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giovedì 17 maggio 2012

Diabete.. con il crudismo guarire è possibile... secondo Marcello Pamio



Secondo l’Associazione Americana per il Diabete (A.D.A.): «Il diabete è una malattia cronico degenerativa incurabile».

Una definizione che non lascia alcun spazio a eventuali dubbi.

D’altronde è cosa risaputa da qualsiasi medico al mondo, che il diabete ufficialmente non si può curare, una volta che si è manifestato, si può conviverne più o meno bene, ma si è schiavi e dipendenti dai farmaci per l’intera vita. Ma è proprio così?

Questo il tema del congresso che ha visto la partecipazione di circa 500 persone, organizzato dalle associazioni culturali «Il Soffio del risveglio» e «Qui e Ora», tenutosi a fine marzo all’Auditorium Vivaldi a San Giuseppe di Cassola (VI).Tra i relatori della serata, oltre a chi scrive, ci sono stati Gennaro Muscari, medico omeopata docente alla Scuola di omeopatia di Verona, Giancarlo Vincenti presidente dell’Associazione «Diabete insieme» di Portogruaro, e infine – vero motivo dell’incontro - quattro persone che sono riuscite a venir fuori dal diabete.

Andiamo per ordine. Dopo la breve proiezione di spezzoni video presi da «Un equilibrio delicato», tratto da «The China Study», lo studio più completo mai realizzato al mondo sull’alimentazione; «Crudo & semplice», l’esperimento unico nel suo genere dove sei persone in 30 giorni di crudismo smettono di usare l’insulina, e infine il «Metodo Gerson». Il mio intervento è stato quello di fornire alcuni dati e informazioni importanti per comprendere l’evoluzione storica della malattia.

Se infatti secondo il Bollettino dell’Accademia di medicina di New York dal 1871 al 1933 «Il tasso di mortalità del diabete a New York è passato da 2,1 per 100 mila abitanti nel 1866 a 29,2 nel 1932», e oggi, ogni 10 secondi una persona muore per cause legate al diabete e due si ammalano, viene da sé che qualcosa di grave deve essere successo negli ultimi settant’anni.
Cosa?Grassi idrogenati.

Nel 1912 vengono commercializzati i cosiddetti «grassi idrogenati».
Questi grassi creati dall’industria, non esistono in natura, quindi non vengono riconosciuti correttamente dall’organismo e creano grossissimi problemi alla salute, provocando disturbi cardiocircolatori, obesità, danni alle membrane cellulari, malattie autoimmuni (diabete); diminuiscono le HDL e aumentano le LDL; aumentano le infiammazioni e interferiscono con l’insulina.

I grassi idrogenati si trovano nelle cosiddette margarine, quindi nella stragrande maggioranza dei prodotti da forno, gelati, cioccolate, dolci, ecc. Pure gli oli vegetali, prodotti a caldo e quelli che vengono fritti, si snaturano completamente diventando tossici per le cellule e quindi per l’organismo umano.Insulino-resistenza.

Le cellule hanno sulla membrana esterna dei recettori specifici per l’insulina: cioè delle speciali serrature che si aprono solamente quando arriva l’insulina, facendo così entrare il glucosio e togliendolo dalla circolazione sanguigna.

Tutti i grassi saturi di derivazione animale (carne, uova, pesce, latte e latticini) e tutti i grassi idrogenati, si depositano nelle membrane esterne delle cellule, provocano la deformazione dei recettori.
Risultato: le cellule diventano sorde all’insulina.

Nonostante il pancreas funzioni correttamente e vi sia insulina in circolazione, le cellule non sono in grado di usare al meglio l’ormone, e quindi si ha iperglicemia (diabete).

Acidosi.
Tutte le proteine di origine animali e tutti gli alimenti raffinati e pastorizzati (cereali, farine, zuccheri, ecc.), dopo il metabolismo rilasciano ceneri acide che hanno come risultato far aumentare l’acidità.
L’acidità, oltre a mettere in allarme l’intero organismo e far scattare i meccanismi di protezione (alcalinizzazione degli acidi), induce alti livelli di cortisolo (l’ormone dello stress) secreto dalle ghiandole surrenali, con lo scopo di contrastare le infiammazioni.
L’aumento di cortisolo da una parte fa aumentare la glicemia, e dall’altro provoca una errata distribuzione del tessuto adiposo nel corpo, soprattutto nella pancia che si sa essere un grasso che partecipa all’insulino-resistenza.

Il cane che si morde la coda!

Caseina.
«La capacità delle proteine del latte vaccino di causare l’insorgenza del diabete di tipo1 è ben documentata»! Questa pesante affermazione è il risultato dello studio pluridecennale sull’alimentazione prima citato («The China Study»).
La spiegazione è abbastanza semplice e logica: se frammenti proteici di caseina finiscono nel sangue, il sistema immunitario interviene subito. Infatti nel «liquido peculiare» - come lo definiva il grande Goethe – non possono esserci sostanze estranee a quelle predisposte dalla Natura.
Siccome la proteina del latte (caseina per l’80-85% circa) è quasi identica alle proteine del pancreas (cellule Beta), il sistema immunitario, in una situazione di tossiemia generalizzata, potrebbe finire per attaccare le cellule del pancreas che producono insulina.

Risultato: diabete infantile di Tipo-1.
Pensiamo a quanti neonati oggi, su consiglio pediatrico, vengono svezzati erroneamente con latte vaccino, fin dai primi giorni e forse capiremo quanto alto è il rischio che sviluppino seri problemi di salute, anche perché è bene ricordare che la mucosa intestinale di un neonato non è ancora completa e quindi è molto più permeabile di un adulto.Molto interessante l’intervento del dottor Gennaro Muscari.

Il dottor Muscari, che pratica omeopatia da più di trent’anni e si occupa di alimentazione naturale da prima ancora della laurea, ha spiegato come nelle università di medicina si studia prima che il diabete è una malattia incurabile e poi che l’insulina presa dal diabetico, dopo un certo periodo di tempo (da qualche mese a qualche anno al massimo), il pancreas si ipotrofizza, cioè produce sempre meno insulina, fino ad arrivare ll’atrofia completa.

Nel diabete di Tipo-1 questo avviene velocemente.Non pensava assolutamente che dopo 12 anni o addirittura 16 anni di insulina chimica si potesse far tornare a far produrre insulina dal pancreas in maniera naturale. Nessun medico lo pensa, eppure come leggerete dopo dalle testimonianze, ciò è assolutamente possibile.


Il dottor Muscari ha di nuovo ribadito i danni dei latticini per l’organismo umano e il collegamento, venuto fuori dagli studi medici, tra diabete di tipo-1 e la caseina dei latticini. Dati ufficiali che parlano chiaro: con una alimentazione vegana si ha il 40% in meno in insulina dopo sole 3 settimane e il 30% in meno di colesterolo.

Ha concluso il suo intervento rimarcando sull’importanza in tutti gli ambiti, soprattutto nel diabete, dell’attività fisica. Cos’è lo zucchero nel sangue? É la riserva di energia, è energia pura per essere usato. Qualsiasi diabetico può fare a meno di prendere farmaci antidiabetici e anche l’insulina semplicemente utilizzando lo zucchero in sovrappiù nel sangue.Il dottor Giancarlo Vincenti ha invece raccontato la sua esperienza di diabetico, risultato da un banale esame di routine. Non sapeva nulla sul diabete e da quel momento ha frequentato congressi, riunioni anche internazionali, e per ultimo fondando l’associazione di malati a Portogruaro.

Ha iniziato a sapere tutto o quasi, ma sempre basato sulle conoscenze della medicina ufficiale. C’era qualcosa che mancava all’appello, qualcosa che non tornava e che non quadrava. Di recente approfondendo il discorso sulla dieta vegetariana e vegana è venuto a conoscenza che si potevano ottenere dei risultati incredibili, come per esempio abbandonare l’insulina. Dopo la visione del documentario «Crudo & Semplice» si sta muovendo in questo versante.

Non ha ancora buttato via l’insulina, ma ci sta lavorando, con tutte le difficoltà del caso tenendo conto delle abitudini e della situazione famigliare.
Adesso veniamo alla parte più importante della serata.

Le testimonianze

Ermanno, età 62 anni, diabetico da 16. Il primo accenno del diabete è avvenuto nel 1994 con un infarto. Lo stile di vita era «normale»: poco tempo per sé stesso e pranzi al ristorante. Ha subito altri problemi al cuore con tanto di operazione, che ha causato un altro infarto.
Da qui la presa di coscienza di mollare l’attività e iniziato a dedicarsi alla propria vita. Un giorno su Radio Gamma 5 ha sentito della presentazione della serata sul diabete che ho organizzato circa un anno fa. Era la prima volta che sentiva che si può guarire il diabete, nessun dottore gli aveva mai detto una cosa simile.
All’epoca faceva circa 28 unità al giorno di insulina.
Il giorno dopo la serata e di sua spontanea iniziativa, ha deciso di dare una taglio drastico modificando l’alimentazione, eliminando latte, carne e mangiando solo verdure. Il tutto condito da molte camminate.

Pian piano e in circa un mese ha eliminato l’insulina. A marzo la visita al centro diabetico gli hanno dato perfettamente ragione. Era tutto a posto
I medici lo hanno guardato un po’ stranamente, ma con gli esami del sangue perfetti non hanno potuto dire nulla...

Emanuele, età 34 anni, diabetico da 9.
La sua storia ha dell’incredibile. Avendo la fibrosi cistica (mucoviscidosi), il diabete gli è insorto nel 2003 a seguito della cura prolungata a base di cortisone.

Ha sempre cercato di tenere basso la glicemia praticando sport e oggi fa mountain-bike estremo (circa 60 km al giorno) con tanto di preparatore atletico.
Emanuele all’epoca usava 50 unità di insulina al giorno e non poteva più farle nell’addome perché si era distrutto la pancia a forza di punture. Un giorno si è imbattuto nel dvd «Crudo & Semplice», e dopo quattro giorni di crudismo, ha tolto completamente l’insulina, con risultati glicemici istantanei. É passato da 50 unità mantenendo la basale per due giorni e poi l’ha eliminata al terzo giorno.
I parametri glicemici, misurati sei volte al giorno, prima e dopo i pasti, confermavano il riequilibrio del pancreas.

Mangiava e la glicemia stava sotto i 140.

Crudismo e cioè verdure di tutti i tipi con semi vari (sesamo, girasole, lino, ecc.), mandorle, noci, ecc., centrifugati di frutta e verdura. Fichi e datteri per avere l’energia sprint per affrontare gli allenamenti massacranti.
Ha perso circa 7,2 kg di massa muscolare che tuttora non ha recuperato. Oggi si sta allenando con un fisico nuovo totalmente da scoprire: dopo 3 settimane aveva già superato le prestazioni atletiche che aveva a ottobre con l’alimentazione normale; non conosce più la stanchezza post allenamento e soprattutto il fastidio dell’acido lattico a livello muscolare.

Il suo nuovo stile di vita ha avuto benefici anche nella fibrosi cistica, problema ufficialmente incurabile.

Ha sempre avuto le transaminasi del fegato mosse, ora due valori su tre sono rientrati, arrivando a dimezzare le medicine. Non usa più gli integratori ed enzimi.
Il 21 febbraio scorso ha avuto la visita al centro fibrosi cistica di Verona, e il medico è stato molto curioso di capire bene il percorso che aveva intrapreso.
Sono certo, visto l’enorme forza e determinazione di Emanuele, che a ottobre 2012, cioè al prossimo congresso internazionale sul diabete, avrà altre cose importanti da comunicarci nel sua viaggio intrapreso verso la totale guarigione fisica e spirituale...

Giorgio 72 anni, diabetico dal 1984. Ha scoperto di avere il diabete dopo un banale esame del sangue. All’epoca pesava 112 kg (oggi 75) e subito sono iniziate le problematiche legate al diabete. I denti hanno iniziato a cadere come birilli, poi una retinopatia lo ha reso ipovedente, per non parlare di problemi circolatori alle gambe. Visto che nessuno gli sapeva spiegare nel dettaglio, ha iniziato a studiare seriamente il diabete. Pian piano venne a conoscenza che ci sono cibi glicemici e cibi meno glicemici, e ha iniziato a stare attento alle dosi degli alimenti ingeriti.

La sua scoperta è stata quella di mandare via gli zuccheri che introietta con l’alimentazione attraverso un movimento corporeo serio. Ha stabilito che circa 40/50 minuti di camminata a ritmo sostenuto, gli abbassano 50 punti glicemici. E in questa maniera ha tolto l’insulina e sta sempre meglio. Ogni giorno fa 90/100 minuti di cyclette, delle belle camminate al sole con gli amici e quando mangia un po’ più del solito aumenta l’attività.

C’è da dire che Giorgio fa un unico pasto al giorno!Angelo, età 50 anni, diabetico da 12.

Faceva 80 unità al giorno di insulina, aveva un diabete di Tipo 2 ma con i sintomi del Tipo 1.

Vegetariano da oltre 27 anni, mangiava però malissimo: abbondava di formaggi, cereali raffinati e dolci (errori che molti vegetariani commettono), e un giorno infatti si è trovato il diabete.Ha iniziato con il crudismo (verdure, frutta, noci e semi, avocadi) e fin dal primo giorno ha dimezzato insulina.
La glicemia soprattutto i primi due giorni si alzava a 250-300. Al terzo giorno la glicemia si è abbassata moltissimo arrivando a 60 e per paura di andare ancor più sotto ha tolto l’insulina completamente.

La glicemia allora ha iniziato ad alzarsi a 300-350. Ma lui continuava imperterrito e fiducioso.

Dopo una sola settimana è scesa e si è stabilizzata sui 120-130, e lì è iniziato il vero miracolo.

Il giorno che senza insulina si è alzato alla mattina e ha trovato 130 gli è venuto da piangere. Sono due anni e mezzo che non usa più insulina e sta benissimo, non si ammala più, ed è ringiovanito di molti anni. Ha molta più energia di prima, molta più tranquillità e concentrazione.

Per tre mesi ha mangiato solo alimenti crudi e poi ha iniziato lentamente a inserire patate, spinaci e verdura cotta in generale, fagioli e dopo qualche mese cereali integrali come il riso.

Oggi si permette anche una pizza e la sua vita è tornata normalissima.

In conclusione, parlando della mia regione, il Veneto, un anno fa circa, conoscevo una sola persona guarita completamente dal diabete: Angelo.
Oggi sono ben quattro! Vista l’importanza sociale, visto l’enorme interesse suscitato e il numero di persone, bambini inclusi, toccate dal problema, stiamo organizzando per ottobre 2012 un secondo importante Congresso sul diabete.

Vi posso assicurare che numerose nuove testimonianze lasceranno a bocca aperta…

Marcello Pamio - "Effervescienza" inserto del mensile "Biolcalenda"


(www.disinformazione.it)

mercoledì 18 maggio 2011

Brani di un dialogo sull'attuazione del bioregionalismo, fra Paolo e Stefano



Nella foto soprastante: Stefano Panzarasa ad un incontro tenuto al Circolo Vegetariano VV.TT. a Calcata, mentre presenta la sua "biscotta"


In questi giorni ho avuto un dialogo telematico con Stefano, membro della Rete Bioregionale Italiana, che da qualche anno ha fatto una scelta alimentare vegana. Non riporto l'intero dialogo perché nello svolgimento del percorso esplicativo quanto veniva espresso potrebbe essere frutto di mal-interpretazione.. soprattutto se alcune frasi fossero prese e separate dal discorso generale.. E poi ci sono delle cose personali che è meglio non divulgare, per il mantenimento della struttura sociale e per non creare futili opinioni di parte. Considero il discorso con Stefano, teso ad una crescita di rapporto, per il momento concluso, ovviamente senza stabilirne confini precisi, poiché il dialogo continuerà all'infinito... E' l'eterno dialogo evolutivo fra esseri umani che si interrogano sul bene e sul male, su ciò che è consono e su ciò che è improprio per la nostra specie. Durante il prossimo incontro della Rete Bioregionale, del 18 e 19 giugno 2011, magari il tema potrà essere ripreso in forma più collegiale... Comunque giusto per concludere in bellezza riporto qui uno stralcio finale delle ultime lettere che ci siamo scambiati, in modo che possa servire come elemento di riflessione per tutti noi. (P.D'A.)

…....

Scrive Stefano:

....non è che non accetto altre posizioni, ecco questo è quello che spesso mi fa molto dispiacere sentire perché è quello che normalmente dicono quelli che vogliono continuare a fare come gli pare cioè mangiare carne, pesce, formaggi e quant'altro e non accettano che qualcuno abbia fatto una scelta più ecologicamente consapevole. Ovviamente non è il caso tuo che invece so che mi stimi, però alla fine hai detto la stessa cosa... Altra critica che mi viene spesso posta è che io sono radicale... Ma in effetti radicali sono ormai tutti coloro che non si decidono ad orientarsi ecologicamente e insistono a rimanere su posizioni ormai inaccettabili, per il pianeta, gli animali e persino la loro stessa salute. Sai quanta gente frequento in ufficio e fuori a cui cerco di dare la mia testimonianza e tranquillamente aspetto che prendano coscienza? Tanta, veramente tanta, forse anche troppa e almeno in un gruppo ecologista come la Rete Bioregionale Italiana, almeno lì vorrei sentirmi a mio agio, compreso e non criticato o guardato con diffidenza...
Un'ultima osservazione: scusami ma proprio tu che giustamente ce l'avevi tanto con gli americani ora fai premettere l'annuncio dell'incontro della Rete Bioregionale Italiana da due indiani?”

(riferito al frontespizio del programma/invito: http://retebioregionale.ilcannocchiale.it/2011/02/20/bioregionalismo_e_lincontro_de.html)

…...

Mia risposta:

Beh, caro Stefano... l'aspettativa per il successo è l'impedimento che ne ostruisce la realizzazione.

Come posso spiegarti? Non serve, credimi, continuare a dialogare restando su una posizione stabilita a priori....

Vivi e lascia vivere.. perché ti fai carico del mondo? Ci sono energie, chiamale Dio se vuoi o Natura, che provvedono al funzionamento del mondo. Ognuno di noi è un tassello.. Allo stesso tempo se lasciamo andare il nostro senso separativo, il nostro senso di giudizio, ecco che ci troviamo compartecepi del Tutto. Questa per me è l'idea bioregionale e questa idea non è americana o indiana... è un semplice dato di fatto.

Ma c'è da dire una cosa, nella consapevolezza raggiunta del Tutto, Ramana Maharshi ed Osho rappresentano la "realizzazione" dell'oceano che si fonde nella goccia.
Mentre Gary Snyder, Peter Berg et similia.. sono semplici apprendisti stregoni che sperano che la loro goccia si possa fondere nell'oceano....

Quel che dice Osho significa: "Non fissarti in un'idea e prosegui paradossalmente a svolgere il tuo compito esemplare nella vita" e quel che dice Ramana.. è lampante e non ha bisogno di ulteriori spiegazioni, ma qui te lo riporto per la tua rilettura: “Una società è l’organismo; i suoi membri costituenti sono gli arti che svolgono le sue funzioni. Un membro prospera quando è leale nel servizio alla società come un organo ben coordinato funziona nell’organismo. Mentre sta fedelmente servendo la comunità, in pensieri, parole ed opere, un membro di essa dovrebbe promuoverne la causa presso gli altri membri della comunità, rendendoli coscienti ed inducendoli ad essere fedeli alla società, come forma di progresso per quest’ultima”.

Buona fortuna e buona vita a te, caro Fratello...
Ti abbraccio, Paolo
…......

Replica di Stefano:

Caro Paolo,
ho un profondo senso di malessere per come dopo anni e anni di pratica bioregionale ancora non ci si riesce ad intendere bene, però quando dici:
"Vivi e lascia vivere.. perché ti fai carico del mondo?"

Hai perfettamente ragione, me la prendo troppo e sbaglio (e leggo troppo il tuo bel Giornaletto di Saul...).

Invece quando dici:
“Mentre sta fedelmente servendo la comunità, in pensieri, parole ed opere, un membro di essa dovrebbe promuoverne la causa presso gli altri membri della comunità, rendendoli coscienti ed inducendoli ad essere fedeli alla società, come forma di progresso per quest’ultima!” mi ritrovo proprio in quello che cerco di fare, promuovo la causa...

Dunque qual'è la cosa giusta da fare? Mi sa che non lo sai neppure tu...
Comunque ti voglio bene e ti mando un caro saluto...
Stefano

…...

Conclusione:

Paolo: “Quell'affetto e quel rispetto reciproco.. caro Fratello, è tutto quel che conta! Ciao e spero a presto!”

Stefano: “Grazie Paolo delle tue parole, spero di poterti incontrare, forse è tutto quel che vorrei ma sei lontano... Preferivo quando eri a Calcata, ma tant'è, mi dovrò organizzare... Un saluto fraterno”

............

Nella foto sottostante: Paolo D'Arpini in una posa caratteristica durante una recita teatrale a Calcata

martedì 17 maggio 2011

In viaggio lungo un percorso evolutivo senza pretenziosità... Ecco il sentiero bioregionale e spirituale per il nuovo millennio



Stamattina commentavo i risultati delle recenti elezioni amministrative con la mia compagna Caterina dicendo: "Chissà che non venga un tempo di fioritura e rinnovamento per l'Italia?"

E lei mi rispondeva: "Speriamo di si, che sia un segnale che finalmente gli italiani vogliano riprendere un po' in mano la situazione o almeno che il desiderio sia quello di un cambiamento, ma troppe se ne dovrebbero cambiare di cose, a cominciare da ognuno di noi!"

In effetti è così.. non possiamo sperare in un cambiamento che non sia già presente in ognuno di noi... E questo a tutti i livelli... nel senso che dovremmo iniziare a considerare l'altro come noi stessi e non più ad anteporre l'interesse egoistico nel nostro relazionarci con l'altro. Ad esempio, in chiave devozionale, Sant Kabir affermava: "Stretto è il sentiero dell'amore: in due non ci stanno!"

Ed è vero...! Il dualismo e il senso di separazione sono la causa di tutti i mali. Se non è un egoismo personale, il nostro, magari è un egoismo di casta, di religione, di razza, di cultura, di ideologia....

Uscirne fuori?

Beh, dobbiamo brancolare nel buio della sperimentazione, dobbiamo capire noi stessi da noi stessi. In questo momento la crescita ed il cambiamento non possono più essere qualcosa che ci viene ammanita da un saggio, da un maestro, da un duce, da un potente della terra. Diceva Osho: "Non dipendere dalla luce di un altro. È persino meglio che tu brancoli nel buio, ma che almeno sia il tuo buio!"

Insomma dobbiamo partire da noi stessi.

La specie umana è in continua evoluzione e così dovremmo poter prendere coscienza che il nostro vivere si svolge in un contesto inscindibile. Di fatto è così... solo che dobbiamo capirlo e viverlo consapevolmente, prima a livello personale e poi a livello di comunità.

Per questo continuo a dedicarmi, in teoria ed in pratica, a questa ricerca, occupandomi magari di agricoltura biologica, alimentazione bioregionale, cure naturali, spiritualità e arte della natura.. Io personalmente sono giunto, per mezzo di esperienze vissute e di considerazioni e riflessioni sugli eventi, a condividere pienamente il pensiero ecologista profondo, il vegetarismo e la spiritualità laica (argomenti che tra l'altro sono inseriti nelle finalità del nostro Circolo vegetariano..) ma questo non significa che queste finalità siano "una condizione sine qua non" per partecipare al consesso.. Siamo in viaggio, e affiancati andiamo avanti sentendoci uniti nel pensiero e nell'azione evolutiva.

Ognuno può e deve prendere coscienza della necessità di riequilibrare la sua alimentazione ed il suo stile di vita non sentendosi però obbligato da una ideologia o da una spinta etica.. la maturazione deve avvenire per autoconsapevolezza ecologica e fisiologica. Infatti .. io non sono approdato al vegetarismo ed all'ecologia profonda per motivi ideologici, trovo che il superfluo nella vita non abbia senso, odio gli sprechi inutili ed il consumismo, per me la carne è semplicemente un cadavere e non ha alcun appeal alimentare.. come non mangerei la cacca egualmente non mi viene alcuna voglia di mangiar carne o pesce...

Però capisco che questa condizione esistenziale richiede una maturazione individuale ed un riavvicinamento alla propria natura originale che non può essere il risultato di una "scelta" o di un "credo" ... Per questa ragione accetto indistintamente ognuno sapendo che la natura al momento opportuno e con i modi che gli sono consoni lo condurrà verso un riequilibrio.. Ho fiducia nella vita.

Paolo D'Arpini


Per giusta conclusione ecco di seguito l'opinione di Caterina su questo argomento:

Il problema secondo me dell'alternatività, si chiami "bioregionalismo",
"vegetarismo" o che si chiami "essere di sinistra" è che tale attributo dà spesso alla persona che lo incarna un senso di superiorità.

A volte questa supposta superiorità si può obiettivamente riconoscere come legata ad un fattore di consapevolezza della propria natura da cui scaturiscono “scelte” che sono in sintonia con se stessi e possibilmente con il resto della vita, visto che facciamo parte di un tutt'unico che si influenza vicendevolmente. E' ovvio che se il vegetariano, l'ecologista, o chiunque impersoni questo senso di superiorità desidera diffondere il proprio “credo” non può pensare di essere accettato e ascoltato o meno ancora seguito se butta in faccia agli altri questa supposta superiorità. Se pensiamo di essere nel giusto nel nostro percorso, e lo siamo spassionatamente (anche se con passione, da questo il fastidio per l'animosità con cui certe persone presentano le proprie idee) ad esempio, nel seguire un'alimentazione che per noi "è buona" possiamo coinvolgere gli altri solo con l'esempio del nostro stare bene e con spiegazioni razionali su quello che è il bene del pianeta, spiegazioni che ormai sono alla portata di tutti e che si leggono in tutti i giornali.

Insomma ripeto quel che ho già detto: non possiamo pensare di avere tutti la stessa sensibilità. Il nostro sentire dipende dal nostro corredo genetico ma anche dall'ambiente in cui viviamo. E' vero che noi viviamo in un ambiente dove è difficile morire di fame, ma se gli animali non vanno mangiati per questioni “etiche” cosa possiamo dire agli abitanti dell'Alaska o delle steppe della Mongolia? Che devono traslocare nella foresta equatoriale o a casa nostra? Qualcuno potrà obiettare che i vegetali oggi possono essere spediti.. e la campagna ecologista per Km. Zero?

Caterina Regazzi

sabato 14 maggio 2011

Troglotribe di Serrapetrona esprime alcune obiezioni e critiche antispeciste, con risposta



Nella foto soprastante una visione d'insieme della sala consigliare del Comune di Treia, nel corso della Tavola Rotonda su "Cure naturali, agricoltura biologica, alimentazione bioregionale, spiritualità ed arte della natura" a cui hanno partecipato anche i Troglotribe con un loro banchetto informativo.


Lettera ricevuta:

Carissimi e carissime,

sabato 7 e domenica 8 maggio 2011 abbiamo partecipato con un banchetto informativo (come sempre su vegan e antispecismo) alla festa dei precursori a Treia. Per quanto si trattasse di un circolo vegetariano è stato piuttosto difficoltoso introdurre gli argomenti basilari di chi ritiene gli animali esseri senzienti con il sacrosanto diritto a non essere rinchiusi ed uccisi. Siamo comunque riusciti a distribuire diverse veganzette, libri, volantini ed opuscoli. Un grandissimo ringraziamento va a Gianluca Mariotti che, con infinita pazienza e competenza, ha introdotto le tematiche dell’antispecismo di fronte ad una piccola platea che preferiva “voltarsi dall’altra parte”.

E’ stata comunque un’esperienza utile perché abbiamo potuto toccare con mano come il concetto di tolleranza e di rispetto per le idee altrui venga ribaltato e usato in maniera distorta e scorretta proprio da chi, candidamente, compie il più plateale e spietato gesto di intolleranza: quello di togliere la libertà, la maternità, la dignità e la vita ad una persona non umana.

In queste occasioni, anche se difficilmente si viene ascoltati, anche se spesso si ha a che fare con persone che hanno perso la facoltà di guardare oltre la loro specie, è sempre bene mantenere ben saldo il significato delle parole. E’ sempre bene ricordare che chi rispetta una persona (umana o non umana) vuole il suo bene, desidera che concluda il suo ciclo biologico in pace (ovviamente senza essere ucciso e mangiato), che chi è tollerante non può imprigionare un altro individuo, che chi, comunque, ritiene lecito e legittimo fare tutto ciò non può condividere i fini di un circolo vegetariano degno di questo nome.

Vogliamo anche ricordare che questi concetti, a volte, vengono espressi in maniera animosa (ma in ogni caso pacifica e rispettosa) proprio perché vengono dall’anima e testimoniano l’urgenza di una situazione insostenibile.
Esperienza utile, quindi, anche perché ci ha dato ispirazione ed energia per mettere a fuoco aspetti che generalmente passano inosservati. Ne parleremo ancora, ne scriveremo ancora di più sui giornali, le riviste e i siti che ci danno spazio.
In linea di massima riteniamo utile e importante continuare ad essere presenti, a proporre nuove iniziative e a dare informazioni perché è l’unico modo per dare voce a chi continua ad essere imprigionato e ucciso negli allevamenti, nei circhi, nei laboratori, nelle fattorie e in tutti i luoghi dove la violenza e la spietata intolleranza umana continuano a colpire nel silenzio e nella complicità generale.

Saluti antispecisti!!! - troglotribe@libero.it


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Mia risposta:

Ringrazio Fabio e Lella di Troglotribe di Serrapetrona per la partecipazione ai primi due giorni della Festa dei Precursori, che aveva lo scopo di illustrare le molteplici finalità del Circolo vegetariano VV.TT. che si presenta alla comunità di Treia.

Stante il complesso ordine degli interventi previsti durante gli incontri del 7 e dell'8 maggio forse non è stato possibile approfondire quegli argomenti che particolarmente stanno a cuore a Fabio e Lella.. d'altronde nel momento in cui, durante la condivisione, la parola è passata a loro non mi pare che essi abbiano sollevato i temi che sono poi stati esposti nella lettera soprastante.

Evidentemente Fabio e Lella non sono abituati a partecipare ad incontri in cui si esprimano pareri variegati, pur appartenenti alla comune matrice vegetariana, ecologista e spiritualista... Per quanto riguarda il menzionato intervento di Gianluca Mariotti, in verità il suo "accorato" discorso si è svolto in modo informale con un gruppetto di ospiti che stazionavano all'esterno del Circolo, non so quindi quali tematiche siano state toccate e quali i motivi del contenzioso. Poi quando gli astanti sono stati chiamati tutti all'interno per iniziare l'incontro
ufficiale, ho sentito che il Mariotti salutava ad alta voce i presenti, con la frase "viva l'antispecismo" e se ne andava via, forse per suoi motivi personali, non so. Ma non sono perse le speranze di un recupero emozionale e le porte del Circolo restano aperte all'esperienza vegana ed antispecista, che tra l'altro io
personalmente porto avanti dal 1973 anno in cui divenni vegetariano...

Da allora ne è stata fatta di strada...

Potete leggere, se volete approfondire la conoscenza di un percorso,
alcuni articoli sul veganismo presenti nel sito del Circolo:
http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=veganismo

Cordiali saluti a tutti, Paolo D'Arpini


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Commenti aggiunti:

...

Caro Paolo, il mio saluto "ad alta voce" era un saluto affettuoso per le persone che con me avevano partecipato alla piacevole conversazione che abbiamo avuto fuori dal Circolo e in particolar modo al ragazzo inglese (Upahar Anand ndr) che è stato davvero un ottimo interlocutore. Sono andato via per miei motivi personali, ma anche perché interessato al vegetarianesimo e alle tematiche legate, ma sono totalmente indifferente alla spiritualità essendo ateo razionalista. Ti ringrazio per l'ospitalità e sicuramente non mancherà occasione per reincontrarsi.

Gianluca

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Caro Paolo, Lella e Fabio, mi è arrivata questa comunicazione un po' strana, a leggerla superficialmente sembra una critica al circolo vegetariano, inaspettata... Non ero all'incontro e quindi dato che l'argomento mi tocca molto mando comunque la mia riflessione/contributo... A leggerla meglio sembra la solita storia che capita sempre anche a me quando parlo dei diritti degli animali e ormai lo dico anche chiaramente, allevatori biologici o come volete, chi alleva un animale per mangiarselo commette un crimine, gli toglie la libertà (per gli umani rendere qualcuno in schiavitù è punito dalla legge, peggio poi se lo uccide...) e anche chi prende per esempio le uova a un animale, comunque commette un furto... Conoscete tutti la favola del re nudo, ecco questo secondo me è dire come stanno chiaramente le cose e se si vuole andare veramente verso una società ecologicamente consapevole (io la chiamo l'Era Ecozoica) non si può fare a meno di vederla così... Questo è anche il motivo per cui cerco di non partecipare più ad incontri dove sembra che siamo tutti d'accordo ma poi guai a dire certe cose... Concordo quindi con Fabio e Lella quando dicono che la situazione è insostenibile e capisco anche il loro sconcerto... Un saluto, Stefano Panzarasa

sabato 16 aprile 2011

Trogloditi vegani ed antispecisti a Macerata e Treia...


"Leggete vegano e vegetariano... con Troglotribe"

Carissimi e carissime,

Ultimamente, sabato 26 marzo 2011, nel centro di Macerata, abbiamo apparecchiato un bel tavolo con volantini informativi, libri, manifesti giornali e opuscoli su tematiche vegan e antispeciste.

Come sapete, il nostro intento è quello di sensibilizzare e di offrire le informazioni indispensabili affinché ciascuno abbia l’opportunità di scegliere consapevolmente come porsi rispetto alla questione animale. Questa volta si è unita a noi, per tutta la durata dell’iniziativa, anche Alessia e così abbiamo avuto modo di distribuire più volantini e di renderci più visibili. Con il passare del tempo, contiamo di rendere questi appuntamenti sempre più ricchi, conviviali e aperti. Ma naturalmente, per riuscirci, abbiamo bisogno dell’apporto di tutti e tutte voi.

Grazie mille alle persone che si sono fermate a scambiare opinioni e a prendere materiale, tra cui il nuovo numero della Veganzetta (ricordiamo che è il giornale gratuito di informazione e cultura vegana e antispecista), come sempre ricco e pieno di spunti.

Il prossimo appuntamento è per Sabato 30 aprile 2011 dalle 16 alle 20 in Via Garibaldi a Macerata nei pressi dei cancelli.


Segnalazioni:

Sabato 7 e Domenica 8 maggio 2011 inizia a Treia la Festa dei Precursori del Circolo vegetariano VV.TT. Via delle Sacchette, 15/a – 62010 Treia (Macerata)
Tel. 0733/216293 – circolo.vegetariano@libero.it . Siamo stati invitati a partecipare e abbiamo pensato di intervenire con un tavolo che conterrà materiale informativo su vegan e antispecismo. Potrebbe essere una buona occasione per incontrarci!

Ecco il link della festa: https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjYnfBt7lwBpCQFDeGlcEyAtaLlo2SVNw3gFyY5U-xANZjDt5s90gFovR1DylenieA4GZh4P52lwJ9P00Q-Ylo6Rf3EkEqu3DUKrHSBfgVV2NZRIMM1CF2SDSlf2FYqKTPQMDlcNWvNNv0q/s1600/Treia+Locandina+Finale.jpg

Abbiamo pubblicato un nuovo libro dal titolo “L’antispecismo spiegato a mia mamma (al mio vicino, alla mia collega, al mio amico)” Si tratta di un agile volumetto che cerca di diffondere informazioni sull’antispecismo in maniera semplice e chiara, che cerca di smascherare i soliti luoghi comuni (estremismo, intolleranza...) che circolano sui vegan, che cerca di fare chiarezza su tematiche scottanti (sfruttamento, razzismo, impegno sociale, attivismo...)

Fabio e Lella

Per info: troglotribe@libero.it

martedì 25 gennaio 2011

"Ecologismo e vegetarismo sono sinonimi?" - I dubbi di un onnivoro



Sicuramente i problemi della salute, dell’ambiente, della società ecc. non derivano tutti dal consumo di carne, su questo non ci sono dubbi; ma alla radice di questi problemi c’è la “mentalità” del mangiatore di carne medio. Di colui/colei che compra al supermercato un prodotto (non più un essere vivente la cui vita è stata sacrificata per gli umani) come un qualsiasi altro oggetto inanimato. Ci sono bambine e bambini che alla domanda:”da dove viene la carne” rispondono con la loro innocente spensieratezza:”dal supermercato”; ci sono ragazze e ragazzi che forse nella loro vita non vedranno mai una mucca dal vivo (qui in Italia forse è difficile, ma nei paesi più “industrializzati” succede di frequente); che grazie alla pubblicità della Milka davvero pensano che esistano mucche (che poi si chiamano vacche) viola. Il pensiero che c’è dietro un mangiatore di carne medio è quello dettato dalla nostra società consumista, e cioè di consumare tutto e subito, anche se non ne esiste la necessità.

Il fatto di mangiare carne di per sé non è da colpevolizzare (da un punto di vista prettamente ambientalista ed ecologista, _non_ animalista!), ma tutta l’entourage che vi sta dietro sì. L’apatia e l’indifferenza nell’acquistare un prodotto, proveniente da allevamenti intensivi, che pompano gli animali di steroidi, ormoni, antibiotici e medicamenti, provocano delle reazioni a catena che distruggono questo nostro unico mondo.

I mangimi degli Animali allevati nell’EU sono fino al 40% OGM (!), provengono da zone del mondo dove prima vi sorgevano foreste ed ecosistemi incontaminati, adesso invece lì sorgono immensi campi di soia o mais geneticamente modificati (della Monsanto o altre multinazionali) che sfruttano sia la terra sia il lavoro degli umani che vivono in quelle zone. Gli stabilimenti di allevamento non solo non rispettano la vita Animale, ma neanche quella umana, infatti pur di risparmiare non si spendono soldi in impianti di purificazione, si distrugge l’ambiente pur di far posto ai pascoli (o a giganteschi capannoni dove verranno stipati gli Animali), con gli antibiotici dati preventivamente e gli altri medicamenti avviene una selezione naturale di virus e batteri altamente pericolosi e difficili da combattere. Tutti questi animali ammassati insieme rendono la propagazione di malattie, a volte pericolose anche per l’uomo, molto più veloce e difficile da contenere, soprattutto se si tratta di malattie con un lungo tempo di incubazione prima che compaiano i sintomi. E la lista continua all’infinito.

La soluzione è la consapevolezza, e chi prende la decisione di seguire una dieta vegetariana, non è per forza obbligato a svilupparla. La scelta di vita vegetariana dovrebbe comprendere anche una serie di riflessioni che portino ad una maggiore presa di coscienza del fatto che come consumatori *noi tutti* siamo in grado di influenzare l’andamento economico, morale, politico e sociale di questo mondo.

Chi non mangia carne, ma prende la macchina per percorrere anche solo qualche chilometro in una bellissima giornata estiva, che gusta in un Fast-Food una bella insalatona gigante, che lascia accesa televisione, stereo e computer per andare a comprarsi sigarette e alcol all’hypermegasupermercato (in macchina, naturalmente), è a mio avviso una persona disgustosa per non dire altro. Ho avuto la possibilità di conoscere persone che pur essendo vegetariane nel senso stretto del termine, continuavano a comprare vestiti in cuoio, che quindi vivevano il loro essere vegetariani solamente come una qualsiasi altra dieta onnivora.

Ci sono persone che mangiano carne una volta a settimana o ogni due (ma veramente non più spesso!), attente all’ambiente, al risparmio energetico, all’ecologia ecc., che vivono in maniera forse più sostenibile e più consapevole dei vegetariani appena descritti.

Vorrei aggiungere che a parer mio (come del resto tutto il testo, sono troppo pigro per voler ricercare fonti che sostengano le mie tesi, prendetele come mere opinioni) il numero di vegetariani “inconsapevoli” è uguale o minore degli onnivori “consapevoli”. Anche perché, alla fine, spiluzzicando di qua e di là, chiudendo un occhi alle piccole abitudini (distruttive) quotidiane la consapevolezza degli onnivori va a farsi benedire.

Le vegetariane e i vegetariani dimostrano già di poter compiere grandi sforzi a nome di una causa giusta, e quindi è *più probabile* (ma non scontato) che cambino anche il loro modo di vivere.

Considero qui le implicite conclusioni di Caterina Regazzi “insomma ci sarebbe bisogno di una rivoluzione globale sul nostro stile di vita” sono l’unica soluzione possibile che porti a migliorare il mondo.

Vorrei infine concludere con una frase che penso esista da secoli, e che ognuno spero si faccia propria: “Per cambiare il mondo, bisogna cambiare se stessi”

Cordiali saluti...

(Lettera siglata)

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Pubblico questa lettera sul tema dell'alimentazione naturale ed ecologia del corpo umano, come compendio a quelle di Caterina Regazzi, di Franco Libero Manco e di altri, per approfondire il dialogo sul vegetarismo e l'ecologia ed esaminare l'argomento da varie angolazioni. …
Paolo D'Arpini

sabato 4 settembre 2010

Ecologia alimentare e mistificazioni della carne....

“Dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei” (Anthelme Brillatt-Svarin)


Nella stragrande maggioranza dei casi la gente usa consumare carne e prodotti di derivazione animale (salumi, prosciutti, mortadella ecc.) convinta che quando si ha fame, poco tempo e poca voglia di mettersi a preparare qualcosa di più elaborato, mangiare un panino con dell’affettato, o farsi la classica fettina ai ferri, è molto più sbrigativo, sufficiente a placare la fame e ad essere apposto con le necessità nutrizionali dell’organismo, tantoché, ritiene, che avendo ingerito proteine di origine animale sia sufficiente ad avere i nutrienti necessari.

Se consideriamo che un alimento è conforme alle esigenze chimico-biologiche del nostro organismo quando sono presenti tutti i componenti nutrizionali, cioè carboidrati, minerali, vitamine, proteine, grassi, fibra, acqua ed oligoelementi, si può facilmente capire quanto sia lontano un panino con prosciutto, qualunque altro affettato, la coscia di un pollo arrosto o una scatoletta di tonno, dall’alimentazione ideale presa come riferimento: la frutta e la verdura. Senza qui menzionare gli effetti collaterali e tutte le patologie direttamente correlate al consumo di questi prodotti, privi di carboidrati, zuccheri, fibra, vitamina C, enzimi e micronutrienti (tutte le sostanze che mancano all’alimento ingerito vengono sottratte all’organismo), mangiare alla maniera sbrigativa è da suicidio. Basta pensare che bistecche, hamburger, wurstel e simili arrivano ad avere milioni di microrganismi cadaverico-putrefattivi per grammo. Se l’umanità consumasse solo prodotti di tipo McDonald credo che si estinguerebbe nel giro di due mesi. Tutto ciò che ci protegge viene dal mondo vegetale e tutto ciò che ci danneggia dai prodotti del mondo animale.

Anche i cereali raffinati, pane, pizza, pasta e prodotti da forno, risultano anch’essi privi si sostanze vitali antiossidanti distrutte con la lavorazione, la raffinazione e la cottura.

Sarà pure più facile e veloce farsi una fettina in padella, duo uova al tegamino, o mangiare un pezzo di formaggio ma è altrettanto vero che se ne pagano le conseguenze perché ci si sazia ma non ci si nutre e le cellule restano affamate di veri nutrienti.

Basta un minino di buona volontà, di organizzazione e buon senso per preparare ottimo cibo nutriente, ricco di tutti quei componenti necessari al nostro organismo e alla nostra buona salute. I vantaggi sono molteplici primi tra questi la certezza dell’igiene, la sicurezza dei componenti alimentari utilizzati e soprattutto l’amore con cui preparare in proprio una pietanza che nella catena industriale viene sicuramente a mancare. Se poi si adotta un’alimentazione cruda bastano la metà dei cibi per nutrirsi. Con il cibo crudo si risparmia tempo, denaro e lavoro. Non solo, la cottura rende inorganici gli alimenti e un alimento inorganico non è un cibo. Va altrettanto bene un’alimentazione naturale fatta prevalentemente di frutta, verdura, cereali integrali, legumi e semi oleaginosi, che con un pò di organizzazione può diventare non solo salutare ma facile e veloce da preparare: un panino integrale al pomodoro o della frutta fresca o seccata dovrebbero sostituire le micidiali merendine incellofanate, vero e proprio cibo spazzatura.

E’ necessario entrare nella logica che alimentarsi in modo appropriato è una delle cose più importanti della vita; la vita infatti dipende dal cibo e la qualità della vita dipende dalla qualità del cibo. Se il cibo è senza valore nutritivo l’organismo è destinato a deperire. Ciò che ingeriamo costituisce ogni cellula del nostro organismo e dagli alimenti ingeriti dipende non solo la nostra salute fisica e quindi la nostra felicità, ma quella mentale, quella emozionale, energetica e spirituale.

Franco Libero Manco

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Altri articoli sul vegetarsimo:
http://www.circolovegetarianocalcata.it/category/alimentazione-vegetariana/

venerdì 25 giugno 2010

Scambio di pareri sulla dieta ecologica e naturale per l'uomo - di Caterina Regazzi e Paolo D'Arpini

Dialogo sulla dieta naturale dell’uomo

Caro Paolo, vorrei provare a scriverti qualcosa su quello che penso (???) riguardo a ciò che viene descritta come "dieta vegetariana o vegetarismo"

Mi sembra un po' esagerato dire che tutti i problemi della salute umana derivano dal consumo di carne! Alcuni autori "vegetariani" citano come esempi la mucca pazza, i vitelli agli estrogeni, il pesce al mercurio, ecc. A parte che facendo un giro negli ospedali si può appurare che l'uomo si ammala per ben altre cose che non il consumo di carne: inquinamento atmosferico, abuso di farmaci, vita troppo stressante e poca attività fisica, cause dei problemi cardio-vascolari, alimentazione eccessiva in tutto, troppa carne magari, anche, ma anche troppi zuccheri, troppo alcool, troppo fumo.

I morti per morbo della mucca pazza si contano in poche unità, ma quanti sono quelli che muoiono per incidenti stradali o incidenti sul lavoro?

I problemi che l'uomo può avere consumando carne o altri prodotti di origine animale, a lungo andare, non dipendono tanto dal consumo di carne in sé ma dal fatto che l'uomo a volte usa sostante vietate nell’allevamento (ormoni) o sostanze che non sono vietate ma non vengono usate correttamente (farmaci) o nelle carni vanno a finire sostanze dannose che provengono dall'inquinamento ambientale....... quindi è l'uomo che è un "cattivo" amministratore dell’ambiente, non è specificatamente l’ingestione della carne che lo è..... insomma ci sarebbe bisogno di una rivoluzione globale sul nostro stile di vita (tu mi sembri un bell'esempio) ....... chissà come sarà il mondo anche solo fra 50 anni!
Ciao e grazie, Caterina Regazzi (veterinario)

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Hai perfettamente ragione, cara Caterina, infatti i "vegetariani" a volte si esprimono come "talebani vegetariani....". Da parte mia cerco di essere sincretico, capisco le ragioni "animaliste" ed anche le tue e quelle di persone che cercano di ritrovare un'armonia alimentare senza eccessi. Io personalmente non mangio carne dal 1973 e debbo dirti che ne ho trovato un grande giovamento, mi rendo però conto delle difficoltà insite in questo "riaggiustamento" del corpo umano. Il fatto è che i nostro organismo si "adatta" a digerire ed assimilare proteine etc. dalla carne e lo fa attraverso la creazione di appositi enzimi digestivi. Dopo anni che lo stomaco si è "adattato" ad assorbire dalla carne i nutrienti necessari (un po’ come succede per lo zucchero raffinato che dopo prolungato consumo vizia lo stomaco sino al punto che poi risulta molto difficile l’assorbimento degli zuccheri dalla frutta, etc.) ci vuole pazienza nel riprendere pian piano l’abitudine alimentare giusta, ovvero ridurre la carne ed i prodotti di origine animale a non più del 10% del totale cibo assunto. Comunque è vero che secondo le latitudini il consumo di carne e suoi derivati è più o meno accentuato, e qui dovremmo fare una digressione sul tipo di alimentazione seguita in Italia per migliaia di anni dai nostri padri….

Sono comunque dell’opinione che ognuno deve ritrovare per sé stesso il suo equilibrio, io non voglio forzare nessuno, nemmeno i miei figli sono strettamente vegetariani, mangiano poca carne, questo sì, ma lo fanno in modo rispettoso… Ad esempio mio figlio Felix, che vive anch’egli qui a Calcata (e malgrado la sua giovane età, è del 1984, ha già tre bambini, un maschio ed una femmina), coltiva l'orto, lavora manualmente ed alleva animali che di tanto in tanto uccide con le sue mani... Questo mi sembra un atteggiamento "ecologico", anche se io personalmente non potrei farlo, per mie caratteristiche psichiche, ma non ci vedo nulla di anormale nella sua vita e nemmeno vedrei nulla di strano nella vita degli uomini moderni se sviluppassero un rapporto meno indifferente verso gli animali.

Non mi piace che le persone deleghino al macellaio l’uccisione e poi vadano al supermercato ad acquistare cadaveri confezionati…. Mi sembrano però ragionevoli le tue obiezioni sulla salute e sulle cause di morte e malattia, spesso vedo che parecchie persone sollevano gli stessi dubbi... ed è importante chiarire i vari punti senza eccedere da un lato o dall'altro... Sostanzialmente, secondo me, il problema subentra quando si ignora l’ecologia del corpo umano oppure quando si diventa vegetariani per motivi "etici" e conseguentemente si assume un atteggiamento da credente religioso, in entrambi i casi è difficile mantenere un'equanimità di giudizio…. Si resta fuorviati dal concetto etico e morale del "vegetarianesimo animalista" oppure si continua a non considerare qual è la vera struttura anatomica del corpo umano… l’uomo è un animale frugivoro come le altre scimmie antropomorfe, i suini, gli orsi, etc.

Durante i festeggiamenti per il XXVII anniversario del Circolo, sono venute diverse persone a trovarmi. Due professori che avevano letto di noi da qualche parte, hanno avviato un discorso sul vegetarismo, più o meno nei termini del discorso che stiamo facendo adesso, ne abbiamo parlato passeggiando, senza enfasi alcuna, infatti ritengo importante affrontare questo tema con spirito laico... questo perché penso che ognuno deve sviluppare le proprie opinioni e scelte senza coercizioni di sorta (né da una parte né dall’altra).
Son contento dell’occasione che mi hai dato di continuare un dialogo sulla dieta naturale dell’uomo.
Paolo D’Arpini

Vedi altro articolo sulla dieta naturale:
http://www.circolovegetarianocalcata.it/alimentazione-ed-ecologia/

domenica 16 maggio 2010

Rete Bioregionale Italiana - Ancora sull'agricoltura contadina e sull'allevamento e macellazione di animali in proprio.. alcuni aspetti ecologici

Cara Rete,

è vero che i piccoli agricoltori allevano gli animali in modo più umano e li uccidono in modo "più umano" - ma la Rete Bioregionale va al di là (credo) del ristretto sguardo di un podere privato, seppure ben tenuto.
Il nostro pianeta sta per schiattare per l'abuso inaudito di allevamento di animali da destinare al consumo umano.
In questa circostanza estrema la visione bioregionalista dovrebbe prendere provvedimenti consoni: basta con il consumo di carne animale. Non è una considerazione etica, ma prima di tutto di salvaguardia ambientale.
Per quanto riguarda la catena alimentare gli animali d'allevamento non esistono in natura, sono un'invenzione umana... una delle peggiori, che ha creato un'inutile e tremenda valanga di sofferenza che ci ricade addosso... (con le malattie tipiche del consumo di carne, infarti, diabete e molti tipi di tumore - e probabilmente le allergie e le intolleranze in grande diffusione, con l'inquinamento dell'aria con le deiezioni e l'inquinamento delle acque con i reflui). Per avvicinarci alla natura dovremmo comportarci come il figlio di Paolo, Felix: ma chi se la sentirebbe?

Mi viene da sorridere pensando che in questi giorni in un blog specializzato vegan (e quindi in teoria un paradiso ecologista) sto faticando a far comprendere la necessità di consumare prodotti di stagione. Ormai l'industria agricola ha talmente condizionato la vendita al dettaglio che la zucchina, la melanzana, il pomodoro e il peperone sono considerate dai consumatori verdure annuali... e infatti tutto l'anno in questo blog si pubblicano ricette di persone che mangiano tranquillamente i prodotti fuori stagione che vanno a deteriorare direttamente gli habitat di quegli animali non mangiati per ragioni etiche... Vogliamo continuare a stare ognuno nel suo isolotto felice con i paraocchi, sentendo la nostra coscienza soddisfatta, mentre nella realtà va tutto a rotoli?
Secondo me lo sbaglio che porterà il nostro pianeta al disastro finale è la prospettiva angusta con cui vengono considerate le questioni cosiddette tradizionali, come alimentazione, trasporti, energia eccetera.
La mancanza di olismo nella vita di tutti i giorni...

Spero che la Rete recuperi questa più ampia prospettiva e si rifiuti di essere un club specializzato di agricoltori-allevatori di vecchio stampo, illudendosi di salvarsi in questo dorato isolamento. Vi invito a leggere il libro di Jonathan Safran Foer, "Se niente importa. Perché mangiamo gli animali", in cui troverete seri argomenti di riflessione (insieme a tutte le fonti dei dati, aggiornatissimi).
saluti olistici
Mariagrazia

p.s. Stefano sta esercitando un diritto di critica anche a nome di altre persone che la pensano come lui e lo ringrazio per questo dal profondo del cuore anche per gli animali per cui nessuno spende mai una parola quando si tratta di loro diritti.
La sua proposta di correzione della bozza di legge è ottima perché permette di integrare "tutte le posizioni" dagli onnivori ai vegani. Senza quegli emendamenti quella legge terrà fuori dalla rete vegetariani e vegani. Mi sembra molto razionale e realistica.
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Altro articolo sull'alimentazione naturale:
http://www.circolovegetarianocalcata.it/alimentazione-ed-ecologia/