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giovedì 3 maggio 2012

Italia bocciata dal FMI.. prevista la sua fuoriscita dall'euro o -in alternativa- una incontenibile rivolta popolare...



Il FMI ha ultimamente pubblicato numeri che danno la certezza matematica che l’Italia non può essere risanata e portata nei parametri dell’Eurosistema: è vero che dal 2008 al 2017 sarà leader nell’avanzo primario, ma questo conta ben poco rispetto al fatto che il suo pil, in quel periodo, calerà dell’1,7%, mentre quello USA aumenterà del 20,3, quello francese del 10, quello tedesco dell’8,8, quello cinese del 116. Il rapporto debito/pil italiano peggiora del 13,2%.

Ciò basta a porre l’Italia fuori del circolo dei paesi del Primo Mondo (già nella precedente fase di crescita era rimasta indietro di molti punti dall’Eurozona e dall’America) e ad escludere che possa rispettare il Fiscal Compact (riduzione del 20% all’anno della quota di debito pubblico eccedente il 60% del pil). Quindi, a breve termine, l’Italia sarà o fuori dall’Euro, oppure governata direttamente dai finanzieri del Meccanismo Europeo di Stabilità, cioè di Berlino, con costi, reazioni sociali, controreazioni repressive, potenzialmente estremi. Anche in Spagna e Grecia le ricette “europee” (cioè quelle dettate dalla Germania a tutela del suo c.d. “modello economico renano”), stanno portando l’economia al disastro. E continuano a venire imposte.

Le richieste di tasse e sacrifici da parte di un governo sono legittime se il governo dimostra che sono necessarie e idonee a un programma realistico e utile al paese. Quelle del governo Monti non sono necessarie, perché il governo dovrebbe prima tagliare spese pubbliche parassitarie e gonfiate, e non lo fa; non sono idonee, perché, conti alla mano, non risolvono la crisi ma paiono aggravarla con l’avvitamento fiscale; inoltre non rientrano in un programma di interesse nazionale, anzi non si capisce nemmeno che fine stia perseguendo il governo, date le grandezze sopra riportate.

I tagli previsti alla spesa pubblica indebita per beni e servizi sono di 4,2 miliardi su un totale di 147, quindi è chiaro che non si liberano risorse per investimenti produttivi né per alleggerimenti fiscali, ma rimane intatto il sistema di produzione di consenso e profitto partitico e mafioso mediante scialo e appalti gonfiati. Item per le opere pubbliche, sistematicamente gonfiate. E per la spesa per un personale elefantiaco e poco efficiente. Tagliare la spesa pubblica parassitaria significherebbe peraltro eliminare quel sistema e i suoi titolari, e ciò è impossibile per un governo che dipenda dai partiti.

Dato quanto sopra, ciò a cui sta lavorando il governo e chi lo appoggia, con tanti tagli e tante tasse, non è, non può essere, un piano di risanamento e rilancio del paese, che essi sanno benissimo essere irrealizzabile; dunque è un piano con un fine diverso.

Probabilmente è un piano di liquidazione del paese (ossia di raccolta e distribuzione tra potentati esterni ed esterni dei valori in esso presenti: risparmio, proprietà private e pubbliche) e al contempo di sua collocazione, in posizione subalterna, entro una nuova architettura “europea” di poteri reali e formali, con un ampio haircut dei diritti e delle garanzie civili, politici, fiscali, sindacali; e con forte compressione fiscale e bancaria delle piccole imprese italiana, onde far posto nel mercato italiano ad imprese straniere.

Remunerando l’appoggio parlamentare dei partiti politici con la conservazione dei loro privilegi e feudi, si tiene insieme il paese per il tempo necessario a liquidare i suoi assets e a completare il lavoro di ingegneria sociale. Poi, quando il paese salta, lo si fa cadere in una gabbia appositamente predisposta. Questo mi pare lo scenario più verosimile, anche se spero di sbagliarmi.

In tale scenario, è ovvio che i cittadini ritengano che le tasse siano non solo eccessive, ma anche contrarie agli interessi della nazione, perché esse vanno a sostenere un’operazione di quel tipo. Se uscire dall’Eurosistema è inevitabile, tanto vale uscire al più presto, prima che il processo di demolizione dell’economia nazionale produca ulteriori danni, e con ancora qualche soldo in tasca. Se ci lasciamo portar via le ultime risorse, dopo saremo in balia del capitale dominante sostanzialmente tedesco, mentre anticipando i tempi potremmo ripartire i danni con i paesi amici. Il popolo e le imprese hanno quindi interesse ad attivarsi per sventare il disegno di liquidazione del paese, rovesciando il tavolo. E a ricordare alla Germania che il Nazismo e la II GM sono conseguenza dell’austerità imposta ad essa stessa per il pagamento dei suoi debiti.

In ogni caso, conviene prepararsi a un cambiamento valutario, quindi alla probabilità che i depositi bancari e gli altri crediti denominati in Euro siano convertiti in Lire o altra valuta, con una forte svalutazione rispetto all’Euro e con una perdita di potere d’acquisto. Contromisure preventive, oltre all’emigrazione, sono a)spostare i depositi in un idoneo paese estero (Svizzera, per esempio); b)convertire i depositi da Euro a valute forti, con scarso debito pubblico; c)investire in valori sganciati dalla valuta italiana.

Marco Della Luna


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Commento di Marco Carlino:

Ovviamente concordo in toto con quanto detto dal Della Luna, ma aggiungo solo una riflessione sull'ultima contromisura (c) la dove con "valore sganciato dalla valuta italiana" spero l'autore si riferisca anche - che a mio avviso si dovrebbe intendere come soprattutto - ad acquistare immobili nella fattispecie prevalente di suolo.
Qualche tempo fa vidi un filmato (non ricordo dove) che illustrava come sempre più privati investitori acquistino in cooperazione dei terreni, da edificare e da coltivare o da far coltivare a chi in cambio ci abita... il che coi tempi che corrono fa comodo a tanti "poveri", sempre più spesso nuovi.
Anche perché è sempre meglio non puntare su valori per loro stessa natura effimeri e aleatori come le valute estere o assolutamente fittizi come l'oro... e qui probabilmente qualcuno, sbagliando, non sarà d'accordo con me che il valore dell'oro non sia altro che quello della vanità.

Mia rispostina al commento: "Dici bene sul valore "effimero" dell'oro... un elemento che forse poteva avere una ragione nell'antichità e sino a un secolo fa, ma oggi nel tipo di società e di tecnologia corrente non ha più senso... il valore monetario deve essere basato su altri criteri... capacità produttiva? capacità lavoro? beni ambientali e artistici? La forma è ancora da studiare..
(Paolo D'Arpini)"

lunedì 14 novembre 2011

Draghi e Napolitano devono essere arrestati e processati per tentato golpe contro lo stato....



I golpisti finanziari che hanno terminato la nostra democrazia dopo 63 anni di vita sono stati condotti al Palazzo italiano da Mario Draghi e dal Group of Thirty. Ad attenderli dentro il Palazzo vi era Giorgio Napolitano, da 35 anni uomo di punta in Italia del Council on Foreign Relations degli USA e amico delle loro multinazionali, come da lui stesso dichiarato molti anni or sono su Business Week.

Si consideri quanto segue:

1) La sovranità legislativa italiana, quella economica ed esecutiva, già compromesse dai Trattati europei e dall’Euro (si legga Il Più Grande Crimine 2011), sono state terminate del tutto. Ciò è evidente persino nei titoli del Corriere di questi giorni, non c’è bisogno di leggere Barnard o altri.

2) Le misure di austerità - si legga la rapina della pubblica ricchezza e del futuro di milioni di famiglie italiane attraverso un collasso pilotato dell’economia che tali misure portano senza dubbio - non hanno ora più ostacoli, e sono espressione del volere di poteri finanziari non eletti dagli italiani. Il Parlamento non ha avuto voce in capitolo, ha dovuto obbedire di corsa, cioè è stato esautorato di fatto da forze straniere.

3) Saranno decenni di sofferenze e lacrime e sangue per i cittadini, un impoverimento mai visto dal 1948 e tanti morti anzi tempo a causa della demolizione dei servizi.

I punti 1, 2 e 3 formano i contenuti sufficienti per un’accusa di alto tradimento della patria da parte di Mario Draghi e di Giorgio Napolitano, che devono essere incriminati e arrestati. Se pensate che questa sia retorica di un esagitato, si legga la letteratura economica americana sulla crisi dell’Eurozona per fugare ogni dubbio, e si visiti l’Irlanda o la Grecia, vittime prima di noi di questi golpisti. Questo è un colpo di Stato.

Mario Draghi è membro del Group of Thirty (GOT), dove la sua presenza segna il più scandaloso conflitto d’interessi della storia italiana, alla luce del disastro democratico che stiamo vivendo (prendano nota i demenziali travagliati dipietrosi che per anni sono corsi dietro al conflitto d’interessi del presunto ladro di polli e hanno ignorato quello dei veri ladri planetari). Il lavoro dell’eccellente Corporate Europe Observatory ha denunciato il GOT e ciò che vi accade. Fondato nel 1978, è una lobby dove impunemente i grandi banchieri si mischiano a pubblici funzionari di altissimo livello. Ecco i principali membri: Jacob A. Frenkel, di Jp Morgan Chase - Gerald Corrigan, Managing Director del Goldman Sachs Group - Jacques de Larosière, Presidente del Gruppo UE sulle risposte alla crisi finanziaria - William C. Dudley, ex Goldman Sachs oggi alla Federal Reserve di NY - Mervyn King, governatore della Banca Centrale d’Inghilterra - Lawrence Summers, ex ministro del Tesoro USA, oggi al Bilderberg Group - Jean-Claude Trichet, uno dei padri dell’Euro, ex governatore della BCE - David Walker Senior Advisor, Morgan Stanley International - Zhou Xiaochuan, governatore Banca Centrale Cinese - John Heimann, Istituto per la Stabilità Finanziaria - Shijuro Ogata, Vice Presidente, Commissione Trilaterale - inoltre vi sono passati Tommaso Padoa-Schioppa (ex Min. Finanze) e Timothy Geithner (attuale Min. Finanza USA). Ripeto: Draghi ne è membro oggi.

Cioè, in esso si mischiano i lobbisti della finanza bancaria più criminosa della Storia e i pubblici controllori delle medesime banche.

Mario Draghi arriva alla BCE fra il 31 ottobre e il primo novembre. Il colpo di Stato finanziario contro l’Italia si svolge nella settimana successiva, il governo eletto ne è spazzato via. Mario Draghi poteva fermare la mano degli speculatori golpisti semplicemente ordinando alla BCE di acquistare in massa i titoli di Stato italiani. Infatti tale acquisto avrebbe, per la legge basilare che li regola, abbassato drasticamente i tassi d’interesse di quei titoli, il cui schizzare in alto a livelli insostenibili stava portando l’Italia alla caduta nelle mani degli investitori golpisti.

Essi sarebbero stati fermati, resi inermi di fronte al fatto che la BCE poteva senza problemi mantenere a un livello basso costante i tassi sui nostri titoli di Stato. Ma Mario Draghi siede alla BCE e non fa nulla. Non siate ingannati dalla giustificazione standard offerta per questo rifiuto di acquistare titoli italiani da parte della BCE. Vi diranno che le è proibito per statuto, ma non è vero: infatti clausole come la SMP Bond Purchases lo permettono, e anche le regole sulla stabilità finanziaria del trattato d Maastricht, come scritto di recente da Marshall Auerback e da altri. Draghi poteva agire, eccome.

Risultato: il golpe. Da ora le elite finanziarie sono col loro aguzzino Mario Monti al governo a Palazzo Chigi. Fine della democrazia italiana fondata nel 1948. Comandano i mercati, non il Parlamento.

Tutto ciò è stato ampiamente discusso da Mario Draghi con i suoi camerati al Group of Thirty, secondo un copione che trapelava da anni sulle pagine della stampa finanziaria anglosassone. Silvio Berlusconi era stato avvistato più volte dell’esistenza di quel copione: “L’Italia ha problemi gravissimi, ha bisogno di una iniezione di libero mercato con riforme economiche neoliberali… fra cui ridurre le tasse, tagli all’impiego pubblico e alle pensioni, rafforzare il settore dei servizi privati, e rendere più facili i licenziamenti”, cioè esattamente quello che sta accadendo in queste ore nelle riforme che il golpe ci ha imposto, facendosi beffe, come già detto, del Parlamento non più sovrano. La prescrizione in corsivo è del Neoliberista fanatico Alberto Alesina nell’Aprile del 2006. Lo stessa anno in cui Draghi prendeva il comando della Banca d’Italia, dopo aver lasciato la banca d’investimento più criminosa del mondo, Goldman Sachs, in cui resse una posizione di comando nel settore Europa proprio mentre la Goldman aiutava la Grecia a truccare i propri conti pubblici nel 2002. Draghi mentì negando di essere stato in carica a Golman Sachs nei mesi della truffa, ma fu smascherato dalle audizioni del Senato USA, nientemeno.

Tornando al golpe. Le conseguenze sociali, le sofferenze per milioni di italiani per decenni, la scure che si abbatte sul futuro dei nostri piccoli, sui pochi preziosi anni che rimangono agli anziani indigenti, sull’ambiente, e sulla democrazia, saranno tragici. Nell’ordine di migliaia di volte peggiori di qualsiasi danno le mafie regionali abbiano mai potuto infliggere all’Italia, e col concreto pericolo di prostrarla per intere generazioni. Alla luce di tutto ciò, e mentre si fatica a non emigrare di fronte all’idiozia epica di masse di italiani che festeggiano l’arrivo dei golpisti (sic), è doveroso chiedere l’incriminazione e l’arresto per alto tradimento di Mario Draghi e di Giorgio Napolitano in quanto cittadini italiani. Prego quindi l’eventuale giurista che leggesse queste righe di informarmi sulla procedura per inoltrare una denuncia in tal senso. Se, come temo, essa non esiste, nulla cambia della sostanza morale di quanto scritto.

p.s. Prego i diversi colleghi che usano in Tv, ai dibattiti o in radio i fatti che scopro e denuncio, di almeno citarmi come fonte. Grazie.

PAOLO BARNARD


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Commento aggiunto di Orazio Fergnani:

Paolo Barnard ondeggia fra molte sponde….. stavolta è sulla nostra sponda…………


QUESTA MIA COMUNICAZIONE E’ UNA GRAVE DECISIONE E PRESA DI POSIZIONE ….. E ME NE ASSUMO PIENAMENTE LA RESPONSABILITA’ POLITICA E GIUDIZIARIA., E IN PIENA COSCIENZA E CONSAPEVOLEZZA AFFERMO CHE NON OCCORRE ATTENDERE ALTRO TEMPO PER COMPRENDERE PERFETTAMENTE COSA E’ STATO MESSO IN ATTO, LE NOSTRE PIU’ FOSCHE PREVISIONI SI SONO AVVERATE E SONO IN CORSO…. ORA SONO DIVENTATI FATTI… ORA E’ GIUNTO IL MOMENTO DI PRENDERE UNA POSIZIONE PRECISA ED INAMOVIBILE ……

ORA E’ UNO DI QUEI MOMENTI NELLA STORIA IN CUI OGNUNO, SECONDO LA PROPRIA COSCIENZA, IL PROPRIO LIVELLO DI CONSAPEVOLEZZA E SENTIMENTO ASSUME SU DI SE’ IL PROPRIO DESTINO.

AGIRE CI FA COMUNQUE “PADRONI” DEL NOSTRO FUTURO …… AGIRE O NON AGIRE CONDIZIONERA’ PER SEMPRE IL DESTINO NOSTRO E DELLE PROSSIME GENERAZIONI… ESSERE O NON ESSERE INTERVENUTI PER CERCARE DI FAR VALERE LA NOSTRA POSIZIONE SOCIALE, ECONOMICA E POLITICA CI RENDERA’ UOMINI LIBERI O SCHIAVI DEL POTERE ASSOLUTO… ESSERCI OPPOSTI O AD UN GOLPE LEGISLATIVO/COSTITUZIONALE/GIUDIZIARIO/FINANZIARIO CI RENDERA’ UOMINI ONORATI, DEGNI ED ONESTI …..OPPURE NON ESSERCI OPPOSTI …… IGNOBILI, INFAMI, …….. VIGLIACCHI….. DEGNI SOLTANTO (APPUNTO) DI ESSERE SCHIAVI.


VI COMUNICO QUANTO SEGUE :

PREANNUNCIO CHE VENERDI P.V. PRESENTEREMO UNA DENUNCIA CONTRO IL CULMINE DEL GOLPE (I FATTI DI QUESTI GIORNI RIGUARDANTI IL “GOVERNO TECNICO”).

QUESTA E’ UN’AZIONE CHE CI DEVE VEDERE TUTTI ALL’AZIONE E PRESENTI AL DEPOSITO DELLA QUERELA….. PERCHE’ CONTESTUALMENTE REGISTREREMO UN VIDEO IN CUI COMANDEREMO ALLE FORZE DELL’ORDINE…. IN FUNZIONE DI CITTADINI INFORMATI SUI FATTI …. E FATTISPECIE DI REATO IN ESECUZIONE E FLAGRANZA DI REATO, DI INTERVENIRE PER ARRESTARE…. I MALANDRINI/MASNADIERI/LESTOFANTI CHE SONO CON LE MANI ANCORA NELLA MARMELLATA E PRIMA CHE CE LA PORTINO VIA PER SEMPRE E VEDREMO DA CHE PARTE STANNO I COSIDDETTI “TUTORI DELL’ORDINE”.

GLI ELEMENTI PROBANTI SONO INNUMEREVOLI ED INCONFUTABILI ….. ED IL COMPORTAMENTO TENUTO NELLE PUBBLICHE INTERVISTE DAI RECITANTI IN SCENA SONO ADDIRITTURA ILLUMINATI DELLA LORO CONSAPEVOLEZZA DI DELINQUERE E DELLA PAURA CHE HANNO DI ESSERE SCOPERTI E SUBIRNE LE CONSEGUENZE.


Laudetur Semper Priapus, Pan et Sol Invictus.


Veiensfurens. - Orazio Fergnani
Via Baccanello, 16 - 00060 Formello (Roma)
Tel 392 654 68 68
E-mail : oraziofergnani@tiscali.it
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giovedì 26 maggio 2011

"LOTTA PER LA SUCCESSIONE ALLA GUIDA DEL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE" - di Daniele Carcea




E' giusto che a sostituire DSK alla guida del FMI sia un'altra volta un europeo, un'altra volta un francese, o meglio una francese?

Dominique Strauss-Khan alla fine si è dovuto dimettere dall'incarico di direttore del Fondo monetario internazionale.

Le accuse e i capi di imputazione sono troppo pesanti perché lui possa continuare a dirigere una delle organizzazioni finanziarie più importanti al mondo.

L’FMI infatti, è l’organizzazione che interviene quando un Paese, si trova in grandi difficoltà economiche: cioè non riesce a pagare più i suoi creditori, prevalentemente banche e non riesce a trovare altre forme di credito per finanziarsi, insomma rischia la bancarotta.

Quando il Fondo Monetario Internazionale (FMI) interviene pone delle ferree condizioni che lo Stato deve accettare per poter attingere al prestito, altrimenti questo gli viene negato.

Per essere chiari il FMI si sostituisce al governo del Paese in difficoltà nella gestione della sua economia e delle sue finanze, Paese che viene praticamente commissariato e automaticamente dovrà sottoporsi ad un programma di risanamento lacrime e sangue, che vede fra i suoi punti fondanti: rigore di bilancio, taglio della spesa pubblica, diminuzione dei salari, aumento della pressione fiscale.

Per alcuni critici del FMI, esso anziché aiutare il Paese in difficoltà lo strangola:

favorendo politiche antiprotezionistiche e di liberalizzazione, permette di fatto l’ingresso nel Paese, delle multinazionali, pronte a mettere le mani sui pozzi petroliferi e sui giacimenti di materie prime, in combutta spesso con i dittatori a capo di questi Paesi, il tutto condito da una sana distruzione ambientale.

Strauss-Khan, oltre a dare un taglio meno cinico al FMI, si è rivelato un grosso difensore degli interessi dell’Europa, all’interno del FMI, infatti si offrì immediatamente nel gennaio del 2010 di aiutare la Grecia, ancora prima che l’unione Europea, si mettesse d’accordo per scegliere una strategia condivisa, lui e Trichet fecero forti pressioni sulla Germania, per convincerla ad attuare il piano salva-Grecia.

Nel corso degli ultimi anni è stato percepito un certo malumore da parte dei Paesi asiatici, nei confronti dell’iper-attivismo verso l’Europa di Strauss-Khan.

L’irritazione per questo interventismo a favore dei Paesi europei del FMI ha unito Stati Uniti e Asia e già questo ha comportato una diversa distribuzione delle quote di capitale del fondo, dove l’Europa ha lasciato spazio alla Cina.

Attualmente è in atto un duello Asia-Europa per la successione a DSK, infatti all’orizzonte sta emergendo la candidatura di qualche personalità appoggiata dall’oriente del mondo e dai Paesi emergenti guidati dai soliti BRIC (Brasile, Russia, India, Cina) e dintorni, che stanno facendo sentire la propria voce anche sulla necessità di maggiore rappresentanza al top management del FMI, perché l’economia mondiale non è più quella del dopoguerra, ma nemmeno quella della fine del secolo scorso.

Per la Cina probabilmente i tempi non sono ancora maturi, per chiedere il vertice del FMI, poiché la sua valuta il renminbi non è ancora convertibile e i il mercato dei capitali finanziari è ancora chiuso, ma se andrà avanti nelle riforme di apertura finanziaria, si candiderà senz’altro per il prossimo turno.

In questo momento, in pole position c’è il il ministro delle finanze francese Christine Lagarde. I Paesi del sud-est Asiatico puntano invece sul ministro delle Finanze di Singapore, Tharman Shanmugaratnam, per gli amici Tharman, ma difficilmente i francesi molleranno l’osso.


Daniele Carcea

carceada@interfree.it

venerdì 17 dicembre 2010

Giuseppe Turrisi: Draghi, Merkel, Shauble, Marchionne, Cameron, Blankfein, Juncker, Amato, Alesina, Trichet, Attali, Barroso.. ecco i veri terroristi

Fondo Monetario Internazionale: carta colorata in cambio di beni - Come si arriverà al giorno in cui uno scrittore poserà le dita sulla sua tastiera e scriverà ciò che oggi ancora non si deve scrivere...

...e cioè che l’unico atto rimastoci per non morire da vermi, l’unico che ci è stato lasciato dal Potere, è di dare la nostra vita mentre spegniamo quella dei criminali di massa come Draghi, Merkel, Shauble, Marchionne, Cameron, Blankfein, Juncker, Amato, Alesina, Trichet, Attali, Barroso e i loro soci?

Perché siamo vicini, molto vicini badate bene, al destino dei ribelli islamici
che oggi conosciamo come irragionevoli folli sanguinari, e che invece sono
come noi, cioè voci cui non fu lasciata altra voce se non quella di
immolarsi in atti di cieca disperazione. Questo fa il Potere, che si chiami Impero
americano e sionista, o che si chiami Fondo Monetario Internazionale,
Commissione Europea, Gruppo Bilderberg e mercati di capitali coi loro
sacerdoti di cui sopra, esso ti schiaccia, ti tortura, ti dissangua,
t’inganna, ti umilia, e ti prende per i fondelli con la menzogna dei
mezzi di lotta democratici fino al punto in cui l’individuo si trova
talmente senza voce, talmente disperato, talmente soffocato dai muri
di gomma da prendere un’arma, un coltello, una cintura di esplosivi e
reagire nell’unico modo che lo stesso Potere gli ha lasciato. E quando
questo accadrà, il Potere invertirà i ruoli di vittima e carnefice ed
ecco che Hamas non è più l’erede brutale di 80 anni di sevizie assai
più brutali a un intero popolo; Hamas è il terrorista.

La domanda rimane: come si arriverà a quel giorno?

Scrive il Prof. Robert E. Prasch, economista del Middlebury College,
USA: “L’Irlanda poteva semplicemente dichiarare il fallimento,
rinegoziare il suo debito e far capire ai suoi creditori che
l’alternativa era prendere o lasciare un’offerta unilaterale del
governo di Dublino. Ma il Fondo Monetario Internazionale (FMI) e la UE
hanno intuito questa via d’uscita e hanno inserito nei termini per il
‘salvataggio’ dell’Irlanda la pretesa che il suo governo si giocasse
come garanzia per gli investitori i soldi del Fondo di Riserva delle
Pensioni Nazionali Irlandesi… detto in parole povere, la sopravvivenza
dei pensionati d’Irlanda sarà ostaggio di questo accordo.” E poi: “Non
deve sorprendere venire a sapere che fra le condizioni del medesimo
accordo di ‘salvataggio’ d’Irlanda ci siano dettagli inspiegabili come
l’obbligo per le famiglie di dotare ogni casa di un contatore
dell’acqua a unità separate, precondizione essenziale per la
privatizzazione del servizio. O la riduzione dei già miseri stipendi
minimi. Cos’hanno a che fare i contatori dell’acqua e gli stipendi
minimi con le frodi bancarie, le deregulation, e la condotta folle del
governo che hanno creato e nutrito questa crisi? Li hanno incastrati:
il FMI, la UE e il governo di Dublino sono d’accordo che la via
migliore è di smollare i rischi e i costi associati col salvataggio
delle banche a coloro che non c’entrano nulla con quella frode e che
ne hanno beneficiato zero.” E ancora: “Gli appiopperanno più tasse e
più alte, abbasseranno gli stipendi dei dipendenti pubblici, alzeranno
le rette per gli studenti, crollerà l’assistenza ai poveri e ai
disoccupati, saranno tagliati i benefici alle famiglie con bimbi
piccoli, mentre saranno salvati i gruppi di ricchi, le corporations,
quasi tutti i dirigenti di banca e gli speculatori stranieri.”

Infine: “Senza dubbio i banchieri e i burocrati del Fondo Monetario
Internazionale e della UE hanno colto nella crisi irlandese
un’opportunità eccezionale… di imporre agli irlandesi una politica
economica decisa da un potere non eletto e fuori controllo,
esattamente come sotto l’egemonia britannica dell’800… Il capitalismo
della catastrofe è approdato in Irlanda.”

Per favore, rileggete, pensando che stiamo parlando di esseri umani
come me e come te, che hanno una sola vita, e in questa sola vita si
giocano tutta la già minima quota di speranza, di amore, di autostima,
di bene per i propri figli, un poco di gioia magari ogni tanto, prima
che una malattia o la sofferenza gli spengano le luci. Non avranno una
seconda chance, questa vita è tutto ciò che hanno, ma cento uomini
nelle stanze del loro potere hanno deciso, per profitto, che milioni
di loro, e i loro figli, devono schiattare da vivi, piangere, sentire
il degrado, la melma della precarietà alla gola sempre… e poi morire.
Ci può essere una cosa più infame?

Per favore, rileggente, sapendo che arriveranno anche qui, perché il
piano del colpo di Stato finanziario europeo lo prevede in termini
certi. Funziona così, badate alla perversa frode con cui ci ammazzano:
l’agenzia di rating Moody's (dà le pagelle ai governi e chi sgarra
sanguina) viene istruita di abbassare il voto dell’Italia;
immediatamente i titoli di Stato emessi dal nostro Tesoro dovranno
pagare un tasso di interesse più alto perché chi li compra ha visto la
bocciatura di Moody’s e non si fida più di noi, quindi per comprarli
pretende di guadagnarci di più; poiché non abbiamo più moneta sovrana,
cioè usiamo l’euro prendendolo in prestito dai mercati privati, pagare
interessi più alti significa per noi doverci indebitare ancor di più;
ma di nuovo i mercati si allarmano perché temono che facciamo
bancarotta e questo significa per Roma “cadere vittima di una spirale
di bocciature (da parte di Moody’s) che portano ad ancora meno fiducia
dei mercati, che porta ad ulteriori bocciature, che portano a tassi
sui titoli di Stato ancora più alti e così fino al
collasso” (Financial Times). Non se ne esce, impossibile. Nel panico
da crash finanziario, il governo di Roma, come quello di Lisbona,
Madrid, Atene ecc., deve accettare l’arrivo dei tecnici del FMI, e… la
ricetta è quella di Dublino, sangue dei cittadini, pacchia per i
manager e privatizzazioni selvagge del nostro bene pubblico nelle
tasche degli speculatori. Uno dei loro sicari, Financial Times, lo
scrive nero su bianco: “(Lo Stato) evita di dover vendere questi
titoli solo se accelera le privatizzazioni.”

Tutto questo orrore, che già ha soffocato un’enorme fetta di economia
italiana - aziende, lavoro, posti pubblici, stipendi pubblici,
servizi, istruzione, precari…- e che nei prossimi 5 anni ci farà
conoscere il più devastante attacco ai salari della Storia moderna,
proviene, lo ricordo, da una pianificazione di 70 anni da parte delle
elite finanziarie che è culminata con l’introduzione dell’euro come
arma finale per lo sventramento di ogni residua sovranità dello Stato
nel creare ricchezza per i propri cittadini (si legga Il Più Grande
Crimine). La realtà è che ogni singola parola spesa dai criminali che
ho citato all’inizio e dai loro soci mira precisamente all’opposto di
ciò che dichiarano, cioè mira a stringere ancora di più la spirale di
collasso finanziario degli Stati descritta dal Financial Times poco
sopra. Ma intanto i media ci dicono che Wikileaks è la notizia! che
Berlusconi è la crisi!, che Obama è la speranza!

Mario Draghi, in un inglese robotico, ha recentemente declamato in
un’intervista video al massimo quotidiano finanziario della City di
Londra che “… si devono rendere le regole già esistenti ancora più
stingenti, più severe. Sanzioni, costi politici e sanzioni finanziarie
devono diventare misure praticamente automatiche, così da dare alle
nazioni con politiche deboli, incapaci di fare la cosa giusta, la
forza per correggersi”. Draghi, 'criminale falsario', usa le parole
vere: fare la cosa giusta come impegnare i soldi guadagnati in una
vita di lavoro da milioni di pensionati per garantire i profitti degli
speculatori che hanno ‘cucinato’ questa catastrofe economica mondiale
con la complicità tua, di Moody’s, di Giuliano Amato, della Goldman
Sachs di New York cui tu rispondi quotidianamente e che ti ha creato,
e dove un uomo che risponde al nome di Lloyd Craig Blankfein ha
detto, mentre milioni di esseri umani perdevano la casa, la salute, il
futuro dei figli nella loro unica vita, che “Goldman Sachs fa il
lavoro di Dio”. Fare la cosa giusta come illudere decine di migliaia
di operai italiani che la Fiat li tutelerà, quando la Fiat del
criminale Marchionne sa benissimo che si prospetta non solo il
collasso dei salari di tutti gli operai europei, ma anche la
dismissione totale del lavoro umano dalle catene di montaggio di tutti
gli stabilimenti. Fare la cosa giusta come impedire allo Stato dei
diritti nato dal pensiero illuminista di usare la moneta sovrana per
fare ciò che lo Stato deve fare: spendere a deficit per creare
ricchezza nei cittadini, mentre tu e i tuoi soci criminali avete
sottratto all’Italia di noi umani 457 miliardi di euro di ricchezza in
2 anni, e lo hai pubblicato tu nei tuoi bollettini di Banca d’Italia
il 16 dicembre 2009. Fare la cosa giusta come sedere di fronte a una
telecamera con la tua voce robotica che copre le mattine, le sere e le
notti di milioni di vite spezzate per il tuo e per il vostro profitto.
Criminali.

Per noi, la gente.

E' vero che siamo strozzati dai ritmi di vita; è vero che lottare
contro il Potere è oggi come attraversare un labirinto di muri di
gomma, chi lo ha fatto lo sa bene; è vero che i mezzi di lotta
cosiddetti democratici sono in gran parte una frode; è vero che 'loro'
sono spietati e che non ci risparmiano nulla; ed è vero che tutto ciò
finisce per costringere le loro vittime all'angolo della violenza. Ma
l'apatia di milioni di noi non si può giustificare. E la miopia della
minoranza attiva ossessionata dal 'cortiletto del potere', ancora
meno. Il Mahatma Gandhi, quello vero, predicò di affrontare il proprio
nemico facendosi persino macellare col sorriso sulle labbra. Ma disse
anche che se non si posseggono i mezzi per fare ciò, l'apatia non può
mai essere giustificata..... Questo disse Gandhi.

Giuseppe Turrisi Salvatore

Tel. 3938424644
giuseppeturrisi@leonardo.it