giovedì 18 ottobre 2018

DEF, osservazioni dei petenti e gaffes degli innocenti... Ovvero: "Al contadin non far sapere..."



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Al contadino non far sapere…

La differenza è che, quando non parlano attraverso i canali che qualcuno ha sancito istituzionali, anche se rispondono a privatissimi magnati del soldo, del mattone, del farmaco, questi formidabili catoni parlano di nascosto. Sono i casi in cui il teleobiettivo, o l’orecchio, o lo sguardo puntati non sono sotto loro stretto controllo. Parlano fitto fitto coprendosi la bocca. E non è per infastidire l’altro con l’alitosi. Qualunque sia il lezzo emanante dalle parole. Lo hanno imparato anche i calciatori che, bisbigliandosi trovate tattiche, o suggerendosi di spezzare le tibie a quello lì, pensano di fregare l’avversario. O magari lo spettatore tv perché non sappia della combine.

Così è successo che Di Maio, quello più cornuto nella coppia di governo, secondo gli illibati che c’erano prima, perché non fa smargiassate, o cose palesemente riprovevoli da ogni punto di vista, ma qualcuna di quelle che questi avrebbero dovuto fare e non si sono mai sognati e per questo sono stati messi dietro la lavagna. 

Quando è uscito un DEF in tutto e per tutto simile a quelli fatti prima, ma stavolta in odio al babbo UE, alla mamma BCE, alla zia FMI e al curato e con provvisioni non per due dozzine di ricchi, ma per qualche milionata di pezzenti sul divano, al maremoto forza 10 che gli si è sollevato contro, Di Maio è sbottato in “terrorismo mediatico”. 

Ha addirittura osato riferire che, come i dati ahinoi da tempo denunciano, la carta stampata perde lettori e anche Repubblica. Non sarà mica perché i lettori, più che leggerla, hanno mangiato la foglia? Ma come si permette, il parvenu! Quello delle gazzose allo stadio San Paolo!


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Fulvio Grimaldi - www.fulviogrimaldicontroblog.info

mercoledì 17 ottobre 2018

Italia terra d'occupazione USA e NATO - In arrivo "B61-12" nuovi ordigni nucleari ad alta potenza...


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La B61-12, la nuova bomba nucleare Usa che sostituisce la B-61 schierata in Italia e altri paesi europei, comincerà ad essere prodotta tra meno di un anno. Lo annuncia ufficialmente la National Nuclear Security Administration (Nnsa).
Essa informa che, conclusasi con successo la revisione del progetto finale, questo mese cominciano al Pantex Plant in Texas le attività di qualificazione della produzione, la quale sarà autorizzata a iniziare nel settembre 2019. Nel marzo 2020 entrerà in funzione la prima unità di produzione, ossia comincerà la produzione in serie di 500 bombe.
Da quel momento, ossia tra circa un anno e mezzo, gli Stati uniti cominceranno a schierare in Italia, Germania, Belgio, Olanda e probabilmente in altri paesi europei, in funzione anti-Russia, la prima bomba nucleare a guida di precisione del loro arsenale, dotata di capacità penetrante per esplodere sottoterra così da distruggere i bunker dei centri di comando.
Poiché l’Italia e gli altri paesi, violando il Trattato di non-proliferazione, mettono a disposizione degli Usa sia basi sia piloti e aerei per lo schieramento della B61-12, l’Europa sarà esposta a maggiore rischio quale prima linea del crescente confronto nucleare con la Russia.
Si prospetta allo stesso tempo una situazione ancora più pericolosa: il ritorno degli euromissili, ossia di missili nucleari analoghi a quelli schierati negli anni Ottanta dagli Stati uniti in Europa (anche in Italia), con la motivazione ufficiale di difenderla da quelli sovietici.
Questa categoria di missili nucleari a gittata intermedia (tra 500 e 5500 km), con base a terra, fu eliminata col Trattato Inf del 1987. Nel 2014, però, l’amministrazione Obama ha accusato la Russia di aver sperimentato un missile da crociera (sigla 9M729) della categoria proibita dal Trattato.
Mosca nega che questo missile violi il Trattato Inf e, a sua volta, accusa Washington di aver installato in Polonia e Romania rampe di lancio di missili intercettori (quelli dello «scudo»), che possono essere usate per lanciare missili da crociera a testata nucleare.
L’accusa fatta da Washington a Mosca, non sostenuta da alcuna prova, ha permesso agli Stati uniti di varare un piano mirante a schierare di nuovo in Europa missili nucleari a raggio intermedio con base a terra. Già l’amministrazione Obama aveva annunciato nel 2015 che «di fronte alla violazione del Trattato Inf da parte della Russia, gli Stati uniti stanno considerando lo spiegamento in Europa di missili con base a terra».
Il piano è stato confermato dalla amministrazione Trump: nell’anno fiscale 2018 il Congresso degli Stati uniti ha autorizzato il finanziamento di «un programma di ricerca e sviluppo di un missile da crociera lanciato da terra da piattaforma mobile su strada».
Il piano viene sostenuto dagli alleati europei della Nato. Il recente Consiglio Nord Atlantico a livello di ministri della Difesa, cui ha partecipato per l’Italia Elisabetta Trenta (M5S), ha dichiarato che «il Trattato Inf è in pericolo a causa delle azioni della Russia», accusata di schierare «un sistema missilistico destabilizzante, che costituisce un serio rischio per la nostra sicurezza».
Da qui la necessità che «la Nato mantenga forze nucleari sicure, affidabili ed efficienti» (il che spiega perché i membri dell’Alleanza abbiano respinto in blocco il Trattato Onu sulla proibizione delle armi nucleari). Si prepara così il terreno allo schieramento in Europa, a ridosso del territorio russo, di missili nucleari statunitensi a raggio intertmedio con base a terra.
È come se la Russia schierasse in Messico missili nucleari puntati sugli Stati uniti. 
Manlio Dinucci
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 Comitato promotore della campagna #NO GUERRA #NO NATO
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lunedì 15 ottobre 2018

UE e BCE. Il buon esempio islandese

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E’ passato poco più di un anno da quando l’Islanda ha rinunciato ad aderire all’Unione Europea ma se qualcuno pensa che i membri del governo islandese si siano pentiti di questa scelta si sbaglierebbe di grosso.

A tale proposito pochi giorni fa il primo ministro Sigmundur David Gunnlaugsson ha dichiarato che rimanere fuori dalla UE e’ stata la migliore decisione presa dal governo perché ha permesso di far riprendere l’economia velocemente.

“Se l’Islanda avesse aderito alla UE, adesso si ritroverebbe in una situazione simile a quella greca o irlandese con un’economia in profonda recessione e un paese sull’orlo della bancarotta” aggiunge Gunnlaugsson, il quale non fa mistero del fatto che essere rimasti fuori e’ per lui un sospiro di sollievo.

Dopo essere cresciuto dell’1,9% l’anno scorso, quest’anno l’economia islandese dovrebbe avere una crescita del 3,5% e il debito pubblico che era dell’86% del Pil nel 2012 adesso e’ sceso al 64% e dovrebbe presto raggiungere il livello di prima della crisi del 34%. Un risultato semplicemente fantascientifico anche per nazioni come la Germania, figuriamoci per l’Italia, il cui dato è prossimo al 132%, non al 34%.

Inoltre, grazie al fatto di avere una propria valuta, l’Islanda ha avuto più margini di manovra e la svalutazione della korona ha fatto aumentare il numero di turisti nel paese scandinavo.

Se questo non fosse abbastanza, l’Islanda è stato anche l’unico paese al mondo che ha mandato in galera tutti i banchieri responsabili della crisi – cosa che in Italia perfino per la catastrofe MPS non è accaduto, strani “suicidi” a parte – e di recente ha anche offerto ai suoi cittadini il 5% della quota di una delle banche nazionalizzate durante la crisi degli anni scorsi a titolo di rimborso per le perdite subite da chi ne aveva acquistato le azioni.

Effettivamente ciò che è accaduto in Islanda dovrebbe essere oggetto di studio in tutte le scuole d’Europa, ma ciò  non avviene perché alla nostra classe politica al governo conviene tenere il popolo ignorante, e non e’ un caso che questa storia sia stata censurata dai giornali di regime italico.  

sabato 13 ottobre 2018

Un ragionamento sulla chiesa cattolica... e sulla sua necessaria riforma


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Se vogliamo fare un ragionamento “religioso” ciò che succede oggi è lo specchio della presunta storia, ancorché mito,  ci possiamo considerare dei perseguitati (martiri) laici….
Il cristo storico (materiale) in carne ed ossa fu ucciso dagli ebrei, guidati da loro Dio, il cristo amore presente nella nostra anima viene ucciso ancora oggi con il neoliberismo voluto dai predatori, guidati dal loro Dio (le due divinità continuano a non coincidere! altro che fratelli maggiori: “faranno anche a voi quel che hanno fatto a me” (GV 15, 20)
Uno dei motivi per cui io faccio sempre la stessa domanda a Sacerdoti che credo illuminati oltre che preparati in termini storici e cristologici …. Io ho la totale sensazione interiore (non pretendo chiamarla illuminazione) che la Cristologia sia assolutamente autonoma nel suo impianto teologico dall’ebraismo e non ha nessun bisogno (ne storico, ne escatologico) di essere legata alla storia degli ebrei. E 2018 anni dovrebbero essere sufficienti a capire gli errori del primo concilio (quello di Nicea)!
Comprendo che questo farebbe cadere molti dogmi, e sopratutto tutto l’impianto del peccato originale in termini di salvezza a cui la chiesa ha risposto con dei protocolli (materiali e finanziari) anziché con la formazione dello spirito ma del resto una prima dottrina di “uguaglianza” la impone proprio la chiesa non certo Gesù che addirittura fa differenze tra i discepoli, tra Marta e Maria, tra i contadini, nelle parabole ecc.
La gestione materiale delle “anime” è più semplice se si protocollano le procedure di accesso allo spirito (battesimo cresima ecc) e si rende tutti uguali!
Del resto stesso metodo ebraico quello della ritualità….. noi siamo il potere e quindi la verità, voi siete quelli “uguali” ed impreparati e dal potere avrete protezione e giustizia solo se….. (senza mai prospettare una crescita nella sovranità spirituale). Molto più difficile fare emergere il cristo interiore che è l’amore e renderlo vivo.
Se la chiesa non si riforma (ritorna) ad una dimensione spirituale, lasciando le dottrine rigide i dogmi le gerarchie, farà una brutta fine. Lo spirito è libero e soffia dove vuole! (non solo dove dice il magistero).  Ne ho parlato con una veggente ed è veramente sconvolgente sentire che i profeti di questo tempo non sono presi in considerazione.  Questo papa  Bergoglio non convince, è troppo neoliberista, nell’accogliere tutti nel gregge si finisce per fare entrare i lupi…. del resto Cristo "non è venuto per unire ma per dividere” (MT 10, 34)
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(G.V. e G.T.)

mercoledì 10 ottobre 2018

USA. Avanti con la guerra batteriologica per l'estinzione di massa - La morte viaggia con il volo degli insetti



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Sciami di insetti, che trasportano virus infettivi geneticamente modificati, attaccano le colture di un paese distruggendo la sua produzione alimentare: non è uno scenario da fantascienza, ma quanto sta preparando l’Agenzia del Pentagono per i progetti di ricerca scientifica avanzata (Darpa).
Lo rivelano su Science, una delle più prestigiose riviste scientiche, cinque scienziati di due università tedesche e di una francese. Nel loro editoriale pubblicato il 5 ottobre, mettono fortemente in dubbio che il programma di ricerca della Darpa, denominato «Alleati insetti», abbia unicamente lo scopo dichiarato dall’Agenzia: quello di proteggere l’agricoltura statunitense dagli agenti patogeni, usando insetti quali vettori di virus infettivi geneticamente modificati che, trasmettendosi alle piante, ne modificano i cromosomi.
Tale capactà – sostengono i cinque scienziati – appare «molto limitata». Vi è invece nel mondo scientifico «la vasta percezione che il programma abbia lo scopo di sviluppare agenti patogeni e loro vettori per scopi ostili», ossia «un nuovo sistema di bioarmi».
Ciò viola la Convenzione sulle armi biologiche, entrata in vigore nel 1975 ma restata sulla carta soprattutto per il rifiuto statunitense di accettare ispezioni nei propri laboratori.
I cinque scienziati specificano che «basterebbero facili semplificazioni per generare una nuova classe di armi biologiche, armi che sarebbero estremamente trasmissibili a specie agricole sensibili, spargendo insetti quali mezzi di trasporto».
Lo scenario di un attacco alle colture alimentari di Russia, Cina e altri paesi, condotto dal Pentagono con sciami di insetti che trasportano virus infettivi geneticamente modificati, non è fantascientifico.
Quello della Darpa non è l’unico programma sull’uso di insetti a scopo bellico. Il Laboratorio di ricerca della US Navy ha commissionato alla Washington University di St. Louis una ricerca per trasformare le locuste in droni biologici. Attraverso un elettrodo impiantato nel cervello e un minuscolo trasmettitore sul dorso dell’insetto, l’operatore a terra può capire ciò che le antenne della locusta stanno captando.
Questi insetti hanno una capacità olfattiva tale da percepire istantaneamente diversi tipi di sostanze chimiche nell’aria: ciò permette di individuare i depositi di esplosivi e altri impianti da colpire con un attacco aereo o missilistico.
Scenari ancora più inquietanti emergono dall’editoriale dei cinque scienziati su Science. Quello della Darpa – sottolineano – è il primo programma per lo sviluppo di virus geneticamente modificati per essere diffusi nell’ambiente, i quali potrebbero infettare altri organismi «non solo nell’agricoltura». In altre parole, tra gli organismi bersaglio dei virus infettivi trasportati da insetti potrebbe esservi anche quello umano.
È noto che, nei laboratori statunitensi e in altri, sono state effettuate durante la guerra fredda ricerche su batteri e virus che, disseminati attraverso insetti (pulci, mosche, zecche), possono scatenare epidemie nel paese nemico. Tra questi il batterio Yersinia Pestis, causa della peste bubbonica (la temutissima «morte nera» del Medioevo) e il Virus Ebola, contagioso e letale.
Con le tecniche oggi disponibili è possibile produrre nuovi tipi di agenti patogeni, disseminati da insetti, verso i quali la popolazione bersaglio non avrebbe difese.
Le «piaghe» che, nel racconto biblico, si abbatterono sull’Egitto con immensi sciami di zanzare, mosche e locuste per volontà divina, possono oggi abbattersi realmente sul mondo intero per volontà umana. Non ce lo dicono i profeti, ma quegli scienziati restati umani.
Manlio Dinucci - Lista No Guerra No NATO
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martedì 9 ottobre 2018

Perugia - Assisi. La conclusione di Fulvio Grimaldi



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Conclusa  alfine la celebrata marcia Perugia Assisi di domenica  7 ottobre 2018, organizzata dal sostenitore dei “ribelli” siriani Flavio Lotti,  nel nome dall’immenso valore depistatorio della “lotta al razzismo, all’intolleranza, alla xenofobia”. E pure questo è un argomento che fa tendenza. Mica le stragi seriali di Gaza, 8 anni di massacri per piegare la Siria, il genocidio nello Yemen, 17 anni di bombe sull’Afghanistan.  Mica fanno tendenza. L’hanno chiamata marcia della pace? O abbiamo capito male?

Tutto questo dimostra forse niente di risolutivo, se non l’abissale sprofondamento morale, politico, culturale e giuridico, della società e delle istituzioni dello Stato guida dell’Occidente. Quello a cui, evidentemente condividendone, se non imitandone da sottoposti l’esempio, s’inchina la stessa totalità unanime del mondo mediatico e politico italiota,con la stessa sintonia e sincronia con cui si avventa da noi contro ciò che chiama il “governo più populista della Repubblica”, solo perché ha dirottato un po’ di pane e di rose dai ricchi a quelli che non lo devono essere. Mai.


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domenica 7 ottobre 2018

UE. DEF non approvato - Lotta all'ultimo sangue contro il governo “populista”



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All’arma bianca i resti dei partiti che furono, con pagine al tritolo giornali e tivù. Per Renzi  ed amici, la bocciatura dell’UE del DEF è equivalsa a un orgasmo come quelli che i vegliardi ricavano dalla memoria. Bersaglio di tutti, “il governo più di destra della Repubblica” che, con maglio non proprio dissimile dalle vecchie falce e martello, osa picconare l’ordine nato dal ratto d’Europa. 

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Ne danno testimonianza, nella gazzetta ormai monotematica (detta "manifesto"), mosca cocchiera dell’assalto mediatico universale, con unanime spirito conservatore, direttori, vicedirettori, editorialisti, cronisti, correttori di bozze, poligrafici, portinai, strilloni.

E’ successa una cosa gravissima, intollerabile, che minaccia l’ordine del cosmo come allestito fin dai predecessori degli attuali reggenti e messo in questione solo nel breve arco che va dal 1968 al 1977: il sistema di trasferimento della ricchezza dal basso verso l’alto, come concordato con la mafia e relativi referenti politici da allora ad oggi, fin dallo sbarco americano del ’43. 

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Un “popolo disperso che nome non ha” s’è stufato di essere “non donna di provincie ma bordello”, s’è dato un nome, ha rivendicato la sua provincia nell’ordine globale e, il 4 marzo 2018, ha votato diverso e dissonante. Ne è scaturito un governo affatto differente rispetto a quelli di tutta la storia prima. Un governo casinaro, di opposti e affini, di sguaiataggini e tonfi (verdi) e farloccherie e cedimenti (gialli), ma anche di provvedimenti solo sognati e che, per la prima volta, ha provato, timidamente, debolmente, a rovesciare il paradigma e restituire qual cosina del maltolto. 

Dai soldi strappati agli eurolicantropi non benefit e guiderdoni alla cricca del 10% che ha la ricchezza del 50% (a proposito del disarmante “dove prendere i soldi?”), ma stampelle a chi zoppica. 

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Dei 5,5 milioni di persone in miseria, dei 12 che non si possono curare, dei 18 che hanno un piede nella povertà e l’altro periclitante al limite, di cui non gliene doveva fregare niente a chi era proposto al famoso trasferimento globalista da sotto a sopra, da chi suda a chi sta al fresco, dalla natura al cemento, dalla pace alla guerra, dall’aria al gas, qualcuno un gialloverde, più giallo che verde, ha iniziato a occuparsi. Abominio!


Fulvio Grimaldi - www.fulviogrimaldicontroblog.info

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Integrazione de L'Antidiplomatico: “Mercati e Unione europea in allarme, opposizione all’attacco, richiamo del presidente della Repubblica alla Costituzione, perché l’annunciata manovra finanziaria del governo comporterebbe un deficit di circa 27 miliardi di euro. Silenzio assoluto invece, sia nel governo che nell'opposizione, sul fatto che l'Italia spende in un anno una somma analoga a scopo militare. Quella del 2018 è di circa 25 miliardi di euro, cui si aggiungono altre voci di carattere militare portandola a oltre 27 miliardi. Sono oltre 70 milioni di euro al giorno, in aumento poiché l'Italia si è impegnata nella Nato a portarli a circa 100 milioni al giorno...”