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domenica 29 gennaio 2012

Rilancio della campagna per l'agricoltura contadina - Se ne parla ad Aprilia, all'incontro collettivo ecologista del solstizio estivo 2012


Mucche libere

Qui di seguito alcune nostre note integrative ai co-promotori della Proposta di Legge per l'Agricoltura Contadina (vedi: www.agricolturacontadina.org) :

Cari co-promotori, per quanto riguarda il progetto per l'agricoltura contadina, dopo averne discusso ripetutamente in vari incontri, della Rete Bioregionale Italiana e del Circolo Vegetariano VV.TT., siamo arrivati alla conclusione che sarebbe opportuno modificare alcuni punti dell’impostazione relativa all'allevamento bestiame, tenendo conto che l'agricoltura contadina non può essere sopravanzata dall'allevamento, quindi è necessaria una riduzione nella commistione fra agricoltura ed allevamento ed una revisione del concetto stesso di “alimentazione naturale”. Durante gli incontri recenti della Rete Bioregionale abbiamo sempre condiviso la comprensione del necessario abbassamento dell’uso carneo nella dieta ecologica, soprattutto in considerazione del livello di inquinamento e sfruttamento della terra in conseguenza dell’allevamento industriale.

Tra l’alto c’è da considerare che nell’ecologia “umana”, sulla base degli studi di anatomia comparata e sulle ricerche fatte sui residui coprologici dei nostri padri, risulta evidente che l’uomo non è assolutamente carnivoro, bensì frugivoro, esattamente come le scimmie antropomorfe ed i maiali, significa che i frugivori hanno una alimentazione fondamentalmente senza carne (al massimo un 5 o 10 % di prodotti di origine animale ivi compreso il latte materno), per cui se vogliamo fare un discorso “ecologico” non possiamo prescindere da queste considerazioni.

E qui vorrei fare alcune precisazioni ulteriori sul concetto di agricoltura naturale, scissa dall’allevamento sia pur biologico. Secondo me è comprensibile che in un piccolo appezzamento agricolo vi siano anche animali a condividere il territorio sia per questioni di pulizia del fondo, sia per la produzione di letame od eventualmente latte, questi animali dovrebbero poter vivere dei soli erbaggi e rimasugli di cucina, in modo che la loro presenza sia realmente in sintonia con il contadino e con il luogo, perciò nell’appezzamento coltivato naturalmente non dovrebbero essere ammessi allevamenti di animali nutriti a mangime, la qual cosa fuoriusciurebbe da una sistema ecologico di piccola agricoltura.
Alcune galline (od altri volatili) fanno le uova e va bene… può anche capitare che ogni tanto qualche galletto in più può essere sacrificato, se vi sono degli armenti come pecore e capre occorre limitare il loro numero alle reali possibilità di loro sopravvivenza nutrendosi con i prodotti spontanei del campo, quindi non credo che vi sarebbero molti agnelli da macellare, forse al massimo uno o due all’anno giusto per Pasqua come si dice… Se si attuasse questa metodologia semplice e corretta dal punto di vista ecologico ed alimentare, il contadino di fatto ritornerebbe ad una dieta tradizionale mediterranea in cui la carne compare molto raramente sul piatto e questo lo accetto….. (anche se continuo a dichiarare che se ne può fare tranquillamente a meno e ve lo confermo essendo stato vegetariano ed in perfetta salute dal 1973).


Paolo D’Arpini
Rete Bioregionale Italiana
Circolo Vegetariano VV.TT.

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Parere del Prof. Giuseppe Altieri, agroecologo: "Sono perfettamente d’accordo sulla posizione della Rete Bioregionale Italiana, relativa all'agricoltura contadina.
Dobbiamo lasciar vivere gli animali sui pascoli liberi ma la realtà deve essere cambiata un pò per volta a partire dai lagers zootecnici intensivi… che devono essere chiusi per Politica comunitaria già approvata… e informando i consumatori tutti della necessità e dei vantaggi di diventare vegetariani… quando tutti saranno vegetariani… gli animali saranno finalmente liberi di pascolare senza essere ammazzati intanto facciamo massima propaganda sulla tossicità della carne e sulla distruzione del pianeta operata dagli “allevamenti intensivi”…. e soprattutto fermiamo gli ogm… altrimenti i geni animali ce li metteranno dentro i vegetali… e nessuno si potrà più salvare…"


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Nota: Di questo tema se ne parlerà durante l'incontro collettivo ecologista, previsto ad Aprilia (Latina) dal 22 al 24 giugno 2012. Info. circolo.vegetariano@libero.it - Programma: http://retebioregionale.ilcannocchiale.it/2012/01/20/aprilia_programma_per_lincontr.html


Capra libera - foto di Gustavo Piccinini


Presentazione del progetto di legge per l'Agricoltura Contadina.

Da quando la figura di chi lavora la terra è stata istituzionalizzata e resa, da anni di leggi, definitivamente e regolamente “imprenditore agricolo”, le piccole e piccolissime fattorie rurali hanno gradualmente ceduto il passo: chi chiudendo, chi vendendo, chi evolvendosi in azienda più grande per sopravvivere. Altre cose sono cambiate e hanno preso forma e nomi nuovi. La terra fertile non esiste più, ora è chiamata, in burocratese, SAU (superficie agricola utile). Assieme al trattore e ai suoi attrezzi l’agricoltore non può fare a meno di avere al suo libro paga un commercialista, un esperto di finanziamenti statali, un geologo e altri professionisti vari che avallano le sue pratiche firmandole, perché la burocrazia è diventata parte della sua attività lavorativa quotidiana. Il suo mercato non è più la piazza di paese o di rione ma è la “filiera”, corta o lunga che sia, ma di rado l’agricoltore vede il viso di chi mangerà i suoi prodotti. Le sue sementi, di “altra” qualità ibrida, non sa nemmeno che genetica contengano e non le può possedere o riseminare ma le deve ricomprare ogni anno. E se usa antiparassitari e concimi chimici dovrà possedere una profonda conoscenza di studi farmaceutici per distrigarsi nella lettura delle schede tecniche e comprendere tutti gli effetti collaterali che hanno quei prodotti sulla sua salute. Pochi sanno ad esempio che molti di questi portano all’infertilità. Ogni fase del suo lavoro è regolata da articoli di legge che una commissione agricoltura che si riunisce a Bruxelles, fatta di persone che non sanno “cos’è un campo di grano”, gli hanno scritto. Tutto ciò ha prodotto una nuova generazione di lavoratori della terra, profondamente diversa da quella del passato, che non può fare a meno di ampie superfici coltivate con una sola specie (monocoltura) e che cerca di vivere producendo molto ma a basso costo, anche perché i loro clienti, spesso grandi gruppi commerciali, di più non offrono e il prezzo lo fanno loro.

Tutto ciò ha chiuso le porte alla contadinanza di piccola scala, quella che ha a disposizione piccoli appezzamenti e ha solo “mercato di piccola scala” per i suoi prodotti. L’agricoltura contadina e i contadini hanno semplicemente cessato di esistere, sostituiti dagli imprenditori agricoli che vivono anche grazie ai finanziamenti della comunità europea. Noi di Civiltà Contadina vorremmo far rinascere sia i contadini sia un modello nuovo di agricoltura contadina, non per nostalgia, non per “tornare alle origini”, non perché crediamo che “gli asini volano”.

Siamo invece sicuri che si può fare di meglio sui campi di ciò che si fa ora e se abbiamo deciso di lanciare questa campagna popolare è perché crediamo che, come noi, la pensino in tanti. Infatti l’agricoltura industriale attuale ha dato fin troppo prova di essere un insuccesso quasi totale. Pensiamo solo alla carenza di cibo nel mondo dovuta in gran parte alla importazione di derrate alimentari dai paesi più poveri a quelli più ricchi che sono incapaci di essere autosufficienti sul piano della produzione agricola interna, Italia compresa. Pensiamo alle continue scoperte di cibi posti in vendita già avvelenati o adulterati (carni alla diossina, cereali ammuffiti, influenza dei polli, latte alla melamina solo per citare quelli successi e i più noti dell’ultimo anno) che sono il risultato dell’agricoltura industriale. Pensiamo alla differenza impressionante che esiste fra il prezzo pagato al produttore agricolo e quello che costa al cliente finale per via di un mercato intermediario pervertito. Pensiamo all’uso di sementi geneticamente modificate e ai tanti prodotti agricoli tossici immessi nell’ambiente di vita umano solo per avere produzioni a norma dei regolamenti di mercato internazionali. Pensiamo infine alla perdita di sapore dei prodotti da supermercato e alla perdita di poesia dei campi di pianura ormai ridotti a tavole piatte a perdita d’occhio.

La Campagna per l’agricoltura contadina guarda al futuro, a far rinascere una nuova generazione di persone che lavoreranno la terra dove abitano e vivono. Guarda a persone che si vogliono riappropriare del nome di contadino. E per ridare contadini alla terra siamo partiti da poche e semplici proposte che con il tempo e le energie di tutti diventeranno realtà. Anni fa alcuni di noi che ora organizzano questa campagna hanno profuso energie per sostenere leggi a protezione e diffusione della biodiversità delle sementi. Oggi tutte le leggi auspicate sono state tutte promulgate assicurando così piena legaità alle sementi della biodiversità rurale. Per questo motivo crediamo che avremo da aspettarci un’altra vittoria con questa Campagna Popolare, quella di rivedere le facce dei contadini ripopolare le campagne e renderle produttive. Nella petizione abbiamo voluto riassumere alcuni di quelli che riteniamo essere i principi basilari della contadinanza. Ma non vogliamo, non possiamo fermarci qui, e con il dialogo e la discussione sul sito che abbiamo creato, www.agricolturacontadina.org arriveremo a completare il quadro delle proposte per rendere perfetta l’identità contadina. Sul sito è possibile firmare la petizione on line come pure scaricare un modulo per far firmare.

PRIMI PROMOTORI: Civiltà Contadina, Consorzio della Quarantina, CIR, Antica Terra Gentile e Rete Bioregionale Italiana

La proposta è appoggiata e condivisa dal Circolo Vegetariano VV.TT. di Calcata, in quanto membro della Rete Bioregionale Italiana e compartecipe nella formulazione del testo.

domenica 29 maggio 2011

Bioregionalismo terra terra - Agricoltura e pastorizia ecologica



Per la difesa della salute e dell'economia sarebbe necessario puntare sull'agricoltura ecologica. Tale metodo di produzione potrebbe essere sostenuto anche dai Pagamenti Agroambientali Europei salvando la spesa nazionale… per le Malattie Degenerative. Ma i PSR Regionali ancora oggi sovvenzionano l’acquisto di Pesticidi, chiamandola Agricoltura Integrata (nella Chimica, ndr). Pesticidi di cui l’Italia è il primo consumatore UE, con oltre il 35% di tutto il fatturato comunitario! (Fonte Agernova)

Ciò avviene in spregio al fatto che da recenti studi scientifici è appurato che l'uso dei pesticidi influisce sull'intelligenza umana, oltre che sulla salute. Ad esempio se le mamme sono state esposte ai pesticidi usati sulle colture alimentari durante la gravidanza, i loro bambini avranno un quoziente intellettivo più basso rispetto ai figli di donne non esposte a queste sostanze. Lo rivela uno studio effettuato dall’Università di Berkey, in California, confermato da altri due studi condotti dal Mount Sinai Medical Center e dalla Columbia University. Gli scienziati hanno osservato gli stessi identici risultati: ad un aumento di 10 volte del tasso di organofosfati rilevato durante la gravidanza corrispondeva ad un calo di 5,5 punti nel quoziente intellettivo (Qi) di bambini intorno ai 7 anni. I ricercatori californiani hanno valutato l’esposizione ai pesticidi attraverso la misurazione dei metaboliti nelle urine e poi hanno fatto test per il Qi su 329 bambini. Con i pesticidi forse la mela non prende il verme... ma il bambino si baca il cervello. (Fonte AAM Terra Nuova)

Altro sistema di recupero economico per lo sviluppo dell'agricoltura ecologica sta nel risparmio sulle quote che l'Italia deve pagare come nazione industriale inquinatrice. Ogni giorno l’Italia accumula un debito per l’inquinamento dai gas serra prodotti nello svolgimento delle attività antropiche nazionali. Come sapete c’è una valutazione mondiale in termini anche economici, che varia in base alla produzione di “gas serra” e l’Italia a ritmo normale industriale, riferito a qualche anno fa, paga 3.800.000 euro circa il giorno. L’Italia ha una superficie coperta a boschi pari al 37% della totale ma questo polmone ci è riconosciuto intorno al 10%, pare per il cattivo stato dei boschi. Iniziative per l’efficientamento dei boschi o l’impiego di coltivazioni che bonificano l’aria, riducono nel tempo l’inquinamento, azzerano il debito e sono, di fatto, interventi già finanziati, non dovendo dirottare fondi Italiani verso la CE, oltre a fare un servizio per l’intera umanità. (Fonte Vetiver Lazio)

Inoltre lo sviluppo dell'agricoltura biologica porterebbe inevitabilmente all'incremento delle diete vegetariane che recenti studi scientifici dimostrane essere le più salutari. La tabella ufficiale LARN parla di assunzione giornaliera di nutrienti per la popolazione italiana; alla colonna relativa al quantitativo proteico nelle diverse fasi della vita di un individuo, considerate le diverse categorie di persone, il peso e l’età, effettuata una sommatoria del quantitativo proteico consigliato, la media risulta essere di otre 50 grammi di proteine al dì. Ora, se si considera che il bambino raddoppia in 6 mesi il peso corporeo e attua il massimo sviluppo del cervello con un quantitativo proteico di circa l’1% del latte materno, quantitativi proteici superiori espongono il bambino ad ipertrofia renale, acidificazione del pH, ipertensione, obesità, diabete ecc. E’ di questi giorni la pubblicazione di uno studio condotto dal Dr. Leonardo Pinelli su cento ragazzi che hanno seguito il regime dietetico vegetariano: i risultati confermano l’ottima salute dei bambini vegetariani: si ammalano meno dei bambini onnivori e hanno difese immunitarie migliori. (Fonte AVA)

Per lo sviluppo dell'agricoltura contadina, ed a favore di una dieta più equilibrata, la Rete Bioregionale Italiana, unitamente ad altre associazioni, ha presentato una proposta di legge che gioverebbe anche alla rivitalizzazione di zone rurali oggi abbandonate, come i terreni pedemontani, che molto si prestano ad un sistema misto agricolo-pastorale. Tale rivitalizzazione garantirebbe la sovranità alimentare del paese. Infatti è noto (fonte FAO) che in tutti i sistemi agricoli mondiali, con l’aumentare delle superfici medie delle aziende agricole diminuisce notevolmente la produttività per ettaro di terreno, dal momento che l’industrializzazione non rende possibili le consociazioni colturali e i corretti avvicendamenti. Molti sistemi policolturali di “Agricoltura Sinergica” consentono produzioni doppie e triple di quelle industriali, risultando nel contempo protettive dell’ambiente, della salute e della fertilità dei terreni. E produttive di posti di lavoro dignitosi in una agricoltura nel contempo moderna e tradizionale.

Questi e simili argomenti verranno discussi durante il prossimo incontro della Rete Bioregionale Italiana che si terrà in un casolare di collina a Ospitaletto di Marano (Modena) il 18 e 19 giugno 2011 - Info. 333.6023090 - bioregionalismo.treia@gmail.com -

Paolo D'Arpini

Referente P.R. Rete Bioregionale Italiana
e Portavoce European Consumers Tuscia

Sito Web: http://retebioregionale.ilcannocchiale.it/?r=28856


(Mucca solitaria a Mazzano - Foto di Gustavo Piccinini)

giovedì 3 marzo 2011

Bioregionalismo e agricoltura contadina in Calabria - Dall'11 al 17 marzo 2011



Dall'11 al 17 marzo 2011 - Bioregionalismo e agricoltura contadina in Calabria

Buongiorno,

nell'ambito della campagna politica 'Agricoltura contadina e lavoro migrante stagionale' dal 11 al 17 marzo prossimo una delegazione composta da sindacalisti, contadini, associazioni, avvocati e ricercatori di cinque paesi Europei, si recherà in missione conoscitiva in Calabria, dove da novembre risiede una volontaria che monitora la situazione dei lavoratori agricoli migranti e ha preso contatti con realtà locali.

La stessa la rete europea organizza per mercoledi 16 marzo 2011, alla fine di una settimana di incontri in Calabria, una conferenza stampa sul tema "Una nuova PAC per il 2013: i diritti dei contadini e dei lavoratori stagionali europei".

La Politica Agricola Comune (PAC), verrà riformata nel 2013. La rete si
pone l'obiettivo di rivendicare un riorientamento della PAC per la
difesa dell'agricoltura contadina e dei lavoratori agricoli migranti.

La conferenza stampa avrà luogo alle ore 12,00 presso il Dipartimento di Sociologia e Scienza Politica dell'Università della Calabria c/o Sala Consiglio (Cubo 0B, Via P. Bucci, Arcavacata di Rende, CS). L'evento sarà preceduto alle ore 10,00 da un incontro-dibattito organizzato in collaborazione con Gao Cooperazione Internazionale ed il Centro Studi per lo Sviluppo Rurale dell'Università della Calabria in cui si discuterà di agricoltura e migrazioni.

Interverranno: Alessandra Corrado (Università della Calabria),
Renata Nowak (GAL Mroga, Polonia), Justyna Frelak (Istituto Politiche
Pubbliche, Polonia),
Rodica Novac (Ado Sah Rom, Romania),
Ionut Fumureanu (Sindacato nazionale degli agricoltori, Romania),
Fabrizio Garbarino (Associazione Rurale Italiana),
Alessandra Turco (Associazione Rurale Italiana/O.N.G. M.A.I.S.),
Bernard Breton (Confédération Paysanne, Francia),
Nicolas Duntze (Confédération Paysanne, Francia),
Spitou Mendy (Sindacato Operaio del Campo, Spagna).

Visto l'importanza dei temi e il tentativo politico di far comprendere l'indissolubilità della dignità dei contadini e del rispetto del lavoro agricolo migrante e autoctono, vi chiedo di dare la massima visibilità all'iniziativa e di invitare a partecipare i/le militanti/e contadini/e (e non) dei vostri circuiti.

Grazie e saluti.

Fabrizio Garbarino
Associazione Rurale Italiana
347.1564605 - info@assorurale.it;

Con l'adesione di Benito Castorina, referente per l'Agricoltura Contadina
della Rete Bioregionale Italiana

…...............

Articoli su Agricoltura Contadina:
http://www.google.com/search?client=gmail&rls=gm&q=agricoltura%20contadina%20paolo%20d'arpini

giovedì 1 luglio 2010

Rete Bioregionale Italiana: "Proposta di legge per l'Agricoltura Contadina"

Norme a favore dell’agricoltura di piccola scala, dimensionata sul lavoro contadino e sull’economia familiare e orientata all’autoconsumo e alla vendita diretta.

Il Compascuo
Antica Terra Gentile
Consorzio della Quarantina
Civiltà Contadina
Rete Bioregionale Italiana
Antica Terra Gentile
Corrispondenze Informazioni Rurali
coop. le galline felici
Agribio Emilia Romagna
Wwoof Italia
A.S.C.I.
Associazione Rurale Italiana
Crocevia onlus
Terra Terra
AIAB
collettivo Ragnatela
Contadini Critici
Campi Aperti

Norme a favore dell’agricoltura di piccola scala, dimensionata sul lavoro contadino e sull’economia familiare e orientata all’autoconsumo e alla vendita diretta.

PREMESSA
Considerando:
a. le ragioni di dignità, uguaglianza e diritto al lavoro previsti dai primi articoli del dettato costituzionale (art. 1-4), e, in tale luce, il ruolo primario del lavoro contadino;
b. che è specifico compito dello Stato rimuovere tutti gli ostacoli che impediscano la realizzazione di quanto previsto e promesso in tale dettato;
c. che l’agricoltura di piccola scala, dimensionata sul lavoro contadino e sull’economia familiare, prevalentemente orientata all’autoconsumo e alla vendita diretta, è un’agricoltura di basso o nessun impatto ambientale, fondata su una scelta di vita legata a valori di benessere o ecologia o giustizia o solidarietà;
d. che il vertice di Lussemburgo dei Capi di Stato e di Governo del 1997 aveva già riconosciuto che l’agricoltura europea è caratterizzata dalla piccola dimensione delle aziende, dal carattere familiare della conduzione e della forza lavoro, dalla diffusione della pluriattività aziendale ed extraaziendale;
e. che 1,3 milioni di aziende ha una superficie aziendale inferiore ai 5 ettari e che, di conseguenza, l’agricoltura italiana è ancora ampiamente caratterizzata da aziende di piccole dimensioni che usano esclusivamente il lavoro familiare e che sono soggette a una costante riduzione nel numero e in termini di Superficie Agraria Utile (SAU), malgrado appartenga loro dare il maggior contributo al valore complessivo della produzione agricola nazionale;
f. che il lavoro contadino riveste un’importanza straordinaria e non sostituibile per sostenere e promuovere
- la sovranità alimentare delle comunità locali e, più in generale, della nazione e la qualità e salubrità dei prodotti agricoli;
- il mantenimento economico, culturale e residenziale delle comunità locali, prevalentemente nelle aree montane e in quelle considerate economicamente marginali;
- la conservazione e la rigenerazione delle risorse ambientali, nonché della fertilità dei terreni, della diversità dei paesaggi, della salubrità delle acque interne, della biodiversità in ambito agricolo, dei saperi, delle tecniche e dei prodotti tipici di qualità;
- la difesa del suolo, l’equilibrio idrogeologico, le azioni di contrasto contro l’erosione e le inondazioni;
g. che, per tali ragioni, gli effetti del lavoro contadino non sono riconducibili a quelli dell’agricoltura imprenditoriale e, ancora di più,
a quelli dell’agricoltura industriale, dove ogni aspetto di carattere etico, ecologico e conviviale è subordinato a ragioni di produttività – spesso con elevati indici di consumo idrico e di erosione e abbassamento della naturale fertilità dei suoli - e profitto, indipendenti da effetti e ricadute su comunità, ambiente, salubrità delle produzioni e qualità del lavoro;
h. che tali ragioni sono state affermate e ribadite nella corrente legislazione internazionale e comunitaria [Comitato Sicurezza Alimentare FAO – Roma, 2008, 2009] e nelle dichiarazioni, pronunciamenti e accordi in materia di sicurezza alimentare, diritti delle popolazioni indigene, salvaguardia ambientale, difesa del suolo e della biodiversità [Trattato Internazionale sulle Risorse Fitogeniche per l’Alimentazione e l’Agricoltura, artt. 6, 9].
Riconoscendo
a. l’importanza per la collettività di tali valori espressi attraverso il lavoro contadino, e, insieme a ciò, quanto l'attività dei piccoli agricoltori, soprattutto di quelli residenti in montagna e nelle aree economicamente marginali, sia soggetta a condizioni più difficoltose di vita e di produzione ed alla concorrenza sleale di aziende agricole che ricevono tutto il supporto necessario dalle attuali politiche pubbliche;
b. d’altra parte, che il lavoro contadino rischia di scomparire sotto il peso delle documentazioni imposte per lavorare e di regole tributarie, sanitarie e igieniche gravose e ingiustificate per le sue dimensioni produttive.
Sono stabilite le seguenti norme a favore dell’agricoltura di piccola scala, dimensionata sul lavoro contadino e sull’economia familiare e orientata all’autoconsumo e alla vendita diretta.
Capo I - APPLICAZIONE Art. 1 - AMBITO
La presente legge si applica a chi, come occupazione prevalente, pratica la coltivazione del fondo, l’allevamento o la raccolta di erbe e frutti spontanei, esclusivamente per l’autoconsumo familiare e per la vendita diretta e senza intermediazione ai consumatori e, in ambito locale, agli esercenti di vendita al dettaglio e ristorazione, e che non abbiano dipendenti, salvo eventuali avventizi impiegati in attività di raccolta, e non vendano prodotti di provenienza extra-aziendale, purché il reddito complessivo lordo prodotto dalla vendita diretta e dalle attività di ospitalità rurale non sia superiore a 30.000 euro indicizzati e al netto dei contributi previdenziali.
I coltivatori che rientrano nella definizione del comma precedente:
a. hanno un regime normativo separato rispetto a quanto previsto per i coltivatori diretti nel D.L. 228/2001 e successive modifiche e integrazioni, secondo quanto descritto nei successivi articoli;
b. sono registrati, attraverso comunicazione al Sindaco, in uno specifico Albo presso il Comune di residenza e possono attestarsi con autocertificazione, vera fino a prova di falso penalmente perseguibile, ove questo costituisca reato.
Art. 2 – DEFINIZIONI
Ai fini dell’applicazione della presente legge, s’intende per:
a. "Prodotti alimentari",le sostanze e le preparazioni, diverse dai medicinali, destinate all’alimentazione umana, realizzate con materie prime prodotte esclusivamente sul fondo o attraverso la raccolta spontanea fatta in ambito locale.
b. "Vendita diretta", quella esercitata nel fondo di produzione, nei locali in esso inclusi, presso la propria abitazione, sul mercato contadino o mediante consegna a domicilio del consumatore; è altresì considerata vendita diretta al pubblico la fornitura dei propri prodotti agricoli agli
utilizzatori nonché ad alberghi, ristoranti, altri esercizi ricettivi, esercizi pubblici, mense ed esercizi analoghi;
c. "Consumatore", chi acquista merce o servizi di ospitalità per il proprio uso personale e familiare;
d. "Ambito locale", quello della provincia del comune dove è situato il fondo e, per i comuni adiacenti al confine provinciale, la provincia contermine.
Capo II – AGEVOLAZIONI ED ESENZIONI
Art. 3 – PRODUZIONE, TRASFORMAZIONE, VENDITA
I coltivatori, come definiti dall’art. 1, possono:
a. trasformare e confezionare i propri prodotti alimentari e agricoli nell’abitazione o in locali annessi, attraverso le attrezzature e gli utensili usati nella consueta gestione domestica, purché spazi, attrezzature e utensili siano mantenuti adeguati e puliti secondo buon senso e responsabilità e purché dotati dei normali requisiti di abitabilità. Tali locali possono essere utilizzati per preparazioni diverse purché non contemporanee;
b. vendere i propri prodotti agricoli, comprese le sementi, i materiali di riproduzioni e i riproduttori animali riprodotti in azienda, i propri prodotti alimentari e di artigianato manuale, nei limiti previsti dal precedente art. 1 e con i soli obblighi previsti dal successivo art. 4.
I coltivatori, come definiti dall’art. 1, per i propri prodotti alimentari, sono:
a. esonerati dall’applicazione del sistema HACCP;
b. esonerati dagli obblighi vigenti sull’etichettatura dei prodotti aziendali, purché siano chiaramente ed esplicitamente indicati il produttore, l’indirizzo del luogo di produzione, gli ingredienti, la data di confezione e di scadenza e sia indicata la dicitura "prodotto di agricoltura contadina".
Art. 4 – FISCALITA’
I coltivatori, come definiti dall’art. 1, sono:
a. esonerati dal regime IVA, dalla tenuta dei registri contabili, dall’obbligo di iscrizione alla Camera di Commercio, da ogni imposta o tassa relativa all’attività agricola, alla propria abitazione rurale, al fondo, comprese quelle di registrazione e proprietà relative all’acquisto di terreni confinanti con i propri e confinanti tra loro;
b. tenuti al solo rilascio di ricevute semplificate di vendita e alla loro conservazione per tre anni;
c. sono parificati ai coltivatori diretti per quanto riguarda il diritto di prelazione, in caso di vendita di terreni limitrofi.
Art. 5 – NORME ATTINENTI ALL’ALLEVAMENTO
I coltivatori, come definiti dall’art. 1, possono:
a. macellare direttamente, nel proprio fondo e con il metodo più incruento per loro possibile il bestiame nato e allevato in azienda, limitatamente ad un numero di capi proporzionati ai membri della famiglia e ai propri ospiti e comunque non superiore a un numero annuale di:
- suini: 10
- bovini: 5
- ovini e caprini adulti: 50; nati entro i 45 giorni: 100
- avicoli e cunicoli: 250
b. seppellire i resti degli animali abbattuti in azienda secondo le consuetudini locali, fatti salvi gravi motivi sanitari documentati da specifiche e puntuali disposizioni sanitarie o dalla non idoneità dei terreni, quando non sia organizzato un servizio pubblico di ritiro dei resti non oneroso per i coltivatori come precedentemente definiti.
Letame e resti di lavorazione del latte prodotto dal bestiame indicato nella precedente lettera a., non sono considerati rifiuti speciali. Non sono, altresì, da considerarsi rifiuti speciali le lane della tosa del gregge proporzionato al pascolo estensivo, secondo le vigenti disposizioni per il benessere animale.
Art. 6. – OSPITALITA’ RURALE I coltivatori, come definiti dall’art. 1, possono svolgere le attività agrituristiche indicate nella L. 20/2/2006 n.96. L’ospitalità rurale, può essere esercitata fino ad un massimo di dieci coperti e cinque posti letto, senza necessità di autorizzazioni e senza essere soggetta a regole fiscali e sanitarie relative alle norme che regolano le attività di agriturismo.
Potranno pernottare più di cinque perone soltanto nei casi dove l’alloggio possa essere esercitato secondo il metodo del giaciglio sulla paglia, "Schlafen im Stroh", già in uso nelle regioni alpine di Francia e Svizzera. Art. 7 - URBANISTICA I coltivatori, come definiti dall’art. 1, sono esonerati da vincoli progettuali e urbanistici per:
a. la costruzione sul fondo di stalle, fienili, serre ed altri annessi destinati esclusivamente alla propria occupazione prevalente, purché con misure adeguate all’indirizzo produttivo dell’azienda, realizzati con un piano fuori terra, secondo tipologie bene inserite nel contesto ambientale, con strutture solo rimovibili e senza possibilità di cambio di destinazione d’uso;
b. la ricostruzione di manufatti preesistenti in terra, in legno, o in pietra a secco.
Ogni eventuale cessione aziendale e del fondo, se non avviene a favore di altri coltivatori, come definiti dall’art. 1, comporta l’obbligo di rimozione, anche forzosa, degli annessi indicati nella precedente lettera a. Art. 8 - LAVORO Il lavoro prestato gratuitamente e in forma saltuaria o come scambio di opere a favore dei coltivatori, come definiti dall’art. 1, è assimilato al volontariato e, salvo l’uso di scale o di macchine e attrezzature elettriche o a motore, non è assoggettato a obblighi contributivi e previdenziali.
Art. 9 – PREVIDENZA E SERVIZI I coltivatori, come definiti dall’art. 1, versano i minimi contributi assistenziali e previdenziali previsti per i coltivatori diretti.
Hanno, inoltre, diritto a ricevere attraverso le Regioni e le altre istituzioni locali:
a. servizi gratuiti a domicilio di assistenza veterinaria e agronomica;
b. gratuita assistenza burocratica e tecnica per qualunque domanda, dichiarazione, denuncia o modulistica di altro genere a qualunque titolo richiesta dalle Amministrazioni Pubbliche o comunque dovute per legge.
Art.10 – COMPETENZA REGIONALE
Le Regioni, entro 180 giorni dall’entrata in vigore della presente legge, sono chiamate al recepimento della norma che non potrà contenere disposizioni più limitative o vincolanti rispetto a quelle qui elencate. In vacanza del recepimento regionale la presente norma è valida ed efficace a tutti gli effetti.
Art.11 – NORMA ABROGATIVA
Ogni norma in contrasto con la presente legge si intende abrogata.

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Altri articoli su Agricoltura Contadina:
http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=agricoltura+contadina