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mercoledì 11 gennaio 2012

Profumo d'Italia? Solo con rifiuti opzione zero... altrimenti è fetore.... - Recensione del libro "Profumo d'Italia" di Fulvio Di Dio

Profumo d'Italia? Solo con rifiuti opzione zero... altrimenti è fetore.... - Recensione del libro "Profumo d'Italia" di Fulvio Di Dio

“Rifiuti: opzione zero”. Questo il dogma sottinteso nel libro "Profumo d'Italia" di Fulvio Di Dio, il quale ha indicato i modi per uscire fuori dall'emergenza continua, studiando le problematiche legate alla gestione dei rifiuti, con un’attenzione particolare ai pericoli derivanti dall’incenerimento ed alle alternative di non combustione più sicure e più sostenibili....

Fulvio Di Dio è membro della Rete Bioregionale Italiana e lavora presso l'assessorato Ambiente della Regione Lazio, quindi è persona titolata per svolgere il compito che si è prefisso, di indicare nuove strade ecologiche per lo smaltimento dei rifiuti. Ma il suo è un "invito" e per rendere concretamente attuative le sue proposte è necessario che le Istituzioni si muovano nella direzione indicata....

E qui dobbiamo ritornare sul tema di come far entrare nelle maglie della consuetudine culturale l’idea che “non esiste altro posto che questa Terra in cui possiamo vivere e di conseguenza è meglio mantenerla pulita” A volte esperimenti encomiabili sono stati avviati, come ad esempio “il gioco dei tappi”, proposto nella scuole elementari della capitale dall'ass. Memmento Naturae, ma se queste iniziative restano sporadiche vengono poi a mancare i risultati sostanziali...

Pertanto, se le Istituzioni stesse non promuovono le soluzioni indicate, è comunque importante iniziare con la pratica ecologica individuale.... e prendendo lo spunto dai consigli contenuti nel libro di Fulvio Di Dio, possiamo partire dall’ecologia delle piccole cose, nella casa e nell'ufficio. Cominciando da queste si possono sempre trovare successive forme di sensibilità ambientale e di educazione civica.
Ad esempio quanti scarti alimentari produciamo? Forse quegli scarti possono essere diminuiti se badiamo di più all’essenziale, in tutte le nostre piccole abitudini di ogni giorno, e magari prontamente riutilizzati in natura come compost o cibo per animali oppure anche per produrre semplice biogas.

A Roma, con Malagrotta traboccante, c’è il rischio di dover risolvere il problema dei rifiuti urbani (in perenne emergenza) con il sistema “terminator” che porterà inevitabilmente alla creazione di una serie di nuove discariche ed inceneritori attorno alle città. Le province storiche diverranno una pattumiera gigante o terra bruciata, si tratta solo di scegliere se si vuole l’inceneritore o la discarica oppure l’impianto di produzione elettrica... (eufemismo per definire le strutture industriali a biomasse)

E se vogliamo che la vita continui nel Lazio asfissiato dai fumi e dalle puzze non possiamo pensare di risolvere in tal modo il problema dei RSU. L’incenerimento, già lo sappiamo, è fonte di inquinamento pesantissimo ed inoltre è diseducativo dal punto di vista della salvaguardia delle risorse.

Non si può continuare a tamponare aumentando sempre più la piaga dell’inquinamento e da qualche parte occorre partire per fermarsi e lanciare un segnale positivo. Partiamo da noi stessi…. Per evitare il disastro tamponato ed imbellettato da nuovi impianti inquinanti occorre partire dalla consapevole e personale azione di ognuno di noi. Faccio esempi pratici: rinunciare alle bustine di plastica e girare con una borsa, rifiutare imballi superflui, reperire il proprio cibo direttamente dai produttori locali, interrompere l’uso smodato di elettrodomestici, lavorare con le mani, stare meno davanti al televisore e di più nei boschi….

La battaglia contro la produzione rifiuti e sprechi energetici deve partire dall'impegno di ognuno, dalla consapevole e personale azione di ognuno di noi. Non posso far a meno di affermare che se non iniziamo da noi stessi il processo non decolla…

Paolo D'Arpini
Referente P.R. Rete Bioregionale Italiana
e Portavoce European Consumers Tuscia
europeanconsumers.tuscia@gmail.com

......................

Di questo tema se ne parlerà durante l'Incontro Collettivo Ecologista, previsto ad Aprilia (Latina) dal 22 al 24 giugno 2012, durante il quale verrà anche presentato il libro Profumo d'Italia (Editori Internazionali Riuniti) di Fulvio Di Dio. Per info sulla pubblicazione: fulvio.didio@libero.it,

domenica 29 maggio 2011

Bioregionalismo terra terra - Agricoltura e pastorizia ecologica



Per la difesa della salute e dell'economia sarebbe necessario puntare sull'agricoltura ecologica. Tale metodo di produzione potrebbe essere sostenuto anche dai Pagamenti Agroambientali Europei salvando la spesa nazionale… per le Malattie Degenerative. Ma i PSR Regionali ancora oggi sovvenzionano l’acquisto di Pesticidi, chiamandola Agricoltura Integrata (nella Chimica, ndr). Pesticidi di cui l’Italia è il primo consumatore UE, con oltre il 35% di tutto il fatturato comunitario! (Fonte Agernova)

Ciò avviene in spregio al fatto che da recenti studi scientifici è appurato che l'uso dei pesticidi influisce sull'intelligenza umana, oltre che sulla salute. Ad esempio se le mamme sono state esposte ai pesticidi usati sulle colture alimentari durante la gravidanza, i loro bambini avranno un quoziente intellettivo più basso rispetto ai figli di donne non esposte a queste sostanze. Lo rivela uno studio effettuato dall’Università di Berkey, in California, confermato da altri due studi condotti dal Mount Sinai Medical Center e dalla Columbia University. Gli scienziati hanno osservato gli stessi identici risultati: ad un aumento di 10 volte del tasso di organofosfati rilevato durante la gravidanza corrispondeva ad un calo di 5,5 punti nel quoziente intellettivo (Qi) di bambini intorno ai 7 anni. I ricercatori californiani hanno valutato l’esposizione ai pesticidi attraverso la misurazione dei metaboliti nelle urine e poi hanno fatto test per il Qi su 329 bambini. Con i pesticidi forse la mela non prende il verme... ma il bambino si baca il cervello. (Fonte AAM Terra Nuova)

Altro sistema di recupero economico per lo sviluppo dell'agricoltura ecologica sta nel risparmio sulle quote che l'Italia deve pagare come nazione industriale inquinatrice. Ogni giorno l’Italia accumula un debito per l’inquinamento dai gas serra prodotti nello svolgimento delle attività antropiche nazionali. Come sapete c’è una valutazione mondiale in termini anche economici, che varia in base alla produzione di “gas serra” e l’Italia a ritmo normale industriale, riferito a qualche anno fa, paga 3.800.000 euro circa il giorno. L’Italia ha una superficie coperta a boschi pari al 37% della totale ma questo polmone ci è riconosciuto intorno al 10%, pare per il cattivo stato dei boschi. Iniziative per l’efficientamento dei boschi o l’impiego di coltivazioni che bonificano l’aria, riducono nel tempo l’inquinamento, azzerano il debito e sono, di fatto, interventi già finanziati, non dovendo dirottare fondi Italiani verso la CE, oltre a fare un servizio per l’intera umanità. (Fonte Vetiver Lazio)

Inoltre lo sviluppo dell'agricoltura biologica porterebbe inevitabilmente all'incremento delle diete vegetariane che recenti studi scientifici dimostrane essere le più salutari. La tabella ufficiale LARN parla di assunzione giornaliera di nutrienti per la popolazione italiana; alla colonna relativa al quantitativo proteico nelle diverse fasi della vita di un individuo, considerate le diverse categorie di persone, il peso e l’età, effettuata una sommatoria del quantitativo proteico consigliato, la media risulta essere di otre 50 grammi di proteine al dì. Ora, se si considera che il bambino raddoppia in 6 mesi il peso corporeo e attua il massimo sviluppo del cervello con un quantitativo proteico di circa l’1% del latte materno, quantitativi proteici superiori espongono il bambino ad ipertrofia renale, acidificazione del pH, ipertensione, obesità, diabete ecc. E’ di questi giorni la pubblicazione di uno studio condotto dal Dr. Leonardo Pinelli su cento ragazzi che hanno seguito il regime dietetico vegetariano: i risultati confermano l’ottima salute dei bambini vegetariani: si ammalano meno dei bambini onnivori e hanno difese immunitarie migliori. (Fonte AVA)

Per lo sviluppo dell'agricoltura contadina, ed a favore di una dieta più equilibrata, la Rete Bioregionale Italiana, unitamente ad altre associazioni, ha presentato una proposta di legge che gioverebbe anche alla rivitalizzazione di zone rurali oggi abbandonate, come i terreni pedemontani, che molto si prestano ad un sistema misto agricolo-pastorale. Tale rivitalizzazione garantirebbe la sovranità alimentare del paese. Infatti è noto (fonte FAO) che in tutti i sistemi agricoli mondiali, con l’aumentare delle superfici medie delle aziende agricole diminuisce notevolmente la produttività per ettaro di terreno, dal momento che l’industrializzazione non rende possibili le consociazioni colturali e i corretti avvicendamenti. Molti sistemi policolturali di “Agricoltura Sinergica” consentono produzioni doppie e triple di quelle industriali, risultando nel contempo protettive dell’ambiente, della salute e della fertilità dei terreni. E produttive di posti di lavoro dignitosi in una agricoltura nel contempo moderna e tradizionale.

Questi e simili argomenti verranno discussi durante il prossimo incontro della Rete Bioregionale Italiana che si terrà in un casolare di collina a Ospitaletto di Marano (Modena) il 18 e 19 giugno 2011 - Info. 333.6023090 - bioregionalismo.treia@gmail.com -

Paolo D'Arpini

Referente P.R. Rete Bioregionale Italiana
e Portavoce European Consumers Tuscia

Sito Web: http://retebioregionale.ilcannocchiale.it/?r=28856


(Mucca solitaria a Mazzano - Foto di Gustavo Piccinini)

sabato 21 maggio 2011

Difesa del Territorio bioregionale: "Non vi daremo tregua" - Continua la battaglia contro l'inquinamento della Maremma Laziale




Guarda la neve che imbianca tutto
il Soratte e gli alberi che gemono
al suo peso, i fiumi rappresi
nella morsa del gelo.
Sciogli questo freddo, Tagliarco,
e aggiungi legna al focolare;
poi versa vino vecchio da un’anfora sabina.
Lascia il resto agli dei ……

Orazio


............

Da qualche tempo si è formato un coordinamento fra tutte le associazioni e le persone che si oppongono allo scempio del territorio dell’Alto Lazio. Per evitare che amministrazioni sconsiderate e malconsigliate possano distruggere l’ambiente e il pasesaggio con la scusa della produzione energetica.

Infatti in questo momento, in cui sulla Maremma incombe il rischio di un ritorno del nucleare a Montalto, allo stesso tempo è necessario combattere contro un inquinamento chimico ed industriale diffuso: pesticidi, diserbanti, diossine e sterilizzanti endocrini, inquinanti plastici e ftalati, nitrati, metalli pesanti… prodotti chimici di sintesi ad ampi effetti collaterali, etc, che stanno causando un grave incremento di tumori ogni anno. Appare ovvio che se gli ulteriori progetti distruttivi programmati da questo governo venissero attuati (superstrade varie, ritorno al nucleare, etc.) si assisterebbe alla cancellazione completa del paesaggio della Tuscia, prima risorsa di questo territorio, con danni ambientali e d’immagine all’agricoltura locale difficilmente immaginabili.

Gran parte dell'inquinamento attualmente immesso nell'ambiente dell'Alto Lazio proviene dal polo energetico più grande d'Europa: Montalto di Castro e Civitavecchia, comprendenti vari impianti, quasi 7000 MW di potenza installata, tutte a combustibile fossile come olio, gas e carbone sporco. Ma il dramma è che l'energia prodotta non serve ai fabbisogni locali o nazionali, perché quasi la metà viene venduta all’estero…

A Tarquinia, territorio agricolo per eccellenza, molto attivi sono i gruppi No Coke che hanno portato avanti varie battaglie ecologiste in difesa della Tuscia. Oggi, 21 maggio 2011, alle ore 17,30 a Tarquinia, presso il Palazzo dei Priori, Sala Sacchetti, in Via dell’Archetto, 4 ci sarà la presentazione del volume “Non vi daremo tregua”. L’evento avrà in scaletta interventi importanti, per la comprensione dei dati contenuti nella pubblicazione, inoltre avremo il contributo del Dott. Gianni Ghirga, medico e portavoce dell’ISDE, che illustrerà gli studi mai realizzati dall’Osservatorio Ambientale, che dal 2004, anno di sua istituzione nel comune di Civitavecchia, non ha prodotto nemmeno uno screening sull’arsenico, quello piovuto a tonnellate dalla bocca di TVN per decenni, né tantomeno ha elaborato indagini diagnostiche sui reali motivi per cui in questo comprensorio si muore di più di malattie tumorali.


Paolo D'Arpini

Portavoce European Consumers Tuscia
Referente Rete Bioregionale Italiana

sabato 19 marzo 2011

"Nucleare a Montalto di Castro? Una scelta da fine del mondo...!"

"Nucleare a Montalto di Castro? Una scelta da fine del mondo...!"

Malgrado i fatti drammatici in corso in Giappone, relativi al disastro nucleare, ancora in Italia c'è qualcuno che ritiene che l'energia atomica sia una scelta possibile. E questo proprio dove era presente una centrale nucleare, smantellata in seguito al referendum di vent'anni fa, a Montalto di Castro (in provincia di Viterbo). Infatti come viene comunicato dai consiglieri comunali Sergio Caci e Vincenzo Liberatore: "...la Regione Lazio, con una Mozione approvata dal Consiglio Regionale nella seduta del 24 novembre 2010, si è dichiarata indisponibile ad accogliere impianti nucleari di qualsiasi tipo nel territorio regionale, così come per gli impianti di stoccaggio di materiali radioattivi; mentre la Provincia di Viterbo, con Delibera Consiliare del 15 luglio 2010, ha dichiarato di ritenere il territorio della Provincia e in particolare quello del Comune di Montalto di Castro, non idoneo all’installazione di impianti ad energia nucleare; ma il Consiglio Comunale di Montalto ancora non ha prodotto alcun tipo di documento in merito...."

La cosa desta preoccupazione considerando l'atteggiamento trascorso del sindaco di quella cittadina che aveva manifestato posizioni filonucleariste.

L’ipotesi d’istallazione di un impianto nucleare a Montalto di Castro è -secondo me- completamente irragionevole ed espongo qui alcune motivazioni “sociologiche” e “naturalistiche”.

a) La vicinanza con Roma, la capitale d’Italia, creerebbe un target molto interessante per il terrorismo internazionale. Visto anche lo stato di insicurezza nel Nord Africa e Medio Oriente. Con una bombetta da poco piazzata nell’ipotetica nuova centrale, si metterebbe a rischio la sopravvivenza di milioni di persone. Inoltre la vicinanza del Vaticano é una ulteriore ragione per l’aumento del rischio attentati, soprattutto oggi che la “guerra religiosa” fra islam e cristianesimo sta subendo un’impennata paurosa (vedi i continui eccidi in Africa ed in Asia, etc.).

b) Il raffreddamento tecnico dell’impianto che dovrebbe essere effettuato utilizzando le acque del Tirreno, porterebbe ad un eccessiva riscaldamento del biosistema costale, con conseguente sconvolgimento e distruzione della vita acquatica (pesci ed alghe).

c) La contemporanea presenza nell’area di Montalto di Castro e Civitavecchia di due preesistenti enormi impianti di produzione elettrica, di cui uno a carbone, i quali già sono fonte di un tremendo inquinamento dell’aria, della terra e dell’acqua, sommandovi l’eventuale impianto nucleare (alcune fonti parlano di due nuovi impianti che andrebbero forse a sostituire quelli a policombustibile) l’equilibrio bio-sistemico già precario collasserebbe definitivamente, creando un deserto su tutta la costa tirrenica: Lazio, Toscana sino alla Campania.

Paolo D’Arpini

Referente della Rete bioregionale Italiana e portavoce European Consumers Tuscia

domenica 19 dicembre 2010

Il dramma della sicurezza e dell'esistenza delle scuole pubbliche nella valle del Treja: il caso di Faleria (Viterbo)



Già dagli anni scorsi abbiamo sollevato varie problematiche in cui si sono venute a trovare le scolaresche nei comuni della valle del Treia. A Mazzano Romano c'è stato il problema di coibentazione del tetto che rendeva inagibili diverse aule della scuola materna, elementare e media. A Calcata sussiste il rischio della cancellazione della scuola elementare, per soddisfare le esigenze burocratiche di risparmio gestionale da parte dello stato che intende chiudere la maggior parte delle piccole scuole accorpandole in un poutpourrì scolastico amorfo. Ed ora scopriamo che a Faleria la sicurezza dei bambini è facoltativa.... a denunciare il problema è il nostro sodale di European Consumers Tuscia, Armando Marchesini, il quale denuncia lo stato di sfacelo del tessuto sociale, culturale e urbano, ridotto allo stremo, della cittadina falisca.

Paolo D'Arpini, portavoce di European Consumers Tuscia

Lettera ricevuta:
Il sottoscritto, al termine della riunione all’inizio dell’anno scolastico a Settembre, convocata dall’amministrazione comunale di Faleria, informava e mostrava di persona al Sindaco Pierluigi Bianchi ed il dirigente scolastico Alfonso Francocci (ENTRAMBI E NELLO STESSO MOMENTO) la pericolosità di una lampada posta a circa 5 metri di altezza nella palestra della scuola, dalla quale pendeva un coperchio di metallo quasi del tutto distaccato.

Orbene, dopo ben 4 mesi, in occasione del saggio di Natale, con mia grande sorpresa, ho notato che nulla è cambiato. Entrambe le figure istituzionali se ne sono altamente fregate del fatto esposto. Ricordo che la sicurezza dei nostri figli è in mano a queste due persone e che davanti a pericoli che mettono a rischio l’incolumità dei bambini NON esistono né scuse che reggano, né distrazioni, né tantomeno dimenticanze.

Mandando mail non si ottiene mai alcuna risposta (vedi, tra gli altri, articoli su http://www.faleria.info/Art_articolo.asp?Id=860 e su http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=chiusura+scuola+di+calcata), scrivere articoli sui siti ancor meno ed a comunicare di persona si viene ignorati. Che diavolo devono fare i cittadini davanti a tale dimostrazione d’ignoranza e irresponsabilità?

Approfittiamo per ricordare alle due audaci figure istituzionali che la loro incolumità dipende anche, e immancabilmente, da quella dei nostri figli.
Il resto è conseguenza.

Armando Marchesini

domenica 28 novembre 2010

..."Io ce l'ho con Wikileaks, con Facebook, con Google e con internet in generale.."

"Moto censorio unanime, da parte delle tre scimmiette al potere, contro Wikileaks, Facebook, Google e internet in generale.... ma la colpa non é dello strumento!" (Saul Arpino)

"Wikileaks importante strumento giornalistico come il Freedom of Information Act". Afferma il Time Magazine... ma internet e soprattutto Wikileaks non piace ai potenti.. Specialmente dopo l'azione selvaggia di Wikileaks che minaccia di destabilizzae il "sistema" di potere consolidato.. e basato sul metodo delle tre scimmiette: non vedo, non sento, non parlo. .

Ma intanto leggiamo come si autopresenta questa nuova agenzia telematica "free-lance":Wikileaks è un'organizzazione non-profit dei media. Il nostro obiettivo è quello di portare importanti novità e informazioni al pubblico. Noi forniamo un modo innovativo, sicuro e anonimo per le fonti di fuga di informazioni per i nostri giornalisti (la nostra casella di riepilogo elettronica). Una delle nostre attività più importanti è quello di pubblicare materiale originale fonte a fianco della nostra storia di notizie modo che i lettori e gli storici visitatori potranno vedere la prova della verità. Siamo una realtà giovane che è cresciuta molto velocemente, facendo affidamento su una rete di volontari impegnati in tutto il mondo. Dal 2007, quando l'organizzazione è stata lanciata ufficialmente, Wikileaks ha lavorato a riferire in merito e pubblicare le informazioni importanti.
Wikileaks ha sostenuto e vinto contro gli attacchi giuridico e politico progettato per mettere a tacere la nostra organizzazione editoriale, i nostri giornalisti e le nostre fonti anonime. I principi più generali su cui si basa il nostro lavoro sono la difesa della libertà di parola e media editoria, il miglioramento del nostro record storico comune e il sostegno dei diritti di tutte le persone di creare nuova storia. Si ricavano i principi della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo. In particolare, l'articolo 19 ispira il lavoro dei nostri giornalisti e altri volontari. Essa afferma che ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di libertà di avere opinioni senza interferenze e di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere. Siamo d'accordo, e noi cerchiamo di mantenere questo e gli altri articoli della Dichiarazione..."

Ovvio che con certe premesse e promesse una tale "agenzia d'informazione" non può piacere ai potenti al potere... e meno che meno potrà piaceri ai governanti italiani che da sempre sono abituati a comandare in modo mafioso, imponendo il silenzio sulle loro malefatte.... Per cui nessuna meraviglia che ci sia stata un'alzata di scudi da parte dei nostri governanti.. Berlusconi in testa.. per la "fuga di notizie che mette a repentaglio la nostra stabilità economica e politica..." A repentaglio, certo.. e fuga di notizie.. certo.. ed allora?

"Internet delenda est.."

E si prende la scusa di voler "combattere la dipendenza di parecchi giovani malati per l'uso del computer e della navigazione su internet" afferma Jannone, amico del Berluscone... Il quale ovviamente ce l'ha con Internet "perché é un'ossessione per quelle persone che poi diventato dipendenti...". Ma com'é che lo stesso Giorgio Jannone non ce l'ha con chi guarda la televisione in modo compulsivo (e sono la maggioranza in Italia).. i teledipendenti non contano? Ed é sempre lui (lo stesso Jannone che vuole difendere i giovani dalla dipendenza) quello che ha proposto di abbassare l'età di distribuzione dei Gratta e Vinci? Che il gioco d'azzardo statale non crea dipendenza? Suvvia Jannone, suvvia, diciamo le cose come stanno: la comunicazione libera di internet non piace perché permette di scoprire troppi altarini....


"Avvocati e commercialisti devono essere allontanati dalle sale del Potere, perché per loro forma mentis, dunque di legulei mestieranti delle verità giuridiche, sempre diverse da quelle del Vero, pasticciano con cavilli e codicilli e pandette rendendo ogni avvenimento complicatissimo. Dunque, siano deputati a comporre le leggi, ma non a promulgarle e sostenerle. Fuori tali categorie dai Parlamenti, quello è luogo di CARISMATICI UMANISTI..."

"… ma come sono buoni i nostri “servitori”, si preoccupano per noi, perché, asseriscono, siamo dipendenti da internet, e, dunque, malati psichiatrici o quasi! Ma non si preoccupano i nostri servitori lesto_fanti, d’ogni categoria rappresentata, delle condizioni economiche in cui ci fanno vivere con stipendi da fame, e siamo fortunati quelli che li possediamo… perché i giovani… Ed io sono tra i padri disperati e ormai in preda al panico per il loro futuro, quindi da essere curato! Ma sotto questo aspetto i nostri servitori non intervengono, qui si zittiscono!" (Kiriosmega)

Ultima considerazione: Che poi -diciamocelo apertamente- che Berlusconi fosse un vanitoso inaffidabile, Ghedaffi un ipocondriaco, Putin un capobranco, Sarkozy un professorino con la bacchetta, la Merkel un'indecisa e gli americani tutte spie della CIA... lo sapevamo gia! Solo che almeno adesso si può dire apertamente.. tanto l'ha scritto Wikileaks... Ma "essi" (i potenti) hanno paura di internet perché unica vera fonte d’informazione “popolare” che crea solidarietà tra vilipesi e gruppi politici anche antagonisti. E di questo debbo dare conferma... avendo io stesso appurato come su Facebook -ad esempio- ci sia una continua solidarizzazione su temi scottanti e socialmente condivisibili indipendentemente dall'ubicazione politica dei proponenti. Su Facebook mantengo amici di destra di sinistra e di centro... eppure chissà com'é sono tutti concordi nel riconoscere la verità...

Paolo D'Arpini
Portavoce di European Consumers Tuscia

martedì 9 novembre 2010

Rifiuti solidi urbani: “Perché incenerire se si può recuperare?” - Proposte risolutive in chiave bioregionale e di ecologia domestica



"Non con l'incenerimento ma con il riciclaggio, e con la diminuzione della produzione dei rifiuti solidi urbani, si risolve il problema della monnezza in Italia" (Saul Arpino)

“Rifiuti: opzione zero!”. Negli ultimi trent'anni ed anche più ho costantemente combattuto per ottenere questo risultato... ho studiato le problematiche legate alla gestione dei rifiuti, con un’attenzione particolare ai pericoli derivanti dall’incenerimento ed alle alternative di non combustione più sicure e più sostenibili.

E qui ripeto che occorre far entrare nelle maglie della consuetudine culturale l’idea che “non esiste altro posto che questa Terra in cui possiamo vivere e di conseguenza è meglio mantenerla pulita” A volte esperimenti encomiabili son stati avviati, come ad esempio “il gioco della raccolta differenziata” proposto tempo fa nella scuola materna di Blera, ma sono iniziative sporadiche e senza risultati sostanziali. Tant'é che il riciclaggio é praticamente assente in tutti i comuni del Lazio e della Tuscia.

Eppure, come già scrissi inutilmente al Governatore del Lazio Badaloni prima, poi Storace e Marrazzo.... se non risolviamo il problema dei rifiuti a monte... nessun "termovalorizzatore" potrà salvarci, dico questo con tristezza... ma é la pura verità....

Se si facesse partire un sistema di recupero e riciclaggio al 100% dei RSU, ecco che l'economia troverebbe il volano di una ripresa immediata. Si creerebbero nuovi posti di lavoro, si risparmierebbe sulle materie prime, non sarebbe più necessario importare metalli qui da noi rari (come l'alluminio), etc. si risparmierebbe sulla costruzione di discariche che sono in fondo solo bombe ad orologeria... Eppure il primo passo, necessariamente deve essere quello della diminuzione nella produzione dei rifiuti, ritornando al sistema di riuso dei vuoti e alla proibizione degli involucri e degli imballaggi in plastica (tra l'altro anche in considerazione del continuo aumento del costo del petrolio e della sua crescente penuria)...

Insomma, suvvia.... serve uno scatto di reni e non l'accettazione dei termovalorizzatori che producono poca energia ad altissimo costo ed hanno il solo vantaggio di far sparire dalla vista i rifiuti, ma non le sostanze velenose che restano nell'aria o diventano polveri residue tossiche altamente inquinanti e che richiedono un trattamento ed una conservazione come quella delle scorie nucleari.

Perciò è importante partire dall’ecologia delle piccole cose, nella casa di ognuno. Cominciando da queste si possono sempre trovare successive forme di sensibilità ambientale e di educazione civica.

Ad esempio quanti scarti alimentari produciamo? Forse quegli scarti possono essere diminuiti se badiamo di più all’essenziale, in tutte le nostre piccole abitudini di ogni giorno, e magari prontamente riutilizzati in natura come compost o cibo per animali oppure anche per produrre semplice biogas.

A Roma con la situazione di Malagrotta al pieno, c’è il rischio di dover risolvere il problema dei rifiuti urbani (in perenne emergenza) con il sistema “terminator” berlusconico che porterà inevitabilmente alla creazione di una serie di nuove discariche ed inceneritori attorno alla capitale. Le province storiche diverranno una pattumiera gigante o terra bruciata, si tratta solo di scegliere se si vuole l’inceneritore o la discarica oppure il termovalorizzatore per la produzione elettrica (che funziona a RDF, ovvero mattonelle ricavate dai rifiuti).

E se vogliamo che la vita continui nel Lazio asfissiato dai fumi e dalle puzze non possiamo pensare di risolvere con questi metodi il problema dei RSU. L’incenerimento, già lo sappiamo, è fonte di inquinamento pesantissimo ed inoltre è diseducativo dal punto di vista della salvaguardia delle risorse.

Ed osserviamo quello che sta avvenendo nell'ecosistema.. ad esempio alle api, che a centinaia di miliardi, in tutti i continenti o sono trovate morte, o non ritornano più nelle arnie. All’inizio, qualche anno fa, sembrava una delle solite “fisiologiche” epidemie, dovuta a fattori ormai ben conosciuti, come la Varroa. Governi e istituzioni scientifiche hanno ignorato o sottovalutato le prime grida di allarme degli apicoltori. Poi, dal 2007, a partire dagli Stati Uniti, si è percepito che si trattava di qualcosa di ben più grave, per la quantità delle api scomparse e per i killer che potevano essere chiamati in causa: pesticidi, riscaldamento globale, onde emanate dai telefonini cellulari, Ogm, fumi, neoticonoidi presenti dentro i prodotti per la concia del mais, stress dovuto a molteplici altre fonti. Si è cominciato a percepire vera la “profezia” (attribuita ad Einstein) secondo cui: “Quando le api spariranno, all’umanità resteranno quattro anni di vita”. La scomparsa delle api può mettere profondamente in crisi non solo la produzione di miele o di fiori o di frutta, ma l’intero già precario equilibrio ecologico e biologico del pianeta.

Non si può continuare a tappar buchi aumentando sempre più la piaga dell’inquinamento. Da qualche parte occorre iniziare per fermarsi e lanciare un segnale positivo. Partiamo da noi stessi…. Per evitare il disastro tamponato ed imbellettato da nuovi impianti inquinanti occorre partire dalla consapevole e personale azione di ognuno di noi. Faccio esempi pratici: girare con una borsa per la spesa, rifiutare sacchetti superflui, reperire il proprio cibo direttamente dai produttori locali, interrompere l’uso smodato di elettrodomestici, lavorare con le mani, stare meno davanti al televisore e di più nei boschi…. magari a raccattar erbe commestibili!

La battaglia contro la produzione rifiuti e sprechi energetici deve partire dalla casa di ognuno, dalla consapevole e personale azione di ognuno di noi. Non posso far a meno di affermare che se non iniziamo da noi stessi il processo del “ritorno” all'ecologia profonda non decolla…

Paolo D’Arpini

Referente della Rete Bioregionale Italiana e portavoce di European Consumers Tuscia

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Il cardellino dallo splendido manto

intona nell’aria un melodioso canto.

Solitario, volò tra spini di cardo

rubandone i semi senza riguardo

proprio a colui che gli diede nome.

Poi vinto, alfine stanco,

si isolò al mondo

ponendo il suo nido sul ramo più alto.

(L'Aura)

giovedì 7 ottobre 2010

"No all'aeroporto low cost di Viterbo..!" - Appello popolare alla Regione Lazio, alla Provincia e al Comune di Viterbo

"Il Bullicame di Viterbo va salvato dalle mire devastatorie dei nemici dell'ambiente e della vita" (Saul Arpino)

All'assessore ai Trasporti della Regione Lazio a tutti i membri della Commissione Trasporti della Regione Lazio e per opportuna conoscenza: al prefetto di Viterbo, al sindaco del Comune di Viterbo, al presidente della Provincia di Viterbo, alla presidente della Regione Lazio, all'assessore all'ambiente del Comune di Viterbo, a tutti i consiglieri del Comune di Viterbo, all'assessore all'ambiente della Provincia di Viterbo, a tutti i consiglieri della Provincia di Viterbo, all'assessore all'ambiente della Regione Lazio, a tutti i consiglieri della Regione Lazio, alla ministra dell'Ambiente, al ministro dei Beni Culturali, al ministro della Salute, al ministro dei Trasporti, alla ministra del Turismo, ai mezzi d'informazione locali e nazionali.

Oggetto: Appello in difesa dell'area naturalistica, archeologica e termale del Bullicame; contro la realizzazione di un mega-aeroporto nocivo, distruttivo e fuorilegge


Gentile assessore ai Trasporti della Regione Lazio,

le segnaliamo che l'area naturalistica, archeologica e termale del Bullicame a Viterbo, di dantesca memoria, un vero e proprio bene dell'umanita', e' gravemente minacciata di irreversibile devastazione e catastrofico inquinamento da manovre speculative di selvaggia aggressione sia del territorio e dei beni naturali e culturali, sia della salute e dei diritti della popolazione locale.

Punta di lancia di questa aggressione e' il progetto dissennato ed illecito di realizzare, nel cuore di un'area cosi' unica e preziosa, un mega-aeroporto nocivo, distruttivo e fuorilegge.

La realizzazione del mega-aeroporto nel cuore dell'area del Bulicame avrebbe come immediate e disastrose conseguenze: a) lo scempio dell'area del Bullicame e dei beni ambientali e culturali che vi si trovano; b) la devastazione dell'agricoltura della zona circostante; c) l'impedimento alla valorizzazione terapeutica e sociale delle risorse termali; d) un pesantissimo inquinamento chimico, acustico ed elettromagnetico di grave nocumento per la salute e la qualita' della vita della popolazione locale (l'area e' peraltro nei pressi di popolosi quartieri della citta'); e) il collasso della rete infrastrutturale dell'Alto Lazio, territorio gia' gravato da pesanti servitu'; f) uno sperpero colossale di soldi pubblici; g) una flagrante violazione di leggi italiane ed europee e dei vincoli di salvaguardia presenti nel territorio.

Quell'area va tutelata nel modo piu' adeguato: istituendovi un parco naturalistico, archeologico e termale; e fin d'ora respingendo ogni operazione speculativa, inquinante, devastatrice, illecita.

E cio' che occorre all'Alto Lazio nell'ambito dei trasporti e' un modello di mobilita' sostenibile ed adeguato centrato sul potenziamento delle ferrovie e coerente con un modello di sviluppo che valorizzi e non distrugga i beni culturali ed ambientali e le autentiche vocazioni produttive del territorio.

Con la presente lettera sollecitiamo un suo impegno in difesa di questa preziosa area, assurdamente minacciata di irreversibile devastazione, e in difesa del diritto alla salute della popolazione viterbese; un impegno che si opponga alla realizzazione di un insensato ed illegale mega-aeroporto nel cuore dell'area del Bullicame a Viterbo.

Restando a disposizione per ogni ulteriore informazione, distinti saluti,
le persone partecipanti all'incontro di formazione alla nonviolenza svoltosi domenica 3 ottobre 2010 presso il centro sociale "Valle Faul" di Viterbo

Sottoscrive Paolo D'Arpini, referente della Rete Bioregionale Italiana e portavoce di European Consumers Tuscia

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Altri articoli sull'aeroporto di Viterbo:
http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=aeroporto+viterbo

mercoledì 16 giugno 2010

Marzia Marzoli: "Nasce a Tarquinia il coordinamento No Coke ed il laboratorio di monitaraggio per la qualità dell'aria, per difendere l'alta Tuscia

Caro Paolo D'Arpini, ti invio il comunicato del monitoraggio... ma soprattutto l'invito a venire di persona, anche se so che avrai tanti impegni.. Siamo così orgogliosi del nostro lavoro che condividerlo con te e con tutti coloro che lottano per la legalità e per un modo migliore di pensare e agire.
Per l'occasione della presentazione del monitoraggio abbiamo coinvolto tutti i comitati italiani contro il carbone.... per lanciare finalmente IL COORDINAMENTO NAZONALE CONTRO IL CARBONE, verranno da Gualdo Cattaneo, da Vado Ligure, da Savona, da Brindisi, da Porto Tolle, da Rossano Calabro...... TUTTI PER UNO E UNO PER TUTTI... CONTRO IL CARBONE.. E CONTRO L'INQUINAMENTO!
Un caro saluto da Marzia Marzoli

Mia rispostina: "Cara Marzia, spesso ti penso e sono solidale con la vostra battaglia... ma il 19 giugno sarò a Spilamberto (Modena) per una manifestazione bioregionale già da parecchio tempo programmata, vi auguro buon lavoro!" (Paolo D'Arpini, European Consumers Tuscia)

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Il Monitoraggio Autonomo della Qualità dell'Aria

Sabato 19 giugno 2010, con la presentazione del "Monitoraggio autonomo della qualità dell'aria" si concluderà la prima fase del percorso intrapreso per difendere questa terra dagli inquinatori e dal degrado morale indotto dalle compensazioni (soldi in cambio del silenzio, secondo il collaudato modello applicato da decenni a Civitavecchia).

La realizzazione del monitoraggio autonomo aiuta a prevenire ulteriori danni alla nostra salute, nonchè alla nostra economia, agricola e turistica, perchè aumenta la nostra consapevolezza sui danni provocati da scelte industriali scellerate di cui siamo cavie. Altrettanto importante è la possibilità di attribuire precise responsabilità per le illegalità che segnano la storia dei grandi impianti energetici costruiti nell'Alto Lazio. È per questo che mentre presentiamo il monitoraggio non smettiamo di denunciare la corruttela di chi ha scelto la complicità e il silenzio, nonostante i cittadini lo avessero delegato a prendersi cura di loro contrinuando a dire no.

Oggi le nostre preoccupazioni aumentano, perchè tra i primati negativi di Civitavecchia vi è pure quello di luogo scelto dalla "cricca" per concludere turpi affari all'ombra delle ciminiere, un fatto che getta una luce ancora più inquietante sulla palese volontà di industrializzare questo territorio. L'inquinamento non è solo atmosferico; nell'aria s'avverte il tanfo di poteri occulti e mafie comunque declinate. Con l'iniziativa di raccolta fondi e il monitoraggio dell'aria, ai silenzi e agli affari turpi abbiamo opposto la concretezza dell'azione e l'unità d'intenti di tantissimi Cittadini di Tarquinia, affiancati dalle Cooperative agricole, dal Consorzio di Bonifica della Maremma Etrusca, da varie Aziende agricole e non agricole, da altre Comunità laziali e da un combattivo gruppo di Amici di Capalbio.

Complessivamente sono stati raccolti e utilizzati circa 80.000 euro per finanziare due campagne di monitoraggio svolte nel 2008 e nel 2009 ed è solo l'inizio. La parte più delicata da sviluppare riguarderà l'esame dei tessuti colpiti da malattie tumorali, che conservano spesso traccia delle sostanze scatenanti la patologia.
I tessuti in questione sono conservati nei centri che hanno effettuato l'esame istologico e la loro utilizzazione per fini di studio può essere autorizzata solo dai legittimi proprietari. Per questo abbiamo interpellato tutti I medici di Tarquinia, consapevoli che senza il loro aiuto di testimoni di sofferenze dovute in vario modo all'inquinamento non potremo continuare il percorso iniziato. Sono oltre 100.000 le sostanze di origine industriale immesse nell'aria, nell'acqua e nel suolo dagli inquinatori e da queste parti ne stiamo facendo una collezione ampia.

Comitato Cittadini Liberi P.zza Matteotti, 13
01016 TARQUINIA (VT)
Info: 327.7631048 - cittadiniliberi@yahoo.it

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Altri articoli su e di Marzia Marzoli: http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=marzia+marzoli