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mercoledì 1 agosto 2012

Illustrissimo senatore a vita monti mario, detto il bancario... - Lettera aperta



Ill.mo Sen. Monti,
un esperto di lavoro e di vita che risponde a
questo curricula: 84ENNE già operaio, rappresentante, dirigente,
industriale cattolico convinto e praticante, culturalmente di destra,
che ha commesso il peccato di votare una sola volta Berlusconi,
furbastro artefice di malcostume privato e pubblico, che ha
CONTRIBUITO al disastro nazionale. Dopo aver chiesto, per quel
peccato, perdono al popolo sovrano non plagiato, si permette di osare
e di suggerirle la

FORMULA PRIMARIA ED INFALLIBILE (EINAUDIANA), DEL BUON PADRE DI
FAMIGLIA, PER RISOLVERE LA PENOSA SITUAZIONE ECONIMICA E DI SVILUPPO
INDUSTRAIALE NOSTRANA.

INFORMARE LA C0SCIENZA GENERALE (?) CHE I QUATTRINI DELL’ERARIO:

DETRATTA LA QUOTA, PRO PAGAMENTO INTERESSI DEL FAMOSO DEBITO, devono
risultare sufficienti a sopperire agli impegni di gestione dello
stato. Ciò si può ottenere, senza ombra di dubbio, con una legge che
stabilisce, magari per un tempo determinato, un tetto di retribuzione
massima di 5000 euro mensile a qualsiasi titolo e/o incarico, per ogni
cittadino ( 20% circa con forbice di redito oltre i 5000 euro mese
fino al superfluo), a partire dal presidente della repubblica fino a
colui che non arriva a fine mese o…peggio ( leggi anche suicidio).

Stia attento, Presidenta: 80% degli italiani ( con reddito inferiore
ai 5000 euro al mese, figliastri del nostro stato, che consentono la
quasi totalità dei pagamenti all’erario anche miliardari, sono già
sul punto di escludere il personale suicidio, ma…

N.VIIi - valtom@fastwebnet.it

giovedì 7 giugno 2012

Procura di Trani indaga: "Monti is Moody's" ?! - L'agenzia di rating che quasi manda in fallimento l'ItaIia ha "lui" come senior trip advisor



MONTI E' INDAGATO DALLA PROCURA DI TRANI PER L'IPOTESI DI REATO “MANIPOLAZIONE DI MERCATO PLURIAGGRAVATA E CONTINUATA"??

Il premier italiano è membro del Senior European Advisory Council of Moody’s. Vale a dire è tra coloro che contribuiscono a dare giudizi sulle aziende e sugli stati europei che poi l’agenzia di rating diffonde, causando a volte sfracelli. (...)

Quanto alla possibilità di essere indagato deriva dall’inchiesta portata avanti dalla Procura di Trani fin dal 2010, su denuncia dell’Adusbef e della Federconsumatori: le due associazioni si decisero a coinvolgere la magistratura dopo un report di Moody’s del 6 maggio 2010 che concludeva etichettando l’ Italia come “Paese a rischio”.

L’inchiesta si è allargata poi alle altre agenzie di rating Fitch e Standars e Poor’s , anch’esse coinvolte in giudizi che hanno portato poi al degradarsi della situazione economica. Proprio in questi giorni l’inchiesta su S&B si è chiusa con l’ipotesi di reato di manipolazione di mercato continuata e pluriaggravata a carico di cinque persone: il presidente di Standard & Poor’s financial service Deven Sharma, il managing director del rating di Londra Yann Le Pallec, Eileen Zhang (di S&P Europe); Frankiln Crawford Gill e Moritz Kraemer della direzione europea del rating sui debiti sovrani. (...)

Questo però è solo un ramo dell’inchiesta, rimangono aperti quelli su Fitch e Moody’s. Senonché c’è un fatto clamoroso sebbene finora sconosciuto: il premier italiano è advisor proprio di una di quelle agenzie di rating grazie anche alle quali si è creata quell’emergenza che lo ha portato a capo del governo.

Per la verità qualche cosa riguardo a questa incredibile opacità era trapelata, ma a parte una citazione di questa singolare posizione del professor premier nella brochure di un convegno tenutosi in Bocconi nel 2006 (qui) era praticamente impossibile fare altri accertamenti.

Ma ora la piccola biografia della New York University, aggiornata al 2011 e di certo non smentita, parrebbe indicare che egli era ancora nel consiglio di Moody’s in tempi recentissimi e comunque all’epoca dei fatti di cui si occupa l’inchiesta dei magistrati di Trani.

Non so se Monti salendo a Palazzo Chigi, abbia avuto il buon gusto di rinunciare a sedere nel Senior European Advisory Council di Moody’s o se ne sia andato prima o sieda ancora tra i ben remunerati consigliori dell’agenzia di rating. Ma è stupefacente che un’intera classe politica non abbia sentito il bisogno di andare a fondo su un conflitto di questo genere e lo stesso Monti non paia avere la minima intenzione di chiarire il punto, affidandosi al silenzio dei media. Anche perché è evidente che aver collaborato a “una destabilizzazione dell’immagine, prestigio e affidamento creditizio dell’Italia sui mercati finanziari” come dicono i magistrati, per poi diventarne come se niente fosse il premier, in parte grazie ai giudizi di Moody’s, appartiene alla peggiore storia possibile.

Prof. Saverio Fortunato
(Fonte: ilsimplicissimus)

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Notizia collegata:

Monti è membro di Moody’s: l’agenzia di rating che nel 2010 ci portò (quasi) sul baratro - Scrive Eugenio Cipolla: "La notizia è di quelle che si può definire ‘bomba’, anche se i maggiori media del paese l’hanno ignorata, confermando una sorta di sudditanza psicologica verso l’Esecutivo dei tecnici. Mario Monti, il Presidente del Consiglio italiano, è (o era, questo non ci è dato saperlo) membro del Senior European Advisory Council of Moody’s, l’agenzia di rating che il 6 maggio 2010 definì l’Italia paese a rischio. In quell’occasione, che ben pochi ricordano, Moody’s, attraverso la diffusione di una nota stampa, affermò che “le banche dell’Italia e di altri quattro paesi erano a rischio”. Valutazioni che provocarono un crollo dell’indice dei titoli del comparto bancario (Ftse It Bank) di ben 7 punti percentuali, con cali anche superiori ai 10 punti nei momenti di maggiore panico. In quell’occasione, che ben pochi ricordano, Moody’s, attraverso la diffusione di una nota stampa, affermò che le banche dell’Italia e di altri quattro paesi erano a rischio”

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Precedenti articoli:
https://www.google.com/search?client=gmail&rls=gm&q=monti%20e%20moody%2Cs%20paolo%20d'arpini#hl=it&client=gmail&rls=gm&sa=X&ei=mZrQT8bwMan04QS1kZCiDA&ved=0CAYQBSgA&q=monti+e+moody%27s+paolo+d%27arpini&spell=1&bav=on.2,or.r_gc.r_pw.r_qf.,cf.osb&fp=9c83e475a040836b&biw=592&bih=229

domenica 3 giugno 2012

Referenze bancarie del monti mario: Commissione Trilaterale, Bilderberg, Aspen Institut, Goldman Sachs...



Siamo stretti alla gola, immobilizzati, ridotti alla paralisi davanti a un suicidio al giorno, perché ci troviamo nelle mani di banchieri che non sono soltanto banchieri ma anche membri della Commissione Trilaterale, del Club Bilderberg, dell’Aspen Institute, associazioni massoniche che gestiscono in Europa il potere ai massimi livelli e che non lavorano per noi ma per realizzare il Governo mondiale. L’Italia ne dipende in assoluto perché sono sempre appartenuti a qualcuna di queste associazioni i massimi esponenti dei partiti di sinistra.

Nel suo prezioso “angolo” del “Giornale” Paolo Granzotto elenca fra i nomi dei possibili candidati alla presidenza della Repubblica quelli di Giuliano Amato, Romano Prodi, Mario Monti, tutti importantissimi membri del Bilderberg, dell’Aspen Institut, della Trilateral Commission e operatori del governo mondiale. È il motivo principale per il quale bisognerebbe realizzare la proposta del Pdl di far eleggere il presidente della repubblica dai cittadini, unico sistema per sfuggire al nostro eterno destino di avere un presidente scelto da queste associazioni. Sarebbe necessario, però, lasciare intatta la forma costituzionale dei suoi poteri, visto che tutto l’assetto politico italiano andrebbe cambiato e non è possibile farlo in breve tempo, mentre si dovrebbe affiancare alla proposta di elezione diretta del presidente della repubblica un’iniziativa d’azione concreta per affrontare i problemi urgentissimi della sopravvivenza economica.

Nessun partito, oggi, può permettersi di non parlare della realtà fallimentare in cui ci troviamo a vivere, praticamente “alla giornata”, guardando gli indici di borsa o lo spread, aspettando le elezioni in Grecia o il fallimento delle banche spagnole, con un governo di emergenza che ha trasformato l’emergenza in lungo, luttuoso stato di normalità, inventando ogni giorno una tassa e inducendo i governati alla disperazione. Non si può sopportare più neanche un suicidio senza addebitarlo alla volontà di distruggere la nazione italiana (o alla incapacità di governarla) e senza pretendere dai politici ancora in carica di scuotersi dalla comoda inerzia nella quale si sono adagiati. Il problema è la moneta? Ebbene il Pdl come gli altri partiti dicano esplicitamente cosa vogliono fare della moneta perché è di questo che ha parlato Grillo ed è per questo che ha realizzato il suo movimento attraverso il web. Nel web si discute appassionatamente ormai da anni dei problemi della sovranità monetaria, di come i politici abbiano ceduto ai banchieri il diritto di battere moneta, così come basta un clic per trovare i nomi di tutte le associazioni che lavorano alla realizzazione del governo mondiale e i nomi dei loro membri, inclusi quelli italiani. Nel web sono presenti e a disposizione dei lettori centinaia di ipotesi e di simulazioni eseguite da famosi economisti sul futuro dell’euro, vantaggi e svantaggi del rimanere nella moneta unica.

Non conviene a nessuno, ma soprattutto non conviene ai politici mantenere il silenzio sulle due direzioni antitetiche che ormai si contendono la politica sia a livello dei singoli stati che a livello mondiale: quella che vuole conservare le nazioni e l’indipendenza dei popoli e quella che vuole eliminare il più possibile le differenze fra i popoli e fra gli stati per giungere alla totale uguaglianza e a un governo globale. La crisi dell’Europa obbliga tutti a prendere posizione pro o contro la globalizzazione perché l’unificazione europea non è un fine in se stessa ma il passo determinante verso il governo mondiale. La sinistra sta dove stava, ma sembra vincente perché è stata sempre mondialista, mentre quei partiti di centro destra che, contrariamente a quanto è stato fatto in Francia e in Germania, non hanno detto con chiarezza quali fossero le loro intenzioni, sono diventati all’improvviso debolissimi come è successo in Italia. Se non vogliono morire debbono uscire allo scoperto e decidere in quale direzione andare.

Ida Magli

Fonte: www.italianiliberi.it

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Commenti ricevuti:

ASSOLUTAMENTE SI. la crisi europea obbliga a prendere una posizione globalista o meno. La cosa che più mi turba è che buona parte della popolazione.... di questo bivio, ne sia all'oscuro. E in molti casi anche del tutto indifferente. VOLONTARIAMENTE indifferente. (ralf)

lunedì 28 maggio 2012

Governo monti: tecnocrati fasulli e banchieri veri..

Farfallina di Franco Farina


Speculazione, ricatto al debito - Jeoffrey Geuens, professore incaricato presso l’Università di Liegi, autore di La Finance imaginaire. Anatomie du capitalisme: des «marchés financiers» à l'oligarchie, Aden, Bruxelles, 2011. (traduzione dal francese di José F. Padova)

Spesso i socialisti europei denunciano con virulenza la finanza, che regna in modo assoluto sul globo e che converrebbe regolamentare in modo migliore. Inoltre bisognerebbe sapere di che cosa e di chi si parla, perché l’immagine incorporea dei «mercati» ha l’effetto di lasciare nell’ombra i beneficiari della crisi e delle misure di austerità in corso. Passato dalla banca pubblica alla finanza privata, e da François Mitterrand a François Bayrou, Jean Peyrelevade spiegava nel 2005: «Il capitalismo non è più percepibile direttamente. (…)

Rompere con il capitalismo è rompere con chi? Mettere fine alla dittatura del mercato, fluida, mondiale e anonima, è prendersela con quali istituzioni?» E questo ex direttore aggiunto del gabinetto del primo Ministro Pierre Mauroy conclude: «Marx è impotente in mancanza di un nemico identificato (1)». Deve veramente meravigliare che un rappresentante dell’alta finanza – presidente di Banca Leonardo France (famiglie Albert Frère, Agnelli e David-Weill) e amministratore del gruppo Bouygues – neghi l’esistenza di un’oligarchia? Ancora più strano è il fatto che i media dominanti si palleggino l’un l’altro questa immagine incorporea e spoliticizzata delle potenze finanziarie.

I servizi giornalistici sulla nomina di Mario Monti al posto di presidente del Consiglio italiano potrebbero, a questo riguardo, costituire molto bene l’esempio perfetto di un discorso-schermatura che evoca «tecnocrati» ed «esperti» là dove viene costituito un governo di banchieri.

Si è potuto perfino leggere sul sito Web di alcuni quotidiani che «personalità della società civile» avevano appena preso il comando (2). Poiché l’équipe di Monti conta nei suoi ranghi anche professori universitari, da parte dei commentatori si stabiliva in anticipo la scientificità della sua politica. Solo che, osservando più da vicino, la maggior parte dei ministri facevano parte dei consigli d’amministrazione dei principali trust della Penisola.

Corrado Passera, ministro dello Sviluppo economico, è presidente-direttore generale della banca Intesa Sanpaolo; Elsa Fornero, ministro del Lavoro e professore d’economia all’Università di Torino, è alla vicepresidenza d’Intesa Sanpaolo; Francesco Profumo, ministro dell’Educazione e della ricerca, rettore del Politecnico di Torino, è amministratore di UniCredit Private Bank e di Telecom Italia – controllata da Intesa Sanpaolo, Generali, Mediobanca e Telefónica – dopo essere passato in Pirelli; Piero Gnudi, ministro del Turismo e dello sport, è amministratore di UniCredit Group; Piero Giarda, incaricato delle Relazioni con il Parlamento, professore di finanza pubblica all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, è vicepresidente del Banco Popolare e amministratore di Pirelli. Quanto a Monti, è stato consulente di Coca-Cola e di Goldman Sachs e amministratore di Fiat e Generali. Porosità fra due mondiSe i dirigenti socialisti europei non hanno ormai più parole abbastanza dure per denunciare l’onnipotenza dei «mercati finanziari», la riconversione degli ex tenori del social-liberismo avviene senza che i loro antichi compagni manifestino troppo rumorosamente la loro indignazione. Già primo ministro dei Paesi Bassi, Wim Kok è entrato nei consigli d’amministrazione dei trust olandesi Internationale Nederlanden Groep (ING), Shell e KLM. Il suo omologo tedesco, l’ex cancelliere Gerhard Schröder, si è anch’egli riqualificato nel privato, come presidente della società Nord Stream AG (joint-venture Gazprom - E.ON - BASF - GDF Suez- Gasunie), amministratore del gruppo petroliero TNK-BP e consulente per l’Europa di Rothschild Investment Bank. Questa traiettoria, a prima vista sinuosa, non ha in realtà nulla di singolare. Molti ex membri del suo governo, appartenenti al Partito Socialdemocratico Tedesco (SPD), hanno anch’essi barattato l’abito di Uomo di Stato per quello di Uomo d’Affari: l’ex ministro dell’Interno Otto Schily è attualmente consulente del trust finanziario Invest-Corp (Bahrein), dove ritrova l’ex Cancelliere austriaco, conservatore; Wolfgang Schüssel, il vicepresidente della Convenzione Europea Giuliano Amato o ancora Kofi Annan, ex Segretario generale delle Nazioni Unite (ONU). L’ex ministro tedesco dell’Economia e del lavoro, Wolfgang Clement, è partner della società River-Rock Capital e amministratore di Citi-Group Germania, Caio Koch-Weser, segretario di Stato alle Finanze dal ’99 al 2005, è vicepresidente di Deutsche Bank. Infine, il ministro delle Finanze del primo governo di Angela Merkel, Peer Steinbrück, SPD, è amministratore di Thyssen-Krupp. Quanto ai «degni eredi» della signora Margaret Thatcher ed ex dirigenti del Partito Laburista, hanno fatto a loro volta atto di sottomissione all’alta finanza: l’ex ministro degli Affari esteri David Miliband fa il consulente delle società Vantage-Point Capital Partners (Etats-Unis) e Indus Basin Holdings (Pakistan); l’ex Commissario europeo al commercio, Peter Mandelson, lavora per la banca d’affari Lazard; lo stesso Anthony Blair accumula i posti di consulente della società svizzera Zurich Financial Services e di gestore del Fondo d’investimenti Lands‑downe Partners con quello di presidente del Comitato consultivo internazionale di JPMorgan Chase, al fianco di Kofi Annan e di Henry Kissinger.

Questa enumerazione, che ci spiace dover infliggere ai lettori, si rivela nondimeno indispensabile quando i media omettono tenacemente di esporre gli interessi privati delle personalità pubbliche. Oltre alla porosità fra due mondi che di buon grado descrivono sé stessi come distinti fra loro – se non addirittura opposti –, l’identificazione dei loro agenti doppi è necessaria per una buona comprensione del funzionamento dei mercati finanziari. Così, e al contrario di un’idea in gran voga, la finanza ha una faccia, o piuttosto molte (4).

Non già quella del pensionato della Florida o del piccolo azionista europeo, compiacentemente dipinti dalla stampa, ma piuttosto quelle di una oligarchia di proprietari e di gestori di ricchezze. Peyrelevade ricordava nel 2005 che lo 0,2 % della popolazione mondiale controllava la metà della capitalizzazione in Borsa del Pianeta (5). Quei portafogli sono gestiti da banche (Goldman Sachs, Santander, BNP Paribas, Société générale, etc.), da società d’assicurazioni (American International Group [AIG], Axa, Scor, etc.), da fondi di pensioni o d’investimenti (Berkshire Hathaway, Blue Ridge Capital, Soros Fund Management, etc.); tutti istituti che investono ugualmente capitali propri. Questa minoranza specula sul corso delle azioni, dei debiti sovrani o delle materie prime grazie a una gamma pressoché illimitata di prodotti derivati, che rivelano l’inesauribile inventiva degli ingegneri finanziari.

Lungi dal rappresentare l’esito «naturale» dell’evoluzione di economie mature, i «mercati» costituiscono la punta di diamante di un progetto che gli economisti Gérard Duménil et Dominique Lévy definiscono «concepito in modo d’accrescere i redditi delle classi superiori (6)». Un successo innegabile: il mondo conta ormai circa 63.000 «centomilionari» (che detengono al minimo 100 milioni di dollari), i quali rappresentano una ricchezza combinata di circa 40.000 miliardi di dollari (ovvero un anno del PIL mondiale). Irresponsabili diventati «saggi»Questa personificazione dei mercati può rivelarsi imbarazzante, tanto che talvolta è più comodo sfidare i mulini a vento. «In questa battaglia che si inizia vi dirò qual è il mio vero avversario», aveva tuonato il candidato socialista all’elezione presidenziale francese, François Hollande, in occasione del suo discorso del Bourget (Seine-Saint-Denis), il 22 gennaio scorso. «Non ha nome, non ha volto, non ha partito, non presenterà mai la sua candidatura, quindi non sarà mai eletto. Questo avversario è il mondo della finanza».

Attaccare i reali protagonisti dell’alta banca e della grande industria avrebbe ben potuto portarlo a fare il nome dei dirigenti dei fondi d’investimento, che decidono, pienamente consapevoli, di lanciare attacchi speculativi sui debiti dei Paesi dell’Europa meridionale. O ancora, a mettere in discussione i doppi ruoli di alcuni suoi consiglieri, senza dimenticare quelli dei suoi (ex) colleghi socialisti europei passati da una multinazionale all’altra. Figura [retorica] imposta dalla comunicazione politica, la denuncia dei «mercati finanziari», tanto virulenta quanto inoffensiva, è rimasta finora lettera morta.

Come Barack Obama, che accordò la grazia presidenziale ai responsabili americani della crisi, i dirigenti del Vecchio Continente ci avrebbero messo ben poco tempo per perdonare gli eccessi degli speculatori «avidi» che pure mettevano alla gogna. Non rimaneva allora nient’altro da fare se non ridorare il blasone ingiustamente imbrattato dei degni rappresentanti dell’oligarchia. Come? Nominandoli alla testa di commissioni incaricate di elaborare nuove regole di condotta! Da Paul Volcker (JPMorgan Chase) a Mario Draghi (Goldman Sachs), passando per Jacques de Larosière (AIG, BNP Paribas), lord Adair Turner (Standard Chartered Bank, Merrill Lynch Europe) o ancora il barone Alexandre Lamfalussy (CNP Assurances, Fortis), tutti i coordinatori incaricati di portare una risposta alla crisi finanziaria mantenevano stretti legami con i più importanti operatori privati del settore.

Gli «irresponsabili» di ieri, come toccati dalla grazia, si metamorfizzavano in «saggi» dell’economia, incoraggiati da media e intellettuali che, poco tempo prima, non avevano parole abbastanza dure per denunciare il sussiego e la cecità dei banchieri. Infine, non vi è più alcun dubbio che speculatori abbiano potuto trarre profitto dalle crisi che si sono date il cambio questi ultimi anni. Per questo l’opportunismo e il cinismo di cui danno prova i predatori in questione non deve fare dimenticare che essi hanno goduto, per realizzare i loro obiettivi, di connivenze ai più alti livelli dello Stato. John Paulson, dopo aver guadagnato più di 2 miliardi di dollari nella crisi dei subprime, della quale è il principale beneficiario, non ha forse ingaggiato l’ex patron della Riserva Federale, Alan Greenspan, già consigliere di Pacific Investment Management Company (Pimco, controllata da Allianz), uno dei principali creditori privati dello Stato americano? E che dire dei principali gestori internazionali di hedge funds: l’ex presidente del National Economic Council (sotto Obama) ed ex Segretario al tesoro di William Clinton, Lawrence Summers, è stato direttore esecutivo della società D. E. Shaw (32 miliardi di dollari all’attivo); il fondatore del gruppo Citadel Investment; Kenneth Griffin, originario di Chicago, ha finanziato la campagna elettorale dell’attuale Presidente degli Stati Uniti; quanto a George Soros, si è comprato le prestazioni del laburista lord Mark Malloch-Brown, ex amministratore del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo…La finanza ha le sue facce: da lungo tempo le si incrocia sui viali del potere.



(1) Jean Peyrelevade, Le Capitalisme total, Seuil - La République des idées, Paris, 2005, p. 37 et 91.(2) Anne Le Nir, «En Italie, Mario Monti réunit un gouvernement d'experts», 16 novembre 2011, www.la-croix.com; Guillaume Delacroix, «Le gouvernement Monti prêt à prendre les rênes de l'Italie», www.lesechos.fr, 16 novembre 2011.(3) Keith Dixon, Un digne héritier. Blair et le thatchérisme, Raisons d'agir, Paris, 2000.(4) Lire « Où se cachent les pouvoirs», Manière de voir, n° 122, avril-mai 2012 (en kiosques).(5) Jean Peyrelevade, Le Capitalisme total, op. cit. : 1 % des Français possèdent 50 % des actions.(6) Gérard Duménil et Dominique Lévy, The Crisis of Neoliberalism, Harvard University Press, Cambridge (Massachussets), 2011.(7) « Pierre Moscovici : "Ne pas avoir peur de la rigueur"», 8 novembre 2011, www.lexpress.fr_______________________________________________________

Da “Le Monde Diplomatique”, maggio 2012, pagg. 1, 4-5

sabato 3 marzo 2012

Ultime notizie sul fronte NO TAV - 3 e 4 marzo 2012

il futuro della Valsusa nei piani di monti mario detto il bancario...


Il governo ha paura e minaccia repressioni dure. La resistenza No Tav non si arresta

Sabato 3 marzo. Ieri, dopo una settimana di blocchi No Tav in Valsusa e
ovunque in Italia, Monti ha convocato d'urgenza una riunione sul Tav. Il
governo ha deciso di andare avanti. Costi quel che costi. La litania è
quella consueta: il collegamento con l’Europa, la piccola Italia
schiacciata dietro le Alpi, il treno che in quattro ore ti porta a Parigi,
i tecnici che hanno lavorato ad una mediazione, il Tav che porta lavoro, i
manifestanti sempre violenti. Nessuna fantasia, nessun guizzo di ingegno
nelle parole di un Primo ministro che rivendica la propria autonomia dai
governi precedenti, ma si limita a fare quello che gli altri non erano
riusciti a fare fino in fondo: gli interessi dei padroni, dei banchieri,
del Fondo Monetario e della Bce.

I No Tav – con la infinita pazienza che deriva da tanti anni di lotta alle
menzogne – ricordano una verità banale, banale. La Torino Lyon c’è già a
funziona molto meno di quanto potrebbe, a Lione e Parigi ci si va, un paio
di volte nella vita, a fare una vacanza. Invece a lavorare o a studiare ci
andiamo tutti i giorni. I tagli alle ferrovie destinate al trasporto dei
lavoratori e degli studenti hanno trasformato i treni dei pendolari in
trasporti bestiame sempre in ritardo, sempre più affollati, scomodi, con i
gabinetti rotti e i sedili sfasciati. In quanto al lavoro, basterebbe
un'occhiata veloce ai dati sul dissesto idrogeologico per capire che
l’unica grande opera che serve è la tutela del territorio; basta pensare
ai nostri ospedali e alle nostre scuole per capire che lì ci sarebbe il
lavoro se ci fosse la volontà politica di stare dalla parte della gente e
non da quella di chi si fa ricco sfruttando il lavoro altrui.
L'idea di sviluppo di quelli come Monti si basa sulla distruzione delle
risorse e sulla devastazione dei territori: l'unica cosa che conta è far
girare le merci, far girare i soldi, fare grandi opere utili solo alla
lobby che sostiene di finanzia un'intera classe politica.

Dalla Val Susa viene un segnale forte e chiaro: noi non ci stiamo. Non ci
stiamo più: il mondo che vogliamo per i nostri figli è fatto di
solidarietà, di cooperazione, di uguaglianza.

Il governo ha paura, ha paura dell'infezione valsusina, ha paura che
l'anomalia No Tav divenga una mutazione genetica durevole e diffusa. Per
questo occorre disciplinare, costi quel che costi, il chi oggi parla la
voce di tutti coloro che, nel nostro paese, si battono contro un'idea di
sviluppo che mira al profitto di pochi contro la vita e la libertà di
tutti.

Ore 21 Polivalente di Bussoleno. È la folla delle grandi occasioni: la
grande sala – stipata all’inverosimile – non basta a contenere la folla di
No Tav.

Su sky tg25 c'è un sunto dell’assemblea:
http://video.sky.it/news/politica/leader_no_tav_monti_eviti_prove_di_forza/v112317.vid

L'assemblea è lunga, partecipata, appassionata. I racconti delle violenze
della polizia – le gambe rotte e le teste sfasciate, i lacrimogeni nelle
case e quelli che aprono le porte per salvarti dalla furia degli uomini
dello Stato – si intrecciano con le idee, le proposte, i progetti.
Sullo sgombero dell’autostrada e le cariche di mercoledì scorso vale la
pena guardare questo video su youtube:
http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/2012/03/03/no_tav_proteste_corteo_roma_assemblea_bussoleno_luca_abba_governo_monti_cantiere_val_susa.html

Arrivano buone notizie sulla salute di Luca: lentamente migliora. Ieri lo
hanno operato per ridurre le conseguenze della folgorazione sui muscoli e
la spalla destra.

Federico, il No Tav arrestato mercoledì sera durante le cariche, è ai
domiciliari con la possibilità di uscire per lavorare.
A Tobia invece la magistratura ha negato sia l’uscita per andare al
lavoro, sia di poter comunicare con l'esterno. Tobia ha deciso che la
misura è colma ed è entrato in sciopero della fame.

L'indicazione uscita dall'assemblea è chiara. Non mollare, andare avanti,
incuranti delle minacce di Monti, consapevoli che la forza delle nostre
ragioni è va ben oltre alle ragioni della forza. Entro fine mese –
probabilmente il 23 marzo – si farà lo sciopero generale. Ogni giorno ci
saranno iniziative per mettere i bastoni tra le ruote alle truppe di
occupazione.

Questo il prossimo appuntamento:
Domenica 4 marzo giro in Clarea con polentata cui sono invitati tutti
quanti. Si mangia alle 12, si parte alle 14

Ogni giorno alle 18 incontro di lotta in piazza del mercato a Bussoleno

http://anarresinfo.noblogs.org

sabato 25 febbraio 2012

LA RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVORO CARATTERIZZATA DA UN METODO ARROGANTE E DICHIARAZIONI INSOLENTI.

dittatore senza credito alcuno...

Come si concluderanno gli incontri tra governo e sindacati sul mercato del lavoro, se verrà cancellato in parte l’articolo 18 o se verranno ridotti gli ammortizzatori sociali come ad esempio la cassa integrazione speciale, è presto per dirlo. Quello che è certo, è che il metodo arrogante con cui il governo ha condotto fin qui i colloqui, e anche le dichiarazioni provocatorie e offensive che li hanno preceduti e accompagnati, hanno dimostrato che Monti e la sua compagine governativa sono una variante colta e rozza della destra europea, sprezzante e lontana mille miglia dalla gente umile che cerca lavoro. Non ci resta che auspicare che il sindacato confederale seduto al tavolo faccia più come San Tommaso che non come Santa Lucia, la quale, poverina, non vedendoci, accettava al buio tutto quanto la vita le offriva.

IL GOVERNO DELLE INSOLENZE. Una sequela di beceri luoghi comuni e di battute grezze e ineleganti da parte del governo Monti, ha accompagnato l’andamento dei colloqui.

1) Ha iniziato lo stesso Presidente del Consiglio, parlando della “monotonia del posto fisso”, proprio quando un terzo dei giovani italiani non ha un posto di lavoro e, probabilmente, non potrà mai accedere ad un mutuo per la casa, farsi una famiglia e magari avere dei figli. Sono parole che suonano come provocazioni di fronte al dramma dei cinquantenni dell’Eutelia, delle quarantenni dell’Omsa, dei sessantenni dell’Iribus che hanno perso il lavoro, e di tutti i cassintegrati senza speranza di reintegro e i licenziati che il posto di lavoro lo sognano di notte! Il suo attacco al posto fisso, in un momento in cui la gente ha paura del domani, e' tipico di un accademico straricco e arrogante che non sa davvero come vivono le persone nella vita reale.

2) Monti ha poi sostenuto la tesi ignobile delle troppe tutele di cui beneficerebbero i padri, da ridurre per estenderle ai figli. Un bieco espediente propagandistico per ottenere, come avvenuto anche in passato, una riduzione generalizzate dei diritti per tutte e per tutti.

3) Monti ha poi affermato la tesi che l'art. 18 dello Statuto dei lavoratori va eliminato perché, secondo lui, costituirebbe un ostacolo per gli investimenti stranieri e la crescita economica in Italia. Una tesi falsa che fa rimpiangere lo zio di Bonanni e che perfino uno studente del primo anno di Economia saprebbe facilmente smentire. L’incapacità di attrarre e creare investimenti dipende infatti dalla palude kafkiana della burocrazia, dalla corruzione che pesa su ogni passaggio dei processi autorizzativi, dall’arretratezza di infrastrutture nel nostro Paese che rallenta in misura spesso proibitiva la circolazione delle merci e delle persone, dalla piaga della criminalità organizzata, dalla lentezza del nostro sistema giudiziario che rende difficile recuperare un credito in tempi brevi, dal ritardo da parte dello Stato nel pagamento delle forniture; dal mancato accesso al credito per le imprese, dovuto all'utilizzo speculativo dei fondi da parte degli istituti bancari, vero motivo del calo dello spread, attribuito invece erroneamente a Monti; da un sistema fiscale esagerato che andrebbe diminuito come fece a suo tempo Prodi col il cuneo fiscale, facendo costare meno il lavoro a tempo indeterminato, e di più il lavoro precario.

Se dopo aver detto tutte queste cose Monti è ancora al suo posto a governare l’Italia, vuol dire proprio che il berlusconismo in Italia è ancora tristemente vivo e molto diffuso!

4) la catena di insolenti luoghi comuni e di battute stolte è proseguita con la dichiarazione del Ministro Cancellieri la quale ha sostenuto che i giovani vogliono il “posto fisso nella stessa città di fianco a mamma e papà”. Forse il Ministro non sa che i giovani italiani sono per lo più disoccupati o precari nonostante si diano da fare per rendersi autonomi, e che i dati ufficiali ne smentiscono il presunto immobilismo. Secondo lo Svimez, infatti, a un anno dalla laurea il giovane meridionale si trova distante da casa 214 chilometri e nel 2010 250 mila giovani si sono spostati dalle regioni meridionali ad altre aree del Paese. Almalaurea certifica poi che la media italiana di giovani laureati che si spostano è alta e la distanza media è di circa 88 Km. Ma probabilmente i nostri professoroni sono troppo ricchi e benestanti per sapere cosa significhi per una persona cambiare casa, quanto costa andare in affitto magari dove capita, lasciando forse la casa ereditata dai genitori, spostando i figli da una scuola all'altra, abbandonando il coniuge che non può trasferirsi. Lor signori sicuramente non hanno mai avuto problemi di questo tipo!

5) A tutto ciò si aggiungono le sparate del rampante Martone sui giovani laureati oltre i 28 anni, definiti rozzamente “sfigati”; le deliranti dichiarazioni dello stesso Monti su un presunto”apartheid tra chi per caso e per età è già dentro e chi fa fatica ad entrare” nel mondo dl lavoro, lasciando intendere che i lavoratori con contratto a tempo indeterminato e le sacrosante tutele sindacali e di legge di cui godono sarebbero i responsabili dell'emarginazione dei giovani nel precariato; oppure la recente inaccettabile provocazione del Presidente di Confindustria Marcegaglia sui sindacati che difenderebbero assenteisti cronici e ladri, una dichiarazione assurda e insensata, quando invece Confindustria farebbe meglio a guardare in casa propria il mancato rispetto delle misure di sicurezza sul lavoro, i capitali che spariscono illegalmente all’estero e gli imprenditori che intrallazzano con le cricche di ogni tipo, come la P3, la P4 ecc.

I RAPPORTI CON I SINDACATI

1) COLLOQUI PURAMENTE FORMALI. Monti ha sempre autoritariamente respinto l’idea del negoziato con il sindacato, fin dalla prima manovra su Ici, benzina e pensioni, ritenendo evidentemente la trattativa con le parti sociali una cosa superflua e pressoché inutile .

Lo stesso Ministro Fornero si è presentata alla discussione coi suoi interlocutori sindacali senza uno straccio di documento ufficiale, solo con semplici accenni e leggendo qualcosa senza consegnarlo, quasi a far intendere che il governo sa già quel che vuole fare e del parere dei sindacati può fare benissimo a meno, come del resto ha affermato in premessa lo stesso Ministro. Dopo il primo incontro la Fornero ha addirittura proposto alle parti sociali di proseguire con una sorta di scambio telematico via web o per telefono o email al posto dei colloqui, svelando la logica puramente formale e ininfluente data agli incontri coi sindacati. Perfino il documento unitario messo a punto il 17 gennaio scorso dalle segreterie nazionali di CGIL, CISL e UIL per il confronto con il governo e la Confindustria non è stato preso in considerazione.

Questi comportamento sono tipicamente reazionari e ci riportano a una logica più ottocentesca che moderna, facendo assomigliare terribilmente il governo Monti a quello mai rimpianto di Berlusconi che l’ha preceduto.

2) PROPOSTE CHE NON SI POSSONO RIFIUTARE. Monti e il Ministro Fornero hanno più volte prepotentemente dichiarato ai giornali che il governo sarebbe andato avanti nel suo progetto lo stesso, anche senza dialogo e accordo con le parti sociali, perfino avvalendosi di 'maggioranze variabili' in Parlamento, sfidando i partiti in disaccordo a votargli contro. E anziché ricercare con pazienza un’intesa al tavolo del confronto, la Fornero ha poi posto intimidatorie scadenze in tempi brevi ai colloqui coi sindacati, troncando così in maniera arrogante lo spazio del confronto. Comportarsi in questo modo quando è in atto lo svolgimento di colloqui appare di una scorrettezza unica, e ci si può aspettare che fra pochi giorni il Ministro si presenti al tavolo con un pacchetto di proposte intrattabili.

IN CONCLUSIONE

L’insolenza e l’arroganza dimostrata da Monti e dai suoi Ministri non lascia presagire nulla di buono sull’articolo 18 e gli ammortizzatori sociali, e c’è il fondato motivo che il governo possa ripetere lo stesso schema della manovra su ICI, pensioni e benzina, ovvero il ME NE FREGO! SI FA COSÌ E BASTA.


MA QUESTA VOLTA NON PUÒ FINIRE COME A DICEMBRE, QUANDO C’È STATA UNA TOTALE RESA E MANCANZA DI REAZIONE DA PARTE SINDACALE, PALESANDO TUTTA L'INUTILITÀ DELLA SUA FUNZIONE!

RICORDIAMOCI DI QUANTO AVVENNE NEL MARZO 2002, QUANDO SI TENTÒ L’AFFONDO CON L’ABOLIZIONE DELL’ART.18, E L’ALLORA GOVERNO BERLUSCONI DOVETTE BATTERE IN RITIRATA DAVANTI A UNA MOBILITAZIONE VERAMENTE DEGNA DELLA CGIL CHE PORTÒ IN PIAZZA A ROMA TRE MILIONI DI LAVORATRICI E LAVORATORI.

SE IL GOVERNO MONTI VORRA’ ANDARE AVANTI DA SOLO FREGANDOSENE DEI LAVORATORI, DEI PRECARI, DEI SINDACATI E DEI PARTITI CHE NON SONO DACCORDO, STAVOLTA DOVRA’ TROVARE A SBARRARGLI LA STRADA LA PRONTA MOBILITAZIONE DELLA PIAZZA!


Franco Pinerolo

sabato 21 gennaio 2012

Liberalizzazioni... per morire più in fretta - Ecco le azioni nefaste dell'ominicchio della provvidenza: monti mario, detto il bancario...

Promesse montanare


Nei momenti tragici, si sa, il senato romano ricorreva a cittadini di polso, coraggio e capacità per risolvere situazioni drammatiche. Ancor oggi la toponomastica ci ricorda i nomi di questi valenti personaggi storici. Più recentemente c’è stato un Uomo della Provvidenza che pose riparo a situazioni altrettanto drammatiche. Al giorno d’oggi si è cercato un Uomo ma ci si è dovuti accontentare di un surrogato: un “ominicchio” secondo la classifica di Sciascia.
Meglio di niente, si dirà, ed io con tanti, aspettavamo con ansia qualche buon colpo di timone: mi dicevo, vediamo se questo personaggio che tutto il mondo ci invidia, così stimato in Europa, d’esperienza e via discorrendo possa portare la nave su qualche scoglio d’appoggio, visto che, già da prima.., faceva abbondantemente acqua!

L’inizio è stato folgorante: Libertà, fraternità e via discorrendo. Poi mi è sembrato di rivedere una faccia nota anche se meno espressiva, il che è dire tanto, molto simile a quella di Andreotti ma senza le sue battutine un po’ fesse. Voce stentorea e controllata, profondi pensamenti prima di emettere ogni parola scandendone le sillabe. Si aspettavano idee brillanti, soluzioni proporzionali al genio del grande pensatore, qualche cenno di ripresa nella disastrata economia della Nazione e delle famiglie il fatidico spread in faccia alla Anghela!

Nella mia abissale ignoranza di scienze economiche avevo sentito dire che i principali problemi erano (vado a memoria):
Colossale debito pubblico
Inefficienza burocratica
Costi astrali della politica
Sprechi di denaro pubblico
Collusioni con la mafia
Magistratura al collasso
Scarsa produttività e competitività delle aziende
Generale tendenza a considerare il posto di lavoro come una sinecura da conquistare e difendere all’unico scopo di portare a casa lo stipendio “fisso”!

1 Nella mia imperdonabile ignoranza mi sarei aspettato che si vendessero i gioielli di famiglia per eliminare da un giorno all’altro il debito pubblico. Come? Non lo so, non sono professore di economia stellare, ma non si potrebbero pagare i BOT con azioni di beni statali e comunali? Il proprietario di BOT, invece di incassare e rinnovare il prestito, diventa azionista di un bene (per esempio un immobile al centro di città) per il valore reale di questo bene con lo sconto del 20%. Il detentore delle azioni potrà conservarle, partecipare a rendere il bene produttivo, per esempio una grande caserma può diventare un albergo, oppure vendere le proprie partecipazioni. Forse dico corbellerie ma io, quando ho avuto necessità, mi sono venduto la casa; altro non avevo. Uguale destinazione dovrebbero avere i beni confiscati alla mafia mentre, da ciò che si sente, questi beni son lì a marcire oppure vengono assegnati ai soliti ONLUS di amici o raccomandati. Sono certo che se non per intero, il debito pubblico potrebbe essere ridotto a un terzo con una operazione di questo genere. A Roma, per fare un esempio, esiste la “città militare” della Cecchignola, decine di migliaia di metri quadri; a cosa serve? Una volta era fuori città ora la città l’ha inglobata. Potrebbe diventare una città vera e propria e i militari si spostano in baracche militari in Sardegna, nel “Supramonte” scarsamente sfruttato oppure in Sicilia.

2 Per il secondo punto avrei sperato di vedere ridotto alla metà l’esercito dei burocrati, cioè di quei simpatici personaggi che vanno la mattina in ufficio e fino all’ora di uscita, cioè alle 13 e 30, sono costretti a stare in ufficio per non incorrere nella definizione di fannulloni; prima di Brunetta, dopo aver timbrato, andavano per negozi o accompagnavano la mamma anziana dal dentista. Non avendo in realtà molto da fare, leggono giornali sportivi, fanno qualche telefonata agli amici, due chiacchiere con i colleghi che affollano il bar al piano. Molto cagionevoli al raffreddore spesso si assentano senza che nessuno se ne accorga, visitano i negozi all’interno del Ministero, pagano le bollette allo sportello bancario del Ministero. A ragione si lamentano dello stipendio basso che non permette loro di pagare le vacanze dei figli alle Maldive per cui, i più volenterosi, nel pomeriggio, si ingegnano a dare una mano nel negozio della cognata, lavorano per agenzie di viaggi, agenzie che procurano documenti (dato che hanno le mani in pasta). Aspettano con ansia la pensione e guai a volerli trattenere.

3 Per sollazzare il colto e l’inclita oltre che il disgraziato disoccupato, ci hanno recentemente deliziato sui costi della politica spiegandoci che, leva questo e metti quello.., alla fin fine forse un 5% di sconto ce lo faranno. Di più non si può perché, come si dimostra con inoppugnabili tabelle statistiche, il misero travet politico italiano guadagna come la media dei politici del resto dell’Europa. Mica si può abbassare la media.. Chissà perché questo discorso della media europea si applica ai politici e non vale anche per gli spazzini, gli operai, i braccianti agricoli ecc. ecc. Nessuno ci ha mai fatto vedere la media europea dei pensionati e nessuno ha tenuto conto della media europea del costo del carburante, della energia elettrica, del gas, dell’acqua, ecc. Deve essere una gran bella cosa la media europea se si applica solo ai parlamentari italiani! Ma, a mio modesto avviso il discorso dovrebbe essere ribaltato. Quanto lo stato può permettersi di pagare per deputati, impiegati della Camera, spese di rappresentanza, servizi, affitti, contributi ai partiti, alla stampa dei giornali politici, ecc. ecc.? Può permettersi mille? Bene che sia rispettato il bilancio di mille. Se non si riesce si devono diminuire le spese; meno impiegati, paghe più basse, niente soldi ai partiti, niente auto blu o gialle, niente a nessuno e così via. I miei professori venivano all’Università a piedi e con le scarpe rotte! Però il bilancio statale era in pareggio!

4 Lo spreco di denaro pubblico purtroppo è inevitabile. Infatti siccome la burocrazia è inefficiente, si fanno appalti spesso di comodo, senza fondi copertura e per costruzioni inutili, inutilizzate o semplicemente velleitarie. Non ce lo possiamo permettere e non si devono fare. Invece è tutto una fantasia di aiuole, di innaffiamento automatico delle stesse, solo per dire le prime sciocchezze che mi vengono in mente.. E io pago.. ! Diceva Totò! Poi non si pagano i fornitori, i lavori vanno a ramengo e poi ce li fa vedere Striscia la Notizia, per nostro grande sollazzo! Sarebbe bello sapere se, nei casi di mancati pagamenti, le mazzette siano state già pagate in anticipo o subiscano anche esse deplorevoli ritardi.

5 Per il successivo punto non esiste risposta. O meglio, la risposta è già stata data e accettata da tutti senza batter ciglio. Lo disse un ministro leghista che è quanto dire. Disse: “dobbiamo abituarci a convivere con la mafia”! Più chiari di così! Ciò significa che la mafia, penetrata nei gangli vitali della nazione non sarà mai estirpata anche con l’arresto di questo o quel capo mafioso. Non a caso il nuovo Presidente del Consiglio si è ben guardato dall’ annunciare una violenta offensiva per debellare questo aspetto folkloristico della vita nazionale italiana. Sarebbe da chiedersi se anche sotto questo importante aspetto siamo nella media europea!

6 La magistratura non funziona? Vien detto che questa farraginosa macchina di una importante branca dello stato scoraggia gli investimenti stranieri. Ecco trovato il “rimedio all’italiana”: sarà predisposta una magistratura ad hoc per le vertenze societarie; meglio di così! Che genio, che brillantezza di idee! Il cittadino medio italiano… si fotta!

7 Il punto cruciale della industria italiana è la scarsa produttività. Un tempo i lavoratori italiani erano i più efficienti e flessibili al mondo! Ora c’è l’articolo 18 e guai a chi lo tocca. Cosa dice l’articolo 18? Che il datore di lavoro non può licenziare nessuno. Eventuali insistenze da parte del datore di lavoro saranno giudicate, nei tempi necessari, dal magistrato il quale, a meno che il lavoratore non sia stato arrestato mentre scappava con la cassa, vince sistematicamente tutte le vertenze. Niente da fare: riassunzione a pagamento degli arretrati. Finché esisterà questa discriminante cretina, il lavoratore non lavorerà mai come la “media” europea e i lavoratori efficienti non saranno incentivati vedendo che il collega lavativo prende il suo stesso stipendio. Questo fenomeno è contagioso. I lavoratori italiani hanno adottato la famosa formula. “voglia di lavorare zompami addosso e fammi fare meno che posso”! Ma l’articolo 18 non si tocca. Quindi poca efficienza e nessuna espansione del mercato del lavoro. Infatti l’unica contromossa del datore di lavoro è quella di non assumere. Alla faccia dei disoccupati!

8 Per l’ultimo punto invito l’annoiato lettore a frequentare una sala d’attesa di un ambulatorio della USL o un pronto soccorso. Oppure invito lo stesso a munirsi di un talloncino giallo o bianco e attendere il turno, magari con un furioso mal di pancia. Poi ne parleremo.

In considerazione di quanto su esposto, non riuscirò mai a capire il meccanismo di uscita dal “tunnel” del disastro economico con l’adozione dei provvedimenti che prevedono di vendere sia la benzina Esso che la Shell al medesimo distributore, un aumento del numero dei tassì e delle farmacie. Mi sembra che ci vogliano far capire come, avendo più tassì in circolazione, invece di andare in autobus affollati, conviene usare il tassì, il tassinaro guadagna di più, paga più tasse e queste andranno a diminuire il debito pubblico…..Sara così? Lo stesso per le farmacie: più farmacie più vendita di farmaci, più tasse ecc. il debito pubblico a picco!

Non solo.. ma giurano che essendo in concorrenza, i tassì diminuiranno i costi, così chi prima andava in autobus o in metro, potrà andare in tassì, giungere più velocemente a destinazione e lavorare di più aumentando la produttività.

Ma devo ammettere che la mia ignoranza in scienze e concetti di economia sono davvero molto ma molto arretrati. Non riesco a vedere oltre il mio naso.. C’è qualcuno che possa illuminarmi?

Forza Monti..! Se gli dai dentro.. da “ominicchio” sarai promosso (sorry volevo dire up graded) a nuovo “Uomo della Provvidenza”! Auguri

Francesco Paolo d’Auria

venerdì 13 gennaio 2012

Scie Chimiche (o scemenze mimiche..?) ... la verità infine viene sempre a galla!

Carissimo Paolo e Caterina, trasmetto informazioni che non si leggono nei giornalacci creati per disinformare i patiti della carta stampata.....


FINALMENTE RISOLTO IL PROBLEMA DELLE SCIE CHIMICHE.

Il mistero sulle scie chimiche che ha preoccupato per lungo tempo gran parte degli Italiani, sembra apparentemente risolto.....

Non è stato facile e nel tentativo di arrivare alla verità, sono state sentite diverse autorità in campo Scientifico, Militare, Marina, Politico e Spirituale. Persino alti Ufficiali della Nato.

Abbiamo evitato di intervistare la Guardia di Finanza impegnata a Cortina, la Polizia Locale impegnata con le multe da telecamera, la Guardia Forestale impegnata a raccogliere funghi, i Sindacati a pranzo con la Mercegalia e l’Arrotino impegnato ad affilare i coltelli, ci sembrava inutile allargarsi oltre un determinato raggio di ricerca.

Ognuno delle teste rapate intervistate, per dimostrare la conoscenza in materia, hanno dato spiegazioni fra le più assurde, a dimostrare che nel Paese ci sono categorie di persone che ricoprono posizioni di rilievo, le quali dovrebbero assicurare la difesa del Paese e invece ci rendiamo conto che nella realtà siamo nelle mani o nei piedi di perfetti cialtroni che campano sulle spalle dei lavoratori anche quando il Paese va a rotoli.

L’unica verità che siamo riusciti a carpire nel Paese dello Stivale, è che gli aerei che rilasciano le scie non partono da aeroporti Italiani. Per noi del gruppo di ricerca è stata una importante informazione, per dirigere la questione verso obiettivi più vicini ad una possibile soluzione.

A questo punto abbiamo creato due distinti gruppi di ricerca, uno verso la Francia e l’altro verso la Germania che a nostro avviso potevano essere concause di collaborazione con il Commissariamento del Paese, considerando che l’Italia come Stato indipendente non esiste più.

Il Commissario Mario Monti nominato dall’Europa, al momento è la massima Autorità nel Paese, il quale deve rendere conto alla Francia e alla Germania, verso i quali siamo fortemente indebitati.

Il gruppo destinato in Francia è stato preordinato alla ricerca di Aeroporti privati con possibili servizi con aerei privi di bandiera e di qualsiasi altro dato di riconoscimento.

Dalle informazioni ricevute in uno di questi aeroporti, dopo aver descritto il nostro problema, ci hanno messo sulla giusta strada, pregandoci gentilmente di non fare nomi di persone e neanche della località. Pareva fossero molto informati e si aprirono al rilascio di informazioni guidandoci al ragionamento.

L’Italia è il Paese più indebitato dell’Unione Europea, la disinformazione e la censura tendono a nascondere la reale situazione del Paese. Circa due mila miliardi di debito Pubblico dello Stato, ad aggiungere i debiti delle Regioni, Province e Comuni che si suppone ammontano ad altri due mila miliardi.

A questa montagna di denaro mancante bisogna aggiungere i debiti della Grande e Piccola Industria che sommano ad occhio croce ad altri mille miliardi, più i debiti di circa venti milioni di famiglie, difficili da quantizzare.
Da qui parte il grande Rebus dove le parole incrociate, i sorrisi, le cene, o gli inviti al Bunga Bunga non servono più a calmare le richieste dei Creditori dello Stato Francese e Tedesco.

Che cosa sta succedendo all’Italia? Dopo cinquant’anni di Dominio di Centro Sinistra capitanato dalla DC e diciassette anni di Regime di Destra, con ex Fascisti, Donnaioli e terroni del Nord, il paese è stato spolpato fino ad arrivare al Commissariamento per garantire i creditori.

Questa gente alla quale ci siamo rivolti, pareva alquanto informata sulla nostra situazione ed aggiunsero: Il giochetto elaborato dalla triangolazione Berlusconi, Napolitano e Monti per nascondere il Commissariamento, ha dimostrato agli Italiani la peggiore presa in giro di tipo storico, che potrebbe svilupparsi in un’azione di rappresaglia interna contro i Politici, o esplodere in una possibile guerra civile fra la Casta di Politici e i loro sostenitori, contro la massa di cittadini sofferenti.

Scusate, ma che cosa centra tutto questo con le scie chimiche?

La risposta fu immediata: Guardate che noi abbiamo parlato di scie e non di scie chimiche, non vogliamo problemi con il nostro Governo Francese per informazioni che non abbiamo rilasciato.

Le scie sono una dimostrazione visiva della posizione dell’aereo seguita da terra, per allenare i piloti a seguire determinate rotte o repentini spostamenti ricevuti via Radio dal Comando di terra. Prove di guerra.

Arrivando alla conclusione del ragionamento, in sostanza le scie non includono sostanze per addormentare gli Italiani, ma molto di più, per rincoglionirli e metterli in guardia, nel caso si risvegliassero vecchie ideologie tipiche delle Brigate Rosse, Autonomia Operaia, Camice Nere, Fazzoletti Rossi, Verdi o eventualmente un colpo di Stato stile rivoluzione Francese destinato a ghigliottinare tutti i Politici, partendo dall’inizio della Repubblica, con nomi e fotografie appese per le città con la scritta "WANTED DEAD OR ALIVE WITH 1000 EURO REWARD".

Ebbene, quelle scie che per il momento sono innocue, un semplice segnale di presenza, in un futuro potrebbero contenere addizionali sostanze per essere usate a bassa quota, con aerei non rintracciabili dai Radar, per difendere il Regime malavitoso il quale non intende mollare l’osso e i privilegi in godimento.

Il Programma non nasce improvviso, probabilmente ha richiesto anni di studi interni coinvolgendo le grandi teste di c…o, di cui il Paese sembra godere in gran numero specialmente in Politica, pienamente condivisa dai rappresentati del Dio in terra, mentre l’Europa ha fatto e continua a fare il suo gioco per eliminarci dalla cartina Geografica come Italiani.

Ormai, siamo divenuti uno Stato di serie B o C da aggregare o integrare alla Francia, alla Germania, o divenire una colonia Cinese, già bene introdotti nel territorio.

Berlusconi, la Lega, ai quali la maggioranza del Paese aveva riversato le ultime speranze per tirar fuori la Nazione dalle grinfie della Mafia Istituzionalizzata, si erano addormentati sulle poltrone, ed oggi possiamo notare che sono morti del tutto, i Sindacati morti, le Opposizioni morte, il Senato morto, il Parlamento morto, le numerose Organizzazioni che inneggiano alla pace, tutte morte.

Il Paese è morto e le ditte continuano a morire o chiudere e trasferirsi, la disoccupazione in aumento, come pure le entrate tributarie.

La sola cosa che vive sono i Debiti Pubblici dello Stato e delle varie Istituzioni che dovranno essere saldati dagli Italiani con ulteriori sacrifici, incuranti dei danni arrecati al Paese. Il ritorno all’era della pietra con l’incomoda presenza del Vaticano.

Il gruppo di ricerca destinato in Germania è ritornato senza informazioni per il fatto che i Tedeschi non si fidano degli Italiani, traditi nella prima e seconda guerra mondiale, ed in questa occasione hanno confermato di tradire pure i propri fratelli, obbligandoci a pagare i debiti contratti dai Politici, pena il sequestro di tutti i nostri beni per i quali abbiamo sudato una intera vita.

Anthony Ceresa

venerdì 23 dicembre 2011

"L'uomo dal monti ha detto sì...." Ed il popolo sazio ringrazia commosso il monti mario, detto il bancario - Letteracci​a aperta e mezzo sfacciata




Care, cari,

allora la manovra strizzapopolo è passata! Ok del Senato alla manovra più odiata dagli italiani. Nonostante la fiducia e la 'letizia' con cui Monti ha accolto il risultato dell'aula, è evidente che il consenso nei confronti del suo governo continui a scendere. A favore della Manovra hanno votato Pdl, Pd e Terzo polo (tradotto in Governissimo). Contro, Lega e Italia dei Valori... Intanto giunge il "buon consiglio" del "buon pastore", padre religioso e maestro del monti mario, detto il bancario.

Il papa ha detto che per superare la crisi ci vuole "la fede", io una fede ce l'ho nel cassetto, quella matrimoniale, che devo fare la devo mangiare oppure devo vendere anche quella? Mentre il professore Antonio Pantano commenta alla mano: ....l'Italia è una bancarotta... In corretto italiano (che ormai è chimera o arte sconosciuta) si dovrebbe dire che "è alla bancarotta" (o, forse, una barca rotta?). Ma sostenerlo è fare il gioco dei FURFANTI (tutti coloro che lo sostengono, senza distinguo!) che inventarono da 30/35 anni il falso in bilancio per facilitare la cessione dello Stato e dei beni pubblici a FURFANTI apolidi più potenti e scaltri, che gratificheranno i primi con qualche briciola di miliardi di euro! Alla faccia dei FURFANTI d'ogni risma, la vera Italia è sana, orgogliosa dei 500 euri mensili con i quali sopravvivono i più validi e virtuosi pensionati, che NON intendono mescolarsi od avere contatti fisici con i FURFANTI di regime che da falsi pensionati ad età immeritata vegetano con 50.000 euri mensili, ma NEL TERRORE di avere nel piatto della minestra lo sputo sifilitico del valletto/servitore/badante del quale non possono fare a meno. Dicevano i nostri padri: "Errare humanum est". Ma cui prodest non vedere, non capire? L'impostazione ideologica spesso segue il proprio interesse, ed è per questo che viviamo come bruti, dimenticando virtute e canoscenza.

E la nostra Madre Culturale, l’Ellade, nel frattempo che dice e fa? Tace, defunta! La Grecia è sparita dalle cronache, ma quello che si sta verificando è che la gente spaccia droga davanti alla polizia, i bambini sono denutriti, improvvisamente un picco di AIDS si sta diffondendo (notizia gravissima ) e non ci sono i più elementari servizi nè igienici nè sanitari per la gente. Immagini antesignane per un nostro futuro? Grazie monti mario, detto il bancario. Grazie e buon natale cristiano a te ed al papa-ratzy… (a Napoli si dice "se non è zuppa, è pan bagnato")...

Paolo D'Arpini

...............


Commento ricevuto: Andiamo a rotoli

Cari Signori,

vi presento i miei migliori riguardi accompagnati da una semplice istanza.

L'Italia va a rotoli da tempo per una ragione nascosta ma precisa: perché non è mai mutato l'uso, d'origine monarchica e più tardi fascista, di assegnare a vita i ruoli pubblici nonostante tali impieghi, da quando è sopraggiunta la Repubblica con la sovranità popolare, sono divenuti un bene comune di proprietà dell'intero popolo italiano.

Invece di accrescere le tasse uccidendo quel po' di vita attiva rimasta, riformiamo la Funzione Pubblica aprendola alla partecipazione di tutti gli aventi le necessarie capacità. Cacciamo via senza esitazione gli incapaci affezionati al posto pubblico fisso retaggio del fascismo e facciamo gli onori di casa a coloro i quali hanno invece così tante capacità da non legarsi ad alcuna casta, congrega o mafia e da non volere accaparrare a vita alcuna pubblica proprietà.

Signori, verità inoppugnabile è che la nostra Funzione Pubblica segue ancora l'inadeguato, retrogrado, fallimentare disegno monarchico/fascista. Lasciandola così com'è, l'ITALIA (noi) finirà presto ANNIENTATA.

Vedete un po' voi se è il caso di lasciare le cose come stanno.

Danilo D'Antonio

Piazza del Municipio
64010 Rocca S. M. (TE)
tel. 339 5014947

mercoledì 21 dicembre 2011

..la stangata 2 - Dopo la manovra arriveranno altre tasse e gabelle di ordine comunale provinciale regionale.. Italiani preparate il cappio!




Preparatevi a trattenere il respiro, anzi se potete smettete proprio di respirare.. Le prossime tasse saranno sul numero di inalazioni esalazioni e su quante volte andate al cesso.. Tutto questo grazie al metodo Pavlov instaurato dal monti mario detto il bancario (della trilaterale e goldman sachs) - Paolo D'Arpini


L’aumento delle richieste dello Stato per l’introduzione dell’Imu comporterà moltissimi rincari su servizi e addizionali

Si salva l’Italia, la si salva tutti: tanto, alla fine, sempre nelle tasche dei cittadini si finisce per tuffarsi, chiedendo soldi da versare nelle casse dello stato, sia nella sua amministrazione centrale, che alle varie articolazioni periferiche. E proprio per gli enti locali, il governo di Mario Monti rischia di aver peggiorato la situazione, rispetto alle misure già disposte dal governo di Silvio Berlusconi.

In effetti il Cavaliere aveva rimosso il prelievo Ici dalle prime abitazioni degli italiani: si trattava, è noto, della “tassa più federalista di tutte”, visto che il gettito del prelievo sugli immobili rimaneva interamente ai comuni. Ora, il prelievo immobiliare è tornato, ma in maniera ben diversa, e i comuni ci andranno sensibilmente a perdere – perché dovranno girare moltissimo del loro introito allo stato, finendo per rimetterci.

LE SPESE DEI COMUNI – Insomma, gli enti locali sono davanti ad un bivio, che è poi il solito: aumentare le tasse – attraverso il margine discrezionale concesso dall’Imu o dalle varie addizionali Irpef, o ancora aumentare il costo dei servizi pubblici locali – o ridurre le spese per far fronte agli impegni verso lo stato.

Non è un caso che la Lega Nord stia in tutt’Italia presentando ordini del giorno per impegnare i vari parlamentini a lasciare l’aliquota al minimo, o addirittura chiamando alla disobbedienza civile gli amministratori, a cui si chiede “di non pagare” il nuovo balzello. Perché le casse dei Comuni devono coprire le spese degli autobus, dei pullman per i portatori di handicap, degli spazzini, delle mense scolastiche: un vasto universo di servizi di primissima necessità che ci sono vicini anche quando noi non ce ne rendiamo conto.

Tutto questo va finanziato, e i comuni, all’indomani della manovra di Mario Monti, stanno iniziando a chiedersi come dovranno fare, visto che il decreto Salva Italia chiede una serie di sacrifici non indifferenti per l’ente locale: tagliare l’asilo nido? Chiudere il centro anziani? Alzare l’aliquota Imu fino al massimo possibile, dovendo affrontare in quel caso gli strali della cittadinanza – già tartassata in effetti da tasse comunali al massimo dell’imponibile?

D’altronde nelle casse dei Comuni, oltre ai trasferimenti dello Stato, arrivano attualmente i fondi dell’Ici non abolita, i trasferimenti Irpef e le imposte locali (Rifiuti Solidi, assunzioni pubblicitarie, occupazioni di suolo pubblico); nonché le eventuali entrate derivanti dalle alienazioni pubbliche, qualcosa che i comuni stanno tentando di fare avidamente. Ora, dovranno capire quale strada prendere.

TASSE E BALZELLI – Per ora, l’unica cosa che si possono scrivere sono stime. Nel senso che il decreto Salva Italia non è stato ancora approvato dal Parlamento, visto che attende il passaggio al Senato; in quella sede, in teoria, potrebbe essere ancora modificato, e pesantemente magari, se si pensa che la Camera ha introdotto lo sgravio fiscale sulla nuova Imu sulla base del numero dei figli nel nucleo familiare – una modifica non di poco conto.

I bilanci dei Comuni vanno chiusi entro l’anno, ma vista quest’incertezza, come abbiamo già sottolineato, una proroga è scontata, visto che il testo definitivo arriverà a ridosso di Natale, quando gli uffici sono chiusi e, in ogni caso, se ne riparla l’anno prossimo.

A pagare sarà come al solito il cittadino, che dovrà contribuire al risanamento dello stato e si vedrà arrivare addosso anche il balzello comunale, visto che l’ente locale di appartenenza si lamenterà dell’aumento di spesa che ha dovuto a sua volta sopportare; andando a chiedere nuovi sacrifici, come prevedibile, sull’utente finale. Così il cittadino pagherà le nuove tasse introdotte nell’era Monti; si vedrà aumentare le vecchie – approvato l’aumento lineare del 33 per mille dell’addizionale Irpef destinata alle regioni, con la quale di norma si finanzia il comparto salute: chi pagava prima lo 0,90 ora pagherà l’1,23 %, chi contribuiva per l’1,40 arriva all’1,73 e i tartassati molisani, campani e calabresi dell’1,70 voleranno oltre i due punti; il cittadino si vedrà le tasche svuotate anche dalle tasse comunali, non solo in maniera evidente, ma anche sottoforma di aumenti nel biglietto dell’autobus.

MILANO E ROMA – Sono queste molte delle norme allo studio nei grandi comuni italiani. Per esempio l’aumento del biglietto Atac a Roma è più che certo, a Milano invece è escluso solo perché l’Atm ha già chiesto ai cittadini un sacrificio ulteriore. Viceversa, la Capitale non aumenterà le addizionali – solo perché già al massimo pensabile – mentre Milano sta studiando proprio la percentuale di un ipotetico aumento del genere, che appare sicuro.

La giunta di Milano è pronta a raddoppiare l`addizionale comunale all`Irpef (ora allo 0,2%), come accadrà a Brescia, e addirittura a quadruplicarla (per arrivare dunque allo 0,8%) qualora le condizioni delle casse municipali lo rendessero necessario, portandosi così appena un gradino sotto i livelli della Capitale (dove l`aliquota è già allo 0,9%). E se dal Campidoglio fanno sapere che non ci saranno ritocchi nel 2012 sull`Irpef, per i romani è in arrivo l`aumento del prezzo del biglietto per le linee di trasporto urbano, da 1 a 1,50 euro (con ogni probabilità da giugno, mentre a Milano lo stesso aumento è già attivo). Il sindaco Gianni Alemanno ha poi annunciato l`aumento dell`aliquota ordinaria Imu, quella fissata allo 0,76% per le seconde case, anche se non ha ancora chiarito in quale misura.

Così i possessori di seconde case nella capitale dovranno pagare più del livello previsto dalla legge, anche se non è chiaro quale sarà l’effettivo aumento del prelievo su questo comparto; partendo dallo 0,76%, il sindaco di Roma potrebbe scegliere di arrivare ad oltre l’1% per le abitazioni non principali, ovvero dove non si ha allo stesso tempo residenza e dimora.

BIGLIETTI E RIFIUTI – In altre parti d’Italia la situazione non va diversamente. Secondo l’elaborazione del Sole 24 Ore, in tutto il paese si stanno studiando aumenti e rincari. Molti sindaci di città capoluogo di Regione, ad esempio, stanno pensando di aumentare i biglietti dell’autobus: così a Potenza, dove attualmente si paga meno di un euro. Così a Napoli, dove il biglietto è già salito da un po’ ad un euro e dieci, e potrebbe salire ancora. A Torino potrebbe passare da un euro ad un euro e mezzo, ovvero come a Roma; a Bari analoga la misura che andrebbe ad alzare il biglietto del trasporto pubblico, che oggi si paga fra i 90 centesimi e l’euro pieno; anche a Venezia si studiano aumenti.

Un tributo indiretto che pesa sui meno agiati, che non hanno mezzi propri per spostarsi – o che hanno maggior convenienza a spostarsi con il trasporto pubblico, insomma, l’utenza pendolare. Non diverso il ragionamento che spinge verso l’aumento per il tributo sui Rifiuti Solidi Urbani: il comune calcola l’importo della tariffa in maniera presuntiva applicando una aliquota sulla metratura dell’immobile detenuto, come a presunzione della creazione di rifiuti da smaltire. Ad esempio a Milano, dove il prelievo su questo fronte sarà probabilmente innalzato, 70 metri quadrati di abitazione attualmente pagano quasi 200 euro di tassa sui rifiuti; importo che, come dicevamo, dovrebbe andare a salire; anche ad Ancona, dice il Sole 24 Ore, probabilmente produrre rifiuti costerà di più. Altri servizi coinvolti nei rincari dovranno essere necessariamente quelli di competenza comunale: così le rette del servizio mensa: qui il problema è duplice.

Infatti il costo potrebbe salire in due modi: o in maniera generalizzata, con un aumento indiscriminato, oppure potrebbero essere rivisti al rialzo gli scaglioni di reddito, così che redditi più bassi finiscano nella fascia di contribuzione più alta – il che penalizzerebbe in maniera sensibile i redditi che rientrino nella riforma per un pelo, un po’ come gli sfortunati del 1952 bastonati dalla riforma delle pensioni.

LA MENSA DEI BIMBI – Il ricalcolo delle tariffe mensa è previsto a Bari dove peraltro le tariffe sono già salite l’anno scorso; a Potenza, a Napoli (dove, per scaglioni, si paga dai 5 ai quasi 90 euro al mese); a Trieste, dove saranno rivalutate su base Istat, allo stesso modo si procederà ad Aosta. Insomma, o con decreto centralizzato, o partendo dai nuovi dati a disposizione, le spese per le famiglie saliranno e non poco; anche perché se il piano è il riordino degli scaglioni, il rischio è che ad essere penalizzati siano soprattutto gli appartenenti agli scaglioni di reddito più appetibili (dunque la famosa classe media), perché il comune ha necessità di fare cassa.

E provvederà a questo bisogno anche attraverso l’aumento delle addizionali Irpef da destinare ai propri conti: di Milano abbiamo già detto, anche Genova dovrebbe passare dallo 0,7 allo 0,8%, così Catanzaro; a Potenza non si è ancora deciso niente, a Napoli si paga molto poco (0,5%), e dunque probabilmente salirà; anche a Torino si paga lo stesso importo, e Piero Fassino sta valutando se introdurre un sistema a scaglioni; sistema già in vigore a Cagliari e che si sta valutando se ritoccare. A Venezia si procederà ad adeguare il sistema delle fasce di reddito su due possibili aliquote con un sistema di esenzioni per i redditi fino a 15mila euro.

Altro sistema che i comuni vorrebbero potenziare sarebbe quello delle alienazioni dei beni immobili inutili: a Bologna sono riusciti a guadagnare oltre 7 miliardi di euro dalle alienazioni, così che sia le tariffe Imu che le addizionali rimarranno invariate; “per il 2012″, continua il Sole 24 Ore, “sono in ricognizione gli immobili da alienare”.

Tommaso Caldarelli

(Fonte: La Tua Voce)

lunedì 5 dicembre 2011

Manovra "salva Italia" ed ammazza italiani.. la verità sulla politica del monti mario, detto il bancario....

"Della serie ridi.. che ti passa!" (Saul Arpino)

...il monti mario, detto il bancario, ha presentato la manovra "salva-Italia".

Fra le misure più importanti, la stretta sulle pensioni che prevede l'introduzione del metodo contributivo per tutti e, dal 2012, l'innalzamento dell'età pensionabile per gli uomini a 66 anni e per le donne a 62. Stop all'adeguamento all'inflazione per le pensioni sopra i 960 euro mensili per un biennio. Per fare cassa, sarà poi reintrodotta l'Ici sulla prima casa. Aumentata nuovamente l'Iva dal secondo semestre 2012. Ok anche a un pacchetto antievasione che prevede il divieto dell'uso del contante per i pagamenti sopra ai 1000 euro e una tassa sui capitali scudati. Fra gli interventi per lo sviluppo, prevista una defiscalizzazione degli utili reinvestiti nel capitale delle aziende. Sul fronte delle spese, scure sulle Province. Membri delle authority ridotti da 50 a 28.

Di seguito alcuni pareri sparsi: Banca Akros: "La manovra per ora è insufficiente: è densa di patrimoniali occulte, è priva di misure per la crescita, per il mercato del lavoro e di tagli agli sprechi della politica. Accelera la recessione" - "..una manovra come questa poteva farla benissimo anche Berlusconi, magari suggerita dal suo nipotino.....avremmo perso meno tempo!" - "In Italia ci sono 1010 (uno + uno -) consiglieri regionali, calcolando uno stipendio medio di 15 mila € a cranio x 13 mensilità sono circa 196.950.000 euro anno! Se gli stipenti fossero abbassati a 5 mila € anno x 13 mensilità sarebbero 65.650.000 € anno con un risparmio per il cittadino di 131.300.000 € anno! Non mi sembra una goccia nel mare! Non ho fatto i conti sulle 230.000 auto blu perché mi viene il vomito!" - "..la frittata da 30 miliardi.. è stata fatta e cotta dal rag. monti/fantozzi. ..ai soliti.....arriva o mantengono il tuorlo e l'albume..agli italiani che poco avevano, manco il guscio!" - "A senso unico. Pagano sempre i soliti. Non c'è nulla sulla vendita delle frequenze televisive (che avrebbero disturbato Berlusconi); non c'è la patrimoniale (Berlusconi aveva posto il veto); pagamenti tracciabili sopra i 1.000 € invece che a 300 € come ipotizzato in precedenza (Berlusconi si era schierato contro tale soglia). Si era tanto parlato del fatto che bisognava intervenire sulle pensioni per reperire risorse per i giovani. Le pensioni sono state devastate, ma nemmeno un cent è stato destinato ai giovani. E' una manovra che si muove rigorosamente nel solco Berlusconiano. E allora che se la votino quelli che hanno sfasciato il paese" - "Sono cambiati i ca**i, ma i cu*i sono sempre i nostri..." - "Il nostro premier è un massone. Ha preso parte alle riunioni segrete del gruppo Bilderberg numerose volte, fa parte della Commissione Trilaterale (la più potente loggia massonica del mondo) ed é membro della Golden Sachs, la più potente banca d’affari dell’intero pianeta, la grande burattinaia dell’intero mercato finanziario internazionale" - “Un giovane che riesce ad entrare nel mondo del lavoro a 32-33 anni secondo Monti deve andare in pensione a 75. Questa si che è una vera pensione di anzianità” - "L’ICI prima casa costituisce un atto immorale – uno dei tanti – dei poteri forti volti a disintegrare sempre più i nuclei famigliari e a penalizzare il fulcro ed il centro della vita. Semplici considerazioni sui contenuti delle disposizioni normative facenti parte della costituzione italiana, ci possono aiutare a riflettere sulla portata di tale continua reiterata illegittimità. Al governo, un tizio da nessuno eletto, ossequiante dei poteri forti che decidono le sorti di popoli e di nazioni, nella disgregazione sociale ed economica funzionale ad interessi superiori ed oscuri, fautrice di una vera schiavitù, per lo più inconsapevole e mascherata di democrazia ilare ed illusa, di ingenti masse..."


Termino con l'invito ad iscriverti al gruppo: http://www.facebook.com/?ref=home#!/groups/195270400546639/ - in cui si parla di spiritualità naturale, laica e pure atea, di nuove e vecchie religioni, di ricerca del Sè, etica e morale purificate da preconcetti culturali, ed altro ancora. La tua partecipazione ed i tuoi interventi saranno oltremodo graditi...