sabato 10 marzo 2012

Psicologia analitica - Per risolvere un problema bisogna comprenderlo...

"E divento luce.." - Dipinto di Franco Farina


Mi permetto di mandare qualche suggerimento riguardo i problemi.

Se uno ha un problema e non riesce a risolverlo cosa deve fare?

Deve imparare ad osservare e capire dove c’è una bugia o mistero o mancanza di dati o quali dati sono stati alterati nel contesto del problema.
C’è qualcosa che non quadra, o qualcuno ci sta dicendo cose scorrette. Si deve guardare.

Ottenendo comprensione il problema svanisce perchè a quel punto vede cosa può fare e quindi non è più bloccato e il problema tende a svanire.

Può essere necessario che uno tolga l’attenzione infilata dentro questa cosa chiamata problema e può fare una passeggiata guardarsi in giro, e non dentro la sua testa ma estrovertirsi fare una bella passeggiata all’aperto, e in questo modo avendo più spazio può allora osservare meglio e prendere la cosa un po’ più a cuor leggero e quindi vedere possibili soluzioni.

C’è anche chi si tiene stretto il suo problema perché se lo risolvesse il gioco è finito. Non ha sufficienti problemi. Quindi per risolverlo dovrebbe prendere ulteriori problemi. Sembra strano ma succede e quindi prendendo ulteriori problemi amplia il suo spazio ed è più propenso a fare e ad affrontare.
Fondamentalmente un problema è un gioco.

Quando uno si annoia e non ha nulla da fare magari esce con gli amici si mette in piedi una partita di calcio e si ha il problema di sconfiggere la squadra opposta giusto?

Oppure va a cercarsi qualche problema.

Andate in un Bar dove c’è un sacco di gente e dite che avete un problema che non riuscite a trovare una strada o altro e un sacco di gente si daranno da fare per aiutarvi.

Alla gente piace affrontare problemi ed averne, fin quando non diventano troppo sopraffacenti.

Ma si può sempre fare qualcosa a riguardo vedendo di quale parte di quel problema ci si pptrebbe prendere responsabilità, cosa possiamo fare a riguardo, e pur piccola che sia si faccia quell’azione in modo da fare qualcosa a riguardo. Di sicuro ci si sente meglio che stare a non fare nulla.


Un cordiale saluto.

Franco Farina
Www.francofarina.it

venerdì 9 marzo 2012

EIR: "Day of action internazionale per fermare la terza guerra mondiale.."

gatto ingomitolato

Day of action internazionale per fermare la terza guerra mondiale

Dopo un'importante conferenza internazionale a Berlino tenutasi il 25-26 febbraio (vedi sotto), Helga Zepp-LaRouche, presidente dello Schiller Institute, ha indetto il 3 marzo manifestazioni in tutto il mondo per scongiurare il pericolo di uno scontro termonucleare. Le manifestazioni si sono tenute in molti paesi europei, negli Stati Uniti, Canada, America Latina ed Australia, con volantini simili distribuiti sia alle manifestazioni che in ambienti politici e militari.

"La nostra vita è letteralmente appesa ad un filo" esordisce l'appello della signora LaRouche. "Se il Gen. Martin Dempsey, Capo degli Stati Maggiori Riuniti degli Stati Uniti, insieme ad altri militari americani d'alto rango, non si fosse opposto decisamente ad un attacco militare contro l'Iran, gran parte del genere umano sarebbe già stato obliterato da una guerra termonucleare globale".
La signora LaRouche denuncia la politica di "cambiamenti di regime" adottata dalle potenze transatlantiche ormai in bancarotta, sottolineando che essa è rivolta non solo contro Siria ed Iran ma principalmente contro Russia e Cina.

"Parte di questa politica sono le minacce di morte a vari livelli contro Vladimir Putin, così come l'installazione di un sistema antimissili europeo che chiaramente non è orientato verso l'Iran ma verso la Russia". Visto che Russia e Cina hanno chiarito che non intendono piegarsi, c'è l'acuto pericolo che le forze dell'impero britannico provocheranno uno scontro termonucleare tra Stati Uniti e Russia. Nessuno sopravvivrebbe a tale scontro, afferma la signora LaRouche, e sicuramente verrebbe colpita direttamente l'Europa, perché ci sono numerosi bersagli sul territorio europeo.

"Nell'era delle armi termonucleari la guerra non può essere un mezzo per la soluzione dei conflitti, perché per ogni problema c'è una soluzione diplomatica". La mobilitazione del movimento di LaRouche è stata seguita in Russia ad altissimo livello. Il 22 febbraio il popolare quotidiano russo Komsomolskaya Pravda ha pubblicato un'intervista al Generale Vladimir Ovchinsky, ex capo dell'ufficio russo dell'Interpol (1997-1999) e consulente della Corte Costituzionale russa, dal titolo "nel 2012 scoppierà la terza guerra mondiale?"

Il Gen. Ovchinsky sottolinea che "l'eminente economista Lyndon LaRouche ha previsto anche un'alta probabilità di una terza guerra mondiale nel tentativo di uscire dalla crisi. Già negli anni Settanta, aveva previsto una crisi globale alla fine del secolo, dovuta all'esasperazione del sistema monetarista.ora crede che solo la Russia possa fermare una guerra nucleare che sarebbe la rovina del genere umano".

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Il partito della guerra in USA si scaglia contro Dempsey
Il Primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu si è recato a Washington per esigere che il Presidente Obama esprima pieno sostegno ad un attacco israeliano contro l'Iran, e magari prometta anche un intervento americano. Netanyahu ha potuto contare sul sostegno della maggioranza dei partecipanti al congresso dell'American Israel Public Affairs Committee (AIPAC) come pure sui tre sprovveduti candidati repubblicani, Mitt Romney, Rick Santorum e Newt Gingrich.
Prima di intervenire il 5 marzo, Netanyahu ha incontrato Obama, il quale aveva parlato il giorno precedente.

Mentre autorevoli leaders della comunità militare e di intelligence USA, tra cui il capo degli Stati Maggiori Riuniti Martin Dempsey, hanno ripetutamente ammonito che un attacco all'Iran è contro gli interessi degli USA e di Israele, il congresso dell'AIPAC è stato anticipato proprio per fornire a Obama la copertura di una decisione politica per attaccare l'Iran.

L'ex ambasciatore in Israele Martin Indyk ha denunciato proprio questo, affermando che "L'AIPAC è la punta avanzata degli sforzi della comunità filoisraeliana per muovere la linea rossa del governo USA più vicino a quella di Israele". Come ha chiarito Netanyahu in diverse affermazioni prima del viaggio, la "linea rossa" israeliana è che Teheran non debba disporre di alcun programma nucleare.

Le affermazioni di Dempsey, secondo cui l'Iran sia "un attore razionale" nella regione, che non ci siano prove che gli iraniani stiano costruendo armi nucleari e che un attacco a Teheran sarebbe "destabilizzante" per la regione, hanno provocato le intemperanze di Netanyahu. Alcuni tra i suoi sostenitori, compresi i sen. John McCain e Lindsey Graham, hanno duramente attaccato quei leader militari che hanno preso posizione contro la guerra. I due hanno dichiarato che Netanyahu, che avevano incontrato in una visita a Gerusalemme in febbraio, sarebbe "frustrato" per i "messaggi contraddittori" provenienti da Washington, e si sono pronunciati a favore di un attacco militare, a prescindere dai rapporti di intelligence USA che riferiscono che l'Iran non disponga di alcun programma di riarmo nucleare.

Quanto a Obama, il suo intervento all'AIPAC è stato ambiguo e mirante a strappare consensi elettorali. Il Presidente USA ha ripetuto che non si deve permettere all'Iran di dotarsi di arma nucleare. "Ho chiarito ripetutamente nel corso della mia presidenza che non esiterò a usare la forza, qualora sia necessario, per difendere gli Stati Uniti e i loro interessi".

Queste dichiarazioni, che contraddicono i propri consiglieri militari e di intelligence, sottolineano il perché Obama debba essere allontanato dalla carica.

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L'ex premier francese Rocard: "Non ho mai avuto tanta paura".
In un'intervista al quotidiano Liberation il 2 marzo, l'ex Primo ministro socialista Michel Rocard ha ammonito contro pericoli "di insolita gravità" che incombono sul mondo. Tra questi, egli ha menzionato il pericolo di guerra nucleare, l'aumento della xenofobia e una "guerra civile" potenziale che emergerebbe come risultato delle politiche anti-nucleari e di decrescita.

Alla domanda quale sia "la principale preoccupazione di politica estera", Rocard ha risposto: "Nessuno sta osservando il Medio Oriente, dove c'è una strategia anglo-americana accettata da altri, specialmente da noi, il cui scopo è sabotare ogni possibilità di discussioni serie con gli iraniani e perfino impegnarsi in provocazioni. E' come se lo scopo fosse quello di preparare un clima di tolleranza che rendano accettabile un attacco israeliano. In quel caso, la guerra sarebbe contro Siria e Iran, paesi appoggiati da Cina e Russia contro l'occidente e i suoi clienti. E l'Europa tace. Si tratta di una crisi con milioni di vittime potenziali, perché l'ipotesi è che sarebbe nucleare fin dall'inizio. Conosco questi casi molto bene e non sono mai stato così spaventato.. Quel che è nuovo è l'intensità del pericolo rispetto ad uno stato mentale frivolo".

Sulla crisi finanziaria, Rocard ha sottolineato che "diventa sempre più indispensabile ovunque cancellare buona parte del debito impagabile". La principale misura da adottare è "la separazione assoluta tra le banche di deposito e quelle d'investimento" che ci ha permesso di evitare una crisi finanziaria per 60 anni.
La separazione "non costa niente" e "il vero margine di manovra è la comprensione da parte dell'opinione pubblica, da cui l'importanza di discuterne".

Nel suo ultimo libro, Rocard spezza una lancia a favore dell'uso civile del nucleare e attacca le illusioni sulle energie rinnovabili. Rinunciare al nucleare condurrà ad una politica di decrescita col rischio conseguente di guerra civile, afferma, facendo l'esempio della Grecia dove non si può imporre una riduzione del 25% dei livelli di vita senza l'uso della forza militare.

Concludendo l'intervista, Rocard dice che incalzerà sia il candidato socialista Hollande che Sarkozy, "che i nostri poveri 'ecolos' che hanno ragione su molte cose tranne che l'energia, che è la più essenziale".

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La campagna di Cheminade entra nella fase cruciale
Il 23 febbraio lo stato francese ha consegnato a 42 mila funzionari eletti il modulo ufficiale su cui essi possono "presentare" (firmare per) uno e un solo candidato presidenziale. Ogni candidato potenziale ha fino al 16 marzo per consegnare 500 valide "presentazioni" alla Corte Costituzionale e poter così partecipare alle elezioni. Il 20 marzo verranno quindi resi noti i nomi dei candidati ufficiali e da allora fino alla prima tornata elettorale, il 22 aprile, tutti i candidati riceveranno equal time sui media pubblici e privati per presentare i loro programmi.
Nel frattempo Cheminade, contrariamente alla campagna del 1995, quando fu soggetto alla più massiccia campagna di calunnie, sta ricevendo sostegni da diversi ambienti, compresi quelli mediatici. Questo gli ha permesso di contribuire ad alzare il livello di discussione che per il resto è caratterizzata da "un clima di imbecillità collettiva".

Cheminade è stato ospite della famosa Fiera Agricola Internazionale, che si tiene ogni anno a Parigi. Egli ha potuto esporre il suo programma agli organizzatori e ha incontrato tra gli altri Xavier Beulin, capo del FNSEA, il più grande sindacato agricolo francese. Al pari degli altri candidati, è stato intervistato da Olivier Alleman, noto giornalista di Terre d'Info, un canale promosso dalle Camere Agricole.
Anche se lo spazio offerto dai media è ancora inferiore a quello offerto ad altri "candidati minori", Cheminade ha preso parte al programma antimeridiano di Canal +, è stato intervistato dalla radio pubblica parigina France-Bleu e ha concesso un'intervista di 12 minuti al canale d'informazione nazionale France Info.
Non mancano le calunnie, come quella trasmessa dal canale France 2 il 1 marzo ad opera di quello stesso Benoit Duquesne che lo aveva calunniato massicciamente nel 1995. Dopo aver contattato il candidato con il falso pretesto di riparare ai torti del passato, Duquesne ha usato l'occasione per descriverlo come capo di una setta che si candiderebbe solo per ottenere i soldi del finanziamento pubblico. Membro del partito di Sarkozy e frequente visitatore dell'Eliseo, Duquesne scoprirà ben presto che i suoi amici non controllano più il paese.

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L'Irlanda terrà un referendum sul "Patto Fiscale"
A seguito di dichiarazioni del Presidente Michael Higgins e di una campagna lanciata dal Sinn Fein e altre forze politiche, il Primo ministro irlandese Enda Kenny è stato costretto a riconoscere che la costituzione richiede che i cittadini ratifichino con un referendum il patto di austerità UE. La data non è ancora stata fissata, ma si ritiene che si terrà in estate.

Il governo ha fatto capire che giocherà la carta della paura per convincere l'elettorato "a riaffermare l'impegno dell'Irlanda nell'euro", la stessa tattica usata dall'ex Primo ministro greco George Papandreu quando propose un referendum alcuni mesi fa. Mentre in Grecia il parlamento ha ceduto e il referendum non si è tenuto, gli elettori irlandesi saranno chiamati a votare. I partiti di opposizione, tra cui Sinn Fein e i socialisti, hanno già lanciato una campagna per il No.
Le previsioni sono incerte, dato che gli irlandesi hanno già votato contro i Trattati di Nizza e di Lisbona, quest'ultimo due volte sotto minaccia di guerra finanziaria e di altro tipo.

In un dibattito parlamentare il 29 febbraio, il presidente del Sinn Fein Gerry Adams ha dichiarato: "Questo è un referendum che né Fine Gael né i laburisti volevano. Entrambi hanno fatto il loro meglio per evitarlo. Da quando cominciarono a circolare le prime bozze di questo trattato, lo scorso dicembre, Sinn Fein sostiene con coerenza che si debba fare un referendum. C'è anche un imperativo legale e costituzionale. Noi siamo contro questo trattato e siamo anche contro l'austerità. Non lo riteniamo né equo né giusto. Se ratificato, il Trattato metterà la camicia di forza a questo stato per decenni. I suoi limiti al debito e al deficit sono draconiani. Esso significa decenni d'austerità imposti a un popolo che chiede disperatamente investimenti nel lavoro e nella crescita". Diffidando il governo dal ricorrere alla tattica di un secondo referendum, Adams ha chiesto a Kenny di "promettere solennemente a questo parlamento e ai cittadini di questo stato che rispetterà il risultato qualunque esso sia".

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Il "terribile errore" del Presidente Clinton
Quando l'ex presidente americano Bill Clinton ha annunciato il suo sostegno alla rielezione di Obama, Lyndon LaRouche ha emesso una dichiarazione, distribuita come volantino di massa negli Stati Uniti il 27 febbraio, tra cui a Washington, per dare la sveglia agli americani avvisandoli dei pericoli imminenti. Ha dichiarato che "chiunque sostenga Obama deve essere denunciato come un folle. Se si vuole essere seri, questo è il tema. Il Presidente Clinton ha commesso un terribile errore. Speriamo che lo corregga. La politica che ha annunciato potrebbe sfociare nella morte della nazione".

Discutendo coi suoi collaboratori negli Stati Uniti, LaRouche ha sottolineato che la codarda capitolazione di Clinton nei confronti di Obama ha demoralizzato i democratici, molti dei quali speravano che l'ex Presidente si sarebbe battuto per la destituzione di Obama prima ancora delle elezioni del 2012. Anche se Obama è risalito nei sondaggi negli ultimi tempi, questo è dovuto soltanto all'assoluta incompetenza dei quattro antagonisti repubblicani. In realtà Obama non gode più del sostegno della base, che si sente tradita dalla sua politica di sostegno a Wall Street, intimidita dall'aumento delle misure da stato di polizia più dure di quelle dell'amministrazione Bush-Cheney, e terrorizzata dalla politica estera degli Stati Uniti che va verso una guerra termonucleare.

Il momento della svolta, afferma LaRouche, è stata l'operazione in Libia, quando Obama ha violato la Costituzione entrando in guerra senza l'approvazione del Congresso. Aiutato dal tradimento del Sen. McCain per i repubblicani e del Sen. John Kerry per i democratici, che hanno bloccato la rivolta del Congresso, Obama ha deciso l'assassinio a sangue freddo di Gheddafi dando il via alla fase successiva del piano di guerra: prendere di mira il regime di Assad in Siria, e ordire un attacco preventivo contro l'Iran.

Molti democratici speravano che il Segretario di Stato Hillary Clinton riconoscesse la direzione suicida della sua politica nei confronti di Russia e Cina, e si opponesse alla Casa Bianca. Si era perfino parlato tra dirigenti democratici di una candidatura di Hillary contro Obama alle primarie democratiche, ed erano usciti numerosi editoriali a favore di questa iniziativa, col nascere di un movimento "per candidare Hillary" e la possibilità di una campagna di "write-in" alle primarie nel

New Hampshire.
Invece, Hillary Clinton non solo è rimasta ligia alla linea Obama sulla Libia, ma è andata perfino oltre, unendosi al ministro degli Esteri britannico Hague e quello francese Juppe, chiedendo il loro coinvolgimento diretto in Siria, ed estendendo il "modello libico" sul cambiamento di regime. Ha anche attaccato duramente i governi russo e cinese che si erano rifiutati di allinearsi, e questo fatto è stato denunciato dai cinesi.

E' stato in quel momento che suo marito, l'ex presidente Clinton, ha annunciato il proprio sostegno alla rielezione di Obama. Anche se ci sono molti motivi per spiegare questa capitolazione, inclusa la possibilità di minacce nei confronti della famiglia Clinton, non c'è alcuna giustificazione. Bill Clinton è abbastanza intelligente e informato da conoscere i pericoli insiti nei piani di guerra britannici, compresa la possibilità che il genere umano venga spazzato via da una guerra termonucleare.

Con Clinton allineato, i democratici demoralizzati e gli elettori repubblicani scontenti delle scelte patetiche che vengono offerte loro, esiste il potenziale che emerga una nuova combinazione di leadership negli Stati Uniti. Questa sfida è stata accolta dalla lista di sei candidati al Congresso voluti da LaRouche, che conducono la propria campagna per il Congresso, in stile presidenziale.

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Conferenza internazionale a Berlino: assicurare il futuro del genere umano
Il pericolo di guerra unito al crollo iperinflazionistico del sistema finanziario transatlantico ha spinto lo Schiller Institute ad organizzare una conferenza internazionale di emergenza che si è tenuta a Berlino il 25 e 26 febbraio. Il tenore dell'evento era che l'unica via di uscita dalla crisi è ribaltare completamente la politica che ha condotto a questa situazione precaria: l'idea oligarchica di un mondo dalle risorse limitate che conduce una battaglia geopolitica per il controllo delle materie prime, fino alla guerra vera e propria.

Il cambiamento degli assiomi urgentemente necessario dovrà essere un vero e proprio Rinascimento scientifico e culturale, che non potrebbe mai essere il risultato di riforme minori o misure meccanicistiche, come è diventato chiaro durante i lavori della conferenza. Gli interventi erano articolati su due temi principali: la situazione strategica internazionale e la prospettiva economica e scientifica necessaria per uscire dalla crisi.

I due giorni dei lavori si sono aperti con un discorso di Helga Zepp-LaRouche, che ha illustrato la crisi finanziaria e politica, mettendo a contrasto i tamburi di guerra e l'urgenza di un Rinascimento basato su un'immagine creativa dell'uomo, il cui potenziale è illimitato. Il suo discorso ha suscitato un intenso dibattito tra le centinaia di partecipanti da 22 paesi.

"La guerra delle informazioni contro la Russia" è stato il tema dell'intervento di Igor Panarin, dell'Accademia Diplomatica Russa. Panarin, trattenuto a Mosca da impegni urgenti, ha mandato una comunicazione scritta che è stata letta in inglese. Panarin ha illustrato la propaganda nera internazionale e la campagna di destabilizzazione contro la Russia ed in particolare contro Vladimir Putin, notando che Londra è "da sempre l'unico nemico storico della Russia". Secondo Panarin, l'Unione Doganale Euroasiatica, creata l'anno scorso da Russia, Bielorussia e Kazakhistan, viene considerata una sfida strategica al monetarismo neo-liberista diretto da Londra che ha scatenato l'odierna guerra di informazioni che va perfino oltre quella sulla "Rivoluzione arancione" in Ucraina 8 anni fa.

Rientra in questo schema il fatto che lo stesso Mikhail Gorbaciov che servì gli interessi britannici quando liberalizzò e distrusse l'economia sovietica negli anni Ottanta riappaia oggi per condurre "l'opposizione" contro Putin. Quanto ad Alexei Navalny, il cosiddetto "blogger anti-corruzione", non era nessuno nel 2006, quando furono gli interessi occidentali a creare il suo personaggio e le sue operazioni di destabilizzazione. Anche il nuovo ambasciatore americano in Russia, Michael McFaul, funge da coordinatore delle campagne anti-russe, ha spiegato Panarin, sostenute dai vari NGO, dai difensori dei diritti umani e dai blogger finanziati da Stati Uniti e

Gran Bretagna.
Un altro intervento strategico è stato quello di Mohamad Mahfoud, presidente della Società di Amicizia tra Siria e Danimarca, che ha informato i partecipanti della situazione in Siria, esaminata di persona nel corso di svariate visite, in cui ha incontrato personalità di tutto lo spettro politico siriano. Quello che i media internazionali non dicono mai, ha dichiarato, è che la vera opposizione ha già avviato un dialogo costruttivo e pacifico col governo sulle riforme e su un referendum nel marzo 2011. Mentre questa opposizione genuina gode del sostegno della popolazione, la cosiddetta "opposizione" che domina i media occidentali consiste di piccoli gruppo telecomandati ed armati da ambienti geopolitici che hanno preso di mira la Siria in qualità di alleata dell'Iran. Ci sono state numerose atrocità terroristiche in Siria condotte da una "terza forza" che agisce contro il governo, contro i gruppo di manifestanti ed anche i civili, con l'obiettivo evidente di provocare una guerra civile. Mahfoud ha dichiarato però che il paese sopravvivrà a questa congiura e farà prevalere la propria sovranità.

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Il Rinascimento a venire
Lyndon LaRouche è intervenuto in videoconferenza dagli Stati Uniti, insistendo sulla necessità di far rivivere la tradizione anti-imperiale dei padri fondatori degli Stati Uniti, in particolare la politica economica e creditizia rappresentata da Benjamin Franklin, Alexander Hamilton, Franklin D. Roosevelt, che consentirebbe la realizzazione di grandi progetti infrastrutturali quali NAWAPA. Durante le domande e risposte ha risposto ad una domanda di Liliana Gorini, presidente di Movisol, sull'importanza del DDL presentato al Senato dal Sen. Oskar Peterlini per rilanciare il dibattito sulla separazione bancaria anche al Congresso ed al Senato USA, rompendo così lo "schema" che aggrava la crisi e conduce al pericolo di guerra.
Anche Jacques Cheminade non ha potuto essere presente di persona perché impegnato nella campagna presidenziale francese, e ha mandato un videomessaggio in cui sottolinea che la sua campagna sta raccogliendo il meglio della tradizione umanistica e repubblicana in Francia per costruire il mondo del domani, risolutamente rivolta al futuro, mentre la politica UE di oggi significa la distruzione sociale e la politica di austerità e rigore degli anni Trenta. "Si tratta di una politica che non guarda avanti, che si rifiuta di guardare al futuro. E che porterà alla caduta dell'Europa".

Grande interesse ha suscitato l'intervento di Claudio Giudici, leader del sindacato Uritaxi e di Movisol, che ha parlato della "resistenza in Italia contro la dittatura dell'UE" e contro la politica di liberalizzazioni del governo Monti. E' seguito l'intervento di Gene Douglas della "LaRouche Brigade" in Irlanda, che ha portato un messaggio di sostegno del leader di Sinn Fein Gerry Adams.

Nella sessione dedicata alla scienza ha preso la parola Sergei Pulinets dell'Accademia delle Scienze Russa, che ha tracciato un parallelo tra le turbolenze nel mondo fisico e le turbolenze nella società, che possono condurre ad una catastrofe. Ha spiegato che il suo lavoro è aumentare la capacità di prevedere terremoti ed altri fenomeni "naturali" ed anche la Difesa Strategica Russa sulla Terra (SDE), di cui è stato nominato consigliere.

Contributi affascinanti sull'epistemologia e la scienza sono stati dati da Bruce Director, consigliere scientifico di LaRouche, e da Sky Shields della famosa equipe scientifica giovanile di LaRouche (il "basement"). Ulf Sandmark dalla Svezia ha parlato dei progetti per sviluppare l'Artico e Rudolph Bierent, del laboratorio spaziale francese ONERA, ha dato una presentazione dettagliata sull'industrializzazione della luna come primo passo verso Marte, ispirando ottimismo culturale.

Video e testi degli interventi sono reperibili sul sito di MoviSol.


Fonte: EIR Executive Intelligence Review
anno 21 n. 9-10 - 8 marzo 2012
Strategic Alert - Edizione Italiana

giovedì 8 marzo 2012

SCIE CHIMICHE - SI CERCA DI ZITTIRE TANKER ENEMY CELEBRE PORTALE DEDICATO A SCIE CHIMICHE E HAARP



Si cerca di zittire Tanker Enemy attiva nella denuncia delle scie chimiche.

Il sistema ha sferrato un attacco contro i ricercatori indipendenti: usando, in maniera arbitraria, lo strumento della giustizia, sia in Germania sia in Italia, si prova a chiudere la bocca a chi denuncia la Geoingegneria clandestina ed illegale, sulla base di denunce false e pretestuose sporte da alcuni negazionisti.

Lo abbiamo sempre ribadito: la Giustizia con la "G" maiuscola, intesa nella sua mera accezione, non esiste ma, anzi, essa viene usata, nei modi più bizzarri e fantasiosi, per mettere a tacere le voci fuori dal coro. Chi ci segue da tempo saprà che, almeno dal 2005, esiste un gruppo di cosiddetti disinformatori (si autodefiniscono impropriamente "debunkers"), ben coordinati tra loro ed in tutta evidenza finanziati da frange dello Stato, giacchè attuano, 24 ore su 24 le loro azioni di stalking, unite a quasi quotidiane pubblicazioni (sui loro blog, sui forum infiltrati e nei canali video dedicati) calunniose e diffamanti. Essi costituiscono, in tutta evidenza, una vera e propria associazione a delinquere.

In questi anni questi individui hanno cercato in tutti i modi di screditare i principali componenti del Comitato Tanker Enemy ed in special modo chi scrive, dedicandovi decine di blog che sputano odio, veleno e risentimento da tutti i pori e che, nel contempo, usano le più sofisticate tecniche della programmazione neuro-linguistica per convincere chi legge che le loro menzogne sono tutte sacrosante verità. Costoro hanno violato o tentato infinite volte di violare accounts, hanno provocato la chiusura di servizi di hosting video, hanno più volte commesso reato di sostituzione di persona, hanno compiuto azioni di spionaggio, anche con l'uso di sofisticate apparecchiature elettroniche, hanno pubblicato dati sensibili etc.

A quanto pare, però, visto che noi siamo ancora qui, tutto questo non è servito e così, nel 2007, chi dirige i giochi ha deciso di attivare alcune cellule dormienti proprio a Sanremo, in modo tale da ottenere due obiettivi: a) controllarci meglio e da vicino; b) usare eventualmente la magistratura locale, che ben sappiamo come talora agisce, per iniziative "legali". Così è accaduto.

Fonte: http://www.free-italy.info/

Un museo per tutte le vittime della crudeltà ideologica e religiosa nel corso dei secoli e millenni

ombrello ricoperto di fango - foto di Gustavo Piccinini


A proposito di Musei… Visto che ci siamo...

A QUANDO UN MUSEO, per ricordare i milioni di vittime innocenti delle
quotidiane stragi perpetrate dall’Entità xenofobo-razzista israeliana
in Palestina e nei Paesi arabi circostanti, dal 1948 al 2008?


Come quelle dell’Hotel King David di Gerusalemme (22 Luglio 1946); di
Al-Kheasa (19 Dicembre 1947); di Bab Al-Amoud (29/30 Dicembre 1947);
di Baldat al-Shaikh (30/31 Dicembre1947/1 Gennaio 1948); di Al-Tira
(12 Dicembre 1947); di Yehida (13 Dicembre 1947); di Khisas o Khisasa
(18 Dicembre 1947); di Qazaza (19 Dicembre 1947); di Saraya Jaffa (4
Gennaio 1948); dell’Albergo Semiramis (5 Gennaio 1948); Sallah Aldine
Street ad Haifa (16 Gennaio 1948); Sassa’ (14 Febbraio 1948); Al-
Salam Building (20 Febbraio 1948); Jallil Villane di Al-Husayniyya
(13 Marzo 1948); ferrovia/treno Cairo-Haifa 31 Marzo 1948); di Al-
Lagiun (4 Aprile 1948); di Deir Yassin (9 Aprile 1948); di Qaluniya
(12 Aprile 1948); di Al-Lagiun (13 Aprile 1948); Nasser Ed-Din (14
Aprile 1948); di Abu Shusha (1948); di Salha (1948); massacri, tutti
effettuati prima della Dichiarazione di indipendenza della Stato
d’Israele, il 15 Maggio 1948.


Come le stragi di Tantura (15 Maggio 1948); di Beit Daras (21 Maggio
1948); della Moschea di Dahmash (11 Luglio 1948); di Dawayma (27/29
Ottobre 1948); di Salha (1948); di Hula (17 Ottobre 1948); di Safsaf
(29 Ottobre 1948); di Saliha (30 Ottobre 1948); di Arab-al-Mawasi (2
Novembre 1948); di Sharafat (7 Febbraio 1951); di Beith-Lehim (6
Gennaio 1952); di Qabiya o Qibya (14/15 Ottobre 1953); del Villaggio
di Nahaleen (28 Marzo 1954); di Al-Sheja’iah (28 Febbraio 1955); di
Gaza City (5 Aprile 1956); di Qulqiliah (10 Ottobre 1956); di Kafr
Qasem (29 Ottobre 1956); di Khan Yunis (3 Novembre 1956); di Rafah
City (12 Novembre 1956); di Sammou’ (13 Novembre 1966); di Ausay (15
Dicembre 1966); di Kawinin (Libano, 15 Ottobre 1975); di Tel Ez-Zatar
(Libano, 1975); di Aithurn (Libano, 15 Ottobre 1975); di Hanin
(Libano, 16 Ottobre 1976); di Bint Jbeil (21 Ottobre 1976); di Ausay
(15 Marzo 1978); di Adlun (17 Marzo 1978); di Abbasieh o Abbasyyah
(Libano, 15/17 Marzo 1978); di K! hiam (Marzo 1978); di Saida
(Libano, 4 aprile 1981); di Fakhani (17 Luglio 1981); di Beirut
(Libano, 17 Luglio 1981); di Sabra e Shatila (Libano, 16 Settembre
1982); oppure, quelle di Jibshit (Libano, 27 Marzo 1984); di Suhmur o
Sohmor (19 Settembre 1984); di Maarakah (5 Marzo 1985); di Zrariyah
(11 Marzo 1985), di Homin Al-Tahta (21 Marzo 1985); di Sir El-
Gharbiya (23 Febbraio 1985); di Gibaa o Jubaa (30 Marzo 1985); di
Yohmor (13 Agosto 1986); di Tiro (Libano, 17 Agosto 1986); le stragi
nei campi profughi palestinesi di Al-Naher Al-Bared (11 Dicembre
1986); i massacri di Ayn Al-Hillweh o Hilwa (5 Settembre 1987);
quelli di Oyon Qara (20 Maggio 1990); di Siddiquin (25 Luglio 1990);
della Beqaa (29 Dicembre 1990); della Moscha Al-Aqsa (8 Ottobre
1990); i massacri di Kafararman (9 Gennaio 1991 e 29 Giugno 1992);
della Moschea di Abramo (Hebron, 25 Febbraio 1994); di Nabatiyyah
(Sud Libano, 21 Marzo 1994); di Giabalya o Jabalya (28 Marzo 1994);
di Aramta (15 Aprile 1994); d! el Chek Point di Eretz (17 Luglio
1994); di Deir Al-Zahrani (5 Agosto 1994); di Nabatiyeh (Sud Libano,
18 Aprile 1996); di Mansuria o Mnsuriah (13 Aprile 1996); di Qana (18
Aprile 1996); di Trqumia (10 Marzo 1998); di Gianta o Janta (22
Dicembre 1998); di Beirut (Libano, 24 Giugno 1999); della Bekaa
(Libano, 29 Dicembre 1999); di Rafah (18 Ottobre 2002); senza contare
quelli più recenti o recentissimi di Genin o Jenin (10/11 Aprile
2002), Nablus, Tulkarem, Ramallah, Betlemme, Qalqilya, Tubas, Tamun e
Tiasir, di nuovo Rafah (18 Maggio 2004), ecc. (per maggiori dettagli,
vedere:
http://www.allaahuakbar.net/jew/israeli_massacres.htm
http://www.palestine-encyclopedia.com/EPP/Chapter10_1of3.htm
http://www.palestine-encyclopedia.com/EPP/Chapter10_2of3.htm
http://www.palestine-encyclopedia.com/EPP/Chapter10_3of3.htm




A QUANDO UN ALTRO MUSEO, per commemorare le vittime russe dei Gulag
sovietici (più di 80 milioni di morti!) organizzati e gestiti dai
Giudei Matvei o Matvej Berman, Naftali Aronowitsch Frenkel, Lev
Inzhir, Aron Soltz, Jakov Rappaport, Lazar Kogan, ecc. ?


Per saperne di più sui Gulag sovietici, vedere:


Victor Kravchenko, Ho scelto la libertà, Longanesi, Milano, 1948;
David Dallin e Boris Nikolaevskij, Il lavoro forzato nella Russia
sovietica, Sapi, Roma 1949; Evgenija Ginzburg, Viaggio nella
vertigine, Mondadori, Milano, 1967; Andrej Amal'rik, Viaggio
involontario in Siberia, Coines, Roma, 1971; Alexandre Solgenitsin,
Arcipelago Gulag, Vol. I, II, III, IV, Mondadori, Milano, 1974 ;
Alexander Solzhenitsyn, The Gulag Archipelago, 1918-1956; An
Experiment in Literary Investigation, I-IV, Harpercollins, 1978 ;
Alexandre Zinoviev, L'antichambre du paradis, traduit du russe par
Wladimir Berelowitch, L'Age d'homme, Lausanne, 1980 ; Evgenija
Ginzburg, Viaggio nella vertigine 2, Mondadori, Milano, 1981;
Alexandre Solgenizin o Aleksandr Solzhenitsyn, The Gulag Archipelago,
1918-1956, Harper and Row, New York, 1985; Karlo Stajner, 7000 giorni
in Siberia, edizioni Pironti, Napoli, 1985; Varlam Tikhonovich
Shalamov, Kolyma Tales, Penguin Book Ltd, London, 1994 ; David
Rousset, Ber! nard Théo, Gérard Rosenthal, L'universo
concentrazionario, Baldini & Castoldi, Milano, 1997; Jurij Brodskij,
Solovki. Le isole del martirio, La Casa di Matriona, Milano, 1998;
AA. VV., Gulag - Il sistema dei lager in URSS, Mazzotta, Milano,
1999; Marcello Flores e Francesca Gori, a cura di, Gulag, il sistema
dei lager in URSS, Edizioni Gabriele Mazzotta, Milano, 1999; Vladimir
Bukovskij, Gli archivi segreti di Mosca, Spirali, Milano, 1999; Anne
Applebaum, Gulag. Storia dei campi di concentramento sovietici,
Mondadori, Milano, 2004; Tomasz Kizny, Gulag: Life And Death Inside
The Soviet Concentration Camps 1917-1990, Firefly Books Ltd, 2004 ;
Oleg Khlevniuk The History of the Gulag: From Collectivization to the
Great Terror (Annals of Communism Series), Yale University Press, 2004.




A QUANDO UN ALTRO MUSEO ANCORA, per ricordare le carneficine della
Setta Giudaica contro le popolazioni dell'Impero romano, come quelle
avvenute nella città di Cirene (nel -87 e nel 115), in quella di
Seleucia (nel 37-41), in quella di Alessandria (nel 70), nell’Isola
di Cipro (nel 115 – dove furono sgozzati all’incirca 240.000 tra
greci e romani); oppure, nelle diverse province dell'Impero,
all'epoca di Domiziano (tra l'81 ed il 96), all'epoca di Traiano (tra
il 97 ed il 117), all’epoca di Adriano (117-138), ecc.


Qualche informazione a proposito delle “buone maniere” dei membri di
questa setta:


- Dione Cassio (Historia): "(…) essi mangiavano le carni delle loro
vittime, si facevano cinture con i loro intestini, si vestivano con
la loro pelle, segavano a metà il corpo di molti altri, (alcuni)
venivano dati in pasto alle belve o costretti a combattere con
esse” (riportato da Ariel Toaff, Pasque di sangue. Ebrei d’Europa e
omicidi rituali, Bologna, Il Mulino, 2007, pag. 126).


- Williams D. Morrison: "In tutti i luoghi in cui avevano raggiunto
uno stato di supremazia, gli ebrei si conducevano come orde di
cannibali, nutrendosi della carne delle loro vittime e spalmandosi
del loro sangue" (“Gli Ebrei sotto la Dominazione Romana”, Fratelli
Bocca, Milano, 1911, pag. 245).




A QUANDO UN ALTRO MUSEO ANCORA, per commemorare gli stermini
indiscriminati ed i genocidi generalizzati della medesima Setta
Giudaica contro gli Amalekiti (Popolo ampiamente descritto dalla
Torà: Genesi 14, 7; Esodo 17, 14; Numeri 13, 29; 14, 25, 45; 24, 20;
Deutoronomio 25, 17; Giudici 5, 14; 6, 3, 33; 7, 12; 10, 12; 1 Salmi
15; 27, 8; 30; 2 Salmi 1, 1, 8; 1 Cronache 4, 43) ed i Madianiti
(Numeri 10; 25; 31; Giudici 6; 7)? Oppure, contro la maggior parte
dei popoli della Terra di Canaan?


Come precisa la Bibbia: ..."tu destinerai totalmente al massacro
l'Hittita, l'Amorrita, il Cananeo, il Perizzita, l'Hivita, il
Gebusita, come il Signore Dio tuo te lo ha ordinato" (Deuteronomio
XX, 16, 17). Oppure: "Ora dunque, colpisci gli Amalekiti , Voi
dovrete destinare al massacro tutto quello che appartiene loro. Tu
non li risparmierai. Tu li metterai tutti a morte, uomini e donne,
bambini e lattanti, buoi e pecore, cammelli ed asini" (I. Samuele,
XV, 3)]?


Per altri riferimenti biblici a proposito delle restanti Shoah,
vedere: Deuteronomio 3, 6; 7, 2; 13, 15; Numeri 21, 2; Giosuè 10, 28;
11, 21; 1 Samuele 15, 3; 1 Re 20, 43; Isaia 4, 4; 10, 7; 10, 22-23;
14, 22; 28, 22; 34, 2; Geremia 51, 3; Salmi 10, 16.




A PROPOSITO DI RAZZISMO...


Come al solito, il bue che dice cornuto all’asino.


Leggere per credere:


“Maledetto sia Canaan! Sia servo dei servi de’ suoi
fratelli!” (Genesi 9, 25); “Così saremo distinti, io e il tuo popolo,
da tutti i popoli che sono sulla terra” (Esodo 33, 16); “Guardati dal
far lega con gli abitanti del paese nel quale stai per andare” (Esodo
34, 12); “Guardati dal far lega con gli abitanti del paese” (Esodo
34, 15); (Ndr: “non prenderai in moglie”) “le loro figliole per i
tuoi figliuoli” (Esodo 34, 16); “separati dagli altri
popoli” (Levitico 20, 26); “un popolo che resta a parte e che non può
essere pensato tra le (altre) Nazioni” (Numeri 23, 9) ;“Non ti
imparenterai con loro, non darai le tue figlie ai loro figli e non
prenderai le loro figlie per i tuoi figli” (Deuteronomio 7, 3);
“Perché, se fate apostasia e vi unite al resto di queste nazioni che
sono rimaste fra di voi e vi imparentate con loro e vi mescolate con
esse ed esse con voi, allora sappiate che il Signore vostro Dio non
scaccerà più queste g! enti dinanzi a voi, ma esse diventeranno per
voi una rete, una trappola, un flagello ai vostri fianchi;
diventeranno spine nei vostri occhi, finché non siate periti e
scomparsi da questo buon paese che il Signore vostro Dio vi ha dato”
Giosuè 23, 12-13); rifiuto dei popoli indigeni che sono qualificati
di “immondizia” (Esdra 9, 11); selezione razziale (Esdra 10, 10-11);
espulsione dei “meticci” (Esdra 9, 14) e delle ex-mogli di Israeliti,
in quanto appartenenti a “popoli abominevoli” (Esdra 10, 44);
interdizione di avere rapporti con stranieri (Nehemia 13, 30), ecc.
Questo, senza parlare del Talmud o dello Choul’han Aroukh.

........

Raccolta di notizie a cura di Joe Fallisi

Fars: "Retaliation with utmost power is the position of Hamas with regard to a Zionist war on Iran...”



Hamas denies it intends to stay out of Israeli war with Iran

Speaking to Iran’s semi-official Fars news agency, Mahmoud Zahar says retaliation ‘with utmost power is the position of Hamas with regard to a Zionist war on Iran.’

A top Hamas official rejected Wednesday reports that the militant group would stay out of an armed conflict between Israel and Iran, saying that if indeed such a war erupts Hamas will retaliate with “utmost power.”

On Tuesday, a report by the U.K.’s Guardian newspaper quoted two Gaza officials as saying that the group did not belong to any regional alliance and would not involve itself in a possible conflict over Iran’s contentious nuclear program (cfr. http://www.haaretz.com/news/diplomacy-defense/hamas-official-we-will-stay-out-of-war-between-israel-and-iran-1.416851).

The report cited Hamas official Salah Bardawil as well as a second unnamed leading figure in the group’s Gaza leadership.

Speaking to the semi-official Iranian news agency Fars on Wednesday, top Hamas figure Mahmoud Zahar refuted a similar report apparently broadcast by BBC’s Persian website, saying: "Retaliation with utmost power is the position of Hamas with regard to a Zionist war on Iran.”

Zahar added that he doubted that Israel would choose to strike Iran, saying, however, that not only would Hamas react to such a conflict, it would also target "whoever helping them.”

Referring to the possibility of an armed conflict between Israel and Iran, Hezbollah deputy Sheikh Naim Qassem said late last month that an Israeli attack on Iran's nuclear program would set the Middle East ablaze."

America knows that if there is a war on Iran, this means that the whole region will be set alight, with no limit to the fires," told Reuters."

Gone are the days when Israel decides to strike, and the people are silent," he said."

Israel could start a war ... but it does not know the scale of the consequences and it is incapable of controlling them."

The Hezbollah deputy said he believed Israel would try to drag a reluctant United States into confrontation with Tehran because it could not inflict sufficient losses on Iran alone.

By Haaretz

mercoledì 7 marzo 2012

Charlie Hebdo, Teodoro Margarita, WBCSD, l'eternit ed il signor Schmideiny

massaggi alieni...

Spesso leggendo la stampa estera capita di trovarvi notizie, dati, utili informazioni che in Italia difficilmente passano sui media mainstream.

Che la mia rivista satirica preferita, Charlie Hebdo, pubblicasse un breve e ficcante pamphlet sul conto del signor Schmideiny, noto alle cronache come padrone di Eternit ed in quanto tale condannato recentemente dal tribunale di Torino a sedici anni di detenzione per la vicenda delle migliaia di morti di amianto a Casale Monferrato ed altrove, mi ha stupito.

Sul numero del 22 febbraio scorso, Fabrice Nicolino ci informa della verve ecologista di altissimo livello che esibisce cotanto personaggio.

Qui non si tratta di "green washing" ovvero di ripulitura ecologica di attività altrimenti piuttosto inquinantucce ma, udirte udite, costui accanto a Maurice Strong, vecchio padrone della PetroCanada, egli è organizzatore, per conto dell'Onu, dei primi vertici sulle sorti della Terra: Stoccolma 1972, poi Nairobi 1982, Rio de Janeiro 1992 e, secondo alcune fonti che il giornaòlista non ha potuto controllare per la chiusura della rivista, anche quest'anno, nuovo vertice della Terra ancora a Rio.

Sembrerebbe già un bel colpo, gli inquinatori che si ergono, complici le Nazioni Unite, a salvatori del pianeta, ma non è finita qui, il nostro Schmideiny ha anche fondato nel 1992 il WBCSD (World Business Council for Sustainable Development) , questo Consiglio mondiale per lo sviluppo sostenibile raggruppa oltre 200 multinazionali del calibro di Coca Cola, Bayer, Shell, Dow Chemical, DuPont, Basf, Areva (centrali nucleari francesi) , Dassault (fabbricante dei Mirage) e simili.

Il nostro ha scritto un simpatico libercolo "Walking the talk" BK editions, nel quale illustra le epiche imprese delle multi nel mondo, sentite come magnifica le attività della Shell nel delta del Niger, "La Shell ha una lunga storia di assistenza presso le comunità dalle quali lavora.".

Potremmo suggerire ai familiari delle vittime dell'amianto di aggiungere un simpatico capitolo a questo bel libro, dovrebbe essere distribuito ai partecipanti del prossimo vertice della Terra, un capitolo che, siamo certi, gli andrebbe di traverso. Stephan Schmideiny, un magnate del cemento, un magnifico ed inventivo comunicatore, i giudici di Torino non gli hanno voluto credere, tanto lavoro sprecato, lo Svizzero, siamo certi, presenterà innumerevoli ricorsi, la fantasia, come abbiamo visto, non gli manca.

Teodoro Margarita


(Referenze: Charlie Hebdo n. 1027
www.wbcsd.org)

martedì 6 marzo 2012

ESM - Come l'istituzione e la gestione del fondo salva stati affossa la democrazia...



Nei giorni scorsi la rete sembrava un mare in tempesta, si stava per abbattere lo tsunami dell'ESM (in particolare di una pericolosa modifica di un articolo) su tutti noi, e ogni bravo blogger si affrettava a segnalare la mozione dell'economista Lidia Undiemi, in una frenetica divulgazione a dritta e a manca.

La rete ha grandi pregi e qualche grande difetto. E' sicuramente l'unico mezzo d'informazione libera oggi ed è sicuramente piena di attivisti onesti, che senza nessun compenso, per pura passione e senso di onestà impiegano molto del loro tempo libero per informare e divulgare cose che altrimenti mai si potrebbero conoscere. Penso però che un blogger che informi su un determinato tema, faccia metà del suo dovere, e spesso manca l'altra metà.

Oggi la dott.ssa Undiemi sembra scomparsa dala rete, e perchè dovrebbe esserci ancora?

Perchè dovremmo parlarne ancora? E' stata segnalata la mozione, se è stata accolta dal pubblico della rete bene, altrimenti, noi abbiamo la coscienza a posto, cos'altro dovremmo fare? Non è abbastanza?

Ho la brutta abitudine di pensare sempre male e credo che di tutti quelli che hanno postato e segnalato la mozione nei giorni scorsi "quasi" nessuno si sia preso la briga di mandare la mozione al presidente della Repubblica o a chiunque altro. Forse qualcuno avrà anche scritto in qualche mail "FIRMATE QUI!"...ma firmate cosa? Mica era una petizione!

Volevo fare un appello a tutti.
E' importante.
Predete qualche minuto di tempo della vostra vita per investire in un futuro meno oscuro di quello che si prospetta.Questa non è l'ennesima cavolata di facebook dove cliccare "mi piace"!

Stampate la mozione e inviatela al Presidente della Repubblica, oppure scaricate il PDF e inviatelo con due righe via mail, se saremo a migliaia qualche domanda dovranno porsela!

presidenza.repubblica@quirinale.it

Firmatevi con nome cognome e indirizzo reale...di avatar ce ne sono già troppi!

Eppoi potete mandare la stessa mail con un invio unico a tutti gli altri ministri portaborse ecc... Ho raccolto un pò di indirizzi e ho perso (...ma spero di no) mezza giornata, a voi cosa costa fare copia-incolla?

Sono tornate indietro solo 4-5 mail, le restanti sono arrivate, alcuni (pochissimi) hanno pure risposto anche se con risposte "semi-automatiche".

Una curiosità... La dott.ssa S. Z. mi ha risposto con "baci"... il Parlamento è una gabbia di matti...ma proprio per questo dobbiamo preoccuparci di quello che ratificano!!!!

Palermo Report.it

(Fonte: http://www.vocidallastrada.com/2012/03/la-scomparsa-di-lidia-undiemi.html?utm_source=feedburner&utm_medium=email&utm_campaign=Feed%3A+voci_dalla_strada+%28Voci+Dalla+Strada%29)



Indirizzi ai quali inviare l'appello:

UFFICI DI DIRETTA COLLABORAZIONE DI MONTI:

segreteriaportavoce@governo.it
p.terracciano@governo.it
f.dinitto@governo.it
m.mazzanti@governo.it
f.sokolowicz@governo.it
cerimonialedistato@pec.governo.it
cerimonialedistato@governo.it

Presidenza del Consiglio dei Ministri

m.canaparo@governo.it
ucm@mailbox.governo.it
ucm@palazzochigi.it
a.capponi@palazzochigi.it
f.iannelli@governo.it
unitacomunicazione@governo.itutm@pec.governo.it
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La gestione del fondo “salva-stati ESM” ad una istituzione intergovernativa finanziaria fra immunità ed altri privilegi.

Un punto di non ritorno verso l'annientamento dei sistemi democratici dei paesi dell'Unione Europea?

di Lidia Undiemi

Questo documento è anche un appello ai parlamentari nazionali: opponetevi all'entrata in vigore del Trattato ESM (European Stability Mechanism).

Attenzione, nelle ultime notizie di stampa si sostiene che il documento sia stato appena siglato e si da per scontata la sua operatività. In realtà l'ESM è stato firmato l'11 luglio 2011 e la firma di cui si discute in questi giorni fa riferimento ad una nuova versione del trattato (2 febbraio 2012). Ciò non cambia la sostanza dei rischi di “annientamento democratico” che corrono i cittadini dei paesi europei a cui è chiesto di aderire.

Il trattato ESM, ossia il documento che istituisce l'organizzazione finanziaria
intergovernativa a cui si intende attribuire la gestione del nuovo fondo “salva stati”, può entrare in vigore soltanto previa ratifica della modifica apportata all'art. 136 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea da parte dei parlamenti nazionali.

Continua: http://www.palermoreport.it/images/stories/pdf/esm_Dossier_SME_Undiemi.pdf