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sabato 4 agosto 2012

Libia Ad Memoriam - Affinchè resti traccia di quel che è avvenuto....



Libia. MACELLAZIONI FINALI, CARNEFICI (NATO-CNT), PLAUDENTI (BAN KI MOON, NAPOLITANO, UE…) E ASTENUTI

1. Ecco la nuova Libia di Napolitano, di Ban Ki Moon, di Barroso e di tutti gli altri che hanno espresso oggi soddisfazione. Eccola in questo video atroce: fra tante altre immagini che invece erano montaggi (http://www.youtube.com/watch?v=75YhFScM5sU&feature=share&skipcontrinter=1) riprende un essere umano gravemente ferito, strattonato, circondato dalle blasfeme urla “allah u akbar” che accompagnano le esecuzioni di Al Qaeda, in Iraq come in Libia (da mesi ormai), come altrove. Macellazione: il termine è appropriato, perché il sangue scorre, le urla di soddisfazione degli esecutori si levano come gli onnipresenti colpi di fucile, e l’indifferenza per le sofferenze dei viventi scannati è la stessa che c’è nei macelli per animali. Del resto, ricordate che in Iraq, i militari americani dicevano ridacchiando di aver fatto il tiro al piccione con i soldati iracheni? In Libia, Nato e i suoi alleati del Cnt hanno fatto tabula rasa di molti civili e di moltissimi lealisti; e dire che avrebbero dovuto limitarsi a far rispettare la no-fly zone e a proteggere i civili se minacciati. Chi minacciava in civili in genere (e tanto più nel caso delle città assediate da fine agosto)? Le truppe armate del Cnt. Alleate e protette dalla Nato come se fossero civili.



2. Allucinante, un assassinio ordinato o compiuto direttamente dalla Nato dai paesi “democratici”. Dai paesi consumisti e militaristi, anche durante la crisi. Allucinante ma non per Ban Ki Moon, per il quale questa giornata è “storica” per la Libia. Ban Ki Moon è il segretario generale delle Nazioni Unite!! Lo stesso che non ha speso un parola su questa guerra, nemmeno sui civili di Sirte assediati e uccisi (e immaginarsi se può provare pietà per i soldati libici sui quali la nato ha fatto il tiro al tacchino. E Napolitano? Anche lui contento. Napolitano è il presidente della Repubblica italiana: ci rappresenta davvero questo guerrafondaio capo (il più accanito di tutti, a parlare di “iniziativa umanitaria”)? E i capi dell’Unione Europea che si compiacciono della nuova era? Ci rappresentano? Forse sì. Questo è l’”orrore su cui si fonda il consumismo” (frase di un’amica); sì, anche in tempi di crisi.



3. Oggi 20 ottobre 2011 vicino a Bani Walid è stato assassinato anche Sheik Ali, ottant’anni, capo tribale della tribù Warfalla. Uomo di pace, non aveva in casa nemmeno un fucile da caccia.



4. Non si è risparmiato nulla ai perdenti, per ridicolizzarli meglio. Un pro-Cnt (di quelli che senza la Nato non avrebbero fatto un passo) mostra la “pistola d’oro” che avrebbero trovato nelle tasche di Gheddafi! E poi naturalmente, dove l’hanno trovato ferito (è poi “morto in custodia”)? Saddam lo pescarono, barbone, in una buca, per avviarlo subito alla forca. Gheddafi, dicono, si era rifugiato ferito in un tubo di cemento sporgente dalla sabbia. Così hanno cercato di annullare il fatto che sia rimasto fino all’ultimo nel luogo della Libia più pericoloso, Sirte.



5. E’ stata la Nato a colpirlo? Ecco cosa dice il colonnello Lavoie in una di quelle dichiarazioni che a leggerle rivelerebbero altrettanti crimini di guerra o violazioni della risoluzione 1973 (alla quale la Nato ha continuato ad aggrapparsi): “aerei della Nato hanno colpito due veicoli militari pro-Gheddafi che facevano parte di un gruppo di veicoli militari che manovravano vicino a Sirte”. Allora ho chiesto all’ufficio stampa della Nato (cjtfuppress@jfcnp.nato.int): come mai avete colpito quei veicoli?”. Loro, coda di paglia, si lanciano in una excusatio non petita: “La Nato li ha colpiti perché erano una minaccia per i civili. La Nato non prende di mira individui specifici”. Allora ho risposto: “Non vi ho chiesto quale obiettivo specifico fosse quello. Ma in che modo minacciavano i civili? Dov’erano i civili minacciati?”. Allora hanno fatto rispondere a Lavoie: “given the nature of their conduct these armed vehicles continued to represent a threat towards civilians”. “Data la natura del loro comportamento, erano una minaccia. I combattimenti sono continuati fino alla caduta di Sirte”. Il tirapiedi di Lavoie aggiunge che non può aggiungere altro. Ma è chiarissimo: visto che Lavoie si riferisce ai combattimenti, significa che gli unici civili che la Nato ha voluto proteggere sin fall’inizio del resto, erano gli armati del Cnt. Ma ciò è illegale.



6. Dunque quando si farà un processo alla Nato sarà sempre troppo tardi.



7. E qui, gli occidentali – anche i “movimenti” - che sanno tutto (ma anche là, gli arabi addormentati da Al Jazeera), che hanno fatto? Non ha indignato quasi nessuno, nemmeno gli indignati, il macello che dura dall’inizio delle bombe (già: prima, i famosi 10mila o seimila morti erano stati un’invenzione. Lo hanno dichiarato gli stessi che l’avevano denunciato all’Onu…). Forse perché qui è dal 1945 che il cielo non ammazza di bombe e molti difettano di immaginazione. Adesso diranno: “Eh però era meglio processarlo…”. Siamo democratici e civili, noi gli altri li processiamo gli altri (noi stessi mai). Ammazziamo solo con le bombe e la rapina economica ed ecologica. Di cui le guerre come questa sono conseguenza e causa. Ma come mai non se ne rendono conto?


Loretta Mussi

Un ponte per...

Presidente

Tel +0645479147 - 3338312194

lunedì 9 aprile 2012

Libia - Continuano le torture inflitte ai fedeli di Gheddafi




Chi è la misteriosa psichiatra italiana , chiamata Cristina , di cui si parla e scrive nel link sottostante come della principale artefice delle torture farmaco-psicologiche, associate a quelle fisiche, inflitte ai seguaci di Gheddafi, ancora oggi, dai "liberati" dalla Nato?

http://libyaagainstsuperpowermedia.com/2012/04/08/girl-captured-lists-the-crimes-and-tortures-of-nato-rats-in-prisons/

La fonte che denuncia questa inquietante presenza si è rivelata nel passato attendibile . Peraltro non mancano le segnalazioni delle organizzazioni umanitarie come Amnesty e Medici senza Frontiere che descrivono le vergognose violenze che vengono perpetrate in Libia contro donne , uomini e bambini colpevoli di essere stati fedeli al regime di Gheddafi . Considerando che la presunta dottoressa Cristina
opererebbe presso l'ospedale di Maitiga , praticamente a Tripoli , non dovrebbe risultare impossibile verificarne l'esistenza reale. Vista la presenza, già dai primi giorni della "rivolta spontanea", sul territorio libico di occidentali
"consiglieri, consulenti, osservatori" per non scrivere delle truppe speciali, non ci stupirebbe affatto che qualche "dama di carità", specializzata magari a Guantanamo o Bagram, desse ai nuovi governanti un "aiutino" farmaco-
psicologico per strappare informazioni ai prigionieri (specie alle donne) su chissà quali altri crimini gheddafiani.

Chi legge e vuole dare una mano , secondo le proprie possibilità , lo faccia . Scriva al governo , al parlamento , ai media , sul web , a..... "Chi l'ha vista"
....insomma , smuova le acque .

Se non altro perchè , un domani , potremmo pure venire a sapere che , in Libia , è scomparsa qualche "benefattrice" italiana . Nel qual caso , a differenza di tante altre degnissime persone , il sospetto che potrebbe trattarsi della fantomatica Cristina ci eviterebbe ingiuste preoccupazioni .

Vincenzo Mannello
http://www.vincenzomannello.it/

sabato 5 novembre 2011

Vittoria inutile quella in una guerra che segue l’altra… Vera “vittoria” è dove si vede la fine di ogni guerra...

Paolo D'Arpini in meditazione nella Stanzetta del Pastore


Da qualche parte bisogna pur cominciare per arrivare alla Vittoria in questa nostra società. Una “vittoria nonviolenta e laica”, a tutto campo, in cui si considera l’unitarietà della vita in tutte le sue forme.

Questo è il dettame dell’ecologia profonda e della spiritualità laica che intravvede nelle pieghe della rete esistenziale una quantità di interconnessioni celate alla vista superficiale. Le relazioni nel vivente sono inscindibili dal vivente stesso e comprendono anche il pensiero, oltre all’inorganico ed all’organico.

Per questa ragione, noi del Circolo vegetariano VV.TT., quest’anno durante le ricorrenze per i defunti sino al 4 novembre, in cui si ricorda la fine della prima guerra mondiale, abbiamo cercato di analizzare e comprendere i valori della nonviolenza inserendoli nel contesto di un sistema di vita, vegetariano, ecologista e rispettoso dell’altrui pensiero. “Praticando l’utopia di speranza, chiamata nonviolenza, che ci permette di vivere meglio nell’orizzonte storico, troppo tormentato e troppo deluso, del nostro tempo. In questa prospettiva, prende forma un’aspirazione epocale, orientata ad uscire dal ciclo della negatività che spesso rischia di sommergerci” affermò il filosofo Aurelio Rizzacasa.

Ad esempio nel ricordare il 4 novembre, definito il giorno della “vittoria” abbiamo considerato l’inutilità di una guerra, che si dice sia stata combattuta per ottenere l’integrazione del suolo patrio ancora parzialmente occupato dallo straniero. Ma quella ragione fu menzognera, anche dal punto di vista politico. Infatti l’impero Austro-Ungarico e quello Tedesco (nostri precedenti alleati) si erano impegnati a restituirci i territori contesi in cambio della nostra astensione dalla belligeranza.

Purtroppo prevalse un calcolo politico diverso, che andava oltre l’ottenimento di quei benefici territoriali, e l’Italia fu coinvolta in un conflitto che costò enormemente in vite umane, distruzioni, perdita di credibilità.. cose che avrebbero poi contribuito alla costituzione del fascismo e di conseguenza alla seconda e più rovinosa guerra mondiale. Ogni guerra è sempre in qualche modo collegata a quella che la precede: causa ed effetto. E potrebbe avvenire ancora se non si interrompe il meccanismo diabolico.

Lo possiamo osservare nelle scusanti “democratiche e fintamente pacifiste” che stanno spingendo l’umanità verso una più rovinosa guerra mondiale. I sentori ci sono stati con l’invasione dell’Iraq e dell’Afganistan, con la scusa delle armi occulte e del terrorismo. Lo vediamo oggi nella ragioni “libertarie” che sono alla base della distruzione della vicina Libia, dal costo altissimo in vite umane e persino in denari… Infatti con il costo delle bombe e dei missili dei nostri arsenali bellici, che abbiamo sganciato sui libici inermi, avremmo potuto pareggiare il bilancio dello Stato… ed invece ora gli arsenali dovranno essere nuovamente riempiti con nuove bombe, nuovi aerei e nuovi missili.. e questo andrà a scapito della assistenza sociale, del lavoro, della sanità, della cultura.. insomma di tutto ciò che è necessario alla vita. E non è finita… già ci sono avvisaglie ed ammonimenti per la futura guerra di “liberazione” quella contro la Siria e contro l’Iran.. e chissà poi chi….

Le bugie hanno però le gambe corte, si spera, e la verità sui retroscena delle varie guerre “democratiche” stanno sempre più venendo a galla. Il popolo si informa, non sui giornali e sui piccoli schermi, che sono venduti al potere, ma su internet e per passaparola. Occorre perciò essere molto discriminativi nell’esaminare le notizie che ci vengono propinate dalla informazione ufficiale e soprattutto occorre mantenere una posizione “laica” ed imparziale poiché in qualsiasi forma ideologica, economica o religiosa si nasconde un mascheramento della Verità.

E per affermare la Verità occorre sempre partire da noi stessi. Indagando sulla nostra verità interiore. Una volta un cercatore della verità chiese al saggio Nisargadatta: “C’è un modo di porre fine agli orrori della guerra e delle prevaricazioni?” Ed il saggio rispose: “Quando sempre più persone riusciranno a riconoscere la loro vera natura, la loro influenza, per quanto sottile, prevarrà e l’atmosfera emotiva del mondo si addolcirà. La gente segue i suoi capi, e quando tra questi ne appariranno alcuni con un grande cuore ed una grande mente, assolutamente indifferenti al loro tornaconto, il loro esempio sarà sufficiente ad impedire le brutalità ed i crimini dell’epoca attuale.…”.

Per questa ragione è così importante cercare di eliminare dalla nostra vita quotidiana ogni forma di violenza ed è per questa ragione che è importante prendere coscienza dell’unitarietà della vita e del come rapportarci gli uni e gli altri, in perfetta armonia simbiotica, senza dover predare quel che non ci appartiene e che è bene comune di tutti i viventi.

In questo filone ricordo le parole del professor Osvaldo Ercoli che, il 6 giugno 2010 a Viterbo, disse: “Pertanto è nostro dovere assumere comportamenti che non compromettano l’equilibrio ecologico della terra nonché i diritti fondamentali e la sopravvivenza delle altre specie e di tutta l’umanità. Nessun essere umano ha il dritto di invadere lo spazio ecologico di altre specie o di altri individui, né trattarli con crudeltà e violenza. Le biodiversità sono ricchezze da mantenere e difendere. La democrazia della comunità terrena unisce tutti i popoli e i singoli individui sostenendo valori quali la cooperazione e l’impegno disinteressato, anziché separarli attraverso la competizione, il conflitto, l’odio ed il terrore. In alternativa ad un mondo fondato sull’avidità, sulla disuguaglianza e sul consumismo sfrenato, questa democrazia si propone di globalizzare la solidarietà, la giustizia e la sostenibilità”

La competizione, il conflitto, l’odio ed il terrore… è questa la maschera che ancora oggi stiamo cercando di strappare, e certo: dovremmo essere più numerosi di quanti si sia, e poter e saper gridare assai più forte di quanto si faccia. A quanti, ancora oggi e nonostante quello che accade, restano inerti si può ricordare la poesia scritta da un pastore evangelico, Martin Niemoeller: “Prima vennero per gli ebrei, e io non dissi nulla perché non ero ebreo. Poi vennero per i comunisti, e io non dissi nulla perché non ero comunista. Poi vennero per i sindacalisti e io non dissi nulla perché non ero sindacalista. Poi vennero a prendere me. E non era rimasto più nessuno che potesse dire qualcosa”.

Vorrei ora concludere questo intervento con le parole di un altro maestro della nonviolenza, Nelson Mandela, che scrisse: “La nostra paura più profonda non è di essere inadeguati. La nostra paura più profonda è di essere potenti ogni oltre limite. E’ la nostra luce, non la nostra ombra, a spaventarci di più. Ci domandiamo “chi sono io per essere brillante, pieno di talento, favoloso? ” In realtà, chi sei tu per NON esserlo? Siamo figli di Dio. Il nostro giocare in piccolo non serve al mondo. Non c’è nulla di illuminato nello sminuire se stessi così gli altri non si sentano insicuri intorno a noi. Siamo tutti nati per risplendere, come fanno i bambini. Siamo nati per rendere manifesta la gloria di Dio che è dentro di noi…E quando ci liberiamo delle nostre paure, la nostra presenza automaticamente libera gli altri”.

Paolo D’Arpini

Presidente Circolo Vegetariano VV.TT.
Referente P.R. Rete Bioregionale Italiana

domenica 23 ottobre 2011

...ecco gli "eroi" della guerra di Libia... e pensiero di Sandro Pertini sullo scempio contro i vinti






Morte vera e videogame, in Libia

l'Onu e la Nato, Sarkozy, Cameron, Obama, la "volpe del deserto" Frattini con Napolitano e La Russa, altri... "minori". Tutti, dicesi tutti, hanno partecipato (più o meno secondo le loro possibilità) ad armare le ali "invincibili" degli aerei Nato impegnati nello sport, tutto occidentale, del "tiro al piccione".

Dove il piccione principale era Gheddafi mentre quelli da "addestramento" sono state le truppe lealiste libiche di terra , aria e mare (queste "non pervenute"). Con variazioni tutte "democratiche" chiamate "danni collaterali" . Tipo familiari di Gheddafi, bambini in qualche asilo, magari un paio di religiosi, qualche ospedale ed altro.

Per non parlare delle ultime, quelle di Bani Walid e Sirte, città ridotte dalle "bombe intelligenti" ad ammassi di macerie.

Quel che fa riflettere è come i "vertici" politici, sempre pronti a celebrare la "viltà" dei combattenti irakeni, afghani, palestinesi che colpiscono le "innocenti" truppe di occupazione della Nato presenti nel mondo, accusandoli di colpire "a tradimento", non provino la minima vergogna per aver dato l'ordine di massacrare migliaia di militari. Inermi di fronte allo strapotere militare della Nato . Che non ha rischiato di perdere neppure un aquilone o una ruota di aereo.

Ed ai militari che hanno colpito i bersagli umani indifesi come fossero un videogioco, non si dovrebbe chiedere come si sentano? Certo, hanno obbedito agli ordini, altrove (anche in aria) rischiano qualcosa, ma in Libia hanno combattuto con onore? Per quel che mi riguarda mai come in questa occasione si può scrivere e gridare: Nato assassina!!

Vincenzo Mannello
http://www.vincenzomannello.it


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Ed il parere di Joe Fallisi:

"la schiacciante maggioranza dei libici d'oggi" rispettava e amava e, sono sicuro, tuttora ama e rimpiangerà sempre più il vecchio Gheddafi, perché sapeva come egli avesse dato tutto se stesso alla sua patria, rendendola un gioiello di civiltà progredita e laica (ma NON anti-spirituale) invidiato dal mondo intero (in specie dagli arabi traditori) e, con l'esperimento durato decenni e in gran parte riuscito della Giamahiria, un modello di autogoverno del bene comune senza paragoni nella storia. L'ho constatato coi miei occhi ad aprile, quando sono andato (non solo) a Tripoli coi British Civilians for Peace in Libya, quale fosse il sentimento dei libici per Gheddafi... e infatti la piccolissima minoranza monarcoteocratica che pretendeva (pretende) di mettere le sue sgrinfie ultrareazionarie sul Paese e di farlo tornare ai tempi di Re Idris, vendendolo come allora alle potenze straniere, senza i bombardieri e i droni di queste ultime sarebbe stata (ancora oggi verrebbe) spazzata via nel giro di una settimana. Gheddafi, sì, è morto come un eroe - come un vero uomo - antico. Combattendo contro i siopredatori occidentali e la vampiraglia razzista e mostruosa col burka avvoltolato al posto del cervello. Poteva andarsene in qualche paradiso fiscale... E' tornato invece nella sua piccola città di nascita, tra i suoi che resistevano impavidi. Con i suoi figli. Uno è stato torturato e ammazzato insieme col suo grande padre. Gli altri non molleranno. La lotta di liberazione della Libia sovrana, indipendente e socialista, della Giamahiria, è appena cominciata.
Joe Fallisi

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Altro Commento:

Trovo orrendo che il sito della tavola per la pace di Assisi possa dire che l'uccisione di Gheddafi "conferma che la tempesta araba prosegue.Gheddafi è il terzo dittatore disinstallato".
Com'è possibile paragonare la guerra di LIbia (50.000 bombe sganciate dalla Nato, 11.000 operazioni aeree - partite anche da Aviano, che dista poche decine di km dalla mia abitazione-, migliaia di esecuzioni di "gheddafiani", migliaia di civili assassinati, interessi coloniali da salvaguardare, Francia, GB e altri occidentali bastardi, Italietta compresa) con la "primavera araba"? Cosa rende così ciechi i cosiddetti "pacifisti" nostrani? Cosa è successo in questo paese a partire dagli anni '80? Sempre più indignato, prof. Dante Bedini


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Altro commento:

Sodomizzato e censurato.... ; la fine atroce di Gheddafi aleggia sui fautori della guerra umanitaria

CENSURE PROGRESSISTE. "In fila per vedere quel maledetto leader che li ha
oppressi per 42 anni". Questo è il commento di Rainews alla barbarie messa
in scena dal CNT. Neanche un accenno al fatto che Gheddafi sia stato
torturato e sodomizzato. Stessa censura su Repubblica: nessun cenno in
home page. E' paradossale che oggi invece sul quotidiano Il Tempo la prima
notizia in alto sia: "Orrore in Libia. In fila per vedere il cadavere di
Gheddafi". E poi: "Spunta un nuovo video in cui si vede il Raìs, di
spalle, sodomizzato dai ribelli".

IMBARAZZO. Persino il ministro della Difesa britannico Philip Hammond -
riferendosi all'uccisione di Gheddafi - ha dichiarato che "la reputazione
del CNT agli occhi della comunità internazionale è stata un po' macchiata
da quanto successo". Notare: "Un po' macchiata".

DIRITTI UMANI. Ma la fine di Gheddafi non è una piccola macchia finale su
lenzuolo bianco, sulla fulgida storia di una limpida guerra in cui il CNT
ha lottato per il recupero dei diritti umani. La pratica generalizzata
delle torture e dei pestaggi da parte delle truppe del Cnt, che di fatto
controllano le prigioni, è così grave che persino l’inviata dell’Alto
commissariato dell’Onu per i diritti umani, Mona Rishmawi, è stata
costretta a confermare. E anche questo non lo troviamo sulla stampa
progressista ma sul Foglio di Giuliano Ferrara.

FOSSE COMUNI (DEL CNT). Il Corriere della Sera comincia a parlare di fosse
comuni dove i ribelli avrebbero accatastato i neri accoppati con la nostra
guerra giusta. Le fosse comuni del CNT, Lorenzo Cremonesi del Corsera
raccoglie questa testimonianza: “Qui vivevano soltanto negri, negri
stranieri, nemici dalla pelle scura che stavano con Gheddafi, ucciderli è
giusto".

RAZZISMO E TORTURA. Un 17enne del Ciad, ovviamente nero di carnagione e
pertanto sospetto, accusato di essere uno stupratore e un mercenario, e’
stato preso a pugni e percosso con bastoni, cinture, calci dei fucili e
cavi di gomma. “Alla fine”, ha raccontato, “ho detto quello che volevano
sentire; che avevo stuprato le donne e ucciso i libici”.

BALLA SCRICCHIOLANTE. Comincia insomma a scricchiolare l'immensa balla che
ci hanno raccontato fino a ora e che ha portato - giuro! - un mio amico su
Facebook (attivista della FIOM!) a sostituire la sua immagine sul social
network con quella della nuova bandiera libica. Fa uno strano effetto
vedere come la confusione a sinistra abbia generato grotteschi effetti. E
quanto i buoni arrivano a sodomizzare i cattivi, beh... mica possiamo
darvi troppo spazio, no?

TOP SECRET. Leggete intanto questo documento segreto dell'UFFICIO
COMUNICAZIONI DOWNING STREET, 22 ottobre 2011: "La morte di Gheddafi è il
risultato migliore per gli interessi nostri e dei nostri alleati nella
guerra in Libia. Catturato vivo e processato, il leader libico avrebbe
potuto rivelare particolari imbarazzanti sulle sue passate relazioni con
il nostro e con altri governi occidentali".

Alessandro Marescotti - Lista Peacelink


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Ancora un commento:

In giugno scrivevo questa breve mail, ancora fiducioso che qualcosa potesse cambiare in questo paese (da "Ho appena letto queste parole di De André"). Ora trovo che Faber avesse ragione, che Pasolini avesse previsto tutto questo, con la sua "disperazione" e con il suo pensiero "anarchico apocalittico".
Questo paese sta precipitando nel degrado morale più abietto, il "berlusconismo" è come il fascismo, l'"autobiografia di questa nazione". E' squallido vedere pacifisti e guerrafondai, "nonviolenti" e fautori della violenza di stato, "sinistra" e destra sempre più accomunati dallo stesso tipo di (non) analisi della realtà, dall'accettazione dell'esistente, dalla stanca ripetizione dei soliti luoghi comuni.
Questo paese, tutta l'Europa colonialista ed imperialista hanno bisogno di una primavera che spazzi via questa incultura. Per fortuna abbiamo ancora qualche esempio da seguire, dalla primavera araba (altro che Libia) alle esperienze dell'America Latina

Ho appena letto queste parole di De André: “Sul finire degli anni Ottanta la gente aveva perso a tal punto il senso della propria dignità che si viveva in una specie di limbo, dove nessuno aveva più voglia di protestare, figuriamoci poi di ribellarsi: non c’è niente di più idoneo perché il potere possa compiere i propri misfatti nella più assoluta impunità. Si continua ad affermare la priorità del mercato – ormai anche la politica è attraversata da grandi ventate di affarismo, non sempre lecito – e con essa la morte delle ideologie: così si educa la gente al ripudio degli ideali. Questa rassegnata abulia, che coinvolgeva anche artisti un tempo ‘impegnati’, giornalisti non di regime e politici d’opposizione, è sintetizzata nel finale de La domenica delle salme dove si parla di ‘pace terrificante’, mentre ‘il cuore d’Italia si gonfia in un coro di vibrante protesta’. Senonché la protesta ha la voce d’un coro di cicale, scelto a emblema del menefreghismo collettivo” (Fabrizio De André a proposito della canzone La domenica delle salme, ultimo brano dell’album Le nuvole, 1990)
Chissà che all'avvicinarsi del mio sessantesimo anno di età questo paese non stia diventando un pò meno "ridicolo e orribile" (come lo definiva negli anni '70 PPPasolini), che non si aprano spazi di speranza e di ribellione, che non nasca un processo di cambiamento radicale sul piano etico e politico. Certo, sarà dura ricostruire una società ridotta in macerie.
Ma ho una grande fiducia nei giovani (e meno giovani...)
Dante Bedini


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Il pensiero nobile di Sandro Pertini

Già la guerra è "oscena", ma l'ostentazione della morte, l'insulto dei deboli, dei "sudditi", a quel che resta di un tiranno, non possono che intristire, anche sotto il profilo educativo. Quando mi dissero che il cadavere di Mussolini era stato portato a piazzale Loreto, corsi con mia moglie e Filippo Carpi. I corpi non erano appesi. Stavano per terra e la folla ci sputava sopra, urlando. Mi feci riconoscere e mi arrabbiai: «Tenete indietro la folla!». Poi andai al CLN e dissi che era una cosa indegna: giustizia era stata fatta, dunque non si doveva fare scempio dei cadaveri. Mi dettero tutti ragione: Salvadori, Marazza, Arpesani, Sereni, Longo, Valiani, tutti. E si precipitarono a piazzale Loreto, con me, per porre fine allo scempio. Ma i corpi, nel frattempo, erano già stati appesi al distributore della benzina. Così ordinai che fossero rimossi e portati alla morgue. Io, il nemico, lo combatto quando è vivo e non quando è morto. Lo combatto quando è in piedi e non quando giace per terra".

SANDRO PERTINI (Emerito Presidente della Repubblica Italiana)

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Poesia aggiunta:


Il paradosso del denaro è che tutti ne vorrebbero

anche se più se ne possiede e più ci complica la vita.

Il paradosso dell’agio è che anche la posizione più comoda

dopo un pò diventa insopportabile.

Il paradosso del piacere e che quando è troppo

si trasforma in disgusto.

Il paradosso della conoscenza è che più si sa

e più ci si accorge di essere ignoranti.

Il paradosso della felicità

è che sta nel rendere felice qualcuno.



Franco Libero Manco



venerdì 21 ottobre 2011

Libia: "...hanno vinto i black bloc della NATO"



Sono passati pochi giorni dagli scontri di Roma e abbiamo assistito ad un coro di esecrazione per lo scempio di una citta'.

Siamo inorriditi per il cinico disprezzo della vita quando un autoblindo e' stato incendiato con le persone dentro.

Tutti inorriditi di fronte alla violenza dei black bloc a Roma.

Ma cosa avranno di meglio dei black bloc i killer che hanno esultato sul cadavere di Gheddafi e lo hanno straziato?

Ci troviamo di fronte allo scempio di un uomo che gridava 'non sparate' ed è stato trasformato in una maschera di sangue.

Io ho provato orrore. Ma temo che milioni di persone abbiano gioito di fronte alla Tv, alla cattiva maestra Tv.

La verita' e' che siamo schizofrenici. Inorridiano per i black bloc ma poi giustifichiamo gesti ancora piu' devastanti e criminali.

Ricordate Toto' in siamo uomini o caporali? Il caporale ha la stessa faccia odiosa anche se cambia uniforme o societa'.
Cosi' il black bloc.
Solo che a Roma porta il cappuccio nero e Sirte il turbante bianco.

Questi black bloc libici hanno per di piu' l'onore della copertura aerea della Nato.

Ve lo immaginate se Roma fosse stata distrutta dai black bloc con la copertura aerea della Nato?

Bene, questo e' accaduto a Sirte.

Siamo una societa' che educa?

No.

Non e' possibile la domenica dire ai nostri giovani di non usare la violenza e poi il giovedi' esultare assieme ai killer di Gheddafi.

Noi siamo i padri di un cattivo esempio di morte e non potremo essere credibili quando esecriamo la violenza della domenica se poi giustifichiamo quella del giovedi'.

Siamo pronti a sbattere in prima pagina un black bloc e trasformarlo nella causa di tutti i mali del mondo.

Ma poi quando tocca a noi, per il petrolio, siamo i piu' sfegatati protettori dei black bloc che ci fanno comodo.

Siamo un esempio rivoltante di ipocrisia, cinismo e violenza omicida. A fin di bene, ovviamente...

Alessandro Marescotti
www.peacelink.it

domenica 28 agosto 2011

Effetti perversi della guerra in Libia: I malati ed i feriti dell'ospedale di Abu Salim lasciati senza cure e cibo...




Lettere inviate e ricevute

Ad Abu Salim, quartiere di Tripoli, ultimo bastione di Geddafi, ieri la televisione araba Al Jazira ha fatto la macabra scoperta che, in questi giorni di guerra, nell’ospedale sono morte piu’ cento persone, piu’ di cento pazienti, per essere stati lasciati senza medici e cure per giorni e giorni. Erano riversi, alcuni nei loro letti, altri vicino alle immondizie – forse in cerca disperata di cibo – e altri ancora erano immersi nei loro stessi escrementi.

L’ospedale che prima aveva piu’ di un centinaio di specialisti nelle varie branche di medicina, e’ stato lasciato senza medici e infermieri. I soldati hanno impedito loro di accedervi (non importa di quale esercito erano i soldati, perche’ non esiste esercito, nei tempi passati come nella odierna modernita’ democratica, senza colpe continue di questo tipo). I soldati hanno loro impedito, per ragioni sconosciute a chi possiede ancora un po’ di umanita’, che il personale sanitario si avvicinasse ed entrasse in ospedale.

Oggi, all’indomani della “liberazione”, l’ospedale ha sette assistenti, di cui soltanto due sono medici. Sono arrivati finalmente loro per cercare di salvare i salvabili e far morire senza troppi dolori chi e’ in agonia.

La causa della morte di quelle cento e piu’ persone, uomini, donne, bambini e anziani, e’ stata la guerra.

*

Da persone civili dobbiamo chiederci una volta ancora se la guerra e’ cosa possibile ancora oggi.

Certo, finche’ ci saranno eserciti, la guerra non soltanto sara’ possibile, ma addirittura “necessaria”.

Oggi, le industrie che sono foraggiate dalla guerra, Fiat e Finmeccanica in testa qui in Italia, chiedono guerra e la foraggiano.

Soltanto l’Italia, in questi giorni di crisi economica e di sacrifici, spende, ogni giorno, piu’ di 75 milioni di euro per le sue guerre in Afganistan e in Libia e per le sue ricerche nella difesa armata.

Non e’ la sete di giustizia, non e’ la ricerca della pace, non e’ la lotta al terrorismo, ma le industrie belliche sono quelle che chiedono e rendono necessarie le guerre.

E, prima di quelle, rendono necessari gli eserciti.

E questo soltanto per avidita’ di denaro.

L’esercito e’ l’istituzione socio-politica piu’ aberrante che esista, perche’ vive della morte delle persone, anche quelle malate, ricoverate in un ospedale, e la cui morte sara’ contrabbandata come “effetto collaterale” dell’azione bellica. L’esercito e’ l’espressione malata del maschilismo imperante nel mondo.

Basta! Basta!

Solo la parte femminile che e’ in ciascuno di noi, rendera’ possibile l’eliminazione degli eserciti.

In Costa Rica, unico paese al mondo senza esercito, c’e’ scritto da qualche parte: “Dichosa la madre costarricense, que al dar a luz, sabe que su hijo nunca sera’ soldado!” (”Felice la madre costaricense, che al partorire sa che suo figlio mai sara’ soldato!”).

Carlo Sansonetti – sansonetti.carlo@gmail.com

(Fonte: La Nonviolenza è in Cammino)

sabato 30 luglio 2011

La morte di Yunis e la guerra di Libia secondo Franco Bechis e Gianni Caroli



I patrioti libici hanno ucciso, in un conflitto a fuoco svoltosi alle porte di Benghazi, il mercenario-traditore YUNIS, l'uomo che già da mesi prima, come dimostrato da una inchiesta del giornalista FRANCO BECHIS, trescava con Sarkozy e Lévy per vendere il suo paese, con tutte le sue ricchezze, al neo-colonialismo atlantico. UNA NOTIZIA ENORME che però viene nascosta sui tele/giornali, nelle minute di cronaca a pag.37...Mentre il TG-3 B.R.linguer/manconi, ed il TG-24 LA TACCIONO DEL TUTTO....

MARTINO GIOVANNINI-SCIACCA


Risposta di Gianni Caroli

DEL TUTTO COMPRENSIBILE CHE LA STAMPA E L' INFORMAZIONE ANGLO-AMERICANA, e specialmente quella redatta in lingua italiana, sarda e siciliana '43-'44, nasconda una notizia di cui DEVONO TUTTI QUANTI VERGOGNARSI. In Primis, insieme ai B.R.linguer/Manconi del TG-TRRRRR...., ANGLO-NAPOLITANO DEL QUIRINALE E SORA FRATTINA, DELLA FARNESINA che HANNO CACCIATO, L' ITALIA PROPRIO COME IL PRIMO GIA' FECE NEL 1941 ESALTANDO L'OPERAZIONE BARBAROSSA.
Il secondo HA AVUTO PERFINO IL CORAGGIO DI CHIEDERE 'LE PRIMARIE' NEL PDL, perché, presumibilmente, INTENDE CANDIDARSI A 'BRESIDENDE'. Speriamo che lo faccia. SARA' UNA BELLA OCCASIONE DI DIBATTITO SULLA POLITICA ESTERA DA LUI GUIDATA...MA NON NELL' INTERESSE DELL' ITALIA.

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Così, faute de mieux, napoLibera è FIERA DI RIPUBBLICARE UN ARTICOLO SCRITTO IN OCCASIONE DEL PRODITORIO ATTACCO SARKO-LEVY-NAZISTA ALLA AMICA LIBIA

È un secolo e mezzo che gli USA, costituiti con la frode e la violenza, tramite genocidio delle popolazioni del Sud Confederato (la criminale guerra di annessione che costò un milione e mezzo di morti, peggio del ns. 'Risorgimento' cosiddetto), esportano in tutto il mondo la loro guerra civile interna, permanente: finchè non si dissolveranno, per opera delle genti O/mericane, gli USA stessi, ossia la "piovra di Washington" che ugualmente succhia il sangue ai sottomessi 'interni' ed ai colonizzati 'esterni'...
A questi in misura molto maggiore, va da sé, e agli 'europetti' iugulati tramite UE-BCE più che a chiunque altro.
La prima guerra esterna fu proprio contro la Spagna, per annettere Cuba, escogitata con il pretesto della esplosione dell' incrociatore "Maine", nel 1898. Sarà così anche a Pearl Harbour, al Tonchino, in Afghania ed Iraq... In Libia l'attacco è contro il Patto che questo paese ha stipulato con l'Italia, per il controllo dei mezzi energetico-finanziari che qui sono investiti.
Le somiglianze col caso cubano sono impressionanti. Cuba aveva avuto in Fidel Castro un leader nazionalista-democratico che, proprio come Nasser, voleva essere amico degli USA: e pensò che con John Kennedy, il Presidente Democratico che sventolava "pace e libbbertà", si sarebbe potuta stabilire una amicizia... La risposta fu l'invasione dei mercenari, cubani essi stessi, che aggredirono Cuba a migliaia, sbarcando in una baia a Sud de La Habana, da allora in poi definita 'dei Porci'...
Ci fu una forte reazione delle forze armate cubane che respinsero i traditori, una specie di BERLINGUERIANI dell' epoca, venduti all'imperialismo straniero, contro l'Indipendenza Nazionale...
In Libia il copione sembra identico, seppure di iniziativa inglese: i traditori beeerlingueriani INCITANO lo straniero all'attacco contro la loro stessa Patria, perchè questa è la sostanza dei fatti, sotto apparenze ingannevoli... Il Nemico, quello con la N maiuscola, vuole impadronirsi delle ricchezze libiche, ed usare quelle sponde per veicolare l'invasione dei terroristi islamo-bolscevichi contro le nostre città, le nostre terre, le nostre famiglie, le nostre Chiese, le nostre opere d'Arte... La sorpresa che li indigna è che la Libia resista, allora DEVE ARRENDERSI SENZA CONDIZIONI, viceversa occorre bombardarla. Anche oggi, come allora, tutto questo viene spacciato per democrazia, come fu pure a Porto Said nel 1956. Anche oggi, come allora, è una amministrazione Democratica ad aggredire un paese sovrano e indipendente... Del resto anche quella che passa sotto il nome di BUSH jr, non era forse stata 'golpizzata' con gli eventi dell'11 settembre 2001 dai terroristi ebrei, i neo-con, in realtà dei 'liberals', che si impadronirono così del governo stesso, prendendo in ostaggio lo stesso Bush, e scatenando l'attuale ciclo di guerre comuniste per il saccheggio del mondo da parte delle voraci mignatte di Wall Street? Ed in Jugoslavia-Serbia non fu lo stesso?

Bene. Cinquanta anni fa andò proprio come adesso... MALE.
Lo scrittore Ernest Hemingway, che era in realtà già dai tempi della guerra di Spagna un agente dell'OSS, pagò con la vita l'essersi opposto, per amicizia e ammirazione personale nei confronti di Fidel Castro, alla operazione della CIA: lo spararono, e ne annunciarono al mondo il sorprendente 'suicidio'.

Il Bresidende tutto 'Pace e Libbbertà', che aveva perso la 'sporca guerra', lo ammazzarono poi loro stessi, come un cane.
(Articolo pubblicato da NapoLibera il 15 marzo 2011)

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Commento di Giorgio Vitali

CONCORDO CON QUANTO SCRIVE NAPOLIBERA. Mi limito a due sole aggiunte: I cubani "esuli" in Florida che parteciparono alla spedizione, detta della Baia dei Porci, in realtà furono TRADITI secondo il sistema americano ( vedi fuga dal Vietnam lasciando gli alleati col cero in mano), o secondo sistemi che abbiamo conosciuto anche NOI ( vedi tradimento di Wolff, Dollmann e quant'altri...). Infatti, essi furono fatti sbarcare e poi le navi che li avevano trasportati se la squagliarono. Indubbiamente a seguito di una logica di potere tanto perversa quanto strategicamente utile per gli interessi dl Partito Democratico. NON a caso, l'attentato a kennedy suscitò anche mOLTI sospetti in relazione a questa spedizione. Ma certamente NON fu detta la cosa giusta. Infatti, di sicuro il giro dei cubani di Florida era CONTIGUO con quello della Mafia, ed ambedue le organizzazioni NON furono estranee all'attentato....nel senso che NON interferirono.
E' necessario inoltre far notare che la famosa crisi KENNEDY-Krusciov, con vittoria di Kennedy fatta passare per "vittoria" dell'Amerika e salvaguardia della PACE, fu una falsa operazione concordata fra i DUE governi al fine di garantire la permanenza del GOVERNO KENNEDY che era entrato in crisi da tempo,
IL SECONDO ASPETTO CHE OCCORRE SOTTOLINEARE CONSISTE NEL FATTO CHE Gheddafi, una volta pagata la cambiale, ORA CHIEDE IL RISARCIMENTO DEI DANNI. E' OVVIO CHE LA PRIMA FORMA DI RISARCIMENTO è LA VITA DEI TRADITORI. Ci auguriamo che Egli prosegua anche nei confronti di chi ( persona fisica...mi raccomando!) HA TRADITO DALL'ITALIA GLI IMPEGNI DI ALLEANZA POCO PRIMA PRESI. GV.

martedì 22 marzo 2011

Franco Pinerolo: "La Libia e le crociate dei cattolici con l'elmetto..."


"Fuoco, fuoco, fuoco..."

1) La “No fly zone” anglo americana fece 2000 vittime fra i civili in Iraq e ha fatto stragi di civili pure nei Balcani. Se la risoluzione dell’Onu ha l’obiettivo di difendere la popolazione civile, perché gli anglo-americani stanno uccidendo civili con bombe e missili da aerei e navi?

2) I “vantaggi” di questa guerra per noi italiani saranno: pericolo per anni e anni di attentati terroristici modello Lockerbie o peggio; pericolo imminente di bombardamenti; ondate di immigrati e profughi; aumento del prezzo dei carburanti e del gas.

3) il conflitto interno alla Libia è ben diverso dalle rivolte scoppiate negli altri paesi arabi. In Libia il reddito pro-capite è 6 o 7 volte superiore ai paesi vicini; la Libia attrae parecchia manodopera africana; non ci sono immigrati libici nei paesi europei; non c’è stato un crescendo di manifestazioni popolari né scioperi degli operai nei centri industriali come in Tunisia ed Egitto. C’è in Libia una guerra tribale dei ribelli della Cirenaica che sventolano la bandiera della Monarchia Idriss e chiedono interventi Nato contro il clan tribale tripolitano di un Rais paternalistico, assistenzialista e autoritario. La volontà da parte dei giovani di costruire una vera nazione liberandola definitivamente dal dominio dei clan familiari è purtroppo una minoranza nel Paese.

4) I “crimini” che, insieme a troppa propaganda, ci sarebbero stati, riguardano «tutte le parti in armi» a detta del Procuratore della Corte Penale Moreno Ocampo,

5) Il principio della “protezione internazionale della popolazione civile”, sancito dall’Onu vale a corrente alternata: non vale per lo Yemen e il Bahrein che stanno sparando sulla folla disarmata, non vale per gli F16 dell'aviazione israeliana che rasero al suolo il Libano o Gaza uccidendo migliaia di civili innocenti; non vale per i droni di Obama che un giorno sì e l’altro pure fanno strage fra i civili in Pakistan.

6) Perché questo paradossale imponente impiego di forze, spropositato in rapporto alle capacità militari del regime di Gheddafi? Si tratta solo di una operazione militare o di una corsa all'oro nero libico creando un regime fantoccio?

7) L'Onu dovrebbe prevenire i conflitti fra gli Stati, ma ha varato una decisione che sta allargando e diffondendo la guerra, sta provocando un attacco contro la famiglia di Gheddafi, sta tracimando in una invasione neocolonialista contro un Paese che ha diritto alla propria indipendenza e autodeterminazione.

8) Il piccolo Sarkozy solo pochi mesi fa offriva aiuti militari a Ben Alì per soffocare nel sangue l’inizio della rivolta tunisina. Gli apparecchi libici che volavano bombardando i ribelli in Libia sono gli stessi jet francesi venduti a Gheddafi proprio da Sarkozy con molte insistenze.

9) la risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite a detta del giurista internazionale Fabio Marcelli non può evidentemente di per sé travolgere il presidio normativo contenuto nella prima parte dell’art. 11 della nostra Costituzione

10) il centrosinistra con l’elmetto ogni volta si schiera col potente di turno, rendendosi complice delle guerre “umanitarie” e della “democrazia” dei bombardamenti

11) L’Italia dei Valori appoggia la risoluzione 1973 dell’Onu ed è (nota congiunta dei parlamentari Fabio Evangelisti, Leoluca Orlando e Stefano Pedica, membri della commissioni Esteri) “nettamente contraria ad un nostro intervento militare attivo in Libia”. Ma i nostri Tornado stanno volando bombardando la Libia!

12) È paradossale vedere tanti cattolici con l’elmetto. Si salva padre Alex Zanotelli.

13) “Tripoli sarà italiana, sarà italiana al rombo del cannon!”. È paradossale a 60 anni dagli avvenimenti del colonialismo italiano che provocò la morte di 100mila persone, rivedere un attacco militare italiano: la storia non ci ha insegnato niente?



IL NOSTRO SILENZIO CI FA DIVENTARE COMPLICI DELLE FUTURE STRAGI DI CIVILI.



FUORI L’ITALIA DA QUESTA NUOVA E SCIAGURATA GUERRA.



SOSTENIAMO OGNI AZIONE LEGITTIMA CHE CONTRIBUISCA A FERMARE LO SPARGIMENTO DI SANGUE E A TROVARE UNA SOLUZIONE POLITICA ALLA CRISI.



Franco Pinerolo