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lunedì 10 settembre 2012

Signoraggio, moneta di stato e moneta "privata" (a debito pubblico)

Comode bugie


Psicologia del signoraggista e la sindrome di Dio

Il signoraggista (erroneamente) è quel tipo che si interessa e combatte coloro che privatamente guadagnano emettendo "moneta debito" prestandola agli stati. Già la prima riflessione che bisogna fare è la seguente che forse è meglio dire anti-signoraggisti, ossia essere contro questo sistema, ma poiché non c'è stata chiarezza fin da subito, succede che per la stampa di regime (ma anche quella non di regime) i signoraggisti di fatto sono gli anti-signoraggisti.

Sfatiamo un'altro blocco sopratutti per dei poveri sprovveduti se non ignoranti in materia, in quanto continuano a tacciale di "fascista" chi si occupa di signoraggio, il sol perché sono venuti alla ribalta alcuni autori di ""destra"", uno per tutti Ezra Pound, che ne hanno parlato con un certa "potenza". In oltre la storia recente vuole che la terza internazionale (sinistra!!) prese posizione per non dire fece una "alleanza" a favore degli ebrei, e siccome alcuni banchieri (non tutti) erano ebrei, è stato facile chiudere il cerchio, e fare il sillogismo più stupido del mondo; se parli male dei banchieri privati che emettono moneta (poiché alcuni banchieri sono ebrei e siccome il fascismo ha perseguitato gli ebrei) tu sei fascista a prescindere senza possibilità di difesa!!!!.

Ci sarebbe, in oltre, da dire che la sinistra europea, ma sopratutto quella italiana, in virtù di quella lontana "alleanza" a difesa degli ebrei si è trovata nel tempo di fatto a rinnegare il proprio carisma (difendere il proletariato) e stare dalla parte del "capitalista", ma in questo caso stranamente non è stato fatto nessun sillogismo. La realtà del signoraggio è molto più complessa che non solo la differenza tra "valore intrinseco" e "valore facciale"; l'aggio del signore, purtroppo non conosce limiti e storia (altro che fascismo), già i romani coniavano monete che valevano meno di quanto era indicato sul conio, poi le città stato, le repubbliche marinare, "il 1694 (prima banca), il 1944 (bretton - FMI e BM), il 1971 (fine golden standard), 1981 ( in casa nostra divorzio tra la banca di Italia e ministero del tesoro, il tasso diventava scelta autonoma), 1992 ( in casa nostra la banca d'Italia è privatizzata al 95%) , 1999 (abolizione della Glass-Steagall), l'esperienza Argentina sotto Menem, 2002 la massima "creazione assassina" dell'euro-truffa, in mano agli speculatori, che alla faccia dei principi di uguaglianza ha un costo diverso per le varie nazioni che la vogliono utilizzare (la Grecia 100 euro li compra a 6/7 euro (in aumento), l'Italia a 4/5 euro e la Germania a 1/2 euro); ( fine 2013 crak finale e ritorno alla neolira!!!!).

Tornando alla stupida connotazione "politica" del fenomeno "moneta debito" c'è una lunga schiera di intellettuali e politici che hanno affrontato l'argomento, di ogni estrazione politica, sociale e provenienza a comunicare da Thomas Sankara, Abraham Lincoln, James Garfield (giusto per non citare sempre Kennedy) Luis Even, Clifford Hurt Douglas, John Barnes, Karl Marx, Silvio Gesell, Barone Giuseppe Corvaja, John Kennet Galbrigth, Sella di Monte luce, John Perkins, Ferdinando Galliani, Hayek, alcuni Papi tra cui Pio XI, Chavez, ecc, ecc l'elenco è lunghissimo, chiudo l'elenco, con una frase tratta dal libro di Lev Tolstj "l'unico mezzo" (sicuramente un fascista!!! sic) " La terra gli è tolta e viene considerata proprietà di coloro che non la lavorano; in modo che per procurarsi da questa il nutrimento, il contadino deve fare tutto ciò che da lui esigono i proprietari della terra. E se abbandona la terra e si colloca al lavoro nelle officine, nelle fabbriche, allora cade in servitù dei ricchi, deve lavorare per tutta la sua vita, dieci, dodici, quattordici ore al giorno e più, fare per altri un lavoro monotono, noioso e spesso pericoloso per la sua stessa vita. Può egli mettersi a coltivare la terra o a lavorare in proprio, in modo da nutrirsi senza miseria; ma allora non lo si lascia tranquillo, gli si chiedono le imposte e inoltre lo si costringe per tre, quattro, cinque anni a servire nell'esercito, o gli si fanno pagare imposte speciali per l'organizzazione militare. E s'egli vuole trar profitto dalla terra senza pagare per essa, o se si mette in sciopero e vuole impedire agli altri operai di prendere il suo posto, o se rifiuta di pagare le imposte, allora si mandano le truppe contro di lui, viene ferito o ucciso, e colla forza lo si costringe a lavorare e a pagare come prima.

"Così vivono i contadini e gli operai del mondo intero, non come uomini, ma come bestie da soma, che sono forzati durante tutta la loro vita a fare non quel ch'è utile a loro, ma ciò che serve ai loro oppressori, e perciò si dà loro quel tanto di nutrimento, di vestiario e di riposo appena necessario, perché essi possano lavorare senza tregua. La minoranza degli uomini, quella che domina il popolo lavoratore, approfittando di tutto quel che questo produce, vive nell'ozio e nel lusso sfrenato, sprecando inutilmente, in modo immorale, il prodotto del lavoro di milioni di operai." Ora basterebbe cambiare qualche parola tipo "terra" con "moneta" e si comprenderebbe la profondità di tale scritto risalente al 1901, dove cambiano i contesti ma non i meccanismi dei "padroni", questo per dire che l'argomento è stato trattato veramente da tutti. Stiamo infatti parlando di "sovranità monetaria" anche se poi le sfaccettature ("moneta debito"- "moneta privata" - "signoraggio" - "moneta sovrana" - "moneta giusta"- "moneta sociale"- "moneta di stato", ecc) portano sempre allo stesso problema di fatto questo è un argomento che non ha colore politico ma interessa l'intero popolo che usa una moneta. Immaginate una impresa che tagli le tavole su misura ma ogni volta che usa il metro per misurare ed il taccuino per "conservare" il "valore della misura", lo deve prendere in affitto e pagare interessi, alla fine chiunque concorderà che forse è meglio avere un metro ed un taccuino di proprietà.

Ora una nota con la professione dell'anti-signoraggista, stranamente quando si scopre questa frode che equivale a riconoscersi schiavo, si innesca come una perversione che invade anima e corpo fino ad arrivare alla sindrome di Dio e si pretende di salvare il mondo da soli, senza neanche volere l'aiuto dell'altro. Il personaggio ha acquisito la sindrome dell'anti-signoraggisita con i seguenti sintomi: presuntuoso, anarchico per definizione, vede nemici da per tutto sopratutto in quelli che dicono le stesse sue cose parlandogli addosso. Soprattutto l'ultimo arrivato è il più pericoloso e il più ambizioso, che dopo aver letto un articolo e mezzo,o poco più, decide di fondare la sua "nuova (ennesima ed inutile) associazione" sotto uno slogan più o meno carino e ad effetto, pensa di salvare l'Italia da solo, disconoscendo ed ignorando chi quell'argomento lo tratta da anni e con molta più consapevolezza.

Fa analisi su analisi e pretende che la sua analisi sia migliore dell'altro, per questo o quest'altro motivo e poi non ha la minima capacità di organizzare una rete di convergenza e di realizzare una azione collettiva mobilizzante, per il semplice fatto che la "mia" (sua) idea ed il mio "slogan" e più "bello" più "intelligente" e più "profondo". Ma la cosa più grave è che non comprende che c'è un intero sistema globale e mondiale, intrecciato di culture, paradigmi, strutture, interessi, servizi, sistemi che se solo lo volessero cancellerebbero anche i registri su cui è scritta la data di nascita e la memoria di chi lo ha conosciuto. La presunzione di darsi troppa importanza e dimenticarsi in fondo di essere sempre un/settemiliardesimo, con tendenza al ribasso.

Il sistema lo creiamo noi ogni giorno con il nostro pensiero ed il sintema prende forza dalle nostre energie, cosi come il potere lo concediamo noi ogni giorno. Basterebbe fare lo sciopero fiscale seriemente oppure che tutti ritirassimo i soldi dalle banche per far saltare il sistema ( ci sarà un motivo per cui vogliono controllare tutto il "loro" denaro imponendo sempre di più la moneta elettronica). Tutto è informazione, la realtà è costruita dall'informazione che noi ci ostiniamo a diluire mentre andrebbe ristretta e sintetizzata. Chi ha capito come funziona il mondo ha l'informazione in mano, quella che plagia e fa convergere, mentre internet, quella che noi "crediamo" di avere in mano, segue il secondo principio della termo dinamica, ossia genera sempre più informazione degradata e va verso la dispersione.

La convergenza se arriverà non potrà essere basata su elementi culturali o di informazione (se non per piccoli gruppi che a voler essere ottimisti potranno raggiungere il 10%), ma sarà solo su elementi emozionali (mi pare si chiami Rivolta popolare), in cui colui che strillerà più forte al momento giusto e nel posto giusto guiderà i montoni ormai ridotti alla fame, per poi ricominciare di nuovo l'esperienza della "democrazia sociale" con una "moneta sociale", per sei o sette anni andrà tutto bene fin quando cominceranno le prime infiltrazioni dei parassiti, ed il film sarà proiettato di nuovo per le prossime genrazioni. La nostra limitata ragione essendo costretta a rilevare la realtà nella rappresentazione dello spazio-tempo vede tutto come "lineare" e come "causa ed effetto", ma quel "segmento" benché apparentemente "retto" nello spazio, di fatto fa parte di una grande circolarità del tempo che viene e va da e verso l'infinto dove anche due rette parallele potrebbero in fondo incontrarsi.

Giuseppe Turrisi

giovedì 9 giugno 2011

Triplice intesa o trinità spaiata? Resa dei conti fra Giulio Tremonti, Silvio Berlusconi ed Umberto Bossi.


"Salto della corda.. o quadratura del cerchio?" Disegno di Chiara Ferrara


Muoia Sansone con tutti i filistei....

Buon consiglio a Giulio Tremonti: "Meglio far saltare il banco e tappare la bocca alle banche chiedendo il restauro del signoraggio allo Stato"
(Paolo D'Arpini)

Vedi:
http://www.circolovegetarianocalcata.it/2011/06/03/giulio-tremonti-signoraggio-bancario-perdita-della-sovranita-debiti-imposti-aspen-goldman-sachs-silvio-berlusconi-ed-il-circolo-vegetariano-vv-tt/

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Ed ora passiamo ai pettegolezzi sugli ultimi sviluppi nel rapporto fra Tremonti, Berlusconi e Bossi

Siamo alla resa dei conti. Quasi alla rissa. Difficile immaginare come Berlusconi e Tremonti possano recuperare il loro rapporto. Soprattutto dopo quello che si sono detti negli ultimi tre giorni. Tutto comincia ad Arcore, lunedì, quando Giulio Tremonti arriva prima di Umberto Bossi nel vertice stabilito da giorni.

Lo ha chiesto il Cavaliere. Aveva chiesto di vedersi a quattr'occhi. Le diversità di vedute sulla politica economica sono ormai evidenti e riassumibili per semplicità in due linee contrapposte. Il premier vuole che il ministro allarghi i cordoni della borsa e consenta di procedere con la riduzione della tasse; l'altro intende mantenere l'assoluta politica del rigore e anzi procedere a nuovi pesanti tagli. A far salire la tensione ci si mettono le voci.

Al Cavaliere è stato riferito che il ministro da giorni sta lavorando ai fianchi Bossi, gli sta chiedendo di chiedere a Silvio di fare un passo indietro e formare un nuovo governo con ovviamente lui stesso, Tremonti, al comando. Non conta ormai ciò che è vero e ciò che è falso. Conta che tra i due è venuto meno il rapporto di fiducia.

Quando si trovano faccia a faccia Berlusconi sbotta, Tremonti per la prima volta risponde, alza la voce, si ribella. Silvio non ci sta, se le dicono di tutti i colori. «Te la farò pagare», si sente urlare. Di sicuro Giulio è scosso. Racconterà ad alcuni deputati amici: «Mi accusa di cose incredibili. Mi ha detto che l'ho fatto pedinare».

Dopo arriva Bossi e prova a mediare. Ma dura poco. Il martedì va peggio, le schermaglie tra i due continuano. Nuovo vertice della notte tra martedì e mercoledì. Tremonti arriva scortato da Bossi e Calderoli. Si ragiona di politica stavolta. Ma le linee restano due. Il titolare dell'Economia insiste perché si proceda subito a una manovra pesante, da 40 miliardi.

Il premier non ci pensa proprio: «Il Paese è affamato, non possiamo chiedere altri sacrifici». Giulio risponde secco che lo impone l'Europa, che non si può aspettare. Silvio vuole un rinvio: «Non possiamo dare ancora una mazzata agli italiani, se poi si va a votare nel 2012 non rivinceremo mai».

Il titolare del dicastero di via XX settembre insiste, altrimenti si fa la fine della Grecia. Le agenzie di rating ci hanno già avvertito. Ricorda gli impegni presi con l'Europa e il pareggio di bilancio nel 2014, obiettivo ribadito a Van Rompuy appena qualche giorno fa. Il Cav non ne vuole sapere: «Lo farà il nuovo governo nel 2013, dopo le elezioni».

Bossi media, condivide la linea del Cavaliere, spinge - ma in maniera soft - perché si arrivi a una riduzione delle tasse. Berlusconi lancia l'affondo: «Giulio, la manovra prima dell'estate sarà leggera. Se non vuoi farla così, non ti preoccupare: vuol dire che se ne occuperà qualcun'altro».

Tremonti, a differenza del passato, non minaccia le sue dimissioni perché sa che il quadro è cambiato: stavolta potrebbero essere accettate. La Lega non provocherebbe la crisi. Ormai i berlusconiani sono convinti che il loro ministro più importante abbia stretto un patto di ferro anche con pezzi dell'opposizione. Che lavora per mandare il Cavaliere via da Palazzo Chigi.

Vuole andarci lui con l'appoggio di D'Alema e Bersani in accordo con De Benedetti. Da settimane notano come Repubblica tratti sempre con i guanti bianchi il buon Giulio. Non sono solo due linee ma sembrano essere due progetti divergenti.

Quel che è certo è che il leader vede i vertici del Pdl a pranzo. Prima incontra Antonio Martino, liberal spinto, che gli ricorda come si possa fare il taglio delle tasse anche subito e senza aggravi per le casse dello Stato.

Perché le riduzioni del Fisco, in tutti i Paesi dell'Occidente, hanno sempre portato un maggior gettito. E offre la sua soluzione: se Giulio non si muove, facciamo una azione parlamentare presentando una legge che preveda la riduzione dell'Irpef a due sole aliquote.

Il capo del governo non vuole perdere altro tempo. Parlando ai suoi, ammonisce: «O si capisce che tutti siamo sulla stessa barca e si lavora nella stessa direzione o è tanto meglio andarcene tutti a casa».

In serata, la situazione precipita. Tremonti sale al Quirinale e spiega la situazione allarmante dei conti. Napolitano, si sa, condivide in pieno.


Fabrizio Dell'Orefice

venerdì 3 giugno 2011

Signoraggio bancario…. ed il Circolo Vegetariano VV.TT. - Lettera Aperta


Nella foto: Paolo D'Arpini in primo piano e seduto sulla sinistra Giorgio Vitali che studia i suoi appunti.

Cari amici vicini e lontani, debbo sottoporvi un discorso lungo e complesso… che riguarda il Signoraggio…

Rammento che nel 2005, assieme all’altro firmatario Giorgio Vitali, organizzammo nell’ex Lavatoio di Calcata un dibattito sul Signoraggio, ma anche precedentemente, verso il 1997, o giù di lì, nella sede del Circolo Vegetariano VV.TT. lanciai una emissione simbolica di moneta alternativa (Petecchioni del VV.TT.) che aveva valore legale per gli interscambi all’interno del Circolo. Rammento che proposi all’allora sindaco di Calcata, mi pare fosse Luigi Gasperini, di fare altrettanto per l’area comunale, questo perché nella Costituzione Italiana è tuttora consentita l’emissione comunale di cartamoneta. Purtroppo il sindaco non fu abbastanza lungimirante e scartò l’idea…

Infatti occorre sapere che stampare carta moneta Non può essere un monopolio. Proprio perché si tratta di una Cambiale (cioè una certificazione scritta di un debito) chiunque può farlo e nessuno lo può vietare. Diverso il caso del conio di una moneta da metallo di valore. Perché tale metallo è un valore di per sé. Questa è la ragione per la quale il buon Orazio Fergnani, durante un successivo incontro (nel 2009) ha proposto una moneta complementare sotto forma di cambiale….

Alcuni di voi non sapranno che attualmente non è lo Stato a emettere la carta moneta ma sono delle banche private, sia pur denominate Banca d’Italia od attualmente BCE, per risolvere il problema del debito pubblico e degli interessi pagati e restituire allo Stato la sua dignità ed autonomia finanziaria è assolutamente necessario che l’emissione cartacea del denaro ritorni allo Stato. Inoltre siccome attualmente non c’è più alcuna trasferibilità fra la moneta ed il suo equivalente in oro ciò significa che -di fatto- il denaro che circola è semplice carta colorata e che in qualsiasi momento il suo valore nominale (convenzionale) può scomparire del tutto. Ma non voglio anticipare troppo del discorso che segue, e che parte da una interrogazione rivolta al ministro Giulio Tremonti (vedere il testo in calce)…

Leggiamo sui giornali che la posizione del Ministro Giulio Tremonti appare sempre più precaria, in seguito alla affannosa ricerca di una capro espiatorio da parte del Silvio Berlusconi, per giustificare le sue evidenti incapacità governative. Riteniamo che il Ministro sia in parte vittima di sordidi giochi di potere che spingono verso l’abbuffata finale quei detentori di un potere indifferente alle sorti economiche dell’Italia e proteso all’utile “ad personam”. Prima che sia troppo tardi, e prima che il ministro venga estromesso definitivamente dal suo incarico, sollecitiamo perciò una risposta all’interrogazione avanzata già il 23 dicembre 2009 (una sorta di “muoia Sansone con tutti i Filistei”).

Ma l’argomento che vorremmo trattare è veramente complesso e richiede alcune spiegazioni ed analisi preliminari, perciò iniziamo il discorso con l’analisi di alcune condizioni che hanno portato la nostra Repubblica all’attuale stato di cose.

Il problema è vasto e va affrontato con lungimiranza e con spirito di “comprensione”.

In primo luogo, a scanso di equivoci, dobbiamo sempre tenere presente che non è possibile in questo Sistema svolgere un ruolo qualsiasi senza “credenziali”. nel caso specifico di Tremonti, il personaggio è quanto mai ambivalente, ma di sicuro ha una posizione invidiabile: PRESIDENTE DI ASPEN INSTITUTE. Senza entrare nel merito, è bene ricordare che si tratta di titoli che aprono molte porte. Da questa posizione è anche facile sparare giudizi e soprattutto ACCETTARE CONSIGLI.

Detto ciò, è bene ricordare che ciò che passa il CONVENTO, in termini di notizie da elargire all’inclita, è quanto mai inzeppato in una melassa edulcorante dai connotati un po’ strani. Insomma: una scialappa. Nel senso che non è facile appurare la verità, a meno che qualcuno non usi il cervello per fare deduzioni appropriate. Ma anche questo cervello da una parte deve essere esercitato al libero esercizio della deduzione, dall’altra deve sapere e poter ATTINGERE A NOTIZIE IDONEE.

Facciamo un esempio. RINASCITA (2 giugno 2011): Draghi alla BCE lascia in Bankitalia fedeli esecutori dei suoi prossimi Dictat da Francoforte. La ricetta degli gnomi del monetarismo è sempre la stessa: tagli sociali, privatizzazioni, liberalizzazioni, stretta creditizia e fiscale....

Nota: chi ha detto che i gestori dell’economia finanziaria devono comandare su tutti gli altri? Nessuno! E’ un sopruso accettato passivamente da una popolazione [europea] senza alcuna dignità. Chi ha stabilito che la BCE deve essere privata? Nessuno. E’ un sopruso. Non solo: Qualora noi e noi soli, italiani, decidessimo di nazionalizzare la Banca d’Italia, potremmo farlo perché, per il principio liberista, nessuno ci può impedire di trasformare l’assetto interno di un Ente che è uno degli azionisti della BCE.

Banca d’Italia, ancorché pubblica, cioè di proprietà del Popolo italiano, sarebbe una normale azionista della banca centrale Europea. D’altronde a suo tempo fu possibile nazionalizzare indirettamente Banca Italia nazionalizzando le tre BIN. Cosa significa inviare Draghi a controllare la BCE? Semplice: DARE la BCE in mano alla Goldman Sachs. Ed a proposito della nomina di Draghi, già ampiamente comprato sul Britannia, a governatore di Bankitalia, il presidente Cossiga, che stava al gioco ma non stava zitto, dichiarò che si trattava di un atto profondamente illegale.

Infatti, non si può nominare governatore di Banca centrale un uomo di una banca privata. Lo hanno potuto fare perché hanno usato di un potere assoluto, cioè senza controllo.

Ricordiamo qualcosa: Fazio fu messo fuori gioco dalla posizione di Gov. Bankitalia perché uomo di fiducia dell’Opus, vi rappresentava gli interessi vaticani secondo una vecchia consuetudine di avvicendamento: economia guelfa, economia laica non massonica, economia massonica. NOTA: i massoni non sono laici, ma seguaci di una religione teista. L’appellativo di laico che essi attribuiscono a se stessi è un abuso. Un’appropriazione falsa come tutta la loro religione. NOTA N. 2: non siamo in condizione di poter predire come andranno le cose. Di certo il gioco è pesante.

RICORDIAMO due assassinati: Alfred Herrausen e Detlev Rowedder, due funzionari economici tedeschi che si opponevano alla sistemazione in senso privatistico della BCE. NON manchi a questo elenco anche Wim Duisberg, annegato in una piscina. (Ex governatore della BCE). NOTA: la di lui moglie è sotto processo in Olanda per “antisemitismo”. – COGLIAMO L’OCCASIONE PER RICORDARE ANCHE DUE ITALIANI MORTI O SPERITI IN CONDIZIONI PARTICOLARI: SBANCOR E FEDERICO CAFFE’. In questo elenco non manchino anche: l’americano Jeffry Picower e, volendo, anche il figlio di Madoff, nonchè i due Kennedy (e forse TRE!). Senza dimenticare Paolo Ungari ed Haider, nonchè…. Borsellino.

La realtà che stiamo vivendo è del tutto falsa.

Non esistono leggi che supportano questi comportamenti lesivi degli interessi delle popolazioni. In teoria tutto sarebbe possibile. In realtà ogni volta che si tenta di affrontare il problema della tutela degli interessi collettivi si instaura una COALIZIONE DI INTERESSI ILLEGITTIMI E SOSTANZIALMENTE CRIMINALI che crea un fossato a difesa della fortezza del POTERE, il quale è presente soltanto perché ILLEGALE (cioè non supportato da norme che ne delimitano l’attribuzione di potere.)

Al momento non esiste una società, almeno in Italia, basata sul Diritto. E poiché lo Stato di Diritto – che nasce dal concetto di libertà – è quello ove maggiormente sono tutelati i cittadini in quanto tali, si deve dedurre che in Italia non esiste libertà. E non esiste neppure libera circolazione (tutelata) delle idee laddove tali idee non hanno possibilità di pratica esecuzione e dove la Giustizia difende solo le posizioni privilegiate. (Mafia, Camorra, Ndrangheta, Sacra Corona, Banche, Finanza, Usurocrazia, Agenzie finanziarie e di riscossione coatta, Assicurazioni rapaci).

Ed ora esausti e sazi della introduzione generale e consapevoli dei retroscena in cui la cessione della Sovranità dello Stato è passata ai poteri economici “altri”… passiamo decisamente all’interrogazione a Giulio Tremonti, sperando che egli risponda.. prima che sia troppo tardi!

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA AL MINISTRO GIULIO TREMONTI

Al signor Ministro dell’Economia e delle Finanze

premesso che il popolo italiano in base all´art 1 della Costituzione, “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”, è Sovrano e fra le varie Sovranità rientra anche la Sovranità monetaria. La Sovranità monetaria consiste nel diritto di emettere moneta ex nihilo.

La Sovranità di uno Stato è indisponibile e inalienabile per chiunque tranne che per il popolo italiano che ne è il titolare esclusivo secondo qualsiasi testo di diritto Costituzionale e lo stato deteneva LA SOVRANITA´ MONETARIA fino alla privatizzazione delle tre BIN Banca Commerciale Italiana, Banca di Roma e Credito Italiano.

Si seguitò poi a vendere ai privati anche le partecipazioni nelle Banche di interesse nazionale come la BNL e l´Istituto bancario S Paolo di Torino. Con queste incaute vendite si trasferì ai privati la Sovranità

Premesso che nel 1992 iniziò la privatizzazione delle tre BIN nella quale il Ministro del Tesoro ”dimenticò” di trattenere le quote della Banca d´Italia che in base al vecchio art 3 dello Statuto della Banca d´Italia dovevano essere dello stato o di aziende con capitale a maggioranza statale. monetaria e si privatizzò la Banca d´Italia in maniera illegale rispetto al vecchio art 3 dello Statuto della Banca d´Italia che in un secondo tempo, per coprire la vendita illegale, fu riformato, dopo 14 anni di silenzio di politici e media, dai banchieri il 12/12/2006 quando è stato approvato per Decreto, dal Presidente del Consiglio Romano Prodi (ex consulente Goldman Sachs) e dal min dell´Economia Tommaso Padoa Schioppa, membro di Aspen Institute, della Commissione trilaterale e del Bilderberg Club, e avallato dal presidente della Repubblica Napolitano, la modifica all´art 3 dello statuto della Banca d´Italia il quale non prevede più la maggioranza dello Stato in Banca d´Italia.

Premesso che il 7 febbraio 1992 con la firma del Trattato di Maastricht da parte del Governo Andreotti, il cui art 105°A prevedeva che l´unico Ente autorizzato a emettere moneta fosse la BCE, banca privata e per giunta straniera, ci fu la cessione della Sovranità monetaria, avvenuta esplicitamente contro la legge italiana, perché la Sovranità monetaria non è a discrezione di un qualsiasi governo o di chiunque altro che non sia il popolo italiano ed inoltre non si seguì l´iter previsto dalla Costituzione per la modifica di quest´ultima.

Premesso che la cessione a banchieri privati, per giunta stranieri, della Sovranità monetaria è stata fatta in maniera incostituzionale in quanto è stata fatta una modifica alla Costituzione senza seguire l´iter previsto dalla stessa per le modifiche e inoltre qualsiasi Sovranità non è nella disponibilità di nessun governo. Infatti, la Costituzione italiana non prevede in alcun modo la cessione della Sovranità monetaria e men che meno a privati stranieri.

Premesso che secondo l´Articolo 105A del Trattato di Maastricht:

1.La BCE ha il diritto esclusivo di autorizzare l’emissione di banconote all’interno della Comunità. La BCE e le Banche centrali nazionali possono emettere banconote. Le banconote emesse dalla BCE e dalle Banche Centrali nazionali costituiscono le uniche banconote aventi corso legale nella Comunità.

2.Gli Stati membri possono coniare monete metalliche con l’approvazione delle BCE per quanto riguarda il volume del conio.

Premesso che l´autocrazia della BCE, unico creatore di moneta nell´Unione europea, entrò in tutti gli ordinamenti giuridici dell’Unione Europea per effetto del Trattato più volte citato (articolo 107)

Tutto ciò premesso,

SI CHIEDE di conoscere

dal Ministro del Tesoro pro tempore in quanto tempo prevede sia possibile riparare i danni arrecati all’intero popolo italiano, dato che è doverosa l´applicazione della Legge 262 del 28 dicembre 2005 il cui art 19 c 10 impone il rientro delle quote della Banca d´Italia nelle mani dello Stato entro tre anni, mentre sono già passati quattro anni dalla sua promulgazione e il cui regolamento di attuazione non è stato finora redatto, con la conseguenza che la legge succitata non è mai stata applicata mentre lo Stato è costretto a chiedere in prestito alla banca centrale il denaro di cui necessita pagandone gli interessi ad una banca privata straniera, la BCE, e facendo pagare i costi agli italiani del tutto ignari della truffa.

Art 19 c 10 della legge 262

Con regolamento da adottare ai sensi dell’articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, è ridefinito l’assetto proprietario della Banca d’Italia, e sono disciplinate le modalità di trasferimento, entro tre anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, delle quote di partecipazione al capitale della Banca d’Italia in possesso di soggetti diversi dallo Stato o da altri enti pubblici.

………………

Giorgio Vitali e Paolo D’Arpini

www.circolovegetarianocalcata.it
euroepanconsumers.tuscia@gmail.com


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Altri articoli sul tema:
http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=signoraggio

sabato 28 maggio 2011

Democrazia fittizia, il sistema debito e la sovranità monetaria smarrita..




«Permettetemi di emettere e gestire la moneta di una nazione, e me ne infischio di chi fa le leggi» (Mayer Anselm Rothschild fondatore Rothschild Bank)

Che il mondo sia dominato dal “sistema debito” è fuori discussione, ma allo stesso tempo che questo sistema sfugge ad ogni inquadramento e controllo e soprattutto identificazione, è allo stesso tempo vero. I governi forse per mancata competenza hanno facilmente ceduto la sovranità politica e monetaria ai veri governi monetari che di fatto fanno la vera politica reale. Si è sempre insegnato che in Italia esistono tre poteri che sono: il potere esecutivo, il potere legislativo, ed il potere giudiziario. Tutto questo potrebbe andare bene se non fosse che esiste un potere superiore che quello dell’emissione monetaria.

Una saggezza popolare o proverbio che dir si voglia lo conferma, “ senza soldi non si canta messa” o uno un po’ più laico “senza lilleri non si lallera”. Nei primi anni in cui uscì la legge della sicurezza succedeva che nonostante ci fossero delle norme con delle precise prescrizioni, le imprese non realizzavano la sicurezza e non si capiva come mai il processo della sicurezza spesso si fermava. Come si sa le leggi spesso hanno bisogno di un periodo di test per essere rodate e soprattutto per vedere se hanno una “sufficiente applicabilità” (qui ci sarebbe da scrivere una intera biblioteca), la scoperta fu quella che spesso il datore di lavoro, delegava qualcuno, che però poi operativamente non aveva nessun mezzo e nessuna autorità nell’seguire e nel realizzare la sicurezza.

Le varie leggi che poi si sono succedute, hanno corretto una delle cause, spiegarono bene che chi si doveva occupare di sicurezza doveva avere sempre un “potere di spesa” senza del quale il suo mandato di fatto era nullo. Il legislatore quindi ha profondamente capito che il motore di certi processi quindi, non è solo l’imposizione legislativa, ma anche e soprattutto la disponibilità economica. Tornado a molti disposti legislativi, si sa che sono fatti a costo zero, questo nella pratica significa, che molto probabilmente non si faranno. Infatti un’altra legge definì che quando si propongo disegni di legge con interventi è sempre necessario chiarire da dove si reperiscono i fondi per fare qualcosa.

È necessario fare ancora un premessa per poi poter arrivare alla conclusione del nostro ragionamento. Per portare avanti una famiglia spesso tutti si danno una mano, tutti fanno un po’ tutto, non si guardano orari, si utilizza del tempo oltre ogni fatica, si investe il proprio amore, la propria forza, il proprio intelletto senza conteggi di tipo ragionieristico; ogni uno della famiglia mette a disposizione il proprio “Valore” agli altri. Ogni membro cede il valore del proprio lavoro verso gli altri per il ben sociale della famiglia. Tutto questo valore viene messo a “credito” a favore degli altri componenti della famiglia, non passerebbe mai per la moneta speculativa. Molte famiglie si sfasciano perché sono troppo monetizzate.

Uno Stato (art. 14 cost. Italiana) dovrebbe avere certe attività che dovrebbero passare per il concetto della gestione del “buon padre di famiglia”, come bene sociale. Uno Stato non dovrebbe speculare (o far speculare, vedi cessione della sovranità monetaria) sulle attività del suo popolo, anzi dovrebbe investire a credito per il futuro dei propri giovani. La continua monetizzazione (l’obbligo dell’uso della moneta in affitto) della vita ha fatto si che tutta la fase di “sponsorizzazione a credito” verso la famiglia (i cittadini), le imprese, gli enti, fosse del tutto cancellata, ansi si passasse proprio dalla parte opposta.

Lo Stato non crede più nei sui cittadini e quindi non investe più a credito, ma solo a debito e indebitando. Uno Stato che non ha la possibilità di emettere il suo denaro (credito e fiducia per il popolo) anche inflazionando è uno Stato che intanto non è più uno Stato perché non ha un suo “potere di spesa” e poi si è trasformato in un ragioniere che tiene i “conti a posto”. Qualunque cosa voglia fare lo Stato deve sempre guardare in cassa; è come se in una famiglia non si lava il pavimento, perché bisogna farsi prestare i soldi per pagare l’impresa delle pulizie. La monetizzazione di ogni cosa (cessi, parcheggi, istruzione, sanità, autostrade, asili nido, ecc tutto a pagamento) ha portato alla paralisi della famiglia-stato. L’obbiettivo, lo conosciamo bene, è quello di renderci “drogati di denaro” (denaro dipendenti) al fine di non poterne più fare a meno; quando siamo diventati propri dipendenti, ci fanno mancare la “sostanza” (drenaggio monetario) per poterci indebitare ancora di più con le banche, chiedendo finanziamenti, mutui e prestiti.

La “disintelletualizzazione” delle masse ha poi cancellato ogni senso critico e capacità logica di razionalità, portando le persone verso i bisogni primari; le nuove strategie di “programmazione mentale”, non sono di carattere ideologico (comunismo idealismo ecc) ma sono ancora più basse, sono di carattere viscerale ed emozionale dove il cervello non reagisce più perché è stato programmato a non reagire, ma solo ad inzupparsi delle idee “preconfezionate” che producono la manipolazione mentale.

Concludendo il vero potere di uno Stato, quindi non: è ne giudiziario, ne legislativo, ne esecutivo, ma solo quello monetario (vedi Grecia, Spagna, Islanda, Portogallo ecc) non serve dimostrare il notorio. I banchieri lo hanno capito bene ed è per questo che foraggiano da anni (direttamente, indirettamente, coscienti, incoscienti ecc) i politici al fine di realizzare leggi (in tutti gli stati) che rendessero sempre di più il potere di emissione monetaria sempre più indipendente e separato dallo stato. La stessa unione sovietica ha avuto situazioni di questo tipo. Nella storia molti stati ci hanno provato ha riportare la sovranità sotto il potere dei cittadini ma sono sempre finiti male.

Giuseppe Turrisi


«Quando uno Stato dipende per il denaro dai banchieri, sono questi stessi e non i capi dello Stato che dirigono le cose. La mano che dà sta sopra a quella che prende. I finanzieri sono senza patriottismo e senza decoro»
(Napoleone Bonaparte)

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Altri articoli sul signoraggio bancario:
http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=signoraggio+bancario

venerdì 25 marzo 2011

Signoraggio monetario? Abbattimento del debito pubblico? In poche righe ecco la soluzione di Orazio Fergnani



"Soldi, soldi, soldi... ma non è la canzoncina di Betty Curtis" (Saul Arpino)

Tutti mi accusano da sempre di essere logorroico e per contrasto per
nulla sintetico... Adesso vi dimostro il contrario perché in poche
righe vi esplico l'arcano mondo del Signoraggio Monetario.

Il Signoraggio arreca questa entità di mancate entrate/guadagni allo
Stato ogni anno (conto della serva che però è comprensibile a tutti):

A) Signoraggio primario (emissione di moneta M1) circa 100 miliardi di euro/i;

B) Signoraggio secondario (tutti gli altri tipi di emissione bancaria
-prestiti-fidi-mutui-scoperti- etc., etc., ........circa 300 miliardi
di euro/i..

C) Interessi sul debito pubblico (che non esisterebbe se lo Stato non
si fosse fatto "volontariamente" strozzare dalle banche ..... circa 80
miliardi di euro/i

Complessivamente fanno circa 500 miliardi di euro/i l'anno!!

E' abbastanza per capire cosa ci stanno facendo questi infami assoluti
allo stato puro??

D) ed infine mancati guadagni ed entrate di ogni ordine e genere da
parte dello Stato e mancato sviluppo ed incremento dell'economia
nazionale a causa dello strozzinaggio delle banche....... cifra
INCALCOLABILE (sia nel senso che mancano i dati essenziali per
calcolarla.... sia per il fatto che se si riuscisse ad estrapolare i
dati con una controprova ...questa sarebbe di un'entità sbalorditiva,
strabiliante.

Questi dati potete utilizzarli quanto volete... ma ricordo a tutti che
sarebbe opportuno citare sempre la fonte dei dati (per una miriade di
motivi).

Che dite sono stato abbastanza sintetico nel descrivere cos'è il
Signoraggio Monetario e la portata dimensionale e dei danni epocali
che ha apportato ed apporta all'economia
locale-nazionale-internazionale?

Laudetur semper....



Ma se volete saperne di più, leggete di seguito...

Il Signoraggio Monetario

Quando si parte per La realizzazione di un progetto “Originario”
occorrono un sacco di elementi… Primo fra tutti la fantasia e secondo
la mente scevra da preconcetti…

Per ricostruire una vicenda lunga secoli e cercarla di comprenderla
occorre anche tanta conoscenza delle umane miserie…

Proviamo a partire cercando di usare la logica e tutte le sue
possibili utilizzazioni. Esaminiamo quindi per sommi capi cosa succede
nella gestione della moneta/denaro.

Esistono due scuole di pensiero e relativi paradigmi del tutto
inconciliabili fra loro:

1) è inconcepibile che il proprietario di un bene si indebiti per
averlo; Io la penso così!
2) è inaccettabile che venga creato del denaro libero da debito; ne
deriverebbe, se venisse violato questo principio, che l'inflazione non
sarebbe controllabile (versione accademica), ma il secondo paradigma
viene smontato dall’evidenza del fatto che negli USA di Lincoln
l'inflazione non c'era e neppure nell'isola di Guernsey e neanche nel
North Dakota odierno.

Esistono due tipi di uomini: quelli che hanno il cervello e lo usano,
e coloro che pur avendolo non sanno usarlo (e ovviamente sono la
maggioranza).

Quelli del primo tipo quando riscontrando una “stortura”, una
criticità, cercano di risolverla con i mezzi che hanno; gli altri (la
maggioranza) pur riscontrando l’inefficienza, la stortura, la
criticità… ne negano inizialmente l’esistenza ….e la difendono a spada
tratta per il solo fatto che rilevando che questa esiste …. Perché già
per ciò stesso deve avere un valido motivo per esistere,,,, pure se
non ne comprendono la ragione e la motivazione…. Ed è qui la somma
iniuria alla logica.

Da decenni (e più) è pienamente manifesta ed indiscutibile una truffa
che internazionalmente viene definita “rete del debito”
(http://www.webofdebt.com/) o “spirale del debito” e qui da noi
definita "Signoraggio".

Wikipedia ci dice: Il signoraggio è la differenza fra il valore
nominale di una banconota (o moneta) ed il costo della sua produzione.
L'insieme dei redditi derivante dall'emissione di moneta prende il
nome di reddito da signoraggio.

Altre fonti affermano che la creazione di base monetaria in condizioni
di monopolio dia la possibilità alla banca centrale di ottenere
redditi pari alla differenza tra i ricavi ottenibili dagli
investimenti in attività finanziarie e reali e i relativi costi di
produzione. Poiché questi redditi derivano dalla condizione di
privilegio concessa dallo Stato, i profitti sono in genere incamerati
in misura prevalente da quest'ultimo, sotto forma di imposte. Non ora.

Cerchiamo di capire bene la questione.

Esistono essenzialmente due modelli di pensiero economico-monetario :

1. Economia monetaria pura - non esiste credito, soltanto moneta circolante.

2. Economia creditizia pura - le transazioni sono svolte attraverso
apertura di crediti contabili.

Il sistema attuale è una via di mezzo fra questi due con netta
prevalenza della parte creditizia, anche qui senza che i cittadini ne
siano consapevoli e senza mai essere interpellati a scegliere
democraticamente, e decidere, anche qui sempre la stessa storia.

In tema di bilancio e di tassazione è corretto che la BCdI ponga al
passivo del bilancio le banconote in circolazione, perchè pone
contemporaneamente all'attivo dello stato Patrimoniale una congrua
riserva, ma non è corretto che al popolo sovrano vengano sottratti gli
interessi sulle monete creditizie (che come abbiamo visto sono la
parte preponderante).

Lo Stato ha ceduto tutti i suoi Diritti di emissione “monetaria” alle
banche e viceversa noi cittadini dobbiamo adorare e credere nelle
banche per poi accorgerci che è stata mostrata premura dalla Banca
d’Italia nel sollecitare il condono fiscale, per sé e per tutte le
altre banche. E lo Stato contemporaneamente all’evasione fiscale
bancaria…. paga interessi alle stesse per circa 70 miliardi di euro
all’anno ed incassa per il (finto) “signoraggio”, comprese le imposte,
meno di 1 miliardo di euro all’anno. La situazione mi sembra un po’
troppo sperequata in favore delle banche.

In estrema sintesi al 31 dicembre 2006 la Massa Monetaria circolante
era circa 113 miliardi di euro, dei quali 105 cartacei e 8 metallici.

L’aggregato monetario :
- M1 (circolante + depositi a vista) era 667 miliardi di euro,
- M2 (M1 + depositi con scadenza fissa fino a 2 anni + depositi
rimborsabili con preavviso fino a 3 mesi) era 941 miliardi di euro
- M3 (M2 + pronti contro termine + quote di fondi di investimento
monetario e titoli di mercato monetario + obbligazioni con scadenza
fino a 2 anni) era 1.124 miliardi di euro.,

La corruzione logica, legale, giuridica ha portato a che i proprietari
del Diritto di emettere la moneta e cioè i Cittadini che avevano
delegato lo Stato, siano ora nella condizione capestro, senza alcuna
via di uscita, di indebitarsi sempre di più per pagare gli interessi
sul debito e percepiscano gli interessi solo di una minima parte
delle monete in gioco. Mentre il Signoraggio (quello vero) è diventato
di pertinenza insottraibile delle banche (misteri giuridici, il denaro
compra la Legge).


Insomma viene commessa ai danni dello Stato (sotto gli occhi di tutti
quelli che dovrebbero vigilare e denunciare) una truffa immensa. A
questo punto la proposta di Ron Paul di eliminare le banche centrali
sembrerebbe la più logica, la più assennata. L’alternativa opposta
sarebbe la nazionalizzazione delle banche sotto il controllo diretto
dei Cittadini.

Ma chi dovrebbe denunciare tutto ciò? A mio modesto avviso dovrebbero
essere gli uomini della cultura e della politica, i religiosi, i
grandi Commis di Stato perché è la loro funzione …. con la precedenza
dei primi e dei religiosi, volendo concedere ai politici l'alibi
dell'ignoranza, del resto per legge basta aver frequentato la terza
media per diventare senatore. Nulla di questo è stato mai fatto……
Io, vista la scleroticità e stasicità del sistema ho provveduto
personalmente a presentare molte denunce a questo proposito. Ad oggi
tuttora apparentemente inascoltate.

Che fare in questo marasma monetario e l’interesse, il debito… il
capitale mai restituibile e quant’altro? Contrariamente alle
apparenze tutto è facilmente risolvibile ….. ad esempio collocando
tutto il sistema in una economia monetaria pura (solo massa monetaria
circolante) in modo che tutti gli interessi sulla moneta (a questo
punto soltanto pubblica) giungano allo Stato.

Così facendo si rimarrebbe entro i confini dell’attuale paradigma
(moneta in cambio di debito - per paura dell'inflazione, a dar retta
agli ”accademici”), ma si eviterebbe (secondo questi, non secondo me)
di alimentare l’attuale spirale irraggiungibile ed ineliminabile del
Debito Pubblico. Ovviamente il sistema finanziario dovrebbe trovare un
nuovo equilibrio perchè avrebbe minori entrate rispetto ad oggi, ma è
un’opzione gestibile, lasciando inalterate le vigenti condizioni
generali.

Così facendo da calcoli stimati ritornerebbe agli italiani ogni anno,
se si prendesse questa via fra costo opportunità ed imposte, almeno
300 miliardi di euro all’anno (10 volte una finanziaria), più che
sufficiente per ridurre o annullare drasticamente l’imposizione
fiscale oggi e contemporaneamente cancellare in pochissimi anni il
Debito Pubblico statale incancrenito.

Sia che si prenda la strada dell’emissione monetaria diretta da parte
dello Stato senza indebitamento, sia che si rimanga entro i confini
attuali di una BCE, o altra banca emettitrice (moneta in cambio di
debito) è possibile moralizzare la Società nella quale lo Stato
sarebbe libero dal debito. È solo una questione politica, di scelta.
Si tratta di deciderlo, metterlo per iscritto e farlo rispettare.
Incredibile? Ma assolutamente vero! Provare per credere…..

Orazio Fergnani

(Alba Mediterranea 1)