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martedì 31 luglio 2012

Grillino perfetto? Grillino con l'elmetto... Credere, obbedire e non far domande al caro leader Grillo....



Vietato criticare il "caro leader": i grillini mi cacciano dal loro gruppo FB Diario.

Grillo fa politica in Italia ma ha la residenza in Svizzera, indovinate perché.

Ma quando l'Italia sarà tornata alla lira come auspica Grillo, lui che farà: cambierà i suoi franchi svizzeri in lire, oppure se li terrà ben stretti?

Ecco qua sopra due dei miei commenti che mi han valso la cacciata dal gruppo Facebook di Beppe Grillo. Naturalmente i due messaggi sono stati cancellati.

Non solo, hanno cancellato anche le decine di commenti da me inviati durante i circa tre mesi di permanenza nel gruppo. Sia in risposta ad altri partecipanti, sia di critica al M5S. E sempre in modo più che urbano, cosa che non può essere detta di alcuni sostenitori del Movimento. Come ho riportato QUA

Che Grillo sia residente nel Canton Ticino, a Lugano, è notizia di dominio pubblico. Quindi dov' è il problema? Ho insinuato che abbia eletto la sua residenza nella Confederazione per pagare meno tasse? Certamente si.

Ma se la cosa non corrisponde a verità, se anche Grillo, come l' ing. De Benedetti, pur abitando in Svizzera ha mantenuto la residenza fiscale in Italia, e quindi le tasse le paga qui, lo si poteva dire. Invece il fatto che il mio commento sia stato cancellato e io cacciato dal gruppo, lascia presagire che abbia colto nel segno.

Anche la seconda considerazione era più che legittima. Poiché il comico genovese è uno dei più accaniti fautori di un ritorno alla lira, prima che a chi lo critica è ai suoi sostenitori che dovrebbe dire cosa farà lui personalmente coi suoi euro e franchi svizzeri, dovesse l' Italia tornare alla vecchia moneta.

Insomma il cosiddetto partito "nuovo" fatto di verginelle che dovranno purificare l'Italia liberandola dalla casta, è intollerante alle critiche e puzza già tanto di vecchio. A cominciare dal suo "caro Leader".

Notizia di oggi: mi hanno bannato anche dal blog di Grillo. Vietato indagare sugli affari personali del Capo. Vietato chiedergli dove paga le tasse e che farà dei suoi soldi dovessimo tornare alla lira, come vuole lui.

Credere, obbedire e votare ma sopratutto non fare domande. Ecco come deve comportarsi il grillino perfetto.

Gianni Guelfi

lunedì 22 agosto 2011

Sondrio e la Valtellina potrebbero tornare a far parte della Svizzera

Nell'immagine "Il castello degli gnomi" di Franco Farina


La Valtellina tornerà ad essere parte della Confederazione Svizzera? Se così fosse, è prevedibile un'ondata migratoria italica verso di essa ...

Come cambia velocemente il clima geopolitico. Solo un anno fa la Svizzera pativa minacce da Gheddafi che proponeva di dividerla tra Germania, Francia e Italia, e allo stesso tempo il settore finanziario elvetico subiva pressioni internazionali contro l’anonimato dei propri conti bancari. Oggi invece, anziché essere assecondato in modo servile a Roma, Gheddafi conta i suoi ultimi giorni in un bunker a Tripoli, e intanto il franco svizzero vola perché i capitali di mezzo mondo cercano rifugio lontano dalla politica monetaria inflativa dell’euro e del dollaro.

Nella sua storia secolare la confederazione elvetica ne ha visti di Gheddafi, questi paladini del centralismo, che con la stessa potenza e vita breve di una fiammata, prima spiccano e poi si estinguono data la loro instabilità e l’insofferenza che provocano tra la propria gente. La Svizzera, con la sua democrazia diretta, il suo decentramento fiscale, la sua neutralità, non ha mai prodotto carismatici leader maximi però è stata in grado di garantire benessere e stabilità secolare alla propria cittadinanza. In questo periodo di crisi il modello svizzero è visto come punto di riferimento dai propri vicini, se non addirittura con nostalgia e rimpianto. Questo perlomeno è il recente caso della Valtellina, oggi la provincia italiana di Sondrio.

Dopo la manovra taglia enti locali di Ferragosto, il presidente della provincia di Sondrio ha reagito dichiarandosi a favore di un referendum per confluire in Svizzera. Poco importa se i leader maximi da Roma l’hanno rabbonito con un cavillo che risparmierebbe l’eliminazione di questa provincia di confine. Il punto è che i 180 mila abitanti della Valtellina, a differenza dei vicini del cantone dei Grigioni, sono alla mercé degli umori di una capitale distante. Berna non si sognerebbe mai di eliminare un terzo dei comuni del cantone dei Grigioni, perché là il comune è considerato come l’espressione di rappresentanza politica più vicina al cittadino, sovrastante e non subalterna a Berna. Casomai sta ai cittadini di quei comuni decidere se conviene accorparsi o no. Invece, con una disperata manovra estiva, Roma ha deciso di eliminare più di un terzo (29 su 78) dei comuni in provincia di Sondrio, risparmiando si e no, tra stipendi di sindaci e assessori, 600 mila euro all’anno, l’equivalente dell’intoccabile stipendio annuo di quattro parlamentari. Come i parassiti in difficoltà, anche lo stato centralista sacrifica prima le appendici per la sopravvivenza del nucleo centrale.

All’idea di voler votare per passare in Svizzera, nessuno ha reagito invocando l’attentato all’unità nazionale, dato che dal 2006 non è più reato ed è ora possibile perseguire questo diritto all’autodeterminazione tutelato dalla comunità internazionale. Al presidente della provincia di Sondrio basterebbe seguire il percorso delineato dagli scozzesi e fregarsene di Bossi, Berlusconi e Tremonti. Il parere che conta è quello dei 180 mila cittadini della provincia di Sondrio, e non degli impresari di partito italo-padani. In Scozia lo Scottish National Party (SNP) quest’anno ha ottenuto la maggioranza assoluti di voti, e nel 2015 voteranno per la completa indipendenza politica della Scozia dalla Gran Bretagna, con Londra che ha già dichiarato che dovrà rispettare l’esito di questa espressione democratica. Per la Valtellina questo sarebbe un passaggio naturale, perché l’affinità culturale e linguistica che hanno con i vicini Grigioni è proprio dovuta al fatto che dal 1512 al 1797 ne fecero proprio parte. Fu Napoleone a strapparla dalla Svizzera per annetterla al suo Regno d’Italia. Al Congresso di Vienna del 1814-1815, che doveva ripristinare l’Europa ai confini pre napoleonici, gli svizzeri si fecero sentire, ma come per il Veneto, anche la Valtellina rimase Austriaca per poi passare mezzo secolo dopo in mano ai Savoia.

Forse per Sondrio sarà meno difficile innescare il percorso democratico verso un referendum per autodeterminare il proprio futuro. Un ritorno alla Svizzera deve per forza essere percepito come culturalmente naturale, oltre che economicamente vantaggioso. Forse sarà da lì che anche le comunità montane venete, e i loro rappresentanti politici, capiranno che è inutile aspettare qualcosa per bontà di un potere centrale. Impariamo ad essere cittadini e non sudditi, prendiamo esempio dagli svizzeri, perché basta solo volerlo.

Lodovico Pizzati

Fonte: Movimento Libertario http://www.movimentolibertario.it

domenica 13 giugno 2010

Il bioregionalismo secondo Domà Nunch: "Lavoriamo insieme per una Confederazione Elvetico-Insubre.."

Ricordo che quando risiedei a Como, per fare il CAR al tempo della naja, riscontrai come il luogo fosse affine alla vicina Svizzera, in effetti questa proposta bioregionale non mi sembra peregrina... (Paolo D'Arpini)

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La notizia riportate recentemente dalla stampa in merito alla proposta del deputato elvetico Baetting dell'UDC di allargare i confini della Svizzera a nuovi territori ha sicuramente riscosso grande favore nelle popolazioni interessate, in particolare a Varese e Como.

Il movimento eco-nazionale Domà Nunch, da tempo assertore delle libertà insubri, comprende il desiderio espresso dai nostri vicini svizzeri e, nell'ottica di una riunificazione dell'Insubria dall'Adda alla Sesia e dal Po al Gottardo, non solo fa sua la proposta, ma esorta i rappresentanti del partito elvetico ad una più stretta collaborazione.

"Queste proposte dimostrano che oramai i tempi sono maturi per esperire le strade più moderne e democratiche per la creazione di nuovi soggetti statuali nell'ambito di un'Europa delle Patrie" dichiara Lorenzo Banfi, Presidente del noto sodalizio insubrista. "Da anni noi pensiamo al superamento dell'obsolescente frontiera che separa l'Insubria italiana (piemontese e lombarda) da quella svizzera. Gli amministratori del versante italiano prendano atto che queste non sono fantasie, ma un serio modello per il futuro: una Confederazione Elvetico-Insubre avrebbe dimensioni di tutto rispetto e potrebbe anzi diventare un gigante a livello economico".
I numeri, in effetti, lo dimostrano: un'ipotetica Confederazione fra Insubria e Svizzera sarebbe un colosso di quasi 16 milioni di abitanti, con una superficie di oltre 50.000 kmq e un PIL paragonabile a quello dei Paesi Bassi
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Altri articoli su Bioregionalismo:
http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=bioregionalismo