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domenica 3 giugno 2012

Referenze bancarie del monti mario: Commissione Trilaterale, Bilderberg, Aspen Institut, Goldman Sachs...



Siamo stretti alla gola, immobilizzati, ridotti alla paralisi davanti a un suicidio al giorno, perché ci troviamo nelle mani di banchieri che non sono soltanto banchieri ma anche membri della Commissione Trilaterale, del Club Bilderberg, dell’Aspen Institute, associazioni massoniche che gestiscono in Europa il potere ai massimi livelli e che non lavorano per noi ma per realizzare il Governo mondiale. L’Italia ne dipende in assoluto perché sono sempre appartenuti a qualcuna di queste associazioni i massimi esponenti dei partiti di sinistra.

Nel suo prezioso “angolo” del “Giornale” Paolo Granzotto elenca fra i nomi dei possibili candidati alla presidenza della Repubblica quelli di Giuliano Amato, Romano Prodi, Mario Monti, tutti importantissimi membri del Bilderberg, dell’Aspen Institut, della Trilateral Commission e operatori del governo mondiale. È il motivo principale per il quale bisognerebbe realizzare la proposta del Pdl di far eleggere il presidente della repubblica dai cittadini, unico sistema per sfuggire al nostro eterno destino di avere un presidente scelto da queste associazioni. Sarebbe necessario, però, lasciare intatta la forma costituzionale dei suoi poteri, visto che tutto l’assetto politico italiano andrebbe cambiato e non è possibile farlo in breve tempo, mentre si dovrebbe affiancare alla proposta di elezione diretta del presidente della repubblica un’iniziativa d’azione concreta per affrontare i problemi urgentissimi della sopravvivenza economica.

Nessun partito, oggi, può permettersi di non parlare della realtà fallimentare in cui ci troviamo a vivere, praticamente “alla giornata”, guardando gli indici di borsa o lo spread, aspettando le elezioni in Grecia o il fallimento delle banche spagnole, con un governo di emergenza che ha trasformato l’emergenza in lungo, luttuoso stato di normalità, inventando ogni giorno una tassa e inducendo i governati alla disperazione. Non si può sopportare più neanche un suicidio senza addebitarlo alla volontà di distruggere la nazione italiana (o alla incapacità di governarla) e senza pretendere dai politici ancora in carica di scuotersi dalla comoda inerzia nella quale si sono adagiati. Il problema è la moneta? Ebbene il Pdl come gli altri partiti dicano esplicitamente cosa vogliono fare della moneta perché è di questo che ha parlato Grillo ed è per questo che ha realizzato il suo movimento attraverso il web. Nel web si discute appassionatamente ormai da anni dei problemi della sovranità monetaria, di come i politici abbiano ceduto ai banchieri il diritto di battere moneta, così come basta un clic per trovare i nomi di tutte le associazioni che lavorano alla realizzazione del governo mondiale e i nomi dei loro membri, inclusi quelli italiani. Nel web sono presenti e a disposizione dei lettori centinaia di ipotesi e di simulazioni eseguite da famosi economisti sul futuro dell’euro, vantaggi e svantaggi del rimanere nella moneta unica.

Non conviene a nessuno, ma soprattutto non conviene ai politici mantenere il silenzio sulle due direzioni antitetiche che ormai si contendono la politica sia a livello dei singoli stati che a livello mondiale: quella che vuole conservare le nazioni e l’indipendenza dei popoli e quella che vuole eliminare il più possibile le differenze fra i popoli e fra gli stati per giungere alla totale uguaglianza e a un governo globale. La crisi dell’Europa obbliga tutti a prendere posizione pro o contro la globalizzazione perché l’unificazione europea non è un fine in se stessa ma il passo determinante verso il governo mondiale. La sinistra sta dove stava, ma sembra vincente perché è stata sempre mondialista, mentre quei partiti di centro destra che, contrariamente a quanto è stato fatto in Francia e in Germania, non hanno detto con chiarezza quali fossero le loro intenzioni, sono diventati all’improvviso debolissimi come è successo in Italia. Se non vogliono morire debbono uscire allo scoperto e decidere in quale direzione andare.

Ida Magli

Fonte: www.italianiliberi.it

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Commenti ricevuti:

ASSOLUTAMENTE SI. la crisi europea obbliga a prendere una posizione globalista o meno. La cosa che più mi turba è che buona parte della popolazione.... di questo bivio, ne sia all'oscuro. E in molti casi anche del tutto indifferente. VOLONTARIAMENTE indifferente. (ralf)

mercoledì 9 maggio 2012

Il monti come il trota... anzi peggio! Quando la realtà è più incredibile della fantasia



Ante Scriptum

“Monti come il Trota..” anzi peggio – Quando feci questa battuta al proposito del monti mario e mandai un comunicato stampa sulle dubbie capacità economiche del nostro presidente (http://www.circolovegetarianocalcata.it/2012/04/19/imu-e-perdita-di-valore-degli-immobili-e-la-laurea-fasulla-del-prof-monti-mario-detto-il-bancario/), ci fu qualcuno, un giornalista siciliano, che mi chiese se avessi delle pezze giustificative ufficiali, io gli dissi di no ma confermai (come poi è stato appurato) che il mario non era adatto a fare il prof. Universitario (tantomeno il presidente del consiglio), al massimo poteva fare il bancario.. Ed ecco che finalmente la verità viene fuori tutta d'un botto e da fonti ufficiali. Leggete e divertitevi o piangete, a scelta.. (Paolo D'Arpini)

L’indignazione per i 15.000 euro mensili del Trota sembra abbia coinvolto chiunque viva in questo decadente Paese. È più che impossibile accendere una radio o sostenere una banale conversazione senza avvertire la rabbia per l’immeritato posto che il pluri-bocciato figlio di Bossi ha avuto per meriti ereditari, ma comunque tramite elezione. Ma per quanti danni possa aver fatto dal suo scranno del Palazzo Lombardia, essi appaiono irrilevanti, miseri, rispetto a quelli che un altro discendente di un potente sta infliggendo con spietata efficienza al nostro Paese.

È infatti questa parentela che può spiegare come un professore con sole 13 pubblicazioni all’attivo e addirittura una sola citazione – come riportato dalla Thomson Reuters – in un caso più unico che raro per professori universitari, sia riuscito ad ottenere la dirigenza della più prestigiosa università italiana. È evidente che un uomo che è diventato professore ordinario a soli 26 anni (Wikipedia - Mario Monti) o ha doti fuori dal comune o ottime entrature.

La nomina alla vicepresidenza della Comit dal 1988 al 1990 affidata a un uomo che dovrebbe sino a quel momento aver visto soltanto aule universitarie e grigie commissioni governative e parlamentari dovrebbe evocare gli stessi dubbi. Ma la cooptazione ha raggiunto livelli ancor più alti con la nomina – e non l’elezione – a commissario europeo. Chiunque ormai avrà già capito di chi si sta parlando. Niente meno che del nostro presidente del Consiglio – un’altra volta nominato, non eletto – Mario Monti. Rinominato senza elezione, giusto per continuare la tradizione, anche senatore a vita.

Di lui molto si è scritto, del suo ruolo in Goldman Sachs, della sua presidenza europea della Commissione Trilaterale, di membro del gruppo Bilderberg, ruoli ambigui ma che hanno trovato un eco, seppur minimo anche sui media mainstream. (Wikipedia - Mario_Monti). In tanti si sono chiesti chi è Mario Monti, eppure nessuno si è posto la domanda chiave che può aiutare a capire il personaggio, le sue politiche, la sua fenomenale ascesa professionale.

Da dove arriva Mario Monti, qual è la sua origine?

È con mia somma soddisfazione che posso citare addirittura Il Corriere della Sera e non essere tacciato pertanto di complottismo da quattro soldi. Riprendiamo testualmente:

«I Monti, modenesi, si trasferirono a inizio Novecento a San Giuliano Milanese, dove il capofamiglia fu medico condotto ed ebbe una figlia, Lucia, finita in sposa a Raffaele Mattioli, dominus della Banca Commerciale. (Giancarlo Galli, Avvenire 5 maggio 2006).

Il nipote Gianni, padre di Mario, dirigente di banca ‘con una schizzinosa distanza dalla politica’, sposò Lavinia Capra». (Corriere - Mario Monti).

Il nostro presidente, pertanto, non è nient’altro che il nipote di Raffaele Mattioli, il più grande banchiere della storia italiana, un uomo spesso considerato più potente di quegli stessi governi che in teoria dovevano designarlo e che lo mantennero in carica come Amministratore Delegato della Banca Commerciale Italiana dal 1933 al 1972. Un banchiere così potente che, pur avversando il fascismo e di fatto trasformando la Comit in un covo di antifascisti, non fu mai rimosso da Mussolini. Capire chi era Mattioli può essere di grande aiuto per capire l’adesione acritica alle politiche neoliberiste di Mario Monti, anche al di là di ogni logica economica e di buon senso e lo strenuo supporto agli istituti bancari sin qui dimostrato.

La comprensione della figura intima di Mattioli può essere illustrata a partire dalla morte, vista l’abilità dissimulatoria endemica nelle più alte élites bancarie. Infatti, pur formalmente cattolico, Mattioli scelse di farsi seppellire presso l’Abbazia di Chiaravalle nella tomba di Guglielma la Boema, eretica medievale «che si credeva una dea femmina e che ha creato attorno a sé un culto analogo al mariavitismo» (Jacob Frank, il messia militante). Guarda caso la stessa abbazia scelta dal nipote per sposarsi e tenere il banchetto nunziale.

I motivi dell’eresia guglielmina possono essere rintracciabili ad un occhio attento anche solo osservando la statua dalla connotazione maschile e femminile assieme intitolata La Resurrezione, opera di Giacomo Manzù dedicata al defunto banchiere, posta nel transetto sinistro dell’Abbazia, in prossimità della tomba di Mattioli (Foto - flickr). Il numero di simboli gnostici presenti nella statua è davvero troppo elevato per passare inosservato, anche a un non cultore dell’esoterismo. Oltre al già citato ideale androginico, tanto caro alla gnostica coincidentia oppositorum pone più di un interrogativo la frase «Exsurrexi et adhuc sum tecum» – «risorsi e sono di nuovo con te» – versione modificata del salmo 138, nel quale viene utilizzato il termine resurrexi, quest’ultimo con significato di resurrezione dei corpi, contrariamente a quello utilizzato dal Manzù, completamente e, con ogni probabilità, deliberatamente privo di tale valenza (L’Inno della Perla scolpito da Manzù).

Una lettura che richiami ai motivi gnostici della divinizzazione dell’uomo non appare affatto ardita. Il collegamento tra gnosi e Mattioli fu quel Giuseppe Toeplitz, banchiere ebreo polacco che lo introdusse alla Banca Commerciale e sul quale vi è ben più di un sospetto di adesione al culto frankista (Wikipedia - Dunmeh).

Il predecessore di Mattioli sarebbe stato infatti un seguace dei falsi messia ebraici Sabbatai Zevi e Jacob Frank, propugnatori di un eresia gnostica basata sulla deliberata trasgressione delle norme morali senza limite alcuno, il tutto in un contesto esteriore di apparente devozione alla religione cattolica o islamica. La salvezza per i dunmeh – seguaci di tale gnosi – si raggiunge attraverso il peccato, pur continuando esteriormente a frequentare la messa e a ricevere i sacramenti (Jacob Frank, il messia militante ) e Cronache dell’anticristo. (Maurizio Blondet, Effedieffe, 2012)

Con ciò non si sta dicendo che il nostro Primo Ministro faccia parte di questi circoli; di ciò non vi è evidenza alcuna. Tuttavia l’acritico sostegno ricevuto da quella stampa internazionale legata ai quei poteri finanziari che sì, possono talora avere legami diretti con tale gnosi, può avere anche in tale discendenza una spiegazione; allo stesso modo non appare ardito ritenere che la reiterata cooptazione, caratteristica evidente della sua carriera può aver ricevuto ben più di una spinta da tali possibili entrature del suo avo.

Ma intanto ci conviene iniziare a preoccuparci di problemi più concreti. Chissà come il governo intenderà prestare ascolto alle preoccupazioni del Fondo Monetario Internazionale sull’aumento della longevità umana (Fmi: "Longevità mette a rischio il welfare"). Se l’efficienza con cui il nostro governo dei banchieri intenderà recepire le preoccupazioni dell’organismo internazionale sarà pari a quella impiegata nell’attuazione di quell’austerità che sta strangolando l’economia reale forse dobbiamo iniziare a preoccuparci sul serio.

GDG

(Fonte Effedieffe)

domenica 29 aprile 2012

Il costo di gestione delle banconote è di molto inferiore al costo della moneta elettronica




Il costo di gestione della moneta fisica, ovvero della banconota di carta, è di gran lunga inferiore a quello della moneta elettronica; chi è quel tendenzioso che dice il contrario? Ovviamente la banconota deve girare libera, fuori dall'attuale sistema bancario, altrimenti il suo costo di gestione diventa quello - altissimo - della moneta elettronica.


Lasciatemi spiegare. Stampare una banconota costa 2 €cent, ovvero 0,02€, e la circolazIone della stessa poi non costa nulla; io la passo a te, tu la passi a me..... Ci paghi l'iva e le tasse, ma a parte questo nessuno ci guadagna, nessuno ci lucra. La banconota è solo un utile mezzo per facilitare lo scambio, il baratto; è un mezzo facilitatore, non deve essere una fonte di guadagno per gli intermediari dello scambio, nè essere presente in modo insufficiente diventando fattore limitante degli scambi. Ció in effetti accade finchè le banconote girano liberamente e in quantità adeguata, ovvero finchè la banca non ci mette lo zampino. Se io infatti faccio l'errore di depositare la banconota in banca e ritiro al bankomat i miei 100€, la mia banca si tiene 1.5€, ovvero l'1.5%. Se riverso quella banconota in banca e poi la ritiro al Bankomat per 67 volte, i 100€ sono spariti: se li è pappati la banca. E lì possiamo eccepire che pagare il bancario per mettere i soldi nel bancomat ha un costo che devo pagare, ma la giustificazione non regge nel caso delle transazioni bancarie con denaro virtuale: la banca si tiene la sua percentuale, e con una serie di passaggi che non sono neanche tanti si mangia tutto il capitale. Con rischio zero e fatica zero: oggi i software bancari te li tirano dietro, e puoi trasferire milioni con un "click". A Wörgel la moneta indipendente creata dal Comune nel 1932 passava di mano 57 volte all'anno. Gratis.

Vuol dire che, solo il primo anno e poi "a gratis", il costo di ogni transazione era di 0,02 centesimi di € diviso 57 transazioni, 0,00035€ a transazione, ovvero neanche un 3millesimo di quanto mi chiede la banca per fare la stessa operazione. Inoltre, una volta pagati i 2 centesimi di costo della banconota, anche quella briciola non c'è più: l'uso del denaro diventa gratuito, e la banconota è nostra, NON delle banche centrali come accade tuttora, NON a debito com'è oggi. È finalmente nostra, il mondo è finalmente senza debiti. Chiaramente occorre che il denaro in circolazione sia sufficiente, altrimenti siamo obbligati continuamente ad andare in banca o al Bankomat. Cui prodest? Alla banca naturalmente, che ci lucra. Ed ha come scusa alla limitazione del circolante adduce l'esigenza di controllare ill circolante per evitare il riciclaggio.

A questo punto dobbiamo spendere due parole sul riciclaggio. Per riciclaggio, "Money laundry" in inglese ovvero "lavaggio di denaro", si intende rimettere in circolo denaro già esistente ma che ha mediato operazioni illecite.

E per azioni illecite uno di aspetta che si intendano cose "brutte", non etiche. Immaginate il traffico di organi dei bambini del terzo mondo, i soldi derivati da furti, dalla vendita d'armi, dalla vendita di droga pesante a minorenni, dal finanziamento illegali dei partiti, dai furti della Tav, dai furti della Casta, i furti della Chiesa.....

Invece nel capitolo "riciclaggio" sono compresi soprattuttoi soldi "in nero", ovvero derivati da normalissime transazioni commerciali che non vogliono sottostare alla manovra di rastrellamento di denaro del Bankiere, al pizzo di Agenzia Entrate ed Equitalia che lo appoggiano. E vengono quindi equiparati a soldi derivati da attività criminali, e l'evasore viene dipinto dai media come un criminale. Quando invece il criminale è il banchiere, il politico-banchiere che ha invaso il vertice del potere ed ha come unico scopo il saccheggio di Stato e Popolazione.

Ma i monumenti si fanno ai soldati morti per le banche credendo di morire per la patria, non ai disertori che saggiamente si rifiutavano di sparare a degli sconosciuti per far piacere ai padroni, e così ora sui giornali - tutti di potere- finiscono In prima pagina con onori e gloria i paladini del sistema mafio-politico-finanziario, mentre nella cronaca nera ci finiscono i coraggiosi che hanno le palle di ribellarsi al furto statale di denaro, quelli che e per sopravvivere evadono l'estorsione - pardon-le tasse.

Una cosa peró da puntualizzare sul riciclaggio è che vi è un riciclaggio a monte della creazione del denaro, ed è insito nella creazione del denaro.

Tutto il denaro infatti è da considerarsi riciclato dal momento della creazione, in quando derivante da un'attività criminale legalizzata grazie a infiltrazioni bancarie nei vertici politici che permettono all'organizzazione ologarchica delle banche centrali di creare denaro in proprio in cambio di Titoli di Stato, ovvero dei titoli che indebitano le Nazioni per sempre, con un meccanismo che si autoalimenta, è insolvibile, e finisce per mettere in ginocchio le Nazioni.

All'inizio era l'ex Governatore di Bankitalia che con ovvio conflitto di interessi saliva ai vertici politici. Ora metà dello Staff del Governo è formato da Bankieri che con ovvio conflitto d'interessi depredano lo Stato. Come? Continiando il micidiale meccanismo della creazione di denaro con creazine di debito pubblico (ovvero non riprendendosi la sovranità monetaria), e togliendo liquidità dalla circolazione con la scusa di far quadrare i bilanci statali.

Ma senza denaro in circolazione l'economia non gira!!

Siamo in una grave rarefazione monetaria, semplicisticamente chiamata "deflazione", creata con la scusa di evitare la temuta Inflazione. Ma la virtuosa Euflazione dov'è? Perchè non si mira ad una liquiditá adeguata a soddisfare le esigenze dei cittadini lavoratori in primis? La scaletta dei sacrifici attualmente è: Cittadini, Stato, Bankieri. Dovrebbe essere l'opposto. Sono i Cittadini che dovrebbero avere banconote a disposizione per far girare l'economia. Se è vero che il Money supply è uno stimato €6.000 miliardi, pgni cittadino dovrebbe avere a disposizione, di sua proprietá, 100.000€. Che servono per le transazioni, privi di interessi, privi di costi bancari.

Ma questo le banche lo odiano e il mestiere dell'Usura lo vieta. È per questo che vi vogliono far credere che il denaro elettronico costa meno. In effetti è vero, costa di meno a crearlo, ma oltre a costare mille volte di più la gestione, ha i seguenti svantaggi per il Cittadino: ci tiene controllati a ogni transazione, lucra su ogni operazione; se Draghi, Monti o la Goldman Sachs non ci eroga più il denaro in modo mirato o generalizzato, se si rompe il computer e il bankomat siamo a piedi. E così la banca fá di noi ció che vuole.

Chi se non un bankiere o un servo dei bankiere vorrebbe solo la moneta elettronica?


Antonio Miclavez

sabato 24 marzo 2012

Quel dio Goldman Sachs - Ovvero dove finiscono le idee inizia il culto del denaro..

San Guisuga, consacrato al dio Goldman Sachs


A cosa servono le idee? Ad affrontare la giornata? No, per questa possono bastare i riflessi condizionati di cui anche l’uomo, come gli animali – Pavlov insegna – risulta dotato. A prendere iniziative per essere felici? A effettuare tentativi – magari non individuali, bensì collettivi – per cambiare la realtà, i suoi rapporti di forza, la sua struttura sociale? Già su questo piano potremmo esserci. Anzi, ci siamo. Ma allora la domanda si sposta. Chi ha idee oggi in Italia? Chi mette in campo le idee che ha perché le cose cambino? La Chiesa cattolica? I partiti? I movimenti? Gli intellettuali? Immagino le risposte dei lettori di Nuova Vicenza. Sono risposte realistiche, corrette. Identificabili al punto che si possono omettere.
Viviamo in un paese dove i rapporti di forza, già delineati da tempo, sono, per intima loro natura e grazia, tali da essere stati concepiti per la loro conservazione sine die. Rapporti di forza economici, industriali, ideali, religiosi. Nulla fa pensare che ci sia una sola forza intellettuale, produttrice di idee, detentrice del diritto a cambiarli, a modificarne l’iter.

In Italia il futuro dei prossimi dieci anni è già segnato. Monti è lo spartiacque iniziale fra il passato e i prossimi dieci (forse venti) anni. Con l’avvento di Monti è terminata la fase del conflitto delle idee. L’ultimo a giustificare il conflitto è stato Berlusconi con il suo contrastato regno. Finito Berlusconi, finito il regno visibile (quello invisibile prosegue la corsa), finiti i conflitti, finite le idee. Come potevamo supporre nel corso di quel regno la sua forza era un limite per sé medesimo (sempre lo stesso vuoto, la solita TV, le stesse figure femminili virtuali, gli stessi conflitti con la giustizia) ma soprattutto per gli oppositori, sfiancati dalla sua resistenza e dalla loro concentrazione su un unico obiettivo. L’anti-berlusconismo era troppo impegnato sul proprio versante bellico per avere tempo e modo (e genio) per altri obiettivi. Finito Berlusconi, finito lo schieramento anti, siamo tutti in un deserto. E i Tartari non arrivano mai.
Questa lunga premessa mi è servita per delineare un primo simbolo dell’insussistenza di idee (che hegelianamente dovrebbero portare a novità su una situazione statica): il fenomeno Mario Monti. Il vero golem nazionale, oggi.

Mario Monti viene dal mondo economico della conservazione, il liberismo estremo dei bocconiani. Al di là degli incarichi pubblici che il “pensiero unico” liberista nato negli anni ’80 e tuttora in auge in occidente gli ha affidato (Commissario Europeo alla Concorrenza, eccetera) il nostro professore è stato (ed è?) un esponente di grido dell’americana Goldman Sachs, la famosa banca d’affari uscita da tutte le crisi (a partire dal ’29) con l’aureola, e sempre capace di riciclarsi. Con uno stile unico: tenere i propri uomini in sospeso, sempre in un pendant magico fra il mondo asettico del profitto finanziario e la politica. In un lessico più corretto questo si chiama conflitto di interessi (e di quelli letali, anche, altro che i berluschini) ma non importa.

Oggi la Goldman è a disagio per qualche buccia di banana su cui recentemente è scivolata. Ma certo, se fossi stato fascista ai tempi della peggiore propaganda non avrei esitato a portare la Goldman come esempio di demoplutocrazia. Oggi sarei un nostalgico. Ma ci sono fatti che non si possono nascondere. La Goldman produce influenza planetaria e profitti altissimi. Dal suo scranno centrale cova le istituzioni democratiche e mette i propri uomini a capo di esse.

Esempi. Henry Paulson esce da Goldman come presidente e diventa ministro del tesoro di George W. Bush. Robert Rubin, alto dirigente Goldman diventa ministro del tesoro con Clinton. William Dudley, alto dirigente Goldman, diventa presidente della Federal Reserve di New York. Mario Draghi, prima di diventare governatore della Banca d’Italia e ora presidente della BCE, è stato dirigente Goldman. Lo stesso Romano Prodi, catturato ai tempi dell’IRI da Goldman, è poi diventato presidente del consiglio italiano. E Gianni Letta, braccio destro del signor B., membro dell’Advisory Board di Goldman. E come Letta, Monti, anche lui dell’Advisory Board.
Ricordate i tempi in cui si parlava di pensiero unico? Ci si arrovellava il cervello. Più che dei capi di stato e di governo, lo pensavamo dominio di un grande vecchio. Ma sì, era la Goldman! Virtualmente, senz’altro, fisicamente, quasi certamente, pure. L’esaltazione del profitto finanziario, l’invenzione dei derivati, il profitto che viene dall’etere e via fantasticando, sono tutte creature Goldman. Che non si limita a fare profitti, vuole che la sua filosofia corrompa – per il bene di tutti, naturalmente – la politica. Con i suoi uomini: alti, forti, prestigiosi, a volte un po’ rarefatti.

Monti non potrà mai disdegnare questa sua radice. Per questo non c’è bisogno di idee. Basta mantenere il corso già tracciato dal pensiero unico (che, per definizione è immobile, cioè senza idee). Basta ascoltare Goldman.

Pino Dato

(Fonte: nuovavicenza)

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Commento di Giorgio Vitali: "QUESTI SONO I FATTI... MA GLI ITALICI credono alle apparizioni della Madonna, ma non a quello che è facilissimo capire. E CIò MI RICORDA QUANDO, QUALCHE ANNO FA, GARIBALDI, NEL PIENO DELLE SUE FUNAMBOLICHE FACOLTà, RECOSSI ALLA CATTEDRALE PER LA FESTA DI SANTA ROSALIA E..."trasformandosi in legato apostolico di Santa Romana Chiesa, monta sul Trono Reale in camicia rossa e alla lettura del Vangelo snuda la spada, solennità da Re, per la difesa della Fede Cattolica..."
SENTENZA INOPPUGNABILE (T. Campanella: Discorsi universali del governo ecclesiastico per far una gregge e un pastore. XVIII, 5) Quando il Papa sarà signore d'Italia, sarà anche del mondo: però deve procurar ogni via per arrivare a questo.

martedì 21 febbraio 2012

monti mario, con la banda degli 11, ci prova a svendere il settore energetico.. ma gli dice male!

servitor cortese.. altrui

La Lettera famosa, sottoscritta da Monti con altri 11 paesi di scuderia brutannica, nasconde un vergognoso tradimento:

LA SVENDITA DEL SETTORE ENERGETICO NAZIONALE ALLE MAJORS BRITANNICHE !!!! Tramite 'liberalizzazioni' cosidddette: QUELLE PER CUI L'ITALIA E' L'UNICO PAESE D'EUROPA PRIVO DI RETE-TLC IN FIBRA OTTICA, PERCHE' LA PRIVATISSIMA TELECOM DI BERNAEBRE' VON ROTSCHILD NON VUOLE FARE INVESTIMENTI NELLA NGN/BANDA LARGA, MA SOLO INGOIARE AVIDAMENTE DIVIDENDI DA TARIFFE MONOPOLISTICHE, LE PIU' ALTE DEL MONDO !!!! UN ENORME MACIGNO SULLA VIA DELLA 'CRESCITA' , COME LO ERANO LE CONCESSIONARIE ANGLO-SABAUDE (EDISON ANCHE ALLORA) DELLA ELETTRICITA', FINCHE' IL GOVERNO RIFORMATORE DI FANFANI NON NAZIONALIZZO' L'INTERA RETE ELETTRICA..... ESATTAMENTE 50 ANNI FA, LA GLORIOSA BATTAGLIA DEL 1962....

Oggi invece il governo dei due Maggiordomi della pura-Finanza, 'esegue i compiti', come preteso dal programma della lobby NEMICA DELL'ITALIA, DEL SOLFERINO&C., PER LA PENNINA CAUDINA DI MUKKETTA LA TROIETTA, ED ESEGUITO IN PIENO DAL MEDESIMO GOVERNO DEI LACCHE' ANGLO-USA, AL SERVIZIO DI WALL STREET, NAPOLITANO-1MONTI !

CON IL FAMOSO PROGETTO DI 'SCORPORARE' LA RETE-GAS DA ENI, CON L'ASSENSO DEL TRILATERALISTA SCARONI, PER CONSEGNARLA SIC ET SIMPLICITER AGLI ANGLO-AMERICANI CHE LA RECLAMANO DA TEMPO, VEDI IL FONDO KNIGHT-VINKE.

NAPOLITANO E 1MONTI SONO COME PETAIN E LAVAL, DUE COLLABO' DEL NEMICO, CHE STANNO SPINGENDO L' ITALIA NELLA ROVINA CON IL FARE DA ASCARI AI NOSTRI NEMICI ATLANTICI, FINENDO INSABBIATI IN AFGHANIA E IMPALUDATI IN INDIA, DOVE PERSINO LA CHIESA CATTOLICA LOCALE DESCRIVE IL RUOLO "SUB-IMPERIALISTA" DELL' ITALIA CON TONI APOCALITTICI.

Ed a quelli, i giornalisti inglesi di dettato italiano, colà inviati per venire a capo della tragedia dei due marò arrestati a Cochin, la capitale del Kerala, stato di grandi tradizioni nazionali ANTI-BRITANNICHE ED ANTI-AMERICANE, I DIRIGENTI LOCALI RISPONDONO:

"NOI NON SIAMO L'ITALIA DEL CERMIS, DOVE A UN PILOTA ASSASSINO CHE RECISE IL FILO DI UNA FUNIVIA, PRECIPITANDO NEL VUOTE UNA CABINA CON 32 PERSONE, TUTTE MORTE, IL LACCHE' IN TOGA HA COMMINATO PIENA ASSOLUZIONE, PERCHE' IN ITALIA UN AMERICANO DELLA NATO HA DIRITTO DI VITA E DI MORTE SUGLI ITALIANI, RIMANENDO IMPUNIBILE..."


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Ma torniamo alla FAMOSA 'LETTERA PER LA CRESCITA', come viene spacciata dai tele&giornali: PERCHE' ALLORA BEN SEDICI PAESI DELL' AM-EURICA NON L' HANNO VOLUTA FIRMARE ?????

PERCHE' C' E' UN LIMITE AL SERVILISMO AUTOLESIONISTA: FRANCIA E GERMANIA IN PRIMIS, DEL TUTTO INDIPENDENTEMENTE DALL' ATLANTISMO ULTRA-CAPITOLARDO DI MERKEL E SORCIOZY, HANNO DETTO "NO ALLA SVENDITA DELLE NOSTRE RETI ENERGETICHE, NUCLEARI O TRADIZIONALI, NO ALLA LIQUIDAZIONE DELLE BANCHE NAZIONALI DI SISTEMA, E DELLE RETI DI TELECOMUNICAZIONI TUTTE IN MANO PUBBLICA", per consegnarle all' arbitrio ingordo dei famosi 'Mercati': ossia cinque, sei persone, da SOROS in prima fila, con DE BENEDETTI accanto, CHE VOGLIONO METTERE LE LORO ZAMPE SUI NOSTRI BENI SOCIALI, per succhiarne il sangue coi canini affilati, e poi abbandonarle a un destino di non-morti....PROPRIO COME LA TELECOM DI FRANCO BERNAEBRE' VON ROTSCHILD, CHE REGREDISCE BILANCIO DOPO BILANCIO, SVENDENDO PROGRESSIVAMENTE TUTTI I 'GIOIELLI' DI FAMIGLIA ALL' ESTERO, LICENZIANDO DECINE DI MIGLIAIA DI LAVORATORI, tanto paga la C.I.G., PER ASSUMERE SOTTO-SALARIATI, PRIVI DI ALCUNA PREPARAZIONE, ONDE SFRUTTARLI NEI 'CENTRALINI', DIECI CENTESIMI PER OGNI PRATICA ASSOLTA !!!! E FORNENDO, IN SITUAZIONE DI ASSOLUTO MONOPOLIO, UN SERVIZIO CHE FA SCHIFO, CON INTERNET A PASSO D' UOMO, COME INVECE DI FARE L' AUTOSOLE, OGGI ANDASSIMO ANCORA IN CALESSE COME I NOSTRI TRISNONNI !!!!!

QUESTO E' IL PARADISO DEGLI SHAREHOLDERS PARASSITI ( i 'rentiers' di una volta) IL CAPITALISMO 'ALL' INGLESE' DESCRITTO NELL' OTTOCENTO DA CHARLES DICKENS E FRIEDRICH ENGELS, DA KARL MARX NE 'LA QUESTIONE EBRAICA', DA RUDOLF HILFERDING NE 'IL CAPITALE FINANZIARIO', E DA TANTI ALTRI SPIRITI MAGNI DI QUELL' EPOCA, INDIPENDENTEMENTE DA OGNI IDEOLOGIA !!!!

Una mignatta che succhia il sangue dei Popoli, dissanguando le Nazioni per aggredire gli Stati, e CANCELLARE INTERI PALINSESTI DI ARTE, DI CULTURA E RELIGIONE PERFINO, vedete come è ridotta la un dì FIERA CHIESA DI ROMA, in mano a un LUTERANO-protestante di CATTIVITA' LONDINESE !!!!!

Così, tra ieri pomeriggio e questa notte, E' FALLITO IL TENTATIVO DI 1MONTI, PILOTATO DAL QUI-ORINALE/PISCIATOIO DEGLI ANGLOSASSONI di imporre agli Europetti iugulati nel carc/euro unico, LA LIQUIDAZIONE TOTALE DEGLI STATI MEDESIMI, E DEI LORO BENI, PER FARNE OMAGGIO GRAZIOSO A SUA MAESTA' WALL-STREET, in attesa spasmodica di ulteriore sangue fresco....

L'EUROPA, FRANCIA E GERMANIA IN PRIMA FILA, ESAUTORATI MERKEL E SORCIOZY, HA DETTO "ADESSO BASTA!!!! VA' FUORI D'EUROMA, VA' FUORI STRANIER!!!!". Il Maggiordomo 1MONTI, che fa vergogna a Noi Italiani SE NON SAPREMO CACCIARLO A PEDATE NEL CULO, QUESTO SERVO BAVOSO DEGLI USURAI CHE HA IN DNA, è rimasto con il piumino dello spolvero in mano, nel Salone di Brussel, biascicando meccanicamente "SI' BWANA, SI' BWANA..." a chiunque di passaggio, e rifilandogli la piega dei pantaloni, come se fosse Mr. GOLDMANN-SACHS in persona.... il suo Badrone.

Il suo degno compare ANGLO-NEAPOLITANO riceveva in Sardegna, DAI MINATORI EROICI DEL SULCIS, una accoglienza DEGNA DEL SUO RANGO, di cameriere.
Solo la prima stazione di una lunga Via... tutta da percorrere portando addosso il 'fardello dell'Obama Biango', titolo che si è ben meritato, finalmente.

Gianni Caroli

napoLibera

domenica 27 novembre 2011

Giogo senza speranza - Strozzinaggio bancario e svendita dei beni dello stato

Alegher.... Dal mare (napoletano) ai Monti (piemontesi)


Strozzinaggio - Alla televisione e sui giornali continuano a parlare di sacrifici per la crescita, giustizia sociale e salvezza dell'Europa... in verità il popolo appecoronato soffre e paga in tutto e per tutto ciò che chiedono gli strozzini...

Ad esempio Attilio Befera amministratore ...delegato (dai vampiri) agenzia delle entrate equitalia percepisce 456.733 Euro di stipendio annuo, come dire: "pagato per rapinare". I media oramai non danno più informazioni ma opinioni mettendo in risalto quello che gli interessa con tecniche insegnate all'università! L'unico spazio che sembra ancora abbastanza libero è il web. Per quanto ancora?" -

E continua:

Industrie strategiche italiane in svendita, come avessero appeso fuori dalla porta il cartello “Saldi di fine stagione”.

Finmeccanica con le inchieste in corso, scrive MF, capitalizza meno di 1,8 miliardi. Enel e’ sotto i 30 miliardi, Eni ne vale meno di 60. Insomma, per un big straniero liquido e con un po’ di audacia, portarsi a casa il fior fiore delle aziende di Stato potrebbe essere un gioco da ragazzi. L’ultimo baluardo rimasto, dopo la cancellazione delle norme anti-scalata introdotte dopo il crack Lehman dal governo Berlusconi, e’ la golden share. Anche l’ultima muraglia, però, potrebbe presto cadere. L’Ue ha deciso di deferire alla Corte di giustizia l’Italia per i diritti speciali riservati al Tesoro nelle aziende strategiche. Ma non lo fara’ subito. Bruxelles ha deciso di dare ancora un mese di tempo a Roma per cambiare le norme, poi scattera’ la procedura d’infrazione. La questione e’ delicata e l’argomento sara’ affrontato oggi da Mario Monti e dal commissario al mercato interno, il francese Michel Barnier. Il premier italiano ha affermato che andra’ incontro alle richieste dell’Ue. Fino a oggi il governo italiano ha sempre resistito al pressing europeo. red/lab

Dopo aver lasciato lo stato “in mutande” gli ex di Goldman Sachs guardano al colosso energetico. Ora che un dirigente della Goldman Sachs guida la Banca d’Italia e un consulente della Goldman Sachs si prepara a guidare il governo delle sinistre vogliamo che lorsignori lo sappiano: li teniamo d’occhio. Siamo noi, il popolo italiano, i loro datori di lavoro: se li vedremo obbedire di nuovo a Goldman Sachs lo denunceremo con tutti i mezzi. Perché le loro passate azioni non ci lasciano tranquilli. Queste azioni sono già state raccontate, ma vale la pena di metterle in luce più chiara.

Tutto comincia nel settembre 1992, quando il finanziere americo-ungaro-israeliano George Soros lancia un attacco speculativo contro la lira. Carlo Azeglio Ciampi è capo di Bankitalia. La sola cosa che dovrebbe fare sarebbe una telefonata alla Banca Centrale tedesca (Bundesbank), la più potente d’Europa e chiedere: mi sostenete? Ossia: siete disposti a spendere centinaia di milioni di dollari per acquistare lire, sostenendo il corso della nostra moneta? Se quelli rispondevano di no, ogni difesa era inutile, perché impossibile, dato che Soros usava l’effetto-leva dei derivati: per ogni dollaro che puntava, era come ne puntasse cento. Bankitalia, a quel punto, doveva fare solo una cosa: lasciare fluttuare la lira ai venti della speculazione. Invece Ciampi “difende” la lira da solo: dilapidando 48 miliardi di dollari in valuta estera e prosciugando le riserve valutarie di Bankitalia.
E come previsto la manovra non riesce. La lira si svaluta del 30%. Ciò significa che da quel momento, gli stranieri che vogliono acquistare le industrie di stato e parastato italiane, potranno pagarle il 30% in meno. La preparazione alle svendite era già avvenuta. Il panfilo “Britannia” della regina d’Inghilterra era apparso davanti a Civitavecchia (2 giugno 1992), per dettare le condizioni delle privatizzazioni. Il “Britannia” era carico di finanzieri della City, delegati dei Warburg, dei Baring, dei Barclays: costoro convocano sul Britannia (ossia su suolo inglese) esponenti di spicco dell’Iri, dell’Eni, dell’Agip, della Comit, di Assicurazioni Generali e, come si sa, Mario Draghi, allora direttore del Tesoro, dipendente pubblico italiano. Draghi scende prima che il “Britannia” prenda il largo diventando suolo inglese ma ha il tempo di fare un discorsetto in cui approva l’urgenza di privatizzare per sottrarre le industrie di Stato alla politica. Fatto sta che, sceso Draghi, i finanzieri di Londra si dividono, come al mercatino dell’usato, i gioielli dell’economia italiana. E si profilano altri sconti.

Difatti, di lì a poco, sale al governo Giuliano Amato: anche lui un coccolino dei “poteri forti” finanziari internazionali. Basta a indicarlo il fatto che Amato, braccio destro di Bettino Craxi, viene miracolosamente esentato dalla bufera di Tangentopoli. In quel frangente, guarda caso, l’agenzia Moody’s – di punto in bianco, e senza che sia accaduto nulla di nuovo – “declassa” l’Italia, mettendola fra i paesi a rischio d’insolvenza.

Risultato: lo Stato deve pagare interessi più alti sui Buoni del Tesoro, se vuole che qualcuno glieli compri. Lo Stato si dissangua; e poiché subito Soros lancia la speculazione sulla lira, tutto peggiora. È una manovra concertata fra Moody’s, Soros e i suoi banchieri di riferimento (Rotschild)? Io penso di sì. Ricordo un fatto degno di nota: fra i più accaniti speculatori contro la lira nella fase iniziale dell’attacco di Soros, si segnalano Goldman Sachs e Warburg. Quei Warburg che poi “consigliano” al governo italiano di rivolgersi a Goldman Sachs per gestire le privatizzazioni.

E così l’alta finanza internazionale si sceglie i gioielli di stato, con calma, soppesandoli come la massaia che compra i peperoni al mercato. Perché costano poco: le privatizzazioni 93-94 renderanno allo stato solo 26 mila miliardi; Ciampi da solo, nella sua inutile “difesa della lira”, ha speso il doppio (denaro pubblico, di noi contribuenti). Tutti ci commuoviamo quando il nonno d’Italia ci esorta ad aver fiducia nella Patria. Chissà se ha sventolato il tricolore anche nella riunione del Bilderberg del 22-25 aprile 1993, che si riunì in Grecia e aveva il tema Italia all’ordine del giorno. Non lo sappiamo perché la riunione, come sempre, fu a porte chiuse. Certe fonti danno presente Ciampi a quella riunione, ma non ne siamo sicuri, e non possiamo esserlo, data la segretezza che le circonda. Erano presenti, si dice, anche Gianni Agnelli coi suoi fidi: Mario Monti, Antonio Meccanico, Tommaso Padoa Schioppa, Renato Ruggero. Patrioti anche loro. Ma di quale patria?

Il fatto è che, dopo quella riunione del Bilderberg, Ciampi fa una mossa delle sue: “internazionalizza” il debito pubblico italiano, fino a quel momento prevalentemente interno. È una scelta grave e non necessaria. All’epoca gli italiani, coi loro risparmi, comprano volentieri i Bot. Per lo Stato, è un vantaggio enorme: perché s’indebita coi suoi cittadini (a cui può chiedere “sacrifici”, ossia di pazientare a farsi pagare gli interessi) e nella sua moneta, la lira, che può stampare a volontà. Invece, Ciampi offre i Bot sui mercati finanziari esteri. Dove gli interessi dovrà pagarli in dollari, ossia in una valuta su cui non ha il controllo e che non può stampare quando vuole. Di fatto, mette il debito italiano nelle mani della grande finanza – le solite Goldman Sachs, Warburg, Barclays – e alla mercè delle “valutazioni” delle agenzie cosiddette “indipendenti” come Moody’s. La mossa di Ciampi riduce l’Italia nella situazione di un paese del terzo mondo; e senza alcuna necessità.

Ecco la storia passata. Per questo dico: teniamoli d’occhio, i lorsignori che tornano al comando dell’Italia Questi vogliono ancora svendere qualcosa. Che cosa? Alcune fonti ci dicono: l’Enel, ma soprattutto l’Eni. S’intende, i due nostri relativi colossi sono già stati privatizzati. Ma, soprattutto l’Eni, non fa ancora del tutto gli interessi anglo-americani che nel settore dell’energia mirano ad accaparrarsi la disponibilità diretta delle fonti petrolifere, e mettere sotto controllo unico gli attori secondari nel gran mercato del greggio e del gas.

L’hanno provato a fare con il petrolio russo: crollo organizzato del rublo, deficit alle stelle, un Boris Eltsin ben felice di vendere le vecchie imprese sovietiche a qualunque prezzo. Fu così che i Rotschild prestarono a un piccolo avventuriero russo, Khodorkovski, i soldi per comprare a prezzi da usato la Yukos. Ora che Vladimir Putin si è ripreso la Yukos e fa una “propria” politica nazionale energetica con la sua Gazprom, gli anglo-americani cercano in tutti i modi di isolare la Russia. La presenza di aziende relativamente autonome come l’Eni ostacola questo processo di soffocamento.

Occhio a lorsignori. Italiani di destra e di sinistra, di centro e di sotto e di sopra: teniamoli d’occhio noi, perché non c’è nessun altro che faccia gli interessi italiani.

Paolo D'Arpini

..........

Commento ricevuto:

Se il popolo è coglione cosa ci vuoi fare vuol dire che sarà un popolo coglione sovrano!!! caro Paolo non hai idea della rabbia che abbiamo ma questo sono "anche" gli italiani!!! e magari fosse solo ENI ENEL FINMECCANICA arriveranno a disporre del culo nostro a loro piacimento!!! Con rabbia.
G. Turrisi





Fonte: Economia - Allarme scalate sui gioielli di Stato (MF)

venerdì 25 novembre 2011

Enel, Eni, Finmeccanica… i gioielli dati via alle banche UE come “Saldi di fine stagione” – E Monti Mario, detto il bancario, se la ride

Mostro bancario all'opera...

"Cornelia perde i suoi gioielli... Fine della libertà di pensiero e d'azione" (Saul Arpino)

Industrie strategiche italiane in svendita, come avessero appeso fuori dalla porta il cartello “Saldi di fine stagione”.

Finmeccanica con le inchieste in corso, scrive MF, capitalizza meno di 1,8 miliardi. Enel e’ sotto i 30 miliardi, Eni ne vale meno di 60. Insomma, per un big straniero liquido e con un po’ di audacia, portarsi a casa il fior fiore delle aziende di Stato potrebbe essere un gioco da ragazzi. L’ultimo baluardo rimasto, dopo la cancellazione delle norme anti-scalata introdotte dopo il crack Lehman dal governo Berlusconi, e’ la golden share. Anche l’ultima muraglia, pero’, potrebbe presto cadere. L’Ue ha deciso di deferire alla Corte di giustizia l’Italia per i diritti speciali riservati al Tesoro nelle aziende strategiche. Ma non lo fara’ subito. Bruxelles ha deciso di dare ancora un mese di tempo a Roma per cambiare le norme, poi scattera’ la procedura d’infrazione. La questione e’ delicata e l’argomento sara’ affrontato oggi da Mario Monti e dal commissario al mercato interno, il francese Michel Barnier. Il premier italiano ha affermato che andra’ incontro alle richieste dell’Ue. Fino a oggi il governo italiano ha sempre resistito al pressing europeo. red/lab

Dopo aver lasciato lo stato “in mutande” gli ex di Goldman Sachs guardano al colosso energetico
Ora che un dirigente della Goldman Sachs guida la Banca d’Italia e un consulente della Goldman Sachs si prepara a guidare il governo delle sinistre vogliamo che lorsignori lo sappiano: li teniamo d’occhio. Siamo noi, il popolo italiano, i loro datori di lavoro: se li vedremo obbedire di nuovo a Goldman Sachs lo denunceremo con tutti i mezzi.

Perché le loro passate azioni non ci lasciano tranquilli. Queste azioni sono già state raccontate, ma vale la pena di metterle in luce più chiara.

Tutto comincia nel settembre 1992, quando il finanziere americo-ungaro-israeliano George Soros lancia un attacco speculativo contro la lira. Carlo Azeglio Ciampi è capo di Bankitalia. La sola cosa che dovrebbe fare sarebbe una telefonata alla Banca Centrale tedesca (Bundesbank), la più potente d’Europa e chiedere: mi sostenete? Ossia: siete disposti a spendere centinaia di milioni di dollari per acquistare lire, sostenendo il corso della nostra moneta? Se quelli rispondevano di no, ogni difesa era inutile, perché impossibile, dato che Soros usava l’effetto-leva dei derivati: per ogni dollaro che puntava, era come ne puntasse cento. Bankitalia, a quel punto, doveva fare solo una cosa: lasciare fluttuare la lira ai venti della speculazione. Invece Ciampi “difende” la lira da solo: dilapidando 48 miliardi di dollari in valuta estera e prosciugando le riserve valutarie di Bankitalia.
E come previsto la manovra non riesce. La lira si svaluta del 30%. Ciò significa che da quel momento, gli stranieri che vogliono acquistare le industrie di stato e parastato italiane, potranno pagarle il 30% in meno. La preparazione alle svendite era già avvenuta. Il panfilo “Britannia” della regina d’Inghilterra era apparso davanti a Civitavecchia (2 giugno 1992), per dettare le condizioni delle privatizzazioni. Il “Britannia” era carico di finanzieri della City, delegati dei Warburg, dei Baring, dei Barclays: costoro convocano sul Britannia (ossia su suolo inglese) esponenti di spicco dell’Iri, dell’Eni, dell’Agip, della Comit, di Assicurazioni Generali e, come si sa, Mario Draghi, allora direttore del Tesoro, dipendente pubblico italiano. Draghi scende prima che il “Britannia” prenda il largo diventando suolo inglese ma ha il tempo di fare un discorsetto in cui approva l’urgenza di privatizzare per sottrarre le industrie di Stato alla politica. Fatto sta che, sceso Draghi, i finanzieri di Londra si dividono, come al mercatino dell’usato, i gioielli dell’economia italiana. E si profilano altri sconti.

Difatti, di lì a poco, sale al governo Giuliano Amato: anche lui un coccolino dei “poteri forti” finanziari internazionali. Basta a indicarlo il fatto che Amato, braccio destro di Bettino Craxi, viene miracolosamente esentato dalla bufera di Tangentopoli. In quel frangente, guarda caso, l’agenzia Moody’s – di punto in bianco, e senza che sia accaduto nulla di nuovo – “declassa” l’Italia, mettendola fra i paesi a rischio d’insolvenza.

Risultato: lo Stato deve pagare interessi più alti sui Buoni del Tesoro, se vuole che qualcuno glieli compri. Lo Stato si dissangua; e poiché subito Soros lancia la speculazione sulla lira, tutto peggiora. È una manovra concertata fra Moody’s, Soros e i suoi banchieri di riferimento (Rotschild)? Io penso di sì. Ricordo un fatto degno di nota: fra i più accaniti speculatori contro la lira nella fase iniziale dell’attacco di Soros, si segnalano Goldman Sachs e Warburg. Quei Warburg che poi “consigliano” al governo italiano di rivolgersi a Goldman Sachs per gestire le privatizzazioni.

E così l’alta finanza internazionale si sceglie i gioielli di stato, con calma, soppesandoli come la massaia che compra i peperoni al mercato. Perché costano poco: le privatizzazioni 93-94 renderanno allo stato solo 26 mila miliardi; Ciampi da solo, nella sua inutile “difesa della lira”, ha speso il doppio (denaro pubblico, di noi contribuenti). Tutti ci commuoviamo quando il nonno d’Italia ci esorta ad aver fiducia nella Patria. Chissà se ha sventolato il tricolore anche nella riunione del Bilderberg del 22-25 aprile 1993, che si riunì in Grecia e aveva il tema Italia all’ordine del giorno. Non lo sappiamo perché la riunione, come sempre, fu a porte chiuse. Certe fonti danno presente Ciampi a quella riunione, ma non ne siamo sicuri, e non possiamo esserlo, data la segretezza che le circonda. Erano presenti, si dice, anche Gianni Agnelli coi suoi fidi: Mario Monti, Antonio Meccanico, Tommaso Padoa Schioppa, Renato Ruggero. Patrioti anche loro. Ma di quale patria?

Il fatto è che, dopo quella riunione del Bilderberg, Ciampi fa una mossa delle sue: “internazionalizza” il debito pubblico italiano, fino a quel momento prevalentemente interno. È una scelta grave e non necessaria. All’epoca gli italiani, coi loro risparmi, comprano volentieri i Bot. Per lo Stato, è un vantaggio enorme: perché s’indebita coi suoi cittadini (a cui può chiedere “sacrifici”, ossia di pazientare a farsi pagare gli interessi) e nella sua moneta, la lira, che può stampare a volontà. Invece, Ciampi offre i Bot sui mercati finanziari esteri. Dove gli interessi dovrà pagarli in dollari, ossia in una valuta su cui non ha il controllo e che non può stampare quando vuole. Di fatto, mette il debito italiano nelle mani della grande finanza – le solite Goldman Sachs, Warburg, Barclays – e alla mercè delle “valutazioni” delle agenzie cosiddette “indipendenti” come Moody’s. La mossa di Ciampi riduce l’Italia nella situazione di un paese del terzo mondo; e senza alcuna necessità.

Ecco la storia passata. Per questo dico: teniamoli d’occhio, i lorsignori che tornano al comando dell’Italia Questi vogliono ancora svendere qualcosa. Che cosa? Alcune fonti ci dicono: l’Enel, ma soprattutto l’Eni. S’intende, i due nostri relativi colossi sono già stati privatizzati. Ma, soprattutto l’Eni, non fa ancora del tutto gli interessi anglo-americani che nel settore dell’energia mirano ad accaparrarsi la disponibilità diretta delle fonti petrolifere, e mettere sotto controllo unico gli attori secondari nel gran mercato del greggio e del gas.

L’hanno provato a fare con il petrolio russo: crollo organizzato del rublo, deficit alle stelle, un Boris Eltsin ben felice di vendere le vecchie imprese sovietiche a qualunque prezzo. Fu così che i Rotschild prestarono a un piccolo avventuriero russo, Khodorkovski, i soldi per comprare a prezzi da usato la Yukos. Ora che Vladimir Putin si è ripreso la Yukos e fa una “propria” politica nazionale energetica con la sua Gazprom, gli anglo-americani cercano in tutti i modi di isolare la Russia. La presenza di aziende relativamente autonome come l’Eni ostacola questo processo di soffocamento.

Occhio a lorsignori. Italiani di destra e di sinistra, di centro e di sotto e di sopra: teniamoli d’occhio noi, perché non c’è nessun altro che faccia gli interessi italiani.

Fonte: Economia: allarme scalate sui gioielli di Stato (MF)

venerdì 3 giugno 2011

Signoraggio bancario…. ed il Circolo Vegetariano VV.TT. - Lettera Aperta


Nella foto: Paolo D'Arpini in primo piano e seduto sulla sinistra Giorgio Vitali che studia i suoi appunti.

Cari amici vicini e lontani, debbo sottoporvi un discorso lungo e complesso… che riguarda il Signoraggio…

Rammento che nel 2005, assieme all’altro firmatario Giorgio Vitali, organizzammo nell’ex Lavatoio di Calcata un dibattito sul Signoraggio, ma anche precedentemente, verso il 1997, o giù di lì, nella sede del Circolo Vegetariano VV.TT. lanciai una emissione simbolica di moneta alternativa (Petecchioni del VV.TT.) che aveva valore legale per gli interscambi all’interno del Circolo. Rammento che proposi all’allora sindaco di Calcata, mi pare fosse Luigi Gasperini, di fare altrettanto per l’area comunale, questo perché nella Costituzione Italiana è tuttora consentita l’emissione comunale di cartamoneta. Purtroppo il sindaco non fu abbastanza lungimirante e scartò l’idea…

Infatti occorre sapere che stampare carta moneta Non può essere un monopolio. Proprio perché si tratta di una Cambiale (cioè una certificazione scritta di un debito) chiunque può farlo e nessuno lo può vietare. Diverso il caso del conio di una moneta da metallo di valore. Perché tale metallo è un valore di per sé. Questa è la ragione per la quale il buon Orazio Fergnani, durante un successivo incontro (nel 2009) ha proposto una moneta complementare sotto forma di cambiale….

Alcuni di voi non sapranno che attualmente non è lo Stato a emettere la carta moneta ma sono delle banche private, sia pur denominate Banca d’Italia od attualmente BCE, per risolvere il problema del debito pubblico e degli interessi pagati e restituire allo Stato la sua dignità ed autonomia finanziaria è assolutamente necessario che l’emissione cartacea del denaro ritorni allo Stato. Inoltre siccome attualmente non c’è più alcuna trasferibilità fra la moneta ed il suo equivalente in oro ciò significa che -di fatto- il denaro che circola è semplice carta colorata e che in qualsiasi momento il suo valore nominale (convenzionale) può scomparire del tutto. Ma non voglio anticipare troppo del discorso che segue, e che parte da una interrogazione rivolta al ministro Giulio Tremonti (vedere il testo in calce)…

Leggiamo sui giornali che la posizione del Ministro Giulio Tremonti appare sempre più precaria, in seguito alla affannosa ricerca di una capro espiatorio da parte del Silvio Berlusconi, per giustificare le sue evidenti incapacità governative. Riteniamo che il Ministro sia in parte vittima di sordidi giochi di potere che spingono verso l’abbuffata finale quei detentori di un potere indifferente alle sorti economiche dell’Italia e proteso all’utile “ad personam”. Prima che sia troppo tardi, e prima che il ministro venga estromesso definitivamente dal suo incarico, sollecitiamo perciò una risposta all’interrogazione avanzata già il 23 dicembre 2009 (una sorta di “muoia Sansone con tutti i Filistei”).

Ma l’argomento che vorremmo trattare è veramente complesso e richiede alcune spiegazioni ed analisi preliminari, perciò iniziamo il discorso con l’analisi di alcune condizioni che hanno portato la nostra Repubblica all’attuale stato di cose.

Il problema è vasto e va affrontato con lungimiranza e con spirito di “comprensione”.

In primo luogo, a scanso di equivoci, dobbiamo sempre tenere presente che non è possibile in questo Sistema svolgere un ruolo qualsiasi senza “credenziali”. nel caso specifico di Tremonti, il personaggio è quanto mai ambivalente, ma di sicuro ha una posizione invidiabile: PRESIDENTE DI ASPEN INSTITUTE. Senza entrare nel merito, è bene ricordare che si tratta di titoli che aprono molte porte. Da questa posizione è anche facile sparare giudizi e soprattutto ACCETTARE CONSIGLI.

Detto ciò, è bene ricordare che ciò che passa il CONVENTO, in termini di notizie da elargire all’inclita, è quanto mai inzeppato in una melassa edulcorante dai connotati un po’ strani. Insomma: una scialappa. Nel senso che non è facile appurare la verità, a meno che qualcuno non usi il cervello per fare deduzioni appropriate. Ma anche questo cervello da una parte deve essere esercitato al libero esercizio della deduzione, dall’altra deve sapere e poter ATTINGERE A NOTIZIE IDONEE.

Facciamo un esempio. RINASCITA (2 giugno 2011): Draghi alla BCE lascia in Bankitalia fedeli esecutori dei suoi prossimi Dictat da Francoforte. La ricetta degli gnomi del monetarismo è sempre la stessa: tagli sociali, privatizzazioni, liberalizzazioni, stretta creditizia e fiscale....

Nota: chi ha detto che i gestori dell’economia finanziaria devono comandare su tutti gli altri? Nessuno! E’ un sopruso accettato passivamente da una popolazione [europea] senza alcuna dignità. Chi ha stabilito che la BCE deve essere privata? Nessuno. E’ un sopruso. Non solo: Qualora noi e noi soli, italiani, decidessimo di nazionalizzare la Banca d’Italia, potremmo farlo perché, per il principio liberista, nessuno ci può impedire di trasformare l’assetto interno di un Ente che è uno degli azionisti della BCE.

Banca d’Italia, ancorché pubblica, cioè di proprietà del Popolo italiano, sarebbe una normale azionista della banca centrale Europea. D’altronde a suo tempo fu possibile nazionalizzare indirettamente Banca Italia nazionalizzando le tre BIN. Cosa significa inviare Draghi a controllare la BCE? Semplice: DARE la BCE in mano alla Goldman Sachs. Ed a proposito della nomina di Draghi, già ampiamente comprato sul Britannia, a governatore di Bankitalia, il presidente Cossiga, che stava al gioco ma non stava zitto, dichiarò che si trattava di un atto profondamente illegale.

Infatti, non si può nominare governatore di Banca centrale un uomo di una banca privata. Lo hanno potuto fare perché hanno usato di un potere assoluto, cioè senza controllo.

Ricordiamo qualcosa: Fazio fu messo fuori gioco dalla posizione di Gov. Bankitalia perché uomo di fiducia dell’Opus, vi rappresentava gli interessi vaticani secondo una vecchia consuetudine di avvicendamento: economia guelfa, economia laica non massonica, economia massonica. NOTA: i massoni non sono laici, ma seguaci di una religione teista. L’appellativo di laico che essi attribuiscono a se stessi è un abuso. Un’appropriazione falsa come tutta la loro religione. NOTA N. 2: non siamo in condizione di poter predire come andranno le cose. Di certo il gioco è pesante.

RICORDIAMO due assassinati: Alfred Herrausen e Detlev Rowedder, due funzionari economici tedeschi che si opponevano alla sistemazione in senso privatistico della BCE. NON manchi a questo elenco anche Wim Duisberg, annegato in una piscina. (Ex governatore della BCE). NOTA: la di lui moglie è sotto processo in Olanda per “antisemitismo”. – COGLIAMO L’OCCASIONE PER RICORDARE ANCHE DUE ITALIANI MORTI O SPERITI IN CONDIZIONI PARTICOLARI: SBANCOR E FEDERICO CAFFE’. In questo elenco non manchino anche: l’americano Jeffry Picower e, volendo, anche il figlio di Madoff, nonchè i due Kennedy (e forse TRE!). Senza dimenticare Paolo Ungari ed Haider, nonchè…. Borsellino.

La realtà che stiamo vivendo è del tutto falsa.

Non esistono leggi che supportano questi comportamenti lesivi degli interessi delle popolazioni. In teoria tutto sarebbe possibile. In realtà ogni volta che si tenta di affrontare il problema della tutela degli interessi collettivi si instaura una COALIZIONE DI INTERESSI ILLEGITTIMI E SOSTANZIALMENTE CRIMINALI che crea un fossato a difesa della fortezza del POTERE, il quale è presente soltanto perché ILLEGALE (cioè non supportato da norme che ne delimitano l’attribuzione di potere.)

Al momento non esiste una società, almeno in Italia, basata sul Diritto. E poiché lo Stato di Diritto – che nasce dal concetto di libertà – è quello ove maggiormente sono tutelati i cittadini in quanto tali, si deve dedurre che in Italia non esiste libertà. E non esiste neppure libera circolazione (tutelata) delle idee laddove tali idee non hanno possibilità di pratica esecuzione e dove la Giustizia difende solo le posizioni privilegiate. (Mafia, Camorra, Ndrangheta, Sacra Corona, Banche, Finanza, Usurocrazia, Agenzie finanziarie e di riscossione coatta, Assicurazioni rapaci).

Ed ora esausti e sazi della introduzione generale e consapevoli dei retroscena in cui la cessione della Sovranità dello Stato è passata ai poteri economici “altri”… passiamo decisamente all’interrogazione a Giulio Tremonti, sperando che egli risponda.. prima che sia troppo tardi!

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA AL MINISTRO GIULIO TREMONTI

Al signor Ministro dell’Economia e delle Finanze

premesso che il popolo italiano in base all´art 1 della Costituzione, “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”, è Sovrano e fra le varie Sovranità rientra anche la Sovranità monetaria. La Sovranità monetaria consiste nel diritto di emettere moneta ex nihilo.

La Sovranità di uno Stato è indisponibile e inalienabile per chiunque tranne che per il popolo italiano che ne è il titolare esclusivo secondo qualsiasi testo di diritto Costituzionale e lo stato deteneva LA SOVRANITA´ MONETARIA fino alla privatizzazione delle tre BIN Banca Commerciale Italiana, Banca di Roma e Credito Italiano.

Si seguitò poi a vendere ai privati anche le partecipazioni nelle Banche di interesse nazionale come la BNL e l´Istituto bancario S Paolo di Torino. Con queste incaute vendite si trasferì ai privati la Sovranità

Premesso che nel 1992 iniziò la privatizzazione delle tre BIN nella quale il Ministro del Tesoro ”dimenticò” di trattenere le quote della Banca d´Italia che in base al vecchio art 3 dello Statuto della Banca d´Italia dovevano essere dello stato o di aziende con capitale a maggioranza statale. monetaria e si privatizzò la Banca d´Italia in maniera illegale rispetto al vecchio art 3 dello Statuto della Banca d´Italia che in un secondo tempo, per coprire la vendita illegale, fu riformato, dopo 14 anni di silenzio di politici e media, dai banchieri il 12/12/2006 quando è stato approvato per Decreto, dal Presidente del Consiglio Romano Prodi (ex consulente Goldman Sachs) e dal min dell´Economia Tommaso Padoa Schioppa, membro di Aspen Institute, della Commissione trilaterale e del Bilderberg Club, e avallato dal presidente della Repubblica Napolitano, la modifica all´art 3 dello statuto della Banca d´Italia il quale non prevede più la maggioranza dello Stato in Banca d´Italia.

Premesso che il 7 febbraio 1992 con la firma del Trattato di Maastricht da parte del Governo Andreotti, il cui art 105°A prevedeva che l´unico Ente autorizzato a emettere moneta fosse la BCE, banca privata e per giunta straniera, ci fu la cessione della Sovranità monetaria, avvenuta esplicitamente contro la legge italiana, perché la Sovranità monetaria non è a discrezione di un qualsiasi governo o di chiunque altro che non sia il popolo italiano ed inoltre non si seguì l´iter previsto dalla Costituzione per la modifica di quest´ultima.

Premesso che la cessione a banchieri privati, per giunta stranieri, della Sovranità monetaria è stata fatta in maniera incostituzionale in quanto è stata fatta una modifica alla Costituzione senza seguire l´iter previsto dalla stessa per le modifiche e inoltre qualsiasi Sovranità non è nella disponibilità di nessun governo. Infatti, la Costituzione italiana non prevede in alcun modo la cessione della Sovranità monetaria e men che meno a privati stranieri.

Premesso che secondo l´Articolo 105A del Trattato di Maastricht:

1.La BCE ha il diritto esclusivo di autorizzare l’emissione di banconote all’interno della Comunità. La BCE e le Banche centrali nazionali possono emettere banconote. Le banconote emesse dalla BCE e dalle Banche Centrali nazionali costituiscono le uniche banconote aventi corso legale nella Comunità.

2.Gli Stati membri possono coniare monete metalliche con l’approvazione delle BCE per quanto riguarda il volume del conio.

Premesso che l´autocrazia della BCE, unico creatore di moneta nell´Unione europea, entrò in tutti gli ordinamenti giuridici dell’Unione Europea per effetto del Trattato più volte citato (articolo 107)

Tutto ciò premesso,

SI CHIEDE di conoscere

dal Ministro del Tesoro pro tempore in quanto tempo prevede sia possibile riparare i danni arrecati all’intero popolo italiano, dato che è doverosa l´applicazione della Legge 262 del 28 dicembre 2005 il cui art 19 c 10 impone il rientro delle quote della Banca d´Italia nelle mani dello Stato entro tre anni, mentre sono già passati quattro anni dalla sua promulgazione e il cui regolamento di attuazione non è stato finora redatto, con la conseguenza che la legge succitata non è mai stata applicata mentre lo Stato è costretto a chiedere in prestito alla banca centrale il denaro di cui necessita pagandone gli interessi ad una banca privata straniera, la BCE, e facendo pagare i costi agli italiani del tutto ignari della truffa.

Art 19 c 10 della legge 262

Con regolamento da adottare ai sensi dell’articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, è ridefinito l’assetto proprietario della Banca d’Italia, e sono disciplinate le modalità di trasferimento, entro tre anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, delle quote di partecipazione al capitale della Banca d’Italia in possesso di soggetti diversi dallo Stato o da altri enti pubblici.

………………

Giorgio Vitali e Paolo D’Arpini

www.circolovegetarianocalcata.it
euroepanconsumers.tuscia@gmail.com


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Altri articoli sul tema:
http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=signoraggio

venerdì 7 gennaio 2011

La bolla di sapone telematica: Facebook


"Cari lettori, non so a cosa serve questo facebook, non so come funziona, cos'è una lista per cuori solitari?" (Paolo D'Arpini)

Goldman Sachs ha investito 375 miloni di dollari in Facebook valutandola 50 miliardi di dollari. Ad ognuno dei 500 milioni di utenti di Facebook è stato attribuito il valore di100 dollari. Senza iscritti Facebook varrebbe zero.

Se io e mio figlio, ad esempio, cancellassimo il profilo, il valore di Facebook diminuirebbe all'istante di 200 dollari. Il capitale sono gli utenti, i loro contenuti e le loro reti di relazione e non la piattaforma, ma Facebook è un mondo chiuso in sé stesso nell'universo di Internet, chi vi entra non vi può più uscire. "Lasciate ogni speranza, o voi che entrate".

Se in futuro altre società fornissero una rete sociale con servizi migliori, l'utente di Facebook dovrebbe, in teoria, poter migrare i SUOI contenuti senza chiedere il permesso a Mark Zuckerberg. Nei fatti oggi non può farlo. Il valore economico di Facebook dipende dai miliardi di informazioni personali inserite. Chi è il proprietario di questi dati, dell’“identità digitale”? Facebook o l'utente? Dovrebbe essere l'utente, l'identità è sua, foto, film, testi sono frutto del suo lavoro, sono "lui", sono "lei". Queste informazioni sono però utilizzabili solo all’interno di Facebook. Chi si registra su un'altra rete sociale deve reintrodurre tutti i dati. Ogni “identità digitale” è in sostanza proprietà di Facebook o della rete sociale in cui è stata inserita. Da tempo è allo studio uno standard per una "identità digitale universale" per accedere a ogni rete sociale dove contenuti e relazioni rimangono di proprietà dell'utente.

La nostra "identità digitale" è sempre più importante per le nostre relazioni sociali, ma può essere cancellata in ogni momento da Facebook e noi con essa. Facebook dovrebbe distribuire i soldi ricevuti dalla Goldman Sachs ai suoi utenti che lavorano a cottimo e gratis fornendo informazioni che possono essere usate per attività marketing. Con queste premesse, se il monopolio di fatto di Facebook finisse, i capitali di Goldman Sachs avrebbero creato l'ennesima bolla di Internet. E chi ci rimette i soldi nelle bolle? I piccoli azionisti o le grandi banche? Di certo non Goldman Sachs che potrebbe guidare la collocazione in borsa di Facebook nel 2012 con ritorni enormi.

Potrò sbagliarmi, ma per sicurezza di azioni Facebook io non ne comprerò.

venerdì 17 dicembre 2010

Giuseppe Turrisi: Draghi, Merkel, Shauble, Marchionne, Cameron, Blankfein, Juncker, Amato, Alesina, Trichet, Attali, Barroso.. ecco i veri terroristi

Fondo Monetario Internazionale: carta colorata in cambio di beni - Come si arriverà al giorno in cui uno scrittore poserà le dita sulla sua tastiera e scriverà ciò che oggi ancora non si deve scrivere...

...e cioè che l’unico atto rimastoci per non morire da vermi, l’unico che ci è stato lasciato dal Potere, è di dare la nostra vita mentre spegniamo quella dei criminali di massa come Draghi, Merkel, Shauble, Marchionne, Cameron, Blankfein, Juncker, Amato, Alesina, Trichet, Attali, Barroso e i loro soci?

Perché siamo vicini, molto vicini badate bene, al destino dei ribelli islamici
che oggi conosciamo come irragionevoli folli sanguinari, e che invece sono
come noi, cioè voci cui non fu lasciata altra voce se non quella di
immolarsi in atti di cieca disperazione. Questo fa il Potere, che si chiami Impero
americano e sionista, o che si chiami Fondo Monetario Internazionale,
Commissione Europea, Gruppo Bilderberg e mercati di capitali coi loro
sacerdoti di cui sopra, esso ti schiaccia, ti tortura, ti dissangua,
t’inganna, ti umilia, e ti prende per i fondelli con la menzogna dei
mezzi di lotta democratici fino al punto in cui l’individuo si trova
talmente senza voce, talmente disperato, talmente soffocato dai muri
di gomma da prendere un’arma, un coltello, una cintura di esplosivi e
reagire nell’unico modo che lo stesso Potere gli ha lasciato. E quando
questo accadrà, il Potere invertirà i ruoli di vittima e carnefice ed
ecco che Hamas non è più l’erede brutale di 80 anni di sevizie assai
più brutali a un intero popolo; Hamas è il terrorista.

La domanda rimane: come si arriverà a quel giorno?

Scrive il Prof. Robert E. Prasch, economista del Middlebury College,
USA: “L’Irlanda poteva semplicemente dichiarare il fallimento,
rinegoziare il suo debito e far capire ai suoi creditori che
l’alternativa era prendere o lasciare un’offerta unilaterale del
governo di Dublino. Ma il Fondo Monetario Internazionale (FMI) e la UE
hanno intuito questa via d’uscita e hanno inserito nei termini per il
‘salvataggio’ dell’Irlanda la pretesa che il suo governo si giocasse
come garanzia per gli investitori i soldi del Fondo di Riserva delle
Pensioni Nazionali Irlandesi… detto in parole povere, la sopravvivenza
dei pensionati d’Irlanda sarà ostaggio di questo accordo.” E poi: “Non
deve sorprendere venire a sapere che fra le condizioni del medesimo
accordo di ‘salvataggio’ d’Irlanda ci siano dettagli inspiegabili come
l’obbligo per le famiglie di dotare ogni casa di un contatore
dell’acqua a unità separate, precondizione essenziale per la
privatizzazione del servizio. O la riduzione dei già miseri stipendi
minimi. Cos’hanno a che fare i contatori dell’acqua e gli stipendi
minimi con le frodi bancarie, le deregulation, e la condotta folle del
governo che hanno creato e nutrito questa crisi? Li hanno incastrati:
il FMI, la UE e il governo di Dublino sono d’accordo che la via
migliore è di smollare i rischi e i costi associati col salvataggio
delle banche a coloro che non c’entrano nulla con quella frode e che
ne hanno beneficiato zero.” E ancora: “Gli appiopperanno più tasse e
più alte, abbasseranno gli stipendi dei dipendenti pubblici, alzeranno
le rette per gli studenti, crollerà l’assistenza ai poveri e ai
disoccupati, saranno tagliati i benefici alle famiglie con bimbi
piccoli, mentre saranno salvati i gruppi di ricchi, le corporations,
quasi tutti i dirigenti di banca e gli speculatori stranieri.”

Infine: “Senza dubbio i banchieri e i burocrati del Fondo Monetario
Internazionale e della UE hanno colto nella crisi irlandese
un’opportunità eccezionale… di imporre agli irlandesi una politica
economica decisa da un potere non eletto e fuori controllo,
esattamente come sotto l’egemonia britannica dell’800… Il capitalismo
della catastrofe è approdato in Irlanda.”

Per favore, rileggete, pensando che stiamo parlando di esseri umani
come me e come te, che hanno una sola vita, e in questa sola vita si
giocano tutta la già minima quota di speranza, di amore, di autostima,
di bene per i propri figli, un poco di gioia magari ogni tanto, prima
che una malattia o la sofferenza gli spengano le luci. Non avranno una
seconda chance, questa vita è tutto ciò che hanno, ma cento uomini
nelle stanze del loro potere hanno deciso, per profitto, che milioni
di loro, e i loro figli, devono schiattare da vivi, piangere, sentire
il degrado, la melma della precarietà alla gola sempre… e poi morire.
Ci può essere una cosa più infame?

Per favore, rileggente, sapendo che arriveranno anche qui, perché il
piano del colpo di Stato finanziario europeo lo prevede in termini
certi. Funziona così, badate alla perversa frode con cui ci ammazzano:
l’agenzia di rating Moody's (dà le pagelle ai governi e chi sgarra
sanguina) viene istruita di abbassare il voto dell’Italia;
immediatamente i titoli di Stato emessi dal nostro Tesoro dovranno
pagare un tasso di interesse più alto perché chi li compra ha visto la
bocciatura di Moody’s e non si fida più di noi, quindi per comprarli
pretende di guadagnarci di più; poiché non abbiamo più moneta sovrana,
cioè usiamo l’euro prendendolo in prestito dai mercati privati, pagare
interessi più alti significa per noi doverci indebitare ancor di più;
ma di nuovo i mercati si allarmano perché temono che facciamo
bancarotta e questo significa per Roma “cadere vittima di una spirale
di bocciature (da parte di Moody’s) che portano ad ancora meno fiducia
dei mercati, che porta ad ulteriori bocciature, che portano a tassi
sui titoli di Stato ancora più alti e così fino al
collasso” (Financial Times). Non se ne esce, impossibile. Nel panico
da crash finanziario, il governo di Roma, come quello di Lisbona,
Madrid, Atene ecc., deve accettare l’arrivo dei tecnici del FMI, e… la
ricetta è quella di Dublino, sangue dei cittadini, pacchia per i
manager e privatizzazioni selvagge del nostro bene pubblico nelle
tasche degli speculatori. Uno dei loro sicari, Financial Times, lo
scrive nero su bianco: “(Lo Stato) evita di dover vendere questi
titoli solo se accelera le privatizzazioni.”

Tutto questo orrore, che già ha soffocato un’enorme fetta di economia
italiana - aziende, lavoro, posti pubblici, stipendi pubblici,
servizi, istruzione, precari…- e che nei prossimi 5 anni ci farà
conoscere il più devastante attacco ai salari della Storia moderna,
proviene, lo ricordo, da una pianificazione di 70 anni da parte delle
elite finanziarie che è culminata con l’introduzione dell’euro come
arma finale per lo sventramento di ogni residua sovranità dello Stato
nel creare ricchezza per i propri cittadini (si legga Il Più Grande
Crimine). La realtà è che ogni singola parola spesa dai criminali che
ho citato all’inizio e dai loro soci mira precisamente all’opposto di
ciò che dichiarano, cioè mira a stringere ancora di più la spirale di
collasso finanziario degli Stati descritta dal Financial Times poco
sopra. Ma intanto i media ci dicono che Wikileaks è la notizia! che
Berlusconi è la crisi!, che Obama è la speranza!

Mario Draghi, in un inglese robotico, ha recentemente declamato in
un’intervista video al massimo quotidiano finanziario della City di
Londra che “… si devono rendere le regole già esistenti ancora più
stingenti, più severe. Sanzioni, costi politici e sanzioni finanziarie
devono diventare misure praticamente automatiche, così da dare alle
nazioni con politiche deboli, incapaci di fare la cosa giusta, la
forza per correggersi”. Draghi, 'criminale falsario', usa le parole
vere: fare la cosa giusta come impegnare i soldi guadagnati in una
vita di lavoro da milioni di pensionati per garantire i profitti degli
speculatori che hanno ‘cucinato’ questa catastrofe economica mondiale
con la complicità tua, di Moody’s, di Giuliano Amato, della Goldman
Sachs di New York cui tu rispondi quotidianamente e che ti ha creato,
e dove un uomo che risponde al nome di Lloyd Craig Blankfein ha
detto, mentre milioni di esseri umani perdevano la casa, la salute, il
futuro dei figli nella loro unica vita, che “Goldman Sachs fa il
lavoro di Dio”. Fare la cosa giusta come illudere decine di migliaia
di operai italiani che la Fiat li tutelerà, quando la Fiat del
criminale Marchionne sa benissimo che si prospetta non solo il
collasso dei salari di tutti gli operai europei, ma anche la
dismissione totale del lavoro umano dalle catene di montaggio di tutti
gli stabilimenti. Fare la cosa giusta come impedire allo Stato dei
diritti nato dal pensiero illuminista di usare la moneta sovrana per
fare ciò che lo Stato deve fare: spendere a deficit per creare
ricchezza nei cittadini, mentre tu e i tuoi soci criminali avete
sottratto all’Italia di noi umani 457 miliardi di euro di ricchezza in
2 anni, e lo hai pubblicato tu nei tuoi bollettini di Banca d’Italia
il 16 dicembre 2009. Fare la cosa giusta come sedere di fronte a una
telecamera con la tua voce robotica che copre le mattine, le sere e le
notti di milioni di vite spezzate per il tuo e per il vostro profitto.
Criminali.

Per noi, la gente.

E' vero che siamo strozzati dai ritmi di vita; è vero che lottare
contro il Potere è oggi come attraversare un labirinto di muri di
gomma, chi lo ha fatto lo sa bene; è vero che i mezzi di lotta
cosiddetti democratici sono in gran parte una frode; è vero che 'loro'
sono spietati e che non ci risparmiano nulla; ed è vero che tutto ciò
finisce per costringere le loro vittime all'angolo della violenza. Ma
l'apatia di milioni di noi non si può giustificare. E la miopia della
minoranza attiva ossessionata dal 'cortiletto del potere', ancora
meno. Il Mahatma Gandhi, quello vero, predicò di affrontare il proprio
nemico facendosi persino macellare col sorriso sulle labbra. Ma disse
anche che se non si posseggono i mezzi per fare ciò, l'apatia non può
mai essere giustificata..... Questo disse Gandhi.

Giuseppe Turrisi Salvatore

Tel. 3938424644
giuseppeturrisi@leonardo.it