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mercoledì 4 luglio 2012

Vegani extra, la nuova razza super-cosciente che bussa.... (ma non aprite quella porta)

Super-vegani

Ante scriptum

Gli eccessi, secondo me non si addicono alla saggezza.
Dopo la razza sub-umana dei super cattivi psicopatici e senza cuore immaginata da Robert Hare (http://www.circolovegetarianocalcata.it/2012/07/02/robert-hare-societa-in-declino-e-la-razza-predatoria-dei-quasi-umani/) ecco la razza dei super coscienti vegani ed animalisti (all'uso umano, cioè umanizzando l'animale) immaginata da Franco Libero Manco.
Dove sarà l'uomo della via di mezzo? (P.D'A.)


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SUPERCOSCIENZA VEGAN

Franco Libero Manco

Molte sono le motivazione per cui una persona sceglie
di essere vegetariana: etiche, salutistiche, ambientali,
antropologiche, economiche, religiose, spirituali, ecc. mentre le
motivazioni dell’animalista sono essenzialmente di carattere etico.

Non è possibile considerarsi vegetariani e non lottare per
i diritti degli animali, come non è possibile considerarsi animalisti
e mangiare carne causando agli animali l’ingiustizia suprema della
prigionia e della macellazione.

Coloro che scelgono di non mangiare la carne per motivi
salutistici non possono considerarsi vegetariani: sono soltanto non
consumatori di carne; allo stesso modo coloro a cui sta a cuore solo
la sorte dei loro animali domestici e si disinteressano della sorte,
spesso terribile, degli altri animali, non possono considerarsi
animalisti, sono semplicemente innamorati dei loro animali
d’affezione.

Non è giustificabile l’attivista animalista che non sia
vegetariano, come non è giustificabile il vegetariano che non sia
animalista: sarebbe come se il pacifista si arruolasse nell’esercito
per esercitarsi nell’arte della guerra. Essere vegetariano e
animalista sono due condizione inscindibili.

Diversamente essere animalista e mangiare la carne è come
lottare per i diritti umani e avere in casa un essere umano come
schiavo, allo stesso modo essere vegetariano e non essere animalista è
come rifiutare di non causare violenza ma disinteressarsi della sorte
di miliardi di altri simili animali e delle necessarie leggi che li
tutelano.

A volte l’errore degli ambientalisti, animalisti o
vegetariani è quello di pensare che la loro collocazione all’interno
del Movimento sia il punto di arrivo non di partenza. Fermarsi al
primo gradino della propria evoluzione spirituale significa stroncare
il volo della propria anima: è come accontentarsi di guardare da
lontano il traguardo. E’ vero, ognuno ha i suoi tempi di crescita;
ognuno vibra a seconda delle possibilità della sue essenza spirituale,
ma è nell’ordine naturale delle cose procedere verso la realizzazione
integrale di se stessi; è nell’ordine naturale delle cose che
l’ambientalista diventi animalista, che l’animalista adotti
l’alimentazione vegetariana, come è nell’ordine naturale delle cose e
che il vegetariano approdi alla dimensione della supercoscienza vegan.
Diversamente non c’è evoluzione.

Salvo contraddizione con la propria coerenza morale, non
può l’ambientalista (non vegetariano) difendere la natura e ritenere
legittima l’uccisione dei suoi abitanti per il piacere del suo palato;
allo stesso modo non può l’animalista difendere gli animali e ritenere
legittimo mangiarseli a tavola; altrettanto incoerente è il
vegetariano attivista che consuma latticini, formaggi e uova,
trascurando che questi prodotti causano indirettamente l’allevamento
infernale degli animali da latte e da uova. Il vagano è proiettato
moralmente verso la dimensione che attende l’intero genere umano:
l’universalismo. L’etica della visone universalista è più ampia della
comune, vive di una sensibilità maggiore, un’etica più ampia,
un’intelligenza più pura; va oltre la morale comune, oltre le
tradizioni, gli schemi convenzionali. La sua giustizia non è
circoscritta alla specie umana, il suo amore si espande in ogni forma
di vita, la sua compassione non distingue la specie, il colore del
manto o della pelle, la razza. Il vero universalista è moderato,
parsimonioso, tollerante, rifiuta la violenza, la prevaricazione,
l’imposizione, la supremazia come logica naturale.

Solo se vegan l’umanità ha un futuro di pace, di benessere
e di giustizia. Solo se vegan l’individuo non solo non reca violenza
ad alcun essere vivente, ma pone le basi per un mondo finalmente
libero dalla malattia, dalla violenza, dall’ingiustizia e dal dolore.

Franco Libero Manco

mercoledì 21 marzo 2012

Universalismo - Vita, intelligenza, sentimento...

Anima del lupo...


Gli organismi viventi (prescindendo dai minerali) si
dividono in 5 regni: batteri, protisti, piante, animali e funghi. Non
è possibile stabilire una demarcazione netta tra questi regni, come
tra il regno animale e il regno vegetale e tra questo e il regno
minerale. Nella scienza non esiste il concetto di organismi più
evoluti ed organismi meno evoluti, anche se vi sono alcuni animali
dotati di capacità proprie superiori ad alcuni esseri umani meno
dotati. Se l'uomo ha maggiore intelligenza e linguaggio più articolato
i pipistrelli hanno gli ultrasuoni ed i serpenti a sonagli possono
vedere i raggi infrarossi ecc. Ma è difficile stabilire se sia più
“evoluta” la formica o l’albero di fico. Vi sono anche organismi
vegetali che hanno caratteri acquisiti per derivazione, come il fiore,
il frutto, il seme ecc., mentre gli animali ne hanno altri, come la
muscolatura, il sistema nervoso, ecc..



La vita è ciò che, attraverso le funzioni biochimiche,
consente ad ogni organismo di svilupparsi e di progredire nel piano
dell’evoluzione. “Chi non rispetta la vita non la merita”. Così diceva
Leonardo da Vinci. L’uomo considera la vita della sua specie
sostanzialmente differente dalla vita degli altri esseri viventi. in
realtà non c’è la vita dell’uomo, la vita dell’animale e la vita della
pianta, ma la Vita come realtà univoca che tutto pervade e tutto
vivifica.



La Vita è paragonabile all’acqua che riempie e si adatta a
recipienti di ogni tipo e forma: in ogni recipiente vi è la stessa
sostanza il cui valore non è in funzione né della forma occupata né
del quantitativo contenuto. Da questo si può dedurre che qualunque
uccisione che pone fine all’esistenza di un essere danneggia non solo
la vittima ma la Vita: è come se la Vita fosse una moltitudine immensa
di candele accese nell’universo: ogni candela che si spegne riporta
una parte di oscurità nell’universo. Vi può essere una differenza di
grado non di sostanza; il recipiente può contenere a seconda delle sue
capacità; l’intelligenza come il sentire può essere più o meno
sviluppato a seconda della specie ma la sostanza è identica.



Allo stesso modo l’intelligenza dell’uomo non è diversa
dell’intelligenza dell’animale o anche della pianta (ammesso che si
possa parlare di intelligenza della pianta). L’intelligenza è
espressione unica in qualunque essere si manifesti, allo stesso modo
il sentimento, quale espressione dell’animo umano, non è diverso dal
sentimento animale (o della pianta): è l’identica sostanza
inseparabile che si manifesta in tutti gli esseri viventi. Credo che
la natura (o Dio) non ha creato un’intelligenza dell’uomo, quella
dell’animale o quella della pianta, come non ha creato una sfera
emozionale per l’uomo diversa dalla sfera emozionale dell’animale e
della pianta. Credo che ogni specie abbia le sue peculiarità e che
queste siano più o meno manifesti a seconda delle esigenze vitali di
ogni specie.



Corpo, mente, intelligenza, sentimento e vita sono realtà
tra loro inseparabili e comuni ad ogni organismo vivente, anche se
allo stato larvale è difficile concepire che la pianta abbia necessità
della componente emozionale, dal momento che l’indagine umana riesce
appena ad individuarla nel mondo animale. Ma io ritengo che se manca
una sola di queste componenti non è possibile l’esistenza di nessun
organismo.

Franco Libero Manco

domenica 29 gennaio 2012

Luca Casciani, gli animali li ama.. nel piatto!




Luca Casciani, trasmette ogni giorno, in soliloquio, su “Radio ti ricordi” 99FM, dalle ore 10,00 alle 13,00 circa, le sue a volte discutibili esternazioni. Ad esempio il 27.1.2012 verso le ore 11,00, come in altre occasioni, con tipica mentalità denigratrice della causa animalista di chi asserisce “Ma pensate prima agli esseri umani”, si lamentava che la Comunità Europea aveva approvato leggi che regolano lo spazio minimo per le galline ovaiole. “Ma interessatevi piuttosto dello spazio minino degli esseri umani. Una comunità europea che si preoccupa di tali cose non merita di essere tale”. Più o meno il concetto era questo.

Siccome invita poi le persone ad inviare a lui i nostri sms allo 338 9900990, e siccome è una radio molto seguita, facciamo capire a Luca Casciani quanto sia lontana la sua visione delle cose dalla realtà; facciamogli capire che dimostra di non essere a conoscenza dell’inferno terrificante cui sono condannati gli animali in allevamento intensivo e che qualunque ingiustizia umana in confronto è una vacanza in crociera. La differenza tra la condizione umana e quella degli animali è la stessa che c’è tra una sberla in faccia ed un colpo di scure in mezzo alla fronte.

Invitiamolo ad informarsi sugli allevamenti in batteria, in quale disperata situazione li ha condannati la specie umana, costretti dalla nascita alla morte a sopravvivere su reti metalliche, illuminati notte e giorno da luce artificiale, in uno spazio grande quanto un foglio A4: è come se relegassero lui (o uno di noi) a vivere fin dalla nascita in un ascensore senza luce, tra l’odore nauseabondo dei nostri stessi escrementi, dopo averci tagliato i denti per impedire (in preda alla disperazione e alla follia) di aggredire i nostri compagni di sventura.

Facciamogli capire che questa situazione è identica in tutti gli allevamenti intensivi: dalla disumana macellazione alla sperimentazione animale, dai cani e gatti scuoiati ancora vivi per le pellicce al cretino cacciatore che si diverte a spappolare il cervello di un capriolo con una fucilata: altro che case più grandi, altro che aumento di stipendio, altro che diritto alle ferie o alla riduzione delle ore di lavoro: l’ingiustizia subita, o i diritti negati agli esseri umani, sono bazzecole in confronto della mostruosa ecatombe giornaliera che l’essere umano da millenni, e con furia crescete, perpetra a danno di miliardi di creature innocenti, che gridano inascoltate e che spesso, (molto spesso) sono migliori di tanti esseri umani.

Luca Casciani farebbe bene a ricordarsi che se l’umanità ha raggiunto l’attuale progresso lo deve principalmente agli animali che nel corso dei millenni ha sfruttato a sangue e fino all’ultimo respiro negando loro non solo rispetto, ma la libertà che il Padreterno aveva dato loro per legge naturale; negando loro sentimenti, intelligenza, capacità di soffrire e di avere terrore della morte. Ricordiamo a Luca Casciani che le ingiustizie cui sono soggetti gli esseri umani sono causate da quelli della sua stessa specie mentre i tormenti degli animali (creature innocenti, nate libere, appartenenti ad altre specie) sono causati da noi esseri umani, e che non abbiamo alcun diritto di interferire nella loro vita ma che a causa di una mentalità antropocentrica come la sua continuiamo a condannarli all’inferno. Se la sua voce vuole essere al servizio della verità e della giustizia verso i più deboli è bene che si ricordi che gli ultimi degli ultimi sono i nostri fratelli animali, quelli che non sono nemmeno considerati come numero ma a peso e che soffrono non per se stessi ma a causa dell’uomo.



Aiutiamolo a capire.
Franco Libero Manco

domenica 23 ottobre 2011

...ecco gli "eroi" della guerra di Libia... e pensiero di Sandro Pertini sullo scempio contro i vinti






Morte vera e videogame, in Libia

l'Onu e la Nato, Sarkozy, Cameron, Obama, la "volpe del deserto" Frattini con Napolitano e La Russa, altri... "minori". Tutti, dicesi tutti, hanno partecipato (più o meno secondo le loro possibilità) ad armare le ali "invincibili" degli aerei Nato impegnati nello sport, tutto occidentale, del "tiro al piccione".

Dove il piccione principale era Gheddafi mentre quelli da "addestramento" sono state le truppe lealiste libiche di terra , aria e mare (queste "non pervenute"). Con variazioni tutte "democratiche" chiamate "danni collaterali" . Tipo familiari di Gheddafi, bambini in qualche asilo, magari un paio di religiosi, qualche ospedale ed altro.

Per non parlare delle ultime, quelle di Bani Walid e Sirte, città ridotte dalle "bombe intelligenti" ad ammassi di macerie.

Quel che fa riflettere è come i "vertici" politici, sempre pronti a celebrare la "viltà" dei combattenti irakeni, afghani, palestinesi che colpiscono le "innocenti" truppe di occupazione della Nato presenti nel mondo, accusandoli di colpire "a tradimento", non provino la minima vergogna per aver dato l'ordine di massacrare migliaia di militari. Inermi di fronte allo strapotere militare della Nato . Che non ha rischiato di perdere neppure un aquilone o una ruota di aereo.

Ed ai militari che hanno colpito i bersagli umani indifesi come fossero un videogioco, non si dovrebbe chiedere come si sentano? Certo, hanno obbedito agli ordini, altrove (anche in aria) rischiano qualcosa, ma in Libia hanno combattuto con onore? Per quel che mi riguarda mai come in questa occasione si può scrivere e gridare: Nato assassina!!

Vincenzo Mannello
http://www.vincenzomannello.it


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Ed il parere di Joe Fallisi:

"la schiacciante maggioranza dei libici d'oggi" rispettava e amava e, sono sicuro, tuttora ama e rimpiangerà sempre più il vecchio Gheddafi, perché sapeva come egli avesse dato tutto se stesso alla sua patria, rendendola un gioiello di civiltà progredita e laica (ma NON anti-spirituale) invidiato dal mondo intero (in specie dagli arabi traditori) e, con l'esperimento durato decenni e in gran parte riuscito della Giamahiria, un modello di autogoverno del bene comune senza paragoni nella storia. L'ho constatato coi miei occhi ad aprile, quando sono andato (non solo) a Tripoli coi British Civilians for Peace in Libya, quale fosse il sentimento dei libici per Gheddafi... e infatti la piccolissima minoranza monarcoteocratica che pretendeva (pretende) di mettere le sue sgrinfie ultrareazionarie sul Paese e di farlo tornare ai tempi di Re Idris, vendendolo come allora alle potenze straniere, senza i bombardieri e i droni di queste ultime sarebbe stata (ancora oggi verrebbe) spazzata via nel giro di una settimana. Gheddafi, sì, è morto come un eroe - come un vero uomo - antico. Combattendo contro i siopredatori occidentali e la vampiraglia razzista e mostruosa col burka avvoltolato al posto del cervello. Poteva andarsene in qualche paradiso fiscale... E' tornato invece nella sua piccola città di nascita, tra i suoi che resistevano impavidi. Con i suoi figli. Uno è stato torturato e ammazzato insieme col suo grande padre. Gli altri non molleranno. La lotta di liberazione della Libia sovrana, indipendente e socialista, della Giamahiria, è appena cominciata.
Joe Fallisi

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Altro Commento:

Trovo orrendo che il sito della tavola per la pace di Assisi possa dire che l'uccisione di Gheddafi "conferma che la tempesta araba prosegue.Gheddafi è il terzo dittatore disinstallato".
Com'è possibile paragonare la guerra di LIbia (50.000 bombe sganciate dalla Nato, 11.000 operazioni aeree - partite anche da Aviano, che dista poche decine di km dalla mia abitazione-, migliaia di esecuzioni di "gheddafiani", migliaia di civili assassinati, interessi coloniali da salvaguardare, Francia, GB e altri occidentali bastardi, Italietta compresa) con la "primavera araba"? Cosa rende così ciechi i cosiddetti "pacifisti" nostrani? Cosa è successo in questo paese a partire dagli anni '80? Sempre più indignato, prof. Dante Bedini


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Altro commento:

Sodomizzato e censurato.... ; la fine atroce di Gheddafi aleggia sui fautori della guerra umanitaria

CENSURE PROGRESSISTE. "In fila per vedere quel maledetto leader che li ha
oppressi per 42 anni". Questo è il commento di Rainews alla barbarie messa
in scena dal CNT. Neanche un accenno al fatto che Gheddafi sia stato
torturato e sodomizzato. Stessa censura su Repubblica: nessun cenno in
home page. E' paradossale che oggi invece sul quotidiano Il Tempo la prima
notizia in alto sia: "Orrore in Libia. In fila per vedere il cadavere di
Gheddafi". E poi: "Spunta un nuovo video in cui si vede il Raìs, di
spalle, sodomizzato dai ribelli".

IMBARAZZO. Persino il ministro della Difesa britannico Philip Hammond -
riferendosi all'uccisione di Gheddafi - ha dichiarato che "la reputazione
del CNT agli occhi della comunità internazionale è stata un po' macchiata
da quanto successo". Notare: "Un po' macchiata".

DIRITTI UMANI. Ma la fine di Gheddafi non è una piccola macchia finale su
lenzuolo bianco, sulla fulgida storia di una limpida guerra in cui il CNT
ha lottato per il recupero dei diritti umani. La pratica generalizzata
delle torture e dei pestaggi da parte delle truppe del Cnt, che di fatto
controllano le prigioni, è così grave che persino l’inviata dell’Alto
commissariato dell’Onu per i diritti umani, Mona Rishmawi, è stata
costretta a confermare. E anche questo non lo troviamo sulla stampa
progressista ma sul Foglio di Giuliano Ferrara.

FOSSE COMUNI (DEL CNT). Il Corriere della Sera comincia a parlare di fosse
comuni dove i ribelli avrebbero accatastato i neri accoppati con la nostra
guerra giusta. Le fosse comuni del CNT, Lorenzo Cremonesi del Corsera
raccoglie questa testimonianza: “Qui vivevano soltanto negri, negri
stranieri, nemici dalla pelle scura che stavano con Gheddafi, ucciderli è
giusto".

RAZZISMO E TORTURA. Un 17enne del Ciad, ovviamente nero di carnagione e
pertanto sospetto, accusato di essere uno stupratore e un mercenario, e’
stato preso a pugni e percosso con bastoni, cinture, calci dei fucili e
cavi di gomma. “Alla fine”, ha raccontato, “ho detto quello che volevano
sentire; che avevo stuprato le donne e ucciso i libici”.

BALLA SCRICCHIOLANTE. Comincia insomma a scricchiolare l'immensa balla che
ci hanno raccontato fino a ora e che ha portato - giuro! - un mio amico su
Facebook (attivista della FIOM!) a sostituire la sua immagine sul social
network con quella della nuova bandiera libica. Fa uno strano effetto
vedere come la confusione a sinistra abbia generato grotteschi effetti. E
quanto i buoni arrivano a sodomizzare i cattivi, beh... mica possiamo
darvi troppo spazio, no?

TOP SECRET. Leggete intanto questo documento segreto dell'UFFICIO
COMUNICAZIONI DOWNING STREET, 22 ottobre 2011: "La morte di Gheddafi è il
risultato migliore per gli interessi nostri e dei nostri alleati nella
guerra in Libia. Catturato vivo e processato, il leader libico avrebbe
potuto rivelare particolari imbarazzanti sulle sue passate relazioni con
il nostro e con altri governi occidentali".

Alessandro Marescotti - Lista Peacelink


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Ancora un commento:

In giugno scrivevo questa breve mail, ancora fiducioso che qualcosa potesse cambiare in questo paese (da "Ho appena letto queste parole di De André"). Ora trovo che Faber avesse ragione, che Pasolini avesse previsto tutto questo, con la sua "disperazione" e con il suo pensiero "anarchico apocalittico".
Questo paese sta precipitando nel degrado morale più abietto, il "berlusconismo" è come il fascismo, l'"autobiografia di questa nazione". E' squallido vedere pacifisti e guerrafondai, "nonviolenti" e fautori della violenza di stato, "sinistra" e destra sempre più accomunati dallo stesso tipo di (non) analisi della realtà, dall'accettazione dell'esistente, dalla stanca ripetizione dei soliti luoghi comuni.
Questo paese, tutta l'Europa colonialista ed imperialista hanno bisogno di una primavera che spazzi via questa incultura. Per fortuna abbiamo ancora qualche esempio da seguire, dalla primavera araba (altro che Libia) alle esperienze dell'America Latina

Ho appena letto queste parole di De André: “Sul finire degli anni Ottanta la gente aveva perso a tal punto il senso della propria dignità che si viveva in una specie di limbo, dove nessuno aveva più voglia di protestare, figuriamoci poi di ribellarsi: non c’è niente di più idoneo perché il potere possa compiere i propri misfatti nella più assoluta impunità. Si continua ad affermare la priorità del mercato – ormai anche la politica è attraversata da grandi ventate di affarismo, non sempre lecito – e con essa la morte delle ideologie: così si educa la gente al ripudio degli ideali. Questa rassegnata abulia, che coinvolgeva anche artisti un tempo ‘impegnati’, giornalisti non di regime e politici d’opposizione, è sintetizzata nel finale de La domenica delle salme dove si parla di ‘pace terrificante’, mentre ‘il cuore d’Italia si gonfia in un coro di vibrante protesta’. Senonché la protesta ha la voce d’un coro di cicale, scelto a emblema del menefreghismo collettivo” (Fabrizio De André a proposito della canzone La domenica delle salme, ultimo brano dell’album Le nuvole, 1990)
Chissà che all'avvicinarsi del mio sessantesimo anno di età questo paese non stia diventando un pò meno "ridicolo e orribile" (come lo definiva negli anni '70 PPPasolini), che non si aprano spazi di speranza e di ribellione, che non nasca un processo di cambiamento radicale sul piano etico e politico. Certo, sarà dura ricostruire una società ridotta in macerie.
Ma ho una grande fiducia nei giovani (e meno giovani...)
Dante Bedini


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Il pensiero nobile di Sandro Pertini

Già la guerra è "oscena", ma l'ostentazione della morte, l'insulto dei deboli, dei "sudditi", a quel che resta di un tiranno, non possono che intristire, anche sotto il profilo educativo. Quando mi dissero che il cadavere di Mussolini era stato portato a piazzale Loreto, corsi con mia moglie e Filippo Carpi. I corpi non erano appesi. Stavano per terra e la folla ci sputava sopra, urlando. Mi feci riconoscere e mi arrabbiai: «Tenete indietro la folla!». Poi andai al CLN e dissi che era una cosa indegna: giustizia era stata fatta, dunque non si doveva fare scempio dei cadaveri. Mi dettero tutti ragione: Salvadori, Marazza, Arpesani, Sereni, Longo, Valiani, tutti. E si precipitarono a piazzale Loreto, con me, per porre fine allo scempio. Ma i corpi, nel frattempo, erano già stati appesi al distributore della benzina. Così ordinai che fossero rimossi e portati alla morgue. Io, il nemico, lo combatto quando è vivo e non quando è morto. Lo combatto quando è in piedi e non quando giace per terra".

SANDRO PERTINI (Emerito Presidente della Repubblica Italiana)

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Poesia aggiunta:


Il paradosso del denaro è che tutti ne vorrebbero

anche se più se ne possiede e più ci complica la vita.

Il paradosso dell’agio è che anche la posizione più comoda

dopo un pò diventa insopportabile.

Il paradosso del piacere e che quando è troppo

si trasforma in disgusto.

Il paradosso della conoscenza è che più si sa

e più ci si accorge di essere ignoranti.

Il paradosso della felicità

è che sta nel rendere felice qualcuno.



Franco Libero Manco



mercoledì 9 marzo 2011

Roma, 15 maggio 2011: "9^ FESTA NAZIONALE DEI VEGETARIANI 2011"



Carissimi, la prossima Festa Nazionale dei Vegetariani, che giunge quest’anno alla sua 9^ edizione, è prevista per domenica 15 maggio p.v. dalle ore 9,00 alle ore 22,00, come sempre a Roma, in piazza Re di Roma ed avrà come tema “7 MILIARDI DI VEGETARIANI, PER NECESSITA' O PER AMORE”.

Come ogni anno l'Organizzazione si prefigge di dare massima visibilità alle Associazioni aderenti aventi medesime affinità nell’ambito della cultura universalista, del vegetarismo, dell’animalismo, nell’impegno nella protezione degli animali, dell’ambiente, nella lotta ad ogni forma di violenza.

L'evento sarà caratterizzato da un ricco programma che andrà snodandosi durante tutto l’arco della giornata e che vedrà protagonisti artisti di alto livello che si esibiranno in varie discipline: esercizi Yoga e Tai Chi, arti marziali, tecniche di medicina naturale, canti, danze, recitazione di poesie in tema, conferenze ed altro.

Anche se la manifestazione ha prevalentemente carattere "culturale" è consentita la vendita di libri, gadget, dispense, magliette ecc. al solo scopo di finanziare specifici progetti che siano affini allo spirito della manifestazione. Il tema del progetto, per il quale si intende raccogliere fondi, dovrà essere indicato su un foglio in ogni singolo stand.

Alle attività a carattere culturale è riservato l'80% della superficie complessiva autorizzata dal Comune e che viene messa a disposizione degli standisti. Il restante 20% dovrà essere così suddiviso:

10% a carattere esclusivamente commerciale (vendita prodotti vari attinenti lo spirito della manifestazione). Gli standisti rientranti in questa categoria dovranno essere muniti di specifica autorizzazione alla vendita ed essere muniti di registratore di cassa;

10% adibito a ristorazione collettiva a carattere di degustazione gratuita o ad offerta libera.

Verrà data priorità in ordine di arrivo delle domande.

IMPORTANTE: l'AVA si farà carico di presentare la DIA (Dichiarazione Inizio Attività) a carattere "collettivo", in modo da sgravare ogni singolo partecipante dall'impegno di presentare singolarmente al Comune questa documentazione obbligatoria, purché i singoli standisti facciano pervenire la loro domanda di partecipazione entro e non oltre il 31 marzo 2011 all'indirizzo e-mail: vegetarianiroma@fastwebnet.it.

Per informazioni e contatti: Franco Libero Manco tel. 09.7022863 – cell. 333-9633050
DOMANDA DI PARTECIPAZIONE

Nome Associazione o Ragione Sociale……………………………………………………………….
Indirizzo …………………………………………..………………..………..CAP….………….…...
Città………………………………………………………….……..Prov………….…………………
Cod. Fiscale …………………………………….……o P. IVA……………….……………..………
N° registrazione (per Ass. ONLUS)………………………………………………………………….
Tel.…………………………………………...………Cell...……………………….…………………
E-mail.................................................……………………....................................................................
□ Attività a carattere culturale
□ Attività a carattere Commerciale con Partita IVA
□ Attività di ristorazione

Metri quadri (indicativi) occupati dal gazebo o dai tavoli che si intende allestire:……………………

Il firmatario si assume la responsabilità della veridicità dei dati sopra riportati

Roma, ____________________

Firma del responsabile richiedente


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ALTRE INFORMAZIONI

Per sostenere le spese organizzative, stampa pubblicitaria, assicurazione, elettricità, intervento AMA per pulizia piazza ecc., sulla base dei metri quadri occupati e della natura dello stand espositivo è previsto un contributo per la partecipazione di:

€ 10,00 / 20,00 per le Associazioni Onlus e a carattere culturale;
€ 30,00 / 50,00 per attività commerciali.

SVOLGIMENTO DELLA MANIFESTAZIONE:

- Inizio montaggio stand ore: 8.00.
- I posti saranno decisi in base all'ordine di arrivo dei partecipanti.
- Gli stand dovranno essere pronti per le ore 10.00.
- Le postazioni degli standisti non potranno essere collocate ad una distanza inferiore a 20 mt dall’uscita della Metropolitana.
- Alla chiusura della manifestazione è necessario lasciare puliti gli spazi occupati.


PROGRAMMA DELLA MANIFESTAZIONE:

Il programma definitivo della manifestazione e la locandina saranno distribuite una decina di giorni prima dell'evento.

Siete pregati di dare la massima diffusione e di cercare di coinvolgere altre persone che hanno i requisiti per partecipare: artisti, associazioni, standisti con prodotti compatibili, singoli ecc.

Franco Libero Manco

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Alla manifestazione aderisce il Circolo Vegetariano VV.TT.

sabato 4 settembre 2010

Ecologia alimentare e mistificazioni della carne....

“Dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei” (Anthelme Brillatt-Svarin)


Nella stragrande maggioranza dei casi la gente usa consumare carne e prodotti di derivazione animale (salumi, prosciutti, mortadella ecc.) convinta che quando si ha fame, poco tempo e poca voglia di mettersi a preparare qualcosa di più elaborato, mangiare un panino con dell’affettato, o farsi la classica fettina ai ferri, è molto più sbrigativo, sufficiente a placare la fame e ad essere apposto con le necessità nutrizionali dell’organismo, tantoché, ritiene, che avendo ingerito proteine di origine animale sia sufficiente ad avere i nutrienti necessari.

Se consideriamo che un alimento è conforme alle esigenze chimico-biologiche del nostro organismo quando sono presenti tutti i componenti nutrizionali, cioè carboidrati, minerali, vitamine, proteine, grassi, fibra, acqua ed oligoelementi, si può facilmente capire quanto sia lontano un panino con prosciutto, qualunque altro affettato, la coscia di un pollo arrosto o una scatoletta di tonno, dall’alimentazione ideale presa come riferimento: la frutta e la verdura. Senza qui menzionare gli effetti collaterali e tutte le patologie direttamente correlate al consumo di questi prodotti, privi di carboidrati, zuccheri, fibra, vitamina C, enzimi e micronutrienti (tutte le sostanze che mancano all’alimento ingerito vengono sottratte all’organismo), mangiare alla maniera sbrigativa è da suicidio. Basta pensare che bistecche, hamburger, wurstel e simili arrivano ad avere milioni di microrganismi cadaverico-putrefattivi per grammo. Se l’umanità consumasse solo prodotti di tipo McDonald credo che si estinguerebbe nel giro di due mesi. Tutto ciò che ci protegge viene dal mondo vegetale e tutto ciò che ci danneggia dai prodotti del mondo animale.

Anche i cereali raffinati, pane, pizza, pasta e prodotti da forno, risultano anch’essi privi si sostanze vitali antiossidanti distrutte con la lavorazione, la raffinazione e la cottura.

Sarà pure più facile e veloce farsi una fettina in padella, duo uova al tegamino, o mangiare un pezzo di formaggio ma è altrettanto vero che se ne pagano le conseguenze perché ci si sazia ma non ci si nutre e le cellule restano affamate di veri nutrienti.

Basta un minino di buona volontà, di organizzazione e buon senso per preparare ottimo cibo nutriente, ricco di tutti quei componenti necessari al nostro organismo e alla nostra buona salute. I vantaggi sono molteplici primi tra questi la certezza dell’igiene, la sicurezza dei componenti alimentari utilizzati e soprattutto l’amore con cui preparare in proprio una pietanza che nella catena industriale viene sicuramente a mancare. Se poi si adotta un’alimentazione cruda bastano la metà dei cibi per nutrirsi. Con il cibo crudo si risparmia tempo, denaro e lavoro. Non solo, la cottura rende inorganici gli alimenti e un alimento inorganico non è un cibo. Va altrettanto bene un’alimentazione naturale fatta prevalentemente di frutta, verdura, cereali integrali, legumi e semi oleaginosi, che con un pò di organizzazione può diventare non solo salutare ma facile e veloce da preparare: un panino integrale al pomodoro o della frutta fresca o seccata dovrebbero sostituire le micidiali merendine incellofanate, vero e proprio cibo spazzatura.

E’ necessario entrare nella logica che alimentarsi in modo appropriato è una delle cose più importanti della vita; la vita infatti dipende dal cibo e la qualità della vita dipende dalla qualità del cibo. Se il cibo è senza valore nutritivo l’organismo è destinato a deperire. Ciò che ingeriamo costituisce ogni cellula del nostro organismo e dagli alimenti ingeriti dipende non solo la nostra salute fisica e quindi la nostra felicità, ma quella mentale, quella emozionale, energetica e spirituale.

Franco Libero Manco

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