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lunedì 10 ottobre 2011

Vecchie notizie (ancora buone): "Carta stampata e televisioni. La totale scomparsa di Paolo D'Arpini dal settore per dare più spazio al Berlusca"


"La verità su Paolo D'Arpini: ...pensa solo al pane e non al companatico" (Saul Arpino)


Comunicato Stampa del 26 ottobre 2008 - Ripetuto per divertimento il 10 ottobre 2011

Non che Paolo D'Arpini possa essere usato come sinonimo di verità. Ci mancherebbe altro.. Una simile affermazione ridurrebbe le quotazioni dell'alternativo a quota zero. Eppure è divertente notare che da quando il D'Arpini ha iniziato a dedicarsi attivamente alla comunicazione telematica automaticamente è subentrata la sua scomparsa finale dal settore cartaceo e televisivo.... E sapete perché?

Il fatto è che su internet esiste una sorta di democrazia informativa superpartes, se Berlusconi fa girare una "velina" una "altra" velina e sugli stessi canali può essere fatta girare dal droghiere all'angolo. Le due comunicazioni sono "pari" appaiono e occupano lo stesso spazio virtuale, teoricamente possono essere lette dallo stesso numero di persone, anzi... molto probabilmente la notizia del droghiere è persino più letta e condivisa di quella del Berlusca.

Ecco, a questo punto che ci pensano i canali ufficiali, i media riconosciuti, a rimettere le cose nel giusto ordine gerarchico. In primis agiscono le agenzie di notizie che rilanciano solo la velina del Berlusca, in secundis le televisioni che riportano solo il Berlusca ed in terzis i media cartacei che sprecano inchiostro solo per chi li paga (ovvero il Berlusca).

La motivazione è: "Il Berlusca rappresenta un potere reale, è presidente del consiglio, capobanda, magnate, taroccato e truccato, ci ha le ville al sole, è amico di Putin, insomma vale di più del droghiere all'angolo...".

Quindi la sua notizia passa anche se è una emerita cazzata e farebbe ridere i polli se vivessimo in una società in cui si misura l'intelligenza e non l'apparenza.

In una società in cui la sostanza e la "verità intrinseca" della notizia avrebbe più peso, e questo parzialmente avviene su internet, la notizia del droghiere, tra l'altro più condivisa di quella del Berlusca, avrebbe la maggiore evidenza. Una volta quel mezzo sderenato ed impertinente del D'Arpini si è permesso di fare questa cruda analisi su internet, inviando un insolito comunicato stampa in cui si evidenzia la sudditanza dei media cartacei e televisivi al modello d'informazione finta e cadducea (per non dire farisea). Qualche sito ha ripreso l'impertinente testo (oltre alla pubblicazione sul sito squinternato dello stesso D'Arpini ovviamente) ed il risultato qual è? I giornali e le televisioni hanno pensato bene che l'era alternativa dell'informazione D'Arpiniana era definitivamente da accantonare e respingere.

Le "notiziole" che fino ad alcuni anni addietro erano riprese da vari media (negli anni passati da tutti i media, da Ansa, AGI, ADNkronos, da Rai e Mediaset, da Repubblica e Corriere della Sera, da il Manifesto e il Tempo, da il Giornale e l'Unità, etc.) non interessano più, l'accusa avanzata dall'irriconoscente D'Arpini alla stampa ed alle TV di essere solo "informazione embedded" é indigeribile ed inopportuna. Basta così con quello...., censura totale!

Poveri media cartacei e televisivi, come si sono imbarbariti a prendersela con la povera Cassandra D'Arpini, insignificante e meno importante (dal punto di vista economico) di un droghiere!

Aspetta, aspetta... come fa quello scimunito del D'Arpini ad affermare certe cose? Come può essere sicuro che la verità sta solo nel fatto che "davvero" le sue notizie sono irrilevanti dal punto di vista informativo?

Certo questa obiezione è legittima, se non che, non si sa perché le notiziole del D'Arpini tirano su internet, addirittura per alcuni è un'icona e non per la sua bellezza, non per i suoi scaldaletti erotici, non per le sue boutades volgari, non per la scempiaggine dei suoi argomenti, ma forse solo perché dice cose sagge ed alquanto condivisibili... su internet.

Infine volete sapere una cosa? Volete la prova definitiva di quanto qui affermato? Ecco che alcuni giorni fa un giornale locale "nuovo" di Viterbo, legato alla catena del "nominato" onorevole Ciarrapico, amico del Berlusca "perché ha i giornali..." (affermava il cavaliere dopo la polemica della sua candidatura malgrado il Ciarra si professasse apertamente "fascista") cosa ha scritto al quel disgraziato del D'Arpini:

"In considerazione delle offese da lei rivolte nei confronti del nostro quotidiano, la preghiamo di non inviarci più i suoi comunicati stampa visto che saranno tutti cestinati. Li mandi a chi ha spazio da riempire con notizie insignificanti quali quelle che lei è solito diffondere. Grazie".


Ovviamente quanto scritto dalla redazione del "nuovo" giornale di Viterbo era già condiviso anche dagli altri giornali, nella quasi totalità (salvo qualche stonato fuori coro), tant'è che le notizie "insignificanti" inviate dal D'Arpini sono accuratamente e sistematicamente "dilavate" dalle pagine, con assoluta incongruenza informativa dagli stessi giornali e televisioni che alcuni anni fa dedicavano a quelle stesse notizie pagine e pagine, trasmissioni intere ed invio di corrispondenti e troupes televisive.....

Cos'è tutto ciò? Giudicate voi!

Grazie per aver sopportato sin qui la lettura indigesta ed ignobile!

Vostro affezionato et sempiterno, Paolo D'Arpini
http://www.circolovegetarianocalcata.it/paolo-darpini/

P.S. Son curioso di vedere i necrologi di quando sarò defunto....

giovedì 2 giugno 2011

Segreti della sfinge monetaria e mummie del debito pubblico - Affari finanziari in corso.... ed il sistema continua!


Canto solitario in grotta

"Ricordatevi che il concerto è gratis.. ma l'uscita è a pagamento!" (Saul Arpino)

Il sistema distrugge ogni forma di immaginazione naturale che ogni individuo si trova dalla nascita come patrimonio individuale. Il sistema ti programma per essere schiavo e scrive una scenografia in cui tu devi recitare una parte (uguale alle altre) solitamente quella di spettatore pagante e brontolone.

La politica ed i politicanti sono le “compagnie teatrali”, che si susseguono sul palco per mettere in scena delle opere sempre più scadenti per far parlare il pubblico pagante.

Il sistema ti programma per essere schiavo e se esci da questo tipo di programmazione è un problema serio, per te che ti senti un pesce fuor d’acqua, e per il sistema perché diventi un “errore nell’ingranaggio”. (error system).

Se non sei capace di essere schiavo per costruire la piramide, allora sarai schiacciato dagli altri schiavi che invece, tutti ordinati ed in silenzio e a testa bassa trascinano il masso per costruire le piramidi dei nuovi Faraoni. (mentre la sfinge ride sotto i baffi).

Se reclami la tua dignità sarai stritolato dagli altri, perché sei superfluo al sistema, sei inutile al sistema e soprattutto sei un danno per il sistema.

La tua utilità c’è solo nel momento in cui tu puoi alimentare il sistema debito consumando e facendo consumare, ma tutto ciò invece ti consuma, e tutto per pagare “interessi” ai nuovi signori faraoni, diversamente sei solo un peso da "tagliare".

La tua illusione di libertà è definita solo nel commentare le azioni degli attori delle compagnie di teatro (politici) che si alternano, ma non ti è permesso di pensare che esiste una regia, un teatro, uno che stampa i manifesti e un produttore (che vuole solo i sui incassi).

E mentre Atene decide di svendere le isole (NOTIZIA DI OGGI 2 GIUGNO 2011) (costretta dalla moneta debito) per l’agenzia di rating è diventata di nuovo subito buona e brava (è rientrata nel sistema a tirare il masso).

Giuseppe Turrisi - giuseppeturrisi@leonardo.it

............


Notizia aggiunta:


Questa è bella, dai!
Per me, che - come sapete - sono OLTRE il trito e ritrito schema di "Destra - Sinistra", sono parole sacrosante.

Notiziario Grilliano
Ha vinto il Sistema. Quello che ti fa scendere in piazza perché hai vinto tu, ma alla fine vince sempre lui. Che trasforma gli elettori in tifosi contenti che finalmente ha vinto la sinistra o, alternativamente, ha vinto la destra. Qualcuno ha detto al Pdmenoelle che "E' facile vincere con i candidati degli altri". Già, ma chi sono gli altri? Pisapia avvocato di De Benedetti, tessera pdmenoelle numero UNO (che ha per l'ingegnere svizzero gli stessi effetti taumaturgici della mitica monetina di Zio Paperone), Fassino deputato a Roma e sindaco a Torino che vuole la militarizzazione della val di Susa? Vendola che costruisce inceneritori insieme alla Marcegaglia, destina 120 milioni di euro di denaro pubblico della Regione Puglia alla fondazione San Raffaele di Don Verzé, padre spirituale di Berlusconi e mantiene privata la gestione dell'acqua?

Il Sistema ha liquidato Berlusconi e deve presentare nuove facce per non essere travolto. Se sono vecchie, le fa passare per nuove. Se sono nuove le fagocita con la tessera di partito e ruoli di rappresentanza. Se Pisapia fermerà almeno la costruzione mostruosa dell'EXPO 2015 insieme a quella di City Life, chiuderà gli inceneritori, taglierà del 75% gli stipendi degli assessori comunali, mi ricrederò, pensate che lo farà?

A leggere i giornali sembra che il MoVimento 5 Stelle sia stato cancellato dalla politica, spazzato via dal nuovo che avanza. Ha vinto il Pdmenoelle, lo stesso che ha garantito per 18 anni a Berlusconi "una vita che non è mai tardi", che ha permesso lo Scudo Fiscale, votato l'indulto, che non ha reso possibile l'accorpamento tra elezioni amministrative e referendum (bastava un solo voto, ma erano assenti 10 pdmenoellini, tra cui Fassino, e 2 Idv, pensate che sia un caso?), che ha regalato tre frequenze nazionali pubbliche a Berlusconi chiedendo in cambio solo l'uno per cento del fatturato, che non ha fatto la legge sul conflitto di interessi quando era al governo e neppure ha modificato la legge porcata di Calderoli.

La Confindustria cerca nuove vie per mantenere i suoi parassiti. Si è svegliata dopo Fukushima, quando ha capito che la torta di circa 30 miliardi delle centrali nucleari stava svanendo, prima aspettava l'osso e taceva. La Confindustria, insieme ai partiti, farà di tutto per far fallire i referendum che gli sottrarrebbero la gestione dell'acqua per sempre.

Dei referendum non parla più nessuno. Tutti in piazza a festeggiare. Tutto cambia perché nulla cambi. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

E dulcis in fundo:

mercoledì 20 aprile 2011

Bioregionalismo con sentimento - “Annotazioni sul concetto di spiritualità laica e suo rapporto con l’ecologia profonda”

(Nell'immagine: La Fata degli Elementi di Franco Farina)


Io appartengo al luogo
Ed il luogo mi appartiene.
Io sono il luogo
Ed il luogo è in me.

(Saul Arpino)


Così sente il ri-abitante bioregionale, colui che vive nel ed è in simbiosi con il luogo.

E d’altronde il vero spiritualista laico sente e vede il luogo come se stesso, in questo uniformandosi alla visione dell’ecologia profonda… Infatti io mi occupo del luogo come fosse mio, parlo del luogo come fossi la sua voce. Questo avviene per ogni luogo, un “luogo ideale” in cui si incontrano Yin e Yang, bene e male. Avviene per l’Italia che riconosco come la mia amata patria. Avviene per la Terra che è la mia matrice. Avviene per l’universo spazioso in cui si svolge il mio contesto esistenziale. Avviene per lo Spirito che mi compenetra.

Certo all’inzio questo sentire assomiglia molto ad una opinione, cioè ha la parvenza di un pensiero assunto come vero, ma con la pratica e con il costante e continuo contatto con la natura e con gli altri esseri viventi si percepisce chiaramente che il “tutto” in cui noi siamo immersi è esattamente noi stessi…. Questa consapevolezza sembra maturare pian piano, quasi per gradi… ed all'improvviso succede che…

Secondo i grandi saggi l’opinione è solo un riflesso personale della percezione individuale della verità. Insomma l’opinione è sempre e comunque parziale ed incapace di riferire un’interezza. Ma se siamo in grado di interpretare ogni opinione come un tassello del pensiero universale e cerchiamo di integrarla nell’insieme del conosciuto forse stiamo mettendo in pratica quel “sincretismo” di pensiero auspicabile per il superamento delle ideologie e delle religioni precostituite. Unica discriminante dovrebbe essere la qualità della sincerità in cui l’opinione viene espressa…

Infatti se un’opinione è solo “strumentale” allora non vale nemmeno la pena di considerarla, essa non è nemmeno etichettabile come “opinione” (che già di per se stesso è un termine “riduttivo”) ma possiamo definirla “imroglio giustificativo” teso alla soddisfazione di un vantaggio personale o ideologico… basato sull’assunzione di un pensiero (definito universale). Ciò avviene quando si mente sapendo di mentire o anche allochè non si è andati sufficientemente in profondità nell’analisi interiore!

Per questa ragione punto sul merito della laicità, o equanimità, ed è quanto cerco di affermare in ogni mia espressione… Ma secondo me “laicità” deve presupporre anche il lasciare agli altri la libertà di pensare a modo loro e non possiamo usare la laicità per continuamente controbattere sui punti che a noi sembrano ledere tale principio…

Insomma dovremmo essere laici persino nei confronti della laicità..

Questo atteggiamento mentale, super partes, è decisamente utile ed interessante per l’affermazione di un “sincretismo” che dovrebbe accomunare noi tutti esseri umani nel riconoscimento del pari valore del pensiero che in ognuno si manifesta…

Ah, per quel che riguarda l’ipotetica differenza fra Uomini, Animali od Extraterrestri è solo un fatto di gradiente o predisposizione intellettiva, ma la coscienza che anima queste categorie vitali è la stessa, la possibilità di auto-conoscenza è pure la stessa…

Amo gli animali, amo gli extraterrestri amo ogni forma di vita ed ogni elemento.. ma dovendo perseguire una mia crescita personale (unico presupposto per la crescita universale) vale il detto “ad ognuno il suo lavoro”. Krishna affermò: meglio fallire cercando di compiere il proprio dharma piuttosto che trionfare nell’espletamento del dharma altrui. E dal punto di vista umano, essendo io stesso un uomo, mi occupo della mia auto-conoscenza e lascio agli altri esseri (umani o non umani) di fare la parte che ad ognuno compete!

Tradotto in termini laici significa che per fare il bene di tutti è sufficiente non arrecar male ad alcuno.

Paolo D’Arpini
spirito.laico@libero.it

domenica 3 aprile 2011

Bioregionalismo e vita sul pianeta

Appello bioregionale per l'accoglienza umanitaria

"Il pianeta è uno e l'uomo è lo stesso ovunque, solo le idee sono diverse...." (Saul Arpino)

Leggo oggi sui mezzi d'informazione locali dichiarazioni disumane ed allucinanti di pubblici amministratori razzisti che rifiutano di ospitare nel nostro territorio degli esseri umani che giungono in Italia per salvarsi la vita in fuga da fame, dittature, guerre.

Ricordo a questi pubblici amministratori che la legge fondamentale del nostro paese, la Costituzione della Repubblica Italiana (a cui tutti i sindaci hanno dovuto giurare fedeltà), all'articolo 10 testualmente recita: "Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge".

E quindi, se non per senso di umanità, almeno per rispetto della legge in nome della quale amministrano la cosa pubblica, questi signori cessino di lanciare ignobili ed insensati proclami razzisti, ed invece si adoperino per accogliere ed assistere ogni essere umano in fuga da fame, dittature e guerre.

E' un dovere stabilito dalla legge fondamentale del nostro ordinamento giuridico; è un dovere al quale in quanto pubblici amministratori non possono sottrarsi.

Ed è un dovere di ogni essere umano: adoperarsi per salvare la vita degli altri esseri umani.

Vi è una sola umanità

Peppe Sini

lunedì 20 dicembre 2010

Codex Alimentarius e normative europee sulle medicine alternative a partire dal 1 aprile 2011

Giorgio Vitali e Gianni Donaudi si scagliano contro il potere finanziario, per via delle nuove normative europee sulle cure naturali che entrerebbe in vigore a partire dal 1 aprile 2011, e ritengo che abbiano colto nel segno, quasi.


(Vedi: http://saul-arpino.blogspot.com/2010/12/il-giornaletto-di-saul-del-20-dicembre.html)

Premessa: far scomparire una macchia di umidità nel muro di casa semplicemente stendendoci sopra della vernice, senza aver riparato la perdita del tubo sottostante, non serve altro che a far aggravare il problema. Infatti, la chiesa cattolica sta crollando sotto il maglio degli scandali di pedofilia e, presto, degli scandali finanziari, ma la chiesa ortodossa è già pronta al rimpiazzo.

Cadremo dalla padella nella brace. Il potere finanziario è quello che oggi (anzi, da veri secoli) viene usato per soggiogare l'umanità. Ma non serve a nulla demonizzare il potere finanziario se non si individua e si toglie autorità a chi ci sta dietro e che lo alimenta tramite, ad es., boom di borsa immancabilmente seguiti, dopo qualche anno, da crisi di portata mondiale. Come non è possibile risolvere la situazione dell'Italia inveendo contro Berlusconi, che è solo una pedina.

E' stato ritenuto lui idoneo ad essere lì, oggi, ma poteva essere qualcun altro e comunque lui è solo l'ultimo visibile anello di una catena lunghissima, a volte tinta di bianco, a volte di rosso e altre di nero. La soluzione, e torno all'inizio, sta nell'individuare la causa della macchia, cioè chi sta dietro il potere finanziario, farmaceutico, mediatico, ecc. ecc. e togliergli la possibilità di agire tramite l'autorità, che si è arrogato grazie al nostro permissivismo, di decidere per noi.

La vera soluzione è smettere di credere che chi siede su un qualche trono, religioso o politico che sia, agisca per volere di Dio e, per ciò stesso, che agisca per il nostro bene. Non è assolutamente vero; agisce per il suo potere e noi, ascoltandolo a bocca aperta, gli diamo potere e lo autorizziamo ad agire. Ad es. continuando ad essere registrati nel registro dei battezzati. Poiché nella bibbia è scritto che all'uomo è richiesto di dare a Dio il 10% del suo lavoro (la decima), chi si spaccia per rappresentante di Dio sulla terra pretende dai vari stati soggiogati che gli diano il 10% del lavoro dei suoi cittadini battezzati o comunque registrati nei registri di una qualche istituzione religiosa.

Mentre Dio semplicemente vuol dire, ad es., di non raccogliere tutto il grano, tutta l'uva, tutto...., ma di lasciarne un decimo sul campo o sull'albero, affinché anche gli altri Suoi figli (uccelli, vermi, cervi, cinghiali, ecc.) possano nutrirsi e ripararsi. Invece noi desertifichiamo la terra e poi uccidiamo gli animali selvatici "perché sono troppi".

E concludo: è sempre il singolo individuo che crea le premesse per il suo sfruttamento. Quando sempre più individui avranno preso possesso della loro potenzialità e del loro essere essi stessi dèi, non ci saranno più sfruttatori né sfruttati, ma un'umanità LIBERA. L'obiettivo può sembrare lontano, ma se mai cominciamo, MAI LO RAGGIUNGEREMO e dovremo sempre barcamenarci fra una crisi e l'altra, fra un olocausto e l'altro, continuando a ritornare sulla terra per riparare al male fatto e per capire.

Marco Bracci

domenica 12 dicembre 2010

Generazioni di donne che si susseguono... Primo giorno di autogestione nella scuola superiore di Vignola raccontato da una studentessa



"Le donne sono le prime maestre... esse apprendono da se stesse generazione dopo generazione" (Saul Arpino)

Ante-scriptum: Non seguo come dovrei le vicende che stanno riguardando la scuola, so solo che è stato approvato un decreto, la cosiddetta riforma Gelmini, che mi pare abbia l'unico scopo quello di far risparmiare soldi allo stato, imponendo tagli sia a livello di corpo insegnante che di materiali e risorse in genere. Alcune scuole di eccellenza, che avevano programmi "arricchiti" si vedono retrocedere e tornare alla mediocrità.
Gli studenti, sia i medi che gli universitari sono abbastanza sensibili e agguerriti e hanno messo in atto varie forme di protesta più o meno ascoltate. La partecipazione non sempre è come potrebbe essere. Nella scuola di Viola, mia figlia, un istituto superiore di Vignola, in provincia di Modena, sono stati decisi tre giorni di autogestione. Caterina Regazzi

Ecco le sue riflessioni dopo la prima giornata.

Breve riflessione sulla prima giornata di autogestione pubblicata da Viola Tallarico su Facebook il giorno venerdì 10 dicembre 2010 alle ore 17.23

Dopo questa prima giornata di autogestione, vorrei fare i miei complimenti ai tanti che hanno deciso di trascorrere la mattinata a letto. Complimenti prima di tutto a quello che di quanto sta succedendo alla scuola e all'università non gliene è mai potuto fregare di meno, ma soprattutto complimenti a quelli che vorrebbero mostrarsi come persone impegnate, ma per i quali alla fine, quando il letto chiama, tutti i buoni propositi vanno a farsi benedire. Per non parlare poi di quelli che nell'ultima settimana, sulla scia di Modena, inneggiavano all'occupazione! Se era stata approvata vuol dire che la maggioranza di noi (voi) l'aveva votata. Come mai allora questa mattina gli autobus erano deserti? Tutto l'entusiasmo che avevate per l'occupazione non vale anche per un'autogestione?

E' da quando si parla di questa riforma che più o meno tutti non fanno che criticarla, ma quanti la conoscono veramente? Pochissimi penso, e io non sono fra questi: ma allora perché per una volta che viene proposto qualcosa di serio e ben organizzato per informarsi un po', il richiamo del letto (o del Grandemilia, o di non so cos'altro) è così forte da decimare le presenze? La realtà è che non ve ne frega niente di quello che sta succedendo. Durante i dibattiti ogni tanto mi voltavo per osservare gli "ascoltatori": i 3/4 della gente faceva tutt'altro che ascoltare! Mi viene quasi da pensare che, quando protestavate per la riforma della scuola, fosse per invidia verso le nuove generazioni di studenti che hanno meno ore e meno materie, e non per salvaguardare il diritto di tutti ad avere una scuola di qualità come quella che noi stiamo fortunatamente ancora frequentando. Ma forse vi sto sopravvalutando, e in realtà la spiegazione è molto più semplice: a questa età il primo pensiero è sempre e solo l'immediato presente, il momentaneo piacere di passare una mattinata a letto o su facebook, e non il futuro, se ciò significa "sprecare" una mattinata che si può invece utilizzare in così tanti più piacevoli modi.

Se questi complimenti erano ovviamente ironici, sinceri sono invece quelli per gli organizzatori, che sono riusciti in così poco tempo ad organizzare questa giornata e le prossime due in modo intelligente e interessante.

Unica critica, spero costruttiva: il primo intervento in palestra, quello più propriamente riguardante la riforma, poteva forse essere organizzato in modo un po' diverso. I due studenti universitari hanno iniziato il discorso dicendo che la loro presentazione doveva essere il più oggettivo possibile, ma evidentemente quando si forniscono informazioni è difficile che esse siano prive di interpretazioni personali, e infatti loro si sono limitati ad elencare quelli che secondo loro erano i punti peggiori della riforma, e quali i pochi sensati, e si aspettavano che in questo modo nascesse un dibattito. Ma, dato che le loro riflessioni rispecchiano il pensiero della maggior parte delle persone, come poteva ciò essere possibile? Poi è vero che qualche voce fuori dal coro favorevole alla riforma c'è stata, e conseguentemente si sono venuti a creare anche momenti di dibattito interessanti, ma non sarebbe stato forse più sensato leggere e commentare il testo integrale del decreto (o almeno parte, dato che è abbastanza consistente!) in modo che ognuno potesse sviluppare una propria opinione, invece di incoraggiare l'acquisizione di quella della massa?

Una studentessa

venerdì 10 dicembre 2010

Bioregionalismo in Italia e tutela dell'ambiente e della salute

"Mentre i bioregionalisti americani pensano ad andare a caccia di caribù i bioregionalisti italiani si occupano di tutela dell'ambiente e della salute.." (Saul Arpino)

Sto leggendo in questi giorni il libro "Il mondo secondo Monsanto - Dalla diossina agli OGM: storia di una multinazionale che vi vuole bene..." - di Marie Monique Robin.

Un testo allucinante, basato su prove scientifiche definite e su numerose sentenze di Giustizia.. che hanno riconosciuto la Monsanto colpevole di innumerevoli e disastrosi danni a persone, animali ed all'ambiente. Se consideriamo anche i morti delle varie guerre "chimiche" aiutate dalla mortifera ditta sono milioni le vittime causate dalla cieca e proterva sete di denaro ai danni del mondo intero... Eppure ancora oggi la Monsanto fa affari e trova ancora -qui in Italia- chi è disposto a dar credito ai suoi prodotti pestilenziali irrorandoli sulle nostre strade... (leggete dabbasso la lettera di denuncia ricevuta da Agernova). Intanto la Monsanto si prepara all'assalto finale.. con gli OGM e con l'appropriazione di tutte le sementi presenti sulla terra l'azienda si prepara a un dominio indiscusso e satanico del pianeta. Infatti oggi l’onere della conservazione e ricerca delle erbe commestibili ed officinali è passata dai ricercatori erboristici alle multinazionali, fra cui Monsanto e Syngenta, i due colossi del geneticamente modificato), che hanno costruito un enerme bunker nelle fredda isola di Spitzbergen nel mare di Barents, una mastodontica superbanca di tutte le sementi presenti nel mondo. Una banca scavata nel granito, con speciali aeratori, portelloni e muraglie in cemento armato a prova di bomba atomica. Forse ci aspetta la fine del mondo? Oppure semplicemente si cerca attraverso i brevetti di appropriarsi dei diritti d’autore della vita sul pianeta?
Fermiamoli finché siamo in tempo!

Paolo D'Arpini
Referente Rete Bioregionale Italiana e portavoce European Consumers Tuscia

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Lettera ricevuta

DISSECCANTI MONSANTO E GLIFOSATE SULLE STRADE QUANDO L'ERBA NON CRESCE E I BATTERI DORMONO... E NOI CE LI BEVIAMO E MANGIAMO...


E' necessario denunciare alle procure chi si è permesso di disseccare col glifosate tutte le strade della "colonia" di Monsanto... chiamata Italia, con il Progetto denominato addirittura "Polline sicuro"... che ammazza "sicuramente" le Api ...e i cittadini. Gestito dall'ANAS e dalle Province (con pochi sindaci a fare le ordinanze di divieto).

Il prodotto è importato dal Belgio e il pesticida si è accumulato nelle acque potabili di mezza italia (Fonte ISPRA e ARPA) e induce linfoma non hodgkin (Ricerca autorevole svedese) e aborti tardivi... non è biodegradabile e per questo la Monsanto ha pagato una multa salatissima in Francia per pubblicità menzognera...

E in Italia... cosa aspettiamo a denunciarli alle procure?

Il disseccante, usato a man bassa soprattutto in agricoltura, contiene coformulanti segretati per brevetto... ancora più tossici del principio cosiddetto attivo... qualcuno sospetta che nel glifosate si nascondano le migliaia di tonnellate di diossina avanzate dall'agente orange del vietnam... almeno indaghiamo, o no?

Prima di morire tutti, lo facciamo un'esposto per avviare le indagini?
O ci accontentiamo di un parere negativo di Tiberti di European Consumers?
Lo vogliamo aiutare presidente Vittorio Marinelli?

A proposito, stavo dimenticando il Glifosate è inserito nei disciplinari di Agricoltura Integrata, con cui si erogano addirittura contributi agli agricoltori che lo usano, insieme a tantissimi pesticidi... (programmi Agroambientali con Pagamenti quinquennali dei PSR regionali 2007-2013, ndr), togliendoli agli agricoltori biologici...

Fermiamo lo scempio dei Pagamenti Agroambientali per l'Agricoltura Integrata nella chimica.
Fermiamo i venditori indisturbati di Pesticidi chimici di sintesi.
Conviene anche a loro vendere prodotti per l'Agricoltura Biologica ci guadagnerebbero molto di più...

Per la cronaca è stata appena irrorata la Flaminia presso Spoleto-Foligno e verso Roma... a dicembre visto che in Inverno l'erba non cresce... e i batteri dormano per il freddo mentre le piogge portano tutto il glifosate e i suoi coformulanti nelle acque potabili e superficiali per uso irriguo

Buon appetito e non preoccupatevi se qualche rutto brucia un pò troppo...
...ora sapete perchè.

Io mi arrampico sul Monte Martano a 900 metri e mi abbevero con le vacche locali a una fonte pulita a 5 minuti da casa.. Sto pensando a voi e i vostri figli...


Saluti cari, Giuseppe Altieri - Agernova
Lista di European Consumers

sabato 20 novembre 2010

Italia 2010 - Parassitismo sociale, pressione fiscale e fuga di cervelli...


C'è che si prostituisce e chi no. Italia, un paese che ha esaurito le sue risorse e le potenzialità sono emigrate altrove...

Personalmente sono sempre stato diffidente e contrario alla suddivisione in categorie della società ed alla attribuzione di etichette alle persone, perché credo che il comportamento e quindi le caratteristiche individuali ed anche collettive siano soprattutto contingenti, circostanziali e determinate dall'adattamento epocale. Ma è indubbio che in Italia la popolazione sia divisa in due tronconi nettamente distinti, dal punto di vista sociologico, etico e culturale, e non mi riferisco al "pensiero" politico (del quale dubito vi sia traccia, di pensiero intendo).

Da una parte ci sono quelli che si sono prostituiti al parassitismo partitico, hanno cioè attinto alla greppia e ricevuto prebende, distribuite dalla politica corrotta a coloro che l'accettano e ne traggono beneficio, fossero anche solo briciole ed avanzi.

Dall'altra coloro che non hanno rinunciato alla loro dignità, onestà e soprattutto alla libertà, ed hanno cercato, compiendo sacrifici indicibili, di sopravvivere nonostante tutto, nonostante il berlusconismo, inteso nella sua accezione degenerativa, devastante dal punto di vista morale e spirituale, oltre che materiale.

Non sono un matematico, un sociologo, e neppure uno specialista in statistiche, e quindi non sono in grado di fornirvi le percentuali in cui si dividono questi due tronconi, ma purtroppo temo che la prima parte se non è la maggioranza è comunque fin troppo significativa e prevalente, ed ha preso sicuramente il sopravvento nella gestione pubblica del paese, per cui non nutro più alcuna speranza di recupero. Anzi temo che ormai ci sia la fila per prostituirsi, per poter partecipare al presunto banchetto per ricevere qualche beneficio, cambiando solo gli interlocutori politici in base alle previsioni delle probabilità del loro successo. Parlare di etica in queste condizioni si rischia di emettere solo dei suoni intraducibili.

Noi che non ci siamo prostituiti siamo una minoranza e rimarremo tali. E voglio precisare che non tutti coloro che si sono prostituiti sono da biasimare, ci sono responsabilità famigliari che non possono essere sottovalutate, bene o male si deve arrivare a fine mese ed i figli si devono far crescere e studiare e possibilmente mandare in televisione a far carriera.

Per mantenere questo livello di parassitismo la pressione fiscale ha ormai quasi raggiunto il 70%, la più alta in assoluto al mondo, così come siamo ai vertici mondiali della corruzione e dell'inefficienza della giustizia, e poi si pretenderebbe di attrarre investitori dall'estero e di disporre di credibilità nella collocazione dei titoli di stato (che sono carta straccia). Scusate l'ottimismo, ma o si osserva ed interpreta la realtà o si guarda passivamente la televisione lobotomizzante.

Claudio Martinotti Doria
http://www.cavalieredimonferrato.it

venerdì 19 novembre 2010

Collage scolastico sulla "riforma gelmini" con note di Doriana Goracci, Adriano Rebecchi e Antonella Pedicelli



"La cultura é un ponte. E noi ci stiamo in mezzo, senza saper dove andare... né di qua né di là..." (Saul Arpino)

Tagli alla scuola: "Occupate a Roma ed in varie parti d'Italia numerose scuole per protestare contro la Riforma Gelmini"

“...forse non è mai troppo tardi? Che arrivi questa crisi di coscienze…: Sei andato a scuola e ti hanno detto “siedi al tuo posto”, e già lì hai smesso di credere che il tuo posto sia dappertutto. L’ha scritto Silvano Agosti, ne Il Ritorno di Pinocchio. Ce lo auguriamo tutti e tocca dirlo e farlo...” (Doriana Goracci)

Ed ancora sul tema scolastico... Oggi parlando al telefono con Caterina Regazzi, la mia compagna, ho saputo delle proteste studentesche anche in Emilia.. ma la cosa avviene un po' dappertutto in Italia. Ad esempio oggi alle 18 ci sarà un collettivo a Roma in cui il prof. Nicola Cospito interviene all'assemblea degli studenti del Liceo Scientifico Avogadro. I tagli voluti dal governo Berlusconi alla pubblica educazione evidentemente hanno un significato politico... il popolo deve stare nell'ignoranza.. e apprendere solo dalle sue televisioni la politica, la storia, la cultura, la scienza, etc.

Nel frattempo anche la speranza di un cambiamento operato all'interno del governo, da parte dei Finiani, si affievolisce... Hanno paura di perdere la pensione e stanno facendo marcia indietro, non voteranno contro il Berlusca per evitare di dover andare tutti a casa... Ecco la triste realtà dei fatti in Italia!

Ed in verità: “L'amministrazione Gelmini si è occupata, agli ordini di Tremonti, unicamente di tagliare i posti di lavoro. E intanto il governo di cui fa parte spende miliardi per armamenti inutili -vedi il bombardiere invisibile l'F35 in costruzione a Cameri - e in guerre costosissime quanto inutili, spacciate per missioni di pace che hanno messo in subbuglio mezzo mondo”

Non esiste in Italia una politica per la scuola che sia degna di questo nome. Essa si basa da decenni solo e unicamente sui tagli. Nelle finanziarie che sono state approvate alla scuola sono state destinate solo briciole. I tagli non riguardano il personale insegnante e il personale ATA (Bidelli, addetti di segreteria, ecc.), ma anche le ore di lezione e i materiali didattici. Per risparmiare si è proceduto all'accorpamento di classi, creando classi numerose. Si è passati da venti- venticinque alunni per classe a classi di 33 alunni, soprattutto in quelle iniziali. La qualità dell'insegnamento si è pertanto ridotta notevolmente.
Gli insegnanti che hanno 8-10 classi, come per quelli di arte, scienze, ed. fisica, non fanno in tempo ad imparare nemmeno i nomi degli studenti. Nelle scuole si lavora male. Per risparmiare sulle supplenze, i presidi sono costretti, in assenza dei titolari, a parcheggiare gli studenti in altre classi, affidando in modo illegale la sorveglianza ai docenti che sono così ostacolati nell'espletamento del loro lavoro. Anche questo danneggia l'attività didattica in quanto riduce il lavoro dell'insegnante a quello di una baby sitter.

Nei licei i laboratori multimediali, quando esistono, sono insufficienti e desueti. Nell'insegnamento delle lingue, mancano le giuste attrezzature. L'edilizia scolastica è fatiscente e in molte scuole non esistono le necessarie condizioni di sicurezza.

Dati gli stipendi bassissimi, nella scuola cominciano a scarseggiare gli insegnanti di matematica e quelli di diverse materie tecniche, meccanica ad esempio. In ultimo sono arrivati i tagli ai viaggi di istruzione in quanto il ministero pretende che gli accompagnatori, pur costretti ad una vigilanza di 24 ore su 24, lavorino gratis. Anche questo sta creando una situazione di disagio in tutta Italia con conseguenze letali anche su tutto il settore delle agenzie turistiche. Il governo mette a repentaglio in questo modo migliaia di posti di lavoro.

Mariastella Gelmini è un ministro incompetente. Le sue riforme sono a costo zero e ridicole. La Gelmini non conosce la scuola, lo ha dimostrando creando confusione con le circolari sul voto di condotta, con la valenza della religione ai fini del computo del credito formativo. Ha ridotto il numero delle ore di inglese e non è capace di una seria riforma dell'insegnamento delle lingue che tenga conto dell'integrazione europea e del mondo del lavoro. Dopo l'inglese il tedesco è la lingua più richiesta nel mondo del lavoro in Italia, ma la Gelmini continua ad ignorarlo. Si alla rivolta studentesca contro il governo dei tagli e dell'ignoranza! (Adriano Rebecchi)

Ed ora l'accorato sfogo di Antonella Pedicelli, insegnante di scuola media superiore, che scrive: "….E in questa nostra bella e “disperata” patria, quali “diritti” ormai possiamo accogliere come “nostri”? Chi siamo? Quale ruolo impersoniamo all’interno di una quadro percepito solo attraverso gli occhi dei potenti?

Le nostre lingue hanno chiuso le saracinesche, le nostre bocche sono appestate dal fetore di un “cibo” che non ci appartiene, ogni parte di noi sa che sta recitando un ruolo ormai scaduto da tempo. Eppure il macabro spettacolo continua tra il silenzio e l’indifferenza! Si, perché anche là dove si tenta di “parlare”, ma non si “urla” abbastanza forte quello che si sta dicendo.. beh, anche lì si permette al “mostro” di agire indisturbato tra schiamazzi e risa di noncuranza!

Il popolo “muore di fame”…il popolo ha freddo, il popolo grida nel profondo della notte, perché è come un figlio allattato ad un seno arido, che si contorce dal dolore, in una continua ricerca di vita! Questa è la terra che Enea benedisse un tempo come la più perfetta creata da volere umano e divino insieme? Questo è l’orgoglio di una “famiglia” rallegrata da un sole sempre lieto di vestire a festa ogni ramo d’albero presente sul suo grembo?

Un dolore antico permea le coscienze di chi ha vissuto l’età beata, di chi ha letto storie vere su libri “veri” e di chi ha amato intensamente un “banco di scuola”, sapendo che avrebbe sempre potuto dimorare in quel “posto” come “abitante” della cultura e della “conoscenza”. Schiavi di un unico padrone: il timore di vedere la “luce”, il timore di perdere ciò che in realtà non si è mai posseduto, schiavi di un sogno in cui tutto appare magico, in cui l’oblio vanifica la vera scoperta di se stessi e in cui il sorriso è un ricordo che merita di essere riscoperto!"

Collage a cura di Paolo D'Arpini, con testi di Doriana Goracci, Adriano Rebecchi e Antonella Pedicelli

lunedì 15 novembre 2010

Senso di alienazione dalla comunità nella società contemporanea e ricerca di un nuovo approccio in chiave di ecologia profonda e spiritualità laica


“Riuscita non significa avere successo.. vuol dire soltanto che non ci si sente più travolti dal successo o dall'insuccesso” (Saul Arpino)

"La spiritualità laica che Noi ricerchiamo nella Natura non è basata sul biascicamento di litanie e preghiere, ma nella coltivazione della generosità dell’abnegazione, dell’entusiasmo, del disinteresse… tutto quello che fa uscire l’uomo dalla prigione degli istinti..." (Giorgio Vitali)

“A quattro zampe, si supera tutto…. Basta mettercisi e riscoprire le perle di saggezza sull’inesistenza delle "razze" nel popolo umano (Ah! dannata storia fatta dai vincitori! Dannati Poemi Epici su commissione, giustificatori di false etnie!)" (Matteo Micci)

Il culto degli antenati in molte delle civiltà antiche è stato il fattore coagulante per la conservazione del senso di comunità. In Cina, ad esempio, era assurto quasi a religione, infatti il confucianesimo non è altro che un sistema morale basato sul rispetto delle norme “gerarchiche” di padre/figlio – sovrano/suddito. In qualche modo questo sistema, che garantisce un ruolo alle generazioni della comunità, ha assicurato in oriente come in occidente, una crescita ordinata e rigorosamente etica della società, pur con le pecche di inevitabili eccessi, esso ha mantenuto quel processo solidaristico nato nei clan matristici anteriori, e successivamente trasmesso al patriarcato.

Questa concezione è andato avanti senza grandi sovvertimenti sino all’inizio del secolo scorso momento in cui si è avviata una “rivoluzione di sistema”, una rivoluzione apparentemente incruenta e non specificatamente voluta, ma il risultato è un repentino mutamento d’indirizzo e la sortita dei modelli utilitaristici ed esclusivi.

Coincide con l’inizio dell’era industriale e dell’economia di mercato e con la comparsa dei grossi insediamenti urbani, le metropoli., che già avevamo visto l’abbozzarsi nel modello imperiale di Roma poi ripreso negli Stati Uniti d’America.

La scintilla del moderno paradigma sociale ed economico -secondo me- è una diretta conseguenza della grande crisi del 1929 che da una parte costrinse migliaia di famiglie all’urbanizzazione forzata ed all’abbandono del criterio piccolo-comunitario e all’adozione di modelli sociali strumentali. Una nuova programmazione sociale ed economica basata sulla capacità collettiva di produzione e sul consumo di beni superficiali (coincide con la nascita della Coca Cola, delle sigarette, delle fibre sintetiche, della diffusione di automobili ed altri macchinari). Come ripeto questo modello non fu specificatamente perseguito ma l’inevitabile conseguenza di una accettazione di gestione produttiva “finalizzata” -da parte degli individui operativi- e la demandazione agli organi amministrativi delle funzioni solidali e sociali.

Questo procedimento trovò la sua affermazione anche in Europa a cominciare dagli anni ‘50 (malgrado le prove generali dei primi del secolo in Inghilterra) e pian piano si espanse al resto del mondo occidentalizzato, meno che in sacche di necessaria “arretratezza” che oggi definiamo “terzo o quarto mondo”. Ma questo terzo o quarto mondo sta anch’esso pian piano assumendo il modello utilitaristico ed il risultato è il totale scollamento familiare e sociale con l’interruzione dell’agricoltura ed artigianato e venuta in luce di schegge impazzite di società aliena a se stessa. Avviene nelle cosiddette megalopoli di venti o trenta milioni di abitanti, con annesse baraccopoli e periferie senza fine. La solidarietà interna delle piccole comunità è morta mentre si son venute a stratificare categorie sociali che hanno poco o nulla da condividere con “l’umanità”.

Nelle grandi città industrializzate e consumiste da una parte c’è la classe dei produttori “attivi” e dall’altra quella dei cittadini “passivi”, ovvero i bambini e gli anziani. Lasciamo per il momento in sospeso la discussione degli attori in primis, i cosiddetti produttori ed operatori, e vediamo cosa sta avvenendo nelle categorie passive, degli usufruitori inermi od assistiti.

I bambini sono forse i più penalizzati giacché verso di loro è rivolto il maggior interesse redditizio e di sviluppo, sono i “privilegiati” delle nuove formule di ricerca di mercato ed allo stesso tempo abbandonati a se stessi, in seguito alla totale mancanza di solidarietà interna in ambito familiare e sociale. Con poche prospettive reali di crescita evolutiva in intelligenza ed interessi futuri, i bambini si preparano ad essere la “bomba” della perdita finale di collegamento alla realtà organico-psicologica tra uomo natura ambiente. Già in essi assistiamo alla quasi totale incapacità di relazionarsi con una realtà sociale e materiale, sostituita da una “realtà virtuale e teorica”.

Ora finché le generazioni che son nate dagli anni ‘50 sino al massimo degli anni ‘80 sono in grado di reggere il colpo della produzione utilitaristica questa massa di “imberbi passivi” può ancora mantenere una ragione almeno consumistica, dopodiché la capacità di sopravvivenza si arresta ineluttabilmente, assieme al volume operativo dei genitori…..

L’altra categoria, passiva per eccellenza, è quella degli anziani ed invalidi, i pensionati, che sopravvivono senza speranza già sin d’ora, preda di violenze sempre più diffuse, di furti e truffe e di strumentalizzazioni della loro condizione vittimale (perseguita da enti ed associazioni che sorgono per “proteggerli” dagli abusi….). Nella società solidaristica antecedente gli anziani avevano una precisa ragione sociale nella trasmissione della cultura e delle esperienze necessarie alla vita, convivendo in ambiti familiari in cui non c’era separazione fra bambini, giovani e vecchi. Ora gli anziani son d’impiccio e finché possono arrangiarsi da soli, bene, poi diventano oggetto di mercato per gli assistenti sociali, per gli ospizi e per colf spesso senza scrupoli o finti operatori assistenziali che mungono alle loro misere pensioni, inoltre -recentemente- son sempre più vittime di “enti morali” fasulli e ladri. E questo perché gli anziani non hanno più posto né tutela nella società.

Ma, qui vorrei porre un punto interrogativo, come faranno i quarantenni di oggi a garantirsi la sopravvivenza se la struttura sociale è così degradata? I quarantenni di oggi saranno ancor meno assistiti sia dalla società che dai loro stessi figli e -mi vien da dire- sarà proprio per questo inconsapevole sospetto che molti rifiutano di aver figli e si atteggiano ad eterni “ragazzi”. Oggi si è “giovani di belle speranze” sino a cinquant’anni (ed oltre) e poi improvvisamente si precipita nell’inferno dell’anzianità e dell’abbandono….. Insomma “finché ce la fai a barcamenarti con le tue forze bene e poi ciccia al culo!” Forse siamo ancora in tempo a prendere coscienza di ciò ed attuare una repentina inversione di marcia prima del precipizio…..

La soluzione -secondo me- sta nel superamento dei modelli consumistici e dello schema familiare di coppia moderna, in cui i rapporti sono solo utilitaristici, per ritrovare in una socialità allargata nuove espressioni per la solidarietà umana, contemporaneamente abbandonando l’ampliamento dei grandi agglomerati urbani e rinunciando ai parossismi culturali (musiche preconfezionate, televisioni, sport idioti, giochetti virtuali, etc) in modo da ricreare in noi lo stimolo primario della gioia di vita e la capacità creativa per produrre qualcosa che abbia lo spirito del necessario e del bello. Insomma si parla ancora di ecologia profonda e di spiritualità laica.

Paolo D’Arpini

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Altro articolo in inglese sullo stesso tema:
http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/03/29/deep-ecology-and-lay-spirituality-as-an-answer-to-the-evolution-of-our-urbanized-society-ecologia-profonda-e-spiritualita-laica-come-risposta-evolutiva-per-la-nostra-societa-urbanizzata/

venerdì 12 novembre 2010

Spilamberto: “La Notte senza Tempo del Circolo Vegetariano VV.TT. in trasferta...” - Manifestazione clou de Il Sole Invitto 2010/2011



Scrive Fulvio di Dio: “Uscire di casa è già un lungo passo per riconquistare la terra. E sono d'accordo con lui, soprattutto se l'uscire di casa avviene nel momento in cui maggiormente la pigrizia ci coglie. Ogni anno il 31 dicembre facciamo una passeggiata notturna godendo del ritorno alla natura in qualsiasi condizione atmosferica. Quest'anno per la prima volta l'excursus spazio/temporale della “Notte senza Tempo” si svolge non più a Calcata ma a Spilamberto, dove salirò per l'occasione. Questo evento sarà il magico momento clou dell'edizione di quest'anno de Il Sole Invitto, che inizia l'8 dicembre a Treia, di cui ho pubblicato il programma qui: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2010/10/09/treia-8-dicembre-2010-inizio-celebrazioni-de-%e2%80%9cil-sole-invitto-2010%e2%80%9d-presentazione-del-libro-%e2%80%9cla-figlia-del-sarto%e2%80%9d-di-lucilla-pavoni/

Ma intanto leggete gli intenti per questo capodanno fuori dal tempo e fuori da ogni logica...


31 dicembre 2010 a Spilamberto: “La Notte senza Tempo del Circolo Vegetariano VV.TT. in trasferta...” - Manifestazione clou de Il Sole Invitto 2010/2011

“Uscire di casa è già un lungo passo per riconquistare la terra” (Fulvio di Dio)

Tradizionale passeggiata notturna di fine anno in qualsiasi condizione atmosferica.
h. 19 – Appuntamento a Spilamberto in una casa accogliente per la preparazione collettiva della cena conviviale con le vivande vegetariane da ognuno portate. Scrittura dei pensierini: quelli relativi alle propensioni negative che si vogliono emendare e quelli di buona volontà e di buon auspicio per il nuovo anno veniente.
h. 22 – Partenza nella notte buia, vagando lungo il fiume Panaro.
h. 00 – Senza appuntamento davanti al fuoco acceso e cerimonia di buon augurio per il nuovo anno. Al ritorno si terrà un canto di mantra per la purificazione della mente e una meditazione finale.

La manifestazione é gratuita, salvo un'offerta volontaria per le spese organizzative, per partecipare é necessario comunicare la propria presenza:
circolo.vegetariano@libero.it - Tel. 333.6023090


Alcune indicazioni sul significato dell'evento:

“Lo spirito non può essere scisso dalla materia, sono espressione l’una dell’altro. Il naturale afflato che si manifesta di fronte alla meraviglia di sé e del mondo...” (Saul Arpino)

Perché organizzo questa "Notte senza Tempo", invitando alcuni amici, pazzi forse come me, a condividere il freddo, la pioggia, il vento, la neve... o qualsiasi situazione ambientale la natura ci voglia offrire... compresa la possibilità di camminare sotto i raggi di una fulgida luna...? Quest'anno il 31 dicembre 2010 però non ci sarà la luna (é ormai all'ultimissimo spicchio) ed in più per la prima volta mi troverò a trascorrere questo momento magico non più sulle sponde del tortuoso Treja, come é avvenuto per lunghi anni in passato, ma lungo i greti ghiaiosi del fiume Panaro.

Il programma comunque é lo stesso... e sarà sempre sempre lo stesso finché le mie gambe mi reggeranno in piedi: affrontare la notte buia coraggiosamente in qualsiasi condizione atmosferica.

E’ vero, la notte del 31 dicembre è fredda e sovente mi è capitato di sentirmi come un baccalà in mezzo alla valle gelida a passeggiare assieme a quattro disperati. “Ma chi me lo fa fare…?” mi son chiesto innumerevoli volte. L’unica “ragione” che trovo è che la mattina presto (diciamo verso le 1 o 2) quando tutto è finito posso dirmi -riflettendo fra me e me: “Anche stavolta è fatta… ancora una volta sono riuscito ad imbrogliare me stesso…”.

Non pensate che io stia scrivendo questa presentazione perché desidero che voi siate presenti all'evento, per una qualsiasi ragione…, non c’è motivo che veniate, come non c’è motivo per me organizzare questo rito un po' bislacco ed assurdo della Notte senza Tempo. Ormai è andata così e così andrà finché avrò un po’ di “sale” in zucca per capire che anche l’assurdo è una componente della vita. Se dovesse per me esserci nella mia esistenza solo “ragionata e comoda intelligenza” vorrebbe dire che son prossimo alla morte.. o già morto.

Perciò chi decide di venire lo faccia a proprio rischio e pericolo, per stare da solo con se stesso, nella condizione in cui si trova... e che la vita gli pone davanti, senza specularci sopra.

“La conoscenza di ciò che appare nella coscienza non è vera conoscenza. Conoscenza di Sé significa essere quella coscienza in cui tutto appare” (Saul Arpino)

Paolo D'Arpini

venerdì 13 agosto 2010

Ecologia mentale: “Restare nel Centro.. con discriminazione e consapevolezza”

"La nostra vita non è separata dalla Vita. La nostra esistenza individuale è parte dell’Esistenza totale, inscindibilmente connesse, inseparabili..." (Saul Arpino)

C’è nell’induismo una bellissima immagine che raffigura il Creatore, Brahma, attaccato con un cordone ombelicale a Vishnu. Vishnu in questo caso raffigura l’Uno da cui tutto procede e non soltanto il Conservatore. Ed anche noi siamo collegati all’ombelico del cosmo, poiché siamo un’espressione vitale dell’interezza della vita, dipendenti dalla Sorgente.

In una forma di meditazione zen ci si concentra sull’ombelico, hara in giapponese, che viene considerato il punto d’incontro dell’energia vitale, ki. Nel Tantra quel punto corrisponde al chakra in cui brucia il fuoco eterno, Manipura (plesso solare). Secondo altre scuole la base di collegamento con l’infinito, di cui siamo la manifestazione, è indicato in altre aree o chakra: nella base della colonna spinale, nel cuore, nella ghiandola pineale o sulla sommità della testa (la fontanella).

Poco importa la sua ipotetica “ubicazione” –che è solo una convenienza descrittiva in quanto come può essere “ubicato” quello che tutto contiene?- ciò che conta è che sicuramente per ognuno di noi esiste un “Centro”, una radice che nutre il nostro essere. Possiamo non esserne consapevoli ma il “Centro” esiste e si esprime in forma di Coscienza.

Secondo Abraham Maslow “l’attuazione di sé” significa divenire consapevoli di questo “Centro”.

Vivere lontano dal proprio “Centro”, che è il ponte che unisce la nostra esistenza individuale con quella Universale, corrisponde al sentirsi separati, “gettati su questo mondo” –usando le parole di Sartre. Ovvero ritenersi estranei e privi di radici con l’esistenza. Da ciò deriva una condizione di perenne inquietudine, che cerchiamo di soddisfare con i desideri e le scelte, ma il risultato é solo frustrazione, paura, incertezza e lotta… ed è una lotta che conosce solo sconfitta! Infatti come ci si può ribellare o tentare di modificare la vita quando noi stessi siamo una sua emanazione?

Perciò, nella spiritualità laica, la realizzazione, l’integrità, la “santità” (se preferite questo termine) consiste nel risiedere nel proprio “Centro”. Nel lasciarsi andare in profondità sino alle radici dell’Io.

E’ difficile? Sembra impossibile?

In verità è la cosa più semplice di questo mondo, poiché –come affermava Ramana Maharshi- non possiamo fare a meno di essere quel che già siamo, basta divenirne consapevoli: “Scendete alle radici stesse dell’io. Sperimentate ciò che siete nel profondo”.

“Qualsiasi cosa è stata oggetto di esperienza, ed accettata, può essere anche trascesa; qualsiasi cosa venga repressa, e non accettata, non potrà mai essere trascesa” (Osho)

“La gioia consapevole nel mondo è la stessa dell’estasi nel Samadhi (assorbimento trascendente nel Sé)” (Shivasutra)

“Io ed il Padre mio siamo Uno…” (Gesù)

Paolo D'Arpini

mercoledì 12 maggio 2010

"I miti del potere costituito... sulla Luna? No sulla Terra!" di Marco Della Luna

"Considerazioni condivisibili.." (Saul Arpino)

Il potere, costituito o costituendo, nel corso della storia, ha risolto in diversi modi il problema di come legittimarsi, ossia di come apparire ed essere accettato dai governati non come semplice potenza di fatto, come imposizione, ma come autorità che va obbedita, giusta. Cioè per come differenziarsi dal mero fatto, divenendo diritto.

I mezzi, o miti, con cui ha ottenuto questo risultato, storicamente, sono i seguenti:
1)Mito teologico: il sovrano è dio, o figlio di dio, o discendente da dio, o nominato da dio (faraoni; mikado; papa; re occidentali); quindi i suoi atti sono legittimi e i suoi comandi vanno eseguiti. L´illuminismo ha eliminato questo mezzo o mito di legittimazione, smascherandolo come superstizione e impostura. Sottoforma aristocratica di questo mezzo di legittimazione è il principio aristocratico: esistono categorie di persone speciali, superiori alle altre per discendenza; ad esse spetta ereditariamente il potere, la ricchezza, un insieme di privilegi.
2)Mito etico: il potere, lo Stato (Stato etico, hegeliano), è legittimo e va obbedito incondizionatamente perché è la sintesi e l´espressione suprema della nazione o della razza o di un ideale indiscutibile (Stati totalitari nazionalisti, nazifascisti, socialisti). Questo mezzo, o mito, di legittimazione del potere è stato confutato da notori eventi storici e dalla considerazione, precisamente formulata da Karl Popper, che lo Stato (la nazione, la razza) non è una persona, un soggetto, ma solo un concetto artefatto, creato come strumento per determinati scopi pratici. Le uniche persone reali sono quelle in carne e ossa.
3)Mito democratico: il potere, lo Stato, è legittimo e va obbedito dal popolo perché esso è espressione della volontà del popolo stesso, che si governa attraverso i rappresentanti che elegge e che creano le leggi, le quali sono scritte, eguali per tutti e vincolanti per il potere. Anche questo mezzo, o mito, di legittimazione è entrato in crisi, perché l´opinione pubblica si accorge che la realtà del potere non corrisponde affatto ai principi di democrazia, eguaglianza, legalità, trasparenza; che il consenso, anche il più ampio, è producibile dall´alto (propaganda, mass media, gestione della scuola); e che il meccanismo della rappresentanza politica non funziona perché gli eletti si costituiscono in casta e rispondono più agli interessi economici-finanziari superiori e concentrati, che a quelli popolari e diffusi..
4)Mito libero-mercatista: gli atti del potere politico, pubblico, statuale (liberalizzazioni, globalizzazione, privatizzazione etc.), indipendentemente dall´attuazione di un effettivo sistema democratico, vanno accettati e sono legittimi, pur se dolorosi e lesivi degli interessi di categorie sociali anche ampie, o di interi popoli, in quanto sono tecnicamente utili alla collettività, ossia in quanto si conformano al libero mercato, che è il sistema in grado di attuare la più ampia ed equa ricchezza globale attraverso l´ottimale allocazione delle risorse. Il libero mercato si esprime e agisce attraverso organismi, soggetti - il sistema bancario, il WTO, la BCE etc. - che non sono democratici, ma sono legittimi e vanno rispettati e lasciati agire liberamente appunto perché emanazioni del libero mercato, quindi giusti in sé.

Questo è il mito liberista: il libero mercato legittima gli atti legislativi ed esecutivi che si conformano ad esso in base a un principio di massimizzazione dell´utilità e dell´efficienza. Anche questo mezzo di legittimazione è entrato in crisi poiché si è visto che il libero mercato non esiste, ma esiste un mercato dominato esternamente da grandi monopolisti (della moneta, del credito, dell´energia, delle materie prime, delle tecnologie, dell´informazione, dei trasporti, etc.), i quali lo distorcono a seconda dei loro interessi, perseguono fini di massimizzazione del profitto e del potere propri, non sono trasparenti, gestiscono i partiti politici, quindi si impadroniscono dei poteri e dei controlli pubblici. Il mercato globale che di fatto abbiamo, nel mondo reale, è sostanzialmente l´opposto del mercato libero, e ha effetti opposti a quello che dovrebbe avere il libero mercato: non genera piena occupazione delle risorse e del lavoro, non genera libera concorrenza, non genera trasparenza e controllabilità dal basso, non genera equilibri, ma il contrario di tutto ciò: risorse, mercati, redditi, informazione, forza lobbistica si concentrano in poche grandi mani che creano situazioni di squilibrio, bisogno, crisi, conflitto, scarsità, disoccupazione, inflazione, immigrazione, emigrazione a seconda delle loro convenienze. E che usano l´opacità del mercato da loro gestito e l´asimmetria conoscitiva come strumento per allestire grandi frodi: Parmalat, Enron, Halliburton, derivati finanziari, fino alle false pandemie per il business dei vaccini. Viene quindi meno anche questo mito di legittimazione del potere, e non se ne vede un altro che possa rimpiazzarlo. Pare che non esistano più miti credibili per giustificare, per fare accettare dal consenso popolare, l´esercizio di un potere pubblico che sempre più scopertamente serve grandi interessi privati con sacrificio di quelli generali.

Quali scenari si aprono, allora? Probabilmente, scenari in cui il potere sarà gestito più o meno come già lo gestisce ora una banca centrale o il WTO o l´OMS, ossia nel c.d. isolamento tecnocratico, senza dipendere dal consenso popolare, ma basandosi sugli strumenti e sulle risorse prodotti dalla scienza e dalla tecnica:
-capillare monitoraggio e screening della vita, del lavoro, delle operazioni bancarie, dei dati biosanitari della gente;
-compliance (adeguamento) ottenuta mediante la gestione dell´informazione e il potere condizionante di concedere o togliere l´uso del conto corrente bancario, della carta di credito, della carta dei servizi pubblici;
-ingegneria sociale e manipolazione mentale collettiva, i cui moderni mezzi scientifici ho esposto, assieme al prof. Paolo Cioni, nel recente saggio Neuroschiavi (Macroedizioni, 2009);
-shock and awe doctrine (dottrina dello sgomento), ossia ricorso all´emergenza come mezzo per legittimare atti urgenti e pesanti del potere, del governo, e criminalizzare l´opposizione ad essi, onde poterla reprimere derogando ai principi di libertà e alle garanzie processuali, e poter attuare le misure emergenziale con la conseguente spesa pubblica derogando alle procedure di trasparenza, partecipazione e controllo (spesa militare, spese e appalti senza concorso della Protezione Civile italiana).
Quest´ultimo metodo di legittimazione, a differenza di quelli precedentemente menzionati, non si presenta come legittimazione sistematica, strutturale, di un certo sistema socio-politico; e non si basa sul un progetto evolutivo e di medio-lungo termine; ma si presenta come legittimazione di interventi contingenti, di reazione a un´emergenza del momento, reale o costruita.

Gli esempi sono sempre più numerosi: dalla lotta al terrorismo (legislazione di emergenza, restrizione delle libertà e dei diritti, ampio uso delle intercettazioni, guerra all´Iraq, all´Afghanistan); all´acquisto da Big Pharma di centinaia di milioni di vaccini non testati per la profilassi contro supposte epidemie e pandemie; alla lotta contro le crisi economico-finanziarie (tagli a pensioni, stipendi, spesa sociale; assunzione di vincoli finanziari internazionali che trasferiscono la sovranità economica a FMI, BCE e altri organismi esterni). Tali interventi vengono decisi a tambur battente, calandoli dall´alto sull´onda delle notizie e del panico regolata dalle agenzie di rating e dai mass media, con minimo e breve dibattito politico, scarsa trasparenza, scarsa verificabilità, minima informazione o piuttosto ampia disinformazione dell´opinione pubblica, forte enfasi morale e patriottica, forte business indotto per ristrette cerchie economico-finanziarie. Occorre agire con prontezza e risolutezza, quindi non c´è tempo per procedure democratiche, perché è in pericolo la democrazia, la nazione, o la sicurezza, o l´Euro, o la salute. Viene proposta una figura autorevole di salvatore (Bush, l´Oms, la BCE, il FMI, etc.), che incarna i Valori. Finché il business non è lanciato, opporsi, criticare, è immorale, anche se la maggior parte della popolazione è contraria.

A posteriori, è sovente possibile accertare e spiegare all´opinione pubblica che i fatti presupposti da quell´azione di governo erano inesistenti o costruiti dolosamente ad hoc (legame Iraq-Al Qaida, armi irakene di distruzione di massa, pandemie suina, aviare, etc.), e che gli scopi reali di quegli atti erano assai diversi da quelli dichiarati (profitti per banche, industrie petrolifere, belliche, farmaceutiche; introduzione di strumenti legali per la repressione del dissenso e della libera informazione).

Le misure salvaeuro deliberate dall´Ecofin nella notte tra il 9 e il 10 Maggio scorsi costituiscono un paradigma evoluto di questo metodo di legittimazione: sull´onda dell´emergenza e della paura i grandi tecnci decidono di trasferire suii conti pubblici, a debito quindi dei cittadini e dei consumatori, i danni causati dalle speculazioni e dalle frodi finanziarie comiute dai grandi banchieri. Senza però correggere i problemi struttirali dell´Euro e delle divergenti economie dell´Eurozona. Quindi operano un gigantesco trasferimento di reddito dalla popolazione generale a questi ultimi. Al contempo preavvisano che siamo come in un videogame, dove, quando hai sconfitto un mostro, poco dopo ne arriva uno ancora più grosso. In tal modo pre-legittimano ulteriori, futuri interventi nel medesimo senso. Emergenza cronica. Il cittadino deve cedere ai potenti della finanza il frutto del proprio lavoro non per volere di Dio, né per l´autorevolezza dello Stato, né per principio democratico, né per razionalità di mercato, ma per paura della Catastrofe.

Marco Della Luna -
(MITI DI LEGITTIMAZIONE - Archiviato in: GENERALI)
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Articoli su ecologia sociale:
http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=ecologia+sociale

domenica 9 maggio 2010

"PT, attenti alle decisioni del governo..." - Poter leggere e scrivere alla fine del servizio postale... delle lettere e della civiltà umana..

"Sempre la coscienza si manifesta nei vari modi che ci contraddistinguono" (Saul Arpino)

Ante Scriptum

Ricordo la bozza un romanzo di fantascienza che avrei voluto scrivere anni fa in cui si preconizzava la fine del mondo per mancanza di comunicazione... Ovvero avendo la società riposto ogni comunicazione nel sistema "telematico" o radiofonico/televisivo e simili avevo immaginato che ad un certo punto tutto questo apparatto smettesse di funzionare e siccome la scrittura, la stampa di libri e giornali ed il servizio postale erano stati da tempo annullati, perché considerati obsoleti, nel giro di poco tempo la civiltà umana subiva un tracollo apparentemente irreversibile... per mancanza di capacità di trasmissione della cultura.
Solo con la lenta ripresa della comunicazione scritta manuale, che quasi tutti avevano dimenticato abituati com'erano alla tastiera, e con il ripsristino lento della "corsa" postale poco a poco l'uomo poteva recuperare una parvenza di civiltà....
Tutto questo mi é tornato alla mente leggendo la lettera che segue..

Paolo D'Arpini
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Caro Paolo, sono profondamente delusa e in preda ad una sorta di
rabbia che non so come definire e soprattutto non so "contro chi
sfogare"! Ogni giorno leggo notizie e sperimento situazione a dir poco
"assurde".. assurde perchè, io, libera cittadina, in libero e
democratico stato (?)....non vengo correttamente informata e
soprattutto mi ritrovo a subire queste situazioni, in una specie di
teatrino con commedia tragicomica in programma! Ti spiego
velocemente.... tu sai quanto amo leggere, andando alla ricerca di
testi, anche "fuori catalogo", che stuzzicano la mia curiosità e mi
permettono di conoscere (un modo come tanti..). Sono in contatto con
diversi siti che mi spediscono i libri a casa, in modo tale che posso
pagare in contrassegno (per me una grande comodità!). Bene, stamane mi
sento rispondere da un caro amico di uno di questi siti che dovranno
chiudere "bottega", perché.... leggi cosa è successo!
Ti invio la cortese spiegazione inviatami per posta elettronica...che mi dici? Siamo sempre più alla "mercè" di una situazione che merita di essere conosciuta dal "Mondo" intero!
Certo, la mia parte "istintiva" reagisce in modo immediato Paolo... ovviamente poi le "acque si calmano" a vantaggio dell'intelligenza (si può chiamare così?) e della saggezza che trova sempre la strada migliore attraverso cui agire!

Antonella Pedicelli

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IL GOVERNO, DAL 31/03/2010, SENZA PREAVVISO, SENZA ALCUNA
CONSULTAZIONE, HA ELIMINATO LE TARIFFE AGEVOLATE PER LA SPEDIZIONE DI
LIBRI

Tutto è successo nel silenzio generale: con decreto del 30 marzo 2010,
viene eliminata la tariffa ridotta editoriale e spedire un libro in
pacco contrassegno passa dai circa € 2,84 (0,97 senza contrassegno)
agli attuali € 5,50 fino a 2 chili e € 8,17 dai 2 ai 5 chili. Ora come
faremo? Come faranno i lettori? Questo provvedimento pregiudica il
rapporto diretto con il lettore e quella vendita online che per le
case editrici indipendenti è un’indubbia risorsa, ma in realtà
colpisce duramente tutti coloro che operano nel settore editoriale.
Librerie, grossisti, distributori saranno ancora più ostacolati nel
reperimento e invio dei libri. Il danno per il Paese intero nella sua
dimensione culturale è incalcolabile.

Facciamo nostra la posizione dell’Associazione Italiana Editori,
secondo la quale, con le parole del suo presidente Marco Polillo: "Le
ricadute saranno pesanti non solo in termini economici per la vita
delle case editrici, ma anche per la cultura e l’informazione del
paese: il canale postale è infatti uno strumento fondamentale di
diffusione dei libri, soprattutto in quelle zone d’Italia non servite
da librerie."

Di fronte a provvedimenti di tal fatta crediamo sia lecito domandarsi
quale sia il significato di tanti proclami sulla cultura e quale sia
la funzione di tanti responsabili che a diversi livelli, compreso
quello governativo, si occupano di cultura. È indispensabile che la
decisione sia dunque rivista e ripristinate le agevolazioni al più
presto.

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Articoli sulla comunicazione virtuale:
http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=comunicazione+virtuale