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domenica 9 settembre 2012

8 settembre 2012 - Sconfittà l'Italia sul fronte OGM - Mais MON 810 obbligatorio per legge




ITALIA sconfitta sulla questione OGM : la Corte di Giustizia Europea ha pronunciato una sentenza in cui avverte l'Italia che NON può più bloccare gli OGM e in particolare, il MAIS MON 810.


Venerdì, 7 settembre 2012, sul quotidiano "IL PICCOLO" di TRIESTE, a pagina 12 è stata riportata la notizia che, a Bruxelles , la Corte di Giustizia Europea ha pronunciato una sentenza in cui avverte l'Italia che NON può bloccare gli OGM e, in concreto, la cultura del MAIS MON 810, di cui è ben nota la grave tossicità come riportato da un recente lavoro francese del 2009 (Spiroux de Vendomois: A comparison of the effects of three GM Corn varieties on Mammalian Health, International Journal of Biological Sciences, 5, pp: 706-726, 2009

Questo lavoro, pubblicato nel 2009, ha dimostrato la tossicità renale di ben tre varietà di Mais transgenico OGM (NK 603, MON 810, MON 863), il primo dei quali (NK 603) resistente al Glifosato, e quindi contenente al suo interno tracce di questo pesticida, e gli altri due (MON 810 e MON 863 contenenti al loro interno la tossina del Bacillus thuringensis.

Tratto dal libro "Come affrontare il Diabete", Editoriale Programma:


OGM: Il Glifosato e le tossine da Bacillus thuringensis

Attualmente le piante OGM sono caratterizzate in larghissima parte dalla possibilità di resistere a concentrazioni molto alte di un particolare diserbante, il Glifosato, che impregnandosi nella pianta la protegge dagli insetti, senza ucciderla, a differenza delle piante infestanti vicine che risultano incapaci di resistere a tale veleno.

La seconda caratteristica delle piante OGM è quella di produrre esse stesse un particolare valeno, quello da Bacillus thuringiensis, capace anch’esso di uccidere gli insetti, ma in maniera diversa dal Glifosato.

In passato sono già stati prodotti interessanti Studi scientifici internazionali indipendenti in merito alla possibile intossicazione cronica nella catena alimentare da parte di cibi OGM, a causa di queste sostanze erbicide come il Glifosato o insetticide come il Bacillus touringiensis: in entrambi i casi con conseguente possibile incremento, nella specie umana, di Cancri, Aborti spontanei, Mutazioni genetiche sulla discendenza, Sindromi da Immunodeficienze acquisite, malattie degenerative. Da questi lavori, si è anche ritenuto che il danno poteva essere già evidenziabile a piccole dosi sugli organi emuntori di detossificazione, come il fegato e, soprattutto, i Reni.

Ad esempio, già nel 2003 fu dimostrato che il Mais OGM provocava lesioni alla cavità orale di pecore e di ruminanti. Questo Studio (VEDI ALLEGATO DUGGAN Duggan 159-166, 2003), dimostrò che il consumo di OGM danneggiava la parete della cavità orale ed era associato con le morti inspiegabili di animali da esperimento, in particolare di pecore e ruminanti.

Il Glifosato

Utilizzato nel trattamento di orti, campi agricoli e parchi in tutto il mondo, il Glifosato è da tanto tempo uno degli erbicidi più venduti.

Fin dal 1983 fu dimostrato, nei ratti, che il Glifosato arrecava gravi danni all’intestino e al fegato (Hietanen 103-112, 1983) e dieci anni dopo, sempre nei ratti, venne dimostrato che causava malformazioni ossee nei nascituri (Dallegrave 45-52, 1993).

Nel 1997, uno Studio condotto nell’Ontario, Canada, su una famiglia di contadini, dimostrò che il Glifosato e il 2,4 D ad esso associato, determinavano nascite premature e aborti prematuri (VEDI ALLEGATO SAVITZ Savitz 1025-1036, 1997).

Ma fin dal 2002, sostanze chimiche adiuvanti impiegate nei prodotti a base di Glifosato per le piante OGM, rese resistenti a questi erbicidi, avevano già dimostrato di rendere le pareti cellulari più permeabili all’azione tossica del Glifosato (Haefs , pp: 326-331, 2002).

Su questa strada, 3 anni dopo, il Glifosato dimostrò di essere tossico per le cellule umane della placenta a concentrazioni molto più basse di quelle usate in agricoltura, agendo come distruttore degli enzimi endocrini umani di conversione degli ormoni maschili in quelli femminili (vedi ALLEGATO RICHARD Richard, pp: 716-720, 2005)

Due anni più tardi, nel 2007, Benachour dimostrò che il Glifosato danneggiava le cellule embrionali umane e placentari a concentrazioni inferiori a quelle rintracciabili nei residui alimentari delle coltivazioni OGM, trattate con questo erbicida (Benachour 53, pp: 126-133, 2007).

Un recente lavoro di Benachour del 2009 ha poi dimostrato che quattro diverse formulazioni di Glifosato usate in agricoltura causano comunque la morte delle cellule umane entro 24 ore (VEDI ALLEGATO BENACHOUR Benachour 22, pp: 97-105, 2009).

Secondo un altro lavoro, quello di Gasnier del 2009, le quantità di Glifosato necessarie per arrecare gravi squilibri endocrini sono almeno 800 volte inferiori alle quantità dell’erbicida ancora rintracciabili nelle piante OGM trattate con questo erbicida e poi impiegate per alimentare gli animali (VEDI ALLEGATO GASNIER Gasnier pp: 184-191, 2009).

Prove sperimentali su cellule embrionali hanno così dimostrato di arrecare gravi danni al DNA, con sua rottura e interferendo successivamente con i suoi meccanismi di riparazione (VEDI ALLEGATI MARC Marc 245-249, 2004 ; 2007 ; Marc: 326-331, 2002; Marc 436-442, 2004). (VEDI ALLEGATO BELLE Belle 317-327).

Tutto ciò ha pesanti conseguenze poiché incrementa il rischio di cancri, essendo questi dovuti a rottura del DNA non riparato in maniera corretta (Manas 834-837, 2009 ; Manas 37-41, 2009.

Uno Studio epidemiologico di 5 anni fa, affermò che il Glifosato sembrava associato ad una maggior incidenza di Mieloma Multiplo, un tumore maligno a bassissima percentuale di guarigione con le attuali terapie (De Roos 113, pp: 49-54, 2005).

Tre diversi studi condotti in Svezia nel 1999, nel 2002 e nel 2008 hanno associato l’utilizzo del Glifosato all’insorgenza dei linfomi NON-Hodgkin, anch’essi tumori maligni a medio-bassa percentuale di guarigione con le attuali terapie (VEDI ALLEGATO HARDELL Hardell 15 marzo 1999, vol. 85, No. 6 ) ; Hardell pp: 1043-1049, 2002 ) ; Eriksson 123, pp: 1657-1663, 2008).

Nel 2010, è stato infine dimostrato che il Glifosato è causa di cancro cutaneo (George J.: Studies on glyphosate-induced carcinogenicity in mouse skin. Aproteomic approach, Journal of Proteomics , 73, pp: 951-964, 2010 http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S187439190900390X ), e che provoca malformazioni negli embrioni (VEDI ALLEGATO PAGANELLI Paganelli. Res. Toxicol., August 9, 2010).


Le tossine da Bacillus thuringensis

In merito al Bacillus thuringiensis, diversi altri lavori scientifici, soprattutto francesi, avevano già evidenziato la sua patogenicità in animali da esperimento e su linee cellulari umane di linfociti normali: nel 1978 un lavoro francese (Laurent 127-130, 1978 Rev. Can. Biol. 1978 Jun; 37(2): 127-130) evidenziò danni da parte del Bacillus thuringiensis a livello delle cellule renali per dosaggi di 0,1 mg di tossina per millilitro, e un po’ di più per cellule umane diploidi ed eteroploidi (circa 1 mg di tossina per milliltro); in quel lavoro fu anche dimostrato che non era possibile proteggere le cellule da questa tossina in alcun modo.

Nel 1998, iniezioni sottocutanee di Bacillus thuringiensis, in topi a bassa capacità immunitaria, determinarono gravi infezioni polmonari (Fares NH: Fine structural changes in the ileum of mice fed on delta-endoxin-treated potatoes and transgenic potatoes, Nat.Toxins, 6 pp: 219-33, 1998 http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/10441029 ), e l’esperimento venne ripetuto con sospensioni intranasali delle stesse spore di Bacillus thuringiensis (VEDI ALLEGATO HERNANDEZ Hernandez 2138-2139 ; Hernandez FEMS Immunol. Med. Microbiol. 43-47), con eguale risultato sugli animali, che morirono.

Nel 2000, si dimostrò che questa tossina di Bacillus thuringiensis agiva anche sugli stessi linfociti umani normali, tradizionalmente le cellule umane più sensibili in assoluto a veleni tossici introdotti nell’organismo umano (Kim H: In vitro cytotoxicity of non-Cyt inclusion proteins of a Bacillus thuringiensis isolate against human cells, including cancer cells, J.Appl.Microbiol. 89 pp: 16-23, 2000 http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/10945774 ).

Tutti questi lavori potrebbero quindi significare un diretto effetto depletorio del Bacillus thuringiensis sulla linea linfocitaria, vale a dire un gravissimo indizio di possibile azione inibente sulle difese immunitarie, poiché potrebbe indurre squilibri immunitari, con insorgenza di allergie o intolleranza alimentare, oppure di indurre malattie di tipo auto-immune e, probabilmente, anche tumori.


Infine, visti questi precedenti lavori, gli effetti sui linfociti sani, sulle cellule dell’intestino e dei reni, una particolare attenzione dovrebbe essere rivolta anche al rischio teratogeno su feti o embrioni umani nel caso di donne gravide.

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Gli OGM sono ANCHE causa di DIABETE, legato alla " American Obesity"

E’ interessante a questo punto riportare che, nonostante diversi lavori scientifici indipendenti stiano dimostrando sempre più la pericolosità dei cibi OGM, la Commissione Europea abbia comunque dato il via libera definitivo a vari tipi di Mais OGM: Bt11xGa21, 1507x59122, 59122x1507xNk603, Mon88017xMon810 e Mon89034xNk603.

E’ di particolare rilevanza a questo punto soffermarci su una delicata questione: mentre nulla si sta facendo per migliorare le qualità organo-lettiche dei cibi, accettando contaminazioni sempre più alte di pesticidi, o addirittura permettendo l’immissione in commercio di cibi geneticamente modificati, con tutti i rischi per la nostra salute, la stessa Unione Europea, nel settembre 2010, ha dichiarato un deficit di bilancio nella ricerca sul Diabete Mellito…

L’Alliance for European Diabetes Research (EuRaDiA) ha reso infatti noti i risultati di uno Studio presentato a Stoccolma dall’European Association for the Study of Diabetes (EASD), dove si afferma che in tutti i 25 paesi che compongono l’Unione, si hanno da 30 a 50 milioni di malati di Diabete Mellito, e si spendono oltre 50 miliardi di Euro ogni anno per curare non solo la malattia stessa, ma anche le sue complicanze, quali soprattutto le malattie cardio-vascolari, come l’Infarto miocardico acuto, l’Arresto cardiaco, l’Ictus cerebrale, l’Insufficienza Renale Cronica, la Cecità da Diabete Mellito, e le altre cronicizzazioni secondarie, discusse nel libro "Come Affrontare il Diabete", Editoriale Programma.

vedi anche :
ROMA: gli OGM e i Grassi Idrogenati sono la causa del Diabete, dovuto alla "American Obesity"

Roma, 3 luglio 2012. Alla presenza dell'OSSERVATORIO SANITA’ e SALUTE dell'Italia, con il Patrocinio del Senato della Repubblica Italiana, del Ministero della Salute Italiana, del Consiglio Regionale del Lazio, del Comune di Roma, della Provincia di Roma, si è svolta la cerimonia di premiazione dei DIECI finalisti autori di libri di Medicina risultati particolarmente interessanti e come tali premiati in tale serata, sotto le telecamere della Prima Rete Nazionale Italiana.

Il luogo della Cerimonia è stato la Terrazza Caffarelli, sul Campidoglio, a Roma.

Il tale sede, durante la presentazione di uno dei concorrenti,il dott. Nacci di Trieste, si è data particolarmente importanza ad un vecchio lavoro condotto da scienziati americani negli anni '80 che avevano già intuito una possibile correlazione fra il Diabete Mellito di Secondo Tipo (legato all'obesità) e un possibile danno di parete cellulare, infarcite da sostanze grasse non-naturali.

Il dott. Nacci , nel suo libro "Come affrontare il Diabete", ha collegato questa grande scoperta americana degli anni '80 ad un lontano lavoro, pure americano, del 1933, del dott. MOSENTHAL, che già forniva le bassissime percentuali di Diabete in America negli anni Venti del XX secolo.

La prima osservazione del dott. Nacci è stata quella di considerare i Grassi Idrogenati (GRASSI ARTIFICIALI, non-naturali, inventati nel 1912) come possibile causa del Diabete di Secondo Tipo, essendo tale malattia praticamente sconosciuta negli anni Venti del XX secolo, per poi essersi attestata sul 6-10% della popolazione americana fra gli anni '50 e gli anni '80, in concomitanza alla diffusione dei Grassi Idrogenati nella catena alimentare americana dopo la Seconda Guerra Mondiale, con il corrispettivo incremento della popolazione americana in SOVRAPPESO, oscillante fra il 20% e il 30% dell'intera popolazione americana.

La seconda osservazione del dott. Nacci è stata quella di correlare l'introduzione nella catena alimentare degli Organismi Geneticamente Modificati (Genetically Modified Organisms ) con l'improvvisa comparsa, dopo gli anni 90, della cosiddetta "American Obesity" che ha determinato l'improvviso salto della percentuale di popolazione americana in sovrappeso dal precedente 20-30% (1950-1988) al 70% circa degli anni 1990-2010, con una analoga salita vertiginosa dello stesso Diabete di Secondo Tipo (legato all'obesità). PER MAGGIORI DETTAGLI , sugli OGM e il Diabete VEDI : http://www.procaduceo.org/dottnacci/cause-diabete.htm

Conclusione :
Quale semplice medico, mi trovo quindi costretto a rammentare a TUTTI che gli OGM sono una gravissima minaccia per la salute di TUTTI NOI, come del resto già esposto in OTTO Punti al CONVEGNO S.A.N.A. di BOLOGNA, del 13 settembre 2008, e di cui sono scaricabili gratuitamente gli ATTI di tale DICHIARAZIONE, in :

http://www.circolovegetarianocalcata.it/2008/09/19/relazione-del-dr-giuseppe-nacci-al-convegno-sana-bologna-2008-13-settembre-promosso-da-aam-terra-nuova-coordinamento-scientifico-studio-agernova/

Dott. Giuseppe Nacci
Medico-Chirurgo

Specialista in Medicina Nucleare
Trieste, ITALY

sabato 24 marzo 2012

Treia (Macerata) - Festa dei Precursori Ventottesima Edizione: “Coltura e Cultura”

Con il patrocinio del Comune di Treia e della Proloco Treia

Circolo Vegetariano VV.TT. In collaborazione con: Gruppo Arti Applicate, Vivere con Cura, Vivere con Gioia, OLIS, Il sole e la luna, European Consumers, Rete Bioregionale Italiana


Festa dei Precursori Ventottesima Edizione: “Coltura e Cultura” - Treia (Macerata) dal 5 al 13 maggio 2012


Programma generale:

Sabato 5 maggio 2012 – Sede del Circolo Vegetariano VV.TT., Via Sacchette 15/a, Treia (MC):
h. 14.30 – Partenza per escursione naturalistica nella campagna circostante il borgo, alla ricerca di erbe selvatiche, rose e fiori di campo. Accompagna Sonia Baldoni.
h. 17.00 – Inaugurazione di due mostre d'arte tematica: Sezione 1) “...e la Terra sentì nell'Universo...”, calligrafia e arte contemporanea, a cura del Gruppo Arti Applicate di Osimo - Sezione 2) “Arte nella natura”, foto e grafica a cura del Circolo VV.TT.
Presentazioni a cura di Nazzareno Vicarelli e Caterina Regazzi
h.17.30 – Cerchio su “Cultura e Coltura”, cibo spontaneo e da agricoltura bioregionale, ecologia sociale, biospiritualità , etc. Interventi particolari: Alberto Meriggi, Italo Campagnoli, Umberto Rocchi, Sonia Baldoni
h. 19.30 – Brindisi e canto di buon augurio.


Domenica 6 maggio 2012 - Sede del Circolo Vegetariano VV.TT., Via Sacchette 15/a, Treia (MC):
h. 10.00 - Assemblea. Resoconto delle attività del Circolo vegetariano VV.TT. Testimonianze, memorie e progetti futuri.
h. 11.00 – Apertura del bazar artistico artigianale agricolo del libero scambio
h.12.30 – Pasto all'aperto conviviale con cibo vegetariano da ognuno portato
h. 16.00 – Esempi di ecologia casalinga e riciclaggio creativo. Interventi particolari: Antonio D'Andrea, Michele Meomartino, Lucilla Pavoni, Riccardo Oliva
h. 18.00 – L'arte del corpo, performance effimere di Fulgor C. Silvi e Giancarlo Pucci e Rossella
h. 18.30 – Brindisi di saluto


Sabato 12 maggio 2012 - Sede del Circolo Vegetariano VV.TT., Via Sacchette 15/a, Treia (MC):
h. 16.30 – Paolo D'Arpini narra la storia del Circolo. Segue Assemblea.
h. 17.30 – Serata dedicata al poeta Gianni Rodari. Presentazione del libro “L'Orecchio Verde” di Stefano Panzarasa (Edizione Nuovi Equilibri). L'autore racconta la sua esperienza e canta le poesie di Gianni Rodari da lui musicate. Un vero e proprio happening di poesie, musica e movimento corporeo.
h. 19.00 – Brindisi di buon auspicio con degustazione dolcetti vegani autoprodotti.


Domenica 13 maggio 2012 - Sede del Circolo Vegetariano VV.TT., Via Sacchette 15/a, Treia (MC):
h. 11.00 – Apertura del bazar artistico artigianale agricolo del libero scambio
h.12.30 – Pasto all'aperto conviviale con cibo vegetariano da ognuno portato
h. 15.00 – Passeggiata guidata nel borgo di Treia per conoscere il luogo e la sua storia
h. 17.00 - Cerchio su esperienze di agricoltura, apicoltura ed erboristeria. Interventi particolari: Francesca Pellegrino, Renzo Giuliodori, Felice Rosario Colaci
h. 18.00 - Condivisione poetica, performance canore ed altro ancora. Interventi particolari: bajan con Upahar Anand
h. 18.30 – Svernissage delle mostre con brindisi finale, baci ed abbracci


Artisti che partecipano alla Mostra: “...e la Terra sentì nell'Universo...”: Morena Bonpadre, Marcello Diotallevi, Sabrina Franchini K. S. Frate, Jean Larcher, Manuela Magagnini, Katharina Pieper, Giancarlo Pucci, Fulgor C. Silvi, Luisa Urgias, Nazzareno Vicarelli


Artisti che partecipano alla Mostra: “Arte nella Natura”: Nazareno Crispiani, Domenico Fratini, Gigliola Rosciani, Daniela Spurio


Durante i giorni infrasettimanali potranno esservi altri eventi di vario genere. Le mostre d'arte saranno visitabili nei giorni feriali dalle 16.30 alle 19.30, oppure su appuntamento.

Info: Paolo D'Arpini: circolo.vegetariano@libero.it – 0733/216293

www.circolovegetarianocalcata.it -
http://bioregionalismo-treia.blogspot.it

domenica 11 marzo 2012

Cremazione e sepoltura ecologica proposte dal Circolo Vegetariano VV.TT. e la storia della cremazione in Italia...



Ricordo che anni addietro inviammo una petizione al Parlamento: 1. Sten. 579 s020
Paolo D’Arpini, e numerosi altri cittadini, da Calcata (Viterbo), chiedono un provvedimento legislativo per la libertà di sepoltura e cremazione ecologica …
www.camera.it/_dati/leg13/lavori/stenografici/sed579/s020.htm – 4k –

Anche la Repubblica pubblicò la richiesta, il 5 dicembre 1995 (pag. 21), purtroppo non passò per la solita opposizione ecclesiastica, che vuole mantenere il primato e l'esclusiva sullo smaltimento dei cadaveri, nel modo religiosamente consentito.

Oggi la chiesa ha accettato che la cremazione possa effettuarsi ma non accetta la dispersione delle ceneri. Comunque nella nostra proposta, oltre alla libertà di inumazione del defunto nella nuda terra nel proprio terreno o nel luogo prescelto (parchi, riserve, immersione in acque, esibizione su alture, etc.), facevamo specifica menzione alla possibilità di incenerimento con sistemi ecologici, in particolare con l'uso di specchi ustori o di pire funerarie, etc. Questo per evitare sprechi energetici ed inquinamento ambientale.

Questa battaglia rientra nelle libertà espressive della morte. Libertà, che implicando una scelta laica anche per il post.mortem, sono di attualità e di grande valore sociale, soprattutto per sottrarre il cadavere alle “lobbyes mortuarie” sia religiose che civili. In questa opera abbiamo anche collaborato con la So.Crem, l'associazione che promuove la cremazione. Purtroppo ancora non si vedono risultati concreti, anzi abbiamo riscontrato una ritrosia permanente a trattare questo tema. Ci rendiamo conto che gli interessi smossi dalla morte sono tanti ma questo voluto silenzio, su un argomento che tocca i sentimenti (e le saccocce) di buona parte della popolazione, appare una forma di evidente censura. Nella laicità dello Stato è necessaria una normativa più liberale e democratica sulla gestione mortuaria. Non è giusto che la gerenza del cadavere pesi quanto una esosa tassa di ’successione’ (anche in forma di ricatto sociale): pompe funebri, cerimonie religiose, bare, tombe e loculi a prezzi stratosferici, una vera e propria imposta sul decesso. In termini estremamente pratici il Circolo Vegetariano VV.TT. continua a portare avanti la battaglia della libertà di esprimere un commiato laico, della libertà di cremazione e dispersione delle ceneri e della libertà di astenersi dall’accanimento terapeutico.

In tal senso, recentemente avevamo anche proposto che le salme potessero venire utilizzate allo scopo di recuperare sostanze utili, sia per la produzione energetica che per il riciclaggio organico, in modo da evitare lo spreco attuale, in cui i corpi vengo chiusi in cassette stagne e la natura non può avvantaggiarsi delle sosteanze residue.... Come avviene ad esempio nel caso di recupero di carcasse animali per produzione energetica e di fertilizzanti.

Paolo D'Arpini
Circolo Vegetariano VV.TT.
http://www.circolovegetarianocalcata.it/epopea-del-circolo/

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Commento di Giorgio Vitali: "OTTIME CONSIDERAZIONI, E TUTTAVIA... (premetto che non mi farò cremare perchè fui convinto in giovane età da un libro di Yoghi Ramacharacha, che conservo ancora religiosamente.. ed. Bocca 1950) QUESTE PROPOSTE SONO DESTINATE A CADERE NEL VUOTO, per una serie di ragioni fra cui quella più significativa, che il POTERE al cristianesimo ARRIVO' con i soldi, in quanto il potere politico romano diede ai vescovi cristiani la privativa delle cerimonie funerarie.Essendo la cerimonia dell'addio al caro estinto (vedi libro di Evelyn Wough) un CULTO inestirpabile. E d'altronde, i surrogati amerikani, descritti anche in alcuni film hollywoodiani, sono orripilanti, e comprendono anche l'ibernazione. Quanto di più macabro ci possa essere. Concludo con una supposizione: qualora un conflitto di proporzioni "atomiche" dovesse lasciare sulla Terra un numero indefinito di carcasse i roghi sarebbero l'unica soluzione. D'altronde i roghi furono adottati per le vittime dei bombardamenti a tappeto sulla Germania"

Mia rispostina: “D'altronde il fulcro della proposta è quello della libertà di inumazione (o disposizione del cadavere), la cremazione è solo un "modo utile" alla bisogna... Ricordo che a Calcata c'era l'usanza di seppellire carcasse di pecore, asini, capre, cavalli, buoi, etc per piantarvi sopra alberi da frutto, quello era un ottimo sistema, praticabile anche per cadaveri umani… (P.D'A.)”


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Qui di seguito pubblico la cronistoria dell'Ass. So.Crem che si è occupata per prima della libertà di cremazione in Italia



La cremazione a Bologna ed in Italia. Una storia nella storia a cura di Guido Stanzani

La So.Crem di Bologna fu fondata nel 1889 con lo scopo di diffondere la pratica crematoria, intesa, a quell'epoca, come uno strumento polemico nei confronti di una più che millenaria cultura cattolica che aveva identificato nell'inumazione la modalità esclusiva di seppellimento dei defunti.Un nucleo di "liberi pensatori" diede vita a un'associazione il cui statuto fu deliberato dalle assemblee dei soci del 23 e 28 gennaio 1899 e modificato da quelle del 22 giugno, 27 luglio e 25 ottobre 1899.Lo statuto fu approvato con Regio Decreto del 19 novembre 1899, che eresse l'Associazione in "Ente Morale", come venivano chiamate, a quel tempo, le persone giuridiche riconosciute senza fini di lucro e con autonomia patrimoniale idonea a escludere la personale responsabilità patrimoniale degli amministratori il cui volontario apporto doveva essere istituzionalmente gratuito.Quell'ordinamento relegava la cremazione in una sfera di mera libertà dell'individuo; coloro che volevano potevano farlo, ma a loro cura e spese, e furono proprio costoro che si aggregarono dando vita all'Associazione.Sullo stesso modello di quella bolognese altre ne sorsero nel Nord Italia; la maggior parte di queste ultime, però, non costruì forni ma si limitò a una funzione paranotarile di raccolta e di conservazione delle disposizioni crematorie degli aderenti, le cui salme venivano cremate negli impianti territorialmente più vicini.Durante il secolo che seguì, la So.Crem di Bologna (le cui assemblee del 26 dicembre 1954 e 1° aprile 1979 apportarono allo statuto modifiche marginali) cremò, nel forno a legna installato a proprie spese nell'Ara edificata dal Comune nella Certosa monumentale, le salme degli iscritti che, con il versamento di modeste quote annuali, ne consentirono la sopravvivenza. Occorreva, allora, una mezza giornata almeno per eseguire una cremazione e le spese venivano sostenute dai superstiti, come quelle per l'urna dove conservare le ceneri; in quei decenni, le persone non iscritte all'Associazione che disposero per testamento di essere cremate – fra costoro va ricordato Andrea Costa – furono in numero limitato, e i loro superstiti sopportarono, per regola stabilita dagli statuti associativi, oneri più elevati di quelli previsti per cremare le salme dei soci.Durante il primo secolo di vita di questi enti, per la quasi totalità concentrati territorialmente nel Nord Italia, si possono individuare due categorie di persone che si dedicarono a un impegno così particolare: la prima, di impostazione culturale liberal-massonica, ne costituì in prevalenza la dirigenza; la seconda, di stampo marcatamente socialista, tese a dedicarsi alla gestione delle operazioni pratiche.Sia l'una che l'altra si trovarono accomunate dalla vocazione al volontariato e dall'ispirazione anticlericale; un connubio partecipativo non infrequente in molti altri settori del nostro Paese nell'arco storico che comprende la seconda metà dell'Ottocento e la prima del Novecento, in tutti i casi in cui culture con obiettivi abbastanza antinomici rispetto ai grandi progetti sociali si sono saldate nella collaborazione per la difesa e l'affermazione dei diritti fondamentali dell'individuo.Nel 1889 vennero cremate, presso l'Ara di Bologna, due salme; la media fu poi di venti all'anno fino al 1970; nel decennio dal 1980 al 1990 (si vedrà che l'anno cruciale fu il 1987) la media si innalzò fino a sfiorare le trecento cremazioni; in seguito, l'andamento ha assunto una progressione quasi geometrica, al punto che nel 2003 le salme cremate hanno sfiorato il numero di 1.900, ovvero il 26% dei decessi dei residenti a Bologna a fronte di una media nazionale che supera di poco il 6%.

Nel 1987 si verificò un evento che produsse un cambiamento radicale dell'intero settore: in quell'anno il legislatore italiano (legge n. 440 del 29 ottobre) qualificò la cremazione come un diritto della persona, elevandola al rango di pubblico servizio nella dichiarata sua equiparazione all'inumazione in campo comune statuendo, come logica conseguenza, l'addossamento ai Comuni dei relativi oneri.In coerenza, un decreto ministeriale dell'anno successivo determinò le tariffe provvisorie di spesa che i Comuni erano tenuti a pagare agli impianti crematori per il servizio reso in favore dei defunti già residenti nei relativi territori; le tariffe definitive e il criterio del loro adeguamento nel tempo sono stati fissati con decreto ministeriale del 2002.Nel settembre 1990 il legislatore pose in essere un secondo e non meno significativo intervento: col regolamento di polizia mortuaria varato in quell'anno stabilì che, per procedere alla cremazione, era sufficiente l'iscrizione a un'associazione riconosciuta che si proponesse il fine di cremare le salme oppure la dichiarazione testamentaria della propria volontà crematoria o, anche e più semplicemente, l'attestazione dei parenti, espressa attraverso atto notorio, che il defunto aveva manifestato in vita la volontà di essere cremato.Se si pensa che la forza congente di un testamento dipende dai tempi di una pubblicazione notarile che si esauriscono, di regola, a inumazione ormai avvenuta, e che la volontà dei parenti non ha nulla a che vedere con quella del defunto, è evidente l'incisività di una norma che identifica l'intento crematorio del singolo col fatto stesso dell'iscrizione a un'associazione riconosciuta qualificata dal fine di cremare le salme.La norma, che in tempi recenti ha trovato conferma nella legge del 2001 (che ha dettato una completa disciplina della cremazione e della dispersione delle ceneri), non ha soltanto conferito alla So.Crem un ruolo istituzionale nell'ordinamento sin ad allora inesistente, ma ha dotato il diritto dell'individuo al rispetto della sua volontà della più rapida e formidabile tutela nell'identificarne l'intento espresso con l'iscrizione all'Associazione col mandato a un terzo, strutturalmente organizzato, a porre in essere tutte le iniziative idonee per portarlo a buon fine l'incarico.

Se lo Stato italiano intervenne per la prima volta sul problema della cremazione nell'anno 1987, la Chiesa cattolica aveva eliminato da tempo il presupposto delle antiche polemiche anticlericali perché già nel 1963 aveva riconosciuto la legittimità della pratica purché "non scelta per motivi contrari alla dottrina cristiana" ed aveva autorizzato riti nella sala crematoria, col solo limite di "(...) evitare (...) pericolo di scandalo o d'indifferentismo religioso".Anche per effetto della caducazione della preclusione religiosa, si produsse, nei centri ad alta densità abitativa e a partire dalla fine degli anni ottanta, una vera e propria "esplosione" delle richieste crematorie stimolata dalla saturazione delle aree cimiteriali e dai crescenti costi delle tumulazioni.Gli apparati comunali, colti di sorpresa, adottarono, quasi per stato di necessità, la soluzione più semplice con l'attribuire in concessione l'esercizio di questo nuovo servizio pubblico alle associazioni crematorie già fornite di forni, poco più di dieci in Italia, e tutte al nord di Roma.La legge, nello stabilire infatti che gli impianti di futura creazione sarebbero potuti essere realizzati soltanto dai Comuni, fece salve le situazioni esistenti col risultato che le poche SO.CREM operative beneficiarono di una favorevole occasione poiché, agli introiti costituiti dai versamenti degli iscritti e assoggettati ad un regime fiscale di favore, si aggiunse il reddito di impresa dei pagamenti dei Comuni.La SO.CREM di Bologna, dotatasi tra il 1989 e il 1991 di due nuovi moderni forni a gas, stipulò nel 1992 una convenzione di durata decennale col Comune, con pattuita riduzione della tariffa ministeriale del 25%, sulla cui base prese ad esercitare il pubblico servizio nel territorio. Convenzioni analoghe furono poste in essere con Comuni limitrofi.

Si verificò dunque, in pochi anni, un cambiamento tanto radicale da imporre una decisa riflessione sulla natura e sulla finalità dell'antico "Ente Morale" e, ancor più, sul significato dell'associazionismo cremazionista.Apparve evidente, quanto meno alla Dirigenza della SO.CREM Bolognese, che un'Associazione privata senza scopo di lucro mal si conciliava, con gli introiti garantiti dalle erogazioni comunali e che l'originario proposito propagandistico-diffusivo della cremazione vedeva sfumare il proprio significato in uno Stato che aveva incluso la funzione fra i propri servizi.Al tempo stesso, era chiaro che perdeva senso un volontariato ispirato ad un esoterismo massonico la cui proposta "polemica" era stata spenta dall'atteggiamento "laico" della Chiesa e dello Stato e la cui concezione ritualistica del "fuoco purificatore" si dissolveva nel non tener conto del fatto che un "rito" non si inventa né si impone ma costituisce il prodotto di una cultura sedimentata non appartenente ad un popolo, quale quello italiano, che si stava avvicinando alla pratica crematoria per esclusive ragioni sociali ed economiche.Né era dato più cogliere la spinta della già spontanea e disinteressata partecipazione di militanze rispettose delle regole severe della lotta di classe in una situazione in cui i Comuni italiani si facevano carico degli oneri delle cremazioni consentendo al percettore significativi margini di lucro.Non vedere tutto questo, come la maggior parte delle SO.CREM italiane e la stessa Federazione Nazionale non videro e, forse, trovarono comodo non vedere, avrebbe ineluttabilmente indotto prevedibili comportamenti di mera conservazione rispetto ai quali sarebbe stato forte il sospetto dell'interesse e, comunque, del mantenimento di una tradizione acriticamente frusta; pericolo tanto più rilevante in presenza di Statuti associativi che imponevano ai dirigenti la gratuità degli apporti personali dei partecipi. La riflessione indusse così a un dilemma senza alternative: estinzione dell'Associazione per esaurimento o rifondazione per riscoprirne l'identità col perseguimento di nuovi scopi coerenti ai mutamenti sociali.La SO.CREM di Bologna ritenne che un obiettivo più che mai pressante, la tutela dei diritti civili e naturali della persona, ed una metodologia da rivitalizzare, lo strumento della mutualità, non ponessero dubbi sulla risposta.Giunse a questa conclusione considerando che la priorità dei nuovi tempi non consisteva nel propagandare, per diffonderlo, un modello che si stava imponendo da solo né nel farlo in nome di fuorvianti supporti ideologici o dell'invenzione di nuovi che tentavano di riprodurre romantiche e vuote concezioni ottocentesche (tipiche le teorizzazioni sul "ritorno alla natura") quanto piuttosto nel mettere a fuoco le esigenze dei singoli interessati al problema facendosi portavoce e attore delle loro esigenze.L'elaborazione che ne seguì partì dalla premessa che ragioni di concretezza suggerivano di liberarsi, da un lato, da ogni idealismo pregiudiziale e di assumere, dall'altro, ogni iniziativa idonea a far si che in uno Stato privo di una cultura cremazionista di massa e, cioè, del primo strumento di garanzia rappresentato dal controllo sociale dei cittadini, si scivolasse sul piano inclinato che avrebbe rischiato di orientare il fenomeno, fra la generale distrazione, nella logica dello smaltimento dei rifiuti.Si individuò quindi l'obiettivo del proprio modo di operare nei comportamenti e nelle iniziative volte alla più efficace tutela della dignità del singolo e dei sentimenti dei superstiti nell'insindacabile rispetto delle idee di ciascuno ed indipendentemente da credenze, fedi, ideologie, e motivazioni spiritualistiche rispetto alle quali la cremazione costituisce, al pari dell'inumazione e a ben guardare, un fenomeno neutro, perché vien prima di esse.Fu facile, a questo punto, mettere a fuoco che il modo di operare in null'altro poteva, e doveva, esprimersi se non nel porre in disponibilità degli aderenti un forte mezzo solidaristico indirizzando le risorse economiche a fini di mutualità sicché gli utili dell'unione potessero tradursi in servizi che il singolo cittadino non avrebbe altrimenti potuto ottenere.Su questi propositi e per perseguire questi scopi fu riscritto il nuovo Statuto deliberato dalle Assemblee dei Soci del 7 marzo 1992, del 5 marzo 1994 e del 29 aprile 1995 e approvato con decreti del Presidente della Giunta Emilia Romagna del giugno 1992, del giugno 1994 e del settembre 1995.Nacquero, in quegli anni, servizi nuovi e importanti quali: il tempestivo controllo dei decessi e, quindi, la possibilità di intervento dell'Associazione per il rispetto della volontà dell'iscritto; la sovraintendenza alla commemorazione dei defunti presso l'Ara Crematoria; la gratuita fornitura di urne di particolare qualità e valore economico; l'accollo da parte dell'Associazione di tasse cimiteriali e di oneri economici delle certificazioni di morte; le agevolazioni sulle spese dei funerali e su prestazioni mediche, riabilitative e termali; quelle sui servizi bancari; la messa in disponibilità dei Soci della Assicurazione delle Esequie; la capillare informazione attraverso l'invio della rivista periodica che fu la prima nell'intero panorama cremazionista italiano; la custodia delle ceneri per chi ne disponesse la dispersione con impegno a provvedere non appena lo avesse consentito la legge.

Il servizio socialmente più significativo, anche in una prospettiva futura, che l'Associazione attivò in quegli anni fu però quello di farsi carico dell'incarico, da parte delle sempre più numerose persone sole, della gestione del funerale e, in alternativa e secondo la volontà degli interessati, della dispersione delle ceneri e della collocazione dell'urna.Due scelte alternative, la dispersione ovvero la conservazione delle ceneri, degne di assoluta tutela perché rientranti entrambe nella sfera dei diritti primari della persona.Il riconoscimento del diritto alla dispersione è stato perseguito dalla SO.CREM di Bologna assumendo ogni iniziativa nelle sedi appropriate, ed è stato anche per effetto di queste sollecitazioni e proposte che si è giunti al suo riconoscimento con la legge n. 130 del 2001.La legge non è ancora oggi operativa per la mancata emanazione del regolamento attuativo che un legislatore poco accorto ha previsto come indispensabile.Non è però peccato di ottimismo la previsione di non essere ormai lontani dal giorno in cui la dispersione delle ceneri potrà essere liberamente attuata nella terra, nei fiumi e nei mari d'Italia come sta avvenendo da un secolo nei paesi più avanzati, e più laici, dell'Occidente.L'alternativa alla collocazione dell'urna, per coloro che prediligono questa scelta, ha convinto da tempo l'Associazione a sostenere un forte movimento di sostegno affinché ciò avvenga su colonne o mensole in spazi cimiteriali accessibili e aperti, così da evitarne il degrado, valorizzandone le monumentalità, con progressiva limitazione della attuale forma di seppellimento dell'urna nei piccoli loculi, anonimi e tristi, chiamati "colombai", che costituiscono gli omologhi dei "tombini" per i tumulati.La maggior parte dei cimiteri italiani è già naturalmente predisposta per diventare luogo di accoglienza dei resti cremati di tutti coloro che, per cultura antica, privilegino la memoria alla dispersione.Si tratta di una esigenza forte di memoria che, per tradizione secolare, vide il clero e gli aristocratici "conservati" nelle sepolture delle chiese, e poi la borghesia, dopo aver conquistato il potere, nei monumenti che si eresse "fuor dalle mura" quando prese coscienza, sull'onda napoleonica, che gli spazi delle chiese non ne avrebbero potuto soddisfare la volontà conservativa perché insufficienti rispetto all'entità numerica dei propri componenti.La massa formata dalle classi che, due secoli dopo, si è elevata dall'indigenza che per millenni le impose sepolture in campi comuni negandole il privilegio della memoria, ne sta rivendicando il diritto, degno di gran rispetto, un diritto che il rapporto col territorio non potrà che esaudire per la via obbligata della cremazione con un percorso simile a quello con cui lo esaudirono i borghesi quando costruirono i cimiteri al di fuori dalle mura cittadine.Lo stimolo emotivo del singolo "borghese", l'esigenza della memoria, è stato storicizzato con l'immagine della pubblica necessità igienica; tutto porta a pensare che l'immagine ecologica svolgerà la stessa funzione quando si racconterà dei giorni nostri.E non è utopia pensare che possano essere creati, in futuro, veri e propri cinerari di quartiere nelle tante chiese sconsacrate, e inutilizzate, che costellano la più gran parte delle città italiane.

Nel 1994 l'Associazione bolognese, forte, all'epoca, di quasi tredicimila iscritti, assunse il nuovo nome di "SO.CREM Bologna", per distinguersi, anche formalmente, dalle altre organizzazioni crematorie aderenti alla Federazione Italiana delle Società per la Cremazione, dalla quale recedette il 30 settembre 1992 non condividendone il mantenimento di una impostazione ideologica esoterico-spiritualista ormai consegnata alla storia e l'assoluta insensibilità ai mutamenti che avevano investito in Italia l'essenza dell'istituto della cremazione e, quindi, natura e scopi dell'associazionismo cremazionista nel decennio a ridosso del Duemila.La SO.CREM Bologna aderì, invece e in quegli anni, alla Federazione Internazionale di Cremazione (ICF), con sede in Londra e partecipazione delle strutture cremazioniste del mondo intero. Anche autorevoli esponenti della Federazione Internazionale parteciparono, insieme ad alti prelati della Chiesa cattolica, ad uomini politici e di cultura e a rappresentanti di numerose amministrazioni comunali italiane, al Convegno che l'Associazione organizzò all'Isola d'Elba nel maggio 1997 sul tema "I problemi cimiteriali nell'Europa postindustriale" gli atti del cui dibattito vennero pubblicati nel novembre 1997 in un volume che contribuì non poco ai contenuti e al varo della legge che, nel 2001, disciplinò l'intera materia della cremazione e della dispersione delle ceneri.Agli inizi dell'anno 1998, su iniziativa e sovvenzione economica dell'Associazione fu pubblicato il libro "La Certosa di Bologna - immortalità della memoria"; una serie di saggi storico-artistici con corredo di un'ampia documentazione fotografica. Nel 2001, sempre su iniziativa e sovvenzione economica dell'Associazione, venne pubblicato il volume "Guida" della Certosa di Bologna il cui successo è stato tale che ne è in corso la ristampa.

Il 1° gennaio 1998 entrò in vigore il decreto legislativo che introdusse in Italia la nuova disciplina degli Enti non commerciali senza scopo di lucro; l'Assemblea dei Soci della SO.CREM bolognese tenutasi il 19 aprile 1998 apportò immediatamente coerenti modifiche allo Statuto che fu approvato con decreto del luglio 1998 del Presidente della Giunta Emilia Romagna.Approssimandosi la scadenza decennale della convenzione stipulata col Comune di Bologna nell'anno 1992, l'Ente territoriale la rinnovò per un biennio e, in quella sede, fu previsto un ulteriore e sensibile abbattimento del contributo erogato dal Comune per ciascuna cremazione e, quindi, un non trascurabile beneficio economico per la collettività.

Si era ormai prossimi però ad una serie di eventi produttivi di sconvolgimenti, e riassetti, non previsti e non prevedibili.Un gruppo di questi eventi ebbe natura legislativa.Nel dicembre del 2000 entrò in vigore la legge che regolamentò la c.d. associazioni di promozione sociale, quelle strutture cioè, che per essere destinate a svolgere, senza finalità di lucro, attività di utilità sociale a favore di associati o di terzi, possono fruire di agevolazioni da parte dello Stato e degli Enti pubblici territoriali nel perseguimento dei loro scopi istituzionali con facoltà di operare anche commercialmente purché in coerenza col raggiungimento degli stessi.La nuova figura normativa si attagliava perfettamente alle caratteristiche della SO.CREM tanto che furono modestissime le modifiche apportate dall'Assemblea del 7 aprile 2001 per l'adeguamento dello Statuto che fu approvato, poi, con Determinazione del Dirigente della Regione Emilia Romagna nel novembre 2003.La legge finanziaria dell'anno 2000 costituì invece la fonte di un cambiamento ancora una volta epocale nella materia funeraria col porre a carico dei superstiti gli oneri della cremazione, sostenuti dai Comune dal 1987, nonché quelli delle inumazioni in campo comune, che erano state sopportati dagli Enti territoriali sin dal momento dell'unità d'Italia.Fu allora che l'Associazione che, non lo si dimentichi, gestiva nel territorio bolognese il pubblico servizio crematorio, deliberò di sollevare i superstiti dei propri Soci dalla spese della cremazione che per costoro rese gratuita nella previsione, convinta, anche se probabilmente ottimistica, di realizzare, quanto meno, un pareggio del proprio bilancio con gli incassi delle cremazioni delle salme dei non iscritti.Senonché, dietro alla porta, si annidava l'imprevisto.Con delibera assunta il 30 ottobre 2002 il Consiglio Comunale di Bologna deliberò di demandare ad una società per azioni controllata dal Comune stesso (all'epoca SEABO S.p.A. ed oggi Hera S.p.A.) la gestione di tutti i servizi cimiteriali territoriali ivi compreso il pubblico servizio della cremazione; e questo ad onta della riconosciuta competenza dell'Associazione, degli ottimi risultati realizzati, dei vantaggi economici dell'Ente pubblico nel decennio di durata della convenzione.In quel momento fece premio, sull'amarezza, la volontà di sopravvivenza di una dirigenza confortata dall'appoggio e dal mandato assembleare dell'aprile 2003.

Impugnata in sede giudiziaria da parte dell'Associazione la delibera comunale, una laboriosa trattativa durata l'intero primo semestre del 2003 con Hera S.p.A. si è conclusa con la creazione di una società per azioni (Herasocrem) titolare del servizio crematorio nel territorio e partecipata da Hera per il 51% del capitale e da SO.CREM Bologna (attraverso una propria società a responsabilità limitata) per il 49%. I patti fra le parti hanno previsto le più ampie tutele per il socio di minoranza.Il risultato è stato possibile anche perché l'Associazione, che pur nel decennio convenzionato aveva fornito ai Soci notevoli servizi, anche di pregio economico, era riuscita ad accantonare somme consistenti in cui difetto non sarebbe stata possibile la partecipazione, con Hera, ad una società fortemente capitalizzata perché nata con il primario obiettivo, che è già oggi in fase di avanzata preparazione e che ha costituito per la SO.CREM il vero stimolo di pervenire all'accordo con un contraente economicamente forte, di costruire nel Cimitero di Borgo Panigale un Polo crematorio nuovo, moderno e dotato, fra l'altro, di una sala per le cerimonie funebri. L'azienda che, partendo da zero, era stata creata dall'Associazione nel corso degli ultimi dieci anni, è stata conferita alla nuova Società - HERA ha versato una somma corrispondente al valore del conferimento - che, una volta realizzata e ammortizzata l'opera, sotto ogni aspetto straordinaria, del nuovo Polo, potrà produrre utili che, acquisiti dall'Associazione per la quota del 49%, le consentiranno una rinnovata vita economica futura prevedibilmente significativa quanto quella di gestione diretta del pubblico servizio; più riduttivamente e comunque: un'ipotesi di sopravvivenza trentennale (questo il periodo di conferimento ad Hera da parte del Comune) a fronte, in caso l'accordo con Hera non si fosse concluso, di una ineluttabile estinzione.Ciascuno può comprendere, però, che nella nuova situazione, tutto l'Associazione poteva continuare a permettersi salvo il mantenimento di quel servizio della gratuità della cremazione in favore dei Soci introdotto nell'anno 2001 quando era titolare del pubblico servizio e nulla ne faceva prevedere il venir meno. Per questo il servizio è stato, necessariamente anche se dolorosamente, sospeso; consola il fatto che se non si fosse realizzata la nuova situazione societaria si sarebbe dovuto parlare di definitiva cessazione e mai di sospensione.L'operazione è stata consentita dall'essere la SO.CREM Bologna una associazione di promozione sociale autorizzata, come si è detto, a svolgere anche attività commerciali purché coerenti ai propri fini istituzionali; in tal senso gli ultimi ritocchi allo Statuto deliberati dall'Assemblea del 5 aprile 2003 ed approvati, al pari di quelli dell'anno 2001, con Determinazione del Dirigente della Regione Emilia Romagna del novembre 2003.Oggi la SO.CREM Bologna è, dunque e per così dire, tornata alle origini con lo scopo istituzionale, primario e essenziale, per cui l'iscrizione costituisce legale manifestazione della volontà crematoria come da consacrazione normativa espressa dal Regolamento di polizia mortuaria del 1990 e ribadita dalla legge n. 130 del 2001.La SO.CREM Bologna può anche, e ancora, permettersi di fornire non pochi servizi, improntati alla mutualità, in favore dei propri Soci.Ma, in futuro e per trent'anni almeno, l'Associazione potrà ragionevolmente realizzare un forse ben più importante obiettivo in linea con quanto accade, da tempo, e per associazioni similari, in quei Paesi del Nord Europa in cui la pratica cremazionista ha tradizione ultracentenaria. Fra i patti, che compongono il complesso accordo che regolamenta oggi in Bologna esercizio e gestione dell'attività di cremazione, vi è l'impegno dei contraenti di garantire all'Associazione la gratuita disponibilità, a tempo indeterminato, di un locale ad uso ufficio nel complesso del nuovo Polo crematorio che sorgerà nel Cimitero di Borgo Panigale.Il significato di questa garanzia non è soltanto quella di dar modo all'Associazione di concretizzare, gratuitamente, la propria presenza nel luogo deputato alle attività crematorie nel comprensorio bolognese, ma di individuarne una presenza attiva per il miglior rispetto dei diritti della persona che colà vengono in gioco: la tutela della dignità dell'individuo e del sentimento della "pietas" dei superstiti.E senza spingersi a pensare alla prevedibile possibilità di organizzare futuri e innovativi servizi – su tutti quello di dar vita ad una organizzazione che consenta ai superstiti, qualunque ne sia il ceto, di veder celebrato laicamente il proprio defunto – è reale l'ipotesi che l'Associazione riesca a ritagliarsi il ruolo di una sovraintendenza, attenta e attiva, sulle modalità gestionali delle pratiche funerarie cittadine a tutela di quei diritti primari della persona le cui difese si affievoliscono, sin quasi a svanire, di fronte al lutto, come di fronte alla malattia e alla detenzione.In termini moderni si parlerebbe di "Autority"; nel solco di un cammino ormai bicentenario si può rivitalizzare il nome "Ente Morale" dei padri fondatori.
(AMg su condominioTerra)

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Commento ricevuto:

Gestione delle salme – Scrive Daniele Bricchi: “Trovo molto interessante che si parli di questo tabù della gestione delle salme, del business che lo circonda, dell'impatto ambientale, della possibilità di libertà di scelta e di poter scegliere il riciclaggio differenziato invece che discarica e inceneritore ecc.. (http://paolodarpini.blogspot.com/2012/03/cremazione-e-sepoltura-ecologica.html)
Trovo privo di senso il rinchiudere i corpi delle persone in scatole di metallo da depositare in quelle colate di cemento sempre in espansione chiamate cimiteri o il bruciarle. In India ti bruciano lo stesso giorno in cui sei stato trovato morto, il che significa che una parte di queste persone muore per effetto del fuoco in quanto la morte apparente e momentanea è un fatto conosciuto da tempo, non a caso in molti paesi non è consentita la sepoltura se non dopo un certo tempo. Si sprecano risorse e si interrompe un ciclo naturale. Il legno più stagionato e più secco, quando brucia inquina pure lui, figuriamoci del materiale cosi colmo di umidità...oltre al carburante che serve per incenerirlo. Da vivi combiniamo guai e da morti vogliano tenerci il vizio. La fertilità del suolo, che va sempre riducendosi, dipende anche dalle cellule morte di animali e insetti, dei loro escrementi e dai loro cadaveri che si decompongono e rimettono nel suolo le varie sostanze nutritive. Ci sono una infinità di posti dove sarebbe bene piantare un albero. Per mettere a dimora una pianta bisogna pur fare una bella buca e prima di richiuderla si può mettere il defunto. (se fatta la buca non c'è nessun defunto da depositare basta aspettare e prima o poi qualcuno si fa avanti) Così abbiamo fatto con la placenta quando è nato mio figlio...sotto un nocciolo. Così vedrei la mia sepoltura, senza bara, ma avvolto in un telo biodegradabile, come un lenzuolo di cotone e senza scarpe, col pigiama. Se vado a riposare...non a camminare, perché dovrei stare vestito e con le scarpe?”

giovedì 10 novembre 2011

Appello a Silvio Berlusconi: “Prima di andare in pensione, fai qualcosa di bello, rivela al popolo italiano la verità sul signoraggio bancario..."

“Muoia Sansone con tutti i filistei…” (Saul Arpino)

Di professione faccio il “pensionato” ho quindi parecchio tempo a disposizione per occuparmi degli argomenti che più mi stanno a cuore: la spiritualità laica, l’ecologia profonda e pure l’economia, due termini con il medesimo prefisso (“eco” = ambiente). La prima si interessa allo studio dell’habitat e la seconda all’ordinamento dello stesso.

Inizio a parlare del primo aspetto, quello ecologico, che conosco per esperienza diretta essendo vissuto per lunghissimi anni in un contesto semi-naturale, a contatto diretto con la natura e con gli animali.
E proprio osservando gli animali ho potuto constatare come spontaneamente essi soddisfano le loro esigenze primarie, come mangiano, come organizzano le loro comunità, come risparmiano sapientemente le risorse disponibili, in sintesi come essi siano in grado di sopravvivere mantenendo integra la capacità rigeneratrice delle risorse necessarie alla vita, in modo che possano fornire alimento per se stessi e per la loro progenie. Ed ho visto come negli animali tutta la loro espansione o regressione viene regolata in funzione di ciò.

Ricordo le osservazioni compiute nei confronti di varie specie, sia addomesticate che selvatiche.. e dove non sono potuto arrivare con la conoscenza diretta mi sono avvalso di ricerche di bravi etologi e naturalisti. Ho notato in tal modo che esiste un sistema integrato di relazioni nel vivente, vi sono interconnessioni a tutti i livelli, dall’inorganico all’organico. I rapporti fra le varie specie sono sempre in armonia, seguendo una complessa catena alimentare, tali rapporti sono utili al mantenimento dell’habitat e della sua vivibilità. Certo, la preservazione della vivibilità richiede di tanto in tanto un aggiustamento, in modo tale che l’ambiente e le diverse specie possano sostenersi vicendevolmente senza ledere al tessuto generale della vita.

La situazione nella società umana è diversa, almeno per quel che riguarda il suo ordinamento. E qui inizio a parlare di economia. Poiché l’astrazione dal contesto vitale e soprattutto per le differenti considerazioni sull’uso e sulla conservazione delle risorse. L’approccio umano al mantenimento della vita è secondario al meccanismo economico. Questo è iniziato sin dalla fine del neolitico, con l’affermarsi dell’agricoltura, dell’artigianato e di tutte le arti e scienze tecnologiche.. ma la spinta maggiore verso l’astrazione è subentrata con l’industrializzazione massiccia degli ultimi secoli e -recentemente. con il ”consumismo”.

In seguito a ciò l’economia è divenuta sempre più funzionale all’asservimento (in primis) dell’uomo al sistema e conseguentemente anche delle altre specie e delle altre forme di vita. Questo approccio è stato incrementato anche dalla “necessità” di promuovere una società in cui economia e crescita divenissero sinonimi. La spinta in avanti, il fertilizzante “chimico” per continuare a crescere è sostanzialmente la spinta a soddisfare esigenze prevedibili ed imprevedibili future, attraverso una produzione di beni innecessari e l’accumulo degli stessi, nonché attraverso una ragione emozionale tesa a soddisfare tali esigenze di “accrescimento” con foga e tensione.

Da qui l’immagine della costrizione psicologica a produrre e guadagnare, non per le esigenze reali ma per “pagare” (figurativamente) un debito. Infatti quando si sente di dover pagare un debito la mente è protesa in avanti e spinge ad operare “forsennatamente”. Forse è per questa ragione che nell’economia è nata la tendenza alla rateizzazione, alla formazione di debiti ed alla proiezione verso un ipotetico benessere “futuro” dimenticando però il presente.

Ciò avviene “all’esterno” con la continua costruzione di nuovi inutili aggeggi, di case in sovrappiù, di trasformazione degli elementi e consumo forsennato di prodotti usa e getta, coinvolgendo in questo processo ogni altra specie e risorsa. Ed “all’interno” con l’alienazione ulteriore dell’uomo dall’insieme ed una strutturazione vieppiù “regolata” e contorta della società, con sempre nuove leggi, norme di comportamento, manipolazione e repressione degli stimoli naturali, organizzazione del lavoro in senso utilitaristico, etc. Tutto questo sistema organizzativo sociale ha trovato un codice ed una attuazione ottimale per mezzo del sistema economico definito “moneta debito”.

Mentre sino a due secoli fa’ si manteneva in piedi l’economia per mezzo di una “moneta” di valore riconosciuto e garantito dalla solvibilità e traducibilità della stessa, in forma convenzionale di oro e argento, od in beni reali. Oggi siamo passati al sistema di una “carta moneta” dal valore nominale emessa non più dagli stati ma da banche private. Tale “carta moneta” viene prestata (da qui moneta debito) allo Stato e viene ripagata in forma di Debito Pubblico.

A questo punto avrete compreso che quando tale sistema economico e monetario viene accettato dall’intera comunità umana comporta che coloro che sono in grado di controllarlo e gestirlo in realtà controllano e gestiscono il potere sul mondo.

Ed quel che sta avvenendo a partire dalla fine del secolo scorso. Il giro di boa è stato prima gli accordi di Bretton Wood e poi l’inconvertibilità delle banconote in oro.
In tal modo le banche, cosiddette nazionali, possono stampare “carta moneta” senza copertura alcuna ed allo stesso tempo ricattando gli stati con un debito posto sul loro groppone. I grandi gruppi finanziari, le grandi banche, le multinazionali, detengono oggi la quasi totalità della ricchezza mondiale mentre le nazioni, democratiche e non, sono libere solo apparentemente…

Siamo tutti “in ostaggio” di un potere economico che non teme rivali.. e pertanto i cittadini, gli esseri umani nella loro globalità, sono esattamente come i polli in batteria.. vengono nutriti quel che serve per produrre uova, nelle loro gabbiette (a norma di legge) per essere poi gettati negli inceneritori una volta ottemperata e conclusa la loro funzione. E’ evidente che in questo modo, anche le persone più “abbienti”, e qui penso anche a Silvio Berlusconi, sono come polli leggermente più fortunati degli altri, che possono disporre di una gabbia più ampia e di cibo più abbondante.. ma nulla di più.. Per loro non c’è libertà né felicità né naturalezza di comportamento.

Ed andiamo avanti con le dolenti note…

Già da alcuni anni mi sto occupando dei temi predetti e di come poter risolvere il problema di questa nostra società. Per quel che riguarda l’aspetto ambientale e spirituale -come sopra detto- mi sono indirizzato verso l’ecologia profonda e la spiritualità laica e per quanto riguarda l’aspetto sociale ed “economico” ho partecipato a gruppi di sperimentazione e discussione su possibili metodi alternativi al lavoro industriale stile lager ed alla “moneta debito”.

Così io stesso ho tentato in vari modi cambiare il sistema, partendo da me stesso, ed ho pubblicato diversi articoli sulle mie esperienze.

Recentemente, avendo letto un articolo in cui si denuncia la responsabilità, da parte dello stato, della cessione del signoraggio monetario alle banche private (pubblicato qui: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2011/11/08/sovranita-monetaria-ceduta-alle-banche-e-truffa-del-debito-pubblico-svelate-con-parole-semplici/) ecco che (data la complessità dell’argomento) -nel tentativo di comprendere i meccanismi del funzionamento economico e soprattutto di come è avvenuto che le nazioni abbiano delegato le banche alla funzione primaria di battere moneta, conseguentemente amplificando la formazione del Debito Pubblico- una persona semplice una sera mi scrisse:

“Caro Paolo D’Arpini… Ho iniziato a leggere l’articolo (summenzionato) ma mi sono fermata dopo poco, scusa, sarà semplice (che non è)… Comunque mi faccio delle domande semplici, queste si e te le faccio a te: va bene, il sistema monetario mondiale é assurdo, ingiusto e inevitabilmente porta ad un accumulo del debito da parte degli stati. Ma se questo sistema vige da (…. dal 1971? non ho capito bene questo), come mai che in questo periodo c’è questa crisi, pure questa mondiale ma che stringe al collo in particolare certi paesi più di altri? In cosa hanno “peccato” questi paesi? E’ perché in Italia, ad esempio, il bilancio fra gli introiti (tasse) e le spese (pubblico) è sempre in deficit e quindi per colmarlo il paese deve chiedere sempre più moneta a debito? Ma se in Europa abbiamo scelto di stare e di starci con la moneta unica, non era il caso di pareggiarsi in quanto alle spese ed alle entrate? In Germania si parla di abbassare le tasse, anche se l’economia tedesca pare sia in difficoltà. Il debito pubblico italiano aumenta sempre, è per questo che si parla sempre del PIL che deve aumentare? Perché così, con le tasse in più che si pagherebbero, si può cercare di coprire il debito?”

Queste sono le domande che la “massaia” -alias Caterina Regazzi- mi ha rivolto ed io ho passato la palla ai “tecnici” per avere risposte concrete su quello che è signoraggio bancario e sul come si forma il “Debito Pubblico”

Ed avendo letto le varie risposte (pubblicate qui: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2011/11/09/come-si-forma-il-debito-pubblico-risposta-non-ce-o-forse-chi-lo-sa-racchiusa-nel-vento-sara/)

Caterina ne ha ricavato questa sintesi:

Sulla base delle domande rivolte ho cercato di sottolineare i punti più chiari e più utili per capire un po’ di più la questione monetaria.

Un punto fondamentale è questo espresso da Giovanni Passali:

“Una vera moneta NON DEVE ESSERE SOLO DEBITO per due motivi fondamentali:

1. è immorale, è un furto nei confronti dell’intera popolazione
costretta ad utilizzare quella moneta dalle leggi sul corso forzoso
(in questo senso è corretto dire che il popolo viene ridotto in
schiavitù); di fatto, la moneta viene sottratta al popolo (allo
stato), e poi “rivenduta” allo stesso, creando un debito che non
dovrebbe esistere;

2. il sistema è inefficiente per definizione, da un punto di vista
matematico e finanziario; il sistema non è sostenibile: riesce ad
andare avanti solo per un certo tempo, gonfiando i debiti del sistema
fino a livelli insostenibili.

Pensare di pareggiare il debito (o soltanto contenerlo) aumentando il Pil è una balla colossale. Non esiste nella storia dell’economia un solo caso serio nel quale un paese abbia contenuto il debito, aumentando il Pil.

Per aumentare il Pil occorre aumentare non solo la produzione, ma anche la quantità di moneta in mano ai consumatori, necessaria per acquistare la maggiore produzione. Ma in un sistema in cui la moneta è solo moneta-debito, una maggiore quantità di moneta farà aumentare il debito del sistema stesso.

Così, il primo vagito di un aumento del Pil è un aumento del debito.
Al contrario di quanto viene detto da tutti i commentatori sui media.

Anche Casimiro Corsi dice: una nazione più produce beni e servizi e più si indebita questo perché ciò che rende possibile gli scambi fra i cittadini è lo strumento moneta la cui creazione è detenuta in regime di monopolio dalle banche, centrali e commerciali.

Invece Giuseppe Turrisi scrive: finché la produzione tirava (crescita- PIL) la macchina economica dello stato girava e si potevano parzialmente pagare gli interessi che la moneta debito faceva maturare, quando la crescita è scesa allo 0,5 il debito si è fatto più presente (1980 miliardi).

Ancora Turrisi: il fatto che alcuni stati piuttosto che altri sentano la crisi dipende da molti fattori tra cui: la quantità di azioni che si posseggono della BCE, Germania, Francia ed Inghilterra sono i maggiori azionisti, avendo più azioni hanno, più interessi e quindi più guadagni ossia più liquidità e potere di acquisto quindi possono comprarsi i titoli di stato dei paesi più deboli, poi ci sono le mosse speculative che sono un altro danno. Questi paesi (quelli più in crisi) hanno peccato nell’aver delegato alla classe politica ignorante venduta di aderire ai trattati Maastrich e Lisbona a cuor leggero senza il consulto popolare

(ma il consulto popolare a cosa avrebbe portato visto che il popolo italiano, invece di informarsi su queste cose, preferisce guardare il grande fratello?),

di contro il popolo è per natura deresponsabilizzato e non gli va di studiare e conoscere ma solo di guardare il grande fratello

(e quindi sarà meglio che chi cerca di capire, anche con tutte le difficoltà che comporta essere arrivate a 52 anni senza aver masticato niente di economia, finanza, ecc. possa accedere a delle facili informazioni o sul web o con corsi, conferenze, ecc. e non che venga zittito con un “basta che sappia che la moneta deve essere ben amministrata… anche io nel mio piccolo, devo amministrare la mia di moneta, non vorrei più dover andare in banca a dire: faccia lei perché io non ne capisco niente. Mi sono chiesta in questi giorni anche una cosa: come mai nei programmi scolastici, a parte quelli di ragioneria – e non so in che modo- non vengono trattati temi economici? Basterebbero un paio d’ore alla settimana, per tutto il corso delle superiori – qualsiasi ) forse, per essere un po’ più attrezzati…., ma evidentemente é meglio che restiamo ignoranti. I vostri articoli sono tutti molto interessanti e alcuni anche molto chiari e comprensibili, ma, come ha detto giustamente qualcuno, bisognerebbe partire dall’ABC e penso a tante persone del mio ceto e del mio livello scolastico (laurea anche se “solo” in veterinaria), che non sanno niente di queste cose, anche se non vedono il grande fratello. Ho fatto girare alcuni vostri articoli, che mi parevano interessanti ad un certo numero di amici…. sconsolatamente devo dire che non ho avuto neanche un cenno di risposta. Probabilmente questo senso di fretta, impegno continuo e costante e sfinimento generale che aleggiano, non lasciano la voglia e il tempo per informarsi, credendo che forse qualcuno (berlusconi? casini? di pietro? bersani? vendola? ci pensino e provvedano per tutto IL POPOLO? Ma dove? Altra considerazione: questo stato generalizzato di cui accennavo (chi é disoccupato é disoccupato, ma chi lavora lavora più del solito…. sarà anche questo un sistema per tenerci soggiogati? e pur di non perdere il posto… si sta zitti e muti. Insomma mi pare un circolo vizioso: aumenta il debito pubblico, lo stato chiede ai cittadini di fare sacrifici e cioè pagare più tasse, andare in pensione sempre più tardi, non vedersi aumentare lo stipendio, dover lavorare di più – nel pubblico i posti che si rendono vacanti raramente vengono ricoperti, aumento delle varie “gabelle” – accise sulla benzina, tariffe delle utenze, ecc.

La vera alternativa è la moneta di stato, come nel North Dakota: non a caso l’unico stato degli Usa che, senza particolari risorse naturali, non ha debiti.

Passali: ……Se anche, per ipotesi fantastica, tutto il denaro circolante fosse consegnato per pagare il debito, dal giorno dopo dovremmo tornare a indebitarci sulla moneta per far ripartire l’economia (l’alternativa è il baratto, vuol dire la distruzione dell’economia).

Ma appurata questa verità….. facciamo proprio questo: smettiamola con questa faccenda della moneta debito. Lo Stato si mette a stampare la moneta senza più contrarre debito (è questo che sta facendo l’Islanda?)

Le parti in parentesi ovviamente le ha scritte Caterina Regazzi.

Ed in aggiunta, oggi mi scrive Daniela Carcea:

Provo a rispondere alle domande…

Domanda – Ma se questo sistema vige da (…. dal 1971? non ho capito bene questo), come mai che in questo periodo c’è questa crisi, pure questa mondiale ma che stringe al collo in particolare certi paesi più di altri?

Risposta – Dal 1971 si dà il via alla stampa di moneta fiat, non coperta da nessun controvalore e di conseguenza aumenta a dismisura la possibilità per le banche private di fare prestiti in leva a causa della bassa riserva frazionaria, ho 100 in cassa e arrivo a prestare per 1.000, grazie all’accesso a bassi tassi alla liquidità fornito dalle Banche Centrali. Nel 2008 scoppia tutto perché il mondo è pieno di prodotti finanziari creati grazie a questo sistema. Vengono colpiti i Paesi europei perché Usa, Giappone e UK pur avendo organizzato anche loro il sistema con la Banca Centrale detentrice della sovranità monetaria, stampano continuamente moneta per comprare i titoli del debito invenduti alle aste primarie. Negli ultimi anni la Fed è arrivata a detenere quasi 3 miliardi di dollari di titoli a stelle e strisce, grazie anche alle operazioni definite di quantitative easing (facilitazione quantitativa). Lo stesso il Giappone che si è comprato un bel po’ del suo debito e inoltre quello collocato sul mercato e tutto in mano di investitori e banche giapponesi. Lo Statuto europeo invece ha impedito alla BCE di intervenire sul mercato primario per comprare titoli dei Paesi europei, lo ha fatto solo sul mercato secondario e su quantità parecchi limitate. Quindi è stato facile per la speculazione finanziaria guidata da quella anglosassone con la complicità delle agenzie di rating, innescare un attacco pilotato ai debiti sovrani dei Paesi europei e nello specifico a quelli considerati più deboli i Piigs. Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna. Piigs fra cui all’inizio l’Italia non c’era, ma che ora è vi presente in maniera drammatica. la realtà è che i conti pubblici di questi Paesi non sono peggiori di quelli ad esempio di alcuni Stati degli Stati Uniti come California, Arizona o Minnesota. Ma per questi garantisce (per ora) la stampatrice federale.

Domanda – E perché in Italia, ad esempio, il bilancio fra gli introiti (tasse) e le spese (pubblico) è sempre in deficit e quindi per colmarlo il paese deve chiedere sempre più moneta a debito?

Risposta – Per colmare un deficit non si deve necessariamente chiedere moneta a debito, si possono anche tagliare le spese o aumentare le tasse.
L’Italia è in deficit ininterrotto dal 1964, perché il pareggio di bilancio di per se stesso è difficile, nei sistemi consociativi come quello italiano, dove con la spesa pubblica si compra il consenso questa degenerazione favorisce bilanci in negativo.

Domanda – Ma se in Europa abbiamo scelto di stare e di starci con la moneta unica, non era il caso di pareggiarsi in quanto alle spese ed alle entrate?

Risposta – L’Europa ha cercato di darsi delle regole, fra cui quella tendente al pareggio del bilancio, ma lo scoppio della crisi dei subprime e dei derivati ha fatto crollare tutto il sistema finanziario e questa botta poi ha condizionato l’economia, cioè la produzione e il consumo dei Paesi ricchi, pertanto il rapporto debito pubblico/pil di tutti i Paesi è peggiorato. Ed è peggiorato anche perché gli Stati hanno dovuto indebitarsi ulteriormente per salvare le banche colpevoli dello scoppio di questa crisi.

Domanda – In Germania si parla di abbassare le tasse, anche se l’economia tedesca pare sia in difficoltà. Il debito pubblico italiano aumenta sempre, é per questo che si parla sempre del PIL che deve aumentare? Perché così, con le tasse in più che si pagherebbero, si può cercare di coprire il debito?”

Risposta – Si, bisogna crescere per abbassare quel rapporto di cui parlavo prima, che è l’indice dello stato di salute di un Paese più importante.
C’è da dire che la crescita necessaria per poter ripagare questi debiti è una crescita impossibile, per vari motivi e quindi la soluzione dei problemi va cercata da un’altra parte, ad esempio nel default pilotato dei debiti pubblici, la nazionalizzazione per alcuni anni del sistema bancario e il cambio di sistema monetario.

E qui continuo il mio discorso…

Spero, con quanto sinora detto, che questo tema sia stato chiarito una volta per tutte… Sostanzialmente i tecnici, provenienti da varie estrazioni politiche, hanno consigliato “il recupero da parte dello Stato (degli Stati), della facoltà di stamparsi cartamoneta in proprio senza più ricorrere alle banche centrali (private). Insomma restituendo nelle mani della Nazione il diritto di amministrare la propria economia e di battere la propria moneta, chiudendo così il rovinoso capitolo della “moneta debito”.

Voglio concludere con un appello, suggerito da Giuseppe Turrisi, rivolto personalmente a Silvio Berlusconi…..

Il Cavaliere ha annunciato l’intenzione di dimettersi… afferma che vuole far passare alle Camere un decreto legge ad hoc per le norme richieste dalla BCE e dal FMI (ovvero i nostri affamatori) e poi si ritirerà “anche lui, in pensione”?… Non sappiamo ancora se ciò realmente avverrà.. e se si andrà alle elezioni o se come sembra quasi certo, al posto di Berlusconi il presidente della Repubblica Napolitano chiamerà Monti, da lui appena nominato senatore a vita (Mario Monti, gradito a Francia e Germania, è presidente europeo della Commissione Trilaterale, il gruppo di interesse di orientamento neoliberista fondato nel 1973 da David Rockefeller e membro del comitato direttivo del Gruppo Bilderberg, entrambi accusati di essere il vero governo occulto del mondo. Dal 2005 è anche International Advisor per Goldman Sachs, la prima banca mondiale…).

Però…. forse -in extremis- Silvio Berlusconi qualcosa di buono per l’Italia potrebbe farla… con tutte le sue televisioni e tutti i suoi giornali ed i suoi mezzi può far sapere agli italiani la verità sul Signoraggio bancario… e sul debito pubblico e promuovere un referendum per il recupero della “sovranità” nazionale e popolare…

Dico questo perché -purtroppo. Non si può sperare che le opposizioni, Casini, Fini, D’Alema, Bersani e compagni, compiano una mossa simile, avendo già dichiarato che sono “più liberisti” (tradotto: più filo banchieri) del PDL (e tra l’altro sono decisamente filo-Montiani….).

Sursum Corda. Italiani ed abitanti della Terra, forza e coraggio e -come dicevano i nostri padri bergamaschi- “…Alegher, che il bus l’è semper negher…”

Paolo D’Arpini

Presidente del Circolo vegetariano VV.TT.
Referente P.R. Rete Bioregionale Italiana
Portavoce European Consumers Tuscia



"Banche all'opera..."

sabato 5 novembre 2011

Vittoria inutile quella in una guerra che segue l’altra… Vera “vittoria” è dove si vede la fine di ogni guerra...

Paolo D'Arpini in meditazione nella Stanzetta del Pastore


Da qualche parte bisogna pur cominciare per arrivare alla Vittoria in questa nostra società. Una “vittoria nonviolenta e laica”, a tutto campo, in cui si considera l’unitarietà della vita in tutte le sue forme.

Questo è il dettame dell’ecologia profonda e della spiritualità laica che intravvede nelle pieghe della rete esistenziale una quantità di interconnessioni celate alla vista superficiale. Le relazioni nel vivente sono inscindibili dal vivente stesso e comprendono anche il pensiero, oltre all’inorganico ed all’organico.

Per questa ragione, noi del Circolo vegetariano VV.TT., quest’anno durante le ricorrenze per i defunti sino al 4 novembre, in cui si ricorda la fine della prima guerra mondiale, abbiamo cercato di analizzare e comprendere i valori della nonviolenza inserendoli nel contesto di un sistema di vita, vegetariano, ecologista e rispettoso dell’altrui pensiero. “Praticando l’utopia di speranza, chiamata nonviolenza, che ci permette di vivere meglio nell’orizzonte storico, troppo tormentato e troppo deluso, del nostro tempo. In questa prospettiva, prende forma un’aspirazione epocale, orientata ad uscire dal ciclo della negatività che spesso rischia di sommergerci” affermò il filosofo Aurelio Rizzacasa.

Ad esempio nel ricordare il 4 novembre, definito il giorno della “vittoria” abbiamo considerato l’inutilità di una guerra, che si dice sia stata combattuta per ottenere l’integrazione del suolo patrio ancora parzialmente occupato dallo straniero. Ma quella ragione fu menzognera, anche dal punto di vista politico. Infatti l’impero Austro-Ungarico e quello Tedesco (nostri precedenti alleati) si erano impegnati a restituirci i territori contesi in cambio della nostra astensione dalla belligeranza.

Purtroppo prevalse un calcolo politico diverso, che andava oltre l’ottenimento di quei benefici territoriali, e l’Italia fu coinvolta in un conflitto che costò enormemente in vite umane, distruzioni, perdita di credibilità.. cose che avrebbero poi contribuito alla costituzione del fascismo e di conseguenza alla seconda e più rovinosa guerra mondiale. Ogni guerra è sempre in qualche modo collegata a quella che la precede: causa ed effetto. E potrebbe avvenire ancora se non si interrompe il meccanismo diabolico.

Lo possiamo osservare nelle scusanti “democratiche e fintamente pacifiste” che stanno spingendo l’umanità verso una più rovinosa guerra mondiale. I sentori ci sono stati con l’invasione dell’Iraq e dell’Afganistan, con la scusa delle armi occulte e del terrorismo. Lo vediamo oggi nella ragioni “libertarie” che sono alla base della distruzione della vicina Libia, dal costo altissimo in vite umane e persino in denari… Infatti con il costo delle bombe e dei missili dei nostri arsenali bellici, che abbiamo sganciato sui libici inermi, avremmo potuto pareggiare il bilancio dello Stato… ed invece ora gli arsenali dovranno essere nuovamente riempiti con nuove bombe, nuovi aerei e nuovi missili.. e questo andrà a scapito della assistenza sociale, del lavoro, della sanità, della cultura.. insomma di tutto ciò che è necessario alla vita. E non è finita… già ci sono avvisaglie ed ammonimenti per la futura guerra di “liberazione” quella contro la Siria e contro l’Iran.. e chissà poi chi….

Le bugie hanno però le gambe corte, si spera, e la verità sui retroscena delle varie guerre “democratiche” stanno sempre più venendo a galla. Il popolo si informa, non sui giornali e sui piccoli schermi, che sono venduti al potere, ma su internet e per passaparola. Occorre perciò essere molto discriminativi nell’esaminare le notizie che ci vengono propinate dalla informazione ufficiale e soprattutto occorre mantenere una posizione “laica” ed imparziale poiché in qualsiasi forma ideologica, economica o religiosa si nasconde un mascheramento della Verità.

E per affermare la Verità occorre sempre partire da noi stessi. Indagando sulla nostra verità interiore. Una volta un cercatore della verità chiese al saggio Nisargadatta: “C’è un modo di porre fine agli orrori della guerra e delle prevaricazioni?” Ed il saggio rispose: “Quando sempre più persone riusciranno a riconoscere la loro vera natura, la loro influenza, per quanto sottile, prevarrà e l’atmosfera emotiva del mondo si addolcirà. La gente segue i suoi capi, e quando tra questi ne appariranno alcuni con un grande cuore ed una grande mente, assolutamente indifferenti al loro tornaconto, il loro esempio sarà sufficiente ad impedire le brutalità ed i crimini dell’epoca attuale.…”.

Per questa ragione è così importante cercare di eliminare dalla nostra vita quotidiana ogni forma di violenza ed è per questa ragione che è importante prendere coscienza dell’unitarietà della vita e del come rapportarci gli uni e gli altri, in perfetta armonia simbiotica, senza dover predare quel che non ci appartiene e che è bene comune di tutti i viventi.

In questo filone ricordo le parole del professor Osvaldo Ercoli che, il 6 giugno 2010 a Viterbo, disse: “Pertanto è nostro dovere assumere comportamenti che non compromettano l’equilibrio ecologico della terra nonché i diritti fondamentali e la sopravvivenza delle altre specie e di tutta l’umanità. Nessun essere umano ha il dritto di invadere lo spazio ecologico di altre specie o di altri individui, né trattarli con crudeltà e violenza. Le biodiversità sono ricchezze da mantenere e difendere. La democrazia della comunità terrena unisce tutti i popoli e i singoli individui sostenendo valori quali la cooperazione e l’impegno disinteressato, anziché separarli attraverso la competizione, il conflitto, l’odio ed il terrore. In alternativa ad un mondo fondato sull’avidità, sulla disuguaglianza e sul consumismo sfrenato, questa democrazia si propone di globalizzare la solidarietà, la giustizia e la sostenibilità”

La competizione, il conflitto, l’odio ed il terrore… è questa la maschera che ancora oggi stiamo cercando di strappare, e certo: dovremmo essere più numerosi di quanti si sia, e poter e saper gridare assai più forte di quanto si faccia. A quanti, ancora oggi e nonostante quello che accade, restano inerti si può ricordare la poesia scritta da un pastore evangelico, Martin Niemoeller: “Prima vennero per gli ebrei, e io non dissi nulla perché non ero ebreo. Poi vennero per i comunisti, e io non dissi nulla perché non ero comunista. Poi vennero per i sindacalisti e io non dissi nulla perché non ero sindacalista. Poi vennero a prendere me. E non era rimasto più nessuno che potesse dire qualcosa”.

Vorrei ora concludere questo intervento con le parole di un altro maestro della nonviolenza, Nelson Mandela, che scrisse: “La nostra paura più profonda non è di essere inadeguati. La nostra paura più profonda è di essere potenti ogni oltre limite. E’ la nostra luce, non la nostra ombra, a spaventarci di più. Ci domandiamo “chi sono io per essere brillante, pieno di talento, favoloso? ” In realtà, chi sei tu per NON esserlo? Siamo figli di Dio. Il nostro giocare in piccolo non serve al mondo. Non c’è nulla di illuminato nello sminuire se stessi così gli altri non si sentano insicuri intorno a noi. Siamo tutti nati per risplendere, come fanno i bambini. Siamo nati per rendere manifesta la gloria di Dio che è dentro di noi…E quando ci liberiamo delle nostre paure, la nostra presenza automaticamente libera gli altri”.

Paolo D’Arpini

Presidente Circolo Vegetariano VV.TT.
Referente P.R. Rete Bioregionale Italiana

venerdì 8 luglio 2011

Treia, 14 luglio 2011 – Simbolica liberazione dall’oscuramento mentale, nella luce lunare del Guru Purnima…


Shiva, il Guru originario, l'Assoluto Sè di ogni essere

Come ogni anno il 14 luglio, il Circolo vegetariano VV.TT. , ricorda la Presa della Bastiglia, in chiave Zen: “Oppidum obscuratae mentis” è chiamata la manifestazione. Come diceva Andrè Breton: “La rivolta, solo la rivolta crea la luce… e la luce non può avere che tre vie: la poesia, la libertà e l’amore…”. Quest'anno la ricorrenza giunge in prossimità del Guru Purnima, il giorno sacro al Guru.

Cercando questa libertà e questo amore tenteremo di ri-conquistare l’autonomia intellettuale, salvandola dagli oscuri disegni maligni e speculativi in atto. Ma non lo faremo con una assalto bieco e violento, bensì con le armi della riflessione e della contemplazione. Aiutati in ciò dall’incipiente luna piena, che a luglio –si sa- è particolarmente potente….

Per restare laicamente nell’animo evocato da questi eventi si incontrano a Treia, nella sede del Circolo, i ricercatori e si confrontano sulla loro comprensione dello Spirito, come avveniva nei monasteri Zen in cui vigeva la consuetudine per cui poteva essere accolto solo chi era in grado di superare una prova….

Nei tarocchi a questa stagione è dedicato l’arcano lunare. La Luna è una delle carte più misteriose e suggestive. In essa si vede l’aspirazione umana di collegare le cose che stanno in alto con le cose terrene, mediante una comprensione simultanea. L’intuizione del Cancro.

“Consegnamo il mondo in uno stato dignitoso alle generazioni future” (K. Ludwing Schibel)

Paolo D’Arpini

Appuntamento: Ore 19.00 – Al Circolo Vegetariano VV.TT. in Via delle Sacchette 15/a – Treia. Discesa alla fonte sorgiva di Porta Mentana, aspersione nelle fresche acque e raccolta del sacro liquido. Al ritorno condivisione di esperienze, dialogo, poesie, canti sacri. Segue condivisione del cibo vegetariano da ognuno portato.

Prenotazioni: 0733/216293 – circolo.vegetariano@libero.it

sabato 14 maggio 2011

Troglotribe di Serrapetrona esprime alcune obiezioni e critiche antispeciste, con risposta



Nella foto soprastante una visione d'insieme della sala consigliare del Comune di Treia, nel corso della Tavola Rotonda su "Cure naturali, agricoltura biologica, alimentazione bioregionale, spiritualità ed arte della natura" a cui hanno partecipato anche i Troglotribe con un loro banchetto informativo.


Lettera ricevuta:

Carissimi e carissime,

sabato 7 e domenica 8 maggio 2011 abbiamo partecipato con un banchetto informativo (come sempre su vegan e antispecismo) alla festa dei precursori a Treia. Per quanto si trattasse di un circolo vegetariano è stato piuttosto difficoltoso introdurre gli argomenti basilari di chi ritiene gli animali esseri senzienti con il sacrosanto diritto a non essere rinchiusi ed uccisi. Siamo comunque riusciti a distribuire diverse veganzette, libri, volantini ed opuscoli. Un grandissimo ringraziamento va a Gianluca Mariotti che, con infinita pazienza e competenza, ha introdotto le tematiche dell’antispecismo di fronte ad una piccola platea che preferiva “voltarsi dall’altra parte”.

E’ stata comunque un’esperienza utile perché abbiamo potuto toccare con mano come il concetto di tolleranza e di rispetto per le idee altrui venga ribaltato e usato in maniera distorta e scorretta proprio da chi, candidamente, compie il più plateale e spietato gesto di intolleranza: quello di togliere la libertà, la maternità, la dignità e la vita ad una persona non umana.

In queste occasioni, anche se difficilmente si viene ascoltati, anche se spesso si ha a che fare con persone che hanno perso la facoltà di guardare oltre la loro specie, è sempre bene mantenere ben saldo il significato delle parole. E’ sempre bene ricordare che chi rispetta una persona (umana o non umana) vuole il suo bene, desidera che concluda il suo ciclo biologico in pace (ovviamente senza essere ucciso e mangiato), che chi è tollerante non può imprigionare un altro individuo, che chi, comunque, ritiene lecito e legittimo fare tutto ciò non può condividere i fini di un circolo vegetariano degno di questo nome.

Vogliamo anche ricordare che questi concetti, a volte, vengono espressi in maniera animosa (ma in ogni caso pacifica e rispettosa) proprio perché vengono dall’anima e testimoniano l’urgenza di una situazione insostenibile.
Esperienza utile, quindi, anche perché ci ha dato ispirazione ed energia per mettere a fuoco aspetti che generalmente passano inosservati. Ne parleremo ancora, ne scriveremo ancora di più sui giornali, le riviste e i siti che ci danno spazio.
In linea di massima riteniamo utile e importante continuare ad essere presenti, a proporre nuove iniziative e a dare informazioni perché è l’unico modo per dare voce a chi continua ad essere imprigionato e ucciso negli allevamenti, nei circhi, nei laboratori, nelle fattorie e in tutti i luoghi dove la violenza e la spietata intolleranza umana continuano a colpire nel silenzio e nella complicità generale.

Saluti antispecisti!!! - troglotribe@libero.it


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Mia risposta:

Ringrazio Fabio e Lella di Troglotribe di Serrapetrona per la partecipazione ai primi due giorni della Festa dei Precursori, che aveva lo scopo di illustrare le molteplici finalità del Circolo vegetariano VV.TT. che si presenta alla comunità di Treia.

Stante il complesso ordine degli interventi previsti durante gli incontri del 7 e dell'8 maggio forse non è stato possibile approfondire quegli argomenti che particolarmente stanno a cuore a Fabio e Lella.. d'altronde nel momento in cui, durante la condivisione, la parola è passata a loro non mi pare che essi abbiano sollevato i temi che sono poi stati esposti nella lettera soprastante.

Evidentemente Fabio e Lella non sono abituati a partecipare ad incontri in cui si esprimano pareri variegati, pur appartenenti alla comune matrice vegetariana, ecologista e spiritualista... Per quanto riguarda il menzionato intervento di Gianluca Mariotti, in verità il suo "accorato" discorso si è svolto in modo informale con un gruppetto di ospiti che stazionavano all'esterno del Circolo, non so quindi quali tematiche siano state toccate e quali i motivi del contenzioso. Poi quando gli astanti sono stati chiamati tutti all'interno per iniziare l'incontro
ufficiale, ho sentito che il Mariotti salutava ad alta voce i presenti, con la frase "viva l'antispecismo" e se ne andava via, forse per suoi motivi personali, non so. Ma non sono perse le speranze di un recupero emozionale e le porte del Circolo restano aperte all'esperienza vegana ed antispecista, che tra l'altro io
personalmente porto avanti dal 1973 anno in cui divenni vegetariano...

Da allora ne è stata fatta di strada...

Potete leggere, se volete approfondire la conoscenza di un percorso,
alcuni articoli sul veganismo presenti nel sito del Circolo:
http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=veganismo

Cordiali saluti a tutti, Paolo D'Arpini


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Commenti aggiunti:

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Caro Paolo, il mio saluto "ad alta voce" era un saluto affettuoso per le persone che con me avevano partecipato alla piacevole conversazione che abbiamo avuto fuori dal Circolo e in particolar modo al ragazzo inglese (Upahar Anand ndr) che è stato davvero un ottimo interlocutore. Sono andato via per miei motivi personali, ma anche perché interessato al vegetarianesimo e alle tematiche legate, ma sono totalmente indifferente alla spiritualità essendo ateo razionalista. Ti ringrazio per l'ospitalità e sicuramente non mancherà occasione per reincontrarsi.

Gianluca

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Caro Paolo, Lella e Fabio, mi è arrivata questa comunicazione un po' strana, a leggerla superficialmente sembra una critica al circolo vegetariano, inaspettata... Non ero all'incontro e quindi dato che l'argomento mi tocca molto mando comunque la mia riflessione/contributo... A leggerla meglio sembra la solita storia che capita sempre anche a me quando parlo dei diritti degli animali e ormai lo dico anche chiaramente, allevatori biologici o come volete, chi alleva un animale per mangiarselo commette un crimine, gli toglie la libertà (per gli umani rendere qualcuno in schiavitù è punito dalla legge, peggio poi se lo uccide...) e anche chi prende per esempio le uova a un animale, comunque commette un furto... Conoscete tutti la favola del re nudo, ecco questo secondo me è dire come stanno chiaramente le cose e se si vuole andare veramente verso una società ecologicamente consapevole (io la chiamo l'Era Ecozoica) non si può fare a meno di vederla così... Questo è anche il motivo per cui cerco di non partecipare più ad incontri dove sembra che siamo tutti d'accordo ma poi guai a dire certe cose... Concordo quindi con Fabio e Lella quando dicono che la situazione è insostenibile e capisco anche il loro sconcerto... Un saluto, Stefano Panzarasa

giovedì 28 aprile 2011

Treia - La Festa dei Precursori del Circolo Vegetariano VV.TT. - Programma definitivo




Comunicato Stampa 1

Introduzione alla 27a edizione della Festa dei Precursori – Treia, dal 7 al 15 maggio 2011



“Il futuro non ha bisogno di rivoluzioni.. il futuro ha bisogno di un nuovo esperimento!” (Osho)



Allorché, nella primavera del 1984, decisi di fondare il circolo vegetariano VV.TT. lo feci nella piena consapevolezza che lo scopo della nuova associazione sarebbe stato quello di andare contro… Eravamo un manipolo di ribelli quel giorno davanti al notaio Giuseppe Togandi nel suo studio di Orte e mentre compivamo il nostro dovere giurando fedeltà alle finalità del sodalizio stavamo anche andando contro tutte le norme consolidate di ogni vecchio sodalizio, affermando (tra l’altro): “Lo scopo dell’associazione è quello di istituire e promuovere in tutti gli spazi ritenuti opportuni pratiche per lo sviluppo spirituale e meditazioni collettive, sperimentazioni di sopravvivenza in luoghi selvaggi e seminari sull’uso armonico delle riserve della natura, organizzare e promuovere la ricerca di cure naturali per la mente e per il corpo, dimostrare e divulgare l’importanza di un’esistenza armonica e piena d’amore…”. Insomma stavano fondando una “spiritualità laica” facendo finta di niente…



Il fatto è che per mettere in pratica queste finalità associative -necessariamente- dovevamo andar contro le regole e le consuetudini della società in cui viviamo.. Insomma ci siamo presi la briga di cambiare il mondo, ribellandoci alle norme restrittive e meschine della cultura corrente. Ecco perché dal 1984 celebriamo La Festa dei Precursori, ogni anno, per ricordarci quello scopo prefisso e proseguire indefessi nella meta di rompere il ghiaccio verso nuove frontiere dell’intelligenza umana.



Alcuni nostri detrattori dicono che siamo sessantottini non pentiti, oppure che siamo inveterati illusi, poiché il nostro voler cambiare il mondo si risolve in un nulla… Sarà così… ma almeno stiamo cercando di farlo cominciando dal cambiare noi stessi, decidendo per noi stessi quei comportamenti necessari a creare una nuova civiltà umana. Ed allora ci definiamo “ribelli” e non “rivoluzionari” poiché, come disse Osho, il rivoluzionario appartiene ad una sfera terrena mentre il ribelle e la sua ribellione sono sacri. Il rivoluzionario sente il bisogno di rivolgersi alla folla, muovendosi in ambiti politici e di governo, insomma ha bisogno di “potere”. Ed il potere sempre corrompe (lo sappiamo bene) ed i rivoluzionari che lo hanno assunto ne sono stati corrotti. Il potere ha cambiato la loro mente mentre la società è rimasta la stessa, solo i nomi sono cambiati.



Per questo il mondo ha bisogno di precursori ribelli e questo è un momento in cui se non vi saranno parecchi spiriti ribelli i nostri giorni sulla terra, come specie umana, sono contati… Stiamo scavando la nostra tomba e siamo molto vicino al punto di non ritorno…



Dobbiamo cambiare il nostro modo di vedere e di agire, creare più energia meditativa, sviluppare più amore ed armonia. Per farlo dobbiamo distruggere il vecchio, la sua bruttura, le sue putride ideologie, le sue stupide emarginazioni, le superstizioni idiote e creare un nuovo essere umano dagli occhi limpidi.



Una discontinuità con il passato, ecco il significato della ribellione, continuando a percorrere coraggiosamente nuovi sentieri con spirito di sacrificio e discriminazione. Insomma andiamo avanti a fare i rompighiaccio, senza occupare alcun luogo, senza perseguire alcun potere, semplicemente sperimentando la nostra crescita in tutti i particolari del vivibile….



Ora il tempo è maturo, negli anni a venire o l’uomo scomparirà o sulla terra farà la sua comparsa un nuovo essere umano con una visione diversa e quell’essere umano è un precursore.



Paolo D’Arpini

http://www.google.com/search?client=gmail&rls=gm&q=festa%20dei%20precursori


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Treia (Macerata) – Programma della 27a edizione della Festa dei Precursori del Circolo Vegetariano VV.TT. – Dal 7 al 15 maggio 2011:



7 maggio 2011:

Ore 16.00, presso Sala Consigliare del Comune di Treia– Tavola rotonda: “Cure naturali, agricoltura biologica, alimentazione bioregionale e spiritualità ed arte della natura”, compresa la presentazione di libri e riviste in tema.

Proiezioni in continuo di immagini sull’agricoltura contadina di Nazareno Crispiani

Benvenuto del Sindaco Luigi Santalucia e del Presidente della Proloco Francesco Pucciarelli

Saluto del Presidente Accademia Georgica, prof. Carlo Pongetti

Avv. Vittorio Marinelli, pres. European Consumers

Prof. Benito Castorina, docente Economia Agraria

Dr.ssa Milena Auretta Rosso, iridologa e naturopata

Signora Lucilla Pavoni, scrittrice

Avv. Gianfranco Paris, direttore di Mondo Sabino

Dr. Giorgio Vitali, chimico farmaceutico

Dr. Ciro Aurigemma, psicologo e referente A.V.I.

Dr.ssa Caterina Regazzi, medico veterinario

Moderatore: Paolo D’Arpini





8 maggio 2011:

Ore 10.30 – Appuntamento nella nuova sede del Circolo in Via delle Sacchette 15/a (vicino Porta Montana) con l’erborista Sonia Baldoni, di Vivere con Gioia, per una escursione alla ricerca di petali di rosa ed erbe officinali e commestibili

Ore 13.30 – Ritorno nella sede e condivisione del cibo vegetariano da ognuno portato.

Ore 15.00 – Preparazione di fiori di Bach e tisana con le erbe raccolte.

Ore 16.00 – Inaugurazione della mostra d’arte in tema.

Declamazioni poetiche di Felice Rosario Colaci.

Ore 17.00 – Intervento sulla convivialità casalinga a cura di Antonio D’Andrea, fondatore del Movimento Uomini Casalinghi. Condivisione di esperienze ed esempi pratici di casalinghitudine. Intervento per l’antispecismo ed il veganismo a cura di Troglotribe (Fabio e Lella), con presentazione di editoria fantasiosa.



Artisti che partecipano alla mostra: Domenico Fratini, Daniela Spurio, Orietta Duca, Renata Bevilacqua, Alessandro De Vivo – La mostra sarà aperta sino al 15 maggio 2011 ogni giorno dalle 16.00 alle 18.00





15 maggio 2011:

Ore 17.00 – Nella sede di Via Sacchette, 15/a – Svernissage e condivisione delle esperienze vissute a cerchio. Annuncio delle prossime manifestazioni e raccolta di testi, foto, disegni e quant’altro per la pubblicazione sulla rivista Vivere con Cura.

Esperimento di pittura creativa e meditativa (ad occhi chiusi) con Francesca Salvucci ed accompagnamento di campana tibetana a cura di Xochipilly di Tolentino.

Esperimento di meditazione tetrahealing a cura di Anna Rossini e meditazione dinamica a cura di Francesco Augello.



La presente edizione della Festa dei Precursori si svolge con il patrocinio morale del Comune e dell’Accademia Georgica di Treia e della locale Proloco.



Info: circolo.vegetariano@libero.it

Tel. 0733/216293 - 333.6023090