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domenica 23 ottobre 2011

...ecco gli "eroi" della guerra di Libia... e pensiero di Sandro Pertini sullo scempio contro i vinti






Morte vera e videogame, in Libia

l'Onu e la Nato, Sarkozy, Cameron, Obama, la "volpe del deserto" Frattini con Napolitano e La Russa, altri... "minori". Tutti, dicesi tutti, hanno partecipato (più o meno secondo le loro possibilità) ad armare le ali "invincibili" degli aerei Nato impegnati nello sport, tutto occidentale, del "tiro al piccione".

Dove il piccione principale era Gheddafi mentre quelli da "addestramento" sono state le truppe lealiste libiche di terra , aria e mare (queste "non pervenute"). Con variazioni tutte "democratiche" chiamate "danni collaterali" . Tipo familiari di Gheddafi, bambini in qualche asilo, magari un paio di religiosi, qualche ospedale ed altro.

Per non parlare delle ultime, quelle di Bani Walid e Sirte, città ridotte dalle "bombe intelligenti" ad ammassi di macerie.

Quel che fa riflettere è come i "vertici" politici, sempre pronti a celebrare la "viltà" dei combattenti irakeni, afghani, palestinesi che colpiscono le "innocenti" truppe di occupazione della Nato presenti nel mondo, accusandoli di colpire "a tradimento", non provino la minima vergogna per aver dato l'ordine di massacrare migliaia di militari. Inermi di fronte allo strapotere militare della Nato . Che non ha rischiato di perdere neppure un aquilone o una ruota di aereo.

Ed ai militari che hanno colpito i bersagli umani indifesi come fossero un videogioco, non si dovrebbe chiedere come si sentano? Certo, hanno obbedito agli ordini, altrove (anche in aria) rischiano qualcosa, ma in Libia hanno combattuto con onore? Per quel che mi riguarda mai come in questa occasione si può scrivere e gridare: Nato assassina!!

Vincenzo Mannello
http://www.vincenzomannello.it


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Ed il parere di Joe Fallisi:

"la schiacciante maggioranza dei libici d'oggi" rispettava e amava e, sono sicuro, tuttora ama e rimpiangerà sempre più il vecchio Gheddafi, perché sapeva come egli avesse dato tutto se stesso alla sua patria, rendendola un gioiello di civiltà progredita e laica (ma NON anti-spirituale) invidiato dal mondo intero (in specie dagli arabi traditori) e, con l'esperimento durato decenni e in gran parte riuscito della Giamahiria, un modello di autogoverno del bene comune senza paragoni nella storia. L'ho constatato coi miei occhi ad aprile, quando sono andato (non solo) a Tripoli coi British Civilians for Peace in Libya, quale fosse il sentimento dei libici per Gheddafi... e infatti la piccolissima minoranza monarcoteocratica che pretendeva (pretende) di mettere le sue sgrinfie ultrareazionarie sul Paese e di farlo tornare ai tempi di Re Idris, vendendolo come allora alle potenze straniere, senza i bombardieri e i droni di queste ultime sarebbe stata (ancora oggi verrebbe) spazzata via nel giro di una settimana. Gheddafi, sì, è morto come un eroe - come un vero uomo - antico. Combattendo contro i siopredatori occidentali e la vampiraglia razzista e mostruosa col burka avvoltolato al posto del cervello. Poteva andarsene in qualche paradiso fiscale... E' tornato invece nella sua piccola città di nascita, tra i suoi che resistevano impavidi. Con i suoi figli. Uno è stato torturato e ammazzato insieme col suo grande padre. Gli altri non molleranno. La lotta di liberazione della Libia sovrana, indipendente e socialista, della Giamahiria, è appena cominciata.
Joe Fallisi

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Altro Commento:

Trovo orrendo che il sito della tavola per la pace di Assisi possa dire che l'uccisione di Gheddafi "conferma che la tempesta araba prosegue.Gheddafi è il terzo dittatore disinstallato".
Com'è possibile paragonare la guerra di LIbia (50.000 bombe sganciate dalla Nato, 11.000 operazioni aeree - partite anche da Aviano, che dista poche decine di km dalla mia abitazione-, migliaia di esecuzioni di "gheddafiani", migliaia di civili assassinati, interessi coloniali da salvaguardare, Francia, GB e altri occidentali bastardi, Italietta compresa) con la "primavera araba"? Cosa rende così ciechi i cosiddetti "pacifisti" nostrani? Cosa è successo in questo paese a partire dagli anni '80? Sempre più indignato, prof. Dante Bedini


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Altro commento:

Sodomizzato e censurato.... ; la fine atroce di Gheddafi aleggia sui fautori della guerra umanitaria

CENSURE PROGRESSISTE. "In fila per vedere quel maledetto leader che li ha
oppressi per 42 anni". Questo è il commento di Rainews alla barbarie messa
in scena dal CNT. Neanche un accenno al fatto che Gheddafi sia stato
torturato e sodomizzato. Stessa censura su Repubblica: nessun cenno in
home page. E' paradossale che oggi invece sul quotidiano Il Tempo la prima
notizia in alto sia: "Orrore in Libia. In fila per vedere il cadavere di
Gheddafi". E poi: "Spunta un nuovo video in cui si vede il Raìs, di
spalle, sodomizzato dai ribelli".

IMBARAZZO. Persino il ministro della Difesa britannico Philip Hammond -
riferendosi all'uccisione di Gheddafi - ha dichiarato che "la reputazione
del CNT agli occhi della comunità internazionale è stata un po' macchiata
da quanto successo". Notare: "Un po' macchiata".

DIRITTI UMANI. Ma la fine di Gheddafi non è una piccola macchia finale su
lenzuolo bianco, sulla fulgida storia di una limpida guerra in cui il CNT
ha lottato per il recupero dei diritti umani. La pratica generalizzata
delle torture e dei pestaggi da parte delle truppe del Cnt, che di fatto
controllano le prigioni, è così grave che persino l’inviata dell’Alto
commissariato dell’Onu per i diritti umani, Mona Rishmawi, è stata
costretta a confermare. E anche questo non lo troviamo sulla stampa
progressista ma sul Foglio di Giuliano Ferrara.

FOSSE COMUNI (DEL CNT). Il Corriere della Sera comincia a parlare di fosse
comuni dove i ribelli avrebbero accatastato i neri accoppati con la nostra
guerra giusta. Le fosse comuni del CNT, Lorenzo Cremonesi del Corsera
raccoglie questa testimonianza: “Qui vivevano soltanto negri, negri
stranieri, nemici dalla pelle scura che stavano con Gheddafi, ucciderli è
giusto".

RAZZISMO E TORTURA. Un 17enne del Ciad, ovviamente nero di carnagione e
pertanto sospetto, accusato di essere uno stupratore e un mercenario, e’
stato preso a pugni e percosso con bastoni, cinture, calci dei fucili e
cavi di gomma. “Alla fine”, ha raccontato, “ho detto quello che volevano
sentire; che avevo stuprato le donne e ucciso i libici”.

BALLA SCRICCHIOLANTE. Comincia insomma a scricchiolare l'immensa balla che
ci hanno raccontato fino a ora e che ha portato - giuro! - un mio amico su
Facebook (attivista della FIOM!) a sostituire la sua immagine sul social
network con quella della nuova bandiera libica. Fa uno strano effetto
vedere come la confusione a sinistra abbia generato grotteschi effetti. E
quanto i buoni arrivano a sodomizzare i cattivi, beh... mica possiamo
darvi troppo spazio, no?

TOP SECRET. Leggete intanto questo documento segreto dell'UFFICIO
COMUNICAZIONI DOWNING STREET, 22 ottobre 2011: "La morte di Gheddafi è il
risultato migliore per gli interessi nostri e dei nostri alleati nella
guerra in Libia. Catturato vivo e processato, il leader libico avrebbe
potuto rivelare particolari imbarazzanti sulle sue passate relazioni con
il nostro e con altri governi occidentali".

Alessandro Marescotti - Lista Peacelink


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Ancora un commento:

In giugno scrivevo questa breve mail, ancora fiducioso che qualcosa potesse cambiare in questo paese (da "Ho appena letto queste parole di De André"). Ora trovo che Faber avesse ragione, che Pasolini avesse previsto tutto questo, con la sua "disperazione" e con il suo pensiero "anarchico apocalittico".
Questo paese sta precipitando nel degrado morale più abietto, il "berlusconismo" è come il fascismo, l'"autobiografia di questa nazione". E' squallido vedere pacifisti e guerrafondai, "nonviolenti" e fautori della violenza di stato, "sinistra" e destra sempre più accomunati dallo stesso tipo di (non) analisi della realtà, dall'accettazione dell'esistente, dalla stanca ripetizione dei soliti luoghi comuni.
Questo paese, tutta l'Europa colonialista ed imperialista hanno bisogno di una primavera che spazzi via questa incultura. Per fortuna abbiamo ancora qualche esempio da seguire, dalla primavera araba (altro che Libia) alle esperienze dell'America Latina

Ho appena letto queste parole di De André: “Sul finire degli anni Ottanta la gente aveva perso a tal punto il senso della propria dignità che si viveva in una specie di limbo, dove nessuno aveva più voglia di protestare, figuriamoci poi di ribellarsi: non c’è niente di più idoneo perché il potere possa compiere i propri misfatti nella più assoluta impunità. Si continua ad affermare la priorità del mercato – ormai anche la politica è attraversata da grandi ventate di affarismo, non sempre lecito – e con essa la morte delle ideologie: così si educa la gente al ripudio degli ideali. Questa rassegnata abulia, che coinvolgeva anche artisti un tempo ‘impegnati’, giornalisti non di regime e politici d’opposizione, è sintetizzata nel finale de La domenica delle salme dove si parla di ‘pace terrificante’, mentre ‘il cuore d’Italia si gonfia in un coro di vibrante protesta’. Senonché la protesta ha la voce d’un coro di cicale, scelto a emblema del menefreghismo collettivo” (Fabrizio De André a proposito della canzone La domenica delle salme, ultimo brano dell’album Le nuvole, 1990)
Chissà che all'avvicinarsi del mio sessantesimo anno di età questo paese non stia diventando un pò meno "ridicolo e orribile" (come lo definiva negli anni '70 PPPasolini), che non si aprano spazi di speranza e di ribellione, che non nasca un processo di cambiamento radicale sul piano etico e politico. Certo, sarà dura ricostruire una società ridotta in macerie.
Ma ho una grande fiducia nei giovani (e meno giovani...)
Dante Bedini


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Il pensiero nobile di Sandro Pertini

Già la guerra è "oscena", ma l'ostentazione della morte, l'insulto dei deboli, dei "sudditi", a quel che resta di un tiranno, non possono che intristire, anche sotto il profilo educativo. Quando mi dissero che il cadavere di Mussolini era stato portato a piazzale Loreto, corsi con mia moglie e Filippo Carpi. I corpi non erano appesi. Stavano per terra e la folla ci sputava sopra, urlando. Mi feci riconoscere e mi arrabbiai: «Tenete indietro la folla!». Poi andai al CLN e dissi che era una cosa indegna: giustizia era stata fatta, dunque non si doveva fare scempio dei cadaveri. Mi dettero tutti ragione: Salvadori, Marazza, Arpesani, Sereni, Longo, Valiani, tutti. E si precipitarono a piazzale Loreto, con me, per porre fine allo scempio. Ma i corpi, nel frattempo, erano già stati appesi al distributore della benzina. Così ordinai che fossero rimossi e portati alla morgue. Io, il nemico, lo combatto quando è vivo e non quando è morto. Lo combatto quando è in piedi e non quando giace per terra".

SANDRO PERTINI (Emerito Presidente della Repubblica Italiana)

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Poesia aggiunta:


Il paradosso del denaro è che tutti ne vorrebbero

anche se più se ne possiede e più ci complica la vita.

Il paradosso dell’agio è che anche la posizione più comoda

dopo un pò diventa insopportabile.

Il paradosso del piacere e che quando è troppo

si trasforma in disgusto.

Il paradosso della conoscenza è che più si sa

e più ci si accorge di essere ignoranti.

Il paradosso della felicità

è che sta nel rendere felice qualcuno.



Franco Libero Manco



mercoledì 14 settembre 2011

Sul papa ratzinger, su Gheddafi, sui crimini contro l'umanità, sulla via di mezzo

"Saltando la corda e suonando" - Disegno di Chiara Ferrara


Questa che segue è una corrispondenza fra vari amici, che condividono il senso della giustizia e della libertà epsressiva, su alcuni temi d'attualità riguardanti la morale, la politica, l'analisi degli eventi, con varie angolazioni (P.D'A).


Scrive Vincenzo Mannello:
Benedetto XVI come Milosevic , Mladic , Karadzcic e...Ghedda​fi: criminale contro l'umanità! - Questa l'accusa sollevata da una associazione statunitense di vittime di preti pedofili contro il Capo della Chiesa cattolica , apostolica , romana che , secondo molti , "non poteva non sapere" quel che combinavano moltissimi sacerdoti in tante parti del mondo . E , conseguentemente , colpevole di aver assunto la diretta responsabilità di tali crimini di fronte al mondo intero .
Cosí la proposta di cattura e processo al famigerato Tribunale dell' Aja , che gli Usa non riconoscono , fa il paio con quelle , già eseguite , di Milosevic , Mladic , Karadzic e con quella di Gheddafi , prossima alla soluzione (secondo i giudici) . Cosa aggiungere a commento ? Si potrebbe scrivere....ben gli sta ! Sia per il continuo riconoscimento della "responsabilità oggettiva" compiuto dalla Chiesa nei confronti di vari personaggi storici (sempre dopo che avevano perso) nel corso dei secoli . Sia per la glorificazione dello stesso Tribunale dell' Aja quando si è trattato di giudicare e condannare (a senso unico) persone non gradite alla parte vincente Nato in primis e secondo il modello "Norimberga" .
Ma , come già fatto per gli altri , chi giudica il Tribunale dell' Aja una tragica buffonata costruita da quanti vogliono processare i vinti ed i deboli tralasciando forti e vincenti , non può che prendere le difese di Benedetto XVI . E' vecchio , stanco , alle prese con uno dei peggiori periodi vissuti globalmente dalla Chiesa . Non risulta sia pedofilo o che abbia "coperto" legalmente qualcuno . Quanto alle "responsabilità" morali ribadiamo che non possono essere giudicate dalla giustizia "terrena" . Tantomeno da quella abusivamente erogata all' Aja ! Lascino perdere Benedetto XVI e , mentre che ci sono , pure... Gheddafi !

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Risposta di Paolo D'Arpini:
“Mah... mah... Caro Vincenzo... Nel mondo esistono due poteri economici molto forti, il primo è rappresentato dalle banche mondiali rette da finanzieri ebrei ed il secondo è la banca del vaticano, questi due poteri sono in lotta antagonista per accaparrarsi il dominio del mondo… forse stanno vincendo a livello mondiale gli ebrei… ma il vaticano controlla ancora (almeno in parte) i paesi di matrice cattolica, come appunto l’Italia... Tutti i politici che hanno fondi sozzi da riciclare, tutti i mafiosi e collusi, tutti i commercianti di morte, etc. hanno depositi ed investimenti nella banca del vaticano… Lo IOR papalino riesce ancora a mantenere il suo segreto bancario…. Ed è quindi l’unico potere economico competitivo contro le banche mondiali possedute dai grandi finanzieri ebrei. Insomma noi siamo fra l’incudine ed il martello… e la decisione di ricorrere all'Aja per i delitti di pedofilia  passati sotto silenzio dal vaticano rientra forse in questa strategia di lotta fra grandi potentati della finanza mondiale… Ma sul vaticano vogliamo aprire gli occhi fino in fondo? Allora guardiamo bene e scopriamo che il sepolcro non é vuoto ma contiene un cadavere putrescente da circa 2000 anni… che viene imbellettato da orde di necrofili avidi di mantenere il loro potere temporale… Tempo fa qualcuno mi ha riferito che in una trasmissione hanno parlato in TV di Satana, dicendo che il demonio esiste, e che i preti pedofili sono posseduti da Satana e quindi vanno esorcizzati. Ma forse bisogna dire che non v’é differenza fra l’esorcista e Satana, già da tempo uniti, essi abitano insieme proprio lì…”

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Commento di Andras Kocsis:
"In merito alla denuncia di papa Ratzinger al tribunale dell'Aja. Bravo Vincenzo! Pettinando, pettinando i nodi? Un po' come NURNBERG. Dal loro "altissimo morale"(?) i vincitori hanno condannato i tedeschi per "Crimini Contro Umanità". Benissimo! Peccato però che dopo anche loro sono andati fare il loro "turno" in Algir, Vietnam, Belfast, Afghanistan.. facendo a loro volte peggio. Forse solo i "dimensioni" erano diversi ma per i morti ammazzati che differenza fa? Mi sembra capire che quello che sta succedendo con i prigionieri nelle galere americane a Guantanamo,,, con i livelli di sofisticazione delle torture, hanno gran lunga superato, l'arte dei loro "colleghi " tedeschi” - Ed ancora commenta alla mia risposta sui trucchi diabolici vaticani: “Anche questo è vero. Non parlando del metodo con quale hanno diffuso ("amorevolmente") questa dolce fede! Mi ricordo un nome,un sant'uomo particolarmente attivo, Ignazio di Loyola. Slobo (Miloscevic) Ghedi (Per gli amici) Karazdic ed altri "criminali" (minori) ancor'oggi potrebberò chiamare: Maestro!”

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Altra lettera di Vincenzo Mannello:
"Caro Paolo, dato che tengo in gran considerazione le cose che scrivi ti invito ad esporre sempre le tue opinioni su quel che scrivo . Meglio se accompagnate da innegabili fatti , come sotto esposto . Però il bello è che la penso in generale come te sul Vaticano e quanto scrivo (e faccio) lo comprova . Tranne che non sia riuscito a rendere bene quel che ho scritto e messo sul sito , anche con l' accostamento delle foto , non credo di essere stato tenero con la Chiesa istituzione e con il Tribunale dell' Aja (il vero bersaglio) Ed il riferimento finale a lasciar perdere Gheddafi mi sembra dimostrarlo . Infine , seriamente , cerco di non usare mai due pesi e due misure . Pertanto difendo pure , in questa occasione , Benedetto XVI . Fammi sapere cosa pensi della presente. Ti abbraccio"

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Replica di Paolo D'Arpini:
"...vedi, caro Vincenzo, la via di mezzo che mi sono imposta è ardua e talvolta mi crea fastidi a destra e sinistra.. Però su alcuni punti ho le idee abbastanza chiare. Ovvero: non vale la pena riportarsi ad un passato che non potrà tornare, fra i vari mali scelgo sempre il minore, cerco di promuovere pensieri ed azioni che possano far crescere il desiderio di libertà e giustizia.... A volte sembra che tali fini vengano traditi, qui e lì, eppure un sottofondo resta, soprattutto per avvicinarmi il più possibile a ciò che è attuabile e non idealistico... Comunque riconosco sempre la sincerità negli altri e questo mi giova molto, soprattutto se anche gli altri riconoscono la mia....

lunedì 22 agosto 2011

Sondrio e la Valtellina potrebbero tornare a far parte della Svizzera

Nell'immagine "Il castello degli gnomi" di Franco Farina


La Valtellina tornerà ad essere parte della Confederazione Svizzera? Se così fosse, è prevedibile un'ondata migratoria italica verso di essa ...

Come cambia velocemente il clima geopolitico. Solo un anno fa la Svizzera pativa minacce da Gheddafi che proponeva di dividerla tra Germania, Francia e Italia, e allo stesso tempo il settore finanziario elvetico subiva pressioni internazionali contro l’anonimato dei propri conti bancari. Oggi invece, anziché essere assecondato in modo servile a Roma, Gheddafi conta i suoi ultimi giorni in un bunker a Tripoli, e intanto il franco svizzero vola perché i capitali di mezzo mondo cercano rifugio lontano dalla politica monetaria inflativa dell’euro e del dollaro.

Nella sua storia secolare la confederazione elvetica ne ha visti di Gheddafi, questi paladini del centralismo, che con la stessa potenza e vita breve di una fiammata, prima spiccano e poi si estinguono data la loro instabilità e l’insofferenza che provocano tra la propria gente. La Svizzera, con la sua democrazia diretta, il suo decentramento fiscale, la sua neutralità, non ha mai prodotto carismatici leader maximi però è stata in grado di garantire benessere e stabilità secolare alla propria cittadinanza. In questo periodo di crisi il modello svizzero è visto come punto di riferimento dai propri vicini, se non addirittura con nostalgia e rimpianto. Questo perlomeno è il recente caso della Valtellina, oggi la provincia italiana di Sondrio.

Dopo la manovra taglia enti locali di Ferragosto, il presidente della provincia di Sondrio ha reagito dichiarandosi a favore di un referendum per confluire in Svizzera. Poco importa se i leader maximi da Roma l’hanno rabbonito con un cavillo che risparmierebbe l’eliminazione di questa provincia di confine. Il punto è che i 180 mila abitanti della Valtellina, a differenza dei vicini del cantone dei Grigioni, sono alla mercé degli umori di una capitale distante. Berna non si sognerebbe mai di eliminare un terzo dei comuni del cantone dei Grigioni, perché là il comune è considerato come l’espressione di rappresentanza politica più vicina al cittadino, sovrastante e non subalterna a Berna. Casomai sta ai cittadini di quei comuni decidere se conviene accorparsi o no. Invece, con una disperata manovra estiva, Roma ha deciso di eliminare più di un terzo (29 su 78) dei comuni in provincia di Sondrio, risparmiando si e no, tra stipendi di sindaci e assessori, 600 mila euro all’anno, l’equivalente dell’intoccabile stipendio annuo di quattro parlamentari. Come i parassiti in difficoltà, anche lo stato centralista sacrifica prima le appendici per la sopravvivenza del nucleo centrale.

All’idea di voler votare per passare in Svizzera, nessuno ha reagito invocando l’attentato all’unità nazionale, dato che dal 2006 non è più reato ed è ora possibile perseguire questo diritto all’autodeterminazione tutelato dalla comunità internazionale. Al presidente della provincia di Sondrio basterebbe seguire il percorso delineato dagli scozzesi e fregarsene di Bossi, Berlusconi e Tremonti. Il parere che conta è quello dei 180 mila cittadini della provincia di Sondrio, e non degli impresari di partito italo-padani. In Scozia lo Scottish National Party (SNP) quest’anno ha ottenuto la maggioranza assoluti di voti, e nel 2015 voteranno per la completa indipendenza politica della Scozia dalla Gran Bretagna, con Londra che ha già dichiarato che dovrà rispettare l’esito di questa espressione democratica. Per la Valtellina questo sarebbe un passaggio naturale, perché l’affinità culturale e linguistica che hanno con i vicini Grigioni è proprio dovuta al fatto che dal 1512 al 1797 ne fecero proprio parte. Fu Napoleone a strapparla dalla Svizzera per annetterla al suo Regno d’Italia. Al Congresso di Vienna del 1814-1815, che doveva ripristinare l’Europa ai confini pre napoleonici, gli svizzeri si fecero sentire, ma come per il Veneto, anche la Valtellina rimase Austriaca per poi passare mezzo secolo dopo in mano ai Savoia.

Forse per Sondrio sarà meno difficile innescare il percorso democratico verso un referendum per autodeterminare il proprio futuro. Un ritorno alla Svizzera deve per forza essere percepito come culturalmente naturale, oltre che economicamente vantaggioso. Forse sarà da lì che anche le comunità montane venete, e i loro rappresentanti politici, capiranno che è inutile aspettare qualcosa per bontà di un potere centrale. Impariamo ad essere cittadini e non sudditi, prendiamo esempio dagli svizzeri, perché basta solo volerlo.

Lodovico Pizzati

Fonte: Movimento Libertario http://www.movimentolibertario.it