretto precisamente contro Teheran. Restano dunque pochi candidati nel ruolo di generosi mecenati del terrorismo cosiddetto islamico. Che è dunque niente affatto solo "islamico".

E' così evidente che sembrerebbe perfino inutile dirlo. Invece tutti parlano solo di "terrorismo islamico". C'è un grande incendio acceso. Sappiamo chi lo ha acceso. Ma guardiamo imbambolati le sue scintille periferiche. Certo, è possibile, è probabile che chi ha avviato l'incendio non sia in grado di controllare le sue propaggini. Ma è assai più probabile che guidi le più importanti conseguenze, quelle che meglio fanno il suo gioco.

In questo senso la trappola è ben congegnata anche sotto altri profili. In questi giorni ho visto le virulente reazioni alle poche righe che avevo scritto sulla mia pagina Facebook a proposito del terribile fatto di sangue contro Charlie Hebdo. Reazioni, appunto, isteriche, islamofobiche, razziste, brutali, che albergano in casa nostra, qui in Europa. Eserciti di cani arrabbiati, pronti a mordere dove ordina il padrone. Tori schiumanti di furia, che muovono le corna verso il nemico di turno, messo in bella vista dal mainstream perché sia esecrato. Poi verrà il momento in cui, all'ordine, seguirà il linciaggio. E' questo che si sta preparando.

Piango i collegi giornalisti uccisi. Non amavo il loro lavoro, poiché li avevo visti immersi in battaglie che non condividevo. Ma è evidente che sono stati trasformati in vittime di un grande gioco. Com'è evidente che la muta di stupidi imbestialiti, che schiumano rabbia di fronte alle domande che mi pongo, altro non è che la massa di manovra, già pronta all'uso, che non pensa alla libertà ma alla violenza.

Sono gli stessi imbestialiti che non possono tollerare che ci si chieda: a chi giova tutto questo? Che non accettano di riconoscere il terribile puzzo di bruciato che emana da questo assassinio multiplo. A cominciare dagli (apparenti) errori di esecuzione, come quello del documento abbandonato sull'auto. Come il fatto immediatamente acquisito, che gli assassini erano ben noti da tempo ai servizi segreti francesi. E l'elenco è troppo lungo per riproporlo qui per intero.

Sono gli stessi imbestialiti che lo erano – e rimangono tali – perché ho documentato il colpo di stato di Kiev, perché ho smascherato coloro che hanno abbattuto il Boeing malaysiano il 17 luglio dell'anno scorso nel cielo di Ucraina. Non vogliono conoscere la verità perché ne hanno già pronta un'altra, quella che viene loro, volta a volta, instillata dai media dei Padroni dell'Universo. Per loro, dunque, non c'è bisogno di alcuna spiegazione, vittime come sono della "sindrome di Stoccolma": amano il Grande Fratello, che ha già da tempo incatenato i loro cervelli.

Dunque dobbiamo temere non solo gli attentatori, che abbiamo potuto vedere con quanta freddezza e abilità sono andati all'assalto e sono fuggiti: professionisti, non kamikaze, riflettiamo anche su questo. Penso che dobbiamo temere l'esercito di imbestialiti manipolati che, in Europa, nostri vicini di casa, sono già pronti a entrare in guerra, anche se non sanno nemmeno contro chi vorranno combattere. Infatti non saranno loro a decidere chi è il nemico.

E più li sento gridare – sia costoro, sia quelli che a Parigi hanno fatto in modo che li si sentisse chiaro inneggiare ad Allah – più penso che il massacro di Parigi è stato pensato per trascinare l'Europa in guerra. 

Giulietto Chiesa


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Gli attentatori di Parigi? Quei terroristi che hanno combattuto in Siria per conto della Nato

Gli attentatori di Parigi? Quei terroristi che hanno combattuto in Siria per conto della NatoLo scrive Tony Cartalucci sul sito informare per resistere. Secondo uno schema fin troppo familiare e prevedibile, i tiratori dell’attacco a Parigi del 7 gennaio 2015, sono cittadini francesi radicalizzati ed esportati in Siria per combattere nella guerra per procura della Nato contro il governo di Damasco, e poi rientrati per effettuare attentati interni. Inoltre, come in molti altri attentati interni, i sospetti erano da tempo sorvegliati dai servizi d’intelligence occidentali, con almeno un sospetto già stato arrestato per terrorismo. Usa Today riferisce in un articolo dal titolo “Continua la caccia ai due sospetti terroristi francesi“, che: “Gli indagati sono i fratelli Said di 34 anni e Sharif Kouachi di 32 anni, cittadini francesi, e Hamyd Mourad 18 anni, la cui nazionalità non è nota, ha detto un funzionario della polizia di Parigi all’Associated Press, parlando sotto anonimato perché non autorizzato a parlare pubblicamente”. Usa Today inoltre segnala: “I fratelli di origine algerina sono nati a Parigi. Sharif è stato condannato a tre anni di carcere per terrorismo nel maggio 2008. Entrambi i fratelli sono tornati dalla Siria questa estate”. Le implicazioni dell’ennesimo caso di terroristi radicali occidentali prima inviati a combattere la guerra per procura della Nato in Siria e poi rientrati, sono ben note alle agenzie d’intelligence occidentali, potendo effettuare un attacco ben eseguito ed altamente organizzato, sanzionato e ideato dalle stesse intelligence occidentali, rispecchiando quasi integralmente il tipo di operazioni che l’intelligence della Nato svolse durante la Guerra Fredda con simili reti di militanti radicali utilizzati sia come mercenari stranieri che come provocatori nazionali. Verso la fine della guerra fredda, uno di tali gruppi era al Qaeda, un fronte mercenario armato, finanziato e impiegato dall’occidente fino a oggi. Inoltre, con ogni probabilità, i fratelli che hanno preso parte all’attentato di Parigi combatterono in Siria con le armi fornitegli dal governo francese. France 24 avrebbe riferito l’anno scorso, con un articolo intitolato “La Francia consegna armi ai ribelli siriani, conferma Hollande“, che: “Il presidente Francois Hollande ha detto che la Francia aveva consegnato armi ai ribelli che combattono il regime siriano di Bashar al-Assad “un paio di mesi fa”.” Accusare dell’attacco gli islamisti non e' che un trucco per oscurare la verità, che tali terroristi sono stati creati intenzionalmente dall’occidente per combattere i nemici all’estero e per intimidire e terrorizzare la propria popolazione.
Come per ogni attacco false flag ideato da un governo per manipolare l’opinione pubblica e sostenere una politica estera e nazionale altrimenti ingiustificabile, vari inganni sono profusi per distrarre l’opinione pubblico dalla vera natura dell’attentato. Nel recente attacco a Parigi, in Francia, illusioni come “libertà di parola”, “condanna degli islamisti”, “tolleranza” e “estremismo” sono al centro della scena, ignorando il fatto che i terroristi responsabili erano al guinzaglio delle agenzie d’intelligence occidentali che combattono le guerre per procura dell’Occidente, in quanto membri di forze mercenarie ben finanziate, armate e addestrate che dal 2007 sono elemento essenziale della politica estera occidentale. Infatti, al-Qaeda e le sue varie emanazioni non sono una creazione dell’”estremismo islamico” ma piuttosto della politica estera occidentale che usa l’”estremismo” per indottrinare le truppe, ma all’unico scopo di servire gli obiettivi occidentali. Come denunciato dal giornalista premio Pulitzer Seymour Hersh, nel suo articolo del 2007 “The Redirection: la politica della nuova amministrazione avvantaggia i nostri nemici nella guerra al terrorismo?“, afferma esplicitamente che: “Per minare l’Iran  l’amministrazione Bush ha deciso, in effetti, di riconfigurare le priorità in Medio Oriente. In Libano, l’amministrazione ha collaborato con il governo dell’Arabia Saudita in operazioni clandestine volte a indebolire Hezbollah. Gli Stati Uniti hanno anche preso parte a operazioni clandestine contro l’Iran e la sua alleata Siria. Un sottoprodotto di tali attività è il rafforzamento dei gruppi estremisti takfiri dalla visione militante religioso, ostili agli Usa e simpatizzanti di al Qaeda”. Fino ad oggi, gli Stati Uniti, i loro partner della Nato, tra cui la Turchia, e i loro partner regionali come Israele, Arabia Saudita e Qatar armano, finanziano, sostengono, addestrano e mantengono tali “estremisti islamici” in Siria e Iraq e ai loro confini. In realtà, senza l’appoggio occidentale, tramite le autocrazie del Golfo Persico e le manifestazioni della rete globale di moschee gestite congiuntamente dalle agenzie d’intelligence occidentali e del Golfo Persico, non ci sarebbe un “estremismo islamico” di cui parlare. Indicando l’”estremismo” quale causa, piuttosto che come mezzo sfruttato dai veri responsabili di tale terrorismo globale supportato dall’occidente, non solo si perpetua tale inganno, ma s’invita a perpetuare un terrorismo che sconvolge e inorridisce.

Fonte: http://www.informarexresistere.fr/

sabato 10 gennaio 2015

Concerto al Quirinale con Riccardo Muti presidente...



In questi ultimi settant’anni di Storia repubblicana, com’è noto, l’elezione al Colle più alto è stata “manovrata”, con modalità farraginose e convulse, dagli oligarchi dei partiti politici rappresentati in Parlamento. In tal modo gli “eletti” sono stati designati in base a indicibili compromessi (utili a soddisfare gli interessi di enti privati e lobby di vario genere ma spesso dannosi per l’interesse generale del Paese).

Il “caso Giovanni Leone”, costretto a rassegnare le dimissioni con estrema urgenza per lo “scandalo Lokheed”, è sintomatico e non ha bisogno di ulteriori commenti.

L’immagine offerta  dall’Italia all’opinione pubblica mondiale è stata indecorosa, per usare un eufemismo.

Ciò premesso, il Movimento Salvemini lancia un appello a tutti i parlamentari affinché eleggano alla carica di Presidente della Repubblica il celebre Maestro Riccardo Muti, riconosciuto in tutto il mondo come emblema di altissima professionalità e di irreprensibile moralità.

Sarebbe un Presidente realmente “super partes”, rispettato da tutte le formazioni politiche e da tutti i cittadini, nonché dai governi di tutti i Paesi del mondo.

A coloro che eventualmente dovessero obiettare che il Maestro Muti non avrebbe competenza specifica in materia di Diritto costituzionale e di Diritto pubblico generale rispondiamo che tale obiezione è da respingere in quanto le vigenti leggi consentono al Presidente della Repubblica di essere coadiuvato da qualificati Consiglieri (giuristi, economisti, diplomatici e militari). Fino ad oggi, prima di promulgare una legge, il Presidente si è avvalso dell’autorevole opinione dei suoi Consiglieri.

Il Maestro Muti, pertanto, sarebbe perfettamente in grado di esercitare le sue mansioni presidenziali nel pieno rispetto dei precetti sanciti dalla Costituzione. Ma soprattutto, non avendo mai militato in alcun partito politico, garantirebbe la salvaguardia dei diritti e degli interessi di tutti i ceti sociali, restando in una posizione di effettiva e completa neutralità.

E’ questa l’ultima occasione che i leaders politici dovrebbero cogliere per dimostrare nei fatti di voler cambiare in meglio l’Italia, di voler dare un chiaro segnale di discontinuità nei confronti di una prassi pervertitrice della vita pubblica. Per amor di Patria auguriamoci che il nostro appello venga accolto favorevolmente dall’intero ceto politico.

           
 Il Consiglio Direttivo del Movimento Salvemini

 cell. 3470333846

venerdì 9 gennaio 2015

Prima vennero a prendere i pensionati


"Prima di tutto vennero a prendere gli zingari.
E fui contento perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei.
E stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti, ed io non dissi niente, perché non ero comunista. 
Un giorno vennero a prendere me, e non c'era rimasto nessuno a protestare..."



I nostri creditori internazionali, in sostanza coloro che hanno comprato i nostri titoli pubblici, di cui detengono il 35% pari a circa 700 miliardi, di cui 156 miliardi di euro in mano a Germania, Francia, Bce e istituzioni finanziarie europee, li vogliono indietro senza fare sconti, senza mettere mano a una distribuzione del debito derivante dall'introduzione degli eurobond o dall'eliminazione del fiscal compact o dall'uscita dall'euro. Per pagare i creditori l'unica possibilità è la svalutazione del lavoro interno, trasformando gli italiani in schiavi moderni, e l'azzeramento dei diritti dei lavoratori e delle garanzie sociali.

La politica del burattino Renzie che oltre a mantenere le promesse fatte a Bruxelles è tenuto per le palle da Berlusconi senza il quale il suo governo non durerebbe una settimana, è quella di garantire i creditori e farlo sembrando di sinistra e contando balle è plus facile.

Prima di tutto bisognava parlare di "riforme" per far inghiottire il rospo
E fummo contenti per questa ventata d'aria nuova
Poi bisognava annullare il Senato elettivo
E fummo felici perché tutto sarebbe stato più veloce
Poi era necessario annullare il Parlamento a botte di decreti, alcuni neppure scritti
E esultammo per il decisionismo del Governo
Poi ci accorgemmo che nei decreti venivano annullati i diritti dei lavoratori
Ma ci spiegarono che era per far ripartire l'economia
l'articolo 18 in cambio di investimenti era un baratto che non si poteva rifiutare
Poi vennero la disoccupazione più alta d'Europa
e capimmo che eravamo una nazione di bamboccioni
poi le tasse più alte d'Europa
ma ce le meritavamo in quanto evasori
Le partite Iva vennero massacrate
ma era giusto così, avrebbero dovuto trovarsi un lavoro dipendente o emigrare, come tutti gli altri.
Infine per far quadrare i conti rimanevano solo tre categorie di spesa,
in effetti le più costose per lo Stato.

Si trattava prima di demonizzarle e poi spolparle, un esercizio renziano già sperimentato con successo

Si alzò quindi l'età pensionabile fino a 70, poi 75, poi 80 anni, 


tutte pensioni d'oro sopra i 2000 euro e nessuno disse nulla, i 


vecchi non avevano pagato tutti i contributi, che volevano?

Poi si attaccarono gli sprechi della Sanità, esercizio facile 


facile in quanto infiltrata e corrotta in gran parte dai partiti in 


ogni Regione, per fare tagli lineari, si chiusero ospedali e 


nessuno fece un fiato


In ultimo vennero licenziati in massa i dipendenti pubblici 


additati come lazzaroni con una preventiva campagna d'odio 


che li contrapponeva ai privati


E tutti vissero infine miserabili e contenti.


Le entrate dello Stato (bilancio 2011) corrispondono a circa 450 miliardi tra imposte dirette (237) e indirette (174). Senza gli interessi sul debito pari a circa 100 miliardi, lo Stato produce un avanzo attivo. Più aumenta il debito, oggi arrivato a 2.157,5 miliardi, più vengono erose le spese correnti. Quindi o si riduce il debito uscendo dall'euro o si taglia tutto il tagliabile con il machete.

Le voci di spesa maggiori (che verranno toccate) sono:


- Pensioni: 261 miliardi


- Dipendenti pubblici: 163 miliardi


- Sanità: 111 miliardi



(dal blog di Beppe Grillo)

giovedì 8 gennaio 2015

NATO/USA - Ogni scusa è buona per far guerra.... ma l'Europa può salvarsi sulla via della seta


"Europa – stai in guardia! Il centro della prossima guerra potrebbe di nuovo essere l’Europa. Una bestia morente non conosce pietà. Distrugge l’universo e se stessa piuttosto che lasciare sopravvissuti. A meno che i suoi tentacoli velenosi non vengano paralizzati: dall’isolamento economico; abbandonando il dollaro; facendo diventare irrilevante e obsoleta questa moneta senza valore. Una volta per tutte. Europa – non è troppo tardi! Il futuro economico è nell'indipendenza; in un’alleanza di nazioni sovrane, con l’Est – un’alleanza con l’annunciata nuova Via della Seta..."


Washington è determinata a scatenare una guerra contro la Russia. Fa tutto parte del PNAC (Plan for a New American Century, Piano per un Nuovo Secolo Americano) per dominare il mondo. Dopo la Russia, la Cina dovrebbe seguirla. Questo è il piano. La Cina è circondata, ora, mentre ne parliamo. Non importa che Russia e Cina abbiano di recente concluso un patto, una stretta alleanza finanziaria e militare – quasi impossibile da sconfiggere.
A meno che – e qui sta il nocciolo della questione – a meno che Washington non inizi una guerra nucleare totale, distruggendo il pianeta, incluso se stessa – ma soprattutto l’Europa.
Dei 28 Paesi membri della NATO, 26 sono in Europa, di cui 12 in Europa orientale, Paesi che erano il “cortile di casa” della ex Unione Sovietica. E tutto ciò è accaduto nonostante la promessa di Washington, al momento della caduta del Muro di Berlino, di non di espandere la NATO verso est. Una menzogna e un vero affronto verso la Russia.
Questa provocazione è aggravata oggi dall’ulteriore rafforzamento delle basi NATO in Polonia e Lettonia da parte statunitense, e dalla considerazione che la NATO dà alla richiesta urgente dell’Ucraina – o meglio, dei teppisti nazisti di Kiev insediati da Washington – di protezione della NATO e di diventare Paese membro, non appena possibile.
Immaginate, la NATO alle porte di Mosca. Il Cremlino dovrebbe sottomettersi e accettarlo? Difficile. E con basi NATO in 26 Paesi europei – indovinate un po’ – quale sarebbe il centro logico del prossimo teatro di guerra?
I tirapiedi di Obama non ci arrivano? – I vassalli non hanno cervello? O i leader codardi (sic) scapperebbero in Florida, mentre i loro popoli vengono inceneriti? – Sveglia, Europa ! Svegliati! – Cittadini europei, riprendetevi i vostri Paesi dalle marionette neoliberali, dai vostri leaders vigliacchi senza cervello e spina dorsale.
L’Occidente, guidato dall’Imperatore nudo, sta conducendo una guerra contro la Russia su diversi fronti: implacabile propaganda russofoba e anti-Putin da parte degli MSM Anglo-Sionisti; armando ed equipaggiando i criminali di guerra di Kiev, che ha portato al massacro di almeno 5.000 abitanti del Donbass, la maggior parte dei quali civili, donne e bambini, e più di un milione di profughi rifugiati in Russia; operazioni sotto falsa bandiera ispirate dalla CIA, come l’abbattimento del volo MH17 della Malaysian Air da parte dell’aviazione di Kiev, uccidendo 298 persone; una salva di innumerevoli sanzioni economiche, nonostante danneggino più l’Europa che la Russia; e una guerra valutaria, con una caduta calcolata del rublo, in combinazione con un crollo artificiale dei prezzi del petrolio, ottenuto cospirando per la sovrapproduzione con i clown sauditi: una pugnalata non solo alla Russia, ma anche alle altre economie che rifiutano di piegarsi a Washington, come l’Iran e il Venezuela.
La Russia sta prendendo tutto con calma. Vladimir Putin è un eccellente giocatore di scacchi, in grado di spiazzare l’Occidente ad ogni mossa. Oltre alle grandi riserve in valuta estera della Russia – stimate in quasi mezzo trilione di dollari equivalenti – Ms. Elvira Nabiullina, presidente della Banca Centrale di Russia, ha stipulato un accordo di currency swap con la Cina, mettendo le loro economie combinate, che costituiscono circa il 27% del PIL mondiale (stima 2014: 85 trilioni di dollari) contro le aggressioni economiche occidentali.
Submarino-balistico-Alexander-Nevsky
Pochi giorni fa la Banca Centrale russa ha iniziato il riacquisto di rubli svalutati e declassati con le sue riserve di valuta estera in eccesso. La valuta russa ha guadagnato il 10 % solo il 17 dicembre, ultimo giorno di contrattazione prima del fine settimana. Con la caduta del rublo, azionisti stranieri di società russe, soprattutto in Europa e Stati Uniti, temevano le perdite dovute al crollo del rublo. Hanno quindi ceduto le loro quote – che la Russia ha rapidamente rimpatriato, e in tal modo non solo è tornata in possesso delle partecipazioni estere nel mercato russo, ma ne ha anche incassato i dividendi. Secondo alcune fonti (Spiegel Online), solo con questa mossa la Russia ha guadagnato circa 20 miliardi di dollari.
Apparentemente la guerra economica e di propaganda la sta vincendo la Russia. Anche sul fronte politico le cose si stanno sgretolando per l’Occidente. Il governo ungherese, membro dell’UE e della NATO, ha appena dichiarato un’alleanza con la Russia contro Washington. La Turchia, un tempo candidata ad entrare nell’UE, è disgustata dell’Europa e punta invece a diventare membro della SCO (Shanghai Cooperation Organization, Organizzazione di Shanghai per la Cooperazione).
La Turchia è un membro strategico della NATO. Altri seguiranno il suo esempio, dal momento che sempre più stanno scoprendo la nudità dell’Imperatore e la sua malignità?
I veli stanno cadendo. Uno dopo l’altro. Cosiddetti alleati dell’Impero sono cauti da tempo. Timorosi di “sanzioni”, o peggio, di un possibile intervento della spietata macchina di morte, hanno annuito e collaborato. Ma, come vedono possibile l’implosione della bestia, hanno sempre più il coraggio di saltar giù dalla nave.
Europa – stai in guardia! Il centro della prossima guerra potrebbe di nuovo essere l’Europa. Una bestia morente non conosce pietà. Distrugge l’universo e se stessa piuttosto che lasciare sopravvissuti. A meno che i suoi tentacoli velenosi non vengano paralizzati: dall’isolamento economico; abbandonando il dollaro; facendo diventare irrilevante e obsoleta questa moneta senza valore. Una volta per tutte.
Europa – non è troppo tardi! Il vostro futuro economico è nella vostra indipendenza; in un’alleanza di voi, l’Europa, una coalizione di nazioni sovrane, con l’Est – un’alleanza con l’annunciata nuova Via della Seta. L’offerta della scorsa primavera del signor Xi Jinping alla signora Merkel è ancora valida. Il pensiero neoliberista è pensiero a breve termine. Profitto immediato per debito immediato.
Europa, prendi l’iniziativa. Staccati dal sistema corrotto del dollaro, un casinò che genera debiti. Un nuovo sistema monetario basato su rublo e yuan è in divenire. E presto potrebbe estendersi ad altre valute dei BRICS – e, chissà, forse all’Euro? – I nostri figli, nipoti e i loro figli meritano un futuro di pace, armonia e benessere. 
Peter Koenig *

* P.K. è un analista economico e geopolitico. E’ stato dipendente della Banca Mondiale e ha lavorato molto in tutto il mondo nei settori dell’ambiente e delle risorse idriche. Scrive regolarmente per Global Research, ICH, RT, the Voice of Russia (ora RIA Novosti), The Vineyard of The Saker Blog, e altri siti Internet. E’ autore di Implosione – un thriller economico su guerra, distruzione ambientale e avidità aziendale – finzione basata su fatti reali e 30 anni di esperienza di Banca Mondiale.
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Traduzione a cura di Luciano M. per vineyardsaker.it