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venerdì 20 gennaio 2012

Appunti scientifici sul significato reale del DNA e sulla bontà di una dieta naturale



Vorrei ricordare solo alcune cose riguardo certe dichiarazioni pseudo scientifiche sui vantaggi ogm e simili, dal taglio semplicemente riduzionista

1. l'Uomo è sul pianeta da milioni di anni dove si è Co-evoluto "lentamente" con le modificazioni climatiche e naturali, ecologiche ed agroecologiche, che hanno pian piano adattato il suo DNA e quello degli altri esseri viventi....
..per cui è molto difficile che qualcosa di naturale gli faccia del male...
anche se le patate le mangiamo da pochi secoli in Europa i nostri antenati hanno girato in lungo e in largo il pianeta.... conservandone memoria nel DNA...
e se ci sono piante velenose o altri fattori di rischio abbiamo l'intelligenza per evitarli

2. le manipolazioni genetiche artificiali, come negli organismi transgenici (con geni estranei alla specie) o gli OGM da mutazioni indotte (con radiazioni ionizzanti, chimica mutagena e radiazioni ultrasoniche od elettromagnetiche, ecc) creano rapide ed ampie modificazioni del DNA con ripercussioni a tutto il patrimonio genetico nel suo complesso ...e trasferimento genico verticale (nella stessa specie) ed orizzontale (ad altre specie attraverso microrganismi della digestione, o della decomposizione nei terreni, ecc).... per cui la nuova varietà o razza produce nuove sostanze sconosciute, nuovo Rna, allergeni, tossine incognite e sconosciute modificazione di enzimi ecc...dalle conseguenze sicuramente pericolose, ovvero dannose... ma sconosciute ed imprevedibili ... che si trasferiscono nell'ambito della specie e tra le specie, con danni irreversibili...
tra le cosiddette "nuove malattie"... Celiachia, Parkinson, Cancri di ogni genere, allergie di ogni tipo... ecc. Lo studio cinese, menzionato in un articolo pubblicato su Panorama, si riferisce in particolare a Rna modificato (che si forma a partire dal DNA e trasferisce le informazioni genetiche dal nucleo al resto delle cellule, ndr) derivante da OGM, che interferisce sul metabolismo naturale di chi se ne nutre... con effetti pericolosissimi

3. non esistono dosi di tolleranza di agenti mutageni e cancerogeni come Pesticidi, OGM, diossine ecc... ma solo la diversa capacità individuale di resistenza a tali modificazioni indotte nelle nostre cellule e nel nostro metabolismo (che agiscono ad es da interferenti endocrini a dosi infinitesimali, modificando i nostri ormoni...) per cui il nostro sistema immunitario continuamente agisce , ma entro certi limiti, nella riparazione del DNA (dove è importantissima la presenza di vitamine di ogni tipo e naturali, minerali, ecc, nella dieta che dev'essere BIO-Logica... in modo da "prevenire" le malattie), nella soppressione di cellule mutate o cancerogene, cos' come nel combattimento contro virus e altri microrganismi patogeni dannosi al nostro equilibrio fisiologico... I più deboli saranno i primi a rimanere vittime di agenti inquinanti di sintesi e manipolazioni genetiche artificiali, con danni irreversibili per la propria salute... ...tra questi i bambini che oggi subiscono dosi di pesticidi molto superiori agli adulti essendo tarate su un corpo di 60 kg !!! ...ed avendo un metabolismo molto delicato in quanto in veloce accrescimento... Il bambino non è un piccolo adulto (ndr)... Ed è per questo che gli OGM sono spesso vietati almeno nell'alimentzione per l'infanzia

LA COSTITUZIONE ITALIANA DICE CHE TUTTI I CITTADINI SONO UGUALI DI FRONTE ALLE LEGGI... PER CUI LE SOGLIE DI (IN)TOLLERANZA VANNO ABROGATE...

LA COSTITUZIONE INOLTRE TUTELA LA SALUTE E L'AMBIENTE SALUBRE (ART 32 E 9) E IL PROGRESSO DELL'AGRICOLTURA NELLA CONSERVAZIONE DELLA FERTILITA' DEI TERRENI (ART 44) PER LE GENERAZIONI FUTURE, REGOLANDO L'ATTIVITA' ECONOMICA AFFINCHE' TALI DIRITTI INVIOLABILI SIANO RISPETTATI (ART 41)

E' ora che le norme europee e soprattutto Nazionali applichino la clausola di salvaguardia nazionale e il principio di precauzione verso tutti gli OGM e non solo sugli organismi transgenici, vietando l'importazione e la produzione degli stessi con tolleranza zero ed etichettature obbligatorie per ogni traccia di ogm negli alimenti... se proprio qualcuno volesse sperimentarli sul proprio corpo.

Sarebbe ora che i veri scienziati (e i giornalisti seri) si mobilitassero contro il riduzionismo scientifico... ...che fa male sicuramente alla salute fisica, ma anche a quella mentale.

Giuseppe Altieri
Agroecologo
tel 075-8947433 (347.4259872)

giovedì 19 gennaio 2012

Abolizione della carne? O diminuzione dei consumi in generale?



Discussione in seguito all'annuncio della Settimana Mondiale per l'Abolizione della Carne...

Scrive Marco Reggio: "La prossima Settimana Mondiale per l'abolizione della carne avrà luogo dal 23 al 30 gennaio 2012. L’obiettivo è quello di promuovere, ancora una volta, l’idea che la produzione ed il consumo del corpo degli animali debba essere abolito. La rivendicazione di abolizione della carne è la logica conseguenza del vegetarismo-veganismo. Info. marco.reggio@unimi.it”

Scrivono gli organizzatori della Settimana per l'abolizione della carne: "Dal punto di vista del movimento, il rifiuto di mangiare la carne può essere considerato come un boicottaggio politico, come un’espressione del supporto individuale all’abolizione. In Gran Bretagna, verso la fine del 18° secolo, nel periodo del movimento per l’abolizione della schiavitù, 300mila persone boicottarono lo zucchero prodotto nelle piantagioni dagli schiavi. Il movimento per l’abolizione della carne esprime un approccio politico: il suo scopo è quello di portare l’opinione pubblica ad aderire all’idea che la carne dovrebbe essere vietata. L’obiettivo è che le società umane, una dopo l’altra, decidano di vietare la produzione, la vendita e il consumo di carne. L’idea è quella di rivendicare forte e chiaro che non è solo un dovere di ogni singolo quello di smettere di supportare il sanguinario sfruttamento
richiesto dal consumo di corpi animali e di “derivati animali”, ma che è anche, di conseguenza, un dovere di ogni società nel suo insieme di dichiararsi a favore del divieto di allevare, pescare e cacciare. Contatti: contact(at)meat-abolition.org Italia: abolizionecarne@gmail.com"

Commento di Abramo: "..devo dire che il discorso è proprio fastidioso..  Forse però se fossimo un tantino meno estremisti?!? Abolire l'utilizzo della carne? Perchè no! Una dieta alternativa è possibile, mio padre in tempi di guerra e dopo adottava l'abolizione del pasto, eppure 75 anni invidiabili,  forse se incominciassimo a mangiare meno in generale sarebbe meglio. magari coltivato o allevato da noi. Scusate cosa vuol dire abolire la carne, e i pesci?   Io non approvo gli allevamenti intensivi, però non potete associarmi questi alla agricoltura contadina della piccola azienda, sono cose diverse. E se parliamo di sofferenza cari miei guardiamo dentro al nostro pc gronda sudore umano sottopagato (e se fosse  solo la paga il problema...) non voglio far di tutta un erba un fascio (anche perché non fumo...e qui cari amici critici tra mafia e multinazionali c'è da bruciarsi il cervello)  ma chi adora e si coccola quei bellissimi animali domestici immangiabili (per la nostra civiltà opulenta che è solo un misero 10% del mondo circa) però li castra, li lega ad un guinzaglio (però estensibile) li rinchiude in gabbiette colorate è piene di giochi ma larghe il meno possibili, in oceani di 30 lt (ma con il filtro e le lucine) gli taglia le unghie, li cavalca etc etc etc però li amano. Io vieterei anche queste di torture. liberta a tutti gli animali domestici. Penso infine  che pretendere l'abolizione della carne non sia un ideologia, ma un pensiero frutto del nostro troppo benessere, il cammino per un mondo migliore e in salita ma per me passa per altre vie prima di quella..."

Commento di Enrico Gorini: "Molti bovini (non tutti, ma quasi tutti) devono ringraziare gli uomini perché è grazie ad essi che hanno il dono della vita (gli umani li fanno riprodurre – non sempre nelle condizioni migliori, ma insomma gli danno la vita); se poi ne ricevono anche la morte (macellazione a fini alimentari) non possono prendersela con loro più di quanto uno che prende in prestito un libro possa lagnarsi che il comodante se lo riprenda. Questo quanto all’eticità della macellazione. Tuttavia ammetto che un eccesso di allevamento animale danneggia il pianeta e sottrae preziose risorse vegetali all’alimentazione dei più poveri.
Possiamo essere meno aggressivi su questo argomento, no?"

Commento di Caterina Regazzi: "Facevo anch'io questo discorso fino a qualche anno fa: ma questi animali, se non fosse per l'uomo, non esisterebbero proprio. Veramente é proprio questo il discorso "poco etico" secondo me: l'uomo si é attribuito il diritto di dare la vita e di riprendersela ma dare e riprendersi la vita come la puoi paragonare a dare e riprendersi un libro?
Considera poi come vengono tenuti gli animali al 90% o giù di lì: legati a una catena, in box di 3 metri per 3 con 10 animali dentro, fecondati artificialmente, vitelli tolti alla madre appena nati e messi in una gabbietta singola di 1 mq, manze e vitelloni che vivono sul loro letame. E tutto questo é normale per legge! Non sto parlando di allevatori disgraziati, ma della normalità.
Inoltre l'uomo, sempre nel suo sentirsi onnipotente, ha creato razze sempre più produttive, ma sempre più deboli sanitariamente e quindi soggette ad infezioni e malattie di tipo infettivo, tossico, funzionale ecc. ecc. con necessità di utilizzare antibiotici a tutto spiano e riformare gli animali ancora molto giovani.
Comunque, etica a parte, secondo me, sarebbe sufficiente pensare all'ambiente per diminuire considerevolmente il consumo di carne e prodotti di origine animale"

mercoledì 18 maggio 2011

Brani di un dialogo sull'attuazione del bioregionalismo, fra Paolo e Stefano



Nella foto soprastante: Stefano Panzarasa ad un incontro tenuto al Circolo Vegetariano VV.TT. a Calcata, mentre presenta la sua "biscotta"


In questi giorni ho avuto un dialogo telematico con Stefano, membro della Rete Bioregionale Italiana, che da qualche anno ha fatto una scelta alimentare vegana. Non riporto l'intero dialogo perché nello svolgimento del percorso esplicativo quanto veniva espresso potrebbe essere frutto di mal-interpretazione.. soprattutto se alcune frasi fossero prese e separate dal discorso generale.. E poi ci sono delle cose personali che è meglio non divulgare, per il mantenimento della struttura sociale e per non creare futili opinioni di parte. Considero il discorso con Stefano, teso ad una crescita di rapporto, per il momento concluso, ovviamente senza stabilirne confini precisi, poiché il dialogo continuerà all'infinito... E' l'eterno dialogo evolutivo fra esseri umani che si interrogano sul bene e sul male, su ciò che è consono e su ciò che è improprio per la nostra specie. Durante il prossimo incontro della Rete Bioregionale, del 18 e 19 giugno 2011, magari il tema potrà essere ripreso in forma più collegiale... Comunque giusto per concludere in bellezza riporto qui uno stralcio finale delle ultime lettere che ci siamo scambiati, in modo che possa servire come elemento di riflessione per tutti noi. (P.D'A.)

…....

Scrive Stefano:

....non è che non accetto altre posizioni, ecco questo è quello che spesso mi fa molto dispiacere sentire perché è quello che normalmente dicono quelli che vogliono continuare a fare come gli pare cioè mangiare carne, pesce, formaggi e quant'altro e non accettano che qualcuno abbia fatto una scelta più ecologicamente consapevole. Ovviamente non è il caso tuo che invece so che mi stimi, però alla fine hai detto la stessa cosa... Altra critica che mi viene spesso posta è che io sono radicale... Ma in effetti radicali sono ormai tutti coloro che non si decidono ad orientarsi ecologicamente e insistono a rimanere su posizioni ormai inaccettabili, per il pianeta, gli animali e persino la loro stessa salute. Sai quanta gente frequento in ufficio e fuori a cui cerco di dare la mia testimonianza e tranquillamente aspetto che prendano coscienza? Tanta, veramente tanta, forse anche troppa e almeno in un gruppo ecologista come la Rete Bioregionale Italiana, almeno lì vorrei sentirmi a mio agio, compreso e non criticato o guardato con diffidenza...
Un'ultima osservazione: scusami ma proprio tu che giustamente ce l'avevi tanto con gli americani ora fai premettere l'annuncio dell'incontro della Rete Bioregionale Italiana da due indiani?”

(riferito al frontespizio del programma/invito: http://retebioregionale.ilcannocchiale.it/2011/02/20/bioregionalismo_e_lincontro_de.html)

…...

Mia risposta:

Beh, caro Stefano... l'aspettativa per il successo è l'impedimento che ne ostruisce la realizzazione.

Come posso spiegarti? Non serve, credimi, continuare a dialogare restando su una posizione stabilita a priori....

Vivi e lascia vivere.. perché ti fai carico del mondo? Ci sono energie, chiamale Dio se vuoi o Natura, che provvedono al funzionamento del mondo. Ognuno di noi è un tassello.. Allo stesso tempo se lasciamo andare il nostro senso separativo, il nostro senso di giudizio, ecco che ci troviamo compartecepi del Tutto. Questa per me è l'idea bioregionale e questa idea non è americana o indiana... è un semplice dato di fatto.

Ma c'è da dire una cosa, nella consapevolezza raggiunta del Tutto, Ramana Maharshi ed Osho rappresentano la "realizzazione" dell'oceano che si fonde nella goccia.
Mentre Gary Snyder, Peter Berg et similia.. sono semplici apprendisti stregoni che sperano che la loro goccia si possa fondere nell'oceano....

Quel che dice Osho significa: "Non fissarti in un'idea e prosegui paradossalmente a svolgere il tuo compito esemplare nella vita" e quel che dice Ramana.. è lampante e non ha bisogno di ulteriori spiegazioni, ma qui te lo riporto per la tua rilettura: “Una società è l’organismo; i suoi membri costituenti sono gli arti che svolgono le sue funzioni. Un membro prospera quando è leale nel servizio alla società come un organo ben coordinato funziona nell’organismo. Mentre sta fedelmente servendo la comunità, in pensieri, parole ed opere, un membro di essa dovrebbe promuoverne la causa presso gli altri membri della comunità, rendendoli coscienti ed inducendoli ad essere fedeli alla società, come forma di progresso per quest’ultima”.

Buona fortuna e buona vita a te, caro Fratello...
Ti abbraccio, Paolo
…......

Replica di Stefano:

Caro Paolo,
ho un profondo senso di malessere per come dopo anni e anni di pratica bioregionale ancora non ci si riesce ad intendere bene, però quando dici:
"Vivi e lascia vivere.. perché ti fai carico del mondo?"

Hai perfettamente ragione, me la prendo troppo e sbaglio (e leggo troppo il tuo bel Giornaletto di Saul...).

Invece quando dici:
“Mentre sta fedelmente servendo la comunità, in pensieri, parole ed opere, un membro di essa dovrebbe promuoverne la causa presso gli altri membri della comunità, rendendoli coscienti ed inducendoli ad essere fedeli alla società, come forma di progresso per quest’ultima!” mi ritrovo proprio in quello che cerco di fare, promuovo la causa...

Dunque qual'è la cosa giusta da fare? Mi sa che non lo sai neppure tu...
Comunque ti voglio bene e ti mando un caro saluto...
Stefano

…...

Conclusione:

Paolo: “Quell'affetto e quel rispetto reciproco.. caro Fratello, è tutto quel che conta! Ciao e spero a presto!”

Stefano: “Grazie Paolo delle tue parole, spero di poterti incontrare, forse è tutto quel che vorrei ma sei lontano... Preferivo quando eri a Calcata, ma tant'è, mi dovrò organizzare... Un saluto fraterno”

............

Nella foto sottostante: Paolo D'Arpini in una posa caratteristica durante una recita teatrale a Calcata

venerdì 5 novembre 2010

Produzione biologica e diminuzione dei consumi (anche della carne)...




Premessa.
Ricevo questa lettera che amplifica ed in parte supera il discorso “vegetariano” del biologico, inserendovi anche l’aspetto del parziale consumo “carneo”…

Personalmente, come ben sapete, mi considero un frugivoro e non mangio
carne da 37 anni ma non posso non vedere e riconoscere che anche la
carne, parzialmente s’intende, è uno degli alimenti “naturali”
dell’uomo. Infatti anche gli altri animali frugivori, come i
cinghiali, gli orsi e le scimmie antropomorfe fanno un uso sporadico
di carne. Ed anche in ambito spirituale abbiamo l’esempio di Milarepa
o di San Francesco che saltuariamente mangiarono carne. Ecco
leggete voi stessi… (Paolo D’Arpini)

Caro Paolo.
Riguardo ai prodotti biologici ormai è tutto commercio…….. ma è
commercio sia nei negozi specializzati che nei supermercati, solo che
per il consumatore, cambia, e non poco, il prezzo…….

Non conosco i meccanismi di scelta da parte della grande distribuzione
delle aziende da cui rifornirsi, so per certo che nel settore carni
(non biologiche) fanno molti controlli, ma molti controlli li fanno
anche grosse aziende alimentari che hanno l’interesse a risultare
“pulite” e per le quali un eventuale scandalo di natura
igienico-sanitaria potrebbe essere catastrofico (e non voglio fare
nomi). In tempi in cui il consumatore pare non si fidi più di niente e
di nessuno bisogna lavorare (ed in parte è obbligatorio per legge)
secondo sistemi qualità che però purtroppo non garantiscono la qualità
intrinseca del prodotto (cioè, ad esempio se gli animali di un certo
allevamento hanno consumato foraggi buoni o scadenti o se sono stati
tenuti in condizioni di REALE benessere), ma solo che quel certo
prodotto alimentare è stato ottenuto seguendo quel determinato
processo, usando quelle procedure che vengono descritte, rifornendosi
delle materie prime da quei determinati fornitori e a quali controlli
sono stati sottoposti per poter essere scelti e che controlli vengono
effettuati, durante e alla fine della produzione per garantire la
salubrità del prodotto (per un alimento, per un detersivo si
verificheranno altri parametri).

Questi ragionamenti valgono sia per i prodotti tradizionali che per i
biologici. Che i prodotti biologici siano un prodotto di nicchia era
vero forse più 10 anni fa che ora. Oggi c’è il reparto del biologico e
quello dell’”equo e solidale” in tutti i supermercati, è una questione
di marketing. Perchè il supermercato (la C..p sei tu) si deve veder
togliere la fetta di consumatori sempre più attenti all’ambiente e
alla salute che sta progressivamente aumentando? Però, secondo me, c’è
un però e ne ho avuta la conferma leggendo un articolo sull’ultimo
numero di AAM Terra Nuova, che mi è arrivato proprio oggi. Il titolo
dell’articolo è: Cambiare vita e diventare contadini oggi. Ti
tralascio le mille difficoltà in cui 2 coraggiosi ex-professionisti si
devono confrontare quotidianamente nella conduzione della loro azienda
biologica in Toscana, con produzione di olio, vino, marmellate, ecc.
Dice la titolare: “….Dopo che abbiamo vinto questi premi è venuto da
noi anche un grande nome della distribuzione italiana: voleva
acquistare in esclusiva assoluta tutta la nostra produzione. Il
problema qual’è però? Ovviamente volevano una produzione alta. E noi,
nel biologico, non possiamo garantire la quantità per l’anno
successivo. Loro avevano una risposta molto semplice: ci hanno detto
tranquillamente che si poteva aggiungere un altro olio diverso dal
nostro per esempio……”

Per quello che so poi io direttamente da alcuni produttori della mia
zona, la grande distribuzione, avendo ormai una percentuale del
mercato esorbitante, è quella che fa i prezzi, soprattutto in un
periodo di crisi. Il produttore, se non vuole perdere questa grossa
fetta di vendite deve per forza accettare i prezzi della grande
distribuzione. Non parliamo poi delle “offerte”, degli sconti, ecc. Lo
sconto non lo fa il supermercato, o almeno, non interamente, ma molta
parte ricade sul produttore.

Per quello che mi riguarda, io cerco di fare la spesa, per i prodotti
freschi (verdura, frutta, formaggi, uova) o direttamente dagli
agricoltori locali o al mercatino settimanale del biologico che c’è
qui, FIDANDOMI. Non chiedo che mi facciano vedere la certificazione e
sulle cassette non c’è il bollino dell’ente certificatore,
semplicemente mi fido come mi fido della signora dove vado negli altri
giorni della settimana a comprare la roba “verde” e alla quale chiedo
se usa gli antiparassitari e lei mi risponde (ed io mi fido): sulla
frutta proprio non riesco a non darli, ne do il meno possibile, sulla
verdura invece non do niente (ed io le credo). La mia è una zona di
Parmigiano Reggiano e gli animali che producono il latte per il P.R.
non godono di un gran benessere, però di sicuro gli antibiotici non ci
sono, altrimenti il P.R. non viene, la forma si gonfia e non si può
stagionare. Il pecorino lo compro da un amico che ha le pecore e fa il
formaggio e fa la ricotta più buona del mondo, quando la fa e so per
certo che lui ai suoi animali non da niente. La farina per fare il
pane, quando ho tempo la vado a comprare ad un mulino di qua (chissà,
magari il grano lo prende chissà dove….., ma io mi fido!).

Il cibo per gli animali purtroppo devo ancora andarlo a comprare o al
supermercato o in quei negozi specializzati, chissà che prima o poi
non mi attrezzi per macinare, che ne so, carcasse di pollo (sai, c’è
anche un piccolo macello di polli, qui, c’ero anche oggi) per cane e
gatti.

Ecco, mi piacerebbe poter tornare ai tempi in cui le donne stavano a
casa e portavano avanti l’economia familiare facendo le cose partendo
dalle MATERIE PRIME che erano reperite in loco, nel proprio orto o dal
contadino vicino.. Vorrei avere anche solo un ettaro di terra e farmi
il mio grano, il mio granturco, i miei pomodori, le mie mele, i miei
polli (e ci puoi scommettere che imparerei anche ad ucciderli), le
mie uova. Del resto se le mie galline coveranno, come spero, non si
potrà farle riprodurre all’infinito, bisognerò pure dare una limitata
al moltiplicarsi della specie. L’uomo (anche il cacciatore) dovrebbe
essere quel “predatore” che insieme agli altri (che ormai però sono
troppo pochi) regola il numero degli individui delle popolazioni
selvatiche e ovviamente domestiche (visto che ne è stato lui il
“creatore”).

Lettera Firmata

sabato 7 agosto 2010

Rete Bioregionale Italiana - Incontro del 30 e 31 ottobre 2010 a San Severino Marche

Cari amici.

Sembra che nelle Marche ci siano buone prospettive per realizzare il già programmato incontro annuale della Rete Bioregionale Italiana, così mi sento incoraggiato ad invitarvi. Ad ottobre sarò qui a Treia per contribuire all'organizzazione dell'incontro che si terrà in corrispondenza di Samhain (Ognissanti). Non abbiamo stabilito alcun argomento di discussione, l'incontro sarà quindi informale e basato sulle esperienze di vita ecologista di ognuno dei partecipanti.... nel tentativo di una ricomposizione e di una nuova spinta verso mete comuni. Sono invitati tutti gli uomini e le donne di “buona volontà”, dimissionari e non dimissionari....

Dopo la disaffezione dimostrata da alcuni membri della Rete e dopo aver appreso l'indisponibilità di Jacqueline Fassero a continuare ad organizzare l'incontro di Acquapendente mi sono deciso di tentare di fare l'incontro qui nelle Marche, dove diversi bioregionalisti abitano, fra cui Felice del Seminasogni che ho personalmente invitato.... Spero dunque che i vecchi membri della Rete ed i nuovi simpatizzanti possano e vogliano "apertamente" e liberamente partecipare con il proprio bagaglio esperenziale...

L'incontro é previsto a San Severino Marche, il 30 e 31 ottobre 2010, nel rustico di Lucilla Pavoni, in un bellissimo podere sulle colline marchigiane. Sarà possibile campeggiare in tenda nel podere stesso. Ci stiamo informando per i costi in una pensioncina nei pressi, altre persone potranno essere ospitate qui a Treia. Non sono previsti costi per l'ospitalità in tenda o a Treia, eventualmente un semplice contributo volontario sarà gradito. Per il cibo ognuno porta qualcosa e si cucina e si fa la vesseille in comune. I riceventi sono pregati di divulgare in tutti i modi questa proposta!

Per informazioni logistiche scrivere a: saul.arpino@gmail.com - Tel. 0733/216293

Cari saluti a tutti!
Paolo D'Arpini