venerdì 10 maggio 2013

Napolitano il conquistatore... e la costituzione ombra!



IL GOVERNO “ALF-ETTA”: PIU’ BIANCO NON SI PUO’!




La (ri)nomina quirinalizia ha assunto una valenza propriamente reazionaria, conservatrice, in perfetto stile “ancien régime”. Eppure, in soli due mesi, molto è cambiato: si è assistiti, di fatto, alla trasformazione in senso semipresidenziale della Repubblica ed alla nascita del primo governo -per alcuni “fantoccio”- del Presidente!

Tutto ciò, è bene ricordarlo, “a Costituzione invariata”…
Dove trae fondamento giuridico, or dunque, il nuovo assetto politico-istituzionale?
Verrebbe da pensare ad una “Costituzione ombra”: una Carta segreta, a metà tra le leggi di Murphy e le tavole mosaiche, i cui principi o massime fondamentali possiamo solo maliziosamente immaginare…

I LEGGE DI NAPISAN:
“Se cerchi il futuro, guardati alle spalle…”
Il messaggio lanciato, perfino “urlato”, dalla maggioranza degli italiani alle ultime Politiche (dal 25% degli elettori del movimento antisistema di Grillo, come dal 25% di coloro che hanno disertato le urne) è stato forte ed inequivocabile: “vogliamo cambiamento, rinnovamento, pulizia!”.
Come il Parlamento -il più giovane della nostra Repubblica- ha risposto a questo grido? Rieleggendo al Quirinale, per un altro mandato settennale, un degnissimo signore di 88 anni.
Dopo le elezioni politiche faunisticamente più stravaganti della storia (trasformate in una gara tra lepri, giaguari, grilli e caimani, mentre nei talk show i candidati esibivano le proprie bestiole domestiche), mancava solo ritrovarsi un gattopardo al Colle, 101 sciacalli nel Pd… e 1007 struzzi in Parlamento!
Mai disperare: almeno i partiti hanno risposto agli inviti ad un ricambio generazionale. Se le risposte, però, si chiamano Letta ed Alfano, come non chiedersi se hanno sbagliato domanda???

II LEGGE DI NAPISAN:
“Se vuoi galvanizzare i parlamentari, strapazzali… ma non di coccole!”
Nel film “Sogni d’oro”, Nanni Moretti strappava una calorosa standing ovation, ad un pubblico teatrale fin lì alquanto apatico, intonando un chiaro e forte: “Pubblico di merda! Pubblico di merda! Pubblico di merda!”.
In occasione del discorso di re-insediamento di Giorgio II, non pochi increduli spettatori avranno avuto l’impressione di assistere ad un remake improvvisato di quella scena! Più il vecchio Presidente rincarava il suo atto d’accusa nei confronti di una classe politica messa pubblicamente in croce, inchiodata alle proprie responsabilità, più i parlamentari rispondevano commossi con applausi a scena aperta, scorticandosi le mani!
“Se mi troverò dinanzi ad assurdità, come quelle appena passate, non esiterò a trarne conseguenze dinanzi al Paese!”, concludeva il suo discorso. Ed ecco, in un’Aula Montecitorio sempre più estasiata, riecheggiare in sottofondo una sola invocazione: “Santo subito”!

III LEGGE DI NAPISAN:
“Se sei convinto che Berlusconi sia politicamente morto, per non ricrederti, aspetta almeno tre giorni…”
Tre giorni: tanti sono bastati al Pd per “concordare di non saper concordare” su altro nome all’infuori di Napolitano!
Il tutto con la “viva e vibrante soddisfazione” di Berlusconi, unico vero vincitore della partita per il Quirinale, segnando con scioltezza due gol a porta sguarnita:
-                      il primo, assicurandosi alla Presidenza, più che un mastino napoletano, un “cagnolino di guardia” della Costituzione (un Presidente “mani di penna” pronto a controfirmare qualsiasi testo di legge gli si sottoponga e sempre vigile contro ogni “eccesso d’indipendenza” di stampa e magistratura: persino capace di porsi in conflitto con una Procura ed ottenere la distruzione di intercettazioni che lo riguardavano, con ciò conquistandosi la viva e sincera ammirazione di Silvio!);
-                      il secondo, spalancando le porte alla nascita del tanto invocato “governissimo”, di cui la rielezione di Napolitano ha rappresentato solo una prima “prova tecnica d’inciucio” (solo tre giorni il Presidente assegnava a Letta l’incarico esplorativo per la formazione del nuovo esecutivo).
Altro che “non vittoria” (altra “genialata comunicativa” dell’astro morente della politica italiana, Bersani): le elezioni del 25 febbraio hanno segnato una vera “debacle” per il Pd!

IV LEGGE DI NAPISAN:
“Se una rotta conduce alla deriva, sarà certo seguita dal Pd…”
La Sinistra si è sempre contraddistinta per tratti di puro “masochismo”: una pulsione autodistruttiva sintetizzabile nello slogan “facciamoci del male!”. Questa volta, però, il “tafazismo democratico” ha dato la prova migliore di sé in assoluto.
Attaccare oggi il Pd è operazione fin troppo semplice, un po’ come sparare sulla Croce Rossa… Ma come rimanere inermi dinanzi all’ennesimo “disastro politico” di un Partito capace di collezionare una sfilza di disfatte tali da far impallidire la macchina da guerra del funesto Occhetto?
La cosa più di sinistra che Bersani è riuscito ad esternare in campagna elettorale -mentre molti stavano ancora a chiedersi il senso della metafora del passerotto in mano e del tacchino sul tetto…- è stata “smacchieremo il giaguaro”. Come sorprendersi, allora, se la “lepre di Bettola” è finita stordita da un Grillo e sbranata da un Caimano?
Passi l’avallo al governo Monti (allorquando al Pd, con un po’ di coraggio in più, sarebbe bastato un ritorno anticipato alle urne per realizzare la sua “mission” storica: polverizzare Berlusconi!); passi la rinuncia a far campagna elettorale (rassicurati da sondaggi preannuncianti una vittoria “a mani basse” del centrosinistra); passi l’orgogliosa riottosità nell’accettare la candidatura Rodotà (come aspettarsi, del resto, che un partito di Sinistra sostenesse una candidatura di Sinistra???). Ma quanto tempo dovrà passare per far dimenticare la “figuraccia” del Pd nel raggiungere una “vaga intesa” su di un nome per il Quirinale?
Il “Titanic democratico”, sotto l’abile guida di un Bersani emulante le gesta di capitan Schettino:
-                      giovedì 18 aprile, affondava Marini (la cui candidatura, emersa a sorpresa nella notte, cancellava con un “colpo di spugna” la linea politica seguita per 50 giorni dal Partito);
-                      venerdì 19, affondava Prodi (il cui nome era emerso frettolosamente in mattinata per correre ai ripari, stravolgendo nuovamente quel po’ di logica politica sottostante la candidatura Marini);
-                      sabato 20, recuperava dagli abissi il relitto di Napolitano (cui ci si è, infine, disperatamente appigliati per mancanza di altre scialuppe!).
Non è chiaro se i parlamentari democratici, molti alla prima esperienza, abbiano scambiato la partita politica per il Quirinale per una partita di battaglia navale E non è chiaro se, quantomeno, ne conoscessero le regole del gioco, essendosi colpiti ed affondati da soli!
In appena quattro mesi (due di campagna elettorale, due post elettorali), Bersani è riuscito a sfasciare un partito che vantava 3 milioni di “fessi” disposti persino a pagare pur di illudersi di contare qualcosa! C’è chi sostiene che “in Italia spesso chi ha le idee migliori è un perdente” (Pier Luigi Celli): anche se così fosse, i segretari del Pd rimarrebbero l’eccezione che conferma la regola…
La profezia di Nanni Moretti del 2002 (“Con questi dirigenti non vinceremo mai, non sanno più parlare al cuore, alla testa e all’anima delle persone!”) sembra divenuta una maledizione. Se due indizi fanno una prova, di prove se ne hanno oramai tante da poter pronunciare sentenza:
-                      il Pd vince quando perde le primarie (si vedano le ultime elezioni a Milano, Genova, Cagliari, Palermo, Puglia);
-                      il Pd perde tutte le volte in cui vince le primarie (si veda la disfatta elettorale di Veltroni prima, Bersani poi; non fanno testo i casi Crocetta e Serracchiani, entrambi candidati di rottura che hanno giocato la campagna elettorale tutta “per” il Pd ma “contro” il Pd).
Dal 2002 ad oggi, in realtà, qualcosa è cambiato: nel 2008 è nato il Pd, all’insegna del motto “morti due partiti… se ne fa un altro!”.
Cos’è il Pd?
Il primo esperimento di “vivisezione politica” della storia: un OPM (“organismo politicamente modificato”) creato dalla fusione a freddo tra le due anime storiche del centrosinistra, quella postdemocristiana e quella postcomunista.
Cosa ha rappresentato il “sogno democratico”, in una formula il veltroniano “Yes, we can”?
Un’illusione (quella di costruire un partito a “vocazione maggioritaria”) frutto di una presunzione (quella di concepire un “partito-coalizione” in un sistema politico non bipartitico) e trasformatasi presto in un incubo (quello di veder presentato come “nuovo” un partito retto dalla vecchia classe dirigente di Ds e Margherita).
Il risultato?
Un partito né “pesante” (stile ex Pci) né “leggero” (stile ex Forza Italia), bensì “gassoso”, ovverossia inconsistente: un “amalgama malriuscito”, ebbe modo di definirlo Massimo D’Alema; un “tubetto senza dentifricio”, per Arturo Parisi.

V LEGGE DI NAPISAN:
“Avvertenza: occupare a lungo una poltrona può causare dipendenza!”
“Non mi convinceranno mai a restare”: queste le parole di Napolitano, in un’intervista al Corriere della Sera del 14 aprile scorso. Peccato che, trascorsa una settimana, lo stesso si rendesse disponibile ai partiti per un reincarico!
B&B (Bersani and Berlusconi), in pellegrinaggio su al Colle come fosse Canossa, evidentemente hanno offerto al riluttante Giorgione una prospettiva più allettante di quella di trascorrere i suoi ultimi anni in un anonimo B&B (Bed and Breakfast) sull’isola di Stromboli… In fin dei conti, anche senza vista mare, al Quirinale il clima non è poi così male… ed il servizio gratuito ed “All Inclusive”!

VI LEGGE DI NAPISAN:
“Le parole sono importanti: pronunciatele con prudenza!”
“Golpe!”: questo il primo epiteto venuto in mente a Beppe Grillo per commentare la rielezione di Giorgio II.
“Le parole sono importanti!”, avrebbe risposto il Nanni Moretti di “Palombella Rossa”, per cui è doveroso precisare che si tratta di un’emerita idiozia, di una sciocchezza: anzi, di un’offesa alla lingua italiana!
La ragione? Molto ovvia:
-                      in primis, nessuna norma costituzionale o regola democratica è stata violata;
-                      in secundis, il nome di Napolitano è stato indicato da oltre i due/terzi dell’Assemblea dei grandi elettori.
Detto questo, è sempre legittimo esercitare il diritto di critica, anche nei confronti del Capo dello Stato. Non è un abominio, così, affermare che il secondo mandato presidenziale costituisce una “anomalia costituzionale” senza precedenti nella nostra storia!
Per comprenderlo, non occorre certo leggere il blog di Grillo. Basta rileggersi l’autorevole parere degli ultimi due presidenti della nostra Repubblica ancora viventi:
-                      Carlo Azeglio Ciampi, rifiutando nel 2006 ogni ipotesi di rielezione, sostenne che la mancata rielezione del Presidente era da considerarsi “una consuetudine significativa da non infrangere”, aggiungendo che “il rinnovo di un mandato lungo, quale quello settennale, mal si confà alle caratteristiche proprie della forma repubblicana del nostro Stato”;
-                      lo stesso Napolitano, fino al 7 marzo scorso, ebbe modo di dire che “il già lungo settennato al Quirinale corrisponde bene alla continuità delle nostre Istituzioni ed anche alla legge del succedersi delle generazioni”, ribadendo, il 14 aprile, che la sua rielezione “sarebbe una non soluzione, perché ora ci vuole il coraggio di fare delle scelte, di guardare avanti. Sarebbe sbagliato fare marcia indietro, ai limiti del ridicolo: niente soluzioni pasticciate e all’italiana”.
Come non giudicare, allora, la rielezione del Capo dello Stato una scelta “ai limiti del ridicolo”, una “non soluzione”: anzi, una “soluzione pasticciata e all’italiana”?

VII LEGGE DI NAPISAN:
“Se la Costituzione né funziona né si riforma… basta raggirarla!”
La trasformazione del ruolo del Capo dello Stato è un processo storico che si può far risale addirittura alla presidenza Pertini e si è ancor più palesato sotto la presidenza Cossiga.
Negli ultimi due anni, però, questo processo ha registrato una brusca accelerazione: sotto la presidenza Napolitano, per cause di forza maggiore (la concomitanza di crisi finanziaria e politica), si è assistito ad un’evoluzione della forma di Stato in senso semipresidenziale.
Sintomi di questa “patologia” -tale in quanto sviluppatasi al di fuori dei canoni della Costituzione- sono stati:
-                      prima, la nascita del governo Monti, un governo tecnico del Presidente;
-                      poi, la rielezione di Napolitano, in netto contrasto con lo spirito della Costituzione;
-                      per ultimo, la nascita del governo “Alf-etta”, un governo politico del Presidente (formato dietro suo esplicito diktat, assumente come base di programma il rapporto dei dieci saggi di nomina presidenziale e nel quale il Capo dello Stato ha svolto un ruolo decisivo per la formazione della squadra ministeriale).
Piccolo particolare: ad oggi, l’Italia è una repubblica parlamentare ed il Capo dello Stato è di nomina politica.
Non è augurabile, allora, che il prossimo presidente della Repubblica sia eletto direttamente dai cittadini, piuttosto che da una combriccola di segretari riunitisi in segrete stanze?
Non sono maturi i tempi per una riforma organica della seconda parte della Costituzione?
E perché mai delegare tale compito ad una fantomatica “Convenzione per le riforme”, quando in Parlamento già sono presenti due apposite Commissioni Affari Costituzionali?

VIII LEGGE DI NAPISAN:
“Se credete nella democrazia rappresentativa e partecipata… avete mai pensato di trasferirvi in Svizzera?”
“Mai e poi mai con Berlusconi!”: questo l’unico slogan vincente del Pd in campagna elettorale, mentre Bersani già strizzava l’occhiolino a Monti… Oh perbacco! Chi avrebbe mai creduto che, dopo poche settimane, i vice di Bersani (Letta) e Berlusconi (Alfano) si sarebbero ritrovati “fianco a fianco” alla guida dello stesso governo?
“Mai e poi mai con Monti!”: questo il messaggio scandito “a caratteri cubitali” da Berlusconi, dopo aver decretato la fine anticipata del governo tecnico… Acciderbolina! Chi avrebbe mai immaginato che, dopo pochi mesi, Pdl e Scelta Civica sarebbero tornati a governare insieme, ricostituendo la stessa maggioranza reggente il governo Monti?
“Mai e poi mai senza Monti!”: questa la litania recitata fino alla noia da Casini, pronto a idolatrare l’ex Premier come un salvatore della Patria… Perdindirindina! Chi avrebbe mai scommesso un cent che sarebbe bastata un’analisi post-voto a suggerire a Casini di prendere le distanze dal Professore?
L’Italia è davvero, per dirla alla Montanelli, “un Paese senza memoria, che ignora il proprio ieri”
Con la “doppia mossa” Napolitano-Letta, la “partitocrazia italiota” ha adottato una strategia di difesa ben precisa: barricarsi dentro il Palazzo, non concedere alcun spiffero al vento del cambiamento, sbarrare le porte per silenziare le piazze, sedersi attorno a un tavolo per aiutarsi a rattoppare le vesti a brandelli dei partiti, nel tentativo di ricostruire una “presentabilità perduta”!
In tutto questo, qual è il peso della volontà (sovranità) popolare? Il “governissimo” -benservito, sul piatto del Pdl, dai 101 “franchi tiratori” del Pd- è proprio l’appalesarsi della “paura fottuta” dei partiti di sottoporsi al giudizio degli elettori!
Come stupirsi se è divenuta consuetudine per gli elettori “disertare le urne” (o votare il M5S…) piuttosto che legittimare una classe politica sempre più “aliena”, marziana, capace di rispondere al malcontento crescente solo “blindandosi” e rafforzando le scorte?

IX LEGGE DI NAPISAN:
“Perché invocare una Terza Repubblica… quand’è possibile risuscitare la Prima?”
“Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”: ancora una volta sembra avveratasi la celebre profezia di Tancredi ne “Il Gattopardo”.
“Canti di giubilo” si sono alzati alla notizia della nascita del governo “Alf-etta”. Stampa e tv governativa, all’unisono, hanno esaltato gli elementi di novità, giovinezza, parità di genere del nuovo esecutivo… in perfetto stile telegiornali “Istituto Luce” del Ventennio!
Più che incontri segreti, pare che al Palazzo si siano tenute “sedute spiritiche” per risuscitare l’antico, consociativo “spirito Cencelli”, che sembrava sepolto tra le ceneri del ‘900.
Il governo “Alf-etta” costituisce la più intelligente operazione di “alchimia politica” possibile per camuffare quello che ha tutte le caratteristiche proprie di un “inciucio” ed occultare la riemersione, dagli abissi della Prima Repubblica, di una “balena bianca”! Si direbbe che, dal tentativo della classe politica di “sbiancare” con un colpo di spugna le proprie macchie, è uscito fuori un governo “bianchissimo”: anzi, il più bianco che si può!

X LEGGE DI NAPISAN:
“Se vuoi giustificare una porcata, basta non chiamarla per nome, appellandosi a formule di distrazione di massa quali governo di servizio…”
Senza giri di parole, la rielezione di Napolitano e la nascita del “governissimo” sono state le “chiavi di porco” utilizzate dalla “banda del buco” dei partiti per scassinare la democrazia, saccheggiandone la sovranità! Alla fine di questo “Romanzo Quirinale”, politici per anni recitanti la parte di acerrimi avversari, gettata la maschera, si sono seduti allo stesso banchetto, dando al Paese il “benservito”!
Il governo “Alf-etta” è la personificazione del nuovo compromesso storico, con una non piccola differenza: ieri le parti in causa si chiamavano Moro e Berlinguer, oggi Alfano (ancora alla ricerca del “quid” perduto…) e Letta (un giovane già vecchio, cresciuto al latte del seno dello zio!).
“Di’ una cosa di sinistra, di’ una cosa anche non di sinistra, di civilità… Di’ una cosa, di’ qualcosa! Reagisci!”: questo l’appello rivolto a un D’Alema d’annata da Nanni Moretti nel film “Aprile”. Per i strani corsi e ricorsi della storia, nell’aprile appena scorso, la cosa più di sinistra che il Pd è riuscito a dire è stata: “Si a Napolitano, no a Rodotà; si a Berlusconi, no a Grillo”.
Molti elettori democratici si erano già rassegnati ad ingerire la “pillola Monti”… Nessuno, però, si sarebbe aspetto d’assumere anche la “supposta Berlusconi”! Molti di loro non si chiederanno più “dove ha sbagliato il mio partito?”, bensì “come ho potuto così ingenuamente sbagliare partito?”.
Ogni espediente comunicativo, stratagemma lessicale, artifizio retorico si è tentato per addolcire il passivo “bunga bunga” richiesto agli elettori di centrosinistra. Qualche esempio? Nessun accenno al termine “inciucio”, solo “governo di servizio”; vietato parlare di “tradimento elettorale”, solo di senso di responsabilità; un tabù le parole “incoerenza” o “trasformismo”, meglio appellarsi al “dovere verso la Patria”…
Le parole d’ordine più correntemente gettate in pasto agli italiani?
-                      Governo subito, governo purché sia!. Ma perché mai, in democrazia, la prospettiva di un ritorno alle urne sarebbe tanto deprecabile?
-                      Tornare al voto col Porcellum? Che Dio ce ne scampi!. Verissimo. Ma perché mai dovrebbe ricadere sugli elettori la colpa dei partiti, mostratisi incapaci, in un anno e mezzo di governo Monti, di cambiare la tanto vituperata legge elettorale? E cos’ha impedito al nuovo Parlamento di dedicare i due mesi trascorsi ad approntare subito una riforma elettorale, piuttosto che traccheggiare invano?
-                      Il governissimo? Non ci sono alternative!. Niente di più falso! Di alternative ve ne sarebbero state almeno tre: governo di scopo (per la sola riforma elettorale) con chi ci sta, governo di cambiamento Pd-M5S, elezioni anticipate a giugno. “Falso” affermare che il M5S si è reso indisponibile a qualsiasi ipotesi di governo: l’indisponibilità era, di certo, nei confronti di un governo di minoranza Bersani. Perché lo “smacchiatore di giaguari” non ha subito fatto un passo indietro, perse le elezioni, per facilitare una convergenza con i “pentastellati”? E perché, dopo 55 giorni d’inconcludenti avance, Bersani ha voltato le spalle ai grillini proprio quando questi ponevano sul piatto del compromesso il nome di Rodotà?
-                      Grillo? Inimmaginabile come alleato di governo!. Alla fine nel Partito Democratico ha prevalso la logica gattopardesca, tipicamente sicula, del “megghio u tintu canusciuto ca u bonu a canuscise”Benissimo. Ma come spiegare ai propri elettori d’aver ritenuto il Cavaliere d’Arcore (appena cinque mesi fa staccante la spina al governo Monti) un personaggio più serio ed affidabile? E come reagirà la base del Pd, per mesi rassicurata dal mantra bersaniano del “mai con Berlusconi” e “o governo di cambiamento, o voto”? Di certo, i militanti democratici avranno una (anzi 101) ragioni in meno per difendere il proprio partito dall’etichetta “Pd-menoelle”: Pdl, piuttosto, pare ormai acronimo di “Partito di Letta”!
“Preferisco che i voti vadano al Pdl piuttosto che disperdersi verso Grillo”, confessava un ingenuo Letta (Enrico) in tempi non sospetti (13 luglio 2012). Per una volta, un dirigente Pd ne ha “azzeccato” una: alle prossime elezioni, difatti, sarà altamente probabile che molti voti andranno al Pdl… piuttosto che disperdersi verso il Pd!

A buon intenditor…

Gaspare Serra -    (Fonte: Blog “Panta Rei”)

giovedì 9 maggio 2013

Costellazione del Grillo - Le cinque stelle più luminose d'Italia.....



Poche righe per provare a risolvere un problema che pare spaccare l’Italia, ovvero l’esistenza e l’operatività del M5S.

Partendo dal presupposto che la stragrande maggioranza degli italiani, compresi tutti quelli che stanno qui in rete, non ne possono più dell’attuale situazione del Paese né tantomeno di questo “inciucio” di Governo che fondamentalmente, salvo ai “fedeli alla linea” di ognuno dei due schieramenti “complici”, i quali probabilmente (se non hanno interessi diretti) mi pare non capiscano nulla, non piace a nessuno. 

Considerato che il Movimento 5 stelle si pone quale esempio di democrazia diretta in cui tramite il web tutti i componenti possono partecipare attivamente alle decisioni del Movimento stesso e possono influire sull’agire dei suoi rappresentanti in Parlamento. 

Tenuto conto che nei social network ci sono altri movimenti composti da gente che vuole un’Italia diversa e che ha idee e programmi da proporre.
Visto che il Governo in carica sostanzialmente non rappresenta nessuno di coloro che ho poc’anzi citato, e il Presidente della Repubblica eletto dal Parlamento men che meno, mi chiedo:

e se TUTTI, dico proprio TUTTI, facessimo un passo indietro dal nostro Ego, e decidessimo di FARE qualcosa, e di contare qualcosa (almeno quanto quello che in fondo siamo “uno”, visto che chi ci governa non ci considera nemmeno quello), se ci staccassimo dal Gruppo facebook di cui siamo i fondatori o di cui siamo parte attiva, smettessimo di twittare dissenso, ci lasciassimo alle spalle le ideologie che ci hanno illuso per decenni e fluissimo in massa all’interno del M5S?

No, non sono impazzito, anzi, credo che questo sia l’uovo di Colombo per risolvere la situazione.
Se i “militanti” del Movimento (che comunque ha il vantaggio di essere già dentro al Palazzo) aumentassero in maniera esponenziale ed ognuno di essi portasse con sé il proprio bagaglio di esperienza, di conoscenza, di cultura, di rabbia e di tutto quel che si può trovare in un cittadino normale (che si tenda mentalmente a destra, sinistra o al centro non importa, conta solo che si voglia farla finita col sistema che ci sta allegramente “fottendo” da 60 anni) ecco che avremmo due risultati eccezionali: il primo che finalmente chi sta a “corte” si renderebbe conto di numeri che probabilmente al momento non valuta pericolosi, poiché divisi in listine, listarelle, movimenti e partitini (ricordiamoci il “divide et impera”), e forse capirebbe che è il caso di finirla immediatamente con le consuete prese per i fondelli.

Il secondo è che se dentro al Movimento ci fossero davvero TUTTI gli esasperati, quelli che davvero non credono più a nulla (e di conseguenza nemmeno al M5S), quelli che si vogliono affrancare da questo controllo costante e continuo sulle proprie menti effettuato anche, e soprattutto, attraverso gli organi di informazione, quelli che vogliono che il “signoreggio bancario” venga trattato in maniera completa, quelli che rivogliono la sovranità monetaria, quelli che vogliono scappare da MES e Fiscal Compact, ecco che lo stesso M5S diventerebbe una sorta di micro-parlamento dove vige la democrazia diretta e dove tutti esponendo le proprie idee alla collettività la potrebbero sperimentare.

Oltretutto questa sarebbe una sorta di “cartina di Tornasole” per gli scettici, i quali potrebbero così toccare con mano se quanto sbandierato da Grillo e i suoi effettivamente è davvero reale anche nei fatti.

Qualcuno infatti dice che Grillo è falso, che Casaleggio è massone o chissà cos’altro. Bene, iscrivendosi e partecipando attivamente alle attività del Movimento si potranno verificare anche queste cose.

L’iscrizione a mio avviso deve avvenire per due motivi sostanziali: cacciare i “soliti ignobili” dentro al Parlamento e verificare quelli “nuovi” che cercano di entrare facendone parte. È dall’interno che si vede come funzionano le cose, in ogni caso.

Cercate di capire cosa intendo: l’iscrizione non ha costi, non macchia la fedina penale, non comporta rischi (salvo quello di essere additati da quelli asserragliati in Parlamento a “governare” come rappresentanti ndell’antipolitica) è revocabile in qualunque momento. Questo vuol dire che si può provare a salire sulla “giostra”, provare a contribuire con le proprie idee, esprimere dei voti su proposte concrete e vederle portare in Parlamento in “tempo reale”.
Personalmente non ci trovo nulla di male, anzi mi sembra di certo più utile fare un’esperienza di questo tipo piuttosto che continuare a “smadonnare” via FB o Tweetter, lamentarsi nei bar o nelle piazze, criticare il proprio Partito di riferimento, condannarne le politiche, bruciare le tessere etc…

Se poi tutto si traducesse in una “buggeratura” ovvero ci si rendesse conto che le cose non vanno come dichiarato da Grillo e dal M5S ecco che si potrebbe parlarne con cognizione di causa, con tanto di prove a supporto e smascherare quello che molti considerano “il diavolo”, anche lui al soldo dei poteri forti.

Se però, al contrario, ci si accorgesse che tutto è come è stato detto, che ognuno può fare la sua parte e che la massa compatta di vecchi e nuovi “attivisti” può davvero abbattere l’ancient regime?

Sfido chiunque, tra gli esasperati, gli scontenti, gli indignati, di qualunque corrente o ideologia politica siano, a dirmi che non gli farebbe gola un’opportunità del genere.
Già perché se così fosse, e si riuscisse a ripulire definitivamente il “Palazzo”, dentro poi ci saremmo noi o quelli che noi effettivamente avremmo deciso di metterci.

Tra l’altro, una delle critiche che sento fare più di frequente ai rappresentanti in Parlamento del M5S è di non essere adeguatamente preparati sia culturalmente, che politicamente e, addirittura, c’è chi dice poco capaci in termini di “comunicazione” di abilità a creare “empatia” con il pubblico.
In questo caso tutti coloro che si sentono e sono più preparati in tutti questi “settori” potrebbero mettere le proprie doti a disposizione del Movimento, per cui di se stessi e di tutti coloro che combattono per un Paese migliore.

In definitiva io penso che oggi 8 Maggio 2013 sia venuto il momento di arrotolare le proprie bandiere, di eliminare simboli e divisioni, visto che comunque siamo tutti sulla stessa bagnarola, e di diventare semplici “uomini normali” che perseguono l’ideale di Paese più giusto, e che per questo motivo si uniscono tutti sotto una sola insegna. 

È quella del M5S certo ma, come detto, questa è l’unica ad avere un’organizzazione già sufficientemente capillare sul territorio e, soprattutto, l’unica ad essere riuscita a sfondare le barriere e ad essere già entrata in Parlamento.

Non sopportate Beppe Grillo? Vi è antipatico? 

Credo che sia più importante ripulire e risollevare il Paese che una mancata empatia con una persona, la quale tra l’altro da sempre sostiene che nel momento in cui il Movimento avrà fatto pulizia, lascerà, così come lo stesso Movimento 5 stelle non avrà più ragione di esistere perché in Parlamento ci saranno persone normali, volute da persone normali e si scioglierà, lasciando l’Italia agli italiani. Poi, se tutto questo andasse in porto sarebbe nostra responsabilità far sopravvivere quanto creato.

Io penso che questa sia “la soluzione”, e che il tempo rimasto a disposizione prima che finiscano di rovinarci del tutto sia proprio poco, per cui esorto davvero tutte le persone di buonsenso e di buona volontà a prendere in considerazione quanto ho scritto.

Stefano Davidson

000000000000000000000000000000000000000000000000.jpg


........................................................

Commento ricevuto:


Egregio signore, noto con piacere che lei capisce poco di astronomia.
La foto che ha scelto per illustrare la sua affermazione, quanto meno prematura, è la traccia di un oggetto, un frammento proveniente dallo spazio, un piccolo sasso spaziale che brucia all’attrito con l’atmosfera terrestre.
Non è una stella, perché le stelle hanno tutt’altra composizione e brillano per reazione nucleare interna, come il nostro sole.
Come ho risposto ad altro scrittore utopico che inneggiava al belinaro barbuto, io Grillo lo conobbi personalmente anni fa, e da quella conoscenza giunsi alla conclusione che ho già dedicato a Prodi: Grillo, se lo conosci lo eviti. Un megalomane assetato di potere e di soldi altrui, e che non hai veramente lavorato un sol giorno in vita sua.
Grillo fa conto su la massa peggiore degli italiani dal carattere labile: i boccaloni cui fa fatica concepire un pensiero proprio e che, come i comunisti, e Grillo è sempre stato un comunista, seguono le parole d’ordine, o il suono del pifferaio di Hamelin, che a volte si chiama Grillo, a volte Monti, a volte Bersani, a volte Stalin, a volte Lenin ecc., ma sempre e comunque illusori magici che gabbano i gonzi come lei
Che questo governo sia il meno peggio di quanto il panorama politico italiano permette, si immagini cosa sarebbe stato un governo PD e grillini. Se questo è un inciucio, Bersani e Grillo sarebbero stati un governo inciucio elevato a potenza.
Certi che gli italiani intelligenti e che lavorano sul serio, quindi lei è escluso, sono stanchi di questo mondo politico, ma anche la massima stanchezza possibile è meglio che avere un Grillo, o dei grillini scioccamente presuntuosi e gonfi d'aria, come li vediamo ora, a governare il paese.
Cala, cala, Trinchetto................... (è un detto genovese, se lo faccia spiegare dal suo idolo)

Albert G Zannoni 

Postilla: 

Ho letto tutto quanto da lei pubblicato sul suo blog, che detto sinceramente, a parte una immagine che potrebbe essere quella di un qualsiasi clochard milanese o parigino, non dice nulla su di lei.
Quindi mi rifaccio al tono del suo scritto, uno dei tanti peana utopici che si possono trovare in rete.
Non vale la pena di dire altro, ma che il seguito di Grillo fosse composto, per la maggioranza, di fans come lei non ne avevo alcun dubbio.
Il suo dio vuole fare il dittatore, infatti avevo denominato M5S = mussoliniani a 5 stelle, ma mi accorgo sempre di più della differenza abissale che corre fra il pratico e pragmatico Mussolini dei tempi migliori, quindi prima della scesa in guerra, e i deliri quotidiani del comico barbone, che ultimamente non mi faceva neppure più ridere (sempre la stessa minestra recitata in varie versioni)
A.G.Z.

.................................

Mia rispostina:

Grazie per il commento e soprattutto per la "bellissima" postilla. La critica è il sale della vita!
Per quanto riguarda la descrizione della persona "Paolo D'Arpini" la somiglianza con un barbone parigino o milanese è reale, solo che il barbone in questione è stato ripreso a Calcata, il paesino dei "barboni" che vissero d'arte e vissero d'amore (a tal proposito le consiglio la lettura della mia breve autobiografia http://www.circolovegetarianocalcata.it/paolo-darpini/
Per quanto riguarda invece il testo trattato (l'articolo sul M5S) dovrebbe rivolgersi all'autore dello stesso, la cui firma è in calce: Stefano Davidson. Provvederò comunque io stesso ad inoltrare il suo pensiero al medesimo....

Buona Vita,  Paolo D'Arpini

.............................................


Replica di Albert G. Zannoni:


Tutto molto interessante, ma..........
 
le mie origini sono di famiglia ebraica antichissima, si mormora di decine di secoli, mio zio, fratello di mio padre Jacob (che mi mancò quando ero ancora un infante), prima che la morte lo rapisse risalì al 1635 nell'antica Prussia, dove il mio cognome era Charnowski, dove eravamo parte della corporazione dei Maestri costruttori di cattedrali, Massoni ben prima delle Costituzioni dell'Anderson, che hanno rovinato l'etica massonica facendola diventare speculativa, da realmente operativa che era.
 
Credo nella religione ebraica ma, ancora di più, nell'Essere che ha creato l'Universo e che si chiama Dio, il Dio fatto uomo nella figura di Gesù Nazzareno, che ha dato vita al Cristianesimo e che ha avuto il coraggio di consentire all'uomo d'avere il libero arbitrio, a differenza di Maometto che si è inventato Allah, per ragione di comodo e dominio, negando quella facoltà ai suoi fedeli, certo che se iniziano a pensare ripudiano l'islam come la più falsa delle religioni. Ma a dispetto di ciò che ho scritto, ho in uggia i preti dalla tonaca nera, o bianca e nera, fidandomi molto di più dei portatori di saio color foglie di castagno vecchie, quando sono sinceri e veramente poveri.
 
Dal mio essere Massone all'antica mi viene la voglia di fare e costruire, dal mio essere modenese mi viene la pratica quotidiana del lavorare, dal mio amare le montagne, in particolare il Cimone (Modena) la concretezza montanara nelle cose della vita, dalla mia familiarità con parenti che la cultura l'avevano nel sangue mi viene e l'amore per le cose belle, la fotografia fatta con la pellicola e sviluppata in casa, la passione di scrivere, l'amore per tutto ciò che è arte, dall'antiquariato alla pittura ecc., dal mio desiderio di condividere con altre persone ciò che riesco a creare dalla mia mente di ingegnere la spinta che mi porta a fondare aziende, per dare lavoro a moltitudini e fornire a chi ne abbia necessità macchine che facilitino la dura fatica quotidiana.
 
Mi sbaglierò, ma non abbiamo un granché da spartire, lei ed io.
 
Quanto alla critica come sale della vita, è un detto antico abusatissimo, perché al giorno d'oggi si critica, ma non si costruisce, o si costruisce sbilenco, arte in cui un tale Grillo è maestro...


................


Mia considerazione: 

Chissà, chissà...  Non abbiamo nulla da spartire? Tutti facciamo parte di una entità unica che non può essere scissa... Però è vero che le idee differiscono, come i destini, la loro variegazione è una implicita conferma della unicità della vita, come ogni foglia dello stesso albero è diversa da tutte le altre ma all'albero deve l'esistenza.
Non necessariamente dobbiamo sentirci in sintonia nel pensiero ma possiamo riconoscere la comune matrice e -per lo meno- non creare antagonismo superfluo.  Per parlare di questo ci incontriamo a Vignola il 22 ed 23 giugno 2013: http://www.ilcambiamento.it/evento/tavola_rotonda_bioregionalismo_incontro_collettivo_ecologista/ 


mercoledì 8 maggio 2013

Psicologia dell'ignoranza congenita ... e moderne inquisizioni


Sono oggi disponibili nuove scoperte scientifiche in grado di cambiare le nostre convinzioni secolarizzate, di farci vedere il funzionamento delle cose in modo completamente diverso, a volte opposto, a quello che abbiamo sempre dato per scontato, nuove teorie in grado di migliorare la vita di tutti.
Abbiamo vissuto per millenni con la convinzione che la Terra fosse piatta, che la Terra fosse il centro dell’Universo, che il sole girasse intorno alla Terra, che l’essere umano fosse stato creato così come lo vediamo oggi, che materia ed energia fossero cose diverse, che l’energia elettrica non potesse essere trasportata senza fili, che l’uomo non potesse condizionare clima e terremoti, e così via.
Se non ci fossero stati scienziati che hanno anche dato la loro stessa vita contro l’oscurantismo delle diverse forme di inquisizione, che sono stati isolati dalla comunità per le loro teorie, oggi vivremmo ancora nelle caverne! Ma se ci fosse stata più apertura e libertà per tutti noi oggi ci sarebbe stato un presente migliore.
OGGI E’ IL PRESENTE MA E’ ANCHE IL PASSATO DEL NOSTRO FUTURO.
E’ ad oggi che dobbiamo guardare, fare oggi qualcosa per realizzare il nostro futuro. Se possiamo fare qualcosa lo possiamo fare proprio adesso!
Oggi i più forti contrasti ci sono nel campo salute. Se qualcuno riuscisse a curare la maggior parte delle forme di cancro senza farmaci o senza chirurgia? Se qualcuno scoprisse che la malattia mentale in realtà non esiste e le persone possono risolvere problemi di natura psicologica senza psicofarmaci e senza psicoterapia ma con interventi psicoeducativi ed informazione? Saremmo contenti realmente? Finalmente liberi di scegliere?
Oppure le lobbyes di potere accademico, coloro che rivestono ruoli di potere decisionale, coloro che hanno basato il proprio potere sulle vecchie conoscenze cercherebbero di impedire l’emergere di tutto questo? Lo scenario sarebbe quello del dibattito scientifico a pari livello oppure sarebbe quello di un tentativo dei poteri istituzionalizzati di censurare?
Chi ha potere avrebbe sempre l’ultima parola e l’innovazione e lo scalpore finirebbero in un mutismo mediatico, in una omertà dei mezzi d’informazione oppure non emergerebbero affatto. Anche le riviste scientifiche non pubblicherebbero. Allora lo scienziato creerebbe libri, una propria rivista, utilizzerebbe il web e convegni per poter continuare a far vedere la verità, altri invece morirebbero civilmente sotto cumuli di silenzio. Nel dubbio poche persone quindi si prenderebbero a quel punto il “rischio” di scegliere diversamente da ciò che viene proposto da chi ha sempre detenuto il potere.
A questo punto il potere istituzionalizzato utilizzerebbe la classica frase “la comunità scientifica internazionale dice diversamente” oppure “non ci sono pubblicazioni su riviste accreditate”, ma accreditate sempre da chi detiene il potere!
Far emergere nuove scoperte per quei pochi che ancora hanno la voglia e la passione di dedicarsi allo studio e alla ricerca scientifica è davvero arduo in questo momento storico così fortemente condizionato da gruppi di potere accademico.
Oggi le “moderne inquisizioni” sono composte dagli stessi scienziati che però rivesto cariche di potere Accademico, politico, economico e decisionale. Oggi la lotta è tra gli “Accademici” con i loro protettori istituzionali e gli scienziati innovatori estranei a tali giochi di potere.
Gli innovatori sembrano tutti ciarlatani, come se nulla potesse essere scoperto, da professionisti e scienziati, al di fuori delle università, delle accademie!  Se qualcuno affermasse “nessuno può inventare nulla al di fuori di quello che noi diciamo” sarebbe un atteggiamento scientifico, aperto o una formula inquisitoria?
Se chiunque al di fuori delle accademie contrastasse scientificamente gli assiomi dominanti il potere istituzionalizzato oggi si vedrebbe accusato di non essere scientifico, di essere un ciarlatano, verrebbe censurato, sospeso o radiato dal proprio ordine professionale secondo la nota formula dell’inquisizione che recita più o meno così: “Dato che sui nostri testi di riferimento, c’è scritto Questo e i nostri testi dicono la verità, chiunque affermasse o cercasse di dimostrare il contrario, sarebbe un ciarlatano e condannabile” 
La formula dell’inquisizione parte dal presupposto che nulla si può dire o dimostrare al di fuori di quello che il conformismo scientifico ha stabilito. Questo non è soltanto un pericolo, è una realtà sotto i nostri occhi ma che la maggior parte di noi ignora o pensa sia un dibattito estraneo ai propri interessi. Ma quando dobbiamo scegliere la cura che crediamo più efficace, potremmo scegliere soltanto tra ciò che è rimasto, tra ciò che i “luminari” accademici dicono che sia scientifico. Di fatto avremmo soltanto l’illusione della libertà di scegliere perché di altro non ci viene data notizia.
Contro tale forma di “moderna inquisizione” in favore della libertà di scelta, c’è l’informazione, la comunicazione. L’informazione è la prima forma di tutela. Se su un miliardo di persone uno soltanto dicesse la verità? Sarebbe più facile credere ad un miliardo contro uno! Ma volgendo lo sguardo alla storia degli scienziati innovatori ricordiamo Nome e Cognome, perché era quell’uno su un miliardo! Questo ci dovrebbe insegnare una sola cosa... Che non possiamo distruggere o censurare a priori ma è necessario che ci sia libertà di scelta per tutti (per lo scienziato, per il professionista di applicare in scienza e coscienza ciò che ritiene utile al benessere, per ogni persona di scegliere a chi rivolgersi). Ciò che è utile lo decide il mercato nella sua libertà e autonomia ma chi mantiene il proprio potere su vecchi assiomi vedrebbe così la perdita del proprio dominio e, anziché mettersi sullo stesso livello dell’innovatore, censura quest’ultimo, lo mette a tacere minacciando di stessa sorte chiunque lo seguisse.
Fonte Circolo Vegetariano VV.TT.