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martedì 31 luglio 2012

Grillino perfetto? Grillino con l'elmetto... Credere, obbedire e non far domande al caro leader Grillo....



Vietato criticare il "caro leader": i grillini mi cacciano dal loro gruppo FB Diario.

Grillo fa politica in Italia ma ha la residenza in Svizzera, indovinate perché.

Ma quando l'Italia sarà tornata alla lira come auspica Grillo, lui che farà: cambierà i suoi franchi svizzeri in lire, oppure se li terrà ben stretti?

Ecco qua sopra due dei miei commenti che mi han valso la cacciata dal gruppo Facebook di Beppe Grillo. Naturalmente i due messaggi sono stati cancellati.

Non solo, hanno cancellato anche le decine di commenti da me inviati durante i circa tre mesi di permanenza nel gruppo. Sia in risposta ad altri partecipanti, sia di critica al M5S. E sempre in modo più che urbano, cosa che non può essere detta di alcuni sostenitori del Movimento. Come ho riportato QUA

Che Grillo sia residente nel Canton Ticino, a Lugano, è notizia di dominio pubblico. Quindi dov' è il problema? Ho insinuato che abbia eletto la sua residenza nella Confederazione per pagare meno tasse? Certamente si.

Ma se la cosa non corrisponde a verità, se anche Grillo, come l' ing. De Benedetti, pur abitando in Svizzera ha mantenuto la residenza fiscale in Italia, e quindi le tasse le paga qui, lo si poteva dire. Invece il fatto che il mio commento sia stato cancellato e io cacciato dal gruppo, lascia presagire che abbia colto nel segno.

Anche la seconda considerazione era più che legittima. Poiché il comico genovese è uno dei più accaniti fautori di un ritorno alla lira, prima che a chi lo critica è ai suoi sostenitori che dovrebbe dire cosa farà lui personalmente coi suoi euro e franchi svizzeri, dovesse l' Italia tornare alla vecchia moneta.

Insomma il cosiddetto partito "nuovo" fatto di verginelle che dovranno purificare l'Italia liberandola dalla casta, è intollerante alle critiche e puzza già tanto di vecchio. A cominciare dal suo "caro Leader".

Notizia di oggi: mi hanno bannato anche dal blog di Grillo. Vietato indagare sugli affari personali del Capo. Vietato chiedergli dove paga le tasse e che farà dei suoi soldi dovessimo tornare alla lira, come vuole lui.

Credere, obbedire e votare ma sopratutto non fare domande. Ecco come deve comportarsi il grillino perfetto.

Gianni Guelfi

sabato 5 maggio 2012

Damasco, maggio 2012 - Dietro le quinte, quel che non si potrà leggere sui giornali - Facebook chat on Siria..



ciao joe


ciao


sei in siria?





com'è la situazione adesso?


ogni giorno i terroristi, gli islamici del Kali Yuga, scannano qualcuno... ma il popolo li aborre


bisognerebbe spiegarlo alla redazione di umanità nova, che quasi ogni settimana parla di stragi e brutale repressione del governo siriano contro i dissidenti


sono dei disgraziati... non voglio più sentirne neanche parlare... con quella gente HO CHIUSO... oggi pomeriggio mi sono incontrato con un giornalista di Londra che è qui da 4 mesi... mi ha confermato che sono menzogne spudorate... tutta roba da al-Jewzeera si chiama Gari Sullivan (http://noozdesk.com/)


una settimana fa a napoli hanno organizzato il viaggio a pisa per l'aniversario della morte di Serantini, ma ho deciso di non andarci
non ce la faccio più a vedere le solite facce da preti e suore mancati


ma che vadano AFFANCULO!... sono morti che vivono di cadaveri


Serantini si rivolterebbe dalla tomba a vedere che fine ha fatto il movimento anarchico


bisogna chiudere il libro - e scriverne uno nuovo. BASTA.


secondo me il movimento anarchico deve rinascere al di fuori degli ambienti anarchici


certo, proprio così


in italia chiunque è interessato a frequentare gli anarchici, trova preti e suore mancati, fricchettoni, cannati e teste di cazzo, intelletualoidi carrieristi il cui solo scopo un tempo era quello di essere accettati nei salotti radicalchic ed oggi nei salotti liberali
ed alla fine chi è interessato ad un progetto serio si allontana


esatto... IGNORALI... sono larve, spettrucoli, involucri senza vita


sabato scorso l'ho detto ai giovani che frequentano l'oacn, quando andrete a pisa non avete idea di che razza di preti troverete


devi disintossicarti pure tu
lasciali perdere


infatti non li frequento da anni


meglio così
però parli sempre di loro


ci sono quelli del comidad che sebbene non facciano attività militante si sforzano per fare delle anlisi politiche anticonformiste
nel movimento anarchico sono tra i pochi che si sono schierati contro i terroristi in libia ed in siria tu hai mai letto il loro sito?


sì... ma ho bisogno di altri linguaggi, altre facce, altre anime... altra ARIA
lì mi sento soffocare


anche i gridas di scampia fanno un ottimo lavoro all'interno del quartiere
infatti nelle loro iniziative ci vanno i proletari
i carc ogni anno alla loro festa organizzano il concerto di maria nazionale
quando dico agli anarchici che vado al concerto di maria nazionale al concerto dei carc, ricevo una sorta di linciaggio morale
per loro chi ascolta maria nazionale deve essere necessariamente un camorrista e la feccia dell'umanità
invece al suo concerto non ci trovo i camorristi ma ci trovo i proletari veri, qualli che la mattina si alzano e devono combattere per lavorare
nella sinistra negli ultimi anni si è diffuso una sorta di disprezzo elitario nei confronti dei proletari e della loro cultura


io non provo né disprezzo né infatuazione


io non parlo di infatuazione ma il rispetto per chi si identifica in una certa cultura, che loro considerano rapprestande del mondo in cui vivono
essere razzisti verso i neomelodici vuol dire essre razzisti verso gli abitanti di scampia, forcella dello zen di palermo
se un proletario va al concerto di roberto vecchioni e sente il pippone su pericle e la democrazia ateniese, anche se lo capisce non si identifica, se ascolta nino dangelo che canta, cumm se fa a dicere w l'iralia murendo sott' 'e riebiti ca fanno l'ate , si identificano
il napoletano ed il siciliano costretti ad emigrare al nord o all'estero, si identificano con le canzoni di mario merola che parlano di emigrazione, non con quelle di vecchioni, la badante rumena ascolta ciao ciao di maria nazionale, mica fiorella mannoia


"Vecchioni" fa SCHIFO!... il suono tremolante della sua voce... di 'sto altro lemure gelatinoso, leccaculo, opportunista, democVatico, "comunista", tirchione, avidadollars, mediocre, puzzolente, conformista... come si fa ad ascoltarlo?????!!!...


che è venuto a fare la campagna elettorale per de magistris, facendo finta di averlo fatto per l'amore nei confronti di napoli
in realtà perché in cambio gli era stata promessa la direzione del forum delle culture


ma ti prego!... mi parli sempre di sottouomini che mi disgustano... non anche in Siria... no...


maria nazionale anche se in buona fede ha partecipato al film di quella merda umana di roberto saviano, però ai concerti dei carc suona gratis per idealismo
ok
scusa
a me piace daniele sepe
non so se lo conosci


no


puoi trovarlo su youtube
è un ottimo sassofonista jazz negli anni settanta suonò con gli zezi nell disco tammurriata dell'alfasud
adesso è stato messo al bando perché ha fatto una canzone contro saviano


a me NON piace il jazz - mi ritirerei su un'isola deserta con la musica di Bach, Mozart, Haydn... o anche solo del mare e del vento


(Joe Fallisi Chat on Facebook)


................


Per approfondire il tema: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2012/05/03/joe-fallisi-maggio-in-siria-visto-con-occhi-puliti/

sabato 18 febbraio 2012

Facebook, Twitter, YouTube... un ottimo sistema per spiarti in casa... e sviluppare il controllo globale delle masse....

La vera spia sta nei social media...


Un nuovo studio del Mediterranean Council for Intelligence Studies (MCIS), pubblicato sull’annuario del 2012 illustra l’utilizzo dei social media come “l’avanguardia nella raccolta gratuita di informazioni dell’intelligence strategica”. Joseph Fitsanakis di IntelNews.org, co-autore dello studio, spiega:

Mostriamo come Facebook, Twitter, YouTube e una moltitudine di altre piattaforme social siano sempre più viste dalle agenzie di spionaggio come preziosi canali di acquisizione di informazioni. Basiamo le nostre conclusioni su tre casi recenti, che pensiamo evidenzino la funzione di “intelligence” dei social network. (Joseph Fitsanakis, Research: Spies increasingly using Facebook, Twitter to gather data, [Ricerca: le spie usano sempre più Facebook e Twitter per raccogliere informazioni, ndt] intelNews.org, 13 febbraio 2012)


Quello che lo studio omette, comunque, è l’utilizzo dei social media da parte delle agenzie di spionaggio per altri scopi. Lo studio ci porta a credere che i social media siano soltanto uno strumento per la raccolta di informazioni, mentre in realtà una serie di rapporti hanno dimostrato come essi siano usati per la propaganda, anche con la creazione di identità fittizie a favore di operazioni segrete.
Queste pratiche sono discusse in “Army of Fake Social Media Friends to Promote Propaganda” (l’Armata di finti amici sui social media per promuovere propaganda, ndt), “Social Media: Air Force ordered software to manage army of Fake Virtual People” (social media: l’aeronautica militare ha ordinato un software per gestire l’armata di falsi profili virtuali, ndt) e “Pentagon Seeks to Manipulate Social Media for Propaganda Purposes”, (“Il Pentagono prova a manipolare i Social media a scopo di Propaganda”, ndt) pubblicate su Global Research nel 2011.

Lo studio del MCIS si fonda in parte sulla struttura della “Primavera araba” che presumibilmente “spinse il Governo statunitense a sviluppare linee guida per raccogliere informazioni dai social network”. (Ibid.)

Di nuovo, questo esclude il fatto che il governo statunitense fornisca “addestramento degli attivisti” stranieri per destabilizzare il loro paese d’origine. Questa tattica è descritta in maniera dettagliata nell’ultimo articolo di Tony Cartalucci, “Egypt: US-funded Agitators on Trial: US "Democracy Promotion" = Foreign-funded Sedition”(Egitto: sotto processo gli agitatori supportati dagli Usa: la promozione della democrazia degli Usa come eversione supportata dagli stranieri, ndt).

La “cyber-dissidenza” è sponsorizzata tra gli altri dalla Freedom House, collegata alla CIA. Il primo degli eventi per la Libertà Umana del Bush Institute, co-sponsorizzato dalla Freedom House era intitolato “Conferenza sui Cyber-Dissidenti: successi globali e sfide”.

La Conferenza sui cyber-dissidenti ha sottolineato lavoro, metodi, coraggio e conquiste dei suoi otto dissidenti invitati come relatori, e provenienti da sette Paesi. Cinque di questi sono posti in cui la libertà è stata annientata (tutti valutati come “non libero” da Freedom House): Cina, Cuba, Iran, Siria e Russia. Gli altri due sono posti in cui la libertà è in pericolo (entrambi valutati come “parzialmente libero” da Freedom House) a causa o di un Governo autoritario che accumula sempre più potere, come in Venezuela, o a causa della minaccia di gruppi terroristici interni, come in Colombia. (The Conference on Cyber Dissidents: Global Successes and Challenges, The George W. Bush Presidential Center)


I Paesi in cui “la libertà è stata annientata” e che sono alleati degli Stati Uniti, come il Bahrein o l’Arabia Saudita, non sono menzionati. L’unico alleato degli USA citato è la Colombia ed è descritto come un Paese in cui la libertà è “minacciata da gruppi terroristici” piuttosto che dal suo governo. È importante notare come il governo colombiano sia stato accusato di spiare i giornalisti e che la Inter-American Commission on Human Rights (IACHR)] dica che la libertà di espressione “a malapena esiste” in Colombia.

L’obiettivo dell’“addestramento degli attivisti” delle ONG statunitensi è quello di destabilizzare i nemici politici dell’America in nome della libertà. La “cyber-dissidenza” è usata a turno dalle agenzie di spionaggio per operazioni segrete.



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Fonte: SOCIAL MEDIA "TACTICAL INTELLIGENCE COLLECTION": Spying and Propaganda using Facebook, Twitter

domenica 12 febbraio 2012

Facebook, market selling "faces" or "feces"...?

Facebook - Selling faces or feces...? (Saul Arpino)


Last week, Facebook filed documents with the government that will allow it to sell shares of stock to the public. It is estimated to be worth at least $75 billion. But unlike other big-ticket corporations, it doesn't have an inventory of widgets or gadgets, cars or phones. Facebook's inventory consists of personal data - yours and mine.

Facebook makes money by selling ad space to companies that want to reach us. Advertisers choose key words or details - like relationship status, location, activities, favorite books and employment - and then Facebook runs the ads for the targeted subset of its 845 million users. If you indicate that you like cupcakes, live in a certain neighborhood and have invited friends over, expect an ad from a nearby bakery to appear on your page. The magnitude of online information Facebook has available about each of us for targeted marketing is stunning. In Europe, laws give people the right to know what data companies have about them, but that is not the case in the United States.

Facebook made $3.2 billion in advertising revenue last year, 85 percent of its total revenue. Yet Facebook's inventory of data and its revenue from advertising are small potatoes compared to some others. Google took in more than 10 times as much, with an estimated $36.5 billion in advertising revenue in 2011, by analyzing what people sent over Gmail and what they searched on the Web, and then using that data to sell ads. Hundreds of other companies have also staked claims on people's online data by depositing software called cookies or other tracking mechanisms on people's computers and in their browsers.

If you've mentioned anxiety in an e-mail, done a Google search for "stress" or started using an online medical diary that lets you monitor your mood, expect ads for medications and services to treat your anxiety.

Ads that pop up on your screen might seem useful, or at worst, a nuisance. But they are much more than that. The bits and bytes about your life can easily be used against you. Whether you can obtain a job, credit or insurance can be based on your digital doppelganger - and you may never know why you've been turned down.
Material mined online has been used against people battling for child custody or defending themselves in criminal cases. LexisNexis has a product called Accurint for Law Enforcement, which gives government agents information about what people do on social networks.

The Internal Revenue Service searches Facebook and MySpace for evidence of tax evaders' income and whereabouts, and United States Citizenship and Immigration Services has been known to scrutinize photos and posts to confirm family relationships or weed out sham marriages.

Employers sometimes decide whether to hire people based on their online profiles, with one study indicating that 70 percent of recruiters and human resource professionals in the United States have rejected candidates based on data found online. A company called Spokeo gathers online data for employers, the public and anyone else who wants it.

The company even posts ads urging "HR Recruiters - Click Here Now!" and asking women to submit their boyfriends' e-mail addresses for an analysis of their online photos and activities to learn "Is He Cheating on You?"

Stereotyping is alive and well in data aggregation. Your application for credit could be declined not on the basis of your own finances or credit history, but on the basis of aggregate data — what other people whose likes and dislikes are similar to yours have done. If guitar players or divorcing couples are more likely to renege on their credit-card bills, then the fact that you've looked at guitar ads or sent an e-mail to a divorce lawyer might cause a data aggregator to classify you as less credit-worthy. When an Atlanta man returned from his honeymoon, he found that his credit limit had been lowered to $3,800 from $10,800. The switch was not based on anything he had done but on aggregate data. A letter from the company told him, "Other customers who have used their card at establishments where you recently shopped have a poor repayment history with American Express."

Even though laws allow people to challenge false information in credit reports, there are no laws that require data aggregators to reveal what they know about you. If I've Googled "diabetes" for a friend or "date rape drugs" for a mystery I'm writing, data aggregators assume those searches reflect my own health and proclivities. Because no laws regulate what types of data these aggregators can collect, they make their own rules.

In 2007 and 2008, the online advertising company NebuAd contracted with six Internet service providers to install hardware on their networks that monitored users' Internet activities and transmitted that data to NebuAd's servers for analysis and use in marketing. For an average of six months, NebuAd copied every e-mail, Web search or purchase that some 400,000 people sent over the Internet. Other companies, like Healthline Networks Inc., have in-house limits on which private information they will collect. Healthline does not use information about people's searches related to H.I.V., impotence or eating disorders to target ads to people, but it will use information about bipolar disorder, overactive bladder and anxiety, which can be as stigmatizing as the topics on its privacy-protected list.

In the 1970s, a professor of communication studies at Northwestern University named John McKnight popularized the term "redlining" to describe the failure of banks, insurers and other institutions to offer their services to inner city neighborhoods. The term came from the practice of bank officials who drew a red line on a map to indicate where they wouldn't invest. But use of the term expanded to cover a wide array of racially discriminatory practices, such as not offering home loans to African-Americans, even those who were wealthy or middle class.

Now the map used in redlining is not a geographic map, but the map of your travels across the Web. The term Weblining describes the practice of denying people opportunities based on their digital selves. You might be refused health insurance based on a Google search you did about a medical condition. You might be shown a credit card with a lower credit limit, not because of your credit history, but because of your race, sex or ZIP code or the types of Web sites you visit.

Data aggregation has social implications as well. When young people in poor neighborhoods are bombarded with advertisements for trade schools, will they be more likely than others their age to forgo college? And when women are shown articles about celebrities rather than stock market trends, will they be less likely to develop financial savvy? Advertisers are drawing new redlines, limiting people to the roles society expects them to play.

Data aggregators' practices conflict with what people say they want. A 2008 Consumer Reports poll of 2,000 people found that 93 percent thought Internet companies should always ask for permission before using personal information, and 72 percent wanted the right to opt out of online tracking. A study by Princeton Survey Research Associates in 2009 using a random sample of 1,000 people found that 69 percent thought that the United States should adopt a law giving people the right to learn everything a Web site knows about them.

We need a do-not-track law, similar to the do-not-call one. Now it's not just about whether my dinner will be interrupted by a telemarketer. It's about whether my dreams will be dashed by the collection of bits and bytes over which I have no control and for which companies are currently unaccountable.

Lori Andrews is a law professor at Chicago-Kent College of Law and the author of "I Know Who You Are and I Saw What You Did: Social Networks and the Death of Privacy."


New York Times
Opinion
Facebook Is Using You
By LORI ANDREWS
Published: February 4, 2012


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(Source: http://wakeupfromyourslumber.com)

lunedì 21 novembre 2011

Facebook is nothing but a big Orwellian spy grid...

Facebook in action


Facebook is a CIA Databank (Facebook è una banca dati della CIA)


The Associated Press reported November 4 that the CIA has an entire center dedicated to monitoring Facebook and Twitter. They also monitor TV stations and print newspapers [2] and [3].

"The Open Source Center," established in 2005 by the Office of the Director of National Intelligence [4], has been operating since the 9/11 Commission's call for foreign counterintelligence.

Though the CIA claims it only monitors foreign activity, I am skeptical. Not only been the CIA been using proxies, but has devoted an entire center for that operation.

Facebook A Privacy-Eroding Network, Not Social Network

Remember when Mark Zuckerberg called his users ''dumb f****''? [5] If that is not a clear sign of the disdain for the Facebook users, consider these new disturbing facts.

Nik Cubrilovic, an entrepreneur, hacker and writer, revealed that Facebook tracked and stored the Internet browsing of its 750 million users even after they had left the site. [7]

This blog story gained mainstream attention and Facebook conceded it had happened, but denied it was intentional and used for tracking.

In my last article, I mentioned that you should avoid clicking on trivial buttons on Facebook, for example the ''Likes'', because I assumed there was something shady about it.

I discovered recently that when you click on any Like button, you are opening yourself up to being tracked by Facebook. [8]

When Zuckerberg announced the ''Like system'' during a conference (called F8) in 2010 promoting it to make the web more ''social'' and ''smarter'', cnet.com reported '' What Zuckerberg didn't point out is that widespread use of the Like button allows Facebook to track people as they switch from CNN.com to Yelp.com to ESPN.com, all of which are sites that have said they will implement the feature.'' [8]

According to the article, ''Even if someone is not a Facebook user or is not logged in, Facebook's social plug-ins collect the address of the Web page being visited and the Internet address of the visitor as soon as the page is loaded--clicking on the Like button is not required. If enough sites participate, that permits Facebook to assemble a vast amount of data about Internet users' browsing habits.'' [8]

So for example, if you visit CNN.com, ''the Like system'' is able to track your move on that site simply because CNN.com is part of that system. If you then go to ESPN.com you are still being tracked by the Facebook plug-ins, so you don't really need to be a user of Facebook.

Another interesting issue I have discovered was the so called ''cloud computing''. Cloud computing refers to '' the delivery of computing as a service rather than a product, whereby shared resources, software, and information are provided to computers and other devices as a utility (like the electricity grid) over a network (typically the Internet).'' [9]

In an article from the Wall Street Journal, Bruce Schneier reports that cloud computing ''Is one of the fastest growing IT market segments -- 69% of Americans now use some sort of cloud computing services - '' [10] Facebook also uses this cloud computing system. [11]

Mr. Schneier links articles that outline the fact that the cloud computing system is anything but secure and private. According to Mr. Schneier, Google's Terms of Service ''explicitly disavow any warranty or any liability for harm that might result from Google's negligence, recklessness, malevolent intent, or even purposeful disregard of existing legal obligations to protect the privacy and security of user data.'' [10]

Facebook does exactly the same through its Statement of Principles and Statement of Rights and Responsibilities. Apple has also launched the cloud computing system recently.

If you thought that was enough, check this out. Facebook has started a system that can recognize faces so it makes it easier for ''friends'' to tag you. There is not much to say about this, except that it is a very creepy technology. This system has gained funding from the government to track so called ''terrorists''. Now Facebook does that for the government as well. [12]

CONCLUSION

If we think about it, Facebook is nothing but a big Orwellian spy grid. All Facebook's offerings ultimately lead to being tracked. A few months ago I decided to ''delete'' my Facebook account for good. Besides all the Orwellian reasons I ''deleted'' my account, I also considered Mark Dice's Youtube clip ''Defriend Day''. [13]

Dice says that people's homes got robbed when they post a vacation status or kids got busted for underage drinking. [14] and [15]

The Open Source Center director admits that overseas individuals are being monitored [3] which I suspect is only half the truth. Let's not forget the tremendous amount of lies that have come from the establishment in the past years regarding monitoring and privacy.

For example, it was well known that the FISA law (Foreign Intelligence Service Act) not only spied on foreigners, but on domestic citizens as well. [16]

If you have any concern for your privacy, I would recommend what I recommended before: 1) Try to keep a low profile. 2) Don't reveal anything personal or don't click on trivial buttons, for example the ''Likes'' 3) Use alternatives to make contact if you can, e.g. email or other messengers. 4) Get rid off it for good.



Source: http://www.henrymakow.com/facebook_is_orwellian_wet_drea.html

giovedì 20 ottobre 2011

Facebook impicciona e troglodita, taglia i ponti con Paolo D’Arpini – Analisi sulla natura della mente in chiave di spiritualità laica…

"Paolo D'Arpini nella Stanzetta del Pastore a Calcata"


Care, cari, voi mi vedete, su facebook, ma io non posso vedere voi, né pubblicare né leggere qualcosa sulla mia ex pagina. La storia è successa così.


Ieri sera, 19 ottobre 2011, me ne stavo tranquillo a completare il Giornaletto di Saul, quando mi si è piazzata davanti agli occhi l’invadente pagina di facebook che si auto-referenzia e si auto-propone qualsiasi altra pagina web si abbia sul desk. Un po’ sono rimasto scocciato.. anche perché ho visto che si trattava di una chiamata chat ed io non amo chattare, anzi mi repelle… la richiesta di contatto era di Giovanna L., appena iscritta al gruppo della spiritualità laica ed a quello del bioregionalismo ed ecologia profonda.


Va beh, ho risposto con un saluto, pensando che fosse un’amica di Caterina.. ma questa Giovanna mi ha detto di non conoscere personalmente né me né Caterina, di abitare a Milano e di aver letto un paio di anni fa un mio articolo sulla natura della mente in chiave di spiritualità laica su non so più quale rivista…


Dico non so più quale rivista poiché non solo ho dimenticato il nome.. ma non posso nemmeno andarlo a cercare sulla posta di facebook dato che subito dopo aver chattato mi è apparsa una pagina in cui facebook, in buona sostanza, mi ha cancellato dal social network.


Appare all’inizio questa scritta: “Completa il controllo di sicurezza. I controlli di sicurezza aiutano a mantenere Facebook un sito affidabile e privo di spam. 1) Identifica le foto dei tuoi amici 2) Verify my account with a phone. - Insomma si fanno gli affari miei e vogliono che io comunichi il mio numero di telefono obbligatoriamente, per un controllo su non so che.. e siccome non ho telefono e comunque non intenderei consegnarlo al centro dati di facebook… ecco qua che non mi consentono più l’accesso. Infatti non avendo completato il controllo richiesto appare questa scritta: “Questo contenuto non è al momento disponibile. Impossibile visualizzare la pagina richiesta al momento. La pagina potrebbe essere temporaneamente non disponibile, il link su cui hai cliccato potrebbe essere scaduto o potresti non disporre dell’autorizzazione a visualizzare questa pagina…”


Ma non importa, prima o poi lo sapevo che avrei dovuto interrompere questo rapporto contro-natura con il demone facebucco…


In ogni caso sono riuscito almeno a ritrovare l’articolo per cui Giovanna L. mi ha cercato, è del 8 giugno 2009, e lo scrissi quando, ancora abitando a Calcata, sbarcavo il lunario alla Stanzetta del Pastore, facendo la lettura della mano et similia… Eccolo qui di seguito:




Analisi sulla natura della mente in chiave di spiritualità laica…


“Luce e luce riflessa condividono la stessa natura fondamentale, come esistenza e coscienza, spirito e materia, sono un’unica cosa”.La mente è uno specchio che riflette la luce interiore per dirigerla verso gli oggetti esterni, questi oggetti vengono identificati tramite la capacità di emissione ed intensità dello specchio. Da bambino adoravo giocare con uno specchietto rubato a mia madre, con esso catturavo la luce solare e la dirigevo, attraverso una finestrella, dentro una cantina buia. Solo ciò che era illuminato dal fascio luminoso era visibile mentre il resto delle pareti e delle cose accatastate sul pavimento restava oscuro. Esattamente allo stesso modo funziona la mente, che illumina il mondo esterno.


Per analogia vediamo che la sorgente di luce, il sole, è come la consapevolezza suprema mentre lo specchietto è la mente. Ma la mente stessa, in effetti, è cosciente, essa è l’aspetto riflettente della coscienza. Dico “riflettente” per indicare la sua propensione a rivolgersi verso l’esterno. La mente non è altro che la capacità della coscienza di esteriorizzare se stessa.


Questo processo proiettivo lo possiamo osservare durante il sogno, in cui la mente da se stessa ed in se stessa crea un intero mondo, con varie entità in rapporto fra loro incluso un personaggio identificato dal sognatore come se stesso. Questo è il gioco della mente che fa apparire la forma dell’io e dell’altro. A questo punto il dubbio sorge “com’è possibile che la consapevolezza possa venire intrappolata e limitata dalla mente?”. In verità la limitazione della coscienza non è reale, allo stesso modo in cui la luce del sole non risulta compromessa o menomata dallo specchio, parimenti la pura consapevolezza è intonsa e non divisa dall’operato immaginario della mente individuale.


Dove sono interno ed esterno per la coscienza suprema che entrambi li compenetra e li supera? In realtà la sola idea di una tale separazione è impensabile nella sorgente di luce che unicamente è. Prendiamo ad esempio il sognatore che non viene menomato o compromesso dal suo sogno, essendo lui stesso ogni cosa proiettata nel sogno ed allo stesso tempo non essendone alcuna, parimenti la coscienza individuale e la pura consapevolezza si pongono negli stessi termini di relazione.


Una volta, in risposata alla domanda “cosa impedisce all’indifferenziata luce della coscienza di rivelarsi direttamente all’individuo che l’ignora”, il saggio Ramana Maharshi rispose “come l’acqua in una pentola riflette il sole nei limiti ristretti del contenitore, così le tendenze latenti (predisposizioni mentali), che agiscono da mezzo riflettente, catturano l’onnipervadente ed infinita luce della coscienza presentandosi nella forma del fenomeno chiamato mente”. Questa risposta del saggio ci fa percepire come la mente non sia altro che un agglomerato di pensieri, in cui primeggia il pensiero “io” dal quale sorge la falsa nozione di un individuo separato, che in realtà è illusorio tanto quanto la presunta separazione di un personaggio sognato rispetto al sognatore.


Attenzione, consideriamo però che il tentativo di comprendere intellettualmente questo processo è solo uno degli aspetti del “sogno” e non la verità. Infatti i saggi indicano la verità come ineffabile ed incomprensibile alla mente (intendendo la mente separativa ed esteriorizzata), tanto quanto l’immagine riflessa nello specchio non può capire o sostituirsi alla persona che vi si riflette. Un riflesso è solo riflesso non è sostanza.


E dunque com’è possibile giungere alla “sostanza” che noi siamo?


Colui che osserva, essendo in se stesso coscienza, non può mai divenire un “oggetto”. L’oggettivazione è una componente del dualismo esternalizzato: “conoscitore, conosciuto”. Ma questa dualità può essere ricomposta in un “unicum” in cui, scomparendo la diversificazione (ovvero l’elemento riflettente rivolto all’esteriorizzazione) permane la semplice “conoscenza”. Questa è la consapevolezza indifferenziata per ottenere la quale Ramana Maharshi consiglia: “Quando l’io (ego o mente) rivolge la propria attenzione alla sua sorgente, le tendenze o predisposizioni mentali accumulate si estinguono ed in assenza di queste (che sono il mezzo riflettente) anche il fenomeno originato dalla “riflessione”, ossia la mente, scompare e viene assorbito nella Luce della sola Realtà (il Cuore)”.


Eppure malgrado sia in fondo semplice e diretta l’auto-conoscenza resta un esame alieno ai più. La gente rifiuta di conoscersi, preferisce il mistero e l’ignoranza, evidentemente a causa di quelle famose tendenze mentali accumulate dalla mente, stipate nella memoria e nell’immaginazione.


Oggi a Calcata ne ho avuto ancora una volta conferma osservando il comportamento delle persone che si avvicinavano alla Stanzetta del Pastore, il luogo in cui metto a disposizione la mia esperienza in forma di “lettura della mano, archetipi e divinazione, psicologia transpersonale e conoscenza di sé “. Già il posto è molto nascosto e radi son coloro che arrivano in quel nascosto spiazzo di Via Cavour, inoltre quasi tutti si fermano davanti alla porta, leggono i messaggi ed esclamano fra loro “no, no… andiamo via, io non voglio sapere certe cose..”. Questo non impedisce ad alcuni di fotografare l’ingresso in legno molto “caratteristico”, commentando il recondito significato dei messaggi, andandosene per poi forse ritornare e poi ancora riandarsene senza aver avuto il coraggio di metter il naso dentro.


Di quei pochissimi che entrano una parte resta delusa “perché volevano sapere gli amori e gli affari”, si sentono defraudati “dalla lunga spiegazione inutile”, pensano che “gli ho fatto perdere un sacco di tempo, mentre potevano andarsene in giro per Calcata a divertirsi..” Quelli che pazientemente mi hanno sopportato fino all’ultimo, forse solo per buona educazione, se ne vanno lasciando pochi spicci, qualche monetina a mo’ di elemosina, perché in fondo “cosa avrà detto mai questo, che già non conoscessi? Solo chiacchiere e perborini”. Limitatissimo il numero di coloro che apprezzano il discorso e che se ne ricorderanno, forse.. saranno un paio, e forse verranno ancora a cercarmi, e di questi uno solo magari mi troverà… negli anni.


Paolo D’Arpini

mercoledì 27 luglio 2011

Avaaz ed il bavaglio ad Internet: "Ultime ore prima che cali il sipario.."




Cari amici,

Il Presidente dell'Agcom ha criticato la nostra mobilitazione storica per la libertà di internet, dicendo che sono solo "cinguettii e grida" in difesa del "Far Web". Inondiamo le pagine Facebook e Twitter dell'Agcom di messaggi contro il bavaglio a internet in vista del suo ultimo appuntamento in Parlamento e dimostriamo così al Presidente la forza della mobilitazione dei cittadini!

Queste potrebbero essere le ultime 24 ore per alzare le nostre voci contro il bavaglio a internet. Il Presidente dell'Agcom sta sentendo tutto il peso della nostra mobilitazione, e sta provando a screditarci insultandoci e prendendoci in giro: ora sta a noi dimostrare che la difesa di internet è più forte della sua arroganza!

Oltre 60.000 di noi hanno inviato messaggi ai parlamentari la settimana scorsa per chiedere di far sentire le nostre voci forti e chiare contro il bavaglio a internet. E ha funzionato! Alcuni parlamentari chiave hanno criticato la delibera e citato la nostra mobilitazione come prova dell'opposizione crescente dell'opinione pubblica. Ma senza alcun rispetto il Presidente dell'Agcom ha risposto che i nostri erano "cinguettii e grida" in difesa del "Far Web"! Non ci resta che azzerare il suo tentativo di screditarci con un'ondata di azioni on-line proprio prima del suo ultimo appuntamento in Parlamento.

Inondiamo le pagine Facebook e Twitter dell'Agcom di messaggi contro il bavaglio a internet e dimostriamo così al Presidente la forza della mobilitazione dei cittadini. I nostri messaggi saranno poi raccolti e consegnati a mano al Presidente dell'Autorità domani in Parlamento. Ci rimangono solo 24 ore: clicca sotto per scrivere il tuo messaggio e fai il passaparola con tutti!

Negli anni Berlusconi ha cercato più volte di controllare l’informazione su internet, ma finora i suoi tentativi sono sempre falliti. Ora il governo sta provando a espandere i suoi tentacoli attraverso una nuova regolamentazione che permetterebbe all'Autorità per le Comunicazioni di rimuovere contenuti sospetti di violazione del copyright dai siti internet senza alcun controllo giudiziario. Ma noi stiamo difendendo la libertà di internet con tutte le nostre forze e stiamo vincendo!

Da subito abbiamo combattuto questa delibera, e abbiamo inviato quasi 230.000 messaggi ai membri dell'Autorità per chiedere di respingerla. Insieme ai nostri alleati abbiamo organizzato una mobilitazione storica su internet, culminata ne "La notte della rete". Centinaia di persone a Roma e 90.000 persone on-line hanno seguito l'evento in cui si sono susseguiti premi Nobel come Dario Fo, politici come Antonio Di Pietro, Emma Bonino e Fabio Granata, giornalisti, esperti e artisti, tutti contro il bavaglio a internet. Il giorno dopo l'Autorità ha rinunciato ad adottare la regolamentazione, sperando di far passare l'ondata d'indignazione e adottarla così in seguito.

Ma la battaglia non è finita. Il Presidente dell'Autorità è stato sentito in Parlamento la scorsa settimana, e dopo i nostri 60.000 messaggi alcuni parlamentari chiave hanno citato la nostra mobilitazione per dimostrare che l'opinione pubblica è contraria al bavaglio a internet. Ora il Presidente è stato chiamato per l'ultima volta in Parlamento, e noi non possiamo perdere l'occasione di rispondere alle sue offese: inondiamo le pagine Facebook e Twitter dell'Agcom di messaggi per difendere la libertà di internet e per chiedere di ritirare il bavaglio. Clicca sotto per mandare il messaggio e fai il passaparola con tutti: vinciamo anche questa tappa cruciale per la libertà della rete!

http://www.avaaz.org/it/it_internet_bavaglio_3rd_action/?vl

Erano in molti a dirci che non avevamo speranze e che l'Autorità avrebbe comunque votato il bavaglio a internet, in ossequio ai diktat dall'alto. Ma grazie alla nostra mobilitazione incredibile siamo riusciti a fermare la regolamentazione e a difendere la libertà della rete. Ora non dobbiamo mollare e dobbiamo vincere anche questa sfida, perché il potere metta giù le mani da internet una volta per tutte.

Con determinazione,

Giulia, Luis, Ricken, Pascal, Benjamin, Alice e tutto il resto del team di Avaaz

mercoledì 6 aprile 2011

FACEBOOK: "TUTTE LE STRADE PORTANO A ROMA O FORSE IL CONTRARIO?"



"TUTTE LE STRADE PORTANO A ROMA O FORSE IL CONTRARIO?"

(Poesia, pause e silenzi… solo parole nere su fogli bianchi).
Idea per una performance mai realizzata

Il gruppo di Facebook "Tutte le strade portano a Roma o forse il contrario", è stato creato oggi, diversamente riproponenedo un'idea di qualche anno fa, nata dalla riflessione di una ragazza romana poco più che ventenne.

Continua: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2011/04/02/noemi-longo-%e2%80%9c-anche-sul-menu-della-mc-donalds-i-sorrisi-sono-gratuiti%e2%80%9d/

..........

Strade di Roma, misteri di Roma... ricordate il mistero di Via Gradoli (che prende il nome da paesetto in provincia di Viterbo) in cui si celava il covo BR di Aldo Moro.. e nello stesso palazzo fu "pizzicato" Marrazzo con i trans...? Misteri di Roma!

Questo discorso sulle strade di Roma è molto intrigante.... Ricordo ad esempio Via Cairoli, dove fui ospite dalla sora Liliana, una vecchia affittacamere, assieme a personaggi incredibili, lì vissi avventure impensabili per uno che era ancora un ragazzo, da quelle vicende Pozzetto ne ricavò un film.. interpretato dalla stessa signora Liliana che impersonava se stessa. Ma la parte più intensa e più significativa del mio vivere nelle strade di Roma fu allorché vi feci ritorno, dopo anni di assenza, in veste di cercatore spirituale professionista. Una specie di novizio santo. E vi parlerò un giorno degli incontri con vari "maestri" da me fatti nei primi anni ’70 in quel di Roma. In quegli anni gloriosi ero tornato a vivere a Roma in pianta stabile, la madre patria mi aveva richiamato al dovere della presenza, ed io zitto zitto me ne stavo in trincea, nella vecchia casa di uno zio da poco defunto, in Via Emanuele Filiberto 29. Da lì imparai a conoscere bene Roma, percorrendo le sue strade giornalmente a piedi e visitando ogni possibile angolo in cui si manifestasse qualche forma di “spiritualità”, dalla vicinissima Porta Alchemica di Piazza Vittorio, alla basilica di Santa Maria Maggiore, al Museo per il Medio ed Estremo Oriente, alle grotte del Colle Oppio, ai vicoli e vicoletti, chiese e chiesuole del Borgo....

Continuerà forse un dì il racconto...

Paolo D'Arpini

giovedì 17 marzo 2011

Bioregionalismo e comunicazione di Teodoro Margarita



Messaggi di fuoco e fumo.. alle finestre e su Facebook

Asso - Siamo al 16 marzo, ormai, ma il riscaldamento della mia scuola
funziona a tutto regime, i ragazzi protestano, è troppo
caldo, si distraggono, aprono di continuo le finestre, io li
invito a mettersi d'accordo tra loro: quelli vicini ai
termosifoni soffrono di più e le vorrebbero spalancate,
quelli più distanti, finiscono per aver freddo. Ciò causa
trambusto e danneggia le lezioni.

Oggi, però, le finestre debbono restare chiuse e basta,
viceversa soffocheremmo.

C'è che gli operai del comune nel potare i platani hanno
pensato, geniali, che non val la pena di portare le ramaglie
in discarica, pardon, isola ecologica e li stanno, oplà,
bruciando sul posto.

Di qui una gran nube di fumo e ancor peggio, tutti gli
allievi, inevitabilmente, in piedi a protestare: "Prof,
perché se papà accende le sterpaglie gli danno la multa e
se lo fa il Comune, oltretutto, intossicandoci, non succede
nulla?"

Bella domanda. Una domanda che mi ponevo anch'io e con più
forza ancora.

Oltretutto, in un comune vicino, le potature non le portano
da nessuna parte, semplicemente un gran tritatutto sbriciola
al seguito del camioncino degli operai, il tutto e così
produce trucioli, segatura che potranno essere prontamente
riciclati.

In questi giorni, dibattendo anche su Facebook, come
amministratore di un gruppo locale, circa tremila membri, in
difesa di una meravigliosa cascata, ho invitato a riflettere
su una dimensione più allargata dell'ecologismo, il famoso
"Pensare globalmente e agire localmente", orbene mi sono
arrivati i messaggi più vari.

Alcuni, per fortuna, di chiaro e solidale appoggio: siamo
amanti della natura, del paesaggio e quel che sta succedendo
in Giappone ci riguarda, viceversa, alcuni mi hanno
fermamente rimproverato rinfacciandomi l'esser questo gruppo
unicamente finalizzato alla battaglia per difender la
cascata Vallategna qui in Vallassina, nel comasco, e basta.
Certo, rifletto, il pensiero ecologista è ben lungi
dall'aver fatto breccia, proprio per nulla, se giungono
tanti segnali, tanti messaggi che, palesemente, dimostrano
il contrario.

Tra i tanti che si sono adirati con me, cito un tale che si
firma Pit Anghi su Facebook, ovvio, uno pseudonimo, costui
nel corso dello scambio di messaggi che abbiamo avuto, egli
fieramente nuclearista, alla mia affermazione: Io mi scaldo
con la legna, ho una stufetta, mi sbatte in faccia il suo"Se
vai a fuoco col cavolo che vengo a spegnere l'incendio".

E' così, ci sono, tante persone simili, non ci siamo solo
noi eco-pacifisti al mondo.

E ritorno alla nube del Comune, quel fumo provocato dalle
sterpaglie e dalle potature che gli operai, in barba a
qualunque logica, tranquillamente bruciavano.
Nella mia stufa, adeguatamente sminuzzate e sfrondate,
quelle frasche, mi avrebbero riscaldato ed aiutato
nell'accensione.

Una gestione intelligente del legname, dei propri scarti
agricoli- i miei vanno tutti nel compost- quanta energia in
meno consentirebbero di importare, annullando uno dei
principali argomenti dei nuclearisti.

Nubi, nubi di fumo, radioattive e semplici fumi di roghi di
sterpaglie.

Da una finestra di una scuola sono solo pensieri, se non
divengono coscienza di milioni di persone, patrimonio
permanente di un'intelligenza collettiva, sono solo fumi,
sono solo fumo....

Teodoro Margarita - thermidore@yahoo.com

Referente per la conservazione delle sementi tradizionali.
Rete Bioregionale Italiana

venerdì 7 gennaio 2011

La bolla di sapone telematica: Facebook


"Cari lettori, non so a cosa serve questo facebook, non so come funziona, cos'è una lista per cuori solitari?" (Paolo D'Arpini)

Goldman Sachs ha investito 375 miloni di dollari in Facebook valutandola 50 miliardi di dollari. Ad ognuno dei 500 milioni di utenti di Facebook è stato attribuito il valore di100 dollari. Senza iscritti Facebook varrebbe zero.

Se io e mio figlio, ad esempio, cancellassimo il profilo, il valore di Facebook diminuirebbe all'istante di 200 dollari. Il capitale sono gli utenti, i loro contenuti e le loro reti di relazione e non la piattaforma, ma Facebook è un mondo chiuso in sé stesso nell'universo di Internet, chi vi entra non vi può più uscire. "Lasciate ogni speranza, o voi che entrate".

Se in futuro altre società fornissero una rete sociale con servizi migliori, l'utente di Facebook dovrebbe, in teoria, poter migrare i SUOI contenuti senza chiedere il permesso a Mark Zuckerberg. Nei fatti oggi non può farlo. Il valore economico di Facebook dipende dai miliardi di informazioni personali inserite. Chi è il proprietario di questi dati, dell’“identità digitale”? Facebook o l'utente? Dovrebbe essere l'utente, l'identità è sua, foto, film, testi sono frutto del suo lavoro, sono "lui", sono "lei". Queste informazioni sono però utilizzabili solo all’interno di Facebook. Chi si registra su un'altra rete sociale deve reintrodurre tutti i dati. Ogni “identità digitale” è in sostanza proprietà di Facebook o della rete sociale in cui è stata inserita. Da tempo è allo studio uno standard per una "identità digitale universale" per accedere a ogni rete sociale dove contenuti e relazioni rimangono di proprietà dell'utente.

La nostra "identità digitale" è sempre più importante per le nostre relazioni sociali, ma può essere cancellata in ogni momento da Facebook e noi con essa. Facebook dovrebbe distribuire i soldi ricevuti dalla Goldman Sachs ai suoi utenti che lavorano a cottimo e gratis fornendo informazioni che possono essere usate per attività marketing. Con queste premesse, se il monopolio di fatto di Facebook finisse, i capitali di Goldman Sachs avrebbero creato l'ennesima bolla di Internet. E chi ci rimette i soldi nelle bolle? I piccoli azionisti o le grandi banche? Di certo non Goldman Sachs che potrebbe guidare la collocazione in borsa di Facebook nel 2012 con ritorni enormi.

Potrò sbagliarmi, ma per sicurezza di azioni Facebook io non ne comprerò.

venerdì 4 giugno 2010

Lettera aperta ai web-dipendenti: “Informazioni, immagini, forme pensiero e leggende nella comunicazione in rete..”

Sovente ricevo comunicazioni melodrammatiche su fatti trascorsi da tempo e spacciati per nuovi, magari gli autori non sanno nemmeno più cos'altro scrivere, avendo esaurito la scorta di novità… Ma, non demordono. Infatti osservo che alcuni amici restano avvinghiati al computer come se -malati d’asma- fossero attaccati al tubo dell’ossigeno.

Soprattutto è su Facebook oppure sui siti di gossip che si perde tempo, per non parlare dei siti per la ricerca di anime gemelle, scambi di musiche, acquisti on line, etc..

Ogni tanto “qualche amica”, che non nomino, mi ha confessato di stare sveglia tutta la notte appiccicata al computer, incapace di staccarsi dalle tentazioni del web… Il brutto è che lei crede addirittura che così facendo si svolge un’azione sociale e di utilità informativa… ed allo stesso tempo magari ha completamente smossa di scrivermi qualsiasi cosa di personale.. limitandosi alle comunicazioni di servizio collettivo.

Sono costernato… eppure anch’io sto qua a scrivere, lettere su lettere, articoli su articoli, pensando di svolgere un dovere, cercando di mantenere nel web un minimo di concretezza od almeno un ectoplasmica presenza umana… e lo faccio ogni giorno… e lo sto facendo pure adesso… e vi inviterò a leggere le mie elucubrazioni in tal modo rientrando nel mucchio dei web dipendenti, volente o nolente, e chiamando la mia azione: “comunicazione”!

Cari amici del web, vorrei porvi una domanda: è possibile la comunicazione su internet? Pensate realmente che essa possa influire sui costumi e sulla politica? Ritenete che questa marea di informazioni in continuo flusso che inviate e ricevete possa influenzare la vostra vita e quella delle persone alle quali vi rivolgete con il computer che avete davanti agli occhi?

Alcuni psicostorici ritengono che solo le forme pensiero che siano sostenute da immagini accompagnate da emozioni e sentimenti, oltre che da intelligenza, possano essere recepite nel subconscio e quindi entrare a far parte della cultura umana.

Infatti dal subconscio le forme pensiero vengono inizialmente rielaborate in sogni, immaginazioni, invenzioni e successivamente in credenze, filosofie, religioni, ideologie, etc.

Il processo quindi della trasmissione ed assimilazione delle notizie ricevute, nel contesto culturale umano, è alquanto complesso e può richiedere anni ed anni. In effetti le attuali forme pensiero, quelle consolidate nelle nostra società, sono il risultato di una lenta crescita all'interno della psiche collettiva, una crescita che è iniziata parecchie centinaia e migliaia di anni fa... Lo dimostra anche il fatto che le religioni -ad esempio- hanno durata millenaria e non parlo solo del Cristianesimo o Giudaismo o Islamismo che sono tutto sommato alquanto recenti, mi riferisco invece alle religioni matristiche ed animistiche che hanno avuto incubazioni di migliaia di anni.... e sono ancora presenti in vari modi nella nostra cultura attuale. Questo perché come avviene in natura e nel mondo della fisica "nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma". La trasformazione comunicativa, sempre in corso perenne, ha subito una forte accelerazione con internet, una accelerazione che è iniziata prima in forma passiva con la radio e la televisione ed ora è diventata interattiva con il web. Ma torniamo alla questione iniziale e vediamo se esiste una risposta, o più risposte alle domande, e qui inserisco alcune ipotesi.

“….le previsioni sono sempre difficili e qualsiasi previsione è ipotetica. Per quanto riguarda questo aspetto, dobbiamo riferirci alla documentazione storica. E la storia ci insegna che le grandi rivoluzioni sono in realtà trasformazione del sistema “comunicazionale”. Ad esempio come accadde con la invenzione della stampa oppure nel modo in cui avvengono le trasformazioni linguistiche (gli slang). In passato abbiamo visto che il potere della chiesa, così come il potere medico, è caduto in lenta e graduale decadenza con l'abbandono del latino e ciò non perché gli addetti ai lavori non capissero le conseguenze di tale scelta ma perché era inevitabile nel processo di modernizzazione… Con l'invenzione della stampa –ad esempio- il primo libro veicolato è stato la Bibbia, ma non quella controllata dalla Chiesa cattolica…. da qui la forza di Lutero e gli altri riformisti. Il controllo del mezzo di comunicazione significa il controllo di tutto il resto”. (Giorgio Vitali)

Ma vediamo bene, è forse possibile un controllo sui modi espressivi della comunicazione? In effetti anche l’ipotetico controllo deve tener conto delle mutazioni in cui l’informazione e la trasmissione del pensiero si muove.

Succede così una evoluzione fatale nella conquista elettronica, come sta avvenendo proprio su internet, costruita inizialmente per motivi di supremazia militare e politica, che alla fine si è democratizzata per forza propria. La comunicazione interattiva, una volta avviata, ha preso il sopravvento ed il numero di messaggi partiti ed arrivati è inestinguibile! La rincorsa del potere che cerca di correre ai ripari è perlomeno altrettanto caotica che l’immissione stessa su internet di notizie incontrollabili.

Chi detiene ipotetici poteri di controllo cerca di controbilanciare quella messe di nuove idee come in passato fecero al Concilio di Trento… creando realtà paramassoniche, i gesuiti, i dottrinari, gli inquisitori mediatici ed altro ancora. E di fronte all'affievolirsi della fede nei dogmi ci provarono con l'Opus Dei, i cavalieri di Cristo, i Focolari, i Legionari di Cristo. Cercando cioè di rintuzzare la fantasia con altrettanta fantasia. Alla fine la diffusione del pensiero laico ed il recupero di dottrine esoteriche, tenute "occulte" per ragioni di sicurezza, hanno preso il sopravvento sul dogmatismo religioso. Su internet un nuovo processo informativo (e siamo solo agli inizi!) è ormai avviato e sarà difficilissimo bloccarlo… ed a poco serve l'utilizzo di altre indicazioni veicolate dai Media facenti parte del Sistema. Anzi, è proprio il gioco dell' evasione, dell’inosservanza, che consente ai “violatori” di trionfare su internet.

Ecco cosa ne pensa un altro internauta, Enrico Galoppini: “..internet è già sfuggito di mano agli apprendisti stregoni che lo hanno inventato. Per loro era necessario alla logica della globalizzazione, per spostare informazioni e miliardi (di dollari o di euro non importa) da un capo all'altro del mondo con un click. E' utile anche per intorpidire la mente dei gonzi con il sesso facile su internet. Ma non sospettavano il focolaio, in netta espansione, delle idee eterodosse. In Canada avrebbero trovato una soluzione di controllo: se tu navighi su certi siti (quelli dei padroni del vapore) hai tutto compreso nel pacchetto; se navighi al di fuori paghi per il tempo di connessione tariffe proibitive. I canadesi però si sono ribellati e la partita è aperta”.

Malgrado le varie visioni e strumentalizzazioni del nuovo metodo di comunicazione globale, abbiamo comunque visto che gli “argomenti” che più coinvolgono gli utenti sono in fondo sempre gli stessi: religione, sesso, costume e qui aggiungerei anche “mito”, il mito è infatti un elemento ricorrente in ogni modo comunicativo, è il ponte fra la realtà e la fantasia.

Su internet scorgiamo la presenza fantastica nelle cosiddette “leggende metropolitane” ovvero storie immesse nel web al limite della credibilità, storie che rappresentano quello che si vorrebbe credere vero e che magari viene anche ritenuto vero in uno spazio della mente. Insomma attraverso queste cronache si ricrea il meccanismo della narrazione primitiva della tribù attorno al fuoco e delle avventure raccontate che diedero origine alle immagini di draghi, chimere, fantasmi, dei, demoni ed eroi. Sono quelle “forme pensiero” in grado di assumere una consistenza abbastanza forte da poter essere ritrasmesse e divenire parte integrante della cultura.

Ed anche questa lunga lettera, ovviamente, rientra in questo processo formativo al limite del fantastico, in cui si dice e non si dice, si evoca ma si distingue, in cui la realtà del web viene comparata al sogno ed alla creazione onirica. Ecco, siamo in piena leggenda letteraria metropolitana!

Vi ringrazio dell’attenzione prestata e -se volete- scrivete la vostra opinione e commento e la pubblicherò (così restiamo un altro po’ connessi…). Grazie!

Paolo D’Arpini
europeanconsumers.tuscia@gmail.com

sabato 29 maggio 2010

Letterina anonima da un abitante "scafato" della Bassa Tuscia, su Facebook...

Leggo gli appelli di vari "amici" (te compreso) che parlano di vari problemi della Tuscia su Facebook...
Facebook è la più grande cazzata che la mente umana aveva bisogno di progettare ed il sufflé si sgonfierà quando riusciremo a sostituirlo da una cazzata maggiore. su questo viene abusato il termine "Amicizia", anche se ho constatato che con estrema facilità si può trovare da trombare, si abusa dell'illusione di partecipare ad una battaglia sociale e che si fa parte di un "gruppo", io stesso ho creato un gruppo è di fans di un becchino lapidario (...). amico mio di Oriolo, che é rimasto senza lavoro per il calo dei morti e per la crisi dei vivi, in 3 giorni ho raccolto 80 soci... Con questo non ho da dimostrarti nulla... facci quello che vuoi. Su Face si diventa fans di qualsiasi cosa e si esaltano quelli che hanno capito che se dici la cazzata più grossa più si parla di te.

Va benissimo se anche tu vuoi le fontane di Viterbo pulite, Santa Rosa alla data giusta, il Bullicame con l'acqua calda e non vuoi l'aeroporto low cost... Ma subito ci sarà qualcuno che vuole Santa Rosa a Ferragosto, che sarà per la chiusura delle fontane e puntualmente uno che vorrà far atterrare a casa sua tutti l'arei low cost e dopo esce quello che prima di fare il bagno alle pozze calde.....

Al mare domenica c'era una ragazza che si prodigava a baciare un ramarro di 40 cm che alloggiava sulla sua spalla compiaciuta (la ragazza no la lucertolona) che tutta la spiaggia l'ammirasse, secondo te la ragazza ama gli animali...? Vabbè ho detto ovvietà, che vuoi farci non ho nessuna citazione colta indiana da fare, magari posso raccontarti una barza religiosa...

"Un coatto va in farmacia e chiede al dottore un preservativo non senza aver raccontato con ricchezza di dettagli quale uso ne avrebbe fatto con la tizia con cui avrebbe cenato...uscito felice dalla farmacia ha un ripensamento da esternare al farmacista, meglio due preservativi visto che la sorella della tizia ha una faccia da zoccola che promette bene, anzi meglio tre che la madre che ha organizzato la cena con quel suo scosciare....qualcosa significherà? Alla cena il giovane è in orario e siede tra le tre donne si attende solo il capo-famiglia che torni dal lavoro per iniziare la cena...ecco che arriva eeee.... il giovane subito inizia a pregare assorto con le mani in faccia snocciolando un mix dipaternostermantraavemariaealtro...la mamma è commossa a tale visione il padre dapprima compiaciuto poi un po’ spazientito perché la fame si fa sentire e allora fa cenno alla figlia se può dire al ragazzo che va bene va bene ma si può accelerare le orazioni..? La figlia anche lei stupita si avvicina con tatto al giovine ancora assorto con le mani congiunte in ginocchio...Amore non pensavo che fossi così ...religioso... - Amò e io nun pensavo che tu padre fosse farmacista!"

Anonimo fesbukkato della Bassa Tuscia