Visualizzazione post con etichetta sovranità monetaria. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sovranità monetaria. Mostra tutti i post

giovedì 21 giugno 2012

Paghiamo il 5% di interessi sul valore nominale sulla cartamoneta emessa al posto dello stato dalle banche private (BCE e Bankitalia)

Dopo il carnevale - Dipinto di Franco Farina

Ci sono due modi per conquistare e schiavizzare una nazione. Uno è con le spade, l’altro è con il debito” John Adams, 2° Presidente Usa. Partiamo da questa frase per vedere per un attimo il mondo con un altra prospettiva Siamo dentro la terza (o quarta se ci mettiamo dentroquella fredda ) mondiale in atto e non ce n’è accorgiamo. Ci aspettavamo una guerra alla vecchia maniera, ecco perché non riusciamo a vederla.

Infatti oggi la spada non viene più usata in maniera plateale e planetaria, ma su singole sovranità che ancora resistono al potere mondiale. Per sottomettere un popolo ci sono diversi modi ma certamente il più raffinato e quello di indebitarlo. Un popolo indebitato, automaticamente è un popolo insicuro, depresso e demoralizzato e finisce per fare il servo. La guerra in atto non è comprensibile perché viene combattuta con armi a noi sconosciute (per la grande maggioranza). Questa guerra, per noi italiani, passa per tante tappe, la prima fatalmente, almeno dall’ultima guerra, è la “liberazione dell’Italia da parte degli alleati” e la prima domanda è la seguente: quanto ci sta costando questa liberazione? Quanti conoscono i vincoli del “trattato di pace”?

Purtroppo ancora stiamo pagando il conto e questo conto è sempre più salato. Sarà il caso di “liberarsi dei liberatori”. Non è diventata troppo pesante questa libertà per essere ancora chiamata libertà? Pian piano con diverse tappe ne ricordiamo solo quattro: 1981/82 divorzio di Bankitalia dal Ministero del tesoro, 1992 completamento della privatizzazione di Bankitalia, 2000 abolizione della abolizione del Glass-Steagall, 2001/2 entrata nella moneta strozzina dell’Euro attraverso i trattati, siamo diventati completamente schiavi, e se non fermiamo il treno con il pareggio di bilancio e il MES sarà un sacrificio umano continuo (tra suicidi e morti per povertà e mala sanità).

Una volta prima si dava mangiare ai figli poi si pensava a tutto il resto, oggi prima si deve riconoscere l’usura al banchiere, poi viene tutto il resto. Ogni cosa che si faccia in Europa, il 5% va al banchiere (e senza contare il resto sui crediti bancari delle commerciali). Ogni bicchiere d’acqua che si beve, ogni malato che si guarisce, o muore, ogni strada che viene fatta (se viene fatta) ogni caffè che si beve, ogni cosa che usi l’euro, paghiamo il 5% al banchiere senza arte ne parte (dalle mie parti si chiama pizzo). Se non è uno stato di schiavitù non so come altro definirlo.

Il pareggio di bilancio poi di fatto sarà l’ennesima dimostrazione, di schiavitù, in cui una regola economia (tra l’altro impostaci dai signori tedeschi) sopprime ogni necessità umana, si antepone il tecnicismo all’umanesimo. Una follia di questo sistema economico, ma sopratutto monetario, che ci hanno imposto. Il sistema monetario va riformato urgentemente prima che succeda il peggio. Il problema è che il banchiere non è disposto ad accettare una riforma che gli toglie il potere (e che potere), quindi preferisce la guerra che resetta gli stati, brucia i libri contabili, elimina un po’ di poveri (inutili), e sopratutto crea nuove condizione di ripresa e ricostruzione.

Se l’uomo è immagine di Dio, ci sarebbero diverse considerazioni da fare ma sorvoliamo. Poiché il sistema è saltato, la FED praticamente oramai stampa illimitatamente, contro un Euro che invece ancora vuole perseguire una politica antiflattiva, ma che porterà a scenari catastrofici (distruzione dello stato sociale, aumento della povertà, perdita della produzione, perdita di lavoro, perdita della cultura, perdita di ricchezza, perdita di industrie ecc). “Non si può morire di euro”. Quante bugie sono state dette (Prodi e company) ai popoli che hanno recepito l’euro. Il problema è sempre lo stesso l’ignoranza totale della popolazione, sull’emissione monetaria.

In una ipotetica riforma monetaria non basta che lo stato si riappropri della sovranità monetaria, sono necessarie altre attività che ne difendano tale diritto. La sovranità monetaria è strettamente correlata all’autodeterminazione dei popoli, una popolo senza sovranità monetaria è costretto a mendicare ed umiliarsi. Quindi se non si vuole perdere tempo e soprattutto no si vuole prendere i i giro il popolo contemporaneamente è necessario cambiare la costituzione aggiungendo il quarto potere “non delegabile” (appunto quello dell’emissione monetaria), con un ulteriore articolo di protezione, che suoni più o meno cosi: “Chiunque modifichi questo articolo è da considerarsi traditore della patria e va arrestato immediatamente”.

Non basta ancora è necessaria una campagna di istruzione in tutte le scuole di ogni ordine e grado e specializzazione, sulla tecnica di emissione monetaria si badi bene non di economia ma di “tecnica di emissione monetaria” ossia come nasce il denaro come si crea, non come si usa ma come viene emesso. Tale materia dovrebbe essere obbligatoria in tutte le scuole. Completano una campagna di informazione attraverso i media a tutti gli altri. Il diritto deve essere anche sorretto da una consapevolezza popolare, spesso infatti si hanno delle leggi ingiuste proprio perché non sono sorrette da una conoscenza e da una comprensione del popolo.

Anche Silvio Berlusconi comincia a parlare di moneta sovrana, ma sta pian piano testando il consenso popolare, oltre che interferenze varie, non dimentichiamo che anche lui se pur piccolo è un banchiere. Conosce perfettamente la dinamica della moneta debito, e certamente lo si può accusare di non essersi accorto prima dello scempio dell’euro, ma come si sa in politica è sempre tutto un gioco di compromessi. Ora la butades di Berlusconi sulla “moneta sovrana” è da interpretarsi in varie maniere, certamente vista la crisi come argomento è un buon cavallo di battaglia. Lo stesso Tremonti più di una volta ha fatto delle esternazioni in cui se vogliamo preparava il terreno, ma la massa popolare, per intenderci quella che non ragiona ma aspetta sempre che qualcuno ragiona per lei, potrebbe seguirlo in questa nuova avventura, non certo come prima, e comunque con molti dubbi dopo quasi oltre quindi anni di governo. La situazione internazionale peggiora di giorno in giorno qualcuno vedendo il sistema monetario (a debito) agli sgoccioli (come e peggio del 1929) sta spingendo verso la soluzione più vecchia che si conosca, la guerra.

Non è bastato la distruzione dell’Irak e della Libia (stati sovrani) adesso vogliono distruggere anche la Siria, si spera solo che la Russia non faccia lo stesso errore che ha fatto con la Libia e ponga il suo veto. C’è già una nuova guerra fredda dove si tanno misurando le forze, gli equilibri, le alleanze (Cina, India, Brasile) e speriamo bene.

Il voto in Grecia è francamente incomprensibile, si sono praticamente dati l’eutanasia, ma del resto i padroni del mondo attraverso i media e i polarizzatori di consenso sono abili plagiatori delle masse, sempre che non ci siano stati brogli, non ci è dato sapere, questa condizione, quindi, non fa altro che allungare di poco il tempo di strozzinaggio ed incameramento di beni da parte “loro” attraverso le svendite dei beni pubblici degli stati più deboli tra cui l’Italia.

Un ultima nota sulle guerre democratiche dei padroni del mondo; Ron Paul un parlamentare americano ha fatto presente nel suo discorso il 19 giugno scorso che gli usa da troppo tempo (1950) attaccano stati “sovrani” con le più svariate scuse senza il consenso del congresso americano il che è tutto dire per un paese che esporta democrazia.

Giuseppe Turrisi

martedì 6 dicembre 2011

“Il meglio è nemico del bene”.. Lettera raccomandata al signor Mario Monti



Lettera Raccomandata al signor Mario Monti

….stamattina presto, alle 5, l’ora in cui se ne va la Tigre ed entra la Lepre, mi è venuto il dubbio che forse sono stato troppo crudele con il professor Mario Monti. Che forse ho esagerato nel criticarlo e che in fondo anch’egli è un essere umano che persegue la perfezione…

Anzi è proprio lì il suo errore, nel perseguire la “formale” perfezione esteriore, nel credere, agendo di conseguenza, che salvare la faccia di fronte all’Europa, anzi salvare la faccia di fronte alle banche, porterà vantaggio all’Italia… Ma è ovvio che questo è un atteggiamento sbagliato, dal punto di vista umano e morale… è come se volessimo fare bella figura con lo strozzino, o con il mafioso che ci chiede il pizzo, pagando regolarmente le tangenti… magari stringendo la cinghia…

Quel tipo di perfezione cercata dal professor Monti è la perfezione del ragioniere che è soddisfatto se i conti tornano senza chiedersi se quei conti hanno vera utilità per la vita, per la crescita della vita… E crescere sicuramente è possibile… -come ricordavo ieri alla giovane Roberta Calce- ma senza foga, senza voler dimostrare che stiamo crescendo… Pensate un po’ a quando eravamo bambini a volte sentivamo l’impellenza di sentirci grandi, per farci rispettare dagli adulti che invece ci trattavano da bimbetti…

Che tragedia umana questa del comportamento differenziato verso i giovani e gli anziani, come se si fosse umani solo nell’età di mezzo…

Comunque poteva succedere che temessimo di non riuscire a diventare grandi.. chissà quando sarebbe avvenuto… ed aspettavamo quel momento sforzandoci di “diventar grandi”. Ma come si può crescere con lo sforzo? Bisogna lasciare che la natura segua il suo corso e mantenere in noi stessi la fiducia che qualsiasi sia la nostra situazione essa corrisponde alle nostre esigenze.. un bel giorno, osservandoci senza pretese, ci ritroviamo “perfettamente cresciuti” e perfetti.

Se la perfezione non fosse intrinseca nella nostra vita come potrebbe esserci nella vita universale, in Dio? La perfezione è la nostra vera natura ma non siamo in grado di riconoscerla e ci logoriamo tremendamente per raggiungerla.

Ricordo un proverbio che mi citavano i vecchi contadini di Calcata: “il meglio è nemico del bene”… Ed è proprio così, arrabattandoci e cercando di migliorare non riusciamo a percepire il bene che già c’è in noi… Ed in fondo cosa significa essere perfetti? Semplicemente essere quel che si è senza remore né rimpianti, senza cercare l’approvazione di qualcuno, perché se siamo quel che siamo evidentemente ci compete.. Da ciò nasce spontaneità e naturalezza… Purtroppo quel che ci manca è la fiducia… e da questa carenza sorge il desiderio e la paura e in tal modo si aziona quel meccanismo “diabolico” che ci fa commettere un errore dopo l’altro… e più sbagliamo e più commettiamo errori, cercando di rimediare.. con altri errori, altre paure ed altri desideri.. Ed intanto la società umana va a rotoli, perché non può funzionare come un meccanismo, non è fatta di semplici ingranaggi e di numeri…

Vorrei tanto dire a Mario Monti: Fermati…! Accettati e vedi se, dopo che hai iniziato a volerti bene ed a voler bene agli italiani, c’è ancora qualcosa da cambiare in te e nella nazione. Vedrai che troverai la perfezione nella semplicità, … e scoprirai il significato della santità .. (nel senso antico di santità, che vuol dire “interezza”), senza bisogno di andare ad implorarla da un papa, senza bisogno di sentirti approvato da un potere “altro”… L’Italia potrà uscire dall’Euro? L’Italia potrà recuperare la sovranità monetaria lasciando da parte le banche? L’Italia potrà ritrovare la dignità di vivere delle proprie risorse reali?
E perché no…?

Paolo D’Arpini


giovedì 10 novembre 2011

Appello a Silvio Berlusconi: “Prima di andare in pensione, fai qualcosa di bello, rivela al popolo italiano la verità sul signoraggio bancario..."

“Muoia Sansone con tutti i filistei…” (Saul Arpino)

Di professione faccio il “pensionato” ho quindi parecchio tempo a disposizione per occuparmi degli argomenti che più mi stanno a cuore: la spiritualità laica, l’ecologia profonda e pure l’economia, due termini con il medesimo prefisso (“eco” = ambiente). La prima si interessa allo studio dell’habitat e la seconda all’ordinamento dello stesso.

Inizio a parlare del primo aspetto, quello ecologico, che conosco per esperienza diretta essendo vissuto per lunghissimi anni in un contesto semi-naturale, a contatto diretto con la natura e con gli animali.
E proprio osservando gli animali ho potuto constatare come spontaneamente essi soddisfano le loro esigenze primarie, come mangiano, come organizzano le loro comunità, come risparmiano sapientemente le risorse disponibili, in sintesi come essi siano in grado di sopravvivere mantenendo integra la capacità rigeneratrice delle risorse necessarie alla vita, in modo che possano fornire alimento per se stessi e per la loro progenie. Ed ho visto come negli animali tutta la loro espansione o regressione viene regolata in funzione di ciò.

Ricordo le osservazioni compiute nei confronti di varie specie, sia addomesticate che selvatiche.. e dove non sono potuto arrivare con la conoscenza diretta mi sono avvalso di ricerche di bravi etologi e naturalisti. Ho notato in tal modo che esiste un sistema integrato di relazioni nel vivente, vi sono interconnessioni a tutti i livelli, dall’inorganico all’organico. I rapporti fra le varie specie sono sempre in armonia, seguendo una complessa catena alimentare, tali rapporti sono utili al mantenimento dell’habitat e della sua vivibilità. Certo, la preservazione della vivibilità richiede di tanto in tanto un aggiustamento, in modo tale che l’ambiente e le diverse specie possano sostenersi vicendevolmente senza ledere al tessuto generale della vita.

La situazione nella società umana è diversa, almeno per quel che riguarda il suo ordinamento. E qui inizio a parlare di economia. Poiché l’astrazione dal contesto vitale e soprattutto per le differenti considerazioni sull’uso e sulla conservazione delle risorse. L’approccio umano al mantenimento della vita è secondario al meccanismo economico. Questo è iniziato sin dalla fine del neolitico, con l’affermarsi dell’agricoltura, dell’artigianato e di tutte le arti e scienze tecnologiche.. ma la spinta maggiore verso l’astrazione è subentrata con l’industrializzazione massiccia degli ultimi secoli e -recentemente. con il ”consumismo”.

In seguito a ciò l’economia è divenuta sempre più funzionale all’asservimento (in primis) dell’uomo al sistema e conseguentemente anche delle altre specie e delle altre forme di vita. Questo approccio è stato incrementato anche dalla “necessità” di promuovere una società in cui economia e crescita divenissero sinonimi. La spinta in avanti, il fertilizzante “chimico” per continuare a crescere è sostanzialmente la spinta a soddisfare esigenze prevedibili ed imprevedibili future, attraverso una produzione di beni innecessari e l’accumulo degli stessi, nonché attraverso una ragione emozionale tesa a soddisfare tali esigenze di “accrescimento” con foga e tensione.

Da qui l’immagine della costrizione psicologica a produrre e guadagnare, non per le esigenze reali ma per “pagare” (figurativamente) un debito. Infatti quando si sente di dover pagare un debito la mente è protesa in avanti e spinge ad operare “forsennatamente”. Forse è per questa ragione che nell’economia è nata la tendenza alla rateizzazione, alla formazione di debiti ed alla proiezione verso un ipotetico benessere “futuro” dimenticando però il presente.

Ciò avviene “all’esterno” con la continua costruzione di nuovi inutili aggeggi, di case in sovrappiù, di trasformazione degli elementi e consumo forsennato di prodotti usa e getta, coinvolgendo in questo processo ogni altra specie e risorsa. Ed “all’interno” con l’alienazione ulteriore dell’uomo dall’insieme ed una strutturazione vieppiù “regolata” e contorta della società, con sempre nuove leggi, norme di comportamento, manipolazione e repressione degli stimoli naturali, organizzazione del lavoro in senso utilitaristico, etc. Tutto questo sistema organizzativo sociale ha trovato un codice ed una attuazione ottimale per mezzo del sistema economico definito “moneta debito”.

Mentre sino a due secoli fa’ si manteneva in piedi l’economia per mezzo di una “moneta” di valore riconosciuto e garantito dalla solvibilità e traducibilità della stessa, in forma convenzionale di oro e argento, od in beni reali. Oggi siamo passati al sistema di una “carta moneta” dal valore nominale emessa non più dagli stati ma da banche private. Tale “carta moneta” viene prestata (da qui moneta debito) allo Stato e viene ripagata in forma di Debito Pubblico.

A questo punto avrete compreso che quando tale sistema economico e monetario viene accettato dall’intera comunità umana comporta che coloro che sono in grado di controllarlo e gestirlo in realtà controllano e gestiscono il potere sul mondo.

Ed quel che sta avvenendo a partire dalla fine del secolo scorso. Il giro di boa è stato prima gli accordi di Bretton Wood e poi l’inconvertibilità delle banconote in oro.
In tal modo le banche, cosiddette nazionali, possono stampare “carta moneta” senza copertura alcuna ed allo stesso tempo ricattando gli stati con un debito posto sul loro groppone. I grandi gruppi finanziari, le grandi banche, le multinazionali, detengono oggi la quasi totalità della ricchezza mondiale mentre le nazioni, democratiche e non, sono libere solo apparentemente…

Siamo tutti “in ostaggio” di un potere economico che non teme rivali.. e pertanto i cittadini, gli esseri umani nella loro globalità, sono esattamente come i polli in batteria.. vengono nutriti quel che serve per produrre uova, nelle loro gabbiette (a norma di legge) per essere poi gettati negli inceneritori una volta ottemperata e conclusa la loro funzione. E’ evidente che in questo modo, anche le persone più “abbienti”, e qui penso anche a Silvio Berlusconi, sono come polli leggermente più fortunati degli altri, che possono disporre di una gabbia più ampia e di cibo più abbondante.. ma nulla di più.. Per loro non c’è libertà né felicità né naturalezza di comportamento.

Ed andiamo avanti con le dolenti note…

Già da alcuni anni mi sto occupando dei temi predetti e di come poter risolvere il problema di questa nostra società. Per quel che riguarda l’aspetto ambientale e spirituale -come sopra detto- mi sono indirizzato verso l’ecologia profonda e la spiritualità laica e per quanto riguarda l’aspetto sociale ed “economico” ho partecipato a gruppi di sperimentazione e discussione su possibili metodi alternativi al lavoro industriale stile lager ed alla “moneta debito”.

Così io stesso ho tentato in vari modi cambiare il sistema, partendo da me stesso, ed ho pubblicato diversi articoli sulle mie esperienze.

Recentemente, avendo letto un articolo in cui si denuncia la responsabilità, da parte dello stato, della cessione del signoraggio monetario alle banche private (pubblicato qui: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2011/11/08/sovranita-monetaria-ceduta-alle-banche-e-truffa-del-debito-pubblico-svelate-con-parole-semplici/) ecco che (data la complessità dell’argomento) -nel tentativo di comprendere i meccanismi del funzionamento economico e soprattutto di come è avvenuto che le nazioni abbiano delegato le banche alla funzione primaria di battere moneta, conseguentemente amplificando la formazione del Debito Pubblico- una persona semplice una sera mi scrisse:

“Caro Paolo D’Arpini… Ho iniziato a leggere l’articolo (summenzionato) ma mi sono fermata dopo poco, scusa, sarà semplice (che non è)… Comunque mi faccio delle domande semplici, queste si e te le faccio a te: va bene, il sistema monetario mondiale é assurdo, ingiusto e inevitabilmente porta ad un accumulo del debito da parte degli stati. Ma se questo sistema vige da (…. dal 1971? non ho capito bene questo), come mai che in questo periodo c’è questa crisi, pure questa mondiale ma che stringe al collo in particolare certi paesi più di altri? In cosa hanno “peccato” questi paesi? E’ perché in Italia, ad esempio, il bilancio fra gli introiti (tasse) e le spese (pubblico) è sempre in deficit e quindi per colmarlo il paese deve chiedere sempre più moneta a debito? Ma se in Europa abbiamo scelto di stare e di starci con la moneta unica, non era il caso di pareggiarsi in quanto alle spese ed alle entrate? In Germania si parla di abbassare le tasse, anche se l’economia tedesca pare sia in difficoltà. Il debito pubblico italiano aumenta sempre, è per questo che si parla sempre del PIL che deve aumentare? Perché così, con le tasse in più che si pagherebbero, si può cercare di coprire il debito?”

Queste sono le domande che la “massaia” -alias Caterina Regazzi- mi ha rivolto ed io ho passato la palla ai “tecnici” per avere risposte concrete su quello che è signoraggio bancario e sul come si forma il “Debito Pubblico”

Ed avendo letto le varie risposte (pubblicate qui: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2011/11/09/come-si-forma-il-debito-pubblico-risposta-non-ce-o-forse-chi-lo-sa-racchiusa-nel-vento-sara/)

Caterina ne ha ricavato questa sintesi:

Sulla base delle domande rivolte ho cercato di sottolineare i punti più chiari e più utili per capire un po’ di più la questione monetaria.

Un punto fondamentale è questo espresso da Giovanni Passali:

“Una vera moneta NON DEVE ESSERE SOLO DEBITO per due motivi fondamentali:

1. è immorale, è un furto nei confronti dell’intera popolazione
costretta ad utilizzare quella moneta dalle leggi sul corso forzoso
(in questo senso è corretto dire che il popolo viene ridotto in
schiavitù); di fatto, la moneta viene sottratta al popolo (allo
stato), e poi “rivenduta” allo stesso, creando un debito che non
dovrebbe esistere;

2. il sistema è inefficiente per definizione, da un punto di vista
matematico e finanziario; il sistema non è sostenibile: riesce ad
andare avanti solo per un certo tempo, gonfiando i debiti del sistema
fino a livelli insostenibili.

Pensare di pareggiare il debito (o soltanto contenerlo) aumentando il Pil è una balla colossale. Non esiste nella storia dell’economia un solo caso serio nel quale un paese abbia contenuto il debito, aumentando il Pil.

Per aumentare il Pil occorre aumentare non solo la produzione, ma anche la quantità di moneta in mano ai consumatori, necessaria per acquistare la maggiore produzione. Ma in un sistema in cui la moneta è solo moneta-debito, una maggiore quantità di moneta farà aumentare il debito del sistema stesso.

Così, il primo vagito di un aumento del Pil è un aumento del debito.
Al contrario di quanto viene detto da tutti i commentatori sui media.

Anche Casimiro Corsi dice: una nazione più produce beni e servizi e più si indebita questo perché ciò che rende possibile gli scambi fra i cittadini è lo strumento moneta la cui creazione è detenuta in regime di monopolio dalle banche, centrali e commerciali.

Invece Giuseppe Turrisi scrive: finché la produzione tirava (crescita- PIL) la macchina economica dello stato girava e si potevano parzialmente pagare gli interessi che la moneta debito faceva maturare, quando la crescita è scesa allo 0,5 il debito si è fatto più presente (1980 miliardi).

Ancora Turrisi: il fatto che alcuni stati piuttosto che altri sentano la crisi dipende da molti fattori tra cui: la quantità di azioni che si posseggono della BCE, Germania, Francia ed Inghilterra sono i maggiori azionisti, avendo più azioni hanno, più interessi e quindi più guadagni ossia più liquidità e potere di acquisto quindi possono comprarsi i titoli di stato dei paesi più deboli, poi ci sono le mosse speculative che sono un altro danno. Questi paesi (quelli più in crisi) hanno peccato nell’aver delegato alla classe politica ignorante venduta di aderire ai trattati Maastrich e Lisbona a cuor leggero senza il consulto popolare

(ma il consulto popolare a cosa avrebbe portato visto che il popolo italiano, invece di informarsi su queste cose, preferisce guardare il grande fratello?),

di contro il popolo è per natura deresponsabilizzato e non gli va di studiare e conoscere ma solo di guardare il grande fratello

(e quindi sarà meglio che chi cerca di capire, anche con tutte le difficoltà che comporta essere arrivate a 52 anni senza aver masticato niente di economia, finanza, ecc. possa accedere a delle facili informazioni o sul web o con corsi, conferenze, ecc. e non che venga zittito con un “basta che sappia che la moneta deve essere ben amministrata… anche io nel mio piccolo, devo amministrare la mia di moneta, non vorrei più dover andare in banca a dire: faccia lei perché io non ne capisco niente. Mi sono chiesta in questi giorni anche una cosa: come mai nei programmi scolastici, a parte quelli di ragioneria – e non so in che modo- non vengono trattati temi economici? Basterebbero un paio d’ore alla settimana, per tutto il corso delle superiori – qualsiasi ) forse, per essere un po’ più attrezzati…., ma evidentemente é meglio che restiamo ignoranti. I vostri articoli sono tutti molto interessanti e alcuni anche molto chiari e comprensibili, ma, come ha detto giustamente qualcuno, bisognerebbe partire dall’ABC e penso a tante persone del mio ceto e del mio livello scolastico (laurea anche se “solo” in veterinaria), che non sanno niente di queste cose, anche se non vedono il grande fratello. Ho fatto girare alcuni vostri articoli, che mi parevano interessanti ad un certo numero di amici…. sconsolatamente devo dire che non ho avuto neanche un cenno di risposta. Probabilmente questo senso di fretta, impegno continuo e costante e sfinimento generale che aleggiano, non lasciano la voglia e il tempo per informarsi, credendo che forse qualcuno (berlusconi? casini? di pietro? bersani? vendola? ci pensino e provvedano per tutto IL POPOLO? Ma dove? Altra considerazione: questo stato generalizzato di cui accennavo (chi é disoccupato é disoccupato, ma chi lavora lavora più del solito…. sarà anche questo un sistema per tenerci soggiogati? e pur di non perdere il posto… si sta zitti e muti. Insomma mi pare un circolo vizioso: aumenta il debito pubblico, lo stato chiede ai cittadini di fare sacrifici e cioè pagare più tasse, andare in pensione sempre più tardi, non vedersi aumentare lo stipendio, dover lavorare di più – nel pubblico i posti che si rendono vacanti raramente vengono ricoperti, aumento delle varie “gabelle” – accise sulla benzina, tariffe delle utenze, ecc.

La vera alternativa è la moneta di stato, come nel North Dakota: non a caso l’unico stato degli Usa che, senza particolari risorse naturali, non ha debiti.

Passali: ……Se anche, per ipotesi fantastica, tutto il denaro circolante fosse consegnato per pagare il debito, dal giorno dopo dovremmo tornare a indebitarci sulla moneta per far ripartire l’economia (l’alternativa è il baratto, vuol dire la distruzione dell’economia).

Ma appurata questa verità….. facciamo proprio questo: smettiamola con questa faccenda della moneta debito. Lo Stato si mette a stampare la moneta senza più contrarre debito (è questo che sta facendo l’Islanda?)

Le parti in parentesi ovviamente le ha scritte Caterina Regazzi.

Ed in aggiunta, oggi mi scrive Daniela Carcea:

Provo a rispondere alle domande…

Domanda – Ma se questo sistema vige da (…. dal 1971? non ho capito bene questo), come mai che in questo periodo c’è questa crisi, pure questa mondiale ma che stringe al collo in particolare certi paesi più di altri?

Risposta – Dal 1971 si dà il via alla stampa di moneta fiat, non coperta da nessun controvalore e di conseguenza aumenta a dismisura la possibilità per le banche private di fare prestiti in leva a causa della bassa riserva frazionaria, ho 100 in cassa e arrivo a prestare per 1.000, grazie all’accesso a bassi tassi alla liquidità fornito dalle Banche Centrali. Nel 2008 scoppia tutto perché il mondo è pieno di prodotti finanziari creati grazie a questo sistema. Vengono colpiti i Paesi europei perché Usa, Giappone e UK pur avendo organizzato anche loro il sistema con la Banca Centrale detentrice della sovranità monetaria, stampano continuamente moneta per comprare i titoli del debito invenduti alle aste primarie. Negli ultimi anni la Fed è arrivata a detenere quasi 3 miliardi di dollari di titoli a stelle e strisce, grazie anche alle operazioni definite di quantitative easing (facilitazione quantitativa). Lo stesso il Giappone che si è comprato un bel po’ del suo debito e inoltre quello collocato sul mercato e tutto in mano di investitori e banche giapponesi. Lo Statuto europeo invece ha impedito alla BCE di intervenire sul mercato primario per comprare titoli dei Paesi europei, lo ha fatto solo sul mercato secondario e su quantità parecchi limitate. Quindi è stato facile per la speculazione finanziaria guidata da quella anglosassone con la complicità delle agenzie di rating, innescare un attacco pilotato ai debiti sovrani dei Paesi europei e nello specifico a quelli considerati più deboli i Piigs. Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna. Piigs fra cui all’inizio l’Italia non c’era, ma che ora è vi presente in maniera drammatica. la realtà è che i conti pubblici di questi Paesi non sono peggiori di quelli ad esempio di alcuni Stati degli Stati Uniti come California, Arizona o Minnesota. Ma per questi garantisce (per ora) la stampatrice federale.

Domanda – E perché in Italia, ad esempio, il bilancio fra gli introiti (tasse) e le spese (pubblico) è sempre in deficit e quindi per colmarlo il paese deve chiedere sempre più moneta a debito?

Risposta – Per colmare un deficit non si deve necessariamente chiedere moneta a debito, si possono anche tagliare le spese o aumentare le tasse.
L’Italia è in deficit ininterrotto dal 1964, perché il pareggio di bilancio di per se stesso è difficile, nei sistemi consociativi come quello italiano, dove con la spesa pubblica si compra il consenso questa degenerazione favorisce bilanci in negativo.

Domanda – Ma se in Europa abbiamo scelto di stare e di starci con la moneta unica, non era il caso di pareggiarsi in quanto alle spese ed alle entrate?

Risposta – L’Europa ha cercato di darsi delle regole, fra cui quella tendente al pareggio del bilancio, ma lo scoppio della crisi dei subprime e dei derivati ha fatto crollare tutto il sistema finanziario e questa botta poi ha condizionato l’economia, cioè la produzione e il consumo dei Paesi ricchi, pertanto il rapporto debito pubblico/pil di tutti i Paesi è peggiorato. Ed è peggiorato anche perché gli Stati hanno dovuto indebitarsi ulteriormente per salvare le banche colpevoli dello scoppio di questa crisi.

Domanda – In Germania si parla di abbassare le tasse, anche se l’economia tedesca pare sia in difficoltà. Il debito pubblico italiano aumenta sempre, é per questo che si parla sempre del PIL che deve aumentare? Perché così, con le tasse in più che si pagherebbero, si può cercare di coprire il debito?”

Risposta – Si, bisogna crescere per abbassare quel rapporto di cui parlavo prima, che è l’indice dello stato di salute di un Paese più importante.
C’è da dire che la crescita necessaria per poter ripagare questi debiti è una crescita impossibile, per vari motivi e quindi la soluzione dei problemi va cercata da un’altra parte, ad esempio nel default pilotato dei debiti pubblici, la nazionalizzazione per alcuni anni del sistema bancario e il cambio di sistema monetario.

E qui continuo il mio discorso…

Spero, con quanto sinora detto, che questo tema sia stato chiarito una volta per tutte… Sostanzialmente i tecnici, provenienti da varie estrazioni politiche, hanno consigliato “il recupero da parte dello Stato (degli Stati), della facoltà di stamparsi cartamoneta in proprio senza più ricorrere alle banche centrali (private). Insomma restituendo nelle mani della Nazione il diritto di amministrare la propria economia e di battere la propria moneta, chiudendo così il rovinoso capitolo della “moneta debito”.

Voglio concludere con un appello, suggerito da Giuseppe Turrisi, rivolto personalmente a Silvio Berlusconi…..

Il Cavaliere ha annunciato l’intenzione di dimettersi… afferma che vuole far passare alle Camere un decreto legge ad hoc per le norme richieste dalla BCE e dal FMI (ovvero i nostri affamatori) e poi si ritirerà “anche lui, in pensione”?… Non sappiamo ancora se ciò realmente avverrà.. e se si andrà alle elezioni o se come sembra quasi certo, al posto di Berlusconi il presidente della Repubblica Napolitano chiamerà Monti, da lui appena nominato senatore a vita (Mario Monti, gradito a Francia e Germania, è presidente europeo della Commissione Trilaterale, il gruppo di interesse di orientamento neoliberista fondato nel 1973 da David Rockefeller e membro del comitato direttivo del Gruppo Bilderberg, entrambi accusati di essere il vero governo occulto del mondo. Dal 2005 è anche International Advisor per Goldman Sachs, la prima banca mondiale…).

Però…. forse -in extremis- Silvio Berlusconi qualcosa di buono per l’Italia potrebbe farla… con tutte le sue televisioni e tutti i suoi giornali ed i suoi mezzi può far sapere agli italiani la verità sul Signoraggio bancario… e sul debito pubblico e promuovere un referendum per il recupero della “sovranità” nazionale e popolare…

Dico questo perché -purtroppo. Non si può sperare che le opposizioni, Casini, Fini, D’Alema, Bersani e compagni, compiano una mossa simile, avendo già dichiarato che sono “più liberisti” (tradotto: più filo banchieri) del PDL (e tra l’altro sono decisamente filo-Montiani….).

Sursum Corda. Italiani ed abitanti della Terra, forza e coraggio e -come dicevano i nostri padri bergamaschi- “…Alegher, che il bus l’è semper negher…”

Paolo D’Arpini

Presidente del Circolo vegetariano VV.TT.
Referente P.R. Rete Bioregionale Italiana
Portavoce European Consumers Tuscia



"Banche all'opera..."

venerdì 28 gennaio 2011

Bioregionalismo ed economia reale




L'Italia deve recuperare la sovranità monetaria oggi delegata alle banche private!

Ora che i fatti e le macroscopiche bolle debitorie stanno dimostrando la colossale truffa che si annida e si realizza con l'emissione monetaria ad opera delle banke d'emissione private, il solito apparato sta cercando di propinare il correttivo mediante il ritorno all'oro, magistralmente definito dai veneziani "peso el tacon del buso" poiché:

1) E' già stato ampiamente dimostrato che il valore del certificato monetario è di origine convenzionale e quindi non configurabile nella veste di "certificato di deposito o rappresentativo", come si era voluto accreditare con i patti di Breton Woods che ora si cerca di riesumare, mantenendo inalterato le prerogative delle banke d'emissione..

2) Dopo breve tempo si ritornerebbe a denunciare la nuova convenzione, come ha dovuto fare Nixon nell'agosto del 1971, poiché risulta impossibile controllare se l'emissione risulta correttamente proporzionale alle nuove riserve stabilite.
(la stessa Federal Reserve prima della denuncia dei patti di Breton Woods aveva stampato ed emesso Dollari pari a nove volte il controvalore dell'oro che possedeva)

3) Le banke d'emissione continuerebbero ad impadronirsi del signoraggio e quindi a fabbricare il solito debito, proprio quello che attualmente strangola il mondo intero.

4) I soliti faccendieri tentano di ripetere la solita manovra di "lampedusiana" memoria di far sembrare di cambiare tutto per lasciare tutto come prima.

5) Ormai i giochi si sono scoperti: Movisol in campo internazionale, i locali Galloni e Della Luna, i bocconiani di casa nostra & C, continuano a proporre fantasiose soluzioni per cercare di occultare ed allontanare dalla pubblica opinione l'unica soluzione seria capace di affrontare e risolvere definitivamente i disastri del nostro tempo.

6) Lo Stato deve ritornare a battere moneta in proprio e trattenersi, in nome del popolo italiano il signoraggio che sempre si determina in queste circostanze, per realizzare rilancio economico ed occupazionale come abbiamo saputo fare così bene per oltre cento anni. In questo caso il limite all'emissione monetaria, come per tutti gli altri Paesi, deve essere determinato dalla capacità produttiva di ogni singola Nazionale e non dalle brame della cricca delle nove banke.

I grossi economisti che si discostano da questa soluzione monetaria, sono tali poichè foraggiati dal "sistema"

Savino Frigiola

sabato 28 agosto 2010

Economia e bioregionalismo: "Il costo dell'oro ed il truffone, ovvero le speculazioni finanziarie a danno del popolo..."

Questa estate c'è stato l'ennesimo tentativo di manipolazione del prezzo dell'oro da parte dei cosiddetti "poteri forti", che non sono un mito od una banalizzazione concettuale, ma un modo per intendere la simbiosi utilitaristica formatasi nel corso finale della storia dell'umanità (in particolare nell'ultimo secolo), tra Banche centrali (che non sono pubbliche come si pensa comunemente), le più importanti multinazionali ed i principali Governi mondiali. In primis e a conduzione di questi poteri forti c'è la FED (Federal Reserve, la banca centrale (privata) degli Stati Uniti d'America, istituita nel 1913 in netta contrapposizione ai principi contenuti nella Dichiarazione di Indipendenza del 1776, tradendone il dettato costituzionale in materia di denaro)

Per questi giganti finanziari, che ultimamente stanno stampando a iosa denaro di carta (disonesto, perché privo di controvalore, avendo eliminato definitivamente il Gold Standard da un quarantennio), il mercato dell'oro è minuscolo, risibile, in quanto ogni anno l'oro che viene commercializzato è di sole cinquemila tonnellate, che alla valutazione attuale in dollari dell'oncia, corrisponde ad appena duecento miliardi di dollari, un'inezia per loro.

Puntualizzo ancora, per coloro che non avessero letto miei precedenti interventi, che la vera inflazione non è quella che ci propinano ogni giorno, cioè l'aumento dei prezzi al consumo (peraltro rilevata in maniera falsata), ma è la perdita di valore patrimoniale della ricchezza complessiva posseduta dalle famiglie a causa dell'immissione nel mercato di denaro disonesto, fasullo, di carta, privo di controvalore (pare che la FED da sola immetta ogni anno oltre il 20% in più di dollari sul mercato e non occorre essere degli economisti per capire che se ogni anno circola un quinto in più di denaro, il patrimonio che posseggo si svalorizza sempre più, le famiglie sono depauperate progressivamente dei loro risparmi ed investimenti, e prima o poi esploderà un'iperinflazione come quella della Repubblica di Weimar negli anni '20).

Quindi comprimere i prezzi dell'oro per nascondere la vera inflazione è per loro un gioco da ragazzi, soprattutto con gli strumenti finanziari (tecnici) di cui dispongono oggi giorno (coi quali possono svolgere un potente effetto "leva" sui prezzi), e non solo per i mezzi, intesi come immense risorse finanziarie di cui dispongono.

Così questa estate è avvenuto che dopo aver superato i 1050 euro l'oncia, record che deve averli alquanto allarmati (il fatto che l'oro aumentasse di valore soprattutto in euro più che non in dollari, è significativo di come quest'ultimo stia perdendo credibilità), e quindi hanno subito compresso in poche settimane le valutazioni facendole scendere addirittura a 870 euro, un calo repentino di oltre il 15%. In questo modo, esattamente come avviene nelle borse dove i piccoli risparmiatori ed investitori sono talmente stimati da essere definiti "popolo bue", coloro che si sono avvicinati all'oro come bene rifugio ed investimento alternativo (concetto comunque errato) si sono trovati a malpartito, inquieti, timorosi di aver sbagliato o di stare per sbagliare, ripiegando nuovamente verso i titoli di stato, che continuano a raccontar loro essere sicuri e garantiti. Purtroppo la psicologia del gregge è ancora quella dominante nel panorama finanziario, e le pecore continuano a farsi tosare ...

Ebbene nonostante questa manovra forzata, negli ultimi giorni l'oro è tornato sopra i 970 euro e sono convinto che riprenderà i massimi entro settembre, ed andrà oltre.

Significa che sempre più persone si stanno accorgendo del cosiddetto "truffone" come lo chiamano gli economisti della Scuola Economica Austriaca, grazie soprattutto alla rete (Internet) dove si trovano queste informazioni collocate da persone libere e disinteressate come lo sono io, non certo reperibili sui giornali o in tv, condizionati come sono dagli editori ed inserzionisti.

Vi immaginate cosa succederebbe se le persone consapevoli di questa truffa (cioè l'economia di carta pesta, fondata sulla stampa di denaro privo di controvalore) aumentassero in modo esponenziale ed iniziassero a convertire i loro risparmi in oro e argento anziché comprare titoli di stato (altra carta straccia)?

I Governi seguirebbero a ruota la Grecia nel loro fallimento, e l'oro (in monete e lingotti) e l'argento (in grani, monete e lingotti) tornerebbero ad essere gli unici mezzi di pagamento e di scambio validi sul mercato, come è sempre stato nel corso della storia dell'umanità, superata la preistoria. Ed è appunto quello che temono i poteri forti, che già a settembre potrebbero esserci notevoli difficoltà a collocare la carta straccia governativa, cioè i titoli di stato, che pur obbligando le banche a comprarli, potrebbe non essere sufficiente a collocarli tutti. Finché ci si lascia ingannare dal sopracitato "truffone", l'economia e la politica parassitaria trionferanno e proseguiranno ancora a lungo a far danni, la loro complicità liberticida ci spoglierà progressivamente di tutto quanto possediamo, frutto del lavoro e dei sacrifici nostri e dei nostri cari.

Il condizionamento mistificatorio è stato forte e continuato per decenni, molte persone intelligenti e colte si rifiutano di occuparsi di questi problemi, permanendo nell'ignavia e facendo il gioco di chi li ha indotti a questi comportamenti passivi, e continuano a depositare i loro soldi nelle banche, comprare titoli di stato o fondi comuni d'investimento o pensionistici (anche se finora ci hanno rimesso alla grande), e fra qualche tempo si troveranno in situazioni analoghe all'Argentina nel 2001 o in Islanda e Grecia qualche mese fa La soluzione ora la conoscete.
UOMO AVVISATO MEZZO SALVATO!

Calorosi saluti a tutti.
Claudio Martinotti Doria – Cavaliere del Monferrato