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mercoledì 16 maggio 2012

Ohi, Ohi... contrordine ragazzi.. il Giappone riaccende i reattori




Leggiamo sul Sole 24 Ore del 15 maggio 2012 che "i reattori
nucleari ripartono a Ohi", una cittadina giapponese a 360 km da Tokio.
Questo il testo del trafiletto, che riporta un dispaccio della Reuters:
"Una città del Giappone occidentale, Ohi, ha deciso di riaccendere due
reattori nucleari spenti dopo l'emergenza di Fukushima. Nella regione,
il Kansai, le autorità hanno previsto tagli alle forniture di
elettricità quest'estate".

Se si va al testo diretto della Reuters, scopriamo "succosi" dettagli
su un consenso comprato:
“Ohi received about 2.5 billion yen ($31 million) in subsidies in the
financial year to March 2010 related to Kansai Electric’s four
reactors. Many jobs also depend in some way on the plant.”
La notizia è molto importante perché giunge dopo la chiusura, avvenuta
il 5 maggio scorso, di tutti i 54 reattori giapponesi, che aveva fatto
pensare ai soliti ambientalisti Jo-condor che il Sol Levante stesse
per abbandonare l'atomo cd "civile".

I reattori erano stati spenti, giungendo al black-out contemporaneo,
ricordiamolo:
1) causa stress test per la sicurezza, che si effettuano del resto
periodicamente
2) causa legge giapponese sulla gestione del nucleare, che subordina
al permesso degli enti locali la riaccensione degli impianti dopo le
verifiche.

In Giappone il movimento antinucleare sta montando con mobilitazioni
massicce che in alcune zone ricordano la Valle di Susa: l'80 per cento
della popolazione, dopo Fukushima, sarebbe - finalmente! - diventata
avversa all'atomo. Di qui la resistenza di Comuni ed enti locali ad
accordare i permessi di riaccensione.

Ma - è necessario ribadirlo - l'antinuclearismo non è affatto
l'orientamento del governo centrale giapponese, strettissimamente
collegato alla lobby atomica. L'attuale premier Takeshi Noda, ad es.,
è subentrato all'ex Naoto Kan, scacciato brutalmente proprio per avere
solo prospettato la possibilità che si potesse pensare ad un "futuro
senza nucleare".

Sarà dura per i giapponesi (e non solo per essi) farla finita con il
mostro nucleare. Il Giappone è la principale "potenza nucleare
latente", vassalla degli USA.

Non si tratta semplicemente di fare i conti con una opzione
energetica, qui è in ballo la geopolitica, la politica di potenza in
un quadro globale: a toccare certi fili, letteralmente, si muore.
Quanto scritto vale anche per l'Italia ed è rivolto a tutti coloro
che, in buona o in cattiva fede, si illudono che basti un referendum
che ha vinto sulla base di una - sacrosanta - ondata emotiva.

Avere abbassato la guardia, avere sciolto il Forum Nazionale, offre ad
avviso di chi scrive, carte importanti alla lobby atomica nostrana,
Finmeccanica in testa, che vuole usare l'Europa per fare rientrare
dalla finestra quello che è stato cacciato dalla porta con il
pronunciamento popolare.

Per questo è importante l'esperienza della C.A.V.R.A. a Milano (vedi
convocazione sotto riportata per il 16 maggio pv) ed è necessario che
qualcosa di analogo sorga a livello nazionale, riprendendo l'appello
che era circolato prima del Forum Alternativo di Marsiglia, e sul
quale non ho personalmente potuto lavorare per motivi di salute.

La riunione antinucleare per l'alternativa rinnovabile a Milano segue
il Direttivo dell'Associazione Energia Felice, convocato nello stesso
posto (via Borsieri, 12) alle ore 17.00.





Costituzione del CAVRA Milano – comitato per attuare la volontà del
referendum antinucleare



Alle amiche ed agli amici interessati al nostro progetto di
partecipazione energetica per la “rivoluzione del risparmio,
dell’efficienza e delle rinnovabili”.



Nella riunione che abbiamo effettuato il 2 maggio 2012 nello Spazio
Kronos, subito dopo il direttivo di Energia Felice, abbiamo deciso:



1- di approvare il documento sulle linee guida che proponiamo per
il Piano energetico comunale

2- di inserire Mario Agostinelli nella terna dei portavoce che
dovrà incontrare il Sindaco di Milano, quando l’appuntamento sarà
fissato;

3- di far gestire la pagina facebook, che è già stata aperta, a
Carolina Balladares, di Terra Nuestra

4- di organizzarsi per una Tenda in piazza della Scala (o in un
luogo di analoga valenza simbolica), che potrebbe già partire il 27
maggio , 2 giorni prima dell’assemblea dei soci di A2A.



La “Tenda del Sole” dovrà avere contenuto informativo e di
sensibilizzazione sull’attualità del no al nucleare che deve tradursi
anche in si al risparmio ed alle rinnovabili.



Il Sindaco Pisapia non ha ancora risposto alla nostra richiesta
ufficiale, anche se ha partecipato all’iniziativa organizzata
dall’Associazone Energia Felice il 9 maggio al Punto Rosso
(presentazione del libro di Alfiero Grandi), ed in quella sede è stato
incalzato da Mario Agostinelli sulla Multiutility del Nord.

Pisapia ha difeso l’elezione di Pippo Ranci a nuovo presidente di A2A
definendolo “un campione tecnico che trainerà il rilancio aziendale”.

Bisognerà fargli notare che A2A avrebbe bisogno non di esperti
finanziari, di area PD-cattolica, per giunta nuclearisti, bensì di
autentici tecnici dell’energia con la competenza e la volontà per
attuare il cambiamento di modello necessario.

Occorre aumentare la pressione sul Sindaco per ottenere l’incontro.
Bisognerà telefonare alla sua segreteria e spedire ulteriori fax.



Alfonso Navarra

cell. 340-0878893

E mail alfonsonavarra@virgilio.it;

venerdì 27 aprile 2012

Fukushima: nessun tsunami bensì il secondo bombardame​nto atomico del Giappone




L’ex analista dell’NSA, Jim Stone, sostiene che non ci fu nessun
terremoto. Lo tsunami venne causato da bombe nucleari detonate in mare
e le esplosioni avvenute a Fukushima furono provocate da mini – bombe
atomiche nascoste in delle telecamere, installate da una società di
sicurezza israeliana. Il movente: punire il Giappone per essersi
offerto di arricchire l’uranio iraniano, allontanandosi così dal
diktat degli Illuminati. L’articolo che seguirà esporrà una teoria
sulla quale si potrà discutere, non ha le pretese di essere verità
assoluta.

I due schemi di arma nucleare portatile mostrano una notevole
somiglianza con le telecamere di sicurezza della Magna BSP. Anche nel
caso di fusione del nocciolo, un reattore ad acqua bollente, non
raggiunge uno stato critico e soprattutto non esplode come una testata
nucleare, va semplicemente incontro al processo di meltdown.
L’esplosione del reattore numero 3, che l’azienda Magna BSP ha
“immortalato”, presenta palesi somiglianze ad un test atomico.

Quando confrontiamo il terremoto di magnitudo 6,8 che ha devastato
Kobe, in Giappone, il 17 gennaio 1995, con quello di Fukushima, i dati
sembrano non tornare. Una rapida ricerca su Google Immagini del
terremoto di Kobe ci rivela come vennero pesantemente danneggiati gli
edifici, i ponti, le autostrade sopraelevate e le altre
infrastrutture. Il sisma di Fukushima, con magnitudo 9.0, ha colpito a
circa 70 km dalle coste del Giappone, l’11 marzo 2011.

Il terremoto avrebbe innescato uno Tsunami con onde di 30 metri che
andò ad abbattersi su ponti, case, strade e automobili prive di
qualsiasi danno – su una popolazione che non venne avvisata
dell’imminente tsunami in arrivo, perché non c’è stato alcun
terremoto. Vennero presi completamente alla sprovvista. Eppure c’erano
gli elicotteri in attesa e la gente in tutto il Giappone ha avuto modo
di guardare l’arrivo dello tsunami in diretta tv.

Cosa diavolo è successo? Di solito, i giapponesi vengono avvertiti
degli tsunami. Come mai l’11 marzo non vennero avvisati? Perché non ci
furono danni strutturali, o motivi per sospettare l’arrivo di uno
tsunami?

Il sisma non sarà sembrato nulla di speciale ad una nazione abituata
ai terremoti. In un video filmato all’interno di una redazione di
Tokyo, durante il terremoto, vengono mostrati i dipendenti che
continuano tranquillamente a lavorare con i loro computer.

Una scossa di magnitudo 9,0 è 100 volte più forte di una da 6.8.
Quella da 9,0 avrebbe dovuto devastare tutto nel raggio di 1.000 km.
Saremo stati spettatori di una carneficina urbana, anche peggiore di
quella sofferta dagli abitanti di Kobe.

Eppure il terremoto di Fukushima del 3/11/11 non ha causato il
collasso di una singola struttura.

Fate a meno di credere a me. Guardatevi le riprese fatte
dall’elicottero. Guardate le infrastrutture su cui lo tsunami si è
abbattuto. Neppure un minimo danno. Il buon senso è sufficiente per
potersi meravigliare.

Jim Stone ha analizzato i sismogrammi giapponesi. Dichiarando che non
ci fu nessun terremoto da 9.0 e che l’epicentro non era in mare. Ci
sono stati, invece, tre terremoti simultanei di minore intensità,
tutti avvenuti sulla terra ferma.

Le autorità hanno mentito – costruendo a tavolino l’evento. Non è
stato il terremoto a causare lo tsunami. Ci deve essere stato un altro
motivo.

I REATTORI DISTRUTTI DA ARMI NUCLEARI

Si scopre che pure la spiegazione ufficiale per le esplosioni dei
reattori di Fukushima fu un inganno creato ad arte. I muri di
contenimento per l’energia nucleare sono molto spessi e solidi. Le
esplosioni di idrogeno non avrebbero mai potuto distruggerli. Come
riferimento storico, esplosioni di idrogeno si verificarono a Three
Mile Island: non causarono danni strutturali e neppure eventuali
lesioni al personale dello stabilimento.

Inoltre, il reattore quattro non conteneva carburante il giorno del
sisma e non era quindi operativo – ma esplose comunque e venne
completamente distrutto, seguendo la fine di tutti gli altri reattori.
Il reattore 4 è come l’edificio 7 del World Trade Center – una
impossibilità assoluta, una palese pistola fumante. Un reattore che
non contiene carburante non può funzionare, un reattore non operativo
non può esplodere a meno che qualcuno non lo faccia esplodere. La
distruzione del reattore quattro non può che essere il risultato di un
sabotaggio.

COINVOLGIMENTO ISRAELIANO

Nel febbraio 2010, il Giappone si offrì di arricchire l’uranio per
l’Iran. Poco dopo, una ditta israeliana con il nome di Magna BSP,
ottene un contratto per gestire i sistemi di sicurezza nell’impianto
di Fukushima Daiichi. Installarono telecamere di grandi dimensioni
fortemente somiglianti ad armi nucleari “gun-type”. Forti prove
indicano che la ditta avrebbe introdotto il virus Stuxnet nella rete
dell’impianto, un malware di fabbricazione israeliana che attacca gli
impianti che hanno sistemi di controllo Siemens e che la stessa
Israele utilizzò precedentemente per danneggiare il programma nucleare
iraniano. La Magna BSP stabilì anche collegamenti a internet per lo
scambio di dati all’interno del reattore, in palese violazione delle
normative nucleari internazionali.

Tutti e dodici i membri del team di sicurezza tornarono in Israele una
settimana prima del 11/3/11. All’indomani del disastro, gli israeliani
monitorarono pubblicamente i nuclei dei reattori attraverso questi
collegamenti illegali ai dati della centrale. Nessuno ha ancora
sollevato questioni per questo comportamento illegittimo.

JIM STONE: PERSEGUITATO PER AVER RIVELATO LA VERITA’

Che cosa ha causato lo tsunami? Che cosa ha distrutto i reattori?

Jim Stone, utilizzando le sue affinate competenze (ex analista
dell’NSA) e il suo background di ingegneria, ha concluso che fosse
Israele il reale mandante del disastro di Fukushima Daiichi. Ora ne
sta pagando il prezzo.

Stone ha dimostrato che non ci fu alcun terremoto di magnitudo 9.0 a
causare lo tsunami. Quest’ultimo deve essere stato indotto
artificialmente, forse da una bomba atomica posta nella Fossa della
Giappone.

Si incolpa lo tsunami per le inondazioni avvenute nei reattori che
hanno successivamente provocato le esplosioni. Stone, però, presenta
prove convincenti che Israele abbia distrutto l’impianto di Fukushima
Daiichi installandovi armi nucleari “gun type”, facendole passare come
telecamere di sicurezza.

Stone dimostra che il virus Stuxnet ha continuato (e continua) a
distorcere le letture dei sensori presenti a Fukushima.

A differenza di molti altri nel mondo dei “whistle blowers”, Stone
basa le sue conclusioni su prove concrete e su una logica
inattaccabile. Chiunque può visionare e criticare il suo lavoro.

Pubblicando il suo report e facendo diverse apparizioni radiofoniche
per sostenerlo, Jim Stone è stato molestato, minacciato, detenuto
illegalmente ed è attualmente in galera per delle false accuse.

Ho visto le reazioni al suo lavoro, in rete. Alcuni lo hanno diffamato.

Nessuno è ancora riuscito a confutare le sue teorie.

Le sue conclusioni hanno ramificazioni che fanno sembrare le tesi
complottiste sull’11 settembre “poco incisive”.

Perché, questo silenzio sul lavoro di Stone anche da parte dei media
alternativi?

Alcuni hanno espresso il sospetto che Stone non fosse chi diceva di
essere. Questo è irrilevante. I fatti sono fatti. Il rapporto da lui
stilato si basa su fatti ben provati.

Vi invito a consultare il report pubblicato da Stone. Ne vale la pena.
Se poi sarete d’accordo su quanto dici, vi pregherei di diffondere
ulteriormente questa notizia e “sciogliere” questo silenzio dei media
alternativi.

Per concludere, non c’è mai stato un terremoto di magnitudo 9.0 l’11
marzo 2011, lo tsunami deve essere stato indotto artificialmente. Le
esplosioni di idrogeno non hanno distrutto i muri di contenimento
costituiti da diversi metri di cemento. La storia ufficiale è
impossibile. Israele ha punito il Giappone, e gli agenti sionisti
stanno ora cercando di distruggere Jim Stone, l’uomo che ha fatto luce
sulla verità.



Fonti:
http://neovitruvian.wordpress.com/2012/01/28/fukushima-si-tratto-di-sabotaggio/
Il rapporto originale: www.jimstonefreelance.com/fukushima1.html

domenica 16 ottobre 2011

Angelo Baracca: "Aiutiamo il Giappone a liberarsi del nucleare..."

"Composizione di Elke Colangelo"



Messaggio di Angelo Baracca (scienziato)

Care/i,
penso sappiate tutte/i che la situazione in Giappone conseguente agli incidenti nucleari dell'11 marzo scorso è lungi dall'essere risolta. Io sono in contatto con cittadine/i giapponesi che vivono in Italia e si attivano su questo problema. Penso quindi di fare cosa utile girandovi questa petizione che sta circolando, con le istruzioni per leggerla e firmarla (oltre ad una presentazione artisitica disegnata dalla Sr. Harumi Matsumoto). Ovviamente farete un piacere a tutte/i se la farete circolare il più possibile, grazie, un saluto

Angelo


Cari amici,

“Ponte fra Italia e Giappone, TOMO-AMICI” scrive per chiedervi di spargere questa mail più possibile e di firmare la “Petizione per la Denuclearizzazione e per una Società basata sulle Energie Alternative”, destinata al primo ministro giapponese, signor Yoshihiko Noda. Questa raccolta di firme è promossa il 15/06/ 2011 da nove intellettuali giapponesi, di cui Kenzabur e (Premio Nobel per la letteratura nel 1994) e Ryichi Sakamoto (musicista) .

Trattandosi di una petizione, possono firmare anche gli stranieri e i minorenni. Noi abbiamo aderito immediatamente appena saputo del movimento, perché riteniamo che il pericolo nucleare non ha confini, e anche la vittoria referendaria in Italia contro il nucleare è stata influenzata dagli eventi giapponesi.

Noi ringraziamo tutti coloro che hanno già firmato e tutti coloro che ci stanno aiutando per la raccolta.

Movimento per L’Alternativa al Nucleare ha allestito un link per la firma On line.

Potete firmare on-line

l da nostro sito www.tomoamici.net <http://www.tomoamici.net/> , nella Home page in destra il più alto, o dalla pagina No Nuke.

sabato 19 marzo 2011

"Nucleare a Montalto di Castro? Una scelta da fine del mondo...!"

"Nucleare a Montalto di Castro? Una scelta da fine del mondo...!"

Malgrado i fatti drammatici in corso in Giappone, relativi al disastro nucleare, ancora in Italia c'è qualcuno che ritiene che l'energia atomica sia una scelta possibile. E questo proprio dove era presente una centrale nucleare, smantellata in seguito al referendum di vent'anni fa, a Montalto di Castro (in provincia di Viterbo). Infatti come viene comunicato dai consiglieri comunali Sergio Caci e Vincenzo Liberatore: "...la Regione Lazio, con una Mozione approvata dal Consiglio Regionale nella seduta del 24 novembre 2010, si è dichiarata indisponibile ad accogliere impianti nucleari di qualsiasi tipo nel territorio regionale, così come per gli impianti di stoccaggio di materiali radioattivi; mentre la Provincia di Viterbo, con Delibera Consiliare del 15 luglio 2010, ha dichiarato di ritenere il territorio della Provincia e in particolare quello del Comune di Montalto di Castro, non idoneo all’installazione di impianti ad energia nucleare; ma il Consiglio Comunale di Montalto ancora non ha prodotto alcun tipo di documento in merito...."

La cosa desta preoccupazione considerando l'atteggiamento trascorso del sindaco di quella cittadina che aveva manifestato posizioni filonucleariste.

L’ipotesi d’istallazione di un impianto nucleare a Montalto di Castro è -secondo me- completamente irragionevole ed espongo qui alcune motivazioni “sociologiche” e “naturalistiche”.

a) La vicinanza con Roma, la capitale d’Italia, creerebbe un target molto interessante per il terrorismo internazionale. Visto anche lo stato di insicurezza nel Nord Africa e Medio Oriente. Con una bombetta da poco piazzata nell’ipotetica nuova centrale, si metterebbe a rischio la sopravvivenza di milioni di persone. Inoltre la vicinanza del Vaticano é una ulteriore ragione per l’aumento del rischio attentati, soprattutto oggi che la “guerra religiosa” fra islam e cristianesimo sta subendo un’impennata paurosa (vedi i continui eccidi in Africa ed in Asia, etc.).

b) Il raffreddamento tecnico dell’impianto che dovrebbe essere effettuato utilizzando le acque del Tirreno, porterebbe ad un eccessiva riscaldamento del biosistema costale, con conseguente sconvolgimento e distruzione della vita acquatica (pesci ed alghe).

c) La contemporanea presenza nell’area di Montalto di Castro e Civitavecchia di due preesistenti enormi impianti di produzione elettrica, di cui uno a carbone, i quali già sono fonte di un tremendo inquinamento dell’aria, della terra e dell’acqua, sommandovi l’eventuale impianto nucleare (alcune fonti parlano di due nuovi impianti che andrebbero forse a sostituire quelli a policombustibile) l’equilibrio bio-sistemico già precario collasserebbe definitivamente, creando un deserto su tutta la costa tirrenica: Lazio, Toscana sino alla Campania.

Paolo D’Arpini

Referente della Rete bioregionale Italiana e portavoce European Consumers Tuscia

giovedì 17 marzo 2011

Bioregionalismo e comunicazione di Teodoro Margarita



Messaggi di fuoco e fumo.. alle finestre e su Facebook

Asso - Siamo al 16 marzo, ormai, ma il riscaldamento della mia scuola
funziona a tutto regime, i ragazzi protestano, è troppo
caldo, si distraggono, aprono di continuo le finestre, io li
invito a mettersi d'accordo tra loro: quelli vicini ai
termosifoni soffrono di più e le vorrebbero spalancate,
quelli più distanti, finiscono per aver freddo. Ciò causa
trambusto e danneggia le lezioni.

Oggi, però, le finestre debbono restare chiuse e basta,
viceversa soffocheremmo.

C'è che gli operai del comune nel potare i platani hanno
pensato, geniali, che non val la pena di portare le ramaglie
in discarica, pardon, isola ecologica e li stanno, oplà,
bruciando sul posto.

Di qui una gran nube di fumo e ancor peggio, tutti gli
allievi, inevitabilmente, in piedi a protestare: "Prof,
perché se papà accende le sterpaglie gli danno la multa e
se lo fa il Comune, oltretutto, intossicandoci, non succede
nulla?"

Bella domanda. Una domanda che mi ponevo anch'io e con più
forza ancora.

Oltretutto, in un comune vicino, le potature non le portano
da nessuna parte, semplicemente un gran tritatutto sbriciola
al seguito del camioncino degli operai, il tutto e così
produce trucioli, segatura che potranno essere prontamente
riciclati.

In questi giorni, dibattendo anche su Facebook, come
amministratore di un gruppo locale, circa tremila membri, in
difesa di una meravigliosa cascata, ho invitato a riflettere
su una dimensione più allargata dell'ecologismo, il famoso
"Pensare globalmente e agire localmente", orbene mi sono
arrivati i messaggi più vari.

Alcuni, per fortuna, di chiaro e solidale appoggio: siamo
amanti della natura, del paesaggio e quel che sta succedendo
in Giappone ci riguarda, viceversa, alcuni mi hanno
fermamente rimproverato rinfacciandomi l'esser questo gruppo
unicamente finalizzato alla battaglia per difender la
cascata Vallategna qui in Vallassina, nel comasco, e basta.
Certo, rifletto, il pensiero ecologista è ben lungi
dall'aver fatto breccia, proprio per nulla, se giungono
tanti segnali, tanti messaggi che, palesemente, dimostrano
il contrario.

Tra i tanti che si sono adirati con me, cito un tale che si
firma Pit Anghi su Facebook, ovvio, uno pseudonimo, costui
nel corso dello scambio di messaggi che abbiamo avuto, egli
fieramente nuclearista, alla mia affermazione: Io mi scaldo
con la legna, ho una stufetta, mi sbatte in faccia il suo"Se
vai a fuoco col cavolo che vengo a spegnere l'incendio".

E' così, ci sono, tante persone simili, non ci siamo solo
noi eco-pacifisti al mondo.

E ritorno alla nube del Comune, quel fumo provocato dalle
sterpaglie e dalle potature che gli operai, in barba a
qualunque logica, tranquillamente bruciavano.
Nella mia stufa, adeguatamente sminuzzate e sfrondate,
quelle frasche, mi avrebbero riscaldato ed aiutato
nell'accensione.

Una gestione intelligente del legname, dei propri scarti
agricoli- i miei vanno tutti nel compost- quanta energia in
meno consentirebbero di importare, annullando uno dei
principali argomenti dei nuclearisti.

Nubi, nubi di fumo, radioattive e semplici fumi di roghi di
sterpaglie.

Da una finestra di una scuola sono solo pensieri, se non
divengono coscienza di milioni di persone, patrimonio
permanente di un'intelligenza collettiva, sono solo fumi,
sono solo fumo....

Teodoro Margarita - thermidore@yahoo.com

Referente per la conservazione delle sementi tradizionali.
Rete Bioregionale Italiana

mercoledì 14 luglio 2010

Ecologia sociale e malattia: “L’assistenza sanitaria pubblica e privata e il sistema farmaceutico mondiale sono nati per farci ammalare…”

Sul n.71 de “Le Journal de Michel Dogna” di maggio scorso si parla di vaccino antinfluenzale come di una truffa molto redditizia per le industrie farmaceutiche. L’articolo cita il Congresso internazionale chiamato “Projet Cochrane” che si è tenuto a Roma all’inizio del 2006 per fare il punto su 37 anni di vaccinazioni contro l’influenza. Il progetto, frutto di 25 differenti studi, ha preso in considerazione 60.000 adulti. La conclusione è stata che le vaccinazioni riducevano, nelle persone in buona salute, solo del 6% la possibilità di contrarre influenza e non aveva alcuna efficacia nelle persone anziane. A conferma di questo il Dr. Anthony Morris, virologo ed esperto responsabile del controllo ai vaccini della stessa FDA, dichiara: “Non esiste alcuna prova che il vaccino contro l’influenza sia utile. I suoi fabbricanti sanno benissimo che non serve a niente, ma continuano a venderlo”. Un altro studio effettuato nell’Ontario (Canada) dopo una campagna vaccinatoria gratuita effettuata nel 2000 su 12 milioni di persone, è giunta alle medesime conclusioni.

Il National Post di Ottava, il 2 maggio 2006, in merito ad uno studio fatto sui casi di influenza in Canada tra il 1990 e il 2005, a proposito dei soggetti vaccinati, riportava: “Il vaccino contro l’influenza non ha ridotto il numero dei casi, mentre questa campagna è costata più di 200 milioni di dollari ai contribuenti”. E in Giappone (dove nel 1976 fu resa obbligatoria la vaccinazione in massa contro l’influenza per i bambini delle scuole) prima della vaccinazione si ammalava una persona ogni 100 mila abitanti, dopo la vaccinazione se ne ammalarono 60 ogni 100 mila abitanti.

Tra gli effetti secondari del vaccino, oltre all’influenza stessa, alcune riviste di medicina famose, come il British Medical Journal, citano lo sviluppo di pericarditi acute, problemi cardiaci, encefaliti, mielopatie, occlusione della vena centrale della retina, paraplegie ecc.. Inoltre, le ricerche del Dr. Hungh Fudenberg, immunologo statunitense, provano che esiste un legame tra le vaccinazioni regolari contro l’influenza e aumento del morbo di Alzheimer.

E’ di questi giorni la dichiarazione del il ministro della Sanità polacca Eva Kopacz che, in merito al vaccini dichiara: “Non è abbastanza sicuro, ci sono una ventina di punti poco chiari: ci sono più dubbi che certezze sul siero del Millesimo. I tre vaccini vengono trattati tutti alla stessa stregua malgrado siano basati su diverse sostanze attive. E inoltre sono passati attraverso controlli decisamente brevi e non hanno controindicazioni dichiarate. Visto che il vaccino è così miracoloso come mai le società che lo producono non vogliono introdurlo sul mercato libero e assumersene la completa responsabilità? I polacchi sanno separare la verità dalla balle, sono in grado si distinguere una situazione oggettiva da una truffa”.

La nostra visione delle cose non coincide con la logica delle vaccinazioni, sia perchè vaccinarsi significa immettere nell’organismo sano sostanze pericolose delle quali non si conoscono gli effetti a lunga o breve scadenza e che a volte si rivelano fatali, sia perché nessun organismo reagisce allo stesso modo e sia perché la logica sintomatologia non va alle cause della malattia che risiede quasi sempre in uno stile poco conforme alle nostre vere esigenze di esseri vegetariani. Se le nostre difese immunitarie sono efficienti non c’è virus o batterio che può minare la nostra salute.

E a proposito di influenza il dr. Valdo Vaccaro scrive:
I nostri virus interni (detriti inanimati di cellule appena morte) rappresentano nell’economia virale del singolo il 99% dei virus totali in circolazione. Questo 99% non fa male a nessuno e non implica alcun contagio, ma solo un eventuale intasamento di pulviscolo virale che crea dei rallentamenti ulteriori al proprio metabolismo. I virus esterni o eterologhi, appartenenti ad altri esseri, per quanto scomodi ed inquietanti al pari di ogni sostanza non utilizzabile, non fanno male al di là del puro e semplice avvelenamento che però può essere sicuramente anche mortale. I virus eterologhi non sono contagiosi ma sono al massimo intasanti ed inquinanti, e normalmente vengono fagocitati e riaccompagnati fuori dal sistema immunitario. Se il sistema immunitario non funziona bene, come nel caso dei malati di altre patologie, c’è aggiunta di costipazione e di intasamento, ma non malattia virale a radice genetica. Il corpo umano non opera mai contro il proprio interesse. Persino il tumore è un procedimento positivo, costruttivo e difensivo. Non lo è più invece la neoplasia cancerogena, determinata dalla cachessia, dall’avvelenamento, dal mancato flusso sanguigno nutri-ripulente alle parti interessate.

I virus sono frammenti morti a tutti gli effetti, indipendentemente dalla loro provenienza e dalla loro targhetta genetica. Un morto non può variare, cambiare e modificarsi. Come si spiegano allora le cosiddette variazioni dei ceppi virali influenzali? Le variazioni nell’organismo possono solo essere opera del corpo umano. E’ il corpo che modula e reagisce, è lui che varia la propria reattività in base al grado di velenosità delle sostanze con cui viene a contatto. E’ lui che funziona bene o male, che sprizza salute o si ammala. E’ lui che modula e adegua la propria reazione alle sostanze e non viceversa.

Varia il corpo umano e la sua reattività. Varia in intensità e zone corporali interessate ai sintomi. Varia persino sulla base del clima a cui sono soggetti gli organismi colpiti. Variano soprattutto i batteri attratti automaticamente dalla polvere cellulare o virale di cui si nutrono. Sono dunque i batteri vivi (e non i virus morti) a variare, a trasformarsi, a mutare. Non c’è contagio sulla faccia della Terra, ma solo diffusione della stessa problematica dovuta a comportamenti simili in vigore nella massa. Esistono stati tossici comuni e generalizzati. Le uniche cose contagiose al mondo sono le pessime abitudini comportamentali ed alimentari che portano alle patologie. Nessuno può prendersi l’intossicazione che appartiene al corpo del vicino.
Franco Libero Manco

RICORDATI CHE VIVI IN UN MONDO PROGRAMMATO PER FARTI AMMALARE. SE VUOI STARE SANO E FELICE DEVI DIVENTARE UN PENSATORE AUTONOMO.
(Alan Goldhamer)



Le durissime accuse di Paracelso alla classe medicale del suo tempo

Duemila anni dopo Platone, Theophrastus Borubastus Von Hohenheim, detto Paracelso (1493-1541), medico e filosofo svizzero, perseguitato e costretto dai colleghi medici a rifugiarsi in Germania, dove diventò il massimo esponente del naturalismo tedesco, si espresse come segue:

Voi medici avete completamente disertato il cammino indicato dalla natura.
Avete costruito un sistema artificiale che non serve a nulla se non a ingannare la gente e depredare il portafoglio del malato.
La vostra arte non consiste nel curare il paziente ma nel circuire in modo viscido il ricco, truffare il povero e avere accesso alle cucine del nobile paese.
Vivete con l’impostura, l’aiuto e la complicità della professione legale, che vi permette di proseguire le vostre ruberie, eludendo così la punizione delle leggi.
Avvelenate la gente e ne rovinate la salute.

Avete giurato di usare diligenza nella vostra arte, ma come potreste mai fare questo?
Non possedete infatti altra arte ed altra scienza se non quella dell’inganno e della truffa.

Mi denunciate perché non seguo la vostra scuola, quando essa non può insegnarmi nulla che valga la pena di sapere.

Appartenete alla tribù dei serpenti, e da voi non mi aspetto altro che veleno.
Non avete rispetto per il malato.

Come potrei aspettarmi che abbiate rispetto per me, che metto a repentaglio i vostri salari, mostrando alla gente le vostre pretese e la vostra ignoranza?