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sabato 25 febbraio 2012

LA RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVORO CARATTERIZZATA DA UN METODO ARROGANTE E DICHIARAZIONI INSOLENTI.

dittatore senza credito alcuno...

Come si concluderanno gli incontri tra governo e sindacati sul mercato del lavoro, se verrà cancellato in parte l’articolo 18 o se verranno ridotti gli ammortizzatori sociali come ad esempio la cassa integrazione speciale, è presto per dirlo. Quello che è certo, è che il metodo arrogante con cui il governo ha condotto fin qui i colloqui, e anche le dichiarazioni provocatorie e offensive che li hanno preceduti e accompagnati, hanno dimostrato che Monti e la sua compagine governativa sono una variante colta e rozza della destra europea, sprezzante e lontana mille miglia dalla gente umile che cerca lavoro. Non ci resta che auspicare che il sindacato confederale seduto al tavolo faccia più come San Tommaso che non come Santa Lucia, la quale, poverina, non vedendoci, accettava al buio tutto quanto la vita le offriva.

IL GOVERNO DELLE INSOLENZE. Una sequela di beceri luoghi comuni e di battute grezze e ineleganti da parte del governo Monti, ha accompagnato l’andamento dei colloqui.

1) Ha iniziato lo stesso Presidente del Consiglio, parlando della “monotonia del posto fisso”, proprio quando un terzo dei giovani italiani non ha un posto di lavoro e, probabilmente, non potrà mai accedere ad un mutuo per la casa, farsi una famiglia e magari avere dei figli. Sono parole che suonano come provocazioni di fronte al dramma dei cinquantenni dell’Eutelia, delle quarantenni dell’Omsa, dei sessantenni dell’Iribus che hanno perso il lavoro, e di tutti i cassintegrati senza speranza di reintegro e i licenziati che il posto di lavoro lo sognano di notte! Il suo attacco al posto fisso, in un momento in cui la gente ha paura del domani, e' tipico di un accademico straricco e arrogante che non sa davvero come vivono le persone nella vita reale.

2) Monti ha poi sostenuto la tesi ignobile delle troppe tutele di cui beneficerebbero i padri, da ridurre per estenderle ai figli. Un bieco espediente propagandistico per ottenere, come avvenuto anche in passato, una riduzione generalizzate dei diritti per tutte e per tutti.

3) Monti ha poi affermato la tesi che l'art. 18 dello Statuto dei lavoratori va eliminato perché, secondo lui, costituirebbe un ostacolo per gli investimenti stranieri e la crescita economica in Italia. Una tesi falsa che fa rimpiangere lo zio di Bonanni e che perfino uno studente del primo anno di Economia saprebbe facilmente smentire. L’incapacità di attrarre e creare investimenti dipende infatti dalla palude kafkiana della burocrazia, dalla corruzione che pesa su ogni passaggio dei processi autorizzativi, dall’arretratezza di infrastrutture nel nostro Paese che rallenta in misura spesso proibitiva la circolazione delle merci e delle persone, dalla piaga della criminalità organizzata, dalla lentezza del nostro sistema giudiziario che rende difficile recuperare un credito in tempi brevi, dal ritardo da parte dello Stato nel pagamento delle forniture; dal mancato accesso al credito per le imprese, dovuto all'utilizzo speculativo dei fondi da parte degli istituti bancari, vero motivo del calo dello spread, attribuito invece erroneamente a Monti; da un sistema fiscale esagerato che andrebbe diminuito come fece a suo tempo Prodi col il cuneo fiscale, facendo costare meno il lavoro a tempo indeterminato, e di più il lavoro precario.

Se dopo aver detto tutte queste cose Monti è ancora al suo posto a governare l’Italia, vuol dire proprio che il berlusconismo in Italia è ancora tristemente vivo e molto diffuso!

4) la catena di insolenti luoghi comuni e di battute stolte è proseguita con la dichiarazione del Ministro Cancellieri la quale ha sostenuto che i giovani vogliono il “posto fisso nella stessa città di fianco a mamma e papà”. Forse il Ministro non sa che i giovani italiani sono per lo più disoccupati o precari nonostante si diano da fare per rendersi autonomi, e che i dati ufficiali ne smentiscono il presunto immobilismo. Secondo lo Svimez, infatti, a un anno dalla laurea il giovane meridionale si trova distante da casa 214 chilometri e nel 2010 250 mila giovani si sono spostati dalle regioni meridionali ad altre aree del Paese. Almalaurea certifica poi che la media italiana di giovani laureati che si spostano è alta e la distanza media è di circa 88 Km. Ma probabilmente i nostri professoroni sono troppo ricchi e benestanti per sapere cosa significhi per una persona cambiare casa, quanto costa andare in affitto magari dove capita, lasciando forse la casa ereditata dai genitori, spostando i figli da una scuola all'altra, abbandonando il coniuge che non può trasferirsi. Lor signori sicuramente non hanno mai avuto problemi di questo tipo!

5) A tutto ciò si aggiungono le sparate del rampante Martone sui giovani laureati oltre i 28 anni, definiti rozzamente “sfigati”; le deliranti dichiarazioni dello stesso Monti su un presunto”apartheid tra chi per caso e per età è già dentro e chi fa fatica ad entrare” nel mondo dl lavoro, lasciando intendere che i lavoratori con contratto a tempo indeterminato e le sacrosante tutele sindacali e di legge di cui godono sarebbero i responsabili dell'emarginazione dei giovani nel precariato; oppure la recente inaccettabile provocazione del Presidente di Confindustria Marcegaglia sui sindacati che difenderebbero assenteisti cronici e ladri, una dichiarazione assurda e insensata, quando invece Confindustria farebbe meglio a guardare in casa propria il mancato rispetto delle misure di sicurezza sul lavoro, i capitali che spariscono illegalmente all’estero e gli imprenditori che intrallazzano con le cricche di ogni tipo, come la P3, la P4 ecc.

I RAPPORTI CON I SINDACATI

1) COLLOQUI PURAMENTE FORMALI. Monti ha sempre autoritariamente respinto l’idea del negoziato con il sindacato, fin dalla prima manovra su Ici, benzina e pensioni, ritenendo evidentemente la trattativa con le parti sociali una cosa superflua e pressoché inutile .

Lo stesso Ministro Fornero si è presentata alla discussione coi suoi interlocutori sindacali senza uno straccio di documento ufficiale, solo con semplici accenni e leggendo qualcosa senza consegnarlo, quasi a far intendere che il governo sa già quel che vuole fare e del parere dei sindacati può fare benissimo a meno, come del resto ha affermato in premessa lo stesso Ministro. Dopo il primo incontro la Fornero ha addirittura proposto alle parti sociali di proseguire con una sorta di scambio telematico via web o per telefono o email al posto dei colloqui, svelando la logica puramente formale e ininfluente data agli incontri coi sindacati. Perfino il documento unitario messo a punto il 17 gennaio scorso dalle segreterie nazionali di CGIL, CISL e UIL per il confronto con il governo e la Confindustria non è stato preso in considerazione.

Questi comportamento sono tipicamente reazionari e ci riportano a una logica più ottocentesca che moderna, facendo assomigliare terribilmente il governo Monti a quello mai rimpianto di Berlusconi che l’ha preceduto.

2) PROPOSTE CHE NON SI POSSONO RIFIUTARE. Monti e il Ministro Fornero hanno più volte prepotentemente dichiarato ai giornali che il governo sarebbe andato avanti nel suo progetto lo stesso, anche senza dialogo e accordo con le parti sociali, perfino avvalendosi di 'maggioranze variabili' in Parlamento, sfidando i partiti in disaccordo a votargli contro. E anziché ricercare con pazienza un’intesa al tavolo del confronto, la Fornero ha poi posto intimidatorie scadenze in tempi brevi ai colloqui coi sindacati, troncando così in maniera arrogante lo spazio del confronto. Comportarsi in questo modo quando è in atto lo svolgimento di colloqui appare di una scorrettezza unica, e ci si può aspettare che fra pochi giorni il Ministro si presenti al tavolo con un pacchetto di proposte intrattabili.

IN CONCLUSIONE

L’insolenza e l’arroganza dimostrata da Monti e dai suoi Ministri non lascia presagire nulla di buono sull’articolo 18 e gli ammortizzatori sociali, e c’è il fondato motivo che il governo possa ripetere lo stesso schema della manovra su ICI, pensioni e benzina, ovvero il ME NE FREGO! SI FA COSÌ E BASTA.


MA QUESTA VOLTA NON PUÒ FINIRE COME A DICEMBRE, QUANDO C’È STATA UNA TOTALE RESA E MANCANZA DI REAZIONE DA PARTE SINDACALE, PALESANDO TUTTA L'INUTILITÀ DELLA SUA FUNZIONE!

RICORDIAMOCI DI QUANTO AVVENNE NEL MARZO 2002, QUANDO SI TENTÒ L’AFFONDO CON L’ABOLIZIONE DELL’ART.18, E L’ALLORA GOVERNO BERLUSCONI DOVETTE BATTERE IN RITIRATA DAVANTI A UNA MOBILITAZIONE VERAMENTE DEGNA DELLA CGIL CHE PORTÒ IN PIAZZA A ROMA TRE MILIONI DI LAVORATRICI E LAVORATORI.

SE IL GOVERNO MONTI VORRA’ ANDARE AVANTI DA SOLO FREGANDOSENE DEI LAVORATORI, DEI PRECARI, DEI SINDACATI E DEI PARTITI CHE NON SONO DACCORDO, STAVOLTA DOVRA’ TROVARE A SBARRARGLI LA STRADA LA PRONTA MOBILITAZIONE DELLA PIAZZA!


Franco Pinerolo

martedì 22 marzo 2011

Franco Pinerolo: "La Libia e le crociate dei cattolici con l'elmetto..."


"Fuoco, fuoco, fuoco..."

1) La “No fly zone” anglo americana fece 2000 vittime fra i civili in Iraq e ha fatto stragi di civili pure nei Balcani. Se la risoluzione dell’Onu ha l’obiettivo di difendere la popolazione civile, perché gli anglo-americani stanno uccidendo civili con bombe e missili da aerei e navi?

2) I “vantaggi” di questa guerra per noi italiani saranno: pericolo per anni e anni di attentati terroristici modello Lockerbie o peggio; pericolo imminente di bombardamenti; ondate di immigrati e profughi; aumento del prezzo dei carburanti e del gas.

3) il conflitto interno alla Libia è ben diverso dalle rivolte scoppiate negli altri paesi arabi. In Libia il reddito pro-capite è 6 o 7 volte superiore ai paesi vicini; la Libia attrae parecchia manodopera africana; non ci sono immigrati libici nei paesi europei; non c’è stato un crescendo di manifestazioni popolari né scioperi degli operai nei centri industriali come in Tunisia ed Egitto. C’è in Libia una guerra tribale dei ribelli della Cirenaica che sventolano la bandiera della Monarchia Idriss e chiedono interventi Nato contro il clan tribale tripolitano di un Rais paternalistico, assistenzialista e autoritario. La volontà da parte dei giovani di costruire una vera nazione liberandola definitivamente dal dominio dei clan familiari è purtroppo una minoranza nel Paese.

4) I “crimini” che, insieme a troppa propaganda, ci sarebbero stati, riguardano «tutte le parti in armi» a detta del Procuratore della Corte Penale Moreno Ocampo,

5) Il principio della “protezione internazionale della popolazione civile”, sancito dall’Onu vale a corrente alternata: non vale per lo Yemen e il Bahrein che stanno sparando sulla folla disarmata, non vale per gli F16 dell'aviazione israeliana che rasero al suolo il Libano o Gaza uccidendo migliaia di civili innocenti; non vale per i droni di Obama che un giorno sì e l’altro pure fanno strage fra i civili in Pakistan.

6) Perché questo paradossale imponente impiego di forze, spropositato in rapporto alle capacità militari del regime di Gheddafi? Si tratta solo di una operazione militare o di una corsa all'oro nero libico creando un regime fantoccio?

7) L'Onu dovrebbe prevenire i conflitti fra gli Stati, ma ha varato una decisione che sta allargando e diffondendo la guerra, sta provocando un attacco contro la famiglia di Gheddafi, sta tracimando in una invasione neocolonialista contro un Paese che ha diritto alla propria indipendenza e autodeterminazione.

8) Il piccolo Sarkozy solo pochi mesi fa offriva aiuti militari a Ben Alì per soffocare nel sangue l’inizio della rivolta tunisina. Gli apparecchi libici che volavano bombardando i ribelli in Libia sono gli stessi jet francesi venduti a Gheddafi proprio da Sarkozy con molte insistenze.

9) la risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite a detta del giurista internazionale Fabio Marcelli non può evidentemente di per sé travolgere il presidio normativo contenuto nella prima parte dell’art. 11 della nostra Costituzione

10) il centrosinistra con l’elmetto ogni volta si schiera col potente di turno, rendendosi complice delle guerre “umanitarie” e della “democrazia” dei bombardamenti

11) L’Italia dei Valori appoggia la risoluzione 1973 dell’Onu ed è (nota congiunta dei parlamentari Fabio Evangelisti, Leoluca Orlando e Stefano Pedica, membri della commissioni Esteri) “nettamente contraria ad un nostro intervento militare attivo in Libia”. Ma i nostri Tornado stanno volando bombardando la Libia!

12) È paradossale vedere tanti cattolici con l’elmetto. Si salva padre Alex Zanotelli.

13) “Tripoli sarà italiana, sarà italiana al rombo del cannon!”. È paradossale a 60 anni dagli avvenimenti del colonialismo italiano che provocò la morte di 100mila persone, rivedere un attacco militare italiano: la storia non ci ha insegnato niente?



IL NOSTRO SILENZIO CI FA DIVENTARE COMPLICI DELLE FUTURE STRAGI DI CIVILI.



FUORI L’ITALIA DA QUESTA NUOVA E SCIAGURATA GUERRA.



SOSTENIAMO OGNI AZIONE LEGITTIMA CHE CONTRIBUISCA A FERMARE LO SPARGIMENTO DI SANGUE E A TROVARE UNA SOLUZIONE POLITICA ALLA CRISI.



Franco Pinerolo