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venerdì 30 marzo 2012

La truffa della certificazione energetica... come liberarsene

Danilo D'Antonio in campagna


Tutti sappiamo che è da poco entrata in vigore una certificazione obbligatoria dell'energia consumata negli edifici. Trattasi di norma orribile perché annichilisce l'umana ragione, nella quale l'ambiente emerge in verità ben poco, sommerso com'è dagli enormi affari in ballo. Gli alibi, le ragioni addotte per normative di questo tipo sono ormai tipicamente sempre le stesse: l'ambiente e la sicurezza. In realtà c'è ben altro che sta a cuore a coloro che portano avanti questa POLITICA COERCITIVA.

Andiamo subito al punto. Chiediamoci: per quale ragione i nostri Comandanti (ormai non si governa più, si ordina e basta) impongono una certificazione energetica a tappeto degli edifici? La ragione è semplice: perché essi intendono continuare lungo la linea delle privatizzazioni. L'apparato statale non intende produrre più alcunché bensì, corrotto dal settore privato che anela una crescita infinita e spingendo al massimo il mantenuto suo disegno politico fascista, gode del limitarsi ad addomesticare, imporre, controllare, reprimere e gabellare.

Una normativa del genere, che effettua l'ennesima TOTALITARIZZAZIONE del TERRITORIO sulla base del pensiero unico centrale, si spiega perfettamente con l'intento della delega totale alle imprese private. Un apparato finto pubblico in mano agli statali non è adatto a produrre beni e servizi di utilità e così, ai privati che beneficeranno di questa delega economica, viene chiesto in cambio il solito pezzo di carta che sta tanto a cuore alla burocrazia di pretto stampo fascista. Con tutte le conseguenze che questo errato sistema comporta.

Concediamoci ora il breve ma entusiasmante sogno
di come invece potrebbero andare le cose.

Innanzitutto occorre discernere la proprietà collettiva da quella privata. La Collettività (sarebbe a dire ciò che con vocabolo retrogrado molti chiamano ancora Stato, in riferimento al vecchio Stato monarchico antecedente la Repubblica) sulle sue proprietà immobiliari segua le politiche che ritiene opportune. Se preferisce avere una certificazione, piuttosto che accertarsi con la costante presenza di personale coinvolto ed esperto che i lavori siano eseguiti a regola d'arte, faccia pure come crede. Ma non si permetta di dettare legge sulla RES PRIVATA.

La RES PUBLICA (che va notevolmente accresciuta, riacquisita dai privati che se la sono vista regalare da una politica corrotta) segua i dettami ritenuti giusti dalla Collettività. Ma la RES PRIVATA (dei cittadini e delle imprese) sia lasciata libera di seguire le proprie rispettive sensibilità. Ricordiamo che quello che siamo oggi, ogni nostro conseguimento, tutto ciò di cui godiamo, è frutto tanto dell'attenersi a ciò che era riconosciuto valido quanto dello sconfinamento in territori che si riteneva non dovevano essere nemmeno avvicinati.

In una società ben congegnata, il settore pubblico e quello privato sono in EQUILIBRIO tra loro. Il settore pubblico, semplicemente comportandosi in modo adeguato, producendo beni e servizi di elevato valore, SETS THE STANDARD: genera lo standard che lo stesso settore privato sarà tenuto quantomeno a rispettare, se desidera essere COMPETITIVO rispetto al pubblico. Gli ambientalisti sono tipicamente ignoranti di ogni altra cosa che non riguardi la loro specializzazione. Ma noi, che siamo ESSERI UMANI, uomini e donne non affetti da alcuna fissazione, noi capiamo bene che è solo a seguito della generale latitanza, dall'impegno democratico di liberare la Funzione Pubblica dagli statali del duce e del re, che le privatizzazioni possono compiersi.

Ordunque, riassumiamo:

1) NON È NECESSARIO IMPORRE, È SUFFICIENTE CHE IL SETTORE PUBBLICO INIZI A FARE IL SUO DOVERE.

2) LE PRIVATIZZAZIONI SONO IL FRUTTO AVVELENATO DI UNA FUNZIONE PUBBLICA DI PRETTO STAMPO FASCISTA.

Basta col PENSIERO UNICO che viene fuori da scuole ed Università FINTO-PUBBLICHE ancora in ostaggio agli statali assunti a vita dal duce e dal re. Anche quando un docente se ne viene fuori con una teoria di decrescita economica, quel che porta avanti alla fine è sempre il solito PENSIERO UNICO che non ammette repliche!

La Funzione Pubblica divenga quindi al più presto davvero PUBBLICA aprendosi al contributo di ogni cittadino preparato. Avendo attorno milioni di persone direttamente interessate, non più quel MURO di BERLINO composto da acritici statali interessati solo al posto fisso, il mondo politico cambierà immediatamente, radicalmente, iniziando a redarre codici del tutto nuovi che applicheranno finalmente quei principi della scienza che gli statali così accuratamente hanno dimenticato quando si è trattato di consigliare i politici.

Danilo D'Antonio

un uomo libero libera gli altri

Impiego Pubblico a Rotazione
http://www.hyperlinker.com/ars/pre_index_it.htm


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Commento di Giuseppe Turrisi:

Poche idee e ben confuse (w l'itaglia)


il fascismo non centra una sola volta , tutte le volte che è stato citato (questo e derivante dal plagio mentale che SI riceve)
la privatizzazione è dovuta alla moneta debito a all'impero usurocratico bancario che al massimo il fascismo combatteva e non il contrario
Il fascismo non centra niente con le privatizzazioni ansi esattamente il contrario (i migliori enti pubblici sono nati sotto il fascismo INPS, INAIL, ENI, ecc)
la certificazione energetica (che solo una tecnologia neutra) serve per diagnosticare le dispersioni termiche dell'edilizia
poiché le abitazioni consumano il 60% per il riscaldamento comprando petrolio con dollari americani e alimentando guerre.....
Una buona coibentazione ridurrebbe: C02, traffico, petroliere, speculazioni in borsa sul petrolio, speculazioni sui soldi in borsa per comprare il petrolio, le accise sui carburanti , per non parlare di smog, tasse, ecc


edilizia fatta di merda con paretine da dieci centimetri da amministrazioni di ogni colore DC PCI PSI PD PDL
mentre l'ediliza sotto il fascismo ha la migliore tenuta termica che esista...
(NON CITIAMO CERTE PAROLE solo PERCHE' FA SCENA SE NON SI RISCHIA DI PASSARE PER VERI IGNORANTI)


E NON è QUESTIONE DI APOLOGIA SONO SOLO FATTI (che sono tutti verificabili basta leggere un po) (gli errori storici sono un'altra cosa ma non centrano niente con la certificazione energetica")


Nella nuova economia tutto bisogna fare tranne essere competitivi al massimo competenti..... la Funzione Pubblica non sarà mai tale se non si ha sovranità monetaria.... CHE POI QUESTI GOVERNI DI OGNI COLORE POLITICO SONO MERCE AVARIATA E SCADUTA è un'altro discorso


Ma meglio non continuare, Giuseppe Turrisi

venerdì 10 febbraio 2012

Danilo D'Antonio sulla chiusura de il Manifesto...




TAGLI GOVERNATIVI ALLA STAMPA 'NO PROFIT' STANNO DETERMINANDO IL RISCHIO DELLA SCOMPARSA DI CENTINAIA DI PICCOLE TESTATE, PUBBLICATE DA COOPERATIVE, ASSOCIAZIONI, PARROCCHIE, ECC.

Comprendo che ogni fine è brutta e la tristezza non può che prenderci tutti in situazioni simili.

Tuttavia consola molto pensare che a denunciare che le nostre Istituzioni sono ancora oggi organizzate come ai tempi del fascismo, a spiegare che la pratica dell'assunzione a vita nei pubblici poteri di una minoranza della popolazione al fine di fare ciò che si vuole della restante parte a beneficio delle Elite, a dire che proprio questa estraniazione del popolo dalla sua stessa res publica ha causato lo strapotere del capitale, non è stato il Manifesto, mbhè, questo pensiero fa dire piuttosto tranquillamente: Norma Rangeri, questo è esattamente quello che meritate.

E' proprio per colpa di gente come questa, che per decenni ha riempito la testa di noi cittadini di chiacchiere a non finire senza mai andare al punto delle cose: in una società democratica non c'è posto per gli statali, per gli assunti a vita in posti che appartengono alla collettività, bensì i pubblici poteri vanno periodicamente restitutiti al popolo, per permettere la democratica partecipazione di chiunque abbia i necessari requisiti ed un continuo rimodellamento della società, è proprio per colpa di gente così che ci troviamo in una situazione disperata, con una società immobilizzata e messa alle corde.

Poiché ogni fine è un nuovo inizio, ben chiudano allora tutti coloro i quali hanno bloccato la nostra evoluzione culturale, sociale, politica ed economica. Può darsi che, tacendo la folla degli inconcludenti, di coloro che teorizzando di sinistra hanno praticato di destra, la flebile voce di coloro i quali hanno pregne verità da raccontare potrà essere udita più chiaramente.

Danilo D'Antonio

venerdì 23 dicembre 2011

"L'uomo dal monti ha detto sì...." Ed il popolo sazio ringrazia commosso il monti mario, detto il bancario - Letteracci​a aperta e mezzo sfacciata




Care, cari,

allora la manovra strizzapopolo è passata! Ok del Senato alla manovra più odiata dagli italiani. Nonostante la fiducia e la 'letizia' con cui Monti ha accolto il risultato dell'aula, è evidente che il consenso nei confronti del suo governo continui a scendere. A favore della Manovra hanno votato Pdl, Pd e Terzo polo (tradotto in Governissimo). Contro, Lega e Italia dei Valori... Intanto giunge il "buon consiglio" del "buon pastore", padre religioso e maestro del monti mario, detto il bancario.

Il papa ha detto che per superare la crisi ci vuole "la fede", io una fede ce l'ho nel cassetto, quella matrimoniale, che devo fare la devo mangiare oppure devo vendere anche quella? Mentre il professore Antonio Pantano commenta alla mano: ....l'Italia è una bancarotta... In corretto italiano (che ormai è chimera o arte sconosciuta) si dovrebbe dire che "è alla bancarotta" (o, forse, una barca rotta?). Ma sostenerlo è fare il gioco dei FURFANTI (tutti coloro che lo sostengono, senza distinguo!) che inventarono da 30/35 anni il falso in bilancio per facilitare la cessione dello Stato e dei beni pubblici a FURFANTI apolidi più potenti e scaltri, che gratificheranno i primi con qualche briciola di miliardi di euro! Alla faccia dei FURFANTI d'ogni risma, la vera Italia è sana, orgogliosa dei 500 euri mensili con i quali sopravvivono i più validi e virtuosi pensionati, che NON intendono mescolarsi od avere contatti fisici con i FURFANTI di regime che da falsi pensionati ad età immeritata vegetano con 50.000 euri mensili, ma NEL TERRORE di avere nel piatto della minestra lo sputo sifilitico del valletto/servitore/badante del quale non possono fare a meno. Dicevano i nostri padri: "Errare humanum est". Ma cui prodest non vedere, non capire? L'impostazione ideologica spesso segue il proprio interesse, ed è per questo che viviamo come bruti, dimenticando virtute e canoscenza.

E la nostra Madre Culturale, l’Ellade, nel frattempo che dice e fa? Tace, defunta! La Grecia è sparita dalle cronache, ma quello che si sta verificando è che la gente spaccia droga davanti alla polizia, i bambini sono denutriti, improvvisamente un picco di AIDS si sta diffondendo (notizia gravissima ) e non ci sono i più elementari servizi nè igienici nè sanitari per la gente. Immagini antesignane per un nostro futuro? Grazie monti mario, detto il bancario. Grazie e buon natale cristiano a te ed al papa-ratzy… (a Napoli si dice "se non è zuppa, è pan bagnato")...

Paolo D'Arpini

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Commento ricevuto: Andiamo a rotoli

Cari Signori,

vi presento i miei migliori riguardi accompagnati da una semplice istanza.

L'Italia va a rotoli da tempo per una ragione nascosta ma precisa: perché non è mai mutato l'uso, d'origine monarchica e più tardi fascista, di assegnare a vita i ruoli pubblici nonostante tali impieghi, da quando è sopraggiunta la Repubblica con la sovranità popolare, sono divenuti un bene comune di proprietà dell'intero popolo italiano.

Invece di accrescere le tasse uccidendo quel po' di vita attiva rimasta, riformiamo la Funzione Pubblica aprendola alla partecipazione di tutti gli aventi le necessarie capacità. Cacciamo via senza esitazione gli incapaci affezionati al posto pubblico fisso retaggio del fascismo e facciamo gli onori di casa a coloro i quali hanno invece così tante capacità da non legarsi ad alcuna casta, congrega o mafia e da non volere accaparrare a vita alcuna pubblica proprietà.

Signori, verità inoppugnabile è che la nostra Funzione Pubblica segue ancora l'inadeguato, retrogrado, fallimentare disegno monarchico/fascista. Lasciandola così com'è, l'ITALIA (noi) finirà presto ANNIENTATA.

Vedete un po' voi se è il caso di lasciare le cose come stanno.

Danilo D'Antonio

Piazza del Municipio
64010 Rocca S. M. (TE)
tel. 339 5014947

mercoledì 25 maggio 2011

Approfondimento sul concetto di ambientalismo e soluzioni per il ritorno alla vita naturale... - Secondo Danilo D'Antonio e commento di Gianni Donaudi



Ancora oggi i gruppi progressisti continuano a seguire la strategia di portare avanti i propri ideali impegnandosi affinché questi, questo buonsenso da loro percepito, abbia a prevalere sul cattivo senso seguito da altri.

Ebbene, non per essere inutilmente critico, tutt'altro, devo dire che forse si sta usando l'approccio sbagliato, che risulterà fallimentare anche nel migliore dei casi, anche se fossimo proprio noi a vincere.

Ad esempio i difensori dell'ambiente sono così pervasi di fervore, per una causa che ci trova naturalmente tutti concordi, da dimenticare di salvaguardare anche l'essere umano oltre che l'ambiente naturale. Non è colpa nostra se siamo nati. Ora che siamo nati, noi umani abbiamo tutto il diritto di vivere sulla terra. Eppure gli ambientalisti,
zitti zitti, hanno contribuito alla rimozione di questo diritto e se glielo facciamo notare ci si fiondano pure contro (la Rete mi è testimone).

Mi sono rivolto loro tante volte: guardate che l'umanità sta crescendo, non potete pretendere uno STOP indiscriminato alle nuove costruzioni, non ci possiamo comprimere più di tanto, non poteterinchiuderci nei lager urbani, altrimenti poi ci droghiamo e facciamo pure di peggio. Oh! non si sono mai degnati di cambiare i loro
appelli/editti specificando, com'io chiedo:

SI FERMIMO I PESANTI INTERVENTI DI ENTI PUBBLICI ED IMPRESE PRIVATE MA SI PERMETTA AGLI ESSERI UMANI DI VIVERE SULLA TERRA.

Insomma: perfino l'amore per la natura, vissuto in modo associativo o partitocratico, quindi politicamente FORZISTA, fallisce. Perché se la natura non la si può vivere, come si fa a continuare a difenderla? Ci ritroviamo costretti a combattere il totalitarismo ambientalista mentre vorremmo impegnarci per difendere l'ambiente!

Mi si permetta allora di proporre una nuova strategia politica: UNA UMANITA' ARMONIOSA ED UNITA...

Un caro saluto, Danilo D'Antonio

…..........

Commento di Gianni Donaudi:

Condivido in pieno. ma ci sono troppi interessi economici (Pardon.. predonomici) in giro. Sia A LIVELLO REGIONALE, NAZIONALE, EUROPEO E MONDIALE (OGGI SI DICE globale).

Così ESISTONO I super-partiti trasversali provinciali, quelli regionali, quelli nazionali e quelli mondiali. Dipendiamo dalle lobbyes.

Anche gli ambienti cattolici più retrivi e "tradizionalisti", che coerentemente ALLE LORO IDEE dovrebbero essere per il rispetto della Natura e del Creato, inveiscono contro quelli che si oppongono al taglio della Foresta Amazzonica, definendoli "radical-chic cripto nazi-comunisti"!).

Es quel pallone gonfiato e sacrestano di VITTORIO MESSORI e il suo amico INTROV IGNE (entrambi al servizio della T.F.P. Tradiçao Familla i Propriedad) brasiliana e di conseguenza degli ambienti più ultraconservatori nordamericani cattolici & protestanti, che giustificano TEOLOGICAMENTE la schiavitù!)

Un abbraccio, Gianni Donaudi

domenica 27 febbraio 2011

Cultura universitaria senza baronie... si renda al popolo quel che è del Popolo!



"Università.. significa di tutti!" (Saul Arpino)

E' ben noto a chiunque che nella Funzione Pubblica la corruzione alligna sempre più.
In magna pompa la stessa casta dei magistrati lo ha confermato proprio in questi giorni.

I buoni osservatori della vita sociale sanno però che non esiste la sola corruzione economica, finanziaria, fatta di mazzette di denaro e vari altri indegni emolumenti, di cui si soffermano a parlare i giudici. Esiste pure un'altra corruzione, perfino più dannosa perché ovunque ed in profondità essa sparge i suoi malefici effetti e silenziosamente apre la strada all'altra. Questa corruzione è quella di una cultura che è rimasta ostaggio di un sistema finto pubblico, un'autentica proprietà privata degli statali, degli assunti a vita in ruoli che appartengono però alla collettività, all'intero popolo italiano, del quale antidemocratico sistema le Università in mano a baroni e baronesse sono tassello centrale e fautrici primarie.

Di questa corruzione culturale la congrega dei magistrati non tratta, avendovi essa stessa un ruolo importante. Hanno forse mai evidenziato, tali paludati giudici a vita, che con la loro pompa cercano invano di acquistare quella stima che in ben altro modo modeste e capaci persone si guadagnerebbero, il fatto che la popolazione viene metodicamente addomesticata, controllata, giudicata e repressa, oltre che gabellata, da una minoranza chiusa nei suoi privilegi, da un ordine elitario che sessantatrè anni fa non avrebbe dovuto sopravvivere alla caduta dell'apice della dittatura fascista perché proprio di quel regime esso era l'autoritario corpo burocratico, conservandosi tutt'oggi pressoché immutato nella sua concezione, piglio e struttura?

Hanno forse mai messo in discussione, tali ampollosi personaggi, il fatto che noi comuni, noi semplici, insignificanti cittadini qualsiasi, noi che NON siamo statali, noi che non ci siamo appropriati a vita di un ruolo, di un potere, di un reddito pubblico, veniano giudicati da gente che non conosce, che mai esperisce l'impotente, sconsolata sottomessa vita che invece noi ci tocca massivamente quotidianamente vivere?

Come si può ammettere, signore e signori Giudici, che i cittadini siano ancora oggi osservati, pesati, vagliati, criticati e puniti da una confraternita di persone che, accettando un ruolo pubblico a vita, si sono automaticamente trasformate in despoti, visto che proprio nella periodica restituzione al popolo di ciò che è pubblico si configura il carattere essenziale della Democrazia? Non sarebbe forse giusto, logico e dovuto che noi stessi cittadini selezionassimo tra noi periodicamente dei probiviri incaricati di compiere le loro valutazioni su fatti accaduti a loro simili e terminato che fosse un tempo opportuno di attività se ne tornassero ad altre di diversa natura per non fossilizzarsi, irrigidirsi, corrompersi in un ruolo che andrebbe ricoperto da gente sempre fresca, capace di stupirsi ed indignarsi per l'eventuale schifo che vi si fosse accumulato?

Se invece che alla vostra casta di assunti a vita la giustizia fosse affidata a rotazione a cittadini preparati forse non diminuirebbe l'esorbitante numero di leggi, spesso arzigogolate ed ignote perfino a chi ha la spudorata pretesa di applicarle con una dose zero di tolleranza, cui noi donne ed uomini qualunque dobbiamo sottostare sotto la minaccia delle armi di vostri colleghi assunti anch'essi a vita in ruoli che la definizione stessa di pubblico avrebbe dovuto, fin dal primo vagito della nostra Res Publica, far divenire oggetto di condivisione? Che forse, venendo la giustizia gestita da noi coinvolti cittadini, non scomparirebbe immediatamente l'oceano di scartoffie che invece sommerge voi? Non scaricate responsabilità che son innanzitutto vostre su politici che non vi piacciono. I politici tutti sono figli di quella stessa finzione ed incultura che affliggono le Università ed il loro superficiale operato proprio in esse trova la sua genesi.

Le Università divengano allora fucina catalizzatrice di quella continua maturazione umana e sociale, di quella evoluzione, di quel consapevole mutamento che rappresentano il senso stesso della parola cultura. Per tutto ciò ai baroni, ai giudici, agli statali tutti giunga pacificamente, legalmente, civilmente questo messaggio: gradite uscire ordinatamente fuori dai Pubblici Uffici, dai nostri Uffici, dagli Uffici che appartengono al popolo italiano e per questo da esso e non più da una sua minoranza spocchiosa meritano di essere gestiti.

Uscite dai Pubblici Uffici e cercatevi qualcosa di buono da fare. Ma non cercatelo più nel settore pubblico, di certo non per ora. Chi gli altri ha escluso non può che a sua volta venire escluso. Trovatevi invece finalmente un lavoro produttivo nel modo in cui lo fa la gente comune, in cui lo facciamo tutti noi che mai nulla abbiamo contato. Vivete la nostra vita. Così capirete cosa vuol dire essere sudditi. E se non vi piacerà, così come non è piaciuto a noi, affermate anche voi a gran voce i due sacrosanti principi della Democrazia:

1) quanto di pertinenza e proprietà della Collettività va condiviso,
2) quanto di pertinenza e proprietà della Persona va rispettato.

Gridate anche voi:

MAI PIU' STATALI, MAI PIU' ASSUNTI A VITA IN RUOLI PUBBLICI!
LARGO INVECE A SEMPLICI CITTADINI COMPETENTI A ROTAZIONE!

Solo allora guadagnerete quel diritto che a noi avete tolto per 63 anni.

Danilo D'Antonio

all'ombra del Gran Sasso
il giorno 27/02/42

col cuore preso da coloro
che si trovano prigionieri
di carceri inumane solo per esser nati
in una società mantenuta antipartecipativa
e retrograda dagli statali

Tel. 339 5014947

sabato 9 ottobre 2010

"Scuola pubblica come l'acqua..." - Contro la privatizzazione del Bene Comune

"Il governo Berlusconi, che tutti ci deridono nel mondo, ha deciso di “risparmiare” sui servizi essenziali: la scuola, l'acqua, la sanità, la solidarietà sociale, etc. e "privatizza" a favore di chi?" (Saul Arpino)


Quante volte leggiamo interventi contro le PRIVATIZZAZIONI? Con questa terminologia si intende il passaggio di proprietà di un bene comune dalla collettività al privato. Ma per quale ragione dovremmo concentrarci sulle sole privatizzazioni da compiersi e non pure su quelle avvenute od indebitamente mantenutesi nel corso di lunghi decenni? Per quale ragione persone a modo dovrebbero esimersi dal pronunciarsi contro una Funzione finto-Pubblica ch'è invece proprietà privata degli statali?

Ottimo il messaggio degli studenti: "Chi apre una scuola chiude una prigione". Prendiamo però anche coscienza che la scuola pubblica fino ad ora davvero tale ed aperta non è mai stata, essendo invece ancora letteralmente chiusa e posseduta dagli STATALI. La Scuola e le Università ancora oggi sono in gran parte in mano alle sempre stesse persone, venendo i ruoli pubblici ancora assegnati a vita ad una minoranza della popolazione piuttosto che venire concessi a rotazione a chiunque abbia i requisiti necessari.

L'intera Funzione Pubblica soffre di una eredità storica che risale ad epoca pre-democratica, ai tempi del totalitarismo, in cui appunto si voleva fidelizzare a vita alcuni per imporre la volontà del dittatore sulla parte restante della popolazione. Con l'avvento della Democrazia i ruoli della Res Publica avrebbero dovuto essere regolarmente redistribuiti tra tutti i cittadini aventi i requisiti necessari, così come i ruoli di governo. Così però non è stato a causa di politici corrotti che hanno preferito barattare posti pubblici in cambio di voti.

Oggi, in piena epoca Internettiana, le proteste di coloro che spudoratamente vorrebbero farsi ancora assumere a vita in ruoli che sono invece un vero e proprio BENE COMUNE di proprietà collettiva si palesano anch'esse per quell'immorale rimasuglio storico che sono. Ciò che è pubblico è di tutti: come si può dire il contrario? Ed allora fuori i baroni, fuori gli statali tutti. Dentro i cittadini competenti a rotazione. Allora sì che, rinnovando periodicamente il personale pubblico, grandi progressi potranno essere costantemente compiuti. La Funzione Pubblica verrà finalmente resa produttiva ed autosostenentesi, abbandonando definitivamente il vecchio ruolo di addomesticamento, controllo, repressione e riscossione ancora mantenuto dagli STATALI.

Carissimi Presenti, allarghiamo il viso in un bel sorriso davanti a coloro che propongono una lotta parziale contro le privatizzazioni dimenticando ciò che permetterebbe una gestione collettiva non della sola acqua bensì di ogni bene comune. Farsi un mazzo tanto contro la privatizzazione dell'acqua senza spendere una sola parola per denunciare l'ignominia degli statali accaparratori dell'intero bene comune funzionale ed esecutivo del Paese può ormai solo mettere tutti di buon umore.

Danilo D'Antonio


"Público é de todos!"
http://www.hyperlinker.com/ars/de_todos.htm


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Altri articoli die su Danilo D'Antonio:
http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=danilo+d%27antonio

sabato 11 settembre 2010

Eudemonia: "Amministrando con saggezza si ottiene la concordia nel popolo..."

Lettera aperta ai "gestori del territorio" ed amministratori in genere

Certe volte ci si stupisce di come in così tanti si ribellino alla società, in particolare al potere costituito, da ampie fasce di giovani e centrifughi gruppi politici fino all'estremo di una criminalità organizzata che a volte giunge a divenire un piccolo Stato fuorilegge che si oppone al più grande Stato legale. Ci si stupisce e regolarmente si piangono le vittime che, in certi periodi più in altri meno, cadono per essersi trovate nel mezzo di uno scontro di forze ostili tra loro.

Eppure questo triste stato di cose, che si verifica regolarmente in ogni società antidemocratica retta da caste e classi che impediscono la partecipazione, che regna basandosi sull'emarginazione di persone ed idee e sulla privazione dei diritti degli individui di modo che altri ne approfittino, potrebbe all'improvviso dissolversi nel nulla, lasciando posto ad una felice condizione sociale priva di contrasti di alcun tipo.

L'Armonica Rotazione Sociale, messa in moto dalla periodica redistribuzione dei ruoli esecutivi e funzionali pubblici, è atta proprio a far sì che le persone, fluendo all'interno delle pubbliche strutture, prendano ed apportino materiale per un continuo scambio di idee e percezioni, per un divenire collettivo in grado di essere modificato e sanato da tutti e quindi da tutti apprezzato. Così facendo inevitabilmente influenzando beneficamente anche l'ambito personale e privato.

***

Oggi vi sono amministratori che, focalizzatisi su una cieca difesa dell'ambiente, pensano di avere TUTTE le ragioni e con questa convizione intraprendono politiche che non di rado sono osteggiate dalla popolazione stessa. Tali amministratori purtroppo non hanno tutte le ragioni ma solo alcune e su quelle soltanto non possono basare una politica, pena il suo essere inadeguata ed incapace di trovare il pieno accordo e sostegno della collettività.

Per decenni si è trascurato di diffondere una consapevolezza demografica e di svilupparne un relativo senso e cultura. Ed oggi codesti altri, diversi, grandi amministratori pieni di ogni qualità e virtù si risvegliano di colpo accorgendosi che l'ambiente naturale è finito. Certo che è finito! Siamo cresciuti in numero più velocemente di quanto avremmo dovuto, non solo localmente ma anche globalmente, e la relativa iper-rapida crescita economica, conseguente ad ogni iper-rapida crescita demografica, sta avendo un suo naturale corso.

Pensate: nel 1953, cinquantasette anni fa, una illuminata mente fondò l'Aied, l'Associazione Italiana per l'Educazione Demografica, mentre ancora oggi questo importante elemento d'evoluzione umana e sociale viene generalmente bloccato. Proibire, vietare, imporre: questa continua ad essere la politica preferita anche dai nuovi amministratori i quali, avendo appena scoperto l'ambiente, pensano di avere appreso tutto quanto c'è da sapere e così tutto continuano ad ignorare, nella lunga tradizione degli amministratori autoritari.

***

Sarebbe ora che i nuovi amministratori prendessero finalmente coscienza del blocco imposto per decenni alla cultura da coloro che si sono impossessati delle Scuole ed Università Pubbliche. Troppe sono ancora le cose che non si sanno per responsabilità di coloro che ancora occupano a vita ruoli che appartengono all'intero popolo italiano. Tra quanto tutti avremmo dovuto sapere c'è il fatto che l'Italia non è semplicemente una Repubblica, come si crede e suole dire, bensì è una società che gode tanto di una Res Publica quanto di una Res Privata. Di conseguenza il Governo centrale e le amministrazioni locali hanno da occuparsi innanzitutto della Res Publica, rispettando quanto più possibile la Res Privata.

Gli amministratori fin dal primo giorno della Repubblica avrebbero dovuto proporre l'ACQUISTO PUBBLICO delle aree sulle quali intraprendere legittime politiche di sfruttamento o preservazione naturale. Al contrario, incapaci di amministrare saggiamente la proprietà collettiva, hanno preteso affermare il loro potere su aree di proprietà privata, giungendo a cancellare il sacro diritto di ognuno di vivere sulla terra. Guaio è che senza rispettare le proprietà altrui nemmeno le proprietà collettive vengono più rispettate ed un generale astio e contrasto si sviluppa verso il potere. L'intera società va a gambe all'aria quando gli amministratori infrangono le regole che i comuni cittadini sono invece tenuti a rispettare.

***

Ecco perché oggi il primo impegno di un Amministratore che desideri farsi stimare da ogni cittadino e creare insieme una società felice e funzionale, è quello di diffondere i finora nascostici due principi della Democrazia:

1) quanto di pertinenza e proprietà della Collettività va condiviso,
2) quanto di pertinenza e proprietà della Persona va rispettato.

Il primo principio porta ad esempio alla luce l'inappropriata assegnazione a vita dei ruoli pubblici i quali vanno invece periodicamente restituiti al popolo, come già avviene per i ruoli di governo. Il secondo principio aiuta tra l'altro a prendere coscienza del fatto che l'essere umano ha necessità fondamentali, che non possono essere fatte oggetto di proibizione. Il diritto di vivere sulla terra è uno di questi.

Entrambi i principi fanno sì che, con la effettiva partecipazione dei cittadini alla Cosa Pubblica ed il rispetto da parte del potere per ognuno di essi, si costruisca una comunità contro cui è impossibile trovare il minimo appiglio e quindi apprezzata e difesa da ogni suo componente.

Affermando tali principi e conservandoli non vi saranno più eserciti di giovani contestatori, di politici rivoltosi, di criminali contro tutto e tutti. I due principi della Democrazia sono un riferimento che ogni società dovrebbe custodire come uno dei suoi tesori più preziosi.

Hyper Linker - D'Antonio Danilo - 339.5014947

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mercoledì 18 agosto 2010

Sir Ian Gilmore: "Depenalizzare l'uso di stupefacenti il prima possibile..."

*LONDRA - Il consumo di stupefacenti per uso personale va depenalizzato *il prima possibile: questa l'opinione di uno dei medici più in vista della Gran Bretagna. Sir Ian Gilmore, presidente uscente del prestigioso Royal College of Physicians, ha dichiarato che le leggi vanno riviste perché «la criminalizzazione non è stata un successo» ma ha solo incoraggiato la criminalità associata al traffico di droga. «Chiunque abbia studiato la questione con serietà e a lungo arriva alla conclusione che il proibizionismo non è stato un successo, - ha detto Gilmore. -- Bisogna ripensarci. Il Governo deve accettare la realtà e arrivare a una seria revisione delle leggi in materia».

###I governi hanno da imparare ad occuparsi della res publica lasciando in pace la res privata fintantoché non saranno chiari i giusti rapporti che devono intercorrere tra pubblico e privato vi saranno sempre problemii docenti universitari umanisti e gli statali in genere sono responsabili per non aver mai nemmeno affrontato la ricerca di un corretto rapporto tra pubblico e privato perché ciò avrebbe reso chiaro che ciò che è pubblico va condiviso, la funzione pubblica innanzitutto e così non è stato nemmeno affermato l'altro principio della democrazia che dice che la res privata va rispettatafinché vi saranno statali non vi sarà giustizia nè pace sulla Terravia gli statali dalla funzione pubblica, largo ai cittadini a rotazione.

Danilo D'Antonio, della lista European Consumers