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domenica 3 aprile 2011

Bioregionalismo e vita sul pianeta

Appello bioregionale per l'accoglienza umanitaria

"Il pianeta è uno e l'uomo è lo stesso ovunque, solo le idee sono diverse...." (Saul Arpino)

Leggo oggi sui mezzi d'informazione locali dichiarazioni disumane ed allucinanti di pubblici amministratori razzisti che rifiutano di ospitare nel nostro territorio degli esseri umani che giungono in Italia per salvarsi la vita in fuga da fame, dittature, guerre.

Ricordo a questi pubblici amministratori che la legge fondamentale del nostro paese, la Costituzione della Repubblica Italiana (a cui tutti i sindaci hanno dovuto giurare fedeltà), all'articolo 10 testualmente recita: "Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge".

E quindi, se non per senso di umanità, almeno per rispetto della legge in nome della quale amministrano la cosa pubblica, questi signori cessino di lanciare ignobili ed insensati proclami razzisti, ed invece si adoperino per accogliere ed assistere ogni essere umano in fuga da fame, dittature e guerre.

E' un dovere stabilito dalla legge fondamentale del nostro ordinamento giuridico; è un dovere al quale in quanto pubblici amministratori non possono sottrarsi.

Ed è un dovere di ogni essere umano: adoperarsi per salvare la vita degli altri esseri umani.

Vi è una sola umanità

Peppe Sini

domenica 27 marzo 2011

Mao Valpiana: "Contro la guerra ed il nucleare digiuno collettivo dei nonviolenti"



Inizia oggi 27 marzo 2011 il digiuno collettivo del cibo e della parola "per opporsi alla guerra e al nucleare".

Proposto e attuato dal Movimento Nonviolento questo digiuno vuole essere un'assunzione di responsabilità.

La guerra è il più grande crimine contro l'umanità, e quindi alla guerra ogni singola persona si deve opporre. E bisogna opporsi alla preparazione della guerra, agli strumenti (eserciti e armi) che la rendono possibile.

Il nucleare civile e militare è una guerra dichiarata alla natura e agli uomini.

Il digiuno dal cibo e dalla parola che stiamo attuando è un modo concreto per manifestare la nostra opposizione alla guerra:

- la rinuncia al cibo è una condivisione delle tante sofferenze che subiscono le vittime della guerra;

- la rinuncia alla parola evidenzia che la prima vittima della guerra è la verità.

Quante mistificazioni, quante falsità, quante bugie si nascondono dietro la propaganda bellicista che sta inondando l'opinione pubblica come uno tsunami della menzogna.

Il digiuno del cibo e della parola aiuta chi lo pratica a concedersi un tempo privilegiato di riflessione intima (una meditazione, una preghiera, una lettura, uno spazio mentale) sulla necessità di intraprendere il cammino della nonviolenza. E' anche un modo per accostarsi alla ricerca della verità, e da essa trarre energia e forza per proseguire l'azione nonviolenta. E così il digiuno diventa azione.

La proposta del Movimento Nonviolento ha già ricevuto molte adesioni per le prime 48 ore, ma già tante amiche e amici della nonviolenza hanno annunciato che proseguiranno, aggiungendosi nei giorni successivi.

Mao Valpiana
an@nonviolenti.org

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Sui vantaggi psicofisici del digiuno per la persona che lo pratica. leggete:
http://www.circolovegetarianocalcata.it/2011/02/15/daniele-bricchi-igienismo-vegetarismo-veganismo-crudismo-una-visione-dinsieme/