...una manciata di fatti che riepilogano 150 anni di storia diplomatica tra 2 stati: Russia e Giappone...
A - Il trattato di SHIMODA (1855) mette fine a un mezzo secolo di ambiguità tra impero Giapponese e zarista: si stabilisce che Shakalin è per intero russa, mentre le Curili sono giapponesi.
B - 50 anni dopo Shimoda....la guerra russo-giapponese del 1904/5 deflagra con gli esiti finali che si conoscono: imbarazzante sconfitta russa (notare che il Giappone era sostenuto da mezzo occidente come oggi l'Ucraina, senza nulla condonare all'impreparazione russa). Metà dell'isola di Shakalin torna al Giappone: la vittoria giapponese pretendendo questo, mette di fatto FINE all'equilibrio sancito dal precedente trattato. Stop.
C - 40 anni dopo la guerra del 1905, siamo al termine del secondo conflitto mondiale nel Pacifico: l'URSS ottempera agli accordi di Yalta e si unisce alla guerra contro il Giappone come richiesto dagli angloamericani e mantiene la promessa in modo assai preciso ovvero dichiara guerra a Tokyo esattamente 3 mesi dopo la resa nazista in Europa (come si era impegnata a fare). Il "favore" prevedeva una serie di concessioni: riappropriarsi di tutta Shakalin, potestà sulle isole Curili, nonchè influenza su Port Arthur (maggiore porto russo in Manciuria al tempo degli zar). Da occidente si acconsentì a tutte le richieste russe, apparentemente.
D - Terminata la guerra, dopo 6 anni di occupazione ed amministrazione militare, Washington se ne esce fuori col congresso di San Francisco (da cui nasce l'omonimo trattato del 1951, che mette formalmente fine all'occupazione definendo COSA sarà il Giappone del futuro.....sino ai giorni nostri cioè). Il trattato in questione è UNILATERALE: gli statisti angloamericani hanno letteralmente scritto di proprio pugno la nuova costituzione giapponese e deciso ogni cosa a partire dall'identità geopolitica del nuovo Giappone. Si curva il militarismo nipponico sì... ma unicamente a vantaggio di una collocazione di Tokyo in una nuova coalizione militare dal carattere principalmente antirusso (ed anticinese). Il trattato di San Francisco equivale ad una PACE SEPARATA tra USA e Giappone nella quale l'URSS non ha voce in capitolo: un qualcosa che le convenzioni dell'alleanza durante la seconda guerra mondiale avevano VIETATO (a Mosca non sarebbe mai stato perdonato di aver trattato una pace separata con la Germania hitleriana a proprio esclusivo beneficio e tornaconto). Nel caso giapponese invece... Washington e Londra fanno esattamente questo, considerando l'arcipelago giapponese cosa loro a prescindere dal conflitto mondiale: del resto non potevano consultare Mosca in merito al futuro del Giappone dal momento che si è deciso che il Giappone sarebbe stato una base antisovietica nel Pacifico (provvista di armi atomiche statunitensi).
Le concessioni territoriali a Mosca (pattuite 6 anni prima) non vennero riconosciute dagli angloamericani i quali - caso unico - permisero al nazionalismo giapponese (a cui avevano cancellato l'impero permanentemente) di rialzare la testa giusto in tale contesto, RIVENDICANDO Shakalin e Curili... rifecendosi addirittura al trattato di Shimoda del 1855 (defunto per mano dei giapponesi stessi dopo il 1905). In parole altre: il nazionalismo nipponico è bandito, salvo quando può essere utile per attaccare geopoliticamente gli interessi di Urss/Russia (in tal caso è ammesso da Washington).
CONCLUSIONE
Il Giappone democratico odierno ritrova il suo microscopico e insulso momento di gloria - la possibilità di esprimere il proprio nazionalismo, altrimenti castrato - nel dare sul naso a Mosca.
Il tragico è che il Cremlino non può veramente replicare qualcosa a Tokyo... perchè quest'ultima non è nella condizione di recepirla (mi spiego): il Giappone rinasce dopo il secondo dopoguerra - sancito a San Francisco nel 1951 - non più come impero, ma nemmeno più come stato sovrano. La nuova identità è quella di stato a sovranità limitata cui è stato risparmiato il sovrano per motivi di ordine pubblico, senza forze armate indipendenti e con armi atomiche (americane) che gravitano attorno al proprio territorio sebbene la cosa sia segreta.
Il Giappone risorge sì... come satellite, come super-portaerei statunitense nel Pacifico che si affaccia al continente (Cine/Corea/Urss): per costituzione non può riarmarsi autonomamente, ma può ospitare centinaia di migliaia di truppe americane.
Lo "stato nazionale" appena descritto nelle righe sopra non può oggettivamente essere un interlocutore di alcuno (con tutto il rispetto per la sua ragguardevole storia secolare): non ha il rango, la dignità di attore indipendente nell'arena geopolitica, avendola persa nel 1945 e totalmente. In tempo di pace la cosa non si nota, ma nel momento della verità (quando si vede quanto veramente pesa uno stato), allora tutto viene al pettine, terribilmente.
La considerazione è gravissima poichè Mosca - in extremis, pur di dirimere favorevolmente la questione con un seccante vicino e metter fine a una diatriba che dura da oltre un secolo - poteva persino venire incontro a Tokyo e trovare un accomodamento sulle CURILI. Poteva farlo (persino il nazionalista Dugin, scrisse di essere favorevole)... ma poteva a farlo a favore di un Giappone indipendente geopoliticamente: non a favore di un satellite USA che finirebbe col concedere proprio a Washington la potestà sulle Curili.
Tokyo strilla senza realizzare che è la propria effimera natura che impedisce a Mosca di restituire loro le Curili (e non la cattiveria russa come si piangerà sui quotidiani del Sol levante): il governo giapponese non può domandare e men che meno pretendere nulla da nessuno, dal momento che esso non ha potere nemmeno sul proprio paese medesimo (non senza assensi dalla Casa bianca).
Discorso medesimo si fece a proposito dell'oblast di Kaliningrad - un tempo Koningsberg - ed anche qui Dugin in persona (lo cito come specchio dei nazionalisti russi) era FAVOREVOLE ad un accomodamento in linea di principio: ma NON con una Germania Nato chiaramente. Con una Germania geopoliticamente sovrana forse sì... ma con nessun altra ed ha ragione.
La terra dei samurai al suo momento più drammatico (quanto i malati di mente, non consapevoli della propria condizione). E consiglierei alla premier nipponica di fare una cosa prima di minacciare Mosca... fare una conta di quanti hikikomori ci sono in tutto il paese (in catastrofe demografica peggiore che l'Europa), pronti a mollare la play station e il simulatore di cyber sex (o cosa) per andare a combattere per la Curili come i loro bisnonni. Da farsi tante risate...
Daniele Lanza
Nessun commento:
Posta un commento
Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.