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venerdì 18 novembre 2011

Sii ciò che sei... semplicemente

Frammenti di infinito - Dipinto di Franco Farina



Scrive Noemi Longo:
"Il mio corpo in accordo con la mia mente hanno deciso non di diventare vegetariani, ma di rinunciare semplicemente al nutrimento della carne di animali terrestri oramai da quasi due anni. E devo dire la verità, io prendendone atto ho soltanto accettato quel che loro avevano già deciso per me, ma ogni tanto, dico ogni tanto...avrei veramente voglia di quel piacere della vita come giustamente lo chiama Franco Libero. Mi torna in mente una frase di un film magnifico che dice: La mia coscienza vuole la vittoria dei vegetariani nel mondo e il mio subconscio langue per una fetta di carne saporita. E io cosa voglio? Io ho rinunciato alla carne, riconoscendo in parte l'importanza di questo mondo animale, ma in realtà credo tuttora in quel che credevo ancor prima di divenirlo... Credo che siamo animali noi stessi elevati al rango di esseri umani, ma continuiamo a vivere da animali raziocinanti quando di esseri umani non ne abbiamo nulla, o forse ancora non lo siamo mai stati, perché un essere umano nel mondo non può originare il genere umano, e milioni di uomini assimilati allo stato animale non sono rappresentativi del genere umano. Ed io cosa vorrei... in questo mondo abominevole dove nella realtà più vera siamo tutti affetti dal demone del cannibalismo.... quel che vorrei lo tengo per me. Buonagiornata"


Commento di Paolo D'Arpini:
"...è solo un problema di identificazione con il corpo mente... Affermi con il corpo quel che appare nella mente.. ma cosa rende possibile il pensiero? Non è forse quella miracolosa capacità di percepire, la coscienza-consapevolezza? E chi sei tu realmente? Carne non-carne, desideri repulsioni.... arrovellarsi nei pensieri non serve a nulla. Sii ciò che sei semplicemente...."


Replica di Noemi:
"Affermare che dopotutto sono colei che sono sarebbe un plagio e un pò retrò...lo sappiamo.
Chi sono realmente? Realmente non sono, perché...A me piacerebbe essere Noemi Longo ovunque.
...Quando penso, quando scrivo, quando cammino, quando respiro... e questo non è sempre possibile.
Il mio commento circa l'intervento di Franco Manco Libero, era piuttosto una riflessione ed anche, se si vuole una provocazione...
Non sono daccordo circa le considerazioni che tengono legato in nemesi il concetto di monoteismo e vegetarianesimo...
In ogni tempo, e in ogni pensiero, ci sono e ci sono stati esseri che hanno raggiunto un grado di coscienza-consapevolezza che gli ha permesso di pensare, vedere, e sentire il tutto.
..Questi esseri vedono l'aperto... e mai si sognerebbero di additare le religioni se l'uomo ha scarso rispetto degli animali.
Nel mondo esiste tutto e tutto ha diritto di esistere e non è colpa di nessuno se l'uomo vive in preda alle intimidazioni della religione o seguendo infinite e possibili professioni di fede...
Non riesco a spiegarmi...
Sto cambiando in questo periodo...e la mia attitudine allo scritto si assottiglia sempre di più.
...Sarebbe bello parlarne...e forse ci si capirebbe di più...
E' tempo forse che il mondo esca dal verbo, per tornare al dialogo"


Commento di Paolo:
"...tutti questi dubbi riguardano soltanto la visione acquisita del mondo, in forma di una persona chiamata Noemi Longo. Cerco di additarti quello che è all'origine della persona, guarda dentro e scopri la coscienza intelligenza che testimonia l'esistenza della persona. Un oggetto della coscienza non può essere la coscienza, che tu sei. O meglio, ciò che appare nella coscienza è una manifestazione della coscienza ma non l'identità ed essenza. In tal senso ti invito ad essere ciò che sei...."


Replica di Noemi:
...però scusa Paolo,
la visione del mondo acquisita da Noemi Longo non è certamente la visione reale del mondo...Eppure Noemi Longo ha sentito l'esistenza di un mondo reale, dove tutte le diversità aldilà della forma e dell'apparenza sono nient'altro che pratiche possibili per uscire da uno stato di cose e di negazioni che tengono l'essere umano ancora in uno stato embrionale.
Io so che esiste un livello altro in cui ogni cosa collabora allo stesso scopo, anche ciò che apparentemente lavora contro il mio obiettivo personale.
E' solo che l'uomo vuole sperimentare, vuole darne prova...
...Il film che ti citavo prima si chiama Stalker, e se non ti è mai capitato di vederlo potrei consigliartelo...
Risale al 1979 ed è per alcuni versi una tragica previsione del disastro nucleare di chernobyl.
Lo stalker conduce nella "Zona" uno scienziato che ambisce al Nobel e uno scrittore che ha perso l'ispirazione dando loro la possibilità di realizzare il più intimo e puro desiderio...
Quella "zona" che rappresenta poi anche l'arduo percorso verso l'intima realizzazione di se stessi e forse l'unica dimensione possibile in grado di poter se non salvare, migliorare il mondo...
E dunque... se mi inviti ad essere ciò che sono... In questo momento mi prenderei il lusso di essere ignorante e di vivere come vivrebbe una scimmia...
...Perché dopotutto il mondo potrebbe veramente essere la proiezione di una sola mente che dorme...e tante risposte non le avremo mai nemmeno con i più avanzati strumenti tecnologici...
...E Quando considero questo nella sua verità più terribile e più reale, mi sento quasi rassicurata e non posso non avere fede, ma una fede priva di ogni fede, al sopra e al di sotto di ogni religione costituita.
...Perché all'inizio era il Caos...


Commento di Paolo:
Ed allora come fai a giudicare l'attuale condizione del mondo?.. Sicuramente il tuo conoscere il mondo è secondario alla tua stessa esistenza e la tua esistenza è secondaria alla tua consapevolezza di essere.
Vorresti essere una scimmia...? Perchè sai che nel mondo da te conosciuto esistono le scimmie. Tutto il conosciuto è il falso, è proiezione è memoria e la memoria è solo una raccolta di immagini. Lascia che la mente si proietti come le è congeniale. Non distrarti. Tu percepisci il mondo attraverso la mente ed il tuo mondo è personale e sicuramente diverso dal mondo di chiunque altro. Se poi vuoi dire che esiste un mondo che è la summa di tutti i mondi... questa conclusione appartiene solo al concetto di esistere come individio nel mondo che hai immaginato. E qui ritorniamo al corpo mente. Ed all'identificazione con questo apparato. Il coordinatore che si appropria delle esprerienze vissute e che tu chiami "io" Noemi Longo è solo il modo funzionale di descrivere il personaggio sognato, avente e condividente la realtà di sogno come tutti gli altri personaggi del sogno. Gli scopi vissuti nel sogno soddisfano le esigenze del sogno ma non aggiungono o tolgono nulla al sognatore in se stesso. Le proiezioni non sono la realtà. La realtà è che tu sei l'indivisibile ed imperitura Coscienza.. Tutto il resto è concettualizzazione, puoi chiamarla in modo forbito "religione" o "dio", etc. ma la cosiddetta "realtà" sta solo nella capacità della mente di elucubrare e proiettare se stessa in miriade di forme. Osserva questo fantastico processo, amalo, se vuoi, ma sappi che osservandolo tu sei "superiore" ad esso.. l'oggetto nella coscienza è una manifestazione creata nella Coscienza!
Il mondo reale sei "TU".. (non il tu rispetto all'io).. La bibbia -se proprio vogliamo prendere in prestito le sue parole- Ti chiama "I AM THAT I AM".
Non c'è un inizio non c'è una fine.. Però possiamo divertirci nel qui ed ora con questo magico "gioco della Coscienza".. ed in questo caso puoi raccontare ciò che vuoi ed io, nel sogno, ti ascolterò! In verità è la coscienza che parla ed è la coscienza che ascolta e risponde.

domenica 27 febbraio 2011

Cultura universitaria senza baronie... si renda al popolo quel che è del Popolo!



"Università.. significa di tutti!" (Saul Arpino)

E' ben noto a chiunque che nella Funzione Pubblica la corruzione alligna sempre più.
In magna pompa la stessa casta dei magistrati lo ha confermato proprio in questi giorni.

I buoni osservatori della vita sociale sanno però che non esiste la sola corruzione economica, finanziaria, fatta di mazzette di denaro e vari altri indegni emolumenti, di cui si soffermano a parlare i giudici. Esiste pure un'altra corruzione, perfino più dannosa perché ovunque ed in profondità essa sparge i suoi malefici effetti e silenziosamente apre la strada all'altra. Questa corruzione è quella di una cultura che è rimasta ostaggio di un sistema finto pubblico, un'autentica proprietà privata degli statali, degli assunti a vita in ruoli che appartengono però alla collettività, all'intero popolo italiano, del quale antidemocratico sistema le Università in mano a baroni e baronesse sono tassello centrale e fautrici primarie.

Di questa corruzione culturale la congrega dei magistrati non tratta, avendovi essa stessa un ruolo importante. Hanno forse mai evidenziato, tali paludati giudici a vita, che con la loro pompa cercano invano di acquistare quella stima che in ben altro modo modeste e capaci persone si guadagnerebbero, il fatto che la popolazione viene metodicamente addomesticata, controllata, giudicata e repressa, oltre che gabellata, da una minoranza chiusa nei suoi privilegi, da un ordine elitario che sessantatrè anni fa non avrebbe dovuto sopravvivere alla caduta dell'apice della dittatura fascista perché proprio di quel regime esso era l'autoritario corpo burocratico, conservandosi tutt'oggi pressoché immutato nella sua concezione, piglio e struttura?

Hanno forse mai messo in discussione, tali ampollosi personaggi, il fatto che noi comuni, noi semplici, insignificanti cittadini qualsiasi, noi che NON siamo statali, noi che non ci siamo appropriati a vita di un ruolo, di un potere, di un reddito pubblico, veniano giudicati da gente che non conosce, che mai esperisce l'impotente, sconsolata sottomessa vita che invece noi ci tocca massivamente quotidianamente vivere?

Come si può ammettere, signore e signori Giudici, che i cittadini siano ancora oggi osservati, pesati, vagliati, criticati e puniti da una confraternita di persone che, accettando un ruolo pubblico a vita, si sono automaticamente trasformate in despoti, visto che proprio nella periodica restituzione al popolo di ciò che è pubblico si configura il carattere essenziale della Democrazia? Non sarebbe forse giusto, logico e dovuto che noi stessi cittadini selezionassimo tra noi periodicamente dei probiviri incaricati di compiere le loro valutazioni su fatti accaduti a loro simili e terminato che fosse un tempo opportuno di attività se ne tornassero ad altre di diversa natura per non fossilizzarsi, irrigidirsi, corrompersi in un ruolo che andrebbe ricoperto da gente sempre fresca, capace di stupirsi ed indignarsi per l'eventuale schifo che vi si fosse accumulato?

Se invece che alla vostra casta di assunti a vita la giustizia fosse affidata a rotazione a cittadini preparati forse non diminuirebbe l'esorbitante numero di leggi, spesso arzigogolate ed ignote perfino a chi ha la spudorata pretesa di applicarle con una dose zero di tolleranza, cui noi donne ed uomini qualunque dobbiamo sottostare sotto la minaccia delle armi di vostri colleghi assunti anch'essi a vita in ruoli che la definizione stessa di pubblico avrebbe dovuto, fin dal primo vagito della nostra Res Publica, far divenire oggetto di condivisione? Che forse, venendo la giustizia gestita da noi coinvolti cittadini, non scomparirebbe immediatamente l'oceano di scartoffie che invece sommerge voi? Non scaricate responsabilità che son innanzitutto vostre su politici che non vi piacciono. I politici tutti sono figli di quella stessa finzione ed incultura che affliggono le Università ed il loro superficiale operato proprio in esse trova la sua genesi.

Le Università divengano allora fucina catalizzatrice di quella continua maturazione umana e sociale, di quella evoluzione, di quel consapevole mutamento che rappresentano il senso stesso della parola cultura. Per tutto ciò ai baroni, ai giudici, agli statali tutti giunga pacificamente, legalmente, civilmente questo messaggio: gradite uscire ordinatamente fuori dai Pubblici Uffici, dai nostri Uffici, dagli Uffici che appartengono al popolo italiano e per questo da esso e non più da una sua minoranza spocchiosa meritano di essere gestiti.

Uscite dai Pubblici Uffici e cercatevi qualcosa di buono da fare. Ma non cercatelo più nel settore pubblico, di certo non per ora. Chi gli altri ha escluso non può che a sua volta venire escluso. Trovatevi invece finalmente un lavoro produttivo nel modo in cui lo fa la gente comune, in cui lo facciamo tutti noi che mai nulla abbiamo contato. Vivete la nostra vita. Così capirete cosa vuol dire essere sudditi. E se non vi piacerà, così come non è piaciuto a noi, affermate anche voi a gran voce i due sacrosanti principi della Democrazia:

1) quanto di pertinenza e proprietà della Collettività va condiviso,
2) quanto di pertinenza e proprietà della Persona va rispettato.

Gridate anche voi:

MAI PIU' STATALI, MAI PIU' ASSUNTI A VITA IN RUOLI PUBBLICI!
LARGO INVECE A SEMPLICI CITTADINI COMPETENTI A ROTAZIONE!

Solo allora guadagnerete quel diritto che a noi avete tolto per 63 anni.

Danilo D'Antonio

all'ombra del Gran Sasso
il giorno 27/02/42

col cuore preso da coloro
che si trovano prigionieri
di carceri inumane solo per esser nati
in una società mantenuta antipartecipativa
e retrograda dagli statali

Tel. 339 5014947