sabato 29 agosto 2015

Porcherie vaticane - Un po' di storia recente non guasta


Papa Luciani, prese il nome di Giovanni Paolo Primo, nei 33 giorni del suo pontificato , fece in tempo a documentarsi sullo IOR, a informarsi su imminenti importanti nomine ed a ricevere l’arcivescovo di Cracovia.
Dopo la sua ‘strana’e improvvisa morte, l’Arcivescovo di Cracovia, che si beava del totale sostegno della chiesa (guidata dal Cardinale Marcinkus , ..quello di Calvi e Sindona) , del Governo e dei servizi USA, divenne Papa e prese il nome di Giovanni Paolo Secondo (chissà cosa si dissero in quel colloquio e come si lasciarono…).

Da Papa si distinse nel sostegno politico e finanziario verso i movimenti antisovietici dei paesi dell’Est. In primis, per quantità e intensità, il sostegno e i finanziamenti (attraverso i banchieri vaticani Sindona e Calvi) andarono al sindacato Solidarnosh e al suo leader Lech Walesa. Non fu una gran scelta, visto che Walesa fu trovato con le mani in pasta per le sue ‘dimenticanze’ di girare al sindacato ed ai suoi collaboratori politici, i soldi che riceveva dal Vaticano e dai servizi NATO
Ma il nuovo Papa non toppò solo con il laico Walesa.
Nella sua Polonia individuò anche un prelato su cui puntare: Monsignor Józef Wesołowski, l'arcivescovo deceduto oggi in Vaticano, dopo essere stato ridotto allo stato laicale perchè riconosciuto colpevole di cntinaia di violenze e stupri su minori .
Ma non fu l'unico pedofilo e violentatore benvoluto e protetto da Walesa.

Meno nota la storia del sacerdote messicano fondatore dei Legionari di Cristo, Marcial Maciel Degollado
(Fernando Rossi)

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Giovanni-Paolo-II-con-padre-Maciel-fondatore-dei-Legionari-di-Cristo-510Pochi in Italia conoscono la contorta e discutibile gestione del potente sacerdote messicano fondatore dei Legionari di Cristo, Marcial Maciel Degollado, da parte della Santa Sede. Eppure c’è chi afferma che abbia inciso sulle dimissioni di Benedetto XVI e paradossalmente sulla canonizzazione di Giovanni Paolo II, avvenuta a tempo di record il primo maggio 2014. Il decennale della morte di Karol Wojtyla (2/4/2005) e della ascesa al soglio pontificio di Joseph Ratzinger (19/4/2005) è l’occasione per riportare in luce una vicenda scarsamente indagata dai media nostrani ma che ha segnato in profondità entrambi i loro pontificati e l’ultimo mezzo secolo di storia “politica” della Chiesa di Roma: il caso Maciel, pedofilo e violentatore seriale, protetto di Wojtyla e amico del primo segretario di Stato di papa Ratzinger, card. Angelo Sodano.
di Federico Tulli
«Padre Maciel è molto caro al Santo Padre e ha fatto molto per la Chiesa. Quindi, mi dispiace, ma non è prudente riaprire un’inchiesta». Quando il prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, il cardinale Joseph Ratzinger, spedisce queste poche righe al vescovo di Coatzacoalcos in Messico, monsignor Carlos Talavera Ramírez, sono passati 48 anni dalle prime accuse per abusi “sessuali” trasmesse in Vaticano nei confronti del padre fondatore (nel 1941) della congregazione dei Legionari di Cristo, Marcial Maciel Degollado. Siamo nel 1996. Ratzinger guida l’ex Sant’Uffizio e Karol Wojtyla è Giovanni Paolo II. Ramirez aveva scritto a Ratzinger sollecitato dal sacerdote Alberto Athié, una delle vittime delle violenze di Maciel quando negli anni 50, minorenne, era un seminarista dei Legionari. La sua denuncia rimane lettera morta, come del resto tutte le altre giunte in Vaticano a partire dal 1944.
Ma Athié non si scoraggia. Insieme a Fernando M. González, sociologo e psicanalista, e José Barba, legionario di Cristo dagli 11 ai 24 anni e in seguito docente universitario, raccoglie in un libro 212 documenti vaticani riservati, segreti e inediti su Maciel, dai quali emerge la consapevole complicità delle gerarchie vaticane, a cominciare da Giovanni Paolo II e dal futuro Benedetto XVI, con il potente sacerdote messicano.
Il volume che difficilmente vedremo in Italia, i cui diritti appartengono alla Grijalbo-Random House Mondadori, è stato pubblicato nel marzo del 2012 in castigliano, con una tiratura di poche migliaia di esemplari, con il significativo titolo “La volontà di non sapere. Ciò che veramente si conosceva su Maciel negli archivi segreti del Vaticano dal 1944”. Gli autori
affrontano da tre punti di vista l’esame dei documenti desecretati (tutti consultabili online): González, autore di un altro volume su Maciel, ne svolge l’illustrazione e la ricostruzione cronologica, offrendo considerazioni sull’atteggiamento e la reazione istituzionale della Chiesa cattolica; Athié presenta la propria esperienza personale, spirituale ed ecclesiastica che lo ha condotto ad abbandonare il sacerdozio di fronte al muro di omertà e silenzi eretto intorno alle sue denunce nei confronti del caso Maciel e in generale degli abusi sui minori nella Chiesa; Barba riferisce l’iter di denuncia alla Santa Sede dei crimini di Maciel da lui personalmente seguito dal 1996 in poi.
L’uscita del libro a marzo 2012 non è casuale. Avviene in coincidenza con il viaggio pastorale di Benedetto XVI in Messico ed è lui il primo destinatario del messaggio di denuncia in esso contenuto. Da qualche anno all’interno delle Mura Leonine le spalle di Maciel non sembravano più tanto coperte ma la sua immagine pubblica continuava ad apparire praticamente immacolata. Per capire cosa sta accadendo bisogna tornare al 2006. «Dopo aver sottomesso le risultanze dell’investigazione ad attento studio, la Congregazione per la dottrina della fede, sotto la guida del nuovo prefetto, il cardinale William Levada, ha deciso – tenendo conto sia dell’età avanzata del reverendo Maciel che della sua salute cagionevole – di rinunciare ad un processo canonico e di invitare il padre a una vita riservata di preghiera e di penitenza, rinunciando ad ogni ministero pubblico». Con questa laconica nota la sala stampa vaticana annunciava il 19 maggio 2006 che Ratzinger, divenuto un anno prima Benedetto XVI, aveva deciso di togliere le prerogative pastorali a Marcial Maciel Degollado. Il potente deus ex machina dei Legionari ha 86 anni e la sospensione a divinis è la sola “condanna” che sconterà dopo una vita vissuta da pedofilo, concubino, violentatore e morfinomane. Comportamenti che però non vengono citati nella nota, la quale infatti non specifica in alcun modo le motivazioni della “sentenza”. Tutti sanno ma nessuno lo dice. L’obiettivo della Santa Sede è far cadere l’imbarazzante storia di Maciel e dei Legionari nel dimenticatoio preservando l’immagine di Joseph Ratzinger e del futuro santo Karol Wojtyla il cui iter di beatificazione era stato appena avviato, appunto, da Benedetto XVI.
Di cosa si è macchiato Degollado è presto detto. Ecco una rapida sintesi delle sue gesta pubblicata nel 2002 da Sandro Magister su L’Espresso, confermata anni dopo dall’inchiesta vaticana e dalla documentazione originale pubblicata in “La volontà di non sapere”. Scrive il vaticanista: «Le prime accuse sono del 1948. Sono trasmesse a Roma dai gesuiti di Comillas, in Spagna, dove Maciel aveva mandato i suoi discepoli a studiare. Ma il Vaticano le lascia cadere. Secondo round nel 1956. Questa volta il Vaticano indaga su nuove accuse ancor più pesanti. Maciel è sospeso per due anni dalle sue funzioni ed esiliato da Roma. Ma nel febbraio del 1959 è reintegrato a capo dei legionari. Terzo. Nel 1978 è l’ex presidente dei legionari negli Stati Uniti, Juan Vaca, con un esposto a papa Giovanni Paolo II, ad accusare Maciel di comportamenti peccaminosi con lui quand’era ragazzo. Nel 1989 Vaca ripresenta a Roma le sue accuse. Senza risposta. L’ultima tornata inizia nel febbraio del 1997 con la denuncia pubblica, da parte di otto importanti ex Legionari, di abusi sessuali commessi da Maciel a loro danno negli anni Cinquanta e Sessanta. Nel 1998, il 17 ottobre, due degli otto accusanti, Arturo Jurado Guzman e José Barba, accompagnati dall’avvocato Martha Wegan, incontrano in Vaticano il sottosegretario della Congregazione per la dottrina della fede, Gianfranco Girotti e chiedono la formale apertura di un processo canonico contro Maciel. Il 31 luglio del 2000 Barba, assieme all’avvocato Wegan, incontra di nuovo in Vaticano monsignor Girotti. Ma senza alcun risultato».
Le amicizie potenti, la ragion di Stato, la falsa morale di cui è intrisa la religione cattolica nei confronti dei crimini pedofili e “sessuali” e la conseguente predisposizione dei gerarchi vaticani a valutarli come dei peccati da condannare con qualche preghiera, a Maciel hanno garantito incolumità, e alle sue vittime una vita di sofferenze e solitudine. Degollado è morto nel 2008 a Miami, in Florida. Due anni dopo la “sua” congregazione dei Legionari verrà commissariata da Benedetto XVI. A metà 2010, diversamente da quanto accaduto nel 2006, la Chiesa ammette infatti pubblicamente che Maciel ha violentato decine di bambini e seminaristi e che ha avuto tre figli da due donne diverse. Ma fa cadere sulla Legione la colpa dell’impossibilità di intervenire prima e di compiere accertamenti sulle accuse, avendo creato «meccanismi di difesa» intorno al fondatore rendendolo di fatto «un intoccabile». Le cose per i Legionari si mettono decisamente male. A ottobre 2010 il delegato pontificio per la congregazione, cardinale Velasio De Paolis, costituisce due commissioni: una per la raccolta delle denunce di abusi nei confronti di Maciel e di altri confratelli Legionari, e l’altra per lo studio e la revisione della situazione economica della congregazione. Secondo la Santa Sede occorre fare piena luce sia sugli abusi che sulle insistenti voci di una gestione economica e finanziaria poco cristallina.
Nel 2004, anno in cui il promotore di Giustizia, Charles Scicluna, aveva iniziato a indagare su Maciel per conto della Cdf, i Legionari di Cristo avevano a bilancio 650 milioni di dollari di liquidità e un miliardo di dollari in beni per le attività delle scuole, dei seminari e delle opere in America Latina, Europa e Nord America. Grazie al sostegno economico costante di ricchi donatori appartenenti all’oligarchia borghese e della destra estrema latinoamericana, nell’arco di mezzo secolo i legionari erano infatti cresciuti fino a diventare la congregazione più ricca e forse più potente dell’intera Chiesa cattolica, forti di un esercito di 3mila seminaristi e 600 sacerdoti dislocati in 145 collegi, 21 scuole superiori e nove università direttamente controllate. Oggi tutto questo patrimonio è a serio rischio.
A confermare la tesi della Santa Sede riguardo la cortina protettiva innalzata intorno a Maciel dai suoi accoliti vi sono dei documenti resi noti durante un processo a Rhode Island negli Stati Uniti, proprio nei giorni a ridosso dell’abdicazione di Joseph Ratzinger da pontefice, avvenuta l’11 febbraio 2013. Secondo gli avvocati dell’accusa queste carte dimostrerebbero che i Legionari di Cristo hanno nascosto informazioni sulla vita “sessuale” del loro fondatore a una ricca vedova che negli ultimi 20 anni ha donato all’ordine circa 30 milioni di dollari. L’accusa è di frode e come racconta Jason Barry, il cronista del National Catholic Reporter (NCR), che per primo a fine anni Novanta indagò e riuscì a ricostruire le vicende criminali di Maciel dando voce a decine di vittime e rompendo il muro d’omertà clericale, «le migliaia di pagine di testimonianze, dati finanziari e religiosi, offrono una visione incredibile sulla cultura propria dei Legionari e del loro fondatore messicano, Marcial Maciel Degollado». Secondo Barry, Maciel ha costituito una centro di potere a Roma istituendo una delle più grandi raccolte fondi della Chiesa moderna: «Si è garantito il supporto incondizionato di papa Giovanni Paolo II che lo aveva definito “guida efficace per i giovani” e lo aveva pubblicamente lodato durante solenni cerimonie, anche dopo una denuncia del 1998 che vedeva Maciel indagato per abusi sessuali sui seminaristi della Legione». Il Vaticano non è coinvolto al processo di Rhode Island, ma le decisioni di Woytjla e Ratzinger permeano la lunga cronistoria che emerge dai documenti resi pubblici su ordine del giudice. La figura del papa emerito appare più che centrale in tutta la vicenda, almeno negli ultimi 25 anni.
Come osserva il filosofo della politica Tommaso Dell’Era, unico in Italia ad averrecensito La volontà di non sapere, «non ci si può non domandare cosa spinse il cardinale Ratzinger a passare dal disinteresse mostrato nel 1996 di fronte alle accuse di monsignor Ramirez, all’incarico assegnato nel 2004 a Scicluna di indagare su Maciel e i suoi». La risposta secondo cui a ottobre 2004 Giovanni Paolo II è ormai prossimo alla morte e non più in grado di impedire un’inchiesta sull’uomo che «ha fatto molto per la Chiesa» non è soddisfacente. Se l’atteggiamento di Wojtyla è stato sempre reticente, quello di Ratzinger, anche dopo aver preteso le dimissioni di Maciel nel 2006 è rimasto quanto meno ambiguo. Ad esempio, tornando al processo di Rhode Island, un capitolo chiave della documentazione riporta l’ammissione del cardinale sloveno Franc Rodé, che aveva dichiarato al NCR e al Global Post di aver visto nel 2004 «un video di Maciel con una donna e un figlio che lui presentava come suo». Secondo Barry, Rodé non mai ha interrogato l’amico Maciel riguardo la sua paternità, ma il cardinale dal canto suo afferma, sempre nei documenti citati, di aver ordinato ai canonisti vaticani, sottoposti del cardinale Ratzinger, di investigare sulle accuse di pedofilia. Le spiegazioni arriveranno solo nel 2010, dopo l’indagine vaticana sui Legionari che ha prodotto nuovi report sull’ordine certificando che Maciel aveva una figlia e che la Santa Sede, quindi Ratzinger, lo sapeva dal 2005. Sebbene in Italia non ne sia giunta voce, non c’è dubbio che i file del processo di Rhode Island, pubblicati due giorni dopo l’annuncio delle dimissioni di Benedetto XVI, aggiungono un ulteriore capitolo agli scandali che Ratzinger teneva ben presenti nella sua ultima messa pubblica da papa, quando ha parlato del volto della Chiesa «talvolta sfigurato».
Restano le domande: perché il Vaticano pur sapendo dei figli di Maciel dal 2005 non ha diffuso l’informazione o non ha spinto i Legionari a farlo quando Benedetto XVI lo ha sospeso nel 2006? Perché ha nascosto questa e altre informazioni fino al 2010? José Barba, (citato nella ricostruzione di Magister) che oggi è professore in pensione del Mexico City college, sostiene che la questione fondamentale per Benedetto XVI era proteggere la reputazione di Giovanni Paolo II. «Ratzinger voleva garantire la beatificazione di Woytjla», afferma Barba. Ma commise dei passi falsi. Su tutti spicca il significativo rifiuto di incontrare le vittime di Maciel durante il suo viaggio pastorale in Messico. Era una decisione coerente con la volontà di tenere il profilo basso sulla vicenda dei Legionari ma fu certamente una scelta “politicamente” errata pensando alle critiche che questa essa provocò. Solo allora Ratzinger, che da cardinale aveva eluso ogni richiesta di mettere il prete messicano sotto processo, si è trovato per la prima volta a fare i conti con l’imbarazzo per l’entusiasmo del papa polacco verso Maciel anche dopo le denunce del 1998.
Come detto, l’inchiesta vaticana è avanzata dopo la morte di Wojtyla. Ma l’annuncio del Segretariato di Stato (20 maggio 2005), Angelo Sodano, che Maciel non avrebbe dovuto affrontare un processo canonico solleva gravi interrogativi anche sull’emerito papa tedesco. Ancora in settembre, otto mesi prima della sospensione inflitta da Benedetto XVI, Sodano – che oggi è il decano del Collegio cardinalizio – invitava indisturbato l’amico Maciel a Lucca come ospite ufficiale di una prestigiosa conferenza. Secondo Barba, pressando il coperchio sulla vita segreta di Maciel, Ratzinger ha sperato «di difendere la causa di canonizzazione di Woytjla dalle accuse che costui ha protetto un maniaco». Proteggendolo a sua volta e quindi tentando di salvare se stesso.

venerdì 28 agosto 2015

Povera America... Poveri noi



I mass media fanno finta che gli Stati Uniti siano ancora il vertice decisionale del pianeta.

Solo che non è più vero.


Un sospetto ragionevole è che in effetti ora, nel mondo nuovamente bipolare, i paesi occidentali siano privi di una linea politica coerente con la nuova situazione, come se nemmeno fossero riusciti a prevederla e prepararvisi. Questo sospetto è correlato all'impressione che in effetti stiano brancolando molto a casaccio nel buio, con una specie di "tirare a campare" privo di effettiva progettualità.

In realtà, sono i banchieri a governare.


Ma ora, con il duopolio Usa-Berics pure finanziario, hanno trovato anche loro pane per i propri denti.

Però non è neanche COMPLETAMENTE vero che siano i banchieri a governare: hanno infatti bisogno di TUTTI noi.


Una buona strategia potrebbe essere uscire dal ricatto del controllo del denaro, autoproducendone alternative.

Vincenzo Zamboni





Integrazione  dell'autore:

 Lo stato è violento, in quanto dalla violenza generato.
Per conseguenza, eliminare lo stato non eliminerebbe la violenza, e nuovi violenti organizzati ne costruirebbero un altro.
Allora, è necessario invertire il processo, rispettando l'ordine tra causa ed effetto: eliminando la violenza risulterà possibile eliminare lo stato.
Un simile programma appare impegnativo, ma si direbbe che non vi siano alternative.
Tale impresa potrebbe essere definita "opera di autocivilizzazione", finalizzata alla uscita dalla barbarie.

giovedì 27 agosto 2015

"La buona scuola" di renzi serve a promuovere l'educazione "gender"



La Camera ha approvato la riforma della scuola con 277 voti a favore, 173 contrari, dei quali 4 dalle file del Pd, e 4 astenuti. Si tratta del via libero definitivo, sul quale non erano previste sorprese. La seduta ha comunque riservato alcuni fuori programma, a partire dall’avvio turbolento. 

Mentre in piazza Montecitorio manifestavano i sindacati della scuola, infatti la discussione in aula è stata sospesa dopo che la Lega ha esposto cartelli con su scritto “Giù le mani dai bambini”, costati anche l’espulsione del capogruppo Massimiliano Fedriga. La protesta è stata un tentativo in extremis di attirare l’attenzione su uno dei capitoli più controversi del testo e più glissati da parte del governo: l’introduzione nella riforma dell’insegnamento dell’ideologia gender, fin dalle scuole dell’infanzia.


Il gender nascosto nei riferimenti normativi

Il fatto che la riforma introduca una «offerta formativa» che punta a negare l’esistenza delle differenze biologiche tra uomo e donna è stato recisamente negato dal governo e in particolare dalla componente centrista dell’Ncd. Ma uno studio attento del testo dimostra il contrario. In particolare, sono state le associazioni pro Vita e delle famiglie a lanciare un allarme dettagliato, spiegando che l’insidia si nasconde all’interno dei riferimenti normativi cui il ddl rimanda. Ovvero, nel testo della “Buona scuola” non si parla esplicitamente di gender, ma – dietro la comoda facciata della lotta alla discriminazione – al comma 16 si rimanda alla legge 119 del 2013. Un richiamo incomprensibile per i non addetti ai lavori, anche perché a sua volta richiama a un altro riferimento normativo: la Convenzione di Istanbul, che proprio la legge 119 di fatto attua.


Ecco a cosa punta davvero il ddl Buona scuolaCosa dicono, dunque, queste leggi che ora, attraverso il ddl Buona scuola, entreranno di prepotenza nelle classi e, quindi, nelle case degli italiani? La convenzione di Istanbul dice, tra l’altro, che «con il termine genere ci si riferisce a ruoli, comportamenti, attività e attributi socialmente costruiti che una determinata società considera appropriati per donne e uomini». Dunque, secondo questa definizione, non si è uomo e donna perché così si è nati, ma perché la società così impone. È la sintesi dell’ideologia gender e, in sostanza, per la convenzione di Istanbul se invece si riconosce una differenza biologica si compie una discriminazione. La legge 119 del 2013, recepisce questa direttiva rendendola piano operativo e dicendo che bisogna «promuovere una adeguata formazione» non solo alle superiori, ma fin «dalla scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione». Ora, a chiudere il cerchio, arriva il ddl Buona scuola con cui il governo inserisce il gender direttamente nelle strategie di lungo termine per l’istruzione italiana. Con la firma di una ministra eletta con i moderati di Scelta Civica e con l’avallo dell’Ncd.

Il tanto contestato comma 16 del ddl Buona Scuola infatti, assicura l’attuazione dei principi delle pari opportunità con la promozione “dell’educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni, al fine di informare e di sensibilizzare gli studenti, i docenti e i genitori sulle tematiche indicate dall’articolo 5, comma 2, del decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93”.

Queste tematiche includono, secondo la legge citata, la prevenzione della violenza sulle donne e della discriminazione di genere. Fin qui nulla di particolare. Ma per capire che il “genere” di cui si parla non si riferisce alla mera nozione di “sesso biologico”, basta approfondire il quadro normativo a cui il testo si richiama. E in particolare due documenti: la Convenzione di Istanbul, che viene di fatto recepita ed attuata con la legge 119 del 2013 a cui il testo della nuova legge si riferisce, e il Piano di azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere, cui fa riferimento l’articolo 5 comma 2 della stessa legge.

Nella Convenzione di Istanbul, ad esempio, vediamo infatti come la definizione di “genere” sia messa nero su bianco, e come non si parli appunto, di “sesso biologico”, ma di “ruoli, comportamenti, attività e attributi socialmente costruiti”. 


Facendo quindi chiaramente riferimento al filone dei gender studies, per cui il sesso non sarebbe un’attribuzione naturale e biologica, ma una costruzione sociale. Il Piano straordinario, poi, va anche oltre, attribuendosi come obiettivo prioritario, tra gli altri, quello di educare al “superamento degli stereotipi che riguardano il ruolo sociale, la rappresentazione e il significato dell’essere donne o uomini (…) mediante l’inserimento di un approccio di genere nella pratica educativa”.   Fino a prova contraria dunque, “sensibilizzare gli studenti, i docenti e i genitori” al nuovo approccio “gender” è previsto nella Buona Scuola.

Stralcio di una lettera di Fabrizio Risvegli



(Fonte notizie: http://www.stampalibera.com/)

mercoledì 26 agosto 2015

Oriana Fallaci: «Sveglia, Occidente, sveglia! Ci hanno dichiarato la guerra, siamo in guerra! E alla guerra bisogna combattere»




«Sveglia, Occidente, sveglia! Ci hanno dichiarato la guerra, siamo in guerra! E alla guerra bisogna combattere»

«Soprattutto non credo alla frode dell'Islam Moderato. Come protesto nel libro Oriana Fallaci intervista sé stessa e ne L'Apocalisse, quale Islam Moderato?!? Quello dei mendaci imam che ogni tanto condannano un eccidio ma subito dopo aggiungono una litania di «ma», «però», «nondimeno»? È sufficiente cianciare sulla pace e sulla misericordia per essere considerati Mussulmani Moderati? È sufficiente portare giacche e pantaloni invece del djabalah, blue jeans invece del burka o del chador, per venir definiti Mussulmani Moderati? È un Mussulmano Moderato un mussulmano che bastona la propria moglie o le proprie mogli e uccide la figlia se questa si innamora di un cristiano? Cari miei, l'Islam moderato è un'altra invenzione. Un'altra illusione fabbricata dall'ipocrisia, dalla furberia, dalla quislingheria o dalla Realpolitik di chi mente sapendo di mentire. L'Islam Moderato non esiste. E non esiste perché non esiste qualcosa che si chiama Islam Buono e Islam Cattivo. 

Esiste l'Islam e basta. E l'Islam è il Corano. Nient'altro che il Corano. E il Corano è il Mein Kampf di una religione che ha sempre mirato a eliminare gli altri. Una religione che ha sempre mirato a eliminare gli altri. Una religione che si identifica con la politica, col governare. Che non concede una scheggia d'unghia al libero pensiero, alla libera scelta. Che vuole sostituire la democrazia con la madre di tutti i totalitarismi: la teocrazia. Come ho scritto nel saggio Il nemico che trattiamo da amico, è il Corano non mia zia Carolina che ci chiama «cani infedeli» cioè esseri inferiori poi dice che i cani infedeli puzzano come le scimmie e i cammelli e i maiali. È il Corano non mia zia Carolina che umilia le donne e predica la Guerra Santa, la Jihad. Leggetelo bene, quel «Mein Kampf», e qualunque sia la versione ne ricaverete le stesse conclusioni: tutto il male che i figli di Allah compiono contro di noi e contro sé stessi viene da quel libro. È scritto in quel libro. E se dire questo significa vilipendere l’Islam, Signor Giudice del mio Prossimo Processo, si accomodi pure. Mi condanni pure ad anni di prigione. In prigione continuerò a dire ciò che dico ora. E continuerò a ripetere: «Sveglia, Occidente, sveglia! Ci hanno dichiarato la guerra, siamo in guerra! E alla guerra bisogna combattere». 


Questa che avete appena letto è l'ultima parte del discorso che Oriana Fallaci tenne nel 2005, quando fu insignita del Annie Taylor Award, prestigioso riconoscimento statunitense. 


I temi che Oriana Fallaci affronta sono quelli che verranno trattati dagli ospiti relatori nel «Convengo in Ricordo di Oriana» che si svolgerà nell’ambito della nona edizione del «Memorial Oriana Fallaci» che si terrà il prossimo 15 Settembre 2015 a Firenze. 

Se desiderate partecipare inviate una richiesta di accredito a: info@thankyouoriana.it 


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Commento integrazione di Vincenzo Zamboni:

“DE TERRORISMO”, RIASSUNTINO BREVE.

Oriana la fattucchiera che sbrana, disgraziatamente ancora letta, declamava strepitando: "L'islam ci rompe i coglioni". E’ vero l' esatto opposto, in due modi paralleli. 1) Sono le nazioni occidentali ad avere attuato in guerra nazioni a componente islamica più o meno nutrita (Irak, Somalia, Afghanistan, Libia, Siria, eccetera), non viceversa. 2) I corpi armati del cosiddetto "terrorismo islamico" Talebani, Al Quaeda, I$I$) sono stati tutti creazioni U$A. Senza U$A, Francia e complici non avremmo il casino che abbiamo adesso. Prima della costruzione delle bande armate talebane in Afghanistan in funzione antisovietica avete mai avuto problemi con gli islamici ? Io neanche li sentivo nominare, mai. Talebani, Al Quaeda ed I$I$ sono tutte ostruzioni originali U$A. Abbondanti documenti lo provano. Quanto alla “coranica conquista del mondo”, che cavolo c'entra la conquista religiosa del mondo ? La bibbia è uguale, a tal riguardo. Da questo punto di vista 9 religioni su 10 vogliono conquistare il mondo. A proposito, non solo la bibbia ispira una delle conquistatrici 9 religioni su 10, ma i paesi che leggono la bibbia sono impegnati da secoli e secoli nel tentativo applicato in pratica di conquistare il mondo. L’Europa è un continente colonialista, da sempre. Quindi, la novità dov'è ? E' sempre la solita storia, i conquistadores islamici non hanno portato niente di nuovo sotto il sole. Casomai, i paesi industriali forniscono la lucrosa tecnologia bellica, che islamica non è. Pecunia non olet, arma fa pil. Nell’annuale elenco dei dieci maggiori esportatori di armamenti del pianeta non c‘è un solo paese islamico. I sauditi bombardano lo Yemen da due anni, ormai: aerei e armamenti che tra uno yemenita e l'altro hanno bombardato anche un ospedale MSF, una decina di giorni fa, on 11 vittime ammazzate, sono forniti da Italia e Germania. Bombardando islamici ed a-islamici in Afghanistan gli U$A hanno distrutto un altro ospedale MSF, nell'ottobre sorso (una ventina di morti). Giusto contro i vuoti di memoria. In una bella intervista resa a Demoracy Now il generale Nato Wesley larck riassume il programma di guerre U$A in 5 anni contro 7 paesi petroliferi, quasi tutti a popolazione islamica. Del resto è Klintonkiller, il marito della strega, quello che ha bombardato una industria farmaceutica sudanese con i Cruise (strage di civili anche lì), per lasciarli senza clorochina, in modo da imporre i farmaci U$A agli islamici africani, non viceversa. Do yuou remeber ? E molti islamici abitano nei 14 paesi soggetti a debito da signoraggio della moneta francese, il "franco coloniale", non viceversa. Gheddafi voleva fare l'unione monetaria africana fondata sul dinaro d'oro libico, un motivo in più per cui Sarkozy ha fatto la strage, assieme ai complici, ed ha pure rubato l'oro, sempre assieme ai sodali di malaffare. E il filmato d'altri tempi nel quale Oblablama spiega agli statunitensi "Stiamo addestrando I$I$" lo ho visto, è un bijou ! Il Califfato islamico è stato creato dal piano presidenziale "Grande Medioriente" (Bush 2001), il suo braccio armato I$I$ ratificato dal congresso U$A (2007), e organizzato, finanziato, armato dal terrorista criminale di guerra vietnamita John Mc Cain. Gli ameri kani si erano accorti che non riuscivano a stabilizzare la progettata spartizione dell'Irak nelle tre fette previste dal loro piano, e che avevano bisogno di bande armate mercenarie locali. Poi, si sa, i mercenari per definizione vanno da chi paga meglio, lavorano per denaro. In questo caso si sono resi autonomi occupando e sfruttando i pozzi di petrolio nella zona di confine tra Irak e Siria (ottimi resoconti su Voltaire diplomatique e Nexus). Vladimir Putin ha ironizzato internazionalmente davanti alla rappresentante U$A spiegando he non hanno fatto un buon affare, visto che era facile prevedere che i mercenari vanno dove ci sono i soldi, e che col loro bel sistema ci hanno pure rimesso il loro ambasciatore in Libia, ammazzato dallebande I$I$ & associati. E, dettaglio notevole, i territori dominati da I$I$ cirondano geografiamente I$raele, ma questa gente che spadroneggia armata fino ai denti in ogni angolo del pianeta non colpisce Israele (nemico storio dell’islam) nemmeno con una cerbottana a palline di carta, niente. Anzi, quando i fanatici I$I$ colpiscono in Egitto, Francia e Germania, dio sa com’è, c‘è sempre appostato il reporter Richard Guihjar, marito di una ex agente Mossad ed ex parlamentare sionista in Tel Aviv, bello pronto in prima linea a immortalare l’evento in foto e film. Come fa a saperlo sempre prima ? A Monaco era appostata pure sua figlia, ha filmato anche lei ! E a harlie Hebdo ‘era una intera troupe televisiva israeliana appostata sul tetto di fronte, ci sono ancora foto e filmati della loro attività su you tube, e del resto foto e filmati cheabbiamo visto fino alla nausea erano produzioni loro (infatti, le riprese sono sempre dall’alto). Come è israeliana l’agente Mossad Rita Katz che diffuse immediatamente in tutto il mondo il falso filmato, sapientemente preparato, dell’attentato di Bruxelles (era contraffazione da manipolazione del filmato di un attentato ceceno all’aereoporto di Mosca, 2011). Come faceva ad avere tutto pronto dieci minuti dopo la bomba ? D’altronde, alla povera (di mente) fallace Fallaci, illo tempore, non era piaciuto Gheddafi, quando lo aveva intervistato. Non le piaceva, ognuno ha i suoi gusti, ma il problema non è Oriana la fattucchiera che sbrana, bensì quelli che le credono. Ancora oggi come polli (da cui “popollo”, il popolo pollo), per comprensibile asfissia da propaganda gobblesiana di regime yankee. (Vincenzo Zamboni)


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Mia rispostina: 

"Concordo sulla la complicità di alcuni governi occidentali, e qui mettiamoci anche lo zompone sionista, che ha sempre predicato la frantumazione dei paesi islamici, non toglie che sia stato trovato terreno fertile in una religione-ideologia che predica la conquista del mondo... la "colpa" va suddivisa a pari merito tra sionisti ed usisti e mullah pervertiti.  L'islam era  in quiescenza,  in seguito  allo scioglimento dell'Impero Ottomano, ha cominciato a risvegliarsi allorché ci sono state le grandi alleanze contro israele, tutte finite male... dopo israele è iniziato il problema e non potendo estirparlo, come accadde alla Gerusalemme "liberata" dei crociati, si è creato fertile terreno nelle periferie per sostenere e far nascere la jahad, strumentale agli interessi sion-usa-occidente. La jahad non è solo una azione politica finanziaria indotta è anche una azione religiosa. Sai dirmi quale è e se esiste una differenza fra ebrei, islamisti e cristianucci? Essi son tutti "fratelli", maggiori e minori, eredi dello stesso jawè, il cosiddetto dio degli eserciti. L'aggiunta della moderna tecnologia di guerra non guasta per arrivare al fine della conquista del mondo, tale conquista che sia attuata da cristianucci, ebrei o muslim non cambia molto è solo una lotta di spartizione dell'eredità paterna." 

Paolo D'Arpini





martedì 25 agosto 2015

"L'Eresia di Giordano Bruno e l'Eternità del Genere Umano" di Giuliana Conforto - Recensione


Novita'

Di grande attualità, l'eresia di Giordano Bruno anticipa le cause del cambio che ci sta coinvolgendo.
Non è solo un cambio climatico e non è da temere. È la Renovatio Mundi, la rivelazione che questo mondo è una realtà virtuale, dipendente da convinzioni false e un'illusione ottica sempre testimoniata dagli "eretici".
Il cambio è la rivelazione di ciò che inquina le menti umane: l'idea della divisione tra Uomo e Universo e l'ignoranza delle proprie origini che non sono perdute in un passato remoto, ma nascoste dal nostro credo in un unico tempo, utile a calcolare i profitti dei pochi e i debiti dei tanti.

La lingua degli astri è musica e Canto, afferma il grande eretico e confermano scoperte poco note. Gli infiniti mondi intelligenti sono uniti dalla Vita Cosmica, l'Opera con infiniti tempi, nascosti dal campo magnetico terrestre che sta diminuendo in modo repentino.

Ci stiamo liberando dal colossale inganno: il credo in un "sapere" funzionale al potere temporale.È il Ritorno all'Età dell'Oro.

Per Giuliana Conforto, Giordano Bruno è quasi un familiare. Suo padre Giorgio era direttore della rivista "La Ragione” ispirata al pensiero del grande saggio e quindi sin da bambina ha assimilato quelle idee audaci che poi ha ritrovato in scoperte scientifiche poco diffuse oppure inquadrate nella logica consueta.
È la tirannia che domina questo mondo e vincola tutti al suo inesorabile procedere: il nostro stesso credo nella linearità del tempo. L'autrice qui lo esamina mettendo in luce il dramma delle menti che la subiscono senza indagare se il credo è valido o meno.

Con una ricerca trasversale che comprende fisica e biologia, astrofisica e geofisica, l'autrice si concentra sul ruolo cruciale dell'Uomo e della sua Mente Superiore che non ha bisogno del dio inverosimile delle religioni né dei timori infondati delle scienze.

In un mondo afflitto da memoria breve e da conflitti di ogni tipo, urge la trasparenza alla Memoria Genetica e alla Sua eternità che si riflette in quella del genere umano in un'evoluzione imminente che il potere nasconde e cerca di evitare... inutilmente.

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L'Autrice
Giuliana Conforto

Giuliana Conforto, nata come astrofisica, ha spaziato varie discipline scientifiche e fondato una nuova scienza che comprende la co-scienza dell'osservatore. E' la Fisica Organica che collega anche le recenti scoperte ad effetti fisici e psichici, già suggeriti dai grandi miti e saggi della storia, quali Socrate, Pitagora, Giordano Bruno, etc. Ha viaggiato e conosciuto varie realtà. Ha insegnato Meccanica Analitica all'Universidad de Los Andes, in Venezuela, e poi, all'Università di Calabria, in Italia. Ha insegnato fisica quantica all'Università dell'Aquila e fisica classica nelle scuole superiori. Ha lasciato l'insegnamento della fisica per dedicarsi alla sua ricerca preferita, la filosofia ermetica e la scoperta di sé. Questa ricerca ha compiuto un balzo di qualità quando ha incontrato la possibilità concreta di percorrere la "via", ovvero l'alchimia di cui ha scoperto il significato pratico e le conseguenze sul piano individuale e sociale; questo profila l'evoluzione genetica dell'essere umano, l'uso cosciente delle proprie risorse interiori, una prossima e repentina evoluzione della Terra, una "catastrofe" solo per il potere al quale tutti si inchinano: una conoscenza che alimenta il grande inganno ed ignora il significato della Vita. Giuliana Conforto applica un antico metodo che consente la cognizione diretta. Le scoperte più recenti sono: il Sole o Cristallo al centro della Terra e i vari mondi terreni di cui possiamo essere partecipi e che spiegano la nostra umana immortalità. Con questo contribuisce all'emergere di una società organica capace di usare l'infinita risorsa, la creatività finora repressa, e di coniugare la libertà individuale con l'armonia collettiva.

lunedì 24 agosto 2015

In caso di attacco NATO la Russia userà l'arma atomica


Ante Scriptum: NON SI PUO' METTERE CON LE SPALLE AL MURO UNA GRANDE NAZIONE... NONCHE' POTENZA NUCLEARE DI PRIMA CLASSE, COME LA RUSSIA DI PUTIN, ACCERCHIANDOLA CON ARMAMENTI SUPER PESANTI, MISSILI ATOMICI E SISTEMI ANTIMISSILE (per neutralizzare il suo "potere nucleare di deterrenza") SPERANDO CHE SI ARRENDA SENZA COMBATTERE! 
IO PREGO PERCHE' LA RUSSIA SI DIFENDA EFFICACEMENTE, COMBATTA E VINCA CONTRO USA-NATO... PERCHE' OGGI LA RUSSIA E' L'ULTIMO BALUARDO DI CIVILTA' EUROPEA A SBARRARE LA STRADA AL DIS-UMANO PROGETTO DI POTERE E DISTRUZIONE CHE E' IL NWO (le cui avvisaglie le stiamo già sperimentando e patendo)!!

A SETTEMBRE TUTTI A ROMA E NAPOLI NELLA GRANDE MANIFESTAZIONE DI POPOLO, INDETTA DA PADRE ALEX ZANOTTELLI E ALTRE FORZE CULTURALI, PER ESIGERE CHE L'ITALIA ESCA DALLA NATO E SVOLGA FINALMENTE UNA VERA POLITICA DI PACE!
Franco Trinca


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In caso di attacco NATO la Russia userà l'arma atomica
Il Ministero della Difesa (MoD) riporta il 23 agosto 2015 che il Presidente Putin ha firmato l’ordine “Settembre di Guerra”, che autorizza l’uso dell’arma atomica nel caso di attacchi delle forze della NATO, per i crescenti i timori del Cremlino che il regime di Obama stia per scatenare un attacco massiccio in Ucraina contro le forze separatiste e la Repubblica Autonoma di Crimea. 
Il Presidente Putin ha firmato il grave ordine di guerra in Crimea, durante l’incontro sulla sicurezza con i massimi vertici militari della Federazione, secondo il rapporto, prendendo pubblicamente atto delle preoccupazioni del Kremlino affermando: “È evidente che la minaccia di forze estere per destabilizzare in questo o quel modo la penisola rimane: giocando la carta nazionalistica, utilizzando questi o quegli errori ed inefficienze delle autorità, indirizzano le preoccupazioni dei cittadini su un vicolo distruttivo. Alcune capitali parlano apertamente della necessità di condurre attività sovversive; importanti strutture vengono create, e personale per atti di sabotaggio e propaganda radicale viene reclutato e addestrato“.  
Al momento della firma del Presidente Putin dell’ordine di guerra, secondo il rapporto, oltre 9000 soldati e 3000 componenti delle batterie dei sistemi missilistici balistici tattici Iskander-M della Federazione iniziavano l’immediato rischieramento di 800 chilometri nell’Oblast di Astrakhan, divenendo operativi nel Distretto Militare Meridionale. Acuendo i timori di guerra al Kremlino, la presente relazione continua che i 65000 militari ucraini disposti sul fronte presso Donetsk, secondo gli esperti del MoD, attaccheranno contemporaneamente a pianificati attentati terroristici occidentali in Crimea, nel “maldestro tentativo” di forzare la Federazione a difendere solo quest’ultima, invece della prima. 
Gli sbarramenti di artiglieria preparatori delle forze ucraine guidate dagli USA già spaventano l’Unione europea (UE) sull’imminente guerra, nota la relazione, e colloqui sulla crisi tra Germania e Francia sono in programma, a cui il Presidente Putin non parteciperà, anche se potrebbe parteciparvi successivamente. I preparativi della Federazione, tuttavia, afferma la relazione, sono “molto più seri” con almeno 50000 soldati altamente addestrati pronti ad intervenire immediatamente in Ucraina, una volta iniziata la guerra, e il massiccio dispiegamento della 20.ma Armata sul fronte occidentale continua a ritmo accelerato. 
La relazione del MoD rileva inoltre che l’ordine del Presidente Putin estende al 15 ottobre le grandi esercitazioni della Difesa Aerea in corso ad Ashuluk, 500 chilometri dal confine della Federazione con l’Ucraina orientale, che dovrebbe anch’essa combattere in guerra.
Con decine di migliaia di truppe occidentali in Spagna per l’esercitazione Trident Juncture 2015, che la NATO definisce le “più ambiziose” nella “storia moderna”, gli esperti del MoD dicono nel rapporto che l’ultima settimana di settembre si avvierebbe una provocazione bellica senza precedenti per “scatenare” la guerra in Ucraina. Il Capo di Stato Maggiore dell’esercito statunitense, Generale Ray Odierno, ha affermato la scorsa settimana che la Russia è la prima minaccia militare agli Stati Uniti, afferma la relazione; sarebbe curioso saperne il perché dato che gli USA spendono in militarismo e guerre più di tutti gli altri Paesi del mondo combinati. 
Mentre gli Stati Uniti hanno condotto una serie di esercitazioni militari segrete d’estate, i cui risultati preoccupano i funzionari della difesa e delle forze armate statunitensi sul loro Paese impreparato a una guerra prolungata contro la Russia, gli analisti del MoD in questa relazione notano che il regime di Obama sarebbe pronto ad iniziarla comunque, preparandosi all’apocalisse economica imminente del mese prossimo. E su quanto catastrofica sarà l’apocalisse economica di settembre, il sito dissidente InfoWars.com ha anche ha avvertito, questa settimana che il “panico totale” ha sopraffatto coloro che sanno cosa sta arrivando.

COM-Surrogate000
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora
Fonte traduzione: aurorasito

Coerenza comunista - Da Enrico Berlinguer a Claudia Baldini




Io sono comunista, cresciuta con te. Ora si usa dire di sinistra. Però mi fermo lì. Non vorrei essere confusa con quelli di centro-sinistra. Sono con te quando parlavi e parli dai tuoi libri di condivisioni su valori comuni, ma non di fusioni. Per il resto mi sento la coscienza abbastanza a posto , anche se a qualcuno non pare. Io ho lottato in aziende , in sedi di partito , in sedi sindacali ,in sedi di associazioni come mi hai insegnato tu e per la verità anche la mia famiglia. Io l'ho fatto , Enrico , con cuore e mente. E anche con tempo tanto e denaro. Ma non ho più nessuno al mio fianco disposto a farne dei punti fermi per un governo. 
Grazie Enrico Berlinguer. Le tue parole dovrebbero fare il giro del mondo


Claudia Baldini




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Io sono comunista

Perché non vedo una economia migliore nel mondo che il comunismo.

Io sono comunista

Perché soffro nel vedere le persone soffrire.

Io sono comunista

Perché credo fermamente nell’utopia d’una società giusta.

Io sono comunista

Perché ognuno deve avere ciò di cui ha bisogno e dare ciò che può.

Io sono comunista

Perché credo fermamente che la felicità dell’uomo sia nella solidarietà.

Io sono comunista

Perché credo che tutte le persone abbiano diritto a una casa, alla
salute, all’istruzione, ad un lavoro dignitoso, alla pensione.

Io sono comunista

Perché non credo in nessun dio.

Io sono comunista

Perché nessuno ha ancora trovato un’idea migliore.

Io sono comunista

Perché credo negli esseri umani.

Io sono comunista

Perché spero che un giorno tutta l’umanità sia comunista.

Io sono comunista

Perché molte delle persone migliori del mondo erano e sono comuniste.

Io sono comunista

Perché detesto l’ipocrisia e amo la verità.

Io sono comunista

Perché non c’è nessuna distinzione tra me e gli altri.

Io sono comunista

Perché sono contro il libero mercato.

Io sono comunista

Perché desidero lottare tutta la vita per il bene dell’umanità.

Io sono comunista

Perché il popolo unito non sarà mai vinto.

Io sono comunista

Perché si può sbagliare, ma non fino al punto di essere capitalista.

Io sono comunista

Perché amo la vita e lotto al suo fianco.

Io sono comunista

Perché troppe poche persone sono comuniste.

Io sono comunista

Perché c’è chi dice di essere comunista e non lo è.

Io sono comunista

Perché lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo esiste perché non c’è il comunismo.

Io sono comunista

Perché la mia mente e il mio cuore sono comunisti.

Io sono comunista

Perché mi critico tutti i giorni.

Io sono comunista

Perché la cooperazione tra i popoli è l’unica via di pace tra gli uomini.

Io sono comunista

Perché la responsabilità di tanta miseria nell’umanità è di tutti
coloro che non sono comunisti.

Io sono comunista

Perché non voglio potere personale, voglio il potere del popolo.

Io sono comunista

Perché nessuno è mai riuscito a convincermi di non esserlo.

 (NAZIM HIKMET)